La filosofia greca

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La filosofia greca

VI. ARISTOTILE 43

La generazione muove dai contrari e tende nei con-

trari ('). Ma non gli stessi contrari passano l'uno nel-

l'altro; bensì il sostrato comune riceve i contrari e

subisce la mutazione. Pertanto la generazione im-

plica il sostrato, la materia (ujtoxsijtevov, vh]) che sot-

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tostia al processo generativo ( ).

Alla materia corrisponde, come suo principio di

specificazione e di organizzazione, la forma, che nell'individuo

organico è l'anima. Con questo nome,

Aristotile designa il generale principio della vita,

vegetale e animale propriamente detta; e, attribuendovi

il valore di una forma o momento del com-

plesso organico, egli nega all'anima il carattere di

una sostanza in sé compiuta e sufficiente. Sostanza

non è che l'individuo composto di anima e corpo:

i due momenti non si separano che nell'analisi scien-

tifica, ma in realtà formano un tutto unico e indis-

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solubile ( ).

11 concetto dell'anima come forma si completa

con quello dell'atto: donde le due definizioni di essa,

come forma o specie del corpo naturale avente la

vita in potenza e come entelechia prima del corpo or-

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ganico ( ). A differenza del movimento, che è atto

imperfetto, essa è atto perfetto (cioè entelechia); e

contiene pertanto in sé immanente il proprio fine,

che consiste nel dare animazione, vitalità al corpo.

Ogni motivo di trascendenza e di dualismo è, per

quanto è possibile, remoto da questa concezione.

Come già osservammo nella teoria del movimento,

(1) Gener. et con-., IT, 4, 331 a 14.

(2) Ibid. i, 6, S22b 18.

(3) L'intrinsecità dell'anima e del corpo è spiegata anche con vivaci

analogie : l'anima sta al corpo come il suggello alla cera, come

la visione all'occhio.

(4) De an. n, 1, 412 a 27.

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