La filosofia greca

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La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 215

il 175 e il 242 di C, il quale consacrò tutte le forze

del suo ingegno all' insegnamento orale, senza la-

sciare nessuno scritto. Porfirio è la più sicura autorità

da consultare sull'insegnamento di Ammonio.

1

Nella sua Vita di Plotino ( ), egli ci mostra l'atteggiamento

di Ammonio come ispirato a un illuminato

eclettismo, che cercava di salvare quanto di più vi-

tale offrissero le filosofie anteriori, e di conciliarle

in un pensiero superiore. I momenti. principali, co-

stitutivi, del suo eclettismo, erano le dottrine di Platone

e di Aristotile, del primo in particolar modo,

la cui psicologia egli difese contro le critiche aristo-

teliche. È lecito supporre che l'efficacia del suo in-

segnamento sia stata assai grande, se un ingegno

come Plotino ha potuto intuire in lui « l'uomo che

gli bisognava », e frequentarne la scuola per lunghi

anni. Tuttavia, la credenza che tutta la dottrina

neo-platonica sia una creazione di Ammonio, e che

Plotino l'abbia soltanto volgarizzata, è una fola, non

dissimile da quella di chi pretendesse di ritrovare

in Socrate già tutta la metafisica di Platone.

Senza dubbio i germi del neo-platonismo sono già

in Ammonio; ma come germi, non come dottrine

esplicate. L'intonazione religiosa del suo pensiero è

chiaramente espressa dall'appellativo ó 8eo8£8a5«os

che gli venne attribuito; inoltre spetta a lui il merito

di avere intuito la distinzione tra il principio animato

e la ragione, collocando l'anima parte in sé, parte

nel nus, e spiegando come energia quel che v'è di

autonomo nell'anima: di essa non si può dire che

è qui o là, ma che agisce qui o là. Quanto alle altre

dottrine che di lui ci son tramandate :

(1) Cap. ìv.

l'immaterialità

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