La filosofia greca

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La filosofia greca

32 LA FILOSOFIA OKECA

minati. La natura è ed ò stata sempre un cosmo;

la mitologia non può quindi più intrudersi nella

fisica, che assume ora per la prima volta il carattere

di una vera scienza.

4. La fìsica. — La' fisica di Aristotile è la più

stringente confutazione del dubbio di Gorgia, che

nulla può essere generato e prodotto: dall'ente non

si fa l'ente, perchè già è; dal non ente nemmeno,

perchè nulla vien dal nulla

!

( ). Il divenire rompe

l'apparente antinomia dell'essere e del non-essere,

e ci mostra la realtà in via di sorgere dai contrari.

Come fondamento e sostrato del divenire fisico, Ari-

stotile pone una materia primaria, assolutamente

indeterminata, a cui non si può attribuire nessuna

2

categoria dell'essere ( ), e che per se stessa è inco-

3

noscibile ( ): noi non rapprendiamo che per via di

analogia, eliminando tutte le determinazioni dell'es-

sere, fino a raggiungere un sostrato amorfo, che non

esercita e non riceve nessuna determinazione.

Questa materia è il residuo ineliminabile del prò

cedimento naturalistico: l'abbiamo già trovata, con

la stessa indeterminatezza, in Platone: la ritroviamo

ora in Aristotile, ma con una più profonda discordanza

coi principii direttivi della sua filosofia. Noi

sappiamo, infatti, che per lui non esiste una materi

senza forma, avente per sé un'esistenza positiva

Eppure al margine della sua speculazione, questa

entità appare confusamente, quasi per segnalare l'e-

stremo confine della ricerca scientifica, l'ostacolo

ultimo e insuperabile all'opera della riflessione ra-

zionale.

(1) Phys., i, 8. 191 b 14.

(2) Metaph., vii, 3, li 29 a 20

(3) Metaph., vii, 10, 1036 a 8,

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