2005 Linee guida per il rischio rumore.pdf - Audiovestibologia.It

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2005 Linee guida per il rischio rumore.pdf - Audiovestibologia.It

Linee Guida per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro

Dai dati riportati nelle tabelle risulta con evidenza come sia necessario disporre di una diagnosi

audiologica precisa e che tuttavia le condizioni di effettiva maggiore suscettibilità non siano numerose. Ai

fini della completezza del protocollo di sorveglianza sanitaria, infatti l’audiometria deve essere integrata

da consulenza otorinolaringoiatriaca o audiologica e da idonei approfondimenti strumentali ogni qualvolta

la sola audiometria non sia sufficiente per concludere un giudizio diagnostico e diagnostico eziologico. In

caso contrario il medico si troverebbe nell’impossibilità di formulare correttamente il giudizio di idoneità

e di dare indicazioni relative alle opportune misure preventive e/o protettive individuali.

Vi sono promettenti indicazioni che attraverso le otoemissioni acustiche si possano ottenere

informazioni relative alla suscettibilità al danno da rumore. Tali informazioni non sono tuttavia

attualmente disponibili in forma standardizzata. Deludente è risultato in tal senso l’utilizzo degli

spostamenti temporanei della soglia (TTS).

Attualmente il principale strumento di valutazione della funzione uditiva è rappresentato dall’esame

audiometrico che deve essere effettuato in conformità con la normativa già riportata.

Tuttavia le otoemissioni acustiche, che sono generate dalle OHC, si sono dimostrate capaci di fornire

indicazioni relative al danno cocleare da rumore prima di ogni possibile diagnosi audiometrica, si sono

cioè rivelate capaci di fornire indicazioni sul funzionamento dell’amplificatore cocleare. Esse

costituiscono pertanto uno strumento per la definizione di “indici precoci di danno”. Recentemente sono

state fornite evidenze relative alla possibilità di ottenere dati relativi al danno da rumore mediante i test

di soppressione delle otoemissioni con stimolazioni acustiche controlaterali.

Nell’attività del Medico Competente è piuttosto frequente il riscontro di soggetti esposti a rumore,

nei confronti dei quali è opportuno un giudizio di idoneità condizionato. Nell’espletare questa delicata

prestazione è di pertinenza del Medico Competente fornire un parere al datore di lavoro circa

l’adozione di misure preventive e protettive per singoli lavoratori che tengano conto di tutte le

conoscenze sanitarie acquisite e dei dati di esposizione a rumore. Il parere espresso può

comprendere la riduzione dell’esposizione dei lavoratori conseguita mediante misure organizzative

(art. 44, comma 5 del D.Lgs. 277/91).

Si ritiene opportuno che il medico competente delinei con relazione sanitaria-epidemiologica le

correlazioni tra le esposizioni e i danni configurando in tal modo la dimensione del rischio a cui

commisurare le idonee misure preventive (art. 5, comma 1, lettera b). A tale proposito nella maggior

parte delle indagini epidemiologiche pubblicate di recente si è evidenziato che il carattere impulsivo

delle esposizioni a rumore causa un incremento del rischio nei confronti di condizioni che comportino

una esposizione continua di pari energia. In tema di predizione di danno si tenga inoltre presente quali

siano le limitazioni all’applicazione della ISO 1999:1990 (E) di seguito riportate.

ISO 1999: 1990 (E)

4.4.2

… Nei casi in cui il rumore cambia di giorno in giorno, la norma ISO è applicabile solo se il valore

continuo equivalente spl(A) del giorno peggiore non supera di 10 dB il valore medio di spl(A)

calcolato per un periodo di durata maggiore (non superiore ad 1 anno).

Nell’ambito della sua attività ed anche ai fini dell’espressione del giudizio di idoneità il medico

competente dovrà conoscere e prescrivere i DPI.

L’indicazione e/o prescrizione di idonea protezionistica individuale è da considerarsi solo una delle

possibili soluzioni. Essa, comunque, va commisurata all’esposizione quotidiana personale al rumore,

alle condizioni uditive del soggetto, alla presenza di patologie dell’orecchio e dell’apparato vestibolare,

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5. Azioni conseguenti la valutazione