Don Ennio Innocenti - Sindacato Libero Scrittori Italiani

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Don Ennio Innocenti - Sindacato Libero Scrittori Italiani

INDIRIZZO DI SALUTO

Vincenzo Cappelletti

Presidente dell’Istituto Accademico di Roma

Se oggi, con molto rispetto prendo - per la prima volta in quest’ambiente

- la parola, il fatto non è punto rivoluzionario, è piuttosto

significativo d’un nostro comune interesse alla cultura.

Rivoluzionario così sarebbe semplicemente ritornare alla matrice.

Originariamente, infatti, rivoluzione voleva dire ritorno alle origini;

il “De revolutionibus orbium” di Copernico usava il termine revolutio

in questo senso di rivolgimento che torna all’origine. Poi alla fine del

‘700, ma di recente per l’uso del termine revolution, da parte di una

cultura poco filologica e poco filosofica, rivoluzione è passata a significare

rivolgimento, sovversione. Nel secolo cosiddetto della rivoluzione

scientifica una delle formule con le quali viene avviata una fase,

per molti aspetti nuovi, della conoscenza della natura è favola del

mondo da parte di Descartes.

Per quegli accostamenti che si fanno nella nostra mente, mai a

caso, (il caso ha una parte minimale nella vita e di solito di pochissima

importanza), mi veniva fatto di pensare che ci avviciniamo oggi

alla favola di una vita, la vita di don Ennio Innocenti che, parecchi di

noi, aspettano di conoscere più approfonditamente e che presenta

anche ai conoscitori in transito una produzione di scritti con una

straordinaria varietà: la favola di una vita.

La favola del mondo! La formula di Descartes se la adottiamo

qui oggi promette, nel nostro accostamento a una vita, la promessa

di una epifania irricavabile da premesse che non siano quelle della

Creazione (un termine straordinario per la cultura da staccare da

quello che ne rappresenta una verità tanto banale come creatività:

abbiamo bisogno di Creazione: il collega e amico stimatissimo

Giuseppe Sermonti si prepara a parlare di Creazione come di un

ripristino urgente nelle scienze della natura).

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