Rassegna stampa 18/4/2011 - Cagliari Calcio

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Rassegna stampa 18/4/2011 - Cagliari Calcio

Rassegna stampa

18/4/2011

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Indice

Sei minuti di follia sportiva

Donadoni non molla: “Ora pensiamo a battere la

Fiorentina”

Nenè tenta il recupero

La primavera di Acquafresca

Cagliari, pareggio beffa

Dietro Rosati c’è un pezzo di Sardegna

De Canio: “Risultato acciuffato con il cuore”

Cossu: “Sul contropiede avrei dovuto tirare in porta”

Conti, a segno senza sorriso

Pisano, lo stadio portafortuna

El Kabir prepara i gol cagliaritani

Cagliari, beffa all’ultimo respiro

Donadoni: “Siamo delusi, il pari ci sta stretto”

Una squadra che deve ancora maturare

I rossoblu non riescono a fare 5

Cellino, un futuro al Massimo

“Ripartiamo con un punto e tanta rabbia”

De Canio: “Reazione premiata”

Rossoblu da record: unica squadra senza espulsioni

Cagliari ingenuo, partita regalata”

Donadoni a sorpresa: “Complimenti a tutti”

Giacomazzi d’esperienza, Nainggolan inesauribile

Acquafresca e Corvia da urlo

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Sei minuti di follia sportiva

Una delusione terribile, perché passare dal 3-1 (all'88') al 3-3 (al 94') non è una cosa facilmente

digeribile. Il Cagliari, però, può consolarsi con una certezza: se vuole, sa giocare al calcio ed è

superiore a tutte le altre squadre di medio-bassa classifica. Ieri, il Lecce è stato mortificato per quasi

tutta la partita e se non ci fosse stata la follia finale, oggi staremmo parlando in altri termini. Il

Cagliari ha dominato in lungo e in largo, dimostrandosi più organizzato, più pericoloso e bello da

vedere del Lecce che, pure, aveva fortissime motivazioni: i giallorossi, infatti, ora a quota

trentacinque punti, devono difendersi dall'attacco del Cesena (34) e della disperata Sampdoria (32),

la squadra che più rischia di andare a fare compagnia in serie B ai quasi condannati Brescia (30

punti) e Bari (21). Donadoni ha fatto fare un salto di qualità notevole alla sua squadra sotto il

profilo del gioco. Peccato che la stessa operazione non sia riuscita, almeno per il momento, a livello

mentale. Una squadra di alto livello (e il Cagliari può diventarlo, nell'ambito delle sue potenzialità,

sia chiaro, non stiamo parlando di fare concorrenza al Milan o alI'Inter), una partita come quella di

ieri la porta a casa senza problemi.

Sarà questa la sfida più grande che attende il Cagliari. Società e allenatore, in stretta collaborazione,

dovranno allestire un organico più ampio e di maggiore qualità, dando un segnale preciso alla

squadra e all'ambiente: d'ora in avanti si gioca per obiettivi più ambiziosi.

Il Cagliari parte da un'ottima base. Il prezioso lavoro di Donadoni, che aveva rilevato da Bisoli una

squadra sfiduciata, poco entusiasta e con l'autostima quasi a zero, ha restituito al Cagliari i picchi di

gioco rilevati sotto la gestione di Allegri, che al Milan sta dimostrando tutto il suo valore.

Donadoni è stato bravo a far riemergere le conoscenze calcistiche acquisite dal Cagliari nei due

precedenti campionati, inserendo concetti nuovi, come il 4-3-2-1, per esempio, che in certe

occasioni sembra funzionare alla perfezione.

Manca, dunque, l'ultimo passo, il più difficile. Le basi del nuovo miglioramento dovrà gettarle la

società durante il calciomercato estivo. Poi, toccherà a Donadoni e ai suoi ragazzi.

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Il tecnico rossoblu guarda avanti: “La squadra sta bene”

Donadoni non molla: “Ora pensiamo a battere la Fiorentina”

LECCE Quell'urlo strozzato in gola evidentemente non gli ha rovinato più di tanto la domenica.

Roberto Donadoni ritrova in un colpo solo il suo Cagliari e il sorriso. «I ragazzi sono stati

straordinari», taglia corto. Potenza di una prestazione di spessore, spiega, almeno per ottanta minuti.

Al diavolo la rimonta finale dei pugliesi. «Sono orgoglioso di questa squadra», ripete l'allenatore

bergamasco davanti a ogni microfono che passa per la sala stampa dello stadio Via del Mare.

«Venire qui a Lecce e disputare una gara di questo livello non è da tutti», tiene a precisare, «tra

l'altro sento fare in questo periodo tanti discorsi strani, ebbene, noi abbiamo dato una dimostrazione

di dignità sportiva». Quanti applausi per il Cagliari, alcuni davvero inattesi: «Questo è un gruppo

importante».

SECONDO PARI DI FILA Insomma, più che il risultato, l'ex ct si tiene stretta la prestazione che

spazza via, almeno in parte, l'amarezza che aveva accompagnato la gara con il Brescia, pure quella

– paradossalmente – finita in parità. «Il Lecce aveva un bisogno disperato di punti, nonostante

questo siamo riusciti a esprimere al meglio il nostro gioco». Superiorità a tratti imbarazzante.

«Grande motivo d'orgoglio». Ma allora come è stato possibile subire due gol negli ultimi minuti?

Donadoni fa spallucce. «Sull'1-3 dovevamo chiudere la partita». Magari con Ragatzu. «Capita di

sbagliare». Dall'altra parte del campo è successo anche a Canini, e Donadoni lo sottolinea per ben

due volte, assolvendo, però, in parte il difensore bresciano. «Sul due a tre ha perso la marcatura e la

palla casualmente è finita proprio tra i piedi del suo uomo. Purtroppo è stato condizionato dai

crampi, ma il fatto che in quella circostanza sia arrivato il gol gli ha creato un po' di apprensione». Il

richiamo dell'ex ct è generico: «Serve un pizzico di attenzione in più, ma anche di malizia. Ed è

chiaro che questo può arrivare solo con l'esperienza».

FINALE CONCITATO Il gol di Corvia è arrivato ben oltre i tre minuti di recupero concessi

dall'arbitro, e proprio verso Banti si è rivolto Donadoni mostrando l'orologio. «Forse si è andati

estremamente oltre col tempo», spiega poi lo stesso allenatore a fine gara. «Ma siamo tutti bravi col

cronometro», minimizza con una battuta. «Del resto l'arbitraggio è stato impeccabile, e non era

affatto semplice dirigere una gara come questa».

VIOLA NEL MIRINO E ora la sfida con la Fiorentina, di fatto uno scontro diretto in chiave

ottavo posto (ma in corsa per lo stesso obiettivo c'è, soprattutto, il Palermo). «Non sarà una partita

semplice, i viola stanno attraversando un buon momento e hanno un organico importante», la

premessa dell'ex ct al nuovo guanto di sfida. «Anche noi, però, stiamo bene e non vogliamo certo

fermarci».

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L’allenatore spera di avere tutti disponibili per sabato

Nenè tenta il recupero

LECCE Giallo indolore per Acquafresca. L'unico rossoblù diffidato, vale a dire Cossu, ieri a Lecce

non è stato ammonito e potrà, dunque, giocare la gara tra Cagliari e Fiorentina, in programma

sabato prossimo (domenica è Pasqua) al Sant'Elia.

Per l'occasione l'allenatore bergamasco spera di recuperare anche Nenè, tradito dalla caviglia

sinistra il 6 marzo e da allora costretto a svolgere un lavoro differenziato (e saltare di conseguenza

ben cinque partite). L'attaccante brasiliano (in questo campionato a segno sei volte) ha rimediato

una distorsione nello stesso punto in cui si era infortunato qualche anno fa. Tra l'altro la botta subita

al Dall'Ara da Britos è stata piuttosto dura e Nenè ha faticato non poco a smaltire il dolore. Lo staff

medico del Cagliari, dal canto suo, ha preferito non forzare i tempi. «La situazione va monitorata

costantemente e pertanto valutata di giorno in giorno», ha ribadito più volte il medico Scorcu.

Prossima valutazione, dunque, domani pomeriggio, quando i rossoblù si ritroveranno nel centro

sportivo di Assemini per riprendere la preparazione in vista della gara con i viola. Gran parte della

squadra è tornata in Sardegna già ieri sera con un volo charter partito dall'aeroporto di Brindisi

subito dopo la partita. Coloro che, invece, hanno ottenuto un permesso rientreranno tra stasera e

domani mattina.

F. G.

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Cagliari, pareggio-beffa

Doppio vantaggio il Lecce rimonta all’ultimo secondo

LECCE Devastante in attacco (doppietta di Acquafresca, gol di Conti, un numero considerevole di

occasioni fallite per un soffio), impresentabile in difesa, e così il Cagliari ha regalato al Lecce un 3-

3, acciuffato al 94', che consente ai giallorossi di continuare a sperare nella salvezza. Il Cagliari è

tornato a casa con il terzo risultato utile consecutivo (vittoria con il Genoa, pareggi con Brescia e

Lecce), ma con un carico di amarezza non da poco. Intanto, perché il Lecce ha pareggiato fuori

tempo massimo (l'arbitro aveva concesso inizialmente tre minuti di recupero, poi dilatato di altri 60

secondi), e poi perché i rossoblù sono stati superiori in maniera imbarazzante agli avversari. Non si

contano le occasioni da gol, clamorosa l'ultima, sciupata in maniera incredibile da Cossu e Ragatzu

al 93', che avrebbe significato il 4-2 e la fine della gara.

LA FORMAZIONE Nonostante il poco entusiasmante pareggio con il Brescia, Donadoni ha

confermato in blocco la formazione, con il modulo a “albero di Natale”. Perciò, Lazzari e Cossu

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trequartisti alle spalle dell'unica punta Acquafresca, mentre Conti, Biondini e Nainggolan hanno

formato il triangolo di centrocampo. Ancora Perico, preferito a Pisano, utilizzato poi nella ripresa,

nel ruolo di terzino destro. Delusione per Ceppelini, convocato ma spedito in tribuna, al fianco del

presidente Cellino, a favore di Magliocchetti.

De Canio non ha riproposto il 4-4-2 utilizzato nelle ultime due vittoriose gare con Udinese (2-0 in

casa) e Sampdoria (1-2 in trasferta): il tecnico dei pugliesi, giustamente preoccupato dalla presenza

dei due trequartisti rossoblù tra le linee, non ha ripetuto l'errore dell'allenatore della Sampdoria Di

Carlo (che aveva consegnato centrocampo e partita al Cagliari) e ha abbassato Giacomazzi davanti

alla difesa, accentrando Olivera e Munari e incaricando Grossmuller, piazzatosi alle spalle delle due

punte, l'ex rossoblù Jeda e Di Michele, di disturbare l'azione di Conti. Tutto questo non è valso a

evitare la rete di Acquafresca, al 20' al termine di un'azione da manuale sull'asse Nainggolan-

Lazzari.

SUPERIORITÀ Il Cagliari è andato al riposo meritatamente in vantaggio. Prima della prodezza di

Aquafresca (nuovo capocannoniere rossoblù a quota otto gol, due in più di Nenè), Biondini aveva

sfiorato il palo con una bordata al volo, e Conti, con una girata, aveva costretto Rosati a rifugiarsi in

angolo. E nel finale, il Lecce, innervosito e costretto a sostituire l'infortunato Ferrario con Gustavo

(subito ammonito insieme ad Acquafresca per reciproche scorrettezze), ha rischiato di naufragare:

al 42' Rosati ha confezionato un miracolo, arrampicandosi sino all'incrocio dei pali per mettere in

angolo una sventola di Cossu; al 47', nei secondi di recupero, una punizione velenosa ancora di

Cossu ha trovato la deviazione di Astori, che ha mandato la palla ad accarezzare il palo con Rosati

atterrito.

LA RIPRESA Il Cagliari ha iniziato la ripresa in maniera troppo “molle” e anche distratta,

regalando a Mesbah la rete dell'1-1: su un innocuo pallone gettato in mezzo all'area senza troppa

convinzione dal Lecce, la difesa rossoblù si è fatta cogliere impreparata, permettendo al terzino

leccese (poi sostituito per infortunio da Brivio), un comodo tocco a porta vuota. La partita è calata

di tono, Donadoni ha provato a rivitalizzarla con l'inserimento di Missiroli al posto di Lazzari, in

netta flessione fisica. Ci ha pensato Conti, al 22', con un bel colpo di testa su angolo di Cossu, a

riportare avanti il Cagliari. Il capitano (quarta rete stagionale) si è ripetuto sul campo dove aveva

segnato la sua prima rete in serie A (maggio 2000), a retrocessione del Cagliari ormai sancita.

IL FINALE Il Lecce, a questo punto, è sparito dal campo. De Canio ha richiamato uno spento Jeda

per inserire Corvia che diventerà l'eroe di giornata, almeno per i tifosi leccesi. Fatto sta che al 27'

Missiroli, con una perfetta verticalizzazione, ha lanciato Acquafresca verso il gol n° 8. Vista la

mancata reazione del Lecce e la padronanza di palleggio del Cagliari, niente faceva presagire che i

pugliesi sarebbero riusciti a riportare in equilibrio il risultato. Invece, il primo atto del suicidio

rossoblù è andato in scena al 43', quando su un calcio d'angolo nessuno ha tenuto a freno Gustavo

(il più alto dei leccesi) permettendogli di segnare il primo gol in serie A. Il secondo atto al 48',

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quando Cossu si è presentato davanti a Rosati, lo ha tagliato fuori con un passaggio che Ragatzu

(entrato al posto di Acquafresca) è riuscito a sprecare incredibilmente a porta vuota. Sul

rovesciamento di fronte, il terzo atto della tragicommedia rossoblù: palla a Corvia, liberissimo, e

quindi alle spalle di Agazzi. Altra rimonta-beffa (anzi, peggiore) dopo quella di Bologna.

Le pagelle

AGAZZI 6 Con davanti a sé una difesa con i buchi può fare ben poco. Se ne torna a casa con tre

gol sul groppone ma senza colpe. Anzi, compie un paio di interventi importanti, anche se non

eccelle nelle uscite alte.

PERICO 6 Leggermente timido in fase propositiva, anche se non soffre in quella difensiva.

Sostituito da Pisano, mandato in campo con il compito di spegnere le già deboli iniziative del

Lecce.

CANINI 5 Spaesato come non mai, chiude poco e male e nel finale partecipa direttamente al

naufragio. Colpa dei crampi - ha spiegato Donadoni - ma a questi si è aggiunta qualche distrazione.

ASTORI 5 Non è certo il difensore da Nazionale, quello visto ieri. Fuori tempo sul pallone lungo

dal quale nasce il gol dell'1-1, latitante in occasione delle altre due azioni decisive. In difficoltà e

piuttosto nervoso a inizio partita. Bellissima, invece, una sua chiusura su Jeda, giunto a due passi da

Agazzi.

AGOSTINI 5,5 Non spinge mai e non sempre è puntuale nelle chiusure. Partecipa anche lui alle

prova negativa del pacchetto arretrato, che subisce tre gol tutti in una volta dall'avversario meno

insidioso incontrato in questa stagione.

BIONDINI 7 Due conclusioni pericolose e uno spirito battagliero che ha spesso trascinato la

squadra. Indecente l'arrabbiatura dell'attaccante del Lecce Di Michele, che rimproverava al rossoblù

un eccessivo impegno. A questo è ridotto il calcio italiano.

CONTI 7 Un gol, un altro sfiorato, un lavoro prezioso in mezzo al campo. Peccato che il tutto sia

stato vanificato nel finale.

NAINGGOLAN 7 Per quasi tutta la partita è un trattore inarrestabile. A un certo punto sembrava

giocasse da solo contro il Lecce e dava l'impressione di poterla spuntare. Finale in affanno che non

inficia la qualità della prova.

LAZZARI 6 Con un colpo di genio, invita Acquafresca al gol. Bel primo tempo, ripresa in calo,

con diversi palloni sbagliati. Donadoni coglie le sue difficoltà e lo sostituisce giustamente.

COSSU 6,5 Una bella prova, macchiata da un passaggio un po' corto per Ragatzu che, se avesse

trasformato, avrebbe fatto calare il sipario.

ACQUAFRESCA 8 È tornato il serpente velenoso che conoscevamo. Gli forniscono due palloni

giusti e li trasforma in altrettanti gol. Segna la terza rete consecutiva in trasferta.

MISSIROLI 5,5 Splendida la verticalizzazione per Acquafresca, che ringrazia e realizza il

provvisorio 1-3. Poi, però, fa molta confusione e perde qualche pallone di troppo.

PISANO 5,5 Un faticoso rientro dopo l'infortunio e i cinque minuti appena di Marassi. Sbaglia

qualcosa in fase di rilancio e non si sogna neanche di varcare la metà campo. L'unica volta che lo fa,

Missiroli lo ignora.

RAGATZU 5,5 Pesa come un macigno l'occasione sbagliata al 93', quando, a porta vuota, non

riesce a spingere in rete la palla (un po' corta) del 4-2. Ruvido in qualche controllo, in serie A

occorre grande precisione.

DONADONI 6 Che dire? La sua squadra domina la partita ma la difesa lo tradisce. Difficile

attribuire colpe all'allenatore per questo.

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LECCE : Rosati 7, Tomovic 5.5, Fabiano 6, Ferrario 5, Mesbah 6, Grossmuller 5, Giacomazzi 5.5,

Olivera 6, Munari 5, Jeda 5, Di Michele 5, Gustavo 6, Corvia 6, Brivio 5. Allenatore: De Canio 5.

IV. P.

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L’attaccante somiglia sempre più al giocatore che, due anni fa, fu inseguito da mezza Serie A

La primavera di Acquafresca

Una doppietta nel giorno della centesima partita in rossoblu

LECCE Apre con un tiro al volo da fuoriclasse, poi si affida alla rasoiata che manda sott'acqua il

Lecce prima della rimonta finale. Sempre più a suo agio nel ruolo di punta unica, Robert

Acquafresca festeggia la centesima partita in rossoblù, regalandosi la seconda doppietta stagionale.

Non basta però per spingere il Cagliari verso i tre punti. «Peccato, negli ultimi minuti abbiamo

commesso degli errori e la vittoria è sfumata». Finisce tre a tre e il Lecce trova una boccata

d'ossigeno insperata, tenendosi ancora fuori dalla zona bollente della classifica.

L'attaccante rossoblù assomiglia sempre di più al cecchino che due anni fa aveva fatto innamorare

le squadre di mezza Italia. Ottavo gol in campionato e una primavera che si sta facendo luminosa

nel Cagliari dopo Matri: Acquafresca ha ormai una condizione fisica e mentale che potrà garantire

altre soddisfazioni ai rossoblù nelle ultime cinque gare di campionato. «Per me è stata una bella

giornata, sono arrivati due gol importanti, anche se macchiati dal risultato finale».

La prima stoccata arriva dopo venti minuti e chiude una giocata magistrale avviata da Nainggolan e

rifinita da Lazzari. Acquafresca vede la palla scendere verso l'area e decide per la conclusione

volante. Destro potente e nessuna possibilità d'intervento per Rosati. «Davanti a me c'era Ferrario.

Ho pensato “se non la tocca, tento di battere di prima intenzione”». Il difensore del Lecce è in

ritardo e Acquafresca può completare il suo piano: «Ho colpito bene e siamo passati in vantaggio».

Il Cagliari va, i padroni di casa fanno fatica ad arginare il gioco dei rossoblù. I salentini trovano il

pareggio in avvio di ripresa ma poi devono vedersela col nuovo scatto in avanti di Cossu e

compagni. La testata sotto porta di Conti regala il nuovo vantaggio e subito dopo Acquafresca si

lancia nell'affondo vincente che sembra mettere in cassaforte i tre punti per il Cagliari. Assist

preciso di Missiroli e scatto del cannoniere sul filo del fuorigioco: «Sono partito verso la porta e

sono riuscito a battere il portiere in uscita». E' la metà del secondo tempo, per il Lecce è una

mazzata. La partita sembra chiusa. «E invece non siamo stati in grado di imporre sino alla fine il

nostro gioco».

Com'è lontano il 2010 delle grandi delusioni («l'unica cosa che salvo è il ritorno a Cagliari», aveva

sussurrato Acquafresca a fine anno). Negli ultimi mesi la crescita dell'attaccante è stata costante,

con un ruolo sempre più da protagonista negli schemi disegnati da Donadoni. E anche i gol solo non

sono più isolati come prima. L'attaccante torinese arriva molto più spesso alla conclusione e i

numeri confermano che i tempi duri sono alle spalle. «In questo periodo mi sento sereno»,

conferma, «entro in campo con la mentalità giusta e questo mi consente di giocare con più lucidità e

di farmi trovare pronto nelle conclusioni sotto porta». Immediata la chiamata verso i compagni: «Se

io segno è perché attorno a me c'è il lavoro di tutta la squadra. E anche a Lecce si è visto bene

quanto contano le azioni corali». Il numero nove del Cagliari spera che le cose continuino a girare

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per il verso giusto: «Mi auguro che il 2011 possa darmi ancora soddisfazioni e che funzioni sempre

tutto bene per il Cagliari». L'importante è che ora il Cagliari trovi il modo di riprendersi i punti persi

un po' ingenuamente a Lecce. L'occasione è dietro l'angolo. Sabato al Sant'Elia arriva la Fiorentina,

la missione vittoria non può essere scalfita da nessuna distrazione.

De Canio: “Risultato riacciuffato nel cuore”

LECCE «Abbiamo riacciuffato il risultato col cuore». Una smorfia sofferta, ha sfogato tutta la sua

gioia davanti alla panchina al gol di Corvia e ora che la partita si “rigioca” in sala stampa, Gigi De

Canio quasi fatica a trovare le parole e la voce. «Questo pareggio premia la nostra determinazione»,

sottolinea il tecnico del Lecce. E poco importa se alla vigilia sperava di conquistare l'intera posta in

palio, considerato il fattore campo. «Il pareggio non solo ci consente di allungare la serie positiva,

ma alimenta anche l'autostima in vista del rush finale», assicura l'allenatore dei giallorossi.

Eppure non è stato il miglior Lecce della stagione, tutt'altro. Subiti tre gol. «Ma questa non è una

novità, è nel nostro dna subire parecchie reti», precisa paradossalmente De Canio. «L'importante è

segnarne altrettante, o possibilmente almeno una in più». Certamente, il suo Lecce ci ha creduto

sino alla fine.

F. G.

Cossu: “Sul contropiede avrei dovuto tirare in porta”

LECCE Il rimpianto lo scorta lungo le scalette che separano gli spogliatoi dello stadio Via del mare

dal piazzale dove è parcheggiato il pullman del Cagliari. «Abbiamo fatto una grande gara,

meritavamo di vincerla». Andrea Cossu non si dà pace. La palla del ko, tra l'altro, è passata proprio

dai suoi piedi, quando in contropiede ha passato la palla a Ragatzu per il possibile quattro a uno. «A

posteriori posso dire di aver peccato di altruismo», dice il fantasista cagliaritano. «Forse avrei

dovuto tirare in porta, purtroppo, però, passare la palla mi è sembrata la cosa migliore in quel

momento. Magari se avessi fatto il contrario e sbagliato sarebbe stato peggio ancora». Il pronto

riscatto passa ora per la gara con la Fiorentina: «Dobbiamo fare una grande prestazione, come

quest'ultima, del resto. Perché a parte il risultato finale, a Lecce si è visto un grande Cagliari».

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Il portiere giallorosso

Dietro Rosati c’è un pezzo di Sardegna

RESTA IL TABÙ La vittoria al Via del Mare resta un miraggio per il Cagliari. L'ultimo sorriso

risale a 17 anni fa. Il primo maggio del '94 era stata decisiva la rete di Oliveira per l'unico successo

dei rossoblù in A. Da allora tante giornate amare, con quattro sconfitte e due pareggi. E anche in

tempi più lontani il Cagliari è andato via da Lecce quasi sempre con le pive nel sacco. Nel

dopoguerra è arrivata solo la vittoria (2-1) in B nell'83-84. Prima, bisogna risalire al 2-0 della

lontanissimo 31-32, sempre in B.

I GEMELLI DELLA DIFESA Astori e Canini vanno a braccetto con una sintonia incredibile in

questa stagione. Entrambi hanno giocato 2790 minuti, saltando due partite a testa. Ieri non è stata

una bella giornata per i due difensori che hanno dovuto fare i conti con tre gol.

LA BANDIERA Alle porte dello stadio sventola la bandiera rossoblù accanto a quella giallorossa

del Lecce. Usanza insolita ma un'accoglienza che addolcisce un po' il clima attorno a una gara

attesissima.

«CHI NON SALTA E' RADIOATTIVO» Ci sono anche tanti tifosi del Lecce a metà mattina, in

piazza Sant'Oronzo, nel cuore storico della città salentina. Centinaia di persone manifestano per dire

«no al nucleare». Cori, applausi e sciarpe giallorosse a rilanciare la convinzione che lo sviluppo

energetico non debba passare attraverso i rischi delle centrali nucleari.

ROSATI E IL PREPARATORE SARDO C'è un pezzo di Sardegna nella storia professionale del

portiere del Lecce Antonio Rosati. Il numero uno ha iniziato la carriera nella Lazio col preparatore

cagliaritano Alessandro Carta, ex portiere di Gialeto e La Palma. E Rosati non dimentica mai di

ringraziare chi lo ha aiutato ad arrivare alla A.

G.Z.

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Il personaggio: la quinta rete della stagione non basta a mascherare la delusione

Conti, a segno senza sorriso

“Non abbiamo sfruttato l’occasione per il quarto gol”

LECCE Segna il gol del secondo vantaggio rossoblù, centra quota cinque in campionato

(avvicinandosi al suo record) ma non ha il sorriso dei giorni migliori. Daniele Conti lascia Lecce

con una punta di rammarico: «Avevamo la vittoria in mano, con un po' d'attenzione in più ci

saremmo potuti portare via un gran bel risultato». Il ritorno in extremis dei salentini spegne i sogni

di gloria dei rossoblù che allungano così la striscia senza vittorie allo stadio via del Mare: l'ultimo

successo risale a diciassette anni fa. «Sembrava quasi fatta, ma il loro secondo gol ha rimesso in

gioco il risultato perché i nostri avversari hanno ripreso fiducia», continua il capitano. «Sono stati

abili a buttare tutte le palle in avanti per trovare il pareggio, mentre noi non abbiamo sfruttato

l'occasione per il quarto gol». Alla fine però Conti sceglie la filosofia: «Andiamo avanti». Si tiene

stretto il punto di Lecce e anche il quinto sigillo personale che conferma le sue doti da cannoniere.

La testata del secondo vantaggio rossoblù è perfetta e piega le mani al portiere Rosati. «Ma non è

bastato per strappare tre punti che sembravano già conquistati».

NAINGGOLAN Anche Radja Nainggolan non nasconde la delusione per la vittoria sfumata

all'ultimo respiro e prova a ripensare al film della partita: «Con un po' più di cattiveria avremmo

potuto chiudere il primo tempo con un vantaggio maggiore», osserva il belga, che proprio nella

prima frazione di gioco ha dato il meglio di sé, favorendo le ripartenze del Cagliari e lanciando

l'azione del vantaggio di Acquafresca.

Nella ripresa arriva il pari del Lecce ma il Cagliari non si ferma e segna altre due volte. «Loro

avevano fame di punti, noi abbiamo dimostrato di essere in buona forma, controllando per lunghi

tratti la partita». La squadra salentina riesce a riemergere quando il risultato sembra compromesso:

«Se guardiamo i tre gol presi, la prima cosa che viene in mente è che li potevamo tranquillamente

evitare». Nainggolan ha ancora davanti agli occhi l'azione che avrebbe potuto chiudere ogni

discorso: «Sul 2 a 3 il gol vittoria sembrava quasi automatico, così non è stato e qualche istante

dopo è arrivata addirittura la mazzata del pareggio di Corvia».

AGAZZI Lascia lo stadio di Lecce scuro in volto Michael Agazzi: «Quando le cose vanno a finire

in questo modo, c'è proprio poco da dire», taglia corto il portiere rossoblù prima di salire sul

pullman che di lì a poco porterà il Cagliari all'aeroporto di Brindisi. Lo scatto d'orgoglio arriva a

ruota: «E' stato davvero un peccato, avevamo la vittoria in mano e forse non siamo riusciti a

mantenere l'attenzione per controllare il risultato».

Agazzi sostiene che «per gran parte della gara» l'atteggiamento della squadra «è stato quello giusto»

con «un bel gioco in grado di mettere alle corde il Lecce». Nei minuti finali il Cagliari paga il calo

di concentrazione: «Bisogna sottolineare che i nostri avversari ci hanno messo del loro per

complicarci i piani. Fabiano e Corvia sono stati bravi a trasformare in gol il pressing finale del

Lecce». Resta il fatto, ribadisce il numero uno rossoblù, «che eravamo ormai certi di portare a casa i

tre punti e invece è arrivata la beffa all'ultima azione».

CANINI Domenica sofferta anche per Michele Canini, che lascia gli spogliatoi dello stadio di

Lecce ancora incredulo per l'epilogo della gara. «È stato un finale incredibile», spiega. «In pochi

secondi siamo passati dal possibile 2 a 4 al pareggio. Una grande delusione per tutti. Probabilmente

non siamo stati abbastanza lucidi per gestire il vantaggio e la disperazione dei nostri avversari ha

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preso il sopravvento quando sarebbe bastato semplicemente controllare la partita».

Il difensore rossoblù si consola con «la mentalità vincente che ogni domenica stiamo portando in

campo». La vittoria sfuma, «ma resta la determinazione di una squadra che gioca sempre senza

timore. Forse dobbiamo essere un po' più cinici e fare maggiore attenzione quando si devono

chiudere le partite».

Nella terza giornata del campionato di A svedese, il neo rossoblu dà la vittoria al Mjallby

El Kabir prepara i gol cagliaritani

LECCE Dopo le minacce di morte dei tifosi avversari il gol della vittoria. Mostapha El Kabir

protagonista sempre e comunque con la maglia del Mjallby (lo sarà ancora per pochi mesi)

nell'Allsvenskan, la serie A svedese. Il prossimo attaccante del Cagliari ha, infatti, realizzato al 28'

della ripresa la sua prima rete stagionale contro il Kalmar, nella terza giornata del torneo iniziato il

2 aprile. Il campionato in Svezia ha ritmi e tempi diversi, il girone d'andata si conclude, infatti, a

luglio, mentre il ritorno a ottobre, per un totale di trenta partite.

El Kabir parteciperà soltanto alla prima parte della stagione per poi aggregarsi al Cagliari durante il

ritiro pre-campionato. Classe 1988 (proprio l'88 è il numero che porta da sempre sulle spalle),

marocchino, ma col passaporto olandese, ha già raggiunto l'accordo con il club rossoblù e,

addirittura, svolto le visite mediche nel corso di un blitz in Sardegna qualche settimana fa.

E proprio in quei giorni, una volta rientrato in Svezia, il bomber che molti paragonano a

Ibrahimovic (c'è chi addirittura lo definisce “il nuovo Zlatan”) ha detto di essere rimasto

positivamente sorpreso dalla città dove – presumibilmente – giocherà nei prossimi quattro anni. Ha

precisato anche di aver visto l'impianto sportivo di Assemini (dove, per altro, ha dormito assieme

agli intermediari italiani che hanno portato avanti la trattativa con il Cagliari) e conosciuto Roberto

Donadoni, che sarà appunto il suo nuovo allenatore.

Quest'ultimo campionato non era cominciato nei migliore dei modi per El Kabir (che lo scorso anno

aveva realizzato 10 reti in 24 partite) e per il Mjallby in generale. Due sconfitte nelle prime due

giornate, una di queste con l'Helsingborg, formazione con la quale il ventiduenne attaccante

marocchino non sembra avere un buon feeling. Già nella passata stagione aveva avuto delle frizioni

in campo con qualche giocatore, stavolta nel concitato dopo gara se l'è presa anche con i tifosi

(insultandoli, pare, pesantemente) i quali hanno replicato, ventiquattr'ore più tardi, minacciandolo di

morte attraverso scritte sui muri della città. Sulla vicenda è intervenuta anche la dirigenza del

Mjallby che ha difeso a spada tratta il neo rossoblù.

Sabato, però, El Kabir ha ricominciato a far parlare di sé per le prodezze sotto porta. Il suo gol ha

consentito al Mjallby (la gara è finita 1-0) di conquistare i primi tre punti del campionato e

riprendere la scia che aveva interrotto durante la pausa. Lo scorso anno, infatti, aveva ottenuto da

neo promossa uno storico sesto posto.

El Kabir ha già precisato di voler lasciare ulteriormente il segno prima di trasferirsi in Italia e

iniziare a segnare per il Cagliari, dove troverà uno dei giocatori che più ha apprezzato negli ultimi

anni attraverso la tv satellitare e you tube: Andrea Cossu. Anche per i suoi assist (sui quali conta per

mettersi in evidenza in maglia rossoblù), ha preferito il Cagliari all'Everton.

F. G.

1


Pisano e lo stadio portafortuna

Il Via del Mare non è uno stadio qualunque per Pisano che proprio qui a Lecce ha esordito in serie

A. Stagione 2004-2005, era il Cagliari di Arrigoni. L'espulsione di Lopez aveva costretto il tecnico

rossoblù a togliere dal campo un giocatore offensivo come Zola e inserire proprio il terzino

selargino, all'epoca diciottenne. Domenica agrodolce per Pisano visto il risultato finale (3-1 per i

pugliesi). Come ieri, del resto. ( f.g. )

Pag. 26

Cagliari, beffa all’ultimo respiro

Doppietta di Acquafresca e gol di Conti prima del crollo nel finale

LECCE Cellino aveva chiesto alla squadra una risposta dopo il pari col Brescia. I rossoblù

hanno accolto l’invito a metà. A Lecce hanno giocato bene per 88’, avevano la vittoria in

mano, ma negli ultimi secondi sono stati capaci di sciupare tutto. Erano in vantaggio di due

gol (doppietta di Acquafresca e Conti) fino al 42’ della ripresa, poi c’è stato un calo di

concentrazione e il Lecce, prima con Fabiano e dopo con Corvia, ha rimesso in piedi una

partita compromessa.

E’ stata una beffa, che sarà faticoso digerire. Il Cagliari ha dimostrato di avere qualità, quantità e

forza fisica, ma anche limiti che si ripetono pericolosamente. Come a Bologna, la vittoria è sfuggita

all’ultimo secondo.

Conferme. Roberto Donadoni non cambia. L’allenatore del Cagliari ripropone la stessa formazione

presentata contro il Brescia. Ci sono sia Perico (preferito a Pisano) che Lazzari (Missiroli parte dalla

panchina), schierato sulla stessa linea di Cossu, con Acquafresca unica punta. Conti a dettare i

tempi di gioco, Nainggolan e Biondini sugli esterni a “faticare” e pressare i portatori di palla del

Lecce. I pugliesi rispondono con l’ex Jeda e Di Michele in avanti, Giacomazzi davanti alla difesa a

fare da regista, Olivera esterno. Un 4-1-3-2 che si trasforma a seconda delle situazioni di gioco in

un 4-3-1-2, o 4-4-1-1. In campo c’è Ferrario, ma esce dopo mezz’ora. In avvio di ripresa fuori

Grossmuller e dentro Brivio, con Mesbah che avanza sulla linea dei centrocampisti.

Bobo gol. Lo aveva detto in settimana che il suo obiettivo era quello di arrivare a quota dieci reti

(adesso è a otto centri). L’attaccante non ha perso tempo e alla prima occasione ha colpito. Lazzari

gli ha regalato un cross calibrato che lui ha scaraventato alle spalle di Rosati con un tiro al volo a

mezza altezza. Ripetendosi nella ripresa su assist di Missiroli, con un preciso rasoterra che non ha

dato scampo al portiere. Un altro tassello sulla via della riconferma per la prossima stagione.

Cellino è sempre più convinto che valga la pena spendere un bel po’ di milioni di euro (6-7) per

riscattarlo.

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Il tema. Cossu è un’anguilla, si muove da una parte all’altra del campo senza dare punti di

riferimento; Lazzari spesso diventa la prima punta, mentre Acquafresca torna un po’ indietro

favorendo gli inserimenti da dietro; Nainggolan e Biondini, aiutati da Conti, tengono la squadra

corta, sempre pronta a ripartire. Accorgimenti tattici che nel primo tempo mettono a soqquadro la

difesa del Lecce, spesso in difficoltà e in inferiorità numerica in mezzo al campo, incapace di

trovare il bandolo della matassa.

Ripresa choc. Passano solo 3’ nel secondo tempo e Mesbah rimette le cose a posto, chiudendo uno

scambio con Di Michele. Nell’occasione la difesa del Cagliari dorme. Torna subito in mente la gara

col Brescia, nella quale c’è stata una metamorfosi in negativo dei rossoblù. Donadoni toglie Perico

un po’ in affanno e inserisce Pisano. E subito dopo Missiroli per Lazzari, che quando la gara sale di

tono agonistico, non incide. La mossa è quella giusta, perchè proprio Missiroli offre ad Acquafresca

la palla del terzo gol. L’attaccante, solo davanti a Rosati non perdona. De Canio sostituisce l’ex

Jeda e getta nella mischia Corvia. E’ la mossa della disperazione. Spazio anche a Ragatzu e tanti

applausi per Acquafresca. Nel finale gloria per Fabiano che accorcia le distanze. Ragatzu sbaglia un

gol a porta vuota e l’errore costa carissimo. L’ultima azione è fatale: Corvia viene lasciato solo in

area, calcia a volo indisturbato ed è il 3-3. E’ un boccone amaro da ingoiare.

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“Siamo delusi, il pari ci sta stretto”

L’allenatore del Cagliari recrimina: “Così resta l’amaro in bocca”

LECCE. Prova a mascherare la delusione, sfoderando parole di circostanza. Ma si vede che

Roberto Donadoni non è contento. E non può esserlo per una vittoria sfuggita quando ormai il

risultato sembrava al sicuro. Altri due punti persi, come quelli lasciati a Bologna.

«Purtroppo siamo qui a parlare di una partita buttata - esordisce l’allenatore del Cagliari -. Siamo

mancati di determinazione quando abbiamo avuto le occasioni per chiudere definitivamente il

conto. Errori che abbiamo pagato a carissimo prezzo. Sono limiti che ci trasciniamo e sui quali

dobbiamo lavorare per migliorare. E’ un peccato perdere queste occasioni, anche se va detto che il

Lecce non ha mai mollato ed è stato aiutato dalla fortuna, soprattutto in occasione del secondo gol.

Canini aveva i crampi e non ha potuto contrastare Fabiano. Guarda caso, il pallone è finito proprio

dove c’era il giocatore leccese».

Donadoni dice queste parole con un sorriso amaro sulle labbra. Ma poi elogia la squadra per quello

che ha saputo fare per 85 minuti. «Abbiamo giocato un ottimo calcio. Credo che il livello espresso

da Cagliari sia stato alto. Non è facile venire a Lecce, contro un avversario che ha bisogno di punti

per salvarsi e, essere a lungo padroni del campo. Stavamo conducendo in porto la gara

meritatamente, poi c’è stato quel finale che ci ha penalizzato».

Il Cagliari si è lasciato coinvolgere nella bagarre, non è stato lucido come avrebbe dovuto. «Loro a

un certo punto - aggiunge l’ex ct della nazionale - hanno capito che l’unico modo per essere

pericolosi era buttare palla avanti, sperando in qualche rimpallo favorevole. Hanno fatto salire le

torri ed è normale che noi abbiamo un po’ arretrato il baricentro. Ma non lo abbiamo fatto per

nostra volontà, semplicemente la loro spinta ci ha costretto a indietreggiare. Comunque, resta

l’ottima prestazione».

Se un neo si può trovare alla gestione di Roberto Donadoni, è quello di non essere ancora riuscito a

trasmettere alla squadra la mentalità vincente. «Sono d’accordo in parte - spiega -. Diciamo che

l’esperienza e la maturità ti consente di far fronte ai momenti difficili e anche di sopperire ad alcune

lacune. Dobbiamo essere più attenti, più determinati».

Infine, il mister parla dei suoi giocatori in termini molto positivi: «E’ un piacere allenare questo

gruppo. In settimana ho sentito discorsi assurdi. Invece, oggi abbiamo dimostrato che non abbiamo

mollato, siamo stati presenti sempre e ce la siamo giocata alla grande».

Il gol del Lecce è arrivato quando i tre minuti di recupero erano già scaduti. «Questo è vero, ma

siamo tutti bravi col cronometro. Anche a me succede, qualche volta, di perdere un po’ la calma. Sì,

ho protestato con l’arbitro, ma l’ho fatto con molto garbo».

Tensione a fine partita. Di Michele ha detto parole non proprio carine a Biondini. Forse perchè si è

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impegnato troppo? Donadoni sorvola e conclude così: «Quando sono uscito dal campo non ho visto

nulla. Era tutto tranquillo negli spogliatoi, se poi c’è stato qualcosa prima, questo non lo so.

Comunque sono fiducioso per il futuro, questa è una squadra di grande qualità».

Le pagelle

AGAZZI 6,5 Nel primo tempo solo lavoro di ordinaria amministrazione. Nella ripresa una grande

parata su Gustavo.

PERICO 6 Diligente, attento nelle chiusure e pronto a sganciarsi in avanti quando c’è la possibilità.

Inizia male la ripresa e Donadoni lo sostituisce dopo pochi minuti.

AGOSTINI 6,5 Spinge meno del suo compagno, ma dalla sua parte non c’è trippa per gatti per i

giocatori del Lecce.

ASTORI 5,5 Puntuale, nelle chiusure. Bene in alcuni anticipi. Nella ripresa si distingue per alcune

chiusure perfette. Ma sul gol di Corvia nel recupero, dov’era?

CANINI 5,5 Anche lui gioca con attenzione ed è sempre pronto a chiudere ogni varco. Nel finale

qualche errore di troppo.

NAINGGOLAN 7 Un diga insuperabile. Corre, lotta, costruisce e distrugge senza problemi. Un

moto perpetuo. E’ facile capire perchè è inseguito da una mezza dozzina di club importanti. Tra i

quali Milan e Inter.

CONTI 7 Il regista sembra che giochi a ritmo blando, ma è sempre al posto giusto al momento

giusto. Va vicinissimo al gol nel primo tempo. Fa centro nella ripresa di testa, su angolo di Cossu.

BIONDINI 6,5 A centrocampo si fa sentire. Combatte come sempre e in fase di costruzione è

sempre prezioso.

COSSU 7 Imprendibile per gli avversari. Una spina nel fianco. Prova due volte la conclusione ma

non è fortunato. Suo l’angolo dal quale nasce la rete di Conti. Poi regala a Ragatzu la palla per

chiudere la sfida, ma l’attaccante sbaglia.

LAZZARI 6 Si muove tantissimo e spesso diventa la prima punta. Suo l’assist per il gol di

Acquafresca. Nella ripresa il Lecce è più aggressivo e lui soffre, così dopo 15’ lascia il posto a

Missiroli.

ACQUAFRESCA 7,5 Segna un gran gol al volo. Si ripete nel secondo tempo freddando Rosati con

un rasoterra. E’ la conferma che questo è un giocatore ritrovato.

PISANO 6 Prende il posto di Perico dopo pochi minuti nella ripresa e fa il suo dovere con

personalità.

MISSIROLI 6 Subito protagonista, regala l’assist del 3-1 ad Acquafresca.

RAGATZU 5 Sbaglia un gol a porta vuota, doveva solo spingere la palla in fondo al sacco, ma non

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ci riesce. E’ un errore che costa carissimo al Cagliari.

R. M.

I rossoblu non riescono a fare 5

Avrebbe eguagliato il record in trasferta del 1968-69

LECCE. Ieri il Cagliari ha perso l’occasione di fare 5. Non avrebbe vinto una bella sommetta al

Superenalotto, ma violando il campo del Lecce avrebbe eguagliato le squadra del campionato 1968-

1969, che in quella stagione si impose per cinque volte lontano dal campo amico. Il primato di sei

successi fuori casa appartiene alla formazione che ha vinto lo scudetto nel campionato 1969-70 e a

quella del torneo 1992-1993. Conti e compagni hanno sciupato una bella occasione e se facciamo

un piccolo salto indietro con la memoria, facendo proprie queste due partite, il Cagliari di Donadoni

avrebbe raggiunto un piccolo record: equagliare quello di Gigi Riva e Manlio Scopigno, formazione

che ha regalato la gioia più grande agli sportivi sardi. (r.m.)

Pallone in tribuna

Una squadra che deve ancora maturare

CAGLIARI. Chiuso il primo tempo in vantaggio di un gol e con una prestazione da manuale è

d’obbligo aprire il vocabolario dei sinonimi per non essere ripetitivo nell’elogiare la prova del

Cagliari. Poi in apertura di ripresa il gol del pareggio leccese. Fermi tutti. Passano meno di venti

minuti e Conti rimette le cose a posto riportando nuovamente il Cagliari in vantaggio. Poi

Acquafresca in contropiede sigilla il 3 a 1. E’ fatta! Questo Cagliari non può fare di più: ha esibito

tutto il repertorio di qualità tecniche e tattiche. Annoti: splendido, stupendo, fantastico,

meraviglioso, mirabile, superbo, ottimo, eccelso. Sono tutti aggettivi che il Cagliari merita per

quanto fatto per 92 minuti. Sul 3 a 1 il Lecce appare paralizzato e i rossoblu, rallentando il ritmo,

gestiscono con padronanza il gioco.

In difesa Canini e Astori sono insuperabili, a centrocampo Conti dirige al meglio le trame e le

aperture su Nainggolan e Biondini, e Cossu immarcabile variando sulle fasce e proponendosi anche

in zona tiro, con Acquafresca implacabile in zona gol. A tre minuti dal 90’ Fabiano approfitta dei

crampi di Canini e indisturbato segna il secondo gol per i pugliesi. Donadoni s’arrabbia. Ancora di

più al 92’ quando Cossu in contropiede a tu per tu con il portiere anziché tirare tenta l’assist per

Ragatzu. Sfuma il quarto gol. Scorrono i secondi. I rossoblu appaiono preoccupati. L’arbitro Banfi

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va oltre con il recupero e al 94’ Corvia, smarcato, sigilla il tre a tre. Butti nel cestino tutti gli

aggettivi, meritati dal Cagliari fino al 92’, e li sostituisci con un solo: stupido.

Perché è francamente stupido pareggiare così una partita dominata in lungo e largo. Più stupido del

pareggio della settimana precedente al Sant’Elia contro il Brescia. Il Cagliari ha qualità e gioca bene

grazie a Donadoni: deve crescere in personalità e imparare a gestire meglio le fasi calde, quando la

fatica fisica procura anche affanno mentale. Il Lecce ha fatto il suo. Nel Cagliari ancora una volta

nei momenti decisivi qualcuno, forse, s’è guardato allo specchio!

Pag. 29

Cellino, un futuro al Massimo

“Lo stadio nuovo è fondamentale per la nostra crescita”

ASSEMINI. Lo stadio e l’exploit in Lega, Ceppelini, El Kabir e i rinnovi di Biondini e Cossu.

Più la trasferta a Sassari. Musicale, stavolta. Massimo Cellino sul tema glissa. Il patron

risponde al rientro da Milano, venerdì. E’ felice per il boom di Davide contro Golia: “In Lega

c’è stata una svolta epocale”. E il concerto? Ormai è certo. I “Maurilios”, la band del patron

rossoblù, a maggio suonano al “Verdi”.

-Rock e beneficienza.

«Il nord Sardegna è molto vicino al Cagliari, ci hanno coinvolto in un’opera di solidarietà, per noi è

motivo d’orgoglio partecipare».

- Eagles e Deep purple. Assoli di Gibson e pallone. Una storia da scrivere. Come quella con i

tifosi.

«Se nel sassarese ci sono molti juventini la colpa è anche nostra che non li abbiamo messi al

meglio per tifarci. Il Cagliari è della Sardegna, la tifoseria del nord è presente e costituisce un

tesoro. Il nuovo stadio risponde anche a loro».

- Karalis Arena, impianto che guarda al futuro. Con l’Enac che mostra i muscoli e la Regione

che accelera. Cellino lo sa: è la sua puntata più importante.

«Faccio ammenda: ho detto di una burocrazia infernale. Ma ora, negli assessorati regionali

all’ambiente, urbanistica e sport, dai funzionari ai dirigenti, ho trovato disponibilità e competenze.

- Qual è lo stato dell’arte?

«Abbiamo spostato la struttura dalla zona delle piste a quella dell’aerostazione. L’istruttoria sarà

più agile anche per la valutazione di impatto ambientale. Sono fiducioso».

- Vito Riggio, presidente Enac, è stato chiaro: lo stadio a Elmas è pericoloso.

«Nelle varianti proposte alla Regione abbiamo inserito anche le valutazioni sulla sicurezza. Se lo

stadio fosse pericoloso, dovrebbe esserlo anche la zona arrivi e partenze. Procediamo nel rispetto

delle regole.

- Sui tempi, si parla di settembre per i lavori di urbanizzazione e di dicembre per l’impianto.

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E’ così?

«Nei giorni scorsi ho visitato i cantieri a Roma, in Germania e in Liguria dove stanno costruendo la

struttura: le capriate di copertura sono pazzesche. Lo stadio è prefabbricato a moduli in fibre di

carbonio e acciaio, i pannelli sono frutto di brevetti esclusivi, anche i gradoni sono innovativi. Uno

stadio che può essere ampliato di 10 mila posti con due mesi di lavoro».

- Pagherà lei i lavori di viabilità?

«Sì, era questo l’accordo col comune di Elmas. Anche se con le modifiche si passa da due milioni

di euro a otto. E non ci sarà cemento, come nello stadio della Juve, perché più della metà dell’area

sarà parco. Anche ad Assemini potevo costruire 200 mila metri cubi di residenziale e ho fatto un

campo da golf e tanto verde».

- Eppure, il Cagliari lascia la città...

«Mi è dispiaciuto andar via ma non ho avuto scelta. Poi, Elmas è nell’area urbana. Mi auguro che il

nuovo sindaco di Cagliari non perda l’occasione per riqualificare l’area del Sant’Elia: potrebbe

sorgere un parco attrezzato».

- Voltiamo pagina. Cos’è successo in Lega?

«I quindici club medio-piccoli hanno formato un blocco vincente: crolla il principio dei meriti e

passa il principio del “doppio tifoso”. Un disegno nuovo dei bacini di utenza disciplina circa 200

milioni di euro dei diritti tv».

- E siamo al Cagliari. A salvezza acquisita, si frena?

«No. I giocatori dicono che gli altri hanno l’acqua alla gola: sono retrocesso due volte, ho preso

calci in faccia e nessuno ci ha regalato niente».

- Presidente, Biondini e Cossu rimangono?

«Sì, se loro non decidono altrimenti. E non conta che siano in scadenza nel 2012. Conti ha

rinnovato tre volte. Cossu sa che meglio gioca più guadagna. E così Biondini. L’intesa è reciproca e

guarda al nostro futuro».

- A proposito di futuro, El Kabir e Ceppelini sono pronti?

«Abbiamo chiuso in fretta l’acquisto rischiando, sono promettenti ma devono affinarsi. Se ho visto

bene, precedendo vari club, ho preso due giocatori molto interessanti a prezzi da Cagliari».

De Canio: “Reazione premiata”

LECCE. «E’ un risultato che premia la nostra determinazione: altre volte ci siamo lasciati sfuggire

il risultato sul finire, questa volta abbiamo raggiunto il pari dimostrando di avere grande cuore. La

reazione avuta mi autorizza ad essere fiducioso per la volata salvezza». E’ un De Canio abbastanza

realista quello che si presenta in sala stampa, al termine di una gara che ha riservato grandi

emozioni.

«Va riconosciuto il giusto merito ai ragazzi. Un pari che ci consente - dice il tecnico della

formazione salentina - di allungare la nostra serie positiva, in una giornata in cui abbiamo realizzato

ben tre reti ma ne abbiamo prese altrettante: purtroppo questo rientra nel nostro Dna. Essere riusciti

a trovare la via del gol per ben tre volte, invece, non può che infondere maggiore fiducia per il

prosieguo della stagione».

«Nel primo tempo - ammette senza remore De Canio - abbiamo sbagliato nelle ripartenze. Non

abbiamo fatto la gara che dovevamo fare, sapendo anche che gli avversari disponevano di calciatori

più agili dei nostri, e siamo stati abbastanza imprecisi. Forse l’importanza della gara ha prodotto un

impatto non proprio positivo sulla squadra, che ne ha risentito più del dovuto. Per fortuna è arrivato

il riscatto nel finale».

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“Ripartiamo con un punto e tanta rabbia”

Il rammarico di Conti e Nainggolan per la vittoria fallita

CAGLIARI. Cinque minuti di follia. Da mangiarsi le mani: il 3-3 maturato a Lecce non sarà

scordato facilmente. «C’è tanto rammarico, abbiamo sprecato occasioni importati, come quella del

4-2. Torniamo a casa con un punto e tanta rabbia», attacca Nainggolan. Il mediano non si dà pace:

«Credevamo di aver già vinto, abbiamo giocato bene e avremmo meritato la vittoria». Un dopo

partita anomalo. Facce grigie. «Un bel Cagliari sino agli ultimi 5’. Non abbiamo gestito la palla in

maniera intelligente, il Lecce ha preso il pallino del gioco e non ha fatto altro che buttare palle in

area per sfruttare i loro lunghi e cercare la deviazione vincente. Ci sono riusciti», dice Conti. Il

capitano, al suo quinto gol stagionale, non molla. E il messaggio sintetizza il pensiero del gruppo:

«Ci sono altre cinque partite, daremo il massimo». Arriva Cossu. Il passo è quello di chi non ci sta.

La rabbia è evidente. «Abbiamo avuto varie occasioni per chiudere la partita, non ultima la mia.

Abbiamo pagato caro. E mi dicono che l’arbitro ha fatto giocare anche se eravamo oltre mezzo

minuto dopo il recupero».

Un Cagliari abbattuto. Che Donadoni dovrà ricaricare. Eppure, a tratti, i rossoblù - che comunque

confermano il nono posto in classifica - hanno costruito gioco con personalità. Manovre ariose e di

qualità. Con i reparti corti e in equilibrio, proprio come aveva chiesto il tecnico alla vigilia. Ma due

mezzi black out in chiusura di gara hanno demolito una vittoria meritata. “Sono molto contento per

il gol e devo ringraziare Lazzari e i compagni per l’azione. Il secondo è stato più semplice: un

attaccante di fronte al portiere deve metterla dentro. Ma sarei stato più felice se avessimo vinto e

non avessi segnato», spiega Acquafresca.

Bobo gol si porta a quota otto, lasciandosi alle spalle Nené (6 gol). «E’ un periodo in cui sono

sereno e il rendimento lo conferma. Devo dire che almeno finora, il 2011 è stato positivo. Spero

continui così», conclude il bomber. Infine, Agazzi: «Abbiamo giocato bene, con personalità,

rispondendo a chi pensa che siamo appagati. I gol? Sugli ultimi due credo di non avere

responsabilità. Dobbiamo proseguire a giocare così sino alla fine». (m.f.)

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Pag. 2 Speciale Sardegna

Se il tecnico è soddisfatto del pareggio, la squadra non accetta il risultato: non recrimina per

l’arbitraggio, ma si autoaccusa

«Cagliari ingenuo partita regalata!»

I giocatori in coro: «Tre punti svaniti per colpa nostra»

di Ludovico Malorgio

LECCE - Per Cossu, ancora una prestazione maiuscola. Ha corso e ispirato i compagni in ogni zona

di campo, senza mai dare punti di riferimento agli avversari. Leader indiscusso in campo e stato

giudice severo a fine partita. « Noi abbiamo sbagliato a non chiudere la partita poco prima del loro

pareggio - ha dichiarato -potevamo andare sul 4 a 2, invece,abbiamo subito il pareggio del Lecce a

tempo scaduto. La partita era già finita quando ha segnato Corvia. L'arbitro avrebbe dovuto

fischiare la fine venti, trenta secondi prima ».

Le recriminazioni,naturalmente, nel Cagliari si sprecano. Un po' tutti i giocatori rimarcano gli errori

commessi, facendo ammenda.

« Una vittoria svanita per colpa nostra- dichiara Nainggolan -abbiamo avuto più volte la possibilità

di chiudere la partita e non ci siamo riusciti, mentre i tre gol che abbiamo preso erano evitabili.

Nel primo tempo abbiamo concesso pocoad un Lecce che aveva bisogno di vincere e concedeva

poco, era piuttosto nervoso. Anche nella ripresa siamo stati all'altezza, ma non si dovevano

sbagliare tante occasioni da gol. Mettiamoci una pietra sopra e continuiamo a lottare per arrivare

quanto più in alto possibile. Nonostante tutto, abbiamo dimostrato anche oggi che possiamo fare

molto bene ».

CINISMO- Canini, non si dà pace per la mancata vittoria.

« Siamo passati dal 4 a 2 al 3 a 3 nel giro di una manciata di secondi- dice il forte difensore cagliaritano

-nel finale non siamo riusciti a contenere il Lecce e gli arrembaggi di Di Michele e

compagni hanno avuto successo. Volevamo questa vittoria e l'abbiamo cercata con grande impegno.

Il Lecce, da parte sua, ci temeva e ci ha affrontato con grande determinazione. Con un pizzico

di attenzione in più l'avremmo portata a casa come avremmo meritato. Purtroppo è andata così e

non serve a niente recriminare. In futuro dovremoessere più scaltri, come dicevo prima, noi

abbiamo sbagliato il gol el 4 a 2, mentre loro sono stati bravi a confezionare quello del 3

a3.Tuttoqui » .

Per il portiere Agazzi non è stato piacevole piegare tre volte la schiena per raccogliere il pallone

dalla sua porta. Non gli si possono essere addebitate colpe. In ogni caso se i suoi compagni avessero

sbagliato di meno in fase conclusiva, lui non si sarebbe trovato in questa situazione.

« E' stato un vero peccatodichiara il numero uno cagliaritano -con un pizzico di convinzione in più

avremmo potuto chiudere la partita e conquistare tre punti meritati. Fa male prendere gol a partita

conclusa, dopo aver fatto bene. Il Cagliari ha fatto la partita con impegno, è stato in gara per 90',

un po' meno negli ultimi cinque. Purtroppo abbiamo pagato caro questo piccolo calo di tensione e

questo brucia perchè la nostra prestazione è stata davvero importante, anche per merito di un

Lecce mai domo che ha fatto la sua partita con grande determinazione. Comunque, guardiamo

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avanti, cercando di evitare quei piccoli errori, che sommati possono creare grossi problemi, come è

accaduto a Lecce » .

Il tecnico soddisfatto dei suoi, giustifica il pareggio subìto nel finale

Donadoni a sorpresa «Complimenti a tutti»

LECCE - Nessun allenatore sarebbe contento di una vittoria svanita al 94' dopo una prestazione con

i fiocchi della propria squadra. A pochi minuti dalla fine il Cagliari aveva due gol di vantaggio,

poi...

Roberto Donadoni non fa eccezione, ma guarda ben oltre il risultato e dichiara: « Abbiamo espresso

un calcio di ottimo livello contro un Lecce che cercava i punti salvezza con grande determinazione.

Sono orgoglioso dei miei ragazzi, della loro grande professionalità, anche se mi dispiace per non

aver preso i tre punti che avremmo sicuramente meritato. Prima abbiamo avuto ripetutamente la

possibilità di chiudere la partita, sia sul 3 a 1 che sul 3 a 2, non ci siamo riusciti ed abbiamo subito

il pareggio scaturito in un finale in cui il Lecce ci ha costretto ad arretrare con delle palle lunghe

messe in mezzo. Certo i gol sono scaturiti da episodi che avremmo dovuto controllare con un

pizzico di malizia o di esperienza in più. Questo dimostra che dobbiamo crescere ancora un po’,

ma questa squadra ha tutti i mezzi, per farlo » .

SERENITA’ - L'allenatore del Cagliari, dunque, non ha nulla da recriminare sul risultato finale

della partita e a domanda sull'arbitraggio di Banti risponde sereno: « L'arbitro ha fatto la sua parte,

interpretando bene la partita. Non ho visto sbavature nella sua direzione di gara » . Poi, spiega

qualche eccesso di nervosismo tra i giocatori, come un fatto quasi fisiologico, quando la posta in

palio è tanto importante, soprattutto per l'avversario, in questo caso il Lecce.

« Loro giocavano una partita importantissima per la permanenza in serie A - ha aggiunto Donadoni

-la partita è stata molto combattuta e intensa anche dal punto di vista tattico. Il Cagliari ha avuto il

grande merito di tenere sempre alto il livello del gioco, ha commesso solo l'errore di non chiuderla

anzitempo nelle numerose occasioni che ha saputo creare. Ma come ho già detto, la prestazione è

stata davvero eccellente. Complimenti alla squadra e alla società per questa prova di grande

professionalità che mi inorgoglisce ».

l.m.

Pag. 15

LA PARTITA

Di Mesbah, Conti e Fabiano le altre reti: sardi sciuponi, i pugliesi rimontano due gol in sei

minuti

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Acquafresca-Corvia da urlo

Il Cagliari va sul 3-1 con la doppietta dell’attaccante, il giallorosso salva il Lecce al 94’

Nostro servizio

Antonio Guido

LECCE- Daniele Corvia, ancora lui, salva tutto e tutti. Il Lecce, la stagione, l’orgoglio giallorosso.

Quando Giacomazzi al novantaquattresimo gli ha spedito il pallone di testa mancavano meno di

trenta secondi, il Cagliari era avanti di un gol e due minuti prima Ragatzu servito da Cossu aveva

fallito clamorosamente il quattro a due incespicando sul pallone con Tomovic a terra e Rosati ormai

battuto. Sarebbe stato un brutto colpo per i ragazzi di De Canio che cercavano il terzo successo consecutivo

per eguagliare il record di vittorie di fila stabilito sette anni fa da Delio Rossi mettendo

anche una sicura ipoteca sulla salvezza. Un allungo importante per staccare le più dirette concorrenti.

Ma il Lecce, come spesso gli accade, aveva sbagliato l’approccio della partita facendosi dominare

dal Cagliari in lungo e in largo per tutti i primi quarantacinque minuti. Quel gol di Acquafresca,

autentico pezzo di bravura con un gran diagonale di destro al volo su assist di Nainggolan che

Rosati neppure vedeva, sembrava lo sbocco naturale della partita che aveva visto il portiere

salentino chiamato in causa quasi in apertura di match. E più avanti Rosati aveva dovuto addirittura

superarsi per alzare in angolo un pallone di Cossu che stava per finire all’incrocio dei pali.

CAMBIARE FACCIA -Stretto nella necessità di cambiare faccia alla partita, De Canio aveva

accettato tutti i rischi del caso e aveva man mano cambiato identità al Lecce. Dopo essere stato

costretto a sostituire l’infortunato Ferrario con Gustavo, all’inizio del secondo tempo aveva messo

in campo Brivio riportando l’algerino Mesbah nel ruolo a lui più congeniale di esterno alto che lo

aveva visto esaltarsi contro la Juve. E i primi frutti si vedevano subito perchè era proprio Mesbah

riportare il risultato in parità con un gol in spaccata su invitante servizio di Di Michele. Manon era

bastato a rimettere la partita sui binari di un giusto equilibrio. Il Cagliari si risvegliava di colpo e

favorito da un errato lancio all’indietro di Brivio e con la complicità di Gustavo, passava

nuovamente in vantaggio. Pallone fiondato dalla bandierina, Conti si infilava tra Tomovic e Mesbah

schiacciando il pallone dall’alto in basso, Rosati era pronto alla parata ma non tratteneva il pallone

che rotolava dentro la porta. Lecce nello sconforto che aumentava cinque minuti dopo quando

Acquafresca, scattato sul filo del fuorigioco su lancio di Missiroli, infilava per la terza volta Rosati.

COME UN CICLONE -Il Cagliari spadroneggiava e De Canio decideva di giocarsi la carta

Corvia, non nuovo al ruolo di salvatore della patria giallorossa. Il primo tentativo concreto arrivava

con un colpo di testa di Gustavo che Agazzi neutralizzava in angolo. Il Lecce aveva però il pregio

di non lasciarsi prendere dallo sconforto. L’esempio più lampante veniva da Fabiano che dopo aver

ciccato il pallone a due passi dal portiere, si riscattava prontamente subito dopo pervenendo al gol al

quarantatreesimo. Angolo battuto alla perfezione da Olivera per Fabiano che si abbatteva come un

ciclone fulminando di testa Agazzi mal controllato da Pisano e Conti. Nessuna traccia dei due

centrali difensivi. Adesso il Lecce ci credeva e fatalmente si scopriva. Cossu s’involava sulla

sinistra e serviva Ragatzu subentrato da pochi minuti ad Acquafresca. Il ragazzo si impappinava

vedendo svanire il pallone tra Tomovic finito a terra e Rosati che gli faceva muro.

Gol fallito, gol subito. Tutto il Lecce si lanciava in avanti sospinto dal calore del pubblico.

All’ultimo assalto, Giacomazzi pescava libero Corvia, stop di petto e gol. Esplodeva la felicità

giallorossa, ma anche la rabbia cagliaritana. Volavano parole grosse, Di Michele aveva da ridire con

Biondini, perchè sia Lecce che Cagliari avrebbero voluto vincere.

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LE PAGELLE

Giacomazzi d’esperienza

Nainggolan inesauribile

LECCE

7 Fabiano -Riapre la partita con una micidiale inzuccata che lascia di stucco la difesa cagliaritana.

Impeccabile in fase difensiva.

6,5 Corvia -E’ lui a portare l’unghiata più velenosa con stop di petto e gol in pieno recupero che fa

esplodere lo stadio. Quinto sigillo stagionale.

6 Rosati -Ci mette del suo in occasione del gol di Conti ma ha anche il merito di aver sfoderato due

strepitose parate prima su una girata dello stesso giocatore e poi su tiro di Cossu destinato nel sette.

6 Mesbah -Meglio da esterno alto. Lascia subito il segno quattro minuti dopol’intervallo.

6 Giacomazzi -L’antico magistero lo sorregge in ogni momento. Suo il colpo di testa che manda in

gol Corvia.

6 Olivera -Propizia il gol di Fabiano, cerca lo spunto vincente con giocate di qualità.

6 De Canio (all.) -Ha il grande merito di presentare un altro Lecce dopo l’intervallo. Rischia con

Ferrario, ma poi indovina tutti cambi.

5,5 Tomovic -Soffre le pene dell’inferno con Nainggolan. Provvidenziale la scivolata che manda in

confusione Ragatzu quando stava per segnare il quarto gol.

5,5 Munari -Va su e giù senza incidere.

5,5 Di Michele -Si agita, crea qualche brivido ma non gli riesce mai lo spunto vincente.

5 Ferrario -Esce di scena dopo mezz’ora per infortunio muscolare.

5 Gustavo -Molto approssimativo nelle chiusure, viene colto di sorpresa da Brivio.

5 Grossmuller -Corre tanto, ma spesso anche a vuoto.

5 Brivio -Un erroraccio in disimpegno con palla che finisce in calcio d'angolo favorisce il gol di

Conti.

5 Jeda -Apporto irrilevante, non trova mai lo spazio per il tiro.

CAGLIARI

7,5 Acquafresca L’uomo in più del Cagliari. Due guizzi, due splendidi gol per arrivare a quota

otto.

7 Nainggolan -Uno splendido cavallone capace di dare un corposo supporto in tutte le zone del

campo. Pesca Acquafresca con una gran fiondata in occasione del primo gol.

6,5 Agazzi -Arpiona tutto il possibile e soccombe senza colpe.

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6,5 Conti -Grande personalità.

6,5 Cossu -Giocatore di qualità sempre capace di indovinare la giocata vincente. Si vede negato il

gol da una prodezza di Rosati.

6 Biondini -Ci mette grande piglio e determinazione.

6 Donadoni ( all.) -Il solito Cagliari dai due volti. Fa bene ad arrabbiarsi.

5,5 Perico -Molto anonimo e inespressivo.

5,5 Agostini -Comincia bene, ma si perde nel finale.

5,5 Lazzari -Manda in gol Acquafresca con uno splendido assist poi si concede qualche pausa che

limita il suo rendimento.

5,5 Missiroli -Anche lui indovina un servizio vincente per Acquafresca, ma poi si fa travolgere.

5 Pisano -Il suo ingresso non cambia la sostanza dei rapporti.

5 Canini -Colto dai crampi, molla la marcatura di Fabiano al momento del gol del tre a due. Ma è

assente anche nelle altre occasioni.

5 Astori -In bambola come gli altri difensori nel finale.

5 Ragatzu -S’impappina fallendo il quarto gol che avrebbe potuto chiudere la partita.

L’arbitro

Banti 6,5 -Fischietto internazionale con tutti gli attributi, dirige con grande autorità. Irrilevante la

posizione di Jeda quando pareggia Mesbah.

ant.gui.

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