La filosofia greca

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La filosofia greca

236 LA FILOSOFIA GRKCA

a sè, null'altro che essenza pensata, epperò rivela

nella sua struttura i momenti stessi del pensiero che

lo cren.

Riconquistato il concetto dell'attività, Plotino è in

grado di completare il suo sistema dell'universo.

Egli ci ha mostrato finora come attraverso i gradi

intelligibili dell'anima e del pensiero si giunga fino

a Dio; ora ci mostrerà come dall'attività divina e

creativa procedano il pensiero e l'anima. La linea

discensiva integra la linea ascensiva; l'evoluzione

dall'uno, l'involuzione dell'uno.

Il problema che ora si propone Plotino non è

quello che si proponeva Platone nel Timeo', ma quello

che Platone aveva appena intravveduto, quando,

pervenuto con la dialettica all' idea suprema del

Bene, intuiva una deduzione sintetica di tutte le

idee dalla loro fonte*. A un tale, poderoso problema,

il platonismo era insufficiente, come quello che ipo-

statizzava le idee fuori della mente divina; per

Plotino invece le idee sono atto e verbo di Dio; egli

è pertanto assai meglio in grado di soddisfare al

suo compito.

D. La triade intelligibile. — È necessario ri- •

farci brevemente da capo, per affrontare adeguatamente

l'arduo problema e svelare le intime ragioni

del procedimento plotiniano. Abbiamo veduto che

Dio è attività, non condizionata da sostanza preesistente,

ma sostanza essa medesima. Non dobbiamo

tuttavia dimenticare che Dio non è né intelligenza,

nò coscienza: quindi la sua attività non porrà in

vita una creazione mentale, ma una creazione quasi

naturale e fisica. Il seguente passo di Plotino giova

a spiegare la natura di quell'attività. Nel pensiero

divino, egli dice, non v'e deliberazione precedente

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