La filosofia greca

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La filosofia greca

52 LA FILOSOFIA GRECA

tività sensibile. Sempre che si presuppone alla sin-

tesi della visione la sua condizione oggettiva, biso-

gna anticipare inevitabilmente all'attualità sua un'at-

tualità diversa come determinante. E, che il bisogno

sia invincibile, si argomenta anche da ciò, che dove

questa entità non apparirebbe necessaria in rapporto

all'oggetto da spiegare, Aristotile la inventa, o sdop-

pia i dati di cui dispone, con indescrivibile confu-

sionismo.

Si pongano per esempio in rapporto la vista e

l'udito. Gl'ingredienti della- vista sono il sensorio e

l'oggetto colorato la ,cui attualità comune è il « ve-

dere un colore»; ma c'è in più il coeineiente della

« luce », che invece non esiste per l'udito, dove del-

l'oggetto sonoro e del sensorio si fa « l'udire » che è

nel tempo stesso, come sappiamo, il suono. Dunque

il suono è l'atto stesso del sentire. Eppure, il biso-

gno di dare, anche in questo ordine di sensazioni,

un che di corrispondente a quel che nella vista è

la luce, fa sì. che Aristotile dia tale funzione al suono,

e affermi, testualmente che « come senza la luce

non si vedono i colori, così senza suono non si sente

l'acuto e grave (') ». Cosicché, in conclusione, il suono

viene compreso una volta come sensazione, un'altra

come un'attualità del « mezzo », cioè come un pre-

supposto della sensazione.

Un'altra conseguenza, che si desume dalla fun-

zione oggettivistica della psicologia aristotelica, è

quella che il senso riceva le qualità materiali senza

la materia, come la cera riceve l'impronta del sug-

gello, senza la materia di esso. Le qualità si distac-

(i) Ibid ii. 8, 420 a 27. Si ponga questo passo in raffronto con

l'altro pia citato (hi, 2, 426 a 9 segg.), e se ne osserverà tutta la dis-

sonanza.

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