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Destra e Sinistra - Il naufragio della politica - luciano donelli

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dedicato ad Alcide Degasperi<br />

l’ultimo Uomo di Stato


Luciano DONELLI<br />

DESTRA e SINISTRA<br />

IL NAUFRAGIO <strong>della</strong> POLITICA<br />

Un paese a soqquadro<br />

Salita Capodimonte, 5 –80137 Napoli<br />

081 21 08 68 fax 081 21 41 893 cell. 349 233 86 22<br />

e-mail: <strong>luciano</strong> <strong>donelli</strong> @ fastwebnet.it<br />

www.<strong>luciano</strong><strong>donelli</strong>.it


“ Essere di destra o di sinistra<br />

è scegliere uno dei modi che<br />

si offrono all’uomo per essere<br />

un imbecille “<br />

Josè ORTEGA y GASSET<br />

Filosofo e saggista spagnolo<br />

(Madrid, 1883-1955)<br />

“addio a destra e sinistra, idee vecchie”<br />

“<strong>Il</strong> ventunesimo secolo è un era nuova<br />

di grandi cambiamenti e richiede una nuova<br />

<strong>politica</strong>, destra e sinistra sono concetti<br />

vecchi, la differenza sta nell’apertura o nella<br />

chiusura alla globalizzazione”<br />

Tony BLAIR, ex Premier laburista, inviato Ue per la<br />

Politica estera


Premessa<br />

Queste pagine sono certamente durissime, ma, rapportate<br />

all’indecente divenire del sistema politico italiano, hanno la<br />

presunzione di far riflettere.<br />

Nello scenario politico italiano pochi si salvano anche di<br />

eccellente levatura, ma così comodamente integrati nelle cappelle<br />

di appartenenza, a destra come a sinistra, e così preoccupati di<br />

non perdere benefici, privilegi, prebende, indennità…da apparire<br />

complici e conniventi.<br />

Gli italiani sempre più illusi e creduloni, stupidamente ancorati<br />

a rimorchio di destra e sinistra a fare la fortuna di emeriti<br />

filibustieri ancorché “travestiti” per non farsi riconoscere.<br />

Le cronache quotidiane ci consegnano pagine allucinanti,<br />

squallide, scandalose di vita <strong>politica</strong>.<br />

C’è chi cocciutamente si compiace di questa destra e chi,<br />

cocciutamente, si compiace di questa sinistra, ma in malafede o<br />

perché incapace di leggere o perché si rifiuta di leggere nella<br />

disperata realtà in cui affondiamo.<br />

E c’è chi vaneggia di centro e c’è chi vaneggia di centro destra<br />

e c’è chi vaneggia di centro sinistra così infierendo la <strong>politica</strong><br />

sulla testa di intere generazioni.<br />

Senza scrupoli per i propri figli non cogliendo la pericolosità e<br />

il rifiuto dei giovani fin troppo trascinati e distratti dalla stupidità<br />

organizzata, dagli idoli, dai guru di quest’epoca piuttosto che<br />

allertati ed aiutati rispetto alla grandezza ed all’enormità delle<br />

sfide che ci sovrastano.<br />

Nessuno grida, nessuno interroga la propria coscienza, nessuno<br />

si oppone per rimuovere questa nefasta architettura dei poli e per<br />

fugare questa pesante cappa di nebbia che soffoca il respiro<br />

politico del paese.


Ci chiedono: con chi andrete?<br />

La nostra vocazione è di promuovere, al di là di ogni possibile,<br />

contingente collocazione, una cultura interclassista <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Nei fatti, una <strong>politica</strong> di centro destra quando si tratta di<br />

assecondare lo sviluppo e le libertà economiche.<br />

Una <strong>politica</strong> di centro sinistra quando si tratta di assecondare i<br />

bisogni delle categorie deboli, ma mai di destra contro la sinistra<br />

e di sinistra contro la destra, categorie superate, ma utili ai<br />

giocolieri <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

L’obiettivo difficile, ma praticabile, di ritornare ad un sistema<br />

di partiti liberi per cultura, per identità, per storia, per ideali, in<br />

competizione civile, ma liberi.<br />

<strong>Il</strong> sogno di un ritorno a Degasperi, l’Uomo <strong>della</strong> ricostruzione<br />

del nostro Paese, l’ultimo grande Statista di cui l’Italia possa<br />

veramente vantarsi.<br />

<strong>Il</strong> ritorno al suo modello esemplare di vita.<br />

Intanto, la <strong>politica</strong> di questo Paese, anno 2008, continua a<br />

deludere nella pretesa assurda di ridurre o azzerare le identità, le<br />

storie, i simboli per l’affermazione di grossi accorpamenti, di<br />

discutibili coalizioni, di due contenitori cosiddetti alternativi ad<br />

esclusivo servizio di poteri megalomani contrabbandati per<br />

governabilità del sistema.<br />

<strong>Il</strong> Partito democratico…il Popolo <strong>della</strong> libertà…le massime<br />

celebrazioni <strong>della</strong> sconcertante confusione <strong>della</strong> <strong>politica</strong>!<br />

<strong>Il</strong> bipolarismo è una pesante ipoteca sull’agibilità e la libertà<br />

dell’azione <strong>politica</strong> mentre destra e sinistra in conflitto sono<br />

categorie da superare perché utili soltanto, nell’esperienza<br />

quotidiana, alla scalmanata, forsennata, demagogica guerra fra<br />

le parti e per il potere.<br />

Ci chiedono: con chi andrete?<br />

Una domanda imbecille!<br />

Luciano Donelli


“Essere di destra o di sinistra<br />

è scegliere uno dei modi che si offrono<br />

all’uomo per essere un imbecille”<br />

Josè ORTEGA y GASSET<br />

Filosofo e saggista spagnolo<br />

(Madrid, 1883-1955)<br />

La Politica va testimoniata con la vita, con la coerenza, con<br />

l’austerità e la serietà dei comportamenti, con la pratica di modelli<br />

esemplari.<br />

Una <strong>politica</strong> che si ispira al Cristianesimo non può essere<br />

moderata e compiacente, ma deve piuttosto assecondare con<br />

radicale e drammatica partecipazione il superiore destino<br />

dell’Uomo riscattandolo non solo dai bisogni, ma favorendo la<br />

ricerca e la valorizzazione di quanto di meglio l’uomo possa<br />

esprimere ai livelli più alti <strong>della</strong> sua spiritualità e <strong>della</strong> sua ansia di<br />

infinito.<br />

Perché il Cristianesimo è rivoluzione.<br />

La più grande rivoluzione <strong>della</strong> Storia per la sempre più viva<br />

attualità delle sue sfide, delle sue risposte e delle sue soluzioni alle<br />

problematiche dell’esistenza.<br />

1


E’ vitale prendere coscienza <strong>della</strong> straordinarietà e <strong>della</strong><br />

singolarità dei tempi liberando risorse, energie, talenti, trascinando<br />

i giovani nel processo culturale del Paese, avvicinandoli alle<br />

grandi intuizioni del nostro tempo.<br />

Nella schizofrenica ed affannosa, ma strumentale ricerca di<br />

poli, di aggregazioni e di alleanze di potere, da sinistra a destra,<br />

logorandosi il dibattito pubblico tra proporzionale e<br />

maggioritario, tra vecchio e nuovo, bruciandosi il presente nella<br />

retorica e nella demagogia del futuro, una mobilitazione <strong>politica</strong><br />

unitaria dei cattolici non è rinviabile senza tradire la storia.<br />

Ed è urgente e doverosa per colmare il gravissimo vuoto<br />

apertosi nel cuore <strong>della</strong> gente, ma l’unità <strong>politica</strong> dei cattolici<br />

comporta unità nella fede, vocazione alla santità, pratica di<br />

modelli esemplari di vita, spirito di servizio e di povertà perché la<br />

società <strong>politica</strong> realizzi, nella giustizia, la vera libertà dell’uomo<br />

come proiezione terrena di un Cristianesimo forte, vero ed<br />

autentico.<br />

Le imponenti e drammatiche trasformazioni in atto nel mondo<br />

con la caduta clamorosa e sorprendente di regimi totalitari, di<br />

ideologie, di frontiere.<br />

L’inarrestabile progresso delle comunicazioni e, quindi, delle<br />

conoscenze.<br />

La simultaneità delle informazioni e, quindi, l’incontro sempre<br />

più ravvicinato delle culture, dei popoli, delle “verità”.<br />

L’avvicendarsi sulla scena mondiale di grandi leader di pace<br />

sono la grande occasione per ridare protagonismo ai valori<br />

cristiani, ai valori umani, ai valori dell’intelligenza e <strong>della</strong><br />

solidarietà aprendosi una stagione senza precedenti per i superiori<br />

destini dell’Uomo.<br />

Uno scenario totalmente inedito, nuovo, che presuppone una<br />

nuova ed esemplare dimensione <strong>della</strong> <strong>politica</strong>. <strong>Il</strong> superamento<br />

delle assurde pastoie quotidiane, di pratiche scandalose di potere,<br />

di arricchimenti spudorati, di comportamenti criminali, di cinismi<br />

intollerabili.<br />

2


La capacità di affrontare i grandi temi <strong>della</strong> vita nel rispetto del<br />

primato dell’Uomo.<br />

L’umanità <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

<strong>Il</strong> risveglio dei popoli e delle nazionalità e delle rivendicazioni<br />

anche tribali conseguente alla caduta del comunismo, alla caduta<br />

del muro di Berlino e alla caduta delle egemonie, dei blocchi,<br />

<strong>della</strong> guerra fredda, <strong>della</strong> paura, apre scenari preoccupanti, ma, in<br />

ogni caso, esaltanti e di universale partecipazione <strong>della</strong> coscienza<br />

storica collettiva ad un processo inarrestabile di riscatto e di<br />

redenzione.<br />

L’olocausto è stato grande e l’umanità intera deve farsi<br />

perdonare genocidi fisici e morali inenarrabili.<br />

Le stesse guerre fratricide di oggi, coincidenti con i tumultuosi<br />

cambiamenti in atto, sono la esplosione di rancori compressi, di<br />

odi, di ingiustizie storiche, di sofferenze inaudite inflitte all’uomo<br />

spesso o quasi sempre per le innocenti colpe di una nascita, di una<br />

filosofia, di una ideologia, di un moto o di una aspirazione di<br />

libertà, di una religione, di un colore, di una razza, ma pur sempre<br />

Uomo, pur sempre figlio <strong>della</strong> stessa specie.<br />

Ed è per l’umanità un prezzo duro da pagare.<br />

In questo senso, i Partiti devono o dovrebbero di corsa capire<br />

l’inesorabilità dei tempi ed il rifiuto dei giovani, ma anche<br />

l’anelito crescente delle nuove generazioni per un mondo di<br />

autenticità e rigenerarsi.<br />

<strong>Il</strong> quadro complessivo <strong>della</strong> <strong>politica</strong> in Italia è penoso,<br />

buffonesco, camorristico, delinquenziale, paralizzante soprattutto<br />

per la pochezza di quelli che ne sono irriducibili, ma devastanti<br />

protagonisti.<br />

Si vuole accreditare se non imporre un rinnovamento ridicolo,<br />

di carattere anagrafico, una delle peggiori prese in giro<br />

dell’intelligenza degli italiani, il “giovanilismo”,<br />

il…cambiamento, le “forze nuove” con i risultati che registriamo<br />

3


ogni giorno nel Paese. L’ipocrisia del cambiamento, parola insulsa<br />

sulla bocca di tutti, l’equivoco del cambiamento.<br />

Intanto si moltiplicano le retate, da parte dello Stato, di<br />

delinquenti e di delinquenti collusi con la <strong>politica</strong> in terrificanti<br />

operazioni criminali.<br />

I leader riconosciuti <strong>della</strong> <strong>politica</strong> si alternano e ci ammorbano,<br />

con puntualità estrema, attraverso le fameliche e “sadiche”<br />

emittenti televisive, predicando illusioni e distribuendo ripetitive,<br />

inconcludenti ricette in una sorta di delirio generale, slogan<br />

farneticanti, ma si fanno gli share per stabilire il grado di ascolto e<br />

di gradimento degli italiani, mentre siamo lontani anni luce dalle<br />

straordinarie potenzialità del nostro Paese e da quel modello ideale<br />

di <strong>politica</strong> cui la coscienza onesta del Paese aspira.<br />

Una cagnara indecente, da tutte le parti, mentre enormi risorse,<br />

strabilianti ricchezze, imponenti strutture, fervide intelligenze,<br />

eccezionali talenti sono congelati e mortificati nell’indifferenza e<br />

nella strafottenza.<br />

Nell’immaginario collettivo i Poli, di centro destra e di centro<br />

sinistra, dovevano segnare il cambiamento del Paese.<br />

Un disastro!<br />

Dissipati i migliori anni <strong>della</strong> Repubblica, cosiddetta seconda,<br />

in una competizione ossessiva, acida, aggressiva, infantile,<br />

delirante.<br />

Come non recepire lo scandalo delle parole quando i leader<br />

massimi <strong>della</strong> <strong>politica</strong> italiana, dei grandi e piccoli partiti, osano<br />

raggirare il popolo elettore con la loro sfacciata incompetenza e<br />

con la conseguente incapacità di immaginare e realizzare le<br />

soluzioni piuttosto che arrampicarsi sugli specchi.<br />

Si aprono e si chiudono, si chiudono e si aprono pagine di<br />

indicibile vergogna, quotidianamente, accompagnate da<br />

insopprimibile disgusto.<br />

Quando votare rappresenta una dolorosa rinunzia alla propria<br />

dignità.<br />

Non ci resta che scrivere!<br />

4


Dopo aver votato e condiviso il referendum di Mario Segni,<br />

quel 18 aprile 1993, diventa sempre più difficile uscirne.<br />

La trappola è scattata.<br />

E’ dal 1992 che la Repubblica non trova più pace incalzata da<br />

una sconnessa voglia di potere, da una insulsa sindrome<br />

riformista, da agitati visionari senza approdare a niente di<br />

ragionevole se non ad una delittuosa, frenetica, incredibile<br />

turbativa <strong>della</strong> vita degli italiani.<br />

E l’hanno chiamata seconda Repubblica!<br />

Usando Tangentopoli come una clava, ma a senso unico,<br />

sfogando vendette, risentimenti, ma riproducendosi oggi nuove e<br />

più sconcertanti prospettive politiche, moltiplicandosi scenari di<br />

corruzione pubblica e privata.<br />

Tra Segni e Di Pietro ed oltre Di Pietro una deludente quando<br />

fallimentare ed acida esperienza intrisa di giustizialismo a…<br />

termine fino a quando Di Pietro non sorprende e non stupisce gli<br />

italiani con il suo ingresso in <strong>politica</strong> e con la sua scelta di parte.<br />

Perché Mario Segni ed Antonio Di Pietro hanno stravolto<br />

l’Italia e nella loro incontenibile rabbia l’hanno incattivita, ma non<br />

l’hanno cambiata, né moralizzata, né liberata essendo in continuo<br />

aumento le ruberie e le angherie <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Aprile 2007, viene lanciato il “Partito Democratico” che dovrà<br />

nascere dalla fusione del “Partito dei democratici di sinistra” e<br />

<strong>della</strong> “Margherita”, ma senza nessuna indicazione da parte dei<br />

rispettivi elettorati.<br />

Una iniziativa nata ed imposta dall’alto.<br />

Molti andrebbero ammanettati, arrestati, confinati per questo<br />

ulteriore attentato alla buona fede pubblica, per i guasti che<br />

arrecano alla quiete pubblica.<br />

Walter Veltroni, Sindaco di Roma, va in giro a raccontare che<br />

“cos’è la <strong>politica</strong>” evocando e invocando Chaplin, Martin Luther<br />

King, Mahatma Gandhi, Mark Twain, John Fitzgerald<br />

Kennedy…ma non aspirava Veltroni a trasferirsi in Africa, alla<br />

5


fine del suo mandato di Sindaco, per dedicarsi a quelle<br />

popolazioni martoriate?<br />

A sentirlo Veltroni, “gentile, geniale, furbo, colto, intelligente”,<br />

folle commosse, estasiate, emozionate piuttosto che riconoscere e<br />

fare quadrato in casa nostra, intorno ai tanti protagonisti veri, alle<br />

tante realtà dimenticate, ma esemplari, ignorate del territorio.<br />

Vite straordinarie, storie straordinarie…sepolte, affondate nella<br />

sciagurata ingratitudine di un Paese che privilegia chi ha stampa,<br />

canali mediatici, cariche istituzionali, organizzazioni partitiche,<br />

mezzi, opportunità di ribalta, compiacenti casse di risonanza…<br />

In tanti anni di vita democratica la gente non avrebbe ancora<br />

imparato che “cos’è la <strong>politica</strong>” dopo averla usata e violentata<br />

senza scrupoli.<br />

Ci vuole Veltroni…<br />

<strong>Il</strong> Partito Democratico…<br />

Personaggi ormai adulti, ormai anziani non si tengono e non si<br />

astengono dal fare abiura di una fede, di una storia, di una dignità<br />

<strong>politica</strong>, delle proprie radici pur di sopravvivere al potere.<br />

Non si vergognano e trovano puntualmente argomenti per<br />

giustificare i propri incoerenti comportamenti, i propri tradimenti,<br />

i propri opportunismi magari con una maledetta pipa fra i denti o<br />

fra le mani.<br />

E’ un dovere morale ribellarsi, rompere questa cortina di<br />

omertà, di ignavia, di complicità, di acquiescenza, di “tira a<br />

campare” che soffoca la Repubblica, che soffoca il Paese, che<br />

inganna i giovani, che si fa scudo ed arma dei giovani.<br />

E’ un dovere morale ritornare alle esemplari e straordinarie vite<br />

che hanno fondato la Repubblica nata, come affermano, dalla<br />

Resistenza, pagine di dolore, di eroismi, di lacrime di tanti italiani.<br />

E’ un dovere rompere il silenzio, invocare la rimozione <strong>della</strong><br />

spazzatura fisica e <strong>politica</strong> dei giorni nostri, auspicare la<br />

sollevazione delle coscienze oneste, ma stanche di questa<br />

inaccettabile agonia <strong>della</strong> nostra Repubblica in mano ai<br />

demagoghi e agli avventurieri.<br />

6


Questa pubblicazione cade in un momento di grande<br />

confusione, di grande disagio <strong>della</strong> vita del Paese indifferente,<br />

anzi volutamente ignorante delle allarmanti emergenze sociali<br />

<strong>della</strong> terra, dei poveri, <strong>della</strong> fame del mondo, delle drammatiche<br />

ragioni <strong>della</strong> vita, <strong>della</strong> sconfinata sete di umanità e di giustizia<br />

che attraversa e spinge i popoli verso il riconoscimento e<br />

l’affermazione di rivendicazioni sempre più esasperate.<br />

Alla base di tutto l’irresponsabilità degli Italiani, quella voglia<br />

eterna, inopportuna e suicida di “cambiare” cambiando il meglio<br />

in…peggio, quella incapacità e quella ignoranza di cogliere le<br />

lezioni, quel rifiuto di leggere, di studiare, di penetrare la Storia<br />

del nostro Paese, dell’Europa, del mondo.<br />

Oggi siamo al cataclisma, alla perversione, alla debacle <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong>.<br />

E’ ormai irrilevante e non ha più senso la collocazione <strong>politica</strong><br />

di ciascuno perché è sempre più difficile capire da che parte stare<br />

rispetto al gravissimo, paranoico scenario imposto al Paese da una<br />

classe <strong>politica</strong> dai grandi limiti e dalla sfacciata malafede.<br />

Una classe <strong>politica</strong> che non si placa, che non si arrende alla<br />

volontà di devastazione dell’impianto istituzionale del Paese<br />

affidato ad una legge elettorale insulsa, a veri e propri rompicapo,<br />

ad autentiche truffe dello spirito pubblico.<br />

Ed è deplorevole che una intera classe <strong>politica</strong> resista e<br />

perseveri indomita, senza ritegno, allo scempio <strong>della</strong> <strong>politica</strong> pur<br />

avvertendo e percependo l’impraticabilità, il disagio, gli equivoci,<br />

l’immoralità del sistema in atto guazzando nella confusione.<br />

Anche gli ottantenni, anche le vecchie cariatidi, anche i<br />

cosiddetti padri <strong>della</strong> Patria e veterani <strong>della</strong> Repubblica e c’è chi<br />

continua a consegnarci, nel suo noto stile, esternazioni<br />

schizofreniche, umorali, estemporanee, ma tanto care al teatrino<br />

nazionale.<br />

Esasperante!<br />

E’ davvero esasperante convivere con questo scenario politico<br />

irreale, di prostituzione assoluta, di insopportabile comprensione.<br />

7


Ecco, prostituirsi o difendere le radici <strong>della</strong> tua fede, <strong>della</strong> tua<br />

gente.<br />

Non ci resta che scrivere per dare voce ai giovani ancora liberi<br />

e disincantati, ancora “vergini” rispetto ai tanti “bloccati”,<br />

vendutisi ai Partiti, imbrigliati nelle ingannevoli utopie dei Poli,<br />

condizionati dall’essere compagni o camerati o…amici, vivendo<br />

una sola “verità”, quella <strong>della</strong> propria fanatica militanza.<br />

Non ci resta che scrivere per aprire momenti di riflessione, per<br />

scuotere le coscienze di una massa di “addormentati”, per<br />

denunziare anche la sistematica mortificazione <strong>della</strong> dignità di un<br />

popolo.<br />

Gli uomini non riescono ad essere liberi pur nell’ambito delle<br />

rispettive collocazioni politiche per cui viene prima la propria<br />

carriera, poi il Partito, poi lo Stato, poi le Istituzioni e soltanto alla<br />

fine la propria coscienza, ma militare in una formazione <strong>politica</strong><br />

significa soprattutto poter esprimere onestamente e liberamente il<br />

proprio pensiero.<br />

Ecco, è stato sufficiente che il Deputato Ds al Parlamento<br />

nazionale, Vincenzo De Luca, ex Sindaco di Salerno, abbia<br />

sollevato, in data 2 luglio 2004, legittime considerazioni e critiche<br />

nei riguardi del Presidente <strong>della</strong> Giunta Regionale <strong>della</strong> Campania,<br />

Antonio Bassolino, che si siano sollevati, indignati, il Segretario<br />

nazionale dei Democratici di sinistra, Piero Fassino e da Fassino a<br />

Guglielmo Allodi (!), di Napoli, in difesa di Bassolino perché<br />

esprimersi liberamente ed esprimere il proprio dissenso comunque<br />

equivale a lesa maestà, equivale a profanare gli “intoccabili”.<br />

E Fassino è proprio convinto di difendere esperienze giuste e<br />

“generose”?<br />

Non si interroga circa la sua gravissima disinformazione<br />

relativamente alla realtà, alle condizioni di un territorio e delle<br />

enormi potenzialità disattese e delle responsabilità storiche dei<br />

personaggi e circa una gestione settaria <strong>della</strong> <strong>politica</strong> dove se non<br />

“appartieni” non conti niente.<br />

8


Cioè, che può e che vuole e che spera di capire Fassino dalla<br />

sua Torino se non la insopportabile cultura degli “equilibri” di<br />

potere?<br />

Ecco, il limite dei Partiti consiste nel difendere a tutti i costi<br />

l’indifendibile fino a negarti la speranza e la verità.<br />

La pretesa di non toccare gli intoccabili e di mantenere in piedi<br />

i mostri sacri inventati e sostenuti dalla credulità popolare.<br />

Perché non registrare, invece, le critiche piuttosto che<br />

indignarsi?<br />

Così, per scelta e volere di Fassino, un certo Enzo Amendola<br />

viene catapultato dall’Austria a Napoli e designato alla Segreteria<br />

Provinciale dei Democratici di sinistra.<br />

Una violenza inaudita.<br />

E questa sarebbe la “democrazia” dell’imminente Partito<br />

Democratico…<br />

E la stampa che gli apre le pagine dei giornali piuttosto che<br />

ricusarlo per questa sorta di “commissariamento” alle storie, alle<br />

esperienze, alle vite sofferte del territorio.<br />

Infatti e inauditamente questo ragazzotto presuntuoso di<br />

trentatrè anni, da sempre lontano dal contesto delle realtà locali,<br />

viene a pontificare, viene a parlarci di “nuovi leader”, di<br />

“terremoti politici” da attuare.<br />

Un ennesimo regalo di…Fassino e <strong>della</strong> Sua irresponsabilità.<br />

Quando gli italiani smetteranno di essere complici passivi,<br />

inerti, ottusi e fiancheggiatori del sistema?<br />

Così, è stato sufficiente un certo incremento di voti all’UDC di<br />

Casini-Follini nelle consultazioni del 12-13 giugno 2004 per<br />

scatenare una resa dei conti nell’ambito <strong>della</strong> coalizione di centro<br />

destra alimentando Marco Follini scompiglio, fibrillazioni,<br />

rivendicazioni a riprova di quanto siano incompatibili le<br />

coalizioni al loro interno, come siano povere e miserabili di tenuta<br />

e come siano indifferenti, tra chiarimenti, assestamenti,<br />

aggiustamenti, risentimenti, verifiche, vertici, rimpasti…alla<br />

Politica alta che richiede il Paese.<br />

9


Si impone una nuova resistenza per ribaltare questa cultura<br />

oscena <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, una spietata rivisitazione degli uomini e<br />

delle donne ostacoli piuttosto che motori dello sviluppo, ma è<br />

necessario leggere interamente questo mio testo per averne una<br />

visione completa e non parziale e non di parte perché di parte non<br />

è.<br />

L’insofferenza è grande ed è sconcertante, è paradossale<br />

l’acquiescenza, l’adesione, l’arrendevolezza dell’elettorato al<br />

bipolarismo dove tiene campo esasperatamente e quotidianamente<br />

il travaglio all’interno dei due blocchi piuttosto che il travaglio<br />

esistenziale di una intera nazione.<br />

Intanto, quanto sta accadendo nel mondo ci fa sempre più<br />

riflettere di quanta ignoranza colpevole i giovani siano vittime, di<br />

quanta ignoranza storica, di quanta demagogia da farne strumenti<br />

e soggetti facili di trappole, le trappole <strong>della</strong> storia.<br />

Grandi passioni, cuori generosi, ma digiuni di Storia e di<br />

riferimenti utili.<br />

La <strong>politica</strong> del Paese è paralizzata da una congerie di<br />

squilibrati.<br />

Non ci resta che vivere giorno per giorno contemplando la<br />

bellezza del mondo, cogliendo l’amore, respirando la libertà,<br />

gustando la vita che ci è stata gratuitamente dispensata.<br />

Quando la <strong>politica</strong> si traduce in una noiosa spirale che<br />

addormenta le coscienze, sopisce le passioni, spegne gli<br />

entusiasmi, soffoca la verità, tradisce la fiducia, non ti prende sul<br />

serio, non ti ascolta, non ti risponde, sistematicamente ti rinvia, ti<br />

brucia i giorni, le settimane…la vita.<br />

Sempre più lontana, sempre più estranea, sempre più<br />

inconcludente.<br />

Domani… dopo domani… la prossima settimana,<br />

scusami…dopo Pasqua…dopo le vacanze…dopo Natale…dopo le<br />

elezioni…<br />

I piccoli sempre più schiacciati ed emarginati mentre si<br />

esaspera il contrabbando delle identità: partiti politici che crescono<br />

10


e sopravvivono riciclando e reclutando “monnezza” umana<br />

prescindendo dal dovere <strong>della</strong> qualità, <strong>della</strong> competenza,<br />

dell’efficienza, delle storie personali.<br />

Quale <strong>politica</strong>, quale bene comune?<br />

Si ha sempre più la sensazione di essere nati nel momento<br />

sbagliato, ostaggi e vittime di un complotto consapevole e<br />

criminale, di essere cavie di un laboratorio incessante di squilibrati<br />

dove non c’è più rispetto per il tempo e per la condizione umana,<br />

di essere prede piuttosto che attori e protagonisti di un comune<br />

destino.<br />

Come può l’intelligenza viva, libera del Paese condividere lo<br />

scenario scandaloso, banditesco, raccapricciante <strong>della</strong> <strong>politica</strong><br />

italiana dove regnano infantilismo, diatribe, disinvoltura,<br />

ignoranza, interessi privati, malafede, incoscienza, indifferenza,<br />

avventurieri, disprezzo per le esperienze collaudate se non<br />

organiche ai propri disegni di potere.<br />

Dove le piccole e grandi economie sono abbandonate al loro<br />

destino senza nessuna autorità e responsabilità che le possa<br />

sollevare dalle difficoltà incolpevoli e che le possa riscattare a<br />

sostegno delle forze lavoro occupate e dello sviluppo possibile<br />

mentre gli “insospettabili” ancorché “superprotetti” fanno razzia<br />

delle pubbliche risorse e delle sudatissime economie sfuggendo<br />

alle più elementari regole di vigilanza e di controllo come<br />

l’allucinante vicenda <strong>della</strong> Parmalat, un crac quantizzato in 28mila<br />

miliardi delle vecchie lire!<br />

Come può l’intelligenza libera, sana, produttiva, creativa del<br />

Paese essere indifferente, rassegnata ai tanti lestofanti che tengono<br />

il Paese in ostaggio <strong>della</strong> loro spietata, irriducibile presunzione.<br />

Come possono il dolore e la sofferenza del Paese identificarsi<br />

in questa allegra, ma miserevole vicenda <strong>politica</strong> italiana cresciuta<br />

sul disimpegno delle forze sane e serie, con la complicità di<br />

interessi sordi, di intellettuali senza attributi, di mercenari, di<br />

inauditi e vili Giuda <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

11


Come può l’intelligenza viva, libera del Paese subire e digerire<br />

le elucubrazioni, le polemiche, le esercitazioni filosofiche eterne<br />

dei soloni in campo e sempre in campo, da destra e da sinistra,<br />

nella inconcludente ricerca di quali assetti dare a questa nostra<br />

tormentata democrazia per favorire i capricci del potere e per dare<br />

sfogo alla pericolosa cultura di alcuni.<br />

La Cultura è una risorsa straordinaria se si accompagna alle<br />

menti libere ed oneste, ma può essere devastante e deleteria se<br />

viene invocata e ostentata dai cretini o dai malvagi.<br />

Si può essere colti, ma straordinariamente imbecilli!<br />

La Cultura è libertà ed è liberazione.<br />

La Cultura ci fa liberi e ci fa grandi.<br />

E come si può essere liberi se incapaci di dissenso, se incapaci<br />

di remare contro, se vassalli e cortigiani alla corte del Principe, se<br />

a rimorchio piuttosto che signori, interpreti e protagonisti <strong>della</strong><br />

vita.<br />

Così questa <strong>politica</strong> è sempre più il prodotto di un disordine<br />

morale e mentale insieme come dimostra, nei fatti, la demenziale,<br />

dannata architettura dei poli che blocca ed inibisce il libero<br />

esercizio delle idee e <strong>della</strong> democrazia sprofondando sempre più<br />

gli italiani ignari o coglioni nella pattumiera dell’esistere.<br />

La latitanza e il <strong>naufragio</strong> delle ragioni forti, alte <strong>della</strong> Politica<br />

hanno aperto e stanno aprendo spazi inimmaginabili a personaggi<br />

irreali, incredibili, sconcertanti.<br />

Bisogna risalire alla statura morale, allo spirito di povertà,<br />

direi alla santità di Alcide Degasperi e di Aldo Moro per capire il<br />

disastro in cui è sprofondata la <strong>politica</strong>, per capire il senso di<br />

questa pubblica e dissacrante mia indignazione.<br />

A Napoli nasce il…”Diametro”, la lobby “bassoliniana”, ma<br />

Bassolino non risponde, non smentisce, si…compiace. La vanità è<br />

smisurata, ma soltanto l’8 novembre 2003, attraverso la stampa,<br />

“scarica” Diametro, ne prende le distanze.<br />

Certamente Bassolino immagina che Gli siamo ostili abituato,<br />

per deformazione “partitica”, a dividere la vita in amici e nemici.<br />

12


Non riesce a cogliere l’amore e il dramma di chi scrive<br />

superando una buona volta e finalmente se stesso.<br />

Se ti intravede, china il capo, fa finta di non conoscerti, ti<br />

ignora, osa ignorarti…non ha niente da domandarti…<br />

Pare di essere ritornati alla pratica delle sette, alla pratica di<br />

nuove massonerie.<br />

In 151 dicono “sì”. 151 in fila a firmare l’atto costitutivo del<br />

Sodalizio bassoliniano. E’ il 15 settembre 2003.<br />

Capite? Invece di mettersi in fila per andare a…<br />

Riccardo Villari, deputato eletto in quota Udeur per poi<br />

trasferirsi nella “Margherita”, aderisce a…Diametro, ma che<br />

rapporto ha o può mai avere tutta questa gente con la Politica<br />

intesa come sollecitudine verso le terrificanti emergenze del<br />

pianeta, come pratica <strong>della</strong> carità <strong>politica</strong> e dell’umanità e come<br />

progetto per l’Uomo?<br />

Come i tanti medici che scoprono la vocazione alla…<strong>politica</strong><br />

allontanandosi dal dovere di studi severi ed attenti che una così<br />

delicata professione richiede a tutela <strong>della</strong> salute degli infermi e<br />

per evitare il rischio di prescrizioni mediche sbagliate o superate.<br />

Ecco, medici come Giuseppe Scalera, Giuseppe Petrella,<br />

Riccardo Villari, Guido Viceconte, Giuseppe Gambale…e tanti<br />

altri ancora…perché non ritornano alla sublime professione<br />

medica, a tempo pieno, piuttosto che rompere le scatole, ma per<br />

lasciare quale eredità alla fine delle loro esperienze?<br />

Aprile 2004, il Deputato Riccardo Villari nominato da Rutelli<br />

responsabile <strong>della</strong> Margherita per il Mezzogiorno!<br />

Un medico responsabile per il…Mezzogiorno…<br />

Come pure la vergogna delle sistemazioni, degli incarichi,<br />

delle consulenze a degli emeriti imbecilli a spese dei pubblici<br />

bilanci.<br />

Sono saltati tutti i criteri, gli equilibri, le riflessioni, il rispetto,<br />

il buon senso, la coscienza, la conoscenza del territorio e delle sue<br />

risorse.<br />

Un mondo da azzerare.<br />

13


Tali e tante sono le violenze perpetrate da una <strong>politica</strong><br />

dissennata, squilibrata, chiusa alla luce del giorno, ma tutta vissuta<br />

e praticata nei meandri e nelle pastoie delle proprie, personali<br />

logiche di potere.<br />

Dove stanno la missionarietà, la generosità, la grandezza<br />

d’animo, la capacità di cogliere tutte le risorse umane, di<br />

valorizzarle in un imponente disegno di riscatto <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, di<br />

celebrazione <strong>della</strong> vita, di ricerca, di attenzione e di rispetto a quel<br />

mondo di infelici che soccombe al disastro <strong>della</strong> sanità pubblica e<br />

privata?<br />

Uomini pur affermati e professionalmente prestigiosi fanno la<br />

“fila” per iscriversi alla “lobby bassoliniana”, alla Congrega o<br />

Arciconfraternita di “S.Antonio” con il solito, stantio alibi di<br />

penetrazione <strong>della</strong> società civile.<br />

Incredibili!<br />

Alcuni di loro, da me interessati ad alcune problematiche di<br />

grande spessore, si sono defilati nell’odioso palleggiamento delle<br />

competenze e delle…incompetenze e sempre pronti a dichiarare di<br />

“ non avere una lira” nei propri bilanci.<br />

Ti arronzano. Non sono interessati…<br />

<strong>Il</strong> problema serio è che Lor Signori nemmeno pesano gli<br />

uomini, le realtà che storicamente rappresentano facendoti sentire<br />

estraneo alla tua Città, al tuo Paese.<br />

Non hanno rispetto e non hanno memoria. Chiusi e rinchiusi,<br />

stretti e costretti nei loro interessi.<br />

Settimane per essere ricevuti, ma per non concludere niente.<br />

Intanto, continua l’emorragia in miliardi di lire o in milioni di<br />

euro, come volete, a fronte dell’incapacità delle soluzioni.<br />

Se li incroci, nemmeno ti guardano. Corrono come disperati<br />

incollati ai maledetti telefonini. E c’è chi li usa i maledetti<br />

telefonini per comunicare stronzate perché, dopo tutto, molti<br />

conducono una vita inutile, effimera, da stronzi…<br />

E mentre tu ti fermi ad ascoltare anche l’ultimo dei tuoi<br />

concittadini, loro non hanno interesse, non conoscono la<br />

14


esponsabilità e il dovere dell’attenzione, ma fanno parte <strong>della</strong><br />

“lobby”.<br />

E corrono, corrono…<br />

Sono docenti universitari, professionisti, “grandi” manager…<br />

Intanto, la Città sprofonda tutti i giorni nella vergogna dei<br />

rifiuti urbani e così il più vasto territorio <strong>della</strong> Regione.<br />

Diametro per dire una “casta blindata” , aperta ai più graditi,<br />

nei fatti funzionale all’impero bassoliniano, ma nessuno ha la<br />

saggezza di considerare quanto siano spietati i limiti <strong>della</strong> vita e<br />

<strong>della</strong> cruda precarietà <strong>della</strong> nostra esistenza.<br />

L’informazione pubblica del 29 novembre 2003 ci dà notizia<br />

<strong>della</strong> nascita ufficiale del movimento o associazione “Napoli<br />

possibile”.<br />

Una sorta di “anti-Diametro”.<br />

Così si bilanciano destra e sinistra continuando la società<br />

<strong>politica</strong> a produrre deliranti e polemiche risposte, ipocrite sponde<br />

alla “società civile!!!”, strumentali, ovviamente, ad aree e<br />

identificazioni politiche.<br />

Che squallore!<br />

Mentre opinionisti e commentatori pur di grande valore<br />

culturale, ma con la testa a destra o a sinistra, ma asserviti a questo<br />

o quel padrone o privi di senso “profetico” si alternano nel<br />

tentativo sprecato di accreditare l’una o l’altra sponda, di<br />

teorizzare e di giustificare questa scandalosa, perversa,<br />

raccapricciante, ibrida situazione <strong>politica</strong> italiana incapace di<br />

pensare “in grande” e di raccordarsi ai grandi ,terrificanti problemi<br />

epocali.<br />

E quale abisso fra il palco e la platea, fra la tribuna e la<br />

piazza.<br />

Dietro l’ipocrisia delle parole, il vuoto dei rapporti, il silenzio,<br />

la strafottenza, il gelo, il rifiuto <strong>della</strong> Verità se la verità pregiudica<br />

i propri interessi di parte, la propria componente <strong>politica</strong>.<br />

15


Ed allora puoi capire che anche il terrorismo ha le sue ragioni<br />

ancorché irrazionali e cieche perché troppe sono le latitanze e le<br />

noncuranze tali da iniettare odio e rancore.<br />

Perché c’è un terrorismo implacabile, senza mitra, senza<br />

pistola, che fa più vittime del terrorismo armato ed è la<br />

strafottenza, il lasciar morire di collera, l’indifferenza, la<br />

mancanza di rispetto per il prossimo e per il tempo già breve e<br />

precario che ci è consentito di vivere, la pratica egoistica del<br />

potere e del possesso che schiaccia e mortifica la condizione<br />

umana.<br />

Un terrorismo che non incute e non realizza la paura fisica, ma<br />

che alimenta e realizza nella società la sfiducia nella vita, il<br />

tramonto delle ambizioni e delle speranze, la paura di vivere.<br />

C’è il terrorismo che dilania i corpi, ma c’è il terrorismo che<br />

dilania e perverte le coscienze, le anime, i cuori, le intelligenze.<br />

…Tuttavia non bastano soltanto operazioni repressive e<br />

punitive. Occorre fare una coraggiosa analisi delle motivazioni<br />

soggiacenti agli attacchi terroristici, educare al rispetto dei diritti<br />

umani che sempre più si presenta come una condizione<br />

preliminare per ogni società futura e rimuovere “le cause che<br />

stanno all’origine delle situazioni di ingiustizia, dalle quali<br />

scaturiscono sovente le spinte agli atti più disperati e<br />

sanguinosi”. Ma occorre anche agire in positivo, superando le<br />

pure esigenze <strong>della</strong> giustizia con la dinamica dell’amore.<br />

Cardinale Carlo Maria Martini<br />

La Repubblica, 24 dicembre 2003<br />

I tre quinti dell’umanità vivono le pene dell’inferno perché<br />

non si realizza un quadro di giustizia universale, perché gli<br />

interessi affondano gli aneliti di speranza, le suppliche, le attese.<br />

16


Gli innocenti che nascono sulla terra sono condannati alle<br />

perversioni, alle brutture, alla prostituzione, a foschi e blasfemi<br />

destini.<br />

Basti pensare alle migliaia di vittime, soprattutto bambini,<br />

delle mine inesplose disseminate nei territori teatri di guerre<br />

infinite, al traffico di organi umani valutato duecentocinquanta<br />

miliardi di dollari (!), ai trecentomila bambini soldato……<br />

La peggiore forma di terrorismo è la carità negata, il rifiuto di<br />

ascoltare, il congelamento delle risorse, il cinismo e l’egoismo di<br />

quanti politici, amministratori e comunque responsabili <strong>della</strong> vita<br />

pubblica trasformano gli uffici del potere ad essi delegato e gli<br />

incarichi di potere in feudi elettorali.<br />

<strong>Il</strong> terrorismo dei demagoghi e dei mestatori sui semplici, sugli<br />

sprovveduti, sugli innocenti.<br />

Una burocrazia recalcitrante.<br />

<strong>Il</strong> terrorismo è figlio dell’odio sociale, ma stranamente<br />

colpisce quasi sempre gli innocenti, quasi mai i…potenti.<br />

Nella mia esperienza quotidiana ho incontrato ed incontro<br />

personaggi <strong>della</strong> vita pubblica umanamente orribili, insensibili,<br />

ottusi, ostili nell’anima.<br />

Ti ascoltano per dimenticarti un minuto dopo averti ascoltato.<br />

Ti sopportano appena se fai del bene e se intendi fare del bene.<br />

Ogni tempo ha i suoi castighi. Forse il prezzo che l’umanità<br />

deve pagare all’insipienza degli Stati, alla irriducibile e sorda<br />

quanto frenetica, quanto inutile competizione per il potere, per il<br />

dominio, per il possesso sganciata dalla tragica realtà <strong>della</strong> fine.<br />

Siamo stati creati per vivere una esperienza transitoria di<br />

convivenza, di amore, di affetti, che si traduce e dovrebbe tradursi<br />

in un processo di purificazione e di esaltazione delle nostre<br />

potenzialità come specchio dell’armonia stessa del Creato, ma<br />

quali modelli possono mai rappresentare per l’uomo d’oggi questi<br />

cialtroni, questi pigmei <strong>della</strong> <strong>politica</strong> prepotentemente e<br />

irriducibilmente diffusi sulla scena nella stolta presunzione di<br />

realizzarne i destini?<br />

17


Ci sarebbero e ci sono cose strabilianti da fare in questo Paese,<br />

ma non vogliono!<br />

Così che scienziati, grandi talenti, straordinari artisti, grandi<br />

risorse umane non reggono alla solitudine delle proprie capacità e<br />

delle proprie idee, non reggono all’abbandono e fuggono ed<br />

espatriano avviliti e contrariati.<br />

Scienza, cultura e fede non trovano spazio in questa maledetta<br />

Repubblica, vengono mortificate piuttosto che rappresentare<br />

l’anima ispiratrice e liberatrice <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Progetti e grandi idee vengono sottovalutati, disattesi, derisi,<br />

rinviati con la perfida tecnica di farti stancare.<br />

Le risorse vere del Paese soccombono alla demagogia, alla<br />

violenza, alla disinvolta occupazione degli arrampicatori, allo<br />

sproloquio martellante degli “analisti”, al silenzio dei semplici, al<br />

silenzio degli innocenti rendendo tutti l’aria irrespirabile.<br />

La <strong>politica</strong> piuttosto che anticipare e realizzare le attese, le<br />

speranze dell’uomo, ne vanifica la vita consumandolo nel nulla,<br />

divorandone il tempo, il pochissimo tempo che gli è dato di<br />

vivere.<br />

La <strong>politica</strong> piuttosto che aprire squarci di luce avvolge tutti<br />

nelle tenebre dell’angoscia e <strong>della</strong> disperazione.<br />

Intere generazioni consumate nel nulla.<br />

Questo è il vero dramma <strong>della</strong> <strong>politica</strong> quando si perde nelle<br />

diatribe del potere nonostante la delega a costruire la speranza,<br />

nonostante la delega ad interpretare e realizzare lo sviluppo, il<br />

bello, il buono, nonostante la responsabilità di impersonare<br />

modelli esemplari.<br />

E l’uomo, vittima e cavia del sistema, brucia i migliori anni<br />

nell’effimero senza poter cogliere l’esaltante bellezza <strong>della</strong> vita.<br />

La dicotomia tra Stato, Istituzioni, cittadini, amministrati è<br />

allarmante.<br />

<strong>Il</strong> “potere” li trasforma, questi rappresentanti del…popolo in<br />

veri e propri casi clinici, li esalta, li perverte, li isola e spesso li<br />

rende prigionieri dei segretari, dei collaboratori, degli assistenti,<br />

18


delle segreterie montate per costruire miserabili privilegi o<br />

prigionieri delle più ottuse e paralizzanti burocrazie.<br />

<strong>Il</strong> potere li imbruttisce, li invecchia, li “gonfia” fisicamente<br />

tali da sfuggire allo specchio.<br />

La solidarietà è la nuova dimensione dell’impegno politico,<br />

ma quanti occupanti “abusivi”, quanti parassiti del consenso,<br />

quanti monumenti all’ipocrisia, quanti personaggi “incompatibili”,<br />

quanti dovrebbero cambiare mestiere, quanti sopravvivono sulle<br />

tessere, sugli intrighi quando la vita pubblica ha sete di Uomini<br />

veri.<br />

Sopravvivono per miracolo perché la gente pure stufa e<br />

nauseata non è ancora pronta per la rivoluzione.<br />

Una rivoluzione morale che allontani, sconfessi il presente<br />

scenario e che “sblocchi” e realizzi la vita.<br />

E’ possibile che nessuno percepisca il baratro?<br />

<strong>Il</strong> Paese è in un vicolo cieco.<br />

Intanto, tra popoli che crescono ed avanzano tumultuosamente<br />

con la forza e la determinazione di un bulldozer (Cina, India…) si<br />

aprono e si moltiplicano scenari nuovi, rivendicazioni di<br />

proporzioni gigantesche, prospettive terrificanti che pochi<br />

percepiscono.<br />

La inesorabile resa dei conti <strong>della</strong> Storia!<br />

In Italia si gioca al massacro e nell’ignoranza più disgustosa.<br />

Un Paese bloccato.<br />

Pagine drammaticamente puntuali ci rappresentano la<br />

miserabilità e lo squallore dei personaggi in campo.<br />

Governo e Parlamento si autoesaltano nell’illusione di aver<br />

stroncato “alle radici” il terrorismo, fenomeno purtroppo diffuso<br />

nel mondo e senza fine, piuttosto che prendere coscienza delle<br />

simpatie non dichiarate e di quanto la <strong>politica</strong> lo alimenti perché<br />

impropria e inadeguata alla sete di giustizia e di autenticità <strong>della</strong><br />

società, di tutte le società e di quanto i politici diffusi sul territorio<br />

siano insopportabili e infedeli al loro mandato che dovrebbe<br />

19


esercitarsi nel senso missionario <strong>della</strong> funzione, dalla santità<br />

all’eroismo, al martirio anche.<br />

La <strong>politica</strong> deve assicurare giustizia e benessere ai popoli, ma<br />

attraverso giustizia e benessere deve costruire e strutturare Uomini<br />

veri, Uomini autentici per assimilarli ad un modello universale di<br />

grande società civile.<br />

L’attuale gestione <strong>politica</strong> del Paese rappresenta una delle<br />

pagine più scandalose <strong>della</strong> Storia d’Italia per la sfacciata,<br />

ostentata attenzione agli interessi privati, per la mirata costruzione<br />

di vere e proprie griglie di tutela di determinati vertici a…rischio<br />

<strong>della</strong> Repubblica (lodo Schifani!!!), per un paranoico riformismo,<br />

il “proporzionale”, che taglia la testa alle più legittime aspirazioni<br />

determinando le formazioni politiche in campo i candidati da<br />

eleggere, blindati in un cappello di lista, ed esautorando il popolo<br />

da ogni potere di scelta dei suoi rappresentanti.<br />

Un sistema tipicamente “sovietico”.<br />

Una ulteriore, inaccettabile violenza che alimenta soltanto<br />

sospetti, che ignora meriti e risorse <strong>della</strong> società <strong>politica</strong> del Paese,<br />

che premia personaggi fuori da ogni logica di interesse pubblico,<br />

che assicura immunità, che ispira dissenso e rabbia incontenibile<br />

che uccide la democrazia, ma siamo già alla vigilia di un nuovo,<br />

ennesimo sistema elettorale.<br />

Non ci entusiasmava l’opposizione priva di una leadership<br />

autorevole, all’altezza cioè <strong>della</strong> Storia del nostro Paese.<br />

Un Prodi caratterialmente angoloso, astioso, suscettibile,<br />

difficile, ma fortunato e mai sufficientemente grato per una<br />

carriera <strong>politica</strong> inimmaginabile.<br />

Un Prodi che osava accusare il centro di tutti i mali italiani<br />

dopo essere stato largamente beneficiario di quel centro.<br />

E così nel centro sinistra, con la prospettiva Prodi, è stato<br />

estenuante il dibattito: lista unitaria sì, partito unico no…riformisti<br />

sì, riformisti no…l’asse D’Alema-Prodi…la scomparsa dei<br />

Popolari, il dissenso di De Mita, i riformisti di Boselli, il binomio<br />

Di Pietro-Occhetto…i comunismi di Bertinotti e di Diliberto, le<br />

20


primarie…un paese attanagliato tra progetti e parole estranei alla<br />

vita, fatti per dividere e per allontanare le coscienze.<br />

Voi capite?…le primarie!<br />

Una temeraria sfida al buon senso, alla pazienza, alla buona<br />

fede degli italiani. Capricci, pratiche che innescano una sorta di<br />

culto <strong>della</strong> personalità, ma quattro milioni di italiani o, meglio, di<br />

incoscienti, corrono a firmare per le primarie in una condizione<br />

sconcertante di acquiescenza e di adesione alla inaffidabilità come<br />

alla mediocrità dei protagonisti in campo senza capire l’enormità<br />

dell’imbroglio.<br />

E’ stancante, è defatigante, è da esaurimento seguire questi<br />

Signori nei loro incontri-scontri quotidiani, nelle loro paure, nelle<br />

loro ambizioni, nelle loro sconcertanti visioni del mondo, del<br />

paese e <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, nelle loro deliranti proposte, nel<br />

pettegolume esasperante dei Poli, nelle incursioni verbali,<br />

ammorbanti e deprimenti, quotidiane di Schifani, La Russa,<br />

Berlusconi, Prodi, Rutelli, Castagnetti, Parisi, Pecoraro Scanio,<br />

Fassino, Fini, Bertinotti, Bossi, Diliberto, Follini, Buttiglione….<br />

La pazienza degli italiani è incredibile.<br />

Una Italia da azzerare.<br />

Siamo drammaticamente superati rispetto alle grandi e<br />

terrificanti sfide del pianeta, una società di alienati che non sa a<br />

chi aggrapparsi, a chi credere, a chi votarsi per uscire dal tunnel,<br />

dall’angoscia, dalle sabbie mobili, dagli equivoci, dalle tenebre<br />

che tutti noi attanagliano nell’ansia di vivere un mondo autentico,<br />

di verità, di certezze, di luce.<br />

La luce di Cristo.<br />

<strong>Il</strong> 2 aprile 2005 scompare Giovanni Paolo II, una figura<br />

gigantesca, irripetibile di Pontefice, che ha fatto sognare il mondo,<br />

soprattutto i giovani, alla ricerca di Verità e di autenticità.<br />

Perché il mondo è povero di autenticità e di Verità.<br />

Una testimonianza esemplare di come si può vivere e di come<br />

si può anche morire generando stupore e gioia in una prospettiva<br />

ed in una luce di superiori destini.<br />

21


Una straordinaria pagina di vita consegnata alla coscienza dei<br />

popoli, all’Uomo, alle responsabilità <strong>della</strong> Politica.<br />

La <strong>politica</strong> vive uno stato di depravazione senza precedenti.<br />

Dalla degenerazione alla depravazione.<br />

La sconsiderata, neurolabile quanto detestabile marmaglia<br />

<strong>politica</strong> che fa di questo Stato bivacco delle proprie allucinazioni,<br />

dei propri deliri e dei propri innominabili interessi.<br />

Nello sfascio generale <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, stiamo mollando tutto.<br />

Anche la forza e il dovere di gridare la nostra indignazione e<br />

di difendere almeno l’intelligenza del Paese.<br />

E’ soltanto vergognoso che, noncuranti del degrado sociale e<br />

delle allarmanti condizioni esistenziali di un Paese cresciuto sul<br />

modello del più esasperato consumismo, una cricca di infelici<br />

ritenuti autorevoli, “prestigiosi”, voglia imporre al Paese riforme e<br />

sempre riforme.<br />

La televisione ha il grande merito di aver avvicinato e<br />

disinibito i popoli <strong>della</strong> terra, ma ha anche la grande responsabilità<br />

di dare spazio e popolarità e forza di seduzione e di convincimento<br />

alla peggiore risma <strong>politica</strong> pilotando il consenso degli<br />

sprovveduti e degli ignari e dei semplici quando non abbiano<br />

radici forti nella Storia e quando non abbiano cultura e capacità<br />

sufficienti a discernere il bene dal male e quando non abbiano<br />

comunque autonomia mentale sicura per respingere e rifiutare le<br />

ingannevoli e truffaldine pratiche <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

“Porta a Porta”, pur condotta da un consumato professionista<br />

quale è Bruno Vespa, nello spirito di una dichiarata, sofferta “par<br />

condicio”, è una di quelle trasmissioni dove possiamo avere la<br />

misura <strong>della</strong> precarietà, dei limiti di una quasi intera classe<br />

<strong>politica</strong>, la sua avvilente sufficienza e quel senso di nausea che<br />

sprigiona la rituale contesa fra le parti.<br />

Una vetrina immeritata quanto intollerabile per facce<br />

insopportabili che, furbescamente ed opportunisticamente, si<br />

ripropongono, gratuitamente e sistematicamente, al piacere <strong>della</strong><br />

popolarità magari sfoggiando cravatte folgoranti ed ignoranza<br />

22


acuta, personaggi che vengono con violenza accreditati nelle<br />

nostre case senza la possibilità da parte nostra di ricusarli.<br />

Dovrebbero vergognarsi, arrossire, nascondersi invece di<br />

infierire, attraverso i media, sulle coscienze e sulle carni innocenti<br />

del Paese.<br />

L’errore gravissimo è di ospitarli in televisione.<br />

“Porta a Porta”, “Ballarò”, “l’Infedele”…<br />

Politici, sindacalisti…giocano a fare i “politici”, giocano a<br />

rappresentare questo nostro Paese con le proprie ricette, le proprie<br />

“analisi”…<br />

Ridono, sghignazzano, dopo tutto si divertono e se tu<br />

veramente li conosci, se veramente cogli la loro “dimensione<br />

privata”, la loro personalità, allora il disgusto, rapportato alle<br />

ragioni vere <strong>della</strong> Politica ed alle sofferenze del territorio, è<br />

immenso.<br />

Alla fine delle trasmissioni ti domandi a cosa esse siano valse,<br />

che abbiano concluso e che abbiano potuto risolvere e vorresti non<br />

percepirne il disagio, l’amarezza, l’offesa, la beffa quasi perché il<br />

Paese, il nostro Paese non cresce di un centimetro, ma politici,<br />

sindacalisti…si “esibiscono” piuttosto che andare a lavorare<br />

magari contriti e mortificati.<br />

Analisi ed analisti a parte, la <strong>politica</strong> è infestata di delinquenti<br />

senza scrupoli e la prova schiacciante sta nei risultati negativi e<br />

fallimentari dell’azione <strong>politica</strong> in un Paese sempre più stanco e<br />

sfiduciato.<br />

La grande stampa, i grandi editorialisti invece di metterli a<br />

nudo, invece di aiutare la pubblica opinione ad uscire<br />

dall’imbroglio, invece di assolvere alla missione nobilissima,<br />

straordinaria di liberare l’intelligenza del Paese verso la Verità,<br />

sono perfidamente venduti, in buona o cattiva fede, al vapore di<br />

destra o di sinistra.<br />

Perfetti equilibristi non si vendono la pelle ed insistono ad<br />

orientare il Paese nel mare di questo straordinario pasticcio <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong> italiana.<br />

23


I media sono maledettamente schierati a sostegno di una platea<br />

di parassiti e di mine impazzite piuttosto che svolgere una<br />

funzione profetica di liberazione e di promozione dell’Uomo.<br />

La stampa di sinistra o di centro sinistra, la stampa di destra o di<br />

centro destra, ma come possono mai Direttori pur autorevoli<br />

condividere e sottoscrivere l’attuale scenario politico piuttosto che<br />

farlo saltare ed esplodere con la forza <strong>della</strong> penna e dando cuore,<br />

anima, intelligenza al Paese reale, al Paese non invischiato negli<br />

interessi sporchi del sistema?<br />

Cosa mai difendono o possono difendere senza vergognarsi?<br />

<strong>Il</strong> centro destra è stato al governo del Paese grazie agli errori,<br />

alle debolezze, alle incapacità del centro sinistra, ma come poter<br />

mai sostenere un centro sinistra così diviso e lacerato nella sua<br />

eterogeneità, nelle sue contraddizioni nonostante le speranze<br />

riposte dalla pur risicata maggioranza degli italiani in una svolta<br />

rispetto al precedente Governo Berlusconi?<br />

Un centro sinistra la cui componente cosiddetta laica e radicale<br />

di sinistra fa la guerra alla Chiesa Cattolica, alle sue presunte<br />

“ingerenze” e vorrebbe ridiscutere il Concordato nonostante<br />

l’Islamismo stia penetrando l’intero sistema.<br />

La Chiesa dei grandi Papi fin qui succedutisi, la Chiesa che<br />

scatena emozioni, speranze, certezze.<br />

Si sono succeduti Papi che hanno unito e commosso il mondo<br />

mentre la <strong>politica</strong>, questa <strong>politica</strong> divide e…incretinisce.<br />

Una Chiesa che ci aiuta a riflettere.<br />

La Chiesa che genera Santi.<br />

Un centro sinistra che si propone come alternativa di Governo<br />

nonostante leader inadeguati, di una mediocrità e di una acidità<br />

irraggiungibili, trasformando sempre più il sorprendente<br />

Berlusconi in fidatissimo garante <strong>della</strong> libertà <strong>della</strong> Chiesa di<br />

respirare.<br />

Ed è sconcertante come in presenza dei protagonisti del centro<br />

sinistra 2006 Paolo Mieli possa auspicarne, nel suo editoriale del 8<br />

marzo 2006, sul “Corriere <strong>della</strong> Sera”, la vittoria sul centro destra.<br />

24


Quando la sinistra è un virus cronico dell’anima e <strong>della</strong> mente,<br />

che paralizza le più nobili ed insospettabili intelligenze, che<br />

preclude e nega alla ragione ed alla libertà le migliori speranze<br />

come gli spiriti liberi.<br />

Non è la sinistra o centro sinistra dei Padri <strong>della</strong> Patria, degli<br />

spiriti nobili, dei grandi ideali, dei grandi socialisti, dei grandi<br />

comunisti, delle grandi figure morali, ma è la sinistra o centro<br />

sinistra degli opportunisti, dei demagoghi, dei ciarlatani, dei<br />

confusionari, dei “mocciosi” anche, arroganti e dissacranti.<br />

Questa sinistra o centro sinistra non è il centro sinistra di<br />

Degasperi, ma è la sinistra o centro sinistra di Prodi, di Fassino, di<br />

Rutelli, di Capezzone, di Di Pietro, di Bertinotti, di Diliberto, di<br />

Pecoraro Scanio, di Boselli, di…Mastella…<br />

Sognavamo una sinistra ed un centro sinistra esemplari piuttosto<br />

che la demagogia “oratoria” di Fausto Bertinotti o la demagogia<br />

comiziante, suadente e “piaciona” di Francesco Rutelli.<br />

Certamente non possiamo accettare e condividere questo centro<br />

sinistra rappresentato da interessi privati e da figure inadeguate<br />

alla grandezza storica del nostro Paese.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra di Pecoraro Scanio che ti candida e ti elegge al<br />

Parlamento Nazionale il fratello Marco.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra di Bassolino che ti candida e ti elegge al<br />

Parlamento Nazionale la consorte Anna Maria Carloni mentre la<br />

Città di Napoli da anni precipita nella vergogna dei rifiuti.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra di Fassino che ti “riconferma” al Parlamento<br />

Nazionale la moglie Anna Serafini.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra di Boselli e Capezzone che fa la guerra alla<br />

Chiesa. Con la…rosa nel pugno.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra di Mastella che ti candida e ti elegge il<br />

cognato, Pasquale Giuditta, agli onori del Parlamento Nazionale<br />

mentre Sandra Lonardo Mastella, a sorpresa, senza “nulla sapere”<br />

il marito, Clemente Mastella, veniva nominata Presidente del<br />

Consiglio Regionale <strong>della</strong> Campania e senza uno straccio di voto<br />

popolare, ma non finisce qui: Pellegrino Mastella, avvocato, figlio<br />

25


primogenito di Clemente, è nominato, fra i tanti fortunati,<br />

consulente del Ministero delle attività produttive (dicembre 2006)!<br />

Singolari predestinazioni!<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra di Bertinotti che ti candida e ti elegge al<br />

Parlamento Nazionale il “disobbediente” Francesco Caruso<br />

offrendo ai giovani italiani un modello sconcertante da imitare<br />

mentre centri sociali scatenati devastano Milano.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra del “comunista italiano” Diliberto che rimanda<br />

alle mani “lorde di sangue” di Bush, ma per niente sensibile e<br />

memore del sangue delle migliaia di morti innocenti dell’11<br />

settembre 2001………..<br />

Chi è fuori da questi autentici scandali ancorché mascherati di<br />

“legalità” ha ragioni da vendere, ha motivo di ostentare sangue<br />

agli occhi.<br />

In presenza di diffusi comportamenti politici “camorristici”,<br />

noncuranti di una pubblica opinione ferita, diventa sempre più<br />

difficile perseguire la criminalità comune.<br />

La candidatura di mogli, di cognati, di fratelli, di familiari<br />

comunque la dice lunga sulle ambizioni dinastiche delle famiglie<br />

“politiche”, sulla temerarietà e la disinvoltura dei personaggi <strong>della</strong><br />

nostra vita pubblica, sul menefreghismo e la sfida al buon senso<br />

comune, ma la Signora Anna Maria Carloni perché non si dedica<br />

al volontariato nelle case, fra gli ammalati, fra i poveri…e lady<br />

Mastella perché non si dedica altrettanto al volontariato fra i<br />

poveri, fra gli ammalati, nelle case…<br />

Con tante calze da rammendare nelle case.<br />

Invece, tutte innamorate <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Ed i rispettivi consorti e familiari, compiaciuti, fanno finta di<br />

niente.<br />

Perché sanno che gli elettori non avranno la dignità di<br />

abbandonarli e di ricusarli.<br />

Un futuro ancor più preoccupante per l’Italia promosso da una<br />

stampa complice ed irresponsabile, maledettamente schierata, che<br />

non ferma, che non protesta e non mette in mora questi piccoli<br />

26


uomini così pericolosi, così disinvolti, così temerari, così<br />

dissacranti proprio quando il Paese ha bisogno di personalità<br />

immense.<br />

Così ci sono ancora migliaia di miserabili che si prestano alle<br />

seduzioni ed alle suggestioni dei raduni di massa sapientemente<br />

organizzati per impressionare la labile, fragile “psicologia” del<br />

popolo.<br />

Che odio le masse, le masse che non ragionano, che si eccitano<br />

ad ogni stronzata che la diabolica mente umana possa declamare,<br />

propinare, imporre alla sprovveduta e credulona gente.<br />

La responsabilità delle masse è incalcolabile quando gli<br />

individui si fanno fagocitare nel delirio collettivo e quando più<br />

sono feriti, annullati, offesi nella dignità più si fanno massa e più<br />

si prostituiscono all’imbonitore di turno.<br />

Le cose vanno male, i popoli non crescono, non emergono,<br />

non si affermano per la sfacciata prostituzione delle masse.<br />

Così si affermano le dittature, i criminali, i tiranni, i despota, i<br />

filibustieri, i furbi…<br />

Le masse e gli imbonitori.<br />

Penso, con disappunto, a quelle platee di incoscienti che<br />

ancora oggi applaudono fino all’idolatria i ricorrenti protagonisti<br />

di questa barzelletta <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Volutamente ignari, volutamente indifferenti, volutamente<br />

noncuranti delle miserie e delle sofferenze che si nascondono nelle<br />

pieghe del Paese.<br />

Basterebbe fermarsi soltanto con la memoria ad uno dei tanti<br />

spaccati del dolore umano, come le esperienze vissute ed in atto in<br />

India, in Africa o nelle sconfinate periferie del mondo o in casa<br />

nostra per capire e percepire quali realtà la <strong>politica</strong> non affronta,<br />

quale inganno perverso <strong>della</strong> <strong>politica</strong> che noi alimentiamo e<br />

sosteniamo con gli…applausi.<br />

La gente è disperata. È smarrita, è confusa, ma cede<br />

all’ipocrisia <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

27


Penso a Madre Teresa di Calcutta, ai tanti eroi del nostro<br />

tempo ed all’inutilità spaventosa dei personaggi in campo, lontani,<br />

inadeguati, inattendibili, mediocri, ciarlatani….che noi<br />

sistematicamente…applaudiamo.<br />

Un bilancio triste.<br />

<strong>Il</strong> popolo <strong>della</strong> sinistra, il popolo <strong>della</strong> destra, il popolo<br />

dell’ulivo, il popolo dei…verdi…<br />

Tutti popoli che fanno da sgabello a carriere immeritate,<br />

terrificanti e ci assale lo sconforto per i vuoti di memoria di una<br />

generazione che rimuove troppo allegramente il passato<br />

nonostante l’altissimo prezzo pagato al presente.<br />

Mentre vengono fuori sempre più spesso orrori, atrocità<br />

ancora a lungo rimosse dalla storiografia ufficiale.<br />

Novantamila gli italiani spediti, caduti e dispersi in Russia da<br />

quell’8 luglio 1941 per la gloria e la grandezza del Fascismo!<br />

18milioni di sventurati transitati per i Gulag, campi di<br />

rieducazione, 700mila i fucilati (1937-1938)…<br />

Per non dimenticare!<br />

A via di chiudere gli occhi su tutto, anche sulle più feroci,<br />

disumane mostruosità <strong>della</strong> Storia, stiamo facendo spazio sempre<br />

più a modelli politici aberranti ed effimeri.<br />

Oggi è sempre più di moda l’ipocrisia del perdono e si invoca<br />

il perdono senza poter chiedere il parere dei morti, delle vittime e<br />

dei dispersi e delle spoglie mai identificate di imperdonabili<br />

massacri, ma gli eredi morali e spirituali di quelle tragiche dottrine<br />

politiche e di quelle criminali imprese sopravvivono<br />

temerariamente, con sfrontatezza, al dovere di ritirarsi, nel<br />

rimorso, a vita privata.<br />

<strong>Il</strong> perdono…troppe vittime, troppi “militi ignoti”, troppe<br />

sepolture, troppe fosse comuni, troppi eccidi, troppi cimiteri,<br />

troppi dispersi non ce lo consentirebbero.<br />

In questo Paese dove sopravvivono sotto mentite spoglie ex<br />

comunisti ed ex fascisti, indifferentemente e con la spudoratezza<br />

propria dei riciclati e dei rinnegati.<br />

28


<strong>Il</strong> 16 marzo 2004 il Parlamento Italiano ha approvato la legge<br />

che istituisce il “Giorno del ricordo” per commemorare le vittime<br />

delle foibe.<br />

Questi sono i tempi <strong>della</strong> memoria! E’ di moda la memoria.<br />

Sono così invalse intrepide la retorica e l’ipocrisia <strong>della</strong><br />

memoria, <strong>della</strong> condivisione, <strong>della</strong> riconciliazione, ma è troppo<br />

comodo “parlarne” e soltanto parlarne per quanti, epigoni di un<br />

passato per troppo tempo condiviso o taciuto, eredi e testimoni<br />

politici di storici genocidi, percepiscono corpose indennità<br />

parlamentari, vivono da protagonisti tra prima e seconda<br />

Repubblica, piuttosto che espiare ritirandosi magari nel silenzio di<br />

un convento.<br />

Non è possibile ricordare senza espiare!<br />

Perché furono tante e tali le carneficine, le atrocità, le infamie<br />

perpetrate e taciute dall’una e dall’altra parte da essere esecrabili e<br />

da non consentire posizioni di rendita e “commosse prese di<br />

coscienza”.<br />

Eccidi, montagne di vittime, fiumi, oceani di lacrime e di<br />

dolore, vedove, orfani, mutilati, invalidi…<br />

Sì, senza rancore, ma è troppo facile ricordare<br />

per…dimenticare e perdonare per…assolvere.<br />

Organizzati e blindati gli schieramenti politici hanno la<br />

straordinaria capacità, fino allo spasimo, di trascinare, di<br />

convertire, di coinvolgere, di entusiasmare, di irretire le platee<br />

rendendole prone, cieche, ottuse ed illuse nell’ingannevole<br />

congiura delle parole.<br />

Che odio gli invasati, i posseduti, gli ossessionati da passioni<br />

esclusive e incontrollabili da non vedere più niente, quelli che ci<br />

mettono una vita per scoprire il vero volto, l’inganno, i guasti, le<br />

perversioni, la doppiezza di certa <strong>politica</strong> e i suoi protagonisti.<br />

E quanti applausi “suicidi” alla follia del potere!<br />

Al mercato dei collegi elettorali si aggiunge il mercato delle<br />

anime e l’indifferenza di quanti si propongono come leader e non<br />

sono all’altezza di cucinare almeno un uovo sodo.<br />

29


Una generazione senza dignità, senza orgoglio, senza senso<br />

<strong>della</strong> Storia, la nostra, mentre registriamo la disperante condizione<br />

dei giovani.<br />

Le città muoiono di droga e di criminalità tra complicità,<br />

silenzi, omertà e collusioni.<br />

Già, la droga…<br />

In presenza di un flagello mondiale così devastante, che<br />

abbraccia e muove interessi criminali terrificanti quanto<br />

impalpabili e complicità impensabili ai vari livelli <strong>della</strong> vita<br />

pubblica e privata, la <strong>politica</strong> si illude di risolvere il problema<br />

attraverso le leggi, ma comodamente sdraiata, magari associando<br />

nello stesso destino spacciatori e consumatori.<br />

Piuttosto che vivere fisicamente il problema, dentro il<br />

problema, condividendone sull’intero territorio del pianeta le<br />

tragedie, le sofferenze, le storie, mobilitando strutture, operatori,<br />

strumenti; inventando e moltiplicando alternative di vita contro il<br />

rifiuto <strong>della</strong> vita al pari di una grande comunità dove nessuno sia<br />

disperatamente solo.<br />

E’ un problema estremamente serio soprattutto per chi ne è<br />

toccato e davanti al quale nessuno può presumere di aver capito<br />

qualcosa, ma le cronache ufficiali evidenziano che il fenomeno<br />

<strong>della</strong> droga e <strong>della</strong> corruzione in genere alligna soprattutto al<br />

vertice, politici, imprenditori, personaggi dello spettacolo per poi<br />

calare ai livelli più bassi dove i giovani sono vittime di interessi e<br />

di modelli criminali nel mondo come nel nostro Paese.<br />

Sulle pagine dei nostri quotidiani si susseguono reportage<br />

terrificanti: sessanta camion di cocaina per l’Italia al confine tra<br />

Niger e Libia (Corriere <strong>della</strong> Sera di venerdì 2 gennaio 2004).<br />

L’America invasa da “crystal”, la droga preparata in cucina<br />

sempre più diffusa tra anziani e ragazzi, bianchi e neri…<br />

Nell’inconcludenza generale è doveroso sottolineare che<br />

l’attuale stato di cose è il prodotto di un disordine morale<br />

individuale prima ancora che collettivo.<br />

Gli egoismi giocano un ruolo centrale nel malessere del Paese.<br />

30


La società, questa società, è a pezzi, ma si riconosce e vuole<br />

riconoscersi ormai cronicamente nella TV, nelle TV e nelle<br />

violentissime incursioni dei mezzi di…informazione<br />

dipendendone totalmente al pari di una tossicodipendenza<br />

rinunziando sempre più al diritto dovere di riflettere con la propria<br />

testa e la propria autonomia e la propria libertà di analisi.<br />

Tutti, incauti o incoscienti, trascinati impietosamente dalla<br />

corrente.<br />

E non ci accorgiamo più del vicino di casa nostra diventando<br />

sempre più pecorame a rimorchio dei nuovi terrificanti poteri<br />

politici ed economici organizzati costituenti i “nuovi” assetti.<br />

Si determina così un quadro ottuso ed impazzito del mondo<br />

dove ciascuno piuttosto che attingere alle sue pesanti<br />

responsabilità individuali si illude di contribuire ad un fantomatico<br />

cambiamento che si rivela implacabilmente illusorio, ingannevole,<br />

falso.<br />

La grande burla di voler “modernizzare” il Paese!<br />

Così ha potuto affermarsi in questo Paese la più ridicola e la<br />

più stupefacente ed incredibile mortificazione <strong>della</strong> Politica<br />

promuovendo il più sorprendente prodotto <strong>della</strong> prima Repubblica,<br />

cresciuto nel favore di quella stagione <strong>politica</strong>, alla guida del<br />

governo del Paese, ma quella di Berlusconi è stata comunque una<br />

straordinaria ed avventurosa operazione “<strong>politica</strong>” condotta nello<br />

sfascio e nella narcosi di una intera classe <strong>politica</strong>.<br />

Tra disarmo, inettitudine e fuga è stato consentito a<br />

Berlusconi, intelligente, abilissimo, spregiudicato, di attuare un<br />

vero e proprio colpo di Stato bianco, senza colpo ferire, con il<br />

crisma di una raffinata legittimazione delle urne, sorprendendo la<br />

Storia del Paese.<br />

Sono saltate le valvole del buon senso e tutti, nella libidine di<br />

un angolo di potere stanno facendo del tutto per affondare il Paese<br />

nel nome del…cambiamento.<br />

D’altra parte, questo Paese nella febbre o nel delirio del<br />

cambiamento, ha assecondato riforme elettorali assurde,<br />

31


devastanti, che dovevano servire, ma sono servite, soltanto a<br />

rimuovere una generazione <strong>politica</strong> di corrotti per sostituirla con<br />

una generazione <strong>politica</strong> di invertebrati.<br />

C’è un abisso incredibile fra <strong>politica</strong> e realtà.<br />

L’uomo è sempre più solo con i suoi problemi esistenziali, i<br />

commerci collassati, le imprese in difficoltà, i giovani senza<br />

futuro…..e questa commedia infinita di destra e sinistra, di polo<br />

contro polo, di riforme e controriforme sta portando il Paese alla<br />

rovina.<br />

<strong>Il</strong> rincorrersi di bollette e di costi insostenibili, immorali a<br />

fronte di entrate precarie o appena sufficienti a mantenere in piedi<br />

un modesto esercizio commerciale, una modesta impresa artigiana<br />

e che vanificano, comunque, i già risicati profitti.<br />

E’ d’altra parte scandaloso attraverso quali esasperate<br />

rivendicazioni si concedano mortificanti aumenti a categorie in<br />

legittima lotta o categorie di pensionati “terminali”, per età e per<br />

misure economiche, da fame mentre parlamentari e consiglieri<br />

regionali di questo nostro Paese si attribuiscono disinvoltamente e<br />

in tempi rapidi aumenti e liquidazioni di migliaia di euro. Per<br />

legge!<br />

Un paese diviso tra chi e quanti pure legittimamente chiedono<br />

sempre di più e quanti non hanno niente.<br />

Qualcosa non va!<br />

La pretesa di stare in Europa senza praticare una ferma e<br />

strenua difesa del potere di acquisto dell’euro comparato alle<br />

vecchie lire abbandonando migliaia di famiglie agli abusi e<br />

violenze dei mercati.<br />

L’euro ha innescato un vero e proprio sistema legale di rapina<br />

dimezzando il potere di acquisto degli italiani, appalesandosi in<br />

molti casi come una vera e propria istigazione al…suicidio quando<br />

un modesto stipendio di appena mille euro viene caricato di<br />

bollette, canoni di fitto, conguagli vari e non ti resta niente per gli<br />

alimenti.<br />

32


Ecco perché il no <strong>della</strong> Svezia alla moneta unica nel<br />

referendum del 12 settembre 2003 va considerato con grande<br />

rispetto per la disinvoltura con la quale i responsabili europei da<br />

Prodi in poi minimizzano le difficoltà di milioni di famiglie.<br />

Intanto, Francesco Rutelli, nella sua insopportabile demagogia<br />

sottolineava ripetutamente, nel corso dell’ultima campagna<br />

elettorale per le politiche 2006, la difficoltà degli italiani a<br />

sopravvivere al fine mese come una colpa ed una responsabilità<br />

del Governo Berlusconi.<br />

Una volta al Governo del Paese, Rutelli non parla più delle<br />

difficoltà di sopravvivenza-che restano tali- degli italiani, non<br />

detta soluzioni e ricette, non rinunzia alle sue indennità<br />

parlamentari e di Governo, ma parla di situazione economica<br />

tragica, di debito pubblico disastroso, di responsabilità,<br />

ovviamente, di Berlusconi.<br />

Una delle tante, rituali vigliaccherie <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, che non è<br />

<strong>politica</strong>.<br />

I costi di mantenimento ed il bilancio dell’intero Parlamento, i<br />

costi <strong>della</strong> funzione pubblica sono paurosi.<br />

La stampa di sabato 14 ottobre 2006 denunzia affitti per 38<br />

milioni di euro, una spesa di settecentocinquantamila euro per<br />

sostituire arredi definiti “non ergonomici” relativi a Camera e<br />

Senato.<br />

Paradossalmente, perché non devolvere metà dell’intero<br />

bilancio del Parlamento al risanamento del debito pubblico ed al<br />

sostegno <strong>della</strong> spesa sociale piuttosto che ammorbare gli italiani<br />

con le stantie attenuanti di qualsiasi Governo che succede<br />

all’altro?<br />

Sì, perché il centro sinistra affligge e tormenta gli italiani con<br />

il ritornello dei “conti pubblici allo sfascio” così come ereditati dal<br />

famigerato Governo Berlusconi, ma domandiamoci quando mai i<br />

conti di questo Paese non siano stati allo sfascio a partire dal<br />

nostro Parlamento, che rappresenta un pozzo senza fondo.<br />

33


L’esasperazione è alle stelle e non si contano i costi, gli<br />

sperperi, le ruberie di Stato, i tanti Amministratori pubblici,<br />

Senatori, Deputati…che “ gozzovigliano” indifferenti ai poveri e<br />

ai senza casa.<br />

L’evasione fiscale, storia antica e mai, nei fatti, realmente<br />

perseguita, ma vi pare che quanti si dovessero sentire “braccati”<br />

non si siano organizzati per “evadere”?<br />

Piuttosto che additare, come alibi, gli evasori perché lo Stato<br />

non colpisce tutti i beni ed i consumi irrinunciabili, voluttuari, alla<br />

fonte attraverso il sistema <strong>della</strong> “tassazione indiretta” imponendo<br />

ai produttori ed operatori economici l’immediato trasferimento<br />

alle casse dello Stato <strong>della</strong> parte di competenza?<br />

Come nel caso dell’imponente business <strong>della</strong> telefonia mobile?<br />

Ridicolo il centro sinistra quando promuove le cosiddette<br />

“liberalizzazioni” tipiche di un Governo di centro destra e ridicole<br />

tutte le finanziarie di questo mondo quando si mantengono in piedi<br />

castelli di privilegi e di pubblica immoralità a danno delle<br />

categorie deboli <strong>della</strong> società.<br />

Un modello di Stato immorale.<br />

Una classe <strong>politica</strong> scadente, impari alle terrificanti sfide del<br />

nostro tempo.<br />

Mentre il Cavaliere “number two” coinvolge l’intero<br />

Parlamento nell’angustia delle sue implicazioni personali, non c’è<br />

sportello dello Stato di ascolto e di rimozione delle umane<br />

tragedie.<br />

Le politiche sociali nazionali, regionali, comunali…sono<br />

complessivamente una farsa perché, ancorché annunciate e<br />

declamate, non si traducono, nell’esperienza quotidiana, in<br />

concrete, puntuali corresponsioni economiche.<br />

Una vecchia storia, da destra e da sinistra.<br />

Sono in piedi soltanto i costi scandalosi <strong>della</strong> funzione<br />

pubblica, milioni di euro o di miliardi di vecchie lire per<br />

scandalosi fitti passivi corrisposti per strutture megagalattiche, le<br />

indennità, i privilegi, le pensioni astronomiche, i cachet spudorati<br />

34


nel campo dello spettacolo e dello sport rispetto alle emergenze<br />

nostre e planetarie che pure ci riguardano.<br />

Un mondo senza controllo e nessuno ne parla.<br />

Quando una intera classe <strong>politica</strong> dovrebbe paradossalmente<br />

“arrangiarsi” nelle capanne e nei capannoni, a stretto contatto con<br />

la gente, professando umiltà, povertà, stile di vita, senso dello<br />

Stato e del popolo insieme.<br />

La cultura non più rinviabile <strong>della</strong> responsabilità.<br />

In tutto questo la solidarietà del Paese come l’attenzione e la<br />

sensibilità dei Governi è risibile e non all’altezza delle sue ragioni.<br />

Perché assistenza e solidarietà vanno intese come promozione<br />

umana, come riscatto dallo stato di bisogno, come crescita e<br />

liberazione delle potenzialità insite in ciascuno di noi e non come<br />

elemosine mortificanti e ghettizzanti.<br />

Quando rigore e risanamento dei conti pubblici ed altre stantie,<br />

storiche ripetizioni del genere che passano di bocca in bocca dei<br />

ministri dell’economia non tengono conto dei diritti fondamentali<br />

dell’Uomo ad essere sollevato dalla condizione spesso incolpevole<br />

di sudditanza sociale e di infelicità disperante.<br />

Quando lo Stato piega le esistenze alle ragioni inflessibili del<br />

bilancio rinviando ad un fantomatico futuro le ragioni <strong>della</strong> vita.<br />

Cinicamente!<br />

A chi può più interessare il risanamento dei conti quando metà<br />

del Paese gozzoviglia e l’altra metà “arranca” perchè la verità non<br />

è nel rigore e nell’ipocrisia dei numeri, ma negli sprechi, nelle<br />

politiche dissolute, nei costi del sistema, nella gestione<br />

improduttiva e clientelare delle risorse, nell’asfittica <strong>politica</strong> di<br />

respiro e di sostegno alle piccole economie.<br />

Ci sono cose meravigliose da fare in questo Paese di Santi, di<br />

eroi, di scienziati, di artisti… mai caduto così in basso negli<br />

ideali, nella coscienza civile, nella capacità di indignarsi e di<br />

ricusare le miserie devastanti <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, di questa <strong>politica</strong>.<br />

35


Per un pugno di sconsiderati e <strong>politica</strong>mente scellerati, da<br />

Mario Segni a Rocco Buttiglione a Pier Ferdinando Casini a<br />

Clemente Mastella a Franco Marini a Dario Franceschini a Enrico<br />

Letta a Pier Luigi Castagnetti…, è stata ammainata una esperienza<br />

insostituibile, è stata scandalosamente mortificata la monumentale<br />

testimonianza <strong>politica</strong> di Alcide Degasperi aprendo all’Italia, dopo<br />

aver assistito inerti, confusi, forse compiaciuti all’olocausto di<br />

Aldo Moro, uno scenario politico paranoico, psicopatico,<br />

schizofrenico.<br />

L’olocausto di Aldo Moro non li ha segnati, ma resi temerari e<br />

spavaldi.<br />

Per un pugno di approfittatori, quelli di ieri e quelli di oggi, i<br />

grandi filibustieri <strong>della</strong> Repubblica, abbiamo perso il ricordo degli<br />

Uomini e delle cose migliori, il ricordo di quella enorme platea di<br />

galantuomini che in Politica e in tutte le umane attività hanno<br />

sacrificato la vita per il bene comune.<br />

400 vittime di mafia per aver contrastato i poteri criminali di<br />

cui 24 i magistrati uccisi fino a Borsellino e Falcone, fino al<br />

Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, eroi <strong>della</strong> solitudine e<br />

dell’abbandono, delle complicità, delle connivenze diffuse, ancora<br />

oggi, negli apparati dello Stato e delle Istituzioni.<br />

Poveri, maledetti italiani sempre pronti a prostituirsi<br />

all’avventuriero di turno, sempre pronti a cedere alle suggestioni<br />

come alle terrificanti degenerazioni <strong>della</strong> <strong>politica</strong> ciascuno<br />

contrabbandando, in perfetta malafede, da destra e da sinistra,<br />

rigurgiti, tentativi, sprazzi, surrogati di quella mai troppo<br />

apprezzata Democrazia Cristiana che fu l’asse centrale <strong>della</strong><br />

evoluzione democratica del Paese.<br />

A quanti, forse per età anagrafica o per sfacciata malafede o<br />

ignoranza, si dichiarano “antidemocristiani” vorrei gridare di<br />

lavarsi la bocca con molto disinfettante per non cadere<br />

nell’imbecillagine.<br />

36


Essere democristiano significa riconoscersi in Alcide<br />

Degasperi, nella sua irripetibile dimensione di Statista, nella sua<br />

vita esemplare, nella sua santità.<br />

Alla Democrazia Cristiana di Degasperi si devono la<br />

ricostruzione del Paese, l’intuizione europea, il recupero di dignità<br />

e di credito nel concerto mondiale.<br />

Degasperi, Schuman, Adenauer…i Padri dell’integrazione<br />

europea.<br />

Significa riconoscersi in Aldo Moro, nel suo martirio e nella<br />

sua statura morale, nel suo modello di vita, nella sua santità.<br />

Significa riconoscersi in Luigi Sturzo, nella Sua originaria,<br />

lucidissima, fondamentale lezione morale.<br />

Tutto il resto sono chiacchiere.<br />

Antidemocristiani…ma l’esperienza a tutt’oggi consumata nel<br />

Paese ci ha offerto e ci offre una scelta migliore?<br />

La Democrazia Cristiana ha pure riempito le cronache del<br />

Paese, ma non ha prodotto cadaveri, stragi, genocidi, campi di<br />

concentramento e sopravvive alla Storia.<br />

Dopo tutto, gli uomini sono quelli che sono ed oggi peggiori di<br />

ieri.<br />

I Partiti politici sono quelli che sono e più impazziti e<br />

inaffidabili di ieri impegnati nell’incessante gioco di sigle, di<br />

loghi, di apparentamenti, di “riformismi” finalizzati al potere.<br />

Ciascuno farfugliando di rinnovamento e di cambiamento per<br />

rinnegare, in pratica, qualsiasi ipotesi di ritorno di quella<br />

esperienza vincente come pure di ritorno ad un sistema di partiti<br />

liberi e di rispettabile identità piuttosto che l’attuale demenziale<br />

sistema dei Poli contrapposti e impazziti, delle alleanze eterogenee<br />

e incompatibili che innescano ed alimentano ricatti intollerabili.<br />

Puntualmente, ogni 9 maggio, viene ricordato e commemorato<br />

l’olocausto di Aldo Moro proprio da parte di quanti si sono<br />

spartite le vesti e vivono di rendita sugli avanzi di quella<br />

memorabile testimonianza <strong>politica</strong> e proprio da parte di quanti ne<br />

37


hanno disonorato l’eredità, da destra e da sinistra, rassegnandosi<br />

alla diaspora o favorendola.<br />

Quando il Paese e la stessa democrazia sono ormai e pertanto<br />

saturi di ipocrisia e di cinismo.<br />

Tramontato Aldo Moro, messo fuori gioco Andreotti,<br />

scomparsi i grandi “cavalli di razza” <strong>della</strong> Politica italiana, la<br />

grande fortuna di Berlusconi è stata nel fatto che non esiste più un<br />

Degasperi per fare la differenza, ma soltanto una serie<br />

impressionante di scartine, di mezze tacche e un popolo di ingrati,<br />

di senza memoria, di opportunisti compiacenti ed una opposizione<br />

mediocre che ha fatto del tutto per accreditare Berlusconi come<br />

vittima e perseguitato.<br />

“ Chiagne e fotte” dicono a Napoli dei tipi come lui….”<br />

Indro Montanelli, Corriere <strong>della</strong> Sera, 25 marzo 2001<br />

La sinistra o centro sinistra che dir si voglia, fa acqua da tutte<br />

le parti, è la più diuretica ed incontinente delle coalizioni, ma<br />

questo non fa che esasperare il disastro <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Io sarei di centro sinistra, ma secondo la cultura <strong>della</strong> nostra<br />

Costituzione repubblicana, secondo la visione di Degasperi e,<br />

più chiaramente, secondo il Vangelo di Cristo per significare<br />

particolare attenzione alle categorie deboli <strong>della</strong> società.<br />

Sarebbe ora che la società civile respingesse, si opponesse, in<br />

uno scatto di dignità e di orgoglio, con tutti i mezzi possibili a<br />

questa cappa di ipocrisia e di incapacità diffusa che soffoca il<br />

Paese.<br />

Una sinistra che non produce e che non ha niente di sinistra!<br />

Questa società è sempre più asettica, incattivita, egoista.<br />

C’è una solidarietà predicata, ma poco praticata che niente<br />

concede alle crescenti difficoltà <strong>della</strong> vita.<br />

Migliaia di poveri Cristi nel nostro Paese e nel mondo intero<br />

gridano il disagio, la sofferenza, il martirio e non sai a chi bussare,<br />

38


chi invocare per aprire i cuori moltiplicandosi sacche<br />

pericolosissime di odio e di rabbia.<br />

Le tante cose possibili da fare, ma disattese, eluse, rinviate.<br />

Piuttosto che tifare per Prodi, per Rutelli o per Berlusconi, per<br />

Pecoraro Scanio, per Bertinotti o per Fini o quanti altri… sarebbe<br />

ora di mandarli a quel…Paese. Per rompere la solitudine che ci<br />

angoscia, il vuoto che ci circonda, il gelo che ci…iberna perché<br />

così ingombranti, quotidianamente ingombranti, ma così inutili,<br />

così estranei, così indifferenti, così inconcludenti, così insensibili<br />

alle voci che implorano, alla solitudine sempre più disperante, al<br />

bisogno di ossigeno e di aria pulita, all’ansia prepotente di vivere,<br />

alimentando una frattura insanabile tra il loro potere e la nostra<br />

umanità.<br />

L’aridità del potere.<br />

La solitudine…il Paese non si regge in piedi grazie alla<br />

<strong>politica</strong>, ma grazie agli sforzi, al sudore di quanti si inventano<br />

quotidianamente la vita nonostante la <strong>politica</strong>, i suoi guasti, i suoi<br />

tempi eterni.<br />

“ Si può avere la sensazione che le cose siano arrivate ad un<br />

punto in cui è troppo tardi per fare qualcosa, che la via già<br />

percorsa sia così malridotta da non dare più nessuna possibilità<br />

di tracciare una strada futura un po’ diversa. Ma c’è sempre un<br />

punto nella strada dove se ne può tracciare un’altra. E cercare di<br />

seguirla. Non esiste una persona viva che non possa iniziare<br />

qualcosa di nuovo” L,Ron Hubbard (13 marzo 1911-24 gennaio<br />

1986).<br />

Queste pagine sono scritte per te che leggi, a sostegno <strong>della</strong> tua<br />

dignità, <strong>della</strong> tua libertà, <strong>della</strong> tua intelligenza, <strong>della</strong> tua sacralità.<br />

39


Soprattutto queste pagine sono scritte per sollecitare una tua<br />

riflessione a difesa di niente e di nessuno, ma per tutto quanto la<br />

Politica potrebbe darti e non ti dà e ti rifiuta e se ne frega fino a<br />

farti diventare…anarchico.<br />

Ovviamente chi scrive occupa uno spazio politico che non è<br />

paralizzante, non è di fede assoluta, ma è funzionale all’esercizio,<br />

in assoluta libertà, alle proprie idee e alla propria capacità critica.<br />

Essere comunque collocato in uno spazio politico o partitico<br />

comporta sempre un armistizio con la propria coscienza.<br />

Perciò quando l’abito <strong>della</strong> <strong>politica</strong> ti va stretto perché la<br />

<strong>politica</strong> non realizza i suoi doveri e le superiori ragioni dell’Uomo<br />

allora devi esprimere uno spazio di assoluta fedeltà alla causa.<br />

Quando le Istituzioni ti sono precluse perché la realtà <strong>politica</strong><br />

del tuo Paese è confusa, pasticciata, impraticabile, equivoca,<br />

truffaldina dello spirito pubblico devi testimoniare te stesso perché<br />

l’importante è esistere per le tue idee, per la tua forza di indignarti.<br />

Dopo tutto, il mondo cammina perché il bene sempre si<br />

afferma e vince sul male, perché nonostante la <strong>politica</strong> ed i guasti<br />

<strong>della</strong> <strong>politica</strong>, milioni di esseri viventi affrontano onestamente la<br />

vita, si attivano, si prodigano, consumano la vita stessa sull’altare<br />

<strong>della</strong> famiglia.<br />

<strong>Il</strong> bene non fa notizia. Non ci emoziona e non ci appassiona.<br />

E la gente vuole i venditori di fumo, i buffoni, le telenovelas,<br />

gli spot, i commedianti, i mestatori, le spettacolari dentiere che<br />

ridono e la patria dei “magliari” si fa vendere…il pacco.<br />

E nel mare <strong>della</strong> disistima generale assimiliamo al male tutto il<br />

bene possibile .<br />

Questo testo può apparire astioso, ripetitivo, corrivo, ma è<br />

anche incontestabile che non se ne può più del pagliacciume che<br />

imperversa nella <strong>politica</strong> del Paese e di un elettorato che<br />

passivamente ne asseconda i giochi.<br />

Gli elettori con il loro voto spesso incosciente e disinformato<br />

foraggiano, finanziano il parassitismo politico vivendo il 70%<br />

degli italiani ancorché elettori a guisa di sugheri galleggianti.<br />

40


E’ facile dissociarsi da queste considerazioni, è facile non<br />

leggere, sottovalutare, dimenticare, perdersi nel letto del fiume<br />

impetuoso che scorre aspettando che rompa gli argini, aspettando<br />

che la situazione esploda perché esploderà anche se non si vuole<br />

credere, anche se non si vuole accettare.<br />

Stiamo sul cratere di un vulcano, il vulcano dell’incoscienza, e<br />

cresce l’insofferenza di masse enormi che finalmente prenderanno<br />

coscienza.<br />

Non reagire, non riflettere, assecondare il caos, gli egoismi, i<br />

furbi, gli incapaci equivale al suicidio di massa.<br />

L’alternativa? Paradossalmente che i cosiddetti rappresentanti<br />

del…popolo, analisi del voto a parte, siano privati delle<br />

scandalose e “segrete” indennità parlamentari, dei molteplici<br />

privilegi, degli scandalosi trattamenti pensionistici, oppure ridotti<br />

all’osso soprattutto quando si predicano austerità e sacrifici al<br />

Paese.<br />

Sarebbe un grande banco di prova nella corsa frenetica al<br />

potere.<br />

Quei rappresentanti del popolo, quei parlamentari che<br />

ostentano fatica, stress…a quindicimila euro circa al mese.<br />

I Signori seduti nel Parlamento e nelle Istituzioni comunque<br />

sono forse migliori di quelli che immaginiamo o conosciamo, ma,<br />

purtroppo, affiorano quasi sempre i peggiori, i più pericolosi, i più<br />

intrinsecamente perversi, i più inutili.<br />

Epoca infelice!<br />

E’ venuta a galla, è emersa una insopportabile, costosissima<br />

generazione di bellimbusti che campa alle spalle degli italiani<br />

producendo soltanto guai nelle Istituzioni e nel Paese.<br />

Perché è incontrovertibile, è lampante che il Paese è<br />

ossessionato da troppe leggi spesso scritte con i piedi e poi<br />

modificate e poi rimosse e poi riproposte e poi esplicitate da<br />

milioni di circolari.<br />

La stessa vicenda dell’abusivismo edilizio è la<br />

giustificatissima risposta all’eterno immobilismo dello Stato nella<br />

41


ealizzazione di Piani Regolatori, di regole certe, di politiche<br />

dinamiche piuttosto che leggi paralizzanti, complicità ricorrenti,<br />

silenzi inaccettabili permanendo a tutt’oggi quartieri degradati,<br />

case malsane, territori impraticabili, vite ed aspirazioni inappagate<br />

o consegnate ai più disinvolti comportamenti.<br />

Noi figli ed eredi del Diritto Romano, siamo la vergogna di<br />

quella straordinaria Civiltà giuridica.<br />

E’ incontrovertibile che gli italiani, stretti ed oppressi da uno<br />

Stato incapace, vadano e vanno avanti grazie al sudore, alla<br />

pazienza, all’intelligenza, all’intraprendenza di ciascuno.<br />

Altro che camorra, mafia ed alibi del genere sempre utilissimi<br />

quando si voglia scaricare sugli altri le proprie omissioni e le<br />

proprie colpe e le proprie incapacità.<br />

Uno Stato che direttamente o attraverso la sue articolazioni<br />

produce incompetenza e disordine.<br />

La Scienza, la fisica, la matematica… esigono verifiche<br />

severe, rigorose.<br />

La <strong>politica</strong>, invece, è diventata il divertimento, il passatempo<br />

di troppi mongoloidi sostenuti, tollerati, protetti dai Partiti e<br />

mantenuti dagli italiani.<br />

Andrebbero “ghigliottinati” per la disinvoltura, l’incoscienza,<br />

il male, gli effetti devastanti prodotti, arrecati e che arrecano a<br />

questa nostra Italia e che sono sotto gli occhi di tutti.<br />

Uno scandalo di proporzioni gigantesche e che rappresenta il<br />

vero nodo di un Paese che non cammina.<br />

A destra come a sinistra e con la complicità inaudita dei vari<br />

leader ai quali piacciono tanto i “portatori di voti” da qualsiasi<br />

parte provengano!<br />

I leader…, ma dove sono i leader?<br />

Non sai in Chi riconoscerti.<br />

<strong>Il</strong> Paese, i giovani hanno sete di grandi leader.<br />

La grandezza d’animo.<br />

Le grandi visioni <strong>della</strong> vita.<br />

L’amore sconfinato per il proprio Paese, per la propria gente.<br />

42


L’attenzione per gli ultimi…<br />

Invece…facce di culo, facce da schiaffi…<br />

Menti contorte che pretendono di fare <strong>politica</strong>, che si<br />

azzardano a fare <strong>politica</strong>, che osano fare <strong>politica</strong>, che non sanno<br />

fare <strong>politica</strong> traviando o disgustando quei pochi giovani che si<br />

avvicinano o vorrebbero avvicinarsi all’esperienza <strong>politica</strong>.<br />

Passare in rassegna i protagonisti del sistema e nel sistema c’è<br />

da rabbrividire.<br />

Si sono tenute, nel 2005, le elezioni per il rinnovo dei consigli<br />

regionali e si ha intera la misura <strong>della</strong> pochezza degli uomini,<br />

dello scatenamento allucinante delle più demenziali provocazioni,<br />

delle più irrefrenabili ambizioni tanto da imporre una vera e<br />

propria questione morale nelle alleanze e nei maledetti poli.<br />

Una vera e propria questione morale per lo scempio praticato e<br />

continuato ai danni degli elettori, per l’attitudine ai comportamenti<br />

contro la buona fede pubblica sfruttandone la pazienza, la<br />

speranza, l’ignoranza, gli ideali, il bisogno.<br />

<strong>Il</strong> 10 gennaio 2005 il centro sinistra si ricompatta, ma chi ci<br />

crede?<br />

Se una compagine seria possa essere alla ricerca continua di<br />

nuovi simboli, di nuove denominazioni, di nuove sintesi<br />

dimostrando confusione ed insicurezza.<br />

Ciriaco De Mita prende le distanze, ma farebbe meglio a<br />

rompere per sempre e chiamare a raccolta tutte le forze ex<br />

democratico-cristiane “sommerse”, ma gonfie di nostalgia e di<br />

rabbia per la temeraria sconfessione di quella straordinaria<br />

esperienza storica, inaugurando e sostenendo una rifondazione<br />

<strong>della</strong> Democrazia Cristiana, nella sua originaria denominazione,<br />

per dare vita ad una vera e propria battaglia contro l’attuale<br />

sistema sempre più equivoco, sempre più impraticabile e<br />

restituendo ai Cattolici, sempre più mortificati e ignorati, quel<br />

primato che nella <strong>politica</strong> italiana significò, con Luigi Sturzo ed<br />

Alcide Degasperi, la ricostruzione del nostro Paese.<br />

43


Una Costituente dei Cattolici e del meglio dei Cattolici in<br />

<strong>politica</strong> per una seconda ricostruzione.<br />

Una operazione salvifica nel senso di liberare la Politica e di<br />

consentire a ciascuno di esercitare la propria identità, la propria<br />

cultura, la propria storia, i propri ideali.<br />

Da destra e da sinistra, nell’attuale quadro politico del Paese,<br />

un terremoto di rivendicazioni scomposte, di aspirazioni, di ricatti,<br />

di prepotenze, di velleità e interessi privati tutti difficilmente da<br />

gestire.<br />

La corsa alle Regionali registra nei Partiti e negli aspiranti o<br />

designati candidati, campagne acquisti riscontrabili nei fatti, nei<br />

passaggi di amministratori eletti da questa a quella compagine,<br />

una forsennata quanto immorale, spregiudicata aggressione del<br />

territorio.<br />

E c’è chi organizza da mesi, ad invito, pranzi di…massa.<br />

I Partiti politici sono e restano il peggiore esempio nella vita<br />

del Paese perché non formano, non promuovono, ma istigano al<br />

malaffare, non vigilano, non denunziano le anomalie dei<br />

comportamenti nella preoccupata gestione di un consenso nel<br />

tempo effimero e disastroso.<br />

Coacervi di ambizioni non calibrate, di leader rabberciati che<br />

non ispirano ideali alti.<br />

I livelli centrali dei Partiti non vigilano, abbandonano il<br />

territorio alla razzia dei predatori contaminando non poco la<br />

<strong>politica</strong> e la credibilità <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, permettendo l’apertura delle<br />

liste con nomi e cognomi discutibili, mediocri e segnando così la<br />

caduta <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Ecco perché i giovani, oggi più di ieri, sono lontani dalla<br />

Politica, ma i Partiti non vogliono cambiare, non vogliono<br />

prendere coscienza <strong>della</strong> loro enorme responsabilità in una<br />

democrazia che si regge o dovrebbe reggersi sui Partiti.<br />

<strong>Il</strong> peggiore peccato è non indignarsi, sopportare, rispettare chi<br />

non ti rispetta, soffocando il pianto, il disprezzo, la sofferenza, il<br />

dolore, morire anonimi, ma complici nello stesso tempo.<br />

44


Tutti accomodanti, possibilisti, concilianti, benpensanti,<br />

prudenti, pazienti e, alla fine, irresponsabili.<br />

Perciò una pubblicazione di rottura, finalizzata ad una severa<br />

presa di coscienza soprattutto a sostegno dei giovani defraudati del<br />

loro futuro e finanche dell’innocenza, allo sbaraglio, senza grandi<br />

modelli.<br />

Chi grida, chi parla per la gente, fuori dal coro dell’ipocrisia<br />

imperante?<br />

<strong>Il</strong> popolo, ma i giovani soprattutto non sono “addestrati” a<br />

leggere e spaziare nelle opinioni di più parti, non sono formati alla<br />

critica, non sono consegnati al bene <strong>della</strong> Storia e delle<br />

informazioni lasciandoli “deperire” e fallire nelle emozioni, nella<br />

demagogia e nel bieco consumismo.<br />

L’ingenuità dei giovani è allarmante!<br />

Per un operatore politico scatta e si impone il dovere di<br />

interpretare gli equivoci, l’equivoca situazione del momento e il<br />

disagio, che è sempre più rifiuto, in termini di rottura piuttosto che<br />

di colpevole adesione e complicità all’ipocrisia delle parti.<br />

Vorrei avere la penna sferzante, dissacrante di Oriana Fallaci,<br />

la Sua capacità di lettura storica, la Sua coraggiosa esperienza per<br />

gridare più forte l’angoscia di quest’epoca, in quali infantili mani<br />

è caduto il nostro Paese, a quale manipolazione sfrenata delle<br />

coscienze è impietosamente esposto e sottoposto.<br />

Occorrono scrittori, editori, politici coraggiosi, disposti a<br />

vivere e praticare il bene dell’autenticità per rimuovere la<br />

vergogna dell’inganno e la truffa sistematica dei poteri di turno.<br />

Perché l’intero architrave culturale del Paese incurante e<br />

colluso resiste prolungandone l’agonia istituzionale piuttosto che<br />

esplodere provocando una salutare scossa nelle fibre sonnolente<br />

<strong>della</strong> coscienza pubblica.<br />

Le opposizioni promettono di cambiare il mondo, ma giunte al<br />

potere pure con tanta veemenza e con tanta protervia giustificano i<br />

fallimenti con la consueta storiella delle “disastrose” eredità<br />

ricevute.<br />

45


E’ come rilevare un azienda senza prendere visione del suo<br />

ultimo bilancio.<br />

Le cronache esplodono di noiosissime polemiche, diatribe,<br />

chiarimenti, personaggi acidi e ammorbanti che trovano<br />

quotidiana ospitalità sui…quotidiani.<br />

E c’è sempre l’imbecille di turno, ancorché “intellettuale”, il<br />

quale attribuisce i guai del Paese alla mancanza di una classe<br />

dirigente trascurando o ignorando volutamente, in mala fede,<br />

quante intelligenze, quanti talenti, quante ali tarpate, quante<br />

grandi, collaudate esperienze siano congelate, indesiderate, non<br />

funzionali agli interessi squallidi di certa <strong>politica</strong>, quella deteriore<br />

e perversa che governa le Istituzioni e le paralizza<br />

nell’indifferenza suicida dei Partiti e nel disegno criminale<br />

degli..intoccabili.<br />

E c’è sempre chi ripropone la demenziale diatriba tra vecchi e<br />

giovani e chi riduce il problema ad una questione di anagrafe<br />

presumendo i giovani di essere la risposta ai problemi del Paese e<br />

c’è sempre chi finge di non vedere quanti giovani ancorché eletti e<br />

presenti nelle Istituzioni, nelle strutture, negli apparati e nelle<br />

amministrazioni dello Stato sono ancora oggi, nomi e cognomi,<br />

fallimentari e deleteri quando digiuni di esperienza e di umiltà e di<br />

umana maturazione.<br />

I…trentenni!<br />

Una “guagliunera” bella e impossibile che non può rivendicare<br />

quasi mai, oggi, una esperienza vissuta di privazioni, di<br />

sofferenza, di lavoro duro come necessario arricchimento per<br />

esercitare la vita pubblica, ma, sovente, figlia del benessere, <strong>della</strong><br />

vita facile e <strong>della</strong> diffusa cultura dei diritti piuttosto che dei doveri.<br />

La vecchia, stupidissima storia delle forze nuove e delle idee<br />

“fresche” quando il problema eterno sta nella distinzione<br />

inesorabile fra capaci ed incapaci, fra intelligenti ed ottusi, ma<br />

tutti, giovani e vecchi, organici alla crescita dell’umana società.<br />

Così può succedere che, nonostante una decennale produzione<br />

di grandi iniziative a sostegno dei giovani, degli anziani, delle<br />

46


fasce deboli e nonostante una decennale testimonianza sociale e<br />

<strong>politica</strong> fra i diseredati, il “potere” ti ignora e la gente subisce le<br />

mode e le lusinghe ingannevoli e devastanti dei media, siano<br />

televisioni, siano giornali. Soprattutto non legge cosa hai<br />

realizzato, ma si prostituisce all’illusionista di turno.<br />

Così vengono premiati i demagoghi, gli avventurieri, gli<br />

imbroglioni, gli inconcludenti.<br />

La gente si innamora dei sacchi di merda. Ne va pazza!<br />

Non è vero che vuole gli onesti ed i capaci.<br />

C’è gente che ama essere violentata, seviziata, stuprata dal<br />

Potere di turno.<br />

<strong>Il</strong> Potere seduce, emoziona, inganna, mette i…brividi.<br />

Così si spiegano le folle oceaniche, le folle osannanti, le folle<br />

confuse, ma euforiche <strong>della</strong> Storia che hanno legittimato i tanti<br />

genocidi nei secoli.<br />

Non c’è forza <strong>politica</strong> che non annoveri nelle sue file<br />

delinquenti, criminali, vite dissolute ed improprie, in doppio petto,<br />

così come quella parte di società che li esprime, ma nella più cieca<br />

tolleranza dei rispettivi partiti perché utili ed organici ai propri<br />

interessi di…scuderia, come evidenziano le cronache giudiziarie e<br />

politiche di tutti i giorni.<br />

Troppi fanno finta di niente, troppi girano la testa dall’altra<br />

parte nella più acquiescente ed omertosa indifferenza.<br />

Quanti, consapevoli, hanno votato autentici criminali perché li<br />

ritenevano onnipotenti, infallibili, intoccabili, uomini di…potere e<br />

tu dovevi subire la mortificazione di essere considerato anche<br />

secondo certa stampa e certi giornalistucoli “politico” di piccolo<br />

cabotaggio mentre i criminali venivano considerati “big”, leader,<br />

personaggi di…rango…<br />

E certa stampa, piuttosto che aiutare il popolo a capire dove<br />

fossero le idee, l’onestà, la sana <strong>politica</strong>, “guazzava” alla corte dei<br />

peggiori affossatori del Paese, magari per passare dal giornale di<br />

provincia alle testate nazionali con la protezione di quegli emeriti<br />

farabutti.<br />

47


Le prime e le seconde pagine dei grandi quotidiani erano tutte<br />

per quei criminali, per quelle facce di bronzo uniche, irriducibili.<br />

Per troppi anni la gente ha assecondato la <strong>politica</strong> degli<br />

equivoci delegando il suo destino a incompetenti, ad avventurieri,<br />

a mercanti fino allo sfascio di oggi.<br />

La gente non riesce a liberarsi mentalmente dalla cultura<br />

dell’imbroglio, <strong>della</strong> raccomandazione, <strong>della</strong> clientela, <strong>della</strong><br />

prostituzione, dell’accattonaggio, delle…liste quando sarebbe<br />

estremamente facile paralizzare la vita dello Stato e delle<br />

Istituzioni in una sorta di resistenza passiva, di rivoluzione<br />

pacifica, invocando leggi per tutti, ma poche leggi, non parziali,<br />

non episodiche. Leggi intelligenti e giuste, piuttosto che affondare<br />

negli egoismi individuali.<br />

<strong>Il</strong> vero disastro è quando l’umanità rifiuta la Storia, rifiuta di<br />

pensare con la propria testa e rifiuta di documentarsi<br />

riconoscendo i suoi figli migliori soltanto quando cadaveri.<br />

Così ad ogni consultazione elettorale l’elettorato si pone e si<br />

dispone emotivamente, con rabbia piuttosto che leggere i<br />

curriculum, le storie, le opere dei partiti e dei candidati. Anzi, ad<br />

ogni elezione quale migliore occasione per cestinare i messaggi e<br />

le corrispondenze elettorali ritenendo che sia quello il momento di<br />

sfogare i propri risentimenti, il proprio livore, esercitando una<br />

sorta di vendetta, indiscriminatamente accomunando tutti nella<br />

stessa considerazione negativa per poi scegliere uterinamente.<br />

Infatti, quando invio a 20mila concittadini l’elenco delle cose<br />

serie documentate e realizzate- come descritte alla fine di queste<br />

pagine- dovrei riscuotere un consenso ed una mobilitazione<br />

febbrili, ma gli elettori sono “rimbambiti” dalla TV e invece di<br />

darti forza te la tolgono.<br />

“La televisione per sua natura non induce alla riflessione”<br />

Gore Vidal, West Point, New York, 1925<br />

Scrittore statunitense, narratore, poeta, drammaturgo, sceneggiatore<br />

cinematografico, presentatore televisivo, critico teatrale.<br />

48


Ecco perché –questo è un esempio- il risultato è perdente, è<br />

fallimentare e nessuno ha titolo per lamentarsi.<br />

Di contro il continuo fluttuare dell’elettorato da una sponda<br />

all’altra si spiega anche con l’esigenza inappagata di politiche<br />

concrete, sincere, che non si limitino ad essere trampolino di<br />

lancio per aspiranti deputati, senatori o perfino ministri, ma che<br />

abbiano come obiettivo sofferto e partecipato primario l’Uomo, la<br />

sua dignità, la sua vicenda esistenziale, il suo bisogno di sentirsi<br />

parte di una grande famiglia, il suo bisogno di amore.<br />

C’è una crisi paurosa di rappresentanza <strong>della</strong> Verità.<br />

<strong>Il</strong> Paese è trascinato nella voragine mentale delle più idiote ed<br />

allucinanti proposte, formule, illusioni elettorali.<br />

Non c’è posto per l’intelligenza e le sofferenze e le piaghe del<br />

Paese, ma soltanto per la pratica di laboratori ed alchimie sulla<br />

eterna buona fede <strong>della</strong> gente.<br />

Non c’è posto per l’Uomo !<br />

Chi poteva mai immaginare che il rancore a lungo accumulato<br />

da Mario Segni verso quella Democrazia Cristiana “degenerata”<br />

poteva e doveva produrre un così irrefrenabile cataclisma mentale<br />

e politico spingendo gli italiani al bivio : destra o sinistra?<br />

La Politica ha un senso e può realizzare cose straordinarie se<br />

consegnata a mani esperte, capaci, competenti, innamorate del<br />

bene comune.<br />

Altrimenti, è inutile lamentarsi.<br />

<strong>Il</strong> problema sta proprio nella qualità <strong>della</strong> Politica.<br />

Votiamo l’amico, il parente, il “divo”, le promesse facili, gli<br />

interessi privati…ma ci rifiutiamo di leggere nella vita dei<br />

candidati, cosa hanno fatto, cosa sono stati capaci di fare per gli<br />

altri prima che per se stessi perché siano credibili.<br />

Chi si ammala va alla ricerca spasmodica del migliore medico.<br />

Chi deve affrontare un giudizio va alla ricerca del migliore<br />

avvocato.<br />

49


Soltanto in <strong>politica</strong> ci si affida volentieri e senza riflettere alle<br />

scartine, agli avventurieri, ai lestofanti anche.<br />

Così succede, come succede, che nonostante il bene fatto,<br />

l’elettorato insiste nell’eleggere i “ricottari” <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, gli<br />

incapaci, gli affaristi….<br />

Ancora oggi, autentici falliti vengono preconizzati,<br />

predestinati, programmati per candidature regionali e<br />

parlamentari.<br />

Spudoratamente!<br />

Così succede, come succede, che personaggi senza scrupoli<br />

calano sul territorio armati di miliardi e foraggiano mercenari e<br />

finanziano circoli, comitati e sprecano promesse.<br />

E’ ovvio che i beneficiari corrotti di un tale antico, ma sempre<br />

attivo sistema non potranno rivendicare interventi di sviluppo del<br />

loro territorio perché già “pagati” e soddisfatti.<br />

Così di <strong>politica</strong> si muore.<br />

Quanti miserabili alla corte del Potere!<br />

E più sono maltrattati, più sono ignorati più si attaccano, più si<br />

incollano ai loro feticci.<br />

Così straordinarie riserve di ricchezza vengono sacrificate alla<br />

follia suicida di gran parte dell’elettorato irresponsabile e dalla<br />

umana imbecillaggine.<br />

Migliaia di risorse, di potenzialità, di talenti, di energie, di<br />

opportunità, di progetti muoiono nell’indifferenza. La gente è<br />

abbagliata, boccheggiante davanti ai maledetti televisori<br />

nell’intimità “egoistica” delle proprie case e ne succhia i veleni, le<br />

suggestioni, le ipocrisie proprio quando il Paese ha bisogno di<br />

serietà e responsabilità estreme.<br />

Le ragioni del male vanno tutte e sempre ricercate in ciascuno<br />

di noi.<br />

E’ così intollerabile che l’uomo, intere famiglie possano<br />

vivere e vivono prigionieri dei loro agi, delle loro comodità, dei<br />

loro privilegi, dei loro vizi, delle loro pigrizie nei palazzi <strong>della</strong><br />

cosiddetta modernità, nei palazzi di cinque, di sei, di sette, di otto<br />

50


piani, indifferenti alla porta accanto, al piano di sotto o al piano di<br />

sopra, masturbandosi fra destra e sinistra, tra vecchio e nuovo,<br />

davanti al nuovo Dio delle nostre case, il televisore, rincoglioniti e<br />

facendosi ancora di più rincoglionire dalle galoppanti ipocrisie<br />

<strong>della</strong> <strong>politica</strong> vecchia o nuova che si voglia definire, prede ed<br />

ostaggio dei nuovi filibustieri e delle nuove, perfide seduzioni<br />

senza porre mano alla rivoluzione per la condizione alienante e<br />

devastante dello scenario politico.<br />

Una vita vegetale quando la gente riduce la propria esistenza<br />

all’effimero pur vivendo di insoddisfazione comunque: la barca,<br />

l’auto, il telefonino, la carta di credito….tutte le proposte folli e<br />

demenziali del consumismo ad oltranza.<br />

E’ un destino amaro quando tutti ti riconoscono capacità,<br />

meriti, onestà, ma ne tremano rosi dalla gelosia.<br />

Ci sono vite eroiche che non vengono riconosciute e ci sono<br />

criminali che non vengono perseguiti.<br />

Uomini e donne di un grigiore unico vengono<br />

inspiegabilmente arruolati nella vita pubblica.<br />

La gente si domanda e ti domanda perché uno stop, una pausa,<br />

una interruzione nel tuo protagonismo sociale e politico, ma non<br />

muove un dito, non assume iniziative perché tu possa riesercitare<br />

quel protagonismo, di cui tanto ha beneficiato.<br />

“Ti sei ritirato, non fai più <strong>politica</strong>…?”<br />

Confondono l’impegno politico, l’esercizio e la forza delle<br />

idee con la poltrona, con la carica, con il potere.<br />

Ignoranza, ma morbosa curiosità.<br />

Ti domandano: “con chi stai?”, “ti presenti?”….<br />

E insistono. Vogliono sapere con chi stai forse per sondare<br />

cosa possono chiederti nell’ambito <strong>della</strong> tua presunta collocazione.<br />

E non riescono a capire che non c’è di meglio che stare con<br />

noi stessi perché, in conclusione, sono tutti una…latrina e il<br />

disagio,la sofferenza, la delusione sono tanti.<br />

Insistono, non si fanno capaci che schierarsi, dichiararsi è<br />

diventato un rischio incalcolabile perché sono tutti, oggi più di<br />

51


ieri, <strong>della</strong> stessa pasta, ti lasciano a piedi, ti fanno fare “brutte<br />

figure”, prendono voti, assumono cariche e non li acchiappi più.<br />

Crisi inaudita di caratura ormonale.<br />

Così Antonio Valiante, legato al carro di De Mita, nella sua<br />

qualità di Segretario Regionale del Partito Popolare Italiano<br />

convocava alcuni di noi sulla sede di Via S.Brigida in Napoli per<br />

l’interessato invito ad impegnarci nella campagna elettorale<br />

dell’allora 2001 sottolineando l’opportunità di incontri più<br />

frequenti per una ripresa ed un rilancio <strong>della</strong> <strong>politica</strong>. Oggi, se ti<br />

incontra, nemmeno si accorge di te, ma è stato nominato vice<br />

presidente ed Assessore alla Regione Campania.<br />

Così Teresa Armato, Assessore Regionale, per la quale<br />

nemmeno esisti e se provi a contattarLa è impresa ardua, ma<br />

quella donna privilegiata viene prima nominata vice presidente<br />

alla Provincia di Napoli e poi candidata alle europee e poi<br />

proposta “candidata” a Sindaco di Napoli e poi capolista alle<br />

Regionali 2005 per la “margherita” senza renderci conto in virtù di<br />

quali benemerenze sociali, politiche, pubbliche.<br />

Teresa Armato, una famiglia ed una storia di democratici<br />

cristiani, agosto 2007, inaugura un Comitato pro-Veltroni, ex<br />

comunista, ma comunista, candidato alla segreteria nazionale del<br />

futuro Partito democratico.<br />

Stupefacente!!!<br />

E’ un mistero come certi personaggi siano oggetto di tanta<br />

predilezione sfuggendo ad una saggia amministrazione delle<br />

risorse umane e sfuggendo ai più elementari criteri comparativi di<br />

selezione pubblica.<br />

Quanti non appena provano una poltrona e una scrivania si<br />

montano la testa, li perdi per sempre.<br />

Questo merita un popolo di sprovveduti, di incoscienti, di<br />

distratti.<br />

Maledetti italiani!<br />

Politica devastante e parassitaria <strong>della</strong> disattenzione.<br />

52


La prima regola è il rispetto <strong>della</strong> gente, ma non il rispetto<br />

declamato nella verbosità e nell’ipocrisia dei convegni bensì nei<br />

rapporti e nei comportamenti concreti.<br />

Nella mia personale esperienza registro una imperdonabile<br />

caduta di educazione e di sensibilità.<br />

Lo Stato che non risponde ai cittadini.<br />

Titolari di pubbliche responsabilità che si fanno negare, che<br />

non rispondono ai cittadini, che disattivano i…telefonini cellulari,<br />

che ti interpongono segreterie di incapaci, che disattendono le<br />

idee, le proposte, le iniziative in un mare intollerabile di<br />

indifferenza e di menefreghismo.<br />

Si organizzano convegni, di pura accademia, inutili e si<br />

pronunziano salamelecchi, saluti, ringraziamenti, ovazioni a<br />

personaggi inutili. Un palco ed una platea nella rituale<br />

inconcludenza delle parti, ma la nausea è tanta, delusioni ed<br />

illusioni perché, dopo tutto, siamo numeri chiamati a sostenere<br />

strategie e tattiche criminali, ambizioni e velleità sul vuoto, sul<br />

nulla di una <strong>politica</strong> che si spreca e si arrovella nelle laceranti<br />

diatribe di potere.<br />

Una <strong>politica</strong> che non regge il confronto con le terrificanti<br />

sfide del presente che è già futuro.<br />

E se in un Partito o formazione <strong>politica</strong> vivi uno stato di<br />

disagio o di malessere o di fisica, avvilente emarginazione<br />

nessuno se ne fa carico o ne paventa la perdita.<br />

Tutti indifferenti se non compiaciuti in presenza<br />

dell’emorragia di uomini, di energie, di testimoni, di ideali.<br />

E sono così fetenti che nemmeno si accorgono <strong>della</strong> tua<br />

assenza.<br />

Un gioco a perdere irresponsabile e suicida.<br />

Disonesto non è soltanto chi ruba, ma anche e soprattutto chi<br />

non alza un dito di fronte alle ingiustizie, chi non apre bocca al<br />

momento giusto.<br />

Disonesto è anche chi si adegua, chi subisce, chi non esce<br />

dalla paura e dall’egoismo, chi chiude gli occhi, chi si prostituisce,<br />

53


chi tollera, chi consente, chi non vuole vedere, chi annulla la<br />

propria personalità e la propria umanità, chi piega la propria<br />

colonna vertebrale.<br />

Innanzi allo scempio del Paese troppi silenzi, troppe<br />

complicità, troppi compromessi, troppi “tira a campare”, troppi<br />

venduti.<br />

Così uomini detentori di enormi responsabilità e spazi di<br />

potere forse usurpati sarebbero pure perdonabili per il male fatto,<br />

ma non sono altrettanto perdonabili per il bene che potrebbero fare<br />

e non fanno perseverando nei loro progetti scellerati o nella<br />

incapacità assoluta di pensare e di promuovere il bene comune.<br />

Perché il dramma non è nel clamore dei cattivi, ma nel<br />

terrificante silenzio degli onesti.<br />

<strong>Il</strong> silenzio piace, non dà fastidio, non rompe, ma verrà l’ora<br />

dei conti.<br />

Ed il Paese, la gente comune non ci perdonerebbero la<br />

complicità del silenzio.<br />

Intanto, anziani, giovani, invalidi, emarginati, disperati, senza<br />

voce, deboli, miserie infinite, il dramma <strong>della</strong> casa e del lavoro<br />

invocano sollecitudine ed amore.<br />

Così, paradossalmente, l’unico riferimento alto si è rivelato un<br />

Pontefice, strumento di speranza e di conversione per milioni di<br />

giovani, trascinandosi da una sponda all’altra del pianeta,<br />

richiamando ed allertando Governi e Popoli sulle grandi<br />

emergenze <strong>della</strong> vita, segnando in benedizione la grande Storia.<br />

Perché il vero problema <strong>della</strong> Politica è l’Uomo, la sua<br />

profonda conversione e non le regole e non le riforme quando<br />

regole e riforme sono evocate e perseguite in funzione del potere e<br />

non <strong>della</strong> solidarietà.<br />

Perché la Politica ha bisogno di un anima profondamente<br />

cristiana ed ha bisogno di forze cristiane organizzate<br />

rappresentando la luce di Cristo l’unica vera risposta alle speranze<br />

ed alle attese dell’Uomo.<br />

54


Necessita, pertanto, una vera svolta perché l’amore e il<br />

rispetto diventino il sale <strong>della</strong> Politica.<br />

<strong>Il</strong> rapporto con gli uomini delle Istituzioni è, infatti,<br />

esasperante.<br />

Se scrivi a De Mita, ovviamente in termini rigorosamente<br />

politici (mia lettera racc.n.1257 del 2/3/2001), non ti risponde, non ti<br />

calcola, abituato a considerarsi un Padreterno che più Padreterno<br />

non c’è.<br />

Giammai uno…scostumato.<br />

Personaggi <strong>politica</strong>mente spregiudicati, senza scrupoli come<br />

Zinzi, come Villari, come Losco…vengono promossi da Clemente<br />

Mastella ad onori e cariche e destini incredibili naufragando<br />

Clemente Mastella nella loro ingratitudine.<br />

Quel Villari che ha osato competere con una personalità-<br />

nonostante tutto- del calibro di Ciriaco De Mita risultando,<br />

ovviamente, sconfitto (dicembre 2003).<br />

Nessuno più si misura!<br />

Lo scenario politico è affollato di mostri, di personaggi<br />

inqualificabili, ma soprattutto diseducanti e inconcludenti.<br />

Una democrazia sempre più impraticabile perché non vive<br />

nell’anima, nell’umanità, nei sentimenti, nel sociale, ma soltanto<br />

negli angusti e miserabili interessi di quanti avrebbero il dovere di<br />

ascoltare, di valutare, di provvedere.<br />

Si parla a vanvera di classe dirigente, ma come e cosa fare per<br />

consentire di emergere ai positivi, ai galantuomini, per riscattarli,<br />

per valorizzarli?<br />

C’è sempre l’imbecille di turno che lamenta la povertà di<br />

classe dirigente ignorando la condotta ostativa e scellerata di quei<br />

pochi, infelici mostri <strong>della</strong> vita pubblica che non promuovono<br />

affatto chiunque possa oscurare la loro fortunata esistenza, il<br />

discutibile proprio mandato politico, gli spazi usurpati più che<br />

sudati.<br />

La stantia lamentela di chi non vuole vedere e di chi non<br />

vuole documentarsi.<br />

55


La rabbia è incontenibile verso un mondo chiuso, volutamente<br />

ostile, che non sollecita risorse, ma interessi privati ancorché<br />

fallimentari uccidendo i migliori.<br />

Chi porta tanto coraggio nel mondo, il mondo per spezzarlo<br />

deve ucciderlo e naturalmente lo uccide. <strong>Il</strong> mondo spezza tutti e<br />

nel punto <strong>della</strong> rottura molti sono più forti. Quelli che non si<br />

spezzano, li uccide. Uccide imparzialmente i migliori, i più nobili,<br />

i più fieri. E.Hemingway<br />

I mass media sono cristallizzati sui nomi sempre ricorrenti<br />

nella pubblicistica quotidiana per cui, prima o poi, certi nomi<br />

diventano…candidati pure se, nei fatti, “montati” o inaffidabili.<br />

La stampa, l’informazione, dovrebbero contestare e<br />

contrastare certi andazzi.<br />

Invece, non c’era occasione che non si invocasse l’ingresso<br />

in…<strong>politica</strong> del magistrato Antonio Di Pietro. Un magistrato già<br />

stipendiato per fare il magistrato e che tutti, incominciando dal<br />

Presidente Cossiga, auspicavano che “entrasse” in <strong>politica</strong>.<br />

Per quali meriti se non il dovere di fare il magistrato e<br />

soltanto il magistrato potendo continuare nell’esercizio di quella<br />

nobilissima ed altissima funzione che, nel bene e nel male, lo rese<br />

popolarissimo, applaudito ed amato nella pubblica opinione al di<br />

là delle pur note esagerazioni.<br />

Una delusione enorme quando il mito è diventato realtà,<br />

quando il mito è diventato di parte lasciando spazio al pregiudizio<br />

nonché al dubbio circa la sua indipendenza nell’attività esercitata<br />

di magistrato.<br />

Così Cofferati, il quale ti recita la parte del rifiuto, del ritorno<br />

ai…campi ed alla vita privata per poi immediatamente entrare in<br />

competizione, nel suo Partito, con Fassino, con D’Alema e con<br />

l’intera <strong>politica</strong> diessina fino ad essere candidato ed eletto Sindaco<br />

di Bologna.<br />

56


Tutti salvatori <strong>della</strong> Patria.<br />

Così l’attivismo e il presenzialismo ossessivi di certi<br />

personaggi vengono subito “catturati” e tradotti in candidature<br />

possibili dai soliti, improvvisati centri d’interessi.<br />

Come pure il caso di Presidenti di Giunte Regionali, di<br />

Sindaci di grandi Città…i quali si sono talmente appropriati delle<br />

Istituzioni rappresentate e si sono talmente identificati nelle<br />

Istituzioni rappresentate che non si parla più del futuro delle<br />

Istituzioni, ma del futuro e del destino di quei Presidenti, di quei<br />

Sindaci.<br />

“I Partiti del Presidente” !<br />

E’ soltanto scandaloso!<br />

E l’esperienza continua a darcene conferma di un tale disastro<br />

imponendoci, stampa, televisione, informazione, il protagonismo<br />

ed il nullismo di uomini e donne di cui si celebrano meriti<br />

inesistenti rispetto alle risorse di questo Paese, di queste Città, del<br />

territorio sempre più abbandonato e di gente sempre più sola.<br />

Tra televisione e carta stampata si ha la sensazione di vivere<br />

tutti calati in un progetto mediatico criminale che asseconda ed<br />

alimenta il protagonismo di personaggi che non valgono una cicca,<br />

soprattutto come uomini, ma imperversano tutti i giorni sul<br />

territorio a confondere le idee, ad ingannare il prossimo.<br />

La Politica lontana anni luce dal pianeta terra mentre<br />

l’umanità sprofonda nell’abbandono per cui emeriti lestofanti<br />

sopravvivono impavidi ed i poveri, i miserabili, i diseredati, i<br />

senza voce, pagano il conto per tutti.<br />

Paurosamente, la società dello sviluppo tecnologico e del più<br />

diffuso benessere produce sempre più emarginazione, angoscia,<br />

nuove povertà e non riesce a dominare e sconfiggere lo spaventoso<br />

flagello <strong>della</strong> droga, né a fermare la disgregazione delle famiglie.<br />

Questo stato di cose mette in mora, suona accusa e<br />

mortificazione per la classe <strong>politica</strong> di cui comunque facciamo<br />

parte ed ogni ora bruciata nel nullismo operativo ci rinvia al<br />

pesante giudizio <strong>della</strong> Storia.<br />

57


Alle soglie degli anni 3000 la classe <strong>politica</strong> è ancora contesa<br />

tra sinistra e destra, incapace di porre al centro delle sue battaglie<br />

l’uomo e la sua crescita complessiva, che passano attraverso una<br />

grande <strong>politica</strong> <strong>della</strong> famiglia, <strong>della</strong> scuola, del lavoro e <strong>della</strong> casa:<br />

i quattro punti cardinali di una <strong>politica</strong> civile e di progresso.<br />

Superfluo, ma opportuno ricordare ai deboli di memoria i<br />

disastri inflitti all’umanità intera da destra e da sinistra nelle loro<br />

storiche, rispettive perversioni.<br />

Per essere un grande Politico è indispensabile avere sempre<br />

un piede nella Storia perché l’ignoranza <strong>della</strong> storia produce<br />

disastri e mediocri politici.<br />

L’assalto totalitario è stato particolarmente virulento nella sua<br />

opera di degradazione <strong>della</strong> condizione umana. Da un punto di<br />

vista culturale sia il nazismo sia il comunismo hanno<br />

rappresentato soltanto varianti moderne <strong>della</strong> barbarie. In<br />

entrambi i casi, le rivoluzioni totalitarie hanno inflitto,<br />

deliberatamente, danni irreparabili e incommensurabili<br />

all’eredità culturale umana. Riguardo a questo, i nazisti hanno<br />

agito in Germania e nell’Europa occupata in modo praticamente<br />

indistinguibile dai frenetici sforzi dei comunisti in Russia e in<br />

Cina di spazzar via le conquiste culturali delle precedenti<br />

generazioni. E’ impossibile calcolare il numero di chiese e templi<br />

fatti saltare in aria, di monumenti abbattuti, di biblioteche<br />

saccheggiate o bruciate, di opere d’arte rubate, di altri beni<br />

artistici depauperati o demoliti in una atavica e orgiastica sete di<br />

distruzione diretta contro i valori tradizionali. Per non parlare<br />

dell’umiliazione inflitta allo spirito umano.<br />

Eppure tutto ciò impallidisce a confronto dei 170 milioni di vite<br />

umane distrutte dalle guerre e dai genocidi totalitari. Questa<br />

stima fornisce l’unica dimensione quantificabile <strong>della</strong> follia<br />

<strong>politica</strong> a cui l’umanità è stata sottoposta nel corso del ventesimo<br />

secolo.<br />

58


Da “il mondo fuori controllo” di Zbigniew Brezinski, docente di Politica estera<br />

americana alla John Hopkins University di Washington, già consigliere per la<br />

sicurezza nazionale del Presidente Jimmy Carter (ott.93).<br />

59


II. Un Paese a soqquadro<br />

Guastatori, sfasciacarrozze, mestatori, millantatori, cialtroni,<br />

opportunisti, mascalzoni, furbi e furbastri, traditori, invertebrati…<br />

Un paese a soqquadro….<br />

Riforme assurde…<br />

Sono anni che una intera classe <strong>politica</strong> non riesce a varare una<br />

riforma elettorale decente, che soddisfi le smodate ambizioni dei<br />

partiti in campo, ma nel rispetto <strong>della</strong> nostra Costituzione<br />

repubblicana.<br />

Una scandalosa inettitudine. Un sistema malato.<br />

Incapaci i Partiti, incapace la <strong>politica</strong> di varare una legge di<br />

riforma dei servizi televisivi, delle frequenze…al fine di dare un<br />

assetto definitivo all’intera materia.<br />

Riforme e riformismo che suonano come autentiche<br />

bestemmie in presenza di una Costituzione tutta ancora da attuare<br />

se soltanto si vogliano ricordare l’iter tormentato ed i costi di<br />

realizzazione dell’istituto regionale.<br />

Si consuma nel Paese una vera e propria rappresaglia<br />

“istituzionale” e “costituzionale” piegando gli italiani alla più<br />

dissennate delle architetture politiche.<br />

Non si è ancora capito come la vogliono cucinare questa nostra<br />

Italia e perché tanta grazia di Dio, cioè il nostro splendido Paese,<br />

debba conoscere il martirio perpetuo.<br />

La Repubblica dei pasticci e del delirio finale.<br />

Poveri studenti italiani che dovranno assimilare e digerire il<br />

prodotto di tante e tali contorsioni e pasticci e violenze sulla nostra<br />

carta costituzionale.<br />

Considerate in quali mani si sta esaurendo la nostra<br />

Democrazia a pochi decenni dalla firma di quella Costituzione che<br />

porta la firma di Enrico De Nicola mentre grandi democrazie<br />

60


come gli Stati Uniti d’America non osano toccare la loro<br />

Costituzione da circa e ben duecento anni o come la Gran<br />

Bretagna che addirittura funziona e bene senza una sua<br />

Costituzione.<br />

Riforme assurde e costi insopportabili.<br />

La mania, il prurito di cambiare…<br />

Schizofrenici progetti di trasformazione delle leggi elettorali<br />

dal “mattarellum” al…”nespolum”…dal proporzionale al<br />

maggioritario…dal sistema tedesco al sistema francese…la “bozza<br />

Bianco”…tutti ribadiscono e praticano l’assoluta mancanza di<br />

rispetto per i cittadini costretti sempre più ad ipotesi complicate di<br />

esercizio del voto.<br />

Una vita difficile!<br />

E’ una guerra fra balordi, nati e cresciuti con la vocazione<br />

sadica di tormentare e di avvilire il prossimo.<br />

Legalmente…!<br />

Senza parlare <strong>della</strong> follia del Federalismo, ma già gli Uffici<br />

dello Stato a tanto preposti quantizzano ed ipotizzano cifre<br />

astronomiche tali per la sua attuazione da registrare da più parti<br />

momenti di responsabile riflessione.<br />

L’Istituto delle Regioni fu il risultato di un travagliatissimo<br />

dibattito ed ebbe costi altissimi ed ancora oggi è un carrozzone<br />

tipico italiano, l’approdo di sfaccendati e di insopportabili<br />

clientele politiche, esempio di corruzione e di malgoverno che si<br />

vorrebbe e si vuole trasformare ed emendare nel più incerto,<br />

avventuroso Federalismo.<br />

In tutto questo, figuriamoci se ciascuna Regione “federata”, in<br />

nome di una sempre più discutibile autonomia, volesse istituire<br />

proprie rappresentanze all’estero: costi da capogiro, concorrenza<br />

anomala con le rappresentanze proprie <strong>della</strong> Nazione,<br />

megalomania galoppante, conflitti di competenza.<br />

Non poteva capitare al nostro grande Paese cataclisma più<br />

grande.<br />

61


Da Mario Segni a Berlusconi a Bossi a Casini a De Mita a Di<br />

Pietro a Castagnetti a Parisi a Rutelli…a Pecoraro Scanio…a<br />

Prodi a Fassino a D’Alema…un Paese a soqquadro, un Paese<br />

<strong>politica</strong>mente violentato.<br />

Una imperdonabile prostituzione di anime, di storie, di<br />

identità.<br />

Una costante caduta di Cristianesimo.<br />

Soltanto la forza <strong>della</strong> preghiera può neutralizzare questa<br />

rovinosa stagione <strong>politica</strong>, questa sbandata generazione <strong>politica</strong><br />

italiana che non trema neanche in presenza di un terrorismo<br />

implacabile e questo elettorato italiano che non rabbrividisce di<br />

fronte a questo campionario di infelici responsabili <strong>della</strong> vita<br />

pubblica sempre più vergognosamente contesi dallo spettacolo e<br />

dal varietà piuttosto che piegati e dediti ai doveri del mandato<br />

elettorale.<br />

Allegria!<br />

Guastatori mettono a soqquadro il Paese, il suo impianto<br />

costituzionale per una illusoria governabilità o modernizzazione o<br />

moralizzazione che non sono contemplate e non sono realizzate in<br />

nessuna Costituzione del mondo mentre la nostra Costituzione è<br />

sottoposta ad una convulsa, febbrile, schizofrenica, inconcludente<br />

aggressione ed i problemi gravissimi, esistenziali del Paese,<br />

soprattutto dei giovani, vengono elusi, rinviati superati<br />

delittuosamente in questo clima di nevrastenia collettiva dove<br />

ciascuno e tutti vorrebbero ritagliare una Costituzione a misura<br />

delle proprie ambizioni e delle proprie velleità e delle proprie<br />

prospettive.<br />

Così, con la croce di Bossi sulle spalle, l’Italia si incammina<br />

lungo il suo calvario costituzionale e per assecondare i capricci ed<br />

i ricatti di quella piccola parte del Paese che fa capo a Bossi il<br />

Senato, in data 23 marzo 2005, vara la devolution. Vara,<br />

definitivamente, la riforma più ambigua e pasticciata, gravissima,<br />

pericolosissima <strong>della</strong> Costituzione italiana rinviando soltanto<br />

all’iniziativa referendaria la possibilità di interrogare il popolo<br />

62


contro stravolgimenti e violenze inaudite che prefigurano, fra<br />

l’altro, l’instaurazione di una “dittatura del primo ministro” e<br />

conflitti non indifferenti nell’equilibrio dei poteri dello Stato.<br />

C’è una volontà perversa nel Paese che va contro il buon senso,<br />

che insegue sogni velleitari, che alimenta confusione e tempi bui,<br />

che osa oltre e nonostante i confini inesorabili dell’esistenza.<br />

Perché il problema eterno, vero, è l’uomo, la sua fragilità, la<br />

debolezza <strong>della</strong> sua carne, ma la gente si innamora ancora dei<br />

prodotti…pubblicizzati, degli spot, di certi leader e del “verbo” di<br />

certi leader nefasti per il nostro Paese e rinunzia a pensare, a<br />

riflettere, a difendere la propria identità, la propria autonomia di<br />

pensiero, di mente, di intelligenza e subisce, da tutte le parti,<br />

questa nuova truffa, questa nuova ipocrisia delle riforme e del<br />

rinnovamento che nulla hanno a che vedere con l’urgenza e<br />

l’esigenza <strong>della</strong> riconversione dell’Uomo politico perché diventi<br />

servitore autentico del popolo e dello Stato.<br />

Io appartengo a questo, io appartengo a…quello, io sto con<br />

questo, io sto con…quello rinunziando alla propria dignità, alla<br />

propria identità, alla propria intelligenza piuttosto che respingere<br />

la spirale perversa <strong>della</strong> corruzione clientelare, piuttosto che uscire<br />

dal ghetto, piuttosto che cogliere la straordinaria grandezza <strong>della</strong><br />

libertà dello spirito, dell’intelligenza, <strong>della</strong> mente, dell’autonomia<br />

del pensiero e del fascino dell’onestà.<br />

Un paese a soqquadro !<br />

La <strong>politica</strong> divisa e organizzata per bande.<br />

Riforme e riformismo i canali per sovvertire l’impianto<br />

costituzionale dello Stato.<br />

<strong>Il</strong> Paese reale soccombe alla sguaiata, irrefrenabile, infantile<br />

condotta dei suoi responsabili guastatori, sfasciacarrozze ancorché<br />

eletti nella ingannevole promessa di un Paradiso utopico, di una<br />

felicità euforica che non è di questa terra.<br />

Un Paese squilibrato.<br />

E’, pertanto, in discussione la qualità e l’autorità <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

63


Esperienze vissute sul territorio che degradano la <strong>politica</strong><br />

arrecando un danno incalcolabile alla società, alle Istituzioni, alla<br />

credibilità stessa <strong>della</strong> <strong>politica</strong> allontanando, per nausea, chi <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong> ha o aveva una idea civile.<br />

L’onore perduto.<br />

Navighiamo in un mare di tradimenti, di mediocrità, di modelli<br />

sbagliati e tutti nella forsennata ricerca dei propri interessi privati,<br />

tutti in corsa verso il vento che tira.<br />

Oggi tutti si buttano rapaci sul cadavere del passato quando i<br />

protagonisti di oggi sono i figli dei mascalzoni di ieri.<br />

Bisogna battere l’ignoranza, la disinformazione storica, la<br />

cattiveria, l’ingratitudine, il livore irrazionale, i giudizi sommari.<br />

<strong>Il</strong> presente è il prodotto del passato.<br />

Lo scenario politico attuale è inquietante.<br />

Più si fanno riforme e più si precipita nel baratro.<br />

I padri tradiscono per “affetto” i propri figli offrendoli al<br />

maggior offerente “politico”.<br />

<strong>Il</strong> problema è di reagire. <strong>Il</strong> problema è di salvare l’onore.<br />

Non si perdona la corruzione, ma come si possono perdonare il<br />

comunismo ed il nazifascismo ?<br />

I milioni di vittime, le stragi, i genocidi sono proprio<br />

indifferenti alla coscienza dell’umanità ?<br />

E quanti ne sono stati complici, sostenitori,<br />

responsabili…possono veramente e indifferentemente continuare a<br />

fare <strong>politica</strong> come se niente fosse accaduto ?<br />

L’informazione ha grandissimi meriti, ma incalcolabili<br />

responsabilità quando promuove e pubblicizza ministri, presidenti<br />

di Giunte Regionali, Sindaci…ancorché eletti dal…popolo,<br />

purtroppo inadeguati alle terrificanti ragioni del mandato<br />

elettorale, ma scelti e candidati dai Partiti soltanto se funzionali ed<br />

organici e graditi agli irriducibili giochi di potere.<br />

64


Così una Costituzione ancora tutta da celebrare e da realizzare<br />

viene mortificata ed i problemi gravissimi, esistenziali del Paese<br />

vengono rinviati e superati delittuosamente in questo clima di<br />

nevrastenia collettiva.<br />

Siamo alla depravazione <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

La seconda Repubblica proprio non và !<br />

<strong>Il</strong> nodo è proprio nel sistema bipolare dove i poli<br />

rappresentano accozzaglie scellerate di anime, di identità, di<br />

culture, di storie incompatibili, in continua competizione e<br />

conflittualità configurandosi spesso come associazioni a<br />

delinquere quando costruiscono, favoriscono, assecondano<br />

carriere immeritate ignorando ed emarginando le energie sane, le<br />

forze vive, le personalità serie.<br />

La difficile, sofferta convivenza nell’ambito stesso dei poli<br />

rappresenta il peggiore freno a quella governabilità che si voleva<br />

poter mancare e impossibile alle passate esperienze.<br />

E attraverso i Poli lo scontro fra le classiche ipocrisie-utopie<br />

<strong>della</strong> <strong>politica</strong>: quelle <strong>della</strong> libertà (patrimonio <strong>della</strong> destra) e quelle<br />

dell’uguaglianza (patrimonio <strong>della</strong> sinistra).<br />

Noti e meno noti filibustieri sarebbero segno di dichiarate<br />

solidarietà e di omertosa tolleranza .<br />

Non scatta nessuna solidarietà per i piccoli, ma tanta<br />

solidarietà quando la Magistratura “osa” indagare sui pesci grossi.<br />

Perciò la malavita è da sempre il prodotto <strong>della</strong> <strong>politica</strong> del<br />

Paese.<br />

Quando mancano i grandi, esemplari modelli educativi,<br />

quando i politici ostentano ricchezze, fortune anche discutibili,<br />

quando i politici praticano privilegi, doppia vita, strafottenza,<br />

incapacità, corruzione, feste e…festini.<br />

Leggo di cronache mondane, di fastosi ricevimenti per<br />

festeggiare il…compleanno etc.<br />

Oggi questo parlamentare, domani quello…tutti sfuggendo a<br />

quel dovere di austerità che la funzione ed i tempi imporrebbero.<br />

Lo scenario è avvilente.<br />

65


La vicenda elettorale del 2001 è stata sconvolgente per i<br />

miliardi di lire impegnati sul territorio e per i deliranti ancorché<br />

accattivanti ed ingannevoli messaggi elettorali.<br />

Lo scandalo delle Circoscrizioni Comunali ovvero delle<br />

candidature raccolte per strada senza il minimo approccio con le<br />

ragioni, la qualità, la responsabilità <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, ma soltanto per<br />

mobilitare e trascinare intere famiglie al voto con la prospettiva di<br />

una sorta di stipendio, di una sorta di “sistemazione” del proprio<br />

familiare candidato, una sorta di corsa all’…impiego.<br />

“A Catania, per l’elezione di circa 200 tra consiglieri comunali<br />

e di circoscrizione, si sono presentati quasi 4500 candidati. Molti<br />

non sono attirati dall’esercizio di una funzione pubblica, ma<br />

dalla ricerca di un posto e di un compenso quinquennali.<br />

Numerosi dipendenti pubblici di origine meridionale che<br />

lavorano al Nord scoprono una vocazione <strong>politica</strong> nel proprio<br />

Comune di origine per assicurarsi un’aspettativa o un congedo e<br />

di poter tornare a casa.<br />

Non sempre, dunque, chi intraprende una carriera <strong>politica</strong> lo<br />

fa per motivazioni ideali (poter servire la collettività) o per<br />

ambizioni di potere. C’è anche chi è mosso dal desiderio di<br />

“sistemarsi”, di trovare un posto o la “pagnotta”, sia pure per un<br />

quinquennio….”<br />

Sabino Cassese, La Politica in carriera, Corriere <strong>della</strong> Sera, 15 maggio 2005<br />

Maggio 2007, Sicilia al voto, 833 liste in corsa…:l’esercito dei<br />

candidati che puntano alla busta paga “<strong>politica</strong>” (Gian Antonio<br />

Stella sul Corriere <strong>della</strong> Sera del 9 maggio 2007).<br />

Attraverso la formazione di liste “civetta” sono stati reclutati,<br />

adescati, candidati migliaia di soggetti immotivati, ignari, digiuni<br />

e disarmati in materia pur di coinvolgerli e stritolarli nella grande,<br />

perfida macchina del consenso a tutti i costi.<br />

66


La figura del consigliere circoscrizionale o di municipalità è<br />

cosi spesso scaduta a quella di un piazzista il quale bussa alle<br />

porte, sguscia nelle case cogliendo e sorprendendo l’ignoranza dei<br />

più, offrendo favori e carpendo consensi sull’effimero.<br />

Una masnada di depravati attivi sul territorio ed assimilati alla<br />

più deteriore pratica <strong>politica</strong> indurrebbe il popolo alla<br />

prostituzione <strong>politica</strong>, all’accattonaggio, all’elemosina eleggendo<br />

così alle cariche pubbliche autentici sprovveduti, incompetenti,<br />

invasati in cambio di un pacco viveri, di una cinquantina di euro o<br />

di qualche ora di lavoro in una impresa di pulizia senza rendersi<br />

conto di quanto la Politica possa e debba risolvere tutti i problemi<br />

nella dignità delle persone e quanto si debba chiedere alla Politica<br />

soprattutto sul piano del lavoro e delle opportunità per tutti.<br />

Ci vorranno generazioni perché l’elettorato diventi adulto e<br />

respinga questa sistematica mistificazione del consenso e di<br />

Istituzioni complessivamente incapaci ed impari allo spessore<br />

politico e amministrativo dei problemi del territorio.<br />

E tantissimi giovani, ma anche tantissimi adulti, non<br />

intuiscono di essere soltanto strumentali ed utili ai “fatti loro”.<br />

Merce, carne da macello, il mortificante, offensivo obiettivo<br />

di trascinare al voto, di mobilitare intere famiglie nel criminale<br />

disegno finale.<br />

Come possono i vertici dello Stato far finta di niente e<br />

sproloquiare di “legittimazione del consenso” ?<br />

Esiste una manipolazione, una mistificazione assurda,<br />

scandalosa <strong>della</strong> verità.<br />

L’uomo è soltanto una pallina di ping pong nel gioco pesante,<br />

spietato dei Poli, degli interessi privati, dell’incapacità.<br />

L’uomo massa di manovra. L’uomo bombardato dal potere<br />

ingannevole dei mass media, delle televisioni al servizio <strong>della</strong><br />

“nuova <strong>politica</strong>” del Paese.<br />

Una scellerata violenza sui semplici, sugli onesti, sui<br />

disinformati, sugli ingrati, sulla memoria corta degli italiani<br />

67


sempre pronti a farsi vendere il pacco o a sputare nel piatto in cui<br />

mangiano.<br />

Così, quelli che volevano cambiare, moralizzare, hanno<br />

inaugurato il mercato scandaloso dei Collegi e sono, alla fine, gli<br />

avanzi ed i protagonisti <strong>della</strong> prima Repubblica, e personaggi<br />

senza meriti e senza storia elevati al rango di senatori e deputati.<br />

Così Pecoraro Scanio, sotto l’ombrello delle aggregazioni<br />

partitiche e dell’Ulivo, viene promosso al di là dei suoi meriti<br />

premiandone una sorta di killeraggio gratuito e documentato di cui<br />

si è fatto artatamente protagonista anche contro i buoni ed i capaci<br />

per poi partecipare disinvoltamente a feste e festini.<br />

Come dimenticare con quanta inaudita malvagità “<strong>politica</strong>”<br />

Alfonso Pecoraro Scanio metteva sotto accusa la scelta dell’ex<br />

Assessore Donelli come probabile candidato nelle liste dei<br />

popolari perché “pur non essendo mai stato coinvolto nelle<br />

inchieste <strong>della</strong> Magistratura, è stato parte integrante del vecchio<br />

sistema di potere…” (Corriere del Mezzogiorno di martedì 14 ottobre 1997).<br />

Quest’è e continua ad essere Alfonso Pecoraro Scanio per chi<br />

non lo conoscesse.<br />

Ci dica Pecoraro Scanio, che pure proviene dalla prima<br />

Repubblica, se in questa sedicente seconda Repubblica trova<br />

ragioni tali da preferirla alla prima essendo trascorsi dodici anni<br />

inconcludenti e dopo aver riportato il Paese indietro di quindici<br />

anni in materia di nucleare e di grandi opere esercitando i Verdi<br />

una dissennata, ipocrita e demagogica <strong>politica</strong> dell’ambiente.<br />

Quando il rifiuto del nucleare è stato il trampolino per attività<br />

politiche ideologiche incredibili di cui l’Italia paga un costo<br />

enorme in termini di arretratezza pur essendo tributaria, alla fine,<br />

di altre centrali nucleari.<br />

Politicamente invadente, presuntuoso, arrogante, ce la mette<br />

tutta per farsi odiare pur circondato da una enorme quantità di<br />

leccaculo, ma le responsabilità del suo protagonismo stanno tutte<br />

nell’attuale sistema politico.<br />

68


E grazie all’inconcepibile stronzata di questa nostra<br />

democrazia che va sotto il nome di “pari dignità” sono stati messi<br />

sullo stesso piano chi rappresenta un voto e chi ne rappresenta<br />

mille facendo così crescere a dismisura autentici imbecilli<br />

trasformandosi la pari dignità in pari arroganza ed in pari<br />

prepotenza.<br />

<strong>Il</strong> Paese si spreca nell’effimero, nell’inconcludenza, nel<br />

parassitismo, nei falsi problemi, nel futile, negli equivoci.<br />

La Democrazia perde colpi.<br />

Intanto, un centro sinistra intero con le sue divisioni, con le<br />

sue naturali incompatibilità, con le sue ridicole, insipienti<br />

polemiche, con i suoi errori, con la sua povertà di leadership<br />

credibile ed autorevole, con la sua incapacità di interpretare le<br />

grandi attese di una società moderna offre sempre più spazio ed<br />

occasioni di sopravvivenza al governo di centro destra.<br />

Una opposizione, quella esercitata a tutto il 9 e 10 aprile 2006,<br />

tanto sterile ed aggressiva cantata a cinque voci, “Uniti<br />

per…l’Ulivo…l’Unione…, che non sa cavalcare altri argomenti<br />

se non la guerra in Iraq, sapendo di cogliere la tensione emotiva<br />

degli italiani, se non il caro vita, se non il conflitto di interessi di<br />

Berlusconi, se non stare in agguato dietro la porta pronta a<br />

speculare e infierire colpi bassi sulle sventure del Paese piuttosto<br />

che volare alto in creatività e capacità di progetto.<br />

Una opposizione che dichiara guerra alla guerra perché,<br />

guarda caso, Berlusconi è schierato con l’America di Bush, ma<br />

non sappiamo fino a che punto l’opposizione avrebbe seguito<br />

Berlusconi se fosse stato schierato dalla parte <strong>della</strong> pace e<br />

dei…pacifisti.<br />

Basti considerare le figuracce e le bufale collezionate<br />

dall’intera sinistra italiana alla vigilia del trionfo di Bush, rieletto<br />

alla Casa Bianca, nell’incauta percezione di una sperata vittoria di<br />

John Kerry e nell’esercizio di un antiamericanismo cronico quanto<br />

idiota, quanto ignorante di una realtà imponente, impenetrabile e<br />

dinamica tale da sconvolgere e sovvertire gli stessi exit poll.<br />

69


Se non si sciolgono i poli, la porcheria dei poli, ritornando<br />

ciascun Partito a camminare in libertà assoluta con il proprio nome<br />

e cognome e con la propria specifica identità, dignità,<br />

responsabilità, storia e cultura non ci sarà mai più chiara e<br />

ragionevole pratica <strong>della</strong> Politica.<br />

Le alleanze in <strong>politica</strong> non si precostituiscono, ma si formano<br />

e si determinano sul campo, in corso d’opera, soprattutto sui<br />

programmi e sulle scelte concrete per poi ritornare in qualsiasi<br />

momento alla originaria libertà di scelta.<br />

E se non si pone fine, per legge, istituendo il “vincolo di<br />

mandato” ai disinvolti, camaleontici comportamenti degli eletti<br />

dichiarando decaduti quanti, nel corso del proprio mandato<br />

elettorale, cambiano collocazione partitica tradendo comunque un<br />

patto con gli elettori, non si fermerà più una vergognosa quanto<br />

dilagante concezione <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Tutti coloro che nel corso e nel pieno del proprio mandato<br />

elettorale cambiano collocazione partitica e <strong>politica</strong> sono<br />

<strong>politica</strong>mente dei mascalzoni e non ci sono ragioni ideali da<br />

addurre perché incredibili e nella loro scelta c’è di tutto e di più.<br />

Giri di valzer sulla pelle e sulla buona fede degli elettori!<br />

E nel sistema bipolare il perpetuarsi di un’orgia di<br />

compromessi in nome e per conto <strong>della</strong> sopravvivenza, <strong>della</strong><br />

visibilità, delle quote di potere.<br />

L’uomo muore quando si rifiuta di lottare per la Giustizia<br />

L’uomo muore quando si rifiuta di difendere la Verità<br />

Martin Luther King jr.<br />

70


III. L’assurdità <strong>della</strong> riforma Biagi<br />

<strong>Il</strong> Paese, ma il mondo intero, soccombe ai disastri <strong>della</strong> Storia<br />

in una diabolica resistenza alle lezioni, alle esperienze, ai moniti<br />

che la Storia stessa produce e consegna agli uomini nel suo<br />

convulso divenire.<br />

I giovani, soprattutto, pagano un prezzo altissimo<br />

all’insipienza, al parassitismo, all’incapacità <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, allo<br />

sfascio delle famiglie, alla degenerazione galoppante di un certo<br />

benessere, alla precarietà del quadro educativo del Paese, alle<br />

seduzioni ingannevoli e devastanti propinate dai canali mediatici,<br />

ad una irriducibile corruzione diffusa in tutti gli strati <strong>della</strong> società<br />

nonostante la barzelletta di Tangentopoli e delle prediche<br />

moralizzatrici.<br />

Una pubblicità martellante, programmi che incretiniscono,<br />

togliendo valore e spessore alla cultura, ai valori ed alle cose che<br />

contano.<br />

Milioni di vite consumate nei ritmi lenti, astiosi, inconcludenti,<br />

eterni <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

La degenerazione da benessere ha prodotto una marmaglia di<br />

arroganti, di fuori legge, di irresponsabili che andrebbe avviata,<br />

sempre democraticamente, a veri e propri campi di rieducazione<br />

per recuperarla alla civiltà, al rispetto dei luoghi e delle cose lì<br />

dove il territorio è avvilito da devastanti scorrerie, da vandalismi<br />

incoscienti, da attentati alla quiete pubblica e lì dove hanno fallito<br />

imperdonabilmente, clamorosamente la famiglia e la scuola. Una<br />

scuola sempre più povera di carisma e di fascino e di grandi<br />

educatori perché ormai sottratta ad una selezione severa del corpo<br />

docente.<br />

Così, sotto la scorza di un simulato, appagante, illusorio<br />

benessere si nasconde e si registra una involuzione angosciante e<br />

71


disperante <strong>della</strong> civile convivenza, una sorta di cannibalismo<br />

spietato, una folle corsa verso il niente.<br />

Rispetto alla caducità ed alla precarietà dell’esistenza vengono<br />

preclusi e negati ai giovani, alla civiltà, alla vita stessa enormi<br />

opportunità, incalcolabili risorse, mondi meravigliosi.<br />

In stridente contrasto con le meraviglie del Creato e con le<br />

sorprendenti conquiste del progresso tecnico e scientifico,<br />

sopravvivono realtà umane e sociali di inaccettabile degrado,<br />

squilibri, sperequazioni, ingiustizie, scenari allucinanti ed<br />

apocalittici che gridano vergogna per l’inerzia e la strafottenza di<br />

quanti detengono e gestiscono pubbliche responsabilità.<br />

Quanti sono condannati a nascere e morire nei fondaci, nei<br />

tuguri, nei rifiuti, nelle…favelas, nello stesso angolo di mondo,<br />

nelle baracche, nella più malsana promiscuità per l’incapacità e la<br />

strafottenza <strong>della</strong> <strong>politica</strong> di avvertire e di realizzare l’ansia di<br />

riscatto dei propri simili e quella giustizia distributiva che è il sale<br />

di un Cristianesimo realmente vissuto.<br />

Rispetto alla caducità ed alla precarietà dell’esistenza<br />

domandiamoci finalmente chi siamo e dove andiamo,<br />

domandiamoci che senso hanno le borse che salgono e che<br />

scendono, il Dow Jones, il Nasdaq e così via, la corsa agli<br />

immensi patrimoni, alle incalcolabili fortune se crescono sempre<br />

più il divario e l’indifferenza tra privilegiati ed oppressi, se la<br />

<strong>politica</strong> ci presenta ed impone sempre più modelli umani<br />

devastanti, guastatori, mestatori <strong>della</strong> vita pubblica, provocatori<br />

ammantati di ipocrisia e di sfacciata protervia.<br />

Un Governo, infatti, non si qualifica soltanto per le pensioni,<br />

per l’economia e non si qualifica per le sue discutibili promesse di<br />

felicità.<br />

Un Governo si qualifica per la sua capacità di sviluppare e di<br />

consolidare l’impianto morale del Paese.<br />

Si qualifica per la sua capacità di assecondare le virtù, i<br />

talenti, i meriti piuttosto che i vizi, la libertinaggine, il carrierismo,<br />

gli incompetenti, gli approfittatori…<br />

72


Domandiamoci finalmente chi siamo, dove andiamo, chi<br />

serviamo e se vale la pena essere perseguitati, sfruttati, avviliti da<br />

strutture oppressive e demenziali di squilibrati in guerra per un<br />

potere storicamente effimero, se vale la pena perdere il senso <strong>della</strong><br />

vita, <strong>della</strong> Creazione, l’amore, la solidarietà.<br />

Se la <strong>politica</strong> piuttosto che promuovere l’Uomo lo<br />

annichilisce e lo incretinisce nelle pastoie delle sue ricorrenti<br />

allucinazioni e delle sue infantili esercitazioni: l’Ulivo…la<br />

Margherita…la Casa delle…libertà…i poli…l’Unione…il Partito<br />

Democratico…esprimendo un quadro neurologico desolante <strong>della</strong><br />

degenerazione mentale e culturale dell’intelligenza del Paese, un<br />

quadro truffaldino <strong>della</strong> buona fede del popolo.<br />

La Scienza alla conquista dello spazio si muove con una<br />

velocità di circolazione impressionante, ci anticipa e ci prospetta<br />

scenari inimmaginabili, suggestivi e arcani e preoccupanti allo<br />

stesso tempo circa i destini dell’uomo.<br />

La nostra specie verrebbe addirittura manipolata<br />

geneticamente per adeguarla e renderla compatibile alla vita e<br />

ipotesi di trasferimenti nello spazio.<br />

<strong>Il</strong> futuro è già drammaticamente presente e qui si parla di<br />

“margherita”, di…poli, di “casa delle…libertà” con una<br />

disinvoltura e una incoscienza classiche di chi è ormai fuori con la<br />

testa , “fore ca ‘capa”.<br />

Infine, a sinistra, in data 11 ottobre 2004, la grande alleanza<br />

democratica…Gad fino alla ricorrente, sconcertante ipotesi del<br />

“partito democratico”, il prodotto del delirio Fassino, Prodi,<br />

Rutelli, Veltroni…<br />

<strong>Il</strong> massimo concentrato di acidità <strong>politica</strong>, l’armata<br />

Brancaleone…la grande ammucchiata…la disgustosa<br />

brodaglia…l’approdo dei “rifugiati politici”…la forza <strong>della</strong><br />

disperazione…il panico dei piccoli per la sopravvivenza, ma non<br />

basta…<br />

<strong>Il</strong> 9 febbraio 2005, la tormentata ricerca di una soluzione<br />

appagante sfocia nello “scoprimento”, a mò di lapide, del nuovo e<br />

73


forse definitivo simbolo o logo “l’Unione” con cui i pezzi del<br />

centro sinistra andranno alle elezioni.<br />

La verità è perdente!<br />

La gente nemmeno immagina quanto potrebbe ottenere dalla<br />

Politica in termini di crescita e di sviluppo mentre una marmaglia<br />

<strong>politica</strong> –con tutto il rispetto per quanti ce la mettono tutta per<br />

farne una cosa seria- la tiene in ostaggio negandole il pieno<br />

utilizzo delle straordinarie risorse <strong>della</strong> terra.<br />

Purtroppo, ciascuno vuole difendere e difende ciò che gli fa<br />

comodo, prigioniero ottuso di una sua appartenenza, di una sua<br />

cultura, di una sua bandiera e non c’è ricerca onesta, valutazione<br />

oggettiva <strong>della</strong> Verità, ma rifiuto <strong>della</strong> Storia, rifiuto <strong>della</strong> Verità e<br />

delle proprie corresponsabilità nel quotidiano disastro delle<br />

famiglie, <strong>della</strong> società, del mondo.<br />

I giovani, soprattutto, sono ostaggio di una classe <strong>politica</strong><br />

squilibrata, inconcludente, dissennata.<br />

Le politiche giovanili e <strong>della</strong> formazione e del lavoro<br />

registrano un fallimento totale nonostante il lavoro ai giovani<br />

rappresenti la chiave, la medicina, il cemento dello sviluppo<br />

umano e morale prima ancora che economico del Paese.<br />

Fanno pensare e riflettere le Agenzie private di lavoro<br />

cosiddetto “interinale” o temporaneo quando fanno o farebbero da<br />

filtro e copertura assecondando una sorta di favoritismo<br />

“clientelare”, cioè avviando al lavoro i raccomandati.<br />

C’è un collocamento di Stato, ancorché “riformato”, che<br />

soltanto a Napoli registra giovani “non più giovani” perché iscritti<br />

e, pertanto, “invecchiati” da circa trent’anni, ma lo Stato ascolta e<br />

premia la piazza ed i facinorosi per cui i fondamentali diritti<br />

dell’uomo si esercitano e si realizzano soltanto ricorrendo alla<br />

violenza che viene soddisfatta per ed in nome dell’…ordine<br />

pubblico per giustificare così la paura e la vigliaccheria di uno<br />

Stato incapace, senza idee e senza attributi.<br />

Alla drammatica emergenza disoccupazione si risponde con<br />

provvedimenti episodici, parziali, asfittici, ridicoli, mancando la<br />

74


capacità creativa di organizzare grandi opportunità per tutti i<br />

giovani.<br />

Migliaia di qualifiche e di attestati “regionali” rilasciati senza<br />

che nessuno li organizzi e li valorizzi e li tuteli e li giustifichi<br />

fabbricando così illusioni e delusioni.<br />

Strutture abbandonate, fabbriche dismesse, scenari fatiscenti<br />

ed apocalittici, spazi incolti non sono dinamicamente e<br />

sapientemente recuperati alla vita ed alle opere.<br />

<strong>Il</strong> credito è negato alla qualità ed alla forza delle idee, ma<br />

vengono privilegiati i patrimoni.<br />

E guai a fidarti delle leggi dello Stato, come nel caso <strong>della</strong><br />

legge sull’imprenditoria giovanile, se non disponi di risorse<br />

proprie per fare fronte al progetto che intendi realizzare.<br />

Migliaia di giovani bussano invano alle porte <strong>della</strong> vita.<br />

Vogliono emergere, vogliono “salvarsi”, vogliono cimentarsi,<br />

vogliono produrre, ma il sistema Paese li emargina piuttosto che<br />

assecondarne l’entusiasmo, la speranza, la fiducia.<br />

Da D’Antona a Biagi, la riforma del mercato del lavoro<br />

inaugurata ed entrata in vigore il 24 ottobre 2003 è intrisa di<br />

precarietà nel senso che espone i giovani alla paura di vivere,<br />

all’incertezza, allo sfruttamento, forse ai ricatti, al servilismo, alla<br />

soggezione, ad un ventaglio di stronzate, cioè percorsi, ipotesi,<br />

categorie sperimentali discutibilissimi e singolari rispetto<br />

all’esigenza per un giovane di programmare un destino, un sereno<br />

divenire <strong>della</strong> vita .<br />

Un riformismo del tutto teorico ed empirico che la dice lunga<br />

sulla concreta capacità di applicazione di interventi <strong>della</strong> cultura<br />

accademica nella realtà del territorio e delle sue specificità.<br />

La moda sfrenata dei consulenti che si sprecano in questo<br />

Paese sistematicamente adottati e superpagati da una classe<br />

<strong>politica</strong> che non sa che pesci prendere.<br />

Così la <strong>politica</strong> “incompetente” ha dato in pasto al terrorismo-<br />

ed impropriamente- innocenti uomini di studio quali Massimo<br />

D’Antona e Marco Biagi.<br />

75


Ci va bene che il Collocamento di Stato, trasformato nelle<br />

attuali Agenzie per l’impiego, attui, attraverso colloqui ed<br />

interviste personali, un censimento puntuale dei profili, delle<br />

attitudini, delle aspirazioni, dei titoli, delle vocazioni, delle<br />

potenzialità, dei talenti, ma a fronte di tanto lavoro e<br />

predisponendo elenchi articolati, coerenti delle disponibilità.<br />

Movimentare e liberare imponenti iniziative mirate, imponenti<br />

risorse, progetti, produzioni, imprese, mercati, creatività, lavori<br />

pubblici, attività di restauro, scambi culturali e diffusione delle<br />

lingue. Tutti finalizzati a dare risposte serie e dinamiche<br />

all’immensa platea di attese “censite” in un valido ed imponente<br />

sistema di protezione, di sicurezza sociale, di tutela che recuperi e<br />

tranquillizzi gli indifesi, i deboli, che assecondi le vocazioni e che<br />

esalti i talenti, piuttosto che mortificarli.<br />

In uno alla istituzione di un fondo nazionale pensioni come<br />

strumento di perequazione e di speranza, di sostegno e di amore<br />

per quanti sono spesso dalla sorte rinviati ad un lavoro<br />

“dichiarato” in tarda età, ma anche incoraggiando, parlando di<br />

pensioni, ciascuno a versare una marca ai fini pensionistici sin<br />

dalla nascita quando e dove le famiglie di appartenenza ne abbiano<br />

le potenzialità.<br />

<strong>Il</strong> problema dei giovani è centrale per lo sviluppo del Paese.<br />

Pertanto, al concetto di precarietà del lavoro insito nella<br />

riforma Biagi andrebbe almeno assicurata ai giovani la sicurezza<br />

di una casa per non gettare nel panico chi e quanti dovessero<br />

perdere il lavoro.<br />

Una democrazia che pone al centro delle sue preoccupazioni i<br />

giovani ha certamente un grande avvenire perché le risorse<br />

finanziarie impegnate ed investite per la crescita dei giovani sono<br />

estremamente produttive per assicurare al Paese una società sana<br />

in un sistema concertato famiglia, scuola, Stato.<br />

L’ossatura vera di un giovane si forma attraverso tre momenti<br />

e tre modelli di vita : quello familiare, quello scolastico, quello del<br />

lavoro.<br />

76


Quando questi momenti sono slegati ed interrotti dall’inerzia,<br />

dalla speculazione, dalla demagogia, dalla incapacità degli<br />

educatori, sia la famiglia, sia la scuola, sia lo Stato, la personalità<br />

del giovane viene mortificata, avvilita e cede, nei meno attrezzati,<br />

nei meno forti spiritualmente e culturalmente, alle paure, alle<br />

tentazioni, alle crisi, ai profondi turbamenti, alle ribellioni,<br />

all’odio anche, alle tentazioni <strong>della</strong> delinquenza e dell’illegalità.<br />

Ecco perché il problema <strong>della</strong> criminalità giovanile è un falso<br />

problema.<br />

Si tratta di sottrarre manovalanza alla criminalità e agli<br />

interessi criminali come alle suggestioni <strong>della</strong> malavita<br />

organizzando cantieri di lavoro per i giovani in tutte le strutture<br />

abbandonate o dismesse, nelle Scuole stesse, progetti di<br />

apprendimento, di formazione attiva, di avviamento alle arti, alle<br />

discipline teatrali e cinematografiche nel quadro di un grande,<br />

febbrile progetto nazionale educativo di recupero, di<br />

valorizzazione, di scoperta dei talenti giovanili.<br />

<strong>Il</strong> discorso sulla criminalità parte da noi tutti.<br />

Una imponente mobilitazione di educatori sociali e culturali<br />

dalla Scuola alla famiglia alla strada per realizzare condizioni di<br />

equilibrio e di adesione alle realtà positive <strong>della</strong> vita.<br />

I giornali parlano sempre di miliardi stanziati, ma, alla fine,<br />

non si conosce quando, come, perché e per chi verranno impiegati.<br />

I tempi lunghi <strong>della</strong> <strong>politica</strong> e <strong>della</strong> burocrazia paralizzano e<br />

vanificano lo sviluppo uccidendo le attese e le buone intenzioni.<br />

Sullo sfondo, una attività persecutoria da parte delle Istituzioni<br />

verso chiunque intraprenda una qualche iniziativa.<br />

Mai atteggiamenti di incoraggiamento e di collaborazione.<br />

Più sigilli, più verbali, più diffide che intelligente<br />

considerazione ed attiva risoluzione delle problematiche.<br />

In questo senso, possiamo parlare di criminalità di Stato<br />

quando lo Stato non prende parte alla vita già drammatica del<br />

cittadino, ma si professa ostile e nemico.<br />

77


<strong>Il</strong> malessere giovanile, la devianza giovanile, la droga, la<br />

delinquenza, sono quasi sempre il risultato dell’abbandono, dello<br />

slegamento, del vuoto abissale che isolano il giovane nella<br />

famiglia, nella scuola, nella società, nella mancanza di lavoro e di<br />

modelli esemplari e di interessi autentici.<br />

Prima ancora di parlare di criminalità, scippi, rapine,<br />

sviluppiamo la fantasia, moltiplichiamo gli argini, creiamo<br />

occasioni ed opportunità che diano un senso alla vita.<br />

Tutte le grandi celebrazioni anticamorra ed antidroga sono<br />

ridicole ed ipocrite farse, tutti i cortei sono buffonate rispetto alla<br />

disattenzione ed all’apatia dei responsabili comunque <strong>della</strong> vita<br />

pubblica e privata verso i giovani.<br />

Così, nella indifferenza generale, è sorto, qui a Napoli, il<br />

secondo carcere e in un territorio già segnato dall’abbandono e<br />

dal degrado totali. Quasi a presagire per Napoli un avvenire di<br />

delinquenza attraverso una scelta stolta e perversa che peserà<br />

maledettamente sulla coscienza dei politici e dei tecnici che la<br />

determinarono.<br />

Una democrazia ha ragione di esistere nella misura in cui<br />

produce giustizia, solidarietà, progresso, sviluppo.<br />

Altrimenti degenera nel disordine e nell’anarchia. Perde di<br />

rispetto e produce i mostri consueti dell’oppressione, del<br />

totalitarismo, <strong>della</strong> dittatura.<br />

I giovani, in particolare, rappresentano il nodo principale da<br />

sciogliere perché la democrazia e la libertà abbiano un futuro.<br />

L’avvenire è inquieto.<br />

I giovani sono stretti nella morsa <strong>della</strong> paura. Fra ottimismo e<br />

pessimismo. In una stagione <strong>della</strong> vita in cui si chiede alle nuove<br />

generazioni di aver fretta, di competere, di correre, di bruciare i<br />

tempi e le tappe.<br />

<strong>Il</strong> malessere <strong>della</strong> condizione giovanile rappresenta il tormento<br />

delle famiglie e condiziona lo sviluppo ordinato <strong>della</strong> democrazia<br />

e <strong>della</strong> società, compromette la crescita equilibrata ed armonica<br />

del corpo sociale.<br />

78


La <strong>politica</strong>, con le sue omissioni, la sua indifferenza, i suoi<br />

tempi, le sue latitanze, i suoi rinvii, è responsabile primaria <strong>della</strong><br />

crescita anomala e squilibrata di una società civile.<br />

I Governi ed i responsabili ai vari livelli del mondo del lavoro<br />

annaspano nella incapacità di dare una svolta risolutiva alle<br />

problematiche giovanili.<br />

Quando la <strong>politica</strong> asseconda i difetti piuttosto che i pregi <strong>della</strong><br />

gente.<br />

Quando la <strong>politica</strong> asseconda la piazza mortificando i diritti e<br />

le attese degli onesti.<br />

Quando la <strong>politica</strong> fa gli affari e fabbrica scandali piuttosto che<br />

esercitare il bene comune.<br />

Così il diritto al lavoro, che è un diritto sacrosanto, deve<br />

passare attraverso i filtri e la demenziale architettura dei<br />

meccanismi di Stato.<br />

Le riforme e le ipotesi di riforma si moltiplicano senza<br />

rinunziare tutti alla libidine di gestire, egemonizzare, controllare.<br />

Così si amministra la disoccupazione, che resta<br />

disoccupazione.<br />

Non esiste, in questo Paese, un solo sportello di solidarietà a<br />

sostegno dei disperati, dei ridotti al lastrico da traumatici<br />

licenziamenti, di vedove o di vedovi con figli e senza reddito, di<br />

casi eccezionalmente, ma frequenti, di particolare disagio.<br />

Tutte le iniziative e le linee politiche elaborate ed esperite nel<br />

settore giovanile e <strong>della</strong> disoccupazione giovanile ripetono un<br />

clima di autentica aria fritta, astratto, vuoto, fallimentare come<br />

conseguenza di impostazioni ed aspirazioni demagogiche ed<br />

egemoniche piuttosto che di reale volontà di costruzione,<br />

attraverso i giovani stessi, di un futuro solido e credibile nel Paese.<br />

Basti considerare le enormi risorse europee e regionali<br />

investite, ma sprecate, nella formazione “professionale” qui in<br />

Campania attraverso corsi senza finalizzazione, senza sbocco,<br />

senza criterio, senza controlli rigorosi, senza una opportuna,<br />

saggia, attenta selezione delle vocazioni, delle attitudini, delle<br />

79


aspirazioni, delle potenzialità, dell’anzianità stessa dei soggetti<br />

chiamati, in poche parole, a subire una mortificante, autentica<br />

presa in giro ed un ennesimo calvario, al termine dei cosiddetti<br />

corsi, di proteste, di rivendicazioni, di disperate lotte per l’accesso<br />

ad un lavoro duraturo.<br />

Una delittuosa incapacità delle Istituzioni.<br />

La stessa pratica del numero chiuso nelle Università è il segno<br />

del fallimento dello Stato, è pratica delittuosa perché preclude,<br />

mortifica le vocazioni e le potenzialità affidando la sorte di un<br />

giovane alle graduatorie o ai risultati di un esame, di un colloquio.<br />

Einstein, grande fisico e grande matematico, fu bocciato proprio in<br />

matematica. Come ragiona questo Stato corriamo il rischio di<br />

perdere potenziali scienziati, inventori, geni dell’umanità perché<br />

in tanti giovani esclusi potrebbero nascondersi straordinari talenti<br />

e benefattori dell’umanità.<br />

La disoccupazione giovanile è una vergogna nel Paese.<br />

Soltanto il restauro dell’imponente patrimonio monumentale<br />

del Paese potrebbe coinvolgere e valorizzare migliaia di giovani<br />

per decenni a condizione che ne abbiano dallo Stato la cultura, il<br />

mestiere.<br />

Gli enormi spazi del cinema e <strong>della</strong> televisione andrebbero<br />

aperti con generosità ai talenti piuttosto che essere preclusi e<br />

ostinatamente abbandonati alle protezioni più squallide di quei<br />

mondi.<br />

La stessa scuola è povera di mezzi, di sussidi, di attrezzature<br />

sportive, teatrali, come, soprattutto, è povera di docenti ricchi di<br />

fascino, ricchi di conoscenza e di carisma, capaci di trascinare e di<br />

affascinare i giovani nel segno <strong>della</strong> grande cultura e dei grandi<br />

valori.<br />

La scuola è priva di mezzi e forse troppo gratuita quando<br />

potrebbe autogestirsi attraverso interventi finanziari differenziati<br />

in rapporto al reddito delle famiglie.<br />

80


La ricerca scientifica nel nostro Paese è asfittica, induce alla<br />

fuga delle intelligenze e dei talenti per mancanza e povertà di<br />

risorse nonostante i talenti e le buone intenzioni.<br />

Sarebbe auspicabile consorziare gli Stati in un pool finanziario<br />

mondiale, un’Authority scientifica e finanziaria unica in grado di<br />

cogliere le priorità, le eccellenze, le esigenze.<br />

Una sorta di Banca mondiale <strong>della</strong> ricerca scientifica.<br />

Esistono volontà, risorse, idee disponibili per un grande<br />

progetto “giovani” che li faccia protagonisti nel Paese e non<br />

strumenti <strong>della</strong> degenerazione dei Partiti e dei Sindacati e non<br />

massa di manovra per mestatori, demagoghi, movimenti,<br />

governanti incapaci.<br />

L’avvenire dei giovani è amaramente compromesso dalle<br />

nefandezze del presente.<br />

Scorrerie impietose e politiche devastanti hanno sconvolto<br />

irrimediabilmente il tessuto sociale del Paese riducendo nei cuori e<br />

nelle coscienze lo spessore <strong>della</strong> democrazia, bene assoluto e<br />

inalienabile purchè si alimenti di giustizia e purchè il benessere<br />

non degeneri in malcostume.<br />

A che serve la <strong>politica</strong> se non aiuta i piccoli a crescere, ad<br />

emergere, ad affermarsi nella vita?<br />

La sciagurata dismissione e liquidazione dell’Istituto <strong>della</strong><br />

Ricostruzione Industriale (IRI), i casi Cirio e Parmalat sono<br />

soltanto gli esempi più eclatanti di quel variegato mondo di<br />

sperperi, di complicità, di inettitudine, di omertà <strong>della</strong> <strong>politica</strong> che<br />

lascia morire i…piccoli e guazza, ammirata e compiacente, nei<br />

grandi interessi.<br />

Lo Stato, le Istituzioni praticano spesso vere e proprie<br />

aggressioni quando si rifiutano di leggere nelle storie dei privati<br />

cittadini ancorché vessati e perseguitati da esose imposizioni cui<br />

non sono in grado di far fronte senza dover fallire o chiudere la<br />

propria attività.<br />

Ecco la…legalità.<br />

81


La legalità, tanto demagogicamente invocata, ha un senso se<br />

vengono realizzate e garantite le condizioni di praticabilità <strong>della</strong><br />

legalità e se viene riferita a leggi per l’Uomo piuttosto che contro<br />

l’uomo, se viene riferita a leggi logiche, intelligenti, umane e non<br />

disumane.<br />

I giovani non hanno interlocutori. I Governi di ieri e di oggi<br />

non hanno la capacità di scrivere una legge per i giovani di<br />

accesso al futuro, alle opportunità, alle autonome iniziative, alla<br />

drammatica prospettiva europea che vede il nostro Paese debole<br />

strutturalmente ed incapace di competere con i più forti ed<br />

attrezzati partner.<br />

Per chi opera seriamente, per chi ha grande il senso dello Stato<br />

e <strong>della</strong> comunità, per chi ha grande il senso degli ideali cristiani,<br />

per chi ha grande il culto dei valori, per chi ha una storia ricca di<br />

fatti è avvilente dover registrare lo smarrimento <strong>della</strong> gente, il<br />

rifiuto <strong>della</strong> gente e sempre l’alibi e sempre la giustificazione<br />

pronta e dover registrare, nello stesso tempo, l’indifferenza verso<br />

chi ha prodotto cose serie ed efficaci.<br />

In presenza di cronache terrificanti da tutto il mondo sulla<br />

condizione giovanile, non ci è consentito attardarci nel dare<br />

risposte certamente imperfette, ma che incidano sul piano concreto<br />

testimoniando almeno la presenza e l’interesse delle Istituzioni<br />

verso una realtà che fa tremare i polsi.<br />

<strong>Il</strong> lavoro resta il problema centrale del Paese e, attraverso il<br />

lavoro, si attua la più grande operazione di prevenzione e di salute<br />

pubblica, si pratica la prima grande medicina per combattere<br />

qualsiasi forma di devianza.<br />

Ai giovani disperati, al Paese sfiduciato, diciamo che<br />

l’occupazione è “in ripresa”, diciamo che l’occupazione è<br />

cresciuta dello “o,…”….<br />

Siamo ridicoli.<br />

La beffa ricorrente del “ milione” di…posti trascurando gli<br />

annunci quotidiani di tagli, esuberi, licenziamenti, dismissioni,<br />

82


fallimenti, chiusure e trascurando le nuove leve che si affacciano<br />

tumultuose e preoccupate alla vita produttiva del Paese.<br />

<strong>Il</strong> Paese abbonda di strutture abbandonate, di scuole<br />

parzialmente utilizzate, di tesori e luoghi d’arte dimenticati.<br />

Quando non abbiamo la capacità di mobilitare tutte le<br />

potenzialità del territorio perché nessuno si senta inutile e solo o<br />

viva il panico del presente ancora che prima del futuro, non ci<br />

permettiamo di fare <strong>politica</strong>.<br />

Così per la casa. Da Amintore Fanfani, non si parla più di<br />

piani casa: 1948, realizzate 300mila case popolari ed assegnate ad<br />

altrettante famiglie.<br />

Dopo cinquant’anni di Repubblica l’Italia vive ancora il<br />

problema <strong>della</strong> casa tra fitti massacranti e costi di acquisto<br />

inaccessibili.<br />

Si moltiplicano bandi e graduatorie eterni, ma non si<br />

assegnano le case. E quelle realizzate sono una vergogna<br />

architettonica.<br />

Una scellerata <strong>politica</strong> economica vorrebbe imporre ai giovani<br />

modelli americani impraticabili nella nostra cultura e nel nostro<br />

asfittico sistema economico : il part-time, l’interinale, il lavoro<br />

in…affitto, il co.co.co…il lavoro…temporaneo ed io dico il lavoro<br />

in…assaggio, ma c’è da domandarsi se i figli del Governatore<br />

<strong>della</strong> Banca d’Italia o dei tanti legislatori al Governo del Paese o<br />

nel Parlamento siano mai destinati o avviati al lavoro “part-time”.<br />

Almeno per dare l’esempio agli italiani sulla pelle dei rispettivi<br />

figli.<br />

Con tutto il rispetto per la memoria di D’Antona e di Biagi,<br />

sono riforme incompatibili con la precarietà e la debolezza del<br />

sistema economico italiano, con le aspirazioni dei giovani di<br />

questo Paese e per la incapacità di questo Paese di produrre<br />

opportunità di lavoro.<br />

Quando la moralità delle nostre imprese e dei nostri<br />

imprenditori, straordinari imprenditori, fu, è stata ed è tutta,<br />

interamente, nella capacità, nell’orgoglio, nella nobilissima<br />

83


ambizione di assicurare lavoro duraturo a migliaia di famiglie.<br />

Traducendosi in amarezza e sofferenza la parola licenziamento<br />

che oggi si vorrebbe “istituzionalizzare” come nuova filosofia nei<br />

rapporti di lavoro.<br />

Quando l’Italia del lavoro aveva le sue radici o continua ad<br />

averle nei Signorini (Cirio), nei Cenzato, nei Rodinò, nei Borghi<br />

(Giovanni), nelle prestigiose Manifatture Cotoniere Meridionali,<br />

nell’Ansaldo, negli Olivetti, nei Motta, nei Rizzoli, nei Merloni,<br />

nei Mario Valentino, nei Gianni Punzo, fondatore e presidente di<br />

straordinarie realtà quali il CIS, l’Interporto Campano di Nola e la<br />

Banca Popolare di Sviluppo, il “Vulcano buono”… nei<br />

Ferragamo, ….e nei tanti, tantissimi ancora appassionati, eroici,<br />

intraprendenti inventori di iniziative economiche, cui questo Stato<br />

vuole invece imporre una <strong>politica</strong> di sfruttamento e di cardiopalma<br />

dei suoi giovani attraverso una sola produzione certa, la<br />

produzione di…curriculum vitae, completa di “autorizzazione al<br />

trattamento dei…dati personali” per la nota, ridicola legge sulla<br />

privacy.<br />

Così storie esemplari come quella di Mariano Vitale, titolare<br />

<strong>della</strong> “Vitalcolor” di Casalnuovo di Napoli, una azienda<br />

napoletana che dà a vivere sessanta famiglie con investimenti<br />

miliardari propri, innovativi, all’avanguardia, finanziando lo Stato,<br />

con le sue “488”, le grandi aziende piuttosto che le piccole, ma<br />

sane ed oneste realtà.<br />

Così storie esemplari come quella di Maurizio Marinella,<br />

erede e continuatore di una Ditta centenaria nel settore <strong>della</strong> moda,<br />

punto ricercatissimo di riferimento possiamo dire internazionale<br />

nella Città di Napoli.<br />

Senza parlare dei nuovi, straordinari fenomeni del nostro<br />

mondo economico da Massimo Colomban di Treviso ad Alcide<br />

Leali di Brescia a Mario Moretti Polegato di Treviso a Renato<br />

Brevini di Reggio Emilia testimoni di grandi intuizioni<br />

imprenditoriali e datori di migliaia di posti di lavoro nel mondo,<br />

esempi attualissimi di straordinaria moralità produttiva e creativa<br />

84


come riportati in un fondo a firma di Francesco Gavazzi sul<br />

“Corriere <strong>della</strong> Sera” di martedì 29 luglio 2003, LA FORZA VITALE delle<br />

IDEE BRILLANTI.<br />

Così sopravvivono due Italie: l’Italia degli innocenti, dei<br />

semplici, dei galantuomini, dei sofferenti, degli impotenti e una<br />

Italia depravata, degenerata, furbastra, del benessere, degli<br />

egoismi che sistematicamente e puntualmente si prostituisce agli<br />

interessi privati, ai falsi miti, alle ingannevoli promesse,<br />

all’effimero.<br />

Sopravvivono due Italie: una Italia perversa, dura a cedere il<br />

passo all’Italia dei galantuomini, a quell’Italia di onesti e di eroi<br />

che affronta sudando la vita nel lavoro e nel culto <strong>della</strong> famiglia,<br />

in silenzio, soffrendo, subendo.<br />

L’Italia dei privilegi e delle rapine “legali” comunque e quella<br />

dei torchiati, degli spremuti, dei condannati a vegetare.<br />

L’Italia dei calendari, dell’effimero, dei parlamentari e dei<br />

politici in…avanspettacolo e l’Italia <strong>della</strong> sofferenza, dei senza<br />

tetto, dei terremotati, di quanti non hanno un letto per dormire, di<br />

quanti sono costretti all’addiaccio nonostante i volontari,<br />

nonostante la “Caritas” e la Croce Rossa.<br />

L’Italia delle amanti e degli amanti, dei compagni e delle<br />

compagne…….<br />

L’Italia di…Costantino!<br />

L’Italia del…Grande Fratello!<br />

L’Italia delle…veline..!<br />

L’Isola dei famosi…!<br />

Le sorelle…Lecciso…!<br />

Ma…cosa diamo ai giovani?<br />

Quando per esigenza e successi di “audience” si perde il senso<br />

di responsabilità e si precipita il Paese nella stupidità pericolosa ed<br />

epidemica.<br />

Non è moralismo, ma soprattutto quando si sceglie la vita<br />

pubblica bisogna rientrare nei ranghi, imporsi un regime di vita di<br />

85


austerità, di rigore per il rispetto che si deve al dolore, alla<br />

sofferenza dei propri amministrati.<br />

Una moltitudine silenziosa, composta, che annaspa nel caos e<br />

nell’indifferenza e nella prepotenza di quanti, avventurieri ed<br />

esaltati nella retorica del cambiamento e <strong>della</strong> “moralizzazione”,<br />

ci hanno propinato la seconda…Repubblica più sporca, ipocrita e<br />

fetente <strong>della</strong> prima.<br />

Ci sono miliardari nel nostro Paese che piangono di<br />

insoddisfazione, chiusi ed ottusi di fronte alla tragedia mondiale di<br />

milioni di senza lavoro, senza pane, destinati alla morte per fame e<br />

per malattia.<br />

Ci sono miliardari prigionieri, ostaggio delle loro immense<br />

ricchezze. Infelici. Forse perché non riescono a farsi perdonare le<br />

loro enormi ricchezze.<br />

Ed io penso spesso al dramma dei ricchi nel momento in cui, in<br />

piena coscienza e lucidità, dovranno, come devono, pur<br />

congedarsi dalle enormi, quanto discutibili, fortune accumulate o<br />

ereditate nella vita: il dramma, la disperazione, il<br />

rimorso…l’azzeramento…<br />

Paradossalmente, la miseria è una grande scuola.<br />

Produce solidarietà, attenzione, sensibilità.<br />

<strong>Il</strong> benessere,la ricchezza…producono egoismi, insoddisfazione,<br />

insicurezza.<br />

C’è una Italia “anarchica”, “a<strong>politica</strong>”, che vorrebbe sovvertire<br />

il mondo in odio alla <strong>politica</strong> e in odio a quanti la praticano e la<br />

rappresentano, ma ogni epoca ha avuto i suoi anarchici, i suoi<br />

stoici, i suoi ribelli prodotti comunque dall’incapacità stessa <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong> di cogliere e realizzare i superiori destini dell’Uomo.<br />

Due mondi diversi. Una Italia di furbastri se la ride e se la<br />

gode mentre una massa di poveri illusi fa il loro gioco e si spertica<br />

le mani nell’applauso irresponsabile e sterile di destra e di sinistra.<br />

Così intere generazioni passano dalla culla alla tomba senza<br />

concludere niente ed un esercito di miserabili accattoni accetta di<br />

86


vivere anonimamente a rimorchio delle deliranti esperienze di<br />

malati mentali, di paranoici, di psicopatici <strong>della</strong>…<strong>politica</strong>.<br />

87


IV. La Storia ha bisogno di Santi<br />

Paradossalmente la Storia ha bisogno di Santi piuttosto che di<br />

filibustieri.<br />

Dalla famiglia al Governo alle Istituzioni alla Chiesa<br />

comunque la società per crescere ha bisogno di identificarsi in<br />

grandi, esemplari modelli di vita.<br />

Le cronache ci presentano storie allucinanti di grandi<br />

filibustieri <strong>della</strong> vita pubblica.<br />

Le cronache dell’agosto 2005 sono state la celebrazione più<br />

alta <strong>della</strong> filibusteria finanziaria e <strong>politica</strong> del Paese.<br />

E avrai potuto riflettere sulla miserabilità di un mondo<br />

impegnato nelle…scalate.<br />

Sulla miserabilità di piccoli uomini ancorché mostri di<br />

intelligenza, di esperienza, di capacità “finanziaria” tra panfili,<br />

ville, rifugi dorati.<br />

Gli affossatori del Paese, i razziatori, i predatori…<br />

Immense ricchezze paesaggistiche abbandonate alle sevizie<br />

dell’ignoranza, agli stupri, agli egoismi ottusi, alle cosiddette<br />

Amministrazioni sovrane, ma sovrane soltanto nell’ignoranza<br />

piuttosto che nella capacità di sviluppo delle proprie comunità.<br />

Viviamo una esperienza <strong>politica</strong> di estrema e preoccupante<br />

ambiguità.<br />

Nonostante una Costituzione fra le migliori del mondo e<br />

ancora tutta da attuare, l’attività riformista è diventata il paravento<br />

<strong>della</strong> follia e <strong>della</strong> irresponsabilità di una intera classe pseudo<strong>politica</strong>.<br />

Viviamo al centro di camorre di Stato inaudite, di violenze di<br />

ogni genere, di abusi di potere, in nome di una “ legalità “<br />

disumana.<br />

88


Siamo entrati nell’Europa monetaria, ma la nostra capacità di<br />

competere con i partner più forti è debole perché debole ed impari<br />

è l’azione dello Stato nel pilotare le giovani generazioni verso<br />

questa straordinaria realtà.<br />

Una classe <strong>politica</strong> che predica valori, ma non li pratica.<br />

<strong>Il</strong> degrado e l’abbandono delle Città, delle periferie, di interi<br />

quartieri storici e monumentali producono malessere, delinquenza,<br />

angoscia, rabbia e sono una vergogna inaccettabile per la qualità,<br />

la civiltà, la dignità <strong>della</strong> vita.<br />

I giovani hanno ben poco da imparare e il quadro sociale è lo<br />

specchio del quadro politico, delle sue collusioni, delle sue<br />

complicità, delle sue latitanze, delle sue pigrizie, delle sue<br />

indulgenze tant’è la caduta ed il fallimento del quadro educativo<br />

del Paese.<br />

Ci hanno divisi in destra e sinistra quando l’Uomo per la sua<br />

libertà, la sua intelligenza, la sua sacralità, la sua irripetibilità non<br />

è collocabile, non è ghettizzabile.<br />

Si vota a sinistra perché stanchi e delusi dalla destra.<br />

Si vota a destra perché stanchi e delusi dalla sinistra.<br />

Sarebbe “l’alternanza”, ma pochi riescono a capire che il<br />

problema è l’uomo e che la soluzione è Cristo.<br />

Una Italia euforica ed incosciente votava Berlusconi, una<br />

Italia altrettanto euforica ed incosciente ha votato l’Unione di<br />

Prodi, Rutelli, Fassino, Boselli, Bertinotti, Diliberto, Pecoraro<br />

Scanio, incapaci di sorridere, incapaci di amare.<br />

Un destino amaro quando l’Italia ha bisogno di forze<br />

politiche libere, in competizione, ma libere.<br />

E’ di una gravità unica dividere gli italiani in destra e sinistra,<br />

gli uni contro gli altri.<br />

La più balorda delle concezioni.<br />

Mentre nell’esperienza quotidiana ricorrono eventi e fatti così<br />

umanamente tragici che nella pur militante demagogia delle forze<br />

cosiddette politiche non trovano ascolto, non trovano misericordia,<br />

ma dov’è la Politica, dove sono i suoi doveri verso l’Uomo?<br />

89


Soltanto una rivoluzione potrà rimuovere questa asfissiante<br />

cappa di ipocrisia e di equivoci che governa l’Italia.<br />

Fare <strong>politica</strong> non significa necessariamente accedere ad una<br />

poltrona, ma fare <strong>politica</strong> significa esercitare, esprimere, far valere<br />

le idee, i progetti, la propria capacità di proposta.<br />

La Politica fallisce dove si incontrano incapacità e interessi<br />

privati, ambizioni scellerate, illegittime e pochezza interiore,<br />

povertà di sentimenti e di fede, povertà di contenuti e di<br />

spiritualità perché c’è una spiritualità dell’Uomo politico che è<br />

essenziale all’esercizio di un ruolo di leader.<br />

Perché la Politica ha un senso se promuove e struttura<br />

Uomini, se libera energie, talenti piuttosto che occupare poltrone,<br />

avvilire spazi realizzando, invece, le cose importanti, le cose che<br />

contano.<br />

La Storia ha bisogno di Santi piuttosto che di filibustieri. La<br />

condizione <strong>della</strong> società umana non è delle migliori nonostante i<br />

progressi <strong>della</strong> scienza, <strong>della</strong> tecnica, <strong>della</strong> civiltà. Siamo al centro<br />

di eventi devastanti, di genocidi a cielo aperto e l’Uomo appare<br />

sempre più alienato, disperato, infelice, insoddisfatto.<br />

Alla fine, nonostante le informazioni invadano le nostre case<br />

con la simultaneità e la violenza <strong>della</strong> diretta, non di pari passo<br />

cresce e matura la nostra coscienza tuffandoci sempre più<br />

nell’effimero e nell’egoismo dell’esistere. Un cannibalismo in<br />

giacca e cravatta senza sapere o rifiutandoci di sapere dove<br />

andiamo a…parare.<br />

Nello sfascio generale <strong>della</strong> <strong>politica</strong> si registrano sempre più la<br />

solitudine e l’angoscia dei galantuomini, dei benpensanti, dei<br />

semplici come dell’Uomo moderno comunque alla ricerca<br />

continua <strong>della</strong> propria identità perché inaridito, mortificato,<br />

piegato nella sua dignità nella spietata competizione economica<br />

dei nostri tempi diventando l’Uomo sempre più merce di scambio<br />

piuttosto che depositario di Valori e modello irripetibile <strong>della</strong><br />

grandezza del Creatore.<br />

90


L’Uomo ridotto a valere ed esistere per ciò che possiede<br />

piuttosto che per ciò che è. Uno straccio nella feroce lotta per il<br />

possesso dei beni <strong>della</strong> terra che pure rappresentano un dono di<br />

Dio per tutti.<br />

L’Uomo intelligente, sano, libero è sistematicamente<br />

annientato nella morsa allucinante, cinica, perversa di una<br />

generazione <strong>politica</strong> che subordina ed emargina i valori, la<br />

sacralità, la universalità dell’Uomo alle ragioni dell’economia. Ed<br />

in nome dell’economia lo corrompe, lo sacrifica, lo annulla, lo<br />

dispera, lo divora, lo inganna. L’Uomo ridotto a pagare bollette è<br />

negato alla sua vocazione, al suo destino, alla sua vocazione, alla<br />

grandezza del suo mandato sulla terra alimentando i profitti delle<br />

grandi corporazioni di Stato o private. Un mondo fondato sugli<br />

egoismi e sul profitto piuttosto che sulla solidarietà quando<br />

l’economia non dovrebbe mai prescindere dai Valori, ma essere<br />

strumento di riscatto, di liberazione, di promozione, di civiltà.<br />

Oggi l’uomo, nella cultura dominante, è soltanto un soggetto<br />

economico massacrato dalle ragioni del bilancio dello Stato,<br />

sottratto alle sue ragioni di vita, al disegno stesso, ma inestricabile,<br />

<strong>della</strong> Creazione.<br />

Sullo sfondo, una insistente, dichiarata professione di<br />

“laicismo” ed una impressionante caduta di Cristianesimo attivo,<br />

vissuto, operante nonostante il protagonismo universale, il<br />

calvario, l’eroica , fisica testimonianza di un Pontefice, Giovanni<br />

Paolo II, gigantesco riferimento di umanità, di pace e di fede nel<br />

vuoto altrettanto universale di ideali, di valori vissuti, di ideologie.<br />

Lo stato del pianeta è terrificante.<br />

Dio non voglia che la pazienza e la disperazione dei popoli<br />

diventino presa di coscienza, rabbia, collera e si tramutino in<br />

rivoluzione cruenta imprevedibile ed incontrollabile.<br />

Tanti sono gli egoismi, gli interessi privati, l’incompetenza,<br />

l’ipocrisia che presiedono al governo delle cose e che<br />

contrappongono gli uomini..<br />

91


Per chi ha una sorta di coerenza, di testimonianza, di idee, di<br />

disinteresse, di fatti concreti e documentati, di vita vissuta e<br />

partecipata fra la gente, è difficile collocarsi nell’attuale,<br />

schizofrenico, devastante scenario <strong>della</strong> <strong>politica</strong> sostenuto da una<br />

massa rincoglionita di italiani, ma nemmeno sono possibili il<br />

silenzio, l’abbandono, la fuga… soprattutto se hai forza, energia,<br />

esperienza, sangue nelle vene, passione civile, amore da spendere.<br />

D’altra parte il quadro scellerato <strong>della</strong> <strong>politica</strong> non ti<br />

riconosce per il tuo impegno, per la tua storia, per la tua<br />

produzione socio-<strong>politica</strong>, per le tue realizzazioni, per la serietà e<br />

la qualità dei tuoi comportamenti politici, per quanto hai dato e dai<br />

alla gente, ma volutamente e perfidamente ti ignora.<br />

Perché il bene non elettrizza nessuno.<br />

Televisioni e carta stampata fabbricano miti e promuovono al<br />

rango di personaggi uomini senza meriti e senza storia.<br />

In questo Paese si moltiplicano e si rincorrono i Premi, ma,<br />

stranamente, vengono premiati coloro che già godono di grande<br />

notorietà e di guadagni astronomici e per meriti elementari,<br />

ordinari e per niente eroici.<br />

E’ proprio difficile stanare quanti per talenti, per meriti<br />

straordinari e per disinteresse soprattutto sarebbero meritevoli di<br />

attenzione?<br />

Che senso ha premiare gli arrivati, quelli che te li ritrovi<br />

sempre fra i piedi?<br />

Che senso ha premiare quanti già strapagati e supergratificati<br />

per il loro lavoro?<br />

La sera del 22 marzo 2004 i conduttori Paolo Bonolis e<br />

Simona Ventura ricevono l’Oscar TV nell’ambito del 44° Premio<br />

Regia televisiva.<br />

Irene Pivetti come personaggio…rivelazione!<br />

In questo Paese dove i grandi vengono fatti morire e<br />

riconosciuti soltanto alla scomparsa.<br />

In questo Paese dove i talenti vengono fatti emigrare e morire<br />

di nostalgia, di amarezza, talvolta o spesso di rancore.<br />

92


Quanti premi non conferiti, quante medaglie non assegnate,<br />

quanti riconoscimenti non espressi e quanti caduti, martiri, eroi,<br />

dimenticati, “anonimi” e sepolti?<br />

Ci sono vite distrutte, vite consumate nell’assistenza ai feriti,<br />

ai mutilati dei grandi, terrificanti genocidi in atto nel mondo, ci<br />

sono vite straordinarie come quella di Gino Strada (e di sua<br />

moglie), attraverso “Emergency”, che andrebbe proposto per la<br />

nomina a Senatore a vita per onorare una dedizione che onora<br />

l’Italia, ma nessuno ci pensa mentre vengono onorati e superpagati<br />

alcuni “monumenti” di questa nostra Repubblica per la lunga<br />

militanza <strong>politica</strong> e…partitica.<br />

Così i dibattiti, le interviste, le feste di Partito, sottraggono<br />

soltanto tempo utile ai doveri <strong>della</strong> Politica ed incretiniscono<br />

sempre più le platee.<br />

Volevano cambiare la Repubblica!<br />

Ne è venuto fuori uno scenario allucinante, disgustoso, oggi<br />

come ieri, di uomini, di riciclati, di “rifugiati politici”, di<br />

opportunisti, di traditori, di incapaci, di furbastri, dei peggiori<br />

prodotti <strong>della</strong> prima Repubblica.<br />

La barzelletta del…rinnovamento!<br />

Possiamo starcene a casa e subire?<br />

Chi ha la cultura di Degasperi e di Moro, chi ha i piedi nella<br />

Storia, è semplicemente annichilito per la piega che hanno preso il<br />

Paese e la <strong>politica</strong> insieme.<br />

Per capirci qualcosa non ci resta che il ricovero nella più vicina<br />

struttura psichiatrica.<br />

Così come gli ebrei erranti non si arresta il vagabondaggio del<br />

personale politico da una aggregazione all’altra nella tormentata,<br />

ma disinvolta ricerca di spazi sempre più gratificanti, sempre più<br />

paganti.<br />

Un trasformismo scandaloso che fa bene soltanto a chi ne<br />

beneficia in termini numerici e di forza elettorale, ma resta pur<br />

93


sempre una inaccettabile pratica di tradimento del proprio<br />

elettorato che andrebbe finalmente severamente punita.<br />

Non siamo in presenza di una terrificante, squallida presa in<br />

giro degli italiani e non inducono questi comportamenti ad una<br />

doverosa fuga dalle urne ?<br />

Altro che unità del Paese…<br />

Altro che “ Paese maturo “…<br />

Di fronte a tanta caduta di valori morali e di caratura ormonale<br />

delle rappresentanze politiche c’è poco da sperare nelle riforme<br />

elettorali.<br />

Già il sistema bipolare –modello unico nel sistema politico<br />

mondiale- è di per sé anomalo ed immorale. Come può<br />

l’intelligenza del Paese accettare di essere governata da<br />

accozzaglie di identità, di storie, di ideologie, di culture…?<br />

A destra come a sinistra nel gioco scellerato delle parti e degli<br />

interessi privati, che rendono sempre più questo nostro Paese<br />

insopportabile alimentandosi sentimenti di rifiuto ed anarchici,<br />

soprattutto fra i giovani.<br />

La colpa è sempre dell’ignoranza che rifiuta la Storia. Chi<br />

non legge nel passato non può vivere nel presente e non può<br />

guardare al futuro.<br />

Oggi il Paese è al centro di una cagnara inaudita, di una<br />

scandalosa sconfessione di un passato ancora recente, ma segnato<br />

da straordinarie personalità, da Degasperi a Moro, la cui<br />

esemplare testimonianza costituisce un patrimonio politico,civile e<br />

morale di irraggiungibile, ineguagliabile, irripetibile spessore.<br />

E bisognerebbe introdurre in tutte le Scuole <strong>della</strong> Repubblica<br />

la lettura degli “atti parlamentari” per cogliere lo spessore ed il<br />

travaglio ed il contributo di quegli anni <strong>della</strong> cosiddetta, vituperata<br />

prima Repubblica alla costruzione dell’ossatura democratica del<br />

nostro Paese pur in presenza di un forte, irriducibile Partito<br />

Comunista e di un consistente, resistente Partito fascista.<br />

94


Non si contano i campioni, gli eroi, i combattenti irriducibili<br />

<strong>della</strong> nostra vicenda democratica e del suo travagliato processo di<br />

crescita.<br />

Quale differenza abissale tra la serietà, l’austerità, la santità di<br />

Alcide Degasperi e l’euforia, la protervia, la presunzione, la<br />

sicumera, il senso di indispensabilità e di sfida insite nella cultura<br />

“<strong>politica</strong>” dell’era Berlusconi come nella deludente, mediocre,<br />

acida compagine di centro sinistra.<br />

La seconda Repubblica è una mistificazione ( Giuseppe<br />

Dossetti )<br />

95


V. Liberare la Politica<br />

La Politica è prigioniera nel delirio incontinente e irrefrenabile<br />

dei Partiti sempre più noiosi, sempre più ottusi fino alla nausea,<br />

fino allo sbadiglio e così irreali, così estranei rispetto alle<br />

meraviglie <strong>della</strong> vita.<br />

I partiti politici palestre di demagogia.<br />

Eppure necessari, eppure inevitabili.<br />

<strong>Il</strong> dramma vero è lo scempio <strong>della</strong> Politica, <strong>della</strong> sua nobiltà,<br />

<strong>della</strong> sua indispensabilità. L’attentato continuo e sistematico alle<br />

sue ragioni perché imbrigliati e costretti nel vergognoso castello<br />

dei Poli, che tolgono respiro ed ossigeno e personalità alla<br />

Politica, che tolgono voglia di fare Politica, voglia di<br />

partecipazione dovendo tu aderire non più ad una bandiera, alla<br />

bandiera dei tuoi ideali, <strong>della</strong> tua cultura, <strong>della</strong> tua storia, ma ad<br />

una accozzaglia di formazioni “politiche”, spesso ad una sorta di<br />

bande aggregate e strumentali alla divisione del potere, degli<br />

incarichi, <strong>della</strong> propria quotidiana sopravvivenza “<strong>politica</strong>”.<br />

Almeno nella famigerata prima Repubblica si esisteva<br />

<strong>politica</strong>mente con il proprio nome e cognome senza rinunziare,<br />

cioè, alla propria identità.<br />

Così una massa di “infedeli”, siamo in quel di Parma il 9<br />

marzo 2002, applaude e ratifica la dismissione del Partito Popolare<br />

Italiano, la fine di quell’ultimo, forse illusorio riferimento a<br />

Degasperi ed alla grande Storia <strong>della</strong> Democrazia Cristiana, per<br />

“confluire “ nella…Margherita!<br />

Una ennesima svolta, una ennesima infamia nella incredibile<br />

cronaca <strong>politica</strong> italiana.<br />

Così gli anni 3000 si aprono e si confermano all’insegna <strong>della</strong><br />

prostituzione totale, a destra come a sinistra.<br />

L’uomo che si serve <strong>della</strong> Politica per infierire, per gestire, per<br />

asservire, per mortificare, illudere, ingannare il suo prossimo.<br />

Per esercitare il suo squallido, spesso letale protagonismo.<br />

96


Una presenza parassitaria e dannosa, invadente e incosciente<br />

rispetto alle attese, alle risorse eluse, all’intelligenza, ai talenti del<br />

Paese.<br />

L’uomo che te ne inventa una al giorno di risibili architetture.<br />

L’Ulivo, la Margherita, il triciclo, la Grande alleanza<br />

democratica, la Fed, l’Unione…il Partito Democratico… la Casa<br />

delle…libertà, Alleanza Nazionale, Forza Italia, La Lega<br />

Nord…tutte a sostegno di disegni ed aggregazioni incompatibili,<br />

ma rassegnate al fine ultimo di comandare e…mangiare.<br />

L’Italia dei…Valori, Di Pietro con Occhetto…<br />

Abnorme!<br />

Si servono dei voti e <strong>della</strong> <strong>politica</strong> per inventarne di tutti i<br />

colori.<br />

E milioni di poveri Cristi sempre pronti a sperticarsi le mani,<br />

suggestionati, ipnotizzati, convinti!!! Pure dai “magliari” di turno<br />

che ti vendono il pacco.<br />

E tanti italiani si professano berlusconiani, rutelliani, prodiani,<br />

dalemiani,fassiniani, mastelliani… finiani…pecorari…veltroniani,<br />

nonostante non possano mangiare, nonostante debbano fare salti<br />

mortali per sopravvivere, nonostante si siano atrofizzate le<br />

mascelle e le mandibole per…astinenza.<br />

Che tenerezza…!<br />

Se è mai possibile accettare ed assecondare questo quadro<br />

politico del Paese così asettico e lontano dai destini privati <strong>della</strong><br />

rincoglionita gente. Purtroppo “rincoglionita”!<br />

Nonostante le amare lezioni <strong>della</strong> storia, ancora oggi si<br />

riservano autentici “bagni di folla” ai molteplici campioni <strong>della</strong><br />

nostra insoddisfazione quando calano sui nostri territori e<br />

veramente è un mistero come la gente possa cambiare e come<br />

possa immergersi in “bagni di stupidaggine” dimenticando e<br />

perdonando tutti i disastri <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Una vita di illusioni quando la <strong>politica</strong> così vissuta,<br />

organizzata e propinata, ti consuma l’esistenza, ti svuota l’anima,<br />

97


ti rispetta e ti usa come un voto, mai come un Uomo, un Amico,<br />

una realtà.<br />

E’ singolare ed è incredibile come i popoli sottostiano alla<br />

violenza, alle degenerazioni, alle atrocità del potere addirittura<br />

facendo il tifo alle angherie, alla demagogia dei governanti<br />

rinviando fino allo stremo l’ora <strong>della</strong> presa di coscienza, l’ora<br />

<strong>della</strong> rivoluzione.<br />

Così l’immane cataclisma che ha colpito l’Asia il 26 dicembre<br />

2004 ha evidenziato e fatto esplodere in tutta la sua drammaticità<br />

con i suoi 230mila e più morti l’enorme offesa alla vita, lo<br />

scandaloso divario tra pochi ricchi e gaudenti di quei paradisi,<br />

mete ricercatissime di un peculiare turismo mondiale e masse fin<br />

qui ignorate di emarginati, di derelitti, di innocenti condannati al<br />

martirio da regimi criminali impegnati in guerre civili e tribali,<br />

indifferenti allo sviluppo <strong>della</strong> propria gente.<br />

Poi New Orleans, poi il Pakistan…centinaia di migliaia di<br />

vittime pesano sulla coscienza universale.<br />

Ed è così riduttivo, così mortificante questo continuo dividere<br />

il mondo in destra e sinistra rappresentando destra e sinistra<br />

altrettanti momenti del delirio collettivo in cui versa il Paese,<br />

altrettante sponde del medesimo <strong>naufragio</strong> politico e mentale.<br />

E’ talmente riduttivo e mortificante questo dualismo destra e<br />

sinistra che tarpa le ali alle grandi e nobili aspirazioni ed ai grandi,<br />

terrificanti doveri <strong>della</strong> Politica, che riduce gli uomini a…zombi,<br />

ad esaltati, ad invasati piuttosto che portatori di valori eterni.<br />

<strong>Destra</strong> e sinistra per significare il <strong>naufragio</strong> <strong>della</strong> Politica.<br />

<strong>Destra</strong> e sinistra sono autentiche ghettizzazioni <strong>della</strong> mente e<br />

dello spirito, aree di soggezione dell’uomo o di celebrazione<br />

dell’imbecillaggine umana quando l’uomo abdica alla sua<br />

sacralità, alla sua intelligenza, alla sua libertà, alla sua<br />

indipendenza, alla sua universalità.<br />

Chi ha un minimo di dignità come può sottoscrivere un<br />

sistema politico così balordo, mistificante, mistificatorio ed<br />

ingannevole?<br />

98


La Storia ci ha tramandato singolari, nobilissime<br />

testimonianze, grandi personalità, spiriti elevati, coscienze<br />

intemerate, giganti <strong>della</strong> cultura e <strong>della</strong> scienza sacrificati alle<br />

ideologie, alle collocazioni, alle…ditte di appartenenza.<br />

Tra destra e sinistra.<br />

Pur rispettando ed onorando le legittime nostalgie care al<br />

passato, di vite consacrate agli ideali politici, di quanti hanno<br />

costruito montagne e monumenti alla storia ed alla cultura <strong>politica</strong><br />

del Paese, arricchendola, di quanti sono caduti “credendo”, è oggi<br />

forse il momento di tirare le somme <strong>della</strong> Storia, di riscattarla,<br />

nella coscienza che il Paese, i giovani hanno bisogno di una<br />

visione unificante <strong>della</strong> Politica, di una visione organica, solidale,<br />

univoca ed unitaria, umana, universale <strong>della</strong> Storia, <strong>della</strong> vita, del<br />

futuro.<br />

<strong>Il</strong> mondo va a rotoli per gli antagonismi esasperati e spietati.<br />

L’Uomo è sempre più solo.<br />

Chi può dirsi soddisfatto di questo quadro politico, di questo<br />

sistema, le sue perversioni, le sue violenze, la sifilide mentale dei<br />

suoi incoscienti protagonisti-antagonisti?<br />

<strong>Destra</strong> e sinistra non possono essere alternative e in conflitto,<br />

ma soltanto complementari, utili, organiche insieme alla<br />

promozione dell’Uomo nella sua sacralità e nella sua irripetibilità.<br />

Così come gli arti non sono alternativi e in conflitto, ma<br />

insieme funzionali e indispensabili all’armonia del corpo umano.<br />

E’ l’aberrante insistenza <strong>della</strong> <strong>politica</strong> nei suoi capricci, nelle<br />

sue degenerazioni, nella sua scomposta sete di potere ad<br />

allontanare sempre più l’Uomo dai suoi straordinari destini per<br />

giocarselo da destra e da sinistra.<br />

Impietosamente.<br />

“ Essere di destra o di sinistra<br />

è scegliere uno dei modi che si offrono<br />

all’uomo per essere un imbecille<br />

Josè ORTEGA y GASSET<br />

Filosofo e saggista spagnolo ( Madrid,1883-1955)<br />

99


Liberare finalmente la Politica da tutte le falsità, gli equivoci, i<br />

condizionamenti, le camorre, le violenze, le mistificazioni, le<br />

ipocrisie…è più urgente che mai.<br />

Chi poteva mai immaginare che l’isterismo politico “collerico”<br />

di Mario Segni poteva produrre una così irrefrenabile cataclisma<br />

mentale e politico spingendo gli italiani al bivio: destra o sinistra ?<br />

Quando la <strong>politica</strong> complica la vita, la rende difficile, la occupa<br />

e piuttosto che “liberare” l’Uomo, lo cattura, lo imbriglia, lo<br />

impantana, lo esaspera e lo piega e lo “converte” ai più criminosi<br />

progetti di potere di menti malate e senza scrupoli.<br />

L’ennesimo assalto alla diligenza…<br />

L’Uomo nasce libero per diventare schiavo, prigioniero,<br />

incattivito, perseguitato dallo Stato, dalle Istituzioni, dalle leggi,<br />

dal sistema, dalle teste vuote che pretendono e presumono di<br />

gestire l’uomo, di “amministrarlo” per sprofondarlo nell’angoscia,<br />

nell’alienazione, nella disperazione, nella paura di vivere.<br />

Così il mondo è sconvolto nello scatenamento di razzismi,<br />

nazionalismi, xenofobia…serbi contro croati, armeni contro azeri,<br />

neri contro coreani, islamici contro cristiani, bianchi contro neri,<br />

palestinesi contro israeliani…<br />

Siamo stati creati per conoscere, per sapere, per esplorare.<br />

Milioni di uomini sono condannati all’esilio <strong>della</strong> vita per i<br />

meccanismi paralizzanti degli Stati, delle Istituzioni, delle leggi,<br />

degli egoismi dell’uomo sull’Uomo.<br />

Siamo stati creati per esprimere il meglio di noi stessi in una<br />

sorta di processo di purificazione, siamo stati creati per tendere<br />

alla perfezione, alla santità, alla sublimazione, ma la violenza<br />

dell’uomo sull’Uomo condanna la gran parte degli esseri viventi<br />

ad una ingiusta espiazione, ad una alienante e tormentata<br />

esistenza.<br />

E se è compatibile con i superiori destini dell’Uomo, negli<br />

anni 3000, “ghettizzare” l’intelligenza del Paese in destra e sinistra<br />

100


senza considerare i disastri, le vittime, i cimiteri che destra e<br />

sinistra, nell’esperienza mondiale, hanno consegnato alla storia<br />

dell’umanità.<br />

Gli italiani si sono divisi e già abituati fra destra e sinistra<br />

mentre milioni di vittime del comunismo e del nazifascismo<br />

gridano e trasudano sangue dalle pagine <strong>della</strong> storia. Ne è uscita<br />

fuori una Italia allucinata e febbricitante, totalmente plagiata dalle<br />

false luci del “nuovo”, mentre avanzano tumultuose le sfide <strong>della</strong><br />

tecnica, dell’informatica, dello spazio e l’ansia di emancipazione,<br />

di giustizia e di riscatto dei popoli.<br />

Mentre si aprono e si succedono sempre più scenari terrificanti<br />

di rivendicazione di nazionalità, di confini e di mai superate<br />

lacerazioni, il nostro Paese affonda nel nullismo, nella mediocrità<br />

di una classe <strong>politica</strong> impari alle grandi sfide del nostro tempo.<br />

<strong>Il</strong> cambiamento è diventato l’alibi per le peggiori porcherie.<br />

Invece di semplificare la <strong>politica</strong> e di andare al cuore dei<br />

problemi stiamo mettendo il Paese a soqquadro dopo aver<br />

trascinato gli italiani al disastro del maggioritario e dei Poli.<br />

Una teppaglia di mediocri ha precipitato un patrimonio<br />

politico e di Uomini straordinari, da Degasperi a Moro, nel fango<br />

e nell’oblio piuttosto che rivendicarne il ruolo storico ed<br />

irripetibile.<br />

La disinformazione e l’ignoranza <strong>della</strong> Storia mettono l’uomo<br />

ed i giovani, in particolare, fuori gioco.<br />

<strong>Il</strong> sistema elettorale avviato con la scellerata iniziativa<br />

referendaria di Mario Segni è la chiave del disastro politico in atto.<br />

Come è pensabile che il Paese possa essere governato dal<br />

bipolarismo, concentrazioni schizofreniche ed inquiete ed<br />

inaffidabili di partiti, più anime scatenate ed incompatibili e<br />

governato dalla pretesa che chiunque abbia un pizzico di libertà e<br />

di indipendenza mentale da difendere debba invece consegnarsi<br />

alle camorre di destra o di sinistra in una sorta di strabismo <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong>.<br />

Nefasto il bipolarismo.<br />

101


Discutibile il bipartitismo perché non sarebbe accettabile<br />

ridurre il quadro politico di un Paese all’alternanza di due soli<br />

partiti negando ai cittadini di dare vita, in assoluta libertà, ad<br />

associazioni partitiche, organizzare le idee, concorrere anche con<br />

liste proprie e comunque alla formazione <strong>della</strong> <strong>politica</strong> nazionale,<br />

vivere una democrazia aperta, praticare una competizione salutare<br />

per la vita delle idee e che niente pregiudicherebbe circa la volontà<br />

di scelta degli elettori, ma liberi di spaziare nel più articolato e<br />

vasto terreno <strong>della</strong> proposta <strong>politica</strong>.<br />

“ Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in<br />

partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la<br />

<strong>politica</strong> nazionale” (articolo 49 <strong>della</strong> Costituzione Repubblicana)<br />

Così come nella “prima Repubblica”, un ritorno al pluralismo,<br />

ma assicurando al partito più votato il diritto-dovere di esprimere<br />

per l’intera legislatura il Governo del Paese pur aprendosi alla<br />

collaborazione di tutte le forze politiche presenti nel Parlamento.<br />

Quando pure, come tendenzialmente in Europa, secondo Giuseppe<br />

De Rita, il sistema politico si organizzasse sulla base di un blocco<br />

progressista ed un blocco conservatore nel senso di alleanze<br />

alternative di più forze e che ogni blocco o alleanza ruotasse sul<br />

pilastro di una forza <strong>politica</strong> di grande dimensione elettorale e di<br />

largo radicamento sociale…io sinceramente non vedo quale tenuta<br />

morale e <strong>politica</strong> possano avere i prevedibili, possibili blocchi - sia<br />

contrapposti che al loro interno- perché in competizione e perché<br />

incompatibili per culture, per identità, per storie nella realtà<br />

italiana.<br />

E di quale <strong>politica</strong> si possa mai parlare se soggiogati e<br />

condizionati nell’ambito dei rispettivi blocchi da “una forza<br />

<strong>politica</strong> di grande dimensione elettorale e di largo radicamento<br />

sociale” e, pertanto, inevitabilmente egemone (vedi i democratici<br />

di sinistra…vedi il pericolosissimo nascente Partito Democratico).<br />

102


Di quale <strong>politica</strong> se stretti e costretti nelle maglie di una rete?<br />

La Politica è palestra di idee e le idee hanno bisogno di vivere<br />

libere, in competizione, mai condizionate o mortificate dalle<br />

prepotenze o dai doveri di convivenza di certe alleanze ancorché<br />

ibride.<br />

In un sistema bipolare, di per sé anomalo, è difficile<br />

individuare i responsabili delle scelte ancorché perverse e<br />

discutibili ed è difficile sfuggire alla tentazione di esercitare una<br />

egemonia letale per la libera circolazione del consenso ed è facile<br />

essere soppiantati in presenza di forze abilissime nel fagocitare i<br />

piccoli e soffocare i diversi.<br />

In questo senso, i poli rappresentano la miscela esplosiva di<br />

una abdicazione inequivocabile che mette fine all’indipendenza<br />

<strong>della</strong> <strong>politica</strong> e delle idee.<br />

<strong>Il</strong> Paese intero ha sete di autenticità, di libertà, di semplicità e<br />

mal sopporta i blocchi, i rompicapo e da destra e da sinistra questa<br />

prostituzione di anime, di culture, di facce storicamente e<br />

fisicamente incompatibili.<br />

Dovrebbe capirlo un personaggio di grande livello come il<br />

filosofo Massimo Cacciari piuttosto che chiedere professione di<br />

unità delle sinistre che poi, alla resa dei conti, non sappiamo fino a<br />

che punto sinistra e destra siano in grado di elevare e riscattare<br />

l’Uomo o, piuttosto, di avvilirlo nella pratica delle fameliche e<br />

distorte ambizioni di potere e nelle irrefrenabili rivendicazioni<br />

interne al sistema in una competizione convulsa, ma all’ultimo<br />

sangue, per la presa <strong>della</strong>…Bastiglia.<br />

Affondiamo in un sistema articolato di fogne olezzanti e siamo<br />

giunti al punto che un Paese intero dovrebbe sollevarsi di fronte<br />

all’insufficienza, all’ipocrisia, alla pericolosità degli uomini,<br />

all’incapacità di cogliere le cose semplici.<br />

Invece questo Paese va a votare con spiccato senso civico<br />

illudendosi di “scegliere” e di “determinare”, ma le distanze da<br />

prendere sono enormi.<br />

103


Ci stiamo avvelenando la vita nonostante la vita ci sia stata data<br />

semplicemente in gestione per arricchirla e per santificarla.<br />

Che senso ha per il filosofo Cacciari e per gli Uomini di<br />

cultura e per gli Uomini di pensiero stare al gioco, assecondare<br />

queste ibride, ansimanti, squilibrate prospettive politiche di un<br />

centro sinistra agitatissimo e frastagliato, incapace di<br />

programmare credibili Governi sociali e di sviluppo per questo<br />

nostro Paese nel quadro di un corretto spirito di coalizione?<br />

Non sarebbe dovere <strong>della</strong> cultura spingere per nuove ipotesi di<br />

esercizio dell’attività <strong>politica</strong> restituendo ai Partiti quella<br />

originaria libertà di espressione coerente, ciascuno, con la propria<br />

visione <strong>della</strong> storia, <strong>della</strong> cultura e anche “confessionale” <strong>della</strong><br />

propria esperienza <strong>politica</strong>?<br />

Così il problema degli immigrati, spina nel fianco delle civiltà<br />

avanzate.<br />

Se il mondo non si mobilita perché le intelligenze, i talenti, le<br />

energie, i giovani siano organizzati, finanziati, supportati nelle<br />

terre di origine, siano educati ed incoraggiati a restare piuttosto<br />

che a fuggire mettendo in mora quei governi e quegli Stati che li<br />

espellono, li mettono in fuga, li affamano. Se il mondo non apre il<br />

cuore , se non mette in moto tutte le strategie politiche e<br />

diplomatiche possibili per un grande salto di civiltà secondo un<br />

concetto ed una <strong>politica</strong> sempre più irrinunciabili di terra comune,<br />

di casa comune, di destino comune, avremo sempre più invasioni<br />

oggi pacifiche e domani meno pacifiche di disperati desiderosi di<br />

vivere e nessuna legge riuscirà a fermarli.<br />

Siamo stati un popolo di emigranti (60milioni nel 1900!) ed<br />

abbiamo pagato un prezzo altissimo in termini non quantificabili<br />

di vite umane, di dolore, di sofferenze, di lacrime al sogno<br />

americano, al sogno argentino, al sogno venezuelano…al sogno di<br />

una vita migliore.<br />

Storie agghiaccianti rimosse dal tempo, storie inghiottite dal<br />

profondo degli oceani ieri, nell’oblio oggi tanto da segnare i nostri<br />

104


cuori di indifferenza e di crudeltà verso le moltitudini che<br />

approdano disperate alle nostre coste verso il “sogno” italiano.<br />

Temiamo presenze criminali nel nostro Paese dimenticando o<br />

ignorando che molte famiglie criminali all’estero, soprattutto negli<br />

Stati Uniti d’America, portano cognome italiano, ma abbiamo<br />

altresì esportato straordinarie energie integratesi e propulsive di<br />

sviluppo.<br />

Ci fotte la paura di dover dividere un pezzo di pane.<br />

E sia, ma come non rivivere nelle storie e nelle tragedie degli<br />

altri le storie altrettanto tragiche vissute dai nostri padri e<br />

trasformare le nostre paure, le nostre diffidenze e i nostri egoismi<br />

in amore profondo, in compassione, in pietà e in solidarietà attiva<br />

alimentando, tutti i popoli avanzati, un processo culturale e sociopolitico<br />

mondiale, presso i loro paesi di origine, di rimozione di<br />

quelle condizioni ostili alla vita e ad ogni sorta di legittimo<br />

progresso anche e spesso in presenza di enormi ricchezze negate<br />

allo sviluppo dei popoli.<br />

Un dovere di civiltà, un debito di umanità cui non possiamo<br />

sottrarci, ma non sarebbe da scartare l’ipotesi di rivendicare presso<br />

i Governi di quei popoli in fuga un concorso economico per le<br />

notevoli spese di ospitalità dall’Italia quotidianamente affrontate.<br />

Intanto, incapaci Governo, Sindaci, pubblici Amministratori di<br />

gestire, nel ricordo di noi emigranti, la delicatissima deriva<br />

epocale e mondiale dell’immigrazione, apriamo, settembre 2007,<br />

una squallida vertenza “punitiva” contro i “lavavetri” stranieri<br />

colpevoli soltanto di praticare una via di fuga al disagio loro<br />

esistenziale.<br />

<strong>Il</strong> problema vero è che in questo Paese tanti, troppi si illudono<br />

e presumono di essere politici ed occupano spazi impropri perché<br />

privi di idee, di fantasia, di creatività e di fede nell’Uomo e sono<br />

invece ispiratori di veri e propri disastri sociali.<br />

Soltanto attivando i piani regolatori fermi, la bonifica, la<br />

ricostruzione dei nostri territori degradati secondo imponenti piani<br />

finanziari internazionali (penso all’Europa, penso alla Banca<br />

105


Mondiale degli investimenti…) si aprirebbero canali, opportunità<br />

insperati di lavoro per gli italiani e per gli immigrati in casa<br />

nostra.<br />

Uscendo una buona volta dall’immobilismo che paralizza il<br />

nostro Paese, chiudendo finalmente la bocca ai tanti, troppi<br />

ciarlatani, alle miserabili polemiche, agli egoismi dei giorni nostri.<br />

E’ come il destino del Sud d’Italia, ma di tutti i Sud del<br />

mondo.<br />

<strong>Il</strong> Mezzogiorno d’Italia è un contenitore incalcolabile di<br />

risorse e di opportunità tradite e disattese dalla <strong>politica</strong> e da una<br />

<strong>politica</strong> di rapina del consenso da parte di incapaci del tutto<br />

innamorati esclusivamente delle proprie ambizioni, disattenti,<br />

distratti, demagoghi, poveri scemi o straordinariamente furbi<br />

divisi tra destra e sinistra, che non investono una lira delle proprie<br />

entrate se non nella follia delle proprie campagne elettorali o delle<br />

loro vite dissolute.<br />

Altro che missionarietà <strong>della</strong> Politica.<br />

Lo stato del mondo, ma lo stato dell’Italia è vergognoso<br />

nonostante le autocelebrazioni e le autoesaltazioni.<br />

E’ cresciuto il benessere, ma è arretrato sempre più l’uomo, la<br />

sua coscienza civile.<br />

La questione meridionale….un eterno equivoco fino a quando<br />

non ne scopriremo i limiti, i fallimenti, le cause, le ragioni dentro<br />

di noi, nella nostra incapacità di rivendicare e di promuovere il<br />

nostro territorio.<br />

E quando penso all’enorme, straordinario patrimonio di valori,<br />

di cultura delle nostre Province, delle Province del Sud e quando<br />

penso alle migliaia di giovani lasciati appassire in questo<br />

contenitore d’oro che è il Mezzogiorno d’Italia e quando penso<br />

alle molteplici iniziative di sviluppo e di progresso negate<br />

all’intelligenza, alla civiltà, alle tradizioni di queste popolazioni<br />

operose, ma mortificate nell’abbandono e nella pigrizia delle<br />

soluzioni allora l’indignazione diventa preoccupante avvisaglia di<br />

rifiuto.<br />

106


Quando ti inchini con la mente e con lo spirito davanti ai<br />

grandi monumenti del passato, davanti alle gigantesche opere<br />

dell’Uomo e quando attraversi con la memoria la straordinaria<br />

storia del nostro Mezzogiorno o di Napoli Capitale e del suo<br />

straordinario protagonismo, avverti tutta la precarietà,<br />

l’insufficienza, l’inconcludenza <strong>della</strong> <strong>politica</strong> di oggi e tutta la<br />

mediocrità <strong>della</strong> gente, che ancora sbanda e subisce e soffre, e<br />

tutta la mediocrità e la buffonaggine di tanta parte <strong>della</strong> sua e<br />

nostra classe <strong>politica</strong>.<br />

Basti pensare al fervore di idee e di opere realizzate durante il<br />

decennio francese (1806-1816) per riflettere sulla mortificante<br />

distanza che ci divide dal migliore passato e da un grande passato<br />

ancorché protagonisti gli stranieri i quali pare che abbiano amato<br />

Napoli più degli stessi napoletani che oggi, più che mai, la<br />

vandalizzano e la sprecano in tutti i modi.<br />

Napoli soltanto ha conosciuto, in questi ultimi decenni, un<br />

gravissimo disarmo industriale e la perdita di autentiche glorie<br />

dalla Cirio alle Manifatture Meridionali allo stesso Banco di<br />

Napoli , da Capitale indiscussa di un Regno a vittima <strong>della</strong><br />

debolezza e <strong>della</strong> strafottenza di una generazione <strong>politica</strong> non<br />

all’altezza <strong>della</strong> grande Storia e degli Uomini che pure ne hanno<br />

segnato gli eventi.<br />

Penso al nostro glorioso, storico Banco di Napoli “svenduto”<br />

e diventato una sorta di satellite dell’Istituto “S.Paolo” di Torino ,<br />

ma dietro l’inaudito silenzio sulla sua sorte pesano<br />

inspiegabilmente omertà, complicità, misteri di una intera classe<br />

dirigente <strong>politica</strong> meridionale, una caduta di dignità, di orgoglio,<br />

inaccettabili abdicazioni ricorrenti nella Storia del Mezzogiorno<br />

d’Italia.<br />

Penso alla scomparsa ingloriosa dell’Isveimer, l’ Istituto per<br />

lo sviluppo economico dell’Italia Meridionale.<br />

Penso all’Ansaldo Breda, ex Ansaldo Trasporti, una delle<br />

massime realtà del nostro storico sistema industriale, di spessore<br />

internazionale, e penso alle preoccupanti avvisaglie di esuberi e<br />

107


cassa integrazione (<strong>Il</strong> Corriere del Mezzogiorno, giovedì 31<br />

maggio 2007).<br />

Tutto a “puttane” in questa nostra disgraziata esistenza per la<br />

cronica latitanza di noi uomini del Sud.<br />

Inauditamente, nel settembre 2004 l’ex Ministro Giulio<br />

Tremonti denunzia la mancanza e quindi la necessità di ripartire<br />

dal Mezzogiorno per far rinascere nel Mezzogiorno una Banca del<br />

Sud e subito è dibattito e subito tutti si affollano sulla stampa<br />

quotidiana a dargli ragione dopo che nella tormentata vicenda del<br />

Banco di Napoli, antichissima, storica istituzione napoletana,<br />

nessuno si era mosso più di tanto quando si poteva e si doveva<br />

intervenire.<br />

Se ne doveva ricordare un uomo del…Nord, ma l’idea<br />

ancorché prevista nell’ultima finanziaria del Governo viene subito<br />

ricusata con la rituale perfidia <strong>della</strong> <strong>politica</strong> contro.<br />

Nonostante l’iniziativa comunque utile allo sviluppo del<br />

Mezzogiorno, le Regioni di centro sinistra alleate nel disertare, il 9<br />

marzo 2006, la cerimonia di presentazione dell’Istituto perché<br />

contrarie ed ostili.<br />

Non basta, ottobre 2004, il Prof. Sergio Sciarelli, <strong>della</strong><br />

Università “Federico II” : “ al Sud serve un’Autorità speciale per<br />

lo sviluppo”, una sorta di Commissariamento?<br />

<strong>Il</strong> Sud sprofonda nei dibattiti, nelle proposte più originali e<br />

più controverse e tutte vanno ascritte a quella interminabile<br />

letteratura sul Mezzogiorno, che si trascina, ricchissima, da<br />

decenni e che ebbe ineguagliabili riferimenti nell’economista<br />

Prof.Pasquale Saraceno(1903-1991)fino allo storico Prof.Giuseppe<br />

Galasso nei giorni nostri.<br />

Intanto, ottobre 2004, chiude la “Birra Peroni”, una ulteriore<br />

testata storica del patrimonio aziendale del nostro Mezzogiorno,<br />

nella più disumana indifferenza.<br />

Ed è evidente che il Sud d’Italia, sempre così dibattuto ed al<br />

centro <strong>della</strong> retorica nazionale, così ricco di risorse palesi e<br />

108


sommerse, sia destinato ad essere cavia piuttosto che motore dello<br />

sviluppo.<br />

I primi anni <strong>della</strong> nostra Repubblica registrarono la nascita e<br />

l’intuizione <strong>della</strong> Cassa per il Mezzogiorno che, discutibile o<br />

meno, con il senno di poi, fu certamente una delle più originali<br />

forme di intervento nel Sud disastrato del dopoguerra.<br />

Oggi tutto viene “rivisitato” e…sconfessato quando i trapassati<br />

non possono rispondere e reagire alla idiozia e alla malafede dei<br />

vivi.<br />

Quel Sud che ebbe in Federico II di Svevia una delle più<br />

esaltanti fortune, uno dei momenti di massimo fulgore, quel Sud<br />

che vide Napoli celebrata Capitale <strong>della</strong> cultura europea, quel Sud<br />

che poté annoverare splendide figure di personaggi illuminati, ma<br />

senza la forza ed il sostegno di uno Stato.<br />

Da una rilettura comparata <strong>della</strong> Storia rispetto ai nostri giorni,<br />

la Napoli dei Normanni, dei Borbone, degli Aragonesi, degli<br />

Angioini… ci ha tramandato, nonostante l’avidità dei feudatari di<br />

allora, più cose mirabili che non questa Napoli dei…Poli e dei<br />

pateracchi di destra e di sinistra.<br />

E se proprio vogliamo parlare delle responsabilità <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong> nella storia del Sud d’Italia allora non c’è Monarchia e<br />

non c’è Repubblica che tengano.<br />

I Reali di Casa Savoia, venuti a Napoli dopo un voto del<br />

Parlamento Repubblicano, sono stati oggetto di indegne gazzarre<br />

esportate attraverso i circuiti televisivi di tutto il mondo a scapito,<br />

ancora una volta, dell’immagine di questa Città nonostante quella<br />

visita abbia registrato il pieno degli alberghi e una presenza di<br />

circa quattrocento giornalisti accreditati da tutto il mondo.<br />

C’è chi non perdona alla monarchia sabauda le sue<br />

responsabilità storiche, ma, segno indecente di contraddizione e di<br />

incoerenza, perdona e continua a perdonare fascismo e<br />

comunismo e le loro inenarrabili ecatombe di morti e perdona e<br />

continua a perdonare, anzi a convivere con gli eredi di fascismo e<br />

comunismo, tangentisti, saccheggi, ruberie, addirittura eleggendo<br />

109


al Parlamento nazionale o nelle assemblee pubbliche personaggi<br />

che hanno largamente approfittato delle risorse pubbliche.<br />

La corruzione è diffusa nel nostro Sud peggio del colera e<br />

mentre si persegue il piccolo reato esisterebbe da sempre un<br />

mercato impalpabile, irriducibile, spietato di compravendita di<br />

occasioni di lavoro, di traffici di stupefacenti, di sfruttamento <strong>della</strong><br />

disperazione, dei bisogni e <strong>della</strong> speranza, ma nessuna<br />

Magistratura è in grado di intercettare e perseguire e nemmeno di<br />

occuparsene con dovizia di uomini e di mezzi.<br />

E chi volete che possa mai firmare una denunzia o di produrre<br />

testimonianze o di produrre prove senza correre il rischio di essere<br />

gambizzato ?<br />

Per cui si fa sempre più strada e si consolida sempre più la<br />

cultura <strong>della</strong> corruzione che paga grazie anche agli scellerati<br />

che…pagano o pagherebbero.<br />

Ecco perché la questione meridionale è un problema serio di<br />

presa di coscienza, di dignità, di orgoglio ed ecco perché il decollo<br />

del Sud è seriamente ostacolato.<br />

Così quando nel corso delle campagne elettorali continuiamo a<br />

venderci indiscriminatamente inventandoci ed erigendo circoli,<br />

comitati “elettorali” senza badare alla qualità del candidato<br />

imbastendo così la più vergognosa rinunzia alla nostra dignità, ma<br />

le indagini sono lente, astratte, svogliate e quasi sempre<br />

assolutorie.<br />

Potremmo produrre ricchezza ed arricchire il mondo attraverso<br />

le nostre singolari potenzialità invece di questuare e sprofondare<br />

nella pattumiera dell’esistere.<br />

Potremmo sviluppare ed esportare un grande contributo non<br />

solo per l’equilibrio nazionale, ma per la costruzione di una nuova<br />

“intelligenza” e di una grande civiltà e di un esaltante<br />

protagonismo riprendendo coscienza del nostro ruolo e <strong>della</strong><br />

nostra vocazione nel Mediterraneo.<br />

Napoli, per la sua posizione geografica strategica, ha doveri di<br />

leadeship <strong>politica</strong>, sociale, culturale, economica, commerciale<br />

110


verso i Paesi e le civiltà del Mediterraneo cui non può rinunziare<br />

senza abdicare alle sue responsabilità storiche.<br />

Un patrimonio incalcolabile di opportunità, di creatività, di<br />

progettualità, di lavoro, di sviluppo per il quale Napoli dovrebbe<br />

essere all’altezza di un attivismo diplomatico di promozione di<br />

rapporti, di pace e di amicizia da fare invidia al mondo<br />

impegnando Università, risorse, talenti, le massime aristocrazie<br />

<strong>della</strong> cultura e dell’economia.<br />

Invece, a Napoli soltanto 418 aziende commerciali operano<br />

con il bacino del Mediterraneo a fronte delle 2630 aziende di<br />

Milano!<br />

<strong>Il</strong> Mezzogiorno d’Italia “problema nazionale”.<br />

E’ del 16 novembre 2004 il grido di dolore del Presidente<br />

Ciampi: “l’inaccettabile divario Nord-Sud”.<br />

<strong>Il</strong> Mezzogiorno d’Italia “problema nazionale” è al centro del<br />

malessere del Paese.<br />

La riduzione delle imposte…<br />

<strong>Il</strong> taglio delle spese…<br />

La riduzione delle imposte ancorché promessa e sbandierata in<br />

quel buffonesco “contratto con gli italiani”, si traduce in una<br />

solenne presa per i fondelli quando il Paese intero non resiste<br />

all’invadente, ossessiva campagna consumistica dei media,<br />

quando il Paese non mantiene quel sufficiente potere di acquisto<br />

necessario alla sopravvivenza esistenziale in una società<br />

organizzata, cresciuta e sviluppata sul più sguaiato e irrefrenabile<br />

consumismo o quando, in poche parole, alla riduzione delle<br />

imposte corrisponde l’aumento dei costi <strong>della</strong> vita.<br />

Quando la riduzione delle imposte significa compromettere le<br />

entrate degli enti locali o autorizzare gli enti locali ad istituire<br />

nuove aliquote per il mantenimento dei servizi essenziali.<br />

In altre parole quando la riduzione delle imposte non è il<br />

risultato di una imponente fase di sviluppo del Paese registrandosi,<br />

purtroppo, nella situazione italiana di fine 2005, il calo <strong>della</strong><br />

111


produzione industriale, ritardi nell’innovazione e nelle<br />

conoscenze, problemi strutturali preoccupanti.<br />

Mentre i Poli si scannano fra di loro nella insopportabile<br />

diatriba di questa allucinante seconda Repubblica, il Paese, ma<br />

soprattutto il Sud d’Italia, è attraversato da una diffusa, quanto<br />

intrepida criminalità per l’attendismo, le responsabilità e spesso le<br />

collusioni dei pubblici poteri.<br />

L’ipocrisia è alle stelle perché è fin troppo chiaro che del<br />

Mezzogiorno d’Italia non se ne fotte nessuno.<br />

Non a caso il grido di dolore del Capo dello Stato nel corso<br />

<strong>della</strong> Sua visita a Caltanissetta.<br />

Basterebbe soffermarsi sui titoli dei giornali del 23 novembre<br />

2004: “nuovo scontro nella maggioranza…Berlusconi e alleati,<br />

frattura più grave”…”naufraga la lista unica dell’Ulivo”…”mafia<br />

e <strong>politica</strong>: decine di arresti…indagato il Presidente (Ds) <strong>della</strong><br />

Regione Basilicata e deputati di entrambi i poli”…”solidarietà di<br />

Fassino al Governatore” …<br />

Gennaio 2006: 86 Comuni <strong>della</strong> Campania sotto inchiesta…!<br />

Così Napoli, da Capitale indiscussa del Mezzogiorno, viene<br />

celebrata, novembre 2004, immeritatamente, come Capitale e<br />

crocevia del crimine piuttosto che essere sollevata e liberata dai<br />

suoi mali da una presenza <strong>politica</strong> all’altezza delle sue<br />

straordinarie risorse e potenzialità.<br />

Dopo che il Presidente Ciampi, attraverso l’iniziativa e il<br />

battesimo del G/7 ne aveva favorito il rilancio mondiale.<br />

Così una parte <strong>politica</strong> osa stoltamente invocare per Napoli la<br />

nomina di un super Commissario alla…criminalità.<br />

E c’è chi ancora stoltamente invoca l’esercito.<br />

Così Napoli esporta una fama nefasta, letale per la sua<br />

innocenza e per la sua grande Storia e dico Napoli per dire<br />

Palermo, per dire il Mezzogiorno d’Italia perdurando le lacrime di<br />

coccodrillo di quanti se ne servono per affondare le proprie<br />

incapacità operative, la propria impotenza nella demagogia.<br />

Incapacità…impotenza…<br />

112


E i giovani sempre più incattiviti dall’inerzia e dalla corruttela<br />

del quadro di governo delle proprie esistenze, delle proprie<br />

aspirazioni.<br />

Quando la <strong>politica</strong> non si può limitare alla semplice attività di<br />

prevenzione, ma deve rimuovere, promuovere, redimere,<br />

legiferare, gestire crescita e sviluppo del territorio.<br />

Come favorire, incoraggiare l’avvento e la mobilitazione di<br />

centinaia di iniziative produttive nel Sud d’Italia con esenzione<br />

decennale dalle imposte e conferendo, in offerta gratuita o<br />

comodato d’uso, suoli per i nuovi insediamenti produttivi in una<br />

logica di contrasto alla disoccupazione ed alla criminalità, in una<br />

logica, cioè, di salute pubblica.<br />

Come, parallelamente, la predisposizione e l’allestimento, in<br />

alternativa alle carceri sempre devastanti e fuorvianti, di veri e<br />

propri campi di lavoro e di rieducazione per trasformare il<br />

malessere in redenzione e recuperando energie e strutturando<br />

uomini spesso vittime dell’ambiente e <strong>della</strong> società stessa.<br />

Aggredire il Mezzogiorno “molle” attraverso una<br />

mobilitazione attiva, incessante, competente, amorevole piuttosto<br />

che sprecarsi in analisi, vertici, tavoli di…lavoro, soluzioni<br />

deludenti.<br />

Ricordo che il Comune di Napoli poteva vantare la proprietà di<br />

migliaia di ettari in Puglia a rischio “usucapione” perché<br />

abbandonati, non gestiti piuttosto che essere destinati ad attività<br />

produttive e non si è mai riusciti a saperne di più.<br />

<strong>Il</strong> Mezzogiorno “problema nazionale” o barzelletta nazionale?<br />

E’ questa una fase drammatica <strong>della</strong> vita italiana segnata<br />

dall’incompatibilità fra i poli e dentro i poli.<br />

113


La grande illusione<br />

C’è chi sogna ed auspica il ritorno, la ricostituzione, la<br />

rifondazione di un grande Partito Democratico Cristiano, ma con<br />

quali presupposti?<br />

Disseminati, “sparpagliati” in più tronconi a rimorchio di<br />

Berlusconi e di Rutelli, gli ex democratici cristiani testimoniano<br />

l’imperdonabile crollo di una fede.<br />

Come abbiano potuto e con quanta disinvoltura mimetizzarsi<br />

nelle pieghe accomodanti dei rispettivi poli ora nella Lista Dini<br />

per un seggio di Senatore ora in Forza Italia per un posto di<br />

Ministro ora in AN per un posto di Deputato…<br />

E la vergogna <strong>della</strong> gente che pure li vota senza penetrarne e<br />

valutarne la miserabilità.<br />

Le scelte di Casini, di Buttiglione, di Segni, di Gargani, di<br />

Castagnetti, di Rosy Bindi, di Enrico Letta, di Franceschini, di<br />

Giovanardi, di Follini, di Pisanu, di Franco Marini…come<br />

l’acquiscenza di Ciriaco De Mita, di Nicola Mancino…e di tanti e<br />

tanti altri ancora al nuovo corso, alla grande frittata registrano una<br />

disinvolta e irresponsabile lettura <strong>della</strong> Storia <strong>politica</strong> di questo<br />

Paese. Un tradimento inaccettabile delle ragioni che segnarono<br />

l’esperienza <strong>politica</strong> dei Cattolici nata proprio dal PPI di Luigi<br />

Sturzo. Una vera e propria profanazione del patrimonio politico di<br />

Alcide Degasperi e di quel Messaggio ai “liberi ed ai forti”<br />

indelebile e quanto mai attuale nella situazione <strong>politica</strong> che stiamo<br />

vivendo.<br />

Come pure l’incoerenza e la provocazione di certi appelli e di<br />

certi moniti in materia di malcostume politico.<br />

Hanno voglia di girarla la pizza, sono orribili se non<br />

mostruosi nella loro ipocrisia esercitata invocando i valori, la<br />

famiglia, Degasperi …e sempre più osando.<br />

114


Incoerenti appelli quando di Degasperi e di Moro, di valori e<br />

di famiglia c’è tutto interamente da imparare e umilmente da<br />

testimoniare.<br />

L’olocausto ed il sangue di Aldo Moro ancora gridano<br />

vendetta per lo scempio avvenuto di uno straordinario patrimonio<br />

politico ad opera di una generazione di scellerati.<br />

Da più parti si auspica un ritorno del centro al…centro, ma<br />

“senza nostalgia”.<br />

Infatti…”senza nostalgia”.<br />

Perché i personaggi che dissertano di “centro” non hanno mai<br />

creduto e non credono in niente tranne che nella propria nostalgia<br />

del potere. Giammai <strong>della</strong> Storia e di una grande Storia.<br />

Perché la ricostituzione di un grande centro presuppone il<br />

coraggio di uscire dalla prigione dei poli, di rivendicare ciascuno<br />

la propria, libera identità, di confluire, da destra e da sinistra nella<br />

rinnovata casa madre delle proprie radici, di rinunziare alle cariche<br />

usurpate sulle ceneri del passato, di ritornare alla Politica autentica<br />

sul territorio abiurando l’attuale, demenziale sistema.<br />

<strong>Il</strong> sogno di una grande Democrazia Cristiana ripulita dei filtri<br />

sporchi e restituita alle sue ragioni fondanti attraverso una vera e<br />

propria Costituente.<br />

Una rivoluzione nel tempo pagante, ma che richiede una<br />

straordinaria caratura ormonale.<br />

E figuratevi se da Casini a Castagnetti…possiamo mai<br />

attenderci una tale rivoluzione.<br />

Tanti, dal basso, sperano nel ritorno <strong>della</strong> Democrazia<br />

Cristiana senza capire che pochissimi, in alto, amano riproporla<br />

con il suo nome e cognome perché i più sono chiaramente vinti e<br />

colti dal rimorso di averla distrutta.<br />

Essere democristiano oggi comporta coraggio, comporta un<br />

ritorno allo “spirito delle catacombe”, alle ragioni, agli eroismi dei<br />

pionieri nel senso di una riscoperta del Vangelo di Cristo per<br />

aprire e segnare nel Paese una nuova ricostruzione.<br />

115


L’ultima, ennesima infamia è stata decretata il 9 marzo 2002<br />

con l’ammaina bandiera, con la calata delle serrande del Partito<br />

Popolare Italiano sancite da una assemblea plaudente di pecore<br />

sempre pronte e disponibili al riciclaggio ed alla prostituzione pur<br />

di sopravvivere alle incredibili sortite <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

La farabutteria <strong>politica</strong> non ha limiti. A destra come a sinistra<br />

nel gioco scellerato delle parti e degli interessi privati.<br />

Da protagonisti a…gregari!<br />

Ancora un calcio alla Storia.<br />

Se è vero come è vero che il Partito Popolare Italiano, pur<br />

collocato e guardando a sinistra secondo la linea di Degasperi e la<br />

cultura <strong>della</strong> nostra Costituzione Repubblicana, poteva e doveva<br />

rappresentare lo zoccolo duro, l’ultimo residuo baluardo di quella<br />

straordinaria esperienza dei Cattolici impegnati in <strong>politica</strong>, non<br />

era proprio necessario, né opportuno, né saggio decretarne la fine<br />

per confluire nella…Margherita, questa ennesima invenzione tutta<br />

“laica” e profana del nostro infantilismo politico, questo ulteriore<br />

capitolo di infame, spietata lottizzazione <strong>politica</strong>.<br />

La Margherita, l’Ulivo, l’Unione…Rutelli, Prodi, Fassino, De<br />

Mita, Castagnetti, Rosy Bindi, Parisi, Marini, Pecoraro<br />

Scanio…ma…che c’entra l’Italia?<br />

Ancora una volta e definitivamente a rimorchio, ma dalla<br />

“Margherita” al… crisantemo il passo è breve.<br />

E come è possibile che si voglia promuovere la <strong>politica</strong><br />

attraverso le frittate delle ideologie, delle storie, dei simboli e<br />

affidandosi a personaggi le cui storie sono storie di interessi<br />

privati, di furberie raggiunti sul campo come la sistemazione di se<br />

stessi, <strong>della</strong> propria moglie, <strong>della</strong> propria famiglia e continuare<br />

così nella pretesa di fare carriera.<br />

La lotta è squallida.<br />

Come si può prescindere dalle storie ed assecondare velleità,<br />

ambizioni ingiuste, smisurate per le quali va premiato chi passa<br />

dalla DC a Forza Italia ad AN alla lista Dini e da Dini a Mastella<br />

116


con una disinvoltura scandalosa, una sorta di banditismo politico<br />

inaccettabile.<br />

Che razza di <strong>politica</strong> è questa, lasciando i pezzi migliori per<br />

strada?<br />

La <strong>politica</strong> terra di conquista di parassiti, di filibustieri, di<br />

incolti, di avventurieri e si ripetono quelle rituali idiozie di essere<br />

“aperti alla gente…”.<br />

Si fanno simulacri di congressi e vengono fuori personaggi<br />

devastanti, senza controllo, e si ripetono “riti satanici”.<br />

Così il primo Congresso <strong>della</strong> “ Margherita” in quel di Rimini<br />

il 12 marzo 2004: i soliti, ricorrenti nomi, le solite attribuzioni per<br />

quote di rappresentanza, le irriducibili, vecchie cariatidi…<br />

‘A zezzenella è doce….<br />

C’è un adeguamento e c’è una assuefazione che fanno schifo.<br />

Una svendita disinvolta degli ideali, l’abiura incosciente di<br />

una grande storia scadendo, di fatto, al servizio di criminali<br />

furbizie.<br />

E come è possibile che esistano ancora platee di ingenui, di<br />

sprovveduti, di disinformati, di inconsapevoli, di ottusi pronti e<br />

disposti a favorire e sostenere quanti, per la loro ipocrisia,<br />

alimentano il disgusto, la nausea <strong>della</strong> <strong>politica</strong>?<br />

Come è possibile rinunziare al proprio nome e cognome, alla<br />

propria identità, alla propria Storia, alle proprie radici, alla propria<br />

casa scivolando da Degasperi a…Castagnetti…a Parisi…a<br />

Rutelli…e così via?<br />

E il popolo <strong>della</strong> “Margherita” si rende conto <strong>della</strong><br />

inconsistenza di una leadership e <strong>della</strong> gravità di essersi<br />

consegnati o prostituiti gli ex popolari alle velleità di un Rutelli?<br />

E non finisce qui.<br />

L’ultima fantasia, l’ultima degenerazione <strong>politica</strong><br />

dell’irrefrenabile processo riformista, progressista, incarnato dagli<br />

scalpitanti personaggi che vanno da Piero Fassino a Francesco<br />

Rutelli…il Partito Democratico!<br />

117


“<strong>Il</strong> Partito Democratico” per scimmiottare l’Americano?<br />

Più si va avanti e più si degenera con la complicità dei media,<br />

con la condivisione di tanti giornalisti pur splendidi, ma figli di<br />

quest’epoca di senza Dio, che vuole praticare un taglio netto tra<br />

spirito e materia (il laicismo!!!), tra Storia e squallida cronaca in<br />

nome di una presunzione “<strong>politica</strong>” inarrestabile e delirante.<br />

Leggi Gianni Riotta, Corriere <strong>della</strong> Sera del 19 giugno 2006<br />

“lo slancio che non c’è”. Gianni Riotta lamenta la mancanza di<br />

“un lievito ideale nella tormentata genesi del partito democratico<br />

italiano”.<br />

<strong>Il</strong> “Partito democratico” per confondere e massificare ancor<br />

più le anime, le culture, le identità, le storie, le esperienze nella<br />

follia dei protagonisti più scellerati.<br />

La determinazione comunque perversa di oscurare ed<br />

annichilire la presenza e la forza dei cattolici- che sono stati<br />

fondamentali nella ricostruzione del nostro Paese- per oscurarli e<br />

fagocitarli nella marmellata di Rutelli, di Fassino e nuovi invasati,<br />

ma chi sono i Cattolici?<br />

Chi sono i rappresentanti dell’area cattolica? Quelli autentici,<br />

quelli veri, quelli autorevoli, quelli coerenti, quelli indomiti nel<br />

clima presente di disarmo totale, di doppia vita, di lassismo, di<br />

rissa, di divisione e tali da sostenere l’identità cristiana del nostro<br />

Paese?<br />

Una confusione intollerabile, schiene piegate…<br />

<strong>Il</strong> “Partito democratico”…<br />

Dopo aver sconvolto il Paese con il sistema bipolare oggi ti<br />

inventano e ti impongono il “Partito democratico”, ma i partiti<br />

militanti nella prima e seconda Repubblica non erano e non sono<br />

“democratici” ?<br />

Da Fassino a Prodi a D’Alema a Bassolino a Rutelli….a De<br />

Mita a Marini…a Rosy Bindi a Enrico Letta a Walter Veltroni…<br />

andrebbero interdetti, confinati perché il progettato “Partito<br />

democratico” è <strong>politica</strong>mente un gravissimo, ulteriore attentato<br />

alla buona fede pubblica, una ennesima, violenta turbativa alla<br />

118


quiete pubblica senza essere delegati dall’elettorato, ma<br />

trascinando e piegando l’elettorato in corso d’opera al loro<br />

progetto.<br />

Piuttosto che liberare le culture, le identità, le storie<br />

restituendole al loro protagonismo.<br />

Quel “Partito democratico” che dovrebbe cambiare l’Italia, che<br />

dovrebbe cambiare la <strong>politica</strong> con gli stessi avanzi, dopo tutto,<br />

<strong>della</strong> storia <strong>politica</strong> italiana riciclati a più non posso ed ancora una<br />

volta verrebbero e verranno sedotti, adescati, fagocitati i giovani,<br />

finanche i sedicenni!, nella prospettiva ingannevole e paralizzante<br />

di un enorme pasticcio, nell’ingranaggio ingannevole ed illusorio<br />

di una consumata e strategica macchina propagandistica.<br />

Una violenza inaudita sulla sprovveduta, innocente, speranzosa<br />

gente.<br />

Una operazione di raffinata filibusteria <strong>politica</strong> contrabbandata<br />

ancora una volta per esigenza di stabilità e di governabilità,<br />

piuttosto che denunziare una sete di egemonia e di occupazione<br />

del potere.<br />

Questa è la vera crisi <strong>della</strong> <strong>politica</strong> che passa e si manifesta<br />

attraverso la crisi degli uomini indisponibili, refrattari ed ostili ad<br />

una vera, autentica riconversione.<br />

Gli italiani cederanno alla macchina ingannatrice delle parole,<br />

alle odiose lusinghe per poi restare con un pugno di mosche nelle<br />

mani.<br />

Era ed è inevitabile la corsa degli amici e degli amici degli<br />

amici, lo scatenamento dei galoppini, l’inaugurazione di circoli e<br />

di comitati, la complicità incosciente degli organi di stampa,<br />

l’ennesima prostituzione collettiva.<br />

L’ipocrisia <strong>della</strong> “società civile” più volte invocata per<br />

affascinare, sedurre, piegare, affasciare e compromettere<br />

“<strong>politica</strong>mente” le libere, ma innocenti intelligenze al progetto di<br />

“partito democratico”.<br />

Ed è sconcertante, infatti, che personaggi di grande levatura<br />

non sappiano resistere alla voglia di tifare per gli amici<br />

119


“candidati” prestando così il fianco e l’anima alla grande<br />

fregatura.<br />

Così nel mondo dell’arte: Antonello Venditti, Francesco De<br />

Gregori, Roberto Vecchioni, Renzo Arbore, Pippo Baudo, Gigi<br />

Proietti…tutti schierati con Walter Veltroni in una sorta di<br />

condivisione amicale.<br />

Walter Veltroni…l’uomo che viene dal…futuro!!!<br />

Una operazione costosissima, inopportuna condotta nell’ottica<br />

malata di un “nuovo” astratto, banale, scontato, che asseconda le<br />

ambizioni e soltanto le ambizioni di soggetti cresciuti nella cultura<br />

miserevole dell’appartenenza e delle ideologie tradite, ma con<br />

quali testimonianze di vita, con quale spirito profetico?<br />

<strong>Il</strong> solo congresso di “dismissione” del Partito dei democratici<br />

di sinistra per aprire le porte al sogno del Partito democratico,<br />

celebrato a Firenze presso il “Palmandela” nell’aprile 2007,<br />

sarebbe costato 2milioni di euro, cioè 4miliardi di vecchie lire!<br />

Per dire dove può arrivare l’incoscienza degli uomini ancorché<br />

chiamati a farsi carico delle sofferenze del Paese.<br />

Mentre il Paese precipita ogni giorno di più nelle<br />

disuguaglianze, nell’insofferenza, nei disagi, nelle negligenze,<br />

negli sperperi, nelle ruberie, negli scandali, nelle inefficienze, nel<br />

cinismo dei comportamenti, nell’impotenza, nella sistematica<br />

profanazione del territorio questi signori promotori del Pd<br />

avanzano a carro armato, con cinica determinazione, con<br />

allucinante disinvoltura incuranti delle voci imploranti di un Paese<br />

moralmente a pezzi.<br />

Siamo all’anno zero. Un Paese dato alle fiamme (estate 2007)<br />

senza soluzioni scientifiche ed impiantistiche di prevenzione e di<br />

intervento, senza capacità di intercettazione delle cause e dei<br />

delinquenti responsabili del disastro, piani regolatori congelati,<br />

mancanza di case, giovani con le spalle al muro, paesi ancora<br />

senza luce e senza acqua, ricerca scientifica asfittica, degrado<br />

edilizio ed urbanistico, piani di attuazione eterni, una <strong>politica</strong><br />

sociale risibile, famiglie disperate, la violenza esasperante<br />

120


dell’euro, la delittuosa gestione dei rifiuti in Campania e<br />

l’incapacità di soluzioni organiche, l’abbandono delle coste…<br />

<strong>Il</strong> “Partito democratico” : “una testa, un voto…”!<br />

Io dico: una testa, un “vuoto” …a perdere!<br />

E quel “Partito democratico”, cosiddetto, che vorrebbe<br />

rappresentare il “nuovo”, che blatera di nuovo, in sole ventiquattro<br />

ore, il 22 giugno 2007, chi sa per mano e per ispirazione di quali<br />

complottisti, di quali forze interessate fa il nome di Walter<br />

Veltroni, te lo mette in gioco ed è già candidato leader!<br />

<strong>Il</strong> testimone storico del comunismo italiano fattosi<br />

“americano”, fattosi “Kennedyiano”, il quale gioca subito la parte<br />

di chi “non può dire di no”, grande paraculo, e partirà da Torino,<br />

guarda caso la Patria di…Fassino, per lanciare il suo…manifesto.<br />

Incredibile, sconcertante!<br />

Gianni Riotta, direttore del TG1 è pronto, puntuale, a<br />

catturarlo per una lunga intervista e così i media impazziti come<br />

nelle consuete sortite <strong>della</strong> storia.<br />

E’ visibilmente soddisfatto Gianni Riotta, il grande giornalista<br />

responsabile <strong>della</strong> prima rete pubblica, la sera del 14 ottobre 2007,<br />

per il risultato delle…primarie.<br />

3.517.370 di innocenti, forse sciagurati, forse masochisti in fila<br />

per assecondare i capricci di Fassino, Prodi, Rutelli, Veltroni…<br />

Una euforia che denunzia la più sconcertante ignoranza <strong>della</strong><br />

realtà dei nostri territori, delle ragioni vere <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, <strong>della</strong><br />

impressionante arretratezza culturale ed esistenziale delle nostre<br />

popolazioni.<br />

Un progetto, il Partito democratico, al quale Prodi dichiara di<br />

aver lavorato da dodici anni…<br />

“Una pagina storica”, “una giornata storica”…<br />

E la chiamano “voglia di partecipazione”, “voglia di Politica”!<br />

Mercoledì 27 giugno 2007 Veltroni annuncia la sua<br />

candidatura e…parla, ma al di là delle immancabili frasi ad effetto<br />

per commuovere e strappare l’applauso incosciente, mi domando<br />

che abbia detto di originale, di nuovo per imbarcare la <strong>politica</strong><br />

121


italiana in questa ennesima avventura nata, a mio avviso, soltanto<br />

per riaffermare ed imporre l’antica egemonia comunista nel Paese.<br />

Veramente Veltroni e “compagni” possono pensare di cambiare<br />

la <strong>politica</strong>?<br />

Senza considerare che Walter Veltroni non ci risulta essere<br />

stato un grande Sindaco di Roma.<br />

Un grande Sindaco si qualifica tale se promuove il riscatto e la<br />

crescita delle periferie degradate piuttosto che la deludente realtà<br />

<strong>della</strong> Capitale denunziata dal Papa in occasione dell’incontro con<br />

gli amministratori di Roma convenuti in Vaticano nel gennaio<br />

2008.<br />

Un degrado che la porrebbe al secondo posto delle Città<br />

degradate subito dopo Napoli, ma Veltroni vuole “cambiare<br />

l’Italia”….<br />

<strong>Il</strong> Partito democratico accoglie sotto il suo tetto, nonostante la<br />

scelta di “correre da solo”, l’Italia dei Valori ed i radicali <strong>della</strong><br />

Bonino garantendo alla Bonino, caso di vittoria, la nomina di nove<br />

parlamentari, un posto di Ministro ed un finanziamento di milioni<br />

di euro…<br />

Una lottizzazione infame, in linea con le vecchie pratiche, che<br />

fa a cazzotti con le ipocrite buone intenzioni.<br />

In teoria si possono evocare, immaginare, sognare svolte,<br />

cambiamenti “epocali”, ma quale <strong>politica</strong> potrà mai vivere senza<br />

apparati, senza correnti, senza lottizzazioni soprattutto in un<br />

partito unico, ma di forze e culture eterogenee, mal disposte a<br />

rinunziare alle proprie ancorché legittime rivendicazioni?<br />

Veltroni, abilissimo regista di se stesso, dovrà strutturare il<br />

Partito cosiddetto “nuovo”, ma dovrà nello stesso tempo<br />

soddisfare appetiti, ambizioni, aspettative, equilibri.<br />

Siamo appena agli inizi <strong>della</strong> grande sceneggiata, <strong>della</strong> insulsa<br />

commedia, <strong>della</strong> roboante sfida.<br />

La cronaca delle primarie ci ha dato già un preoccupante<br />

quadro dello stato d’animo, delle lotte intestine, delle tensioni,<br />

<strong>della</strong> miserabilità dei soggetti in campo.<br />

122


Ne vedremo delle belle e gli ottimisti saranno amaramente<br />

sorpresi e delusi.<br />

Noi che abbiamo una esperienza di sofferta partecipazione<br />

vissuta sul territorio possiamo testimoniare quanto la <strong>politica</strong> sia<br />

incapace di penetrare la cruda, amara realtà, incapace di cogliere<br />

la disperante condizione dell’Uomo.<br />

Ecco perché le arringhe dissacranti di Peppe Grillo<br />

(anti<strong>politica</strong>?) vanno nel senso di una nausea profonda per<br />

l’ipocrisia e la retorica delle parole.<br />

Lo scandalo <strong>della</strong> <strong>politica</strong>!<br />

Senza considerare Marco Follini, “l’Italia di mezzo” (22<br />

ottobre 2006)…, ed il trasferimento al centro sinistra (febbraio<br />

2007) dopo un tormentato, incoerente percorso polemico, ma<br />

voltando le spalle agli elettori che lo avevano votato nella<br />

coalizione di centro destra.<br />

E da sinistra e da destra non la smettono di tormentare e di<br />

ingannare gli italiani.<br />

Così, da destra, nasce il “Popolo <strong>della</strong> Libertà”.<br />

Non sappiamo se è delinquenza <strong>politica</strong> o visione profetica<br />

proporre ed imporre agli italiani nuovi, ulteriori modelli,<br />

formazioni, progetti, scismi nel travaglio incessante, eterno di<br />

visionari o di incoscienti o di squilibrati.<br />

Le identità non si mischiano e non si oscurano, ma vanno fatte<br />

risplendere. Invece, sono tutti maledettamente disponibili a<br />

prostituirsi, a cambiare pelle.<br />

Una linea <strong>politica</strong> criminale attraversa il Paese asfissiandone il<br />

respiro storico.<br />

E’ raccapricciante questo sistema politico e sono<br />

raccapriccianti i protagonisti di questa cosiddetta seconda<br />

Repubblica, tali da far rimpiangere la prima.<br />

Una Babele senza precedenti dove anche persone serie si<br />

prestano alla retorica del “nuovo”, alla discutibile filosofia<br />

“riformista”, alle sconcertanti proposizioni di ulteriori assetti<br />

politici nel tentativo di realizzare ed imporre irriducibili, vecchie e<br />

123


nuove egemonie registrando stati confusionali penosi ed equivoci<br />

madornali soltanto per soddisfare convulse, frenetiche ambizioni<br />

completamente estranee ai veri problemi del Paese.<br />

Una febbre che è segnale preoccupante di infermità mentale.<br />

Orvieto, ottobre 2006, l’ennesima celebrazione del delirio<br />

collettivo di una classe <strong>politica</strong> tormentata e in malafede, ma<br />

estremamente abile nel sedurre, convertire e traviare le masse<br />

disarmate: il pallino del “partito democratico”…<br />

E’ una vergogna!<br />

<strong>Il</strong> Paese vivacchia, sta al gioco infame, applaude, non si ribella,<br />

non si dichiara stanco di questi squilibrati che ti consumano la<br />

vita.<br />

Senza darti niente.<br />

La nuova Politica non può che significare superamento di<br />

collocazioni, di steccati, di appartenenze e identificarsi ed esaltare<br />

ed auspicare pur nel rispetto delle identità, delle culture, pur nella<br />

competizione libera, l’avvento, la costruzione di uomini e donne<br />

universali straordinariamente capaci di esprimere, di diffondere, di<br />

emanare una luce e di trasmettere energia vitale uscendo<br />

dall’angustia miserabile delle demenziali rivendicazioni di destra e<br />

di sinistra.<br />

La Politica dovrebbe essere il luogo <strong>della</strong> speranza,<br />

dell’amore, <strong>della</strong> solidarietà militante, dell’utopia anche, ma<br />

vissuta come una religione dove l’Uomo possa riconoscersi nella<br />

sua dignità, nella sua dimensione più alta.<br />

E’ invece come il luogo <strong>della</strong> perdizione, degli interessi<br />

privati, delle scelleratezze, del conflitto, dell’abiezione, <strong>della</strong><br />

profanazione.<br />

In poche parole, la chiave di lettura di una Politica sta nella<br />

grandezza morale di una leadership, nella statura morale di chi<br />

possa guidare il Paese.<br />

<strong>Il</strong> nodo è nella ricerca di gigantesche e disinteressate visioni<br />

<strong>della</strong> vita da trasferire nelle leggi e assecondando imponenti<br />

politiche a sostegno <strong>della</strong> condizione giovanile.<br />

124


Dopo la caduta degli…dei, non c’è oggi un solo uomo politico<br />

che abbia la statura, lo spessore, il calibro, l’autorità morale, la<br />

grandezza “storica” dello Statista precipitando questo nostro Paese<br />

nell’arroganza, nel caos e nella prospettiva “peronista” del potere,<br />

l’uomo “forte”.<br />

Tra l’ieri e l’oggi, viviamo anni inconcludenti senza<br />

approdare a nessuna soluzione concreta, parole dette e stradette.<br />

C’è sete di amore e di grandi Uomini, di grandi Statisti, di<br />

estrema serietà.<br />

Un ritorno a Degasperi per una seconda ricostruzione.<br />

Se la <strong>politica</strong> si vede e si misura dai risultati, il risultato è<br />

questo che viviamo in Italia ed è vano compiacersi dei dati<br />

elettorali perché qui il discorso sarebbe troppo lungo.<br />

Così il 24 gennaio 2008 cade il Governo Prodi, vittima in ogni<br />

caso del tradimento imperdonabile, rispetto agli impegni presi con<br />

il Paese, di componenti politiche <strong>della</strong> sua maggioranza, l’Udeur<br />

di Mastella, Dini…<br />

Nel tripudio delle opposizioni!<br />

La verità è che il sistema politico è marcio, una sorta di colera<br />

politico imperversa nel Paese.<br />

La caduta del Governo Prodi segna la fine di una lacerante<br />

esperienza <strong>politica</strong>, ma inaugura una ulteriore scalpitante<br />

competizione senza rispetto per le sofferenze di questo Paese.<br />

Perché dal centro sinistra al centro destra la <strong>politica</strong> non<br />

promette una svolta, non offre speranza di conversione, non lascia<br />

intravedere un salto di qualità e di valore nella <strong>politica</strong> italiana<br />

insistendo la preoccupante presenza di forze eterogenee ed<br />

inquinanti dure a morire.<br />

<strong>Il</strong> quadro politico del Paese si presta alle più spudorate,<br />

scandalose alchimie.<br />

Tutti parlano incasellati, ingessati nelle griglie di appartenenza<br />

esercitando una malafede unica.<br />

E’ inaudito ed è intollerabile che un Paese intero debba<br />

assecondare gli ultimatum di Bossi, un angolo di Nord Italia, e che<br />

125


un Parlamento intero continui a blaterare di Costituzione quando e<br />

mentre il quadro esistenziale del Paese sprofonda nell’indifferenza<br />

piuttosto che essere la ragione <strong>della</strong> Politica, ma proprio la ragione<br />

è al collasso.<br />

Sembra incredibile: famiglie che non hanno i soldi per il latte<br />

ai neonati, suicidi per la mancanza di un tetto o per la minaccia di<br />

sfratto o per la mancanza di lavoro, umiliati, disperati che non<br />

sanno a chi bussare, oggi più di ieri.<br />

Eppure la <strong>politica</strong> non muove un dito, ma vara il Senato<br />

Federale, un capriccio di pochi, una pretesa <strong>della</strong> Lega,<br />

moltiplicando i costi di questo Stato disonesto e impazzito dove<br />

non contano più le maggioranze, ma le bande organizzate di<br />

prepotenti e ignoranti.<br />

E’ più forte di loro.<br />

Devono tutti giorni sputare interviste, dichiarazioni, ignoranza,<br />

ma ai guai del Paese non ci pensano proprio.<br />

Ovviamente, tutto si può dire di Bossi e mai che non sappia<br />

fare <strong>politica</strong>, la sua <strong>politica</strong>.<br />

“Cane che abbaia non morde” e tutte le sue dichiarazioni, le<br />

sue intemperanze, le sue pur inaudite sfide, i suoi “toni da<br />

abbassare” sono paradossalmente irrilevanti rispetto alle eleganti,<br />

forbite, civili ipocrisie in cui affonda e sprofonda la <strong>politica</strong><br />

italiana.<br />

Scandalizzano le “uscite” di Bossi, ma non scandalizzano e<br />

non indignano e non imbufaliscono le incapacità, le incredibili<br />

insufficienze, i mortificanti compromessi.<br />

Gli eventi incalzano drammatici, tragici, inesorabili e il nostro<br />

territorio è sempre più fragile, insicuro, imprevedibile e non c’è<br />

stagione dell’anno che il Paese non debba registrare lutti e pianto<br />

per l’incuria e la negligenza dei Governi, per la mancata, organica<br />

messa in sicurezza dell’intero Paese se è possibile, come è stato<br />

possibile, che nel marzo 2005, cioè negli anni tremila, un borgo<br />

intero, in quel di Cavallerizzo di Cerzeto (Cosenza), sia stato<br />

126


lasciato scomparire sotto gli occhi attoniti dei suoi abitanti, ma la<br />

<strong>politica</strong> ci regala il Senato Federale.<br />

Nonostante le denunzie accorate ed allarmate di Sindaci e<br />

comuni cittadini.<br />

Chi è attento alle cronache quotidiane, chi è attento a quello<br />

che accade nella sola Regione Campania dove si svolge una gara<br />

perpetua di irresponsabilità fra ricatti, minacce, uscite dalla<br />

maggioranza…ha intera la dimensione dello squallore e <strong>della</strong><br />

protervia delle forze politiche grazie, purtroppo, ad un sistema di<br />

potere che rende numericamente tutti necessari e indispensabili o<br />

quasi rispetto al quadro politico di appartenenza fino a paralizzare<br />

l’attività di governo, nel bene e nel male.<br />

Così i Signori Bassolino e De Mita, rispettivamente presidente<br />

<strong>della</strong> Giunta Regionale <strong>della</strong> Campania e Segretario Regionale<br />

<strong>della</strong> Margherita, si organizzano per le elezioni regionali 2005 e si<br />

incamminano a vincerle anche attraverso i…listini perché le<br />

elezioni sono l’unico problema <strong>della</strong> <strong>politica</strong> e con i listini<br />

promuovere i fedelissimi.<br />

Così il candidato Presidente del centro destra, Italo Bocchino.<br />

I listini…la più immorale, forse la più illegale delle pratiche.<br />

Violenze insopportabili, ingiustizie somme, operazioni che<br />

ispirano ripulsa e terrorismo insieme.<br />

Terrorismo perché queste denunzie non toccano e non<br />

attraversano la sensibilità, la coscienza dei responsabili, i quali<br />

vanno imperterriti per la loro strada “strafottendosene” di tutto e<br />

di tutti.<br />

Si ha voglia di condannarlo il terrorismo. <strong>Il</strong> terrorismo figlio<br />

delle ingiustizie e dell’odio che anche questi modi disinvolti di<br />

vivere la democrazia ispirano.<br />

Interessi privati, capricci, simpatie nelle scelte che<br />

mortificano, ignorandole, le realtà storiche del territorio.<br />

I listini…persone designate ad entrare di diritto in Consiglio<br />

Regionale senza fare campagna elettorale.<br />

127


E i Signori candidati presidenti, da destra e da sinistra,<br />

ufficializzano i…listini.<br />

Un sistema che imperversa, senza rispetto, indifferente al<br />

territorio, che sottrae energie, talenti, esperienze al suffragio<br />

universale, alla competizione ed alimenta privilegi funzionali alle<br />

proprie strategie di Governo.<br />

Nella Regione Lazio, il Presidente Francesco Storace non<br />

viene rieletto.<br />

Non c’è problema!<br />

Qual’è il problema?<br />

Lo si recupera, alla faccia degli elettori, nominandolo Ministro<br />

<strong>della</strong> Repubblica.<br />

Ministro <strong>della</strong> Sanità!<br />

Nella Regione Campania, l’Assessore uscente Teresa Armato<br />

non viene rieletta.<br />

Qual’ è il problema?<br />

Non c’è problema!<br />

Teresa Armato viene chiamata e riconfermata nella sua Giunta<br />

dal presidente Bassolino…<br />

Come si fa senza Teresa…<br />

Teresa….<br />

Corrado Gabriele, assessore provinciale, viene disarcionato,<br />

rimosso, per essere trasferito alla Regione nella Giunta Bassolino<br />

in quota Rifondazione comunista…<br />

Ennesimo grande uomo, ennesimo grande personaggio…<br />

Predestinazioni inaudite!<br />

Sì, questa <strong>politica</strong> disgustosa non viene colta e biasimata nel<br />

“dormi-dormi” generale delle masse poco attente, distratte,<br />

inconsapevoli, ma c’è anche chi si indigna –pochi- e c’è anche chi<br />

osa comprendere e giustificare.<br />

La <strong>politica</strong> dei condomini di palazzo, amministrati per quote,<br />

per millesimi, in ragione dell’appartenenza, <strong>della</strong><br />

spregiudicatezza, <strong>della</strong> prepotenza, <strong>della</strong> più schifosa delle culture<br />

politiche.<br />

128


Così si è giunti alla nomina di ben 16 Commissioni ed<br />

altrettante presidenze per una più soddisfacente redistribuzione del<br />

potere alla Regione Campania, per tenere tutti buoni e…contenti.<br />

Come possono gli italiani accettare tale stato di cose?<br />

E con questi modelli cosa volete che sia la criminalità se non<br />

l’altra faccia, se non la degenerazione, se non la risposta<br />

fisiologica alle provocazioni, alle licenze, alle libertà “legali”?<br />

Questa sciagurata gestione <strong>della</strong> <strong>politica</strong> inficia la democrazia,<br />

ma ritorniamo agli…”intellettuali”.<br />

Come può la cultura ufficiale non esprimere disprezzo,<br />

piuttosto che schierarsi, simpatizzare, parteggiare per i detentori<br />

di responsabilità politiche e morali ciclopiche?<br />

Senza parlare dello scandalo ricorrente delle candidature di<br />

mogli, di figli, di parenti ed affini comunque proprie delle<br />

monarchie.<br />

Non si rendono conto del male che fanno al Paese con la loro<br />

quotidiana, allegra invadenza delle Istituzioni.<br />

Chi ha un minimo di dignità, con quale animo si presenta alle<br />

urne?<br />

Per votare chi?<br />

Un manipolo di imbroglioni?<br />

Una pletora di infelici?<br />

Una congerie di affaristi?<br />

Un campionario di cantastorie?<br />

Fino a quando potrà reggere questo gioco infame, questa<br />

scelleratezza enorme costringendo gli uomini a vivere non per gli<br />

ideali, ma a buttarsi dove tira il vento?<br />

Perché il tempo sistematicamente speso nel soddisfacimento di<br />

ambizioni e velleità irriducibili se non perverse fagocita<br />

inesorabile le attese imploranti e la vita stessa delle persone.<br />

Intanto non vengono erogati con immediatezza i fondi per<br />

quella tanto strombazzata assistenza agli anziani, per gli illusori,<br />

inopportuni sussidi alla disoccupazione- inventati apposta per<br />

129


l’incapacità di avviare per i giovani provvedimenti concreti di<br />

sviluppo- e per i previsti aiuti ai liberati dal carcere.<br />

Mortificante!<br />

La gente è stanca pure di sentirli, ma loro da destra e da<br />

sinistra, da centro destra e centro sinistra, insistono, non mollano,<br />

irriducibili, impietosi, superpagati, supergratificati, super serviti.<br />

Non parliamo degli Statuti regionali.<br />

Ciascuna Regione non sa più come imbottirli ad uso e<br />

consumo delle proprie velleità e con licenza perfino di ampliare il<br />

numero dei componenti l’Assemblea regionale mentre le Aziende<br />

chiudono e licenziano anche grazie all’inettitudine <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Da 60 a 80 Consiglieri?<br />

E’ una sfida sorda, anche temeraria alla pazienza del popolo<br />

perché non temono la vendetta <strong>della</strong> storia.<br />

Ciascuna Regione con il suo logo, la sua…bandiera…e quella<br />

italiana sempre più messa da parte.<br />

Dal Regionalismo al…Federalismo!!!<br />

Nei giorni 3 e 4 aprile 2005 si sono tenute in Italia le elezioni<br />

per il rinnovo dei Consigli Regionali e nel quadro di una<br />

fisiologica alternanza ha strepitosamente vinto il centro sinistra<br />

conquistando ben undici Regioni su tredici, ma c’è veramente<br />

poco da essere felici e c’è veramente poco da essere euforici<br />

quando ci sono meriti e ci sono affermazioni che crescono sui<br />

demeriti degli altri piuttosto che sui meriti propri.<br />

E quando consideriamo certe percentuali altissime di consensi<br />

come in Lombardia e in Campania e quando abbiamo la coscienza<br />

onesta del territorio e l’indipendenza e la competenza non<br />

possiamo non gridare che certi risultati equivalgono ad una<br />

bestemmia, alla più totale malafede o imbecillaggine degli elettori<br />

al centro di equivoci madornali.<br />

Quando un personaggio come Antonio Bassolino, per esempio,<br />

continua a “crescere” immeritatamente nella considerazione<br />

nazionale e nella confusione mentale dei suoi democratici<br />

di…sinistra come nell’immaginario collettivo perché non ha<br />

130


antagonisti capaci di opporgli i suoi limiti abissali per il suo<br />

galleggiare impotente sui rifiuti, per la effimera gestione <strong>della</strong><br />

formazione professionale nonostante le imponenti risorse europee,<br />

per la sua antica, ostentata presunzione di verginità <strong>politica</strong>, per il<br />

suo consolidato e ramificato sistema di potere clientelare, per il<br />

collasso sociale dell’intero territorio…<br />

Per la mancata realizzazione di quel tanto auspicato aeroporto<br />

internazionale che doveva costituire una straordinaria occasione di<br />

lavoro e di sviluppo per la Regione Campania, ma i decenni<br />

trascorsi invano rimettono in discussione l’intera questione ed<br />

ogni ipotesi di ubicazione.<br />

<strong>Il</strong> successo di Bassolino e del centro sinistra era scontato a<br />

fronte di un centro destra inetto e di un candidato presidente<br />

insufficiente ed improvvisato, ma certi “trionfi” andrebbero<br />

ragionati e ridimensionati nella drammatica realtà di queste<br />

popolazioni aspiranti a ben altre intuizioni, a ben altri destini<br />

piuttosto che rinviate ancora una volta al mortificante rituale di<br />

lottizzazioni e di “spartenze”, i dosaggi, gli incarichi…per<br />

soddisfare i vergognosi equilibri <strong>della</strong> coalizione cosiddetta<br />

“vincente”.<br />

Oggi, gennaio 2008, Bassolino maledettamente responsabile<br />

del disastro rifiuti in Campania…<br />

La storia e le cronache quotidiane che concorrono a formare la<br />

Storia ci propinano lezioni amarissime, ma sono tutti attestati a<br />

tenere fermo quel filo labilissimo del potere quando bisognerebbe<br />

demolire il castello dei falsi equilibri, delle irriducibili ipocrisie<br />

prima che il tempo consumi nel nulla questa nostra generazione.<br />

Nessuno vuole capire che bisogna fare tabula rasa, uscire dai<br />

comodi equivoci per inaugurare un nuovo modo di fare <strong>politica</strong>,<br />

una nuova concezione dell’Uomo politico, per immettere nelle<br />

arterie <strong>della</strong> <strong>politica</strong> una nuova moralità, una nuova umanità, una<br />

totale rigenerazione ideale fondate sulla capacità di riconversione<br />

<strong>della</strong> propria vita, sulla esemplare testimonianza di vita<br />

abbandonando privilegi, indennità, prebende che irritano ed<br />

131


allontanano quanti- e sono in aumento- non riescono a competere<br />

con questi ritmi scandalosi di vita e dentro questo sistema<br />

esasperante.<br />

La <strong>politica</strong> esige una svolta, una profonda riflessione fondata<br />

finalmente sull’amore essendo la Politica la più alta e nobile<br />

pratica <strong>della</strong> carità.<br />

E’ il momento dei pentimenti, dei rimorsi, di onesta e<br />

coraggiosa riappropriazione <strong>della</strong> propria identità, <strong>della</strong> propria<br />

individualità, di cogliere il senso <strong>della</strong> precarietà e delle più nobili<br />

ragioni <strong>della</strong> vita.<br />

La democrazia italiana ha bisogno di un forte processo di<br />

purificazione e di ossigenazione, di una profonda rivoluzione<br />

culturale che metta in crisi ed estrometta gli “occupanti abusivi”.<br />

Nessuno è al suo posto. Camminano soltanto le cose che<br />

rientrano nei propri esclusivi interessi. Tutto il resto è fastidio.<br />

Dietro la facciata dello sviluppo e del benessere, c’è il crollo<br />

dei sentimenti, il <strong>naufragio</strong> delle idee, il collasso, il vuoto, la<br />

disumana apatia, la perfida indifferenza, il gelo dei rapporti, la<br />

vanità dell’essere, la presunzione del…sapere, le velleità<br />

smisurate.<br />

Non sono questi personaggi che lavorano per il Paese, ma il<br />

Paese che lavora per assecondare le loro velleità e la loro<br />

infedeltà.<br />

C’è un vuoto di amore angosciante.<br />

Come può un Paese così passionale, così disponibile, così<br />

generoso essere occupato da uomini guasti dentro, senz’anima, i<br />

quali, dopo tutto, pare che abbiano passato i peggiori guai <strong>della</strong><br />

loro vita, grigi, freddi, che esprimono indifferenza, calcolo e<br />

cinismo, incapaci di accorgersi dei propri simili se non quando e<br />

se utili ai “fatti loro”?<br />

Non esprimono sentimenti, emozioni, pietà, umanità.<br />

Non conoscono la grandezza delle lacrime.<br />

Cuori spenti, che non vibrano se non per i propri protagonismi.<br />

Incapaci di amare.<br />

132


Le vere condizioni <strong>della</strong> pace stanno proprio nei<br />

comportamenti <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, nella sua capacità di veicolare<br />

l’umanità con amore piuttosto che insistere nel cinismo e nella<br />

fredda pratica <strong>della</strong> ragion di Stato, del potere per il potere.<br />

La gente non si sente amata, ma usata.<br />

La strada è lunga, è difficile, è eroica perché la <strong>politica</strong> cambi<br />

cultura, mentalità, modo di essere; cambi pianeta, ma certamente<br />

non saranno i Castagnetti, i De Mita, i Prodi…a parlarci di amore.<br />

La verità è che uomini come Ciriaco De Mita (“ la nostalgia<br />

non è la ragione <strong>della</strong> <strong>politica</strong>” 25.3.2002)…, Pierluigi<br />

Castagnetti, Franco Marini, già Segretari Nazionali <strong>della</strong><br />

Democrazia Cristiana e del Partito Popolare, sono scivolati nella<br />

rete di Rutelli, si sono associati al carro di Rutelli, smarrendo la<br />

Via, abdicando ad una grande Storia, prostituendosi alla<br />

“Margherita” e dalla “Margherita” al progetto di “Partito<br />

Democratico” contrabbandando, nella fantasia galoppante dei<br />

sostenitori, come esigenza di stabilità nonostante pur autorevoli<br />

posizioni ostili nei “Democratici di sinistra” e nella “Margherita”.<br />

Una stabilità che nella <strong>politica</strong> italiana si invoca da…secoli<br />

mancando la stabilità nelle teste.<br />

E pertanto uomini come Ciriaco De Mita,Pierluigi Castagnetti,<br />

Franco Marini…andrebbero esonerati e rimossi dall’agone politico<br />

del Paese per aver oscurato il protagonismo dei Cattolici, da<br />

protagonisti a gregari.<br />

Così pure i Segni, i Casini, i Buttiglione e quanti –e sono tanti-<br />

hanno contribuito a demolire una monumentale esperienza <strong>politica</strong><br />

consegnando l’Italia a Berlusconi.<br />

Osano ignorarti. Lo sguardo nel…vuoto.<br />

Se <strong>politica</strong>mente hai prodotto e produci, per gente come De<br />

Mita non esisti se non rientri nella logica delle sue cose.<br />

Una vita spesa di totale dedizione alla causa delle idee e dei<br />

bisogni del popolo in una grande e complessa Metropoli come<br />

Napoli per essere ignorato dall’Uomo di…Nusco, ma De Mita<br />

incontra Cacciari, il filosofo, quel maggio 2002, ed insieme<br />

133


“dissertano” per il gusto di…confrontarsi in una sorta di scambioduello<br />

di culture politiche, di opinioni, di sogni, di presunzione<br />

profetica mentre le nostre crude realtà precipitano sempre più<br />

l’uomo nel panico e nel dramma dell’esistere.<br />

I filosofi <strong>della</strong> <strong>politica</strong>!!!<br />

Gli “illuminati” !!!<br />

Già…De Mita, il grande ragionatore, la mente, prigioniero<br />

delle sue tormentate elucubrazioni, poteva essere lo strenuo<br />

difensore <strong>della</strong> nostra identità, <strong>della</strong> nostra grande Storia, del<br />

nostro orgoglio, del nostro patrimonio politico. Poteva essere e<br />

rappresentare la denunzia irriducibile di questo sistema balordo di<br />

fare <strong>politica</strong> in Italia, denunziare questa follia del bipolarismo.<br />

Poteva trasformarsi in un protagonista mondiale, in un Capo<br />

Scuola <strong>della</strong> Politica, dare vita ad una Fondazione mondiale di<br />

studi e cultura <strong>politica</strong>, poteva darsi un taglio storico coerente con<br />

i ruoli rivestiti di Presidente del Consiglio dei Ministri e di<br />

Segretario Nazionale <strong>della</strong> Democrazia Cristiana piuttosto che<br />

abdicare ai Suoi veri principi e ridursi a Segretario Regionale di<br />

una “margherita” dai petali incerti e mortificanti per chi viene<br />

dalla grande esperienza democratico-cristiana.<br />

Poteva consegnarsi alla Storia del nostro Paese, avrebbe potuto<br />

ben meritare la nomina di Senatore a vita…<br />

Invece, pensate, Ciriaco De Mita esposto al “veto” di Walter<br />

Veltroni circa una eventuale sua candidatura alla segreteria<br />

regionale del Partito democratico perché “stimo De Mita, ma il Pd<br />

è innovazione”…<br />

Una sorta insopportabile di delirio cui De Mita, dal singolare,<br />

indiscusso spessore mentale e politico, non reagisce rientrando e<br />

combattendo nel suo spazio storico quando la Democrazia<br />

Cristiana di Degasperi sosteneva e tutelava la libertà nel nostro<br />

Paese e Veltroni, comunista, era <strong>politica</strong>mente un “moccioso”<br />

ancora abbisognevole di…latte.<br />

134


<strong>Il</strong> latte vitale <strong>della</strong>…democrazia, ma Veltroni con la<br />

responsabilità di un passato condannato dalla Storia osa parlare di<br />

innovazione e di…”nuovo”.<br />

Quando si perde il senso <strong>della</strong> misura.<br />

“<strong>Il</strong> riccio voleva togliere le zecche di dosso alla volpe di<br />

Esopo, ma lei non glielo permetteva :<br />

Se mi liberi-gli disse- da queste che ormai sono sazie, altre<br />

ne verranno piene di fame”; così un regime politico che<br />

sistematicamente scarica i vecchi, finisce inevitabilmente per<br />

riempirsi di giovani assetati di fame e di potere, ma digiuni<br />

d’intelligenza <strong>politica</strong> : e dove l’acquisiranno del resto, se non<br />

potranno farsi discepoli o spettatori d’un vecchio che governa ?”<br />

( Plutarco, La Politica)<br />

Quelli che sono e vorrebbero essere i protagonisti di oggi sulla<br />

scena <strong>politica</strong> sono tutti figli degeneri di quella vituperata<br />

Democrazia Cristiana e tutti sciacalli impietosi e insaziabili sulla<br />

preda.<br />

Dopo di aver goduto di onori e responsabilità altissime e<br />

lasciando a piedi e con le spalle al muro milioni di democratici<br />

cristiani orgogliosi soltanto dell’appartenenza e di una tessera e di<br />

una fede.<br />

Dopo di averne goduto i favori, le carriere, i patrimoni.<br />

Tutti gli ex DC che hanno soggiaciuto impassibili<br />

all’umiliazione di Tangentopoli prostituendosi alla parabola<br />

Berlusconi, rinunziando alla propria dignità <strong>politica</strong> pur di<br />

sopravvivere piuttosto che fare quadrato intorno ad una esperienza<br />

<strong>politica</strong> tutta da rivendicare attraverso il ricordo dei tanti suoi<br />

“cavalli di razza” fino all’olocausto di Aldo Moro “uomo buono,<br />

mite, saggio…”(Paolo VI), nel ricordo di una straordinaria<br />

religione dell’Uomo che, posta a fondamento <strong>della</strong> Politica, ha<br />

risparmiato agli Italiani i carri armati e le aberrazioni dei regimi<br />

totalitari.<br />

135


Da Segni a Cossiga a Castagnetti a De Mita…a Buttiglione a<br />

Casini…si è consumato quel progetto di dissoluzione di quella<br />

straordinaria esperienza dei Cattolici nella vita <strong>politica</strong> italiana.<br />

Quella esperienza che li ha fatti uomini.<br />

La nascita dell’Unione Cristiani Democratici (UDC) scatena<br />

emozioni in quanti, ingenui, disarmati e coglioni, vorrebbero e<br />

sperano in un ritorno <strong>della</strong> DC, ma è lo stesso Casini a precisare<br />

che la nascita dell’UDC non vorrà mai significare “il ritorno <strong>della</strong><br />

democrazia cristiana! ”.<br />

Quel Casini, furbissimo, che ha avuto la capacità di tagliarsi e<br />

di assicurarsi uno spazio tutto suo, di scegliersi, nella geografia<br />

delle…spartizioni del centro destra, la carica, il ruolo, il<br />

protagonismo di Presidente <strong>della</strong>…Camera dei Deputati.<br />

Quel Casini che non si lascia scappare un funerale, che<br />

pontifica in tutte le occasioni, che lascia chiaramente intuire<br />

velleità, ambizioni, disegni, sogni, destini i più insperati, ma i più<br />

fatalisticamente ricercati alla scomparsa di Berlusconi.<br />

Casini media…invita al…dialogo…ma che vuole mediare?<br />

La Sua scelta di centro destra con Berlusconi e con Bossi fu<br />

soltanto <strong>politica</strong>mente scandalosa ed imperdonabile, un vero e<br />

proprio smarrimento <strong>della</strong> memoria e <strong>della</strong> coscienza, una<br />

posizione intollerabile di opportunismo politico schiacciante, ma<br />

già in piena campagna elettorale, marzo 2006, Casini e Fini<br />

prendono le distanze da Berlusconi così ripagandolo, nel tentativo<br />

di scavalcarlo, dopo aver avuto, rispettivamente, la presidenza<br />

<strong>della</strong> Camera e il Ministero degli Esteri con la vice presidenza del<br />

Consiglio dei Ministri.<br />

Così costringendo Berlusconi ad una spasmodica, frenetica,<br />

febbrile “rimonta” personale con il risultato perdente di quei<br />

famosi pochi voti di scarto che decretarono la vittoria del centro<br />

sinistra guidato da Romano Prodi.<br />

Perchè la logica e la ragione di tenuta dei poli consiste nella<br />

lealtà e nella fedeltà alle alleanze all’interno di ciascun polo<br />

piuttosto che nella pratica dei tradimenti.<br />

136


Maledetti Italiani che non colgono l’ipocrisia, le trappole, le<br />

mistificazioni degli uomini.<br />

Così quel D’Antoni, già leader <strong>della</strong> CISL, aveva avviato una<br />

esperienza <strong>politica</strong> (Democrazia Europea) fondata sulla dichiarata<br />

equidistanza dai poli, trascinando nella sua avventura la<br />

straordinaria e prestigiosa leadership di Giulio Andreotti.<br />

Abbandonato l’originario, fallito progetto, preconizza,<br />

unitamente a Rocco Buttiglione, la saldatura in un unico Partito<br />

dei democratici cristiani nella Casa delle…libertà, ma che non<br />

significhi un “ ritorno <strong>della</strong> Democrazia Cristiana”.<br />

Più tardi, maggio 2004, l’ulteriore travaglio trasferendosi,<br />

Sergio D’Antoni, dal centro destra al centro sinistra, nella<br />

“margherita”!<br />

Allucinante!<br />

Delirio che segue a delirio.<br />

Opportunismo o confusione mentale?<br />

E se dovesse trattarsi di “confusione mentale” c’è proprio da<br />

sperare in questo disgraziato Paese?<br />

Personaggi sempre più irreali e inafferrabili.<br />

La candidatura di Sergio D’Antoni nelle suppletive per la<br />

Camera dei Deputati nel Collegio d’Ischia-Napoli fu una ulteriore,<br />

spudorata violenza <strong>della</strong> <strong>politica</strong> sulla disarmata platea elettorale.<br />

Quando i candidati vengono scelti, catapultati, imposti e<br />

premiati quanto più sono <strong>politica</strong>mente infedeli ed opportunisti e<br />

trasformisti a danno delle cenerentole <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, delle storie<br />

affidabili e delle realtà sane all’interno delle proprie, naturali<br />

comunità.<br />

Intanto, a sostegno delle due massime candidature nel<br />

Collegio lasciato vacante dalla Alessandra Mussolini e, cioè,<br />

quelle di Sergio D’Antoni e Amedeo Laboccetta, si sono<br />

precipitati e mobilitati qui- a Napoli-Ischia- Governo,<br />

opposizione, i big (si fa per dire) <strong>della</strong> <strong>politica</strong> nazionale in un<br />

febbrile, forsennato impegno per la conquista del Collegio tra<br />

retorica dello sviluppo, spettacolo e chiara dimostrazione di<br />

137


quanto la credibilità e la fiducia nelle Istituzioni siano allo sbando<br />

e consegnate alla rinnovata truffa delle emozioni e delle promesse.<br />

25 ottobre 2004, risulta eletto Sergio D’Antoni, ma i votanti<br />

risultano essere al minimo storico, appena il 29% alle urne.<br />

In effetti, c’è poco da essere euforici perché votando D’Antoni<br />

fu scelto il minor male, ma le astensioni massicce furono un<br />

preoccupante quanto rispettabile segnale di rifiuto e di<br />

insofferenza, quasi un sussulto di dignità.<br />

Non solo, ma Sergio D’Antoni, eletto Deputato, viene subito<br />

chiamato a far parte <strong>della</strong> Direzione <strong>della</strong> “Margherita” con la<br />

preoccupante disinvoltura propria di questa ricorrente, nefasta<br />

cultura <strong>politica</strong> fatta di arroganza e di prevaricazioni.<br />

Ecco perché c’è poco da essere euforici ed è detestabile la<br />

dabbenaggine o l’incoscienza <strong>della</strong> leadership di sinistra come di<br />

destra nella scelta dei candidati senza una rispettosa, attenta lettura<br />

delle esperienze umane presenti con diritto di “nascita” sul<br />

territorio.<br />

Così Mariotto Segni, figlio di quell’Antonio Segni assurto<br />

all’onore “storico” di Presidente <strong>della</strong> Repubblica Italiana su<br />

designazione di una grande Democrazia Cristiana, non si rassegna<br />

nella sua febbrile insoddisfazione.<br />

<strong>Il</strong> Corriere <strong>della</strong> Sera di sabato 21 giugno 2003 annuncia il<br />

ritorno in <strong>politica</strong> di Mario Segni con la nascita di un “partito<br />

liberaldemocratico in opposizione al centro destra di Berlusconi,<br />

ma anche al centrosinistra”.<br />

Quel Segni che aveva teorizzato la semplificazione e<br />

la…moralizzazione <strong>della</strong> <strong>politica</strong> trascinando gli italiani nella sua<br />

disastrosa utopia.<br />

E i Cristiani? E “l’ispirazione cristiana”?<br />

E Degasperi…e Aldo Moro…?<br />

Siamo democristiani feriti, con le spalle al muro, ma alla<br />

ricerca di uno spazio che non sacrifichi, che non azzeri la nostra<br />

identità, le nostre radici nel gioco perverso dell’attuale vicenda<br />

<strong>politica</strong>.<br />

138


Eravamo “popolari” riconoscendo nel Partito Popolare Italiano<br />

la rappresentazione o il residuo più autentici di quella grande<br />

storia <strong>politica</strong> che va da Degasperi a Moro, ma di fronte alla<br />

scomparsa del PPI viene da domandarci quale protagonismo dei<br />

cattolici e quale <strong>politica</strong>, viene da domandarci a quale Santo<br />

votarci se non spingere per una rivoluzione culturale che<br />

restituisca dignità e identità alla <strong>politica</strong>.<br />

La verità è che è venuta meno nello scenario politico italiano<br />

la forza ispiratrice del Cristianesimo trasformandosi l’unità<br />

<strong>politica</strong> dei cattolici in tanti spezzoni fiacchi, deboli, falsi,<br />

increduli.<br />

La stessa Alleanza Popolare-Udeur di Martinazzoli e Mastella<br />

ci lasciava profondamente perplessi nonostante la professione di<br />

equidistanza e di indipendenza, nonostante la leadership<br />

combattiva e rivendicativa come segno, speranza, bandiera<br />

dell’orgoglio democratico cristiano contro l’appiattimento<br />

squallido dei partiti organizzati nei poli e nella pratica pure<br />

disinvolta dei rapporti di potere.<br />

Ci lasciava profondamente perplessi per l’imprevedibilità delle<br />

scelte, per un metodo camaleontico di gestire le situazioni, per una<br />

condotta estremamente “rivendicativa” del potere. Per quella<br />

sistematica razzia di delusi, di scontenti, di mezze tacche, di<br />

“medicinali scaduti”, di personaggi discussi che offende, turba ed<br />

allontana la parte sana. Per quell’attivismo frenetico che si rifiuta<br />

di ascoltare e di ricercare consigli ed esperienze pur consumate ed<br />

autorevoli, che non privilegia con particolare riguardo piccole e<br />

grandi storie di autentico servizio alla Politica.<br />

Tutti all’ammasso.<br />

Per cui, prendi uno e perdi cento.<br />

Perché la <strong>politica</strong>, quella che piace alla gente, è carattere, è<br />

temperamento, è equidistanza, è capacità di rappresentanza di<br />

interessi reali, ed anche capacità di promuovere l’uomo nelle sue<br />

grandi aspirazioni, ma quel Mastella che pure rivendica visibilità,<br />

spazio, attenzione, dignità <strong>politica</strong>…non altrettanti ne riserva a chi<br />

139


li merita strafottendosene di tutti e mancando di capacità di<br />

selezione e di discernimento delle forze in campo, soprattutto se<br />

critiche e leali.<br />

La ricerca spasmodica del potere e del consenso a tutti i costi,<br />

la <strong>politica</strong> dei numeri, la <strong>politica</strong> che non ci ascolta, che non ci<br />

risponde, che non si redime, la <strong>politica</strong> prepotente, la <strong>politica</strong><br />

incompetente, che ci offende, che ci angoscia, che ci allontana,<br />

che ci delude, che ci tradisce…<br />

Forse il partito che risponde alla nostra cultura dell’Uomo, ai<br />

nostri ideali, alla nostra storia non esiste, ma dobbiamo comunque<br />

occupare uno spazio sul terreno dell’esistente e contribuire a<br />

migliorarlo e renderlo sempre più praticabile.<br />

La battaglia <strong>politica</strong> di Alleanza Popolare Udeur e del suo<br />

segretario politico nazionale, Clemente Mastella, l’Asse<br />

Martinazzoli-Mastella, poteva tendere a realizzare ed affermare<br />

uno spazio politico coerente con la grande tradizione democraticocristiana.<br />

Più chiaramente, se esiste e se può esistere una Lega al Nord<br />

come forza di inquietudine e di rottura nel panorama politico<br />

nazionale perché non avrebbe potuto e non potrebbe esistere una<br />

forza agguerrita, un leader combattivo al Sud del nostro Paese per<br />

uscire, pur praticando una strategia dell’equidistanza e delle scelte<br />

possibili o dell’opportunismo politico di volta in volta<br />

consigliabile, dall’appiattimento nel quale è precipitata la <strong>politica</strong><br />

italiana. Soprattutto dopo l’indegna dismissione del Partito<br />

Popolare Italiano che pure rappresentava almeno l’illusione di un<br />

retaggio storico irripetibile?<br />

Ecco perché siamo indignati perchè speravamo che Clemente<br />

Mastella, così emotivamente disponibile e propenso a rispolverare<br />

ferri vecchi e discussi, nonostante le scottanti esperienze umane<br />

vissute, voglia inaugurare ed imporre con forza dialettica una<br />

<strong>politica</strong> nuova all’altezza di quella grandezza storica che si rifà,<br />

ancora oggi, ad Alcide Degasperi e Luigi Sturzo, praticando<br />

l’equidistanza, una “igienica equidistanza”, puntando sulle forze<br />

140


nuove e vecchie che siano, ma esemplari, ma inattaccabili,<br />

esercitando capacità di ascolto e di discernimento nella platea,<br />

esercitando intelligenza <strong>politica</strong> e lavorando per lo scioglimento<br />

dei poli, magari per un salutare referendum.<br />

Barlumi di speranza.<br />

Cocenti, puntuali delusioni.<br />

Una forza <strong>politica</strong> cresce sulla capacità di clamorose iniziative<br />

politiche (Ufficio Studi), sulla capacità di proposta e sulla<br />

capacità di imprimere una fede, ma ci vuole proprio tanto a capire<br />

che c’è una platea enorme di consensi da recuperare, di cuori e di<br />

intelligenze da infiammare?<br />

Intanto, 30 agosto-5 settembre 2004, a conclusione <strong>della</strong><br />

tradizionale festa dell’Udeur a Telese, Clemente Mastella<br />

apportava l’ennesimo, ulteriore cambiamento alla denominazione<br />

<strong>della</strong> sua formazione <strong>politica</strong> per chiamarsi Popolari-Udeur!<br />

Una festa, quella di Telese, che vede avvicendarsi l’intero<br />

Gotha <strong>della</strong> <strong>politica</strong> italiana tra abbracci e baci.<br />

C’è ancora chi li attende, chi fa festa, chi abbraccia Casini, chi<br />

abbraccia Rutelli…<br />

Quante emozioni…che pena…che ipocrisia…<br />

Purtroppo, Mastella ha rinunziato all’esercizio di un ruolo<br />

storico perché con la nomina <strong>della</strong> Signora Sandra Lonardo<br />

Mastella a Presidente dell’assemblea regionale <strong>della</strong> Campania il<br />

Presidente Bassolino ha imprigionato il suo più conflittuale<br />

antagonista e tutti vissero e vivranno felici e contenti.<br />

Capirete: la famiglia è la…famiglia!<br />

Intanto, elezioni politiche 9/10 aprile 2006.<br />

Governo Prodi.<br />

Clemente Mastella viene “assicurato” alla…Giustizia.<br />

Scherzi a parte, Clemente Mastella diventa Ministro di Grazia<br />

e…Giustizia.<br />

141


Nonostante il modesto risultato elettorale conseguito dalla sua<br />

Udeur, ma il personaggio non fa sconti a nessuno nella sua<br />

irriducibile pretesa di protagonismo, di visibilità e di potere.<br />

Provate ad immaginare, infatti, quale rischio e quale<br />

condizionamento per la vita del Governo ove mai Clemente<br />

Mastella fosse stato sacrificato alle ragioni alte del Paese uscendo,<br />

Romano Prodi, dalla logica mortificante del quieto vivere.<br />

Sabato 22 luglio 2006, mezzo Governo alle nozze del figlio di<br />

Clemente Mastella e di Sandra Lonardo. Ministri, imprenditori….<br />

L’Unione festeggia gli sposi. Nessun invitato di centro<br />

destra…Ceppaloni al centro del mondo tra emozioni,euforia,<br />

fuochi d’artificio, balli, canti…<br />

Risotto allo champagne, bretelle con astice e aragostelle,<br />

filetto di rombo al limone di Amalfi, cestine di scarola e sorbetti.<br />

<strong>Il</strong> tutto bagnato da vino bianco Fiano dei Feudi e champagne. Le<br />

cronache dell’evento riempiono pagine di giornali. Sandra<br />

Lonardo Mastella, la Presidente, si esibisce, scalza, nella<br />

“Tammuriata nera”. Meglio, forse, “scanzonatissima”!<br />

“La famiglia Mastella non ha certo risparmiato soldi ed<br />

energie per le nozze del primogenito” trasformando l’evento<br />

stesso in una straordinaria kermesse di protagonismo politico, una<br />

ostentazione impressionante di potere.<br />

Non si vuole capire che quando si sceglie la vita pubblica e<br />

quando si scelgono i pubblici doveri dovrebbe essere coerente<br />

l’immedesimazione negli ultimi ed evitare ogni manifestazione<br />

che possa turbare le miserie umane e la comune sensibilità.<br />

Ecco, i tanti giovani di questo nostro Paese che<br />

legittimamente anelano a realizzare il loro sogno di amore come<br />

possono non essere feriti da eventi come le nozze del figlio di<br />

Mastella riportate da tutti i rotocalchi soltanto perché figlio di<br />

Mastella!<br />

Non si vuole capire che per salvare questo Paese bisogna<br />

vivere e praticare il modello Degasperi.<br />

142


Non ci sono alternative nel momento in cui si pretendono<br />

sacrifici dagli italiani.<br />

<strong>Il</strong> 27 agosto 2006 festa, con mega torta, per i trent’anni di vita<br />

parlamentare del Sig.Ministro Clemente Mastella!<br />

Subito dopo la rituale rassegna di Telese, sempre con mega<br />

torta, dove confluisce il gotha (?) <strong>della</strong> <strong>politica</strong> e<br />

dell’imprenditoria.<br />

L’indulto, la sceneggiata delle carceri…gli applausi…la<br />

demagogia…, ma il Papa aveva chiesto “un segno di clemenza a<br />

vantaggio di tutti i detenuti” e una straordinaria <strong>politica</strong> di<br />

redenzione e di riscatto per la condizione carceraria tanto<br />

disastrata.<br />

<strong>Il</strong> problema vero è che molti fanno i politici ed i Ministri senza<br />

esserne all’altezza.<br />

Seppure da trent’anni!<br />

Ed ancora….<br />

Pellegrino Mastella, consulente del Ministro Bersani!!!<br />

Puntuale, agosto-settembre 2007, si ripropone l’annuale<br />

rassegna show di Telese, le “Telesiadi”, con la presenza<br />

“trasversale” dei massimi protagonisti dello scenario politico<br />

nazionale e delle tante espressioni dello stato confusionale in cui<br />

versa la <strong>politica</strong> di questo Paese.<br />

Clemente Mastella nel suo ruolo più appagante di “mast ‘e<br />

festa”.<br />

L’Italia sempre più lontana, astiosa, stanca, disturbata,<br />

indispettita.<br />

Le cronache estive danno grande risalto all’attentato subito<br />

dal panfilo di Diego Della Valle ad opera di una “testa calda” cui<br />

sarebbe stato vietato l’attracco di un pontile galleggiante, a<br />

143


Filicudi, e consentito, invece, l’attracco, a Lipari, del panfilo<br />

“Altair” dell’industriale Diego Della Valle.<br />

“Nessun privilegio”, chiariscono i Carabinieri, ma l’ormeggio<br />

deciso per “motivi di sicurezza”.<br />

La sicurezza…perché sul panfilo di Della Valle erano ospiti il<br />

Ministro Guardasigilli, Mastella, e la Sua consorte.<br />

Non ci resta che invidiare Diego <strong>della</strong> Valle per tanta amicale<br />

frequentazione…<br />

In questo Paese avvengono fatti disgustosi, ma c’è una<br />

coscienza pubblica distratta, che minimizza, che assolve, che<br />

“sorvola”, che tarda a “prendere coscienza” fino a quando sarà<br />

troppo tardi.<br />

Vite private che non sono più private perchè assurgono a<br />

modelli irritanti.<br />

Perché chi accetta di portare la croce <strong>della</strong> <strong>politica</strong> deve<br />

cambiare vita.<br />

Intanto, l’attentatore, Alfonso Stramandino, processato per<br />

direttissima e condannato a circa due anni di reclusione.<br />

Giustamente!<br />

.<br />

La diaspora dei Cattolici impegnati in <strong>politica</strong> resta il grande<br />

scandalo dell’intera esperienza storica che ha comunque realizzato<br />

il riscatto del Paese dalla disastrosa degenerazione del<br />

nazifascismo e che ha tenuto fuori l’Italia dal Comunismo, dalle<br />

guerre e da ogni sorta di conflitto armato evolvendo l’intero Paese<br />

nella cultura e nella libertà.<br />

144


Errore madornale mandare in frantumi una gigantesca,<br />

vincente forza <strong>politica</strong> di ispirazione cristiana soltanto profanata<br />

da un manipolo di affaristi <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, ma integra ed<br />

inattaccabile nelle sue benemerenze storiche e nel processo di<br />

crescita <strong>della</strong> democrazia in Italia.<br />

L’ignoranza <strong>della</strong> Storia è il dramma del presente quando si<br />

legge poco, si studia poco, si pensa poco, si riflette poco e le vite<br />

sono avvelenate dalle squallide cronache e dai giudizi sommari<br />

dell’uomo sull’Uomo, dei figli verso i padri.<br />

E non c’è, nonostante le stantìe “confessioni” di laicismo,<br />

<strong>politica</strong> che non pratichi una sua religione, una sua ideologia, una<br />

sua filosofia, una sua cultura, una sua intrinseca confessione<br />

“religiosa”. Sia pure l’ateismo, sia pure il…laicismo, sia pure il<br />

capitalismo, sia pure il socialismo, sia pure il comunismo, sia pure<br />

l’islamismo, sia pure il cinismo, sia pure il liberalismo, sia pure il<br />

dirigismo, sia pure il…nazismo…<br />

Ecco perché rivendichiamo uno spazio politico di ispirazione<br />

cristiana, ma di un Cristianesimo autentico, non degenerato, non di<br />

destra e non di sinistra, che ponga l’Uomo al centro dello<br />

sviluppo e ne realizzi la sua straordinaria vocazione.<br />

Si parla spesso di partiti “moderati”. Equivoco enorme nel<br />

nostro caso perché Cristo era un rivoluzionario, il più grande <strong>della</strong><br />

Storia ed oggi più che mai la società segnata nel mondo da eventi<br />

straordinari e sconvolgenti nello stesso tempo ha bisogno di una<br />

rivoluzione cristiana che realizzi una <strong>politica</strong> autentica di<br />

promozione e di elevazione <strong>della</strong> condizione umana avvilita tra<br />

capitalismo, enormi fortune, egoismi intollerabili e povertà e<br />

miseria e malattie e mancanza di acqua ed epidemie.<br />

Grandi sono state le benemerenze dei Cattolici sul piano<br />

storico, ma coloro che hanno macchiato quella singolare<br />

esperienza in <strong>politica</strong> non erano certamente cattolici : erano<br />

infiltrati ed ancora oggi essi sopravvivono dentro questa nuova<br />

ipocrisia <strong>della</strong> “margherita” e del Polo delle…libertà e di Forza<br />

145


Italia con la disinvoltura tipica di chi crede soltanto nei propri<br />

interessi.<br />

“…si sono così udite delle voci secondo le quali, nella nuova<br />

stagione <strong>politica</strong>, una forza di ispirazione cristiana avrebbe<br />

cessato di essere necessaria. Si tratta però di una valutazione<br />

errata perché la presenza dei laici cristiani nella vita sociale e<br />

<strong>politica</strong> non solo è stata importante per opporsi alle varie forme<br />

di totalitarismo, a cominciare da quella comunista, ma è ancora<br />

necessaria per esprimere sul piano sociale e politico la tradizione<br />

e la cultura cristiana <strong>della</strong> società italiana…Un bilancio onesto e<br />

veritiero degli anni del dopoguerra ad oggi non può dimenticare<br />

tutto ciò che i cattolici, insieme ad altre forze democratiche,<br />

hanno fatto per il bene dell’Italia. Non si possono dimenticare<br />

cioè tutte quelle significative realizzazioni che hanno portato<br />

l’Italia ad entrare nel numero dei sette Paesi più sviluppati del<br />

mondo, né si può sottovalutare o scordare il grande merito di aver<br />

salvato la libertà e la democrazia…I laici cristiani non possono<br />

dunque, proprio in questo decisivo momento storico, sottrarsi alle<br />

loro responsabilità. Devono piuttosto testimoniare con coraggio<br />

la loro fiducia in Dio, Signore <strong>della</strong> Storia, e il loro amore per<br />

l’Italia attraverso una presenza unita e coerente e un servizio<br />

onesto e disinteressato nel campo sociale e politico, sempre aperti<br />

a una sincera collaborazione con tutte le forze sane <strong>della</strong><br />

nazione….”.<br />

Giovanni Paolo II<br />

6 gennaio 1994<br />

lettera all’Episcopato Italiano<br />

146


VI. USCIRE DALL’IMBROGLIO<br />

La <strong>politica</strong> è prigioniera dei poli.<br />

Continuare così, nello scontro frontale tra destra e sinistra è da<br />

incoscienti.<br />

Anni bruciati nel nullismo e nell’inconcludenza alla ricerca<br />

esclusiva di sempre nuovi assetti di potere.<br />

E c’è ancora chi si illude che questo sistema politico bipolare<br />

possa risolvere i problemi del Paese e dei giovani.<br />

Congressi, tavole rotonde, convegni, assemblee, dibattiti…un<br />

moltiplicarsi di soggetti in cerca di protagonismo nella<br />

presunzione di saperne di più, ma tutti e tutto concorrono ad<br />

esprimere il delirio che attraversa il Paese tanta è l’inconcludenza,<br />

tanta è la distanza, tanta è l’ipocrisia che registri nei fatti al di là<br />

delle prediche, oltre le prediche.<br />

C’è una crisi paurosa di rappresentanza <strong>della</strong> Verità.<br />

Non c’è posto per l’intelligenza e le sofferenze e le piaghe del<br />

Paese, ma soltanto per la pratica di laboratori e di alchimie sulla<br />

eterna buona fede <strong>della</strong> gente.<br />

Non c’è posto per l’Uomo !<br />

Mentre si aprono e si succedono sempre più scenari<br />

terrificanti di rivendicazione, di nazionalità, di confini e di mai<br />

superate lacerazioni, il nostro Paese affonda nel nullismo, nella<br />

mediocrità di gran parte <strong>della</strong> sua classe <strong>politica</strong> impari alle grandi<br />

sfide del nostro tempo..<br />

Scandalosamente impantanata nelle lotte di potere e per la<br />

egemonia del potere.<br />

147


Perché fatica a formarsi una base viva che, dal basso verso<br />

l’alto, respinga e metta in discussione l’enorme divario e, quindi,<br />

la insostenibile ipocrisia <strong>della</strong> <strong>politica</strong> rispetto alla realtà e rispetto<br />

ai superiori destini dell’Uomo.<br />

Così si consuma nel nullismo la vita di intere generazioni, i<br />

giovani invecchiano senza accorgersi <strong>della</strong> giovinezza, i vecchi<br />

muoiono senza cogliere il senso e le ragioni <strong>della</strong> vita.<br />

<strong>Il</strong> 9 ottobre 2005 grande manifestazione a Roma dell’Unione<br />

per protestare contro la finanziaria e contro l’iniziativa del centrodestra<br />

di cambiare la legge elettorale.<br />

Ulteriore pagina utile ad alimentare la demagogia delle parti<br />

nello stesso giorno in cui il Pakistan è colpito da un terremoto<br />

catastrofico registrando trentamila morti e l’angosciato appello di<br />

quel Governo al mondo perché “ci aiuti”.<br />

A fare una considerazione fra i due eventi ci viene subito da<br />

pensare alla pochezza ed alla incoscienza <strong>della</strong> nostra <strong>politica</strong><br />

comunque espressa e che non si emoziona e non si vergogna,<br />

come fuori dal mondo, estranea al mondo di cui pure fa parte con<br />

impressionante cinismo.<br />

Questo tanto celebrato passaggio alla seconda Repubblica<br />

registra tradimenti, fughe, lassismo, pochezza individuale ed uno<br />

scellerato, infame trasformismo, prostituzione di identità,<br />

opportunismi, inquinamenti di ogni sorta.<br />

Un mondo ibrido che non promuove la <strong>politica</strong>, ma la intralcia,<br />

non ispira sentimenti, emozioni, umanità, blindato nell’ipocrisia e<br />

negli egoismi del potere.<br />

Un mondo che alimenta l’astensionismo sempre più crescente<br />

e pericoloso.<br />

148


Qual è il bilancio di questa preoccupante situazione quando il<br />

presente piuttosto che evolversi si involve?<br />

La cultura, la scienza, gli storici affrontano sul piano teorico<br />

questo problema nei dibattiti, nello sfogatoio astratto del<br />

protagonismo nazionale, ma restano cocenti i problemi umani ed<br />

esistenziali.<br />

Così cerchiamo sempre il più forte, la maggioranza, le forze<br />

vincenti e nemmeno riflettiamo sulla fine che hanno fatto i più<br />

forti, i…potenti mentre restano nei secoli in piedi quanti<br />

sembravano sconfitti e perdenti perché avevano ed hanno dalla<br />

loro le idee, l’onestà, l’umanità, l’amore…<br />

Ho visto cadere le aquile…<br />

<strong>Il</strong> Paese soggiace all’effimero ed alla truffa ancorché propinati<br />

ed iniettati gestendo una impressionante e sleale macchina<br />

propagandistica e la gente è irretita, fagocitata, ghettizzata e<br />

sprofondata nei ghetti dell’intelligenza, <strong>della</strong> mente e dello spirito.<br />

L’onore perduto.<br />

E la gente è confinata nei ghetti dell’egoismo piuttosto che<br />

trasferita dalle angustie <strong>della</strong> corruzione alle seducenti ed esaltanti<br />

esperienze <strong>della</strong> solidarietà mondiale, piuttosto che riportata alla<br />

più alta e nobile considerazione degli squilibri e delle sofferenze<br />

del mondo.<br />

La nostra civiltà insofferente, impaziente, insoddisfatta,<br />

egoista, godereccia soccomberà per la sua incapacità di spaziare e<br />

di solidarizzare e si estinguerà e sarà annientata o rivitalizzata<br />

proprio da quel terzo mondo oggetto <strong>della</strong> sua indifferenza e del<br />

suo disprezzo.<br />

Non è uno sfogo.<br />

149


E’ una doverosa “sortita” perché si è soli ed i responsabili del<br />

bene comune non muovono un dito perché la Politica ritorni ai<br />

competenti ed agli onesti.<br />

La Politica è mobilitazione di forze e di idee per<br />

l’affermazione e la promozione dell’Uomo, <strong>della</strong> sua vocazione,<br />

<strong>della</strong> sua intelligenza, <strong>della</strong> sua libertà, <strong>della</strong> sua sacralità.<br />

Viviamo una ipocrisia senza precedenti ed una indegna cagnara<br />

televisiva dove la Politica è totalmente estranea alla realtà del<br />

Paese.<br />

Chi è onesto non può non provare un grande disagio per questa<br />

irriducibile incomprensione ed anche dabbenaggine <strong>della</strong> gente<br />

che premia i peggiori e sprofonda il Paese nell’angoscia.<br />

150


SEMPLIFICARE la POLITICA<br />

Per governare il Paese sarebbe sufficiente una legge elettorale<br />

di poche righe e valida comunque sia per il proporzionale che per<br />

il maggioritario : “il Partito o Movimento Politico ( e non i…Poli )<br />

che abbia conseguito un solo voto in più esprime il Governo del<br />

Paese per la durata dell’intera legislatura! <strong>Il</strong> popolo sarà chiamato<br />

a giudicare quel Partito o quel Movimento politico e gli eventuali<br />

alleati sul lavoro svolto nel corso <strong>della</strong> legislatura”.<br />

Perché ci saranno sempre Partiti e forze politiche disponibili ad<br />

allearsi e concorrere all’attuazione di un programma di governo<br />

del Paese e sempre chi ha dall’elettorato il mandato di governare<br />

ha interesse al più ampio sostegno parlamentare.<br />

Purtroppo, tutti ce la mettono tutta, soprattutto intellettuali e<br />

“specialisti” di scienza <strong>politica</strong>, ad immaginare le soluzioni più<br />

contorte, più elaborate, più difficili e fallimentari stancando<br />

sempre più gli elettori, ma è così difficile scegliere le cose<br />

semplici?<br />

I politologi (Iddio ce ne liberi!) ne dissertano e ne inventano di<br />

tutti i colori quando sarebbe sufficiente riconoscere al partito più<br />

votato il diritto-dovere di formare un governo con immediatezza e<br />

difenderne la credibilità fino alla scadenza del proprio mandato.<br />

Cadrebbe così ogni ipotesi di sbarramento circa i piccoli partiti<br />

e si consentirebbe anche ai piccoli partiti comunque di ravvivare la<br />

contesa <strong>politica</strong> nonché le scelte elettorali nonché la<br />

151


appresentanza popolare e democratica senza nessun rischio per la<br />

governabilità del Paese.<br />

Ciascuno immagina ed auspica la riduzione dei partiti politici<br />

purchè non si tratti, ovviamente, del…suo partito politico.<br />

Un Paese comunque adulto, posto di fronte alla semplicità del<br />

sistema, saprebbe come votare e come scegliere, ma libero dal<br />

ricatto dei poli.<br />

Sistema elettorale alla francese, sistema elettorale alla<br />

tedesca…un rompicapo assurdo e sempre noi a copiare gli altri<br />

invece di assumere in casa nostra modelli semplici, intelligenti,<br />

praticabili, comprensivi a tutti.<br />

C’è infine da decidere se vogliamo una Repubblica<br />

parlamentare come l’attuale o una Repubblica presidenziale con i<br />

consueti rischi e pericoli di personalizzazione del potere.<br />

Volevano cambiare il Paese con la barzelletta che i comunisti<br />

non sarebbero più comunisti, i fascisti non sarebbero più fascisti<br />

ed i democristiani non sarebbero e non possono essere<br />

più…democristiani…<br />

La barzelletta <strong>della</strong> sinistra e <strong>della</strong> destra e la disonestà <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong>.<br />

Volevano cambiare la Repubblica.<br />

I guasti prodotti con il sistema maggioritario sono apparsi<br />

incalcolabili.<br />

<strong>Il</strong> mercato dei Collegi elettorali.<br />

Perchè può succedere che i candidati proposti ed imposti dalla<br />

camorra dei Partiti –associati e non- nel tuo collegio elettorale<br />

siano due banditi o due imbecilli o due incapaci di tua diretta,<br />

152


amara conoscenza, ma comunque protetti e garantiti dall’ombrello<br />

disgustoso dei Poli di…appartenenza.<br />

Sei costretto a startene a casa esercitando il diritto del “non<br />

voto” nel tentativo di “sventare” che un bandito o un imbecille o<br />

un incapace sia promosso- a spese del popolo- agli onori<br />

immeritati delle Istituzioni.<br />

Gli italiani sono drammaticamente divisi e smarriti fino alla<br />

nausea, fino allo sbadiglio, ma continuano a votare pur nella<br />

insoddisfazione generale.<br />

Cresce, infatti, il Partito del “non voto”, dei nauseati, degli<br />

stanchi, dei delusi, dei fieri, <strong>della</strong> dignitosa abiura.<br />

Perché esiste un “diritto ad astenersi dal voto” (Prof.Antonio<br />

Guarino, Università di Napoli) quando il quadro non è abbastanza<br />

chiaro e pulito.<br />

“Per dignità si può anche non votare” (Luigi<br />

Labruna,Università di Napoli, Corriere del Mezzogiorno del 7<br />

gennaio 2006).<br />

…………………………………..<br />

La stessa legge elettorale che fissa il tetto delle spese elettorali<br />

per ciascun candidato è una “cazzata” enorme, degna dei nostri<br />

Parlamenti, perché il tetto delle spese elettorali non sarà mai<br />

controllabile e le sanzioni non saranno mai tempestivamente<br />

applicate ed inflitte ove mai si riuscisse ad intercettare il reato.<br />

Clientele assoldate, elargizioni, contributi in denaro liquido<br />

sfuggono a qualsiasi controllo ed a qualsiasi prova<br />

nell’indifferenza e nella latitanza <strong>della</strong> Magistratura e di quanti<br />

dovrebbero indagare ed essere attenti nel pieno delle competizioni<br />

elettorali.<br />

153


Con il sistema proporzionale, pur esso discutibile, introdotto in<br />

concomitanza con le elezioni politiche generali del marzo 2006 , si<br />

è messo fine alla pratica delle preferenze limitandosi la<br />

partecipazione degli elettori al solo voto di lista.<br />

<strong>Il</strong> bene e gli interessi del Paese sono la maschera peggiore di un<br />

sistema politico che, piuttosto che dare senso e compiutezza ad<br />

una delle migliori carte costituzionali del mondo, impazzisce ed<br />

avvilisce e confonde gli italiani con riforme devastanti,<br />

costosissime e complesse.<br />

<strong>Il</strong> Paese affonda nelle leggi, nei decreti, nelle circolari, nelle<br />

più schizofreniche ed oligofreniche revisioni in materia.<br />

Gli aiuti tanto sbandierati alla famiglia, alla cultura, alle<br />

categorie deboli vengono serviti, elargiti, soddisfatti quando non<br />

sono più utili alla causa.<br />

Così la legge n.7 del 14 marzo 2003 <strong>della</strong> Regione Campania,<br />

a firma dell’Assessore Teresa Armato, di centro sinistra!!!, in<br />

materia di sostegni alla cultura è il prodotto di una cattiveria e di<br />

una incompetenza uniche perché rende più difficile se non<br />

impraticabile sostenere e dare forza alle idee.<br />

Una legge che taglia le gambe all’intelligenza, alla cultura, alla<br />

creatività, ai talenti favorendo e privilegiando quelle Associazioni<br />

che possono dimostrare e garantire un patrimonio di circa<br />

duecentomilioni di vecchie lire!<br />

Le consorterie di destra e di sinistra offendono questo Paese<br />

che ha il solo torto di votarle ritenendo il voto un dovere piuttosto<br />

che esercitare l’altrettanto diritto-dovere di non voto in un moto di<br />

diserzione collettiva dalle urne, in un moto di orgogliosa<br />

rivendicazione <strong>della</strong> dignità perduta.<br />

154


La situazione del nostro Paese è ben più grave di quella che ci<br />

rappresentano le statistiche ancorché di parte, ancorché pilotate,<br />

ancorché al servizio dei rispettivi committenti.<br />

Le statistiche, pur nella loro presunta scientificità, irridono alle<br />

miserie umane.<br />

L’industria calzaturiera, uno dei pilastri dell’orgoglio italiano,<br />

è in panne, le Acciaierie di Terni minacciano la chiusura, la<br />

Montefibre, la ex Italtel… sono in serie difficoltà di<br />

sopravvivenza, il tessuto industriale e produttivo del Paese è<br />

diffusamente alle corde, ma viene assegnato un premio, fra i tanti<br />

disparati premi che si assegnano in questo Paese, al Ministro delle<br />

Attività “Produttive” Antonio Marzano, Ministro di quel Governo<br />

Berlusconi che risponde agli italiani con le sue ottimistiche<br />

statistiche.<br />

Senza parlare dell’estrema difficoltà di dialogo con le Banche.<br />

Un sistema bancario che manca di qualsiasi sensibilità, di qualsiasi<br />

volontà di concordare soluzioni fa precipitare l’uomo e le imprese<br />

nella disperazione, perseguendo, di fatto, la sola finalità di<br />

distruggere le persone.<br />

Così gli imbroglioni “organizzati”, gli imbroglioni “legali”, i<br />

passaggi di schieramento, i trasformismi, ci dicono e ci<br />

dimostrano come la vera Italia, la realtà siano indifferenti ai<br />

responsabili <strong>della</strong> vita pubblica precipitando sempre più il Paese<br />

nella disperazione dell’impotenza.<br />

Con l’aggravante del travaglio istituzionale sia nazionale che<br />

europeo che rende difficile il governo <strong>della</strong> moneta unica.<br />

L’esperienza viva <strong>della</strong> strada, la partecipazione sentita dei<br />

bisogni, l’ascolto, ci fanno registrare il collasso dei sentimenti, il<br />

155


cinismo <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, l’ipocrisia <strong>della</strong> solidarietà, l’impotenza<br />

dell’agire in presenza di quanti oggi, anni tremila, a migliaia<br />

hanno l’ansia del pane e di un tetto dignitoso.<br />

Né può definirsi tale una classe <strong>politica</strong> che sottoscrive e tollera<br />

qualsiasi misfatto <strong>della</strong> propria parte rinunziando al servizio <strong>della</strong><br />

nuda verità.<br />

Altro che riforme e riformismo: tutte baggianate sempre utili a<br />

confondere gli innocenti e i disarmati.<br />

Vi sono leggi e riforme sbagliate i cui guasti si ripercuotono<br />

per decenni sulla pelle e la vita dei popoli.<br />

Come si stanno sviluppando ed articolando le cose è chiaro che<br />

l’elettore è al centro di una truffa sistematica e spietata.<br />

Da Mario Segni in poi, dal quel suo trionfale referendum datato<br />

18 aprile 1993, si è aperta una frattura insanabile nel processo di<br />

crescita democratica del Paese, ma Segni, con sarda caparbietà<br />

insiste e promuove l’ennesimo referendum per rilanciare la “sua”<br />

riforma elettorale dopo il fallimento del bipolarismo.<br />

Non si rende conto che non sarà mai una riforma o un sistema<br />

elettorale a cambiare la <strong>politica</strong> ed ancora meglio a moralizzarla<br />

se non la più esemplare condotta e capacità di conversione<br />

dell’uomo politico.<br />

A giugno 2004 si è votato per le Europee e per le<br />

amministrative e puntuale si ripete la sistematica truffa degli<br />

slogan, l’incredibile costo di milioni di manifesti elaborati dai<br />

migliori grafici, l’attivismo febbrile, sfrenato, insulso, tipico delle<br />

campagne elettorali, fra i maledetti e impossibili Poli per la<br />

conquista del potere. Ed i candidati al Parlamento europeo non<br />

sanno o non devono parlare almeno l’inglese, ma scelti ed eletti<br />

156


nelle sguaiate e incoscienti distorsioni mentali di chi arruola gli<br />

uomini ad uso e consumo delle proprie strategie politiche.<br />

Ci spaventa il dispendio di risorse a sostegno di una pubblicità<br />

delirante, demenziale.<br />

Così i leader-padroni dei vari partiti pretenderebbero di essere<br />

presenti nel Parlamento nazionale e nel Parlamento Europeo allo<br />

stesso tempo, alla faccia delle auspicate o proclamate<br />

incompatibilità.<br />

La storia delle candidature è emblematica <strong>della</strong> protervia e<br />

<strong>della</strong> incoscienza <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Personaggi comunque responsabili dello sfascio,<br />

dell’arretratezza, del degrado, del mancato sviluppo del Sud osano<br />

candidarsi in nome del Sud.<br />

L’ennesima occasione di divertirsi con il Sud.<br />

Gigantografie in tutto il Paese, immagini sproporzionate,<br />

slogan, messaggi provocatori rispetto alla reale portata dei signori<br />

candidati.<br />

La lottizzazione delle candidature, dei capilista, dei candidati<br />

“presidenti” alle provinciali e, più tardi, la lottizzazione<br />

delle…cariche e degli incarichi, la spartizione dissennata delle<br />

vesti di Cristo. Così la violenza delle candidature di gente che<br />

viene imposta in casa nostra, ma per il…Sud, o prestateci dal<br />

mondo dello spettacolo o dalle pur straordinarie esperienze<br />

giornalistiche…senza titoli, senza motivi di radicamento, senza<br />

storie e meriti collaudati sul territorio, ma soltanto prodotti<br />

pubblicitari di quella grande macchina che è la televisione.<br />

Così personaggi trasferiti da un ruolo all’altro, rimossi,<br />

disarcionati da ruoli e responsabilità per essere candidati ad altri<br />

157


uoli dopo aver reso spesso male nei ruoli già ricoperti, per fare<br />

posto a nuovi equilibri di potere o infelici velleità.<br />

La verità è che le forze politiche non hanno, non vogliono, non<br />

formano candidati competitivi, ma soltanto liste rabberciate al fine<br />

di portare consensi a quei pochi ras destinati a infierire sul corpo<br />

malato <strong>della</strong> società e la società si rassegna, allucinata,<br />

illusoriamente, a portare acqua agli “irriducibili” cappelli di lista.<br />

Viverci dentro.<br />

Questa è l’Italia, ma gli italiani ancora non si rendono conto a<br />

quale disastro è avviato il nostro Paese per cui una intera classe<br />

<strong>politica</strong> insistendo nella dissennata, allegra pratica delle<br />

collocazioni contro natura e contro la Storia, blindata nei “fatti<br />

propri”, dovrebbe fare karakiri.<br />

Continuando nella paura di rompere i tabù, le ipocrisie, gli<br />

equilibri, soccomberemo tutti nello scontro esplosivo tra pazienza<br />

e intolleranza, tra sopportazione e rifiuto di tanta strisciante<br />

violenza.<br />

<strong>Il</strong> quieto vivere è la peggiore complicità, è la peggiore<br />

vigliaccheria.<br />

Continuando, impassibili, nel quieto vivere apriamo le porte<br />

alle più imprevedibili avventure.<br />

Cecità assoluta.<br />

Per cui e pertanto, si indugia sulle miserie umane.<br />

Un Paese che “sbraita”.<br />

E tra interpretazioni e chiavi di lettura, senza concludere,<br />

passano i secoli a danno e sulla pelle del popolo perché tutto fa<br />

gioco e tutto è al servizio degli “schizzati” mentali che<br />

spradoneggiano in questo Paese.<br />

158


L’insipienza umana è sconcertante.<br />

Un Paese che “sbraita” a vuoto bruciando i nostri migliori anni<br />

tra ripensamenti, conversioni, pentimenti, ambizioni,<br />

aggiustamenti personali, mire scomposte, capricci imperdonabili,<br />

protagonismi smisurati…<br />

Pertanto, c’è poco da essere euforici.<br />

<strong>Il</strong> voto del 12 e 13 giugno 2004 ci offre la misura <strong>della</strong><br />

miserabilità delle parti.<br />

Competizioni elettorali massacranti.<br />

C’è veramente poco da essere euforici, anzi ci sarebbe molto da<br />

riflettere.<br />

Domandiamoci perché e per quali meriti sul campo siano stati<br />

candidati alle europee personaggi come Lilli Gruber, Iva Zanicchi,<br />

Michele Santoro, Alessandro Cecchi Paone… se non prodotti di<br />

un potere mediatico e così D’Alema, Bertinotti, Marco Rizzo,<br />

Fini, Gasparri …testimoni e complici politici comunque di un<br />

discutibile passato ed allegramente rimosso dai troppo distratti<br />

<strong>della</strong> storia in una sorta di imperdonabile “amnistia” di fatti e<br />

misfatti.<br />

La valanga di voti, infatti, riservata a Massimo D’Alema, fra i<br />

tanti fenomeni spesso sconcertanti di questo Paese, sta proprio a<br />

dimostrare quanto l’elettorato sia perfidamente assente dalla storia<br />

fregandosene di penetrarne e di approfondirne i termini.<br />

Soprattutto in un momento di seria riconsiderazione <strong>della</strong> <strong>politica</strong><br />

e degli uomini, in un momento di severo bilancio delle<br />

responsabilità storiche, morali, individuali anche che tengono<br />

l’Italia al palo.<br />

800.000 preferenze?!?<br />

159


E penso, fra l’altro, a quella penosa Bicamerale, la più alta<br />

rappresentazione <strong>della</strong> mediocrità del nostro Paese, <strong>della</strong> sua<br />

confusione mentale, di cui Massimo D’Alema fu Presidente, ma<br />

“premiato” con la Presidenza del Consiglio dei Ministri!<br />

Come pure sono inauditi la corsa e il ricorso allo spettacolo, ai<br />

guru <strong>della</strong> popolarità più discutibile, di personaggi dello spettacolo<br />

e dell’informazione per cimentarli nell’arena <strong>della</strong> <strong>politica</strong> quando<br />

la <strong>politica</strong> è sopraffatta dal panico e riconosce di non piacere.<br />

La sconfitta <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Da Piero Badaloni ad Enrico Montesano…a Piero Marrazzo…<br />

E’ inaudita la stupidità <strong>politica</strong> da Berlusconi a<br />

Fassino…”arrapati” di potere e di rivalsa di potere da ricorrere<br />

ai…poteri mediatici.<br />

Elisabetta Gardini portavoce di Forza Italia!<br />

Poi è la volta di Piero Marrazzo sottratto alla battagliera<br />

trasmissione “Mi manda Rai tre” per farne oggetto e veicolo di<br />

consensi, candidato alla Regione Lazio.<br />

Un elettorato con le palle lo avrebbe lasciato a piedi, ma<br />

l’elettorato non ha palle, soltanto emozioni e sviste clamorose.<br />

Da destra e da sinistra tutti giocano malamente con l’Italia<br />

infierendo sulla coscienza sprovveduta e disinformata degli<br />

italiani.<br />

Così Presidenti appena eletti di Amministrazioni Provinciali<br />

non si preoccupano di formare Giunte di altissimo valore, come la<br />

legge loro consente, ma di ripescare “non eletti”, trombati, amici<br />

di Partito o di attingere in casa d’altri ispirando inopportuni<br />

rimpasti o facendosi cogliere dalla sindrome, di moda, <strong>della</strong><br />

rappresentanza delle donne a tutti i costi.<br />

160


Ingiustizie clamorose, ingiustizie somme che non sono previste<br />

nei Codici e, pertanto, non perseguibili, ma che offendono la<br />

coscienza civile.<br />

C’è poco da essere euforici in presenza di un centro sinistra la<br />

cui costellazione umana va da Prodi a Fassino a Franceschini a<br />

Rutelli a De Mita a Castagnetti a Parisi a Bertinotti a Diliberto a<br />

Pecoraro Scanio…a Lusetti…<br />

Facce di una antipatia fisica uniche che pretendono di<br />

rappresentare la sinistra o il centro sinistra in opposizione alle<br />

altrettanto antipatiche facce di quanti pretendono di rappresentare<br />

la destra o il centro destra.<br />

Difficile, arduo metterle a concorso avendo superato ogni<br />

livello di sopportabilità, ma, temerariamente, sfidano la pazienza<br />

del video con vere e proprie incursioni nelle nostre case.<br />

Una generazione di basso profilo politico, questa di centro<br />

sinistra, poco rassicurante per la consuetudine alla più aggressiva<br />

quanto sterile delle polemiche, per gli errori che hanno portato<br />

Berlusconi al potere, per l’acidità dei personaggi, per l’unica<br />

dichiarata volontà di “vincere le elezioni” senza saper cogliere e<br />

trasferire originali messaggi al Paese che non siano le stantie<br />

polemiche verso le mancate promesse di Berlusconi o verso<br />

l’ormai ridicolo tema del conflitto d’interessi.<br />

Sciacalli sulla preda…<br />

Prima o poi a Berlusconi doveva succedere Romano Prodi.<br />

Disastro porta disastro.<br />

L’alternanza dei…disastri e dei pasticci e delle frittate.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra guidato da Prodi ha fatto del tutto per<br />

presentarsi ed apparire ed accreditarsi unito e compatto alle<br />

161


politiche e per vincerle e per poi scatenarsi nelle rituali alchimie<br />

per l’egemonia del potere, per le spartizioni, i dosaggi, gli<br />

equilibrismi utili alla paziente tenuta <strong>della</strong> coalizione, ma gli è<br />

sfuggito lo sperato trionfo elettorale sul centro destra subendo la<br />

mortificazione di una maggioranza risicatissima, che sa di<br />

sconfitta e di vittoria insieme per entrambe le coalizioni.<br />

E che fa riflettere, ma l’Unione di Prodi osa festeggiare con<br />

inaudita baldanza, il 10 aprile 2006, ancor prima dei clamorosi<br />

risultati ufficiali.<br />

Fa riflettere la straordinaria partecipazione degli italiani alle<br />

urne chiaramente diretta a voler stoppare l’illusoria presunzione<br />

dell’Unione di un trionfo sull’esperienza Berlusconi e dell’intero<br />

centro destra.<br />

Certamente gli italiani non hanno condiviso l’accanimento<br />

“terapeutico” dei vari, scatenati Fassino, Prodi, Rutelli, Pecoraro<br />

Scanio, Diliberto, Bertinotti, Di Pietro…contro Berlusconi e non<br />

hanno certamente apprezzato le loro incursioni verbali quotidiane,<br />

comportamenti non propri di chi aspira al ruolo di leader o di<br />

Statista.<br />

E qui viene da domandarci, andando con la nostra mente e la<br />

nostra fede e la nostra cultura <strong>politica</strong> alla gigantesca esperienza di<br />

Alcide Degasperi, perché questo centro sinistra non abbia saputo<br />

scegliere di meglio che Romano Prodi piuttosto che una<br />

personalità di straordinario carisma, di singolare intelligenza<br />

<strong>politica</strong>. Uno Statista capace, cioè, di offrire la prospettiva di un<br />

mondo diverso quando le meraviglie del mondo sono oscurate da<br />

una marmaglia di incolti in un sistema politico che produce<br />

162


soltanto lacerazioni, rancori, sofferenza, angoscia, che non eleva,<br />

che non sublima, che non realizza speranze.<br />

<strong>Il</strong> futuro di questo nostro Paese non promette bene, soprattutto<br />

considerando le assurde contestazioni di piazza rivolte alla<br />

candidata Sindaco di Milano, Letizia Moratti, nel corso delle<br />

manifestazioni del 25 aprile e del 1° maggio 2006, in Milano, sia<br />

da parte di una sinistra irriducibilmente malata sia da parte del<br />

concorrente candidato Sindaco Bruno Ferrante.<br />

Avvisaglie sconcertanti di quale sarà il clima di sopravvivenza<br />

di questo centro sinistra al governo del Paese, di quale sporca<br />

cultura e di quale compiacente, irritante tolleranza.<br />

Invocando, ancora una volta, ipocritamente, l’unità del Paese.<br />

Perché siamo sempre più convinti che il prezzo da pagare<br />

all’infame architettura dei poli, da destra e da sinistra, sarà<br />

altissimo in termini di convivenza se non si avrà il coraggio di<br />

impugnare e di sfasciare l’intero sistema.<br />

In tutto questo è sconcertante ed è imperdonabile l’inerzia,<br />

l’appiattimento dei Cattolici lasciando alla Conferenza Episcopale<br />

Italiana o ai vari Vescovi di frontiera sparsi sul territorio interventi<br />

mirati alla difesa di quei valori, di quelle verità, di quelle certezze<br />

di cui non c’è più traccia nella vita pubblica.<br />

E’ sconcertante l’ignoranza come l’apatia di quanti vanno in<br />

Chiesa meccanicamente e ne escono senza affrontare questa<br />

strisciante quanto terrificante rappresaglia di uomini “contro” per<br />

essere lievito nella società, ma…dove sono i Cattolici?<br />

Questo paziente, rassegnato, sconsiderato conformismo a questo<br />

scellerato quadro politico che ci vede sempre più perdenti.<br />

163


Se consideriamo che la nostra Italia, sede <strong>della</strong> Cattedra di<br />

Pietro e Stato fondante dell’Europa unita, ha dovuto abdicare ad<br />

uno dei principi che sarebbero stati qualificanti <strong>della</strong> Costituzione<br />

Europea e cioè il riferimento alle radici cristiane.<br />

Se consideriamo, d’altra parte, che dopo tutte le atrocità <strong>della</strong><br />

Storia, questo Paese è ancora infestato dalle bandiere rosse e<br />

sopravvivono da protagonisti i responsabili e le anime di<br />

devastanti ideologie e filosofie rinnovando nel Paese il ricordo di<br />

equivoci ed errori di un passato che vuole riproporsi come nuovo,<br />

ma l’elettorato elegge Massimo D’Alema al Parlamento Europeo<br />

con 800.000 preferenze!?!<br />

Vuoti di memoria inauditi!<br />

Giugno 2006: l’attività del nostro Ministro degli Esteri,<br />

Massimo D’Alema, e del nostro Ministro <strong>della</strong> Difesa, Arturo<br />

Parisi, rispettivamente in Iraq e in Afghanistan, dopo aver peccato<br />

di antiamericanismo viscerale durante il centro destra, la dice<br />

lunga sulla cultura e sulla condotta subdola, astuta, machiavellica<br />

del Governo Prodi, su quell’arte insopportabile <strong>della</strong> doppiezza:<br />

”l’Italia andrà via dall’Iraq, ma senza irritare gli alleati”.<br />

Tra l’intervento <strong>della</strong> missione di pace in Iraq e la missione<br />

altrettanto di pace in Libano sfido chiunque a sostenere la<br />

differenza se non quella imposta dalla demagogia <strong>politica</strong> dei<br />

rivali in campo.<br />

Intanto D’Alema si dichiara “onorato” perché la Rice,<br />

Segretario di Stato degli USA, lo avrebbe invitato a chiamarla per<br />

nome, Condoleezza!<br />

Siamo al 16 giugno 2006.<br />

164


VII. Tangentopoli<br />

Tangentopoli non ha messo in discussione un sistema di libertà<br />

e di democrazia, ma la sua degenerazione.<br />

Tangentopoli ha messo in discussione un consumismo ed un<br />

sistema goderecci <strong>della</strong> vita e quindi un certo tipo di benessere, ma<br />

ha anche rappresentato l’alibi per cavalcare lo smantellamento di<br />

un sistema di democrazia e di libertà per avviare ed accelerare<br />

l’avvento di nuovi regimi preoccupanti per la stessa democrazia,<br />

per la stessa libertà.<br />

Paradossalmente, meglio la corruzione economica o le Fosse<br />

Ardeatine o i lager o Auscwitz o le Foibe o le inenarrabili atrocità<br />

del sistema comunista?<br />

D’altra parte, quando già nel dicembre 1991 denunziavo con la<br />

mia pubblicazione “Caro Forlani” la degenerazione correntizia e la<br />

perdita di autorità morale <strong>della</strong> Democrazia Cristiana tanta gente<br />

che poi si sarebbe indignata per Tangentopoli, mi considerava<br />

“una noce nel sacco”.<br />

Perché gli ultimi anni <strong>della</strong> Democrazia Cristiana furono<br />

letteralmente massacrati da personaggi senza scrupoli, senza una<br />

fede, incapaci di credere, distratti, troppo distratti o troppo sicuri<br />

<strong>della</strong> propria inviolabilità, una sorta di “intoccabili”, mediocri<br />

amministratori del grande patrimonio politico ereditato dalla<br />

Storia stessa <strong>della</strong> DC, trascinando nel vortice delle loro malefatte<br />

anche animali politici come Antonio Gava.<br />

Intanto si consumano i migliori anni <strong>della</strong> vita <strong>della</strong> gente e dei<br />

giovani massacrati, divorati da queste devastanti trasformazioni<br />

studiate a misura dei nuovi poteri ed estranee alle ragioni ed alle<br />

sacre ragioni dell’Uomo.<br />

<strong>Il</strong> delirio <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

165


Così, dopo decenni di libertà e di “sguazzamento” generale<br />

irrefrenabile, scomposto, euforico…si è pervenuti all’attuale<br />

impoverimento del Paese registrandosi i ricchi sempre più ricchi<br />

ed i poveri sempre più poveri.<br />

Uno scivolamento rivoltante del popolo per soddisfare le<br />

ambizioni e le prepotenze di nuovi poteri sostitutivi dei primi, ma<br />

quale abisso tra l’ipocrisia delle parole, l’ipocrisia delle riforme,<br />

l’ipocrisia dei cambiamenti e il dramma esistenziale di tutti i<br />

giorni e dei giovani e <strong>della</strong> gente e di intere famiglie trascinati e<br />

“strascinati” nell’euforia e nella orchestrata truffa dei nuovi<br />

profeti.<br />

Ancora oggi la <strong>politica</strong> ha segnato una svolta, forse più<br />

negativa che positiva, ma un certo risultato di moralizzazione è<br />

dovuto esclusivamente all’opera di una certa Magistratura<br />

giammai ad opera delle riforme perché allo scandalo del sistema<br />

proporzionale si è sostituito lo scandalo del mercato dei collegi<br />

uninominali e dell’attività spesso di corruttela dei singoli<br />

candidati.<br />

L’elezione diretta dei Sindaci vuole significare<br />

paradossalmente anche l’inamovibilità di un Sindaco che si riveli<br />

inetto ed incapace.<br />

Quindi una moralizzazione dovuta all’opera pesante, ma<br />

salutare <strong>della</strong> Magistratura e quindi una moralizzazione fondata<br />

soprattutto sulla paura piuttosto che sulla coscienza e sulla cultura<br />

dell’onestà.<br />

E’ importante che una democrazia autentica possa essere<br />

dibattuta e messa permanentemente in discussione e che i<br />

Tribunali abbiano la forza, l’indipendenza, l’autonomia e la<br />

serenità di giudicare.<br />

Non a caso, una Magistratura inedita, moralmente attrezzata e<br />

finalmente emancipata dalla soggezione <strong>politica</strong>, ha messo a nudo<br />

ed in ginocchio un sistema delinquenziale di rapina di Stato<br />

diventato costume, prassi, pratica diffusa nel Paese con la<br />

complicità e la irresponsabilità di vaste aree, di larghi strati<br />

166


dell’elettorato connivente ai margini del sistema per l’affermarsi<br />

crescente di una cultura clientelare aberrante dei diritti soddisfatti<br />

come favori e contrattati come merce di scambio.<br />

Grandi meriti sarebbero da ascrivere ad Antonio Di Pietro se<br />

non avesse dismesso l’acclamata sacralità <strong>della</strong> toga per diventare<br />

Ministro <strong>della</strong> Repubblica, diventare capo di un Partito politico<br />

“l’Italia dei…Valori” e diventare così di…parte dopo aver<br />

terrorizzato non poco l’imprenditoria economica del nostro Paese.<br />

Una abdicazione sconcertante, l’abbandono di una missione di<br />

straordinario fascino, il fascino <strong>della</strong> Giustizia per collocarsi<br />

comunque in un mondo difficile e per molti aspetti sporco dove la<br />

verità è mortificata dalla demagogia e dagli interessi privati, ma<br />

non è monopolio di nessuno.<br />

Tangentopoli, colera diffuso in tutto il mondo, fu poca cosa di<br />

fronte alle carneficine consumate nel corso <strong>della</strong> storia ed ha<br />

soltanto sollevato il problema perché ha punito appena un pugno<br />

di sfortunati “intercettati”. Quanti “non intercettati” si sarebbero<br />

dileguati con il malloppo e quanti galantuomini, già vittime del<br />

sistema, avrebbero pagato per i mandanti e beneficiari delle<br />

tangenti<br />

Perché se si fa un discorso serio su “Tangentopoli”<br />

bisognerebbe chiudere l’Italia.<br />

Esistono Magistrati responsabili, attenti, scrupolosi,<br />

intelligenti, ma esistono anche Magistrati condizionati da<br />

pregiudizi e forse per ragioni anagrafiche, i quali coinvolgono<br />

indiscriminatamente onesti e disonesti senza lo scrupolo di una<br />

verifica delle storie personali dei chiamati in giudizio.<br />

E come realizzare la Giustizia se si prescinde dalle storie<br />

personali dei malcapitati soggetti che giustamente o<br />

sfortunatamente incorrono nelle maglie <strong>della</strong> Giustizia o di una<br />

Giustizia “isterica” ?<br />

E come realizzare la Giustizia se i malcapitati non vengono<br />

“esaminati” nel processo di formazione dell’eventuale reato e nel<br />

167


quadro delle responsabilità che la società sempre assume nel<br />

divenire dei reati di un individuo ?<br />

E come realizzare la Giustizia se un Giudice non si cala nella<br />

storia e nell’esperienza ritenendo di giudicare e di poter giudicare<br />

magari un’epoca senza conoscerne il bene ed il male, ma soltanto<br />

il male, dandola così vinta a quanti pescano nelle cronache più<br />

squallide ed amare del Paese per affondarne i valori, gli ideali, la<br />

storia?<br />

Quanti modesti imprenditori, galantuomini, hanno pagato per<br />

una tangente imposta e “pretesa” dal sistema?<br />

Dico questo per esaltare la funzione nobilissima di quanti<br />

amministrano la Giustizia in assoluta libertà di spirito e nel<br />

rispetto <strong>della</strong> singolare sacralità dell’Uomo ancorché soggetto di<br />

reati.<br />

Quando, nel riformismo stolto e demenziale di personaggi<br />

come Mario Segni e quanti lo hanno seguito, venne fuori<br />

l’elezione diretta dei…Sindaci e quando per candidare un Sindaco<br />

si deve “vivere” il lungo e drammatico travaglio <strong>della</strong> scelta del<br />

nome e quando questo nome, di destra o di sinistra, deve essere<br />

gradito e funzionale ad almeno cinque Partiti <strong>della</strong> rispettiva area<br />

di appartenenza, allora scandalo si aggiunge a scandalo in questo<br />

quadro scellerato <strong>della</strong> <strong>politica</strong> italiana.<br />

E quando pure il popolo ha eletto uno dei candidati Sindaci<br />

può capitare, come capita ed è capitato, l’abbandono lungo la<br />

strada dimettendosi costui per altri più ambiziosi traguardi<br />

tradendo così un mandato, ma servendosi del mandato ricevuto<br />

direttamente dal…popolo come trampolino di lancio.<br />

Così personaggi <strong>politica</strong>mente discutibili diventano dei miti<br />

intollerabili, sostenuti ed esaltati dalla pubblica imbecillità.<br />

Era proprio necessario, saggio, opportuno far dimettere il<br />

Sindaco di Catania, Enzo Bianco, per farne un Ministro<br />

dell’Interno ?<br />

168


Non c’erano nel Paese personaggi all’altezza, idonei e forse<br />

più idonei per assumere quella enorme, delicatissima<br />

responsabilità ?<br />

Era proprio necessario, saggio, opportuno, intelligente<br />

nominare Antonio Bassolino, Sindaco di Napoli in carica,<br />

Ministro del Lavoro e, più tardi, candidarlo alla presidenza <strong>della</strong><br />

Giunta Regionale <strong>della</strong> Campania anticipandone la scadenza del<br />

mandato di Sindaco ricevuto dal popolo di una Città come Napoli?<br />

Non è questa una <strong>politica</strong> schizofrenica, violenta, che se ne<br />

fotte <strong>della</strong> gente, che fa soltanto il comodo proprio, che alimenta e<br />

foraggia interessi privati?<br />

Nessuno si ribella, nessuno si indigna.<br />

Ci siamo stupidamente appiattiti su Tangentopoli, ma delle<br />

responsabilità del passato nessuno può chiamarsi fuori perché si<br />

tratta di responsabilità generazionali e i moralisti ed i<br />

moralizzatori di oggi sono figli di quei padri e di quei vizi, ma<br />

resta in piedi, in assoluto, il grande patrimonio di libertà e di<br />

democrazia consegnatoci dal passato e conquistato sul campo con<br />

enorme costo di vite umane. Oggi che possiamo fare un bilancio<br />

“storico” del comunismo e del nazifascismo e di tutti i<br />

totalitarismi.<br />

Intanto Tangentopoli continua. Clamorosa l’inchiesta<br />

Enipower riguardante tangenti “ritmate sui tempi e necessità <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong>” lasciando i magistrati “spaesati” (Corriere <strong>della</strong> Sera del 7<br />

agosto 2004) da un sistema di corruzione che rischia di far<br />

impallidire quello accertato dai processi negli anni ’90.<br />

<strong>Il</strong> pm Luigi De Magistris: “C’è una nuova Tangentopoli”, nel<br />

sistema che depreda i fondi pubblici sono insieme la <strong>politica</strong>,<br />

l’economia, le Istituzioni e anche pezzi <strong>della</strong> magistratura<br />

(Corriere <strong>della</strong> Sera del 17 luglio 2007.<br />

Chi è attento alle cronache che ci vengono riportate da ogni<br />

parte del mondo è consapevole che la corruzione è mondiale e<br />

nasce dall’uomo. E’ del maggio 1994 il processo all’ex dittatore<br />

169


Ramiz Alia (Albania) per genocidio, sfruttamento del popolo,<br />

storno di fondi pubblici, abuso di potere.<br />

Un processo al comunismo…l’ultimo leader del regime<br />

marxista in Albania.<br />

E la mafia russa ? Di fronte alla quale la mafia di casa nostra<br />

impallidirebbe?<br />

E la corruzione diffusa negli USA, Venezuela, Giappone,<br />

Francia, Brasile, Cina…?<br />

Una epidemia mondiale, cronache impressionanti, ma tutto<br />

incominciò con Adamo ed Eva.<br />

Perché da quando l’uomo è apparso sulla terra si sono<br />

succeduti santi ed eroi e tiranni e dittatori e malfattori e<br />

filibustieri, ma non c’è corruzione che non si affermi e non avanzi<br />

senza la complicità di un intero retroterra di omertà, di collusione,<br />

di voluto e compiaciuto lassismo.<br />

Gran parte dei moralisti, gente pericolosissima, pratica il<br />

moralismo per rabbia, perché non ha potuto leccare nel piatto e<br />

non perché abbia coscienza forte o perché abbia chiari i termini<br />

del problema.<br />

Non a caso Tangentopoli ha scatenato i livori repressi e tutta<br />

l’acidità incontinente del Paese.<br />

Non solo, ma le riforme scellerate avviate da Segni, la<br />

devastante attività picconatoria di Cossiga…hanno alimentato quel<br />

clima di insofferenza verso il più grande Partito d’Italia così<br />

aprendosi la successione non alla seconda Repubblica, ma ad una<br />

sconsiderata congerie di riciclati, di furbi e di presuntuosi con un<br />

quadro ingovernabile <strong>della</strong> coscienza pubblica.<br />

Basti pensare a personaggi come Marco Pannella, questo<br />

sconcertante protagonista <strong>della</strong> vita pubblica, con i suoi “digiuni”<br />

e le sue collette alternative al…finanziamento pubblico.<br />

Non ha mai alzato un dito per i veri diritti civili calpestati in<br />

questo Paese. Ha depistato gli italiani verso argomenti più privati<br />

che pubblici quali l’aborto e il divorzio, pilotato lo Stato verso<br />

argomenti che toccano l’uomo da secoli nella sfera del privato e<br />

170


endendolo complice di eventi comunque tristi e di sconfitta <strong>della</strong><br />

vita. Piuttosto che proporre e sostenere leggi che sconfiggano la<br />

cultura dell’aborto e del divorzio rimuovendone le cause, le<br />

motivazioni e gli alibi, scoraggiandone la pratica.<br />

Le battaglie radicali…<br />

<strong>Il</strong> divorzio “conquista civile” resta comunque il<br />

riconoscimento amaro di una separazione, di una sconfitta, ma<br />

Pannella ne festeggia il trentesimo anniversario <strong>della</strong> sua<br />

introduzione come legge dello Stato! <strong>Il</strong> 12 maggio 2007, a Piazza<br />

Navona, Roma.<br />

Pannella, con la sua presenza ossessiva, pesante, prepotente<br />

nella vita dello Stato, che bene ha fatto?<br />

Sono stati affrontati temi fuorvianti e marginali rispetto alle<br />

grandi emergenze del Paese : la casa, il lavoro, l’ambiente, le<br />

grandi terapie per la crescita dell’Uomo.<br />

L’incoscienza, l’inganno, la farabutteria “<strong>politica</strong>” soffocano<br />

la verità.<br />

L’aborto e il divorzio li hanno definiti “conquiste civili”, ma il<br />

mondo si indigna per quella madre che nel 1994, negli Stati Uniti<br />

d’America, annega i suoi figli.<br />

E se soltanto si pensi alla ricchezza per il mondo tutte le volte<br />

che nasce una nuova creatura e le sue enormi ancorché misteriose<br />

potenzialità e se soltanto si attivassero le enormi risorse negate e<br />

disattese sulla terra a sostegno delle intelligenze e dei talenti<br />

presenti nell’umanità.<br />

Per ogni creatura che nasce il mondo intero dovrebbe esultare,<br />

accoglierla, ospitarla, adottarla.<br />

Invece la…uccide.<br />

In Cina nel 2006 10milioni di aborti…<br />

Non si contano le esecuzioni indiscriminate e spesso di<br />

innocenti.<br />

La pratica dell’aborto registra milioni di vite sacrificate, un<br />

vero e proprio genocidio “legale”, una strage degli innocenti, ma<br />

171


l’ipocrisia mondiale si scatena e forse “inopportunamente” contro<br />

l’esecuzione di Saddam Hussein.<br />

Valli a capire!!!<br />

Si vota il ricorso all’aborto, ma si è contrari alla pena di<br />

morte!<br />

In nome <strong>della</strong> libertà la libertà di uccidere nonostante la<br />

spaventosa dimensione <strong>della</strong> tragedia del mondo, il peso<br />

terrificante delle migliaia, dei milioni di vittime delle ecatombe<br />

<strong>della</strong> storia, del genocidio del Ruanda, del genocidio perpetrato<br />

nella ex Jugoslavia, di eventi impressionanti come l’attentato alle<br />

Torri gemelle di New York o gli ammazzamenti senza quartiere in<br />

atto in Cecenia , come la guerra di “liberazione” in Irak o quella<br />

infinita tra israeliani e palestinesi… mentre venti di guerra<br />

soffiano in tutto il pianeta quando l’alba del terzo millennio<br />

sembrava dovesse inaugurare un era di pace e di autentico<br />

rinsavimento dell’umanità già così duramente provata.<br />

<strong>Il</strong> risultato del referendum popolare dei giorni 12 e 13 giugno<br />

2005 –comunque lo si voglia interpretare- è il primo,<br />

inequivocabile segnale di stanchezza e di rifiuto degli italiani.<br />

Quando la <strong>politica</strong> non la smette di tiranneggiare su tutto e su tutti,<br />

di invocare una presunta “laicità” come valore, di pretendere che<br />

la Chiesa di Cristo sia muta, di mortificare i Cattolici e il buon<br />

senso, di profanare la vita in nome <strong>della</strong>…vita, di sfidare la<br />

scienza in nome <strong>della</strong>…vita e <strong>della</strong> ricerca, di osare contro ogni<br />

limite, contro ogni decenza, di sconvolgere l’architettura stessa<br />

<strong>della</strong> vita e del Creato esercitando, di fatto, più che un laicismo un<br />

paganesimo <strong>della</strong> vita.<br />

Un referendum trasformato in una indecente competizione<br />

<strong>politica</strong> fra schieramenti su temi difficili, complessi che investono<br />

la sacralità <strong>della</strong> vita.<br />

Da una parte cronache raccapriccianti, quotidiane di mamme<br />

che sopprimono la vita, neonati abbandonati nei cassonetti dei<br />

rifiuti in assenza di banche <strong>della</strong> vita.<br />

Dall’altra, mamme disperate per una creatura che non arriva.<br />

172


Da una parte l’aborto, <strong>politica</strong>mente e “laicamente” voluto<br />

dallo Stato…”laico”, dall’altra la pratica invocata di una<br />

fecondazione assistita anche rinunziando alla figura del padre…<br />

Milioni di vite negate e milioni di vite implorate.<br />

E milioni di vite che attendono di essere adottate negli<br />

esasperanti tempi dei meccanismi burocratici e garantisti.<br />

Quante volte, nell’esperienza quotidiana, dopo una adozione<br />

sono venuti naturalmente alla luce anche due creature.<br />

Una somma di contraddizioni che ci danno quasi la misura di<br />

una sorta di vendetta del Cielo o <strong>della</strong> natura contro l’uomo e che<br />

nessun referendum potrà risolvere se non l’umiltà di una<br />

preghiera, se non la serenità e la forza <strong>della</strong> fede.<br />

173


VIII. Quando sono in gioco i figli<br />

Tutti i Partiti si affannano a promettere la difesa <strong>della</strong> famiglia<br />

e dei valori, la pratica <strong>della</strong> solidarietà e <strong>della</strong> giustizia, ma quanti,<br />

deputati e senatori e pubblici amministratori e rappresentanti del<br />

popolo comunque tradiscono invece ed abbandonano il tetto<br />

coniugale per vivere una seconda vita ?<br />

E come si possono difendere i Valori se non si praticano e non<br />

si vivono sulla propria pelle?<br />

E la gente, rincoglionita, vittima del televisore di famiglia, non<br />

coglie le corna e l’ipocrisia che contraddistinguono e sconfessano<br />

i più audaci e temerari predicatori del video.<br />

Non è moralismo : “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.<br />

Non è moralismo, ma è guerra all’ipocrisia.<br />

<strong>Il</strong> monito dell’ex Presidente <strong>della</strong> Camera dei Deputati, Pier<br />

Ferdinando Casini, ai giovani (12 ottobre 2003): “attenzione alta<br />

sulla morale”.<br />

Sconcertante!<br />

Tutti siamo liberi di condurre la vita che ci piace e di essere<br />

responsabili delle nostre scelte.<br />

Ci mancherebbe…<br />

La religione cattolica è la più tollerante delle religioni del<br />

pianeta, ma la misericordia non indulge all’ipocrisia.<br />

Non si contano in questo Paese come nel mondo intero i<br />

divorziati e i separati ed è abnorme quando osano dichiararsi<br />

“cattolici”, ma secondo le proprie convenienze, i propri comodi, la<br />

propria annacquata morale.<br />

Affossatori <strong>della</strong> famiglia, modelli aberranti di dissoluzione<br />

familiare.<br />

174


<strong>Il</strong> risultato delle famiglie è sotto gli occhi di tutti ed è la più<br />

incontrovertibile causa del malessere giovanile.<br />

La fine <strong>della</strong> Democrazia Cristiana, nata sui valori fondanti e<br />

indissolubili <strong>della</strong> famiglia, passa anche attraverso questa allegra<br />

concezione del termine cristiano e del termine cattolico, attraverso<br />

questa disinvolta, tollerante e irresponsabile cultura <strong>della</strong> famiglia<br />

quando, piuttosto che strutturare al suo interno uomini, struttura<br />

profughi, figli di nessuno, figli contesi, figli a part – time<br />

invocando comprensione piuttosto che darla.<br />

L’On.Pier Ferdinando Casini, l’On.Gianfranco Fini…<br />

divorziati, separati…ma si dichiarano “cattolici”, ma dichiarano<br />

sostegno alla famiglia.<br />

La morale “elastica”!<br />

I Cristiani, i Cattolici, ma…dove sono i Cattolici.<br />

La Chiesa, Uomini eccellenti di Chiesa nemmeno si<br />

accorgono o sono estremamente tolleranti in presenza di Uomini e<br />

di forze che tradiscono, di quelle forze che hanno impedito e<br />

impediscono la crescita, l’affermazione, la credibilità di un ritorno<br />

sempre più necessario di un solo partito dei Cattolici o, meglio, di<br />

una forza combattiva, autentica, seria dei Cattolici.<br />

Essere Cristiani ed essere Cattolici comporta una tremenda<br />

assunzione di responsabilità piuttosto che una disinvolta visione<br />

<strong>della</strong> vita.<br />

Intanto e pertanto lo Stato ancorché “laico” deve essere<br />

durissimo, inflessibile nella difesa <strong>della</strong> famiglia quando sono in<br />

gioco i figli per la tenuta e la sanità <strong>della</strong> società stessa.<br />

Lo Stato non può rinunziare agli argini, ai binari come il treno<br />

non può fare a meno dei binari senza deragliare.<br />

In presenza dei figli scatta intera la responsabilità <strong>della</strong><br />

famiglia e dello Stato insieme. La società deve crescere e<br />

svilupparsi nell’equilibrio dei valori e lo Stato non può consentire<br />

o farsi complice di fughe disinvolte ed immotivate dai doveri<br />

prioritari verso l’educazione dei figli.<br />

175


Altro che divorzio quando lo Stato asseconda i capricci, il<br />

libertinaggio, l’immoralità, l’insofferenza, la disinvoltura delle<br />

coppie cinicamente indifferenti al bisogno di amore ed alla sete di<br />

esempio dei figli messi al mondo.<br />

Sono ricorrenti, raccapriccianti ed inaccettabili episodi di<br />

abbandono familiare, di sfascio totale che andrebbero perseguiti<br />

dallo Stato piuttosto che essere riconosciuti e legittimati<br />

alimentando una generazione di infelici e di disturbati mentali.<br />

Quanti siamo cresciuti nel culto <strong>della</strong> famiglia e dell’altare<br />

<strong>della</strong> famiglia e nell’esemplare , eroica testimonianza di genitori<br />

votati alla fedeltà assoluta pur nella povertà, negli stenti, nella<br />

semplicità, nel timor di Dio, nella sofferenza, nel dolore, nella<br />

dignità e nella serietà di una vita di lavoro e di sudore, non<br />

possiamo non provare disgusto di fronte a tanto moltiplicarsi di<br />

modelli e di scelte per niente condivisibili, per niente edificanti,<br />

per niente esemplari ancorché ostentati, pubblicizzati e “vantati”<br />

attraverso interviste, rotocalchi, quotidiani .<br />

Dopo tutto, i protagonisti di tanto sfascio sono assolutamente<br />

vuoti dentro, figli perfetti di una società degenerata, la nostra,<br />

dove non fa più niente impressione, dove non si crede più in<br />

niente, dove tutto è in misura dell’avere piuttosto che dell’essere<br />

senza prendere coscienza <strong>della</strong> resa dei conti.<br />

E’ ricorrente fra gli “arrivati” che assaporano l’emozione, i<br />

privilegi, l’euforia delle cariche pubbliche e del potere lautamente<br />

“pagati” la tentazione di vivere una doppia o una tripla vita. E’<br />

ricorrente il deragliamento ed è ricorrente il bisogno di…evasione,<br />

ma non osino proclamare i…Valori mentre i fessi, i rammolliti, i<br />

benpensanti si sperticano le mani nell’applaudire le loro facce di<br />

bronzo.<br />

Quando il quadro complessivo del Paese registra sofferenze,<br />

lacrime, disperazione ed istiga tanti giovani al suicidio, al rifiuto<br />

<strong>della</strong> vita.<br />

Quando l’uomo vive in condizioni di solitudine e di<br />

abbandono.<br />

176


Quando migliaia di drogati sono vittime ed ostaggi di un<br />

mondo di affaristi criminali e di imperdonabili collusioni.<br />

Quando molti territori del nostro Paese sono emblematici del<br />

disastro mentale <strong>della</strong> classe <strong>politica</strong>.<br />

Vanno comunque sostenuti con amore tutti i casi e le<br />

problematiche individuali, esistenziali come lo stato inaccettabile<br />

di disoccupazione perché ciascuno possa organizzare serenamente<br />

la propria vita anche sotto il profilo pensionistico, ma senza mai<br />

associarli ed equipararli ad ipotesi di riconoscimento istituzionale<br />

di “coppia” o di famiglia non previsti dalla Costituzione<br />

repubblicana vigente nel nostro Paese.<br />

Senza degenerare, cioè, il concetto di famiglia fondata sul<br />

matrimonio, che resta il pilastro fondante <strong>della</strong> nostra<br />

Costituzione, liberi tutti di vivere ipotesi diverse e particolari di<br />

convivenza sulla base dei sostegni, delle misure e dei<br />

riconoscimenti individuali che lo Stato riconosce e deve assicurare<br />

sempre più ai cittadini in quando persone, soprattutto in presenza<br />

di figli nati fuori del matrimonio, ma senza alimentare una cultura<br />

“liberista”, stravagante, disordinata, devastante <strong>della</strong> vita.<br />

Una strada tranquilla, saggia, pratica, umana di superare<br />

posizioni che sembrano insormontabili e conflittuali, ma, dopo<br />

tutto, perché esasperare e mortificare condizioni e diversità nate<br />

con l’uomo, cresciute nel mistero stesso <strong>della</strong> vita da secoli e<br />

riconducibili tutte, comunque, ad una serena visione <strong>della</strong><br />

Creazione, al rispetto di tutte le creature.<br />

Perché, da ogni parte, tanto clamore?<br />

Ed ancora e sempre Pannella!<br />

13 referendum nel giugno 1995 per un costo complessivo di<br />

930miliardi di vecchie lire.<br />

Si potevano inventare , promuovere, allestire circa novecento<br />

realtà produttive a sostegno <strong>della</strong> disoccupazione giovanile.<br />

Altri 20 referendum avviati per la raccolta delle firme utili a<br />

chiamare nuovamente gli italiani alle urne sui quesiti più disparati.<br />

177


Altri mille miliardi di vecchie lire il costo previsto.<br />

Una scellerata, inaudita “fissazione” di interrogare gli italiani<br />

sulle materie più estranee alla loro stessa competenza.<br />

E la ennesima, disgustosa e per niente commovente<br />

sceneggiata dello sciopero <strong>della</strong> fame e <strong>della</strong> sete per denunziare<br />

lo scarso impegno dei mass media nella divulgazione dei quesiti<br />

referendari.<br />

Non è una assurda, sistematica prepotenza ?<br />

E chi difende il diritto degli italiani ad essere sollevati da<br />

simili, folli, scandalosi costi?<br />

Dopo tutto, a che serve eleggere e delegare i rappresentanti del<br />

popolo, cioè senatori e deputati ?<br />

Ci vorrebbe una ruspa per rimuovere la spazzatura delle<br />

parole.<br />

L’infame retorica delle parole orchestrata con la complicità<br />

sfacciata e irresponsabile di una informazione ancora oggi<br />

asservita e di parte a seconda dei…poli di appartenenza.<br />

Tangentopoli ha messo in luce il volto peggiore di quella parte<br />

di Stato controllata e gestita dai Partiti politici, ma ancor più<br />

hanno pesato e pesano l’incompetenza, l’inefficienza, le<br />

ingiustizie, una legislazione contro l’uomo.<br />

<strong>Il</strong> tanto vituperato clientelismo <strong>della</strong> passata <strong>politica</strong> era il<br />

risultato dell’incapacità dello Stato, dei Governi, dei Comuni,<br />

delle Regioni di dare risposte puntuali ed adeguate alle attese<br />

generali.<br />

Oggi, come ieri, lo Stato è incapace, distratto, svogliato nel<br />

risolvere i grandi problemi dell’Uomo, che sono la vera ragione<br />

<strong>della</strong> Politica.<br />

Tangentopoli ha messo in risalto i casi più eclatanti di<br />

corruzione, ma ci troviamo pur sempre in presenza di una giustizia<br />

parziale, episodica, “ingiusta” perché non persegue tutti gli anelli<br />

del sistema, non li intercetta e punisce oppure criminalizza gli<br />

“sfortunati” mentre dovrebbe, in un quadro di rigorosa<br />

178


estaurazione morale del Paese, analizzare e perseguire la natura e<br />

la storia di tantissimi illeciti arricchimenti e le complicità sorde, le<br />

latitanze, le connivenze.<br />

Lo stesso condono edilizio è pratica immorale, ma è<br />

altrettanto immorale l’immobilismo dello Stato e dei Comuni che<br />

generano l’abusivismo quando ritardano il soddisfacimento delle<br />

legittime richieste o aspirazioni dei cittadini a realizzare opere di<br />

recupero, di abbellimento o di edilizia compatibili come nel caso<br />

di piani regolatori mai approvati e conseguente paralisi delle<br />

costruzioni. Nella pretesa assurda, cioè, che un cittadino debba<br />

consumare una intera esistenza senza poter realizzare una sua<br />

aspirazione e senza considerare i danni scellerati imposti alla<br />

produzione ed all’economia.<br />

C’è anche da considerare, per rispondere alle manifestazioni<br />

anticondono <strong>della</strong> Giunta Regionale Campana, dei Verdi e quanti<br />

altri, attraverso quali complicità istituzionali sia stato possibile<br />

l’abusivismo e, cioè, la realizzazione incontrollata di migliaia di<br />

vani e di costruzioni anche imponenti per poi arrivare a<br />

demolizioni spesso discutibili e uterine dopo che siano state<br />

realizzate nella tolleranza generale.<br />

<strong>Il</strong> caso di Casalnuovo in Provincia di Napoli è emblematico,<br />

drammatico e sconcertante.<br />

Le responsabilità delle Istituzioni sono gravissime e tutte da<br />

perseguire in maniera esemplare, ma il Ministro dell’Ambiente,<br />

Alfonso Pecoraro Scanio invoca la demolizione dell’intero<br />

complesso a cura del Genio militare piuttosto che favorirne, come<br />

previsto dalla legge, la confisca e l’acquisizione al patrimonio<br />

comunale.<br />

Una scelta imbecille!<br />

E’ proprio il caso di invocare l’antica sapienza di Re Salomone<br />

quando tutti giocano allo sfascio <strong>della</strong> nostra Repubblica<br />

esercitando, da una parte e dall’altra, la peggiore demagogia.<br />

179


IX. Miracolose acque di Fiuggi…<br />

Questa storia dei poli è una anomalia tutta italiana.<br />

La seconda Repubblica nasce su basi immorali perché immorale<br />

è la riforma elettorale che ne segna l’impianto.<br />

Una legge elettorale devastante che preclude al popolo ogni<br />

sovranità se non quella dei soggetti imposti dai Partiti vecchi e<br />

nuovi al suffragio popolare.<br />

Nella corsa febbricitante alle alleanze –una frittata senza<br />

precedenti- aggregazioni e schieramenti praticano una<br />

lottizzazione infame e spietata svendendo il territorio alle<br />

aritmetiche dei Partiti e del potere ed imponendo una vera e<br />

propria prostituzione delle proprie radici e delle proprie identità.<br />

La società dei galantuomini fatica ad essere rappresentata.<br />

Immigrazione, sicurezza, criminalità sono ormai i piatti forti<br />

<strong>della</strong> demagogia <strong>politica</strong>. Si disserta di criminalità, ma c’è una<br />

criminalità di Stato nei comportamenti, negli stili di vita.<br />

Migliaia di poveri diavoli marciscono nelle carceri di questo<br />

Paese magari per un barattolo di marmellata, migliaia di poveri<br />

diavoli ancorché innocenti sono in attesa di giudizio mentre<br />

alcuni personaggi notissimi e meno noti siedono disinvoltamente<br />

nel Parlamento nazionale dopo aver attentato all’onestà <strong>della</strong><br />

Repubblica. Nell’indifferenza, nella tolleranza, nella complicità e<br />

nel quieto vivere omertoso di tutti. In nome <strong>della</strong>…sovranità<br />

popolare, cioè in nome di quella parte di popolo innamorata dei<br />

ladri e dei delinquenti, dei collusi, degli stessi Partiti e delle<br />

stesse forze politiche che fingono di niente.<br />

E se nel Parlamento Italiano possono disinvoltamente sedere<br />

personaggi che hanno attentato all’onestà <strong>della</strong> Repubblica perché<br />

la società, perché gli italiani dovrebbero essere onesti?<br />

180


Nella mia esperienza attiva nel sociale, fra la gente, so di<br />

persone, ancorché ex detenuti, che fanno di tutto per non più<br />

delinquere, ma le Istituzioni non danno loro una mano esponendoli<br />

sempre più al rischio di una ricaduta perché messi con le spalle al<br />

muro.<br />

E so di persone che sono riuscite a chiudere i conti con il<br />

passato dando un taglio onesto alla loro esistenza, ma capita che,<br />

avanti negli anni, siano raggiunti da un mandato di cattura per<br />

un…”residuo di pena” antico da scontare nonostante gli anni<br />

trascorsi. Nell’indifferenza e nel cinismo <strong>della</strong> legge, delle<br />

Istituzioni, del buon senso, mettendo letteralmente in crisi chi pure<br />

aveva tentato di nascondere ai propri figli, alla stessa società, un<br />

passato da dimenticare.<br />

Così come ne “I Miserabili” di Victor Hugo, la cui trama ed i<br />

cui personaggi ancora oggi rappresentano una insuperata scuola di<br />

umanità.<br />

Ed è di una gravità unica, inaccettabile, considerare,<br />

dichiarare, definire “ex detenuti” quanti hanno pagato il proprio<br />

debito con la giustizia esponendoli ai pregiudizi, alle remore, alle<br />

ostilità che la definizione stessa comporta in una società per molti<br />

versi diffidente ed immatura o disumana.<br />

Ed è di una gravità unica quando i Tribunali ti riconoscono<br />

innocente e quando pure ti indennizzano per “ingiusta<br />

detenzione”, ma non vieni reintegrato del tutto nella tua<br />

onorabilità perché c’è sempre da qualche parte un Ufficio dello<br />

Stato che resiste e ti ricorda la storia vissuta piuttosto che<br />

procedere alla più rigorosa e rispettosa riabilitazione o<br />

cancellazione <strong>della</strong> tua posizione.<br />

Ci sono vite che sono pure incorse in qualche errore, ma hanno<br />

avuto la straordinaria forza di emendarsi, di rigenerarsi e di<br />

costruire una esemplare nuova vita produttiva e di lavoro. E<br />

proprio per questo andrebbero premiate piuttosto che<br />

criminalizzate.<br />

181


<strong>Il</strong> Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, così come l’ex<br />

Presidente Ciampi, ha ritenuto ridurre il numero delle onorificenze<br />

al Merito <strong>della</strong> Repubblica da conferire anno dopo anno piuttosto<br />

che allargare i riconoscimenti dello Stato anche a chi, spesso<br />

indotto senza colpa o da circostanze avverse a qualche reato, ha<br />

saputo ricostruire una vita ed onorare la Repubblica.<br />

E ciò sarebbe verificabile attraverso una onesta, seria,<br />

approfondita, oggettiva analisi dei percorsi di vita.<br />

Riduciamo il numero delle onorificenze, ma, dopo tutto, cosa<br />

diamo agli italiani?<br />

La delinquenza vera è largamente diffusa nel cervello politico<br />

del sistema di potere, degli apparati, dei Partiti, delle categorie per<br />

quella odiosissima pratica degli affari, degli interessi privati, delle<br />

mediazioni, dei compromessi, delle tangenti, degli imbrogli, dei<br />

rinvii, delle omissioni, <strong>della</strong> imprevidenza, delle latitanze, degli<br />

sprechi, delle scelte sbagliate.<br />

La camorra, i malavitosi, la delinquenza comune, devono la loro<br />

esistenza e crescita al mediocre quadro educativo del Paese, alla<br />

quasi intera classe <strong>politica</strong> diffusamente corrotta, lassista e<br />

permissiva. Alla mitizzazione di personaggi superpagati,<br />

superlodati, supercelebrati e che sono autentici traditori del<br />

popolo, alla idolatria dei consumi e del benessere, alla usurpazione<br />

sistematica di poltrone, di funzioni, di ruoli cui non si è degni e<br />

non si è onestamente delegati.<br />

Politici di…frodo!<br />

<strong>Il</strong> Paese si divide sulla grazia a Sofri nonostante l’assassinio<br />

del Commissario Luigi Calabresi mentre le carceri sono piene di<br />

poveri diavoli, di vittime del sistema e <strong>della</strong> società che li ha<br />

espressi.<br />

20mila in attesa di giudizio.<br />

Migliaia di abbandonati dallo Stato quando non possono<br />

permettersi grandi avvocati, grandi patrocini.<br />

182


Le carceri esplodono vivendo i reclusi, innocenti o colpevoli<br />

che siano, condizioni di vita animalesche, dieci e più detenuti<br />

ammassati in una singola cella…, ma sullo stato delle carceri la<br />

sinistra accusa la destra e la destra accusa la sinistra nonostante le<br />

storiche, parallele responsabilità e quell’altissimo appello del Papa<br />

ad una seria considerazione del problema, ma tanti praticando la<br />

nauseante ipocrisia di visitare le carceri.<br />

Senza che le carceri siano destinate al recupero ed alla<br />

redenzione umana dei propri ospiti secondo i più alti principi di<br />

quella che dovrebbe essere la nostra civiltà giuridica.<br />

Nell’indifferenza e nella strafottenza generali.<br />

Giovani che cedono al malaffare perché non trovano risposta<br />

all’ansia di un lavoro onesto e che nelle carceri vengono associati<br />

a famiglie criminali, ma nel Parlamento Italiano si raccolgono<br />

firme per la grazia a Sofri.<br />

Ed è inaudito che il Capo dello Stato, l’ex Presidente Ciampi,<br />

dovesse essere sollecitato, messo alle corde dall’incredibile<br />

Pannella perché si assumesse la responsabilità e l’onere <strong>della</strong><br />

grazia a…Sofri assimilando il Sofri a vittima <strong>della</strong> Magistratura di<br />

questo Paese.<br />

Sconcertante!<br />

E se questa nostra martoriata Repubblica possa ripetutamente<br />

essere ridicolizzata dagli scioperi <strong>della</strong> fame e <strong>della</strong> sete di<br />

Pannella.<br />

<strong>Il</strong> territorio è disseminato di tragiche realtà che affondano<br />

nell’indifferenza, di innocenti abbandonati, di ingiustizie somme,<br />

di disperati che invocano, di impotenti senza difesa…e Pannella si<br />

“sbatte” per la grazia a Sofri.<br />

E con Pannella la “cultura” e la “<strong>politica</strong>” di destra e di<br />

sinistra nel mortificante protagonismo delle parti.<br />

Ricordo la storia di A.M., orfano e bisognoso, poi assassinato<br />

per mano di quegli stessi ambienti nei quali la malasorte e<br />

l’abbandono lo avevano consegnato.<br />

183


Mi chiedeva disperatamente un lavoro onesto prima di cadere<br />

nella morsa delle occasioni illecite…<br />

Giovani splendidi vengono persuasi, coinvolti, reclutati,<br />

irretiti, associati, reclusi…vite lacerate, esistenze distrutte, destini<br />

deviati, speranze negate, marchi intollerabili…il risultato<br />

disperante e disperato di un lassismo istituzionale, educativo,<br />

sociale, familiare, di una tragica fuga dalle responsabilità<br />

collettive e private, di una pratica nevrotica di mode e di modelli<br />

esasperanti, di una gestione allarmante <strong>della</strong> vita pubblica.<br />

Perché c’è l’Italia delle privazioni e <strong>della</strong> pazienza, <strong>della</strong><br />

dignità e <strong>della</strong> sofferenza, ma c’è anche l’Italia di quanti,<br />

soprattutto giovani, non sanno e non vogliono aspettare, amano<br />

troppo la vita, non resistono alle prese in giro, alle delusioni, alle<br />

provocazioni <strong>della</strong> ricchezza e del potere, non accettano di essere<br />

raggirati dai furbi e dai filibustieri <strong>della</strong> <strong>politica</strong> e fanno le loro<br />

scelte, anche criminali, perché lo Stato è assente, brucia gli anni, il<br />

futuro, la vita, perché la <strong>politica</strong> è latitante, perché bussano a tante<br />

porte senza avere risposta, perché il cinismo dei tempi li offende,<br />

li ferisce, li avvilisce.<br />

E sono giovani intelligenti, esuberanti, spregiudicati,<br />

irrefrenabili, disposti a tutto.<br />

Così lo Stato, la società, la famiglia forse li perdono e se li<br />

ritrovano loro malgrado contro, ostili, gonfi di rabbia, irriducibili.<br />

La Giustizia?<br />

Le carceri?<br />

La criminalità.<br />

Vengono perpetrate ingiustizie, violenze inaudite sui deboli,<br />

sugli sventurati ancorché disarmati e abbandonati, ma la Giustizia<br />

persegue il reato, anche a distanza di molti anni, e non va al di là<br />

delle carte, non contempla e non inquadra lo sventurato nella sua<br />

personale realtà e di quanto sia vittima inconsapevole, “innocente”<br />

del proprio ambiente familiare e di vita.<br />

184


E succede che molte sentenze definitive, maturate dopo molti<br />

anni, quando il soggetto è ormai adulto, equivalgono a sentenze di<br />

morte quando andrebbe condannata l’intera società.<br />

Quando la società e lo Stato, pur ammantati di…legalità,<br />

producono martiri.<br />

<strong>Il</strong> vero problema è interrogarsi circa quale modello presiede<br />

alla vita pubblica, quale esempio possono avere i giovani in<br />

presenza dello scatenamento sistematico degli egoismi, degli<br />

arricchimenti, di una Giustizia che fa pagare a pochi le colpe dei<br />

tanti, di una <strong>politica</strong> che osa sconfessare la Magistratura piuttosto<br />

che non darsi pace nella ricerca <strong>della</strong> verità come nel caso del<br />

Commissario Calabresi – se dubbi vi fossero o vi siano- e dei tanti<br />

delitti impuniti e dei tantissimi disgraziati meritevoli di attenzione.<br />

Ecco perché l’iniziativa di legge ispirata al “legittimo<br />

sospetto” è sfacciatamente strumento affannoso di interessi<br />

particolari: avranno mai i poveri disgraziati la forza economica, gli<br />

avvocati o interi Collegi di difesa per usufruire di tale legge, per<br />

argomentare e con successo nelle sedi previste (la Cassazione)<br />

l’incompatibilità ambientale di una determinata sede di giudizio?<br />

D’altra parte, quando si ha la coscienza a posto chi ha paura<br />

dei Tribunali?<br />

E chi ha paura delle…intercettazioni?<br />

Imparassero almeno a parlare nei rapporti telefonici…<br />

Tutti professano “fiducia nella Magistratura”.<br />

E’ rituale!<br />

<strong>Il</strong> vero problema <strong>della</strong> Giustizia in questo Paese sta nel fatto<br />

che ciascuno vede la Giustizia che gli fa comodo e che gli torna<br />

utile.<br />

Mai in rapporto alla povera, disgraziata gente.<br />

C’è chi è stato ed è al centro di interessi economici<br />

terrificanti, che sottintendono corruttele, strategie, operazioni non<br />

trasparenti, non lineari, ma si ostina a far credere di essere uno<br />

stinco di santo.<br />

185


Allora la Giustizia è politicizzata se produce sentenze di<br />

condanna ed è da applaudire se produce sentenze di assoluzione.<br />

Chi ha paura dei Tribunali ?<br />

E’ la <strong>politica</strong> che non educa il Paese e sono gli italiani che si<br />

rendono collusi di storie a dir poco sconcertanti per stolte e<br />

gratuite simpatie politiche a destra come a sinistra.<br />

Nonostante muoiano di fame e di mortificazioni.<br />

Incredibile!<br />

E nonostante i guai che attraversa il Paese, il Presidente <strong>della</strong><br />

Camera dei deputati Pier Ferdinando Casini, terza carica dello<br />

Stato !, in data 1 dicembre 2004, esprime “stima ed amicizia” al<br />

Senatore di Forza Italia Marcello dell’Utri, imputato di “concorso<br />

in associazione mafiosa”, mentre era in corso la Camera di<br />

Consiglio che ne doveva decidere la sorte.<br />

Circostanza da apparire o da essere interpretata, dagli<br />

immancabili malpensanti, come una sorta di messaggio ai<br />

Giudici?<br />

Noi non osiamo nemmeno immaginarlo!<br />

Un episodio ufficializzato da una nota <strong>della</strong> Presidenza <strong>della</strong><br />

Camera e, comunque, gravissimo perché denuncia tutta la<br />

insufficienza, l’inadeguatezza, la testa fuori controllo degli uomini<br />

che rappresentano l’Italia e lo Stato.<br />

Soprattutto per le migliaia di detenuti e in attesa di giudizio<br />

che non godono di attestati di “ amicizia e di stima” così potenti<br />

se non l’accorato appello di un Papa.<br />

Intanto, che senso ha la <strong>politica</strong> se produce criminalità, mafia,<br />

ingiustizie, modelli di vita inaccettabili? Quale esempio per i<br />

giovani? E perché gli italiani dovrebbero essere onesti se il<br />

quadro educativo del Paese è fallimentare, è sordo, è ottuso, è<br />

omertoso se non raccapricciante?<br />

Siamo alla depravazione <strong>della</strong> <strong>politica</strong>!<br />

“mafia e <strong>politica</strong> convivono nello stesso territorio”Paolo<br />

Borsellino.<br />

186


La seconda Repubblica, tradendo tutte le attese, ha partorito<br />

uno scenario immorale: il maggioritario che pratica la camorra<br />

inaudita dell’assegnazione dei collegi sicuri ed insicuri.<br />

Lo sfascio parte da Segni. Personaggi che mai se lo sarebbero<br />

sognato si ritrovano eletti Senatori, Deputati…sotto l’ombrello<br />

protettivo del Polo di…appartenenza.<br />

Così, sotto l’ombrello protettivo dell’Ulivo e del maggioritario<br />

Alfonso Pecoraro Scanio si ritrova eletto Deputato nazionale. Gli<br />

capita anche di fare il Ministro.<br />

E…vai…!<br />

E si insiste nell’invocare la “sovranità popolare” quando è il<br />

caso-necessariamente- di chiarire che vanno pure analizzati i<br />

processi di formazione <strong>della</strong> “sovranità popolare”.<br />

La vicenda elettorale vissuta nel Paese nel 2001 è stata<br />

sconvolgente per i miliardi di lire profusi sull’intero territorio.<br />

Come ignorare attraverso quale raffinata, martellante<br />

manipolazione delle coscienze ed attraverso quale ispirata<br />

suggestione del consenso ed attraverso quali rassicuranti promesse<br />

il personaggio –una sorta di Vanna Marchi del consenso per la sua<br />

straordinaria capacità di affabulatore o di Frank Sinatra per la sua<br />

dichiarata vocazione canora- sia stato “liberamente” eletto.<br />

Come possono i galantuomini, quanti hanno sudato e sudano<br />

sull’altare <strong>della</strong> famiglia e <strong>della</strong> vita, identificarsi o specchiarsi<br />

nella violenza e nella immoralità delle campagne elettorali che, da<br />

destra e da sinistra, condizionano l’esercizio del consenso nel<br />

Paese?<br />

Dove il voto non è più il momento più alto e solenne <strong>della</strong><br />

sovranità popolare, ma la più miserabile abdicazione, la più<br />

scellerata svendita <strong>della</strong> propria dignità.<br />

Storici, filosofi, commentatori, opinionisti ci trasmettono<br />

erudite e forbite analisi, ma non sono “informati dei fatti”,<br />

rifiutano di essere “informati dei fatti”, di quanto accade realmente<br />

sul territorio nel corso delle campagne elettorali e di quanto siano<br />

187


indifesi e deboli gli elettori, ma, soprattutto i candidati armati<br />

soltanto di ideali e di idee.<br />

Ed è di una gravità unica non essere “informati dei fatti” per la<br />

vita stessa <strong>della</strong> democrazia quando interi quartieri sarebbero<br />

letteralmente preclusi alla libertà di voto o letteralmente dominati<br />

ed ipotecati dalla violenza <strong>politica</strong>.<br />

L’esercizio <strong>della</strong> democrazia sarebbe stato falsato e ostacolato<br />

dal mercato dei voti, da una corruzione impalpabile, strisciante,<br />

ma irriducibile, sottratta, purtroppo, ad ogni tentativo di<br />

intercettazione in assenza di meccanismi pronti di intervento e di<br />

controllo e di tutela soprattutto nei quartieri popolari e che<br />

andrebbe dalla provvista di derrate alimentari alla corresponsione<br />

di elargizioni. economiche.<br />

Sono i giornali, i media a parlarne anche su denunzie anonime<br />

o su voci raccolte, ma come è possibile che queste attività non<br />

vengano mai intercettate e duramente colpite, come è possibile che<br />

queste attività sfuggano all’attività investigativa e come è<br />

possibile che tutto scorra nel senso peggiore?<br />

I Magistrati: “Nola (Napoli) come Corleone”!!!<br />

11 maggio 2007: camorra, la retata…87 arresti!!!<br />

17 luglio 2007, Corriere <strong>della</strong> Sera: Droga, truffe e voto di<br />

scambio, sessanta arresti in Calabria.<br />

“Giovani e ricchi. Sono la terza generazione <strong>della</strong><br />

‘ndrangheta”. Hanno contatti internazionali e gestiscono le<br />

attività economiche senza mediazioni…I mafiosi votano e fanno<br />

votare….(Nicola Gratteri, pubblico ministero antimafia).<br />

I Partiti “nulla sanno e nulla videro”, ma alcuni Partiti alle<br />

dichiarazioni del Sindaco di Napoli, Rosa Jervolino Russo, si sono<br />

indignati affrettandosi a chiedere “fuori i nomi!” come se<br />

vivessero sulla luna o estranei alla realtà <strong>della</strong> vita.<br />

Ad elezioni avvenute sarebbe ed è arduo fare i nomi di<br />

corruttori e corrotti perché soltanto attraverso una azione<br />

188


investigativa contemporanea alla competizione elettorale possono<br />

essere eventualmente intercettati ed acciuffati i “soliti ignoti”, ma<br />

che si voglia far credere che la corruzione non esista è da ingenui.<br />

Si vorrebbe sostenere che grande merito di Silvio Berlusconi<br />

sarebbe stato di aver contrastato l’avanzata <strong>della</strong> sinistra e, in<br />

particolare dei Democratici di <strong>Sinistra</strong>, ex PCI.<br />

Cioè, ci saremmo tutti accorti del Comunismo e delle sue<br />

nefandezze, dopo averlo votato ed applaudito per decenni, quando<br />

ormai è clamorosamente battuto dalla Storia, quando una grande<br />

Democrazia Cristiana ne ha impedito per decenni l’avvento alla<br />

guida del Paese. Quando dopo la caduta del muro di Berlino e<br />

l’azione di un grande Papa ne hanno sanzionato la sconfitta,<br />

quando l’impero sovietico si è dissolto in una serie di Stati.<br />

D’altra parte, non possiamo non riconoscere che<br />

sopravvivono, dure a morire, cultura e mentalità del comunismo e<br />

tali da ostacolare e condizionare il riscatto <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

In questo senso, l’attività, il ruolo, la “discesa in campo” di<br />

Berlusconi è stata liberatoria, coraggiosamente liberatoria di una<br />

rappresentazione sterile <strong>della</strong> <strong>politica</strong> del Paese sul territorio<br />

incapace di volare alto, incapace di uscire dal complesso di<br />

inferiorità del dopo Moro.<br />

Un protagonismo provvidenziale nella monotonia, nel<br />

disarmo, nella paralisi del quadro politico, una ventata di ossigeno<br />

per la novità e l’audacia del movimento inventato da Silvio<br />

Berlusconi e che avrebbe così dovuto risvegliare la responsabilità<br />

delle forze politiche.<br />

Ed è incomprensibile come si possa rivendicare<br />

l’anticomunismo senza rivendicare l’antinazismo avendo nella<br />

rappresentanza parlamentare italiana gli eredi comunque di quella<br />

esperienza altrettanto devastante ed incancellabile nonostante<br />

l’attenuante “generica” dell’innocenza anagrafica e i troppo<br />

gratuiti pentimenti.<br />

Dall’una e dall’altra parte!<br />

189


Terrorismo economico!<br />

Quando si organizza e si promuove il consenso intorno alle<br />

fortune economiche i voti non sono più liberi, ma “comprati”,<br />

adescati, manovrati ed ancora oggi, come ieri, voti di…scambio.<br />

C’è stato uno scatenamento innegabile di investimenti<br />

miliardari durato mesi ancor prima <strong>della</strong> tornata elettorale<br />

ipnotizzando la gente, irretendo le coscienze, allucinando le menti<br />

con la suggestione degli slogan, dei messaggi, degli spot, delle<br />

promesse di …imminente felicità: “più sicurezza” “un buon<br />

lavoro anche per te…” “pensioni ad unmilione al mese per tutti i<br />

pensionati…”. Bisogna qui rimproverare i Cattolici e lo stesso<br />

centro sinistra di aver lasciato l’iniziativa degli aumenti<br />

pensionistici al bombardamento mediatico di Silvio Berlusconi.<br />

Perchè gli aumenti corrisposti- se e quando corrisposti- ai titolari<br />

di pensioni minime o assegni sociali sarebbero ritornati comunque<br />

e immediatamente a sostegno dell’economia attraverso gli stessi<br />

beneficiari.<br />

Spettacolari lusinghe declamate sullo sfondo di cieli azzurri,<br />

ma le pensioni minime non sono state adeguate al milione di lire<br />

promesso se non dai 70anni in poi di età.<br />

Così B.F., da Napoli, ridotto ad abbandonare la sua attività per<br />

sopraggiunto infarto cardiaco e riconosciuto invalido civile<br />

all’80%, coniugato e padre di tre figlie, deve vivere con appena<br />

234 euro al mese. Le figlie hanno dovuto abbandonare gli studi.<br />

Siamo al 18 ottobre 2003 e non c’è sportello dello Stato che<br />

ascolti e provveda.<br />

E’ uno degli innumerevoli casi di questa nostra Italia<br />

nonostante Berlusconi ed i suoi manifesti elettorali.<br />

Le grandi e medie Stazioni ferroviarie occupate da torri<br />

pubblicitarie, tende, punti di incontro….<br />

L’intero Paese bombardato da gigantografie dell’Uomo.<br />

Poteri economici e mediatici terrificanti.<br />

Maledetti italiani sempre pronti a prostituirsi per il miraggio di<br />

un piatto di fagioli in più.<br />

190


La chiamano “sovranità popolare”….<br />

La barzelletta <strong>della</strong> sovranità popolare…<br />

<strong>Il</strong> disgusto <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

L’illusione…delusione <strong>della</strong> democrazia.<br />

In tale scenario la campagna elettorale, quella vera, quella<br />

ufficiale, quella che dura appena 45 giorni, è del tutto inutile e<br />

superata.<br />

Chi non ha mai rubato, chi non si è arricchito, può avere<br />

grandi idee, notevoli e collaudate capacità, orgoglio e vanto di<br />

cose realizzate…ma resta al palo, viene tagliato fuori da una<br />

massa di opportunisti e di incoscienti nelle cui vene è penetrato il<br />

dolce veleno del vento che…tira e dei miliardi che girano o anche<br />

l’illusoria soddisfazione di identificarsi nel personaggio di<br />

successo comunque.<br />

Così si moltiplicano, finanziati da forze politiche o da singoli<br />

candidati “promessi” sedi, circoli…alimentando il fondato<br />

sospetto di una ennesima rete di corruttela <strong>politica</strong>.<br />

Come sperare mai, come illudersi circa la trasparenza e la<br />

legittimità del voto?<br />

Sarebbe questa la seconda Repubblica?<br />

Città, monumenti, strade deturpati quotidianamente da<br />

manifesti senza che tanta delittuosa attività venga severamente<br />

impedita finanche con l’arresto e la detenzione dei responsabili<br />

dichiarati dei gruppi di attacchinaggio e degli esecutori materiali<br />

colti in fragranza di reato piuttosto che semplicemente<br />

verbalizzati.<br />

Lasciando liberi, invece, i candidati di inventarsi strutture<br />

mobili, originali di propaganda elettorale- come striscioni pensili-<br />

purchè nel rispetto delle pareti, degli edifici, dei monumenti, delle<br />

sedi istituzionali, sollevando così le civiche Amministrazioni dei<br />

costi impossibili per impianti elettorali marginalmente usati- se<br />

non “snobbati”- dai candidati e dai Partiti stessi.<br />

Altrimenti le competizioni elettorali diventano impari,<br />

insostenibili, discriminanti, antidemocratiche perché nessun corpo<br />

191


d’indagine vigila, nessuna Magistratura agisce per frenare e<br />

colpire questa scandalosa, disinvolta, inquietante realtà delle<br />

affissioni disinvolte e selvagge.<br />

<strong>Il</strong> risultato elettorale è spesso il prodotto di un sistema<br />

inaccettabile di corruzione.<br />

Sono decenni che la Giustizia indulge e non interviene.<br />

Le leggi in materia sono risibili perché demandano ad una<br />

dichiarazione di parte le spese sostenute.<br />

In tale quadro, quanti e chi possono dirsi “legittimamente”<br />

eletti ?<br />

Ecco perché l’analisi del voto è importante, l’analisi di come<br />

ed attraverso quali processi si è pervenuti ad un certo risultato<br />

elettorale, liberando il territorio, attraverso oculate e scrupolose<br />

indagini di polizia investigativa, dalle migliaia di mercenari che,<br />

puntualmente, si fanno assoldare dai candidati e dai Partiti ad ogni<br />

tornata elettorale.<br />

E’ importante, cioè, analizzare i processi anche immorali che<br />

hanno determinato o determinano la volontà popolare<br />

configurandosi scientifiche e raffinate estorsioni del consenso<br />

attraverso potenti, ciclopiche, mostruose macchine organizzative e<br />

pubblicitarie.<br />

Pure le pietre sanno di mercenari assoldati, di compromessi<br />

impossibili, di sponsorizzazioni sconcertanti, di posti di lavoro<br />

dati o “promessi” in cambio di voti, di intere discoteche requisite,<br />

di pranzi per migliaia di convenuti, di pullman noleggiati per gite<br />

alla vigilia di elezioni, di preti “indotti in tentazione”, di<br />

rappresentanze sindacali e sociali assoldate alla faccia degli<br />

interessi sindacali e sociali reali, di promesse di candidature e di<br />

incarichi di ogni genere, di seggi elettorali assediati da galoppini e<br />

“rappresentanti di lista”.<br />

Un fenomeno antico che caratterizza tutte le campagne<br />

elettorali di questo Paese.<br />

I pranzi…l’elettorato…i “simpatizzanti” presi per la gola, alla<br />

stregua dei morti di fame.<br />

192


I pranzi…la più mortificante delle pratiche elettorali in<br />

contrasto con un modo nuovo di proporsi in <strong>politica</strong>, con<br />

l’esigenza di austerità, di stile, di rispetto dell’uomo.<br />

Una violenza inaudita sul corpo elettorale, una forsennata<br />

attività di adescamento e di corruzione non limitata al solo periodo<br />

elettorale, ma assillante e quotidiana mentre una sorta di squallida<br />

omertà anche dei massimi responsabili <strong>della</strong> vita pubblica ha<br />

coperto e copre fatti e misfatti senza che nessuno indaga.<br />

Le prove? Stanno dentro lo spessore del fenomeno stesso in<br />

presenza di allucinanti, inspiegabili successi elettorali e di<br />

allucinanti carriere politiche.<br />

Troppi miliardi spesi per la libidine di un posto in Parlamento.<br />

Una provocazione per quanti soffrono.<br />

Con il risultato che stiamo allevando in <strong>politica</strong> una<br />

generazione di arrampicatori e di pervertiti <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

La preferenza unica avrebbe dovuto segnare una svolta, un<br />

momento storico per gli onesti, una formidabile presa di coscienza<br />

popolare.<br />

Invece ha innescato un sistema di corruttela psicologica,<br />

<strong>politica</strong> ed economica senza precedenti.<br />

L’opinione pubblica è convinta che l’onda <strong>della</strong> corruzione sia<br />

inarrestabile.<br />

Soltanto la Magistratura rappresenta l’ultima speranza perché<br />

sia intercettata e fermata la delinquenza <strong>politica</strong> rassicurando gli<br />

elettori onesti e quanti si sforzano di praticare onestamente<br />

l’impegno politico, che significa promuovere la società intera e<br />

non le clientele verso traguardi di benessere e di dignità.<br />

Ovviamente, l’introduzione del sistema proporzionale con il<br />

voto di lista senza la possibilità di esprimere preferenze, nei<br />

giorni 9 e 10 aprile 2006, azzera quasi del tutto la “sovranità<br />

popolare” e l’annesso mercato dei voti limitando ai soli partiti il<br />

privilegio e la camorra delle scelte.<br />

193


Intanto, questa storia antica e stantia dell’Uomo che si è fatto<br />

da sé è ridicola.<br />

<strong>Il</strong> Paese, il mondo sono pieni, traboccano di uomini fattisi da<br />

sé, ma che hanno un grande rispetto dei propri limiti.<br />

La ricchezza rappresenta una pesante palla al piede per chi<br />

vuole praticare il bene comune. In questo senso il personaggio<br />

Berlusconi per la sua storia e per i suoi straordinari interessi<br />

sarebbe incompatibile con la Politica, ma come Berlusconi tanti<br />

ricchi sfondati che siedono nei Parlamenti e nelle Istituzioni.<br />

Penso a S.Francesco d’Assisi: non sarebbe diventato Santo se<br />

non fosse partito dalla rinunzia di tutti i Suoi beni, se non fosse<br />

partito da una scelta di povertà e, pertanto, di libertà.<br />

Sia chiaro che l’uomo politico per essere credibile deve fare<br />

una scelta di povertà e di santità piuttosto che ostentare privilegi,<br />

ricchezze spesso discutibili e che rappresentano una insopportabile<br />

provocazione fino a quando esisteranno sacche di miseria, di<br />

ignoranza, di emarginazione.<br />

L’uomo politico per essere credibile deve proporsi e<br />

perseguire lo stato di povertà, che non significa miseria.<br />

Facciamo <strong>politica</strong> ed abbiamo il dovere di esercitare una<br />

straordinaria sensibilità in un Paese che ha bisogno di riferimenti<br />

seri e sentiamo il bisogno di riconsiderare l’austerità di quanti<br />

hanno ricostruito il nostro Paese mai come oggi caduto così in<br />

basso.<br />

Storie toccanti di grandi Politici che furono soprattutto Uomini<br />

e modelli di austerità e di vita familiare da rileggere per capire<br />

interamente il senso delle scelte e <strong>della</strong> testimonianza e <strong>della</strong><br />

condivisione.<br />

Da una parte l’inconcludenza e l’incoerenza dei Partiti,<br />

dall’altra la corazzata Berlusconi che incombeva, come incombe<br />

su questo nostro Paese con una capacità ed una forza di seduzione<br />

ineguagliabili.<br />

Silvio Berlusconi, che esordì al Governo del Paese nominando<br />

Ministro <strong>della</strong>…Difesa il suo avvocato Cesare Previti e che<br />

194


scaricò i suoi dipendenti dal bilancio Fininvest (Martusciello,<br />

Tajani…) caricandoli al bilancio dello Stato promuovendoli,cioè,<br />

Senatori, Deputati nazionali ed europei.<br />

Quando ti invaghisci di una persona non vuoi sentire ragioni.<br />

Ancora oggi c’è chi ha nostalgia di Mussolini nonostante il<br />

disastro finale, nonostante i dispersi in Russia ed in Siberia e c’è<br />

chi ha nostalgia del comunismo nonostante la caduta del muro di<br />

Berlino.<br />

Intanto, a proposito del Cav.Benito Mussolini, il 13 novembre<br />

2003 Gianfranco Fini, grande alleato di Silvio Berlusconi nel Polo<br />

di centro destra, parte per Israele dove si “sbraca” in una serie di<br />

condanne, di prese di distanza dichiarando perfino di aver<br />

cambiato idea su Mussolini e non so con quanto gradimento del<br />

suo retroterra partitico e ideologico.<br />

Potenti, miracolose, diuretiche acque di Fiuggi!<br />

Certe conversioni a distanza di circa sessant’anni (!) dalla fine<br />

del Fascismo, appaiono sospette, tardive, strumentali, organiche<br />

ad un disegno di potere ed elettoralistico troppo comodo se non<br />

gratuito rispetto alle vittime, alle violenze, alle aberrazioni, alle<br />

umiliazioni, alle ferite inferte ad un intero popolo così come<br />

consegnateci dagli Archivi <strong>della</strong> Storia.<br />

Un Gianfranco Fini inaudito, con quella faccia da bravo<br />

“ragazzo”, abilissimo traghettatore verso l’euforia del potere.<br />

Gratuitamente, a distanza di circa sessant’anni, ma quale<br />

doveroso risarcimento alle vittime dell’ideologia, <strong>della</strong> dittatura<br />

fascista e delle folli imprese belliche se non il vuoto e la caducità<br />

delle parole?<br />

Certe prese di coscienza, sia a destra come a sinistra.<br />

comporterebbero il ritiro dalla vita <strong>politica</strong> per l’enormità delle<br />

complicità comunque vissute e sostenute per decenni facendo finta<br />

di non sapere e di non capire nonostante i terrificanti documenti<br />

fotografici, le testimonianze, le denunzie.<br />

195


E, soprattutto, da tutte le parti, la sublime dignità del silenzio!<br />

In tanti salutano il “coraggio” di Gianfranco Fini piuttosto che<br />

intuirne l’opportunismo politico o sospettarne la malafede.<br />

E’ il destino di questo Paese riconoscersi nelle furbizie e<br />

soggiacere inerti alle ricorrenti truffe <strong>della</strong> Storia.<br />

Così è storia che l’Azione Cattolica Italiana, fondata nel 1868<br />

da Mario Fani e Giovanni Acquaderni, fu umiliata, vietata,<br />

oscurata dal regime fascista.<br />

Con singolare disinvoltura l’Azione Cattolica, ricorrendo la<br />

sua festa-pellegrinaggio, non sa proprio chi invitare ed invita,<br />

come invita, Gianfranco Fini, ma V.Presidente del Consiglio dei<br />

Ministri!!!, a tenere una dissertazione, il 3 settembre 2004, in quel<br />

di Loreto, sul tema: “l’oratorio, un bene di tutti”.<br />

Da Fiuggi a Israele a Loreto!<br />

Mentre ancora si fa polemica sui “silenzi” di Pio XII circa le<br />

persecuzioni e il genocidio degli ebrei perché quel grande Papa,<br />

protagonista di uno dei periodi più tormentati <strong>della</strong> nostra storia,<br />

non può rispondere.<br />

E Gianfranco Fini, l’eretico del Fascismo, ma vice presidente<br />

del Consiglio dei Ministri di questa Italia accomodante, continua<br />

nel Suo protagonismo internazionale e in Vietnam e a New York<br />

alla testa del corteo tradizionale per la festa italiana del Columbus<br />

Day il 12 ottobre 2004 e…finalmente Ministro degli Esteri!<br />

Champagne!<br />

196


X. <strong>Il</strong> Cristianesimo è rivoluzione!<br />

La chiave culturale <strong>della</strong> nascita <strong>della</strong> Repubblica risiede nella<br />

forza trainante del Cattolicesimo, ma bisogna risalire alla santità di<br />

Giuseppe Toniolo, alle sue intuizioni, al Suo impegno quotidiano<br />

di docente, di padre di famiglia e di riconosciuto leader del<br />

cattolicesimo sociale italiano ispirando prima la nascita del Partito<br />

Popolare Italiano fino alla maturazione <strong>politica</strong> di quella<br />

“democrazia cristiana” che, attraverso le monumentali<br />

testimonianze di Alcide Degasperi e di Luigi Sturzo, avrebbe<br />

segnato l’avvento dei Cattolici alla guida <strong>politica</strong> del Paese.<br />

L’attività di Giuseppe Toniolo resta a tutt’oggi indelebile per<br />

la quantità e la qualità delle idee, che ne fanno una voce<br />

attualissima e profetica nella Storia del Cattolicesimo italiano<br />

quando teorizza la strategia dell’impegno sociale, quando elabora<br />

il “programma dei cattolici di fronte al socialismo”, quando<br />

pubblica la “Rivista internazionale di Scienze sociali e discipline<br />

ausiliarie”, quando nasce la “Società cattolica italiana per gli studi<br />

scientifici”, quando dà vita alle indimenticabili “settimane<br />

sociali”, quando incoraggia la fondazione dell’Università Cattolica<br />

assumendo ancora oggi l’ente che la sostiene il nome di Giuseppe<br />

Toniolo.<br />

E quando la Democrazia Cristiana, forte <strong>della</strong> grande lezione<br />

di Degasperi, è stata costretta ad aprirsi alla collaborazione delle<br />

forze cosiddette laiche e rappresentative di enormi masse di<br />

lavoratori e di popolo, pur contribuendo alla loro emancipazione<br />

democratica fino alla caduta del muro di Berlino, è incominciata<br />

quella parabola discendente (corruzione!) che ne ha segnato il<br />

disastro.<br />

Disastro porta disastro. Siamo pervenuti all’odierna<br />

impalcatura di idioti, ma nessuno, esercitando la vanità <strong>della</strong> sua<br />

197


cultura e dello scrivere, ha l’onestà di massacrare questo sistema,<br />

questa prospettiva, questo persistere di pubblica idiozia <strong>politica</strong><br />

che offende l’intelligenza del Paese, che ne esaspera la pazienza.<br />

E quando Comunione e Liberazione, il Movimento ecclesiale<br />

nato dall’amore e dalla straordinaria fede di un Prete, Don<br />

Giussani, e che ha saputo ispirare in migliaia di coscienze la forza<br />

liberatrice, la luce e la verità di Cristo, si dichiara più vicina a<br />

certi modelli politici piuttosto che ad altri- invece di esercitare<br />

una rigorosa equidistanza- rischia di apparire come una setta<br />

rispetto alla sua vocazione originaria, rischia di non percepire<br />

l’inaffidabilità dell’intero sistema politico italiano.<br />

Da D’Alema a Fini a La Russa a Bassolino…c’è stato e<br />

continua in questo Paese un riciclaggio troppo comodo e, direi,<br />

troppo allegro e disinvolto di responsabilità storiche terrificanticomunismo,<br />

fascismo…-come di conversioni troppo discutibili,<br />

ma “Comunione e Liberazione” nei suoi meeting, straordinari ed<br />

esaltanti incontri di riflessione, di ricerca e di riproposta cristiana,<br />

offre loro una vetrina immeritata ed ambita, trascinando le sue<br />

platee, soprattutto giovanili, in equivoci assurdi piuttosto che<br />

recuperare ed esaltare, come movimento, il primato dei Cattolici<br />

nella vita <strong>politica</strong> e l’opportunità di contrastare almeno<br />

culturalmente questo pasticcio italiano.<br />

Gli applausi del 2002 a Berlusconi come gli applausi del 2003<br />

a D’Alema e Fini fanno pensare se non piangere sulla faciloneria<br />

delle nostre platee storicamente disarmate ed ingenue, ma quali<br />

modelli CL propone ed involontariamente accredita ai giovani pur<br />

entusiasti?<br />

Casini ? Forse in tema di “felicita” (il tema del 2003), il<br />

presidente Pier Ferdinando Casini è il modello più adatto perché<br />

vive una blindata, documentata, invidiabile condizione di felicità.<br />

198


I notabili dell’ex DC, pur assurti a grandi vette e grandi<br />

privilegi per mandato popolare, si sono ermeticamente chiusi nel<br />

loro ovattato “notabilato” o variamente…trasferiti praticando<br />

indifferenza verso tutto ciò che non li tocca senza muovere un dito<br />

perché si accendano i fuochi popolari <strong>della</strong> grande tradizione<br />

democratico-cristiana e non alzano una sola voce di solidarietà a<br />

chi la chiede, ma tutti proni e rispettosi degli equilibri che<br />

assicurano loro tranquillità, subiscono gli eventi pronti ad<br />

applaudire l’investito di turno. Una vigliaccheria ed una infamia<br />

uniche, quando urge la mobilitazione di tutte le forze e le energie e<br />

le efficienze censite e collaudate e garantite per la rigenerazione di<br />

un tessuto di valori e di uomini.<br />

Nel clima rovente di questi tempi, quanti avrebbero dovuto<br />

reagire con forza per il ripristino dei valori del Cattolicesimo e del<br />

Cristianesimo, forze millenarie e collaudate del riscatto dell’Uomo<br />

e quanti avrebbero dovuto assumersi la responsabilità attiva di<br />

ricostituire la diga (di fanfaniana memoria) per arginare nuove e<br />

più pericolose avventure, preoccupanti e laceranti divisioni,<br />

comprensibili e legittime paure, si sono chiusi in difesa,<br />

nell’attendismo <strong>della</strong> vigliaccheria, rinnegando una grande Storia.<br />

Perché il dramma vero è l’indifferenza, il senso fatalistico<br />

delle cose, lo stare tranquilli, l’ipocrisia e l’incoscienza delle parti<br />

ripetendo lo stesso, allucinante copione.<br />

Vogliono a tutti i costi la rivoluzione.<br />

Moltissimi, con inaudita superbia, organizzano la propria vita<br />

prendendo le distanze da Dio come se Dio fosse estraneo alle cose<br />

<strong>della</strong> terra ed alla stessa esistenza.<br />

Sarebbe cosa comprensibile se l’uomo potesse controllare e<br />

dominare i tempi <strong>della</strong> vita piuttosto che soccombere ed essere<br />

travolto dagli eventi.<br />

Quei “moltissimi” si dichiarano e si professano “laici” se non<br />

atei, ma non so fino a che punto quando saranno in presenza del<br />

Creatore si dichiareranno e si professeranno “laici” o non<br />

199


dovranno tremare per non aver calato Dio ed il senso di Dio in<br />

ogni comportamento e scelta <strong>della</strong> vita.<br />

Quelle dittature spietate dell’uomo che hanno represso e<br />

schiacciato l’anelito religioso e la libertà religiosa e che hanno<br />

trasformato le case di Dio in bivacchi delle loro scelleratezze<br />

hanno registrato il <strong>naufragio</strong> e la disperazione dell’uomo.<br />

Molti ancora sono convinti, sempre con inaudita superbia, di<br />

non trovare niente e nessuno dall’altra parte ed allora mi domando<br />

che senso ha ed avrebbe questa così affannosa, sofferta ed<br />

inconcludente esperienza terrena e che senso avrebbero mai lo<br />

spirito, i sentimenti, le emozioni ed una così ricca, impegnata<br />

attività cerebrale dell’uomo se non tasselli di un processo di<br />

ricerca, di scoperta, di esaltazione e di affermazione <strong>della</strong> presenza<br />

ineffabile ed assoluta di un Creatore che tutto muove, tutto<br />

regola, tutto ordina.<br />

Si tratta di preservare la nostra identità e la nostra originalità<br />

rivendicando con la dovuta umiltà di avere una marcia in più<br />

rispetto alla concezione dell’uomo nel contesto dell’azione<br />

<strong>politica</strong>: l’uomo non è merce di scambio, non è il prodotto di<br />

ideologie e ciascun uomo è irripetibile.<br />

E’, quindi, un valore assoluto.<br />

Si tratta di rivendicare la validità dei valori cristiani autentici,<br />

quelli veri, che sono liberanti, di arricchimento e di promozione.<br />

Altro che libertari e liberisti secondo una visione tipicamente<br />

laica <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Soltanto una rivoluzione potrà scuotere le coscienze e<br />

rimuovere questa ipocrisia <strong>della</strong> seconda Repubblica.<br />

Si tratta di promuovere e di organizzare spazi di Cristianesimo<br />

praticante coerenti con lo “status” di cattolici impegnati in <strong>politica</strong><br />

perché corrispondano “eroicamente” alle attese <strong>della</strong> società oggi<br />

profondamente turbata e disorientata di fronte al malessere sociale<br />

ed alla dissoluzione galoppante dei valori.<br />

Spazi di Cristianesimo praticante mirati ad una forte<br />

rigenerazione dell’esperienza vissuta dell’auspicata “unità dei<br />

200


Cattolici” risiedendo la chiave di volta di una società <strong>politica</strong><br />

veramente cristiana in una profonda conversione dell’uomo.<br />

Cristo intraprese la Sua rivoluzione, la più grande rivoluzione<br />

di tutti i tempi, con appena dodici Apostoli.<br />

“ non c’è dottrina più rivoluzionaria di quella di Cristo, non ce<br />

n’è una meno classista e partigiana…” (Primo Mazzolari).<br />

<strong>Il</strong> problema sta nell’aggregazione per sostenere idee forti e<br />

uomini seri, liberi, collaudati, esemplari piuttosto che marcire a<br />

rimorchio <strong>della</strong> stupidità.<br />

Senza preoccuparsi del numero, ma soltanto con la forza di<br />

sfondamento delle idee e dell’amore.<br />

Quanti traditori, quanti lacchè, quanti imbecilli che si<br />

professano coerenti e, in nome <strong>della</strong> coerenza, hanno sostenuto e<br />

sostengono comportamenti delinquenziali.<br />

<strong>Il</strong> Cristianesimo li mette in discussione tutti i giorni,<br />

spietatamente.<br />

<strong>Il</strong> Partito di Degasperi e Don Sturzo è scivolato nelle mani di<br />

personaggi mediocri, ma perversi, incapaci di superiori grandezze,<br />

ma non possiamo rinunziare alla ricostruzione di quell’area di<br />

valori e di valori cristiani che significò l’esperienza dei Cattolici<br />

nella vita <strong>politica</strong> italiana e, pertanto, non possiamo rinunziare a<br />

sostenere e sollecitare il rinsavimento delle anime separate <strong>della</strong><br />

ex DC e la riunificazione di una grande forza finalmente<br />

equidistante dalla frittata dei Poli.<br />

Un grande spazio che celebri l’orgoglio e gli ideali delle<br />

origini, capace di ispirare grandi progetti per l’Uomo, esaltanti<br />

progetti di vita e non di appiattirlo e di annullarlo nelle miserie<br />

degli scontri e delle “culture” e degli sfacciati, squallidi interessi<br />

privati.<br />

Le stesse leggi dell’economia devono essere piegate alla<br />

crescita dell’Uomo e non alla sua alienazione, al suo<br />

abbrutimento, al suo impoverimento. Perché il centro <strong>della</strong><br />

201


Politica è l’Uomo e la Politica rappresenta la capacità di sintesi dei<br />

bisogni perché si abbia uno sviluppo armonico ed ordinato e<br />

giusto <strong>della</strong> famiglia umana.<br />

Nel terzo millennio l’unica unità che salva sono i Cristiani<br />

( Karol Wojtyla)<br />

Nei giorni tre quattro cinque febbraio 2005 si è celebrato il<br />

Congresso <strong>della</strong> Quercia con la riconferma di Piero Fassino a<br />

Segretario, di Massimo D’Alema a Presidente e con la conferma<br />

<strong>della</strong> leadership di Romano Prodi alla guida del centro sinistra.<br />

Canti, balli, entusiasmo alle stelle e grande…unità.<br />

La retorica di Prodi: “questo Paese merita di più”…<br />

Ho visto lacrime, ho percepito emozioni, l’orgoglio diffuso<br />

dell’appartenenza, le irriducibili nostalgie di un passato, l’euforia<br />

dei ricordi e quella voglia di essere sempre e comunque comunisti<br />

per cultura, per fede, per storia…<br />

Fassino rilancia il…riformismo.<br />

Quando Fassino parla e straparla di riformismo non<br />

comprendiamo a quale riformismo possa alludere e quando<br />

analizziamo la confusa compagine del centro sinistra non<br />

sappiamo dove incontrare e dove riconoscere l’anima cristiana, il<br />

volto dei cattolici.<br />

E se Fassino può mai immaginare che una <strong>politica</strong> di centro<br />

sinistra possa fare a meno di una visione trascendentale <strong>della</strong> vita,<br />

ma appiattirsi in una visione atea ed orizzontale <strong>della</strong> vita quale si<br />

manifesta nei tanti matrimoni civili e nelle tante interruzioni dei<br />

rapporti familiari e nella stessa cultura dell’aborto e nella<br />

devastante crescita morale <strong>della</strong> società italiana rispetto al grido di<br />

dolore <strong>della</strong> condizione umana in tanta parte del mondo.<br />

I comunisti di Diliberto, i comunisti di Bertinotti, i laici di<br />

Rutelli, ma…dove sono i cattolici?<br />

La Patria dei Cattolici…la resa dei Cattolici?<br />

La gente nemmeno immagina quale forza e quale crescita di<br />

vita se il Vangelo di Cristo fosse letto e fosse assunto come pratica<br />

202


di vita trovandovi tutte le risposte e le soluzioni più appaganti ai<br />

problemi dell’esistenza.<br />

Altro che comunismo, altro che socialismo, altro che laicismo<br />

quando comunismo, socialismo e laicismo segnano e celebrano<br />

l’orgoglio, la superbia, l’ignoranza, la prepotenza degli uomini,<br />

ma la loro sconfitta sul piano <strong>della</strong> Storia.<br />

Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma è sconcertante come non<br />

ci siamo accorti <strong>della</strong> forza generatrice e risolutiva di una gestione<br />

cristiana <strong>della</strong> <strong>politica</strong> e siamo ancora ostaggi e nostalgici dei<br />

comunismi e dei socialismi, dei laicismi e dei…liberalismi<br />

disperatamente ancorati alle visioni più controverse e fallaci <strong>della</strong><br />

vita quando duemila anni di storia ci tramandano e ci confermano<br />

l’attualità del Vangelo di Cristo, <strong>della</strong> Sua accezione più autentica,<br />

nuda e cruda, e <strong>della</strong> Sua luce ineffabile.<br />

“Sia la Russia che l’Occidente continuano a tradire<br />

l’umanesimo cristiano, l’unico che può salvarli”<br />

Aleksandr Solgenitsyn, premio Nobel per la letteratura 1970<br />

L’esperienza <strong>politica</strong> dei Cattolici è e resta irripetibile per il suo<br />

“storico” protagonismo nella lotta al Comunismo ed al<br />

Nazifascismo nel nome <strong>della</strong> libertà, <strong>della</strong> democrazia e <strong>della</strong><br />

pace.<br />

Oggi, considerata attraverso le amare vicende di un Partito<br />

lacerato e spaccato può apparire una esperienza conclusa e<br />

superata.<br />

Equivoco enorme !<br />

Se un Partito risulta oggi spaccato e lacerato per la inettitudine,<br />

la miserabilità, la sufficienza e la degenerazione degli uomini,<br />

quel patrimonio “centrale” di valori e di ideali che ne<br />

contrassegnarono la straordinaria vitalità e legittimità, è<br />

irrinunciabile e va gridato forte !<br />

<strong>Il</strong> Cristianesimo è assunzione di responsabilità e non<br />

meccanica ripetizione del segno di Croce e non episodica<br />

203


testimonianza, ma sofferta e drammatica partecipazione e non è<br />

immaginabile l’impegno politico dei Cattolici senza esercitare una<br />

responsabilità unitaria sui grandi temi <strong>della</strong> vita e dei valori<br />

dell’Uomo.<br />

Non solo, ma una esperienza <strong>politica</strong> che si ispira al<br />

Cristianesimo non può essere definita o collocata in uno spazio<br />

politico “moderato” perché il Cristianesimo è rivoluzione.<br />

<strong>Il</strong> Vangelo di Cristo, il Cristianesimo, la sua dottrina, la sua<br />

filosofia sono e rappresentano quanto di più radicale,<br />

rivoluzionario, estremista.<br />

Una irripetibile, straordinaria occasione di liberazione<br />

attraverso la quale realizzare quella grande utopia <strong>della</strong> Giustizia e<br />

<strong>della</strong> pace fra gli uomini tutta incentrata sull’amore e sulla<br />

speranza del Trascendente.<br />

Come non coglierla e come non praticarla?<br />

Altro che Comunismo, Rifondazione comunista, socialismo,<br />

no global….che nella loro legittima, pur storica ragion d’essere, si<br />

alimentano di classismo e di contrapposizione.<br />

E mentre ancora tanta parte del mondo soffre le pene<br />

dell’Inferno, massacri, genocidi, fame, persecuzioni…nel quadro<br />

del travagliato processo di liberazione e di emancipazione dei<br />

popoli, noi discutiamo di destra e di sinistra rifiutando l’analisi<br />

storica e la doverosa riflessione sullo stato del mondo e sulle<br />

nostre responsabilità per malafede, per ignoranza, per chiusura<br />

mentale.<br />

Le grandi ragioni del Paese affondano nel pantano <strong>della</strong><br />

mediocrità, degli inganni, degli egoismi, delle guerre di potere.<br />

<strong>Destra</strong> e sinistra…ma il Paese, l’Uomo, la Verità sono al<br />

centro.<br />

Senza una generazione di ardimentosi, audaci, intraprendenti<br />

aspiranti…capitalisti, senza quel tessuto creativo e capillare di<br />

private economie, senza quella mirabile ossatura di piccoli e<br />

204


grandi imprenditori privati cosa sarebbe mai la sorte di tante<br />

famiglie in presenza di un capitalismo di Stato, ma sempre<br />

capitalismo, disinvolto e irresponsabile come abbiamo potuto<br />

registrare a spese degli italiani?<br />

Basti pensare al vergognoso disarmo, alla ingloriosa svendita<br />

delle ammiraglie <strong>della</strong> nostra Flotta di bandiera, la Michelangelo e<br />

la Raffaello, due straordinari biglietti di visita per il nostro Paese.<br />

E senza l’apporto produttivo e creativo di milioni di lavoratori<br />

dipendenti trepidamente ancorati alle sorti delle proprie aziende<br />

cosa sarebbe mai dell’economia del nostro Paese e <strong>della</strong> vita di<br />

migliaia di famiglie?<br />

Come possono essere antagoniste e conflittuali destra e sinistra<br />

quando la realizzazione degli interessi e delle filosofie di destra e<br />

di sinistra è nel loro incontro, è nel loro equilibrio, è nella loro<br />

armonica intesa e, pertanto, si realizza al centro?<br />

Guardando avanti?<br />

Ecco perché scelte di campo o collocazioni di destra e di<br />

sinistra sono soltanto funzionali o strumentali a sporchi e<br />

disastrosi progetti di potere.<br />

Mai per l’Uomo, ma contro l’uomo.<br />

E ci serviamo <strong>della</strong> libertà e <strong>della</strong> democrazia di cui,<br />

comunque godiamo, per esercitare con disgustosa incoscienza una<br />

sorta di permanente ed irrazionale sentimento di vendetta o di<br />

rivalsa.<br />

Italiani, fatevi furbi, fatevi scaltri!<br />

Perché alla fine <strong>della</strong> vita non ci sarà chiesto se eravamo di<br />

destra o di sinistra e se appartenenti al polo dei progressisti o al<br />

polo delle libertà ed altre aberrazioni mentali del genere.<br />

Alla fine <strong>della</strong> vita ci verrà chiesto un solo conto: in che<br />

misura avremo risposto al nostro ruolo di uomini, in che misura<br />

avremo vissuto da uomini veri, liberi e non schiavi di correnti, di<br />

passioni, di poteri.<br />

Saremo giudicati sull’amore, sulla solidarietà, sulla giustizia<br />

che avremo saputo dispensare.<br />

205


E non su altro.<br />

Ecco perché oggi più che mai urge praticare un Cristianesimo<br />

audace, radicale, determinato, combattivo, di carattere,<br />

coraggioso, rompendo con le ipocrisie e le prudenze, gli<br />

equilibrismi, gli attendismi, rivendicando quel Cristianesimo che<br />

si è rivelato vincente nel mondo con la caduta dei regimi<br />

comunisti e totalitari.<br />

L’esperienza e la più avanzata evoluzione dell’economia ci<br />

fanno ritenere che capitalismo e socialismo non possano essere<br />

conflittuali, ma momenti di incontro, di sintesi e di sviluppo<br />

insieme e quando capitalismo e socialismo si incontrano non<br />

possono che realizzarsi ed esaltarsi nel Cristianesimo.<br />

Non a caso il Cristianesimo si è rivelato e si sta rivelando la<br />

grande speranza e la grande promessa del mondo come hanno<br />

ampiamente dimostrato le oceaniche confluenze di giovani da ogni<br />

parte del mondo ai puntuali raduni di Papa Giovanni Paolo II fino<br />

al pellegrinaggio, senza precedenti storici, di venerdì 8 aprile<br />

2005, in Piazza S.Pietro.<br />

E’ opportuno, pertanto, moltiplicare le aggregazioni ed i<br />

movimenti per “l’unità <strong>politica</strong> dei cattolici” utili a rivendicare e<br />

celebrare un Cristianesimo forte per una coerente lievitazione<br />

evangelica <strong>della</strong> società e <strong>della</strong> Politica.<br />

C’è chi mette in discussione e c’è chi non tollera o non<br />

condivide il concetto di “unità <strong>politica</strong> dei cattolici”, ma auspica,<br />

teorizza, esalta e celebra l’unità delle…sinistre.<br />

Come se i Cattolici fossero dei cretini o pezzi di Paradiso<br />

vaganti sulla terra e non detentori di una matrice culturale, di una<br />

fede, di una storia che è gran parte <strong>della</strong> civiltà del nostro popolo.<br />

Molti ignorano che la Chiesa è la rappresentazione fisica,<br />

visibile del progetto di Dio e molti ignorano quanto il fanatismo<br />

religioso dei musulmani orienti l’intera <strong>politica</strong> dei popoli arabi e<br />

di tanti insediamenti umani dell’Oriente e molti dimenticano la<br />

forza liberatrice delle pur controverse Crociate ed il ruolo <strong>della</strong><br />

Chiesa e dei Cattolici nella caduta dei regimi comunisti.<br />

206


E’ un momento questo di scandalose contraddizioni.<br />

Nel momento stesso in cui è in atto in Europa, ma anche nella<br />

formazione e stesura dei nostri Statuti regionali, un rifiuto ostile e<br />

determinato del riconoscimento - storicamente elementare- delle<br />

nostre radici cristiane documentate e viventi, fra l’altro,<br />

nell’imponente patrimonio artistico religioso del nostro Paese. Si<br />

vogliono invece realizzare qua e là luoghi di culto di altre<br />

confessioni religiose e movimenti che poco o niente gradiscono<br />

<strong>della</strong> presenza <strong>della</strong> Chiesa di Cristo nei loro territori di origine<br />

anche se sono auspicabili il dialogo e l’incontro sempre più intensi<br />

fra tutte le religioni monoteiste.<br />

L’unità <strong>politica</strong> dei Cattolici non è un dogma, ma nemmeno<br />

l’unità delle sinistre e la loro perversa cultura <strong>della</strong> storia e delle<br />

esperienze pratiche di governo, ma l’unità <strong>politica</strong> dei Cattolici,<br />

quelli veri, è auspicabile perché la coscienza dei Cattolici sia<br />

sottratta alla manipolazione ed alla egemonia dei Partiti.<br />

Soltanto gli irresponsabili e ne sono tanti possono pensare che i<br />

Cattolici stiano bene dovunque, ma bisogna perciò smetterla di<br />

vergognarsi di essere cattolici.<br />

In Italia è comodo essere comunisti come è comodo essere<br />

cristiani senza l’esperienza vissuta e sofferta dei regimi comunisti<br />

e senza l’esperienza eroica delle catacombe e delle persecuzioni.<br />

Fate il comunista nei Paesi dell’Est e fate i cristiani dove la<br />

Chiesa è perseguitata.<br />

Ed è preoccupante e contraddittorio che tutti si affrettano a<br />

dichiarare finita ed impraticabile l’unità <strong>politica</strong> dei Cattolici, ma<br />

tutti aprendo i propri spazi ai…Cattolici per gestirli ed utilizzarli<br />

per i propri fini partitici ed elettorali.<br />

Così il più grande Partito d‘Italia, di valenza, identità,<br />

vocazione, cultura interclassiste ridotto a pezzi fra destra e<br />

sinistra, a rimorchio di esperienze inquinate comunque di<br />

comunismo e di fascismo.<br />

Non sarebbe stato più dignitoso essere cocciutamente attestati<br />

nella difesa e nella rivendicazione <strong>della</strong> propria identità, dei propri<br />

207


valori, <strong>della</strong> propria cultura, <strong>della</strong> propria vocazione, <strong>della</strong> propria<br />

“ispirazione cristiana”, al centro dello scenario politico, pregando<br />

e praticando i valori cristiani per tanto tempo traditi ed attendere<br />

che il Signore, e soltanto Lui, avesse maturato e maturi tempi<br />

nuovi piuttosto che portare l’elettorato allo sbando vivendo oggi,<br />

questo Paese, la più rivoltante mistificazione <strong>della</strong> sua storia?<br />

L’unità <strong>politica</strong> dei Cattolici non va soltanto auspicata,<br />

predicata, incoraggiata, ma vissuta nella fede, nella pratica dei<br />

valori cristiani, nello stile di vita, nei comportamenti e nella<br />

pratica di una esemplare povertà.<br />

Quanti democristiani, nella degenerazione galoppante dei<br />

tempi nostri dissoluti e consumistici, ascoltavano almeno la<br />

S.Messa domenicale o non erano semplicemente degli intrusi e<br />

degli approfittatori nella casa di Degasperi e di Don Sturzo?<br />

Perché essere cristiani e cattolici, ma sul serio, significa<br />

sprigionare una singolare e straordinaria cultura e dimensione<br />

dell’Uomo, <strong>della</strong> sua dignità, dei suoi diritti, <strong>della</strong> sua<br />

inviolabilità, <strong>della</strong> sua sacralità, <strong>della</strong> sua universalità.<br />

Come non accorgersi <strong>della</strong> differenza fra le “cannonate” del<br />

leghista Bossi e la quotidiana opera di accoglienza degli immigrati<br />

sostenuta da testimonianze esemplari e soprattutto <strong>della</strong> Chiesa<br />

come, quotidianamente e silenziosamente, quella, indomita,<br />

dell’Arcivescovo di Lecce Cosmo Francesco Ruppi.<br />

Di qui le responsabilità grandi <strong>della</strong> Chiesa perché l’esperienza<br />

dei Cattolici nella vita <strong>politica</strong> sia sottratta a mani criminali ed<br />

inesperte e sia recuperata alla sua dignità ed alle ragioni dei<br />

Fondatori.<br />

Nonostante la Conferenza Episcopale Italiana sia tenuta a<br />

mantenere comportamenti equidistanti, un colpo al cerchio ed uno<br />

alla botte, discorsi che celano e mal celano la difficoltà di praticare<br />

rispettosi, diplomatici equilibri per non urtare la delicata<br />

“sensibilità” e dichiarata, professata “laicità” dello Stato italiano,<br />

mai Giovanni Paolo II, vissuto a cavallo degli orrori del<br />

comunismo e del nazismo, forgiato alle prove più dure <strong>della</strong> vita,<br />

208


Uomo straordinario prima ancora che Vicario di Cristo, avrebbe<br />

abdicato, in cuor Suo, all’unità <strong>politica</strong> dei Cattolici.<br />

La tanto conclamata fine dell’unità <strong>politica</strong> dei cattolici è un<br />

equivoco madornale, una abdicazione irresponsabile e scellerata<br />

sia che venga sostenuta dai…”laici”, sia che venga avallata dalla<br />

Chiesa o, più esattamente, da alcuni esponenti “sciolti” <strong>della</strong><br />

Chiesa di Cristo.<br />

Anche la Chiesa si è rassegnata alla diaspora dei cattolici<br />

impegnati in <strong>politica</strong> piegandosi così alla pasticciata, ambigua,<br />

allucinante nuova realtà nel senso di prenderne atto, sebbene<br />

amaramente, e confidando che i cattolici comunque collocati<br />

abbiano il sentimento e la responsabilità e la Fede di essere<br />

all’altezza dei grandi valori <strong>della</strong> vita.<br />

I cattolici non hanno saputo essere all’altezza <strong>della</strong> gigantesca<br />

testimonianza di Papa Giovanni Paolo II mentre una Chiesa senza<br />

attributi, certamente non la Chiesa di Karol Wojtyla, ha inteso<br />

mollare gli ormeggi lasciando i cattolici in…libertà, ma sono i<br />

cattolici interiormente forti, formati, strutturati e grandi nella fede<br />

per una tale sfida?<br />

Si può essere uniti, responsabili, forti militando<br />

indifferentemente in qualsiasi formazione <strong>politica</strong> senza essere<br />

condizionati, soggiogati, ricattati da una sorta di “disciplina di<br />

Partito “ ?<br />

E’ già uno scandalo che i cattolici non abbiano “vigilato” ed<br />

abbiano spesso colpevolmente lasciato degenerare la DC con la<br />

loro complicità e la loro dabbenaggine, ma Cristo, istituendo la<br />

Sua Chiesa, ci aveva già anticipato un modello emblematico <strong>della</strong><br />

fragilità dell’uomo attraverso il tradimento di Giuda, la latitanza di<br />

Pietro (prima che il gallo…), i dubbi di Tommaso, lo smarrimento<br />

e le paure degli Apostoli…<br />

Ma… nonostante la certezza del “portae inferi non<br />

praevalebunt adversus eam” la Chiesa visibile ha bisogno<br />

dell’ossigeno, dell’aria, <strong>della</strong> libertà per respirare.<br />

209


Tanti intellettuali del cavolo ancora si tormentano nella<br />

preoccupazione che la Chiesa, pur libera di parlare (bontà loro),<br />

possa essere schiacciata su di un Partito, come “nel passato”.<br />

Ma…qual’è il problema?<br />

<strong>Il</strong> problema è, al contrario, lo sfascio dei cattolici in fuga,<br />

dispersi in questa o in quella formazione <strong>politica</strong>, nascosti alla<br />

visibilità, all’identità, alla militanza.<br />

E cosa sarebbe stata l’Italia senza quel partito organizzato dei<br />

cattolici il quale ha strenuamente favorito, da Degasperi a Moro,<br />

l’evoluzione democratica del Paese sottraendolo al rischio di<br />

guerre civili?<br />

Battaglie laiche forti e certamente non ecclesiali , ma di<br />

straordinaria fede democratica cui la Chiesa non poteva non<br />

guardare e sostenere con legittima soddisfazione.<br />

<strong>Il</strong> vero problema è che la Chiesa, nella sua millenaria sapienza,<br />

è e continua ad essere una voce scomoda piuttosto che illuminante<br />

per quanti vorrebbero e vogliono esercitare e praticare un concetto<br />

elastico <strong>della</strong> vita e <strong>della</strong> morale.<br />

La speranza, quindi, di una Chiesa sempre più coraggiosa per<br />

la ricostituzione di un tessuto di valori, di una fede, di valori che<br />

non possono essere né di destra, né di sinistra perché universali e<br />

per la difesa di tante vite consacrate al bene comune e per onorare<br />

tante memorie gigantesche di cattolici, da Degasperi a Moro, che<br />

hanno segnato la nostra Storia con altissime testimonianze.<br />

Unità <strong>politica</strong> dei cattolici che non significa assolutamente il<br />

rifiuto delle forze laiche, ma la esaltazione dei valori cristiani<br />

vincenti nel mondo dopo i fallimenti registrati dalla filosofia e<br />

dalle esperienze politiche dette di destra e di sinistra, dette<br />

marxiste, nazifasciste o totalitarie e le loro rispettive<br />

degenerazioni.<br />

Valori cristiani che sollecitano ed esaltano il primato dello<br />

spirito sulla materia e, quindi, il rifiuto del marxismo e del<br />

210


capitalismo dove e quando hanno rappresentato e rappresentino<br />

l’annichilimento e la mortificazione dell’Uomo.<br />

Valori cristiani che restituiscono all’uomo il senso e la<br />

dimensione veri <strong>della</strong> vita promuovendo le risorse, i talenti, la<br />

realizzazione, la cultura, l’intelligenza, le individualità, la<br />

vocazione alla socialità ed alla solidarietà, il gusto e l’amore per il<br />

bello ed il buono piuttosto che l’appiattimento, la prostituzione, la<br />

massificazione, l’alienazione, le faziosità.<br />

Valori cristiani che proiettano l’uomo e la sua sacralità nella<br />

speranza ineffabile di un Dio che credenti e miscredenti reclamano<br />

ed acclamano nella pur sterile polemica sulla Sua esistenza.<br />

Valori cristiani che elevano l’economia al rango nobilissimo<br />

del rispetto dei diritti dell’uomo dove ciascuno abbia un posto al<br />

grande tavolo <strong>della</strong> vita e nessun essere vivente sia schiacciato<br />

dall’altro, ma i deboli ed i meno dotati siano aiutati dai forti, dai<br />

potenti e da i più dotati a crescere nella comune dignità di figli<br />

dello stesso Padre e di soggetti dello stesso, inesorabile destino.<br />

Nello sfascio generale dei partiti e <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, si tratta di<br />

investire nei fatti, nelle cose concrete e, quindi, di giocare in casa,<br />

di fare quadrato intorno ad uomini che abbiano dato prova di<br />

disponibilità, di onestà, di realizzazioni, di fatti.<br />

Ci sono sempre due verità: una propinata, gestita, imposta dai<br />

mezzi di comunicazione. Una vissuta fra la gente e con la gente<br />

nella vicenda esistenziale quotidiana.<br />

Questo per dire che c’è un abisso tra le cose filmate, predicate<br />

e pubblicizzate e la realtà di tutti i giorni.<br />

E’ urgente e doveroso aggredire la gravissima situazione del<br />

Paese sostenendo Uomini efficienti, concreti, validi, sensibili,<br />

capaci, di fede nonostante non abbiano mai avuto la sorte di essere<br />

sostenuti dalla televisione e dai mezzi di informazione per le cose<br />

realizzate e l’onestà praticata.<br />

Dietro la suggestione, ma ingannevole, dei simboli e degli<br />

schieramenti, c’è il problema drammatico degli uomini: che siano<br />

veramente all’altezza dei problemi e <strong>della</strong> dignità <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

211


La caduta degli ideali, la caduta di sensibilità, il lassismo<br />

educativo, il permissivismo, la degenerazione da…benessere, il<br />

senso godereccio <strong>della</strong> vita, le candidature disinvolte e facili, la<br />

chiusura egoistica ai grandi mali del mondo, un Cristianesimo<br />

predicato, ma sistematicamente tradito, hanno segnato e<br />

consacrato lo sfascio, la dissoluzione ed il rifiuto dei Partiti<br />

tradizionali. Hanno segnato il passaggio da un vecchio ad un<br />

nuovo regime, ma una intera generazione deve interrogarsi sulle<br />

latitanze, sulle complicità, sulle connivenze, sulle omertà, sulle<br />

tolleranze, piccole e grandi, che hanno consentito e favorito la<br />

corruzione diffusa in questo Paese come nel mondo intero.<br />

Al di là di come andranno le cose ed è grande l’incertezza<br />

<strong>politica</strong> è vitale non abdicare all’esperienza <strong>politica</strong> dei cattolici ed<br />

ala difesa dei grandi, universali valori dell’Uomo rivendicando e<br />

realizzando come gente del Sud, le nostre radici, la nostra storia, le<br />

nostre risorse, le nostre tradizioni, la nostra cultura, i nostri talenti,<br />

il nostro…orgoglio.<br />

La dissoluzione di un Partito non significa la fine di quell’area<br />

di valori, di ideali, i idee, di cultura <strong>politica</strong> che ha riscattato<br />

l’Italia dalle macerie del fascismo e che ha preservato l’Italia dai<br />

carri armati.<br />

Come le alterne vicende storiche <strong>della</strong> Chiesa di Cristo non<br />

hanno certamente significato e non potranno significare la fine del<br />

Cristianesimo, ma una riscoperta ed una esaltazione <strong>della</strong> sua<br />

forza morale e rigeneratrice: il Cristianesimo come rifugio e<br />

speranza dell’esistenza.<br />

Ecco perché l’esigenza di uno spazio che rivendichi l’assoluta<br />

sovranità dell’Uomo sulle scellerate e deliranti pratiche <strong>della</strong><br />

<strong>politica</strong> promuovendo gli interessi deboli ed aprendo gli interessi<br />

forti alla pratica <strong>della</strong> solidarietà ed al bene supremo del dominio<br />

spirituale e culturale dei beni <strong>della</strong> terra contro la cultura<br />

possessiva, disperante ed alienante dell’arricchimento e<br />

212


dell’egoismo che riduce gli uomini ad essere miserabili prigionieri<br />

del niente.<br />

Uno spazio ed una <strong>politica</strong> capaci di mediare l’Uomo nella sua<br />

complessità, nella sua universalità, nella sua sacralità.<br />

Dove il capitalismo può essere il motore dello sviluppo e nel<br />

capitalismo vanno comprese la forza del lavoro e la forza dei<br />

talenti. E la funzione del capitalismo può essere nefasta se<br />

privilegia esclusivamente il profitto e il denaro e gli arricchimenti<br />

come, invece, può essere moralmente efficace se asseconda la<br />

competizione delle forze vive <strong>della</strong> società e, nello stesso tempo,<br />

mette nei suoi costi ogni possibile solidarietà attiva a sostegno<br />

degli emarginati e di quanti, senza colpa, sono segno di<br />

indifferenza, promuovendone le risorse mentali, morali e fisiche,<br />

recuperando alla società energie e forze e potenzialità e valori<br />

ingiustamente mortificati o ignorati.<br />

Gli imprenditori sono un momento privilegiato <strong>della</strong> vita<br />

sociale ed economica perché dalla loro iniziativa, dalla loro<br />

intraprendenza, dal loro coraggio, dalla loro coscienza del rischio<br />

dipende lo sviluppo produttivo del Paese ed essi vanno sostenuti<br />

nella misura in cui si fanno carico delle forze di lavoro e <strong>della</strong><br />

formazione dei giovani.<br />

I poteri economici, le grandi fortune sono moralmente<br />

accettabili quando e se concorrono alla emancipazione produttiva<br />

<strong>della</strong> società, dei deboli, dei meno fortunati come dei talenti privi<br />

di mezzi e di risorse.<br />

In questo senso il Cristianesimo è una grande scuola<br />

considerate le esperienze rivelatesi catastrofiche dei vari<br />

comunismi, dei vari socialismi, dei vari liberalismi…<br />

Recuperare la <strong>politica</strong> alla sua grande dignità, alla sua cultura,<br />

all’Uomo nel segno di quella monumentale filosofia <strong>politica</strong> di<br />

Aldo Moro e nel segno di quella esemplare sfilza di grandi Statisti<br />

che, da Alcide Degasperi in poi, hanno realizzato la vita e la<br />

crescita del Paese negli ultimi decenni.<br />

213


XI. L’ipocrisia <strong>della</strong> Pace<br />

Una sorta di fondamentalismo laico pervade sempre più la<br />

classe <strong>politica</strong> italiana nel tentativo e nella “preoccupazione” di<br />

allontanare sempre più il ritorno di una nuova, dichiarata<br />

Democrazia Cristiana e, quindi, di una cultura, di una visione, di<br />

una quanto mai necessaria ispirazione cristiana <strong>della</strong> vita <strong>politica</strong>.<br />

<strong>Il</strong> risultato è sotto gli occhi di tutti.<br />

Condotte e comportamenti “pagani” si moltiplicano anche da<br />

parte di quegli ex DC che ipocritamente sostengono di difendere la<br />

famiglia e i valori.<br />

Una sempre più preoccupata rivendicazione di laicismo e di<br />

laicità dello Stato evidenzia la misura <strong>della</strong> superbia,<br />

dell’orgoglio, <strong>della</strong> miserabilità e <strong>della</strong> pochezza degli uomini.<br />

“La separazione da Dio è la tragedia più grande che l’uomo<br />

possa vivere” (Giovanni Paolo II, domenica 21.5.2000, canonizzazione dei<br />

martiri messicani).<br />

<strong>Il</strong> Cristianesimo autentico, vissuto, ancor più che il suo<br />

rapporto con il divino e con il trascendente, rappresenta un<br />

terreno minato di regole, di comportamenti, di comandamenti, di<br />

coerenza, di vita che arricchiscono l’Uomo, lo strutturano, lo<br />

piegano e lo uniformano al rispetto dello Stato, <strong>della</strong> società, <strong>della</strong><br />

famiglia, dei grandi valori. Lo proclamano Signore <strong>della</strong> vita<br />

piuttosto che merce o numero o schiavo del sistema.<br />

“Date a Cesare quello che è di Cesare…”<br />

In questo senso, non si è cristiani senza essere laici.<br />

Come quella altrettanto miserabile categoria di uomini che si<br />

dichiarano apolitici, ma pronti a ribellarsi quando lo Stato invade<br />

o compromette i propri interessi.<br />

214


<strong>Il</strong> Cristianesimo, quello autentico, rappresenta, pertanto, una<br />

marcia in più rispetto al rischio di un laicismo che degenera in<br />

paganesimo isolando l’uomo come esclusivo soggetto economico,<br />

misurandone la qualità per quanto possiede piuttosto che per<br />

quello che intrinsecamente rappresenta.<br />

La dissoluzione voluta <strong>della</strong> presenza organizzata di un grande<br />

Partito di ispirazione cristiana nella vita dello Stato ha liberato una<br />

concezione pagana <strong>della</strong> <strong>politica</strong> tutta fondata su di un<br />

solidarismo ipocrita.<br />

Intanto, si moltiplicano nel mondo sacche di fanatici, di<br />

fondamentalisti, di integralisti, di irriducibili, votati alla morte<br />

come meta prima ed ultima di una promessa felicità.<br />

Li definiamo “terroristi”.<br />

E’ difficile stabilire dove siano tutte le ragioni e tutti i torti<br />

considerato che i protagonisti di azioni terroristiche sono esseri<br />

umani dotati od anche superdotati di una notevole intelligenza e<br />

di spiccate facoltà di discernimento.<br />

Siamo in presenza di culture e modelli diversi, ma certamente<br />

ad una società di votati alla morte ancorché giovani e forti noi<br />

opponiamo una società di rammolliti, votati all’effimero, di<br />

gaudenti, di egoisti, di sensibili alla paura, ma soltanto alla paura,<br />

chiusi , ottusi ed ostili alle drammatiche realtà che ci circondano.<br />

C’è molto da pensare, molto da riflettere per non essere<br />

sconfitti e dominati da forze sempre più incontrollabili, sempre più<br />

tumultuose e sorprendenti.<br />

E questi invertebrati di casa nostra giocano all’Ulivo, alla<br />

Margherita, alla Casa delle…libertà, al triciclo… nonostante le<br />

piaghe, i disastri, le migliaia di vite “consacrate” nel mondo alla<br />

fame, alle malattie, nonostante il bene più prezioso, l’acqua, sia<br />

inibito a grandi masse umane, a sconfinati territori.<br />

L’inviato del Papa, Cardinale Renato Raffaele Martino, di<br />

ritorno dall’Uganda: “<strong>Il</strong> Continente è pieno d’armi, la tentazione<br />

di usarle può diventare irresistibile”, “Attenti, l’Africa cederà ai<br />

215


terroristi”, “se la escluderemo dallo sviluppo, molti sceglieranno<br />

la via <strong>della</strong> violenza”…Corriere <strong>della</strong> Sera del 9 settembre 2004<br />

Come essere assenti, estranei ed indifferenti alla catastrofe<br />

umanitaria che avvilisce il nostro pianeta, alle migliaia di bambini<br />

“assassini”, alle migliaia di orfani armati che uccidono e<br />

saccheggiano nel Darfur meridionale (Sudan)?<br />

Come essere estranei ed assenti ed indifferenti all’emergenza<br />

alimentare per venti milioni di persone nel Bangladesh?<br />

Come essere estranei, assenti, indifferenti alle guerre civili in<br />

Costa d’Avorio?<br />

Come essere estranei ed assenti ed indifferenti al quadro<br />

apocalittico che incombe sul nostro pianeta?<br />

Nel mondo e non soltanto nel nostro Paese è in atto una<br />

terrificante, spietata resa dei conti che va interpretata, piuttosto<br />

che ignorata, sottovalutata dal bla bla bla quotidiano dei troppi<br />

imbecilli che si affacciano alla ribalta magari praticando<br />

l’ipocrisia <strong>della</strong>…pace quando hanno tutti la guerra nell’anima.<br />

La pace è una dimensione dell’anima. Va implorata, va<br />

gridata, ma va costruita nel rispetto <strong>della</strong> verità.<br />

Si perpetuano nel mondo ingiustizie e misfatti gravissimi<br />

come pure giudizi, comportamenti a senso unico, a seconda delle<br />

proprie simpatie, delle proprie storture mentali, <strong>della</strong> propria<br />

disinformazione, dei propri interessi, <strong>della</strong> propria malafede<br />

anche.<br />

Una visione volutamente strabica del mondo.<br />

Una indecente pratica di contraddizioni e di ambiguità.<br />

Penso ai milioni di antiamericani che vivono e sbafano grazie<br />

agli americani.<br />

Penso ai tanti che accusano l’America per gli interessi suoi<br />

petroliferi senza però avere la coerenza di rinunziare all’uso<br />

dell’auto e, quindi, <strong>della</strong> benzina come dignità suggerirebbe.<br />

Intanto, il petrolio copre il fabbisogno nel mondo dell’80%<br />

<strong>della</strong> produzione industriale.<br />

216


L’economia e la sopravvivenza del mondo dipendono in gran<br />

parte, purtroppo e in presenza di scarse risorse alternative, dal<br />

petrolio, di cui siamo tutti tributari.<br />

Ecco gli “sporchi interessi” di una civiltà complessivamente<br />

impazzita ed incapace di sacrifici e di rinunzie, complice, dopo e<br />

malgrado tutto, degli “sporchi interessi”.<br />

Le guerre, tutte le guerre, sono sempre devastanti nella loro<br />

degenerazione e non siamo assolutamente in grado di giudicarne<br />

l’opportunità, la validità, la necessità e se l’obiettivo sia stato<br />

centrato e se le motivazioni che hanno ispirato l’imponente<br />

intervento bellico in Iraq siano state alte e nobili, come siamo<br />

indotti a credere, nel senso di rimuovere una spietata dittatura, ma<br />

bisogna in ogni caso partire dall’11 settembre 2001, una ferita<br />

inguaribile per gli americani.<br />

E’ un fatto che l’America e l’Inghilterra stiano lasciando sul<br />

campo migliaia di giovani e che l’intero mondo arabo non stia<br />

disapprovando, attraverso i suoi Governi, l’intervento in Iraq quasi<br />

a condividerne le ragioni.<br />

E’ un fatto che l’America avrebbe sempre pagato il petrolio<br />

all’Iraq se è vero che i forzieri di Saddam Hussein erano stracolmi<br />

di dollari americani.<br />

E’ un fatto che gli Stati Uniti d’America avrebbero stanziato,<br />

nel 2004, diciotto miliardi di dollari per rilanciare l’economia<br />

irakena, una sorta di Piano Marshall.<br />

Discutibile l’America, discutibile Bush, discutibili la guerra e<br />

le guerre, ma se gli Stati Uniti d’America dovessero rinunziare al<br />

ruolo di sentinella <strong>della</strong> libertà e <strong>della</strong> democrazia nel mondo<br />

siamo noi attrezzati <strong>politica</strong>mente e militarmente per fare a meno<br />

di quell’America che rifiutiamo?<br />

Già…l’America…, ma come è possibile ignorare le analisi ed<br />

i rapporti che ci vengono da ogni parte del mondo circa le mire<br />

egemoniche e “nucleari” di alcuni Paesi?<br />

217


Come è possibile non allarmarsi e non allertarsi circa la<br />

dichiarata volontà dell’Iran e <strong>della</strong> Corea del Nord di darsi arsenali<br />

atomici?<br />

Con l’Iraq e dopo l’Iraq si aprono prospettive ancora più<br />

inquietanti nello scenario mondiale e soltanto l’America,<br />

nonostante tutto, realizza e può realizzare il necessario deterrente<br />

all’immobilismo delle Nazioni Unite e all’imperdonabile<br />

attendismo-equilibrismo dell’Europa.<br />

<strong>Il</strong> centro sinistra italiano sprofonda nella più vergognosa<br />

ignoranza <strong>della</strong> realtà mentre esercita il più mediocre e infantile<br />

“pacifismo” esclusivamente contro gli Stati Uniti dimenticando<br />

quale tributo di vite umane l’America abbia pagato per liberare<br />

l’Italia dal nazifascismo e come gli Stati Uniti d’America siano,<br />

alla fine, sempre invocati nel bisogno.<br />

100mila giovani americani morti e sepolti (Bisiach “Le grandi<br />

battaglie” Rai 1 del 31.8.1995).<br />

Un centro sinistra che si oppone a Bush e alla guerra in Iraq,<br />

ma poi riconosce e prende atto <strong>della</strong> svolta democratica avviata<br />

con le elezioni del 30 novembre 2004, ma poi è diviso sul<br />

mantenimento delle truppe italiane in Iraq.<br />

Le dittature non si rimuovono lanciando fiori o predicando la<br />

pace, ma i nostri parlamentari di sinistra andassero a gridare la<br />

pace “fisicamente” sul posto, in Iraq e provassero a vivere la<br />

“pace” delle tante dittature oppressive sparse per il mondo, dei<br />

tanti cimiteri “politici”, delle tante fosse comuni piuttosto che<br />

vivere in Italia la pace gaudente, quella pace voluta ed assicurata<br />

dalla storia democratica di cinquant’anni di Italia repubblicana e<br />

intascando sedicimila euro al mese.<br />

Sono in piedi, nel mondo, conflitti insanabili, ma gli italiani di<br />

Bertinotti, di Diliberto, di Pecoraro Scanio, dei no-global, di<br />

Rifondazione Comunista, dei Comunisti italiani, dei<br />

Verdi…dell’Ulivo… e del peggiore estremismo di sinistra sfilano<br />

contro gli Stati Uniti.<br />

Nonostante l’11 settembre!<br />

218


Penso ai milioni di pacifisti che hanno altrettanto la guerra nel<br />

cuore, ma che condannano giustamente la guerra senza però<br />

indignarsi e denunziare le dittature oppressive, sanguinarie,<br />

affamatrici dei popoli.<br />

L’ignoranza <strong>della</strong> storia è abissale.<br />

A Napoli, nel suo immenso patrimonio di luoghi di culto, si<br />

può visitare la Chiesa di “S.Maria Redenzione dei Captivi”<br />

fondata da una pia Associazione nel 1548 con il proposito di<br />

riscattare i Cristiani catturati dai musulmani!<br />

<strong>Il</strong> solo regime di Saddam Hussein avrebbe eliminato diecimila<br />

curdi ricorrendo ai gas nervini, ma un simile genocidio di massa<br />

sarebbe ed è indifferente ai “moralisti” e pacifisti di casa nostra.<br />

Penso anche con disgusto alle gestioni perverse, affaristiche e<br />

truffaldine degli aiuti cosiddetti umanitari.<br />

Penso con indignazione alle guerre ed ai conflitti ispirati e<br />

sostenuti dall’industria bellica degli armamenti.<br />

Penso all’estremismo religioso fanatico, esasperato, di natura<br />

tribale, di resistenza totale al dialogo, alla tolleranza, alla<br />

convivenza.<br />

Disinformazione e malafede avvelenano il nostro pianeta.<br />

Così, sul fronte dei no global, del ribellismo sociale, delle<br />

contestazioni sono di moda oggi, in casa nostra, Vittorio<br />

Agnoletto, Francesco Caruso…come ieri i Mimmo Pinto…<br />

Le lotte…”sociali”.<br />

Poi ci scappa il seggio parlamentare, l’imborghesimento totale<br />

dei “nostri personaggi”, leader dei movimenti e l’ennesima<br />

fregatura <strong>della</strong> storia per i milioni di poveri Cristi che ci hanno<br />

creduto, soprattutto giovani con i loro ideali, i loro sogni che di<br />

generazione in generazione si susseguono.<br />

Le generazioni tradite, usate ed agitate e frullate dal mestatore<br />

di turno, dagli ispiratori di grandi utopie e di cieche, incoerenti<br />

proposte in un misto di amore, odio e violenza sfruttando la<br />

disarmata e fragile coscienza dei giovani.<br />

219


Ecco perché il Cristianesimo e la preghiera sono la condizione<br />

forse utopica, ma incontrovertibile per cambiare il mondo,<br />

l’Uomo, la società.<br />

Parlano tutti a vanvera di pace quando la società è disseminata<br />

di maleducati, di scostumati, di mezze tacche, di perversi, di guasti<br />

nell’anima che non rispondono a telefono, che si fanno negare ai<br />

propri simili, che non rispondono alle lettere, che non ti guardano<br />

negli occhi, che non sono solleciti verso i fratelli, che un minuto<br />

dopo averti ascoltato se ne fregano di te e di tutto alimentando<br />

odio, ostilità, rancore.<br />

Parlano di pace, ma quale pace?<br />

E’ l’11 settembre 2005: la sinistra italiana è protagonista <strong>della</strong><br />

marcia <strong>della</strong> Pace, la Perugia-Assisi, sfuggendo a qualsiasi pur<br />

doverosa commemorazione delle vittime di quell’11 settembre<br />

2001, ma configurandosi ai più come una sorta di “passerella<br />

elettorale per le primarie dell’Unione…”.<br />

Alfonso Pecoraro Scanio “guru” appassionato e vibrante <strong>della</strong><br />

Marcia, ma tutti si aspettavano che gli accadesse il miracolo delle<br />

“stimmate”.<br />

Poi il rientro dalla marcia <strong>della</strong>…pace e via con la guerra tra<br />

centro destra e centro sinistra…<br />

Verrebbe quasi la voglia di avviare alle armi in Iraq Bertinotti<br />

Diliberto e Pecoraro Scanio per farli vivere una salutare<br />

esperienza piuttosto che sopportare le più gratuite ipocrisie.<br />

<strong>Il</strong> mondo è al centro di profonde, tumultuose, suggestive come<br />

terrificanti trasformazioni.<br />

Così eventi straordinari si intrecciano con miserie, povertà,<br />

disagi, genocidi se non si hanno la forza, la capacità, il coraggio,<br />

la cultura, la passione, la moralità di gestirle e di interpretarle.<br />

Se la tragedia dell’11 settembre 2001 si fosse verificata nel<br />

nostro Paese, nelle nostre Città, con quel triste bilancio di circa<br />

quattromila morti “polverizzati”, uomini bruciati, donne<br />

disintegrate, gente che saltava verso la morte… e fra questi una<br />

nostra madre, una nostra sorella etc. io non so in che misura ci<br />

220


saremmo tutti veramente attivati per la pace, che pure va<br />

perseguita e costruita.<br />

I nostri pacifisti sono incredibili quando agitano le bandiere<br />

cosiddette <strong>della</strong> pace soltanto per condannare l’intervento degli<br />

Stati Uniti in Iraq ostentando una pericolosa indifferenza che è<br />

sinonimo di compiacimento per quanto è accaduto l’11 settembre<br />

2001.<br />

C’è chi azzarda dichiarazioni umorali sull’Iraq, ma non esiste<br />

solo l’Iraq.<br />

<strong>Il</strong> mondo è dilaniato dalle guerre come dal terrorismo e non è<br />

facile, anzi è difficile separare i torti dalle ragioni tanto è coinvolta<br />

l’intera umanità nella sua autodistruzione, in una sorta di<br />

impazzimento collettivo.<br />

Molto stranamente quando paradossalmente la pace, nel corso<br />

<strong>della</strong> storia, scaturisce quasi sempre dalle guerre.<br />

La pace è una dimensione dell’anima, ma, purtroppo,<br />

nell’esperienza <strong>della</strong> storia è pur sempre il risultato di molteplici<br />

equilibri di forza e di pazienti mediazioni.<br />

Ecco perché l’accanimento di tanti cosiddetti “pacifisti”<br />

contro ogni tentativo di deterrenza o di ragionevole strategia di<br />

difesa ci rafforza nel sospetto che si voglia piuttosto “disarmare”<br />

la pace.<br />

C’è chi azzarda dichiarazioni umorali e superficiali e poi siede<br />

tranquillamente a tavola, va nei Ristoranti, va nei pub, nelle<br />

discoteche e poi partecipa ai cortei per la…pace conditi quasi<br />

sempre di gruppi di guerriglia urbana e c’è chi non ti saluta più per<br />

una semplice precedenza e c’è chi ti è ostile e ti fa guerra perché<br />

stai dall’altra parte o per una semplice discussione condominiale,<br />

ma puntualmente e sempre blatera di…pace.<br />

E penso all’ignoranza di tanti nostri parlamentari i quali<br />

indossano la casacca <strong>della</strong>…pace e si mischiano nei cortei soltanto<br />

per l’appartenenza ad una parte <strong>politica</strong>.<br />

Nessuno, però, vuole partire, nel bene e nel male, da<br />

quell’evento apocalittico dell’11 settembre.<br />

221


Intanto, giusto o ingiusto, legittimo o illegittimo l’intervento<br />

in Iraq, migliaia di giovani americani e inglesi ne pagano il prezzo<br />

senza “ribellarsi” e con una buona dose di patriottismo.<br />

<strong>Il</strong> nostro “pacifismo” farcito di guerriglia urbana!<br />

Patriottismo zero!<br />

Dopo l’11 settembre 2001, si impone un ripensamento, una<br />

coraggiosa scelta di austerità nei modelli e nei comportamenti di<br />

vita.<br />

Quella singolare, immane tragedia non può essere rimossa<br />

disinvoltamente dalle nostre coscienze e nemmeno può essere<br />

circoscritta nell’ambito di un pur legittima condanna senza tentare<br />

di farci perdonare “storicamente” e come umanità le ragioni<br />

dell’odio e dell’insuperata incomprensione fra le culture, le fedi, le<br />

dottrine che dividono il mondo, ma l’attentato dell’11 settembre<br />

alle torri gemelle non ha scosso l’umanità più di tanto.<br />

Sopravvive e si alimenta tutti i giorni nelle giovani<br />

generazioni la demenziale cultura del telefono cellulare, del<br />

motorino, dei sempre nuovi “status simbol” che ci propina<br />

l’ossessiva propaganda dei poteri “consumistici” riducendo<br />

l’umanità ad una vita vegetale, indifferente, egoistica, cinica.<br />

Ed è proprio sul piano degli egoismi individuali che si<br />

incentra, si sviluppa, si costruisce la sfida, che si gioca intera la<br />

partita che è appena cominciata l’11 settembre 2001.<br />

Uno scontro duro fra due mondi e due modi di intendere la<br />

vita.<br />

<strong>Il</strong> problema è molto serio soprattutto per quanto concerne<br />

l’etica cristiana <strong>della</strong> responsabilità di quanti avrebbero ed hanno<br />

il dovere dell’esempio e <strong>della</strong> testimonianza.<br />

Da una parte i Dieci Comandamenti disinvoltamente disattesi<br />

e traditi e dall’altra il Corano, il fondamentalismo religioso<br />

islamico irriducibile che ispirano ed esasperano milioni di esseri<br />

viventi contro quelli che sarebbero i vizi, la corruzione<br />

dell’Occidente.<br />

Tutto discutibile, ma da non sottovalutare.<br />

222


L’11 settembre ci ha cambiato la vita, è entrato nelle nostre<br />

case scatenando in ciascuno di noi brividi di paura e di<br />

sbigottimento per l’imprevedibilità e per l’enormità dell’evento<br />

terroristico, ma anche sollecitando una straordinaria presa di<br />

coscienza e di allarme sulla terrificante realtà di un mondo nel<br />

quale pure viviamo da estranei e con consumata indifferenza.<br />

Una realtà che esiste al di là delle ragioni e dei torti.<br />

Esiste!<br />

Così il terrorismo sta assumendo e raggiungendo livelli di<br />

terrificante globalizzazione, ma facendo particolare attenzione a<br />

distinguere terrorismo da criminalità comune.<br />

Le Nazioni Unite, l’Europa non possono non cogliere la<br />

gravità degli eventi esercitando il dovere di esprimere e mettere in<br />

atto tutte le potenzialità connesse al proprio ruolo piuttosto che<br />

vivacchiare nell’attendismo più deleterio.<br />

Le stragi di Istanbul, la strage di Nassiriya, la strage di<br />

Madrid… pagine di dolore e di morte, attentati impietosi in<br />

crescente sequenza.<br />

La strage dei nostri connazionali a Nassiriya ha segnato una<br />

pagina di solenne orgoglio patrio, una straordinaria rivalutazione<br />

del tricolore nella coscienza assente degli italiani, ma quanti<br />

caduti, quanti eroi, quanti martiri quotidiani non celebrati!<br />

E nessuno di noi può chiamarsi fuori rifiutandosi di capire e di<br />

costruire la propria, personale, responsabile testimonianza.<br />

In un mondo che ci vede sempre più ravvicinati e “mischiati”<br />

dagli inesorabili prodigi delle comunicazioni e dell’informazione.<br />

Dietro l’ipocrisia delle parole c’è il vuoto, l’inconcludenza, il<br />

niente, ma tutti parliamo dalle comode poltrone di casa nostra<br />

senza la fatica di zappare.<br />

Un parassitismo politico che accresce sempre più ed avvicina<br />

sempre più tempi durissimi.<br />

Abbiamo voluto e siamo entrati dovunque attraverso<br />

l’informatizzazione, ma siamo impari ai doveri che le nostre<br />

sempre più sofisticate conoscenze ci impongono se non vogliamo<br />

223


essere alluvionati dall’odio di una umanità reietta e schiacciata e<br />

sofferente in presenza di sconfinate terre e di straordinarie energie<br />

e di incalcolabili risorse disattese.<br />

L’antica dicotomia fra due mondi, quello dell’opulenza e<br />

quello <strong>della</strong> disperazione, <strong>della</strong> miseria, dell’esasperazione.<br />

Le nostre sterili rivendicazioni da “benessere” gridano<br />

vendetta rispetto alle emergenze planetarie insolute come la fame,<br />

la sete, le malattie, la siccità e rispetto alla mediocrità <strong>della</strong> nostra<br />

presenza <strong>politica</strong> nelle Istituzioni.<br />

Ci sono disastri, tragedie, fatti, eventi che scuotono il mondo,<br />

generano profonde lacerazioni, ma che inducono ad una presa di<br />

coscienza dettata dalla paura e dall’esigenza <strong>della</strong> comune<br />

sopravvivenza.<br />

Ecco perché la pace non va predicata, ma vissuta,<br />

testimoniata, praticata piuttosto che gridata.<br />

La pace intelligente.<br />

Quindi l’avvio di una profonda riflessione, il dovere di<br />

“capire”, di cogliere il senso e la visione planetaria del mondo, di<br />

vigilare sulla nostra cultura, sulla nostra civiltà, di aprirci al<br />

mondo guardando dentro ciascuno di noi prima che sia troppo<br />

tardi, ma è già tardi.<br />

224


XII. <strong>Il</strong> mondo è sconvolto<br />

i<br />

Ed è urgente attrezzarsi subito e bene perché sia ricostruita e<br />

consolidata l’ossatura cristiana e <strong>politica</strong> del Paese senza<br />

confusione di termini, ma assicurando al Paese presidi umani forti<br />

e non cangianti e non camaleontici, ma testimoni autentici <strong>della</strong><br />

straordinaria vocazione dell’Uomo cristiano, dell’Uomo libero,<br />

dell’Uomo intelligente contro le surreali, disinvolte, preoccupanti<br />

sortite <strong>della</strong> nostra penosa vicenda <strong>politica</strong>.<br />

<strong>Il</strong> mondo è sconvolto. Dalla caduta di vecchie frontiere<br />

all’aprirsi di lacerazioni antiche e mai sanate. Dalla caduta del<br />

muro di Berlino al rifiuto del Comunismo all’affermazione di un<br />

prepotente respiro di libertà fino all’esplosione di nuovi,<br />

incontrollabili conflitti con massacri di vite umane.<br />

Uno scenario pauroso di preoccupante avvenire se la Politica<br />

non prende coscienza delle sue terrificanti responsabilità educative<br />

prima ancora che economiche e di bilancio.<br />

Sconfessati dalla Storia, i totalitarismi di destra e di sinistra<br />

sopravvivono nel riaffacciarsi di nostalgie criminali incoscienti e<br />

sotto forma di riciclaggio di uomini e di movimenti che non si<br />

rassegnano alla inesorabilità dei fatti.<br />

“ I figli delle tenebre sono più accorti dei figli <strong>della</strong> luce…”<br />

Soltanto il Cristianesimo può disintossicare l’uomo dalle<br />

nostalgie e dalle ideologie ponendolo drammaticamente e<br />

responsabilmente di fronte alla realtà ed alla tragedia che ancora<br />

oggi si consumano nel mondo tra opulenza e fame di pane e sete<br />

di acqua, tra problemi di dieta e di sostentamento.<br />

Se i nostri occhi ed i nostri cuori si rifiutano di superare<br />

l’egoismo e si rifiutano di spaziare nella sofferenza umana, siamo<br />

225


pronti ad aspettarci tutto: anche la catastrofe dell’anima e <strong>della</strong><br />

mente.<br />

Ecco perché l’unità <strong>politica</strong> dei cattolici non va svenduta, ma<br />

gridata e rivendicata come strumento indispensabile per la difesa e<br />

la tenuta dei grandi valori che una scellerata e disinvolta diaspora<br />

farebbe soccombere aprendo la strada ai vecchi scenari di morte e<br />

di negazione dell’Uomo.<br />

La globalizzazione è l’ineluttabile prodotto di un mondo<br />

sempre più costretto dalle straordinarie conquiste <strong>della</strong> tecnica e<br />

<strong>della</strong> scienza a vivere e interagire in tempo reale, l’incontro<br />

simultaneo e ravvicinato dei mercati, degli affari, degli interessi,<br />

delle culture, ma è anche una indifferibile, nuova stagione delle<br />

responsabilità, di una seria presa di coscienza delle terrificanti<br />

realtà del pianeta, delle povertà, delle ingiustizie.<br />

Pertanto, il dovere di farsi carico in tempo delle emergenze del<br />

mondo in termini di solidarietà e di giustizia prima ancora che una<br />

presa di coscienza opposta possa esplodere e praticare una sorta di<br />

vendetta anche irrazionale contro i poteri forti, gli egoismi, le<br />

rendite parassitarie.<br />

Solidarietà intesa come rimozione e promozione nel senso di<br />

dare spazio e protagonismo e valenza civile, in termini produttivi e<br />

culturali, agli esclusi, agli sfruttati, agli emarginati, a quanti sono<br />

in fuga dalle loro terre per le atrocità delle guerre o per le<br />

disastrose condizioni di vita misurandoli come fratelli piuttosto<br />

che considerarli animali indesiderati. Calandoli nel Vangelo di<br />

Cristo in un quadro di straordinarie, ispirate legislazioni piuttosto<br />

che abbandonarli alle bieche, ostili, mortificanti politiche razziste<br />

di casa nostra.<br />

E’ il problema eterno dell’equa distribuzione delle ricchezze e<br />

delle grandi, inesplorate risorse del pianeta tenute in ostaggio dalla<br />

perfidia e dall’avidità dell’uomo stesso.<br />

226


<strong>Il</strong> risveglio dei popoli e delle nazionalità e delle rivendicazioni<br />

anche tribali conseguente alla caduta del muro di Berlino ed alla<br />

caduta delle egemonie, dei blocchi, <strong>della</strong> guerra fredda, <strong>della</strong><br />

paura, apre scenari preoccupanti, ma, in ogni caso, esaltanti e di<br />

universale partecipazione <strong>della</strong> coscienza storica collettiva ad un<br />

processo inarrestabile di riscatto e di redenzione.<br />

L’olocausto è stato grande e l’umanità intera deve farsi<br />

perdonare genocidi fisici e morali inenarrabili.<br />

Le stesse guerre fratricide di oggi, coincidenti con i tumultuosi<br />

cambiamenti in atto, sono la esplosione di rancori compressi, di<br />

odi, di ingiustizie storiche, di sofferenze inaudite inflitte all’uomo<br />

spesso o quasi sempre per le innocenti colpe di una nascita, di una<br />

filosofia, di una ideologia, di un moto e di una aspirazione di<br />

libertà, di una religione, di un colore, di una razza, ma pur sempre<br />

Uomo, pur sempre figlio <strong>della</strong> stessa specie.<br />

Ed è per l’umanità un prezzo duro da pagare.<br />

Droga, camorra, mafia e tutte le forme note di malessere<br />

sociale non si combattono con l’effimero delle denunzie,<br />

dei…vertici e delle presenze militari, ma si combattono con la<br />

pratica di interventi giganteschi di sostegno <strong>della</strong> famiglia, <strong>della</strong><br />

scuola, del lavoro, di bonifica e di risanamento del territorio,<br />

di mobilitazione di tutte le strutture civili e delle risorse attive<br />

presenti sul territorio.<br />

Perché a fronte <strong>della</strong> miseria, delle sofferenze umane,<br />

dell’indifferenza, del degrado e dell’abbandono c’è spesso una<br />

sorta di latitanza e di delinquenza di Stato e l’usura delle Banche<br />

ammantata di…legalità.<br />

<strong>Il</strong> problema consiste nell’organizzare un sistema mondiale di<br />

solidarietà che assicuri, come obiettivo da perseguire tenacemente,<br />

a ciascuno di essere partecipe del banchetto <strong>della</strong> vita, a ciascuno<br />

uno spazio vitale per le sue potenzialità, per le sue vocazioni, per<br />

la sua creatività, ma la solidarietà non è assistenza.<br />

227


La solidarietà è la capacità <strong>della</strong> Politica di rimuovere tutti gli<br />

ostacoli all’esercizio dell’intelligenza, all’impiego delle risorse e<br />

dei beni <strong>della</strong> terra per costruire veramente un mondo di<br />

soddisfazione e di appagamento attraverso un imponente progetto<br />

scolastico ed educativo mondiale che consenta a ciascun individuo<br />

di avere una coscienza ed una responsabilità dei suoi limiti, <strong>della</strong><br />

sua precarietà e, quindi, <strong>della</strong> necessità di esprimere il meglio di se<br />

stesso e dare il suo contributo per la crescita armonica, pacifica e<br />

per il progresso <strong>della</strong> sua generazione.<br />

Alla base, un grande problema culturale.<br />

I conflitti si scatenano per le sacche di ignoranza e di<br />

indifferenza, per la sete di potere, per una falsa ed equivoca<br />

concezione <strong>della</strong> vita slegata dalla inevitabile soglia <strong>della</strong> fine e,<br />

quindi, per la mancanza, alle origini, dei doveri educativi delle<br />

famiglie, <strong>della</strong> scuola, degli Stati, circa la funzione e gli scopi e le<br />

ragioni dell’esistenza.<br />

La solidarietà, pertanto, è un investimento incalcolabile se<br />

esercitata in chiave di promozione umana, se abbiamo la capacità<br />

e la volontà, governi, parlamenti, istituzioni…di attuare politiche<br />

sociali e economiche di sviluppo attraverso la realizzazione di<br />

insediamenti e valorizzazione di risorse e bonifica di interi territori<br />

abbandonati piuttosto che fare la guerra ai tanti disperati che<br />

approdano, più morti che vivi, alle nostre terre per sfuggire alla<br />

fame, alla siccità, alla miseria, ai genocidi, ai regimi criminali che<br />

reggono le sorti dei rispettivi Paesi d’origine.<br />

In poche parole, si tratta di aprire un fermo contenzioso<br />

mondiale per addivenire ad intese civili di sviluppo e, quindi, di<br />

sopravvivenza dell’umanità esercitando azioni anche militari verso<br />

quei regimi che affamano ed annientano i popoli.<br />

Con tutto il rispetto per il diritto internazionale e per i doveri<br />

di “non ingerenza” non è accettabile che nell’ormai terzo<br />

millennio milioni di vite umane debbano soccombere per sete, per<br />

228


fame, per malattie, per epidemie, per diatribe razziali<br />

nell’indifferenza universale mentre la terra ci è stata consegnata<br />

ricca di risorse che attendono soltanto di essere giustamente<br />

organizzate, sfruttate, impiegate attraverso la <strong>politica</strong>, l’economia,<br />

la tecnica, la scienza.<br />

Africa, Argentina, Brasile, Messico, Venezuela… sono<br />

territori talmente ricchi e strabenedetti da Dio che devono farsi<br />

perdonare le ricorrenti crisi economiche e le enormi sperequazioni<br />

di vita come la vergogna inaccettabile delle favelas.<br />

Questo è il vero senso <strong>della</strong> solidarietà: aprire il cuore del<br />

mondo alla sacralità ed alla dignità di ciascun essere vivente.<br />

Ecco perché è importante ribadire che “fare <strong>politica</strong>” non<br />

significa necessariamente accedere ad una poltrona di potere, ma<br />

fare “<strong>politica</strong>” significa esistere <strong>politica</strong>mente per la propria<br />

vocazione, per le proprie idee, per la propria fede, per la propria<br />

capacità di proposta, per la propria creatività, per il proprio<br />

disinteresse, per la propria cultura che fanno di te, comunque, un<br />

leader, un riferimento sicuro ed onesto di quanti hanno a cuore la<br />

qualità <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

Perché non c’è potere più grande delle proprie idee e <strong>della</strong><br />

capacità di testimoniarle anche rischiando la solitudine quando la<br />

gente consegna il cervello all’ammasso, alle suggestioni, alle<br />

truffe, alle ipocrisie, alle mode <strong>della</strong> <strong>politica</strong> e cade dalla pa<strong>della</strong><br />

alla brace e privilegia il filibustiere di turno e privilegia lo<br />

straniero piuttosto che il vicino di casa e privilegia maggioranze<br />

scellerate ed opportunistiche piuttosto che costruire un mondo<br />

nuovo di valori “dentro” la propria spiritualità e la propria<br />

sacralità.<br />

Penso a Madre Teresa di Calcutta, a Luther King, al premio<br />

Nobel Rigoberta Menchù…ai grandi profeti, agli eroi, ai martiri<br />

del nostro tempo che hanno espresso ed esprimono una<br />

straordinaria forza interiore senza essere né Senatori, né Deputati,<br />

né Ministri, né Assessori, né Consiglieri, ma soltanto Testimoni<br />

autentici del nostro tempo.<br />

229


La storia è piena di tradimenti nella Chiesa come nella società<br />

civile.<br />

Quanti hanno confuso la Chiesa con gli uomini e quanti gli<br />

ideali con il tornaconto personale.<br />

La Chiesa degli uomini ha i suoi limiti nella debolezza,<br />

precarietà e caducità <strong>della</strong> natura umana.<br />

La Chiesa di Cristo cammina a piedi scalzi, è povera, è<br />

missionaria, è misericordiosa, è martire, è santa, è l’ideale ed è il<br />

modello cui tendere per il riscatto e la purificazione <strong>della</strong> nostra<br />

esperienza terrena.<br />

Chi volesse misurare la grandezza <strong>della</strong> Chiesa di Cristo o la<br />

solennità <strong>della</strong> Giustizia o la nobiltà <strong>della</strong> Politica attraverso gli<br />

uomini perderebbe la fede.<br />

E quante poltrone senza idee e quante idee senza poltrone!<br />

Chi è uomo di fede sa che i suoi sforzi, la sua testimonianza,<br />

non saranno necessariamente riconosciuti e premiati, ma sa che<br />

non sfuggono all’economia divina di Colui che tiene in piedi<br />

questa baracca del mondo e che, pertanto, saranno fecondi e non<br />

andranno dispersi, ma la Politica può contemplare e può e deve<br />

esprimere la santità.<br />

<strong>Il</strong> Santo Padre, nel corso <strong>della</strong> Sua visita a Santo Domingo<br />

(10.10.1992) : “ per essere cristiani si deve essere santi e per essere<br />

un politico cristiano si deve essere più santi…”.<br />

Ed ai preti e suore : “ denunciare i mali non basta, agite!”.<br />

D’altra parte, il nostro Dio è il Dio degli uni, dei singoli, delle<br />

individualità, dei piccoli, dei minimi, degli ultimi.<br />

Ecco perché un voto non è mai perduto quando esprime la<br />

propria libertà, la propria fede, la propria coscienza e resta<br />

vincente anche se minoranza, anche se sconfitto perché i conti<br />

<strong>della</strong> Storia sono lunghi, ma puntuali ed inesorabili.<br />

La Storia giudica e riabilita.<br />

E’ Maestra e Giudice.<br />

230


Costi quello che costi, anche la rivoluzione non violenta, è<br />

urgente attrezzarsi e ribaltare questa <strong>politica</strong> che ci consuma e ci<br />

proietta nel nulla, è urgente rifiutare questa <strong>politica</strong> che ci<br />

paralizza e ci umilia.<br />

Se hai un minimo di dignità e di orgoglio ti accorgerai di<br />

essere una pedina, un ostaggio nel gioco massacrante di questa<br />

<strong>politica</strong> e non c’è demarcazione più ridicola e più truffaldina di chi<br />

pretende di parlare di prima e di seconda Repubblica.<br />

Basta considerare i…personaggi…<br />

Sta a te riflettere, farti protagonista attivo di un nuovo modo di<br />

fare <strong>politica</strong>, di non essere servo, ma libero, di rifiutare l’ipocrisia<br />

del sistema e la barzelletta del nuovo, di rivendicare con forza la<br />

tua intelligenza, il tuo orgoglio, il tuo onore, i tuoi diritti e la tua<br />

dignità di Uomo.<br />

La grande scommessa di questi tempi consiste nell’uscire dal<br />

buio alla luce, dall’effimero alle cose che contano, dalla<br />

demagogia alla Verità, dall’egoismo alla solidarietà, dalla<br />

disperazione alla speranza, dalla mediocrità alle grandi tensioni<br />

morali.<br />

<strong>Il</strong> sogno di un grande Paese, di una terra comune, dove la<br />

<strong>politica</strong> consegna le armi alla solidarietà, all’amore, al<br />

disinteresse, a tutto ciò che è bello e buono.<br />

E’ una impresa esaltante !<br />

231


se la terra è una<br />

perché tanti dubbi?<br />

XIII. La Terra comune<br />

Oltre l’Europa, la Terra comune.<br />

La nuova dimensione <strong>della</strong> <strong>politica</strong> è l’universalità intesa come<br />

solidarietà e come proposta di accesso di tutti gli individui ai beni<br />

<strong>della</strong> terra.<br />

<strong>Il</strong> potere che ci fa liberi e non ci opprime.<br />

Le imponenti e drammatiche trasformazioni in atto nel mondo<br />

con la caduta clamorosa e sorprendente di regimi totalitari, di<br />

ideologie, di frontiere.<br />

L’inarrestabile progresso delle comunicazioni e, quindi, delle<br />

conoscenze.<br />

La simultaneità delle informazioni e l’incontro sempre più<br />

ravvicinato delle culture, dei popoli, delle “verità”.<br />

L’odissea e l’epopea dei popoli nella ricerca difficile,<br />

travagliata di un comune destino e l’anacronismo, l’abiezione e<br />

l’angoscia di conflitti, di barbarie, di genocidi, di intollerabili<br />

massacri.<br />

<strong>Il</strong> disarmo come primario traguardo di pace e di convivenza<br />

umana e l’esplosione, di conseguenza, una volta affrancati dalla<br />

minaccia delle armi, di una forte coscienza autonomistica nel<br />

mondo “liberato” ed “affrancato” moltiplicandosi rigurgiti e<br />

rivendicazioni “primitivi” di possesso del territorio secondo<br />

tradizioni, culture, costumi, fedi, credenze e conflitti di<br />

emancipazione e di riscatto civile, che pongono problemi<br />

complicati di recupero, di tregua, di assetto, di composizione, di<br />

mediazione, nella grande arena centrale dei popoli.<br />

L’esigenza, pertanto, di mediare le cose grandi che ci uniscono<br />

tralasciando le cose superflue e marginali o irrilevanti.<br />

232


L’avvicendarsi sulla scena mondiale di grandi leader di pace è<br />

una grande occasione per ridare protagonismo ai valori cristiani, ai<br />

valori umani, ai valori dell’intelligenza e <strong>della</strong> solidarietà<br />

aprendosi una stagione senza precedenti per i superiori destini<br />

dell’uomo.<br />

Uno scenario totalmente inedito, nuovo, che presuppone una<br />

nuova ed esemplare dimensione <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

<strong>Il</strong> superamento delle assurde pastoie quotidiane, di pratiche<br />

scandalose di potere, di arricchimenti spudorati, di comportamenti<br />

arroganti, di cinismi intollerabili.<br />

La capacità di affrontare i grandi temi <strong>della</strong> vita nel rispetto<br />

del primato dell’Uomo.<br />

L’umanità e la nobiltà <strong>della</strong> <strong>politica</strong>.<br />

In questo senso i Partiti devono di corsa capire l’inesorabilità<br />

dei tempi ed il rifiuto dei giovani, ma anche l’anelito crescente<br />

delle nuove generazioni per un mondo di autenticità e rigenerarsi.<br />

In questo senso, trovare la forza di imporre un discorso<br />

universale di convivenza e di pace in presenza di immense,<br />

imponenti risorse.<br />

E’ civiltà ed è civiltà cristiana.<br />

Un obiettivo colossale che non può non essere la vocazione di<br />

ciascun uomo libero, una scelta di vita per ciascun giovane che<br />

voglia dare senso e significato alla sua irripetibile esperienza<br />

umana uscendo dall’angustia di un’esistenza ordinaria, anonima,<br />

piatta.<br />

Una scelta e un obiettivo che richiedono il coraggio e<br />

l’intuizione di pervenire alla firma fra i popoli e fra i governi dei<br />

popoli del mondo di uno storico protocollo culturale per la<br />

circolazione dei giovani, la più diffusa e dinamica possibile perché<br />

la pratica dei rapporti umani, la conoscenza e la pratica delle<br />

lingue, delle culture, dei territori, delle razze, delle economie, dei<br />

233


costumi, affermi ed acceleri una solidarietà mondiale di fatto e<br />

produttiva di vera pace e di sviluppo per tutte le creature.<br />

L’impegno <strong>della</strong> scienza, <strong>della</strong> tecnica e <strong>della</strong> <strong>politica</strong> per lo<br />

sviluppo dei popoli contro lo sradicamento delle razze, contro<br />

l’esodo forzato dal proprio “habitat” naturale a causa di governi<br />

maledettamente inetti ed incapaci nello sfruttamento razionale ed<br />

onesto delle risorse.<br />

La grande <strong>politica</strong>.<br />

<strong>Il</strong> sogno e l’utopia di una nuova cultura, di una nuova<br />

dimensione, di nuovi traguardi dove l’uomo possa signoreggiare<br />

sulle risorse senza frontiere, senza confini, mettendo a fuoco le<br />

ricerche più avanzate <strong>della</strong> scienza, moltiplicando i laboratori di<br />

ricerca per lo sviluppo, per la pace, per il progresso universale, per<br />

la crescita e la promozione umana oggi avvilite dall’esistenza nel<br />

mondo di irriducibili sacche di guerra, di odio, che vanno rimosse<br />

attraverso una determinata volontà, che è il prodotto di una<br />

dimensione cristiana, umanistica e culturale <strong>della</strong> vita.<br />

Altro che le angustie di un consiglio nazionale o di un<br />

congresso di partito con tutte le prediche inutili e le beghe di<br />

potere così estranee alle attese dei giovani, alle speranze <strong>della</strong> vita.<br />

Le democrazie mettono a nudo la criminalità <strong>politica</strong> e<br />

comune, che è latitante o sommersa nelle dittature.<br />

In Russia, dopo la frantumazione dell’Unione Sovietica, i<br />

cittadini si armano contro la criminalità, che non è più repressa e<br />

sommersa, esce allo scoperto, diventa audace, temeraria.<br />

Di qui l’urgenza di un progetto planetario di rifondazione<br />

dell’Uomo, <strong>della</strong> sua struttura morale perché diventi il Signore<br />

<strong>della</strong> terra e delle sue immense risorse.<br />

E’ caduto il muro di Berlino segnando una svolta esaltante<br />

nell’evoluzione dei popoli verso un destino di libertà, ma devono<br />

ancora cadere i muri dell’anima, devono ancora cadere i muri<br />

<strong>della</strong> mente.<br />

234


Una imponente mobilitazione educativa mondiale patrocinata<br />

e per gli auspici di tutte le Organizzazioni nazionali e<br />

sopranazionali che operano nel mondo, attraverso la Scuola, le<br />

Università, le famiglie perché i giovani e l’infanzia diventino il<br />

sale, il lievito di una nuova civiltà di dominio assoluto dei grandi<br />

valori sulla miserabilità e sulla fragilità <strong>della</strong> condizione umana.<br />

Un tavolo permanente <strong>della</strong> scienza mondiale per lo<br />

sfruttamento globale delle risorse, per il monitoraggio e l’impiego<br />

razionale delle disattese, straordinarie opportunità <strong>della</strong> terra.<br />

Una Banca mondiale delle risorse!<br />

Un’utopia che va perseguita dalla <strong>politica</strong> e da ciascun<br />

politico perché realizza, in prospettiva, il progetto divino di<br />

giustizia e di fratellanza, perché realizza il Regno di Dio sulla<br />

terra.<br />

L’utopia, che deve essere il tormento <strong>della</strong> <strong>politica</strong>, di un<br />

progetto di “terra comune” accessibile a tutti perché soggetti di<br />

uno stesso destino e, quindi, l’impianto di una nuova cultura, di<br />

una nuova filosofia, di una nuova solidarietà e di nuove strutture<br />

economiche liberatrici e risolutive delle scandalose povertà e<br />

miserie che mortificano il pianeta.<br />

L’impianto di esperienze e progetti di conoscenza fra i<br />

giovani sollecitando la creatività di tutti i popoli e lo sfruttamento<br />

delle risorse.<br />

Non è comunismo, non è socialismo…<br />

E’ recupero di valori, è umanesimo, è cristianesimo!<br />

Ma è anche questa filosofia <strong>politica</strong> possibilità di spazi enormi<br />

di lavoro, di occupazione, di sviluppo, di crescita culturale e<br />

sociale, di immissione e partecipazione dei giovani in un sistema<br />

vitale ed esaltante di pace e di civile convivenza.<br />

In che misura una classe <strong>politica</strong> responsabile forma ed<br />

indirizza il popolo, i giovani, alle soglie degli anni tremila, a<br />

questi grandi ideali, a queste grandi sfide?<br />

Senza accumulare ancora ritardi?<br />

Senza fallire ancora nelle scelte?<br />

235


Preghiera di Re Salomone<br />

“ Dio dei padri e Signore di misericordia,<br />

che tutto hai creato con la tua parola,<br />

che con la tua sapienza hai formato l’uomo,<br />

perché domini sulle creature che tu hai fatto,<br />

e governi il mondo con santità e giustizia<br />

e pronunci giudizi con animo retto,<br />

dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te<br />

e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,<br />

perché io sono tuo servo e figlio <strong>della</strong> tua ancella<br />

un uomo debole e di vita breve,<br />

incapace di comprendere la giustizia e le leggi.<br />

Anche il più perfetto tra gli uomini,<br />

privo <strong>della</strong> tua sapienza, sarebbe stimato un nulla.<br />

Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo<br />

E giudice dei tuoi figli e delle tue figlie;<br />

mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte,<br />

un altare nella Città <strong>della</strong> tua dimora,<br />

un’ imitazione <strong>della</strong> tenda santa<br />

che ti eri preparata fin dal principio.<br />

Con te è la sapienza che conosce le tue opere,<br />

che era presente quando creavi il mondo;<br />

essa conosce ciò che è gradito ai tuoi occhi<br />

e ciò che è conforme ai tuoi decreti.<br />

Mandala dai cieli santi,<br />

dal tuo trono glorioso,<br />

perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica<br />

e io sappia che cosa ti è gradito.<br />

Essa tutto conosce e tutto comprende:<br />

236


mi guiderà con prudenza nelle mie azioni<br />

e mi proteggerà con la sua gloria.<br />

Così le mie opere ti saranno gradite;<br />

io giudicherò con equità il tuo popolo<br />

e sarò degno del trono di mio padre.<br />

Quale uomo può conoscere il volere di Dio?<br />

Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?<br />

I ragionamenti dei mortali sono timidi<br />

E incerte le nostre riflessioni,<br />

perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima<br />

e la tenda d’argilla grava la mente dai molti pensieri.<br />

A stento ci raffiguriamo le cose terrestri,<br />

scopriamo con fatica quelle a portata di mano;<br />

ma chi può rintracciare le cose del cielo?<br />

Chi ha conosciuto il tuo pensiero,<br />

se tu non gli hai concesso la sapienza<br />

e non gli hai inviato il tuo santo spirito dall’alto?<br />

Così furono raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;<br />

gli uomini furono ammaestrati in ciò che ti è gradito;<br />

essi furono salvati per mezzo <strong>della</strong> sapienza (9, 1-18).<br />

Solenne preghiera di Re Salomone per ottenere il dono <strong>della</strong><br />

Sapienza, vera e propria grazia indispensabile per chi governa i<br />

popoli e per chi è impegnato nella società.<br />

237


INDICE<br />

Premessa<br />

Per un pugno di sconsiderati pag. 1<br />

Un Paese a soqquadro pag. 60<br />

L’assurdità <strong>della</strong> riforma Biagi pag. 71<br />

La Storia ha bisogno di Santi pag. 88<br />

Liberare la <strong>politica</strong> pag. 96<br />

La grande illusione pag. 114<br />

Uscire dall’imbroglio pag. 147<br />

Semplificare la <strong>politica</strong> pag. 151<br />

Tangentopoli pag. 165<br />

Quando sono in gioco i figli pag. 174<br />

Miracolose acque di Fiuggi pag. 180<br />

<strong>Il</strong> Cristianesimo è rivoluzione pag. 197<br />

L’ipocrisia <strong>della</strong> Pace pag. 214<br />

<strong>Il</strong> mondo è sconvolto pag. 225<br />

La terra comune pag. 232<br />

Preghiera di Re Salomone pag. 236<br />

238


Dello stesso autore:<br />

NAPOLI: la rabbia dei quartieri<br />

Una testimonianza civile e <strong>politica</strong> realizzata con una tecnica libraria<br />

assolutamente nuova.<br />

Una significativa documentazione fotografica sullo stato <strong>della</strong> Circoscrizione.<br />

Una singolare denuncia delle inadempienze e delle mancate risposte da parte dei<br />

pubblici amministratori.<br />

NAPOLI: morire per essere capiti<br />

…un libro che, con un reportage fotografico sorprendente, rappresenta un viaggio<br />

tra passato e presente <strong>della</strong> Città di Napoli tra i suoi mille volti complessi e<br />

contraddittori, tra le sue mille anime multiformi e discordi.<br />

<strong>Il</strong> viaggio di un “ testimone”, che con l’acuta sensibilità dello scrittore e la sottile<br />

ironia del politico, lascia innanzitutto parlare…i fatti (Massimo Milone)<br />

REQUISITORIA: dalla parte <strong>della</strong> Città<br />

Ho ricevuto il Suo volume “Requisitoria: dalla parte <strong>della</strong> Città”. Raramente ho<br />

avuto modo di leggere una così vibrante protesta contro i mali che affliggono Napoli.<br />

Complimenti.<br />

(Renato Bonifacio, Presidente, Amministratore Delegato dell’Aeritalia S.p.A).<br />

Caro Forlani<br />

Una appassionata, severa, impietosa riflessione (1991) sulla degenerazione delle<br />

correnti in seno alla Democrazia Cristiana.<br />

Riflessione rivelatasi “profetica” rispetto agli eventi che ne hanno segnato il<br />

declino e la diaspora.<br />

239


Luciano DONELLI<br />

nasce e vive a Napoli<br />

già presidente <strong>della</strong> 10° Zona Napoli <strong>della</strong> Gioventù Italiana di Azione Cattolica<br />

già promotore e fondatore del Comitato Napoletano “Messa dello Sportivo”<br />

già promotore, fondatore e Segretario Generale dell’Associazione fra i Napoletani<br />

Consigliere DC dell’VIII Circoscrizione del Comune di Napoli dal 1975 al 1980<br />

Eletto al Consiglio Comunale di Napoli nelle liste <strong>della</strong> Democrazia Cristiana nel<br />

giugno 1980 riportando 8.611 preferenze;<br />

dal 1980 al 1983 Presidente <strong>della</strong> 1^ Commissione Consiliare;<br />

Rieletto nel 1983 riportando 9.521 preferenze;<br />

Rieletto nel 1987 con 11.036 preferenze risultando secondo subito dopo il capolista<br />

Enzo Scotti;<br />

Componente del Comitato di gestione delle USL 45<br />

Assessore ai Servizi Sociali, problemi <strong>della</strong> gioventù, condizione femminile, senza<br />

tetto e protezione civile dal luglio 1986 al dicembre 1989.<br />

240


INIZIATIVE PROMOSSE ed ATTUATE come Assessore al Comune di Napoli e nel<br />

corso del mio impegno socio-politico:<br />

L’agenzia per la promozione e lo sviluppo delle potenzialità giovanili, delibera n.313<br />

del 13 nov.1987.<br />

L’istituzione del centro studi e di iniziativa per il reinserimento sociale degli ex<br />

carcerati, delibera n.36 del 19 nov.1987.<br />

L’istituzione del Gruppo di studio permanente per la programmazione di interventi e<br />

proposte di iniziativa legislativa in materia di sicurezza e protezione civile, delibera<br />

n.315 del 13 nov.1987.<br />

L’istituzione del ruolo comunale del volontariato sociale, delibera n.314 del 13<br />

nov.1987.<br />

L’istituzione dell’Albo comunale animatori-accompagnatori nel quadro delle<br />

iniziative promosse a sostegno dei giovani e degli anziani, delibera n.76 del 9<br />

febbraio 1987.<br />

L’istituzione di n.21 comitati cittadini per i problemi delle tossicodipendenze e<br />

dell’alcolismo, delibera n.1 del 30 sett.1988.<br />

Misure atte ad affermare e stimolare una coscienza pubblica e privata alle<br />

problematiche <strong>della</strong> condizione anziana, delibera n.185 del 20 aprile 1989.<br />

Progettazione delle opere e individuazione delle necessarie risorse finanziarie utili a<br />

determinare il complessivo recupero funzionale e monumentale dei numerosi<br />

immobili provenienti dagli enti disciolti e trasferiti alla competenza e gestione del<br />

Comune di Napoli, delibera n.203 del 21 luglio 1988.<br />

Autorizzazione a richiedere un mutuo alla Cassa DD.PP. per l’acquisto di d.30<br />

pulmini specialistici integrati da destinare al servizio di trasporto dei portatori di<br />

handicap, delibera n.152 dell’1 dicembre 1988.<br />

Autorizzazione a richiedere un mutuo alla Cassa DD.PP. per l’acquisto di n.30<br />

ambulanze da destinare alle esigenze <strong>della</strong> Protezione Civile e delle grandi<br />

emergenze sul territorio <strong>della</strong> Città di Napoli, delibera n.150 dell’1 dicembre 1988.<br />

L’istituzione del FONDO SOCIALE GIOVANI, delibera n.325 del 26 gennaio 1989.<br />

L’istituzione dei corsi di cultura del rischio d’intesa con l’Università “Federico II” di<br />

Napoli.<br />

L’istituzione dei Centri di promozione sociale sul territorio, delibera n.352 dell’8<br />

novembre 1988.<br />

L’istituzione del Centro di volontariato e di accoglienza “MADRE TERESA di<br />

CALCUTTA” nel complesso immobiliare ed annesso Parco di Via Marco Rocco di<br />

Torrepadula in Napoli.<br />

La convenzione con il Ministero di Grazia e Giustizia per l’istituzione di laboratori ed<br />

attività sociali integrate a sostegno dei minori a rischio nell’ex riformatorio<br />

“G.Filangieri” di Napoli.<br />

L’acquisizione al servizio comunale di Protezione Civile di un complesso di circa<br />

5mila mq. in Via Ponte dei Francesi,18 in Napoli, in posizione strategica, per l’avvio<br />

241


e l’organizzazione di un imponente programma di prevenzione e pronto soccorso.<br />

Struttura inaugurata con la prolusione dello scienziato Antonino Zichichi il 15 aprile<br />

1989.<br />

L’istituzione e insediamento <strong>della</strong> Consulta cittadina per la terza età.<br />

L’ANZIANO in FAMIGLIA, sostegno economico ai soggetti che in via continuativa<br />

prendono in affido gli anziani autosufficienti e non in alternativa al ricovero in<br />

istituto o casa di riposo.<br />

Istituzione e pubblicazione <strong>della</strong> prima rivista comunale di politiche sociali<br />

denominata “XXI Secolo”.<br />

Conferimento <strong>della</strong> cittadinanza onoraria allo scienziato Antonino Zichichi per la sua<br />

attenzione ai problemi <strong>della</strong> Città di Napoli.<br />

La proposta di legge di iniziativa popolare per la PARTECIPAZIONE GRATUITA<br />

ai PUBBLICI CONCORSI diventata Legge dello Stato, n.370 del 23 agosto 1988.<br />

<strong>Il</strong> forte impegno, coronato da successo, per l’esonero dalla chiamata alle armi dei<br />

giovani <strong>della</strong> classe 1965 residenti nelle Regioni terremotate <strong>della</strong> Campania e <strong>della</strong><br />

Lucania.<br />

Fondatore e Segretario generale dell’Associazione fra i napoletani.<br />

Premio “biblion” conferitomi dall’UNESCO Club di Napoli.<br />

4 proposte di legge di iniziativa popolare ai sensi dell’art.71 comma 2 <strong>della</strong><br />

Costituzione e <strong>della</strong> L.25/05/70 n.352 annunciate sulla Gazzetta Ufficiale n.25<br />

dell’1/2/94:<br />

-nuova disciplina in materia di formazione professionale;<br />

-istituzione del fondo sociale giovani<br />

-misure di sostegno all’artigianato<br />

-esonero ed applicazione di misure di equità in materia fiscale in difesa delle<br />

categorie deboli;<br />

Concorso nazionale a premi per la progettazione di una fontana monumentale a<br />

piazza Santa Maria <strong>della</strong> Sanità in Napoli con la partecipazione di circa cento<br />

architetti.<br />

Concorso nazionale a premi per la progettazione di un monumento al principe<br />

Antonio de Curtis, in arte Totò, da erigere al Largo dei Vergini, in Napoli, suo<br />

quartiere natale.<br />

27.09.1999: consegna dei premi ai vincitori alla presenza del Sottosegretario di Stato<br />

ai Beni Culturali, On.GianPaolo D’Andrea.<br />

242


Citati:<br />

Adenauer Konrad<br />

Agnolotto Vittorio<br />

Allodi Guglielmo<br />

Andreotti Giulio<br />

Armato Teresa<br />

Badaloni Piero<br />

Bassolino Antonio<br />

Berlusconi Silvio<br />

Bertinotti Fausto<br />

Biagi Marco<br />

Bianco Enzo<br />

Bindi Rosy<br />

Bisiach Gianni<br />

Bocchino Italo<br />

Bonolis Paolo<br />

Bordon Willer<br />

Borsellino Paolo<br />

Boselli Enrico<br />

Bossi Umberto<br />

Brevini Renato<br />

Brezinski Zbigniew<br />

Bush George W.<br />

Buttiglione Rocco<br />

Cagliari Gabriele<br />

Calderoli Roberto<br />

Capezzone Daniele<br />

Carloni Anna Maria<br />

Carter Jimmy<br />

Caruso Francesco<br />

Casini PierFerdinando<br />

Cassese Sabino<br />

Castagnetti PierLuigi<br />

Cecchi Paone Alessandro<br />

Cofferati Sergio<br />

243


Colomban Massimo<br />

Cossiga Francesco<br />

D’Alema Massimo<br />

D’Amato Antonio<br />

D’Antona Massimo<br />

D’Antoni Sergio<br />

D’Onofrio Francesco<br />

Dalla Chiesa Carlo Alberto<br />

De Lorenzo Francesco<br />

De Luca Vincenzo<br />

De Mita Luigi Ciriaco<br />

De Nicola Enrico<br />

De Rita Giuseppe<br />

Degasperi Alcide<br />

Dell’Utri Marcello<br />

Di Pietro Antonio<br />

Diliberto Oliviero<br />

Falcone Giuseppe<br />

Fallaci Oriana<br />

Fanfani Amintore<br />

Fassino Piero<br />

Ferrante Bruno<br />

Fini Gianfranco<br />

Follini Marco<br />

Francescano Grazia<br />

Franceschini Dario<br />

Franceschini Dario<br />

Gabriele Corrado<br />

Galasso Giuseppe<br />

Gambale Giuseppe<br />

Gardini Elisabetta<br />

Gardini Raoul<br />

Gargani Giuseppe<br />

Gasparri Maurizio<br />

Gava Antonio<br />

Gavazzi Francesco<br />

244


Giovanardi Carlo<br />

Giovanni Paolo II Giovanni Paolo II<br />

Giuditta Pasquale<br />

Gruber Lilli<br />

Guarino Antonio<br />

Hemingway E.<br />

Hubbard L.Ron<br />

Jervolino Russo Rosa<br />

Kerry John<br />

King jr. Martin Luther<br />

La Loggia Enrico<br />

La Russa Renato Ignazio Benito Maria<br />

Laboccetta Amedeo<br />

Labruna Luigi<br />

Leali Alcide<br />

Letta Enrico<br />

Losco Andrea<br />

Lusetti Renzo<br />

Madre Teresa di Calcutta Madre Teresa di Calcutta<br />

Mancini Nicola<br />

Manconi Luigi<br />

Marinella Maurizio<br />

Marini Franco<br />

Marrazzo Piero<br />

Martinazzoli Mino<br />

Martini Carlo Maria<br />

Martino Renato Raffaele<br />

Mastella Clemente<br />

Mastella Sandra Lonardo<br />

Matteoli Altero<br />

Mazzolari Primo<br />

Menchù Rigoberta<br />

Mieli Paolo<br />

Montanelli Indro<br />

Montesano Enrico<br />

Moratti Letizia<br />

245


Moretti Polegato Mario<br />

Moro Aldo<br />

Mussolini Alessandra<br />

Nania Domenico<br />

Nicolais Luigi<br />

Occhetto Achille<br />

Ortega y Gasset Josè<br />

Pannella Marco<br />

Paolo VI Paolo VI<br />

Parisi Arturo<br />

Pastore Andrea<br />

Pecoraro Scanio Alfonso<br />

Pecoraro Scanio Marco<br />

Petrella Giuseppe<br />

Pinto Mimmo<br />

Pisanu Giuseppe<br />

Pivetti Irene<br />

Pontone Franco<br />

Previti Cesare<br />

Prodi Romano<br />

Punzo Gianni<br />

Rice Condoleezza<br />

Ripa de Meana Carlo<br />

Rizzo Marco<br />

Rossella Carlo<br />

Rossetti Giuseppe<br />

Rotondi Gianfranco<br />

Ruppi Cosmo Francesco<br />

Rutelli Francesco<br />

Santoro Michele<br />

Saraceno Pasquale<br />

Scajola Claudio<br />

Scalera Giuseppe<br />

Schifani Renato Giuseppe Mario<br />

Schuman Robert<br />

Sciarelli Sergio<br />

246


Segni Mario<br />

Serafini Anna<br />

Sofri Adriano<br />

Solgenitsyn Aleksandr<br />

Storace Francesco<br />

Strada Gino<br />

Sturzo Luigi<br />

Toniolo Giuseppe<br />

Valentino Mario<br />

Valiante Antonio<br />

Veltroni Walter<br />

Ventura Simona<br />

Vespa Bruno<br />

Viceconte Guido<br />

Vidal Gore<br />

Villari Riccardo<br />

Vitale Mariano<br />

Zaccagnini Benigno<br />

Zanicchi Iva<br />

Zinzi Domenico<br />

247

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