La filosofia greca

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La filosofia greca

(30 LA FILOSOFIA GRECA

che mai gli abbisognino i dati sensibili. E tuttavia

la stessa dottrina aristotelica dello sviluppo delle po-

tenze impone tale problema; perche, se per natura

il pensiero in atto precede ogni altra cosa, nell'or-

dine delle acquisizioni empiriche, invece, il pensiero

presuppone la sensibilità e lavora sopra i dati che

essa gli fornisce. Platonismo ed empirismo s'incro-

ciano, così, nella mente di Aristotile, senza tuttavia

comporsi in una salda sintesi. Ed egli finisce con

l'adottare una connessione in certo modo estrinseca

tra la sensibilità e il pensiero, affermando che il senso,

nella sua produzione più generalizzata e astratta, che

è l'immagine, fornisca al pensiero la materia del suo

lavoro. Non già che l'immagine diventi essa stessa

intelligibile; ma soltanto essa contiene in sé l'intel-

ligibile, che l'attività intellettuale poi ne distriga ed

1

astrae ( ).

Si forma in tal modo il pensiero discorsivi), che

esso solo è suscettibile di verità e di errore. Al sommo

e all'infimo gradino dell'attività psichica queste pos-

sibilità non esistono: ne il senso può errare, perchè

esso non giudica, ma sente semplicemente, né il pen-

siero puro, perchè la comprensione che esso ha del

proprio oggetto è un contatto immediato, una vi-

sione, e cioè quasi una sensibilità superiore. 11 vero

e il falso esistono invece nei giudizii, nei quali la

forma intellettuale si compone con la materia sen-

sibile.

6. La metafisica. — Già dall'analisi fisica e psi-

cologica emergono alcuni concetti di una metafisica

profondamente distinta dal sistema platonico delle

idee, che formano il primo nucleo del pensiero ori-

in De an. in, 8, 4 '•_> a 3.

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