La filosofia greca

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La filosofia greca

2?>8 la filosofia greca

lettere di Giuliano ci rivelano spesso il suo scoraggiamento

per P indifferenza che paralizzava e intristiva

la sua opera. Ed egli che per temperamento

era mite e generoso, egli che come la più gran parte

dei pensatori del tempo, come Temistio, come Li-

i

banio, era tollerante in materia religiosa ( ), fu ina-

sprito dalla lotta accanita che i cristiani fecero alla

sua religione, e si lasciò trasportare ad atti di re-

pressione e di crudeltà.

Il valore di Giuliano come pensatore è scarso.

Della sua polemica contro i Cristiani non ci restand

che frammenti, riferiti da Cirillo, i quali rivelano

poca originalità critica, non diversamente dalle molte

opere apologetiche pullulanti nel tempo. Assai belle

e vive sono invece le Letture, documenti drammatici

della sua opera, del suo fervore, delle sue delusioni,

che non riuscirono tuttavia a vincere il vano eroismo

che lo animava.

L'impresa religiosa di Giuliano passò nella vita

dell'impero come una meteora. Dopo la morte di

lui, una violenta reazione distrusse rapidamente tutto

ciò che il suo genio aveva per un istante sorretto.

Il neo-platonismo subì la stessa sorte della religione

pagana con la quale aveva accomunato la propria

vita, ed ebbe finanche la sua martire in Ippazia,

bella e intellettuale figura di donna, uccisa dal furore

popolare suscitato dal vescovo Cirillo. Come scolaro

di lei vien ricordato il retore Sinesio, che più tardi,

convertito al Cristianesimo, divenne vescovo.

Con la morte di Giuliano, la fioritura ellenistica

della scuola siriaca è finita. L'eco del neoplatonismo

(1) Il paganesimo è conciliante in materia religiosa e non ha or-

rore delle eresie. La divinità, dice Temistio, si compiace della diversità

degli omaggi.

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