Virginia Strano e la Chiave di Re Salomone - Caponata Meccanica

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Virginia Strano e la Chiave di Re Salomone - Caponata Meccanica

ossa. La rotta che avevano seguito era tracciata da

spilloni dalla testa di celestina e passava ben lontano

dalle fortezze e dai fari militari dell'Emiro. “Ci siamo,

signorina Stranodisse solamente e infilzò l'ultimo

spillone blu accanto al sigillo dorato posizionato in

mezzo alla carta. La loro destinazione. Il Sepolcro di

Alarico.

Virginia raggiunse il periscopio di chiglia, lo estrasse

fino alla profondità massima e cercò di riconoscere ad

occhio la catena montuosa che stavano sorvolando, a

quasi un miglio di altezza. Valli scure, contrafforti

ricoperti di boschi e picchi bassi ma scoscesi,

illuminati dalla luna. Era la prima volta che sorvolava

la terra dei Vatheq e non aveva punti di riferimento,

ma confidava nell'esperienza di Cinnabar e nelle

indicazioni della Mappa di Abulafia: Lì dove due picchi

si stagliano e un aspro torrente, eccetera eccetera...

Ritirò il periscopio e chiese di nuovo il parere del

capitano. “Siamo proprio sopra la valle che cercate”

disse quegli “e stiamo per passare in mezzo alle due

cime. Meglio di così non avrei saputo portarvici.”

“Ben fatto, Capitano Cinnabar. Trovate un ricovero

tranquillo dove nascondere l'aeronave e restate in

attesa del nostro rientro.”

Si rivolse poi al suo gigantesco compagno. “Ebbene,

Kadmos, la Mappa è alquanto esplicita da adesso in

poi. Sul fondo della gola scorre un ruscello freddo e

impetuoso. Dobbiamo trovare un punto dove atterrare

con gli ornitotteri, risalire a piedi le rapide e trovare

l'accesso al sepolcro. Potremmo esser di ritorno in

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