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Silvana Della Penna - Notizie Gruppo Reale - Reale Mutua

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notizie<br />

150 anni d’Italia<br />

183 anni di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Carlo Felice<br />

e la prima polizza<br />

N° 1 - marzo 2011 - anno VI


Anno VI, n. 1 – marzo 2011<br />

<strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Via Corte d’Appello, 11<br />

10122 Torino TO<br />

Tel. 011 43 12 552<br />

Periodico di informazioni e notizie<br />

per il personale, gli agenti e i<br />

collaboratori del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

Registrazione Tribunale di Torino<br />

n. 5058 dell’11 settembre 1997<br />

Pubblicazione non in vendita<br />

è autorizzata la riproduzione<br />

dei testi citando la fonte.<br />

è vietata la riproduzione, anche<br />

parziale, delle illustrazioni senza<br />

il consenso dell’editore.<br />

In copertina:<br />

150 anni di Unità d’Italia<br />

183 anni di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Direttore responsabile:<br />

Luigi Bellotto<br />

luigi.bellotto@realemutua.it<br />

Coordinatore editoriale:<br />

Sergio Albesano<br />

sergio.albesano@realemutua.it<br />

Redazione:<br />

Milena Basso, Ilaria Bournique,<br />

Davide Chiarlo, Arnaldo De Marco,<br />

Emanuela de Zanna, Francesco Lo Turco,<br />

Marco Mazzucco, Tiziano Nobile,<br />

Marella Pentimalli, Elisabetta Ruà,<br />

Simona Senati, García Pilar Suárez-Inclán<br />

Fotografie di:<br />

Sergio Albesano, Francesco Lo Turco,<br />

Davide Nadalin, Tiziano Nobile<br />

Realizzazione grafica:<br />

Sunday s.r.l, Torino<br />

www.sundaygroup.it<br />

Stampa:<br />

Stamperia Artistica Nazionale<br />

Trofarello<br />

Sommario<br />

in questo numero<br />

1 La <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> tra Restaurazione e innovazione<br />

4 L’assicurazione postuma decennale indennitaria<br />

per gli immobili<br />

8 E adesso… pasta!<br />

11 Torna il Sei Nazioni<br />

12 Tris <strong>Reale</strong>, una combinazione di sicurezza<br />

14 <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> entra nel Museo dell’automobile<br />

16 Università <strong>Reale</strong>: formazione per l’eccellenza<br />

18 L’arte in mostra presso l’agenzia di Chivasso<br />

19 Festival della letteratura di viaggio<br />

20 Michelangelo in podesteria: un disegno di architettura<br />

21 La nuova agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Torino Porta Nuova<br />

22 Polizze e Nutella!<br />

23 Inaugurazione a Pontedera<br />

23 Nuovi locali a Casalecchio di Reno<br />

24 La sicurezza di chi dà sicurezza!<br />

27 ILAB, il nuovo spazio web aziendale<br />

29 Sulle orme di Tamerlano<br />

33 Incontri musicali al Filo<br />

34 Serata d’onore<br />

36 Quaranta e non sentirli!<br />

38 Sesto Calende, un’agenzia vicina alle persone<br />

41 Italiana si veste di nuovo<br />

43 Convention agenzie<br />

44 Un sms facilita la vita<br />

46 www.realeimmobili.it<br />

48 Novità in casa Banca <strong>Reale</strong><br />

51 Seniores sì, ma molto attivi!<br />

53 Sesto congresso della Associazione ex agenti <strong>Reale</strong><br />

55 Le famiglie come ammortizzatori sociali<br />

56 Due premi alla Fondazione<br />

57 L’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Orbassano


<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e l’unità d’italia<br />

La <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> tra<br />

Restaurazione e innovazione<br />

Mentre nel 2011 si festeggia il 150° anniversario dell’Unità<br />

d’Italia, <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> vive il suo 183° anno di vita. Dunque,<br />

la nostra Società ha anticipato e poi accompagnato la vita<br />

della nazione. Durante quest’anno, attraverso cinque articoli,<br />

il nostro giornale racconterà alcuni episodi della Società<br />

collegati a vicende storiche del nostro Paese. Perché, come<br />

si può vedere nel nostro museo, la storia di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è<br />

profondamente legata a quella d’Italia.<br />

di <strong>Silvana</strong> <strong>Della</strong> <strong>Penna</strong><br />

Direttore,<br />

si cambia<br />

Novità in casa “<strong>Notizie</strong> gruppo<br />

<strong>Reale</strong>”. A partire da questo<br />

numero, il giornale del <strong>Gruppo</strong><br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> sarà firmato da Luigi Bellotto, responsabile<br />

comunicazione interna della società.<br />

Questa nomina intende dare continuità all’attuale<br />

linea editoriale, il cui obiettivo è realizzare una testata<br />

che, raccontando valori, capacità, strategie<br />

e sviluppi del <strong>Gruppo</strong>, sia sempre vicina ai suoi<br />

lettori e capace di rispondere ai loro bisogni di informazione,<br />

conoscenza e aggregazione.<br />

Leo Giovannelli, guida storica del giornale che ha<br />

visto nascere e diventare ciò che è oggi, continuerà<br />

a mettere a disposizione dell’house organ la sua<br />

professionalità, con il ruolo di intervistatore “speciale”.<br />

A lui i meritatissimi ringraziamenti del <strong>Gruppo</strong><br />

e di tutta la redazione per la passione con cui ha<br />

raccontato, in quattordici anni, i nostri successi. E<br />

al nuovo direttore l’augurio di un buon lavoro.<br />

Quando si pensa alla <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e alla sua lunga storia,<br />

viene spontaneo associare le tappe del suo sviluppo alle<br />

date fondamentali del nostro Risorgimento e delle successive<br />

vicende italiane, soprattutto in questo periodo di<br />

celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.<br />

Ma qual è il contesto storico-sociale in cui la nostra Società<br />

affonda le radici?<br />

Proviamo a fare un piccolo passo indietro…<br />

Il periodo napoleonico aveva generato in tutta Europa<br />

un clima d’instabilità del sistema politico-economico e,<br />

contemporaneamente, aveva dato una fortissima spinta<br />

innovativa. Basti solo pensare all’elaborazione dei codici<br />

civili, all’introduzione del sistema metrico decimale<br />

e del sistema postale e, ancora, alla prima riforma del<br />

sistema scolastico.<br />

Il successivo Congresso di Vienna (1814-1815), ristabilendo<br />

la situazione politica precedente la Rivoluzione<br />

francese, volle invece erigere una forte barriera alle<br />

spinte rivoluzionarie, ma con la sua azione frenante si<br />

fece anche portatore di una certa stabilità dei confini nazionali<br />

e del sistema economico-sociale degli stati, creando<br />

così le premesse per la nascita di importanti istituzioni<br />

(di cui la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è un esempio) e, in generale,<br />

delle infrastrutture proprie di uno Stato moderno.<br />

La commistione di princìpi economico-sociali, innovativi da<br />

una parte e portatori di stabilità dall’altra, si avverte anche<br />

nella composizione della classe dirigente dell’epoca.<br />

1


<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e l’unità d’italia<br />

Era una nuova aristocrazia cautamente liberale, costituita<br />

da imprenditori e proprietari di terreni e di case,<br />

preoccupati fra l’altro di tutelare i propri beni principalmente<br />

dagli incendi, frequenti e devastanti in un’epoca in<br />

cui i materiali non erano ignifughi e il fuoco era ancora<br />

un grande protagonista della vita quotidiana.<br />

Nel 1828, accanto a esponenti della Restaurazione, nel<br />

Regno di Sardegna si trovavano ancora persone che si<br />

erano formate durante l’occupazione napoleonica e che<br />

avevano assorbito quantomeno le conoscenze teoriche e<br />

giuridiche di quel periodo. Ne abbiamo testimonianza anche<br />

nei vertici della <strong>Reale</strong> di allora: i nostri due primi presidenti<br />

del consiglio di amministrazione, Luigi Colla e il suo<br />

successore Modesto Paroletti, erano “compromessi”, per<br />

così dire, con il regime napoleonico, in quanto, negli anni<br />

del dominio francese in Piemonte, avevano occupato alcune<br />

importanti cariche istituzionali. Paroletti, tra l’altro, ebbe<br />

una certa notorietà come studioso e letterato, tanto che a<br />

Torino gli è stata dedicata una via. Fu membro della <strong>Reale</strong><br />

Accademia delle Scienze di Torino e autore di alcuni saggi<br />

storico-descrittivi su Torino e sul territorio subalpino, tra<br />

cui si ricorda il Viaggio romantico pittorico delle provincie<br />

occidentali dell’antica e moderna Italia, di cui conserviamo<br />

una riedizione nella nostra biblioteca aziendale.<br />

Il manifesto disegnato da Marcello Dudovich per il centenario 1828-1928<br />

2<br />

Il primo direttore generale di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, Giuseppe Henry<br />

La maggior circolazione delle idee e dei capitali si accompagnò<br />

anche a quella delle persone; non era raro<br />

il caso di stranieri che venivano negli Stati italiani per<br />

impiantare industrie, attività commerciali, creditizie e,<br />

in qualche caso, assicurative. Crebbe, inoltre, l’interesse<br />

per le forme associazionistiche, anche nell’allora nascente<br />

campo delle assicurazioni.<br />

Fu in questo contesto che Giuseppe Henry, un funzionario<br />

impiegato nell’amministrazione militare francese,<br />

avvocato ed esperto di materia assicurativa, giunse nella<br />

Torino di quegli anni, diventata frattanto centro della vita<br />

economica e politica dello Stato sabaudo, grazie anche<br />

a una discreta rete stradale e alla strategica posizione<br />

geografica di cui godeva il Piemonte, allora governato da<br />

Carlo Felice.<br />

Lo storico contemporaneo francese Pierre Milza, nella<br />

sua Storia d’Italia dalla preistoria ai giorni nostri sostiene,<br />

riguardo al processo economico negli Stati italiani<br />

nel periodo della Restaurazione, che “essi dipendono,<br />

per gran parte, dall’azione dei governi – in particolare di<br />

quello piemontese, il solo ad avere un autentico progetto<br />

di sviluppo”. Ciò si doveva anche alla solidità dell’antica<br />

dinastia sabauda, che poteva contare su un efficace apparato<br />

statale che (ancorché assai impoverito da guerre<br />

e calamità naturali) era sorretto da un impianto burocratico,<br />

fiscale e giudiziario efficiente, unito a un’organizzazione<br />

militare di grande esperienza.


La storiografia ufficiale ci ricorda Carlo Felice<br />

come figura scialba e conservatrice. Sarebbe<br />

ingiusto però non riconoscerne anche i<br />

meriti: ad esempio, fu lui ad aver avviato il<br />

Museo Egizio, ancor oggi vanto della città,<br />

a far edificare il teatro di Genova (che<br />

oggi porta il suo nome), ad aver fondato<br />

nel 1824 il corpo dei pompieri pubblici<br />

a Torino. Last but not least, fu Carlo<br />

Felice che seppe intuire l’importanza<br />

di costituire una compagnia di assicurazioni<br />

per far fronte ai frequenti<br />

incendi e arrestare nel contempo<br />

il flusso di capitali verso l’estero<br />

dovuto alla concorrenza spesso<br />

aggressiva delle compagnie assicurative<br />

straniere.<br />

Henry (è storia per noi ormai<br />

nota) propose alla Segreteria<br />

di Stato una sua bozza degli<br />

statuti di una società mutua di assicurazione;<br />

questi vennero approvati e redatti in forma<br />

definitiva, dopodiché Carlo Felice autorizzò con le Regie<br />

Patenti la costituzione della Società <strong>Reale</strong> d’Assicura-<br />

L’interno del Museo Storico della <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e l’unità d’italia<br />

zione Generale e <strong>Mutua</strong> contro gl’Incendj, con Henry<br />

primo direttore generale.<br />

In quel periodo sospeso tra<br />

tradizione e cambiamento,<br />

prudenza e spirito imprenditoriale,<br />

incominciò<br />

dunque il cammino della<br />

nostra Società, che, sviluppandosi<br />

come riproduzione in<br />

chiave sociale ed economica<br />

dell’identità politica territoriale<br />

dello Stato in cui è nata, non può<br />

non riconoscersi parte integrante<br />

del processo storico che portò<br />

il Piemonte a essere protagonista<br />

dell’Unità d’Italia.<br />

3


GRuppo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

L’assicurazione postuma<br />

decennale indennitaria<br />

per gli immobili<br />

Il ritratto di un prodotto assicurativo che va diffondendosi<br />

anche in Italia<br />

di Luigi Baroni<br />

L’Aquila: Casa dello studente<br />

“Mancava un pilastro; perciò è crollata la Casa dello<br />

studente”. Secondo la perizia consegnata alla procura<br />

dell’Aquila, l’ala nord della Casa dello studente è crollata<br />

anche per la mancanza di un pilastro portante, causando<br />

nella notte del sisma del 6 aprile 2009 la morte di otto<br />

studenti. Altri dettagli della perizia rivelano che la scala di<br />

emergenza, ristrutturata nel 2002, è crollata perché non<br />

era saldamente attaccata alla struttura; travi e pilastri del<br />

piano terra erano intrisi di umidità. Tra le altre anomalie<br />

riscontrate, il sovraccarico sul tetto crollato, causato dai<br />

pannelli solari e dai serbatoi dell’acqua.<br />

La scuola di San Giuliano di Puglia<br />

Nella scuola crollata il 31 ottobre 2002 morirono ventisette<br />

bambini e la maestra. Capovolto il verdetto: condannati in<br />

cinque. “Il terremoto non c’entrava”. La sopraelevazione<br />

della scuola era stata realizzata senza calcoli e risultava<br />

priva di ogni collaudo.<br />

Agrigento: ospedale civile<br />

Le conclusioni dei periti della procura nell’inchiesta sul<br />

nuovo ospedale inaugurato nel 2004, costato trentotto<br />

milioni di euro: “Va chiuso, cemento fragile”. La struttura<br />

dovrebbe essere dichiarata inagibile. L’inchiesta era partita<br />

da diverse richieste di risarcimento danni presentate da<br />

infermieri che avevano avuto incidenti proprio a causa di<br />

alcune crepe visibili lungo i corridoi dell’ospedale.<br />

Le villette in val Brembana<br />

Bergamo: inabitabile da sei anni un gruppo di villette in<br />

val Brembana. La frana distrugge il sogno della seconda<br />

casa. Un complesso di diciannove villette bifamiliari a<br />

settecento metri di quota inaugurato a fine 2000: sulla<br />

montagna sovrastante un successivo studio geologico<br />

4


ha rivelato terreno assai friabile. La parete continua a<br />

scaricare materiale, che ora preme anche sui muri di<br />

contenimento. Il Comune ha deciso di recintare il villaggio<br />

dichiarandolo inabitabile.<br />

Le ville a schiera in Sermoneta (LT)<br />

Sprofonda villa a schiera e trascina le altre adiacenti. In base<br />

alle dichiarazioni dei proprietari, a pochi giorni dall’acquisto<br />

si notano crepe in corrispondenza delle tramezzature<br />

e pavimentazioni. Dai successivi rilievi, si constata il<br />

progressivo cedimento in fondazione. Trattandosi di edifici<br />

a schiera, nel tempo, anche gli immobili in aderenza<br />

hanno risentito dell’abbassamento in fondazione e quindi<br />

l’inevitabile trascinamento delle strutture in elevazione ha<br />

provocato danni significativi anche alle ville in aderenza.<br />

Il perito ha identificato il danno nel vizio del suolo e nella<br />

cattiva esecuzione delle palificazioni per il consolidamento<br />

del terreno (ex paludi pontine).<br />

I casi esemplificati, presi dalla cronaca recente e da<br />

relazioni peritali, tra loro diversi per caratteristiche ed<br />

entità di danni, hanno in comune come causa il fattore<br />

umano.<br />

Così come per la scuola<br />

crollata di San Giuliano in<br />

Molise anche per la Casa<br />

dello studente dell’Aquila<br />

i periti hanno stabilito la<br />

causa prima nell’errore<br />

umano e non quindi nel<br />

terremoto, inteso come<br />

evento di forza maggiore.<br />

Per l’ospedale di Agrigento<br />

le colpe appaiono varie e<br />

distribuite.<br />

I danni agli edifici<br />

abitativi di val Brembana<br />

e di Sermoneta sono da<br />

ricondursi a imperizia nella valutazione delle condizioni<br />

geotecniche del terreno e nel consolidamento dello<br />

stesso.<br />

Altro aspetto che caratterizza i casi è che sono inerenti a<br />

edifici costruiti o ristrutturati in tempi recenti.<br />

Tali rischi riconducibili a negligenze, relativi a edifici<br />

pubblici e privati di recente costruzione o ristrutturazione,<br />

possono essere considerati con la formulazione base di<br />

una polizza postuma decennale.<br />

La polizza postuma decennale è infatti la naturale<br />

continuazione della polizza Contractor’s All Risks (C.A.R.)<br />

per i rischi dipendenti dalla natura stessa dell’opera (esclusi<br />

quindi i danni da forza maggiore e da azioni di terzi).<br />

Con tale contratto, l’assicuratore è impegnato per un<br />

periodo di dieci anni, a partire dall’ultimazione dei lavori<br />

(durante i lavori la copertura è data dalla polizza C.A.R.),<br />

GRuppo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

a collaudo effettuato, a indennizzare i danni causati<br />

all’opera assicurata e a terzi.<br />

Tale assicurazione, indubbiamente significativa, è diffusa<br />

negli altri Paesi europei (per interventi delle istituzioni o a<br />

prescindere dalle stesse) e assai meno in Italia.<br />

Accenniamo alla situazione in due Paesi a noi vicini, con<br />

sistema giuridico non dissimile dal nostro.<br />

In Francia, la legge 12/1978 (detta “legge Spinetta”),<br />

con le successive integrazioni, ha reso obbligatoria<br />

l’assicurazione ed è applicabile alle opere pubbliche e<br />

private.<br />

Per la stessa opera devono essere sottoscritti due tipi<br />

di polizza a seconda del soggetto contraente; per gli<br />

appaltatori, esecutori dei lavori, è data un’impostazione<br />

di tipo “risarcitorio” a copertura della responsabilità degli<br />

stessi; per il committente, proprietario dell’opera, una di<br />

tipo “indennitario” a tutela del proprietario dell’opera.<br />

Quando accade un sinistro il proprietario è indennizzato<br />

dal suo assicuratore, che poi attua azione di recupero<br />

degli importi pagati verso l’assicuratore o gli assicuratori<br />

(se le responsabilità<br />

sono plurime) delle<br />

imprese di costruzioni<br />

responsabili del sinistro.<br />

Esiste accordo, affinché<br />

il perito operi per conto<br />

di tutti gli assicuratori<br />

delle imprese coinvolte<br />

nel sinistro, suddividendo<br />

poi gli importi a seconda<br />

delle responsabilità delle<br />

imprese. La copertura<br />

assicurativa è molto ampia<br />

(tra l’altro non prevede<br />

franchigia a carico del<br />

proprietario e include<br />

l’inidoneità dell’opera alla propria destinazione) e quindi<br />

costosa (indicativamente, per le due polizze, 35-40% sul<br />

valore dell’opera, per il decennio).<br />

In Spagna, la legge 38/1999 (ley de ordenacion de la<br />

edificacion) ha imposto in modo organico l’assicurazione<br />

obbligatoria per tutti gli edifici residenziali. La polizza è<br />

di tipo indennitario, a tutela del proprietario dell’edificio.<br />

La copertura è per i danni materiali causati da difettosa<br />

progettazione, difettosi materiali o difettosa esecuzione<br />

degli elementi strutturali (portanti) dell’edificio. La<br />

franchigia per legge è pari all’1% del costo di costruzione<br />

dell’edificio.<br />

La situazione nel nostro Paese non è così lineare.<br />

L’art. 1669 del codice civile vigente dal 1942 pone a carico del<br />

costruttore una precisa responsabilità nel caso di gravi danni<br />

all’opera realizzata e questo per una durata di dieci anni.<br />

5


GRuppo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Il crollo del controsoffitto di una palestra<br />

L’ANIA ha predisposto specifiche polizze alla fine degli<br />

anni ‘80, anche sulla spinta di quanto successo in Francia,<br />

che aveva, appunto, imposto l’assicurazione obbligatoria,<br />

dando altrettanto una formulazione indennitaria a tutela<br />

del proprietario/committente e risarcitoria a tutela del<br />

costruttore/appaltatore per i danni occorsi all’opera dopo<br />

la consegna dei lavori.<br />

Fino a pochi anni fa, tali assicurazioni hanno avuto<br />

scarsissima diffusione in Italia, stante la poca<br />

sensibilizzazione dell’appaltatore e del committente.<br />

Il problema della qualità delle opere, soprattutto per uso<br />

abitativo, ma non solo, negli ultimi tempi si è fatto più<br />

sentito e sempre più dibattuto. Spesso si lamenta, anche<br />

da parte degli enti pubblici, la cattiva qualità degli immobili,<br />

a volte, come si è evidenziato, con gravissime conseguenze<br />

e spesso con costi elevati per difetti in parti dell’opera.<br />

Ciò ha portato a una maggior sensibilità al problema ed<br />

attenzione anche da parte del legislatore, che in alcuni<br />

casi ha ritenuto di prevedere specifici obblighi di stipula<br />

di polizza assicurativa indennitaria decennale a carico<br />

del costruttore, nell’interesse del proprietario.<br />

Nel caso di lavori pubblici, l’obbligo di stipulazione da<br />

parte del costruttore della polizza indennitaria a favore<br />

dell’ente, compresa la copertura per la responsabilità<br />

civile verso terzi (legge n. 109/1994 sugli appalti di<br />

lavori pubblici, abrogata dal decreto legislativo 163/2006<br />

“codice dei contratti pubblici”, e successivo d.p.r. n.<br />

554/1999 attuativo, sostituito dal recente d.p.r. 207/2010<br />

“regolamento appalti”), è “per opere il cui importo superi<br />

gli ammontari stabiliti con decreto del Ministero dei lavori<br />

pubblici” (allo stato 10.000.000,00 di diritti speciali di<br />

prelievo, d.s.p., circa 10.000.000,00 di euro).<br />

Il testo di polizza, uguale per le diverse tipologie di opere<br />

da assicurare, è quello del d.m. 123/2004 (lo “schema 2.4”,<br />

pubblicato con gli schemi tipo delle garanzie fidejussorie<br />

6<br />

e delle coperture assicurative obbligatorie tutte per i<br />

lavori pubblici).<br />

Nel caso di lavori privati, la disciplina introdotta con la<br />

legge n. 210/2004 è rivolta esclusivamente alla tutela<br />

dei diritti patrimoniali delle persone fisiche acquirenti<br />

di immobili da costruire (cioè non ancora esistenti,<br />

cosiddetto acquisto sulla carta), come copertura aggiunta<br />

a quella della fidejussione a garanzia delle somme<br />

riscosse dal costruttore/venditore.<br />

Per quanto riguarda il testo di polizza, attualmente non<br />

ne esiste uno previsto dalla legge. Per la redazione<br />

delle condizioni contrattuali ci si è riferiti all’art. 4 del<br />

d.l. 122/2005 attuativo della legge, che stabilisce “il<br />

costruttore è obbligato a contrarre ed a consegnare<br />

all’acquirente all’atto del trasferimento della proprietà<br />

una polizza assicurativa indennitaria decennale a<br />

beneficio dell’acquirente e con effetto dalla data di<br />

ultimazione dei lavori a copertura dei danni materiali e<br />

diretti all’immobile, compresi i danni a terzi, cui sia tenuto<br />

ai sensi dell’art. 1669 del codice civile, derivanti da rovina<br />

totale o parziale oppure da gravi difetti costruttivi delle<br />

opere, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, e<br />

comunque manifestatisi successivamente alla stipula del<br />

contratto definitivo di compravendita o di assegnazione”.<br />

In sintesi, quindi, la previsione normativa si limita a<br />

indicare l’obbligo del costruttore di stipulare una polizza<br />

postuma indennitaria, con le caratteristiche di cui sopra,<br />

a favore dell’acquirente, di durata decennale.<br />

Occorre osservare che la stessa, mutuata come riferimento<br />

da quella redatta dall’ANIA dopo l’approvazione dalla<br />

legge n. 210/2004 (così come fatto dalle altre compagnie<br />

operanti in questo settore di mercato per i casi previsti<br />

dalla legge), non recepisce integralmente il disposto<br />

dell’art. 1669 del codice civile che, relativamente ai<br />

gravi difetti, la giurisprudenza perlopiù interpreta in<br />

modo molto ampio, in quanto configura come tali le<br />

carenze costruttive, se con menomazione grave della<br />

funzionalità e del godimento dell’edificio, anche se<br />

incidenti su elementi secondari e accessori dell’opera.<br />

Quindi le estensioni di garanzia previste come opzionali,<br />

quali la copertura dei gravi difetti a involucro, cioè i muri<br />

esterni dell’edificio, a impermeabilizzazioni, rivestimenti,<br />

pavimenti e intonaci, dovrebbero sempre essere attivate<br />

per tutelare gli acquirenti degli immobili nei casi previsti<br />

dalla legge n. 210/2004 (e comunque appropriate anche<br />

negli altri casi), con supplemento di premio commisurato<br />

alle caratteristiche e all’importo di tali parti dell’edificio.<br />

Considerata la portata e la durata decennale di tali<br />

garanzie occorre inoltre prevedere un controllo tecnico<br />

in corso d’opera effettuato da società accreditata presso<br />

Accredia – Sistema italiano di accreditamento, che, con<br />

costo a carico del contraente la polizza, ha il compito


di “normalizzare” i rischi mediante l’esame della<br />

documentazione progettuale e il monitoraggio dei lavori,<br />

appunto, in corso d’opera.<br />

è comunque importante considerare alcuni aspetti che<br />

caratterizzano in modo significativo il nostro <strong>Gruppo</strong>.<br />

Allo schema di polizza predisposto dall’ANIA sono state<br />

apportate alcune correzioni tecniche atte a garantire<br />

maggiormente quella tutela dell’acquirente che la<br />

legge mira a perseguire (quale ad esempio il prolungo<br />

a dieci anni delle estensioni di garanzia, nonché, nella<br />

sezione B, responsabilità civile verso terzi, l’inserimento<br />

dell’acquirente nel novero dei terzi) che differenziano<br />

in modo esplicito il nostro prodotto da quelli della<br />

concorrenza che tali estensioni non hanno.<br />

Inoltre, il lasso di tempo di durata delle polizze con<br />

conseguente allungamento temporale del controllo sui<br />

risultati della sinistrosità (molto di più di quanto si sia<br />

abituati a fare per le polizze danni, dove la statistica è<br />

annuale) comporta il cumularsi delle somme in rischio,<br />

a fronte di premi incassati a inizio garanzia. Sono<br />

determinanti pertanto, assieme all’accorta gestione del<br />

rischio, il volume delle riserve patrimoniali e il profilo<br />

della solvibilità, per il nostro <strong>Gruppo</strong> significativamente<br />

superiori a quanto richiesto dalle autorità di vigilanza.<br />

Evidenziamo in proposito che a partire da gennaio<br />

2013, con l’entrata in vigore della nuova normativa<br />

sulla solvibilità (Solvency II) verrà posta una sempre<br />

maggior attenzione alla gestione dei rischi e alla loro<br />

sottoscrizione. La qualità dei rischi assunti avrà infatti<br />

un riscontro diretto nell’ammontare del requisito di<br />

capitale richiesto alla compagnia. Allo stato attuale, gli<br />

studi fatti per valutare l’impatto della nuova normativa<br />

sulla solvibilità del <strong>Gruppo</strong> confermano una posizione di<br />

solidità patrimoniale.<br />

Alla luce di quanto sopra, è opportuna pertanto da parte<br />

della rete di vendita, una presa di coscienza sugli aspetti<br />

menzionati e un’attenta opera di sensibilizzazione in<br />

proposito verso i soggetti interessati e principalmente<br />

verso quelli che promettano in vendita o vendano un<br />

Lo sprofondamento di un edificio<br />

GRuppo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

immobile residenziale da costruire, con acquisizione di<br />

somme a titolo di anticipazione prima dell’ultimazione<br />

dell’immobile, per una copertura “ampia”, comprensiva<br />

anche delle estensioni di garanzia, con l’effettuazione del<br />

controllo tecnico in corso d’opera, cosicché la polizza a<br />

tutela dell’acquirente sia il più possibile conforme allo<br />

spirito della legge.<br />

La tutela dai rischi, quali quelli di cui ai casi in premessa,<br />

che per aspetti umani, sociali ed economici, possono<br />

influire negativamente in modo significativo, è soddisfatta<br />

soprattutto con la copertura crolli/lesioni o gravi difetti<br />

con dichiarazione di inagibilità, tipologia caratterizzata<br />

spesso da elevata gravità (e relativa bassa frequenza),<br />

come per altri eventi coperti in polizze contigue (quale<br />

l’incendio, gli atti intenzionali, gli uragani, gli altri eventi<br />

naturali di forza maggiore). Va considerato che i difetti a<br />

involucro, impermeabilizzazioni, rivestimenti, pavimenti e<br />

intonaci, indubbiamente di più elevata frequenza e minore<br />

gravità, sono caratterizzati più spesso da condizionamenti<br />

economici e quindi minore aleatorietà.<br />

L’influenza delle istituzioni in materia è recente, con<br />

leggi che lasciano spazio a incertezze interpretative ed è<br />

limitata ad alcuni settori.<br />

Non va trascurato lo stato della cultura assicurativa della<br />

maggior parte dell’utenza a cui la polizza è indirizzata,<br />

non propensa ad aggravi di costi per una copertura di<br />

cui finora (in modo non oggettivo) non ha sentito una<br />

particolare esigenza.<br />

è quindi comprensibile una qualche gradualità nelle<br />

garanzie e quindi nei costi, per i casi per i quali non esiste<br />

obbligo di assicurare (quali i costruttori che costruiscano<br />

con la forma classica di appalto col committente o<br />

che direttamente costruiscano e poi vendano, senza<br />

quindi acquisire somme a titolo di anticipazione prima<br />

dell’ultimazione dell’immobile; si pensi anche a tutto il<br />

novero degli edifici commerciali, industriali, per uffici,<br />

nuovi o oggetto di ristrutturazione, di persone giuridiche,<br />

quali società, associazioni, enti collettivi in genere).<br />

Nel nostro Paese, per l’assicurazione postuma decennale<br />

degli immobili l’attuale fase può essere considerata come<br />

quella introduttiva di un nuovo prodotto che, in quanto<br />

nuovo, risulta poco conosciuto; l’utenza non sa bene quali<br />

bisogni il prodotto può soddisfare e il prodotto stesso non<br />

è ancora del tutto definito nella sua struttura.<br />

L’obiettivo è di sviluppare la possibile utenza accrescendo<br />

il livello di informazione sui vantaggi apportati dal nuovo<br />

prodotto, anche con l’evidenza di casi concreti.<br />

La sensibilizzazione al problema della copertura dai rischi<br />

post-costruzione, soprattutto quelli di elevata gravità, è<br />

obiettivo realizzabile, purché si agisca con competenza<br />

e professionalità, qualità necessarie affinché un’azione<br />

venga premiata da risultati soddisfacenti.<br />

7


i pRotaGonisti<br />

Maria Luisa Arrighi, Stefano Berruto e l’agente <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Carmagnola Antonio Giraudi<br />

E adesso… pasta!<br />

Incontro con i responsabili dell’azienda Pasta Berruto,<br />

socia dell’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Carmagnola<br />

di Sergio Albesano<br />

Un piatto di pasta, che sia condita con ragù, con un sugo<br />

ai formaggi o con il pesto, è un’immagine indiscutibilmente<br />

legata alla cultura gastronomica italiana ed è una<br />

portata che manca sulle tavole di tutti gli altri paesi del<br />

mondo. Giusto? Sbagliato! La notizia ci coglie impreparati:<br />

il 99% della produzione dell’azienda Pasta Berruto,<br />

assicurata dell’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Carmagnola, è<br />

destinata all’esportazione!<br />

Ma procediamo con ordine. Incontriamo nello stabilimento<br />

di Carmagnola, vicino a Torino, Stefano Berruto,<br />

8<br />

socio ed amministratore delegato della società, e Maria<br />

Luisa Arrighi, che ora è consulente dell’azienda ma che<br />

ne è stata proprietaria.<br />

Come vi è venuto in mente di produrre pasta?<br />

“Bisognerebbe chiederlo al suocero di Maria Luisa”,<br />

esordisce sorridendo Stefano Berruto, “che si chiamava<br />

Renato Arrighi e che nel 1930 impiantò il primo stabilimento…”.<br />

“E che già allora era un affezionato assicurato dell’agenzia<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Carmagnola!”, interviene la signora Arrighi.


“è vero”, conferma Berruto. “Sono passate diverse proprietà<br />

e dirigenze in azienda, ma <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è sempre<br />

rimasta la nostra assicurazione! Lo stabilimento dove<br />

ci troviamo è stato costruito nel 1963. Dai primi vagiti,<br />

l’azienda è cresciuta e si è sviluppata avendo come socio<br />

di riferimento la famiglia Arrighi. Nel 1986 fu ceduta a tre<br />

imprenditori-colleghi, Antonio Gazzola, Fiorenzo Revello<br />

e la famiglia Berruto. Dopo diverse vicende, nel 2001 dei<br />

tre soci rimase solo la famiglia Berruto, che nel 2004<br />

fuse l’azienda con l’Italpasta. Sono stati intelligentemente<br />

conservati i vari marchi, che erano già conosciuti dal<br />

pubblico. Infatti il 50% della produzione è commercializzata<br />

come Pasta Arrighi e Italpasta; il restante 50% viene<br />

prodotto e confezionato con i marchi di alcune delle più<br />

importanti catene della grande distribuzione organizzata<br />

in Europa. Infine, nel 2007, a seguito di una ristrutturazione<br />

interna alla famiglia, il 60% delle quote sono state<br />

cedute a un gruppo straniero, la multinazionale Webcor,<br />

che ha sede in Svizzera ma i cui proprietari sono libanesi.<br />

Ora abbiamo ottanta dipendenti e produciamo cinquantamila<br />

tonnellate all’anno di pasta, equivalenti a 220<br />

tonnellate al giorno. Abbiamo una macchina nuova che<br />

da sola produce quattro tonnellate di spaghetti all’ora.<br />

Inoltre, per produrre l’energia elettrica necessaria a far<br />

muovere i macchinari, abbiamo un impianto di cogenerazione<br />

che utilizza gas metano e che produce 1.000 kwh.<br />

Dal raffreddamento dei gas di scarico del motore otteniamo<br />

acqua surriscaldata che usiamo per produrre il<br />

calore per l’essicazione della pasta”.<br />

Quindi non si mangia pasta solo in Italia…<br />

“L’Italia è il primo paese al mondo per consumo di pasta,<br />

con circa ventotto chili pro capite all’anno, con diversificazione<br />

a seconda della regione: se ne consuma più al<br />

sud e meno al nord. Il secondo paese è il Venezuela, con<br />

diciotto chili. Il nostro primo cliente straniero è stato una<br />

cooperativa danese, che abbiamo iniziato a fornire nel<br />

1968 e che è ancora nostra cliente. Poi esportiamo nei paesi<br />

europei, in Francia, in Germania, in Scandinavia, nelle<br />

repubbliche baltiche, nell’Europa dell’est, soprattutto in<br />

Russia, e poi nei paesi dell’Africa mediterranea, in Togo<br />

Benin, in Angola. In Africa l’esportazione è condizionata<br />

dall’alternarsi delle situazioni politiche. Esportiamo anche<br />

in medio ed estremo oriente: India, Giappone, Nepal,<br />

Vietnam e Corea del sud. Una curiosità: in India, dove la<br />

pasta è un prodotto costoso a causa dei costi di trasporto<br />

e dei dazi, il principale canale di distribuzione sono i<br />

banchetti di nozze! Infatti non ci può essere un pranzo di<br />

matrimonio degno di questo nome in cui manchi la pasta<br />

e consideriamo che lì le feste per gli sposalizi durano in<br />

media una settimana!”<br />

“Ovviamente non è che dappertutto si mangi la pasta<br />

come da noi”, interviene la signora Arrighi. “Ovunque è<br />

i pRotaGonisti<br />

adattata ai gusti locali. Ad esempio in Francia viene servita<br />

come contorno e in Germania viene a volte condita<br />

con la marmellata, anche se noi, attraverso l’Associazione<br />

Pastai Italiani, cerchiamo di insegnare come usarla.<br />

La pasta è un bene di consumo economico e molto dietetico,<br />

importante per l’alimentazione perché, oltre ai carboidrati,<br />

contiene anche proteine e vitamine. Inoltre, in<br />

genere viene associata a verdure e formaggio e quindi<br />

diventa un pranzo completo. Non per niente la dieta mediterranea<br />

è stata riconosciuta bene dell’umanità.”<br />

Come si riconosce la qualità della pasta?<br />

“La qualità è data dal contenuto di proteine della semola<br />

di grano duro, che determina la tenuta in cottura”, riprende<br />

Stefano Berruto. “Anche i processi di essicazione sono<br />

fondamentali. La qualità si riconosce dall’aspetto del<br />

prodotto, che deve essere il più giallo possibile. I nostri<br />

prodotti di partenza sono solo acqua e semola di grano<br />

duro; non utilizziamo nessun additivo chimico.”<br />

Producete anche pasta integrale?<br />

“Sì. La pasta integrale, che per essere tale deve avere<br />

almeno il 7% di contenuto minimo di fibre, è un prodotto<br />

di nicchia che ha comunque un mercato in crescita.<br />

Qui da noi è arrivata sulla spinta di quello che avviene in<br />

nord Europa, dove invece il suo consumo è molto sviluppato.<br />

Lì c’è una ragione, perché l’alimentazione di quei<br />

paesi contempla molta carne e poche verdure e quindi è<br />

9


i pRotaGonisti<br />

necessario un apporto supplementare di fibre. Abbiamo<br />

invece deciso di non produrre pasta senza glutine per<br />

celiaci, che è destinata a un altro mercato di nicchia, perché<br />

sarebbero necessari impianti dedicati solo a quella<br />

produzione per evitare contaminazioni. Produciamo infine<br />

molta pasta all’uovo, utilizzando solo uova fresche.<br />

Inoltre, si sta arricchendo la linea commerciale di sughi,<br />

salse, aceto balsamico, olio d’oliva e altri prodotti legati<br />

al concetto di dieta mediterranea.”<br />

La crisi economica sta toccando anche voi?<br />

“Il consumo di pasta non ha risentito della crisi. Anzi forse<br />

la crisi ha incrementato i consumi di pasta, che in Italia<br />

sono stabili da anni e all’estero sono in forte aumento,<br />

perché il nostro è un prodotto sano che sfama e nutre<br />

con poca spesa.”<br />

L’ultimo argomento della conversazione riguarda ovviamente<br />

il rapporto con <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

“Come detto in precedenza”, conclude Stefano Berruto<br />

“siamo assicurati con voi da sempre, perché ogni volta che<br />

ce n’è stato bisogno avete risposto alle nostre esigenze.<br />

In questi anni ovviamente abbiamo ricevuto proposte da<br />

tante altre compagnie, ma non abbiamo mai pensato di<br />

cambiare. Siamo quello che si dice un cliente fidelizzato.<br />

Ciò che mi piace del nostro rapporto è l’equilibrio degli<br />

sforzi, basato sul rispetto reciproco. Noi non chiediamo<br />

continuamente prezzi più bassi e quindi l’agente non ha<br />

ansia e può lavorare con serenità. è un rapporto di fiducia<br />

reciproca, una vera sinergia. Vorrei citare un aneddoto.<br />

Nel 1954 avevamo costruito nel centro di Carmagnola<br />

un magazzino; in una serata ventosa di primavera scoppiò<br />

un incendio e la costruzione prese fuoco. Era sabato<br />

sera. Al mattino alle 7 i due agenti <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> erano lì<br />

da noi per offrire il loro aiuto!”<br />

Una bella azienda, dunque, che possiamo giustamente<br />

esser fieri di annoverare fra i nostri assicurati. Quando<br />

10<br />

ormai l’intervista con i responsabili dell’azienda è conclusa<br />

e ce ne stiamo andando, una splendida ciliegina<br />

sulla torta ci fornisce ulteriore orgoglio. La signora della<br />

reception ci dice che anche lei e suo marito sono nostri<br />

assicurati e aggiunge: “Non cambierei <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> per<br />

nessun’altra compagnia, perché voi, quando c’è bisogno,<br />

ci siete sempre!”.<br />

Il consumo di pasta alimentare (in kg pro-capite)<br />

Italy 28.0 Bolivia 4.8<br />

Venezuela 18.0 Netherlands 4.4<br />

Tunisia 11.7 Lituania 4.4<br />

Greece 10.4 Latvia 4.1<br />

Switzerland 9.7 Australia 4.0<br />

Sweden 9.0 Israel 4.0<br />

United States 9.0 Dominican Rep. 4.0<br />

France 8.3 Costa Rica 3.8<br />

Chile 8.2 Panama 3.8<br />

Peru 7.5 Finland 3.2<br />

Germany 7.4 Colombia 3.0<br />

Argentina 7.2 Poland 3.0<br />

Brasil 6.7 Romania 2.7<br />

Portugal 6.7 Mexico 2.7<br />

Hungary 6.5 Ecuador 2.6<br />

Canada 6.5 United Kingdom 2.5<br />

Czech Republic 6.0 Guatemala 2.0<br />

Russia 6.0 Denmark 2.0<br />

Turkey 6.0 Libya 2.0<br />

Austria 5.6 Japan 1.7<br />

Belgium - Lux. 5.4 Egypt 1.2<br />

Estonia 5.3 Ireland 1.0<br />

Spain 5.0 El Salvador 1.0<br />

Slovak Republic 5.0


Torna il<br />

Sei Nazioni<br />

A cura del team comunicazione e<br />

marketing operativo<br />

Dal 4 febbraio al 19 marzo l’Italia del rugby si riunisce per<br />

tifare per i propri beniamini. è giunta infatti l’ora di scendere<br />

in campo. Parte l’edizione 2011 del torneo delle Sei<br />

Nazioni. Un appuntamento che ogni anno richiama folle di<br />

appassionati che si accalcano festosamente negli stadi per<br />

assistere a una grande dimostrazione di sportività, dando<br />

a loro volta la medesima dimostrazione dagli spalti.<br />

Si tratta di un vero e proprio scontro fra titani, dove<br />

ogni paese seleziona i suoi migliori atleti per cercare di<br />

vincere e soprattutto per non ritrovarsi a conquistare il<br />

poco ambito cucchiaio di legno, l’ironico premio di consolazione<br />

riservato alla squadra classificatasi ultima a<br />

ogni edizione.<br />

Gli appuntamenti previsti allo stadio Flaminio di Roma<br />

sono il 5 febbraio contro l’Irlanda, il 26 febbraio contro il<br />

Galles e infine il 12 marzo, data che vedrà opposti i nostri<br />

ragazzi ai temutissimi cugini transalpini.<br />

Dal debutto nel torneo allargato, le prestazioni della nostra<br />

nazionale sono notevolmente cresciute, anche se<br />

non abbiamo ancora i mezzi per poter competere con<br />

mostri sacri del calibro degli All Blacks.<br />

L’entusiasmo e i proseliti generati dagli azzurri sono un<br />

Alla partita Italia-Sud Africa<br />

CoMMeRCiale<br />

volano d’energia incredibile che dà sempre la carica ai<br />

nostri ragazzi quando calpestano l’erba delle arene, in<br />

cui si impegnano per difendere i nostri colori.<br />

Il legame tra <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e la Federazione Italiana Rugby<br />

è stato rinsaldato anche da questa passione che i giocatori<br />

e la Federazione hanno saputo trasmettere, valore<br />

particolarmente caro alla compagnia torinese, che i suoi<br />

agenti mettono in campo quando affrontano tutti i giorni<br />

le insidie di un mercato sempre più competitivo, in continua<br />

evoluzione e molto esigente.<br />

Anche per il 2011 la presenza commerciale di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

all’evento sarà particolarmente significativa. Lo spot<br />

televisivo, appena prodotto e di cui abbiamo parlato nello<br />

scorso numero di “<strong>Notizie</strong> gruppo <strong>Reale</strong>”, verrà mandato in<br />

onda durante le partite dell’Italia. Inoltre sarà predisposto<br />

materiale informativo e pubblicitario, gadget personalizzati<br />

e strutture di accoglienza. Questo ed altro per parlare<br />

di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> al folto pubblico che affollerà il Flaminio.<br />

Tornerà inoltre il concorso che metterà in palio alcuni biglietti<br />

per assistere ai test match autunnali, che nell’ultima<br />

edizione ha riscosso una grande partecipazione di pubblico.<br />

La cornice delle gare, è anche e soprattutto occasione<br />

per stendere e intrattenere rapporti commerciali con i<br />

nostri soci e con nuovi potenziali assicurati che, ci auguriamo,<br />

scelgano di affidarsi alla competenza e professionalità<br />

dei nostri agenti.<br />

Insomma, tutto è pronto. Lo spettacolo dello sport è in<br />

onda. <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è presente. Quindi, in bocca al lupo e<br />

vinca il migliore! E se non sarà la nostra nazionale, pazienza.<br />

Ha già vinto il premio simpatia. E ha conquistato i<br />

nostri cuori. Forza azzurri!<br />

11


CoMMeRCiale<br />

Tris <strong>Reale</strong>, una combinazione<br />

di sicurezza<br />

Nasce Tris <strong>Reale</strong>, il nuovo prodotto semplice e modulare per<br />

la tutela dalla casa, della famiglia e della salute<br />

A cura del team marketing di prodotto e campaign management<br />

Perché un prodotto casa e famiglia easy<br />

Da varie ricerche sulle famiglie italiane emerge che l’esigenza<br />

di tutelarsi con un prodotto multirischio abitazione<br />

è elevata e trasversale alle fasce di reddito. Inoltre,<br />

l’esigenza di tutelarsi per i rischi tradizionali legati alla<br />

salute è più sentita nelle persone di fasce di reddito medio/basse:<br />

20 euro al mese (cioè 240 euro all’anno) è la<br />

spesa massima che le famiglie sono disposte a sostenere<br />

per tutti i prodotti assicurativi. Oltre tale soglia la percentuale<br />

di persone disponibili all’acquisto decresce in<br />

modo più che significativo. I giovani (18 – 34 anni) risultano<br />

attenti al tema “rischi salute e casa”, ma dimostrano<br />

una disponibilità di spesa moderata.<br />

Inoltre, nell’attuale scenario assicurativo italiano, sempre<br />

più competitor hanno lanciato prodotti basic a pacchetto,<br />

da utilizzarsi anche in vendita abbinata all’auto.<br />

Se guardiamo al mondo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, possiamo notare<br />

che dall’analisi qualitativa di customer satisfaction sugli<br />

assicurati, emerge uno stato di stress nel quale entrano<br />

in conflitto la percezione sul doveroso e intelligente cautelarsi<br />

e la convinzione di non poterselo permettere. I nostri<br />

assicurati evidenziano, in molti casi, difficoltà a comprendere<br />

il valore della polizza casa e/o salute e la considerano<br />

troppo costosa rispetto ai servizi e le coperture offerte.<br />

12<br />

Le logiche e i punti di forza<br />

Per rispondere ai segnali provenienti dal mercato e alle<br />

esigenze espresse dai nostri assicurati, è nata la proposta<br />

casa e famiglia easy: un pacchetto di offerta semplice<br />

e modulare.<br />

Tris <strong>Reale</strong> è nato, infatti, con l’obiettivo di arricchire il catalogo<br />

prodotti con soluzioni in grado di fornire le principali<br />

coperture a un prezzo contenuto. Rappresenta una<br />

leva strategica, sia in termini di posizionamento concorrenziale<br />

sul mercato sia come strumento per far crescere<br />

segmenti di clientela basici, principalmente possessori<br />

di coperture auto, verso segmenti più completi in cui<br />

sia presente una componente rami elementari.<br />

La costruzione della nuova offerta parte da un presupposto<br />

basilare: creare una soluzione nuova e indipendente,<br />

non un appendice dell’attuale offerta commerciale. Tris<br />

<strong>Reale</strong> infatti si posiziona in un modo nuovo rispetto al<br />

resto del catalogo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

Le sue caratteristiche e i suoi punti di forza sono:<br />

• presenza di pacchetti di garanzie combinabili tra<br />

loro e possibilità di usufruire di uno sconto in caso<br />

di acquisto combinato;<br />

• costo contenuto, adatto a un assicurato di potenzialità<br />

economica media, anche giovane;<br />

• semplicità nella proposizione;


• tutela completa grazie alla combinazione di coperture;<br />

• garanzia assistenza sempre presente;<br />

• bassi oneri gestionali di emissione in agenzia attraverso<br />

un unico processo di vendita delle componenti<br />

casa e salute;<br />

• sistemi di pagamento agevolati, grazie alla possibilità<br />

di pagare tramite RID.<br />

I pacchetti di offerta<br />

Tris <strong>Reale</strong> è una soluzione a pacchetto, che combina coperture<br />

per l’abitazione e tutela per la salute. è un prodotto<br />

semplice da proporre, strutturato a tagli fissi, con<br />

coperture complete.<br />

La struttura prevede tre pacchetti nelle due sezioni principali<br />

(due casa/famiglia e uno malattia). In sintesi:<br />

Con le garanzie furto e incendio di Tris casa è possibile<br />

proteggere la propria abitazione, gli arredi, i mobili e più<br />

in generale il contenuto da molti imprevisti. Inoltre, per le<br />

emergenze domestiche è attiva la garanzia assistenza.<br />

Con la garanzia di responsabilità civile del capofamiglia<br />

di Tris famiglia è possibile tutelare se stessi e i propri<br />

familiari in caso di risarcimento per danni involontariamente<br />

arrecati a persone o cose di terzi.<br />

La garanzia salute di Tris salute assicura un indennizzo<br />

per intervento chirurgico non ambulatoriale, sia in<br />

strutture pubbliche sia private. La copertura prevede<br />

sette diverse fasce di importi di indennizzo, a seconda<br />

della complessità dell’intervento. In più, richiedendo al<br />

momento della sottoscrizione la card Blue Assistance, è<br />

possibile usufruire di tariffe agevolate per le prestazioni<br />

non coperte dalla polizza grazie al network convenzionato.<br />

Inoltre, è previsto uno sconto per i nuclei familiari<br />

(5% fino a due componenti e 10% da tre componenti in<br />

su). Infine, è stato creato un moderno sistema di gestione<br />

tramite sms delle informazioni sull’attività di liquidazione<br />

dei sinistri da parte di Blue Assistance (vedi articolo in<br />

questo numero di “<strong>Notizie</strong> gruppo <strong>Reale</strong>” Un sms facilita<br />

la vita).<br />

CoMMeRCiale<br />

I servizi aggiuntivi<br />

Tris <strong>Reale</strong> è stato anche arricchito con interessanti servizi<br />

aggiuntivi:<br />

• la possibilità di pagare il premio tramite RID (a<br />

partire dalla seconda annualità);<br />

• la card Blue Assistance per avere assistenza in<br />

caso di necessità, con una semplice telefonata alla<br />

centrale operativa e usufruire di tariffe agevolate<br />

nei centri del network di Blue Assistance;<br />

• la possibilità di richiedere, all’atto di sottoscrizione<br />

della polizza e senza nessun costo aggiuntivo,<br />

la carta di credito prepagata <strong>Reale</strong> Più, per acquistare<br />

in tutta sicurezza.<br />

Posizionamento, garanzie offerte e servizi aggiuntivi<br />

fanno di Tris <strong>Reale</strong> un prodotto a elevato appeal commerciale.<br />

Tris <strong>Reale</strong> è una combinazione di sicurezza, utile per conquistare<br />

nuovi target, ampliare le opportunità di cross<br />

selling e offrire un prodotto competitivo sul mercato.<br />

Insieme ad alcuni prodotti già presenti in catalogo (ReAttiva,<br />

Valore vita light, Buon viaggio <strong>Reale</strong>) e a quelli previsti<br />

per il 2011 (polizza auto pay as you drive e nuova<br />

offerta base malattie), Tris <strong>Reale</strong> completa la gamma dei<br />

pacchetti di offerta semplici e standardizzati, utili per<br />

una vendita diretta e veloce, adatta ad assicurati che ricercano<br />

coperture complete a basso importo. Il catalogo<br />

prodotti <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> si evolve e si adatta alle esigenze di<br />

mercato: stare al passo con i tempi è sempre fondamentale<br />

per un business di successo.<br />

13


CoMMeRCiale<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> entra nel<br />

Museo dell’automobile<br />

A cura del team comunicazione e marketing operativo<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, in virtù del suo posizionamento e della sua<br />

mission, predilige sostenere iniziative e progetti culturali,<br />

meglio se vicini anche territorialmente alla compagnia. è il<br />

caso del Museo dell’automobile Carlo Biscaretti di Ruffia,<br />

una realtà storica e importante per la città di Torino.<br />

Inaugurato nella sua sede attuale nel 1960, il Museo<br />

dell’automobile è stato una delle attrazioni principali<br />

della storica esposizione realizzata a Torino per il centenario<br />

della nascita del nostro Paese, intitolata Italia61.<br />

Ma l’idea del museo aveva preso forma già negli anni ‘30,<br />

quando Carlo Biscaretti di Ruffia ricevette l’incarico di<br />

studiare e di creare una struttura in grado di raccogliere,<br />

catalogare e raccontare la storia dell’automobile.<br />

14<br />

L’edificio è attualmente oggetto di una profonda ristrutturazione,<br />

proprio per rifarsi il trucco in vista del centocinquantesimo<br />

anniversario dell’Unità d’Italia. Riaprirà<br />

ufficialmente i battenti nel mese di marzo.<br />

Il progetto di recupero prevede una serie di specifici interventi<br />

tra i quali uno, di particolare interesse per la nostra<br />

compagnia, relativo alla riorganizzazione funzionale del<br />

centro di documentazione. Esso raccoglierà la bibilioteca<br />

scientifica più completa che esista nel settore dell’automobile<br />

e occuperà un’area di tutto rilievo all’interno del<br />

museo. Tutto il materiale sarà ricatalogato, inventariato<br />

e, importante novità, sarà reso disponibile online, grazie<br />

a un imponente processo di informatizzazione.


Come dichiarato dall’ufficio stampa del museo: “Si sta<br />

delineando un lavoro molto articolato, mai svolto prima,<br />

che, collegando tra loro diverse parti dell’archivio finora<br />

tenute slegate per problemi di spazio e attuando un<br />

riordino completo e sistematico (operazione che solo<br />

un software come quello utilizzato attualmente poteva<br />

garantire), non ha solo permesso una registrazione di<br />

quanto conservato nell’archivio, ma ne ha reso possibile<br />

un deciso arricchimento e un’organizzazione interna<br />

molto migliore, sia ai fini della conservazione sia ai fini<br />

della futura gestione e consultazione.”<br />

La presenza di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> sarà valorizzata da installazioni<br />

fisse all’interno degli spazi preposti. Il logo della<br />

nostra compagnia apparirà nel sito del museo e del centro<br />

di documentazione, nonché sul materiale commerciale<br />

e informativo che verrà realizzato per sostenere<br />

questo importante progetto.<br />

Seguendo le linee guida delle proprie strategie di mercato,<br />

la compagnia sta valutando insieme ad Alberto Zunino<br />

e Rodolfo Gaffino Rossi, rispettivamente presidente<br />

e direttore generale del museo, l’ipotesi di costituire<br />

nell’ambito del centro di documentazione un’area desti-<br />

CoMMeRCiale<br />

nata ad approfondire adeguatamente il tema della sicurezza<br />

stradale (con il partenariato dell’ANIA), argomento<br />

purtroppo scottante e al centro della cronaca quotidianamente.<br />

Le disattenzioni alla guida, o peggio, la guida in<br />

stato di ebbrezza, fanno registrare ogni giorno dati allarmanti:<br />

circa quindici vittime e ottocento feriti (da banca<br />

dati INAIL degli incidenti sul lavoro e sulla strada 2010).<br />

Tanto si è fatto, ma tanto resta ancora da fare. La cultura<br />

dell’attenzione e della guida responsabile è ai primi posti<br />

nella scaletta delle priorità di tutte le parti coinvolte,<br />

dagli organi di controllo preposti alle compagnie di assicurazione,<br />

alla Società Strade e Autostrade. Il nostro<br />

Paese paga ogni anno cifre prossime ai quarantamiliardi<br />

di euro per questo flagello che si lascia dietro una lunga<br />

scia di lutti e di invalidi. Denaro pubblico che potrebbe<br />

essere impiegato in maniera diversa e più utile, se ognuno<br />

di noi aggiungesse soltanto un pizzico di attenzione.<br />

15


CoMMeRCiale<br />

Università <strong>Reale</strong>: formazione<br />

per l’eccellenza<br />

A cura del team della formazione commerciale<br />

In un mercato sempre più competitivo e complesso, che<br />

richiede costanti aggiornamenti e impone continuamente<br />

nuove sfide, <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> ha sempre ritenuto indispensabile<br />

potenziare la preparazione e le conoscenze specifiche<br />

delle figure professionali d’agenzia.<br />

Gli sforzi fatti in questi ultimi anni, hanno confermato<br />

l’importanza strategica della formazione e hanno dato<br />

ragione alle scelte fatte, sia in termini di investimenti sia<br />

in termini di risorse.<br />

Ma come in tutte le cose, dopo alcuni anni è necessario<br />

innovare e seguire le necessità che si evolvono: le agenzie<br />

hanno sempre meno tempo a disposizione e sempre<br />

più necessità di avere, concentrato in un unico strumento,<br />

tutto quello che serve per poter fare le scelte corrette.<br />

è così iniziato un percorso di nuovo posizionamento della<br />

formazione di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> che ha l’obiettivo di renderla<br />

sempre più personalizzata e funzionale agli obiettivi di<br />

sviluppo delle agenzie.<br />

Una formazione commerciale dev’essere intesa e percepita<br />

come un’opportunità da sfruttare per confrontar-<br />

16<br />

si, per mettere a fattor comune esperienze di successo<br />

e per approfondire tematiche tecniche e commerciali.<br />

Un’occasione, dunque, da cogliere per tutti i profili professionali<br />

esistenti in agenzia grazie anche alla profilazione<br />

del catalogo che anche quest’anno vede importanti<br />

novità.<br />

In linea con questa impostazione, il primo passo è stato<br />

la rivisitazione del logo e del pay-off, decisamente più<br />

coerenti nel rappresentare un’offerta formativa evoluta<br />

e al passo con le attuali richieste del mercato: Università<br />

<strong>Reale</strong> – formazione per l’eccellenza.<br />

La scelta di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è stata, dunque, quella di un posizionamento<br />

distintivo: non solo formazione di qualità,<br />

bensì formazione come mezzo per il raggiungimento di<br />

parametri di eccellenza.<br />

Forti di questa nuova identità, si è pensato a un piano di<br />

comunicazione che andasse a comprendere tutta la rete<br />

agenziale e si è lavorato molto, anche con la commissione<br />

formazione, alla semplificazione del processo di<br />

ricezione e adesione al piano formativo.


Con grande soddisfazione, dal momento che da un punto<br />

di vista informatico non è stato un passaggio semplice,<br />

il 2011 ha visto la nascita di un nuovo mondo dedicato<br />

alla formazione, che fa di Università <strong>Reale</strong> un punto di<br />

riferimento unico: la comunicazione e l’operatività quotidiana<br />

si sono incontrate. è, infatti, nato il portale di<br />

Università <strong>Reale</strong>, che presenta funzionalità innovative<br />

e consente un accesso piú snello ed efficiente ai corsi,<br />

permettendo alle agenzie di pianificare la preparazione<br />

di ciascuna risorsa in base alle sue reali necessità, il<br />

tutto in un ambiente moderno e interattivo, ricco di contenuti<br />

sempre aggiornati.<br />

Università <strong>Reale</strong> è uno di quegli elementi distintivi che da<br />

sempre fa della nostra compagnia una realtà unica nel<br />

panorama assicurativo italiano: forti di questo concetto<br />

si è lavorato affinché l’elemento distintivo portasse la<br />

formazione e la sua operatività a coesistere in un mondo<br />

unico e completo.<br />

Un nuovo look, i contenuti interattivi, le schede di ogni<br />

singolo corso d’aula e il rimando diretto all’operatività di<br />

Campus semplificano le scelte e riducono i tempi.<br />

Collegandosi da Punto-net o accedendo tramite l’area riservata<br />

del sito www.realemutua.it tutta la rete vendita<br />

potrà navigare tra le logiche e le regole che governano<br />

Università <strong>Reale</strong> e potrà direttamente iscriversi o consultare<br />

il proprio piano formativo.<br />

Il piano formativo 2011<br />

Il 2011 è sicuramente un anno di importanti novità e anche<br />

il piano formativo porta con sé nuove opportunità<br />

per tutti i ruoli professionali delle agenzie.<br />

In tutto, per quanto riguarda l’offerta d’aula, ci sono dieci<br />

nuovi corsi che si aggiungono all’offerta già presente<br />

nel 2010.<br />

CoMMeRCiale<br />

Nell’ambito delle competenze manageriali degli agenti,<br />

oltre a una rivisitazione del master dedicato alle risorse<br />

umane, ci saranno due importanti novità: la prima riguarda<br />

sempre il mondo della gestione delle risorse umane,<br />

mentre la seconda affronta lo sviluppo sostenibile del<br />

portafoglio di agenzia.<br />

Alla conferma del catalogo formativo per i subagenti e<br />

i collaboratori, si aggiungono nuovi e importanti corsi<br />

per il front office, realtà sempre più importante anche<br />

da un punto di vista commerciale: le tecniche di vendita<br />

dei prodotti al bancone e la valorizzazione delle trattative<br />

R.C. auto, conoscendo la concorrenza e argomentando<br />

le garanzie contenute, saranno gli argomenti clou per la<br />

loro formazione.<br />

Visto il successo, si è confermato, sdoppiandolo nei due<br />

moduli base e avanzato, il corso sulla gestione del socio<br />

attraverso l’uso di Excel e si è creata una nuova e importante<br />

opportunità formativa grazie alla collaborazione<br />

dei colleghi dell’ispettorato amministrativo, creando un<br />

corso sulle tematiche normative che regolano gli aspetti<br />

contabili dell’attività di intermediazione.<br />

Le opportunità di formazione tecnica si ampliano sia nel<br />

mondo delle persone sia in quello delle aziende sia ancora<br />

in quello del vita, seguendo le novità commerciali<br />

di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> per il 2011 e il piano vendite previsto.<br />

La rivisitazione dell’offerta malattia, il ritorno ai prodotti<br />

unit linked e alcuni approfondimenti su aree di business<br />

importanti come l’R.C. delle imprese edili si aggiungeranno<br />

all’implementazione costante del catalogo dei corsi<br />

online.<br />

Le pre-adesioni all’offerta formativa e il servizio<br />

di conferma aula<br />

Si sono appena concluse le pre-adesioni, il sistema di<br />

pianificazione ormai consolidato di Università <strong>Reale</strong>, che<br />

permettono a tutte le agenzie che aderiscono di definire,<br />

fin da subito, gli impegni formativi per l’anno in corso.<br />

Proprio in materia di pianificazione, elemento sempre<br />

più importante per poter sfruttare tutte le opportunità<br />

a disposizione, è stata introdotta un’importante novità<br />

nel servizio alle agenzie: dieci giorni prima dell’inizio del<br />

corso a cui risultano essere iscritti uno o più componenti<br />

di un’agenzia, Università <strong>Reale</strong> invierà in automatico una<br />

mail di conferma del corso, in tempo utile, dunque, per<br />

cancellare la propria iscrizione qualora fossero intervenuti<br />

impedimenti.<br />

17


CoMMeRCiale<br />

Citgo, 2009, olio su lino, cm. 25x42<br />

L’arte in mostra presso<br />

l’agenzia di Chivasso<br />

L’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Chivasso, guidata dall’agente<br />

Teresio Pozzo, ha aperto le porte alla pittura contemporanea.<br />

Nei giorni 19, 20 e 21 novembre il pittore chivassese<br />

Francesco Capello ha vestito con i colori della pittura<br />

iperrealista i locali di via Torino 72, allestiti con tutti<br />

i quadri più recenti dell’artista. Le tematiche più amate<br />

da Capello, tra cui le vedute tipicamente statunitensi, i<br />

paesaggi urbani e le automobili, senza dimenticare alcuni<br />

ritratti, hanno impreziosito i locali e attratto un folto<br />

Da sinistra Francesco Capello, il delegato Vittorio Viora e l’agente Teresio Pozzo<br />

18<br />

pubblico di soci/assicurati e di appassionati d’arte. Capello,<br />

classe 1944, ha saputo unire l’insegnamento delle<br />

tecniche pittoriche presso alcuni licei con l’attività puramente<br />

artistica, conquistando l’Europa e gli Stati Uniti,<br />

cui è legato da intensi rapporti di lavoro. Il pittore è oggi<br />

ritenuto uno degli artisti italiani più quotati all’estero,<br />

dove conosce una fama anche superiore a quella raggiunta<br />

in patria. La mostra presso l’agenzia di Chivasso<br />

testimonia il profondo rapporto che lega l’artista alla sua<br />

città natale, in cui tuttora vive e crea le sue opere. Il connubio<br />

arte e assicurazioni non è un’esperienza nuova e<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> può senz’altro dire la sua su questa felice<br />

coniugazione. La compagnia cerca anzi di porsi sempre<br />

un passo avanti, come nel caso di questa iniziativa, alla<br />

cui inaugurazione hanno partecipato le più importanti<br />

autorità cittadine e la stampa locale.<br />

L’agenzia di Teresio Pozzo riesce ancora una volta a fare<br />

cultura sul territorio, distinguendosi anche così su un<br />

mercato assicurativo sempre più dinamico.


Festival della letteratura<br />

di viaggio<br />

A cura del team comunicazione e marketing operativo<br />

La cultura è un altro campo a cui <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> dedica<br />

particolare attenzione. Poiché è importante promuovere<br />

e divulgare il pensiero umano anche attraverso una<br />

delle sue più alte espressioni, la letteratura, l’agenzia<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Tivoli/Prati ha contribuito<br />

alla sponsorizzazione del Festival della<br />

letteratura di viaggio, svoltosi a Roma lo<br />

scorso ottobre. Il tema attorno al quale<br />

ruotavano gli eventi previsti per questa<br />

edizione è stato “Verso oriente, il levante”.<br />

Organizzato dalla Società Geografica<br />

Italiana (S.G.I.) e da Federculture, sotto<br />

il patrocinio di importanti istituzioni<br />

pubbliche tra cui il Ministero per i beni<br />

e le attività culturali e il Ministero degli<br />

affari esteri e con il contributo di<br />

aziende private tra cui <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>,<br />

il festival ha trasformato Villa Celimontana<br />

(sede della S.G.I.) in una<br />

sorta di “casa del viaggio”, che ha<br />

CoMMeRCiale<br />

ospitato gran parte delle iniziative. Non solo letteratura,<br />

ma anche cinema, fotografia, teatro, musica e fumetto,<br />

passando tra geografia e storia, si sono alternate nei<br />

vari appuntamenti che hanno coinvolto e appassionato<br />

i visitatori, proiettandoli in una realtà entusiasmante,<br />

che è quella del viaggio e della scoperta.<br />

La presenza di ospiti illustri,<br />

come Tony e Maureen Wheeler, fondatori<br />

della Lonely Planet, e l’omaggio<br />

cinematografico a Gabriele Salvatores<br />

con una rassegna di sue pellicole strettamente<br />

dedicate all’argomento, hanno<br />

ulteriormente impreziosito la manifestazione,<br />

lasciando una promessa per la<br />

prossima edizione: la qualità! Qualità degli<br />

argomenti e dei partecipanti: il pubblico<br />

non rimarrà deluso. Per il momento godiamoci<br />

questo piccolo successo e ringraziamo<br />

l’agenzia di Tivoli/Prati per averci avvicinato<br />

a questa singolare e interessante iniziativa.<br />

19


CoMMeRCiale<br />

Michelangelo in podesteria:<br />

un disegno di architettura<br />

Arte e cultura a Chiusi della Verna<br />

di S. A.<br />

Michelangelo torna nel territorio aretino. Un suo disegno<br />

originale inaugura la riapertura dell’antica podesteria di<br />

Chiusi della Verna, l’antico edificio che ospitò il padre di<br />

Michelangelo Buonarroti, podestà della Repubblica Fiorentina.<br />

Il 18 dicembre la mostra è stata inaugurata con<br />

l’esposizione di un progetto grafico del maestro, nel contesto<br />

della mostra “Michelangelo<br />

in podesteria.<br />

Un disegno di architettura”.<br />

Fino al 9 gennaio<br />

Chiusi della Verna ha<br />

dunque ospitato un suo<br />

antenato illustre, che,<br />

nato a Caprese Michelangelo,<br />

ha poi probabilmente<br />

frequentato questi<br />

luoghi nel periodo in cui il<br />

padre Ludovico era podestà<br />

dei territori di Chiusi<br />

e Caprese nel XV secolo.<br />

Il disegno manoscritto di<br />

Michelangelo, raffigurante<br />

progetti architettonici<br />

per scale e basi di colonne,<br />

affiancati da studi per<br />

le figure, è un’opera che<br />

raramente lascia gli archivi<br />

fiorentini nei quali è<br />

custodita.<br />

L’iniziativa è stata promossa<br />

dall’agenzia <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong> di Perugia e la<br />

locandina dell’evento riporta<br />

i loghi di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

e di Banca <strong>Reale</strong>.<br />

20


A cura del team comunicazione e marketing operativo<br />

Il 4 novembre scorso la direzione <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> si è recata<br />

in via San Secondo 3 a Torino, per raccogliere l’invito<br />

ricevuto dai fratelli Portaluri, Alessandro e Sergio,<br />

agenti della neocostituita agenzia di Torino Porta Nuova.<br />

La storia dell’agenzia legata alla famiglia Portaluri risale<br />

al 1955, quando papà Antonio iniziò l’attività di agente<br />

con la Piemontese Assicurazioni, divenuta poi società del<br />

<strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

I due fratelli, seguendo le orme del papà, hanno proseguito<br />

la guida dell’agenzia, continuando a puntare sui valori<br />

e sulla qualità dei servizi alla clientela e arrivando<br />

a tagliare questo prestigioso traguardo: cinquantacinque<br />

anni di attività dell’agenzia e venticinque anni di mandato<br />

di Sergio Portaluri.<br />

La giornata è stata una bella occasione per visitare<br />

l’agenzia e conoscere tutte le persone che hanno contribuito<br />

al raggiungimento di questo successo.<br />

CoMMeRCiale<br />

La nuova agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

di Torino Porta Nuova<br />

La direzione ha voluto celebrare i due importanti anniversari,<br />

consegnando targhe ricordo e sottolineando, attraverso<br />

le parole di Luca Filippone, “il piacere di collaborare<br />

con un’agenzia virtuosa e professionale, attenta<br />

alla crescita e, al tempo stesso, a mantenere un’adeguata<br />

redditività.”<br />

Sergio Portaluri, ringraziando per la partecipazione, ha<br />

rilasciato un commento che sintetizza perfettamente lo<br />

spirito dell’agenzia di Torino Porta Nuova: “Una vera e<br />

propria squadra, ben affiatata, giovane, snella e capace<br />

di cogliere immediatamente le mutevoli esigenze del socio/assicurato,<br />

che rimane sempre al centro dell’attenzione.”<br />

Facciamo i nostri migliori auguri ad Alessandro e Sergio<br />

Portaluri, sperando che l’agenzia di Torino Porta Nuova<br />

riesca a cogliere altri importanti successi.<br />

21


CommerCiale<br />

Polizze e Nutella!<br />

Grazie al contributo di Academy, è stata organizzata<br />

una interessante occasione di scambio di esperienze<br />

con una società appartenente a un settore diverso da<br />

quello assicurativo.<br />

Si tratta di un incontro organizzato per la famiglia professionale<br />

sviluppo offerta con la Ferrero. Già, proprio<br />

quella della Nutella, scelta in quanto esempio riconosciuto<br />

di innovazione. La società di Alba ha saputo crearsi un<br />

brand con una forte reputazione, pur gestendo le differenze<br />

dettate dai mercati di riferimento. Alcuni obiettivi<br />

già raggiunti dalla Ferrero sono quelli che stanno ispirando<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, quali la reputazione del brand, l’efficienza,<br />

il time to market. Per Ferrero sono intervenuti Ivan<br />

Pavesio, attualmente responsabile scenari concorrenza<br />

e analisi dati SPE, e Mauro Clara, dirigente dell’area risorse<br />

umane, che hanno illustrato i valori peculiari della<br />

loro azienda, nonché come viene trasmessa la qualità, il<br />

servizio e l’importanza della reputazione e del territorio<br />

locale. è stato inoltre posto un accento sull’attenzione<br />

ai particolari e alla globalità, sull’importanza di essere<br />

leader e di crearsi nuovi mercati, cercando di anticipare<br />

le necessità dei consumatori e non limitandosi solo<br />

a conoscerle. Per Ferrero, creatività e innovazione rappresentano<br />

i presupposti per il raggiungimento di standard<br />

di innovazione altissimi e seguono la strada che<br />

dallo sviluppo dell’idea porta alla sperimentazione pratica,<br />

sempre affiancata a rigidi business plan. Le risorse<br />

22<br />

umane sono l’elemento imprescindibile per il successo<br />

del marchio. L’uomo al centro dei processi e della qualità<br />

è il primo ingrediente per un prodotto vincente.<br />

Alla fine dei lavori, a tutti è rimasto impresso il loro sincero<br />

credo nell’innovazione, nell’ascolto del mercato e<br />

nella strutturazione dei processi, oltre alla totale condivisione<br />

e partecipazione ai valori della così detta Ferrerità.<br />

Del resto Ferrero è, come <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, una società<br />

particolare. Siamo entrambe società fortemente identificate<br />

e entrambe siamo a modo nostro indipendenti, noi<br />

come mutua e loro come società non quotata in borsa.<br />

Abbiamo punti che ci contraddistinguono e che possono<br />

sicuramente insegnare vicendevolmente lo sviluppo del<br />

business e il consolidamento delle posizioni di mercato.<br />

(D. N.)


Inaugurazione a Pontedera<br />

Il 24 novembre si è svolta l’inaugurazione dei nuovi locali<br />

dell’agenzia di Pontedera Valdelsa. Hanno partecipato<br />

all’evento i dirigenti di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> Luca Filippone,<br />

Nuovi locali a<br />

Casalecchio di Reno<br />

Il 25 novembre si è tenuta l’inaugurazione del nuovo distaccamento<br />

dell’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Casalecchio di<br />

Reno. Si tratta di un locale al piano terra, che vuole essere<br />

qualcosa di diverso dal comune front office di agenzia,<br />

per essere piuttosto un punto di accoglienza dove il nostro<br />

socio/assicurato possa immediatamente percepire<br />

il nostro valore. Esiste, infatti, un forte richiamo architettonico<br />

all’identità di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, nei colori, nella trasparenza<br />

e nella solidità che questo locale vuole esprimere.<br />

Si tratta del primo progetto di questo tipo a livello nazionale,<br />

fortemente legato a un’immagine coordinata della<br />

compagnia e al suo inequivocabile stile. Ha partecipato<br />

all’evento la direzione generale rappresentata da Luca<br />

Filippone, Tommaso Montelli, Marco Mazzucco, Luca<br />

Colombano, Anna Deambrosis e Salvatore Grammatico;<br />

erano presenti anche il capo-area Enrico Celesti, gli specialisti<br />

dell’area commerciale esterna Antonino Ferraro,<br />

Riccardo Fiorentini, Simona Ghiselli e i rappresentanti<br />

locali del C.L.D. Giancarlo Gambardella ed Ester Vignoli.<br />

Il vice direttore generale, nel suo intervento di saluto, ha<br />

inauGuRaZione<br />

Luca Colombano, Anna Deambrosis, Marco Mazzucco,<br />

Tommaso Montelli, oltre a Salvatore Grammatico, Marcello<br />

Martis e ai dipendenti della struttura commerciale<br />

esterna e del centro liquidazione danni di zona. L’agenzia<br />

di Pontedera Valdelsa, di cui avevamo pubblicato un<br />

servizio sul numero di dicembre 2009 di “<strong>Notizie</strong> gruppo<br />

<strong>Reale</strong>”, è una realtà relativamente nuova, riorganizzata a<br />

fine 2008 con l’inserimento di tre agenti provenienti da<br />

altra compagnia, David Ciardelli, Massimo Gerbi e Pietro<br />

Vanzella, i quali, nel ricordo e come riconoscimento del<br />

ruolo svolto per la realizzazione dell’operazione da parte<br />

del collega Massimo Martelli, hanno voluto che partecipassero<br />

alla serata d’inaugurazione anche sua moglie<br />

Grazia e i figli Lorenzo e Leandro. A conclusione della<br />

serata il vice direttore generale Luca Filippone ha portato<br />

il saluto della compagnia a tutti i presenti. (S. A.)<br />

rivolto all’agente Silvano Rinaldi parole di apprezzamento<br />

per la scelta fatta di investire nello sviluppo dell’attività<br />

attraverso il potenziamento del proprio modello operativo-gestionale,<br />

che vuole essere ancora più efficace e<br />

vicino alle esigenze dei nostri soci/assicurati.


i pRotaGonisti<br />

La sicurezza di chi dà<br />

sicurezza!<br />

Intervista alla Sintel Italia, socia dell’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

di Roma Esedra, che produce soluzioni tecnologiche per le<br />

forze dell’ordine<br />

di Sergio Albesano<br />

Da sinistra Sergio Rossi, Gianfranco Polizzi, Alberto Serafin e il responsabile del distretto Lazio - Sardegna Fabrizio Campofreda<br />

Domenica pomeriggio. Una grande città italiana. Tra poco<br />

meno di un’ora si disputerà il derby fra le due rappresentanze<br />

calcistiche cittadine. Di fronte allo stadio molte<br />

persone si stanno avviando verso i cancelli. All’improvviso<br />

gruppi delle tifoserie avverse si incrociano, vola qualche<br />

sberleffo, si passa agli insulti e infine agli spintoni.<br />

Qualcuno urla. Alcune persone scappano correndo. C’è<br />

confusione. La situazione può facilmente degenerare.<br />

Nella sala operativa della polizia arrivano le immagini di<br />

ciò che sta accadendo. Sono immagini prese da diverse<br />

angolazioni, che permettono al responsabile della sala<br />

24<br />

di comprendere con esattezza ciò che sta accadendo.<br />

Dà immediatamente gli ordini. Un gruppo di poliziotti interviene<br />

subito e separa i due gruppi di tifosi. Non sono<br />

passati neppure tre minuti dall’inizio di quello che poteva<br />

trasformarsi in un focolaio di guerriglia urbana e la calma<br />

è stata ristabilita. La folla si avvia di nuovo tranquilla<br />

verso la stadio. Tra poco inizierà la partita…<br />

La strumentazione tecnologica che ha permesso in questo<br />

caso alla polizia di bloccare sul nascere uno scontro<br />

tra facinorosi che poteva avere brutte conseguenze è fornita<br />

da un’azienda che <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> si onora di avere fra


i propri soci: la Sintel Italia,<br />

assicurata dell’agenzia di<br />

Roma Esedra. Per saperne<br />

di più siamo andati a Pomezia,<br />

località a una manciata<br />

di chilometri da Roma, dove<br />

ha sede l’azienda e ci troviamo<br />

a parlare con Gianfranco<br />

Polizzi, il presidente<br />

della società.<br />

Come è nata l’idea di produrre<br />

apparecchiature per<br />

le forze dell’ordine?<br />

“L’azienda è stata costituita<br />

nel 1982, quindi quasi<br />

trent’anni fa”, ci racconta<br />

“e all’inizio io mi interessai,<br />

non posso neppure dire a<br />

un nuovo mercato, perché<br />

di fatto non esisteva ancora,<br />

ma a un’esigenza, che<br />

fino a quel momento non<br />

aveva trovato una soluzione,<br />

cioè il campo della<br />

security. Presentai al ministero<br />

degli esteri e a quello<br />

della difesa alcune proposte che furono accettate. Realizzammo<br />

quindi la sicurezza per la Farnesina, con il<br />

controllo degli accessi e le telecamere a circuito chiuso.<br />

Si tratta di tecnologie che oggi sono normali, ma che allora<br />

rappresentavano una novità e che erano importate<br />

da altri settori. Consideriamo che alla fine degli anni ‘80<br />

una telecamera a circuito chiuso costava circa sei milioni<br />

di lire, quindi una cifra importante. Da allora abbiamo<br />

realizzato la sicurezza di molte ambasciate nel mondo,<br />

ad esempio quelle di Beirut, di Damasco, di Washington<br />

e di Mosca. L’attività è poi proseguita negli anni con molte<br />

altre realizzazioni, soprattutto a favore della pubblica<br />

amministrazione e abbiamo lavorato per Poste, E.N.E.L.,<br />

Telecom, Siemens, I.B.M., solo per citare alcune delle<br />

aziende alle quali abbiamo fornito le nostre soluzioni. Da<br />

una decina di anni, abbiamo affiancato al nostro lavoro<br />

classico, che è quello della sicurezza, un mercato nuovo<br />

a livello nazionale e internazionale, e cioè la tecnologia<br />

da installare a bordo delle automobili delle forze dell’ordine.<br />

Fino alla fine degli anni ‘80 l’unica tecnologia che la<br />

polizia aveva a disposizione era la radio, che comunque<br />

era un’invenzione che aveva quasi cento anni, e questo a<br />

fronte del fatto che invece il panorama in cui si trovava<br />

a operare chi presidia il territorio nel frattempo era mutato<br />

considerevolmente. Era profondamente cambiato il<br />

contesto in cui si muovevano le forze dell’ordine, ma non<br />

i pRotaGonisti<br />

gli strumenti che avevano a<br />

disposizione. Noi abbiamo<br />

quindi inventato Provida, che<br />

deriva da una strumentazione<br />

allora in uso alle forze<br />

dell’ordine britanniche che,<br />

installata su un’automobile,<br />

serviva a rilevare la velocità<br />

degli autoveicoli che la<br />

precedevano. Questa apparecchiatura<br />

utilizzava una<br />

telecamera e dunque una<br />

tecnologia nuova. Noi abbiamo<br />

pensato di usare questa<br />

telecamera anche per fare<br />

altro, ad esempio per controllare<br />

le targhe, per registrare<br />

immagini e inviarle a<br />

una sala operativa. Allora noi<br />

fornivamo il software, ma i<br />

materiali erano forniti da altre<br />

aziende. Ciò faceva lievitare<br />

i costi. Inoltre, si trattava<br />

di una tecnologia fissa, che<br />

doveva essere installata su<br />

Il presidente di Sintel Italia, Gianfranco Polizzi<br />

tutti i mezzi. In realtà, però,<br />

mediamente gira solo il 50% del parco macchine delle<br />

forze dell’ordine. La tecnologia fissa obbliga a installare<br />

le apparecchiature anche su veicoli che stanno fermi. Noi<br />

abbiamo allora realizzato una soluzione mobile, chiamata<br />

Scout, che si potesse spostare da un’automobile a<br />

un’altra e anche da una macchina a una motocicletta. è<br />

evidente il risparmio per la polizia: le nostre apparecchiature<br />

sono sempre in funzione sui mezzi che vengono<br />

Scout, il pc portatile veicolare multifunzione utilizzato dalla Polizia stradale<br />

25


i pRotaGonisti<br />

utilizzati. In una prima fase noi compravamo il prodotto<br />

e ci occupavamo solo del sistema. Poi abbiamo deciso di<br />

costruire anche gli apparecchi. Si è trattato di un grande<br />

salto di mentalità, che ha comportato grossi investimenti.<br />

Per farci capire con un esempio banale, c’è una<br />

grande differenza fra vendere scarpe e produrre scarpe.<br />

Noi quindi ci siamo inventati un mercato, che abbiamo<br />

attraversato nella fase pioneristica, e contemporaneamente<br />

abbiamo inventato una cultura. Infine abbiamo<br />

inventato Explor, che è il fratello minore di Scout e che,<br />

con termine impreciso potremmo definire l’i-phone delle<br />

forze dell’ordine. Come abbiamo detto prima, un tempo<br />

le comunicazioni fra squadre sul territorio e sala operativa<br />

avvenivano solo a voce, tramite la radio; ora invece<br />

noi mettiamo a disposizione una tecnologia video. Ciò<br />

significa che siamo passati da una situazione soggettiva,<br />

poiché influenzata dall’emotività di colui che si trova<br />

a operare sul campo, a una situazione oggettiva, fornita<br />

dalle immagini. Infatti un video non ha emozioni e quindi<br />

forniamo a chi deve prendere decisioni elementi obiettivi<br />

su cui può basarsi. Noi siamo in grado di fornire al regista,<br />

cioè a chi dirige le operazioni, analisi oggettive su più lati<br />

dello stesso fronte. Le nostre apparecchiature poi permettono<br />

il controllo immediato delle automobili su strada per<br />

evidenziare ad esempio se sono state rubate o se hanno effettuato<br />

la revisione.”<br />

Avete concorrenti?<br />

“Il nostro è un mercato di piccoli numeri ed è difficile investire<br />

in questo settore.”<br />

Lavorate anche con l’estero?<br />

“Certo. Con questo prodotto stiamo andando su mercati<br />

esteri, in Spagna, Germania, Olanda, Romania, Lituania e<br />

anche in paesi extraeuropei, come la Giordania e la Malesia,<br />

solo per citare alcuni paesi con i quali lavoriamo.<br />

La nostra è una proposta trasversale per mercati anche<br />

molto differenti fra loro. L’elemento comune è che ci rivolgiamo<br />

alle forze di polizia, che ovunque nel mondo<br />

hanno le medesime esigenze. Noi riusciamo a soddisfare<br />

le esigenze precise dei nostri interlocutori, anche se<br />

talvolta ci scontriamo con tendenze protezionistiche, ma<br />

ora abbiamo un primato sui mercati esteri.”<br />

Quali sono i progetti per il futuro?<br />

“Quello della sicurezza a bordo auto è un nuovo mercato,<br />

che oggi è ancora dotato soltanto della radio. Stiamo<br />

realizzando accessori per gli strumenti che abbiamo<br />

realizzato, ad esempio stiamo progettando un apparecchio<br />

che sarà in grado di leggere il chip del passaporto<br />

elettronico. L’evoluzione riguarderà quindi funzionalità<br />

complementari e l’evoluzione del prodotto. Ad esempio,<br />

stiamo studiando un accessorio che consenta di operare<br />

anche all’interno di zone chiuse, mentre attualmente il<br />

gps lavora solo in esterni.”<br />

26<br />

Il <strong>Gruppo</strong> Sintel in Italia<br />

Il <strong>Gruppo</strong> Sintel Italia comprende le società Sintel Italia<br />

s.p.a., Sintel Sepura Italia s.r.l. e Sintel Servizi Italia s.r.l.<br />

Il fatturato 2010 ammonta a circa 20 milioni di<br />

euro con una percentuale di crescita sul 2009<br />

del +49%.<br />

Numero dipendenti: 70.<br />

Qual è il vostro rapporto con <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>?<br />

“Tempo fa avevamo un altro assicuratore, vostro concorrente.<br />

Poi abbiamo conosciuto Alberto Serafin e Sergio<br />

Rossi, che ci hanno convinti ad assicurarci con voi. Con<br />

una battuta possiamo dire che voi fornite sicurezza a chi<br />

fornisce sicurezza! Noi abbiamo un’esigenza assicurativa<br />

specifica, che è quella della rapidità delle risposte.<br />

Infatti, oltre all’ovvia richiesta di avere risposte precise,<br />

competitive, con il miglior servizio al miglior prezzo,<br />

noi, per il particolare mercato in cui operiamo, abbiamo<br />

necessità di soluzioni immediate, in giornata. E i vostri<br />

agenti sono sempre stati in grado di garantircele. Se proprio<br />

devo evidenziare un difetto, è che ancora non riescono<br />

a intuire il giorno prima quello di cui avremo bisogno<br />

il giorno dopo! Ma”, conclude Polizzi sorridendo “Serafin<br />

e Rossi sono bravi e presto ci riusciranno…”.<br />

eXplor, l’ultimo nato in casa Sintel Italia, il personal security assistant definito<br />

da molti un vero e proprio i-phone per le forze dell’ordine


ILAB, il nuovo spazio web<br />

aziendale<br />

Un’opportunità per condividere idee e scambiarsi opinioni<br />

di Sara Salute<br />

è un fatto appurato che la rete Internet favorisce la cooperazione<br />

tra le persone. In particolare l’avvento del<br />

web 2.0 e delle community professionali ha ampliato la<br />

possibilità di intessere relazioni dentro e fuori l’azienda,<br />

condividendo idee e informazioni. In questo scenario<br />

è nata l’idea, anche nella nostra società, di creare uno<br />

strumento web 2.0 che si autoalimenti attraverso gli interventi<br />

e i contributi degli stessi colleghi che possono<br />

essere protagonisti attivi nella generazione dei contenuti<br />

e nella creazione di relazioni orizzontali tipiche della comunicazione<br />

web. Un microcosmo virtuale, all’interno del<br />

quale si possono condividere informazioni, conoscenza e<br />

opinioni. Un’opportunità fruibile da ogni livello aziendale.<br />

Un vero e proprio luogo dove è possibile promuovere<br />

iniziative e comunicare benefici derivanti dall’appartenenza<br />

alla società e dove condividere obiettivi e visione<br />

aziendale, nonché valorizzare performance e idee. Lo<br />

spazio è la naturale evoluzione degli incontri sul tema<br />

“Circolazione delle idee e sviluppo del pensiero critico”,<br />

a cui si affianca, allargando la possibilità di partecipazione<br />

a tutta l’azienda. Inizialmente<br />

l’intento era<br />

quello di mettere a disposizione<br />

un’area dove<br />

poter esprimere le proprie<br />

riflessioni a seguito<br />

dell’evento; dopo alcuni<br />

sondaggi di opinione interni,<br />

il suo potenziale è<br />

stato esteso alla trattazione<br />

di qualsiasi argomento<br />

inerente l’azienda.<br />

All’interno di tale<br />

spazio, si ha la possibilità<br />

di pubblicare articoli,<br />

commentare una discussione<br />

e rispondere<br />

italiana assiCuRaZioni<br />

ai sondaggi in atto. Attualmente, ad esempio, è presente<br />

un sondaggio in cui si chiede il parere di tutti i dipendenti<br />

riguardo a quali convenzioni si potrebbero attivare per<br />

migliorare il proprio benessere. Si sono già sviluppate discussioni<br />

interessanti, spunto per iniziative di efficienza<br />

e miglioramento della quotidianità lavorativa. è lo spirito<br />

giusto e ci auguriamo che continui. Inoltre, nell’area multimediale<br />

sono presenti alcuni filmati di video interviste,<br />

rese possibili grazie alla disponibilità del direttore generale<br />

e di alcuni colleghi che hanno colto l’opportunità di<br />

esprimere i propri pensieri in una nuova forma. L’utilizzo<br />

della piattaforma freeware WordPress, ospitata sui nostri<br />

server e personalizzata secondo le nostre esigenze,<br />

unita alla passione, all’impegno e alla creatività del team<br />

dell’architettura tecnica (in particolare Diego Tormene),<br />

hanno praticamente azzerato i costi di realizzazione, in<br />

linea con le indicazioni di <strong>Gruppo</strong>. Gli stessi video sono<br />

di tipo amatoriale e hanno richiesto pochissimo tempo<br />

per la realizzazione e la messa in linea. Il punto di forza<br />

di questa innovazione è la dinamicità, requisito essenziale<br />

per la messa<br />

in atto di discussioni su<br />

problematiche gestibili<br />

in modo tempestivo e<br />

trasversale. La fruibilità<br />

dei contenuti è garantita<br />

a chiunque abbia le<br />

credenziali di accesso<br />

alla nostra Intranet, ma<br />

per partecipare attivamente<br />

è necessario essere<br />

registrati. Questo<br />

spazio rappresenta il<br />

primo tassello verso la<br />

creazione di una Intranet<br />

che ponga, tra i suoi<br />

obiettivi, una maggiore<br />

27


italiana assiCuRaZioni<br />

attenzione nei confronti delle persone che compongono<br />

la nostra società. Questo è lo scopo del progetto ILAB il<br />

cui obiettivo è quello del passaggio da una Intranet come<br />

canale di comunicazione e informazione unidirezionale a<br />

uno spazio integrato dove le persone possono trovare il<br />

28<br />

Tratto da “Da Peter Drucker a Gary Hamel passando dal web 2.0”<br />

a cura di Maurizio Naitana<br />

necessario per ampliare le loro conoscenze, svolgere al<br />

meglio il proprio lavoro, informarsi e interagire tra loro.<br />

Ad oggi, abbiamo più di ottanta iscritti sul totale dei dipendenti<br />

di Italiana, ma confidiamo in una più ampia partecipazione<br />

e quindi... vi aspettiamo numerosi!<br />

Il valore di un’impresa, a metà del secolo, era generato da un alto livello di produzione,<br />

in tempi brevi e a basso costo (standardizzazione e catena di montaggio).<br />

Oggi si afferma che per produrre valore sono necessarie idee e innovazione.<br />

Queste nascono dalle persone di azienda in un ambiente che sia predisposto: libera<br />

circolazione delle idee e accesso alle informazioni. Le tecnologie web sono<br />

nate con questi ideali e si sono sempre più evolute arrivando a influenzare il<br />

nostro modo di relazionarci e apprendere.<br />

Tale evoluzione non è dipesa solamente dal numero di persone che vi accedono,<br />

ma anche da come è cambiato il loro ruolo: da spettatori passivi a creatori di<br />

contenuti. I contenuti generati dagli utenti di Internet si avviano ad essere la fetta principale del traffico complessivo<br />

della rete. Il termine di web 2.0 è stato coniato per sottolineare questo cambio di paradigma (pur con qualche<br />

dissenso). Volendo usare un slogan sintetico si può affermare che il primo web interconnetteva hardware e<br />

la versione 2.0 interconnette persone.<br />

Oltre a queste conseguenze dirette del web 2.0, tutte le aziende sul mercato devono anche registrare alcuni cambiamenti<br />

consolidati a livello sociale, in gran parte spinti dal web stesso, come ad esempio:<br />

• la grande espansione del dominio conoscitivo (necessità di informazioni sempre più dettagliate ed elevata<br />

specializzazione per ogni item analizzato) unita al surplus di informazioni (necessità di selezionare quelle<br />

realmente utili);<br />

• l’aumento della velocità con cui lavoriamo (il fattore tempo sembra diventato strategico e determinante per il<br />

successo e l’utilità di qualsiasi azione);<br />

• il continuo modificarsi degli scenari di riferimento: tecnologia, mercati, legislazioni e norme.<br />

Se tutto cambia velocemente, se le informazioni necessarie per prendere decisioni sono sempre di più, l’apprendimento<br />

in questo contesto diventa sempre più strategico e deve necessariamente diventare un processo<br />

continuo e non un prodotto del momento.<br />

Quindi l’investimento in una formazione aggiornata, continua e di livello dovrà essere uno dei cardini portanti<br />

delle aziende. Con la scelta di Academy il <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> ha già delineato un percorso chiaro.<br />

Ma l’apprendimento in un’azienda passa anche dalle relazioni tra le persone. Le sfide quotidiane rendono necessario<br />

che la “community” aziendale sia in grado di interagire per trovare soluzione a problemi sempre più<br />

complessi per la cui risoluzione non basta più la vista “verticale” della procedura di settore, ma è necessario un<br />

approccio multisettoriale che analizzi l’intero processo.<br />

In questo contesto le tecnologie offerte dal web 2.0 aumentano e accelerano questa interazione e rendono facilmente<br />

disponibili le informazioni generate.<br />

La maggior parte delle aziende è molto lontana da un approccio web 2.0 per Intranet e o Portali rivolti ai dipendenti:<br />

l’approccio è ancora orientato alla sola pubblicazione e alla diffusione di informazioni.<br />

Sono personalmente convinto che nel breve gli strumenti di supporto alle community aziendali, tipici del web<br />

2.0, saranno di uso corrente nel nostro lavoro quotidiano. Se ad oggi questi strumenti costituiscono un carattere<br />

distintivo che può dare un vantaggio competitivo alle aziende che li adottano, nel prossimo futuro saranno un<br />

elemento abilitante, un fattore indispensabile per la sopravvivenza di un’azienda.


Al mercato di Samarcanda<br />

Sulle orme di Tamerlano<br />

Un resoconto di viaggio in Uzbekistan, paese dell’Asia centrale<br />

attraverso il quale nel corso dei millenni è transitata la storia<br />

di Sergio Albesano<br />

L’Uzbekistan non è una meta usuale per un viaggio e<br />

lo dimostra il fatto che, se cercate una guida in italiano<br />

dedicata solo a questo Paese, non la troverete neppure<br />

nelle librerie specializzate. Eppure si tratta di una destinazione<br />

che vi stupirà per la sua bellezza.<br />

Il primo gioiello nascosto che scoprirete si chiama Khiva<br />

ed è una cittadina attorniata di mura, all’interno delle<br />

quali la vita sembra essersi fermata a cinquecento anni<br />

fa. Non ci sono automobili e le madrase, cioè le scuole<br />

coraniche, si alternano alle moschee e ai minareti che<br />

svettano verso il cielo. Ci si trova immediatamente proiettati<br />

in un altro mondo e in un’altra epoca.<br />

Nonostante il paese confini con l’Afghanistan, la situa-<br />

ViaGGi<br />

zione è molto tranquilla, nessun fanatico infastidisce<br />

i turisti e una donna da sola potrebbe visitare il paese<br />

senza timore di essere molestata. L’islam è la religione<br />

ufficiale, ma qualunque fede è tollerata, anche se è vietato<br />

a tutte di fare proselitismo. In realtà gli uzbechi non<br />

sembrano molto religiosi, in quanto in tutte le moschee<br />

che ho visitato nel paese ho visto soltanto due persone<br />

che pregavano e sembravano pure un po’ distratte. Niente<br />

a che vedere con altri paesi, come ad esempio l’Egitto,<br />

dove è normale vedere persone che srotolano il tappetino<br />

e si mettono a pregare in qualunque luogo, anche<br />

nello spartitraffico di un corso cittadino. In Uzbekistan<br />

in apparenza non sembrano molto interessati alle pro-<br />

29


ViaGGi<br />

Panorama di Khiva<br />

blematiche religiose. Forse decenni di dittatura sovietica<br />

hanno lasciato il segno. In compenso qui la vicenda narrata<br />

nel Vangelo dove Gesù caccia i venditori dal tempio<br />

sarebbe di attualità, visto che ogni madrasa è ormai trasformata<br />

in mercatino e ho trovato negozi persino dentro<br />

le moschee; lì ci si deve togliere le scarpe in segno di<br />

rispetto ma, grande contraddizione, proprio lì dentro ci<br />

sono le bancarelle. Per farmi capire, è come se a Roma<br />

le cappelle laterali di San Giovanni in Laterano fossero<br />

state trasformate in negozi! Pecunia non olet…<br />

I sovietici hanno lasciato anche altri segni del loro passaggio.<br />

Anzitutto le strade larghissime, che agevolano la<br />

circolazione, e poi le case popolari, che qui i locali nicchiano<br />

a farci vedere, perché per loro sono brutte, casermoni<br />

tutti uguali. Quando finalmente riusciamo a vederle<br />

non notiamo nulla di obbrobbrioso: molte case di edilizia<br />

privata delle periferie delle nostre città sono decisamente<br />

peggiori.<br />

Gli uzbechi, la cui fisionomia è un incrocio fra gli aspetti<br />

occidentali, cinesi e mongoli, sono gioviali ed estremamente<br />

corretti. Un esempio spiega bene l’onestà di questo<br />

popolo. Dopo una contrattazione per acquistare un<br />

souvenir (qui trattare prima di comprare qualunque cosa<br />

è un rito), ho lasciato a un uomo una moneta più grossa<br />

di quanto avevamo pattuito, ma lui non aveva da darmi il<br />

resto. Mi disse allora di andare tranquillamente a visitare<br />

il monumento che desideravo vedere, che all’uscita lo<br />

avrei trovato con il resto. E così fu. Dopo una mezzora era<br />

ad attendermi davanti al museo con il resto in mano.<br />

Lasciata Khiva, proseguiamo per Bukhara e qui, come a<br />

Shakhrisabz, la città natale di Tamerlano, e a Samarcanda,<br />

i monumenti si alternano sempre simili uno all’altro<br />

eppure ognuno diverso e non ci si stanca mai di ammirare<br />

queste costruzioni. Dobbiamo chiarire che qui hanno<br />

30<br />

fatto un’operazione che lascerebbe perplessi gli esperti<br />

di restauro conservativo. Infatti hanno ricostruito i monumenti<br />

com’erano ai tempi del loro splendore. è un po’<br />

come se noi avessimo ricostruito il Colosseo così com’era<br />

nell’80 d. C. Ma quest’opera di ricostruzione l’hanno fatta<br />

molto bene e sono così riusciti a trasformare alcuni ruderi,<br />

che avrebbero interessato solo un centinaio di archeologi<br />

in tutto il mondo, in monumenti che lasciano i<br />

turisti a bocca aperta.<br />

Bancarelle


Fino a qualche secolo fa gli abitanti del luogo erano piuttosto<br />

selvaggi. Lo testimonia il fatto che le esecuzioni<br />

capitali, che erano feste pubbliche (ma questo accadeva<br />

anche da noi), venivano effettuate o impalando il malcapitato<br />

o seppellendolo vivo o facendolo cadere dalla cima<br />

del minareto!<br />

Abbiamo citato Tamerlano poco prima e vale la pena ricordare<br />

questo conquistatore che nel quattordicesimo<br />

secolo riuscì in pochi anni a costruire un impero che<br />

andava dall’India al Mediterraneo! Rimane il fatto che,<br />

come tutti i conquistatori, edificò il suo impero sul sangue<br />

e sull’oppressione.<br />

Geograficamente il paese è molto vario, in quanto si passa<br />

dal deserto alle montagne e il paesaggio è sempre<br />

diverso: attraversare il suo territorio da ovest a est con<br />

Cammello nel deserto<br />

il naso schiacciato contro il finestrino è come vedere un<br />

film bellissimo. Il lato peggiore del vostro viaggio probabilmente sarà il<br />

cibo. Infatti il pranzo e la cena consistono in un’entrata<br />

a base di insalate, quindi una minestra e infine riso con<br />

verdure o carne. Nulla di orribile, penserete. Certo, ma<br />

già dopo una settimana di questo menù invariato, mentre<br />

berrete l’ennesima minestra inizierete a sognare le mille<br />

sfaccettature della cucina italiana.<br />

Dal punto di vista politico il paese è oggi una democrazia,<br />

ma l’impressione è che il controllo centrale sia abbastanza<br />

forte. Infatti non cercate di far parlare di politica qualche<br />

uzbeco, perché tergiverserà, svicolerà e vi farà così<br />

capire che quello è un argomento che preferisce evitare.<br />

Invece non arretrate sbigottiti se qualche bella ragazza<br />

sorridendovi vi mostrerà una fila sbilenca di denti d’oro.<br />

Alcune addirittura inanellano in bocca tutti denti dorati. è<br />

perché qui, soprattutto nel recente passato, avere i denti<br />

d’oro era un segno di ricchezza. A noi è capitato che una<br />

donna ci venisse a chiedere se eravamo poveri, perché<br />

Donne al mercato<br />

ViaGGi<br />

31


ViaGGi<br />

vedeva che nessuno di noi aveva denti d’oro da mostrare<br />

in bocca! Ma, a parte i denti d’oro, evidentemente a loro<br />

sembriamo strani, al punto che spesso ci chiedono di poterci<br />

fotografare. Qui non c’è un giorno della settimana<br />

preciso per sposarsi e quindi, visitando i parchi pubblici<br />

dove i giovani sposi vanno a farsi fare il servizio fotografico,<br />

si ha l’impressione che in Uzbekistan si sposino tutti<br />

continuamente. E spesso proprio gli sposi ci chiedono di<br />

posare insieme a loro, noi con jeans e maglietta e loro<br />

elegantissimi, per avere un ricordo così esotico! Arriviamo<br />

finalmente a Samarcanda, città in cui il mito del passato<br />

lungo la via della seta si abbraccia ora ai ritmi quotidiani<br />

dei suoi duecentocinquantamila abitanti. è come il<br />

nostro Colosseo che condivide la sua imponenza storica<br />

con il traffico ininterrotto di via dei Fori Imperiali.<br />

La necropoli di Samarcanda<br />

32<br />

Giovani sposi uzbechi<br />

La città è stata fondata nel 750 a. C. e quindi è coeva di<br />

Roma. Qui, tra monumenti con almeno mille anni di vita,<br />

una visita al mercato è indispensabile. Potrete assaggiare<br />

datteri dolcissimi, fichi secchi ripieni di noci e altre<br />

prelibatezze (rifacendovi così dei pranzi tutti uguali),<br />

mentre gli occhi si inebrieranno di un mare di colori. A<br />

proposito di colori, in Uzbekistan le donne vestono sempre<br />

elegantissime, con costumi dai colori vivaci e anche<br />

se vanno solo al mercato a fare la spesa sono vestite<br />

come per una festa di nozze.<br />

Arriviamo infine a Tashkent, che è la capitale ed essendo<br />

una città con duemilioni e mezzo di abitanti, ricorda più<br />

le capitali occidentali che i paesi dell’Asia centrale. è una<br />

città verdissima, in cui gli spartitraffico dei corsi principali<br />

sono larghi e pieni di alberi, tanto da sembrare veri<br />

e propri boschi.<br />

In questo paese una delle cose che apprezzano di più degli<br />

italiani è la musica, o almeno un certo genere di musica:<br />

i biglietti per il concerto di Toto Cutugno che si tiene<br />

nella capitale durante la nostra visita sono tutti esauriti<br />

da settimane. Ma in ogni caso ci saremmo ben guardati<br />

dall’andare a comprarli!<br />

Qui finisce il nostro viaggio in questo paese attraverso<br />

il quale nel corso dei millenni è transitata la storia. Ora<br />

sembra sonnecchiante e tranquillo, ma si tratta solo di<br />

apparenza e lo dimostra la strage di Andijan, quando nel<br />

2005 il governo sedò nel sangue una manifestazione di<br />

protesta, lasciando a terra un migliaio di cadaveri.


Incontri musicali al Filo<br />

di Francesco Lo Turco<br />

Giunti ormai al quarto anno consecutivo, gli “Incontri<br />

musicali al Filo” si sono confermati un appuntamento di<br />

successo, con un assoluto gradimento da parte di studenti<br />

e insegnanti.<br />

Dal 26 novembre al 3 dicembre sei appuntamenti hanno<br />

avuto luogo al Teatro Filodrammatici di Milano, vicino<br />

alla Scala, in cui oltre mille ragazzi delle scuole medie<br />

inferiori e superiori, accompagnati dai loro professori,<br />

hanno assistito con interesse e grande coinvolgimento<br />

ai concerti.<br />

è spesso la mancanza di ascolti diretti dal vivo che genera<br />

il luogo comune per cui la musica classica, specialmente<br />

dal punto di vista dei giovani, sia noiosa. è in<br />

questi momenti che è stato piacevolmente dimostrato<br />

che i ragazzi la pensano diversamente. A darci un bilancio<br />

di questa manifestazione, il suo ideatore, il maestro<br />

Roberto Porroni, direttore dell’Ensamble Duomo: “Questi<br />

incontri danno un’opportunità peculiare agli studenti<br />

delle scuole medie inferiori e superiori di concretizzare<br />

il percorso di avvicinamento al mondo della musica che<br />

inizia con la teoria nelle aule e si completa con l’ascolto<br />

a teatro. Abbiamo proposto due diversi repertori, il primo<br />

più classico con brani dal barocco al romanticismo, il secondo<br />

più innovativo che realizzava una sorta di viaggio<br />

in musica con brani che spaziavano da Piazzolla a Theodorakis,<br />

ad alcuni brani del film Braveheart. Un’iniziativa<br />

che è resa possibile dal sostegno meritevole di Italiana<br />

Assicurazioni cui va il mio ringraziamento e su cui contiamo<br />

anche per il 2011; sarebbe infatti un’ideale completamento<br />

della nostra stagione ufficiale de ‘I Concerti<br />

della Domenica’ che si sono aperti il 30 gennaio sempre<br />

al Teatro Filodrammatici di Milano e che segneranno il<br />

quinto anno di collaborazione con Italiana”.<br />

italiana assiCuRaZioni<br />

Conclusa la 4° edizione del viaggio musicale dedicato ai<br />

ragazzi<br />

I concerti della domenica<br />

Riprende anche quest’anno l’atteso e ormai<br />

tradizionale appuntamento con “I concerti della<br />

domenica” al Teatro Filodrammatici di Milano.<br />

Dal 30 gennaio al 27 marzo nove emozionanti concerti<br />

più un postludio ci conducono nel mondo della musica<br />

da camera e non solo, passando attraverso sonorità<br />

uniche e brani rivisitati in vesti inedite.<br />

Come main sponsor Italiana dà la possibilità ai propri<br />

clienti interessati di assistere alle esibizioni, ospiti<br />

della Compagnia.<br />

Il maestro Roberto Porroni e l’Ensemble Duomo<br />

33


italiana assiCuRaZioni<br />

Serata d’onore<br />

di Silvia Castagnozzi<br />

Nella storica sede di San Paolo Converso, prestigioso<br />

edificio religioso del 1549 esempio dell’architettura<br />

lombarda, oggi sconsacrato e sede della Fondazione Metropolitan,<br />

si è svolta lo scorso 25 novembre la Serata<br />

d’Onore dedicata agli agenti che hanno compiuto venticinque,<br />

trenta e trentacinque anni di mandato unitamente<br />

a coloro che hanno concluso, nel corso dell’anno, la<br />

collaborazione con la nostra Compagnia.<br />

La serata si è aperta con la presentazione di alcune sculture,<br />

incisioni e litografie del grande artista Salvador<br />

Dalì, celebrato quest’anno con una importante mostra a<br />

Palazzo <strong>Reale</strong>, commentate da un’esperta d’arte.<br />

34<br />

Gli ospiti hanno potuto ammirare da vicino la collezione,<br />

di proprietà della Fondazione Metropolitan. Sul palco,<br />

per il momento celebrativo, il direttore generale Sergio<br />

Finesso e il direttore commerciale e mercato Renato Profili<br />

hanno consegnato, com’è ormai tradizione, agli agenti<br />

presenti una targa e un esclusivo omaggio, simbolo della<br />

riconoscenza della Compagnia per il fattivo contributo<br />

apportato alla crescita di valore nel tempo delle singole<br />

agenzie e della Compagnia stessa.<br />

Dopo la premiazione, si è tenuto un breve intrattenimento<br />

musicale.<br />

Sono stati celebrati gli anniversari dei seguenti agenti:<br />

Sante Gino Liberalato Agenzia 18X Asti “Centro”<br />

Maria Giovanna Guasti Agenzia 506 Barberino (FI)<br />

Luciano <strong>Della</strong> Torre Agenzia A25 Bergamo “Orobica”<br />

Antonio Colarusso Agenzia 408 Carpi “Vasco D.G.” (MO)<br />

Maurizio Lukianenko Agenzia 219 Casalmaggiore (CR)<br />

Antonino Vita Agenzia H66 Catania “Casalotto”<br />

Pia Donata Demetria L’Episcopo Agenzia H12 Catania “Imbriani”<br />

Michele Critelli Agenzia 711 Catanzaro<br />

Giuseppe Berlingieri Agenzia 757 Foggia “Battisti”<br />

Luciano Precerutti Agenzia 275 Pavia “Garibaldi”<br />

Angelo Mauro Angeli Agenzia 553 Perugia “Fontivegge”<br />

Giancarlo Barberio Agenzia G11 Pompei (NA)<br />

Alfredo Iaricci Agenzia 621 Roma “Colombo”<br />

Giorgio Semproni Agenzia F18 Tivoli (RM)<br />

Antonio Milan Agenzia 363 Vicenza “Castello”<br />

Ettore Capoccioni Agenzia 622 Viterbo “Centro”<br />

A tutti rinnoviamo le più vive felicitazioni.


Foto di gruppo con la direzione<br />

Un momento dello spettacolo dei Sei Ottavi<br />

Un momeno della serata<br />

La facciata di San Paolo Converso<br />

italiana assiCuRaZioni<br />

35


italiana assiCuRaZioni<br />

Una vista del Teatro Politeama Pratese che ha ospitato la cena<br />

Quaranta e non sentirli!<br />

Le agenzie di Prato e Pistoia festeggiano i loro primi<br />

quarant’anni<br />

di Ilaria Bournique<br />

Mercoledì 1° dicembre 2010 le agenzie Italiana di Prato<br />

“Filicaia” e Pistoia, Bigagli Landi Mariotti s.n.c. e BLM Bini<br />

Pistoia s.r.l., hanno festeggiato un anniversario importante:<br />

quarant’anni di attività in campo assicurativo. Per<br />

l’occasione è stata realizzata anche una rivisitazione del<br />

marchio societario di agenzia ad opera di un grande disegnatore<br />

pratese, Umberto Primi.<br />

Agenti e collaboratori hanno deciso di festeggiare questo<br />

importante traguardo assieme ai propri clienti e alla<br />

direzione della compagnia in un’eccezionale location: il<br />

Teatro Politeama Pratese. Il teatro, infatti, è testimonianza<br />

dell’unione e della determinazione della popolazione<br />

pratese che, a partire dal 1985, si è attivamente adoperata<br />

per evitarne la demolizione, riportandolo poi in auge<br />

nel 1999, quando il Politeama ha riaperto ufficialmente i<br />

battenti con la Tosca di Giacomo Puccini.<br />

36<br />

Il bozzetto offerto dall’artista Umberto Primi


La scelta del palcoscenico di un teatro per festeggiare un<br />

traguardo così importante ha avuto anche un valore simbolico:<br />

fare in modo che i clienti si sentissero non solo<br />

ospiti ma interpreti della serata. “I clienti, infatti, sono stati<br />

e saranno la nostra storia; noi non esisteremmo senza di<br />

loro e senza di loro non sarebbe stata una vera festa”, ha<br />

dichiarato Mirko Landi, agente sia di Prato sia di Pistoia.<br />

“Perché da sempre ciò che contraddistingue nell’operatività<br />

le nostre agenzie è far in modo che i clienti compiano,<br />

guidati dall’esperienza e dalla consulenza che siamo in<br />

grado di offrire, scelte assicurative consapevoli e che siano<br />

autori e attori delle proprie scelte.”<br />

La cena<br />

Il coro gospel<br />

italiana assiCuRaZioni<br />

La serata è trascorsa in un’atmosfera magica, grazie anche<br />

alla splendida interpretazione di un coro gospel che<br />

ha intrattenuto gli ospiti. Al termine dell’evento questi<br />

ultimi sono stati salutati con una famosa frase di Henry<br />

Ford: “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è<br />

un progetto, lavorare insieme un successo”, scelta dagli<br />

agenti come sintesi della loro storia.<br />

“<br />

Mettersi insieme è<br />

un inizio,<br />

rimanere insieme è<br />

un progetto,<br />

lavorare insieme<br />

un successo<br />

Henry Ford<br />

“<br />

37


un’aGenZia, una Città<br />

Sesto Calende, un’agenzia<br />

vicina alle persone<br />

Dialogo, umiltà e disponibilità sono alcune delle<br />

caratteristiche principali che fanno di questa agenzia un<br />

punto di riferimento per i clienti della zona<br />

di Francesco Lo Turco<br />

Da sinistra l’agente Luciano Pastrello, Luisa Cane, Elena Colombo, Katia Gabrini, Maura Stella, l’agente Angelo Errichiello, Franco Piglia e Silvano Bianchi<br />

Attraversando il famoso ponte sul Ticino che divide la<br />

Lombardia dal Piemonte si giunge in una cittadina che<br />

sorge dove il fiume si divide dal lago Maggiore per riprendere<br />

il suo viaggio verso il Po.<br />

Ad attenderci, Angelo Errichiello e Luciano Pastrello, che<br />

ci raccontano come è nata e come si sta evolvendo una<br />

realtà fortemente radicata sul territorio: l’agenzia di Sesto<br />

Calende.<br />

Quando e come è nata la vostra agenzia?<br />

“Siamo partiti come collaboratori”, inizia Pastrello “e poi<br />

38<br />

alcuni anni fa è nata l’esigenza di camminare con le nostre<br />

gambe e abbiamo costituito la società. Era il 2007.<br />

Dopo esser diventati agenti ci siamo uniti all’agenzia di<br />

Verbania. Nella sede di Sesto Calende abbiamo inserito<br />

un collaboratore e nel primo anno di mandato abbiamo<br />

avuto il grande riconoscimento di essere invitati al Forum<br />

di Italiana, grazie ai risultati conseguiti dall’agenzia<br />

nel 2009. L’obiettivo per il 2011 è quello di consolidare il<br />

portafoglio e trovare nuove leve che ci aiutino nel nostro<br />

compito.”


Attualmente come siete strutturati?<br />

Interviene Errichiello: “Nella nostra struttura ci sono<br />

quattro impiegate, tre qui in agenzia e una quarta che<br />

lavora nella sede distaccata di Verbania; abbiamo un<br />

subagente, oltre alla preziosa collaborazione di Franco<br />

Piglia.”<br />

Come è suddiviso il vostro portafoglio e com’è la vostra<br />

clientela?<br />

“Nel nostro portafoglio vige un certo equilibrio; i premi<br />

imponibili di tutti i rami sono suddivisi equamente: 40%<br />

auto, 30% vita e 30% rami elementari. La nostra clientela<br />

è costituita prevalentemente da piccoli artigiani, commercianti,<br />

professionisti e privati. Questa zona purtroppo<br />

non ha più grosse aziende; sono infatti state tutte chiuse,<br />

trasferite, oppure fallite. Il fenomeno è cominciato circa<br />

dieci anni fa, ma si è evoluto in maniera preoccupante<br />

negli ultimi due o tre anni.”<br />

“I nostri punti di forza sono i liberi professionisti e le imprese<br />

edili”, interviene Pastrello. “Su questi target riusciamo<br />

a raccogliere soddisfazioni nonostante la crisi.”<br />

“Come dicevo”, riprende Errichiello “la nostra clientela<br />

è eterogenea e questo ci consente di affrontare serenamente<br />

il naturale spin off di portafoglio.”<br />

L’agente Angelo Errichiello<br />

un’aGenZia, una Città<br />

Parlavate prima di un fenomeno emergente; volete spiegarlo<br />

meglio?<br />

“è la disdetta definitiva senza rinnovo della polizza con<br />

nessuna compagnia. Ci sono infatti diverse persone che<br />

disdicono ma non riattivano altre polizze perché non<br />

possono pagarle. Ciò è significativo, perché dimostra che<br />

le disdette arrivano a causa delle ristrettezze economiche,<br />

non perché i clienti sono insoddisfatti del servizio o<br />

perché vogliono cambiare compagnia.”<br />

C’è secondo voi un modo per cercare di contrastare questo<br />

trend? Per esempio, attraverso il dialogo coi clienti è<br />

possibile migliorare la situazione?<br />

“In Italia manca una vera cultura assicurativa e spesso<br />

le compagnie stentano nell’istaurare un dialogo continuativo<br />

coi clienti. A questo si aggiungono i media che<br />

prevalentemente si concentrano sulle tariffe delle polizze<br />

auto dedicando spazi esigui alle diverse e altrettanto<br />

importanti tematiche che ruotano attorno all’esigenza di<br />

sicurezza e di protezione della clientela.”<br />

“Noi crediamo che per mantenere un legame sempre<br />

forte con i clienti sia importante frequentarli e conoscere<br />

i loro bisogni rinnovando giorno per giorno il rapporto”,<br />

afferma Pastrello. “Per questo andiamo a trovarli, per<br />

capire meglio alcuni loro bisogni e informarci su quali<br />

altri potrebbero esserci. è una cosa che<br />

comporta un grande impegno di tempo,<br />

ovviamente, ma è anche il nostro vero<br />

punto di forza. La nostra filosofia infatti è<br />

basata sul mantenere la stima e la fiducia<br />

che le persone hanno nei nostri confronti.<br />

Ciò porta anche a non avere contenziosi<br />

e ad un passaparola tra i clienti<br />

che genera così nuovo business.”<br />

Quali sono le vostre caratteristiche distintive?<br />

Continua Errichiello: “Nella nostra società<br />

le caratteristiche più importanti sono<br />

la complementarietà e la condivisione<br />

dei valori fondamentali, insieme alla valorizzazione<br />

delle diverse personalità e<br />

attitudini di ciascuno. Tra di noi ci siamo<br />

divisi i compiti in maniera naturale. Mettiamo<br />

però lo stesso impegno e la stessa<br />

passione nel lavoro; io seguo principalmente<br />

la contabilità e il mio socio si dedica<br />

maggiormente all’agenzia di Verbania,<br />

proprio perché ha un’indole più commerciale.<br />

Ognuno adempie al suo compito arrivando<br />

al risultato in maniera differente,<br />

sempre con la massima trasparenza e<br />

fiducia reciproca.”<br />

39


abCd un’aGenZia, una Città<br />

L’agente Luciano Pastrello<br />

Siete un’agenzia giovane. Di che cosa vi occupavate prima<br />

di diventare agenti di assicurazione?<br />

“Io lavoravo per un’azienda che costruisce aerei addestratori<br />

come quelli per la pattuglia acrobatica nazionale.<br />

Quando sono venuto qui ho scoperto di avere molti più stimoli<br />

lavorativi, autonomia e soddisfazioni anche economiche<br />

facendo questo lavoro.”<br />

Risponde Pastrello: “Io e la mia famiglia avevamo un panificio<br />

e un negozio ed eravamo assicurati con Italiana<br />

ormai da quarant’anni. In agenzia cercavano personale e<br />

cominciai perché incuriosito da questa nuova professione.<br />

Quando arrivai c’era Piglia con cui iniziai a visitare i<br />

primi clienti. E da lì non ho più smesso.”<br />

Prosegue Errichiello: “Da qualunque realtà uno provenga,<br />

penso che le caratteristiche principali per fare<br />

questo lavoro siano la serietà, la preparazione e l’onestà;<br />

non c’è più spazio per quelli che si arrangiano e che<br />

pensano al guadagno a tutti i costi. L’umiltà è fondamentale,<br />

come lo è partecipare ai corsi di formazione per<br />

aggiornarsi e non rimanere mai indietro, per quanto uno<br />

pensi di poter essere preparato. Per questo apprezzo<br />

molto l’investimento della compagnia per la formazione<br />

dei propri agenti.”<br />

Quali sono i vostri piani di sviluppo e quanti collaboratori<br />

inserirete?<br />

“Finita la fase di consolidamento, inizieremo la ricerca di<br />

subagenti per sviluppare e ingrandire l’agenzia. Un’ipotesi<br />

potrebbe essere quella di investire su ragazzi giovani,<br />

garantendo loro uno stipendio e un anno di prova. Le<br />

persone che cerchiamo possono avere già un portafoglio<br />

40<br />

o partire da zero, l’importante è che tutto venga fatto con<br />

la massima serietà, per crescere insieme.”<br />

Se poteste fare un bilancio su quest’anno e previsioni<br />

per il prossimo futuro, che cosa ci direste?<br />

“Quest’anno è andato bene, è stato profittevole, ma siamo<br />

preoccupati per il futuro a breve. I clienti del futuro, con<br />

la crisi del lavoro attuale, avranno i soldi per comprarsi<br />

qualcosa e poi assicurarla? Una casa, un’automobile?<br />

Perché il tesoretto dei padri prima o poi finisce e dopo?<br />

Una delle nuove strade è quella di allargare la base di<br />

raccolta; vogliamo e dobbiamo sfruttare più a fondo la<br />

zona. Nonostante ciò, per questi tre anni possiamo comunque<br />

dirci soddisfatti, anche se penso che possiamo<br />

fare ancora meglio. Il 2011 dovrà essere l’anno della ricerca<br />

di nuova forza lavoro, della crescita; abbiamo chiesto<br />

anche aiuto alla compagnia per trovare le persone<br />

giuste, perché noi vogliamo crescere, insieme. Il nostro<br />

compito è quello di dare consulenza e offrire soluzioni<br />

assicurative e quello che facciamo e vogliamo continuare<br />

a fare è soprattutto dare sicurezza. Perché il cliente<br />

riceve un foglio di carta e si aspetta da noi che quel foglio,<br />

nel malaugurato caso dovesse succedere qualcosa,<br />

gli sia di aiuto; per questo pensiamo che le polizze vadano<br />

fatte col massimo della precisione senza lasciare<br />

nulla al caso, perché saremo noi a risponderne, sempre.<br />

In questo senso sentiamo una grande responsabilità, in<br />

particolar modo nei confronti di quei clienti che ci dicono:<br />

“Fai tu”, affidandosi completamente a noi. Quello che<br />

abbiamo fatto e che facciamo e faremo sempre è mantenere<br />

salda nel tempo questa fiducia, chiave di sviluppo<br />

per il nostro lavoro.”


Italiana si veste di nuovo<br />

di Ilaria Bournique<br />

Nel 2008 Italiana presenta il riposizionamento del marchio,<br />

in termini di comunicazione, lanciando il nuovo payoff:<br />

“Parlaci di te”.<br />

Il primo strumento a essere investito dal nuovo posizionamento<br />

è il sito Internet. Grazie a un restyling integrale,<br />

il sito diviene più interattivo, proponendo anche rubriche<br />

alle quali i navigatori possono inviare commenti, esperienze,<br />

consigli su argomenti diversi, non necessariamente<br />

legati al mondo assicurativo.<br />

Mentre il sito si arricchisce di questionari finalizzati ad<br />

aiutare i clienti ad acquisire maggiore consapevolezza<br />

sui loro bisogni assicurativi, con lo stesso obiettivo inizia<br />

la realizzazione della collana composta da filmati e argomentari<br />

“Due parole su...”.<br />

I primi tre soggetti, a disposizione di tutte le agenzie, riguardano<br />

la casa, la previdenza e la tutela economica in<br />

caso di premorienza del capofamiglia.<br />

Nascono, quindi, nel 2009 le nuove linee grafiche istituzionali<br />

e di conseguenza è pubblicato e distribuito il Manuale<br />

d’immagine.<br />

Parallelamente si avverte l’esigenza di ripensare completamente<br />

anche la veste grafica dei prodotti, fino a quel<br />

momento invariata e pertanto distonica rispetto allo stile<br />

di comunicazione della compagnia.<br />

italiana assiCuRaZioni<br />

Il nuovo listino d’offerta è suddiviso e organizzato sulla<br />

base di tre macroaree di bisogno: per la persona, per il<br />

patrimonio, per l’attività lavorativa.<br />

La veste grafica scelta per i prodotti richiama fortemente<br />

lo stile istituzionale. Il fumetto, unitamente a scelte<br />

iconografiche di forte impatto visivo, si configura come<br />

l’elemento distintivo della compagnia.<br />

41


italiana assiCuRaZioni<br />

Questo impegnativo processo di trasformazione ha origine<br />

in occasione dell’emissione del nuovo prodotto Auto,<br />

In 1° Classe, e investe globalmente circa centotrenta<br />

prodotti.<br />

Ma il lavoro continua, poiché si rende più che mai necessario<br />

modernizzare anche i supporti commerciali<br />

42<br />

dei prodotti. Il percorso è già cominciato ed è previsto il<br />

suo completamento entro la fine di giugno 2011. Sempre<br />

entro il primo semestre è previsto il lancio del catalogo<br />

prodotti, uno strumento in più per coadiuvare l’attività<br />

quotidiana della rete di vendita.


MADRID CHIAMA TORINO - MADRID CHIAMA TORINO - MADRID CHIAMA TORINO - MADRID CHIA<br />

Convention agenzie<br />

di Javier Valbuena<br />

Attualmente il canale agenziale di <strong>Reale</strong> Seguros è formato<br />

da 334 agenzie e 763 agenti che producono un<br />

portafoglio complessivamente di 241 milioni di euro e<br />

che rappresentano un 30% del portafoglio intermediato<br />

e un 50% del risultato globale.<br />

Durante il 2010 abbiamo intrapreso vari progetti, come<br />

ad esempio la segmentazione e azioni di marketing<br />

esclusive in funzione del profilo del mediatore.<br />

L’obiettivo prioritario sia per la compagnia sia per il canale<br />

è consolidare la linea di lavoro avviata e sviluppare<br />

nuovi progetti, strumenti, sistemi e piattaforme di informazione<br />

per rendere ancora più dinamico il canale agenti<br />

della compagnia.<br />

Per premiare lo sforzo realizzato, si è tenuta a Londra la<br />

convention delle agenzie <strong>Reale</strong> Seguros 2010.<br />

Londra, città cosmopolita, riferimento a livello mondiale,<br />

sede dei prossimi giochi olimpici del 2012 e culla di<br />

creatori di tendenze, è stato lo scenario scelto per la riunione<br />

e lo scambio di opinioni ed esperienze personali<br />

e professionali.<br />

Sono stati quattro giorni di visite a luoghi emblematici<br />

come l’abbazia di Westminster, Buckingham Palace con il<br />

cambio della guardia, il Big Ben, The House of Parliament,<br />

il famoso numero 10 di Downing street, Trafalgar square,<br />

Piccadilly Circus, la Torre di Londra, Covent Garden.<br />

Sabato mattina si è tenuta una riunione informativa con<br />

le agenzie vincitrici. Si sono commentati i numeri del<br />

2010 sia del settore sia della società, i progetti per il<br />

2011 e inoltre si è presentato, in anteprima, il nuovo portale<br />

del mediatore che è entrato in funzione agli inizi del<br />

2011 per gli agenti.<br />

Alla fine del viaggio sono state premiate le migliori dieci<br />

agenzie per il lavoro svolto durante l’anno: un premio<br />

alla migliore agenzia dell’anno 2010 e tre premi nelle<br />

categorie “maggior incremento nel business”, “miglior<br />

risultato” e “migliore andamento professionale”. I premi<br />

sono stati consegnati dall’amministratore delegato Luigi<br />

Lana e dal direttore generale Ignacio Mariscal.<br />

Nel suo discorso Lana ha comunicato che probabilmente<br />

la destinazione della convention per il 2011 sarà la città<br />

di Torino, sede del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

Siamo convinti che il nuovo percorso intrapreso nel 2010<br />

sarà consolidato nel 2011 e ci permetterà di raggiungere<br />

gli obiettivi di crescita e di reddittività e di migliorare il<br />

nostro livello di qualità del servizio.<br />

43


lue assistanCe<br />

Abcdefg hilmno<br />

di Abcdef ghilmno<br />

Francesco Lionetti, responsabile progetto Info sms Blue Assistance<br />

Un sms facilita la vita<br />

di Davide Nadalin<br />

Ci troviamo in Blue Assistance e Francesco Lionetti,<br />

responsabile dell’area marketing e sviluppo prodotti<br />

dell’azienda, risponde alle nostre domande sul nuovo<br />

servizio per gli assistiti: Info sms Blue Assistance.<br />

Blue Assistance ha sviluppato negli ultimi mesi un nuovo<br />

servizio di invio sms ai propri assistiti. In che cosa consiste<br />

e quali sono gli obiettivi che si pone?<br />

“Abbiamo deciso di applicare questa tecnologia, già utilizzata<br />

sia dal nostro <strong>Gruppo</strong> sia dal mercato in altri settori,<br />

perché crediamo che il servizio offerto possa generare<br />

un cospicuo plusvalore della nostra attività di assistenza.<br />

In questa prima fase di sviluppo abbiamo concentrato<br />

l’attenzione sulle attività liquidative, che sono quelle che<br />

generano il maggior numero di informazioni in uscita nei<br />

confronti dell’utenza. Per quanto riguarda la gestione dei<br />

sinistri, quindi, produrremo l’informazione tempestiva<br />

via sms sullo stato dell’arte della liquidazione, la richiesta<br />

dell’IBAN per il versamento degli indennizzi nonché<br />

messaggi che annunciano la liquidazione della pratica o<br />

44<br />

l’invio di lettere da parte di Blue Assistance. Il gruppo<br />

di lavoro che ha realizzato questa innovazione ha curato<br />

molto i particolari; ad esempio il servizio è operativo<br />

solo dalle 8 alle 18 dal lunedì al sabato perché vuole essere<br />

rispettoso della vita privata degli utenti. La richiesta<br />

di informazioni via sms è legata a ciascuna pratica;<br />

è l’assistito che decide ogni volta se attivare il servizio<br />

oppure no e questo anche per ovvie ragioni di privacy.<br />

Anche i testi sono stati attentamente analizzati per essere<br />

chiari ed efficaci. Il progetto è modulare ed è previsto<br />

in futuro lo sviluppo dell’offerta complessiva che<br />

potrà gestire, ad esempio, la conferma di prenotazioni<br />

sanitarie e lo scadenziario delle polizze sino ad arrivare<br />

all’attività di relazione (ad esempio l’invio degli auguri<br />

di buon compleanno, la segnalazione della scadenza del<br />

bollo auto, ecc.). Ci aspettiamo un ottimo ritorno in termini<br />

di gradimento in quanto l’assistito si sentirà al centro<br />

delle nostre attenzioni e avrà la certezza di informazioni<br />

tempestive e chiare. Inoltre riteniamo che questa più


tempestiva modalità di comunicazione possa contribuire<br />

a ridurre le chiamate di primo livello al nostro call center<br />

migliorando conseguentemente la disponibilità di tempo<br />

da dedicare ad attività più complesse. Tutto ciò riassume<br />

coerentemente il motto che ci contraddistingue: “Più facile<br />

la vita!”.<br />

Blue Assistance consolida dunque la sua missione di<br />

rendere più facile la vita agli assistiti. In particolare a chi<br />

è destinato questo servizio e come si fa ad attivarlo?<br />

“è destinato a tutti gli assicurati del <strong>Gruppo</strong>. Si attiva<br />

come detto di volta in volta dando il proprio assenso sul<br />

modulo di denuncia sinistro e indicando il numero di telefono<br />

da contattare. A tale scopo sono stati riformulati<br />

i moduli di denuncia e gli stessi sono in distribuzione.<br />

Abbiamo annunciato questo strumento in commissione<br />

tecnica malattie previdenza e abbiamo ottenuto un caloroso<br />

consenso. Ora chiediamo anche in questa sede la<br />

collaborazione degli agenti alla promozione di tale innovazione.<br />

è necessario utilizzare i nuovi modelli, raccogliere<br />

le adesioni e i numeri telefonici, dare in sostanza<br />

visibilità e attivare coerentemente questo servizio. La<br />

customer satisfaction è sicuramente un’arma vincente<br />

per un’espansione del business.”<br />

Quali sono i ritorni che vi aspettate in termini di soddisfazione<br />

degli assistiti e di impatto sull’organizzazione<br />

interna?<br />

“Essendo un servizio già utilizzato nel <strong>Gruppo</strong> abbiamo<br />

fatto una valutazione sulla redemption in REM, in quanto<br />

va ricordato che il progetto Info sms nasce anche dalle<br />

competenze maturate dalla Compagnia con il servizio di<br />

invio sms utilizzato in origine per le coperture CVT vendute<br />

dai concessionari e dai costruttori. L’adesione al<br />

servizio in questo caso è attivata dal perito al momento<br />

della perizia e l’indice di gradimento è pari al 70% circa,<br />

dato che riteniamo confortante in termini di gradimento<br />

degli assistiti. Per noi la centralità del cliente è il primo<br />

punto della nostra mission e il nostro lavoro tende alla<br />

soddisfazione dei bisogni e delle attese degli assistiti.<br />

Come anzidetto, ci aspettiamo anche benefici in ordine<br />

di organizzazione interna. Con la riduzione delle chiamate<br />

di primo livello sarà più efficace la gestione di problemi<br />

più complessi e i tempi d’attesa per una risposta<br />

saranno evidentemente più brevi.”<br />

Questo progetto si inserisce in un contesto di offerta di<br />

servizi all’assistito ormai articolata attraverso il telefono,<br />

Internet e ora, appunto, l’invio di sms. Qual è il disegno<br />

sull’integrazione dei servizi e sul futuro?<br />

“Questo è un primo passo. Uno dei primi sviluppi futuri<br />

sarà l’invio di e-mail, in sinergia con il progetto Internet,<br />

in quanto il meccanismo informatico per la gestione di<br />

sms ed e-mail è lo stesso. Prospettiamo per il medio<br />

lungo termine un’evoluzione naturale in conseguenza<br />

blue assistanCe<br />

dello sviluppo della nostra piattaforma tecnologica e ci<br />

attendiamo come risultato una conseguente espansione<br />

dei servizi offerti alla clientela. Mi piace pensare a nuovi<br />

obiettivi da superare. Info sms è appena partito ma gli<br />

sms, pur essendo fruibili dalla maggioranza della popolazione,<br />

hanno ovvi limiti in ordine di caratteri disponibili.<br />

La società si sviluppa giorno per giorno con nuove tecnologie<br />

condivise quali ad esempio smart phone e tablet.<br />

Un domani si potrebbero inviare mms con anticipazione<br />

dei prospetti di liquidazione e avviare una maggiore interazione<br />

tra assistito e Blue. è importante saper cogliere<br />

queste opportunità e adattare ad esse il nostro modello<br />

di servizi. I tempi non sono ovviamente ancora definiti<br />

ma la flessibilità sarà sicuramente il modello vincente<br />

per adattare i nostri futuri servizi alle evolute esigenze<br />

degli assistiti. Offrire strumenti sempre più sofisticati e<br />

veloci è sicuramente un plus che determina fortuna e<br />

successo di un’attività.”<br />

Concludiamo l’articolo sottolineando l’evidente volontà<br />

di guardare lontano che traspare dal tono e dai discorsi<br />

del nostro interlocutore. Complimenti quindi a lui e a tutti<br />

quelli che hanno collaborato alla realizzazione di questa<br />

iniziativa per l’ottimo traguardo raggiunto che, siamo<br />

certi, verrà utilizzato quale trampolino per rendere<br />

“sempre più facile la vita”.<br />

45


<strong>Reale</strong> iMMobili<br />

www.realeimmobili.it<br />

Immobili di prestigio (e non solo) a portata di click<br />

di Arnaldo De Marco<br />

Novità nel campo della comunicazione per <strong>Reale</strong> Immobili,<br />

compagnia del <strong>Gruppo</strong> totalmente controllata dalla<br />

Società <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Assicurazioni, che entra nel mondo<br />

del web.<br />

<strong>Reale</strong> Immobili, nata nel febbraio 2002 a seguito del<br />

conferimento del ramo immobiliare della controllante, è<br />

dunque una società relativamente nuova, ma che ha potuto<br />

godere fin da subito dell’esperienza pluridecennale<br />

già maturata nel settore dal <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

Il patrimonio immobiliare gestito è prevalentemente costituito<br />

da interi fabbricati a uso terziario e residenziale<br />

distribuiti sull’intero territorio italiano. La gestione di<br />

46<br />

questo patrimonio avviene attraverso la sede centrale di<br />

Torino, la filiale di Milano e una rete di professionisti che<br />

collaborano dalle diverse aree del territorio nazionale.<br />

Consapevole dell’importanza delle nuove tecnologie nella<br />

società contemporanea, <strong>Reale</strong> Immobili, con il supporto<br />

del servizio informatico, ha avviato nel corso del 2010<br />

le iniziative necessarie per l’attivazione di un proprio sito<br />

Internet. Un sito che, ampliando gli strumenti di comunicazione<br />

a disposizione, si prefigge di migliorare la visibilità<br />

del brand e incentivare di conseguenza le attività di<br />

locazione e vendita del patrimonio immobiliare di proprietà<br />

e di quello gestito.


Il sito, www.realeimmobili.it, è stato progettato prestando<br />

la massima attenzione alla fruibilità dei contenuti e<br />

alla flessibilità di utilizzo, senza trascurare al contempo<br />

l’aspetto grafico, offrendo così agli utenti un’esperienza<br />

di navigazione piacevole e invitante che invogli a usarlo,<br />

conoscerlo e sfruttarne a pieno le potenzialità.<br />

Il sito, pur non tralasciando una breve presentazione della<br />

società, dei servizi offerti e dei progetti realizzati e in<br />

corso, è incentrato principalmente sulle proposte di locazione<br />

e di vendita disponibili. A tal proposito digitando<br />

l’indirizzo si arriva su una welcome page che presenta<br />

alcuni degli immobili più rappresentativi del patrimonio<br />

gestito: una galleria fotografica che invita a scoprire di<br />

più riguardo all’offerta della società.<br />

In home page un pannello di ricerca progettato in modo<br />

da essere chiaro e dettagliato permette all’utente di selezionare<br />

le principali caratteristiche desiderate in termini<br />

di localizzazione, tipologia dell’immobile, superficie<br />

e range di prezzo, ottenendo così tra i risultati un’offerta<br />

ottimale per le esigenze di ognuno. Cliccando sui risultati<br />

proposti viene presentato per ognuno una dettagliata<br />

scheda con le caratteristiche dell’immobile, la planimetria<br />

salvabile sul proprio pc e stampabile e la localizzazione<br />

su Googlemaps. Oltre a queste informazioni è presente<br />

uno strumento che sarà senza dubbio gradito ai<br />

visitatori del sito: un modulo per richiedere automaticamente<br />

tramite e-mail ulteriori informazioni riguardo alla<br />

proposta; per gli utenti più tradizionalisti è ovviamente<br />

presente anche il numero di telefono e di fax per contattare<br />

la società.<br />

Il gruppo di lavoro che ha realizzato il sito<br />

<strong>Reale</strong> iMMobili<br />

In parallelo allo sviluppo del sito, e proprio per offrire<br />

agli utenti un’offerta ottimale, è stata sviluppata una<br />

nuova attività finalizzata alla redazione di apposite schede<br />

in formato elettronico nelle quali far confluire tutte<br />

le informazioni utili per evidenziare le caratteristiche di<br />

ciascun fabbricato e consentire di determinarne la relativa<br />

redditività effettiva e quella potenziale.<br />

Per ogni immobile si avrà perciò una scheda che evidenzia<br />

le caratteristiche oggettive dello stesso, le potenzialità<br />

e le criticità, in modo da poter valutare gli eventuali interventi<br />

di rivalutazione o di riconversione del cespite per<br />

pervenire a un aumento della redditività finale, anche in<br />

considerazione delle tendenze del mercato immobiliare.<br />

Dal punto di vista della realizzazione del sito, questa<br />

nuova attività oggi consente a <strong>Reale</strong> Immobili di ottenere<br />

quelle informazioni necessarie per regalare agli utenti<br />

un’offerta che sia il più possibile vicina ai gusti di ognuno,<br />

mettendo in vetrina le proposte che più possano attirare<br />

l’interesse e soddisfare le esigenze del pubblico.<br />

In un’ottica futura, invece, permetterà di migliorare ulteriormente<br />

la valorizzazione del patrimonio immobiliare<br />

e di ottenere un prodotto sempre più accattivante e appetibile<br />

per il target <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e le sue esigenze.<br />

Il sito, sviluppato con tecnologie standard in modo da essere<br />

navigabile da tutti i pc, diventa quindi uno strumento<br />

ottimale per rappresentare l’azienda sul web, per pubblicizzarla<br />

come parte integrante del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong>. Grazie<br />

alla presenza su ogni pagina di un banner con i link ai siti<br />

delle altre compagnie, si ottiene un’azione combinata che<br />

moltiplica l’efficacia della comunicazione per promuovere<br />

i propri immobili arrivando nelle case di tutti.<br />

47


anCa <strong>Reale</strong><br />

Novità in casa Banca <strong>Reale</strong><br />

di Emanuela de Zanna<br />

La nuova filiale di Milano<br />

Banca <strong>Reale</strong> ha avviato nel 2009 un’ambiziosa iniziativa<br />

di espansione sul territorio con l’apertura delle prime<br />

filiali e, dopo Torino e Borgosesia, il 2 dicembre è stata<br />

inaugurata la filiale di Milano.<br />

L’obiettivo del progetto è quello di completare l’offerta rivolgendosi<br />

prevalentemente alla clientela già assicurata,<br />

proponendo consulenza e soluzioni in ambito bancario.<br />

La nuova iniziativa di crescita e sviluppo si fonda sulla<br />

collaborazione e la sinergia con le agenzie del <strong>Gruppo</strong><br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>. I soci-assicurati <strong>Reale</strong> possono trovare<br />

48<br />

presso la filiale tutta la nuova gamma di prodotti bancari<br />

dedicati ai privati, agli artigiani, ai commercianti, ai professionisti<br />

e alla piccola e media impresa.<br />

Si tratta di una scelta in linea con la tradizione del <strong>Gruppo</strong><br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, che pone da sempre al centro dell’attenzione<br />

le esigenze dell’assicurato e ne consolida il rapporto<br />

con la struttura di vendita.<br />

Nella selezione dei territori sono stati privilegiati luoghi<br />

in cui ci fosse un’importante concentrazione di soci/assicurati<br />

e al tempo stesso la presenza di agenti pronti a<br />

collaborare per lo sviluppo del progetto.<br />

Da sinistra Alessia Testa, operatrice di sportello, Carlo Raimondo Furlanetto, direttore della filiale, Ilaria Zuddas, vicedirettrice,<br />

Paolo Trucco, direttore mercato di Banca <strong>Reale</strong>, e Gemma Montelli, gestore family


Il presidente Iti Mihalich durante la cerimonia di inaugurazione della filiale<br />

banCa <strong>Reale</strong><br />

Per la nuova filiale di Milano è stato scelto<br />

uno stabile di proprietà del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong>,<br />

già sede di una storica agenzia <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong>, situato nel cuore della città, in una<br />

zona strategicamente importante, a pochi<br />

passi dal Duomo e da Piazza Affari.<br />

Nella scelta dei collaboratori ci si è orientati<br />

verso professionisti con una solida conoscenza<br />

del mondo bancario ma anche<br />

del territorio locale; con queste prerogative<br />

sono state identificate le figure del direttore<br />

Carlo Raimondo Furlanetto e della<br />

vicedirettrice Ilaria Zuddas, che hanno entrambi<br />

maturato una pluriennale esperienza<br />

nell’ambito dei prodotti bancari e delle<br />

peculiarità territoriali.<br />

L’inaugurazione è stata preceduta da una<br />

serie di incontri tra gli agenti della zona e il<br />

nuovo team della filiale milanese.<br />

“Questa azione propedeutica all’avvio<br />

dell’attività ha messo le basi per un’efficace<br />

sinergia tra la Banca e le agenzie assicurative”,<br />

ci spiega il direttore. “La filiale di<br />

Milano così come Banca <strong>Reale</strong> è una realtà<br />

giovane che, in sinergia con gli agenti, può<br />

trovare le soluzioni bancarie ottimali per la<br />

sua clientela”.<br />

49


anCa <strong>Reale</strong><br />

Luigi Lana, Massimo Luviè, Mario Minella e Alessandro Piovano<br />

Nasce il primo Spazio Banca <strong>Reale</strong><br />

Lo scorso 18 novembre nell’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Torino<br />

Cavour si è festeggiata la nascita del primo Spazio<br />

Banca <strong>Reale</strong>. Si tratta di un progetto assolutamente innovativo,<br />

unico nel suo genere, che dà fisicità a Banca <strong>Reale</strong><br />

all’interno delle agenzie, mettendo a disposizione dei<br />

soci/assicurati una serie di servizi personalizzati.<br />

Ponendo al centro dell’attenzione le esigenze del cliente, la<br />

realtà bancaria e quella assicurativa si uniscono per creare<br />

un’offerta di prodotti e servizi veramente completa.<br />

Il responsabile dello Spazio Banca e il suo staff di promotori<br />

finanziari offrono consulenza diretta e personalizzata,<br />

offrendo la possibilità di sottoscrivere, nei medesimi<br />

locali dell’assicurazione, tutta la gamma di prodotti<br />

per la gestione della liquidità, per i finanziamenti e per<br />

gli investimenti.<br />

Paolo Trucco insieme ad Alessandro Piovano, responsabile dello Spazio Banca<br />

50<br />

Lo Spazio Banca mette a disposizione dei clienti una tecnologia<br />

moderna che consente di effettuare operazioni<br />

tipiche di uno sportello bancario, come ad esempio il versamento<br />

e il prelievo di contanti e il versamento di assegni.<br />

Inoltre, attraverso una postazione Internet dedicata,<br />

i clienti possono operare direttamente sul proprio conto<br />

corrente accedendo alla propria home banking.<br />

Proprio nell’anno in cui celebra i dieci anni di attività,<br />

l’agenzia di Minella, Garbaccio e Jorio fa dunque da apripista<br />

per avviare questa importante sinergia tra il mondo<br />

bancario e quello assicurativo.<br />

Banca <strong>Reale</strong> nel frattempo sta preparando una serie<br />

di nuovi prodotti e inziative tagliati su misura per lo<br />

Spazio Banca.


assoCiaZione senioRes GRuppo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Seniores sì, ma molto attivi!<br />

di Gisella Demaria Barbi<br />

Un gruppo di seniores in visita ad Albi<br />

Per l’Associazione Seniores <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> il 2010 è<br />

stato un anno caratterizzato da un’attività supplementare,<br />

quella di concretizzare l’adesione degli ex-dipendenti<br />

di Italiana Assicurazioni.<br />

Grazie alla fattiva collaborazione di tutte le strutture interessate<br />

di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e di Italiana, le non poche operazioni<br />

burocratiche sono state totalmente espletate ed<br />

attualmente l’Associazione può contare tra i suoi iscritti<br />

anche soci provenienti da Italiana.<br />

In questa occasione, per aiutare chi non conosceva l’Associazione<br />

ad apprezzarla maggiormente in tutta la sua<br />

realtà, è stata elaborata la brochure il cui testo riportiamo<br />

qui di seguito.<br />

La storia<br />

L’Associazione Seniores, come la si conosce oggi, è frutto<br />

di un lungo cammino cominciato trent’anni or sono e<br />

portato avanti con amore e con tenacia da un gruppo di<br />

colleghi pensionati. Lo scopo che animò i primi passi di<br />

questo piccolo gruppo fu di mantenere vivi, nella stagione<br />

del pensionamento, i valori che avevano caratterizzato il<br />

loro ambito lavorativo di rapporti di amicizia che si erano<br />

creati nel tempo lavorando insieme. Si iniziò negli anni<br />

‘80 con un programma di uscite occasionali che radunavano<br />

gli amici di sempre attorno a una allegra tavolata<br />

per tenersi buona compagnia e passare serenamente il<br />

tempo insieme.<br />

51


assoCiaZione senioRes GRuppo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Con il passare degli anni, complici il genuino spirito di<br />

amicizia e il crescente successo di quelle iniziative, il numero<br />

degli aderenti andò via via aumentando sino a raggiungere<br />

un ragguardevole livello di presenze. A questo<br />

punto si sentì la necessità di una gestione delle attività<br />

più strutturata e articolata, per cui venne costituito ufficialmente<br />

il “<strong>Gruppo</strong> Pensionati <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>”, munito di<br />

statuto e con chiari indirizzi e scopi operativi.<br />

Nell’aprile del 2006, grazie all’interessamento e allo stimolo<br />

della direzione generale di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, si arrivò<br />

alla forma statutaria di “Associazione Seniores delle Società<br />

del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Assicurazioni” e grazie a<br />

questa formula è stato possibile estendere a tutti gli exdipendenti<br />

delle società del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> (ai sensi<br />

dell’art. 2359 c.c.) l’adesione all’Associazione. Quest’ultima<br />

evoluzione ha determinato un profondo cambiamento<br />

e tutti i membri del consiglio direttivo hanno cominciato<br />

a lavorare a un progetto avente lo scopo di consentire la<br />

realizzazione dell’allargamento al <strong>Gruppo</strong> delle attività<br />

e dei benefici che, sino a quel momento, erano risultati<br />

patrimonio esclusivo dei pensionati di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e di<br />

<strong>Reale</strong> Riassicurazioni.<br />

Dall’aprile 2010 la denominazione è variata in “Associazione<br />

Seniores <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>”.<br />

Le attività<br />

Le attività previste dall’Associazione si sviluppano secondo<br />

due filoni.<br />

Il primo è dedicato agli aspetti di aggregazione e svago<br />

e comprende manifestazioni quali le giornate ricreative,<br />

gli incontri con la cultura, i pranzi annuali, le feste di Natale<br />

dell’Associazione e gli incontri assembleari. Nell’ultimo<br />

triennio, nello spirito di essere sempre innovativi, si<br />

è iniziato a programmare attività che potessero facilitare<br />

l’adesione dei soci residenti fuori dai confini regionali.<br />

Sono nate così le manifestazioni speciali che, riguardando<br />

uscite plurigiornaliere, permettono viaggi in Italia e<br />

all’estero. Nel 2010, ad esempio, è previsto per il quarto<br />

52<br />

anno consecutivo il soggiorno termale a Ischia della durata<br />

di quattordici giorni e un viaggio in Francia e in particolare<br />

a Lourdes di sei giorni; negli ultimi anni, invece,<br />

le visite fuori porta hanno toccato le località delle ville<br />

venete, della Tuscia viterbese, delle Cinque Terre, delle<br />

Alpi Apuane e di altre incantevoli località italiane.<br />

Il secondo filone, invece, offre ai soci una serie di servizi<br />

esclusivi alla persona e di soluzioni concrete ai piccoli e<br />

grandi problemi della quotidianità attraverso una polizza<br />

malattie in convenzione con <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, in essere da<br />

anni e aggiornata nel 2008, per i soci ex-dipendenti di<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e di <strong>Reale</strong> Riassicurazioni a tariffa agevolata;<br />

una polizza malattie in convenzione con Italiana, attivata<br />

nel primo trimestre del 2010 e con condizioni analoghe<br />

a quella in convenzione con <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, per i soci<br />

ex-dipendenti di Italiana, anch’essa a tariffa agevolata;<br />

particolari condizioni tariffarie per le polizze degli altri<br />

rami in convenzione con la società di provenienza (per<br />

i soci ex-dipendenti di <strong>Reale</strong> Riassicurazioni e di <strong>Reale</strong><br />

Immobili le convenzioni sono con <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>); un fondo<br />

di solidarietà per l’aiuto e il sostentamento economico<br />

dei soci in situazioni di particolari difficoltà.<br />

Con il versamento della quota societaria annua i soci e i<br />

loro familiari (ex art. 5 dello statuto) possono accedere<br />

alle molteplici attività promosse dall’Associazione Seniores<br />

<strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, ciascuna delle quali prevede<br />

il pagamento di una quota di partecipazione e il riconoscimento<br />

di un contributo.<br />

I valori<br />

“Seniores sì, ma molto attivi!” Questo è lo slogan che abbiamo<br />

voluto coniare per presentare la nostra Associazione.<br />

Per anni chi ha lavorato nelle società del <strong>Gruppo</strong> lo ha<br />

sempre fatto conscio di dare il meglio di sé e chi ha lavorato<br />

in <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> lo ha fatto animato anche dallo spirito<br />

della mutualità che ha costantemente aiutato l’individuo a<br />

essere attento e sensibile alle esigenze degli altri.<br />

Sulla scia del cambiamento operato dal <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong>, anche l’Associazione Seniores ha voluto accomunare<br />

tutti i suoi soci in un solo <strong>Gruppo</strong> per continuare<br />

a restare piacevolmente insieme in un’ottica di<br />

costante crescita e per testimoniare concretamente ai<br />

giovani delle nostre aziende l’attualità dei valori del<br />

<strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

In questo spirito, per garantire che i rapporti dell’Associazione<br />

con i nuovi soci provenienti dalle diverse società<br />

del <strong>Gruppo</strong> trovino una concreta applicazione, ci piacerebbe<br />

reperire contatti che ci aiutino a rafforzare detti<br />

rapporti così da poter confermare con soddisfazione che<br />

“tutti, reciprocamente, abbiamo lavorato e continuiamo a<br />

lavorare per la crescita del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>”.


Abcdefg hilmno<br />

di Abcdef ghilmno<br />

assoCiaZione ex aGenti abCd<br />

Abcdef Sesto congresso della<br />

Associazione ex agenti <strong>Reale</strong><br />

Tra cultura e cucina, tutti insieme, appassionatamente<br />

di Giovanni Offredi<br />

Congressisti in Sant’Apollinare in Classe a Ravenna<br />

E così niente Sorrento. Niente costiera amalfitana, niente<br />

Capri. Niente limoncello. Ammettiamolo: avevamo accarezzato<br />

il sogno di un suggestivo congresso in uno degli<br />

angoli più ammirati del pianeta, mare blu e monti ancòra<br />

verdeggianti nell’incombente autunno. Invece niente. I nostri<br />

soci, cuore arido, avvezzi alle spietate leggi di una professione<br />

che non ammette spazi al romanticismo, non si<br />

sono lasciati commuovere. Sorrento addio. O no, arrivederci,<br />

sarà per un’ altra volta, così si usa dire in questi casi.<br />

E neppure Genova, le due riviere, ponente e levante,<br />

come avevamo adombrato su queste pagine. La Superba<br />

dovrà attendere. Portofino, Camogli, il golfo dei poeti, le<br />

trenette al pesto: dovranno attendere, non so quanto ma<br />

dovranno attendere.<br />

Alla fine, da un mare all’altro, salta fuori Rimini. Non che<br />

sia un ripiego, anzi. L’entusiasmo, moderato ma sincero,<br />

con cui è stata accolta la proposta, è testimone dell’atavico<br />

gradimento italico di fronte al richiamo delle sirene<br />

romagnole, attrezzate di tutto punto con monumenti, piadina,<br />

squacquerone e quel Sangiovese che sa dissolvere<br />

ogni riserva mentale.<br />

Ma non dimentichiamo l’aspetto serio dell’evento. Non<br />

dimentichiamo l’appassionata oratoria del presidente De<br />

Martin, capace di far vibrare anche le corde più atrofizzate<br />

di quello “scordato strumento”, per dirla con il poeta, che è<br />

il nostro cuore, di ricordare a tutti i valori dell’amicizia e di<br />

scuoterci, per quanto possibile, da quell’ombra di torpore<br />

che si accompagna insidiosamente all’avanzare dell’età.<br />

Il dibattito congressuale è stato breve ma intenso, come<br />

si conviene. I convenuti hanno avuto modo di considerare,<br />

con legittima soddisfazione, che tutto sommato il<br />

numero degli iscritti si mantiene su livelli ragionevoli,<br />

anche se non è mancato il rammarico per quei colleghi<br />

che ancòra non hanno ceduto al richiamo delle nostre<br />

ben argomentate lusinghe.<br />

Pazienza per quelli che hanno appena incassato la sospirata<br />

liquidazione (i sospiri saranno ancòra più profondi<br />

dopo averci pagato le tasse): quelli partono spensierati<br />

per il giro del mondo. “Quando voi celebrerete il vostro<br />

congresso, io sarò a Los Angeles”, ci siamo sentiti rispondere.<br />

Impossibile insistere; se butti lì che la California è<br />

zona sismica vieni seppellito sotto un’alzata di spalle.<br />

Ma gli altri? Non sanno quello che si perdono. Mai modo di<br />

dire è apparso più denso di contenuti concreti. Potrà anche<br />

apparire incredibile, ma nei nostri congressi riusciamo<br />

perfino a divertirci. Non c’è quell’atmosfera di sottile<br />

53


assoCiaZione ex aGenti<br />

malinconia o quel clima da reduci sconsolati che potrebbe<br />

supporre chi non ne ha ancòra fatto l’esperienza.<br />

Si parla anche di lavoro, certo, perché sono pochi quelli<br />

che hanno staccato definitivamente. Questa tutto sommato<br />

è una professione appassionante, difficile da mollare<br />

a cuor leggero, salvo qualche caso patologico, nessuno<br />

si offenda; è una professione che ti fa sentire vivo e<br />

non la puoi sostituire completamente con quelle bazzecole<br />

che vanno sotto il nome di hobby. è bello diluirne la<br />

pratica con l’avanzare degli anni, ma quando ti ritrovi “in<br />

ambiente” non pesa affatto ritornare nell’abito consueto.<br />

Ma con spirito più lieve, con animo più disteso, con quel distacco<br />

che ti consente di sentirti padrone degli eventi, non<br />

di esserne succube. Bene, tutto questo andava detto, per<br />

descrivere l’atmosfera che si respira nei nostri incontri.<br />

Che infatti dedichiamo a ben altro. Liquidata la parte istituzionale,<br />

vale la pena di riassumere per chi non c’era<br />

e a titolo di esempio per chi ci sarà in futuro le nostre<br />

quattro giornate di Rimini.<br />

Prima giornata, il congresso vero e proprio, ne abbiamo<br />

appena parlato.<br />

Seconda giornata: Ravenna e la magnificenza dei mosaici<br />

bizantini. Imperatori, imperatrici, santi in trionfo e vescovi<br />

operosi sono tutti lì, rilucenti di ori e smalti, ti guardano<br />

dall’alto, severi e irraggiungibili; anche le dame più<br />

chiacchierate ti buttano in faccia l’opulenza dei loro gioielli<br />

e la pietas della loro fede esibita e non c’è gossip in<br />

grado di intaccarne l’autorevolezza.<br />

Noi ci ritroviamo piccoli, estatici di fronte a tanto secolare<br />

splendore. La guida spiega e illustra e ci sentiamo<br />

trasferiti in un clima da cui usciremo in qualche misura<br />

arricchiti; anche i più distratti cercano di carpire qualcosa<br />

da mantenere dentro di sé, il piccolo riflesso di un<br />

mistero svelato.<br />

Perché Ravenna? E perché, il giorno<br />

successivo, Urbino? Vale la pena di fornire<br />

una breve spiegazione. è costante<br />

politica dell’associazione organizzare i<br />

propri incontri nei cosiddetti centri minori<br />

(domani si vedrà), quelli meno frequentati<br />

dal turismo di massa ma non<br />

meno ricchi di valori, da quelli culturali<br />

a quelli gastronomici, circostanza da<br />

non trascurare. Tutti conoscono Roma<br />

e Firenze, per fare un esempio; quindi<br />

perché tornarci affrontando costi più<br />

elevati e i mille ostacoli organizzativi<br />

connessi all’invasione delle masse turistiche?<br />

L’Italia è grande, bella e piena di<br />

sorprese. Basta non abbandonarsi alla<br />

pigrizia del risaputo e il piacere della<br />

scoperta cancellerà ogni scetticismo.<br />

54<br />

Prendiamo l’esempio di Urbino (terza giornata). Non è un<br />

borgo sconosciuto, ma certamente non è una delle città<br />

d’arte più frequentate. Tuttavia custodisce un gioiello,<br />

nelle collezioni del palazzo ducale, che da solo, come si<br />

usa dire, ripaga della relativa scomodità di un viaggio fra i<br />

primi selvaggi contrafforti dell’Appennino marchigiano.<br />

Non voglio atteggiarmi a esperto di cose artistiche e<br />

quindi mi limito a testimoniare la mia emozione quando,<br />

fra tanti dipinti che farebbero l’orgoglio, che so, di un<br />

qualsiasi museo statunitense ma in Italia costituiscono<br />

ordinaria ancorché pregevole amministrazione, mi appare<br />

un ritratto di fanciulla, una delle due opere raffaellesche<br />

custodite nel suo luogo di origine, che per l’atteggiamento<br />

e i tratti del viso è conosciuto come “La Muta”,<br />

ma “parla”, parla con occhi che più espressivi non si potrebbe<br />

e ti verrebbe voglia di rivolgerle la parola anche<br />

sapendo che non troverai risposta, se non fosse che ogni<br />

suono umano romperebbe l’incantesimo di un incontro<br />

privato così intenso e coinvolgente.<br />

E poi, sarà meno nobile, ma non dimentichiamo il cotè<br />

gastronomico della spedizione.<br />

è con queste esperienze che si arriva al termine del nostro<br />

incontro. Talvolta faticoso, perché visitare i luoghi<br />

dell’arte richiede di scarpinare, anche per qualche ora, e<br />

le risorse atletiche non sono sovrabbondanti nel nostro<br />

gruppo. Ma ne è valsa la pena, ne vale la pena, nonostante<br />

qualche mugugno.<br />

Arriva infine il quarto giorno, quello degli arrivederci.<br />

Ognuno riprende la propria strada, con la promessa di<br />

ripetere l’avventura, che ogni volta si è rivelata piacevole<br />

e ricca di stimoli positivi. Sarà così? Ci lavoriamo sopra,<br />

senza mettere limiti al domani. E domani, come già abbiamo<br />

detto, si vedrà.


Le famiglie come<br />

ammortizzatori sociali<br />

di Sergio Albesano<br />

In Italia, come in quasi tutti i principali paesi industrializzati,<br />

il ruolo dello Stato nel finanziamento del welfare è<br />

preponderante. In molte circostanze le amministrazioni<br />

pubbliche, centrali e locali, sono il soggetto principale, se<br />

non l’unico, anche nell’attività di gestione e di erogazione<br />

delle prestazioni sociali e sanitarie.<br />

ania<br />

Ovunque il progressivo invecchiamento della popolazione,<br />

lo sviluppo della tecnologia medica e le crescenti<br />

aspettative in materia di salute e benessere, insieme<br />

con il rallentamento, per molti versi fisiologico, dei ritmi<br />

di espansione delle economie avanzate, richiedono di<br />

ripensare le modalità di funzionamento del sistema di<br />

55


FondaZione ania peR la siCuReZZa stRadale<br />

sicurezza sociale, per assicurarne nel tempo equità sociale<br />

e sostenibilità economica.<br />

Il Italia le dinamiche descritte sono in atto già da tempo,<br />

anche se se ne è cominciata a percepire la rilevanza<br />

solo di recente. Se da un lato ciò ha portato ad avviare<br />

una profonda riforma del nostro sistema pensionistico,<br />

dall’altro non si osservano ancora iniziative significative<br />

in altri importanti settori del welfare, come la sanità e<br />

le polizze long term care. Per molti anni, infatti, le conseguenze<br />

della progressiva insufficienza della copertura<br />

sociale pubblica sono state mitigate dall’importante integrazione<br />

mutuata dalle reti informali, a partire dalla<br />

famiglia allargata.<br />

Di queste tematiche si è discusso a Milano il 30 novembre<br />

in un convegno intitolato “Verso un nuovo sistema di<br />

architettura sociale per la famiglia. Rischi economici e<br />

domanda di assicurazione” organizzato dall’ANIA presso<br />

La Fondazione ANIA per la sicurezza stradale è stata<br />

insignita a fine dell’anno scorso di un riconoscimento<br />

di notevole importanza. Infatti la campagna “Pensa a<br />

guidare”, voluta dalle compagnie per sensibilizzare gli<br />

automobilisti sui rischi da guida distratta, ha ottenuto<br />

il premio Aretè. Lunedì 15 novembre nella sede di Confindustria<br />

è stato consegnato alla Fondazione il “Premio<br />

Confindustria alla comunicazione sociale” all’interno della<br />

VII edizione del “Premio Aretè alla comunicazione responsabile”.<br />

Il riconoscimento è stato una vera e propria<br />

sorpresa in quanto i responsabili della Fondazione sono<br />

stati informati solo al momento dell’ufficializzazione. Il<br />

premio Aretè è di alto valore, anche in considerazione<br />

del fatto che beneficia dell’adesione del Presidente della<br />

Repubblica e viene destinato a imprese di rilevanza nazionale<br />

e internazionale. Il presidente della Fondazione<br />

Sandro Salvati ha dichiarato: “è un successo di tutto il<br />

settore assicurativo perché rappresenta la testimonianza<br />

di quanto sia apprezzata la nostra battaglia per la<br />

56<br />

il Circolo della stampa. L’Associazione, con il patrocinio<br />

dell’Istituto per la Ricerca e lo Sviluppo delle Assicurazioni<br />

(I.R.S.A.), ha avviato un progetto di ricerca coordinato<br />

dalla professoressa Agar Brugiavini dell’università Cà<br />

Foscari di Venezia e dal professor Tullio Jappelli dell’università<br />

Federico II di Napoli, con l’intento di stimolare<br />

una riflessione sul modo in cui sviluppare un mercato<br />

assicurativo privato equo ed efficiente in un contesto nel<br />

quale le famiglie si trovano in misura crescente ad affrontare<br />

rischi non coperti dal sistema pubblico.<br />

Dopo la presentazione dei due studiosi, è seguita una tavola<br />

rotonda alla quale hanno partecipato tra gli altri il<br />

direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, e il<br />

vice presidente della XI commissione permanente lavoro<br />

e previdenza sociale del Senato, Tiziano Treu. Infine ha<br />

concluso il presidente dell’ANIA Fabio Cerchiai.<br />

Due premi alla Fondazione<br />

tutela della vita e la riduzione degli incidenti stradali e<br />

conferma la visibilità del ruolo sociale delle compagnie<br />

di assicurazione.”<br />

Il premio Aretè ha seguito di poche settimane l’altrettanto<br />

importante riconoscimento che è arrivato alla Fondazione<br />

dall’Unione Italiani Giornalisti dell’Auto (U.I.G.A.) che, in<br />

occasione dell’annuale assemblea che si è svolta a Firenze<br />

dal 15 al 17 ottobre 2010, ha insignito la Fondazione<br />

dell’Award 2010 per la sicurezza stradale. (S. A.)


L’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

di Orbassano<br />

di Leo Giovannelli<br />

Piazza Umberto I<br />

La prima volta che fui ad Orbassano, era l’anno 1950,<br />

viaggiavo sul trenino-tramway che collegava Torino a<br />

una delle tante località della cintura. Appena il convoglio,<br />

gremitissimo, avanzando a lato della strada statale,<br />

entrò sibilando nella stazione di Orbassano, rivissi le<br />

impressioni che mi aveva suscitato il transito al grande<br />

scalo ferroviario di Bologna.<br />

Quella stazione mi sembrò rappresentativa di una località<br />

importante. Circondata da piccoli edifici alternati a<br />

palazzotti signorili, c’erano alcune file di binari con vivaci<br />

movimenti di merci e di persone. Un ferroviere, con<br />

tanto di paletta e cappello, percorreva il marciapiede<br />

annunciando l’arrivo di un convoglio proveniente dalla<br />

direzione opposta: qui infatti si incrociavano i treni il cui<br />

percorso avveniva su binario unico. La folla zigzagava<br />

tra i bagagli generando un’inevitabile animazione. Ne dedussi<br />

che Orbassano, nome finora del tutto sconosciuto,<br />

dovesse essere una località importante.<br />

I miei ricordi si riallacciano a un momento storico che<br />

un’aGenZia, una Città<br />

appena sessant’anni fa non aveva assegnato a questo<br />

comune il ruolo di appendice della metropoli torinese;<br />

anzi emergeva la dignitosa identità di un centro agricolo<br />

e commerciale antico e autosufficiente, punto di riferimento<br />

per tutto il circondario.<br />

Oggi quel paese non esiste più. Ha subìto una trasformazione<br />

radicale per effetto del grande sviluppo urbanistico<br />

ed economico del dopoguerra. Lambita dai tentacoli<br />

della grande Torino, oggi dobbiamo parlare di una città<br />

di circa venticinquemila abitanti, centro residenziale ma<br />

anche industriale e commerciale di prim’ordine, un agglomerato<br />

dai connotati socio-culturali non ben definiti,<br />

caratterizzato da una disarmonica espansione, tra antiche<br />

casette più o meno ristrutturate che nascondono orti<br />

e cortili e palazzoni di otto-dieci piani inframmezzati da<br />

enormi gru tuttora in movimento. Una località nuova che<br />

deve ancora scrivere la sua storia.<br />

Il nostro agente, Alessandro Lampertico, quarantatre<br />

anni, sposato, è nativo di queste terre. Non è, come si<br />

57


un’aGenZia, una Città<br />

potrebbe pensare, uno dei tanti immigrati che qui si sono<br />

insediati richiamati dalle sirene industriali, la FIAT soprattutto.<br />

“Sono davvero pochi gli abitanti originari di Orbassano”,<br />

spiega Lampertico, “tant’è che oggi è sempre più<br />

difficile sentire parlare il dialetto così come facevano<br />

i nostri vecchi”.<br />

In questo sviluppo frenetico, sia urbanistico sia sociale,<br />

dell’antica località non restano tracce nè storiche nè artistiche.<br />

Restano i ricordi, spesso dolorosi, tenuti in vita<br />

dagli affreschi murali sulle pareti di molte case con i<br />

quali un volenteroso pittore locale ha voluto immortalare<br />

suggestivi momenti del passato e ritratti di cittadini<br />

famosi o benemeriti.<br />

Tra le memorie più dolorose spicca la tragedia bellica<br />

del trenino-tramway, già menzionato, avvenuta il 10<br />

gennaio 1945 alle porte di Orbassano. Citiamo dai giornali<br />

dell’epoca: “L’attacco avvenuto nelle prime ore del<br />

pomeriggio è stato svolto contro un convoglio partito da<br />

Torino: quattro caccia bombardieri alleati, abbassatisi<br />

in picchiata con le mitragliatrici di bordo, investivano i<br />

passeggeri che, abbandonato il treno, di corsa cercavano<br />

riparo tra i campi. Passando e ripassando più volte<br />

sul convoglio hanno letteralmente falciato la folla degli<br />

inermi seminando la strage.” Una delle vittime fu il<br />

prof. Alberto Percival, ultraottantenne, già vice-primario<br />

dell’ospedale San Giovanni di Torino e direttore del sanatorio<br />

Birago di Vische. La morte lo raggiunse mentre<br />

58<br />

stava recandosi ad assistere un paziente che aveva in<br />

cura. Quarantatre i morti, un centinaio i feriti.<br />

Uno degli affreschi sopra indicati immortala le celebrità<br />

locali: dal volto di Sonia Gandhi, che visse la giovinezza<br />

a Orbassano dove i genitori hanno tuttora un esercizio<br />

commerciale, a quello del cardinale Carlo Maria Martini<br />

la cui famiglia ha radici in questa terra. Ovviamente altri<br />

illustri e benemeriti figurano nell’album pittorico dei<br />

ricordi, immortalati per le loro opere di bontà, per il loro<br />

spessore culturale e scientifico, per i prestigiosi ruoli<br />

pubblici ricoperti nell’ambito delle istituzioni.<br />

Ma cerchiamo di guardare la realtà odierna attraverso<br />

l’occhio del comparto assicurativo del quale l’agenzia<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Orbassano costituisce una componente<br />

di primo piano sia per quanto riguarda la struttura organizzativa<br />

sia per il ruolo di preminenza che esercita<br />

nell’ambito territoriale.<br />

“Come avrete notato”, precisa Lampertico “siamo ubicati<br />

nel cuore della città, dove si concentrano le strutture<br />

di quasi tutte le compagnie assicurative. Lasciatemi<br />

dire però, senza falsa modestia, che quella della <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong>, sulla piazza, è l’agenzia più importante. Si tratta,<br />

infatti, di un’agenzia storica, fondata nel 1963 da mio padre<br />

Domenico, scomparso poco più di un anno fa. La sua<br />

impronta di uomo positivo, rigoroso, che sapeva guardare<br />

lontano, è ancora viva in tutti noi. Il lavoro da lui svolto,<br />

anche dopo il pensionamento, è stato fondamentale sia<br />

per lo sviluppo della clientela sia per la formazione di<br />

Alessandro Lampertico con i colleghi della rete commerciale esterna Claudia Gianotti, Maurizio Monticone e Fabrizio Picca


tanti bravi collaboratori. Portava con sé una dose di entusiasmo<br />

e di positività tale che era in grado di ribaltare<br />

anche le situazioni più scabrose, come quella volta che,<br />

dopo aver subìto pesanti controlli da parte dell’ispettorato<br />

del lavoro, ovviamente senza riscontri negativi, riuscì<br />

a guadagnarsi la fiducia dei due ispettori iscrivendoli<br />

alla grande famiglia dei soci di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>. Entrambi<br />

sottoscrissero una polizza!”<br />

Altri tempi e certamente altre situazioni. Oggi Orbassano<br />

avverte pesantemente la grande crisi dell’industria perché<br />

qui tutti lavorano presso fabbriche del terziario (cioè<br />

per la Fiat) che faticano a raccogliere commesse. C’è una<br />

ansiosa attesa per le note vicende di Mirafiori da cui dipendono<br />

le sorti di tante altre attività.<br />

“Effettivamente”, continua Lampertico, che è agente dal<br />

2003 “ci troviamo al centro di un sistema industriale che<br />

da un lato ha costruito la fortuna del territorio ma dall’altro<br />

l’ha snaturato. è scomparsa l’attività agricola, quella<br />

che caratterizzava i tempi dei nostri padri, anche se il<br />

Comune con la sagra del sedano rosso ha voluto ripristinare<br />

la celebrazione di un prodotto che si coltiva solo da<br />

noi. Ma questo è folklore.”<br />

Eppure la città non ha perduto la sua vocazione di luogo<br />

concentrico soprattutto sul piano commerciale. Orbassano<br />

non può essere definita una città dormitorio; qui<br />

durante tutta la giornata c’è gente per la strada, sulle<br />

piazze, nei negozi; c’è insomma una certa vivacità e non<br />

soltanto il mercoledì, giorno del mercato. La gente arriva<br />

dai paesi vicini, riempie le scuole (di ogni ordine e grado),<br />

sbriga pratiche amministrative. C’è poi il richiamo<br />

dei nuovi grandi centri commerciali sorti come funghi e<br />

tuttavia “se mi consentite”, aggiunge l’agente “c’è anche<br />

una tranquilla integrazione fondata su un diffuso senso<br />

Un flash sul business<br />

L’agenzia di Orbassano mira a conquistare sempre il<br />

podio in tutti i programmi di incentivazione proposti<br />

dalla compagnia. Recentemente, infatti, ha avuto<br />

l’oppotunità di partecipare alla regata organizzata a<br />

Porto Venere per i vincitori del programma Horizon<br />

2010, che premiava, in particolare, i migliori risultati<br />

sviluppati nella produzione del ramo vita premi<br />

ricorrenti. Tale esperienza, a detta di Lampertico, si<br />

è rivelata molto emozionante e vissuta con un vero<br />

gioco di squadra. L’attenta analisi del business,<br />

grazie anche alla struttura organizzata, permette<br />

all’agenzia di perseguire gli obiettivi annui in modo<br />

costante, assiduo e con campagne mirate su target di<br />

riferimento specifici.<br />

L’agente Alessandro Lampertico<br />

un’aGenZia, una Città<br />

civico che regola i rapporti sociali. Vorrei citare, come<br />

piccolo ma significativo esempio, il fatto che le strisce<br />

pedonali sono rigorosamente rispettate da tutti, cosa<br />

ben lontana dal trovare applicazione in altre località o<br />

città come Torino.”<br />

Il territorio che interessa l’agenzia è piuttosto esteso anche<br />

se relativamente poco popolato (appena centomila<br />

abitanti). Esso comprende località importanti dove operano<br />

una ventina di collaboratori, tra interni ed esterni,<br />

che almeno fino all’anno scorso hanno reso il turn over<br />

pari a zero! Le subagenzie meccanizzate si trovano a Rivalta,<br />

Bruino, Volvera, Borgaretto e Beinasco.<br />

Quanti soci conta l’agenzia?<br />

“Circa novemila, portatori di oltre dodicimila polizze”, risponde<br />

Lampertico. “Sono assicurati di target medio o<br />

basso, per lo più nel settore che chiamiamo retail, quali<br />

del resto esprime l’economia della zona: cioè famiglie,<br />

piccole imprese, professionisti. Del resto io credo che<br />

una compagnia assicurativa mutua come la <strong>Reale</strong> debba<br />

porsi come primo target proprio la famiglia, raggiunta<br />

attraverso il rapporto umano che consente di spiegare<br />

nel dettaglio i benefici della mutualità e di riscuotere<br />

consenso. Ma naturalmente abbiamo anche soci di prima<br />

grandezza: il più importante, per dimensioni, fama e<br />

portafoglio, è il gruppo C.I.P. (Compagnia Industriale Profilati),<br />

un’azienda che non esito a definire di eccellenza<br />

nel settore della carpenteria metallica pesante, la quale<br />

fornisce componentistica speciale a grandi gruppi ferroviari,<br />

aeronautici, petroliferi e simili. Abbiamo poi una<br />

rinomata clinica privata, convenzionata con il servizio<br />

sanitario nazionale, che molti, soprattutto i cardiopatici,<br />

conoscono bene: Villa Serena a Piossasco.”<br />

In questo contesto quali prospettive si aprono per il futuro<br />

immediato del vostro lavoro?<br />

“Come tutti, anche noi dobbiamo tirare la cinghia ma<br />

non possiamo permetterci di perdere posizioni. Faremo<br />

il possibile per mantenerle (e gli indicatori ci dicono<br />

59


un’aGenZia, una Città<br />

L’agente con i suoi collaboratori<br />

che raggiungeremo questo obiettivo); poi ripartiremo di<br />

slancio non appena si apriranno gli spiragli della ripresa.<br />

Siamo organizzati per farlo”.<br />

Per sostenere i prodotti e il marchio l’agenzia svolge anche<br />

attività di marketing mirato. “Ma ci regoliamo di volta<br />

in volta. Soprattutto ci basiamo sulle richieste formulate<br />

dai collaboratori in occasione di eventi che avvengono<br />

sul territorio. Non facciamo mai mancare la presenza del<br />

nostro spazio promozionale sul periodico locale ma non<br />

abbiamo ancora pianificato i progetti su questo fronte.”<br />

Alessandro Lampertico manifesta un forte orgoglio per<br />

la sua appartenenza al gruppo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>: “Ho respirato<br />

l’aria della <strong>Reale</strong> fin da bambino: mio padre, che vedeva<br />

in me il suo successore, esigeva rigorosamente che<br />

imparassi ogni funzione, ogni aspetto dell’attività assicurativa.<br />

Ricordo che giocavo in casa con i gadget della <strong>Reale</strong>,<br />

il famoso datario cubico di legno, il portachiavi con<br />

la lucina e mi asciugavo con l’accappatoio della <strong>Reale</strong>,<br />

scribacchiavo sulla carta intestata della <strong>Reale</strong>… Nel tempo<br />

libero facevo anche la gavetta in agenzia: archiviavo<br />

le pratiche, svolgevo le commissioni, imparavo il più possibile<br />

dalle impiegate, dai subagenti, da tutto ciò che mi<br />

circondava.”<br />

60<br />

E continua: “Oggi sono anche promotore finanziario e attendo<br />

con impazienza di poter aprire un locale, resosi finalmente<br />

disponibile, che considero strategico: è sul fronte<br />

strada, proprio qui all’angolo del palazzo. Sarà lo spazio<br />

di Banca <strong>Reale</strong> e avrà la massima evidenza e funzionalità.<br />

Mio padre, accanito fautore dell’iniziativa della banca fin<br />

dalla sua costituzione, finalmente vedrà realizzato il sogno<br />

di assegnare a questa attività una visibilità e un’attenzione<br />

degna del ruolo. Lo sappiamo bene che i tempi sono duri,<br />

ma credo che ci siano tutte le premesse per uno sviluppo<br />

commisurato all’importanza della funzione.”<br />

Anche i locali dell’agenzia, oggi troppo angusti, saranno<br />

tra pochi mesi ampliati. Sono stati acquisiti, infatti, quelli<br />

di un appartamento confinante e le dimensioni diventeranno<br />

finalmente commisurate al primato che la compagnia<br />

vanta sulla città di Orbassano.<br />

L’amico Lampertico è un simpatico comunicatore che<br />

parla col sorriso dell’ottimista e con la serenità della<br />

persona sicura di sé. “Appena posso”, confessa “piglio la<br />

bicicletta e vado. Abito in un piccolo e delizioso paese<br />

poco distante da qui, dove non arrivano i fumi delle ciminiere<br />

e si respira un clima di dolce rilassamento. Circondato<br />

da boschi, montagne e ruscelli mi piace andare in<br />

giro da solo, raccogliere funghi e castagne, immergermi<br />

nella natura. Forse mi comporto un po’ da orso ma è questo<br />

che amo, senza altri grilli per la testa. Dopo di che si<br />

torna al lavoro, dandoci dentro a coordinare l’attività di<br />

questa bella agenzia che espone un marchio di prestigio,<br />

oggetto della generale ammirazione.”<br />

Il <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> a Orbassano<br />

Il <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è rappresentato a Orbassano<br />

anche dall’agenzia di Italiana gestita da Cinzia e<br />

Nadia Cornara.


il nostro gruppo

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