La filosofia greca

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La filosofia greca

246 LA FILOSOFIA GRECA

ciò eh' è senza materia: nella materia infatti regna

la necessità ineluttabile. La volontà è tutt'uno col

pensiero; è chiamata volontà solo in quanto è secondo

il pensiero: la volontà infatti vuole il bene,

e l'intendere è nel bene. Quindi, il pensiero è per

se stesso libero; quindi la vera libertà è la virtù (').

Ma Dio è superiore alla

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libertà ( ), e similmente

l'anima che a Dio si congiunge è superiore a questa

perfezione ed autonomia. Lo stato della perfetta bea-

titudine, della realizzazione compiuta di tutte le po-

tenze dell'anima, è l'estasi. La conquista dell'inespri-

mibile, dell'ineffabile, non può essere che uno stato

egualmente inesprimibile e ineffabile; al Dio sopra-

cosciente lo spirito si adegua con un abbandono di

ogni consapevolezza di se medesimo. E da credere,

dice Plotino, che allora noi vediamo Dio, quando

l'anima di repente riceve la luce. Egli appare cir-

confuso da quella luce ed è insieme quella luce, di cui

l'anima era vuota prima del suo ingresso. Come ciò

avviene? Togli di mezzo ogni cosa! "A(feta jidvra (*).

È il grido supremo della rinunzia alla propria ùma-

uità, del violento distacco dello spirito da tutto ciò

che lo lega alla vita terrena. Nell'estasi, l'anima fìssa

in Dio non sente più il corpo, né sente di essere nel

corpo, né altro dice di se, né di essere uomo, né

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animale, né universo, né ente ( ).

Il massimo sforzo di Plotino sta nel mostrare che,

in questo stato, la contemplazione di Dio è un vero

possesso di Dio: meravigliosa trasvalutazione, in uno

slancio di entusiasmo, delle premesse oggettivistiche

(1) vi, 8, 6-7.

(2) v, 8, 12.

(3) v, 3, 17.

(4) vi, 7, 34.

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