La filosofia greca

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La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 217

ToùTov èlr\xow, ecco il mio uomo, e ne frequentò la

scuola per 11. anni, fino alla morte di lui.

A 40 anni, Plotino è a Roma, fondatore a sua

volta di una scuola, che per la sua rinomanza attrae

perfino un imperatore, Gallieno. L'amicizia dell'au-

gusto uditore fa concepire all'appassionato platonico

l' idea di fondare nella Campania una città, Plato-

nopoli, sul modello della Repubblica ;

un disegno che

però non giunse neppure all'inizio dell'esecuzione.

L'insegnamento di Plotino, come ci ricorda Por-

firio nella vita del maestro, volgeva in gran parte

sulle dottrine di Piatone e di Aristotile; egli soleva

leggere nelle Sinusie, conversazioni coi discepoli, i

più accreditati comentari platonici, di Severo, Cronio,

Attico, e particolarmente di Xumenio: nonché

i comentari peripatetici di Adrasto, Aspasio, Ales-

sandro ('). Da questi scrittori, e più di tutti dal suo

maestro Ammonio, egli trasse l'ispirazione di quella

grande sintesi storica delle dottrine del passato, che

forma l'aspetto profondamente nuovo della sua filo-

sofia.

Dopo 24 anni d'insegnamento, si ritirò in Cam-

pania e vi morì un anno dopo, nel 289 d. C. I suoi

scritti, da lui composti nell'età matura, furono pub-

blicati postumi da Porfirio, che li raccolse, li unì in

sei gruppi di nove ciascuno, e vi diede il nome di

Enneadi. L'ordine del raggruppamento è, esternamente,

abbastanza sistematico: la prima Enneade

tratta dell'uomo, la seconda della fisica, la terza del

cosmo, la quarta dell'anima, la quinta del pensiero,

la sesta dell'uno; più importanti di tutte le due ul-

time, dove nella sua massima potenza si afferma il

(1) Vita Plot., cap. iv.

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