Antologia del "SOLCO edizione n° 22 - BiassonoEventi.it

biassonoeventi.it

Antologia del "SOLCO edizione n° 22 - BiassonoEventi.it

Centro Culturale

Cenacolo

Don Ettore Passamonti dei Poeti e Artisti

Biassono di Monza e Brianza

PREMIO ANNUALE DI POESIA IN DIALETTO LOMBARDO

IL SOLCO

RACCOLTA DELLE POESIE VINCITRICI DELLA 22 ^ ED.

12 FEBBRAIO 2012

con il patrocinio di

Assessorato alla Cultura Parco Regionale

Comune di Biassono Valle del Lambro

con il contributo di

Banca di Credito Cooperativo

di Triuggio e della Valle del Lambro


E io a lui: "I’ mi son un che, quando

Amor mi spira, noto, e a quel modo

ch’e’ ditta dentro vo significando".

(Dante, Purgatorio - Canto XXIV)


”Cosa mi

manca?”

“Cosa mi manca?” recita il titolo della

poesia vincitrice di questa edizione de “Il

Solco”.

Cosa ci manca “in questo scalzo nostro

disordine”? Anche quest’anno i testi delle

poesie ci presentano una lettura della

nostra condizione umana, dei nostri

sentimenti più cari e veri, della mancanza

che c’è in ognuno di noi e che aspira ad

essere colmata.

Della mancanza della madre, ripetono

alcuni poeti; ma cosa rappresenta la

mamma se non l’amore incondizionato e

gratuito di cui tutti sentiamo il bisogno?

Cosa cerchiamo “sdraiati su un prato io

e lei, con gli occhi verso un cielo che lacrima

stelle?” E’ un momento di tristezza, ma poi

“il cuore torna a battere perché lei sarà al mio

fianco per tutti i miei domani”...

... ma questo basta?

No, non basta: rimaniamo in balia “di

un tempo che fugge, in rigagnoli di resa”.

L’uomo, libera creatura “originata dalla

bellezza e dall’amore”, chiede aiuto, vuole

imparare la Sua lingua.

“Un’altra notte è stata guadagnata”,

riprende infine in Alba fosca il poeta, di

fronte all’inesorabile sentenza della morte

e, ancora, le lucciole che arrivano “anche

ora a rodermi il cuore” lasciandoci alla

“malinconia col magone nella gola”.


Ma allora cosa?

“Vorrei sentirmi cullare

e con il palmo delle mie mani

sfiorare le nocche delle sue,

nel mistero

d’amore, che sempre

sempre stringo nel cuore”

Questo desiderio costituisce la nostra

vera identità che, nella sua origine, è

rapporto con l’infinito, con questo Mistero

di amore.

A noi, come evidenziano le poesie, è

chiesto di domandare, affinché questo

Mistero si riveli e colmi il nostro desiderio

di significato.

Centro Culturale

Don Ettore Passamonti


“Ombre di

poesia…”

Ogni Poeta ha nascosto, in fondo al

cuore, un piccolo scrigno dove racchiude

l’emozioni, i sogni, i desideri ma, anche le

sue ombre: desideri non rivelati, pensieri

indefiniti, emozioni vissute solo in parte o

appena sbocciate e mai portate alla luce!

Un senso di incompletezza, così umano

che ci fa meditare sui significati e ci fa

dire: “Se me manca?”, che è anche il titolo

della poesia di Enrico Sala che ha meritato

il 1° posto di questa 22° edizione del

Premio “Il Solco” e ci invita a riflettere

attraverso l’elenco di ciò che ci appartiene

e da cui a volte vorremmo fuggire presi

dalla nostalgia del tempo che passa e non

torna più.

Sono passate molte stagioni dalla

prima edizione del Concorso, i nostri poeti

(nel tempo), hanno sondato la loro

esperienza umana per trasfonderla in versi

e farcene dono.

Nelle poesie di questa edizione, è

singolare il tema del ricordo che affiora

“In mès ai barlafüs…” come nella poesia

“Visiü” di Rita Rossi seconda classificata,

che appare come casualità ritrovata e

portata alla luce di pensieri nascosti in

fondo all’anima. Ombre di poesia che

vagano tra sussulti e sogni mai

dimenticati di una “Nòtt de San Lorenz” di

Renato Baroni, dove l’autore riesce a

vedere le sue paure e a vincerle portandole

fuori dal personale scrigno segreto per

ritrovare la sua: “…anema de sabbia.”


Certo, non è facile comprendere

questo meccanismo che ingloba le nostre

emozioni, le conserva, le manipola e ce le

fa ritrovare quando meno ce lo aspettiamo.

Dobbiamo prendere atto che anche la

poesia in vernacolo si evolve inglobando

l’attualità del quotidiano che ci fa vivere in

modo frenetico, isolati nelle nostre case e

quindi sempre più alla ricerca delle nostre

ombre del passato per farle tornare a

vivere con noi come nella poesia “Voraria

adess” di Fernando Vertemara.

L’archetipo delle stagioni passate

ritorna in “Coeur d’invernou” di Ernesta

Mantegazza che ci parla del “tempo che

fugge/in rigagnoli di resa”. Ma senza le

nostre Ombre ci sentiremo indifesi perché

esse nascono dall’amore: “Un amore che

aspirava all’infinito,/occultava un destino

sconosciuto…” come nella poesia di

Silverio Signorelli “Alba Fósca”.

Il vento delle parole, fugge le ombre

e alla fine fa tornare il sorriso nei versi dei

nostri poeti che sognano le “Panigaröle”

(lucciole) del passato proposte da Carmen

Fumagalli: “…niolète de föm di pensér ch’i

dórma”. Immagine che dissolve le Ombre

di poesia e ci ancora alla nostra realtà…

Maria Organtini


IL SOLCO

Denominazione

Giuria:

Presidente

Organizzazione

Coordinamento e

progetto grafico

Segreteria

Info

Nota

Si ringraziano

Copertina

CONCORSO per POESIE

in DIALETTO LOMBARDO

Maria Organtini

Giuseppe Beretta

Mario Biscaldi

Cesare Caspani

Paola Cazzola

Giuseppe Consonni

Roberto Marelli

Giulio Redaelli

Elvio Saini

Centro Culturale Don Ettore Passamonti - Biassono

Marino Tremolada

Marilena Monguzzi

Per informazioni rivolgersi alla sede del

Centro Culturale Don Ettore Passamonti

Piazza San Francesco n. 13 - 20046 Biassono (MI)

tel/fax 039/2754007

segreteria@ccdepassamonti.it

www.ccdepassamonti.it

E’ possibile richiedere presso il centro culturale le precedenti

raccolte di poesie premiate o scaricarle dal sito web

Nella stesura dei testi delle poesie è stata mantenuta la versione

consegnata dagli autori.

Assessorato alla Cultura del Comune di Biassono

Banca di Credito Cooperativo di Triuggio

e della Valle del Lambro

Parco Regionale della Valle del Lambro

Rovagnati S.p.A.

Provincia di Monza e Brianza

Tutti gli amici che hanno contribuito alla buona riuscita del

concorso.

Il disegno è opera dell’artista Mario Biscaldi di Lissone,

membro del Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza.


Testi e traduzioni delle poesie premiate


1° PREMIO

Enrico SALA di Albiate (MB)

COSA MI MANCA? (dialetto brianzolo)

Ostaggio di un vecchio cortile, / circondato da case / con sciarpe di

grondaia / e baschi di tegole, / un gatto nero / sgomitola ricordi. //

Si accende, sulle pietre / lisciate dal tempo, / la lanterna delle emozioni

/ e si ricompongono, / in questo scalzo mio disordine, / tasselli confusi

/ agli argini della memoria. //

Rapito da un’onda / riflessa dal portico, / rivedo gli occhi di mia

madre / felici del nulla / mentre oggi io patisco / la rinuncia al

superfluo. //


SE ME MANCA?

Ustacc d’un vècc curtil,

circundaa da cà

cun sciarp de grundaia

e bagiroeu de coop,

un gatt negher

el sgumitula ricôrd.

La se pizza, soeu i prèj

lisciaa dal teemp,

la lantèrna di emuzion

e se tran insèma,

in del mè casòtt a pè biótt,

tasèj cunfuus

ai cantón de la memòria.

Purtaa via da un’unda

riflèssa deal pórtech,

rivedi i oeucc de mia mama

cunteent del niènt

inveci incoeu me stoo maa

se me manca ‘l de poeu.


2° PREMIO

Rita ROSSI di Bergamo

VISIONE (dialetto bergamasco)

In mezzo a sciocchezze e cianfrusaglie / ho trovato la sua corona del

rosario…/ girava piano piano / sopra le nocche / insieme al

mormorare / sensibile delle orazioni, / ali dell’anima, / l’arma sicura,

/ cielo dei nostri vecchi. / La brace sotto / la cenere delle

malinconie.//

Con gli occhi gonfi / di commozione ti vedo, / vedo ancora il velo

leggero / sopra i capelli raccolti, / inginocchiata, seria. / Poche le

parole / ma nei suoi occhi la luce, / la tenerezza, / rari i baci / ma

dolci, delicate / le sue carezze. //

Vorrei sentirmi cullare / e con il palmo delle mie mani / sfiorare le

nocche delle sue, / nel mistero / d’amore, che sempre / sempre stringo

nel cuore. //


VISIU’

In mès ai barlafüs e mes-ciotade

ò troàt la sò curuna del rosare…

la giràa söi nodèi a belasì

insèma l’murmurà

sensìbel di orassiù;

ale de l’ànima,

l’arma sigüra,

cèl di nòscc vècc.

La brasa sòta

la sènder di malinconée.

Còi öcc isgiùf

de comussiù te ède,

ède amò ‘l vèl ligér

sura ‘l cucù,

inzenöciada, seria.

Söce i paròle,

ma ‘n di sò öcc la lüs,

la tenerèssa,

póche i basì,

ma dólse, delicate

i sò carèsse.

Orèss sèntem ninà

e col palmo di mé mà

sfrisà i nodèi di so,

in del mistére

d’amùr, che sèmper

sèmper strènze ‘n cör.


3° PREMIO

Renato BARONI di Bovisio Masciago (MB)

NOTTE DI SAN LORENZO (dialetto milanese)

Sdraiati su un prato io e lei, / con gli occhi verso un cielo / che lacrima

stelle / nella notte d’estate / che richiama i desideri, / mi sento portato

via / sotto il soffiar del vento / come sabbia del deserto. / Cerco di

resistere, ho paura, / intorno non vedo più niente. //

Una forza oscura mi spinge / sotto un cielo viola, basso, / carico di

nuvole e tuoni, / verso un precipizio / che sarà il mio domani. / Mi

volto indietro e vedo / l’amore scivolare via, / mi trovo solo, / e la vita

caduta a terra / della bufera è in balia. //

D’un tratto apro gli occhi: / è stato solo un sogno; / mi volto e lei

sorride, / le faccio una carezza / e le stringo forte le mani. / Il cuore

torna a battere / perché lei sarà al mio fianco / per tutti i miei domani

/ a tenere assieme i granelli / della mia anima di sabbia. //


NÒTT DE SAN LORENZ

Sdraiaa su on praa mì e lee,

cont i oeucc vers on ciel

ch’el caragna stèll

in de la nòtt d’estaa

che riciama i desideri,

me senti sgorà via

sòtta el bofaa del vent

come sabbia del desert.

Cerchi de resist, gh’hoo paura,

intorna vedi pù nient.

Ona fòrza oscura la me ruzza

sòtta on ciel viola, bass,

caregh de nivol e tron,

vers on precipizi

che sarà el mè doman.

Me vòlti indree e vedi

l’amor scarligà via,

me troeuvi deppermì,

e la vitta borlada in tèrra

de la bufera a l’è in balia.

D’on bòtt però a dèrvì i oeucc:

l’è staa domà on sògn;

me vòlti e lee la sorrid,

ghe foo ona carèzza

e ghe strengi fòrt i man.

El coeur el torna a batt

perché lee la sarà al mè fianch

per tutt i mè doman

a tegnì insèma i granitt

de la mia anema de sabbia.


PREMIO SPECIALE a.m. Giuseppe Pozzi (GIPO)

Ernesta MANTEGAZZA di Sovico (MB)

CUORE D’INVERNO (dialetto brianzolo)

Nell’abbraccio / tranquillo del silenzio / oltre i vetri osservo / la

natura prigioniera / di un inverno mordente / che ha imbiancato di

brina / le tegole rosse dei tetti / e irrigidito gli alberi / nella morsa del

gelo. //

Giorni d’inverno / e tronchi mozzati / da impietosa potatura /

sovrastano arbusti / desolatamente spogli. // Sui vetri scivola /

condensa a gocce / umide tracce / di un tempo che fugge / in rigagnoli

di resa. //

Ma fiordalisi e papaveri / ancora … coltivo in cuore / - serra

preziosa - / dell’infanzia di ieri / che come rugiada / traspare e riluce

/ dalla corolla / dei miei pensieri. //


COEUR D’INVERNOU

In di bràasc

quièet del silèenz

de làa di vedèer ousèervi

la natura presounera

d’un invernou mourdèent

che l’ha sbiancàa de brina

i còop ròos di tèec

e stachetàa i piàant

ne la morsa del gèel.

Giornàat d’invernou

e trounch mouzàa

da impietousa poutatura

souvrastèen arboust

desoulatamèent biòot.

Sui vedèer stitiga

coundensa a gòot

umiid tràac

de un tèemp ch’el scapaa

in rigareoul de resa.

Ma fiourdalìis se papavèer

amòo … cultivi in coeur

- sèra preziousa –

de l’infanzia d’ignèer

che coume rousada

la traspàar e la rilous

de la courola

di mèe pensèer


PREMIO SPECIALE “Il Cenacolo”

Fernando VERTEMARA di Nova Milanese (MB)

VORREI ADESSO (dialetto milanese)

Come quando a mia madre la mattina / sorridevo nella stanza

illuminata / dal sole estivo e lei mi baciava gioiosa / vorrei adesso

sorridere e parlare con Te, / chiederti aiuto e imparare la Tua lingua,

/ io, libera creatura a Tua immagine / originata dalla bellezza e

dall’amore, / che inondano di luce la Tua carne viva. //


VORARIA ADESS

Come quand a mia mader la mattina

sorridevi in la stanza illuminada

dal sô estiv e lee la me basava gioiosa,

voraria adess sorid e parlà con Ti,

domandatt aiutt e imparà la Toa lingua,

mi, libera creatura a Toa immagin

originada da la bellezza e da l’amor,

ch’inonden de lus la Toa carne viva.


PREMIO SPECIALE a.m.“Luigia Pirotta”

Silverio SIGNORELLI di Bergamo

ALBA FOSCA (dialetto bergamasco)

È una notte tediosa d’estate, / con qualche televisore ancora acceso, /

musica e voci che attraversano l’aria, / ultimi segni ad archiviare il

giorno. / Lei è vicina a me in dormiveglia, / senza gemere, chiusa in

sofferenza, / sappiam l’inesorabile sentenza, / ma quasi per intesa

ognuno tace. //

Un amore che aspirava all’infinito, / occultava un destino sconosciuto.

/ Il bimbo dorme nella stanza accanto, / in giusta quiete di candida

innocenza. / Già il primo chiaro fende l’orizzonte, / un giorno come

gli altri per il mondo, / per lei ancora momenti di battaglia, /d’una

guerra senza indizi di vittoria. //

Un'altra notte è stata guadagnata, / il suo animo è nella quiete del

dolore, / in me la furia d’una infausta angoscia, / ma a lei, però, mi

simulo in bonaccia. / Giunge un debole vagito dall’altra stanza, / è il

bimbo svegliato al primo chiaro, / voce del mio avvenire, voce della

speranza / e balsamo al mio cuore tormentato. //

Ora della musica diversa si diffonde, / sottovoce intona la liturgia del

dolore, / passione terrena che invoca il cielo, / come a sopire le pene di

‘sto mondo. / Son due i destini che segnano il mio giorno: / uno celebra

la vita, l’altro la morte. //


ALBA FÓSCA

L’è öna nòcc impigléta d’estàt,

co’ quach televisùr amò ‘mpiàt,

müsica e us ch’i treèrsa l’aria,

öltem segnài a confinà la dé.

Lé l’è isina a mé in sògn ligér,

sènsa zém, ciüsa ‘n soferènsa,

a m’sà l’inesoràbela sentènsa,

ma squase per decórde ognü l’tas.

Ün amùr che l’süspiràa a l’infinìt,

li scondìa ü destì mia conossìt.

A l’dórma ‘l poponì isì a la stansa,

‘n giösta quéte de càndeda inocènsa.

Zà ‘l prim ciarùr li sfènde l’orisónt,

ü dé compàgn di óter per ol mónd,

per lé amò momèncc de la batàia,

d’öna guèra sènsa indésse de vitòria.

Ön’ótra nòcc l’è stacia guadegnada,

ol sò ànem l’è ‘n de quéte del dulùr,

in mé la föria d’ön’infósta angòssa,

ma a lé, però, me fó parì ‘n bonassa.

Vé ü débol caregnà de l’ótra stansa,

l’è ‘l pissenì desdàt del prim ciarùr,

us del mé aegnì, us de la speransa

e bàlsem al mé cör intormentàt.

Ura d’la müsica dièrsa se difónd

sotùs i cantà ‘l litürgo del dulùr,

passiù terèsta che la ‘nvóca ‘l cél

cóme a quetà i péne de sto mónd.

I è du i destì ch’i sègna la mé dé:

ü l’sèlebra la éta, l’óter la mórt.


PREMIO SPECIALE a.m.“Riccarda Pulici”

Carmen FUMAGALLI G. di Seriate (BG)

LUCCIOLE (dialetto bergamasco)

Siete tutte li a stuzzicarmi di sera / li sul mio tempo ora senza risorse

/ come le lampade che un giorno si accendevano / ma che adesso senza

olio riposano spente. //

Vi vedo di frequente fuori sull’aia / a palpignare nel buio come le stelle

/ gioco di bambina con la manina tesa / a svegliarmi la prima

fantasia. //

Sui campi di frumento quante ore dolci! / Al solo pensiero che brividi

nella schiena / Quante corse per riuscire a prenderle / e tenere solo per

me la loro magia //

creata da quei sogni che rimangono a galla / e senza ali volano come

piuma / come una vela sullo specchio di un ruscello / guarnito di

girandole dorate //

Siete qui anche ora a rodermi il cuore / garbugli di lumini nelle siepi

spesse / arrivate a svegliarmi all’improvviso / la malinconia col

magone nella gola //

Chiudo gli occhi, non ci sono più fantasie / più giochi da inventare

sotto la luna / l’amaro del cuore c’è sui campi, miseria, / nuvolette di

fumo dei pensieri che dormono…//


PANIGARÖLE

Sì töte lé a sinsigàm de sira

lé söl mé tép adèss sènsa rissòrse

compàgn di löm che sul per mé i lüsia

ma adèss sènsa piö öle i póssa smórse.

Ve figüre de spèss de fò sö l’éra

a barbelà ‘n del fósch compàgn di stèle,

-zöch de s-cetì, co la magnina tisa,

a desdàm fò la prima fantaséa.-

Söi cap pié de formét quate ure dólse!

Dóma a pensaga che sgrìsoi in de schéna

de quate córse per rià a brancàle

e tègn ma sul per mé la sò magéa,

creàda de chi sògn ch’i rèsta a gala

bù de sgulà sèns’ale come piöma

stèss d’öna èla sö spècc d’öna seriöla

guarnida di girandole ‘ndorade…

Sì ché ach adèss a rodegàm ol cör

sgarbói de lüsürì ‘n di sése spèsse

riàde a desdàm fò a l’improìsa

la biligòrnia col raspì ché ‘n góla.

Sére fò i öcc, no gh’è piö fantasée

piö zöch, gna de ‘nventà sóta la lüna

l’àgher del cör a gh’è söi cap, miseria,

niolète de föm di pensér ch’i dórma.


CONTRIBUTI: una poesia di Franco Loi

CUME ME PIAS EL MUND!

Cume me pias el mund! L’aria, el so fiâ!

j àrbur, l’èrba, el sû, quj câ, i bèj strâd,

la lüna che se sfalsa, l’èrga tra i câ,

me pias el sals del mar, i matt cinâd,

i càlis tra i amís, i abièss nel vent,

e tücc i ròbb de Diu, anca i munâd,

i spall che van de pressia cuj öcc bass,

la dònna che te svisa i sentiment:

l’è lí el mund, e par squasi spettàss

che tí te ‘l vàrdet, te ghe dét atrâ,

che lü ‘l gh’è sempre, ma facil smemuriàss.

tràss föra ind i pernser, vèss durmentâ…

Ma quan’ che riva l’umbra de la sera,

‘me che te ciama el mund! cume slargâ

te vègn adòss quèl ciel ne la sua vera

belessa sena feng nel so pensàss,

e alura del tò pien te càmbiet cera.

COME MI PIACE IL MONDO!

Come mi piace il mondo! l’aria, il suo fiato! / gli alberi, l’erba, il sole,

quelle case, le belle strade, / mi piace il salso del mare, le matte

stupidate, / i calici tra gli amici, gli alberi nel vento, / e tutte le cose di

Dio, anche le piccolezze, / e i tram che passano, i vetri che risplendono,

/ le spalle che vanno di fretta a occhi bassi, / la donna che ti turba i

sentimenti: / è lí il mondo, che sembra aspettarsi / che tu lo guardi, che

gli dai retta, / poiché lui c’è sempre, ma è facile dimenticarlo, /

distrarsi nei pensieri, essere addormentati… / Ma quando arriva

l’ombra della sera, / come ti chiama il mondo! come si allarga / e ti

viene addosso quel cielo nella sua vera / bellezza senza finzioni nel suo

riflettersi, / e allora per la tua pienezza cambi colore.


CENTRO CULTURALE DON ETTORE PASSAMONTI DI BIASSONO

Il Centro Culturale Don Ettore Passamonti fondato nel 1975 (con il nome

di Don Minzoni) è un’opera di Cultura, Educazione e Solidarietà.

Esso si propone come luogo di incontro e di dialogo con tutti, senza schemi né

pregiudizi; compagnia di persone pronte a rispondere alla provocazione della

realtà sulla strada del comune destino; presenza di laici e cristiani che accettano

l'invito e il rischio di testimoniare la fede affrontando le circostanze e i bisogni

dell'uomo.

Tra le iniziative del Centro Culturale si segnalano:

Il Rischio Educativo: l’emergenza educazione, un compito per tutti

Europa Quo Vadis: momenti di riflessione (corsi, visite, pellegrinaggi,…)

sull’Europa e le sue radici cristiane

“Ritratti di Santi” (affronto delle figure dei santi con dibattiti, film, gite)

“Spazio Musica”, “Cose dell’Altro Mozart” (ascolto guidato alla musica,

concerti dal vivo)

“Luoghi d'Autore” (visita ai luoghi dei grandi autori)

“Sui sentieri della memoria: luoghi sacri e significativi dei nostri monti”,

“Sulle vie degli antichi pellegrini” (escursioni in montagna)

“La via Francigena” (visite guidate a città d’arte)

Incontri con personalità su temi di attualità

Incontri sui documenti del magistero della Chiesa

Organizzazione del concorso Il Solco

Visite guidate a mostre d'arte, realizzazione – proposta - guide a mostre

realizzate dai soci o da altri enti

Partecipazione a spettacoli lirici all’Arena di Verona

Aiuto alla compilazione della dichiarazione dei redditi

Corsi pratici di informatica

Pellegrinaggi nei luoghi significativi della fede cristiana (Gerusalemme,

Santiago de Compostela, Roma, …)

Promotore di convegni, tra cui: “Biassono Paese Citta’ quale sviluppo”

(1980); “Biassono 2001 Quo Vadis? – Famiglia, scuola, lavoro, tempo

libero … nel paese, all’inizio del terzo millennio.” (2001)

Open day: giornata di inizio anno sociale

Collabora con l’Associazione Stand By Me (aiuto e compagnia allo studio),

AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale, riconosciuta

dall’ONU), Banco Alimentare (raccolta alimenti per la distribuzione ad enti

caritativi), Banco di Solidarietà (aiuti alle famiglie bisognose), Centri di

Solidarietà (sportello domanda-offerta di lavoro), e diverse associazioni presenti

sul territorio Brianzolo.

E’ iscritto all’Associazione Italiana Centri Culturali (AIC) e partecipa

attivamente al coordinamento dei Centri Culturali di Brianza.

Presidente Marino Tremolada

Vice presidente Luigi Porta

Segretario Luciano Sangiorgio


IL CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA

Nato nel 1981 all'interno dell'Università Popolare Monzese, come Cenacolo dei

Poeti di Monza e Brianza; acquisisce la sua autonomia giuridica il 14 ottobre 1983 con

la definitiva denominazione "Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza", la sede

provvisoria è nell'abitazione della presidente Maria Organtini (poetessa,

collaboratrice giornalistica, editoriale e radiofonica), in via Tolomeo, 10-Monza,

tel/fax 039 2020175.

Possono aderire all'associazione Poeti, Scrittori in genere, Pittori, Scultori,

Fotografi e tutti coloro il cui fine sia: rinnovare se stessi e quanti sono ad essi vicini

nello spirito del vero e del bello, senza prevaricazione alcuna e che verseranno, all'atto

dell'ammissione, la quota di Associazione che sarà determinata dal Consiglio (art. 4

dello Statuto).

Da sempre, le Manifestazioni pubbliche si effettuano periodicamente a Monza da

ottobre a giugno in Sala Comunale S. Maddalena al numero 7 dell'omonima via, con

ingresso libero. L'attività del Cenacolo si esplica attraverso incontri su poesia, arte,

fotografia, musica, teatro e recitazione rivolti ad un pubblico che comprende il bacino

della Brianza con ospiti che giungono da diverse parti d'Italia e dell'estero.

Tra questi ricordiamo: Enzo Catania (giornalista, scrittore, già direttore del

quotidiano "II Giorno" di Milano); Guglielmo Zucconi (scrittore, giornalista);

Giancarlo Nava (già redattore de "II Cittadino"); il dott. Cesare Cavalieri (dir. Della

rivista "Studi Cattolici"); Daniele Giancane (dir. De "La Vallisa" di Bari); Padre Guido

Sommavilla S. J. (germanista e saggista); Madame Lucie Samsoen (fu editrice); la

dott.ssa Janne Rossi Lecerf (fondatrice dell'Accademia di Grafologia di Roma); il prof.

Pier Franco Bertazzini (critico d'arte); tra i musicisti: il M° Alfredo Speranza (pianista

di fama internazionale); il M° Angelo Bellisario (compositore, direttore e critico

musicale); il concertista M° Matteo Napoli (fondatore dell'Accademia Internazionale di

Musica "Mozarteum" di Salerno); il M° Dino Siani (pianista direttore d'orchestra); la

giovane concertista Federica Tremolada, attori, cantanti, sportivi e molti altri.

Il Cenacolo è dal 1999 ideatore e promotore del Premio Internazionale di Poesia

"Città di Monza" giunto alla sua undicesima edizione; il concorso è istituito con la

collaborazione de "II Club degli Autori" di Melegnano e in collaborazione con

l'Assessorato alla Cultura del Comune di Monza; Presidente Beppe Colombo (già

direttore della Biblioteca Civica di Monza).

Dal 2009 il Cenacolo, nella persona di Maria Organtini, è stato inserito nel

Consiglio del Comitato “Premio d’Arte Città di Monza-Biennale Giovani” e nel

Comitato del Concorso pianistico Internazionale “Rina Sala Gallo” di Monza.

In campo artistico promuove nel mese di giugno, in collaborazione con l'USSMB

(Unione Società Sportive Monza Brianza) la Mostra all'Autodromo Nazionale di

Monza sul tema di "Sport, Natura e Brianza", giunta alla sua l3a edizione ottenendo un

notevole successo. Durante l'anno sociale ci sono incontri mensili per la presentazione

di poeti, pittori, musicisti e fotografi. Conferenze e dibattiti oltre che Mostre

opportunamente evidenziate sulla stampa locale, sul Notiziario inviato a tutti i Soci e

agli enti culturali.

Oltre alla presidente Maria Organtini il Cenacolo è condotto dal Consiglio

attualmente formato da Mario Biscaldi, Margherita Dapri Colombo, prof.ssa Francesca

Milazzo (sezione arte e poesia); Maria Grazia Crespi (sezione musica); Roberto Piva,

(sezione giovani e fotografia); Giuseppe Forgia (tesoriere); Milena Scaccabarozzi

(segretaria del Cenacolo); Riccardo Corio (presidente probiviri) arch. Angelo Cellara,

Rita Corigliano (probiviri).

Sito: www.cenacolopambmonza.it

e-mail: cenacolopamb.monza@alice.it


Albo d’oro

1990 “Trè paroll nel goss” di Negrotti Mario, Garbagnate M.se (MI)

1991 “Sinfonia per on mond noeuv” di Renato Beretta, Cassago (CO)

1992 “A l'só!...” di Lucia Rottigni Tamanza, Bergamo

1993 “Concert Stonaa” di Pino Mazzola, Milano

1994 “Ve zó fòie” di Luciano Pisati, Quintano (CR)

1995 “La surtida” di Lucia Rottigni Tamanza, Bergamo

1996 “Agonia” di Antonio Dossena, Besozzo (VA)

1997 “Frazion de segond” di Mirella Zagni Sarto, Milano

1998 “Na sira sül laagh” di Renato Monetti, Malnate (VA)

1999 “Ciclo continuo” di Maddalena Negri, Casalpusterlengo (LO)

2000 “Ave” di Silverio Signorelli, Bergamo

2002 “Meditassiù” di Amleto Facheris, Bergamo

2003 “Vos” di Matteo Beretta, Biassono (MI)

2004 “Tra i sớlch de la mé tèra posterò …” di Silverio Signorelli, Bergamo

2005 “De sera” di Carlo Albertario, Milano

2006 “L’ó sircàt depertöt” di Marino Ranghetti, Colzate (BG)

2007 “Prise de lüna” di Carmen Fumagalli, Pedrengo (BG)

2008 “Pö a stanòt ‘l vét” di Anna Maria Marscegaglia, Edolo (BS)

2009 “Mèssa granda” di Francesco Maria Gottardi, Erba (CO)

2010 “Fiur selvadigh” di Enrico Sala, Albiate (MB)

2011 “Rais” di Marino Ranghetti, Colzate (BG)

2012 “Se me manca?” di Enrico Sala, Albiate (MB)


Le poesie delle precedenti edizioni sono scaricabili gratuitamente dal sito

del centro culturale nella sezione Attivita’/Concorso “Il Solco” al seguente

indirizzo internet:

www.ccdepassamonti.it

Centro Culturale

Don Ettore Passamonti

Piazza San Francesco, 13

20046 Biassono (MI)

Tel/fax 039 2754007

eMail: segreteria@ccdepassamonti.it

web: www.ccdepassamonti.it

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