La filosofia greca

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La filosofia greca

VI. ARISTOTILE 23

stinzione si spiega solo nel tempo, come passaggio

da una filosofia a un'altra. Che di strano, dunque,

se Aristotile, nel quale si andava appena effettuando

quel passaggio, non se ne sia accorto?

L'indagine sul divenire è condotta da Aristotile

con rara penetrazione, ma anche con una sovrabbondanza

di analisi, che ci oscura non poco il nesso

sintetico delle varie parti. Per un criterio di oppor-

tunità didattica, noi cercheremo innanzi tutto d'iso-

lare i principii fondamentali del divenire, e poi di

guardarne l'esplicazione in atto nella fisica.

11 centro di orientamento della ricerca è dato dalla

considerazione dell'individualità organica, quella in

cui il divenire si manifesta nella sua forma tipica

e più elevata. Dalla struttura dell'organismo, poi,

riceve luce anche ciò che nella comune considera-

zione passa per inorganico; anzi, l'intero sistema

cosmico, nei suoi grandi nessi e nella distribuzione

ordinata e armonica delle sue parti, appare a sua

volta come il massimo organismo vivente e animato.

Ora l'individuo organico ci si presenta come una

sintesi di determinazioni opposte. Esso è innanzi

tutto un individuo, ma riassume in sé i caratteri

costanti della specie, dell'universale. È una pluralità

di parti, di funzioni, ma contenute in una

unità semplice, anzi tanto più semplice e schietta

quanto più ricca la molteplicità sottoposta. È un

tutto materiale, ma impresso in una forma definita;

un essere, che tuttavia si fa, si svolge; quindi che

nega continuamente ciò che è, ed include in sé il

fermento attivo di un non-essere. Tutte queste op-

posizioni si possono polarizzare in un'opposizione

fondamentale: ogni analisi infatti ci riconduce a

due principii costanti, l'uno dei quali è la radice

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