La filosofia greca

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La filosofia greca

28 LA FILOSOFIA GRECA

strittivo, per essere adeguato all'idea della potenza.

Contrario non è il contradittorio, nò il semplicemente

diverso ed eterogeneo. Tra i eontradittorii non v'è

in effetti composizione possibile, essi si eseludono

reciprocamente; e d'altra parte, tra i diversi non v'è

neppur possibilità di conflitto, nò quindi di accordo,

in quanto ciascuno sta per sé, senza rapporto con

l'altro. Invece nei contrari c'è l'idea del conflitto

t-, della composizione; deve perciò essere in essi come

un sostrato o fondo comune, un'identità sostanziale

pur nella loro differenza. E pertanto i contrari debbono

appartenere allo stesso genere, ed esserne delle

specificazioni differenti. Tra generi diversi, aveva

già detto Platone, non v'è dialettismo; questo invece

sorge nel seno di ciascun genere, in virtù di quella

identità che il genere esprime, e che si manifesta

nella differenza delle specie.

Questo concetto della contrarietà dà una mag-

giore determinazione a quello della potenza. Non i

eontradittorii nò i diversi coesistono in potenza, bensì

soltanto i contrari; il che vu"l dire che la potenza

non è astratta possibilità di qualunque cosa, ma

possibilità determinata dal genere stesso delle cose

che in essa si esprime. Così la possibilità del colore

bianco è la possibilità indifferentemente del bianco

e del non-bianco, ma nei due casi, di un colore; non

già di un suono o di un odore. Dunque la potenza

non ò assolutamente indeterminata, ma contiene un

principio di determinazione; non è l'amorfa materia

ricettiva di ogni forma, bensì la materia di una data

forma.

Ma v'odi più; nella determinazione della potenza

verso l'attualità, v'ò già il principio di quell'attualità,

che si esprime come un bisogno, un'aspirazione, una

tendenza a realizzarsi. Si ricordi il concetto del-

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