La filosofia greca

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La filosofia greca

206 LA FILOSOFIA GRECA

flussi. Più facile è invece lo studio dei tentativi di

un consapevole allacciamento di dottrine giudaiche

ed ellenistiche, che s'iniziano nel 2° secolo a. C. con

Aristobulo. In un comento al

i

Pentateuco ( ), questi

cercò di mostrare che la dottrina mosaica si accorda

con ciò che v'è di meglio nei sistemi filosofici greci,

i quali per altro non hanno di fronte ad essa che il

valore di un mero comento. E la stessa subordina-

zione dell'elemento greco all'elemento giudaico si

può osservare nella traduzione greca della Bibbia,

detta dei Settanta, dove l'appropriazione dei motivi

ellenistici, e cioè l'ellenismo passivo, s'incrocia con

l'intento nazionalistico dei traduttori, e che sta nel

volere illuminare il mondo greco, rivelando ad esso

i tesori della tradizione giudaica.

Questo indirizzo di pensiero raccoglie i suoi frutti

più maturi nell'opera di Filone, importantissima così

per la formazione della filosofia cristiana come per

quella neoplatonica. Filone nacque in Alessandria

nel 30 20 a. C. La data della sua morte è dubbia,

ma si sa che, settantenne, egli si recò a Roma (nel

40 d. C.) ambasciatore della sua città presso l' im-

peratore Caligola. La sintesi della mentalità greca

e orientale è un'opera da lui intrapresa con piena

coscienza così del pregio dell'ellenismo come del

valore sopraordinato della tradizione giudaica. Questa

è sorta per rivelazione diretta di Dio e deve

perciò essere anteposta alla sapienza greca, la quale

può servirle soltanto di comentario.

Si ritrova nella filosofia di Filone l'ultimo tema

della trascendenza greca: Dio solo è saggio; la co-

noscenza umana è impotente a giungere fino a lui.

(1) Opera che è andata perduta, ma di cui ci ha tramandata miaiche

frammento Eusebio,

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