Dopo la scuola? Che impresa! - Confindustria Padova

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Il curriculum vitae

GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI

Dopo la scuola?

Che impresa!

il colloquio di lavoro


GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI

Dopo la scuola?

Che impresa!

Il curriculum vitae

Il colloquio di lavoro


Il curriculum vitae

Sono principalmente due i motivi per cui non puoi

permetterti di prendere alla leggera il compito di

compilare il tuo curriculum vitae.

• Il primo è che alla lettura del CV il selezionatore dedica mediamente 30 secondi,

compresa la lettera di presentazione. Se non sarai capace, in così poco tempo, di

attirare la sua attenzione sugli elementi che più lo possono interessare, il destino

del tuo CV e delle tue speranze sarà immediatamente segnato.

• Il secondo motivo è che nelle interazioni umane la prima impressione è spesso

determinante nel definire il proseguo della relazione, e la prima impressione che

il selezionatore si fa di te come persona e come professionista in parte è dettata

dalla lettura del tuo CV: un selezionatore esperto dovrebbe saperlo e saper ridurre

gli effetti di questi “errori”, ma spesso il selezionatore è una persona che svolge

questo compito “a tempo perso”, senza essere né psicologo né essersi formato in

modo adeguato. L’impressione che se ne ricava, non è del tutto errata, è che un

candidato che ha impiegato tempo, energie e soldi per stilare un bel curriculum

vitae è probabilmente più motivato e professionalmente più maturo di chi stende

su un foglio, in modo disordinato e superficiale, quattro notizie su di sé.


A cosa serve?

È il primo e principale strumento per cercare

lavoro.

Consente il primo scambio significativo di

informazioni tra il candidato e l’azienda,

anche se spesso la comunicazione è

unidirezionale.

Quando descrivi il tuo profilo, l’obiettivo

è presentarti all’azienda in modo tale che

ciò che dici e come ti racconti colpiscano il

destinatario tanto da far emergere il tuo CV

dalla massa di quelli giornalmente ricevuti

dall’azienda.

Il compito del tuo CV è quello di superare

il cosiddetto “screening”, cioè lo spoglio

dei CV che arrivano sulla scrivania del

selezionatore.

Occasioni in cui può

essere presentato:

>> Per rispondere ad un annuncio su un

giornale

>> Per inviarlo ad aziende potenzialmente

interessate

>> Per presentarlo alle società di

consulenza e di selezione che

raccolgono candidature.

Come farsi notare?

Nel pensare alla stesura del CV, considera i

seguenti aspetti:

Il CV deve essere confezionato in base al

suo destinatario. Questo non vuol dire

che dovrai stendere tanti curricula quanti

sono le imprese alle quali lo spedirai.

Semplicemente, in alcuni casi potrà essere più

utile evidenziare alcune tue caratteristiche e

tacerne altre che potrebbero risultare inutili

o male interpretabili. In molti casi, quanto il

target di riferimento è omogeneo, può andar

bene la stessa stesura per più aziende.

Per migliorare la leggibilità delle

informazioni contenute nel CV, questo deve

essere suddiviso in sezioni che raccolgono

informazioni tra loro congruenti. Le sezioni

che seguono (dati anagrafici, percorso

scolastico, ...) possono essere utilizzate a

questo scopo. In molti casi, però, può essere

più funzionale ed efficace una suddivisione

congruente con il tipo di informazione da

comunicare.

Ad esempio, chi conosce una lingua a

livello scolastico e sa usare solo Word può

raggruppare queste informazioni in una

generica sezione “Conoscenze”. Altri, invece,

dovranno prevedere una sezione specifica

per le conoscenze linguistiche ed una per le

conoscenze informatiche.

All’interno di ogni sezione è solitamente

preferibile ordinare le informazioni in ordine

cronologico inverso, cioè partendo dalla

più recente. In alcuni casi può però essere

più conveniente ordinare le informazioni in

ordine di importanza.

È bene che il CV non occupi più di due

facciate. Se uno è così fortunato da avere

molte informazioni da comunicare, può

anche permettersi di scegliere quelle più

importanti indicando, nella lettera di

presentazione, che nel CV sono riportate solo

le esperienze più significative.

Se non sono espressamente richiesti,

non allegare documenti, foto ne indicare

referenze. Queste ultime non devono

comunque sembrare delle raccomandazioni:

devono quindi, nel caso, essere esplicitamente

relazionate alla propria professionalità


Grafica del curriculum Cosa evitare

Nella “società dell’immagine” un curriculum

“formattato” male suscita una pessima

impressione.

Ma la motivazione più importante per cui

la grafica va curata è che un’impostazione

corretta è più funzionale al recupero delle

informazioni che interessano, e quindi

aumenta la possibilità che il selezionatore ti

valuti in modo completo.

Prova ad immaginare i dati uno dietro l’altro,

come se fossero il testo di un libro. Senza

paragrafi, grassetti o linee.

Per poter trovare la qualifica del candidato

il selezionatore deve leggersi tutto il testo.

Inoltre, avrebbe più difficoltà a farsi un’idea

del numero dei lavori fatti e dei periodi nei

quali il candidato ha lavorato.

È importante, allora, impostare il curriculum

vitae in modo tale che le informazioni che

più vogliamo far notare siano effettivamente

colte per prime.

Come già detto, il selezionatore è disposto

a dedicare pochi secondi alla prima lettura

del curriculum vitae: in quei pochi secondi ti

giochi la possibilità che egli consideri in modo

più approfondito le tue caratteristiche e le

confronti con quelle degli altri candidati.

Ecco perché è importante che non trovi alcun

ostacolo nel reperimento delle informazioni

che sta cercando.

Come già accennato, è importante che

il curriculum vitae sia redatto in modo

schematico e le sue informazioni siano

raccolte in categorie specifiche. All’interno

delle categorie, che sceglierai in base alle

informazioni che vorrai comunicare, le

informazioni devono essere ulteriormente

strutturate in modo che sia immediatamente

raggiungibile, ad esempio, la mansione

svolta, o altro.

Per verificare se la stesura finale del tuo

curriculum è efficace, prova a farlo leggere

per una ventina di secondi ad una persona

che ti conosce poco, e poi verifica se ha

recepito le informazioni che più avresti

voluto leggesse.

È una tecnica di valutazione semplice ma

efficace.

Indichiamo anche l’autorizzazione a utilizzare

i dati nel curriculum stesso ai sensi della

legge 196/03 (legge sulla privacy).

Ricordiamo sempre la firma in originale.

il curriculum vitae

>> Non allegare la foto a meno che non sia

espressamente richiesto

>> Non menzionare mai soldi

>> Indirizzare il curriculum a persone

specifiche e non a enti/aziende/

organizzazioni astratte

>> Evitare gli errori di ortografia, per

distrazione, ignoranza o perché ci si

avventura nello scrivere parole straniere.

Quindi occorre rileggere con cura quanto

scritto.

>> Le bugie hanno le gambe corte. Evitare

quindi di mentire (si sarebbe comunque

smascherati durante il colloquio)

>> Cercare di non essere troppo supponenti

o arroganti (non fatevi dire “modestia a

parte!”)

>> Non cedere alla tentazione di “vendersi

troppo”

>> Evitare la presenza di macchie, ritocchi o

correzioni

Un curriculum

efficace deve:

>> Evitare di finire nel cestino!

>> Creare una prima impressione favorevole

>> Stimolare l’interesse verso il candidato ed

attirare l’attenzione sulle risorse

>> Essere attraente all’occhio e corretto nella

forma

>> Risultare come invito, per chi legge, ad

approfondirlo, convocando la persona a

colloquio


Regole di contenuto

SINTETICITÀ: essere conciso nelle parole e

ricco nei fatti

COMPLETEZZA: essere esauriente,

riportando tutte le informazioni essenziali

per la valutazione del candidato. L’obiettivo

è dimostrare di aderire il più possibile al

profilo della posizione richiesta.

ORIGINALITÀ: personalizzare la forma e

i contenuti per catturare l’attenzione del

lettore: equilibrio e senso della misura, ma

anche gradevolezza e simpatia. Non esiste

un curriculum buono per tutte le stagioni

e per tutte le aziende; occorre mirare bene

all’interlocutore prescelto e all’obiettivo per

cui ci si candida: evitare il curriculum in

fotocopia!

SINCERITÀ: non barare sulle informazioni

riportate.

Regole di forma

Meglio scritto con un Personal Computer che

manoscritto (salvo richieste per valutazioni

grafologiche).

Il nome va scritto rigorosamente prima del

cognome.

Il curriculum deve essere inviato con

una lettera di accompagnamento che ha

lo scopo di indicare la ragione per cui si

è inviato il curriculum vitae ma, essendo

la prima cosa che legge il selezionatore,

deve anche saper catturare l’attenzione

dell’interlocutore invogliandolo a leggere

con interesse il curriculum allegato,

soprattutto ciò che vuoi evidenziare. Essa

deve, in non più di mezza pagina, chiarire in

modo credibile i motivi per cui si presenta

domanda di lavoro o di collaborazione,

evidenziare brevemente i punti forti di

chi scrive rimandando alla lettura del

curriculum vitae per informazioni più

puntuali, ed indicare disponibilità o

impedimenti.

Quali contenuti scrivere

Non è facile riassumere in una “minibiografia”

la varietà degli aspetti che ci

contraddistinguono.

Fortunatamente però le aziende non hanno

interesse a sapere molte cose su di noi e

perciò i punti da trattare nel CV sono pochi.

Nel CV non occorre assolutamente inserire

descrizioni pseudopsicologiche della propria

personalità, referenze altisonanti (o non

del tutto vere), accentuazioni eccessive di

eventuali difficoltà economiche, notizie

troppo minuziose su fatti marginali.

Le sezioni del CV

DATI PERSONALI

Nome Cognome

Indirizzo

Numero di telefono e cellulare

eventuale fax

Indirizzo posta elettronica

Luogo e data di nascita

Stato civile

STUDI E FORMAZIONE

La seconda sezione da inserire è quella che

riporta informazioni relative al proprio titolo

di studi e a corsi frequentati e che riguardano

il lavoro da svolgere.

Nel riportare il diploma di maturità o di

laurea, indica esattamente il titolo di studio

e l’eventuale indirizzo scelto, l’istituto presso

il quale lo hai conseguito, l’anno in cui è stato

conseguito, e la votazione finale. Inserisci

qui anche le esperienze di formazione o

specializzazione post-diploma o post-laurea.

Altri corsi qualificanti, se sono più di uno,

possono essere raccolti nella sezione “Corsi

extrascolastici”.

Lo stesso dicasi per corsi all’estero e le borse

di studio.

Si parte dall’esperienza più recente, fino al

diploma superiore (si possono includere corsi

di specializzazione e perfezionamento, borse

di studio, tirocini formativi)

Esempi

- 2007: Diploma Magistrale conseguito presso

l’Istituto….di….con la votazione di…..

- Febbraio - Marzo 2007: Corso di Inglese Commerciale,

durata 100 ore, presso l’Istituto……di…..


ESPERIENZE PROFESSIONALI

Le precedenti esperienze di lavoro sono

considerate, a torto o a ragione, come indicatori

privilegiati per conoscere le competenze di un

lavoratore in quanto si suppone che queste

esperienze possono aver fatto acquisire

conoscenze e capacità adeguate alla posizione

da ricoprire.

Se è vero che le informazioni ricercate in questa

sezione sono prevalentemente quelle relative

ad esperienze avute nel campo per il quale

ci si è candidati, va però anche considerato

che spesso il selezionatore utilizza questa

sezione per farsi un’idea della “personalità” del

candidato.

Giungere alla laurea, ad esempio, senza aver mai

effettuato un’esperienza di lavoro, comprese

quelle non qualificanti come il lavapiatti nel

week-end, o senza aver partecipato ad attività

di gruppo in associazioni può essere letto

come segno di mancanza di intraprendenza o

di mancanza di equilibrio nella persona.

Questo è il motivo per cui è importante inserire

in questa sezione, soprattutto per chi non

può vantare esperienze di lavoro inerenti il

settore di interesse, anche esperienze di lavoro

occasionali, stagionali o in nero che però

possono indicare disponibilità ad impegnarsi

per raggiungere i propri obiettivi.

Gli elementi da indicare per ogni esperienza

professionale sono: il periodo in cui si è

lavorato. Il nome dell’azienda e il profilo

professionale ricoperto, mansioni e grado di

responsabilità-

È preferibile partire dalle esperienze più recenti

e andare a ritroso nel tempo.

Esempio:

dal ….. al ……

presso Rossi & Rossi Srl

in qualità di addetto alla contabilità

mansioni svolte: gestione pratiche burocratiche,

rapporti banche e fornitori, partita doppia, fatturazione

e bollettazione.

ESPERIENZE FORMATIVE

La scuola è un’utile strumento per acquisire

una serie di conoscenze di base, ma molto

meno per acquisire uno specifico “knowhow”,

cioè una specifica capacità di svolgere

dei compiti, “fare” delle cose. Tutto ciò va

acquisito sul campo e, soprattutto per coloro

che non hanno ancora maturato esperienze

professionali, è importante indicare altre

esperienze, oltre a quelle più prettamente

scolastiche o lavorative, che sono comunque

altamente professionalizzanti.

>> Lo strumento istituzionalmente deputato

a svolgere questa funzione è lo stage

o tirocinio. Questo tipo di esperienza è

solitamente valutata come una vera e

propria esperienza di lavoro. Ecco perché è

importante poter vantare anche esperienze

di questo tipo soprattutto, ma non solo, se

svolte in ambiti simili a quello al quale ci si

sta riferendo.

>> Esistono però anche esperienze non

istituzionalizzate che indicano la capacità

di saper svolgere una serie di compiti

professionalmente importanti. È il caso, ad

esempio, di chi si occupa della contabilità di

il curriculum vitae

un’associazione di volontariato, gestendo

fondi pubblici e privati su specifici progetti.

Per indicare queste esperienze, usa le

stesse modalità utilizzate per descrivere le

esperienze di lavoro

LINGUE STRANIERE

Per ogni lingua vanno indicate: il livello scritto

e orale, eventuali stage all’estero con esami

finali e attestati vari, anno di ottenimento

degli attestati.

Oltre alla competenza linguistica acquisita

sui banchi di scuola, può essere opportuno

segnalare anche la frequentazione, seppur

breve, di corsi specialistici, così come eventuali

esperienze all’estero.

Se si sono conseguiti attestati specifici, infine,

vale la pena riportarli, sempre se di un certo

livello

CONOSCENZE INFORMATICHE

Indicare gli ambienti operativi (windows, unix)

e i programmi di uso generale (word, excel,

powerpoint) ed eventualmente programmi

specifici per la propria are professionale,

la capacità di utilizzo di internet e posta

elettronica o linguaggi di programmazione

specifici (java, html)


Hobby e interessi personali

Può costituire un ulteriore elemento per la

comprensione del nostro modo di essere,

fornire informazioni relative a interessi

coltivati durante il tempo libero.

Gli interessi extra professionali devono

far emergere le proprie passioni, ciò che

entusiasma.

>> Partecipazione ad attività di associazioni

culturali, di volontariato, sportive

(impegno sociale, capacità di stare in

gruppo, equilibrio)

>> Hobby ed interessi (indicare gli interessi

che denotano curiosità e dinamismo es.

lettura, cinema, viaggi...)

>> attitudini personali

>> disponibilità

buon lavoro!

il curriculum vitae


Il colloquio di lavoro

Colloquio di lavoro, se lo conosci lo superi

Il primo passo è fatto! Hai scritto e spedito il tuo Curriculum Vitae

Bene, ora non resta altro che aspettare la chiamata per affrontare il colloquio di

selezione. Un giorno il telefono squilla… è l’azienda che ti invita a presentarti al

colloquio tanto desiderato.

Subentra subito una sensazione di fierezza: la tua candidatura è stata giudicata

interessante. Ma, poco dopo, ti senti invaso da sentimenti di paura e ansia, con

atteggiamento quasi di inferiorità rispetto all’intervistatore. La scuola è finita!

Abbandona questi atteggiamenti da studente impaurito e affronta il colloquio di

lavoro preparato e calmo.

Innanzi tutto leggi questi pochi, ma utili consigli, che ti permetteranno di

affrontare il colloquio con successo e di uscirne vincitore.


Cos’è

il colloquio di selezione

Il colloquio di selezione è una discussione

in cui dovrai prendere parte attiva, in

cui entrambe le parti hanno un ruolo

importante.

Il candidato interviene, fa domande,

scambia punti di vista e mette in risalto

le sue potenzialità. tieni ben presente

l’obiettivo che è quello di fare emergere

una reciproca convenienza a stabilire un

rapporto di lavoro.

Dovrai vendere le tue capacità, ma anche

valutare, sulla basi di un insieme di requisiti

e di obiettivi, le opportunità di carriera e,

soprattutto, di crescita professionale che

l’impresa vi propone. Non dimenticare che

anche tu devi valutare e scegliere.

Il discorso è troppo vario e variopinto per

cercare di fornire una rigida catalogazione

di possibili repliche e poi è ovvio pensare

che ognuno abbia pronta una buona

risposta. Ma pensiamo anche che consigli

ed esempi come questi, possano in certi

casi tornar utili.

È il momento più delicato della ricerca

di lavoro. Il tuo curriculum è stato letto

e apprezzato, hai superato la prima fase,

quella di screening, ora è importante

affrontare il colloquio nel modo giusto.

Tipi di colloquio

FINALITÀ

CONOSCITIVO/MOTIVAZIONALE:

si cerca di ottenere il maggior numero di

informazioni su caratteristiche personali del

candidato e sulla motivazione a ricoprire quel

ruolo professionale.

TECNICO:

sono valutate le competenze di natura tecnicoprofessionale

del candidato.

MODALITÀ

INDIVIDUALE:

il candidato è solo di fronte ad uno o più

esaminatori.

DI GRUPPO:

diversi candidati partecipano in contemporanea

ad un colloquio che può essere tenuto da uno

o più esaminatori. I candidati sono coinvolti in

discussioni o simulazioni di lavoro.

Per molti candidati il colloquio rappresenta uno

scoglio duro. Pur possedendo titoli, esperienza

e un curriculum qualificato, può succedere

che debbano far posto a un candidato che si

“presenta meglio” in sede di colloquio.

Allora che cosa significa “presentarsi meglio” in

sede di colloquio?

Essere preparato e sicuro di sé dipende dal

candidato. Un candidato deve essere in grado

di rispondere a domande dell’intervistatore

in maniera accettabile (non necessariamente

giusta) e possedere qualche conoscenza

dell’attività offerta e del posto di lavoro a cui

aspira.

Si tratta davvero delle caratteristiche

fondamentali del “modello” di candidato che

“si presenta bene” in sede di colloquio.

È chiaro che ci sono altri aspetti che i datori di

lavoro cercano in relazione a impieghi specifici

– essere autonomi, flessibili, concreti – aspetti

collegati al lavoro e alla preferenza dell’azienda

per quanto riguarda i suoi dipendenti.

Il datore di lavoro cercherà inoltre di colmare

le lacune entrando più nello specifico sulle

mansioni: in altre parole, oltre all’esperienza e

alle qualifiche che possano essere documentate,

insisterà sugli aspetti personali. L’intervistatore

si darà da fare per accertare che il candidato sia

in possesso delle qualità e capacità personali

che l’azienda richiede.

Dove

Di solito il colloquio di lavoro viene organizzato

nella sede dell’azienda di destinazione o presso

la sede della società di consulenza incaricata.

Con chi

L’interlocutore può essere:

>> il titolare

>> un consulente esterno;

>> un selezionatore interno;

>> il tuo futuro responsabile;

>> un alto dirigente.


I momenti classici di

un colloquio di lavoro

Prima impressione: stretta di mano,

contatto oculare. Attenzione all’apparenza:

abbigliamento, capelli, buone maniere,

postura.

>> Convenevoli: presentazioni, spezzoni di

conversazione informale, brevi commenti.

>> Discussione sul background formativo e

professionale

>> Discussione sugli obiettivi lavorativi del

candidato.

>> Discussione sull’interesse che il candidato

ha per l’organizzazione.

Illustrazione da parte del selezionatore del

profilo ricercato dall’azienda.

Conclusione.

Istruzioni per l’uso

PRIMA DEL COLLOQUIO Rileggi il tuo

curriculum per essere pronti a raccontarlo o

ad approfondirlo.

Raccogli, quando possibile, informazioni

sull’azienda. Per esempio: il numero dei

dipendenti, gli eventuali successi ed

insuccessi, le caratteristiche organizzative, le

caratteristiche del settore nel quale opera.

L’iniziativa in questo senso è sempre

stata valutata positivamente e dimostra

propositività, interesse e automotivazione.

Preparati una buona autopresentazione:

basta essere sinceri e limitarsi a raccontare

le proprie esperienze formative e lavorative

con naturalezza, senza esagerare e senza

neanche sottovalutarvi troppo e puntando

sull’intenzione di valorizzare tutto ciò che serve

a farti apparire adatto al lavoro in generale e a

quello in particolare.

Arriva puntuale, se non con qualche minuto

d’anticipo. Accertati quindi della data, dell’ra e

del luogo dell’incontro.

Per quanto riguarda il modo di vestire segui il

tuo senso dell’estetica, ricordandoti però che il

senso comune di tutti gli uomini porta a stupirsi

se si pratica jogging in giacca e cravatta o se si

va al lavoro in tuta da ginnastica.

Porta con te il tuo CV e dimostrati sorridente,

guarda negli occhi il selezionatore, rifletti

prima di rispondere e scandisci bene le parole

mantenendo un tono di voce controllato e

colloquiale, indice di tranquillità.

L’atteggiamento quando parli non dev’essere

di chiusura, per esempio, evita le braccia

conserte o posizioni di estreme rilassatezza

che potrebbero risultare fittizie.

Dimostrati collaborativo ed esprimi interesse

per il lavoro, chiedi informazioni dettagliate

sulle mansioni, sulle prospettive professionali,

senza affrontare subito l’aspetto economico.

Preparati a rispondere a svariate domande,

soprattutto sulla tua formazione scolastica e

sulle precedenti esperienze di lavoro. Domande

come queste hanno risposta facile.

Mentre è bene saper rispondere a questioni

il colloquio di lavoro

inerenti la sfera emotiva, creativa e cognitiva.

Queste, infatti, sono le domande più varie

e anche quelle più temute. Un esempio di

domanda di questo genere è:

>> Qual è il tuo sogno nel cassetto?

>> Come ti vedi tra 10/15 anni?

Per quanto riguarda domande come queste,

dipende dalle tue ambizioni e dalle tue

esigenze.

C’è chi, dopo una formazione di studi scientifici

e dopo esperienze di lavoro attinenti e coerenti

con gli studi condotti e con gli interessi ambiti,

vuole diventare un ingegnere piuttosto che

un insegnante e, c’è invece chi, dopo studi

in matematica e università di economia, al

momento del colloquio si trova a rispondere

che tra dieci anni si vede con figli e famiglia.

Motiva la scelta dei tuoi studi oppure, che cosa

credi di poter fare? Una possibile risposta al

primo quesito sarebbe, per esempio, l’interesse

alla letteratura, e quindi agli studi umanistici

in generale.

Così, una formazione tipo potrebbe

iniziare dalla scelta del liceo classico, alla

frequentazione di università orientate all’area

della comunicazione o a lettere moderne.

E poi gli stage frequentati, il diploma e la

laurea ottenuti, potrebbero rappresentare

buone basi per affrontare, per esempio, un

lavoro caratterizzato al coordinamento in

team, piuttosto che per posizioni manageriali,

o particolari attitudini ad interagire con le

persone, rispondendo così alla domanda sul

che cosa sai fare.


Rispondi sempre e comunque con chiarezza.

I punti di forza? Grande senso organizzativo,

I punti di debolezza? Diplomazia a rischio, nei

momenti di stress.

Oppure: - Perché dovrebbe lavorare per la

nostra azienda?

Perché penso di essere la risorsa giusta per voi,

perché rispondo a

tutte le caratteristiche richieste, perché la

vostra linea di prodotti,

la vostra filosofia d’azienda e il settore in cui

opera, sono tutti elementi

per me di grande interesse e motivazione, e

così via.

Domande tipiche

PERSONALI

Hanno lo scopo di ottenere informazioni sulle

caratteristiche personali del candidato al fine

di individuare le competenze trasversali utili a

ricoprire un determinato ruolo professionale.

Esempi:

Mi parli di Lei …/ Si presenti…

Cosa si aspetta dal suo futuro? Quali sono i

Suoi progetti futuri?

Quali sono le Sue qualità e i suoi difetti? Quali

sono i Suoi punti di forza e di debolezza?

Quali sono stati i Suoi maggiori successi?

PROFESSIONALI ED EXTRAPROFESSIONALI

Hanno lo scopo di ottenere informazioni sulle

competenze acquisite e sui risultati ottenuti sia

in campo professionale (esperienze lavorative

retribuite e non) sia in campo extraprofessionale

(attività di volontariato, associazionismo,

gruppi formali ed informali).

Esempi:

Mi parli brevemente delle sue esperienze

professionali

Perché ha lasciato i precedenti lavori?

Perché dovremmo assumere Lei? Perché si è

candidato per questa posizione? Cosa sa della

nostra azienda?

Quanto pensa di guadagnare?

LEGATE ALL’ITER FORMATIVO

Hanno lo scopo di ottenere informazioni sul

livello di scolarizzazione e sulle conoscenze

acquisite nelle diverse esperienze formative

(corsi aziendali, corsi di Formazione

Professionale, stage formativi, etc.).

Esempi:

Qual è stato il Suo percorso di studi?

Perché ha scelto quel tipo di studi?

Ritiene la Sua formazione ormai completata?

DURANTE IL COLLOQUIO

Impostare nel modo migliore un colloquio di

lavoro, confrontandosi con le domande che

ricorrono più frequentemente e imparando

a valorizzare le proprie caratteristiche ed

esperienze.

Concentrarsi sull’interlocutore ponendosi in

situazione di ascolto attento.

Condurre il colloquio attivamente ponendo

domande pertinenti per chiarire i propri dubbi.

Non avere fretta e non guardare l’orologio in

continuazione: lascia che sia il tuo interlocutore

a scandire il tempo.

Controllare l’ansia e i messaggi non

verbali cercando di dimostrare interesse e

motivazione.

Considerare l’esaminatore non come un

giudice, un inquisitore ma come una persona

con dei valori, dei dubbi e delle incertezze.

Pensa alla persona che ti sta esaminando come

ad un potenziale cliente al quale dimostrare la

tua lealtà per acquistarne la fiducia.

QUALI DOMANDE FARE AL

SELEZIONATORE

E’ importante prepararsi alcune domande

che è utile fare all’intervistatore. Sarà così più

facile dimostrare il proprio interesse per quella

posizione lavorativa.

Sull’organizzazione

>> “Come potrebbe descrivere lo stile di

direzione della sua organizzazione?”

>> “Come sarà influenzata nei prossimi 3-4

anni questa organizzazione dall’andamento

del mercato?”

>> “Sulla base di quali parametri l’azienda

definisce una persona “di successo”?”

>> “Quali sistemi di valutazione vengono

utilizzati in questa organizzazione?”


“Quali ritiene siano i punti di forza e i punti di

debolezza della sua organizzazione?”

>> “Che cosa l’ha spinta ed interessarsi di questa

organizzazione e ha fatto si che decidesse di

rimanervi?”

Sulla posizione

>> “Mi potrebbe parlare dei progetti nei quali

ultimamente è stato impegnato chi ha

lavorato in questa posizione organizzativa?”

>> “Quale sviluppo di carriera è previsto per

questa posizione?”

>> “Come vengono responsabilizzate le

persone?”

Non fare subito domande sulla parte economica,

ma lascia che l’argomento venga affrontato

dal selezionatore: ricordati che in genere viene

trattato in un colloquio successivo.

Saluta cordialmente, una stretta di mano

calorosa e un sorriso lasciano sempre un buon

ricordo; ringrazia e chiedi quali saranno i passi

successivi. Non mostrarti impaziente di avere

una risposta. Se stai valutando altre proposte,

fallo presente con gentilezza. Nessuno è

indispensabile, tanto meno una persona

arrogante.

il colloquio di lavoro


l’assunzione


GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI

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Il curriculum vitae

Il colloquio di lavoro


in collaborazione con:

per informazioni:

Confindustria Padova Divisione Scuola Impresa

Via E.P. Masini, 2 - 35131 PADOVA

Telefono: 049.8227.218 • Fax 049.8591236

E.mail: scuola@confindustria.pd.it

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