La filosofia greca

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La filosofia greca

284 LA FILOSOFIA GRECA

stenica, Halle, 1882. Dio». L. (VI, 15-18) ricorda i titoli

delle opere attribuite ad Antistene, e (VI, 80j a Diogene

di Sinope: queste ultime furono riconosciute apocrife

dall'antichità. — Sulla scuola di Cirene, v. il lib. II di

Diog\ L. Cfr. A. Wendt, De philos. Oyrenaica, Gòttingen,

1841; Zucuante, 7 Cirenaici, Milano, 1916. Molta in-

fluenza esercitò Evemero, vissuto alla corte di Cassan-

dro, col suo scritto: Tspà àvaypatp^ (Euem. reliquiae, ed.

Némethy). Per più ampie fonti dossografìehe sui socra-

tici, v. Diels. Dojc. graeci, cit.

PLATONE. — Ci sono stati di lui tramandati 36 scritti

in 56 libri. Ma già sin dall'antichità si venne dubitando

dell'autenticità di taluni di essi. Nei tempi moderni,

specialmente dietro l'impulso dello Schleiermacher, è

stata riaperta la quistione platonica, concernente, oltre

che l'autenticità dei dialoghi, anche l'ordine cronologico

della loro composizione, l'unità del piano, il metodo di-

dattico del loro svolgimento. A questi problemi, capitali

per l'intelligenza del pensiero platonico, hanno parteci-

pato numerosi scrittori, tra i quali l'Hermann, lo Stein-

hart, il Susemihl, il Miink, il Grote, lo Schaarsehmidt,

V Ueberweg'j lo Zeller, il Siebeck, il Tocco, il Lutoslawski

ed altri. L'esame dell'autenticità muove dalle citazioni

aristoteliche, che sono l'indice più sicuro; in mancanza,

giovano criteri sussidiari, anche per la determinazione

del tempo della composizione, valgono citazioni aristo-

teliche, autocitazioni platoniche, riferimenti, contenuti

nei dialoghi stessi, a dati e a personalità storiche, e

recentemente è stato con utilità sperimentato un cri-

terio puramente linguistico, tratto dall'uso di particelle

e di costrutti nei singoli dialoghi e dalle loro variazioni

nel tempo. È indubitato che l'attività letteraria di Pla-

tone sia cominciata dopo la morte di Socrate. — Edizioni

delle opere: quella di A. Mani zio (Venezia, 1513); dello

Stefano (Parigi, 1578); tra le moderne, quella del Bkkker

(Berlino, 1816-17), dello Stallbaum (Leipzig, 1821-

1825, 1833 segg.j, dello Schneider e dello Hirschig (Pa-

ris, Didot, 1846 segg.), dell' Hermann ^Teubner, Leipzig,

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