La filosofia greca

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La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 255

Sulla fantasia dei contemporanei, pregna di eso-

terismo orientale, il sistema di Giamblico esercitò

un potente influsso. Ma il pensiero filosofico fu assai

poco stimolato: tra i numerosi seguaci di Giamblico,

non si ricorda che Teodoro di Asine, come prosecutore

dell'indirizzo speculativo che doveva menare

sino a Proclo, e perfezionatore del sistema triadico.

Quanto ai rimanenti, alcuni svolgono la loro mode-

sta attività nell'ambito della scuola, come il cappadocio

Edesio e lo scolaro di lui Eusebio; altri hanno

un ben diverso teatro: Sopatro gode influenza nella

corte costantiniana, Prisco vive nel Palatium, Sal-

lustio è governatore di una provincia, Massimo è

teurgo più che filosofo, Crisanzio abita il tempio. Lo

storico della setta è Eunapio, seguace di Crisanzio.

È questo il momento prammaticamente religioso

dell'attività del neo -platonismo. La difesa del poli-

teismo contro la nuova religione è negli animi e nei

voti di tutti. L'interpretazione allegorica dei miti,

iniziata già da Plotino, riceve un grande sviluppo,

e dà un profondo e arcano senso alle ingenue e poe-

tiche tradizioni della mitologia greca; la religione,

che ancora in Porfirio conservava qualche vestigio

di intima e filosofica spiritualità, in quanto che il

saggio poteva, anche senza parlare, onorare Dio, si

esteriorizza necessariamente nel culto; e questo, ben-

ché creato da filosofi, non attinge più al pensiero le

sue pratiche, ma all'esoterismo teurgico. Nella Bibbia

1

della rinnovata religione, l'opera De Misteriis ( ),

falsamente attribuita a Giamblico, ma certo com-

2

posta nella sua scuola, è espressamente dichiarato ( )

(1) Il titolo greco è: 'A|3d|xnovos òibaoy.&kov xqò

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