La filosofia greca

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La filosofia greca

IX. SCETTICISMO ED ECLETTISMO 175

poreo non v'è causalità: perchè la causa deve toc-

care il causato e viceversa, mentre la natura incor-

porea non può toccare né essere toccata dall' incor-

1 porea ( ).

Infine la virtù efficiente non può risiedere più

nel causante che nel causato, più in colui che gira

la ruota, che nella ruota che gira. Similmente, si

dice che il fuoco brucia la legna: ma è veramente

esso la causa del bruciare o non piuttosto un'atti-

2

tudine della legna? ( ). L'incapacità ad intendere la

concretezza delle relazioni costituisce il fondo delle

argomentazioni di Sesto contro il principio di causa.

Ma tale incapacità è propria della filosofia greca in

genere più che di Sesto in particolare: quindi la sua

critica acquista un grande valore come crisi interiore

di quei presupposti sostanzialistici che stanno a fondamento

della metafisica greca, e che le precludono

l'intelligenza della concretezza di rapporti ideali.

Similmente contro il moto, lo spazio, il tempo,

la generazione, sono ripetuti i vecchi temi sofistici

ed altri nuovi ne sono escogitati. E finalmente la

critica delle dottrine etiche — fondata sull'impossi-

bilità di concepire un bene o un male per natura,

perchè se fossero, dovrebbero essere eguali per tutti,

mentre non sono tali — chiude la serie delle ne-

gazioni.

Ma qual'è la conclusione ultima del pensiero di

Sesto? Un totale nihilismo? No: egli annulla o immagina

di annullare ogni pretesa dommatica, ogni

asserzione scientifica intorno alla realtà, e non la

realtà stessa in cui vive ed opera.- Quindi, lo strano

epilogo di questo scetticismo, che nega ogni valore

(1) Sext., Math., ix, 214.

(2) Ibid., 240.

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