La filosofia greca

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La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 251

vien sacrificato al materiale. Xel neo-platonismo in-

vece, che raccoglie tutti i frutti della speculazione

precedente, l'immaterialità dei ppncipii ideali sco-

perti da Platone e da Aristotile, acquista a sua volta

un nuovo rilievo nell'antitesi col concetto stoico della

materia, e l'ingegnosità e l'acume di Porfirio si ri-

velano per l'appunto nel formulare un'opposizione

puntuale dei due concetti, che giova egualmente alla

chiarificazione di entrambi.

Un notevole valore ha anche l'etica di Porfirio,

che è una descrizione metodica dei gradi per cui

l'anima giunge al sommo bene. Porfirio distingue

quattro classi di virtù, disposte in ordine progressivo:

virtù politiche consistenti nella moderazione

delle passioni; purificative, cioè tendenti alla con-

templazione; virtù dell'anima intellettualmente ope-

rante; virtù esemplari o paradigmatiche, che son

proprie della mente e trascendono l'anima. Chi rag-

giunge le più alte virtù, possiede anche le più basse,

ma non viceversa. Chi opera secondo le prime è uomo

probo: e, progressivamente, secondo le altre, genio

buono (8cunoov àya6ó;), dio, padre degli dèi (/).

Ma l'aspetto più caratteristico della personalità

di Porfirio, non è la dottrina, bensì l'atteggiamento

pratico. In lui, volgarizzatore di Plotino, la specu-

lazione discende all'azione settaria, la teologia alla

religione popolare. La triade divina soltanto in un

significato metaforico s'identifica per Plotino con

le divinità del politeismo greco. Urano, mutilato da

suo figlio Saturno, è l'uno che si divide e divien

l'uno multiplo, l'intelligenza intelligibile. Saturno

incatenato è l'intelligenza' che vive in una quiete

assoluta, inaccessibile alle agitazioni del mondo.

(1) Sent., 34.

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