31.05.2013 Views

Terreno - Leroy Merlin

Terreno - Leroy Merlin

Terreno - Leroy Merlin

SHOW MORE
SHOW LESS

Create successful ePaper yourself

Turn your PDF publications into a flip-book with our unique Google optimized e-Paper software.

5<br />

6<br />

10<br />

12<br />

16<br />

18


20<br />

Pomodoro ................................ 22<br />

Peperone ..................................26<br />

Patata ........................................ 30<br />

Melanzana ............................... 34<br />

38<br />

Zucchino .................................. 40<br />

Cetriolo .................................... 44<br />

Melone ...................................... 48<br />

Cocomero ................................. 52<br />

56<br />

Carciofo .................................... 58<br />

Lattuga ..................................... 62<br />

Cicoria e radicchio .................66<br />

70<br />

Aglio ......................................... 72<br />

Cipolla ......................................76<br />

80<br />

Cavolfi ore ................................. 82<br />

3<br />

86<br />

Prezzemolo .............................. 88<br />

Carota ....................................... 92<br />

Finocchio ................................. 96<br />

Sedano ....................................100<br />

<br />

104<br />

Pisello .....................................106<br />

Fagiolo ....................................110<br />

114<br />

Spinacio ..................................116<br />

120<br />

Fragola ...................................122<br />

<br />

Basilico e origano .................128<br />

Rosmarino e salvia ...............129 <br />

Erba cipollina e menta ........ 131


La coltivazione dell’orto ha radici antichissime, da sempre l’uomo coltiva la terra<br />

per raccoglierne i frutti e, nel caso dell’orto, tale coltivazione era praticata in piccole<br />

aree spesso vicine alle abitazioni. Nel corso dei secoli sono poi nati in ogni villaggio,<br />

paese o piccola città orti botanici volti a diffondere l’arte della coltivazione delle<br />

piante orticole agli abitanti.<br />

Negli ultimi tempi si è assistito ad una riscoperta dell’orto anche da parte di<br />

giovani che per passione o per integrare la propria dieta si sono avvicinati al mondo<br />

dell’orticoltura.<br />

Al giorno d’oggi l’orto non solo viene coltivato in campagna a ridosso delle cascine o<br />

delle masserie e ai margini delle città ma sempre più spesso molte persone iniziano a<br />

prendere confidenza con questo hobby sui terrazzi e balconi cittadini.<br />

La coltivazione dell’orto, è spesso citata da medici e terapeuti come attività benefica<br />

e salutare poiché permette di passare alcune ore al giorno all’aria aperta, ad eseguire<br />

operazioni manuali, spesso dimenticate, che favoriscono la salute fisica e psichica<br />

delle persone che vi si dedicano.<br />

5


Origine e storia:<br />

Per la coltivazione e la cura dell’orto si rende necessaria la disponibilità di diversi<br />

attrezzi che possono variare in funzione dell’ampiezza dell’orto e delle colture<br />

coltivate ma in linea generale alcuni di essi dovrebbero essere sempre disponibili<br />

come ad esempio: la vanga, il rastrello, la zappa, il forcone, la paletta e infine le<br />

forbici. Generalmente chi desidera prendersi cura personalmente del proprio<br />

giardino, potrà decidere se utilizzare attrezzi manuali oppure attrezzi che riducono i<br />

tempi e migliorano la qualità del lavoro (attrezzi motorizzati).<br />

Vanga:<br />

è un attrezzo<br />

fondamentale<br />

nell’orto in quanto<br />

utile per lavorare il<br />

terreno, piantumare<br />

nuovi alberi e arbusti,<br />

mescolare concimi o<br />

materiali di drenaggio,<br />

spostare le foglie. La sua principale<br />

funzione è quella di agevolare la<br />

lavorazione del terreno prima della<br />

preparazione del letto di semina.<br />

Con la vanga infatti si provvede a<br />

ribaltare il terreno facendo in modo<br />

che, una volta rivoltata la zolla di<br />

terra, la parte di suolo sfruttata e<br />

quindi depauperata delle sostanze<br />

nutritive dalla coltura precedente<br />

vada in profondità mentre la terra<br />

fertile sottostante venga riportata<br />

in superficie per accogliere la nuova<br />

<br />

<br />

coltura. Nella scelta dell’attrezzo<br />

conviene optare per prodotti<br />

di qualità in quanto la vanga è<br />

soggetta a forti sollecitazioni fisiche.<br />

Meglio quindi scegliere una vanga<br />

caratterizzata da lama in acciaio<br />

inossidabile, con gli spigoli appiattiti<br />

per favorire la spinta del piede in fase<br />

di escavazione e infine un robusto<br />

manico fortemente saldato alla lama.<br />

Rastrello<br />

è formato da un robusto<br />

manico in legno o<br />

in acciaio al quale<br />

è saldata una barra<br />

in metallo provvista<br />

di numerosi denti<br />

appuntiti. Il rastrello<br />

è molto utile per livellare il terreno<br />

dopo la vangatura, per frangere le<br />

zolle e sminuzzarle e per preparare


il letto di semina. Risulta utile anche<br />

per pulire il terreno da foglie, per<br />

rimuovere il manto di erba secca<br />

nel prato e per rimuovere le erbacce.<br />

Per queste ultime funzioni esistono<br />

diversi tipi di rastrello in commercio<br />

adatte alle più particolari operazioni<br />

come ad esempio la scopa in metallo<br />

che ha un’utilità soprattutto di<br />

pulizia.<br />

Zappa<br />

è uno strumento<br />

utilissimo per frangere<br />

le zolle, arieggiare la<br />

terra, rimuovere le<br />

erbe infestanti e per<br />

consentire di lavorare<br />

vicino alle piante già<br />

messe a dimora, con l’obiettivo di<br />

aggiungere fertilizzanti o sostanza<br />

organica. Di norma è costituita da<br />

una lama rettangolare affilata posta<br />

perpendicolarmente al manico.<br />

Esistono anche zappe di piccole<br />

dimensioni, chiamate zappette, che<br />

vengono impiegate per le piccole<br />

lavorazioni in aiuole o vasi.<br />

Pala o paletta<br />

in funzione della<br />

dimensione è un attrezzo<br />

molto importante per<br />

tutte le operazioni di<br />

impianto e di espianto e<br />

per il rinvaso.<br />

7<br />

Sarchiatore<br />

è un attrezzo utile<br />

per estirpare le erbe<br />

infestanti alla base e<br />

poterle rimuovere più<br />

agevolmente evitando<br />

l’impiego di diserbanti.<br />

Forbici<br />

in commercio è<br />

possibile trovare<br />

numerosi tipi di forbice<br />

che si distinguono<br />

per la forma e la<br />

dimensione delle lame,<br />

per l’impugnatura e<br />

per accorgimenti che rendono il<br />

taglio più agevole (martinetti). La<br />

più comune è la classica forbice<br />

da giardinaggio a lame fisse che<br />

si può universalmente impiegare<br />

per più attività. Vi sono anche<br />

disponibili forbici ad ingranaggio<br />

o martinetto, accorgimenti atti a<br />

rendere il taglio più agevole anche su<br />

rami di medie dimensioni e forbici a<br />

doppio battente. Vi sono poi forbici<br />

con lame appuntite e sottili, adatte<br />

solitamente per la raccolta degli<br />

ortaggi e per recidere i fiori.


Nebulizzatore o pompa<br />

per difendere le piante dall’attacco di insetti o funghi nocivi, talvolta si<br />

rende necessario eseguire dei trattamenti con prodotti fitosanitari. In<br />

questi casi occorre disporre di una pompa che nebulizzi la soluzione<br />

con il fitofarmaco per poter vaporizzare al meglio i prodotti chimici<br />

sulle piante evitando gocce eccessivamente grandi; le pompe in genere<br />

sono a pressione e possono essere piccole, contenenti un paio di litri di<br />

soluzione (nebulizzatore o spruzzino) o da portare a spalla, con relativa lancia, per<br />

soluzioni maggiori generalmente dai 5 ai 20 litri. La scelta del nebulizzatore a mano<br />

o a spalla è da prendere in funzione dell’estensione del nostro orto e di conseguenza<br />

dell’ampiezza della superficie da trattare.<br />

Motozappa<br />

la motozappa non ha le ruote<br />

montate ma porta semplicemente sui<br />

due semiassi due frese scoperte che<br />

servono per la lavorazione<br />

del terreno. E' una<br />

macchina più economica<br />

di un motocoltivatore<br />

ma anche più faticosa<br />

da usare poiché poggia<br />

direttamente sugli organi<br />

lavoranti che vengono<br />

direzionati e gestiti dalle braccia<br />

dell’operatore. Per lavorare più<br />

o meno in profondità il terreno<br />

occorrerà regolare lo sperone<br />

posteriore per fare affondare o<br />

<br />

<br />

emergere le frese. E’ un attrezzo<br />

utilissimo in quanto rivolta e<br />

sminuzza il terreno assolvendo<br />

contemporaneamente al compito<br />

di vanga e rastrello e<br />

diminuendo notevolmente<br />

lo sforzo fisico. Vi sono<br />

in commercio motozappe<br />

elettriche per orti di piccola<br />

ampiezza e motozappe<br />

a motore a scoppio 4<br />

tempi per orti di maggiori<br />

dimensioni fino a 3000 mq. La<br />

larghezza di lavoro oscilla tra i 30<br />

e gli 80 cm mentre la profondità<br />

di lavorazione può arrivare ai 30<br />

centimetri.


Motocoltivatore<br />

il motocoltivatore invece è provvisto<br />

di ruote azionate dal<br />

motore; dietro l’asse<br />

degli pneumatici, sono<br />

posizionate frese coperte<br />

simili a quelle montate sui<br />

trattori. La caratteristica<br />

degli pneumatici azionati<br />

dal motore ne rende<br />

l’uso sicuramente meno<br />

faticoso. Ha un costo decisamente<br />

più alto di una motozappa ma è<br />

molto più efficiente e consente di<br />

9<br />

lavorare più ampie superfici con<br />

un dispendio inferiore di energia<br />

fisica. Ha lo svantaggio di essere<br />

meno maneggevole per<br />

il maggiore ingombro e<br />

quindi nell’orto impedisce<br />

di lavorare molto vicino<br />

alle piante. Vi sono in<br />

commercio motocoltivatori<br />

esclusivamente a motore<br />

a scoppio con potenze che<br />

variano dai 5 ai 12 CV. La<br />

larghezza di lavoro oscilla tra i 40<br />

e gli 80 cm mentre la profondità di<br />

lavorazione può arrivare ai 20-30<br />

centimetri.


La preparazione del letto di semina<br />

può iniziare da un terreno incolto<br />

nel periodo autunno invernale. Le<br />

prime operazioni da effettuare<br />

sono l'eliminazione delle erbacce<br />

più voluminose e il dissodamento<br />

(asportazioni delle grosse pietre).<br />

Gli organi vegetali asportati possono<br />

essere bruciati oppure compostati,<br />

previa triturazione, per poi essere<br />

usati come concime.<br />

La successiva<br />

operazione è una<br />

vangatura profonda<br />

(30cm) in modo da<br />

rimuovere parte dei<br />

semi delle infestanti<br />

interrandole<br />

in profondità.<br />

Se il terreno è<br />

compatto ed argilloso,<br />

conviene ‘tagliare’ il terreno<br />

in zolle non troppo spesse (circa 5<br />

centimetri) perché sarà più facile<br />

frantumarle in un secondo momento.<br />

In fase di vangatura è opportuno<br />

apportare della sostanza organica per<br />

migliore la struttura e incrementare<br />

la dotazione di nutrienti nel suolo.<br />

Più si lavorerà il suolo, migliore sarà la<br />

vita dell'orto e meno faticoso il lavoro<br />

negli anni successivi.<br />

Il freddo dell'inverno faciliterà la<br />

disgregazione delle zolle che in<br />

<br />

fase primaverile verranno lavorate<br />

superficialmente per produrre un<br />

letto di semina. Se la superficie supera<br />

le dimensioni di 40 m2 ipotizzare di<br />

ricorrere a mezzi meccanici.<br />

Per affinare il suolo si consiglia in<br />

sequenza l'utilizzo prima di una<br />

zappa per rompere e muovere le<br />

ultime zolle e dopo un rastrello<br />

nella fase finale per spianare<br />

e affinare. Occorrerà<br />

evitare, in questa fase,<br />

di produrre dossi o<br />

affossamenti dove<br />

ristagnerebbe<br />

l'acqua. Una volta<br />

preparato il letto di<br />

semina avviene la<br />

deposizione del seme<br />

nel suolo. La semina<br />

può essere fatta in tre<br />

modi:<br />

A spaglio: il seme viene sparso<br />

omogeneamente sul suolo<br />

lanciandolo con un movimento<br />

braccio-mano. Successivamente<br />

viene interrato con una lavorazione<br />

superficiale. È utile in questo caso,<br />

specialmente se il seme è piccolo,<br />

mescolare il seme con la sabbia.<br />

Questo accorgimento consentirà<br />

di vedere meglio dove i semi si<br />

depositeranno sul terreno.


A file: il seme viene posto in modo<br />

ordinato lungo un solco aperto<br />

nel suolo. La profondità di semina<br />

dipende dalle caratteristiche del<br />

seme. In linea generale: più piccolo è<br />

il seme meno profonda dovrà essere<br />

la profondità di semina.<br />

A buchette: più semi vengo<br />

posizionati all'interno di una buca<br />

Per facilitare la copertura del seme<br />

occorrerà effettuare una rastrellatura<br />

molto superficiale e successivamente,<br />

per permettere un miglior contatto<br />

tra terreno e seme, rullare il terreno<br />

con un rullo o spianarlo con una pala.<br />

Dopo la semina si dovrà procedere<br />

con una irrigazione abbondante con<br />

getto fine per evitare di fare solchi e<br />

rovinare la superficie e di spostare i<br />

semi appena messi a dimora. L'epoca<br />

di semina dipende dal calendario che<br />

ogni agricoltore segue nel proprio<br />

orto e dalle caratteristiche varietali<br />

(esigenze termiche, ciclo vegetale).<br />

Alcuni coltivatori seguono l'influenza<br />

delle fasi lunari.<br />

Per consentire la germinabilità dei<br />

semi ed evitare di dover sostituire<br />

eventuali fallanze nell'orto, è<br />

prassi utilizzare il semenzaio. Il<br />

semenzaio, in termini semplici,<br />

consiste in un qualsiasi tipo di<br />

contenitore di piccola superficie,<br />

11<br />

con del terriccio all’interno, che<br />

permette di far germogliare i<br />

semi in condizioni climatiche più<br />

favorevoli rispetto all'ambiente<br />

esterno. Il semenzaio ospita le<br />

giovani piantine fino all’emissione<br />

del secondo palco di vere foglie. Alla<br />

dimensione desiderata le piante<br />

vengo trapiantate nell'orto dove<br />

proseguiranno il loro ciclo di crescita.<br />

Il semenzaio può essere a letto freddo<br />

o a letto caldo. Con letto freddo si<br />

intende la semina diretta su terriccio<br />

e sabbia mentre con letto caldo si<br />

intende un semenzaio nel quale si<br />

usa uno strato di letame sotto il<br />

terriccio che fermentando sviluppa<br />

calore e accelera la germinazione. Il<br />

trapianto consiste nell’operazione<br />

di traslocare le piantine, allo stadio<br />

di 3°o 5° foglia, dal semenzaio al<br />

terreno dell'orto.


la Concimazione<br />

Le piante necessitano di elementi nutritivi per sviluppare i singoli organi vegetali<br />

e compiere il proprio ciclo vitale. Gli elementi nutritivi sono asportati grazie alle<br />

radici che esplorano le micro porosità del suolo. Il sottile strato di umidità che<br />

circonda le particelle del suolo permette la creazione di una soluzione acquosa<br />

ricca di sali minerali che la pianta assorbe in base alle sue esigenze. Gli elementi<br />

nutritivi principali che condizionano lo sviluppo vegetativo e la qualità del raccolto<br />

sono azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) detti anche macro nutrienti. I nutrienti<br />

assorbiti in quantità limitate sono detti micronutrienti (manganese, boro, ferro…).<br />

Normalmente il terreno ne è provvisto a sufficienza. L'attività di apporto di macro<br />

Concimazione


e micro nutrienti al suolo avviene<br />

tramite la concimazione.<br />

La concimazione può avvenire con<br />

l'apporto di concime di tipo organico<br />

e/o minerale. Al primo gruppo<br />

appartengono<br />

tutti i concimi<br />

di origine<br />

animale (letame,<br />

sangue secco,<br />

cornunghia,<br />

pollina,...)<br />

e vegetale<br />

(compost,<br />

residui vegetali<br />

indecomposti,<br />

ecc.) detti anche<br />

genericamente<br />

sostanza<br />

organica. La<br />

sostanza<br />

organica ha<br />

come primaria<br />

funzione quella<br />

di migliorare<br />

la struttura del<br />

suolo (effetto<br />

ammendante) e<br />

in secondo luogo<br />

di apportare<br />

gli elementi<br />

nutritivi. I<br />

concimi minerali<br />

sono invece tutti quei prodotti che<br />

apportano i macro-micro nutrienti in<br />

forma minerale non condizionando la<br />

struttura del suolo.<br />

13<br />

Ogni elemento nutritivo ha una<br />

funzione nello sviluppo della pianta:<br />

Azoto (N): favorisce lo sviluppo<br />

degli organi verdi e consente<br />

l’aumento delle dimensioni delle<br />

piante<br />

Fosforo (P): favorisce lo<br />

sviluppo degli organi di riserva e la<br />

radicazione<br />

Potassio (K): favorisce lo sviluppo<br />

fiori e la qualità/colore dei frutti<br />

Ogni concime organico porta in<br />

etichetta la concentrazione di macro<br />

e di micro elementi, la percentuale<br />

di sostanza organica e il tasso di<br />

umidità. Nei concimi minerali viene<br />

indicato il rapporto azoto-fosforo e<br />

potassio (N, P, K) tramite l’utilizzo<br />

di numeri (titolo del concime) che<br />

corrispondono alla percentuale in<br />

peso di ciascun elemento sul peso<br />

totale del concime. Ad esempio 10<br />

kg di un concime NPK dal titolo<br />

20-15-10 conterranno 2 kg di azoto,<br />

1,5 kg di fosforo e 1 kg di potassio.<br />

In caso il concime contenga un<br />

solo elemento si definisce concime<br />

semplice (l’urea, ad esempio,<br />

possiede solo azoto) mentre nel<br />

caso ne contenga due (N-P o P-K) o<br />

tre (N-P-K) si definisce complesso<br />

(binario o ternario).


Nell'orto il concime organico per eccellenza è il letame. L'origine può essere bovina,<br />

equina o degli animali di corte. Per essere maturo il prodotto deve aver stagionato<br />

almeno 9-12 mesi. Il motivo per cui si utilizza sostanza organica ben compostata<br />

o letame maturo è perché la maturazione garantisce un più elevato grado di<br />

igienizzazione del prodotto, neutralizza la capacità di germogliamento dei semi delle<br />

infestanti in esso contenuti, riduce la carica microbica e stabilizza le caratteristiche<br />

chimiche (minor contenuto di elementi minerali nelle forme più aggressive). La<br />

qualità del prodotto è valutabile dal colore (marrone scuro), uniformità del prodotto,<br />

limitata frazione liquida e untuosità al tatto (“burro nero”). Un’alternativa al<br />

letame è il materiale composto casalingo. Deriva dalla decomposizione aerobica


di diversi tipi di sostanza organica<br />

(foglie, erba, scarti vegetali di cibo,<br />

ecc.) insieme ad una percentuale di<br />

terra. Un fattore importante per la<br />

valutazione della materia compostata<br />

è il rapporto carbonio/azoto (C/N)<br />

il quale indica il rapporto tra le<br />

sostanze ricche di carbonio (cellulosa,<br />

amidi) e quelle ricche in azoto<br />

(proteine) che condizionano la vita<br />

dei microrganismi. Le concimazioni<br />

possono essere effettuate in tre<br />

periodi:<br />

Concimazione di fondo<br />

La concimazione di fondo si effettua<br />

nel periodo invernale con l'impiego<br />

di sostanza organica (letame,<br />

compost, terricciato). La sostanza<br />

organica deve essere interrata<br />

nei primi 30 cm. La funzione è<br />

migliorare la struttura del terreno<br />

e apportare nutrienti. Prendendo<br />

riferimento il letame maturo la<br />

dose da apportare è di circa 3-6 q<br />

ogni 100 m2. L’utilizzo di sostanza<br />

organica risulta molto utile nei<br />

terreni troppo sciolti (sabbiosi) o<br />

troppo pesanti (argillosi).<br />

È possibile anche utilizzare concimi<br />

organici essiccati (pellettati) e le<br />

dosi dipendono dal tasso di umidità<br />

del prodotto; mediamente vengono<br />

15<br />

impiegati alla dose di un terzo del<br />

letame.<br />

Concimazione d'impianto<br />

Permette di integrare con concimi<br />

minerali la dotazione di macro e<br />

micro nutrienti presenti nel suolo.<br />

I concimi vengono localizzati<br />

nella parte superficiale del suolo<br />

in prossimità del seme. Lo scopo<br />

è facilitare la radicazione e la<br />

disponibilità immediata dei minerali<br />

vicino alle radici. Occorrerà<br />

evitare concimi a pronta cessione<br />

e privilegiare concimi a cessione<br />

programmata.<br />

Concimazione di restituzione<br />

Patica di concimazione che assolve lo scopo di rifornire di nutrienti la pianta durante<br />

il proprio ciclo per far fronte alle necessità della pianta. L'apporto viene frazionato<br />

in base alla coltura e alla lunghezza del ciclo vitale. E’ possibile utilizzare concimi<br />

a pronta cessione. Nei terreni sciolti bisogna evitare forme di azoto prontamente<br />

disponibili, come ad esempio i concimi nitrici ed ammoniacali, che potrebbero essere<br />

dilavati dall’acqua di percolazione.


Vi sono diversi sistemi per fornire acqua alle nostre piante da orto. I più comuni<br />

sistemi di irrigazione che potrebbero essere utilizzati sono: l’irrigazione a pioggia e<br />

l’irrigazione a goccia o irrigazione localizzata.<br />

Irrigazione a pioggia<br />

Il sistema di irrigazione a pioggia<br />

(detto anche per aspersione) è una<br />

tecnica di distribuzione dell'acqua<br />

sotto forma di piccole goccioline<br />

che vengono spruzzate dall’alto<br />

da appositi erogatori. Vantaggio<br />

principale è il notevole risparmio di<br />

acqua rispetto ai sistemi tradizionali<br />

di irrigazione per scorrimento. Può<br />

essere adottato su ogni tipo di<br />

terreno, non richiedendo particolari<br />

prerequisiti. Nel caso di impianti<br />

fissi, si ha un notevole risparmio di<br />

manodopera in quanto gli impianti<br />

stessi sono facilmente automatizzabili.<br />

Il vantaggio dell’irrigazione a pioggia<br />

o per aspersione è, come accennato, il<br />

<br />

risparmio di acqua e l’automazione<br />

dell’operazione per contro invece vi<br />

sono alcuni svantaggi che ne limitano<br />

l’impiego sull’orto; l’irrigazione per<br />

aspersione infatti genera un ambiente<br />

umido a livello della superficie della<br />

coltura in quanto foglie, fusti, fiori<br />

e frutti sono adacquati dall’alto da<br />

minuscole goccioline. Questo ambiente<br />

umido favorisce la comparsa di<br />

numerose malattie soprattutto fungine<br />

che ostacolano la normale crescita<br />

della coltura. E’ un tipo di irrigazione<br />

più adatto alle colture da pieno<br />

campo come i seminativi (cereali, soia,<br />

girasole) oppure per l’irrigazione del<br />

prato.


Irrigazione goccia a goccia o localizzata<br />

E’ senza dubbio il miglior sistema di irrigazione dell’orto in quanto l’acqua viene<br />

fornita alle piante tramite tubi di gomma gocciolanti a livello delle radici e senza<br />

bagnare la superficie vegetale sovrastante. E’ un sistema facilmente automatizzabile<br />

che permette di variare il flusso dell’acqua di zona in zona nell’orto permettendo<br />

una bagnatura differenziata delle diverse colture in funzione delle loro esigenze e<br />

permettendo un notevole risparmio di acqua in confronto ad altri sistemi irrigui.<br />

Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi sistemi di irrigazione goccia a<br />

goccia tra i più comuni possiamo annoverare i tubi gocciolanti provvisti ad intervalli<br />

regolari di gocciolatori e i tubi porosi che forniscono acqua attraverso micropori.<br />

I volumi di adacquamento sono facilmente gestiti tramite centraline elettroniche<br />

di facile programmazione che permettono di utilizzare l’acqua al meglio su tutto<br />

l’appezzamento destinato all’orto. Un ulteriore vantaggio di questo sistema di<br />

irrigazione è la possibilità di fornire costantemente poca acqua per volta dando<br />

alle radici il tempo necessario per poterla assorbire evitando inoltre shock idrici al<br />

sistema radicale.<br />

17


Utilizzare una superficie di terreno<br />

per la coltivazione dell'orto richiede<br />

oltre a prendersi cura del benessere<br />

delle piante (concimazione e difesa<br />

fitosanitaria) anche la necessità di<br />

prendersi cura del suolo; consideriamo<br />

suolo lo strato esplorabile dalle radici.<br />

Fondamentale è evitare fenomeni<br />

di "stanchezza dei suoli" allo scopo<br />

di mantenere intatta la fertilità<br />

del terreno e la capacità di<br />

ospitare le colture nel<br />

tempo. I risultati di<br />

suoli "stanchi" sono<br />

in primo luogo un<br />

calo delle produzioni<br />

e un minor livello<br />

qualitativo del<br />

raccolto. Il fenomeno<br />

si verifica con la<br />

coltivazione perpetrata<br />

nel tempo della medesima<br />

specie sullo stesso appezzamento<br />

(monocoltura). Le cause da cui dipende<br />

la minor fertilità sono legate a:<br />

Continua asportazione da parte di una<br />

specie degli stessi elementi nutritivi.<br />

Le radici esplorano ed assorbono<br />

macro-micro nutrienti sempre alla<br />

stessa profondità del suolo<br />

Produzione di essudati radicali o<br />

accumulo di sostanze derivanti dalla<br />

degradazione di sostanza organica che<br />

<br />

<br />

possono risultare tossiche riducendo lo<br />

sviluppo radicale.<br />

Sviluppo eccessivo di determinate<br />

malattie e parassiti e facilità<br />

trasmissione.<br />

Per attenuare tale effetti si pratica<br />

l'avvicendamento (o rotazione<br />

o successione) delle colture di<br />

anno e in anno. L'orticoltore<br />

alternerà la coltivazione<br />

di colture miglioratrici<br />

(leguminose ad<br />

esempio), con<br />

essenze sfruttatrici<br />

e a periodi si riposo<br />

del terreno. È<br />

utile l’alternanza<br />

coltivando in<br />

successione piante<br />

appartenenti a famiglie<br />

botaniche differenti, con sviluppo<br />

vegetativo differente (piante da tubero,<br />

da foglia, da frutto, ecc.) e piante che<br />

possiedono esigenze nutrizionali<br />

diverse. Si consiglia di iniziare la<br />

coltivazione di un'aiuola con colture<br />

da rinnovo (patata, pomodoro, ecc..)<br />

e ogni anno seminare essenze meno<br />

esigenti. Al quarto anno praticare il<br />

riposo del suolo o la coltura di piante<br />

biocide da sovescio (rafano, senape,<br />

rucola) o miglioratrici (leguminose).<br />

È anche utile oltre l'alternanza delle<br />

colture nel tempo sul medesimo suolo


anche la coltivazione simultanea di più essenze. Questa pratica si chiama consociazione.<br />

Lo scopo della coltivazione mista è di esaltare l'interazione tra piante con effetto di stimolo<br />

e repulsione verso altre colture o parassiti. La coltura di più essenze simultaneamente può<br />

essere fatta investendo sulla stessa aiuola più colture (alternando file di diverse specie) o<br />

coltivando aiuole tra loro prossime.<br />

19


Pomodoro<br />

<br />

Il nome di questa famiglia suggerisce il<br />

fabbisogno di queste essenze in fatto di luce.<br />

Tutte le solanacee per crescere e fruttificare<br />

necessitano di un’esposizione diretta ai raggi del<br />

sole per lungo tempo.<br />

21<br />

Peperone<br />

Patata Melanzana


Origine e storia:<br />

il pomodoro, originario del centro<br />

America (Messico e Perù), fece la<br />

sua comparsa nel panorama europeo<br />

piuttosto tardi importato dalle<br />

Americhe dai conquistatori spagnoli.<br />

Descrizione vegetale:<br />

è una solanacea con fusto semilegnoso,<br />

con foglie composte ricche<br />

di peli ghiandolari che secernono<br />

un succo dall’odore<br />

caratteristico. E’ una<br />

pianta erbacea eretta<br />

o ricadente, alta più<br />

o meno un metro.<br />

L’infiorescenza<br />

è semplice o<br />

suddivisa con<br />

fiori a cinque<br />

petali di colore<br />

giallo. La<br />

fioritura è scalare<br />

e dall’allegagione<br />

(trasformazione<br />

del fiore in frutto) alla<br />

maturazione trascorrono circa<br />

40-50 giorni. Il frutto è una bacca<br />

che può essere tondeggiante o di<br />

forma allungata. La colorazione del<br />

frutto maturo è dovuta alla presenza<br />

di sostanze come il licopene e i<br />

carotenoidi. Le varietà di pomodoro<br />

esistenti si possono raggruppare in<br />

due categorie: da tavola per consumo<br />

fresco e da industria per pelati e<br />

concentrati.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

è una pianta mediterranea, il freddo<br />

è il vero fattore limitante la sua<br />

coltivazione; temperature prossime<br />

allo 0 portano alla morte della<br />

pianta, mentre temperature sopra<br />

i 32° causano scarsa allegagione e<br />

decolorazione delle bacche. I fiori<br />

vengono scarsamente fecondati con<br />

temperature notturne inferiori a 12°C.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

Il pomodoro non è<br />

una pianta esigente,<br />

preferisce terreni<br />

profondi, ricchi<br />

di sostanza<br />

organica e ben<br />

drenati. Evita<br />

assolutamente<br />

il ristagno<br />

d’acqua. Si adatta<br />

a terreni a pH<br />

leggermente basici<br />

o moderatamente<br />

acidi.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

esegui a fine estate una lavorazione<br />

superficiale (10-15 cm) per interrare<br />

i residui della coltura precedente.<br />

In autunno inverno esegui una<br />

lavorazione più profonda (30 cm)<br />

per interrare il concime e l’eventuale<br />

sovescio. Prima del trapianto effettua<br />

una lavorazione di finitura.


Concimazione di fondo:<br />

adotta un concimazione a base di<br />

letame in ragione di 3-4 q/100m2<br />

da effettuare in autunno ad una<br />

profondità di 30-40 cm, più un buon<br />

apporto di fosforo e potassio.<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

l’epoca di semina<br />

varia a seconda<br />

del tipo di coltura,<br />

in inverno si fa<br />

in semenzaio<br />

su letto caldo<br />

per trapiantare a<br />

marzo in tunnel<br />

e anticipare la<br />

produzione, oppure<br />

da marzo a maggio<br />

in semina diretta<br />

nell’orto. Per un m2<br />

di semenzaio sono<br />

necessari 3-4 g di<br />

seme. La profondità<br />

di semina oscilla da<br />

pochi millimetri fino<br />

a 2 cm. Le distanze<br />

di impianto sono<br />

comprese tra 70 e<br />

100 cm tra le file e<br />

tra 30 e 60 cm sulla fila.<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

predisponi dei tutori ai quali ancorare<br />

le piante. Evita durante l’irrigazione<br />

di bagnare le foglie cerca di adottare<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

Il pomodoro possiede un limitato<br />

carico calorico (18 kcal/ 100 g),<br />

un buon contenuto in minerali e<br />

oligoelementi ed è dotato di tutte<br />

le vitamine idrosolubili.<br />

E’ costituito principalmente<br />

da acqua (94%), proteine (1%),<br />

grassi (0,2%) e carboidrati (2,8%).<br />

Il pomodoro è un eccellente<br />

attivatore della mobilità gastrica<br />

e possiede una sensibile azione<br />

disintossicante grazie alla buona<br />

presenza di zolfo.<br />

23<br />

l’irrigazione a scorrimento o a pioggia<br />

dentro i solchi laterali. Nei semenzali<br />

effettua 2-3 interventi irrigui in modo<br />

che il terriccio di semina rimanga<br />

umido mentre nel corso del periodo<br />

caldo è importante non creare<br />

stress. Dirada<br />

le adacquature<br />

durante<br />

maturazione.<br />

Mantieni il suolo<br />

pulito dalle<br />

infestanti con<br />

leggere zappature.<br />

I germogli che<br />

si sviluppano<br />

all’ascella<br />

dell’attaccatura<br />

fogliare devono<br />

essere asportati<br />

prima che<br />

superino i 3 cm<br />

per impedirne<br />

un eccessivo<br />

sviluppo in altezza<br />

(le vegetazioni<br />

troppo folte<br />

determinano pochi<br />

frutti). La cimatura<br />

(rimozione del<br />

germoglio apicale) deve essere fatta<br />

dopo la formazione del 4° palco di<br />

branche e serve per anticipare la<br />

maturazione.


Raccolta:<br />

effettua la raccolta quando la bacca<br />

è totalmente rossa per i pomodori<br />

da sugo mentre rosata per quelli da<br />

verdura.<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

ripeti al massimo per due anni<br />

di seguito la coltura sullo stesso<br />

terreno. Evita di piantare il<br />

<br />

<br />

<br />

pomodoro successivamente a<br />

chenopodiacee o cucurbitacee. Il<br />

pomodoro è una pianta da rinnovo<br />

e quindi va posta all’inizio della<br />

rotazione agraria, precede bene<br />

cipolle, spinaci e lattughe. Adotta<br />

la consociazione con sedano,<br />

prezzemolo, cavolo, spinacio,<br />

ravanello, lattuga, insalata, cicoria,<br />

aglio o fagiolino.<br />

Afidi: piccoli insetti di colore verde o nero che succhiano la linfa<br />

producendo melata (sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini<br />

(funghi di colore scuro). Lotta agronomica: limita le concimazioni azotate<br />

oppure adotta la consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica:<br />

impiega prodotti a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti a<br />

base di imidacloprid o thiacloprid.<br />

Peronospora: Macchie di colore translucido sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Phytophthora infestans. Lotta agronomica: evita irrigazioni<br />

sovra chioma, adotta invece irrigazioni goccia a goccia. Lotta biologica:<br />

impiega prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale: impiega prodotti<br />

a base di fosetyl di alluminio più rame o iprovalicarb + rame.<br />

Mosca bianca: piccoli insetti volanti di colore bianco che volano non<br />

appena si tocca la superficie fogliare. Lotta agronomica: provvedi a<br />

trapiantare le piantine ad una giusta distanza per non creare inutili<br />

infoltimenti che agevolerebbero lo sviluppo della popolazione di mosca<br />

bianca. Lotta biologica: impiega di prodotti a base di piretro. Lotta<br />

tradizionale: impiega prodotti a base di deltametrina.


Origine e storia:<br />

pianta originaria del continente<br />

sud-americano, molto utilizzata<br />

dagli Atzechi, i quali disponevano di<br />

diverse varietà. Importato in Europa<br />

nel sedicesimo secolo da Cristoforo<br />

Colombo si diffuse sia nel continente<br />

africano che in Asia.<br />

Descrizione vegetale:<br />

il peperone ha fusto eretto e foglie<br />

alterne molto differenti<br />

nella forma in relazione<br />

alla varietà. Il frutto<br />

è una bacca<br />

carnosa di forma<br />

e dimensioni<br />

varie, con colori<br />

che vanno dal<br />

verde, al giallo<br />

al rosso fino<br />

al viola. I frutti<br />

verdi sono ricchi di<br />

clorofilla quelli gialli<br />

di xantofilla e quelli<br />

rossi di carotenoidi. Il<br />

sapore piccante di alcune specie<br />

è dovuto alla presenza della capsaicina;<br />

per incrementarlo si riducono le<br />

innaffiature due tre giorni prima della<br />

raccolta. Il ciclo è variabile da 150 ai<br />

240 giorni.<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

è una pianta che preferisce climi caldi,<br />

idonea a luoghi ben soleggiati, molto<br />

sensibile alle basse temperature. Da<br />

<br />

<br />

<br />

evitare le temperature sotto lo zero<br />

mentre temperature superiore ai<br />

30° accompagnate da vento possono<br />

provocare l'aborto dei fiori. Per<br />

una fioritura ottimale si richiedono<br />

temperature sopra i 19° C.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

il peperone necessita di un terreno<br />

di medio impasto molto fertile,<br />

profondo e ben drenato.<br />

Preparazioni del<br />

terreno:<br />

prepara il letto<br />

di semina o di<br />

trapianto nel<br />

periodo che va<br />

tra febbraio<br />

e maggio a<br />

seconda della<br />

zona, tramite<br />

leggera aratura.<br />

Concimazione<br />

di fondo:<br />

adotta un concimazione<br />

a base di letame in ragione<br />

di 3-4 q/100m2 da effettuare in<br />

autunno ad una profondità di 30-40<br />

cm, più un buon apporto di fosforo e<br />

potassio.<br />

Semina o trapianto/epoca:<br />

a causa delle elevate esigenze termiche<br />

e del lungo periodo di germogliazione<br />

(15 giorni), la semina diretta è poco<br />

diffusa e sostituita dalla semina in


semenzaio. Nel semenzaio, posiziona i<br />

semi a righe distanti 5-10 cm tra loro.<br />

Per ogni m2 di semenzaio occorrono<br />

2 g di semi e 1 m2 di semenzaio può<br />

coprire dai 100 ai 150 m2 di coltura in<br />

campo. La semina si esegue da febbraio<br />

a marzo. Prima<br />

di trapiantare le<br />

piantine irriga bene<br />

il semenzaio. La<br />

semina in campo va<br />

eseguita con duetre<br />

semi per posta<br />

distanti 50 cm.<br />

Il trapianto<br />

si effettua tra<br />

febbraio e maggio<br />

(a 40 giorni dalla<br />

semina) con piante<br />

alla quinta foglia<br />

(piantine di 20<br />

cm, nei vasetti); la<br />

distanza tra le fila<br />

è di 60 cm e sulla<br />

fila di 40-50 cm.<br />

Al momento del<br />

trapianto, provvedi<br />

ad interrare il<br />

colletto.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

il peperone è costituito dall'80%<br />

di acqua e 20% di sostanza secca<br />

(3% zuccheri, 3% estratti inazotati<br />

e 1% sostanze azotate).<br />

Presenta un elevato tenore<br />

di vitamina A, B e C. Il suo<br />

consumo favorisce l'attività<br />

digestiva e stimola la secrezione<br />

gastrica. Sconsigliato a chi soffre<br />

di iper-acidità e ulcera.<br />

27<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

le cure colturali contemplano<br />

irrigazioni moderate, eliminazione<br />

delle infestanti nel sottofila e zappature<br />

per arieggiare il terreno. Effettua la<br />

rincalzatura per facilitare la creazione<br />

di solchi laterali per<br />

l'irrigazione.<br />

Per irrigare,<br />

usa acqua a<br />

temperatura<br />

ambiente. Utilizza<br />

tutori o fili per<br />

sorreggere<br />

la pianta. Per<br />

ottenere bacche più<br />

grosse provvedi<br />

ad una limitata<br />

soppressione dei<br />

fiori.


Raccolta:<br />

la raccolta va da giugno ad ottobre,<br />

è di tipo scalare, raccogli le bacche<br />

quando possiedono pezzatura<br />

e colore desiderato. In genere i<br />

peperoni verdi o bianco-giallo si<br />

raccolgono prima della completa<br />

maturazione, mentre quelli rossi<br />

e gialli a piena maturazione. La<br />

produzione si aggira intorno ai 2 kg<br />

al m2.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

si associa bene a carciofi, insalate e<br />

cavoli. E’ sconsigliato ripetere per<br />

due anni di seguito la coltura sullo<br />

stesso terreno. Evita di piantare<br />

successivamente a chenopodiacee o<br />

cucurbitacee.<br />

Afidi: Piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo<br />

melata (sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi<br />

di colore scuro). Lotta agronomica: riduci le concimazioni azotate o<br />

adotta la consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: impiega<br />

prodotti a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega di prodotti a base di<br />

imidacloprid o thiacloprid.<br />

Ragnetto rosso: piccoli ragnetti rossi della dimensione di mezzo<br />

millimetro che pungono le foglie causando ingiallimenti estesi e<br />

indebolimento della pianta. Lotta agronomica: riduci le concimazioni<br />

azotate. Lotta tradizionale: impiega un acaricida specifico a base di<br />

fluvalinate.<br />

Mosca bianca: piccoli insetti volanti di colore bianco (aleurodidi) che<br />

volano non appena si tocca la superficie fogliare. Lotta agronomica:<br />

provvedi a trapiantare le piantine ad una giusta distanza per non creare<br />

inutili infoltimenti che agevolerebbero lo sviluppo della popolazione di<br />

mosca bianca. Lotta biologica: puoi ricorrere all’impiego di prodotti a<br />

base di piretro. Lotta tradizionale: prevede l’impiego di prodotti a base di<br />

deltametrina.


Origine e storia:<br />

la patata veniva coltivata nelle Ande<br />

fin dal II millennio a.C., quando<br />

veniva essiccata e conservata per<br />

molto tempo. Introdotta in Europa<br />

con la scoperta delle Americhe è<br />

ormai diffusa in tutto il mondo.<br />

Descrizione vegetale:<br />

il prodotto edule è costituito<br />

dal tubero che si forma per<br />

ingrossamento dell'estremità<br />

distale dei rizomi (fusti<br />

sotterranei). I tuberi<br />

possono avere<br />

diverse forme<br />

e dimensioni;<br />

le parti verdi<br />

contengono<br />

solanina che<br />

può provocare<br />

intossicazioni.<br />

L'apparato radicale<br />

si approfondisce<br />

poco, il fusto è erbaceo;<br />

il fiore pentamero<br />

(costituito da 5 elementi) e il<br />

frutto che è una bacca verdognola<br />

non hanno nessuna importanza nella<br />

tecnica orticola. Le patate possono<br />

distinguersi per forma, colore (bianco<br />

o giallo) ed epoca di maturazione. Il<br />

ciclo può variare da 80-90 giorni a<br />

150-160 giorni a seconda della cultivar<br />

che possono così distinguersi in: molto<br />

precoci, semitardive e tardive.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

è una pianta che preferisce climi caldi,<br />

idonea a luoghi ben soleggiati, molto<br />

sensibile alle basse temperature.<br />

Da evitare le temperature sotto lo<br />

zero mentre temperature superiore ai<br />

30° accompagnate da vento possono<br />

provocare l'aborto dei fiori. Per<br />

una fioritura ottimale si richiedono<br />

temperature sopra i 19° C.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni<br />

ricchi di humus, di<br />

medio impasto o<br />

sciolti. Evita i<br />

terreni molto<br />

pesanti perché<br />

ostacolano<br />

l'ingrossamento<br />

del tubero. Per<br />

un prodotto di<br />

qualità il suolo<br />

deve contenere poco<br />

calcio, ma essere ricco<br />

in fosforo e potassio.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

vanga profondamente il terreno<br />

nell'autunno precedente alla<br />

piantagione per preparare un buon<br />

letto di semina.


Concimazione di fondo:<br />

è buona norma apportare 2 quintali<br />

di letame maturo ogni 100 m2 di<br />

terreno.<br />

Semina o trapianto/epoca:<br />

la semina avviene<br />

generalmente tra<br />

febbraio e marzo<br />

utilizzando<br />

i tuberi che<br />

vengono interrati<br />

interi o tagliati<br />

in due tre pezzi<br />

(almeno tre<br />

giorni prima<br />

della semina<br />

lasciandoli<br />

all'aria); ogni<br />

pezzo deve avere<br />

3-4 gemme,<br />

"occhi". Traccia<br />

dei solchi<br />

profondi 10 cm<br />

nei quali potrai<br />

deporre il tubero<br />

alla distanza<br />

di 30 cm uno<br />

dall'altro. In<br />

caso di più file,<br />

distanziale di 70<br />

cm. Utilizza circa 20 kg di tuberi-seme<br />

per 100 m2.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

il tubero è ricco di amido ed<br />

è una delle poche piante con<br />

le quali un uomo potrebbe<br />

vivere pur non avendo altro da<br />

mangiare.<br />

I tuberi devono essere conservati<br />

in luoghi bui e asciutti per<br />

evitarne il rinverdimento e la<br />

germinazione che innalzano il<br />

contenuto di solanina (sostanza<br />

tossica).<br />

31<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

la patata teme la concorrenza delle<br />

infestanti, quindi occorre praticare<br />

delle sarchiature; effettua frequenti<br />

rincalzature al colletto fino al<br />

momento in cui spunteranno i<br />

germogli allo<br />

scopo di facilitare<br />

la tuberizzazione.<br />

Irriga<br />

abbondantemente<br />

senza creare<br />

ristagni idrici.<br />

Raccolta:<br />

la raccolta<br />

avviene tra luglio<br />

e settembre e<br />

può avvenire<br />

per mezzo di<br />

un forcone; una<br />

volta portati in<br />

superficie i tuberi<br />

è necessario<br />

lasciarli asciugare<br />

all'aria. Per<br />

verificare il grado<br />

di maturazione,<br />

strofina<br />

energicamente la<br />

buccia di alcuni<br />

tuberi, se rimane attaccata sono<br />

maturi.


Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

la consociazione più diffusa è con<br />

il fagiolo, che sembra utile per<br />

arginare gli attacchi della Dorifora<br />

(insetto coleottero che defoglia la<br />

vegetazione). Puoi coltivare la patata<br />

con successo dopo cereali, prato<br />

o barbabietola invece ripetere per<br />

due anni di seguito la coltura sullo<br />

<br />

<br />

<br />

stesso terreno è sconsigliato. Evita<br />

di piantare la patata su un terreno<br />

che ha ospitato chenopodiacee o<br />

cucurbitacee.<br />

Afidi: Piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: riduci le concimazioni azotate oppure adotta<br />

la consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: puoi ricorrere<br />

all’impiego di prodotti a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega<br />

prodotti a base di imidacloprid.<br />

Peronospora: Macchie di colore translucido sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Phytophthora infestans. Lotta agronomica: evita irrigazioni<br />

sovra chioma, adotta invece irrigazioni goccia a goccia. Lotta biologica:<br />

impiega prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale: impiega prodotti<br />

a base di fosetyl di alluminio più rame o iprovalicarb + rame.<br />

Dorifora: larve di insetti coleotteri di colore arancione che da adulti<br />

assumono un colore giallo con linee nere che divorano voracemente le<br />

foglie. Lotta agronomica: provvedi all’allontanamento manuale delle larve<br />

e degli adulti dall’orto. Lotta biologica: adopera prodotti a base di piretro.<br />

Lotta tradizionale: puoi ricorrere all’impiego di prodotti registrati a base di<br />

imidacloprid.


Origine e storia:<br />

la melanzana è originaria della Cina<br />

e dell'India, è stata coltivata in medio<br />

Oriente a partire a partire dal 1440<br />

grazie all'attività delle popolazioni<br />

arabe e, in seguito, in Europa ad<br />

opera di alcuni Carmelitani.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta pluriennale, erbacea, ma<br />

nell'ordinaria coltivazione ha un ciclo<br />

annuale. Portamento eretto<br />

con altezza massima di<br />

1 m, ha fiori violacei<br />

o bianchi e la<br />

fioritura dura<br />

due o tre mesi.<br />

Produce bacche<br />

generalmente<br />

oblunghe o<br />

rotondeggianti<br />

di colore violaceo,<br />

nero o bianco. I<br />

frutti contengono<br />

solanina e sono tossici<br />

e di sapore sgradevole,<br />

ma risultano commestibili e<br />

apprezzati dopo la cottura.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

la melanzana teme il gelo e l'umidità<br />

mentre predilige climi caldi. Non si<br />

sviluppa vigorosa nei climi umidi.<br />

Richiede temperature elevate: 15°C<br />

notturni e 24°C diurni. La crescita si<br />

arresta sotto i 12°C.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreno profondo, fertile<br />

ricco di sostanza organica e<br />

fresco. I terreni compatti<br />

sono sfavorevoli.<br />

Buoni risultati si<br />

ottengono nei<br />

terreni litorali<br />

poiché resiste<br />

ai venti salsi e<br />

alla salinità del<br />

suolo.<br />

Preparazioni<br />

del terreno:<br />

interra abbondante<br />

concime o terricciato.<br />

Concimazione di<br />

fondo:<br />

apporta circa 3-4 q di sostanza<br />

organica ogni 100 m2 la quale<br />

deve essere interrata durante la<br />

preparazione del terreno.


Semina o trapianto/epoca:<br />

la semina avviene in inverno nel sud-<br />

Italia e a febbraio-marzo al Nord, in<br />

letto caldo o semenzaio ben riparato.<br />

Per accelerare la germinazione<br />

dei semi, conservali per 8 giorni<br />

in un panno<br />

costantemente<br />

umido. Usa<br />

2 grammi di<br />

seme per m2 di<br />

semenzaio; le<br />

piantine che se<br />

ne ricavano sono<br />

sufficienti per<br />

100 m2 di orto.<br />

Le piantine con<br />

altezza di 7 cm e<br />

con presenza della<br />

quarta o quinta<br />

foglia possono<br />

essere piantate in<br />

vasetti di torba<br />

(ripiolatura); dopo<br />

due mesi di vita<br />

nei vasetti, mettile<br />

a dimora nell'orto.<br />

Posiziona le piante<br />

alla distanza di 50<br />

cm sulla fila e 70<br />

cm tra le fila.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

la melanzana è ricca di vitamine<br />

(A, B e C) e sali minerali (potassio<br />

e un modesto contenuto in<br />

calcio e fosforo).<br />

La melanzana non ha un elevato<br />

potere nutritivo, possiede<br />

un buon contenuto di fibra<br />

alimentare ed è quasi priva di<br />

grassi. Possiede piccole quantità<br />

di proteine e di carboidrati. E’<br />

ipotensiva e diuretica.<br />

35<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

l'irrigazione deve essere costante,<br />

innaffia 3 volte a settimana<br />

prima dell'allegagione e riduci<br />

successivamente fino ad un solo<br />

intervento in pre-raccolta. Evita<br />

di bagnare le<br />

foglie. Rincalza<br />

la melanzana<br />

ogni 20-30 giorni<br />

per arieggiare<br />

ed eliminare le<br />

infestanti. Quando<br />

le piante hanno<br />

superato i 25<br />

cm di altezza,<br />

asporta gli apici,<br />

i getti laterali e i<br />

germogli ascellari<br />

mantenendo per<br />

ogni ramificazione<br />

2-3 fiori.


Raccolta:<br />

la raccolta viene fatta scalarmente<br />

(da primavera a fine settembre)<br />

appena le bacche hanno raggiunto<br />

una soddisfacente dimensione (polpa<br />

soda e semi non ancora evidenti). La<br />

produzione è di circa 3 kg ogni m2.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

si consocia bene con insalata,<br />

finocchio e cavoli; succede<br />

generalmente al pomodoro o alla<br />

zucchina.<br />

Afidi: Piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo<br />

melata (sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi<br />

di colore scuro). Lotta agronomica: limita le concimazioni azotate o<br />

adotta la consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: adopera<br />

prodotti a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega di prodotti a base di<br />

imidacloprid.<br />

Mosca bianca: piccoli insetti volanti di colore bianco (aleurodidi) che<br />

volano non appena si tocca la superficie fogliare. Lotta agronomica:<br />

trapianta le piantine ad una giusta distanza per non creare inutili<br />

infoltimenti che agevolerebbero lo sviluppo della popolazione di mosca<br />

bianca. Lotta biologica: adopera prodotti a base di piretro. Lotta<br />

tradizionale: impiega prodotti a base di deltametrina.<br />

Ragnetto rosso: piccoli ragnetti rossi della dimensione di mezzo<br />

millimetro che pungono le foglie causando ingiallimenti estesi e<br />

indebolimento della pianta. Lotta agronomica: riduci le concimazioni<br />

azotate. Lotta tradizionale: prevedi l’impiego di un acaricida specifico a base<br />

di fluvalinate.


Zucchino<br />

<br />

Il nome della famiglia trae origine dalle<br />

caratteristica dei fusti angolosi e striscianti<br />

o rampicanti. Deriva da "corb" una parola della<br />

lingua sanscrita che significa "attorcigliarsi"<br />

o "strisciare".<br />

39<br />

Cetriolo<br />

Melone Cocomero


Origine e storia:<br />

originario dell'Asia meridionale<br />

e dell'America centrale (Messico),<br />

lo zucchino iniziò a diffondersi in<br />

Europa nel XVI secolo ed oggi è<br />

coltivato in tutti i continenti.<br />

Descrizione vegetale:<br />

la pianta ha un fusto prostrato<br />

munito di peli pungenti, le foglie<br />

hanno lunghi piccioli e lembo<br />

ampio. La specie è monoica,<br />

pertanto ogni individuo<br />

porta separatamente,<br />

ma sempre<br />

all'ascella delle<br />

foglie, sia fiori<br />

maschili che<br />

femminili. I<br />

fiori maschili<br />

sono di colore<br />

giallo intenso,<br />

provvisti di un<br />

lungo peduncolo,<br />

quelli femminili che<br />

compaiono più tardi<br />

sono più piccoli e hanno<br />

un peduncolo più corto. La parte<br />

edule è il frutto che è un peponide;<br />

talvolta vengono consumati anche<br />

i fiori maschili. I frutti possono<br />

essere più o meno allungati, di<br />

colore verde chiaro o verde scuro<br />

con picchiettature o striature. Il ciclo<br />

dura mediamente 60-70 giorni.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

di origine tropicale lo zucchino vive<br />

bene in aree calde, la crescita si arresta<br />

sotto i 10°C.<br />

La richiesta idrica è elevata.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

il terreno ideale è quello di medio<br />

impasto, sciolto, senza ristagni di<br />

acqua e ricco di sostanze organiche.<br />

Il terreno ideale deve rimanere<br />

costantemente umido.<br />

Preparazioni del<br />

terreno:<br />

prepara il terreno<br />

per una comune<br />

coltivazione<br />

ortiva tramite<br />

leggera<br />

vangatura e<br />

spianatura della<br />

superficie. La<br />

preparazione del<br />

terreno, deve essere<br />

accurata in quanto la<br />

radice dello zucchino può<br />

superare il metro di lunghezza.


Concimazione di fondo:<br />

richiede 40 kg di letame ogni 10<br />

m2; interra la sostanza organica<br />

al momento della sistemazione del<br />

suolo.<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

se utilizzi il<br />

semenzaio, effettua<br />

la semina da marzo<br />

ad aprile, colloca<br />

i semi in vasetti<br />

di terriccio; al<br />

raggiungimento<br />

della quarta o<br />

quinta foglia metti<br />

a dimora la piantina<br />

nell'orto alla<br />

distanza di circa un<br />

metro una dall'altra.<br />

La distanza tra le<br />

fila deve essere di<br />

circa un metro e<br />

venti.<br />

Per la semina<br />

diretta in orto<br />

occorre fare delle<br />

buche profonde 5<br />

cm e larghe 30 nelle<br />

quali porre 3-4 semi<br />

distanziati ognuno 10 cm e ricoprire.<br />

Al germogliamento lascia una sola<br />

piantina per posta. Usa 3 grammi di<br />

seme per 10 m2.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

lo zucchino è costituito per<br />

quasi il 90% da acqua, proprio<br />

per questo risulta avere proprietà<br />

diuretiche ed è facilmente<br />

digeribile;<br />

aiuta inoltre la regolarizzazione<br />

delle funzioni intestinali.<br />

È povero di sale.<br />

41<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

non lasciare mai il terreno asciutto,<br />

evita la crescita delle infestanti tramite<br />

lavori di sotto fila e pacciamatura.<br />

Non è necessario né rincalzare né<br />

cimare. Possono essere utili dei tutori<br />

per sorreggere la<br />

pianta e facilitare<br />

la circolazione<br />

dell'aria tra le foglie.<br />

Raccolta:<br />

la raccolta è<br />

scalare, tra luglio<br />

e settembre, e si<br />

protrae per uno<br />

o due mesi; il<br />

frutto deve essere<br />

raccolto quando è<br />

ad un sesto dello<br />

sviluppo finale e<br />

il momento ideale<br />

della raccolta<br />

coincide con il<br />

momento in cui<br />

il fiore portato<br />

all'apice del frutto<br />

sta per schiudersi.<br />

Le piante in<br />

piena produzione<br />

richiedono una<br />

raccolta quotidiana per evitare che i<br />

frutti abbiano semi troppo evidenti e<br />

buccia indurita. La produzione media<br />

per pianta si aggira su 5kg. È buona<br />

norma tagliare i piccioli a parecchi<br />

centimetri dalla zucchine e non


creare ferite che potrebbero causare<br />

marciumi.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

questa coltura non deve succedere<br />

a: fagiolo, solanacee o altre<br />

cucurbitacee. Consocia invece con<br />

ravanello lattuga o spinaci.<br />

Afidi: Piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: limita le concimazioni azotate oppure adotta<br />

la consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: puoi impiegare<br />

prodotti a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di<br />

imidacloprid o thiacloprid.<br />

Peronospora: Macchie di colore translucido sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Pseudoperonospora cubensis. Lotta agronomica: evita<br />

irrigazioni sovra chioma e adotta invece irrigazioni per scorrimento o<br />

goccia a goccia. Lotta biologica: impiega prodotti a base di sali di rame.<br />

Lotta tradizionale: impiega prodotti sistemici registrati su questa coltura.<br />

Oidio o mal bianco: Sulla superficie fogliare si formano macchie<br />

polverulente biancastre dovute ai funghi Sphaeroteca fuliginea o Erysiphe<br />

cichoracearum che sviluppandosi indeboliscono la pianta. Lotta agronomica:<br />

provvedi all’impianto rispettando distanze tra le piante tali da non creare<br />

ombreggiamenti e riduzioni del ricircolo d’aria. Lotta biologica: impiega<br />

preparati a base di zolfo. Lotta tradizionale: impiega prodotti antioidici<br />

specifici come tebuconazolo, penconazolo o altri.


Origine e storia:<br />

originario dell'Asia iniziò a<br />

diffondersi in Europa nel 1800.<br />

Descrizione vegetale:<br />

il prodotto edule è un peponide<br />

con superficie liscia o verrucosa;<br />

il prodotto può essere consumato<br />

fresco. Pianta annuale, rampicante o<br />

strisciante con foglie palmate e fiori<br />

gialli. L'impollinazione è entomofila<br />

(dovuta ad insetti pronubi).<br />

La polpa è dolce,<br />

fresca e croccante.<br />

Le cultivar si<br />

distinguono<br />

in due grandi<br />

gruppi, per<br />

forma ed<br />

utilizzo: cetrioli<br />

da tavola e<br />

cetrioli da<br />

sottaceto. Il ciclo<br />

varia dai 60 giorni<br />

per le cultivar precoci<br />

fino a 90 giorni per le<br />

tardive.<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

il cetriolo richiede temperature<br />

superiori ai 10°C, elevata disponibilità<br />

idrica senza la quale le piante<br />

producono pochi frutti dal sapore<br />

amarognolo. Scegli di conseguenza<br />

aree di impianto in pieno sole.<br />

<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

il terreno ideale è quello di medio<br />

impasto, sciolto, senza ristagni di<br />

acqua e ricco di sostanze organiche.<br />

Evita terreni argillosi e asfittici,<br />

meglio scegliere terreni sub-acidi.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

richiede lavorazioni profonde per<br />

assicurare un buon drenaggio. Vanga a<br />

30 cm.<br />

Concimazione di<br />

fondo:<br />

apporta 40 kg di<br />

concime organico<br />

ogni 10 m2 che<br />

può essere<br />

interrato al<br />

momento della<br />

preparazione<br />

del suolo o alla<br />

messa a dimora<br />

delle piantine.<br />

Interra insieme al<br />

concime organico anche<br />

una buona dose di fosforo<br />

(3-5 kg di farina di ossa per 100<br />

m2).<br />

Semina o trapianto/epoca:<br />

in semenzaio impiega 7 g di seme<br />

al m2; la pianta viene trapiantata<br />

un mese dopo la semina. In orto, in


estate, usa 3-4 semi per ogni buchetta<br />

alla distanza di 1 m tra le file e 70 cm<br />

sulla fila; la profondità di interramento<br />

si aggira intorno ai 2 cm. Per ogni<br />

postarella, dopo il germogliamento<br />

alla seconda vera foglia, lascia una<br />

sola pianta. La<br />

germinazione del<br />

seme è facilitata da<br />

una pre-immersione<br />

del seme in acqua<br />

per 24 h.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

il frutto è ricco di vitamina C e<br />

per l'elevata percentuale di acqua<br />

(circa 97%) è molto dissetante;<br />

è privo di colesterolo ed è<br />

ipocalorico. Possono risultare<br />

di difficile digestione a causa<br />

dell’alto contenuto in cellulosa.<br />

45<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

il cetriolo necessita di irrigazioni<br />

frequenti e di zappettature per<br />

combattere le malerbe e arieggiare<br />

il terreno. Evita che i frutti vengano<br />

a contatto con il suolo. Effettua una<br />

cimatura sopra<br />

la quarta foglia e<br />

successivamente<br />

cima i germogli<br />

non fruttiferi sopra<br />

la settima foglia.


Raccolta:<br />

la raccolta è scalare nell'arco di<br />

due mesi (giugno e luglio) dopo<br />

circa tre mesi dalla semina. Il frutto<br />

deve essere raccolto quando ha<br />

raggiunto una consistenza soda e<br />

colorazione verde lucente, prima del<br />

raggiungimento delle dimensioni<br />

massime.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

è una pianta da rinnovo. Positiva<br />

la consociazione con lattuga,<br />

sedano, cavoli, fagioli e piselli; evita<br />

consociazioni con patate e pomodori.<br />

Per prevenire la stanchezza del<br />

terreno non ripetere la coltivazione<br />

sullo stesso appezzamento prima dei<br />

3-4 anni.<br />

Afidi: Piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: prevede la limitazione delle concimazioni azotate<br />

o la consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: impiega<br />

prodotti a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di<br />

imidacloprid o thiacloprid.<br />

Peronospora: Macchie di colore translucido sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Pseudoperonospora cubensis. Lotta agronomica: evita<br />

irrigazioni sovra chioma adotta invece irrigazioni goccia a goccia. Lotta<br />

biologica: impiega prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale:<br />

impiega prodotti a base di fosetyl di alluminio più rame.<br />

Oidio o mal bianco: Sulla superficie fogliare si formano macchie polverulente<br />

biancastre dovute al fungo Sphaeroteca fuliginea o Erysiphe cichoracearum che<br />

sviluppandosi indeboliscono la pianta e se non controllati portano alla morte<br />

la coltura. Lotta agronomica: provvedi all’impianto delle piantine rispettando<br />

distanze tali da non creare ombreggiamenti e riduzioni del ricircolo d’aria.<br />

Lotta biologica: adotta l’impiego di preparati a base di zolfo. Lotta tradizionale:<br />

impiega prodotti antioidici specifici come tebuconazolo, penconazolo e altri.


Origine e storia:<br />

il melone proviene dall'area africana<br />

e dalla mezzaluna fertile (Medio<br />

Oriente). La distribuzione e il<br />

consumo nell'area del Mediterraneo<br />

è avvenuta grazie agli egizi e in<br />

Italia fu introdotto in età cristiana.<br />

Descrizione vegetale:<br />

esistono tre varietà principali: i<br />

cantalupi o zatte di origine europea,<br />

il reticolato e i meloni<br />

invernali a buccia liscia.<br />

Il fusto della pianta<br />

erbacea annuale<br />

è strisciante,<br />

rampicante ed<br />

angoloso; le<br />

foglie sono<br />

alterne e lobate;<br />

i fiori unisessuali<br />

sono di colore<br />

prevalentemente<br />

giallo, il fiore<br />

femminile si manifesta<br />

dieci giorni dopo il<br />

maschile. I fiori una volta<br />

fecondati, rimangono aperti solo<br />

4 ore al mattino. Il frutto è un<br />

peponide che viene consumato fresco,<br />

senza semi e sbucciato. La polpa del<br />

frutto può essere bianca, arancione<br />

o verdastra. La durata del ciclo del<br />

melone oscilla da circa 80 giorni per<br />

le cultivar precoci fino a 110 per le<br />

tardive.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

il melone è una coltura che esige<br />

un clima caldo e molta luce; la<br />

temperatura minima di germinazione<br />

è di circa 10°C; vegeta a temperature<br />

minime di 12°C notturni e 18°C diurni.<br />

<strong>Terreno</strong>: il terreno ideale è quello di<br />

medio impasto, sciolto, senza ristagni<br />

di acqua e ricco di sostanze organiche.<br />

Evita terreni argillosi e asfittici,<br />

meglio scegliere terreni subacidi.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

il terreno ideale è<br />

sciolto, ben esposto,<br />

profondo e dotato<br />

di sostanza<br />

organica.<br />

Consigliati<br />

terreni alcalini.<br />

Preparazioni<br />

del terreno:<br />

la preparazione del<br />

terreno consiste in una<br />

leggera lavorazione e nella<br />

creazione di buche distanti 1 m<br />

sulla fila e 0,5 m tra le fila, nelle quali<br />

deporre concime e semi.<br />

Concimazione di fondo:<br />

apporta all'interno delle buche del<br />

concime organico (5 q ogni 100 m2<br />

di orto); distribuisci anche concimi<br />

fosfatici e potassici.


Semina o trapianto/epoca:<br />

la semina avviene da febbraio ad<br />

aprile in semenzaio o in primavera<br />

(temperatura minima superiore<br />

ai 20°C) direttamente nell'orto. In<br />

orto posiziona 4-5 semi nelle buche;<br />

il trapianto da<br />

semenzaio deve<br />

avvenire dopo<br />

circa un mese dalla<br />

semina, alla quarta<br />

foglia.<br />

Cure colturali/<br />

irrigazione:<br />

pratica il<br />

diradamento sulle<br />

piantine alte 20<br />

cm, lasciando<br />

una o due piante<br />

per buca; inizia<br />

l'irrigazione subito<br />

dopo il trapianto<br />

e sospendila alla<br />

raccolta. Arieggia<br />

bene il terreno<br />

ed elimina le<br />

malerbe. È<br />

necessario eseguire<br />

la cimatura del<br />

germoglio principale al quale si<br />

sopprime l'apice dopo la quarta<br />

foglia; dalle ascelle delle foglie<br />

rimaste inizieranno a crescere due<br />

germogli i quali, alla quinta foglia,<br />

dovranno essere recisi a livello di<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

il melone è ricco di acqua,<br />

sali minerali e vitamine A e C<br />

(specialmente l'estivo). Il melone<br />

estivo a differenza di quello<br />

invernale presenta un notevole<br />

contenuto in potassio;<br />

il melone invernale ha minore<br />

contenuto in zuccheri semplici,<br />

minore potere calorico e un<br />

aroma vanigliato.<br />

49<br />

terza foglia, al fine di sviluppare una<br />

pianta con sei rami. Si consiglia di<br />

cimare sopra la prima foglia cresciuta<br />

dopo il frutto. Il melone è un frutto<br />

delicato, per cui alla dimensione di<br />

un pugno si consiglia di posizionarlo<br />

sopra ad un<br />

sostegno (esempio<br />

un mattone o un<br />

barattolo), per<br />

tenerlo isolato dal<br />

suolo limitando<br />

il rischio di<br />

marciumi e<br />

facilitarne la<br />

maturazione.


Raccolta:<br />

i meloni sono giunti a maturazione<br />

quando i peduncoli perdono<br />

consistenza, cosa che facilita il<br />

distaccamento. Un melone maturo<br />

se battuto con un dito dà un suono<br />

cupo, emana un profumo più o<br />

meno spiccato e la pelle è cedevole<br />

in prossimità della cicatrice fiorale.<br />

La raccolta avviene tra maggio ed<br />

ottobre a seconda delle cultivar.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

non ripetere la coltura sullo stesso<br />

terreno per tre anni di seguito;<br />

essendo una coltura da rinnovo apre<br />

una rotazione e va consociata solo<br />

all'inizio del suo sviluppo con coltura<br />

a ciclo rapido (lattuga e fagiolo).<br />

Afidi: Piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: limita le concimazioni azotate. Lotta biologica:<br />

adopera prodotti a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti a<br />

base di imidacloprid o thiacloprid.<br />

Peronospora: Macchie di colore translucido sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Pseudoperonospora cubensis. Lotta agronomica: evita<br />

irrigazioni sovra chioma adotta invece irrigazioni goccia a goccia. Lotta<br />

biologica: impiega prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale:<br />

impiega prodotti a base di iprovalicarb + rame.<br />

Oidio o mal bianco: Sulla superficie fogliare si formano macchie<br />

polverulente biancastre dovute ai funghi Sphaeroteca fuliginea o Erysiphe<br />

cihoracearum che sviluppandosi indeboliscono la pianta e se non controllati<br />

portano alla morte la coltura. Lotta agronomica: provvedi all’impianto<br />

delle piantine a distanze tali da non creare ombreggiamenti e riduzioni del<br />

ricircolo d’aria. Lotta biologica: impiega preparati a base di zolfo. Lotta<br />

tradizionale: impiega antioidici specifici registrati come tebuconazolo,<br />

penconazolo o altri.


Origine e storia:<br />

l’anguria è originaria dell'Africa<br />

tropicale, ed è arrivata in Europa al<br />

tempo delle Crociate.<br />

Descrizione vegetale:<br />

la pianta è caratterizzata da un<br />

fusto strisciante e peloso con molte<br />

ramificazioni e da un frutto molto<br />

grosso (da 2 a 15 Kg), a forma<br />

variabile, con buccia liscia, di colore<br />

verde uniforme, distribuito<br />

o screziato di bianco<br />

o di giallo. La<br />

polpa zuccherina<br />

racchiude semi<br />

ovali ed appiattiti;<br />

i semi hanno<br />

una capacità<br />

germinativa che<br />

dura 5-6 anni.<br />

Le foglie sono<br />

grandi dal picciolo<br />

piuttosto largo e<br />

fiori gialli a corolla<br />

campanulata. La durata del<br />

ciclo è di 90-120 giorni.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

il melone è una coltura che esige<br />

un clima caldo e molta luce; la<br />

temperatura minima di germinazione<br />

è di circa 10°C; vegeta a temperature<br />

minime di 12°C notturni e 18°C diurni.<br />

<strong>Terreno</strong>: il terreno ideale è quello di<br />

medio impasto, sciolto, senza ristagni<br />

di acqua e ricco di sostanze organiche.<br />

Evita terreni argillosi e asfittici,<br />

meglio scegliere terreni subacidi.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

il terreno ideale è<br />

sciolto, ben esposto,<br />

profondo e dotato<br />

di sostanza<br />

organica.<br />

Consigliati<br />

terreni alcalini.<br />

Preparazioni<br />

del terreno:<br />

la preparazione del<br />

terreno consiste in una<br />

leggera lavorazione e nella<br />

creazione di buche distanti 1 m<br />

sulla fila e 0,5 m tra le fila, nelle quali<br />

deporre concime e semi.


Concimazione di fondo:<br />

apporta all'interno delle buche del<br />

concime organico (5 q ogni 100 m2<br />

di orto); distribuisci anche concimi<br />

fosfatici e potassici.<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

la semina avviene<br />

da febbraio ad<br />

aprile in semenzaio<br />

o in primavera<br />

(temperatura<br />

minima superiore ai<br />

20°C) direttamente<br />

nell'orto. In orto<br />

posiziona 4-5<br />

semi nelle buche;<br />

il trapianto da<br />

semenzaio deve<br />

avvenire dopo<br />

circa un mese dalla<br />

semina, alla quarta<br />

foglia.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

l’anguria è un frutto dissetante (il<br />

contenuto d’acqua è pari al 95%);<br />

presenta una buona quantità di<br />

potassio ed una discreta quantità<br />

di vitamina A.<br />

Nonostante il gusto dolce,<br />

conferitogli da particolari<br />

sostanze aromatiche, ha un basso<br />

contenuto in zuccheri e presenta<br />

pochissime calorie (16 kcal/100g)<br />

53<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

quando la pianta ha le prime quattro<br />

o cinque foglie sviluppate, effettua la<br />

cimatura allo scopo di incrementare<br />

la produzione. In fase di coltivazione,<br />

lascia non più di tre o quattro frutti per<br />

pianta. Mantieni<br />

il terreno sgombro<br />

da malerbe. Il<br />

cocomero<br />

richiede almeno<br />

3 o 4 irrigazioni<br />

specialmente nella<br />

prima parte del<br />

ciclo vegetativo.<br />

Non effettuare<br />

irrigazioni dalla<br />

maturazione alla<br />

raccolta per non<br />

far insorgere lo<br />

sviluppo di muffe.


Raccolta:<br />

la raccolta (4 mesi circa dopo la<br />

semina) si effettua scalarmente durante<br />

l'estate, solo l'esperienza ci permette di<br />

staccare il frutto a maturazione ideale,<br />

esso dovrebbe presentare buccia lucida,<br />

scarsa pruina e il viticcio alla base del<br />

peduncolo dovrebbe essere distaccato.<br />

La serbevolezza dei frutti maturi è<br />

limitata nel tempo: 15 giorni a 15°C.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

non ripetere la coltura sullo stesso<br />

terreno per tre anni di seguito; essendo<br />

una coltura da rinnovo apre una<br />

rotazione e va consociata solo all'inizio<br />

del suo sviluppo con coltura a ciclo<br />

rapido (lattuga e fagiolo).<br />

Afidi: Piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: limita le concimazioni azotate o adotta la<br />

consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: impiega prodotti a<br />

base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di imidacloprid.<br />

Peronospora: Macchie di colore translucido sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Pseudoperonospora cubensis. Lotta agronomica: evita<br />

irrigazioni sovra chioma adotta invece irrigazioni goccia a goccia. Lotta<br />

biologica: impiega prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale:<br />

impiega prodotti a base di iprovalicarb + rame.<br />

Oidio o mal bianco: Sulla superficie fogliare si formano macchie<br />

polverulente biancastre dovute al fungo Sphaeroteca fuliginea o Erysiphe<br />

cichoracearum che sviluppandosi indeboliscono la pianta e se non<br />

controllati portano alla morte la coltura. Lotta agronomica: provvedi<br />

all’impianto delle piantine a distanze tali da non creare ombreggiamenti<br />

e riduzioni del ricircolo d’aria. Lotta biologica: utilizza preparati a base<br />

di zolfo. Lotta tradizionale impiega antioidici specifici come tebuconazolo,<br />

penconazolo o altri.


Carciofo<br />

Il nome deriva dalla caratteristica infiorescenza<br />

a capolino in cui i moltissimi piccoli fiori che la<br />

compongono sono inseriti su una base comune<br />

(ricettacolo) che fanno apparire l’infiorescenza<br />

come un singolo macro fiore (composite = fiori<br />

composti o asteracee = fiori a forma di stella).<br />

57<br />

Lattuga<br />

Cicoria Radicchio


Origine e storia:<br />

specie originaria dell'area del<br />

Mediterraneo dove è conosciuta<br />

fin dai tempi degli egizi; coltivata<br />

anche dai romani, la specie cominciò<br />

a diffondersi in Italia intorno al XV<br />

secolo.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta pluriennale (10-15 anni),<br />

con apparato radicale rizomatoso<br />

(ceppaia) e radici carnose<br />

che raggiungono i 60<br />

cm di profondità.<br />

Presenta foglie<br />

verdi, pennate<br />

con robuste<br />

nervature<br />

centrali, con<br />

o senza spine<br />

ricoperte da<br />

lanugine bianca<br />

sulla pagina<br />

inferiore. La pianta<br />

può raggiungere<br />

anche i 130 cm di altezza.<br />

Il prodotto edule sono le<br />

brattee (foglie modificate) avvolgenti<br />

l'infiorescenza che, una volta<br />

eliminate quelle più esterne dure e<br />

coriacee, possono essere consumate<br />

crude o cotte. Le cultivar principali<br />

italiane si distinguono in spinose<br />

(violetto di Chioggia, spinoso di<br />

Liguria) e non spinose (romanesco).<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

esige un clima mite e asciutto, si<br />

adatta anche a climi relativamente<br />

freddi; l'attività vegetativa si arresta a<br />

0°C e a -7°C si ha la morte della pianta.<br />

Temperature ottimali per lo sviluppo<br />

vanno dai 10 ai 15°C. Con temperature<br />

rigide e brinate può avvenire la caduta<br />

delle foglie.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni di medio<br />

impasto, argillosi, calcarei,<br />

fertili e profondi.<br />

Predilige buone<br />

esposizioni solari<br />

e teme i ristagni<br />

idrici.<br />

Preparazioni<br />

del terreno:<br />

effettua<br />

lavorazioni<br />

profonde (30-<br />

40 cm) tramite<br />

vangatura in autunno,<br />

in concomitanza di queste<br />

effettua distribuzione di letame o<br />

sostanza organica umificata.<br />

Concimazione di fondo:<br />

la pianta è una grande consumatrice<br />

di macroelementi; distribuisci<br />

in autunno letame o composto<br />

maturo (6 q ogni 100m2). Parte<br />

della sostanza organica può<br />

essere disposta nei solchi dove<br />

si pianteranno i carducci o gli


ovoli mescolandoli con la terra.<br />

Importante apportare fosforo (2<br />

kg ogni 100 m2) e potassio (1 kg<br />

ogni 100 m2); tali concimi verranno<br />

sparsi poco prima dell'impianto della<br />

carciofaia. Il fosforo infatti conferisce<br />

robustezza dei<br />

tessuti e migliora<br />

la qualità, mentre<br />

il potassio aumenta<br />

la resistenza al gelo<br />

e la precocità.<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

ll carciofo si<br />

propaga raramente<br />

per seme e<br />

prevalentemente<br />

tramite<br />

propagazione<br />

agamica,<br />

utilizzando i<br />

carducci o polloni,<br />

oppure gli ovoli.<br />

seme: per chi<br />

volesse utilizzare<br />

il seme, eseguire<br />

la semina a letto<br />

caldo in inverno<br />

avanzato per trapiantare in primavera<br />

e consumare i carciofi in autunno. Se<br />

la semina viene fatta in pieno campo<br />

è consigliabile mettere molti semi<br />

per posta in quanto hanno una bassa<br />

germinabilità. La profondità è di circa<br />

1,5 cm.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

il carciofo ha caratteristiche<br />

terapeutiche, la cinarina,<br />

contenuta nelle brattee e nel<br />

capolino, agisce sulla secrezione<br />

biliare, sulla diuresi renale e sul<br />

funzionamento intestinale;<br />

è ricco in ferro, tannini, vitamina<br />

C e acido folico. Le brattee<br />

sono ricche di fibra, di potassio<br />

e contengono pochi zuccheri;<br />

praticamente assenti risultano<br />

i grassi.<br />

59<br />

ovolo: rappresenta la parte basale<br />

rizomatosa dei carducci ricca di<br />

gemme e sostanze di riserva. Quelli<br />

migliori vengono prelevati dalla parte<br />

più profonda delle radici e si adoperano<br />

all'inizio dell'estate per ottenere un<br />

ciclo anticipato<br />

del carciofo. Per<br />

ottenere ovoli ben<br />

radicati, disporre i<br />

carducci in vivaio a<br />

gennaio, con sesto<br />

di 10 cm sulla fila e<br />

di 50 cm tra le fila<br />

ad una profondità<br />

di 4 cm. Gli ovoli<br />

germogliati sono<br />

posti in pieno<br />

campo in luglio o<br />

agosto<br />

carduccio o<br />

pollone: germoglio<br />

che si origina<br />

dalla gemma del<br />

corpo radicale<br />

oppure dalla<br />

gemma dell'ovolo.<br />

L'impianto si<br />

esegue in primavera<br />

scegliendo i carducci più maturi<br />

(provvisti di una abbozzo radicale e<br />

almeno 4 foglie) prelevandoli dalla<br />

pianta madre qualche giorno prima<br />

dell'impianto. Piantare i carducci<br />

dritti nel suolo sistemandoli alla<br />

stessa profondità a cui erano ubicati


precedentemente<br />

La messa a dimora di ovoli<br />

germogliati e carducci avviene in<br />

solchi o buche profonde 20 cm con<br />

sesto 1m x 1m.<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

il carciofo necessita di sarchiature,<br />

rincalzature e concimazioni<br />

abbondanti. È conveniente irrigare<br />

regolarmente senza bagnare le foglie<br />

ed evitando i ristagni. A fine autunno,<br />

taglia a raso terra i vecchi gambi<br />

<br />

<br />

<br />

e ricopri i monconi con uno strato<br />

di paglia, foglie o frasche avendo<br />

cura di scoprire le piante nei giorni<br />

tiepidi per facilitarne l'asciugatura.<br />

Dopo 4 anni è consigliabile il rinnovo<br />

della pianta.<br />

Raccolta:<br />

la raccolta è scalare, tra luglio e<br />

settembre, e si protrae per uno o due<br />

mesi; il frutto deve essere raccolto<br />

quando è ad un sesto dello sviluppo<br />

finale e il momento ideale della


accolta coincide con il momento<br />

in cui il fi ore portato all'apice del<br />

frutto sta per schiudersi. Le piante<br />

in piena produzione richiedono una<br />

raccolta quotidiana per evitare che i<br />

frutti abbiano semi troppo evidenti e<br />

buccia indurita. La produzione media<br />

per pianta si aggira su 5kg. È buona<br />

norma tagliare i piccioli a parecchi<br />

centimetri dalla zucchine e non creare<br />

ferite che potrebbero causare marciumi.<br />

<br />

Afi di: piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: limita le concimazioni azotate o adotta la<br />

consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: impiega prodotti a<br />

base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di imidacloprid.<br />

Oidio o mal bianco: sulla superfi cie fogliare si formano macchie<br />

polverulente biancastre dovute al fungo Leveillula taurica che sviluppandosi<br />

indeboliscono la pianta e se non controllati portano alla morte la coltura.<br />

Lotta agronomica: provvedi all’impianto della ceppaia rispettando distanze<br />

tali da non creare ombreggiamenti e riduzioni del ricircolo d’aria. Lotta<br />

biologica: impiega preparati a base di zolfo. Lotta tradizionale: impiega<br />

antioidici specifi ci registrati come tebuconazolo, penconazolo o altri.<br />

Nottue: larve di lepidotteri (farfalle notturne) che erodono la superfi cie<br />

fogliare lasciando evidenti rosure sulle foglie. Lotta agronomica: asporta e<br />

allontana dall’orto le parti danneggiate e le larve prsenti. Lotta biologica:<br />

impiega prodotti a base di piretro o spinosad. Lotta tradizionale: impiega<br />

prodotti geodisinfestanti del terreno a base di cloripirifos metile.<br />

61<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

questa coltura non deve succedere<br />

a: fagiolo, solanacee o altre<br />

cucurbitacee. Consocia invece con<br />

ravanello lattuga o spinaci.


Origine e storia:<br />

si suppone sia una specie originaria<br />

del Medio-Oriente e dell'Asia centro<br />

meridionale; la lattuga romana<br />

probabilmente è invece originaria<br />

dell'Italia.<br />

Descrizione vegetale:<br />

coltura annuale da lungo tempo<br />

coltivata, si caratterizza per l'elevato<br />

numero di varietà. Le tre varietà<br />

più comuni sono: lattuga<br />

cappuccio, lattuga<br />

romana e lattuga da<br />

taglio "lattughino”.<br />

L'apparato radicale<br />

comprende un<br />

corto fittone con<br />

radici laterali<br />

superficiali; il<br />

caule dove si<br />

inseriscono le<br />

foglie a rosetta<br />

è molto breve. Il<br />

prodotto edule è<br />

costituito dal grumolo o<br />

dalle singole foglie fresche.<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

la lattuga predilige climi temperati e<br />

mal sopporta i freddi intensi e i caldi<br />

secchi; ha una buona adattabilità<br />

climatica. A temperature inferiori<br />

ai 7°C la lattuga romana arresta la<br />

crescita.<br />

<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

il terreno deve avere una buona<br />

dotazione in sostanza organica, essere<br />

irriguo, ma esente dai ristagni; il<br />

pH deve essere leggermente acido o<br />

neutro.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

prepara l'aiuola lavorando finemente la<br />

parte superficiale del terreno che deve<br />

risultare soffice, ben sminuzzata e<br />

lautamente letamata.<br />

Concimazione di<br />

fondo:<br />

distribuisci 2 q ogni<br />

100 m2 di letame<br />

maturo qualche<br />

mese prima<br />

della semina,<br />

interrandolo<br />

con vangatura<br />

a profondità<br />

di 30 cm. Le<br />

lattughe sono avide<br />

consumatrici di potassio<br />

che può essere apportato sia<br />

nei solchi di semina sia nelle buche<br />

delle postarelle con cenere di legna o<br />

concime chimico.


Semina o trapianto/epoca:<br />

semina in semenzai tra febbraio e<br />

marzo per raccolte primaverili, tra<br />

aprile e giugno per raccolte estivoautunnali<br />

o in agosto per raccolte<br />

autunnali-vernine. Dal semenzaio<br />

le piantine si<br />

trapiantano dopo<br />

30-40 giorni dalla<br />

semina alla distanza<br />

di 25 cm sulla fila e<br />

40 cm tra le file. Per<br />

1 m2 di semenzaio<br />

occorrono 1-2<br />

grammi di seme. La<br />

profondità di semina<br />

è di 0,5 cm.<br />

Per la semina in<br />

pieno campo crea<br />

dei solchi e poni 12<br />

semi ogni 30 cm;<br />

per la germinazione<br />

e la fuoriuscita della<br />

plantula occorre una<br />

settimana. Dirada<br />

in modo da ottenere<br />

alla fase della 5°-6°<br />

foglia piante distanti<br />

25 cm una dall'altra.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

è una pianta ricca in acqua<br />

e fibre, dal basso contenuto<br />

calorico, contiene vitamine<br />

(A,C,B) e numerosi sali minerali.<br />

Possiede proprietà diuretiche.<br />

63<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

le cure prevedono annaffiature dopo il<br />

trapianto o la semina e durante tutto<br />

il corso del ciclo. Arieggia il terreno e<br />

mantienilo libero da infestanti.


Raccolta:<br />

la raccolta è scalare per tutto il corso<br />

dell'anno. Taglia i cespi alla grossezza<br />

desiderata in vicinanza del colletto.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

buoni risultati si hanno consociando<br />

con sedano, carote, carciofi, pomodori,<br />

ravanelli, spinaci e cipolle; si consiglia<br />

di non ripetere la coltura sullo stesso<br />

terreno prima dei 3 anni. Le lattughe<br />

sono colture da rinnovo e devono<br />

aprire la rotazione; non devono<br />

succedere a piselli, fave, fagioli, cavoli e<br />

indivie.<br />

Afidi: piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: riduci le concimazioni azotate o adotta la<br />

consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: è impiega prodotti<br />

a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti registrati a base di<br />

imidacloprid.<br />

Peronospora: macchie di colore translucido sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Bremia lactucae. Lotta agronomica: evita irrigazioni sovra<br />

chioma, adotta invece irrigazioni goccia a goccia. Lotta biologica: impiega<br />

prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di<br />

iprovalicarb + rame.<br />

Marciume radicale o del colletto: alla base del cespo si forma una muffa<br />

grigio chiara che porta a deperimento tutta la pianta. Lotta agronomica:<br />

prevedi la coltivazione su substrati ben drenati ricchi in sabbia. Lotta<br />

biologica: impiega di prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale:<br />

impiega prodotti a base di fenhexamid.


Origine e storia:<br />

originaria delle aree mediterranee e<br />

ampiamente diff usa in Italia.<br />

Descrizione vegetale:<br />

alla specie C. intybus si ascrivono<br />

numerose varietà dall'aspetto<br />

diff erente e distinguibili per l'utilizzo:<br />

da taglio (cicoria selvatica, spadona<br />

e catalogna), da cespo (variegato di<br />

Chioggia, rosso di Treviso, rosso di<br />

Chioggia) e da grosse radici<br />

(cicoria belga). La cicoria<br />

produce foglie verdi<br />

e rosse (in questo<br />

caso comunemente<br />

chiamata<br />

radicchio), più o<br />

meno lanceolate<br />

e il cespo si<br />

presenta più o<br />

meno compatto<br />

e allungato. Le<br />

foglie sono utilizzate<br />

come insalate estive<br />

e i germogli, forzati al<br />

coperto, vengono consumati<br />

come insalate invernali (cicoria belga).<br />

La pianta presenta radici fi ttonanti,<br />

grosse e carnose. I fi ori sono<br />

pentalobati, di colore azzurro-viola.<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

tutte le cicorie coltivate possiedono<br />

elevata resistenza alle gelate e alla<br />

siccità, in generale hanno buona<br />

adattabilità alle condizioni climatiche.<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

si adattano a qualsiasi tipo di<br />

terreno; evita terreni compatti o<br />

troppo ciottolosi e inclini ai ristagni<br />

idrici. pH ottimale tra 6 e 7.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

vanga l'aiuola in profondità in modo da<br />

facilitare lo sviluppo delle radici (circa<br />

30 cm). Le minute dimensioni dei semi<br />

richiedono un accurata preparazione<br />

del letto di semina.<br />

Concimazione di<br />

fondo:<br />

distribuisci 3 q ogni<br />

100 m2 di letame<br />

maturo qualche<br />

mese prima<br />

della semina,<br />

interrandolo<br />

con vangatura a<br />

profondità di 30-<br />

40cm.<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

il radicchio si semina su fi le<br />

distanti 30–60 cm cercando di lasciare<br />

sulla fi la, dopo il diradamento, una<br />

pianta ogni 20 cm. Profondità di<br />

semina: 1 cm. Nel caso si utilizzi il<br />

semenzaio e poi si attui il trapianto<br />

utilizza 1-2 grammi di seme per m2.<br />

L'investimento ottimale è di 10-15<br />

piante al m2 per il radicchio, 10 piante<br />

al m2 per le altre cicorie e 20 piante al<br />

m2 per la cicoria belga.


L'epoca di semina è variabile in base<br />

alle varietà coltivate:<br />

da taglio (cicoria selvatica, spadona e<br />

catalogna): tutto l'anno<br />

da cespo (variegato di Chioggia, rosso<br />

di Treviso, rosso di<br />

Chioggia): i radicchi<br />

rossi si seminano<br />

a giugno-luglio<br />

e il radicchio di<br />

Chioggia a inizio<br />

primavera fi ne<br />

luglio.<br />

da grosse radici<br />

(cicoria belga): la<br />

cicoria belga da fi ne<br />

inverno ad agosto.<br />

Cure colturali/<br />

irrigazione:<br />

le cure prevedono<br />

annaffi ature dopo<br />

il trapianto o la<br />

semina e durante<br />

tutto il corso del<br />

ciclo. Arieggia il<br />

terreno e tienilo<br />

libero da infestanti.<br />

La cicoria<br />

richiede frequenti<br />

sarchiature per limitare lo sviluppo<br />

di infestanti. Alcune varietà<br />

richiedono l'imbiancamento (belga,<br />

radicchio rosso di Verona e di<br />

Treviso):<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

è una pianta ricca in acqua<br />

e fi bre, dal basso contenuto<br />

calorico, contiene vitamine<br />

(A,C,B) e numerosi sali minerali.<br />

Possiede proprietà diuretiche.<br />

67<br />

cicoria belga: estirpa la pianta a<br />

fi ne autunno spuntando le foglie 3<br />

cm sopra il colletto. Ammassa le<br />

piante ponendole verticalmente con i<br />

fi ttoni rivolti verso il basso dentro un<br />

contenitore (cassetta o vaso) al buio<br />

in luogo riscaldato<br />

(T >10°C) e<br />

attendi 12-15<br />

giorni quando le<br />

piante avranno<br />

emesso nuove foglie<br />

eziolate (bianche<br />

per assenza di luce),<br />

tenere e croccanti;<br />

radicchio: dopo<br />

la raccolta elimina<br />

le foglie esterne,<br />

quindi segui le<br />

indicazioni per<br />

l'imbiancamento<br />

della cicoria belga<br />

senza spuntare le<br />

foglie.<br />

Raccolta:<br />

la raccolta<br />

varia a seconda<br />

dell'attività:<br />

cicoria da taglio:<br />

la raccolta si eff ettua 5-6 volte<br />

all'anno, falciando le foglie di 10-12<br />

cm all'altezza del colletto;<br />

cicoria da cespo: la raccolta va per<br />

alcune varietà da novembre fi no alla<br />

fi ne dell'inverno (rosso di Treviso),


per altre si estende su tutto l'anno<br />

e per altre ancora da giugno a<br />

novembre (palla rossa);<br />

cicoria da grosse radici: si raccoglie<br />

dalla fine dell'autunno fino alla<br />

primavera.<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

la cicoria e il radicchio si possono<br />

associare con numerosi ortaggi:<br />

carote, pomodoro, finocchi, lattuga<br />

e leguminose. Possono seguire e<br />

precedere tutte le specie orticole in<br />

quanto sono colture intercalari. Si<br />

sconsiglia di farle succedere ad altre<br />

composite.<br />

Afidi: piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). Lotta agronomica: riduci le concimazioni azotate o adotta la<br />

consociazione con liliacee come l’aglio. Lotta biologica: impiega prodotti a<br />

base di piretro. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di imidacloprid.<br />

Muffa grigia o botrite: alla base del cespo si forma una muffa grigio<br />

chiara che porta a deperimento tutta la pianta. Lotta agronomica: coltiva il<br />

radicchio su substrati ben drenati ricchi in sabbia. Lotta biologica: impiega<br />

prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di<br />

fenhexamid.


Aglio Cipolla<br />

Il nome della famiglia<br />

prende spunto dal nome latino del giglio<br />

(Lilium).<br />

71


Origine e storia:<br />

originario delle aree asiatiche,<br />

utilizzato fin dai tempi degli<br />

egizi si diffuse presso i greci e<br />

successivamente presso i romani.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta erbacea, perenne, bulbosa. Il<br />

bulbo è costituito da 8-14 spicchi<br />

detti bulbilli; lo spicchio dell'aglio in<br />

maturazione è costituito da 5 foglie<br />

sovrapposte. Il prodotto<br />

edule è il bulbo multiplo.<br />

Raggiunto il<br />

completo sviluppo<br />

la pianta porta<br />

numerosi piccoli<br />

ombrelli a fiori<br />

biancastri;<br />

dato che nei<br />

nostri ambienti<br />

raramente<br />

fiorisce, si propaga<br />

per via vegetativa.<br />

L 'odore tipico è<br />

dovuto alla presenza di<br />

sostanze volatili: composti<br />

organici dello zolfo come l'alliina e i<br />

suoi derivati (allicina). Esistono due<br />

cultivar: una a tunica bianca, rustica,<br />

produttiva con aroma accentuato e<br />

adattabile a diversi climi; l'altra a<br />

tunica rossa più precoce di un mese<br />

adatta al consumo fresco perché poco<br />

conservabile. Il ciclo colturale varia<br />

da 180 a 200 giorni.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

la coltura annuale dell'aglio<br />

necessita di almeno 11 ore di luce e<br />

temperature elevate dai 18 ai 23 gradi<br />

altrimenti il bulbo non si ingrossa.<br />

Con temperature sotto i 10°C non<br />

differenzia i bulbilli.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

coltivazione non adatta ai terreni<br />

umidi, acidi e compatti; scegli<br />

di conseguenza terreni<br />

soleggiati e sciolti.<br />

Preparazioni del<br />

terreno:<br />

lavora<br />

superficialmente<br />

il terreno (20<br />

cm) e affina la<br />

parte superficiale<br />

prima<br />

dell'impianto dei<br />

bulbilli.<br />

Concimazione di<br />

fondo:<br />

distribuisci 3 q di letame maturo<br />

ogni 100 m2, la sostanza organica<br />

fresca può causare il marciume dei<br />

bulbi.


Semina o trapianto/epoca:<br />

per il materiale di semina scegli<br />

spicchi esterni dei bulbi dell'annata,<br />

più sviluppati e compresi di tunica.<br />

Pianta direttamente i bulbilli nel<br />

suolo con l'apice rivolto verso l'alto;<br />

non interrare<br />

completamente<br />

gli spicchi. I bulbi<br />

vanno piantati in<br />

file distanti 30 cm<br />

e a 15 cm sulla fila<br />

stessa a profondità<br />

di 3 cm. Le cultivar<br />

bianche si piantano<br />

tra gennaio e marzo,<br />

quelle rosse vanno<br />

interrate in ottobre<br />

novembre.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

l’aglio è ricco in vitamine e<br />

sostanze antisettiche tra cui<br />

l'allicina con proprietà anche<br />

antiossidanti.<br />

73<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

l’irrigazione deprime la conservabilità<br />

dei bulbi di conseguenza non deve<br />

essere eseguita nelle tre settimane<br />

precedenti la raccolta. Lo scapo<br />

fiorale va asportato quando raggiunge<br />

l'altezza di un<br />

palmo per far sì<br />

che le sostanze<br />

nutritive prodotte<br />

dalle foglie vengano<br />

traslocate verso<br />

i bulbi. Essendo<br />

l'emissione dello<br />

scapo fiorale un<br />

fattore ereditario,<br />

per la semina non<br />

utilizzare i bulbilli<br />

che derivano da<br />

queste piante. In<br />

primavera esegui<br />

due-tre sarchiature<br />

per eliminare<br />

le infestanti ed<br />

arieggiare il<br />

terreno.


Raccolta:<br />

la raccolta si esegue con il bel tempo,<br />

quando la pianta presenta le foglie<br />

completamente secche (periodo che<br />

va tra giugno ed agosto). Una volta<br />

estratto il bulbo dalla terra lascialo<br />

asciugare all'aria.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

può seguire la patata e il cavolo, ma<br />

non deve seguire un'altra coltura<br />

bulbosa. Ha la capacità di allontanare<br />

gli afidi per questo è bene abbinare<br />

con pomodoro, prezzemolo e cetrioli.<br />

Mosca: Le larve si sviluppano nel terreno ed erodono i bulbi rendendoli<br />

suscettibili all’attacco di marciumi. Lotta agronomica: prevedi la<br />

coltivazione in terreni leggeri. Lotta biologica: adotta l’impiego di<br />

preparati a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega preparati a base di<br />

deltametrina.<br />

Peronospora: Macchie di colore giallo sulle foglie che poi disseccano<br />

(soprattutto le punte), dovute al fungo Peronospora destructor. Lotta<br />

agronomica: evita irrigazioni sovra chioma, adotta invece irrigazioni a<br />

scorrimento o goccia a goccia. Lotta biologica: impiega prodotti a base<br />

di sali di rame. Lotta tradizionale: impiega prodotti a base di fosetyl di<br />

alluminio più rame o iprovalicarb + rame.


Origine e storia:<br />

la cipolla risulta coltivata fin<br />

dall'epoca degli egizi; nel medio<br />

evo aveva grandissima importanza<br />

in quanto fonte di cibo facilmente<br />

conservabile per lunghi periodi.<br />

Descrizione vegetale:<br />

la cipolla è una pianta a ciclo<br />

biennale, con radici fascicolate e<br />

foglie tunicate. La parte edule<br />

è formata dal bulbo del<br />

quale si consumano<br />

le squame interne<br />

(catafilli); i bulbi<br />

possono avere<br />

forme diverse e<br />

essere ricoperti<br />

da sottili foglie<br />

di colore che<br />

va dal bianco al<br />

rosso. All'interno<br />

del bulbo vi sono<br />

un numero variabile<br />

di una o tre gemme; il<br />

sapore piccante e l'odore<br />

acre sono dovuti a sostanze<br />

organiche solforate. Numerosissime<br />

sono le varietà di cipolle che<br />

si suddividono in invernali e<br />

primaverili. La lunghezza del ciclo<br />

vegetale è di circa 150 giorni.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

sopporta bene le basse temperature,<br />

ma non il gelo e il disgelo del<br />

terreno perché causa il sollevamento<br />

della pianta e lo scalzamento delle<br />

radici dal terreno gelato. Un clima<br />

secco accentua il sapore e l'aroma;<br />

l'ingrossamento del bulbo è favorito<br />

dal numero di giornate con più di 12<br />

ore di luce.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

si adatta bene ai diversi<br />

tipi di terreno,<br />

soprattutto quelli<br />

sciolti ben<br />

drenati, che<br />

non ostacolano<br />

l'ingrossamento<br />

del bulbo. Evita<br />

la coltivazione su<br />

terreni alcalini o<br />

acidi.<br />

Preparazioni del<br />

terreno:<br />

lavora superficialmente il<br />

terreno (primi 20 cm) e affina la<br />

parte superficiale prima dell'impianto.<br />

Prima del trapianto assesta il terreno<br />

con un rullo.


Concimazione di fondo:<br />

distribuisci 3 q di letame maturo<br />

ogni 100 m2, la sostanza organica<br />

fresca può causare il marciume dei<br />

bulbi. Apporta concimi potassici: 5<br />

kg di ceneri di legna ogni 100 m2<br />

oppure 0,5 kg di<br />

potassio ogni 100<br />

m2.<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

la semina può essere<br />

condotta in 4 modi:<br />

fi ne estate: interra<br />

i semi piuttosto<br />

radi in solchi poco<br />

profondi ricoprendo<br />

il seme con 2 cm di<br />

terra assestata con<br />

cura. In primavera<br />

dirada le cipolle<br />

mantenendo una<br />

pianta ogni 15 cm;<br />

invernale: semina<br />

in semenzaio a<br />

metà inverno e<br />

trapianta a fi ne<br />

marzo. Il trapianto<br />

si eff ettua quando<br />

la piantina ha 4-5 foglie. Nell'orto le<br />

piante devono avere distanze di 20 cm<br />

sulla fi la e 35 cm tra le fi le. Occorrono<br />

4 grammi di seme per ogni metro<br />

quadro di semenzaio;<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

la cipolla contiene sali minerali<br />

e vitamina A, B e C. Favorisce<br />

l'attività renale ed ha un'azione<br />

antibatterica.<br />

77<br />

semina primaverile: semina all'aperto<br />

seguendo le indicazioni della semina di<br />

fi ne estate;<br />

semina interrando i bulbilli: interra<br />

i bulbilli a fi ne inverno. Con un<br />

piantatoio pratica<br />

dei fori distanti 15<br />

cm e introduci i<br />

bulbilli.<br />

Cure colturali/<br />

irrigazione:<br />

esegui irrigazioni<br />

costanti ed elimina<br />

le malerbe tra le fi le.


Raccolta:<br />

le cipolle autunnali si raccolgono<br />

in luglio-agosto, mentre quelle<br />

primaverili si raccolgono da aprile a<br />

luglio. La raccolta si effettua quando<br />

le foglie sono quasi totalmente<br />

essiccate.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

negli orti familiari abbina a carota,<br />

peperone, melanzana e sedano. La<br />

cipolla occupa il posto di una coltura<br />

da rinnovo e non dovrebbe tornare<br />

nello stesso terreno prima di alcuni<br />

anni. I migliori risultati si ottengono<br />

facendo seguire la coltura a radicchio,<br />

insalate e carota. Evita successioni a<br />

patata e cavolo.<br />

Mosca: Le larve si sviluppano nel terreno ed erodono i bulbi rendendoli<br />

suscettibili all’attacco di marciumi. Lotta agronomica: prevedi la<br />

coltivazione della cipolla in terreni leggeri. Lotta biologica: impiega<br />

preparati a base di piretro. Lotta tradizionale: impiega preparati a base di<br />

deltametrina.<br />

Peronospora: Macchie di colore giallo sulle foglie che poi disseccano,<br />

dovute al fungo Peronospora destructor. Lotta agronomica: evita irrigazioni<br />

sovra chioma, adotta invece irrigazioni goccia a goccia. Lotta biologica:<br />

impiega prodotti a base di sali di rame. Lotta tradizionale: impiega prodotti<br />

a base di iprovalicarb + rame.


Cavolfiore<br />

Il nome Crucifere deriva dalla forma del fiore<br />

composto da quattro petali a croce.<br />

81


Origine e storia:<br />

conosciuto fin dall'antichità, si<br />

ipotizza che la maggior parte delle<br />

varietà coltivate è originaria del<br />

bacino del Mediterraneo e si trova in<br />

coltura da tempi molto antichi.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta erbacea biennale con fusto<br />

cilindrico, con internodi molto corti,<br />

ove si inseriscono le foglie di color<br />

verde-grigio costolute e<br />

pruinose. La radice<br />

è fittonante molto<br />

profonda. La parte<br />

edule è ricoperta<br />

dalle foglie ed è<br />

costituita da una<br />

infiorescenza<br />

detta "palla".<br />

L'infiorescenza<br />

è l'insieme<br />

di peduncoli<br />

fiorali ingrossati<br />

e fiori abortiti<br />

che a maturazione<br />

costituiscono una massa<br />

compatta. I fiori sono di colore giallo<br />

e tipici delle crucifere.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

sil cavolo predilige climi freddoumidi<br />

e le numerose varietà<br />

permettono un'adattabilità ai<br />

differenti areali italiani. Si consiglia<br />

di utilizzare nel nord Italia varietà<br />

precoci. Ben si adatta ai climi caldi<br />

del sud dell'Italia temendo la siccità<br />

nella prima fase dello sviluppo. Per<br />

le cultivar precoci la temperatura<br />

ottimale è di circa 17°C.<br />

Temperature superiori<br />

a 20°C riducono la<br />

qualità dei corimbi<br />

(infiorescenze) che<br />

diviene scadente.<br />

Il gelo provoca<br />

la lessatura della<br />

parte edule.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni<br />

di medio impasto,<br />

profondi e ricchi<br />

si sostanza organica.<br />

Evita i terreni acidi.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

il cavolo possiede un apparato radicale<br />

fittonante robusto che necessita<br />

di approfondirsi. Effettua arature<br />

profonde (40 cm) in pre-semina o<br />

trapianto.


Concimazione di fondo:<br />

Distribuisci 4 q di letame maturo<br />

ogni 100 m2; la sostanza organica<br />

è consigliabile interrarla un mese<br />

prima della semina. Tutte le<br />

brassicacee beneficiano della fertilità<br />

lasciata dalla<br />

coltura precedente..<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

la semina si effettua<br />

tra maggio e<br />

settembre in base<br />

alle zone e alle<br />

varietà. Interra il<br />

seme alla profondità<br />

di 1-1,5 cm, effettua<br />

una leggera<br />

copertura del seme<br />

tramite rastrello<br />

e innaffiatura.<br />

Utilizza 1 grammo<br />

di seme per m2<br />

di semenzaio per<br />

produrre 100 piante.<br />

Il trapianto avviene<br />

40 giorni dopo la<br />

semina con piante<br />

alla sesta foglia.<br />

Sesto d'impianto: 50<br />

cm sulla fila e 60 cm tra le file.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

il cavolfiore è ricco di potassio,<br />

calcio, vitamina C, vitamine A,<br />

B2, K, e acido folico; notevole è<br />

il contenuto in fibra alimentare.<br />

Il cavolfiore possiede proprietà<br />

depurative, rinfrescanti,<br />

tossifughe e diuretiche.<br />

83<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

le lavorazioni prevedono irrigazioni<br />

frequenti iniziando subito dopo il<br />

trapianto. Lavora il terreno in modo<br />

da arieggiare il suolo ed elimina le<br />

malerbe.<br />

Raccolta: la<br />

raccolta si esegue<br />

tra ottobre e aprile<br />

regolandosi in<br />

base alla pezzatura<br />

desiderata. Taglia<br />

il fusto a livello del<br />

suolo mantenendo<br />

l'infiorescenza<br />

coperta da alcune<br />

foglie esterne.<br />

Evita l'esposizione<br />

dell'infiorescenza al<br />

gelo.


Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

generalmente si coltiva come coltura<br />

intercalare. Abbinare la coltura con<br />

lattuga e spinaci (effetto repellente<br />

per l'altica, insetto parassita) o salvia,<br />

rosmarino, pomodoro e sedano per<br />

avere un effetto repellente per la<br />

cavolaia (lepidottero parassita). La<br />

<br />

<br />

<br />

presenza del pomodoro sfavorisce il<br />

ciclo della mosca del cavolo. Evita<br />

consociazioni con aglio, cipolla,<br />

patate e altre forme. Alterna la<br />

coltura sullo stesso terreno ogni 2-3<br />

anni. Utile avvicendare con fagioli,<br />

fava, piselli e patata.<br />

Afidi: piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). La lotta agronomica prevede la limitazione delle concimazioni<br />

azotate. In lotta biologica è previsto l’impiego di prodotti a base di piretro.<br />

La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti a base di imidacloprid.<br />

Cavolaia: piccole farfalline di colore giallo con puntini neri sulle ali. Le<br />

larve erodono le foglie lasciando solo la nervatura principale. La lotta<br />

agronomica prevede la rotazione con altre colture, evitando successioni di<br />

crucifere. La lotta biologica prevede l’impiego di prodotti a base di piretro<br />

o spinosad. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti a base di<br />

deltametrina.


Prezzemolo<br />

Il nome Ombrellifera ("portatrici di ombrello")<br />

deriva dalla forma dell'infiorescenza<br />

che è costituita da un ombrello sul quale sono<br />

riuniti piccoli fiori.<br />

87<br />

Carota<br />

Finocchio Sedano


Origine e storia:<br />

trae origine dal bacino del<br />

mediterraneo conosciuto fin<br />

dall'antichità dai romani e dai greci,<br />

viene utilizzato in cucina a partire<br />

dal medio-evo.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta erbacea biennale fittonante<br />

con fusto eretto che può arrivare<br />

a 50 cm di altezza; le foglie sono<br />

composte, bipennatosette,<br />

arricciate; la fioritura<br />

avviene in estate<br />

con infiorescenze<br />

ad ombrella<br />

appiattite di colore<br />

giallo verdastre.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

non esigente, si coltiva in qualsiasi<br />

clima temperato; preferire le<br />

esposizioni soleggiate.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreno fresco, soffice e ricco<br />

di sostanza organica; pH ottimale: 6,5-<br />

7.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

effettua una lavorazione media<br />

del terreno (20 cm).<br />

Concimazione di<br />

fondo:<br />

apporta 3-4 q di<br />

letame maturo<br />

ogni 100 m2 di<br />

orto e interrarlo<br />

a 20 cm.


Semina o trapianto/epoca:<br />

pratica la semina direttamente in orto<br />

da febbraio a settembre. 1-2g di seme<br />

a m2 a profondità di pochi millimetri.<br />

Puoi seminare sia a spaglio che a fi le<br />

con sesto di 5 cm sulla fi la per 20 cm<br />

tra le fi le. Dato che<br />

la germinazione è<br />

molto lenta conviene<br />

immergere prima<br />

della semina i semi<br />

in acqua e mantenere<br />

il terreno fresco con<br />

irrigazioni.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

l’agliocomunemente usato in<br />

cucina per dare aroma, contiene<br />

un fenilpropanoide, l'apiolo,<br />

responsabile delle proprietà<br />

diuretiche.<br />

89<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

provvedi ad innaffi ature costanti<br />

e alla eliminazione delle malerbe<br />

tramite zappettatura. Dopo il<br />

germogliamento dirada le piantine in<br />

modo da averne una ogni 10 cm.


Raccolta:<br />

la raccolta è scalare, si effettua da<br />

marzo a dicembre levando le foglie<br />

più grosse o tagliando la pianta<br />

a pochi cm dal suolo. La pianta<br />

ricaccerà la parte aerea, consentendo<br />

di effettuare più tagli durante l'anno.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

consocia con spinaci, cipolla,<br />

ravanello e lattughe. Evita<br />

successioni tra ombrellifere. Non<br />

coltivare dopo le bietole.<br />

Alternaria: malattia fungina che attacca le foglie causando macchie nerastre<br />

concentriche. La lotta agronomica prevede in fase di semina/trapianto<br />

il rispetto di una corretta distanza di impianto per evitare infittimenti<br />

che agevolerebbero la comparsa del patogeno. La lotta biologica prevede<br />

l’impiego di prodotti a base di rame. La lotta tradizionale prevede<br />

l’impiego di prodotti a base di prodotti sistemici registrati sulla coltura in<br />

associazione al rame


Origine e storia:<br />

originaria del Medio-Oriente e<br />

dell'Asia centrale, attualmente è<br />

diffusa in tutte le aeree temperate.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta erbacea biennale ma in coltura<br />

da radice la raccolta avviene ogni<br />

anno. La parte edule è la radice più<br />

o meno lunga dal colore che va dal<br />

viola, al rosso al giallo aranciato.<br />

Le infiorescenze sono a<br />

ombrello e dopo la<br />

fecondazione dei fiori<br />

si chiudono a nido di<br />

uccello; i fiori sono<br />

ermafroditi di<br />

colore bianco<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

ortaggio adatto per i climi freschi e<br />

temperati; la temperatura ottimale per<br />

lo sviluppo del fittone è tra i 10 e 15°C.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni profondi, leggeri<br />

senza pietrosità che potrebbero creare<br />

malformazioni radicali. Evita terreni<br />

argillosi.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

effettua una lavorazione<br />

profonda e un buon<br />

affinamento per<br />

ottenere un terreno<br />

soffice e ben<br />

sminuzzato.


Concimazione di fondo:<br />

apporta laute concimazioni di letame<br />

maturo (4 q ogni 100m2); prevedi<br />

inoltre un apporto di potassio e<br />

fosforo.<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

le varietà precoci si<br />

seminano a gennaio,<br />

mentre le tardive da<br />

agosto ad ottobre;<br />

nella semina a fi la la<br />

distanza sulla fi la è<br />

di 6 cm mentre tra<br />

le fi le è di 20 cm. La<br />

semina può avvenire<br />

anche a spaglio. La<br />

profondità è massimo<br />

di 1cm. Usa 50<br />

grammi di seme<br />

ogni 100m2. Dopo la<br />

semina eff ettua una<br />

leggera rullatura.<br />

Dato che il seme è di<br />

piccole dimensioni<br />

miscelalo con<br />

della sabbia e, per<br />

migliorarne la<br />

germinabilità, ponilo<br />

prima tra due fogli<br />

di carta assorbente bagnata per un<br />

giorno.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

l’agliola sostanza maggiormente<br />

contenuta è il carotene che<br />

l'organismo utilizzatore<br />

trasforma in vitamina A utile<br />

per migliorare la vista in fase<br />

notturna;<br />

protegge la pelle dal sole e ne<br />

combatte l'invecchiamento. Ha<br />

un buon valore alimentare, 40<br />

kcal in 100 g di prodotto.<br />

93<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

le cure colturali consistono in un<br />

diradamento 30 giorni dopo la semina<br />

(alla 4°foglia) in modo da distanziare<br />

le piante sulla fi la a 15 cm circa. In<br />

fase di diradamento poni attenzione<br />

nel pressare bene il<br />

terreno con i piedi<br />

in quanto la mosca<br />

della carota è attirata<br />

dall'odore del fi ttone;<br />

non zappare vicino<br />

alle piante per<br />

evitare di rovinare la<br />

radice. Irriga l'aiuola<br />

con annaffi ature<br />

abbondanti e in<br />

profondità per<br />

indurre il fi ttone<br />

a svilupparsi in<br />

lunghezza. Per<br />

evitare spaccature<br />

del fi ttone, non<br />

usare acqua troppo<br />

fredda.


Raccolta:<br />

la raccolta è scalare e si realizza<br />

quando il fittone ha raggiunto le<br />

dimensioni desiderate. Fittoni troppo<br />

sviluppati possono essere lignificati e<br />

poco dolci.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

consocia con spinaci, ravanello,<br />

pisello, lattughe, cipolle e aglio.<br />

Segue positivamente il porro, la<br />

cipolla e l'aglio. Per evitare fitopatie<br />

non ripetere la coltura sulla stessa<br />

aiuola prima di 3 anni.<br />

Mosca della carota: piccola mosca di colore nerastro che depone le uova<br />

vicino alle piante. Le larve si insediano nel fittone rovinando il raccolto.<br />

La lotta agronomica prevede la semina anticipata per sfuggire al ciclo<br />

dell’insetto. La lotta biologica prevede l’impiego di preparati a base di<br />

piretro. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti a base di<br />

deltametrina.<br />

Alternaria: malattia fungina che attacca le foglie causando macchie nerastre<br />

concentriche. La lotta agronomica prevede in fase di semina/trapianto<br />

il rispetto di una corretta distanza di impianto per evitare infittimenti<br />

che agevolerebbero la comparsa del patogeno. La lotta biologica prevede<br />

l’impiego di prodotti a base di rame. La lotta tradizionale prevede<br />

l’impiego di prodotti a base di prodotti sistemici registrati sulla coltura in<br />

associazione al rame.


Origine e storia:<br />

probabilmente è una pianta originaria<br />

dell'Europa meridionale.<br />

Descrizione vegetale:<br />

le varietà più coltivate sono: il<br />

finocchio romano a grumolo<br />

rotondo grosso, quello dolce di<br />

Firenze a grumolo medio-grosso a<br />

produzione invernale, il siciliano a<br />

grumolo grosso e candido. È una<br />

pianta annuale che a fine<br />

ciclo può raggiungere<br />

il metro e mezzo di<br />

altezza; la parte<br />

edule è costituita<br />

dalle foglie basali<br />

provviste di<br />

guaine carnose<br />

che formano il<br />

grumolo.<br />

Caratteristiche<br />

climatiche:<br />

esige climi miti; la<br />

temperatura durante lo<br />

sviluppo non deve scendere<br />

sotto lo zero per non rovinare il<br />

grumolo. Il ciclo deve terminare prima<br />

delle gelate.<br />

<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni profondi, senza<br />

ristagni, ricchi di sostanza organica<br />

e sciolti. Evita terreni sabbiosi<br />

che, riscaldandosi, fanno maturare<br />

il prodotto anticipatamente con<br />

indurimento e grumolo più piccolo;<br />

evita suoli molto pesanti perché il<br />

grumolo non si svilupperebbe.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

vanga in profondità ed<br />

incorpora abbondante<br />

concime organico.<br />

Concimazione<br />

di fondo:<br />

apporta laute<br />

concimazioni<br />

di letame<br />

maturo (4 q<br />

ogni 100m2)<br />

interrandolo a 30<br />

cm.


Semina o trapianto/epoca:<br />

semina in solchi poco profondi da<br />

giugno a luglio a 20 cm sulla fila<br />

e 60 cm tra le file. La semina deve<br />

avvenire ad 1cm di profondità.<br />

Cure colturali/<br />

irrigazione:<br />

le cure colturali<br />

consistono<br />

nell'irrigare per<br />

infiltrazione laterale<br />

appena dopo il<br />

trapianto e in<br />

estate ed eliminare<br />

le infestanti ed<br />

arieggiare il suolo;<br />

quando il grumolo<br />

ha raggiunto le<br />

dimensioni di 5 cm<br />

di diametro, rincalza<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

l’agliopoco calorico, il finocchio<br />

è indicato nelle diete inoltre è<br />

particolarmente apprezzato per<br />

le caratteristiche digestive sia del<br />

grumolo sia dei semi.<br />

97<br />

allo scopo di imbiancare le tuniche<br />

rendendole più croccanti e difendere<br />

il grumolo dal freddo.


Raccolta:<br />

la raccolta è scalare e si realizza<br />

recidendo il fittone e nel tagliare la<br />

parte aerea poco sopra il grumolo.<br />

Da scartare le foglie più esterne.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

consocia con spinaci, porro, ravanello,<br />

cipolle, cetriolo e cicoria-lattughe.<br />

Per evitare fitopatie, non ripetere<br />

la coltura sulla stessa aiuola prima<br />

di 3 anni. Il finocchio sembra avere<br />

un’influenza negativa su fagioli,<br />

pomodori, cavoli e rape.<br />

Mosca del sedano: piccola mosca di colore rossiccio che depone le<br />

uova vicino alle piante. Le larve si insediano nel grumolo rovinando il<br />

raccolto. La lotta agronomica prevede la semina anticipata per sfuggire al<br />

ciclo dell’insetto. La lotta biologica prevede l’impiego di preparati a base<br />

di piretro. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti a base di<br />

deltametrina.


Origine e storia:<br />

pianta di origine palustre, già 1000<br />

anni prima di Cristo il sedano era<br />

utilizzato come erba medicinale per le<br />

proprietà diuretiche; solo dopo il 1500<br />

d.c. inizia ad essere utilizzato come<br />

pianta alimentare.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta biennale con radice sottile;<br />

i fusti, alti fi no ad un metro, sono<br />

cavi. Le foglie inferiori<br />

hanno un lungo picciolo<br />

allargato alla base,<br />

mentre le foglioline<br />

sono ovali con<br />

margini dentellati;<br />

i fi ori sono bianchi<br />

riuniti in ombrelle.<br />

Nel fusto e nelle<br />

foglie si ritrovano<br />

canali resiniferi<br />

che contengono<br />

oli essenziali e<br />

conferiscono il<br />

caratteristico odore. La<br />

parte edibile sono il fusto e i<br />

piccioli delle foglie. Il ciclo dura 120<br />

giorni.<br />

<br />

<br />

<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

esige climi temperati, caldi e umidi;<br />

teme la siccità e le gelate. Evitare<br />

eccessive esposizioni al sole. Per<br />

germinare richiede temperature di<br />

almeno 7°C, quella ottimale è di 20°C.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni profondi, ricchi di<br />

sostanza organica, soffi ci, freschi e<br />

facilmente irrigabili; evita terreni<br />

sabbiosi perché conferiscono<br />

sapore sgradevolmente<br />

pungente e quelli<br />

argillosi perché<br />

favoriscono<br />

malattie fungine.<br />

Preparazioni<br />

del terreno:<br />

prepara<br />

un'aiuola con<br />

aratura media di<br />

circa 30 cm e un<br />

buon affi namento<br />

superfi ciale del suolo.


Concimazione di fondo:<br />

apporta laute concimazioni di<br />

letame maturo (6 q ogni 100<br />

m2) interrandolo a 30 cm. La<br />

concimazione fosforo-potassica<br />

deve essere distribuita durante la<br />

preparazione del<br />

letto di semina<br />

(circa 1 kg ogni 100<br />

m2).<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

la semina diretta in<br />

orto è primaverile<br />

ad una profondità di<br />

qualche millimetro;<br />

i semi devono essere<br />

posti sulla fi la ogni<br />

20 cm, le distanze<br />

delle fi le è di 30 cm.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

l’aglioil sedano è ricco di<br />

vitamine e sali minerali; poco<br />

calorico è invece ricco di<br />

fi bre. Ha proprietà diuretiche e<br />

drenanti.<br />

101<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

le cure colturali consistono<br />

nell'irrigare frequentemente durante<br />

tutto il ciclo vitale, soprattutto<br />

nel periodo iniziale, avendo cura<br />

di evitare ristagni idrici; il volume<br />

di adacquamento<br />

è modesto in<br />

quanto il sedano ha<br />

radici superfi ciali.<br />

Provvedi ad<br />

eliminare le<br />

malerbe. Eff ettua<br />

la rincalzatura<br />

per favorire<br />

l'imbiancamento<br />

prevedendo di<br />

coprire tutta<br />

l'altezza del fusto<br />

lasciando fuori<br />

solo le foglie verdi.<br />

La rincalzatura<br />

si esegue due<br />

settimane prima<br />

della raccolta in<br />

due modi: le piante<br />

devono essere<br />

fasciate e rincalzate<br />

di terra fi no alla<br />

parte superfi ciale,<br />

oppure fasciate e avvolte con giornali.


Raccolta:<br />

la raccolta avviene quando le coste<br />

sono sufficientemente sviluppate ed<br />

imbianchite. Si recide la radice in<br />

prossimità del suolo a filo terra e si<br />

scartano le foglie più esterne perché<br />

troppo fibrose.<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

si consiglia di consociare con<br />

ravanello, cavoli e aglio.<br />

Avvicenda il sedano dopo le<br />

solanacee.<br />

<br />

Mosca del sedano: piccola mosca di colore rossiccio che depone le uova<br />

vicino alle piante. Le larve si insediano nel fittone rovinando il raccolto.<br />

La lotta agronomica prevede la semina anticipata per sfuggire al ciclo<br />

dell’insetto. La lotta biologica prevede l’impiego di preparati a base di<br />

piretro. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti a base di<br />

deltametrina.<br />

Sclerotinia: Malattia fungina che provoca ingiallimenti e afflosciamenti<br />

delle foglie e marciumi radicali. Le aree di marciume si ricoprono di una<br />

muffa biancastra. La lotta agronomica prevede il rispetto delle corrette<br />

distanze di impianto per evitare condizioni favorevoli al patogeno, la<br />

limitazione delle irrigazioni e delle concimazioni azotate. La lotta biologica<br />

prevede l’impiego di prodotti a base di sali di rame. La lotta tradizionale<br />

prevede l’impiego di prodotti sistemici registrati sulla coltura in<br />

associazione al rame.


103


Pisello Fagiolo<br />

Il nome della famiglia Leguminose<br />

deriva dal nome del frutto che è un legume.<br />

Papilionacee deriva da papilio (farfalla) per la<br />

forma del fiore che assomiglia a questo insetto.<br />

105


Origine e storia:<br />

il pisello, originario dell'Afganistan<br />

e dell'Abissinia, è diffuso nel bacino<br />

del Mediterraneo fin dall'antichità.<br />

Descrizione vegetale:<br />

la coltivazione del pisello prevede<br />

due specie distinte in base alla<br />

destinazione d'uso: quella da legume<br />

e quella da foraggio. Quella da<br />

legume è distinta in due gruppi:<br />

pisello da sgranare e il<br />

pisello mangiatutto o<br />

taccole. I primi sono<br />

utilizzati per la<br />

produzione di<br />

piselli freschi o<br />

secchi, i secondi<br />

per un consumo<br />

intero allo stato<br />

verde. I piselli<br />

da sgranare si<br />

distinguono in<br />

tre cultivar in base<br />

al portamento: nani<br />

(di altezza inferiore ai<br />

50 cm), mezza rama (sotto<br />

il metro e trenta) e rampicanti (più<br />

alti di 130 cm). La pianta è erbacea<br />

con un apparato radicale fittonante<br />

e poco sviluppato; portamento<br />

rampicante o prostrato; le foglie<br />

sono cerose ed ovali. I fiori hanno<br />

un colore che va dal bianco al viola,<br />

la parte edibile è il frutto o baccello<br />

che contiene dai 4 ai 12 semi. È<br />

una pianta annuale con un ciclo<br />

<br />

<br />

<br />

che va dai 50 ai 90 giorni. Essendo<br />

una leguminosa l'apparato radicale<br />

svolge un'attività azoto-fissatrice<br />

aumentando la fertilità del suolo.<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

resistente al freddo, poco tollerante<br />

alla siccità, predilige esposizioni<br />

soleggiate. Le piante giovani<br />

sopportano bene le brinate. La<br />

temperatura ottimale è di circa 16°C.<br />

Alte temperature (> 30°C)<br />

nella fase di riempimento<br />

dei semi determinano<br />

un ciclo più breve<br />

con un prodotto<br />

di scarsa qualità<br />

meno dolce, duro<br />

e con tegumento<br />

più fragile.<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni<br />

di medio impasto<br />

e ben drenati; evita<br />

terreni molto compatti<br />

e calcarei.


Preparazioni del terreno:<br />

i piselli richiedono terreni lavorati<br />

in profondità; vangatura a 40 cm e<br />

lavorazioni di affi namento superfi ciali.<br />

Concimazione di fondo:<br />

il pisello si giova<br />

della fertilità<br />

residua della<br />

coltivazione<br />

precedente. È<br />

consigliabile<br />

apportare fosforo<br />

e potassio tramite<br />

fosfati e ceneri di<br />

legna (5-10kg per<br />

100m2).<br />

Semina o<br />

trapianto/epoca:<br />

la semina si eff ettua<br />

tra ottobre e giugno<br />

in base all'ambiente<br />

di coltivazione; si<br />

semina in solchi<br />

larghi 10 cm e<br />

profondi 5 cm.<br />

Disponi i semi<br />

distanti 5 cm<br />

uno dall'altro e<br />

ricoprirli con terra<br />

rastrellata. Facilita la germinazione<br />

tenendo a bagno i semi 48 ore prima<br />

di seminarli. Dirada alla 5° foglia. Il<br />

sesto d'impianto varia a seconda delle<br />

cultivar:<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

il seme contiene un elevato<br />

tenore di proteine (20%), inoltre,<br />

se consumato fresco, è ricco<br />

in ferro, potassio, fosforo e<br />

vitamine.<br />

107<br />

nana, 40 cm x 40 cm<br />

semi-nane, 60 cm x 60 cm<br />

rampicanti, 90 cm x120 cm.<br />

La semina in semenzaio è sconsigliata.<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

quando le piantine<br />

raggiungono<br />

l'altezza di 15<br />

cm predisponi<br />

i tutori (tranne<br />

per le cultivar<br />

nane). I piselli<br />

necessitano di<br />

irrigazioni accurate<br />

specialmente in<br />

pre-raccolta. Sono<br />

necessarie anche<br />

sarchiature ed<br />

eliminazione delle<br />

malerbe.


Raccolta:<br />

i baccelli vengono raccolti in epoche<br />

differenti in base alle cultivar e alla<br />

destinazione d'uso. In generale si fa<br />

riferimento alla dimensione e alla<br />

turgidità del baccello.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

consocia con carote, cavoli, sedano,<br />

patata e ravanelli. Evitare la<br />

monosuccessione e avvicenda con<br />

lattughe, cavoli, carote e spinaci.<br />

Afidi: piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). La lotta agronomica prevede la limitazione delle concimazioni<br />

azotate o la consociazione con liliacee come l’aglio. In lotta biologica è<br />

previsto l’impiego di prodotti a base di piretro. La lotta tradizionale prevede<br />

l’impiego di prodotti a base di imidacloprid.<br />

Ruggine: Fungo che si manifesta con pustole rossicce giallastre sulle foglie<br />

che in stadi successivi causano l’ingiallimento e la caduta delle foglie. La<br />

lotta agronomica prevede la semina ritardata per sfuggire al periodo in cui<br />

il fungo è più aggressivo. La lotta biologica prevede l’impiego di prodotti<br />

a base di sali di rame. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti<br />

sistemici registrati sulla coltura.


109


Origine e storia:<br />

le specie che attualmente si<br />

consumano sono originarie del<br />

Nuovo Mondo, in particolare del<br />

centro e sud America.<br />

Descrizione vegetale:<br />

pianta annuale, con apparato radicale<br />

molto ramificato e fittonante; ha<br />

fiori a grappolo di colore biancorosa.<br />

Il fusto è cilindrico, eretto<br />

nelle varietà nane e volubile<br />

in quelle rampicanti. Il<br />

frutto è un legume<br />

(baccello) di<br />

dimensioni e<br />

colore variabile.<br />

La parte edule è<br />

il seme dentro al<br />

baccello.<br />

Caratteristiche<br />

climatiche:<br />

il fagiolo è una<br />

pianta dei climi<br />

temperati; germina<br />

con temperature<br />

superiori ai 10°C, e muore con<br />

temperature sotto lo zero; teme<br />

piogge prolungate. Temperature<br />

troppo elevate (> 32°C) determinano<br />

baccelli legnosi.<br />

<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

richiede terreni sub-acidi, di medio<br />

impasto, profondi e irrigui; evita<br />

i terreni calcarei che determinano<br />

un indurimento della cuticola del<br />

fagiolo.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

dato che il fagiolo si giova della<br />

fertilità residua, effettua lavorazioni<br />

profonde per interrare la sostanza<br />

organica come una vangatura<br />

a 40 cm e lavorazioni<br />

di affinamento<br />

superficiali.<br />

Concimazione<br />

di fondo:<br />

il fagiolo si<br />

giova della<br />

fertilità<br />

residua della<br />

coltivazione<br />

precedente. È<br />

consigliabile<br />

apportare fosforo e<br />

potassio tramite fosfati e<br />

ceneri di legna (5-10kg per 100<br />

m2).


Semina o trapianto/epoca:<br />

la semina si eff ettua quando la<br />

temperatura è di almeno 10°C (da<br />

aprile in avanti). La semina delle<br />

varietà nane si esegue su fi le distanti<br />

60 cm e con una distanza sulla fi la di<br />

10 cm; la profondità<br />

di interramento<br />

è di 5 cm. Per le<br />

varietà rampicanti<br />

si esegue in<br />

postarelle (100<br />

cm x 20 cm) con<br />

tre semi per posta;<br />

lasciare in seguito<br />

una sola pianta.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

i fagioli hanno un elevato<br />

contenuto in proteine, vitamine<br />

del gruppo B e PP e minerali<br />

(calcio, potassio e ferro). Inoltre<br />

contengono fi bre utili all'apparato<br />

digerente.<br />

111<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

le cure consistono in sarchiature,<br />

eliminazione delle malerbe e<br />

rincalzatura che serve anche per<br />

preparare il terreno a ricevere<br />

l'irrigazione per infi ltrazione laterale.<br />

Per le forme<br />

rampicanti bisogna<br />

predisporre i<br />

tutori. Predisponi<br />

irrigazioni<br />

soprattutto nelle<br />

fasi iniziali del ciclo<br />

e al momento della<br />

formazione dei<br />

baccelli.


Raccolta:<br />

i baccelli vengono raccolti<br />

manualmente e scalarmente. I fagioli<br />

da sgranare si raccolgono quando i<br />

baccelli ingialliscono, se il consumo<br />

è fresco invece si raccolgono quando<br />

i semi sono ingrossati e il baccello è<br />

tenero. I primi fagioli sono pronti già<br />

60 giorni dopo la semina.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

si possono consociare con numerosi<br />

ortaggi quali: lattuga, pomodoro,<br />

cavolo, santoreggia, bieta e ravanello;<br />

da evitare aglio, cipolla e piselli.<br />

Essendo una pianta da rinnovo<br />

apre il ciclo di coltivazione; evita la<br />

successione a piselli e cetrioli per<br />

evitare la trasmissione di marciumi e<br />

batteriosi.<br />

Afidi: piccoli insetti di colore verde, giallo o nero, comunemente chiamati<br />

pidocchi, che succhiano la linfa indebolendo la pianta e producendo melata<br />

(sostanza zuccherina) su cui si instaurano fumaggini (funghi di colore<br />

scuro). La lotta agronomica prevede la limitazione delle concimazioni<br />

azotate o la consociazione con liliacee come l’aglio. In lotta biologica è<br />

previsto l’impiego di prodotti a base di piretro. La lotta tradizionale prevede<br />

l’impiego di prodotti a base di imidacloprid.<br />

Ruggine: Fungo che si manifesta con pustole rossicce giallastre sulle foglie<br />

che in stadi successivi causano l’ingiallimento e la caduta delle foglie. La<br />

lotta agronomica prevede la semina ritardata per sfuggire al periodo in cui<br />

il fungo è più aggressivo. La lotta biologica prevede l’impiego di prodotti<br />

a base di sali di rame. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti<br />

sistemici registrati sulla coltura.


113


Spinacio<br />

Il nome deriva da un aggettivo greco<br />

chenòpus/chenòpodos che riferendosi<br />

all'apparato radicale significa ‘dai piedi di papera’.<br />

115


Origine e storia:<br />

lo spinacio è stato introdotto in<br />

Europa dagli arabi intorno all’anno<br />

1000. Ad oggi è molto diffuso nel<br />

centro e nord Europa.<br />

Descrizione vegetale:<br />

lo spinacio viene distinto in base<br />

alla morfologia del seme, ci possono<br />

essere varietà a seme rotondo<br />

e angoloso. Le varietà a seme<br />

rotondo sono più produttive<br />

e di miglior qualità. La<br />

pianta è annuale con<br />

radice fittonante;<br />

foglie bollose<br />

riunite in rosetta.<br />

Il fusto è eretto,<br />

ramoso, di<br />

altezza massima<br />

di un metro; il<br />

prodotto edule<br />

sono le foglie, che<br />

però non possono<br />

essere più consumate<br />

dopo la fioritura.<br />

Caratteristiche climatiche:<br />

pianta dei climi temperato freddi, non<br />

sopporta lunghi periodi di caldo e di<br />

siccità. Resiste bene a temperature<br />

sotto lo zero fino a -6°C per brevi<br />

periodi (lunghi periodi di gelo<br />

provocano ingiallimento delle foglie e<br />

la morte della pianta).<br />

<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

esige terreni freschi, fertili e sciolti<br />

con una buona dotazione di calcio.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

prepara il letto di semina tramite<br />

una media lavorazione del suolo e<br />

l'affinamento superficiale dell'aiuola<br />

Concimazione di fondo:<br />

la concimazione deve essere<br />

prettamente minerale, perché<br />

vista la brevità del<br />

ciclo non è in grado<br />

di utilizzare le<br />

somministrazioni<br />

dirette di<br />

letame. In caso<br />

di apporti<br />

di sostanza<br />

organica<br />

matura conviene<br />

distribuirla alla<br />

coltura che lo<br />

precede.


Semina o trapianto/epoca:<br />

la semina si effettua da agosto ad<br />

ottobre per una raccolta primaverile<br />

e da gennaio ad aprile per una<br />

raccolta autunnale. La semina si<br />

esegue a file distanti 25 cm alla<br />

profondità di<br />

1cm. Distribuisci<br />

20 grammi di<br />

semi ogni 10m2<br />

di coltura. Per<br />

avere una raccolta,<br />

semina lo spinacio<br />

ogni 20 giorni.<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

le cure consistono in irrigazioni<br />

da effettuare sin dopo la semina e<br />

lavorazioni superficiali per eliminare<br />

le malerbe. Consigliabile pacciamare<br />

per mantenere l'umidità del suolo e<br />

bloccare lo sviluppo<br />

delle malerbe.<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

le foglie hanno un elevato<br />

contenuto in ferro, magnesio<br />

e vitamina A; possono essere<br />

consumate crude o cotte.<br />

117


Raccolta:<br />

la raccolta avviene asportando le<br />

singole foglie o mantenendo integro<br />

il corpo centrale oppure tagliando<br />

l'intera pianta. La produzione annua<br />

è di 20 kg di foglie ogni 10m2.<br />

<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

coltura intercalare che può essere<br />

avvicendata con piselli e fagioli<br />

mentre si consocia con cavolfiore,<br />

carota, patata e fagiolo. Evita le<br />

successioni con bietola.<br />

Altica: è un piccolo coleottero detto anche pulce di terra della dimensione<br />

di circa 2mm; le larve vivono nel terreno dove svolgono il loro ciclo<br />

biologico per poi portarsi sulle foglie dove provocano evidenti rosure<br />

fogliari con ripercussioni sullo sviluppo. La lotta agronomica prevede il<br />

ritardo nella semina per sfuggire al ciclo dell’insetto e la riduzione delle<br />

concimazioni azotate. La lotta biologica prevede l’impiego di prodotti a base<br />

di piretro. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti registrati a<br />

base di clorpirifos metile.


119


Fragola<br />

121


Origine e storia:<br />

la fragola è originaria degli ambienti<br />

alpini dove cresce allo stato selvatico;<br />

conosciuta fin dai tempi dei romani<br />

deve il suo nome al termine latino<br />

"fragrans" che sottolinea il suo<br />

profumo intenso.<br />

Descrizione vegetale:<br />

la fragola è una pianta stolonifera<br />

che cresce prevalentemente a<br />

cespuglio; le foglie sono<br />

ovate e oblunghe. I<br />

fiori, a 5 petali di<br />

colore bianco, sono<br />

riuniti in racemi<br />

che producono<br />

un falso frutto,<br />

detto fragola,<br />

di colore rosso<br />

e polposo che<br />

porta sulla<br />

superficie i frutti<br />

veri e propri (acheni<br />

nerastri).<br />

Caratteristiche<br />

climatiche:<br />

pianta dei climi temperati e ventilati;<br />

evita aree soggette a gelate tardive e<br />

troppo soleggiate.<br />

<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

cresce bene in terreni leggeri con<br />

una buona dotazione di humus.<br />

Preparazioni del terreno:<br />

lavora il terreno a 20 cm incorporando<br />

della sostanza organica ben matura.<br />

Concimazione di fondo:<br />

apporta letame maturo o sostanza<br />

organica ben compostata in quantità<br />

di 3 q ogni 100m2 e interrala.<br />

Per orti domestici è molto<br />

diffuso l'apporto<br />

di terriccio ben<br />

compostato in<br />

spessori di 5<br />

cm per evitare<br />

lavorazioni<br />

profonde (da<br />

apportare ogni<br />

anno).


Semina o trapianto/epoca:<br />

la semina può avvenire in 3 modi:<br />

tramite seme: a luglio metti a<br />

dimora nel semenzaio il seme e<br />

trapianta in orto quando le piantine<br />

hanno 3-4 foglie<br />

per cespo:<br />

utilizza piantine<br />

sane e certificate<br />

già pronte per<br />

il trapianto. Il<br />

trapianto può<br />

avvenire in<br />

qualsiasi momento<br />

dell'anno con sesto<br />

di 40 cm tra le<br />

piante e 70 cm tra<br />

le file<br />

per stolone:<br />

preleva un ramo<br />

laterale, posto alla<br />

base dalla pianta<br />

madre, interrarlo<br />

leggermente e<br />

quando ha emesso<br />

radici staccalo dalla<br />

pianta madre<br />

Caratteristiche<br />

nutrizionali<br />

la fragola presenta un elevato<br />

contenuto in zuccheri é quindi un<br />

frutto piuttosto calorico; inoltre è<br />

ricca in vitamine (soprattutto C e<br />

A) e in flavonoidi.<br />

123<br />

Cure colturali/irrigazione:<br />

evita la crescita delle infestanti tra<br />

le piante ed effettua zappettature.<br />

Pacciama per ridurre la crescita<br />

delle infestanti (paglia, telo nero...).<br />

Evita i ristagni di acqua; innaffia con<br />

regolarità dopo il<br />

trapianto in estate,<br />

dopo la fioritura e<br />

poco prima della<br />

maturazione.


Raccolta:<br />

la raccolta avviene settimanalmente<br />

a partire da aprile-maggio e può<br />

protrarsi fino a settembre; cerca di<br />

staccare le fragole con il picciolo.<br />

<br />

<br />

Consociazione e<br />

avvicendamento:<br />

si consocia con fagiolo, cipolla,<br />

spinacio e lattuga.<br />

<br />

Altica: è un piccolo coleottero detto anche pulce di terra della dimensione<br />

di circa 2mm; le larve vivono nel terreno dove svolgono il loro ciclo<br />

biologico per poi portarsi sulle foglie dove provocano evidenti rosure<br />

fogliari con ripercussioni sullo sviluppo. La lotta agronomica prevede il<br />

ritardo nella semina per sfuggire al ciclo dell’insetto e la riduzione delle<br />

concimazioni azotate. La lotta biologica prevede l’impiego di prodotti a base<br />

di piretro. La lotta tradizionale prevede l’impiego di prodotti registrati a<br />

base di clorpirifos metile.


125


Basilico<br />

Rosmarino<br />

<br />

127<br />

Origano<br />

Salvia<br />

Erba cipollina Menta


Ciclo:<br />

Annuale o perenne nei climi caldi<br />

Clima:<br />

Mediterraneo<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

Asciutto e leggero; posizioni assolate<br />

Semina:<br />

Primaverile<br />

<br />

<br />

Cure colturali:<br />

Innaffiare frequentemente ed asportare<br />

le infiorescenze per prolungare il ciclo<br />

vegetativo della pianta<br />

Raccolta:<br />

Asportare le foglie quando sono ben<br />

sviluppate e utilizzarle fresche<br />

terreno (20 cm).è molto lenta conviene<br />

immergere prima della semina i semi<br />

in acqua e mantenere il terreno fresco<br />

con irrigazioni.<br />

<br />

Ciclo:<br />

Perenne<br />

<br />

<br />

Clima:<br />

Mediterraneo<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

Asciutto e ben assolato<br />

Semina:<br />

Fine inverno e primavera<br />

Cure colturali:<br />

Innaffiare e mantenere pulito il terreno<br />

Raccolta:<br />

Raccogliere le foglioline fresche e gli<br />

apici fiorali ancora teneri


Ciclo:<br />

Perenne<br />

Clima:<br />

Mediterraneo<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

Asciutto, leggero, sabbioso e ben<br />

assolato<br />

Semina:<br />

Si riproduce per talea e il trapianto<br />

avviene a fine estate<br />

Cure colturali:<br />

Qualche innaffiatura di emergenza<br />

o post-trapianto;potare prima<br />

dell'inverno<br />

Raccolta:<br />

Raccogliere i rametti all'occorenza<br />

129<br />

Ciclo:<br />

Perenne<br />

<br />

<br />

Clima:<br />

Mediterraneo<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

Asciutto e ben assolato<br />

Semina:<br />

Si riproduce per talea<br />

Cure colturali:<br />

Qualche innaffiatura di emergenza<br />

o post-trapianto e liberare il terreno<br />

dalle infestanti<br />

Raccolta:<br />

Raccogliere le foglie all'occorenza


Ciclo:<br />

Perenne<br />

<br />

<br />

Clima:<br />

Temperato<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

Qualsiasi<br />

Semina:<br />

Primaverile o trapianto in aprile<br />

Cure colturali:<br />

Innaffiare dopo la semina e il trapianto<br />

Raccolta:<br />

Asportare le foglie e utilizzarle fresche<br />

131<br />

Ciclo:<br />

Perenne<br />

Clima:<br />

Temperato<br />

<br />

<br />

<strong>Terreno</strong>:<br />

Medio impasto, abbastanza fresco in<br />

posizioni soleggiate<br />

Semina:<br />

Tramite talee, aprile<br />

Cure colturali:<br />

Innaffiare dopo il trapianto<br />

Raccolta:<br />

Asportare le foglie e utilizzarle fresche

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!