La filosofia greca

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La filosofia greca

92 LA FILOSOFIA GRECA

ed analiticamente dedicarsi alle sue ricerche. Egli

non solamente eccelle come classificatore, ma anV

cora come morfologo; anzi è stato tra i primissimi

a indirizzare, verso questa più elevala meta scien-

tifica della morfologia, le scienze naturali.

Accanto a Teofrasto, va ricordato Eudemo di

Rodi, il cui pensiero ha un'intonazione spiccatamente

religiosa. Suoi compagni: Aristosseno e Dicearco,

nei quali l'accent nazione dei motivi pratici e mate-

rialistici, che contemporaneamente si affermarono

con lo stoicismo, è assai notevole. Aristosseno, sulle

orme dei pitagorici, cercò di spiegare l'organismo

umano coi principi]' della musica: egli paragonava

il corpo a uno strumento in cui la diversità dei

suoni risulta dalla tensione disuguale delle diverse

corde e il cui rapporto è l'armonia ('). L'anima si

dissolveva così in un'armonia del corpo: una dot-

trina che Platone aveva energicamente confutata,

ed a cui si ritornava, ora, attraverso l'aristotelismo,

considerando il concetto dell'entelechia come

un'attenuazione di quello dell'anima-sostanza, e procedendo

oltre in questa semplificazione. Dicearco

anzi volle formular le conseguenze ultime di tale

indirizzo: egli sostenne, a dire di Cicerone: «che

l'anima non fosse nulla del tutto, fuor che un nome

vuoto; che non vi fosse un animo né nell'uomo né

nell'animale; ina che la potenza per cui agiamo o

sentiamo fosse egualmente infusa in tutti i corpi vi-

venti, in modo inseparabile da essi, anzi, che non

fosse, niente altro che un corpo uno e semplice,

fatto in tal modo da potere, per la costituzione della

2 sua natura, vivere e sentire» ( ).

(1) Ore, De Fin., v, 19; Tuscul., i, 10,

(2) CiC, Tuscul., i, 11.

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