La filosofia greca

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La filosofia greca

S2

LA FILOSOFIA GRECA

al proprio assunto, o venendo meno e pervertendosi

in uno scopo più basso, si converta nella forma dege-

nerativa corrispondente.

Le tre forme tipiche sono la monarchia, l'aristo-

crazia, la politìa; che, degenerandosi, danno luogo

rispettivamente alla tirannide, all'oligarchia alla democrazia.

Il criterio distintivo non è meramente

numerico, nel senso che prevalgano rispettivamente

i molti, i pochi o l'uno, o che, nel governo dei molti

abbiano voce i nullatenenti, in quello dei pochi i

plutocrati, e quello di un solo si appoggi agli uni

o agli altri secondo la sua origine o struttura. Questi

criteri quantitativi valgono piuttosto per le forme degenerative

anziché per quelle tipiche, dove ha maggior

rilievo l'elemento qualitativo di ciascuna. La

monarchia risponde all'esigenza unitaria in seno allo

stato; l'aristocrazia alla specificazione ed elezione

dei migliori, in seno alla massa, come i più degni

di comandare; la democrazia intine, non nel senso

peggiorativo (a cui meglio si adotterebbe il termine

di demagogia) ma nel senso tipico e normale, che

Aristotile inclina a far coincidere con quello di po-

litìa, è governo dei liberi e degli eguali.

Egli preferisce quest'ultima forma, in cui vede

la possibilità d'includere e di contemperare lepre-

cedenti. Innanzi tutto, da un punto di vista storico,

gli appare che lo sviluppo delle città conduca ad

essa, esigendo un progressivo allargamento della

base di

d

governo (

). Inoltre, se è vero che i componenti

di una collettività, presi singolarmente, valgono

meno dell'uomo perfetto, è anche vero che la

collettività nel suo insieme giudichi meglio del singolo,

che sia meno accessibile alla corruzione, meno

(1) Ibid., ni, 1286 b 8.

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