La filosofia greca

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La filosofia greca

VI. ARISTOTILE 69

Nò il Dio aristotelico, né il Dio platonico sono in

effetti creatori della materia, ma la presuppongono.

11 pensiero greco non giunge al concetto della crea-

zione, che appartiene soltanto al mondo cristiano.

L'attività divina è secondo il pensiero greco non

creativa ma causale; il massimo sforzo della specu-

lazione platonico-aristotelica è la concezione del pen-

siero come causa.

Il procedimento della filosofia greca è pertanto un

procedimento regressivo, che si svolge secondo la

serie delle cause, fino alla causa prima; ma è incapace

a mostrarci il progresso da questa a quelle. La

causa, anche intesa come causa prima, non è libera

da presupposti. Nel solo concetto della creazione v'è

la liberazione completa da ogni presupposto: l'atti-

vità creatrice inizia la serie delle cose con assoluta

spontaneità. E sarà conquista della mentalità cristiana

il concetto del pensiero come attività creatrice ed ori-

ginale: creatrice ex nlhilo, nei primordi della specu-

lazione cristiana, creatrice ex se.se, dalla potenza ine-

sauribile della propria attività, nella maturità della

filosofia moderna.

Il Dio aristotelico non può essere creatore, perchè,

pur essendo pensiero, non è soggetto, non è perso-

nalità. Se era inesplicabile l'idea suprema dei plato-

nismo, realtà pensata senza una mente che la pen-

sasse, non è meno inesplicabile il Dio aristotelico,

pensiero trasumanato, fuori di quelle condizioni sog-

gettive nelle quali soltanto noi possiamo pensare

l'esplicazione della sua attività. L'attività del pen-

siero non è intelligibile che nella soggettività: il solo

soggetto è forza produttiva e creativa; l'oggetto non

è che momento, posizione, che fuori della vita della

soggettività si tramuta in una ipostasi, assoluta stasi

e inattività. Ora il Dio aristotelico è, o vuol essere,

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