La filosofia greca

booksnow2.scholarsportal.info

La filosofia greca

26

LA FILOSOFIA GRBCA

organico, del fine da realizzare. Bisognerà dunque

porre anche un quarto principio, la causa finale,

che integra la causalità efficiente, dando al suo im-

pulso quell'indirizzo che è implicito nell'anticipa-

zione del tutto, del fine organico, alla produzione

delle sue parti. Perchè il germe si sviluppi in pianta

o animale, occorre che la rappresentazione della

pianta o dell'animale compiuto sia immanente in

esso e subordini a sé i fattori determinanti del suo

sviluppo. Materia (tò k\ ori, vk\-\), forma (jaoqcptj, eI8os),

causa motrice o efficiente (tò 68ev f) àQyr\ rrjg xivrioecog),

causa finale (tò ov

1

evexa) ( ), ecco i principii in cui

si compendia l'analisi del divenire. Tra essi corrono

alcune strette affinità: la causalità efficiente si con-

nette con quella finale, e questa a sua volta s'in-

trinseca con la forma, perchè la realizzazione della

forma è appunto la meta a cui tende lo sviluppo orga-

nico. Aristotile ci dà spesso una rappresentazione

contratta del processo, con la sola diade materia-

forma. Ma per compendiarne tutto il carattere dinamico

ed evolutivo egli si avvale di altri due concetti:

quelli di potenza e di attualità, dove i momenti già

enumerali sono compresi nella realtà del loro spiegamento.

In effetti, secondo Aristotile, la forma di una

è l'atto col quale la sua esistenza si determina

e s'individua. La sua materia è invece quel che è

suscettibile di questo atto, e che in sé è mera vir-

tualità o potenza, cioè una indeterminatezza in cui

si esercita la forza determinante dell'atto. La diade

materia-forma s'intrinseca così con la diade poten-

za-arto, (owaing-èvéQYeia), dove la forma si chiarisce,

(1) Methaph., I, 3, 983 a 2%.

More magazines by this user
Similar magazines