La filosofia greca

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La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 201

dottrine stoiche, peripatetiche, platoniche, e il suo

amore per Aristotile e già un segno cospicuo del

nuovo orientamento della scuola platonica.

Ma la sintesi teologica delle dottrine classiche,

è, più che da altri, preparata da Albino e da Nume-

nio, attraverso i quali già si fa strada V ispirazione

propriamente neo-platonica. Tra gli scritti attribuiti

un tempo a Platone, v'è una raccolta di lettere, che

sembra però sia stata composta in seno alla scuola,

in un periodo più recente. Qui troviamo i primi ac-

cenni, ancora vaghi e misteriosi, di una trinità di-

vina. Vi si parla di tre principii, il primo dei quali

è re dell'universo e causa di tutte le cose belle; il

secondo presiede alle cose di second'ordinc, il terzo

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a quelle di terz'ordine ( ). Albino attribuisce a que-

sta trinità il significato storico dei tre principii di-

vini in cui culminano, rispettivamente, il platonismo,

l'aristotelismo e lo stoicismo. Nella sua Introduzione

ai dorami platonici, pervenutaci sotto il nome di Al-

cinoo, egli distingue l'anima del mondo, l'intelli-

genza del mondo e Dio. Ma, se l'identificazione del-

l'anima del mondo col Dio stoico non lascia luogo

a dubbi, tra i due principii superiori invece c'è

ancora un miscuglio non sceverato di concetti pla-

tonici ed aristotelici. Albino accetta le idee plato-

niche, ma non ne fa dei modelli separati, bensì

pensieri di

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Dio, atti della sua intelligenza ( ). D'altra

parte, poi, la divinità, pur dichiarata sopraintelligi-

bile, non viene ancora spogliata di ogni attributo

intellettuale e ridotta alla pura unità ineffabile,

come pei posteriori neo-platonici.

(1) Ep., 2, 312 d.

(1) Alcin., Introd. in Fiat, dogm., e. 10.

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