La filosofia greca

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La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 221

insieme nostra e non nostra; nostra in quanto ne

partecipiamo, non nostra appunto perchè ne parte-

cipiamo soltanto, riconoscendo così il suo valore

sopraordinato rispetto a noi (»). La ragione umana

pensa ed è nella verità in quanto a lei si comunica

la divina luce del pensiero; essa pertanto non attinge

direttamente il proprio oggetto, ma solo con la me-

diazione di un principio che la trascende. La ragione

non si conosce come ragione; solo il pensiero rag-

giunge la piena autonomia e sufficienza.

L'anima è ancor troppo legata alla pluralità sen-

sibile e alla soggettività empirica, perchè possa con-

siderare il pensiero come esclusivamente proprio;

essa non possiede la necessità che appartiene al

pensiero, ma soltanto quella forza meramente sog-

gettiva che le aveva riconosciuto Gorgia: la ;

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sione ( ). Anima e pensiero s'ipostatizzano tosi in

due principii distinti, il primo dei quali è contenuto

dall'altro, ma non lo contiene a sua volta, e ne ri-

ceve la luce intellettuale.

B. Il pensiero. — Solamente il pensiero soddisfa

all'esigenza socratica del «Conosci te stesso». Ivi il

conoscente e il conosciuto, la verità e il fatto sono

tutt'uno, non già nel significato statico che i due

termini si adattino l'uno a l'altro come pane a parte,

e neppure nel significato trascendente che la mente

:i

possegga il suo oggetto come pura immagine ( ), ma

nel senso che la sintesi mentale è a un tempo sintesi

nel pensiero e nell'essere. L'universo è tutto pensiero

ed ente; dualità che è unità: il pensiero in quanto

(1) Ennead., v, 3, 2 stgg.

(2) v, 3, 6.

(3) v, 3, 5.

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