La filosofia greca

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La filosofia greca

84 H FILOSOFIA ORBCA

sta la sua propensione per uno stato in cui prevalga

l'elemento agricolo, in cui meglio che altrove vede

realizzata la medietà della condizione sociale (').

Anche Platone, nelle Leggi, aveva mostrato la

stessa tendenza: solo, che egli voleva giungere a una

determinazione del patrimonio medio, per mezzo

della legislazione. Al che Aristotile, giustamente

obietta, che conviene piuttosto pareggiare i desideri

che le sostanze, e ciò non è possibile se non con

l'educazione

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opportunamente regolata con leggi ( ).

Anche qui, l'esame della struttura sociale ci riconduce

alle esigenze pedagogiche dello Stato. L'edu-

cazione soltanto, operando sopra condizioni propizie,

può formare una classe veramente mediana, capace

di equilibrare le sproporzioni opposte e di stabiliz-

zare la vita sociale. E su questa classe può fare spe-

cialmente presa il senso della legalità, che è essenziale

al mantenimento di qualunque costituzione: perchè

le leggi non possono adattarsi che alla media degli uo-

mini la cui condizione politica e i cui natali presso

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a poco si equivalgono ( ). Infine, per poter realizzare

sopra una base democratica una vera politia, bisogna

contemperare l'eguaglianza a base di numero

con l'eguaglianza a base di

4 merito ( ). Ciò implica

un criterio qualitativo di scelta, che avvicini la democrazia

all'aristocrazia. E tale è appunto l'ideale

aristotelico: un contemperamento delle due forme,

così intimo, che una medesima costituzione possa

apparire insieme democratica e aristocratica, e armonizzare

insieme la libertà di tutti con la capacità

dei pochi, e il merito con la ricchezza.

(1) Ibid., iv, 1296 a 8-10.

(2) Ibid., li, 1266 b 5.

(3) Ibid., ni, 1284 a 2.

(4) Ibid., v, 1302 a 8.

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