La filosofia greca

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La filosofia greca

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LA FILOSOFIA GRECA

Aristotile distingue tre figure di sillogismi, a seconda

della diversa posizione del termine medio

(oQoq (léoor) nelle due premesse (jTQoxdoeic). Nella l a

figura, il termine medio funziona una volta da sog-

getto e una volta da predicato (.4 si predica di tutto

B, B di tutto C, dunque A di tutto C); nella 2', il

medio è predicato nelle due premesse; nella 3 a , sog-

getto. La prima figura conclude universalmente e

affermativamente, la seconda negativamente, la terza

particolarmente.

Definiti gli elementi, è compito della logica esa-

minare il loro uso e. il loro valore nella scienza.

Questo compito è assolto negli Analytica posteriora,

mentre il primo nei priora. I due caratteri essenziali

della scienza sono l'universalità e la necessità. Delie

cose contingenti non si dà vera scienza ('); né d'altra

parte per via del senso si conosce alcunché, dovendo

tutte le proposizioni procedere per universali, mentre

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il senso non dà l'universale ( ), ma soltanto il sin-

golare. L'universale (tò xaQóÀov) è massimamente remoto

da noi; vicinissimo invece il singolare, che tocchiamo

col senso; ma questi rapporti di vicinanza e

lontananza s' invertono, se dalla considerazione delle

cose « rispetto a noi * passiamo alla considerazione

delle cose quali sono « per natura ». Quivi sono priora

et notiora gli universali, più lontane le cose singole;

ed è logico che la scienza, riproducendo l'ordine

naturale della realtà, muova dagli universali per pro-

cedere ai singoli che ne derivano. Questo procedimento

è la dimostrazione scientifica, nelle sue due

forme che già conosciamo, la dialettica e l'apodit-

tica, la quale ultima ha, essa sola, un valore vera-

(1) Anal. posi., I, 30, 87 b

(2) Ibid., I, 81, S7 b 80.

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