La filosofia greca

booksnow2.scholarsportal.info

La filosofia greca

X. IL NEO-PLATONISMO 257

utile ai suoi fini di assecondare la nuova religione.

Il politeismo, che aveva già ceduto nelle coscienze,

cede allora anche nell'esteriorità del culto. La folle

ranza che gli accordò il senno politico di Costantino

lo fece inaridire nell'indifferenza; ma lo zelo cri-

stiano di Costanzo lo colpì più duramente, infliggen-

dogli un'aspra persecuzione.

I due anni (361-363 d. C.) dell'impero di Giuliano

segnano l'eroico e disperato tentativo di una risurre-

zione del politeismo. Il nome di « apostata » attribuito

a questo principe dai cristiani rivela, per quell'iden-

tità che vive nell'opposizione, il suo carattere di

apostolo della fede pagana. Egli converte infatti la

missione dell'impero in un apostolato religioso, e

pone così in atto, nella sua apostasia, quella com-

penetrazione delle due idee universali — impero e

religione — che formerà l'opera poderosa della men-

talità cristiana.

Elevato nelle pratiche della nuova religione, compagno

di scuola di due uomini che la Chiesa ha san-

tificato, Basilio e Gregorio, egli mostrò fin da giovane

il suo gusto classico e pagano; lo studio della filosofia

completò poi la sua conversione al politeismo. Nomi-

nato imperatore — dopo essere stato Cesare alla dipen-

denza di Costanzo — spiegò improvvisamente il suo

programma, noto fino allora a pochi amici. La re-

staurazione del politeismo fu rapidamente iniziata

sotto gli auspicii imperiali; furono riaperti gli antichi

tempii, rinnovati i riti nello spirito del neo-platonismo;

e l'imperatore stesso, incurante del prestigio cesareo,

si trasformava in prete, e adempiva, fino i più umili

urtici del ministero divino. Quel che però l'opera

imperiale non poteva creare, era l'antico pubblico

di fedeli, era quella fiamma di vita religiosa che

doveva riempire e riscaldare i rinnovati tempii. Le

G. de Ruggiero, La filosofia greca - u. 17

.

More magazines by this user
Similar magazines