La filosofia greca

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La filosofia greca

24 LA FILOSOFIA GRECA

della pluralità, della molteplicità, dell'indetermina-

zione, l'altro dell'unità, della semplicità, del limite.

Nessuno dei due esiste senza l'altro, eppure nessuno

può risolversi nell'altro; soltanto insieme essi

acquistano concretezza e rilievo. Senza un sostrato

(&jtoxei|ASvov) del mutamento, senza una materia (vh))

a cui inerisca la forma organica, l'individuo è ine-

splicabile; e similmente senza una forma (ixoQqni)

determinata, senza l'idea impressa del tipo, della

specie (etSog), la materia cade nella mera indeter-

minatezza e confusione. Forma, specie, limite, sono

dunque tante espressioni diverse per designare la

stessa funzione specificante e determinante, in seno

alla materia, che costituisce l'originalità dell'indi-

viduo. Le idee del platonismo già ci si rivelano, di

qui, nella loro astrattezza: come separate e formanti

delie sostanze, in sé e per se compiute, esse sopra-

stavano alla materia, senza compenetrarla della loro

viia; donde la vana tortura del ricongiungere quel

ch'era stato irrimediabilmente disunito. Aristotile non

nega già le idee di Platone, ma il loro modo di essere

separato, sostanziale. Sostanza non è la materia n'è

l'idea per so presa, ma la loro sintesi; l'unità, se

non esiste originariamente, non potrà essere mai

più reintegrata.

Materia e forma costituiscono così i primi prin-

cipii dell'organismo, e il loro mutuo rapporto dev'essere

inteso dinamicamente. Cioè noi non dobbiamo

pensare qualcosa che comunque s'incontri o si unisca

con un'altra, ma un'energia, un'attività, che eser-

cita un'azione specificante e determinante sopra un

proprio contenuto e sostrato. Materia e forma per

sé prese sono momenti relativi: ciò che è forma di

una data materia, è a sua volta materia di una

forma superiore: l'unità del processo organico è

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