La filosofia greca

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La filosofia greca

IX. SCETTICISMO ED ECLETTISMO 173

un giudizio, si fonda a sua volta su questo, cioè

manca di giustificazione (').

L'intento di Enesidemo è di fondare un nuovo

eraclitismo, cioè una concezione del flusso universale

delle cose e delle opinioni che le concernono. Ma

sulla traccia del suo modello, finisce anch'egli col

dominatizzare: di qui la distinzione, che il suo se-

guace Sesto Empirico sente il bisogno di ripristinare,

tra Peraclitisrno e lo scetticismo ('-).

Nelle opere di tìesto tutti i vari temi scettici svi-

luppati da Enesidemo, da Agrippa, da Favorino, da

Menodoto, sono insieme aggruppati con un nesso

sistematico, che riproduce, nel suo anti-dommatismo,

la tripartizione dommatica della filosofia, in logica,

fisica, etica. Nelle Istituzioni pirroniane e nei cinque

ultimi libri dell'opera Contro i Matematici (o Contro

i Di mimatici), le singole sezioni vengono minutamente

esaminate e discusse con una sovrabbondanza

di argomentazioni, che non sempre tuttavia testimo-

nia l'acume degli scettici.

Contro la logica dommatica, Sesto riunisce i tropi

di Enesidemo e di Agrippa. Alla confutazione della

possibilità che si dia un criterio del vero, egli ri-

volge particolarmente la sua attenzione. Ogni criterio

consta di tre momenti: a quo, per quod, secundum

3 quod ( ). A quo, cioè il soggetto umano giudicante:

e questo vien mostrato come una norma variabile

e fallace. Per quod: ciò implica il mezzo giudicante,

la sensibilità o l'intelletto o la sintesi di entrambi.

Ma la sensibilità è soggetta all'errore; l'intelletto,

non potendo neppure intendere se stesso (la propria

(1) Diog., ix, 88 segg.; Sext. Pyrr., i, 164 segg.

(2) Sext., Pyrr., i, 210.

(3) Sext., Pyrr., n, 18 segg.

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