Presentazione - Le Gallerie di Modellismo Più

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Capitano Tullio Confalonieri

IL REGGIMENTO CAVALLEGGERI DI LODI

E LA COLONNA LEQUIO

NELLA CAMPAGNA DI TUNISIA

(Novembre 1942 - Maggio 1943)

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Trascrizione e presentazione

Col. c. (li) Dario Temperino


Presentazione

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Al 1° Raduno "Vecchie Sciabole" tenutosi nella Guarnigione di Lenta nel 1986,

parteciparono numerosi reduci del R.E.Co. "Lodi", ed infondo proprio pensando a

loro, con molti dei quali ero entrato in contatto epistolare da anni, tale giornata era

stata organizzata.

C'erano Pillon, Mangano, Veneziani, Belgrano, Villa, Bologna, Perone,

Ciocchino, Nicita e tanti altri di cui, nell'emozione di allora, non m'è dato di

ricordare.

Mi intrattenevo con loro, infatti, con emozione ed anche con una certa soggezione.

Essi erano coloro che avevano servito in armi il Reggimento nel quale ormai mi

muovevo da undici anni, imparando ad amarlo come me stesso.

Invidiavo, infondo, quelle persone che avevano dato in pochi mesi a "Lodi" molto

più di quanto avessi fatto io in tanti anni.

E, poi, come avevano servito! Essi, in momento di fortuna avversa alle armi

nazionali, avevano saputo fare di "Lodi" il Reggimento invitto.

In quella giornata un gruppo di loro, fra cui Villa, prima che iniziasse la

cerimonia, venne nel mio ufficio - ero allora l'Aiutante Maggiore - e dopo essersi

presentati, mi porsero un raccoglitore di cartone di color celeste sbiadito,

dicendomi che si trattava della vera storia del R.E.Co..

Nella fretta impostami dalla manifestazione, li ringraziai cortesemente e misi da

parte il dono riservandomi di osservarlo da vicino con più calma.

Quando qualche giorno dopo cominciai a sfogliare le ingiallite pagine di vergatina

dattiloscritta, fui colto da vera sorpresa, trovandomi fra le mani un documento che

giudicai subito preziosissimo per le notizie in esso contenute e per la

compilazione storica a cui da anni attendevo.

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Il Diario è diviso in due parti: la Vigilia e la Campagna.

Nella prima parte (la Vigilia), dopo essenziali notizie sulla riformazione del

Reggimento in Pinerolo, il Capitano Tullio Gonfalonieri - che all'epoca dei fatti

era l'Aiutante Maggiore in 2^ e quindi in un posto di osservazione ideale per avere

il quadro generale degli avvenimenti - analizza il periodo in cui i fatti narrati

accadono, presentandoli come il risultato di morbose atmosfere politiche e

d'incompetenza dei quadri militari responsabili asserviti al Palazzo e succubi

dell'alleato teutonico.

Questa parte risulta - condizionata com'è dalla risentita partecipazione del

"combattente" - di non facile lettura, non solo per gli argomenti che tratta, ma

perfino nella prosa che, evidentemente influenzata dai sentimenti dell'autore,

appare talvolta prolissa, con periodi eccessivamente lunghi e farcita di

numerosissimi incisi.

La seconda parte (la Campagna), di contro, è una testimonianza preziosissima sui

fatti e gli avvenimenti che vedono protagonista il Raggruppamento Esplorante

Corazzato 'Cavalleggeri di Lodi", spina dorsale d'una "Colonna Lequio" che, per

il suo operato anche in campo amministrativo, ma soprattutto per la sua condotta

militare, non cessa di stupire.

Redatta con incredibile distacco se paragonata alla prima parte, si rivela fonte

preziosissima di notizie testimoniate in prima persona, di sacrifici, d'indicibili

sofferenze e di misconosciuti eroismi, tutti sopportati in silenzio e nel più puro e

sincero amor patrio.

Non conosco le ragioni per le quali tale preziosissimo Diario non figuri fra quelli

depositati presso l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore, al pari di quello di

Bocchini e di Montessoro, obiettivamente più lacunosi e decisamente settoriali, né

m’è stato dato d’appurarle poiché non ho mai conosciuto né Confalonieri, né il

Generale Lequio, suo Comandante e, mi piace pensare, per buona parte suo

ispiratore.

Ho formulato delle ipotesi, ma preferisco non manifestarle per amor di Patria.

Rimane il fatto, però, che proprio la mancanza di tale prezioso tassello presso lo

Stato Maggiore, ha condizionato tutta la storiografia ufficiale sul Reggimento

“Lodi” che si limita perciò a raccontare i fatti ricordati da Bocchini nella sua

relazione sull’operato del suo I Gruppo, allorché questo rimase avulso dal

Reggimento (gennaio ’43) per essere posto alle dipendenze della Divisione

Centauro.

Un tentativo, da me effettuato nell’88, di presentare il Diario di Confalonieri al

predetto Ufficio Storico è naufragato nel vuoto della sufficienza con la quale

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l’ufficialità accoglie “questi storici dilettanti che pretendono di riscrivere la

storia”.

Del Diario Confalonieri ho usufruito nella stesura dei "Cenni Storici -

Cavalleggeri di Lodi 1942 /1943 " e, soprattutto nella compilazione della “Storia

dei Cavalleggeri di Lodi”, pubblicata su CD nel 2002.

In ogni caso, intendendo far conoscere il prezioso lavoro del Capitano Tullio

Gonfalonieri, ho provveduto alla fedele trascrizione del testo venuto in mio

possesso, dotandolo di rarissime precisazioni messe tra parentesi con

l'annotazione (N.d.T.) , a significare "nota del trascrittore", ricavate delle mie

personali ricerche ove, com’era naturale, al Confalonieri che scriveva dalla

prigionia, erano mancati taluni riscontri.

Ho anche aggiunto qua e là qualche "a capo" dopo il punto fermo di interpunzione

cosa che, immagino, l’autore evitasse per “risparmiare carta”.

Ho, infine, dotato il Diario di alcune immagini fuori testo, solo per consegnare

all'occasionale lettore o - spero - futuro studioso la fisionomia di qualcuno dei

protagonisti.

Il presente lavoro - preparato nell’agosto del 1997, dopo lo scioglimento del

Reggimento, pensando principalmente all'Archivio Storico Comunale della Città

di Lodi - viene oggi riproposto per la pubblicazione sul sito dei “Cavalleggeri di

Lodi” in modo che possa essere accessibile al grande pubblico degli appassionati

e degli studiosi.

Ghemme, 15 giugno 2002.

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Col. c. (li) Dario Temperino

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