Il Diario di Paolo - Associazione FIDES ONLUS

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Il Diario di Paolo - Associazione FIDES ONLUS

Presentazione

Nel dare alle stampe questo breve manoscritto di Paolo, che generosi collaboratori hanno voluto si

pubblicasse in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, l’ASSOCIAZIONE FIDES vuole

presentare le ragioni che hanno motivato la sua esistenza come Associazione di Volontariato, che ha per

scopo la riabilitazione e la risocializzazione dei consumatori di droga, l’assistenza ad emarginati gravi e

malati di Aids.

In un contesto sociale dove la vita è sotto ipoteca, dove i mass-media ci presentano la "morte in diretta"

attraverso l’eutanasia come una soluzione al problema, l’Associazione Fides (con le comunità CA’ Nostra

e l’Emmanuele, Casa degli Amici e altre attività) vuole testimoniare il principio evangelico che LA VITA E’

UN DONO.

I suoi obiettivi sono:

• condividere la vita con i più deboli

• far ricuperare la dignità di persona

• far riscoprire che Dio ci è Padre;

e nella comunità di malati di AIDS:

• vivere la comunità come famiglia

• far rinascere la speranza

• vivere la vita come dono

Pag. 1

SEDI OPERATIVE dell’ASSOCIAZIONE:

♦ CA’ NOSTRA - CORNAREDO

♦ CASA dell’EMMANUELE - LEINÌ

♦ CA’ NOSTRA - CORBETTA

♦ CA’ NOSTRA - MESERO

♦ CA’ NOSTRA - LEINÌ

♦ CASA degli AMICI - MILANO

Milano, 24 novembre 1996

Associazione Fides "Ca’ Nostra"


4 parole di avvio al diario

Carlo Alberto, Rosario, Emmanuele, Emilio, Piero, Antonio, Bruno, Alfredo, Giovanni... sono solo alcuni

nomi, richiami di ormai numerose storie umane, storie di ragazzi, storie di giovani o di adulti approdati a

"Ca’ Nostra" di Cornaredo in questi anni da diverse vie: dalla strada, dal carcere, dalla casa,

dall’ospedale... dal mistero della vita. Vita segnata, solcata dal male in tanti sensi, compreso l’Aids.

Di fronte a loro resti con tanti interrogativi. Non sai che cosa pensare, dire, fare. Poi provi a metterti a

tavola con loro, a condividere una buona bottiglia di vino, una torta, un gelato... oppure a vivere nella

medesima casa, appunto "Ca’ nostra", a prenderti cura di loro giorno e notte, con mano a volte forte a

volte materna, e allora raccogli sorprese, scorgi tesori nascosti, perle offuscate da spessissime scorie,

cuori ricchi di umanità e di capacità imprevedibili.

Ma quelle vite rimangono segnate dal male. Sforzi, speranze, cure, e persino la preghiera per e con loro

non ottengono i miracoli desiderati. A volte però ne arrivano altri, improvvisi, piovuti chissà da dove,

carichi di luminoso mistero... Come il diario di Paolo. Prova ad ascoltarlo anche tu.

Pag. 2

D. Giovanni Giavini


Prefazione

Paolo è nato il 27 settembre 1964 ed è morto il 24 novembre 1992.

Noi lo abbiamo conosciuto il 9 dicembre ’91, quando, ospitato presso la nostra Comunità, è entrato a far

parte della grande famiglia di Ca’ Nostra.

Arrivò da noi accompagnato dalla mamma, alla quale era molto affezionato, e rimase subito colpito, come

in seguito ci confessò, dall’ambiente familiare che aveva trovato.

Noi del resto ci sorprendevamo di come un giovane così vivace e con tanta voglia di vivere fosse malato

di AIDS.

Gli esami clinici rivelavano la gravità delle sue condizioni di salute: non possedeva più alcuna difesa

immunitaria, la più banale infezione gli poteva essere fatale.

Egli si inserì facilmente in Comunità, aiutava a fare le pulizie, cercava di rendersi utile in tutti i modi

possibili, solo così diceva, riusciva a sentirsi ancora vivo.

Ben presto gli altri ragazzi e tutte le persone che frequentavano la Comunità diventarono per lui la sua

seconda famiglia: fratelli a cui voler bene e con i quali condividere tutte le gioie che una vita regolare,

senza droga, può offrire.

Ci disse di aver riscoperto proprio in Comunità l’amicizia vera, disinteressata.

Paolo apprezzava tutto quello che il Padre, Angelina e tutti i volontari facevano per lui e si impegnava

sempre di più per meritarsi la loro fiducia, il loro affetto.

Sapeva in cuor suo che quelle persone gli volevano bene perché prima di tutto amavano il Signore.

Così le lunghe chiacchierate fatte con Padre Lupano, lo facevano rinascere: era un modo per ascoltare la

parola di Dio, per avvicinarsi a Lui, così da poter fare la Sua Volontà e riuscire ad affrontare i momenti più

bui.

Il 6 aprile ’92 sua madre morì per un tumore epatico. Lui le era rimasto vicino fino all’ultimo.

Non riusciva a perdonarsi tutto il male che in precedenza le aveva fatto.

Di una cosa era certo: doveva impegnarsi con tutte le sue forze in Comunità, perché sua madre, come

ultimo regalo, gli aveva trovato un posto tranquillo dove poter vivere finalmente da uomo ed essere

circondato da persone che gli volevano bene.

La morte della mamma lo aveva profondamente colpito, capiva di non essere più il Paolo di una volta.

La malattia poi in certi momenti lo faceva sentire molto impaurito e solo.

Nessuna persona poteva aiutarlo.

Fu allora che capì di avere nelle sue mani una grande arma: la preghiera.

Per vincere la sua disperazione spesso lo vedevamo in giardino a piangere e pregare.

Riuscì ad accettare la sofferenza e il dolore come gli unici mezzi che gli venivano offerti per tornare a

riabbracciare sua madre.

Quando Paolo, dopo un ricovero ospedaliero di circa due mesi, capì che la malattia aveva la meglio sul

suo fisico, ci disse che voleva morire nel suo letto, a casa sua.

Noi operatori della Comunità emotivamente non riuscivamo ad accettare questa sua decisione, perché

separarci da lui nel momento in cui aveva più bisogno di noi?

O forse eravamo più noi che avevamo bisogno di lui?

"Quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affanni,

camminano senza stancarsi".

Per noi che abbiamo conosciuto Paolo è impossibile scordare il suo sorriso e la sua voglia di vivere.

Per gli altri che non l’hanno conosciuto è impossibile non vedere tra le pagine del suo diario un grande

inno alla vita.

Nelle nostre giornate più buie basta guardare fuori da una finestra e scoprire, anche dietro una nuvola, un

raggio di sole per capire che tutto può essere "stupendo".

Pag. 3

E. Cucchetti

(Educatrice Comunità Ca’ Nostra di Cornaredo)


esperienze di giorni felici

passati in questa comunità

10-12-91

Racconto il giorno che ho passato, il mio primo in comunità. Dopo aver salutato i miei genitori ho

cercato subito di fare amicizia con i miei nuovi amici, dopo aver passato tanto tempo da solo, vi

assicuro che non è piacevole.

Mi sono sembrati dei ragazzi semplici, come del resto mi sento adesso io.

La comunità è bella, pulita e accogliente.

10-12-91

PENSIERO SCRIVENTE Nº 1

Non so cosa voglio

ma lo voglio

non so cosa cerco

ma la cerco

Magari ce l’ho già

e non me ne sto accorgendo.

E tanta umanità è quello che ho trovato

e solo adesso me ne sto rendendo conto

che sono rinato

e sono felice di essere qui

in mezzo a voi.

Che date tanto

e non chiedete niente

chiedete solo un sorriso

della gente che state aiutando.

TANTA UMANITÀ

È QUELLO CHE HO TROVATO

IN QUESTA COMUNITÀ

STUPENDA

l’amore che ho ritrovato

dentro me e nei miei familiari.

speranza di riuscire a vincere

la mia guerra personale

per la vita

spero non sia il mio futuro,

io farò di tutto perché non lo sia.

Pag. 4


11-12-91

Oggi è una giornata stupenda c’è il sole ma fa freddo. Sono qui seduto vicino alla finestra, ho di

fronte a me l’albero di Natale, i raggi di sole che attraversano la finestra mi scaldano il corpo, sono

tranquillo, quello che ho a me basta e avanza per adesso! Più avanti quando starò meglio fisicamente

cercherò di cambiare e arrangiarmi da solo.

12-12-91

Un altro giorno è incominciato, mi sto ambientando bene. Oggi ho fatto un po’ di mestieri, abbiamo

giocato a carte e a ping pong.

Mi sento bene spero di andare sempre così.

Tenersi occupato è molto importante.

Ciao

13-12-91

Oggi è Santa Lucia protettrice della vista.

Mi sono appena alzato dal pisolino pomeridiano.

Oggi ho mangiato 2 piatti di pasta, pesce, finocchi e sono ancora pieno.

Adesso che Tonino è andato via c’è più silenzio, con lui qui si rideva di più. È un bravo ragazzo,

speriamo che ce la faccia a resistere fuori dalla comunità, gli auguro tutto il bene possibile.

13-12-91

Mancano 12 giorni a Natale, non vedo l’ora di riabbracciare i miei familiari, in particolare mio nipote

Vincenzo.

Gli voglio un bene incredibile.

Oggi ho ancora aiutato le ragazze della comunità a far pulizie.

Nel mio piccolo so di non fare abbastanza, però è sempre meglio che niente, adesso mi stanco

facilmente, io vorrei fare tante cose, poi però subentra la consapevolezza che non sono più il Paolo di

una volta.

Sono le ore 16.40: io e gli altri ragazzi andiamo a bere il thè.

Mi devo ricordare di chiedere il permesso alla Sigª Angela, di andare il giorno di Natale a casa, non

penso ci siano problemi.

Ciao

Pag. 5


16-12-91

Sono 3 giorni che non scrivo niente, ho voluto aspettare un po’ per vedere come andavano le cose.

Per quanto mi riguarda vanno bene, ripeto, mi trovo benissimo, sembra di stare a casa; certo la

comunità bisogna anche capirla, certi atteggiamenti e abitudini che avevamo a casa nostra qui

cambiano.

Qui c’è molto rispetto fra di noi e qualche volta anche un po’ di soggezione.

Comunque penso che capiti questo solo i primi tempi quando ancora non conosci bene le persone con

cui hai a che fare. Questa mattina il Padre ci ha fatto un discorso molto chiaro di come si deve

vivere in comunità, io sintetizzo in poche frasi:

— rispetto per le persone che vengono ad aiutarci;

— capire che questa è una seconda famiglia, e in ogni famiglia c’è un padre e una madre che bisogna

ascoltare, perché a noi fanno solo del bene;

— in ultimo, la cosa più importante è volersi tanto bene fra di noi, cercare di capirci e rispettarci.

Dobbiamo essere come fratelli per affrontare i giorni felici e purtroppo meno felici che verranno.

Ieri, domenica, è venuta mia madre a trovarmi con mio padre e mio nipote, ero molto felice di vederli

anche se è passata una sola settimana dalla mia entrata in comunità.

Loro sono molto contenti che io sia qui, così possono dedicarsi all’educazione di mio nipote Vincenzo.

20-12-91

I giorni trascorsi qui fino adesso mi hanno fatto capire cosa vuol dire veramente avere una famiglia,

specialmente per quanto riguarda il parlare, cosa che nella mia famiglia non accadeva quasi mai (mi

manca tanto mia madre). Non vedo l’ora che arrivi Natale, voglio stare insieme ai miei familiari.

Ogni giorno che passa apprezzo sempre di più quello che fanno queste ragazze, penso che stare qui

insieme a noi e a convivere con i nostri dolori e gioie sia molto importante, per noi che le viviamo sulla

nostra pelle e per loro che ci guardano e soprattutto ci ascoltano.

Sono persone che nascono con l’amore interno, che va al di là della loro professione di assistenti.

Grazie a loro non mi sento ancora finito, avevo perso la fiducia nella gente, ebbene loro con i loro

modi di fare e di comportarsi mi stanno facendo ricredere in certi valori, uno su tutti l’amore che in

certa gente c’è ancora e che nessuno potrà mai togliere.

Vi ringrazio ancora una volta per il bene che fate a me e agli altri.

Ciao

21-12-91

Oggi mi sento benissimo, mi sono alzato con una energia addosso pazzesca e per scaricarmi un po’ ho

fatto dei mestieri; ripeto che è molto importante fare qualche cosa che ti gratifichi personalmente,

anche se sono solo dei mestieri. Adesso vi lascio, io e gli altri ragazzi andiamo a giocare a carte.

Ciao a chi sta leggendo questo diario.

22-12-91

Sono le ore 7.00 di mattina, oggi spero sia una bella domenica. I miei familiari oggi non vengono ma

non importa, qui ho trovato una seconda famiglia e la mancanza della prima si fa sentire di meno.

Ieri sera abbiamo mangiato la pizza: un disastro, come del resto il polpettone dell’altro ieri. Un

consiglio, state lontani dalla cucina della Elena, naturalmente sto scherzando (ma è vero).

Torniamo alle cose serie e precisamente al mio inserimento in comunità.

Dopo questi giorni passati qui mi sento veramente benissimo, qui rido scherzo e poi c’è Maurizio che

è interista e io sono milanista al 100%, lascio immaginare a voi le discussioni che nascono. Questo è

un esempio di comunicazione che serve molto, perché puoi parlare ed esprimere una tua opinione.

Pag. 6


24-12-91 ore 22.10

Mancano 1 ora e 20 minuti all’inizio della Messa che il Padre darà.

Stiamo aspettando gli altri ragazzi della comunità, sono un po’ emozionato, era tanto tempo che non

assistevo ad una Messa e specialmente di Natale. Vorrei tanto che ci fossero i miei genitori, in

questo momento mi mancano tanto, questa notte pregherò solo per loro.

Se lo meritano, per il male che io gli ho fatto in questi anni. Il rimorso è tanto ed è quello che mi fa

soffrire di più.

Ore 1.15 la Messa è finita, è stata stupenda, essere qui tutti riuniti è stata una cosa bellissima.

10-1-92

È molto che non scrivo, ho voluto aspettare un po’ e raggruppare il tutto. Oggi 10 gennaio, è 1 mese

che sono qui in comunità.

Ho passato un buon Natale a casa con i miei familiari, il giorno dopo sono ritornato qui con 40 di

febbre, comunque tutto è passato.

Invece l’ultimo dell’anno l’ho passato qui in comunità, è la prima volta che passo un capodanno a casa

senza uscire, di solito mi facevo tutte le discoteche in giro per Milano e Bergamo, qui invece è stato

un capodanno divertente con tombola, risiko e barzellette. Purtroppo la sera di capodanno non ho

potuto mangiare niente per via della bocca che avevo infiammata, comunque siamo stati svegli fino

alle 3 di mattina.

Il tempo sta volando via. Qui in comunità è bello starci. Avrei dovuto farla prima una scelta così

bella.

PENSIERO SCRIVENTE Nº 2

Non so cosa voglio,

ma lo voglio

non so cosa cerco,

ma la cerco

magari ce l’ho già

e non me ne sto accorgendo.

E tanta umanità è quello che ho trovato,

e solo adesso me ne sto rendendo conto

che sono rinato

e sono felice di essere qui

in mezzo a voi

che date tanto

e non chiedete niente,

chiedete solo un sorriso

della gente che state aiutando.

Pag. 7


3-2-92

È tanto che non scrivo sono successe alcune cose piacevoli e meno piacevoli.

1) Sono entrato in ospedale per fare delle trasfusioni di sangue, avevo paura, però tutto è andato

bene.

Quei 6 giorni passati in ospedale mi hanno fatto capire quanto sia importante per me la comunità, le

persone che la abitano mi sono mancate, giuro che è così!

Io qui mi sento veramente bene, ho trovato tutto quello che nel mio passato non ho mai avuto cioè

amicizia.

2) Oggi è venuto mio padre e mio fratello. Purtroppo mia madre sta male, comunque la vedrò al più

presto, se lei non potrà venire andrò io così le starò vicino, visto che io d’ora in poi sarò il suo

bastone per la vecchiaia che avanza.

10-2-92

Sono le 6.45, oggi ci uniremo tutti in una preghiera per nostro fratello Gianni, che purtroppo ci ha

lasciato. Sono molto triste avevo trovato un nuovo amico, ma Gesù lo ha voluto con sé.

La vita per noi continua, lo avremo sempre nei nostri cuori, lui stesso darà la forza a noi per andare

avanti.

Ciao Gianni ti penserò sempre.

Caro Paolo,

non sei solo in questo cammino di speranza. Qualcuno ti conosce nel più intimo del tuo cuore e ti ama.

L’amore che senti attorno a te è il riflesso dell’amore che le creature hanno per il Creatore: nella tua

vita è mancato l’"Amore", ma non temere, appoggiati a Lui, l’Amore, e tutto avrà un sapore nuovo.

Stai imparando a crescere come si deve: dai, coraggio siamo in tanti attorno a te che aspettiamo

questo evento, e, primi fra tutti la tua mamma e il tuo papà. Ciao

Piero

Grazie per queste parole di incoraggiamento e fiducia.

Paolo

13-2-92

Sto capendo sempre di più cosa vuol dire stare in comunità, certe cose che a noi ragazzi ci vengono

negate non sono cattiverie o capricci della nostra direttrice, bensì sono dei limiti che noi dobbiamo

fare nostri per quando usciremo da qui. Quei limiti che noi non abbiamo mai capito e questo ci ha

portato ad essere come siamo. Io personalmente li trovo giusti, infatti non mi arrabbio mai quando ci

negano di fare qualche cosa.

Come per esempio nei modi di parlare che purtroppo noi abbiamo, avendo frequentato sempre degli

ambienti brutti. Qui sto riscoprendo il modo di parlare educatamente anche se ogni tanto nei miei

discorsi mi scappa ancora qualche parolaccia come per esempio: (vada via ai ciapp). So che non è una

frase pesante però se non la dico è meglio.

Il giorno che io non dirò più parolacce vorrà dire che sono maturato un po’ nel mio io.

Anche fra noi ragazzi quando scherziamo e ci scappano le parolacce a me dà molto fastidio.

Io in questi mesi che starò qui voglio imparare tutto quello che fuori di qui mi potrà essere utile.

Perché fuori di qui la vita è difficile ed io dovrò vincere tutte le mie paure.

Anche perché ho in mente tante cose che vorrei fare.

Ciao a chi sta leggendo questo diario.

Pag. 8


14-2-92 10.30

Oggi è San Valentino e anche quest’anno il mio amore è mia madre, a me fa molto piacere perché ho

riscoperto di avere una madre a cui voglio tanto bene, cosa che in passato non me ne rendevo conto.

Siamo qui tutti pronti per andare al bar a festeggiare la nostra amica Angelina che compie gli anni

esattamente 4... portati benissimo, non è una sviolinata, ma la verità!

Oggi è una giornata stupenda, c’è il sole e se guardi fuori dalla finestra vedi tutte le montagne, è uno

spettacolo unico che solo la vita ci può dare.

15-2-92

Ieri pomeriggio mi sono dato da solo una bella soddisfazione, sono arrivato a 66 chili di peso, per me

che sono stato sempre un po’ magro è un traguardo, uno dei miei tanti che mi sono prefisso. Pensare

che a giugno ero 45 chili, mi sembra impossibile. Comunque resta il fatto che ci vuole sempre la

buona volontà di fare le cose e ovviamente appetito.

Io mi sono fatto una idea di questa malattia che ho contratto: oltre ai medicinali che si devono

prendere, bisogna anche combatterla facendo una vita sana e regolare, e questo l’ho capito soltanto

adesso che sono in questa comunità stupenda. Me lo hanno fatto capire le persone che ci lavorano e

che sono fantastiche.

Io spero che quando uscirò da qui l’Angelina mi dia il permesso di venire qui abbastanza spesso,

perché la prima cosa che manca a noi è l’amicizia e io mi sento in grado di darla, ci tengo moltissimo.

Io qui mi sento a casa mia e come a casa mia rispetto le cose, le persone e tutto quello che fa parte

di questa mia temporanea casa.

A me dà molto fastidio quando la nostra direttrice ci riprende per qualche cosa che io

personalmente non ho commesso.

Io cerco di dare meno disturbo che posso, qualche volta sbaglio però lo faccio senza cattiveria, io

voglio stare in pace con tutti e non voglio assolutamente che per colpa di qualcuno ci vada di mezzo

io.

Voglio continuare ad alzarmi la mattina col sorriso sulle labbra, il giorno che io incomincerò a non

sentirmi più bene qui allora sarà arrivato il momento di andarmene ringraziando tutte le persone che

in questo periodo di comunità mi sono state vicino e che non dimenticherò mai.

Spero in questo mio diario di fare capire come bene o male sono fatto.

Oggi è una giornata stupenda sto scrivendo sotto i raggi del sole e sto ascoltando Michael Jackson,

cosa voglio di più! Qui ho il tempo per riflettere a tante cose del passato e di pensare al mio futuro,

cosa che non ho mai fatto.

Ciao

17-2-92

Oggi è una giornata strana, mi sono ricordato di cosa vuol dire dare fiducia ad una persona. Sono un

po’ smontato, questo è dovuto al fatto che Carlo ci ha lasciati e se ne è andato via dalla comunità in

un modo strano, senza salutarci, senza spiegazione, insomma come un bambino.

Io ritenevo di avere trovato un amico invece non è stato così. Anzi il risultato è l’opposto, mi spiego?

Uno che se ne approfittava, non ti rispettava, maleducato con chi in questo periodo di comunità lo ha

aiutato e gli dava fiducia, insomma uno che della vita non ha capito niente. Concludo dicendo che è

stata un’occasione che si è fatto sfuggire, per imparare a vivere come un cristiano e soprattutto

senza droga.

Pag. 9


18-2-92

Per adesso siamo rimasti in 3, oggi viene un ragazzo per conoscere la nostra comunità, per quanto

riguarda Carlo sotto sotto a me dispiace, però non posso farci niente.

Capisco che era stufo di stare qui però c’è modo e modo di far capire le cose, e il comportamento

che ha avuto Carlo è il modo più sbagliato che ci possa essere.

Spero che non si sia andato a fare, capisco che è dura rimanerne fuori, però è ora di finirla con

questa droga di merda che non ci dà niente e ci leva tutto, prima di tutto la vita, poi gli amici i

familiari. Solo adesso capisco veramente cosa vuol dire volere bene a noi stessi e avere cura della

propria vita.

20-2-92

Ieri sera abbiamo fatto una specie di traccia con Daniele, abbiamo parlato di Carlo e della mia

euforia o gioia di vivere che ho ritrovato stando qui in mezzo a queste persone (fantastiche).

Io penso di aver capito cosa sia il bene e il male per me stesso, ed è una cosa che porterò fuori con

me, il giorno che riaffronterò la vita di tutti i giorni.

24-2-92

Ieri, domenica, siamo andati a Corbetta per fare una traccia con gli altri ragazzi, abbiamo fatto una

riflessione sulla vita con delle domande e risposte che alla fine il Padre controllerà e ci dirà dove noi

avremo sbagliato e ci indicherà il giusto.

Eravamo in 38 ragazzi-e, è stato stupendo, non immaginavo fosse così, si impara molto a stare

insieme agli altri. Ieri eravamo tutti amici, non mi sembra vero di averne così tanti, se penso che fino

a 8 mesi fa non avevo nessuno con cui parlare.

Il Padre è un uomo fantastico, quando parla lui dice sempre cose bellissime che ti toccano nel cuore,

ha una umanità incredibile ed è bello perché ti coinvolge in questa sua umanità, non so cosa pensano

le altre persone però a me dà tanto. Ieri ha detto una Messa bellissima, era anche il suo anniversario

per i suoi 47 anni di predicato e l’ha festeggiato nel modo migliore insieme ai suoi figli che gli

vogliono tanto bene.

Giornata di ieri = stupenda

Ciao

Pag. 10


24-2-92

Al mio amico Paolo io dedico questo pensiero pieno di vera sincera amicizia perché,

indipendentemente da quanto la vita possa riservarci in un prossimo futuro; se pure le nostre strade

dovessero dividersi, non abbiano a spezzarsi quei pensieri e quei legami che ci hanno condotto a

creare questa nostra bella amicizia. Pure se più giovane di me, ho trovato in te, caro amico quella

voglia di cambiare che io in passato non ho osato o potuto fare. A volte mi piacerebbe, come te, di

avere potuto avere accanto una famiglia, perché la solitudine, così come il cinismo e l’indifferenza

fanno parte dei mali della vita. Questa tua esperienza rafforzerà maggiormente dentro di te la tua

volontà e sarà di sprone per un cammino pieno di luce, gioie e serenità sul sentiero della vita.

Con stima e amicizia.

Nihal

dal di dentro

A che serve

quella voglia di dire,

di fare,

di dare,

se gli altri non sanno della forza che hai dentro

e, quando non hai più niente

da fare

quando non hai più niente da dire,

lasciati andare...

e pensa...

la tua mente avrà,

così,

modo di scoprire

come non sia poi

così difficile

sapere morire

Nihal

Grazie a te, per questa dedica e della amicizia che tu mi dai.

Paolo

25-2-92

a voi

Ogni tanto qualcuno mi chiede se a me dà fastidio far leggere queste mie parole del diario della

comunità.

A me non dà per niente fastidio perché in voi ho trovato amici con cui dividere i miei sentimenti di

questo periodo che sto passando qui.

E poi, se non le leggete voi che avete un cuore, chi dovrebbe leggerle? Non di certo quelle persone

che ho frequentato prima, gente cattiva che pensava solo a far del male.

Solo voi siete in grado di leggere e spero capire questi miei sentimenti.

E poi non sono pensieri tanto intimi da non poter fare leggere a voi.

Pag. 11


3-3-92

Sono incominciate le belle giornate, il tempo passa e io mi accorgo sempre di più quanto faccia bene

per me stare in comunità. In questo momento c’è molta tranquillità perché siamo solo in 3: io,

Maurizio e Giovanni.

Dovrebbero arrivare altri ragazzi, comunque quando entri in comunità i primi ragazzi che conosci ti

rimangono sempre nel pensiero, come per esempio Carlo, Alessandro, Roberto, Alberto e il povero

Gianni.

In 2 mesi che sono qui ne ho già visti passare 7 di ragazzi, quello che ricordo con più affetto è il

Gianni che purtroppo ci ha lasciato, pensieri che almeno 1 volta al giorno ti vengono alla mente.

Comunque la vita continua e la speranza di farcela è tanta.

3-3-92

a lei

Ho tanta voglia di stare insieme a mia madre, in questo periodo non sta bene, forse domenica vado

ancora a trovarla, io ho bisogno di lei e lei ha bisogno di me, d’ora in poi non ci sarà più niente che ci

possa tenere separati.

P.

5-3-92

Domani arrivano 2 ragazzi nuovi, era ora, anche perché qui in questo momento mi sento un po’ solo.

Niente di male, però la compagnia è molto importante per noi che siamo stati sempre soli.

P.

17-3-92

Sto scrivendo ma non ne ho per niente voglia.

I due ragazzi che sono arrivati vanno bene, però 1 è già andato via, non faceva niente di quello che gli

si diceva. Si chiamava Enrico u pisciatore.

L’altro ragazzo che si chiama Carlo Alberto è uno spasso, si è ambientato subito e non crea nessun

problema, anzi ci voleva proprio un compagno di stanza così.

Adesso siamo un bel gruppo con Maurizio il Boss, Giovanin Pipetta, io e Carlo.

Si va avanti sperando sempre. In questo momento è arrivata l’Angelina da Roma, perciò adesso è

finita la pacchia! Naturalmente scherzo.

Ciao

Pag. 12


21-3-92

Oggi è iniziata la primavera. E io non mi sento tanto bene sia fisicamente, che moralmente.

Mia madre purtroppo non sta ancora bene, in questo momento vorrei essergli vicino, la penso sempre,

anche se cerco di svagarmi, il pensiero mio è sempre lei.

La cosa che mi fa più soffrire è vederla nel letto che sta male e non poterla aiutare, l’unica cosa che

posso fare è pregare per lei sperando che Dio mi ascolti e aiuti tutti noi a superare questo momento

così difficile per la mia famiglia.

L’altro giorno ho parlato col Padre e mi ha assicurato sul mio posto qui in comunità, mi ha detto di

stare molto vicino a mia madre, e che voi tutti mi siete vicini e che pregate per la mia mamma (siete

delle persone speciali per me).

So che questa prova di sofferenza servirà per me! E mi aiuterà ad andare avanti senza fare colpi di

testa come in passato.

È una motivazione in più per poter diventare il sogno di mia madre, un ragazzo bravo, buono e

soprattutto senza quella maledetta droga che ci ha tenuti separati per molto tempo. Io lo devo a lei,

per tutto quello che le ho fatto passare.

Lei vuole solo che io stia bene e io lo stesso.

31-3-92

Sono andato a casa per 2 soli giorni per trovare mia madre che non sta bene. Sto capendo cosa vuol

dire veramente voler bene ad una persona.

Il mio pensiero fisso è mia madre, penso sempre a lei quando mi curava, mi stava vicino notte e

giorno e mi incoraggiava a fare una vita migliore.

Se adesso sono qui in comunità e vivo, lo devo solo a lei.

È una donna fantastica, ancora adesso quando vado a trovarla si preoccupa che io non rimanga solo,

ha il terrore che io finisca ancora in mezzo a quella roba maledetta.

Prego tanto Dio che mi dia la forza di superare questi momenti.

Voglio e devo stare bene, perché è sempre stato il sogno di mia madre, lo devo fare anche per mio

padre, gli voglio tanto bene, sta soffrendo tanto anche lui. Quando uscirò dalla comunità ritorneremo

a vivere ancora insieme, così ritorneremo ad essere una famiglia, così come voleva mia madre.

2-4-92

Sono qui ad aspettare e sperare... che mia madre non mi lasci solo.

Ogni volta che suona il telefono mi agito, sto soffrendo tanto e nello stesso tempo capisco cosa vuol

dire vivere e star sempre bene.

Per fortuna sono qui in comunità, perché altrimenti sarei ancora un tossico.

11-4-92

Sono tornato in comunità, dopo la morte di mia madre mi sento un po’ più solo, anche se qui ho

trovato delle persone fantastiche, dentro me è cambiato qualcosa, prima pensavo a mia madre e non

vedevo l’ora di andare da lei, adesso invece quando andrò a casa sarà molto diverso.

Con la sua morte, è morta anche una parte di me, se io sono qua lo devo solo a lei, che mi ha sempre

aiutato a smettere. Io so che mia madre adesso mi seguirà e mi starà vicino per sempre, l’unica

soddisfazione che sono riuscito a dargli è quella di aver smesso di farmi. Io continuerò sempre di

cercare di stare bene, adesso so che è un periodo brutto, lo faremo passare più velocemente

possibile, e mi sforzerò di capire sempre di più questa mia nuova vita.

Grazie mamma per avermi dato una nuova vita.

Pag. 13


18-4-92

Sono passati 12 giorni dalla morte di mia madre, io sto cercando di reagire con tutte le mie forze.

Ogni tanto vado in giardino e incomincio a parlare con mia madre, spero che da lassù mi senta e mi

aiuti come ha sempre fatto quando era viva.

Io mi sento più caricato quando parlo con lei, le faccio sempre sapere che io sto bene e che qui ho

trovato una nuova famiglia.

Il giorno del funerale l’Angelina la Elena e Carlo sono venuti a dare l’ultimo saluto a mia madre, a me

questo gesto ha fatto molto piacere; io so che loro mi staranno sempre vicino, ed è per questo che io

gli voglio e gli vorrò sempre bene anche quando io andrò via di qui (Cà Nostra).

Adesso arriva Pasqua e la passeremo tutti, o quasi in montagna.

Adesso vi lascio e auguro buona Pasqua a tutti gli amici di Cà Nostra.

Ciao

18-4-92

Oggi siamo qui in giardino spaparazzati sotto il sole che ci riscalda, dopo aver mangiato come degli

avvoltoi, è proprio quello che ci vuole.

Stiamo aspettando che incominci il derby, naturalmente solo rossonero.

Risultato finale

Milan 1 Inter 0

Massaro 86’ - derby 213

primavera

Sei tornata, puntuale

come ogni anno, e

come ogni anno

colori la terra,

il primo sole è arrivato

per scaldare i cuori

della gente,

il cielo sempre azzurro,

sta lì, in alto

e sorveglia tutta la terra.

a voi

Credi sempre in quello

che stai facendo,

vedrai che non sarai più solo,

PS. (è quello che sta succedendo a me).

Messaggio

Dobbiamo essere tutti uniti, per vincere tutte le nostre paure, un giorno potremo dire anche noi, che

la vita è stupenda.

a lei (mamma)

Mi ascoltava quando parlavo,

mi aiutava quando chiedevo aiuto,

mi stringeva forte a lei quando stavo male,

adesso mi sta guardando dal paradiso,

la sua anima è dentro me,

e ancora una volta mi sta aiutando

a superare gli ostacoli, di questa mia vita.

Pag. 14


Grazie ciao mamma

Ti amerò sempre

preghiera di ca’ nostra

Padre Nostro,

tu, che con la tua potenza

entri dentro di noi, aiutaci a sconfiggere

il male che vegeta dentro noi.

E donaci la voglia di vivere questi giorni,

sempre col sorriso e l’allegria e vedrai,

che noi tutti

non ti deluderemo.

20-4-92

Siamo tutti in montagna, sto passando dei giorni stupendi, era tanto che non vivevo così.

La vita sana e bella è quella che a noi ragazzi fa riscoprire quanto siamo fortunati, vorrei far

conoscere questa mia nuova vita a quei ragazzi che purtroppo si fanno ancora, sono sicuro che

qualche ragazzo ci riuscirebbe.

Questa mattina siamo andati in montagna a piedi, che sfacchinata, però bella, sono arrivato fino alla

Madonna, lì ho pregato per me, per i miei familiari e per tutte le persone che ci aiutano, per quelle

persone che stanno male e che in questo momento sono impossibilitate a muoversi, una preghiera

particolare l’ho dedicata a mia madre, spero tanto che lei mi abbia sentito (ne sono sicuro).

Dedicata a Paolo

Quando passi tu, porti allegria, spensieratezza, sprizzi gioia e voglia di vivere, che a chiunque passa

la malinconia.

Amor con Amor si paga, e tu sei la conferma.

Duilio

28-4-92

Grazie per la fiducia che mi stai dando, io ogni giorno cresco sempre di più, e questo, grazie anche al

tuo aiuto.

Ciao

Paolo

Oggi mi sento bene, a volte mi viene voglia di vedere mia madre, spero che da lassù mi guardi e veda

il cambiamento che sto facendo.

PENSIERI E POESIE

DEDICATE A MIO FRATELLO

PAOLO

CON AFFETTO

TITTI

Stanchezza!!

"Tornare a casa stanca

e non aver storie da raccontare

a chi ti aspetta.

Un giorno uguale a ieri

e come ieri già passato.

Sapere che domani sarà così ancora,

senza storie importanti e nuove

Pag. 15


Avere voglia di scappare.

per la noia.

Ma rimani, vedi altri che ridono,

e tu non fai altro che strisciare.

Si muore un poco anche così".

Titti

Le mie paure

"Ho paura del buio

perché non so cosa nasconde.

Ho paura della solitudine

perché è così reale,

ho paura della gente

perché non è più sincera.

Ho paura di me stessa

perché non so chi sono realmente,

ho paura del futuro

perché non so cosa porterà,

ho paura del presente

perché non mi offre nulla

ho paura della felicità, perché è così rara,

ho paura dell’amicizia

perché non so se esiste veramente

ho scoperto di avere paura della vita".

Titti

Ciò che finisce

Gli anni più belli e spensierati

passano così come un libro sfogliato dal vento,

e non puoi far niente per fermarli,

per cambiare ciò che vi è stato scritto:

È la tua vita.

Così passono pure gli anni

più cupi e tristi;

finché il vento un giorno

finirà di sfogliare quel libro

e lo chiuderà per sempre,

seguendo la fine della tua vita. Titti

La vita

Nascere, dolce gioia di essere,

come un piccolo fiore

curato dalle mani di chi lo ama.

Crescere, in luogo pieno d’amore e di gioia,

come acqua limpida che sgorga dalla roccia.

Vivere e maturare così,

come un frutto che si stacca dall’albero.

Maturare, fino al punto di capire la Vita,

spesso complicata.

Titti

Sola

Pag. 16


Mi guardo intorno e non vedo nessuno.

Sospiro, penso ascolto la musica

per non sentirmi sola.

La solitudine mi chiude gli occhi.

Vivo in un regno ultraterreno

mi abbandono al linguaggio

di una melodiosa musica.

Un brivido percorre le vene,

mi sveglio, vorrei gridare:

non lo faccio, nessuno mi capirebbe.

Prendo penna e carta

mi dedico ai sogni d’infanzia

scrivo per non impazzire.

La penna corre,

la sento scricchiolare sotto la mano.

Penso:

non sono stata mai felice

e vivo nell’ombra del silenzio.

Titti

La mia vita

Penso e più penso più non capisco,

capisco e soffro:

a volte è come se i momenti, le ore i giorni che mi accingo a vivere, siano già stati consumati da una

persona che non è mai nata, altre è come se la mia vita sia vissuta da un’altra persona e io guardo ciò

che faccio, ma che non avevo intenzione di fare.

Impotente, inerme.

Ma verrà il giorno che mi impadronirò della mia vita, ma forse allora, sarà troppo tardi.

Titti

A mia mamma

È questa un’ora strana per pensare a te.

Eppure, mentre il silenzio si concretizza,

il ricordo di te mi aggredisce.

Di te che sei sempre nella mia mente

e che inesorabilmente

io vedo, sempre più lontana e sfocata

Di te che ancora sei così presente

eppure così assente

Sarà dunque ancora tanto lontana

l’ora della rassegnazione?

Ciao mammina sei sempre nel cuore

Titti

Ti penso sempre

(Titti)

Pag. 17


06-05-92 ore 14.45

La Marica prendeva le forbici e incominciava la sua opera, Carlo Alberto si sedeva, ma non sapeva

ancora a cosa andava incontro, risultato finale: taglio pazzesco, atroce, manco i pazzi, insomma uno

schifo totale.

06-05-92

In questi giorni sono andato a casa, a me sembra che mia madre sia ancora lì ad aspettarmi come

sempre, ogni volta che vado in casa piango molto, e nello stesso tempo mi sento più caricato per

quello che sto facendo per me in comunità.

18-05-92

Il tempo sta passando velocemente, e mi accorgo che in questi mesi sono cambiato.

Vorrei tornare a casa e stare vicino a mio padre e a mia madre; qui a Ca’ nostra è bellissimo starci,

ma la famiglia è quella che a me in questo momento manca. Penso sempre a mia madre, è lei che mi dà

la forza di fare tutto questo, di resistere e di non arrabbiarmi quasi mai: ci sono cose che è meglio

che io non veda, altrimenti non sarei più qui, tanto non serve a niente, io comunque sto alle regole, gli

altri facciano quello che vogliono, rispondano come vogliono, io so che ho bisogno di questa gente e la

rispetterò sempre.

29-05-92

Ogni tanto penso al passato, a quello che avrei potuto fare se non conoscevo la droga.

Divento nervoso a pensare a quello che ho rinunciato. La vita che sto facendo adesso mi soddisfa

abbastanza, anche se non so ancora bene quello che potrò fare quando uscirò di qui, spero che il

Padre mi tenga qui il più a lungo possibile.

Ho ancora dei momenti di scoraggiamento che però non influiscono assolutamente sul mio carattere,

cerco sempre di reagire subito, perché so che sono pensieri del momento e che passano

velocemente.

Continuo ogni giorno a pensare a mia madre, mi viene un’ansia incredibile, piango senza accorgermene,

mi ricordo ancora il profumo della sua pelle quando era in ospedale.

Appena mi vedeva scoppiava a piangere, sapeva di avermi salvato, era soddisfatta di se stessa, era

un tipo combattivo, intelligente. Pensava sempre agli altri, tutto quello che aveva lo metteva a

disposizione degli altri.

Mia madre aveva pochi amici ma buoni, perché è sempre stata una persona che diceva le cose come

erano e, soprattutto, le diceva in faccia, è per questo che aveva pochi amici.

02-06-92

Oggi piove e c’è vento forte, giornate come questa mettono addosso un po’ di tristezza e io

naturalmente penso a mia madre.

Se potesse essere ancora viva, sarebbe fantastico!

Queste sono le persone a cui mia madre ha voluto affidarmi e che rispettava molto: Angelina, Russo,

Padre, dott. Tosi, Elena, Piero.

Io cercherò di rispettarle come faceva mia madre, anche se queste persone non hanno avuto modo di

conoscerla, mia madre parlava sempre di loro e mi diceva di ascoltarle per cercare di farmi

cambiare.

PS: credo di essere cambiato un po’, mi state facendo capire che vale la pena di vivere in qualunque

situazione uno si trovi,

Grazie.

A tutti voi.

Pag. 18


6-6-92 ore 21

Ho appena finito di ricopiare su un diario come questo, le esperienze che mi sono capitate nel 1991,

le ho scritte così come venivano fuori, così come sto scrivendo questo diario, per far cercar di

capire, almeno spero, come sono fatto dentro e fuori.

Ciao

Ore 16.35 martedì 09-06-92

Era un po’ di tempo che volevo parlare con il Padre, oggi l’ho fatto, dovevo dirgli alcune cose che ho

fatto da quando sono arrivato a Ca’ nostra.

Mi sono liberato di certi pensieri e adesso ricomincio ancora ad andare avanti per la mia strada

cercando di saltare gli ostacoli che si presenteranno davanti a me.

Ogni volta che vado a parlare col Padre, mi fa capire tante cose, una di queste è quella di cercar di

vivere questa vita il più serenamente possibile e onestamente.

D’ora in poi io starò attento a come vivrò e cercherò sempre di migliorare, cercando di essere

costante, come qualcuno mi ha già detto che non sono. A me fa molto piacere che mi si dicano certe

cose, altrimenti come faccio a migliorare vedendo solo quello che voglio io (grazie Elena).

Ieri purtroppo è morta la mamma di Jole, la direttrice di Mesero, a me dispiace moltissimo anche

perché ho perso mia madre da 2 mesi e so cosa vuol dire perdere la mamma così improvvisamente,

non hai neanche il tempo di piangere, che i ricordi di quando era viva ti vengono alla mente.

Comunque io sto ancora piangendo adesso, è una cosa che ti viene spontanea, il piangere e il pregare

Dio!?: ti dà una sensazione che non sei solo, ma che da lassù ti guarda e ti dà l’ennesima forza per

superare anche il dolore.

Adesso scrivo una frase del libro che sto leggendo e che io in particolare sento molto e credo molto,

il libro è: Dialoghi d’amore dal cielo alla terra.

Riassunto: Beatrice spiega a sua madre che lei non è morta, ma che ha iniziato una nuova vita e che

adesso sta veramente bene. Dicendo così incoraggiava la madre a non disperarsi per la sua

scomparsa e a credere sempre nella vita.

Questa è la riprova che Dio non ci abbandona mai!

E che ci dà sempre più forza.

10-06-92 Mercoledì ore 15.30

Ieri non mi sono sentito bene, oggi va un po’ meglio anche perché sto prendendo la Tachipirina che mi

fa passare questa febbre ossea che mi fa sentire tutto indolenzito.

Anche il tempo, che in questo momento non è bello, ti butta giù di morale e questo non va bene; oggi

non ho voglia di scrivere perciò vi saluto. Ciao.

12-06-92

Ciao, mamma ti scrivo per farti sapere che io sto bene, ti penso sempre, mi manchi tanto, vorrei che

tu mi vedessi, che mi abbracciassi come quando eri in vita, io sto eseguendo tutto quello che mi

dicevi di fare, per il mio bene; sento che sta cambiando qualche cosa dentro di me.

Ti ringrazio per questa vita nuova che tu mi hai voluto dare, ti sei sacrificata per me, sempre. Ora

voglio solo che tu mi stia accanto e mi guidi come hai sempre cercato di fare, ma io non ti ho mai

voluto ascoltare.

Adesso ti lascio

ciao.

Pag. 19


25-06-92

Sono qui in giardino con Gioanin Pipetta e Cicciuzzù Beddu, sono contento di avere degli amici come

loro, non mi sarei mai immaginato una vita in comunità così bella. Averlo saputo prima!!

28-06-92

Sono qui sdraiato nel letto sto facendo le flebo, non mi sento bene, ho paura!!

So che è stupido, però è così!!

L’estate è arrivata, il sole quello vero ancora no; appena starò bene andrò a casa 2 giorni, ho bisogno

di andare a trovare mia madre e farmi dare energia nuova, è quello che succede ogni volta che vado a

trovarla, mi dà la forza di andare avanti in questa mia nuova vita.

29-06-92

Ciao Paolo,

durante la notte ho letto qualche papiro del tuo diario; mi hai chiesto di scrivere un pensierino per

te.

Io non annovero tra le mie doti quella di scrittore (povera penna!), voglio però esternarti più che una

sensazione, una profonda certezza, che tu stesso mi hai trasmesso: che il buon Dio in te sta

operando un suo capolavoro.

Quest’impegno ti onora ed è di sprone a me che fisicamente ti sono quasi sempre vicino, ti ringrazio

d’avermi fatto conoscere quest’aspetto della tua vita e di avermi dato la possibilità di parlare con te

di queste cose, mi ha fatto tanto bene.

Sì hai proprio ragione, questa non può essere che opera di Dio, e tua mamma ti sta conducendo per

mano, non puoi sbagliare se in futuro incontrerai delle difficoltà, sei abbastanza preparato per

affrontarle.

Dalla tua parte hai l’aiuto di Dio, il sacrificio di tua mamma, tanti amici.

Lascia che anch’io faccia parte di questo gruppo che ti vuole veramente bene. Ciao

Pasquale

06-07-92

Sono sempre qui, sto aspettando un miglioramento che non vuole arrivare. Ho già perso parecchi chili

e sono molto giù di morale, domani andrò a fare un controllo, speriamo in bene.

Mi sto accorgendo sempre più di essere disarmato nei confronti della malattia: siamo io e lei da soli

uno contro l’altro non ci sono altre persone che possono aiutarmi, io so che qui a Ca’ Nostra ho

trovato delle persone che mi vogliono bene, però io mi sento sempre solo davanti a questa mia

condizione di vita. L’unica cosa che posso fare è pregare la Madonna, mi rimetto al suo volere, se

questo è un modo per ritornare da mia madre allora sono contento, felicissimo di andare (spero!) in

paradiso, dove c’è mia madre che forse mi sta chiamando, per farmi vivere con lei un’altra vita, penso

la più bella, perché più vicino al Signore anzi con il Signore, l’unico Dio a cui bisogna credere.

Pag. 20


16-07-92

soli

Solo, in questa mia guerra assurda.

Impotente, davanti alle cose che verranno.

Vivo, grazie alla forza che mia madre e Dio mi danno.

In questi giorni sono un po’ giù di morale e molto fisicamente, non ho tanta voglia di scrivere però lo

faccio.

È un po’ di tempo che vado a parlare con il Padre e ogni volta mi trasmette la sua speranza nella vita;

un po’ oggi, un po’ domani sento che lui mi sta cambiando. Grazie Padre per avermi dedicato il suo

prezioso tempo, vedrà che comunque con me non avrà parlato invano.

Io faccio mio tutto quello che lei Padre mi insegna, la prendo alla lettera e come esempio! Sono

sicuro che mi troverò benissimo quando uscirò da Ca’ Nostra.

Grazie Padre!

Paolo

Fondamentali per costruire:

non è più tempo di guardare indietro,

è tempo di guardare avanti e costruire.

"Io vi spingo all’amore per avere l’amore".

27-07-92

Il tempo passa via veloce in questi giorni in cui sto male, sono un po’ confuso non so come reagire, la

paura mi ha preso un po’ dentro, sono dimagrito molto, non riesco a mangiare e se mangio dopo

rimetto.

In questo momento mi affido alle cure dei dottori che sono molto bravi e alle infermiere che mi

aiutano durante il giorno, grazie per l’aiuto. Mi fate sentire meno solo.

L’altro giorno sono andato al Santuario di Rho che è dedicato alla Madonna Immacolata, sono andato

con il Piero e abbiamo pregato insieme. Il Signore dice che se si prega in due la tua preghiera viene

esaudita.

Io in particolare ho pregato per tutti voi, perché vi dia sempre la forza di aiutare i ragazzi che come

me hanno sofferto e stanno soffrendo, voi con il vostro amore e la vostra bontà ci aiutate a soffrire

di meno.

Che Dio vi illumini sempre e vi protegga dal male, che è sempre lì pronto ad approfittare dei momenti

negativi della vita.

Io pregherò sempre per voi, sarete sempre nel mio cuore. Ciao

Paolo

3-8-92

Ieri sono venuti a trovarmi i miei familiari, ho passato una bella domenica, poi sono arrivati anche i

ragazzi di Mesero e allora la famiglia si è allargata.

Forse venerdì vado a casa di mio fratello, mi ha promesso che farà gli gnocchi di patate, visto che è

il mio piatto preferito.

Mia sorella invece mi sta comprando un casino di roba per vestirmi, comunque, a parte queste cose

materiali, ho ritrovato veramente la mia famiglia, mi dimostrano ogni giorno che mi sono veramente

vicini in questo momento così bruttissimo per me.

Devo fare un ringraziamento al Padre e all’Angelina per aver accettato di fare entrare in casa mia

sorella; in questo momento è lei che mi sta facendo da mamma e io le voglio tanto bene, guai a chi me

la tocca, grazie per aver capito la nostra situazione.

Ciao

Pag. 21


29-8-92

Oggi sono tornato a casa dopo tanto tempo, sono molto contento perché sono venuto a trovare mia

madre. Purtroppo stamattina ho avuto una discussione con un ragazzo nuovo, io ho esagerato nel

prendermela, però io certi appellativi non li sopporto (tipo coglione) come mi ha chiamato. Forse

corro il rischio che mi sbattano fuori, ripeto io ho esagerato, però anche se pagherò di persona non

mi lascerò andare giù, lo giuro.

Tutto questo casino è successo solo perché ero un po’ più allegro del solito e non ho detto niente di

offensivo da dovermi chiamare con quell’appellativo. Chiedo umilmente scusa a tutti quelli che erano

presenti e in particolare alla Elena che in questi mesi di sofferenza mi è stata molto vicina e mi

spronava a reagire.

Io purtroppo ho avuto dei brutti pensieri in questi mesi, addirittura pensavo al suicidio talmente mi

fa paura questa malattia che ho contratto. Comunque lunedì vedremo che fine farò, parlerò con

l’Angela e col Padre, chiederò scusa e chiederò se mi danno un’altra possibilità di restare a Ca’

Nostra altrimenti mi curerò a casa e cercherò di farcela da solo, visto che mia madre ormai non può

più aiutarmi, può solo pregare per me. (Mi manca tantissimo).

01-09-92

Primo giorno di settembre, molto sole e tanto vento, l’estate ormai è quasi finita, io mi ritrovo

ancora in comunità dopo il casino che avevo combinato per colpa di un altro ragazzo. Ero rimasto a

casa 2 giorni come per castigo. Ho pensato molto in questi giorni e sono sempre più convinto che la

mia nuova famiglia è qui a Ca’ Nostra: la lezione che mi avete dato mi è servita, mi ha fatto capire

quanto sia importante per me conoscere gente come voi (amici veri).

Sono le ore 23.00 sto andando a letto, questa sera voglio dire una preghiera particolare dedicata a

voi con tutto il mio cuore, scusatemi ancora, non succederà più.

Ciao

Pag. 22


04-09-92 ore 9.50

ode al giorno felice

Questa volta lasciami

essere felice

non è successo nulla a nessuno,

non sono in nessun luogo,

semplicemente

sono felice

nei quattro angoli

del cuore, camminando,

dormendo o scrivendo.

Che posso farci, sono felice,

sono più innumerabile

dell’erba nelle praterie,

sento la pelle

come un albero rugoso,

di sotto l’acqua,

sopra gli uccelli,

il mare come un anelo

intorno a me,

fatta di pane e pietra la terra

L’aria canta come una chitarra...

Oggi lasciatemi da solo

essere felice,

con tutti o senza tutti,

essere felice

con l’erba

e la sabbia,

essere felice

con l’aria e con la terra,

essere felice...

Pablo Neruda

06-09-92

Questa notte ho dormito poco, pensavo sempre a mia madre che oggi ha fatto 5 mesi dalla sua

morte. Una mancanza che a me fa soffrire molto; non c’è giorno che non la pensi e preghi per lei; il

risultato è sempre quello (piango come un bambino), sarò stupido ma è così, forse perché le sono

stato vicino la notte che è morta, allora questa esperienza mi ha toccato fortemente; l’ho vista

soffrire e questa cosa non so se mi ha fatto bene o male, resta il fatto che io me la ricordo così,

soffrendo.

ciao mamma

Mamma ti voglio bene, non scorderò mai quello che hai fatto per me, mi hai ridato una nuova vita.

Io so che il Signore ti ha riservato un posto accanto a lui, insieme mi darete la forza e la serenità di

continuare a sperare e di non avere più certi pensieri brutti che in questi mesi di sofferenza mi

hanno turbato molto.

Ciao mamma ti penso sempre, mi raccomando stammi vicino se puoi, io prego sempre per te.

Ti voglio bene mi manchi tanto

il tuo Paolo

Pag. 23


07-09-92

È passata una settimana dal mio rientro in comunità, mi sento abbastanza bene. Ho chiarito tutto

con l’Angela, e d’ora in poi cercherò di rigare diritto; per fortuna che ho trovato persone con cui non

è difficile spiegarsi.

Adesso comunque bisogna guardare avanti e continuare il mio cammino.

Questa mattina a Messa il Padre ha ricordato mia madre; quando ha pronunciato il nome Elvira a

momenti svenivo, comunque è stato bello ricordarla.

08-09-92

Messaggi

"La fede aiuta a vivere e vi mostra tutto l’amore di Dio".

"La salvezza dell’anima sta nel suo cammino di fede".

"La luce di Dio è luce per l’anima".

"Innalzatevi sempre più verso il cielo, troverete la pace e la gioia vera della vita".

08-09-92

"L’oscurità della vita nasce dalla cecità dell’anima".

"OMNIA IN OMNIBUS" (Dio è tutto in tutti).

"Ogni luce che risplende in voi è luce divina".

I felici di Dio non devono essere pianti, ma amati ancora di più e ancora meglio. Nessuno muore,

nessuno scompare, siete voi che non vedete.

Gli angeli di Dio.

08-09-92

poesia

Sei della terra un fiore,

sei della terra il palpito,

sei della terra fiaccola d’amore,

sei della terra anelito dolce

dell’animo mio,

sei piccola, tenera, splendida,

sei la mamma dolce mia.

09-09-92

Oggi sono 9 mesi che sono in comunità, il tempo è volato e sono successe tante cose che già sapete e

che a me stanno facendo ancora soffrire tanto.

Oggi è una giornata grigia, come quando sono arrivato a Ca’ Nostra. Ricordo che mia madre non

credeva ai suoi occhi quando siamo entrati in casa, mi ripeteva che era stupenda, fatta apposta per

me, ed è vero.

Pag. 24


09-09-92

Sento di essere cambiato non sono più il Paolo di qualche mese fa, il fatto che sono stato molto male,

mi ha scosso e adesso ho paura di morire.

Voi mi avete detto che in questi mesi mi sono comportato male, ebbene se l’ho fatto non me ne sono

reso conto; avevo pensieri strani in testa, non capivo più niente, ero confuso, sapevo solo pregare e

sperare di guarire, però mi avete fatto capire che stavo sbagliando. Adesso sto reagendo

fisicamente e moralmente e le cose vanno meglio, vi chiedo solo di aiutarmi a star bene per farmi

ritornare il Paolo di qualche mese fa.

Vi chiedo per l’ennesima volta scusa.

Grazie a tutti.

11-09-92

2 settimane sono passate dall’arrivo del mio amico d’infanzia Franco. Per adesso si sta ambientando

bene, non sta tanto bene però con l’aiuto di Dio ce la farà. Oggi stiamo un po’ meglio tutti e due, ma

la situazione è quella che è, un giorno stai bene, dieci giorni stai male, comunque andiamo avanti

finché è possibile, sperando sempre nella nostra guarigione.

11-09-92

Ieri ho fatto la gastroscopia, la 2ª, per controllare cosa può essere che mi fa vomitare; spero in un

esito buono, almeno mi daranno la terapia adeguata.

Oggi sono tutto intontito per via del Valium di ieri e l’Halcion per dormire, poi ho un mal di gola

incredibile.

Sono questi i momenti che mi buttano giù di morale, questi alti e bassi del mio fisico, che poi incidono

sulla mia psiche.

11-09-92

È tanto tempo che non mi confesso, oggi chiederò alla Elena se mi accompagna in chiesa, ne sento

proprio il bisogno urgente.

Non che abbia fatto qualche cosa di male, però ho bisogno di farlo per riprendere certi discorsi che

il nostro caro Padre ha iniziato con me. Persone come il Padre dovrebbero nascerne ogni giorno,

pensa solo a far del bene agli altri.

Grazie Padre.

11-09-92

poesia

Pensare

gioire

sperare

la pace e l’amore del Signore sono con te e ti accompagnano in questo tratto della tua esistenza

faticosa ma carica di tanta speranza. Anch’io sono con te.

Piero

Pag. 25


Conclusione

Il diario di Paolo si ferma qui interrotto dal ricovero in ospedale.

Speranze e delusioni si sono alternate nei giorni che si sono susseguiti e ci hanno fatto soffrire non poco.

Personalmente è stata la conferma di quanto avevo in altre occasioni sperimentato. Più si ama, più si

soffre.

Paolo sa che ci manca tanto ma lo sentiamo anche vicino.

Pag. 26

Angelina Tomasoni

(Responsabile Comunità Ca’ Nostra -

Cornaredo)

Caro Paolo,

ti scrivo anch’io una lettera, meglio, qualche riga per dirti che ho letto il tuo diario. Ci hai lasciato un bel

ricordo, perché le cose che dici, i pensieri che esprimi sono "tutti fantastici". (= meravigliosi = è l’aggettivo

che ti esce più spesso dalla penna...!).

Non so se la Comunità e le persone che la sostengono, (specialmente il sottoscritto), sono veramente

"fantastici" come tu dici.

Accontentati di pensare che hanno invocato e invocano dal Signore e dalla Madonna la volontà di amarvi

proprio tanto. Poi l’uomo non è mai perfetto e tu sai cosa devi fare per aiutarci in merito.

Quando ti guardavo e guardo i tuoi compagni, penso, con una punta di invidia, al bene di cui siete

gratificati dal Padre Celeste.

Sai, i genitori terreni vogliono bene a tutti i loro figli, ma hanno un amore e una dedizione più profonda per

il figlio, che essendo inciampato in qualche guaio, ora si trova ammalato o più debole degli altri fratelli.

Il Signore non è diverso dai padri terreni, è il loro modello.

"Uno solo è il Padre, Colui che è nel cielo".

Senti, Paolo, adesso non stare a poltrire in Paradiso, tu sai che noi ti vogliamo sempre tanto bene, ma se

vuoi che quando arriveremo anche noi in Paradiso non abbiamo a tirarti le orecchie, mettiti sotto e fa che

in un modo o nell’altro il Signore e la Madonna portino in Paradiso tutti noi.

Facci poi sentire in modo tangibile la tua presenza così che possiamo svolgere con maggior impegno e

con più entusiasmo la nostra "vocazione all’AMORE".

Grazie Paolo, sei proprio un ragazzo "fantastico".

P. Mario Lupano


Appendice

Altre testimonianze di ragazzi della Comunità

Ciao Angelina, sì sono proprio io, Nino. Quel tipo un po’ particolare che ti ha fatto tanto dannare.

Quelle che vi scrivo sono profonde scuse: non avrei dovuto fare tutto quel macello, ma vedi, la colpa

non è neanche tutta mia, sono sempre stato un viziato abituato a fare tutto ciò che voglio, possibile

o no. Se volevo qualcosa, qualsiasi cosa, volere o volare alla fine la ottenevo, anche se fossi dovuto

andare a rubare. Dio sa quante volte ho pagato la mia schiettezza, quel mio modo di affrontare le

situazioni di petto senza valutare bene chi mi è di fronte.

Io ho contestato in più di una occasione e mi arrabbiavo come un dannato quando mi contraddicevi.

Voglio solo dirti che non volevo fare il sapientone, ma scusarmi tanto; io ero a più vivo contatto con i

ragazzi e loro, per quanto ne so, stavano cominciando ad affezionarsi almeno quanto mi ci ero

affezionato io, forse troppo. Non hai idea di quanto soffrissi a vedere il Beppe in carrozzella, così

vivo e simpatico nello spirito. E Raul, che aveva la testa, ma non ho mai visto uno scheletro più

scheletro e quando morì non sai che dispiacere. Franco, non oso chiedere di lui, ho paura della

risposta perché l’ultima volta che lo vidi steso sul lettino dell’ambulanza, non ti dico cosa provai, e

Cosimo, ero ancora in astinenza quando vidi la prima volta le sue piaghe, lì pensai: Dio non essere così

duro con lui "uccidilo". Troppo l’impatto, in effetti non mi aspettavo una realtà così cruda, così

crudele. Mi ha toccato dentro, mi ha ferito e ne porterò sempre dentro le ferite, l’idea di ritrovarmi

in quello stato mi ha inasprito. Penso a tutto questo almeno una volta al giorno e credimi, sono

sincero, lo sai che non dico bugie neanche quando scherzo: ne sappiamo qualcosa entrambi.

Ti chiedo scusa per aver alzato la voce, per essere stato così duro. Ho molto da imparare da persone

come te che riescono a convivere quotidianamente con una realtà così dura, ho visto che anche tu ti

affezioni ai ragazzi. Ti ho visto fare carezze a Luciano davanti a tutti con espressione di una vera e

propria madre, però ti ho anche visto dispettosa. Ricordo la birra a tavola, senza che si mangiasse la

pizza che avevo preparato. Sono stati tutti equivoci, equivoci veri e propri, come quella volta che

sono uscito, cuffie in testa, a farmi un giro per il paese. Ero in crisi per la mia fidanzata ed ho

pensato molto a lei, ma giuro non le telefonai: davvero.

Ora non posso perché sono agli arresti a... Non credo di doverci stare molto, o forse sì, non so, ma

vorrei riprovare a fare quel benedetto volontariato e vorrei farlo proprio lì da te dove per necessità

la disponibilità deve essere ottimale. Cerca di capire, per me è stato duro trovarmi in quella

situazione, ma se domani dovrò essere così anch’io voglio contare sull’aiuto di gente stupenda come i

tuoi volontari (a proposito, ti prego, salutameli tutti e digli che la mia ammirazione e il discorso che

feci per il mio compleanno è valido, godono della mia profonda stima).

Vorrei il tuo perdono anche per dimostrare a me stesso che devo assolutamente imparare ad

abbassare la testa e non tirarla su come il gallo.

Concludo col dirti che giuro su Dio di aver sempre pensato di agire in bene e non per mettervi a

soqquadro la comunità, altrimenti non avrei provato a farti il giardino, il campo di bocce e l’orto (a

proposito, sono venuti i pomodori?).

Sull’uscio, prima di andarmene mi dicesti: vai, sbriga tutte le tue cose e poi ne parliamo. Io sono

uscito, ho sbrigato molte di quelle cose, quasi tutte; ora sono agli arresti e non posso, quando esco

però vorrei venirti a trovare. Scrivimi ti prego e dimmi cosa ne pensi, l’indirizzo è sul retro della

busta. Saluto affettuosamente tutti, da Pina, Ettorino (gran bravo ragazzo, lui sì che è una forza), il

Padre, insomma tutti, proprio tutti e con un "FORZA e CORAGGIO" tutti gli UTENTI.

Scrivetemi e ditemi quanto peste sono stato.

Nino

Pag. 27


Libero

LA DROGA mi ha chiuso gli occhi,

L’EGOISMO mi ha chiuso il cuore,

L’INDIFFERENZA mi ha chiuso la mente.

Dentro di me ho costruito una fortezza... senza porte,

senza finestre, senza una via d’uscita:

perché HO PAURA di guardare la realtà,

PAURA di amare per non soffrire,

PAURA di esternare i miei sentimenti per non piangere.

Ma oggi per te "AMICO MIO" ho buttato giù queste vecchie mura:

Apro gli occhi, la luce mi acceca. È tutto così bello,

è tutto così strano, ma non è un sogno:

SONO LIBERO!!! LIBERO di amare

LIBERO di gridare che ti voglio bene!

Tutto questo è realtà

tutto questo è vivere:

ed IO VOGLIO VIVERE PER TE "AMICO MIO".

Personalmente vi ringrazio per l’aiuto che date a tutti noi,

siamo brutta gente è vero, ma siamo molto simpatici.

Con affetto.

Pag. 28

Ettore ’96

Manuel

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