La filosofia greca

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La filosofia greca

172 la Filosofa greca

è con sicurezza conosciuto, e cioè di mostrare ch^

ad ogni asserzione dommatica se. ne possa contrap-

porre una opposta, egualmente fondata (').

Con questo assunto positivistico però non s'accorda

l'enunciato dei dieci tropi (tqójtoi) su cui Enesidemo

cerca di fondare il suo dubbio universale,

perchè da essi risulta piuttosro un'impossibilità as-

soluta di conoscere con certezza alcuna cosa, che

non l'inadeguatezza attuale delle nostre conoscenze.

Di questi tropi, il 1° è tratto dalle differenze degli

esseri animati, da cui consegue la diversità nel con-

cepire le stesse cose; il 2° dalla diversità degli uo-

mini in particolare; il 3° dalla differente struttura

dei sensorii; il 4° dalla diversità degli stati soggettivi;

il 5° dalla diversità di posizione, luogo e distanza ;

il 6° dal miscuglio in cui le cose ci appaiono; il 7°

dalle differenze quantitative (ciò eh' è grande appare

piccolo, ciò che quadrato rotondo, ecc.); l'8° dalla

relatività delle cose; il 9° dalla frequenza o rarità

delle percezioni; il 10° dalla diversità di educazione,

di costumi, di leggi, di miti e di

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opinioni ( ).

Ai dieci tropi di Enesidemo, Agrippa ne aggiunse

altri cinque, che però, con più verità, non si sommano

ai precedenti, ma sono una diversa redistri,

buzione dei fattori del dubbio Essi sono: l'opposi-

zione dei giudizii sopra i singoli problemi, il regresso

all'infinito, la relatività degli oggetti; l'assunzione

di proposizioni universali immediatamente certe, che

i dominatici fanno arbitrariamente, per evitare il

regresso all'infinito; infine la diallela, che si ha

quando un argomento che si pone a conferma di

(1) Philo., de ebr., § 202; Phot., Bibl., 169 b 21 segf

(9) Diog., ix, 79 aegg.

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