La filosofia greca

booksnow2.scholarsportal.info

La filosofia greca

58 LA FILOSOFIA GRECA

si partecipa all'uomo, e gli conferisce, anche per

riflesso, il suo valore.

Dal pensiero così inteso, sotto specie divina, pro-

cede già una nuova logica ben diversa da quella

dell' Organo. Qui lo scibile era anteposto alla scienza,

la realtà al pensiero, che veniva degradato a uno

specchio fedele e inerte. Ma nel sapere come atti-

vità, lo scibile non forma più un presupposto della

scienza, anzi la presuppone: nulla è più anticipato

al pensiero, che non riceve la propria legge dall'og-

getto ma la contiene in se stesso. Anzi, producendola

da sé, l'impone anche alle cose, perchè la scienza in

atto è identica alle cose. Questa nuova logica, non più

del mero pensato, ma del pensiero in quanto ha in

sé il proprio oggetto, è luminosamente abbozzata da

Aristotile. La sua legge è che il pensiero conosce le

cose producendole: così la proprietà delle figure geo-

metriche si scoprono col

1

produrle ( ). Tale unità o

identità dinamica del pensiero e del pensato è per

altro limitata a quelle produzioni che sono scevre

di materia: quivi soltanto valgono i principii del-

l'identità del soggetto e dell'oggetto, (rj vói]crig tm

voou^iivo) jAia) della scienza e della cosa (f) zmaxy\\x,r\

tò nQàyiia = verum factum). Vi sono qui presentimenti

meravigliosi delle grandi scoperte della filosofia mo-

derna.

11 problema da esaminare ora è: come si spie-

gano queste due divergenti, anzi opposte tendenze

del pensiero aristotelico? 11 lettore che ci ha seguito

nella laboriosa indagine, troverà la seduzione chiara:

il tema della trascendenza non è che momento di

un immanentismo superiore. Aristotile estrania il

pensiero dall'uomo, appunto per potere svolgere,

(i Metaph., ix, 9, iuói

More magazines by this user
Similar magazines