La filosofia greca

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La filosofia greca

216 LA FILOSOFIA GRECA

dell'anima, la netta distinzione tra il sensibile e il

soprasensibile, e l'esclusione di ogni spazialità sen-

sibile da quest'ultimo, (preludio di finissime analisi

di Plotino): tutto ciò era una logica conseguenza dei

presupposti platonici del pensiero di Ammonio.

Tra i suoi scolari si ricordano: Erennio. Longino,

grammatico ed esteta, a cui Plotino dà valore di filo-

logo, ma toglie quello di filosofo ('); Origene il neo-

platonico, che dopo Plotino è il maggior seguace

di Ammonio; e, molto probabilmente, anche l'altro

Origene, il grande Padre Alessandrino.

Una delle più notevoli dispute in seno alla scuola,

che diede luogo a una seria divergenza speculativa,

concerne il problema: se gl'intelligibili (xà vorjTà)

siano nella mente o fuori della mente. Si trattava

della possibilità stessa di una vera sintesi del pla-

tonismo e dell'aristotelismo: Longino, trincerato nel

platonismo, pose le idee separate dall'intelligenza;

ma Plotino, con ben altro ingegno speculativo, fece

il gran salto ed intuì la realtà piena del pensiero

come nessun altro pensatore prima di lui. La rica-

duta del suo scolaro Porfirio nel vecchio platonismo

rivela un'assai scarsa penetrazione dello spirito vivo

della metafisica plotiniana.

7. Plotino. — Nato a Licopoli in Egitto al prin-

cipio del III secolo, si diede a 28 anni allo studio

della filosofia. Dopo avere ascoltato i più rinomati

pensatori, che in quel tempo insegnavano in Ales-

sandria, senza che nessuno riuscisse ad appagare le

sue esigenze mentali, s'imbattè in Ammonio. Udito

ehe l'ebbe, ne comprese tutto il valore ed esclamò:

(1) Plot., ap. Porph., V. Plot., cap.

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