La filosofia greca

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La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 253

della mantica; essi s'improvvisano a sacerdoti della

nuova esoterica religione, s'iniziano ai misteri del-

l'oriente, contrasta io palmo a palmo il campo al

cristianesimo, fuori delle scuole filosofiche, nei tem-

pii dell'antica religione, trasformati dallo spirito ar-

dente di questi neofiti. Il capo spirituale del neo-

platonismo, in questa sua fase, è Giamblico.

9. Giamblico e la scuola siriaca. — Scolaro di

Anatolio (') e di Porfirio, Giamblico, nato nella Siria,

fondò, molto probabilmente nella sua patria, una

scuola filosofica. Nella sua personalità si accentravano

i caratteri del teologo e del prete orientale; il

nome di Qeiog e anche di tìeiÓTatoi; a lui dato dai con-

temporanei, il racconto di miracoli e di prodigi

compiuti, hanno circondato la sua figura di una mi-

stica aureola.

Sul suo pensiero esercitarono grande influenza la

teologia caldea, intorno alla quale scrisse una grande

opera, che è andata perduta, e il neo-pitagorismo,

d'onde trasse il gusto per gli studi matematici, come

ci documentano alcune opere pervenuteci, parti di

un'opera maggiore, che non possediamo nella sua

integrità.

La teologia di Giamblico è un vasto tentativo di

abbracciare, in un sistema ordinato e sorretto da

un'unica legge, le numerose divinità del politeismo;

opera che troverà in Proclo il suo più potente si-

stematore. Legge dell'aggruppamento e della distri-

buzione degli ordini divini e la trinità; in ogni or-

dine precede una unità immediata, da cui procede

e di cui partecipa la dualità; il passaggio dall'una

(l) A sua volta scolaro di Porfirio.

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