La filosofia greca

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La filosofia greca

36 LA FILOSOFIA GRECA

la materialità si è affatto dissipata: esso t'orma la

sostanza del cielo. La legge della loro distribuzione

risiede nella teleologia del moto. C'è un moto retto e

un moto circolare: l'uno dall'alto e dal basso, l'altro

1

intorno al centro ( ). Il primo appartiene ai corpi più

lontani dal centro attivo d'irraggiamento, dal motore

immobile, cioè ai corpi in cui più spessa e densa è

la materialità.

Il moto circolare è invece un moto semplice (&kXt\

jcivrjats) ed appartiene quindi ai corpi semplici, senza

densità materiale. Quel che si muove in circolo non

può avere né gravita

2

né leggerezza ( ); e dev'essere

inoltre ingenerato e incorruttibile; ciò che si genera

muove infatti da o nel contrario, mentre al moto

circolare nulla è contrario; ciò che si genera im-

plica materia, mentre il moto circolare esclude ogni

materia.

Esso è appropriato all'etere, il più sottile degli

elementi, che costituisce la sostanza del cielo. L'etere

prende la forma di una sfera: una rappresentazione

puramente sensibile, visiva, nel suo motivo origi-

nario, ma che viene corroborata da ragioni speculative,

tratte da ciò che la sfera, formata com'è da

una sola superficie, è la più semplice tra le figure

solide. Questa sfera celeste è la sostanza più pros-

sima al primo motore: essa è concepita in una ri-

voluzione circolare uniforme, e contiene, saldate a

so, lo stelle fisse, a ciascuna delle quali è attribuito,

corno, particolare motore, un essere divino.

Al di sotto del cielo delle stelle fìsse, si dispongono

i pianeti, tra cui son compresi il sole e la

luna, che prendono il loro movimento dal primo

(1) De Coelo, i, 2, 2C8 b 21.

(2) Ibld., I, 3, 269 b 19.

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