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SPEDIZIONE IN A.P.-70%-MILANO<br />

LIVE THERAPY<br />

CD IN PERDITA? DAL VIVO LA MUSICA VINCE SEMPRE<br />

L'ACQUA DI TREVI<br />

ROMA: CHI SI OCCUPA DELLA FONTANA PIÙ FAMOSA DEL MONDO<br />

BIPEDI PINNATI<br />

COME PESCI SOTTO IL PELO DELL'ACQUA, MA SONO UMANI<br />

LA CITTà COME NON L’AVETE MAI VISTa • 03/07/05 • EURO zero<br />

40<br />

LUGLIO-AGOSTO


SOMMARIO|LUGLIO-AGOSTO<br />

7 URBAN VOCI<br />

13 URBAN DREAMS<br />

14 URBAN WOMEN<br />

16<br />

URBAN Mensile - Anno 5, Numero 40 - 03.07.05<br />

REDAZIONE<br />

BESTIARIO NOTTURNO<br />

20 MAI DIRE MAJOR<br />

22 ANFIBI SI NASCE<br />

26 AMBRA COMUNQUE<br />

29 BOLOGNA LA SANTA<br />

32 OSSERVATO SPECIALE<br />

37 CHI ASSETA I TRITONI?<br />

43 MODA: DOWN BY THE SEA<br />

49 SHOPPING<br />

51<br />

URBAN GUIDA FILM<br />

LIBRI<br />

53<br />

55<br />

MEDIA 57<br />

MUSICA 58<br />

TEATRO 61<br />

69 LIA CELI: IL MORBO DELLA ZUCCA PAZZA<br />

79 UNURBAN<br />

redazione@urbanmagazine.it<br />

direttore responsabile: ALBERTO CORETTI<br />

a.coretti@urbanmagazine.it<br />

art director: NICOLA CIOCE<br />

n.cioce@urbanmagazine.it<br />

caporedattore: FLORIANA CAVALLO<br />

f.cavallo@urbanmagazine.it<br />

segreteria di redazione: ROSY SETTANNI<br />

r.settanni@urbanmagazine.it<br />

(Registrazione Tribunale di Milano: n.286, 11.05.01)<br />

presidente: IVAN VERONESE<br />

amministratore delegato: MATTEO VIOLA<br />

m.viola@urbanmagazine.it<br />

amministrazione: VERONICA ANASTASIA<br />

v.anastasia@urbanmagazine.it<br />

distribuzione: CITRUS ITALIA s.r.l. (tel. 02-48519577)<br />

Susanna Sivini: susanna@citrus.it<br />

fotolito: BODY&TYPE<br />

via San Calocero 22, 20123 Milano<br />

stampa: CSQ (Centro Stampa Quotidiani),<br />

via dell’industria 6, Erbusco (Bs)<br />

Sarà il caldo, sarà l’insonnia, ma vagabondando<br />

in bici dopo mezzanotte il vero rischio è quello<br />

di scoprire una città in preda a creature ostili e<br />

minacciose...<br />

Forse non prenderanno il disco di platino, ma in<br />

tournée fanno sempre il botto. Alla faccia di chi li<br />

aveva dati per finiti<br />

Un irresistibile richiamo ancestrale? Un contatto<br />

più profondo con l’elemento vitale per eccellenza?<br />

Tutto questo, e forse altro ancora, per spingere<br />

comuni terrestri metropolitani a pinnare a più non<br />

posso all’Idroscalo di Milano. Appena sotto il pelo<br />

dell’acqua<br />

Da enfant prodige a mamma. E adesso che è di<br />

nuovo incasellabile tutti la cercano.<br />

Ma l’indole è quella di dieci anni fa, quando<br />

investì come un ciclone la patria tivvù<br />

Lunga vita alla fontana di Trevi! Sì, grazie al nuovo<br />

impianto idrico e all’operosità degli addetti alla<br />

manutenzione. Anche se, ogni lunedì mattina,<br />

mettono a secco zampilli e cascatelle turbando<br />

l’acquatica quiete delle statue<br />

ARTE 63<br />

CLUB 65<br />

BAR E RISTORANTI:<br />

MILANO 66<br />

PUBBLICITÀ<br />

sales manager: AUGUSTA ASCOLESE<br />

a.ascolese@urbanmagazine.it<br />

key account: ALFONSO PALMIERE<br />

a.palmiere@urbanmagazine.it<br />

SILVIA SATURNI<br />

s.saturni@urbanmagazine.it<br />

URBAN ITALIA srl<br />

via Valparaiso 3, 20144 Milano<br />

tel. 02-48519718 / fax 02-48518852<br />

Una società del gruppo<br />

EUROPEAN FREE MEDIA SA<br />

ROMA 68<br />

TRIVENETO 71<br />

BOLOGNA 73<br />

TORINO 75<br />

NAPOLI 77<br />

copertina di: Zefa<br />

URBAN 5


URBAN VOCI<br />

Tim Marrs<br />

PRONTI AI BLOCCHI!<br />

Proprio così: giorno dopo giorno, chi prima e chi dopo,<br />

stiamo per lasciare senza rimpianto quei lidi metropolitani<br />

che per il resto dell’anno ci sembrano l’unico<br />

posto dove sia possibile vivere, per tuffarci nel nostro<br />

mare preferito. Se però, anche per un solo attimo, fossimo<br />

in grado di sottrarci all’istinto di fuga, riusciremmo,<br />

mai come ora, ad apprezzare una città diversa. Una città<br />

in cui i vuoti prevalgono sui pieni, una città che per<br />

oltre un mese si consegna nelle mani di chi rimane.<br />

Lo scorrere del tempo rallenta; strade, piazze e monumenti,<br />

alleggeriti di macchine ed esseri umani, acquistano<br />

un’altra prospettiva.<br />

Tra i superstiti c’è chi proprio non parte, chi partirà<br />

quando torneranno tutti, oppure chi si ritrova in città,<br />

tra una spiaggia e l’altra: anche se per poche ore, la<br />

sensazione di appartenere a una piccola tribù padrona<br />

di una grande prateria è immediata. Ci si sente turisti<br />

LETTERE<br />

COMUNI E LUOGHI COMUNI<br />

Gentile redazione,<br />

anche voi siete caduti in un luogo comune: nell’articolo<br />

I predatori dell’alba proponete il binomio attività fisica/levataccia<br />

come indissolubile. Per tenersi in forma<br />

non è necessario alzarsi presto, ciascuno può dedicarsi<br />

al proprio sport preferito quando meglio crede, senza<br />

particolari controindicazioni.<br />

Emilio Bellini, Bari<br />

Caro Emilio,<br />

pur sforzandoci in tutti modi di non caderci, dichiariamo<br />

subito di non essere vaccinati contro i luoghi comuni!<br />

Ciononostante, il binomio corsa/levataccia ha un senso<br />

non tanto per il fisco quanto per la mente. Uscire di casa<br />

prima che la città si svegli regala un’immagine degli<br />

spazi davvero fuori dal comune.<br />

LUGLIO-AGOSTO 40 hanno collaborato con noi:<br />

shirin amini<br />

azazel&nanou<br />

andrea baffigo<br />

iris bell<br />

bruno boveri<br />

maria broch<br />

ciro cacciola<br />

valentina cameranesi<br />

christian carosi<br />

cesare cicardini<br />

daniele coppi<br />

faust<br />

andrea frazzetta<br />

mirta lispi<br />

michiko ikeda<br />

paolo madeddu<br />

paolo monesi<br />

matteo moretti<br />

cinzia negherbon<br />

mirta oregna<br />

leonardo onetti muda<br />

raffaele panizza<br />

del luogo in cui si abita e con questa disposizione<br />

mentale i cantieri stradali contro cui di solito si impreca<br />

si possono trasformare, durante una pedalata notturna,<br />

in onirico zoo per creature mostruose. Si scopre che gli<br />

unici veri uomini-pesce esistono all’Idroscalo di Milano<br />

o che a Roma la fluentissima fontana di Trevi ogni lunedì,<br />

alle sette del mattino, viene prosciugata. Oppure,<br />

ancora, che Bologna la rossa nasconde all’ombra dei<br />

suoi portici reliquie e riti religiosi, tanto da poter essere<br />

tranquillamente ribattezzata Bologna la santa!<br />

igor principe<br />

leo rieser<br />

francesca roveda<br />

roy<br />

laura ruggieri<br />

fabio scamoni<br />

sieska<br />

marta topis<br />

gianni troilo<br />

alessandra voltan<br />

URBAN ti trova a: MILANO · ROMA · BOLOGNA · TORINO · NAPOLI · BARI · VERONA · PADOVA · FIRENZE · PALERMO<br />

Valentina Cameranesi<br />

DONNA SULL’ORLO...<br />

ALBERTO CORETTI<br />

a.coretti@urbanmagazine.it<br />

Caro direttore,<br />

credo che il mio identikit possa corrispondere a quello<br />

della giornalista che per voi si occupa della rubrica<br />

<strong>Urban</strong> Women. Single, over 30, perennemente in caccia,<br />

e, fisicamente parlando, dico ancora la mia. Ma allora<br />

perchè, al contrario di quanto accade a lei, sono di<br />

quelle che se una sera va al ristorante macrobiotico<br />

non viene abbordata proprio da nessuno? La città non<br />

è poi così generosa di incontri con me. Tutto sommato,<br />

io mi accontenterei anche di un serial lover...<br />

Eva Quintiliani, Roma<br />

Cara Eva,<br />

il problema è forse quello di disvelare troppo facilmente<br />

di essere “in caccia”. Per sopravvivere nella giungla<br />

metropolitana una single smaliziata deve saper dissimulare:<br />

se per allontanare un branco di squali-seduttori<br />

indesiderati una certa dose di aggressività può essere<br />

l’arma vincente, quando si è “in caccia” è fondamentale<br />

fingersi preda fino all’ultimo.<br />

DON’T FORGET VERONA<br />

Gentile direttore,<br />

da qualche mese trovo <strong>Urban</strong> a Verona, me lo leggo<br />

molto volentieri e gli faccio un’ottima pubblicità con<br />

i miei amici. Constato, però, che nonostante la distribuzione,<br />

la mia città non trova spazio editoriale sulle<br />

pagine del magazine. Mi sento trascurato!<br />

Guglielmo Parenti, Verona<br />

Caro Guglielmo,<br />

che dire, hai perfettamente ragione. Però se sbirci nella<br />

Guida, già da questo numero puoi leggerti la pagina<br />

dedicata ai locali di Vicenza, Padova e, ovviamente,<br />

Verona... Soddisfatto?<br />

URBAN 7


URBAN VOCI<br />

© Andrea Baffigo<br />

LUCI A PALERMO<br />

Non basterebbe l’intera pagina per raccontarvi tutto quello che succede quest’estate al Kals’art<br />

Festival di Palermo. Una scusa in più per visitare questa splendida città che, fino al 15 settembre,<br />

diventa un palcoscenico a cielo aperto, con un concentrato di eventi artistici, musicali, letterari e<br />

cinematografici in grado di stravolgere un intero quartiere, il Kalsa. Che per l’occasione presta le sue<br />

piazze, le vie, i monumenti e i palazzi storici agli artisti venuti da tutto il mondo, come il celeberrimo<br />

David La Chapelle: ha allestito 50 enormi riproduzioni fotografiche sugli edifici in costruzione o in<br />

avanzato stato di degrado, caratterizzando il territorio urbano con la vivacità cromatica che contraddistingue<br />

il suo lavoro. Inoltre, otto tra i più importanti designer italiani come Marco Bellini, Denis<br />

Santachiara, Michele De Lucchi, Italo Lupi, Pierluigi Cerri, Italo Rota e Paolo Rizzato si confrontano<br />

sul tema dell’arredo urbano, realizzando diverse e originali installazioni di luce. Un bel modo per<br />

portare l’arte in città, anche perché gli eventi sono tantissimi e quelli a pagamento costano da 3 a 5<br />

euro. Per saperne di più anche su musica, video e performance: www.kalsart.it. |AB|<br />

EMIDIO<br />

SI (E CI)<br />

AFFIGGE<br />

Non pensavamo di arrivare a tanto, ma<br />

<strong>Urban</strong> ci è scappato di mano! I nostri lettori<br />

più affezionati se lo ricorderanno: sul numero<br />

di dicembre scorso era uscito un articolo<br />

su Emidio Antoci, un eccentrico pittore di<br />

Trastevere noto per appendere strani pupazzi<br />

alla finestra di casa. L’artista ha talmente<br />

apprezzato che, oltre a farsi registrare una<br />

cassetta audio con l’articolo, ha tappezzato<br />

il suo quartiere e Monte Verde vecchio con<br />

centinaia di fotocopie. Sui muri, sui pali della<br />

luce, ovunque! “Ne parlano tutti” afferma<br />

Emidio, “la notizia è arrivata anche a Pechino,<br />

Berlino, persino alla Casa bianca”, che pare<br />

voglia distruggere i suoi pupazzi per non far<br />

scoppiare la III Guerra mondiale... Un successone,<br />

emulato anche da altre riviste che successivamente<br />

hanno intervistato il “principe<br />

di Trastevere”. Il quale lamenta, però, di aver<br />

speso miliardi per fare tutte quelle fotocopie<br />

e, in cambio dell’ennesimo articolo, di non<br />

aver visto neanche una lira! |AB|<br />

URBAN 9


URBAN VOCI<br />

CARTOLINE<br />

DAL FUORIBIENNALE<br />

C’è chi, come americani in smoking, giapponesi o signore over 60, si è fatto pettinare in piazza<br />

San Marco da una serie di performer piuttosto contagiosi, senza capire ma ridendosela. Chi si è<br />

baciato, truccato o fotografato davanti agli specchi che chiudevano porte e finestre della sede del<br />

CNR, gli importasse o meno che quella fosse un’installazione d’arte. O chi, invece, ha reagito urlando<br />

“What’s that, what’s that!” alla vista di un coniglio dal grande occhio blu che si aggirava per<br />

il trendissimo campo Santa Margherita. Insomma, ne sono usciti in tanti straniti e contenti...<br />

La responsabilità, manco a dirlo, ricade tutta su FuoriBiennale, il “fuorisalone dei fuorisaloni” (visto<br />

che ci accompagnerà per altri quattro lunghi mesi), che con i suoi eventi e performance nei giorni<br />

dell’inaugurazione della Biennale ha sconquassato Venezia e le varie tribù che si aggiravano per<br />

calli, campi e campielli. Ma chi non c’era e si è perso tutto non disperi. In scaletta c’è già Nuovo<br />

Cinema Paradiso, un autentico festival video con tanto di proiezioni di opere dei maggiori videoartisti<br />

internazionali direttamente sui palazzi storici di Vicenza. Le info, come sempre, su www.<br />

fuoribiennale.org.<br />

DISEGNI<br />

DI SUONO<br />

La memoria rappresentata attraverso la moda, il teatro e il video.<br />

Aspetti eterogenei della stessa realtà, che gli studenti dell’Istituto<br />

Europeo di Design di Milano hanno fatto convergere in una<br />

sfilata, Circuiti cerebrali riverberanti, svoltasi il 30 giugno durante<br />

l’ultima Settimana della Moda. Un progetto condiviso con Antonio<br />

Marras, che per l’occasione ha messo a disposizione la sua eredità<br />

artistica fatta di ricordo e nostalgia. Un aspetto che ormai pervade<br />

quasi ogni forma di comunicazione moderna, con la moda e le sfilate<br />

chiaramente in prima fila, e che da ottobre diventerà l’oggetto<br />

di un nuovo corso triennale di studi all’Istituto Europeo di Design.<br />

Il primo del suo genere in Italia, per colmare un vuoto didattico<br />

e culturale che formerà la prima generazione nostrana di Sound<br />

Designer non autodidatti. Futuri professionisti del sonoro, per il<br />

web, per il cinema e per la moda.<br />

Info: www.ied.it. |AB|<br />

URBAN 11


URBAN DREAMS<br />

LA CITTÀ CHE NON C’È<br />

Non c’è più spazio<br />

per inventare niente,<br />

la metropoli è piena<br />

come un uovo sodo.<br />

Eppure, per una piazza<br />

dall’altra parte del mondo<br />

come per la strada sotto<br />

casa, qualcuno continua<br />

a immaginare qualcosa<br />

di nuovo...<br />

di Daniele Coppi<br />

ARCHITETTURA<br />

MUNDIAL<br />

Monaco, Germania – Se proprio in questi mesi Londra celebra l’opera<br />

di Herzog & de Meuron con una grande mostra alla Tate Modern (fino<br />

al 29 agosto), a Monaco si è da poco avverato un altro dei loro “sogni”<br />

urbani: l’Allianz Arena, il grande stadio costruito in vista dei mondiali<br />

di calcio del 2006. Con questa opera, lo stadio calcistico entra di diritto<br />

nella categoria degli edifici di grande rilevanza pubblica, come lo<br />

sono stati in passato lo stadio di Olimpia o il Colosseo a Roma, spazi<br />

collettivi in cui l’architettura ha un ruolo determinante. Il modello di<br />

stadio è quello tradizionale inglese senza spazi per l’atletica e 66<br />

mila posti a sedere coperti; inoltre la particolare sezione permette di<br />

ospitare 106 executive suite. Ma la vera particolarità è la possibilità di<br />

proiettare una cascata di colori sul rivestimento esterno lucido formato<br />

da elementi regolari a forma di losanga: così, durante le manifestazioni<br />

notturne, lo stadio prende la forma di una conchiglia curva traslucida,<br />

come icona pubblica della città.<br />

AL DI LÀ DEL PORTO<br />

Napoli, Italia – MED,<br />

Mediterranean Environmental<br />

Deck, è il nome che il gruppo di<br />

progettazione Boeri Studio ha<br />

scelto per il piano di riqualificazione<br />

dell’area monumentale del<br />

porto di Napoli. La proposta, che<br />

alla fine si è classificata al terzo<br />

posto nella seconda fase del relativo<br />

concorso, meritava certamente<br />

miglior fortuna e prevedeva un<br />

ambito intermedio e autonomo<br />

tra gli spazi del porto e quelli<br />

urbani, il Med park appunto, destinato<br />

all’accoglienza passeggeri<br />

e turisti ma anche a servizio della<br />

città, con una rete di infrastrutture<br />

a basso impatto ambientale.<br />

Compresa la risistemazione del<br />

porto, il costo della realizzazione<br />

del monumentale progetto era<br />

previsto per 82 milioni di euro.<br />

MONOLITE IN LAGUNA<br />

Venezia, Italia – Finalmente Venezia avrà il suo nuovo Palazzo del Cinema, che a prima<br />

vista apparirà come un grande volume opaco. Il progetto prevede il totale rispetto del<br />

contesto del Lido, sia per le architetture sia per gli elementi naturali, senza rinunciare al<br />

massimo di visibilità ed espressività: si intuisce una sorta di “realismo magico”, un compromesso<br />

in grado di creare una composizione in cui si integrino la piazza, il mare e il<br />

giardino. A fare da perno all’intera opera è la grande sala da 2400 posti, vetrata verso il<br />

giardino, affossata nel terreno, lunga circa 90 metri, rivestita di un sistema composito di<br />

resina e materiali naturali color terra, che la rende metafisica e senza una precisa scala<br />

architettonica. Le sale piccole e le altre funzioni ricettive sono invece previste su un unico<br />

livello sottoterra. Autori dell’opera vincitrice del concorso, il gruppo 5+1 & Rudy Ricciotti.<br />

URBAN 13


URBAN WOMENdi Faust<br />

In città una single incallita sta<br />

troppo bene. I guai iniziano quando<br />

si avvicinano le vacanze<br />

Tic-tac. Tic-tac. Tic-tac. Il conto alla rovescia è ormai<br />

iniziato e comunque ormai alla vacanza manca meno<br />

di un mese. Caldo, zanzare, città pietrificata e il domandone<br />

stagionale sempre più incombente: “E tu, che<br />

cosa fai? Dove vai di bello?”.<br />

Mi guardo intorno e non c’è nessun altro. Impossibile<br />

far finta di niente. Lo aveva chiesto a me. “Non ho<br />

ancora deciso”. Scelgo una risposta diplomatica, vaga,<br />

comunque veritiera. Ma forse non sufficientemente<br />

14 URBAN<br />

ANSIE<br />

DA VILLEGGIATURA<br />

chiarificatrice della mia scarsa voglia di affrontare l’argomento.<br />

E di conseguenza lascio spazio alla seconda<br />

domanda. “E con chi vai?”. Impertinente. Ma ti sembrano<br />

cose da chiedere? Fammi una proposta, dimmi<br />

dove diavolo vai tu piuttosto. Inutile tentare di evadere<br />

la questione. In fondo, ha ragione lui. Ormai è tempo<br />

di guardare in faccia la realtà. E di prenderla di petto.<br />

Un lavoro io l’ho. Una casa io l’ho (Battisti docet). Un<br />

fidanzato, no. Ergo: mi devo organizzare le vacanze da<br />

sola.<br />

Analizziamo la situazione. Evitare le amiche con famiglia,<br />

hanno una scaletta stabilita al millesimo secondo.<br />

Luglio rigorosamente al mare con i bimbi: spiaggia,<br />

pappa, ruttino, riposino e avanti così, all’infinito. Il marito<br />

che cala il venerdì sera e regredisce per due giorni<br />

in uno stato di ipnosi patriarcale per poi ritornare il<br />

lunedì alla sua vera natura di bambino: calcio, birra e<br />

pantofole quando va bene; sesso, droga e rock and roll<br />

(quest’ultimo superfluo dopo i 30) nei casi più gravi.<br />

Agosto nelle fresche aure della montagna, dove il pupo<br />

ci guadagna. “Vuoi passare a trovarci?”. “Grazie, piuttosto<br />

una martel... ehm, ti faccio sapere”. Il rischio di<br />

cacciarsi in trappole noiosissime dove l’unico maschio<br />

libero è il figlio della tua amica che ha due anni è altissimo.<br />

Meglio un posto dove di famigliole e coppiette non ce<br />

ne sia nemmeno l’ombra. Vi dirò di più. Un posto dove<br />

non se ne senta manco parlare. Ecco la soluzione: un<br />

villaggio per single. Ma sei pazza? Vuoi essere carne<br />

da macello? Quelli sono posti per uomini che fanno<br />

turismo sessuale. Quelli più educati ti definiscono una<br />

“ragazza in cerca d’autore”. Il libro dura poco e nella<br />

maggior parte dei casi lascia presagire una trama basata<br />

più su banali istinti che su forti passioni. Anche<br />

questa ipotesi è da scartare definitivamente.<br />

Potrei sempre ripetere le vacanze dell’anno scorso.<br />

L’infornata di urban young people in barca a vela in cui<br />

gli equipaggi sono premiscelati con un giusto compromesso<br />

di coppie, gruppi di amici e qualche frillo o frilla<br />

di turno, che animi l’ambiente. Il frillo che mi piaceva<br />

non mi aveva cagata granché, ma magari quest’anno<br />

mi va meglio, e poi chi se ne frega, dopo tutto basta<br />

distrarsi. “Ah, agosto è già tutto completo? Anche il<br />

catamarano da 1.500 euro a settimana?”.<br />

A questo punto anche i miei genitori cominciano a<br />

preoccuparsi. E si sentono in dovere di venire in mio<br />

soccorso. “Tesoro, sai che per te c’è sempre posto”. Ho<br />

una brandina nel soggiorno di una casetta sul lago in<br />

un paesino di 500 anime, età media talmente alta che<br />

non hanno ancora finito il calcolo. Mamma e papà ci<br />

sono, ma persino la nonna va da un’altra parte... Scusa<br />

nonna, dov’è che vai?<br />

Illustrazione: Valentina Cameranesi


fotografie di Leonardo Onetti Muda - una selezione da In corso<br />

BESTIARIONOTTURNO<br />

Sarà il caldo, sarà l’insonnia, ma vagabondando in bici dopo<br />

mezzanotte il vero rischio è quello di scoprire una città in preda a<br />

creature ostili e minacciose...<br />

testo: Raffaele Panizza / foto: Leonardo Onetti Muda<br />

Ti hanno avvertito, hai già preso altre fregature e lo sai<br />

che comprare il condizionatore sottomarca è un rischio,<br />

che si rompe e poi non ci sono i pezzi di ricambio. Ma<br />

3mila euro no, davvero, si spera che non si spacchi proprio<br />

come è successo adesso, in una notte di luglio che<br />

non sembra neanche una notte, dal caldo che fa...<br />

E allora per non sgusciare nel letto come spigole pescate<br />

o spaccare qualcosa e sudare di più, scendo in strada,<br />

inforco la bici perché sul giornale c’è scritto che c’è molta<br />

gente che lo fa, di incontrarsi di notte e girare la città.<br />

Ma non c’è respiro neanche qui, l’aria non gira e viale<br />

Misurata è piatto e dritto come se non un geometra, ma<br />

un astronomo, l’avesse progettato parallelo all’equatore.<br />

Neanche una discesina per sentire un po’ di vento<br />

in faccia, per asciugare il sudore dell’ennesima notte<br />

insonne dovuta all’afa inevitabile, che si uncina alla stanchezza<br />

dell’ultima canicola vissuta ormai quasi un anno<br />

fa, come se non ci fosse stato in mezzo alcun inverno a<br />

consolare le ghiandole.<br />

A destra e sinistra di questa bicicletta silenziosa scorrono<br />

le luci gialle, i segnali di divieto e i baluginii dei<br />

catadiottri, appesi ai cavalletti che delimitano gli interminabili<br />

cantieri stradali che già lo scorso luglio scorticavano<br />

questa rambla per supercar, dove costruiranno<br />

una corsia preferenziale in mezzo ai lati. E poi centinaia<br />

di lucine rosse, immobili, certamente il riflesso delle<br />

pupille degli operai rimasti in trincea per accaparrarsi<br />

all’alba il primo conteggio di straordinario. Oppure no,<br />

16 URBAN URBAN 17


in realtà durante il giorno sono stati fatti dei prigionieri<br />

che adesso sbirciano il mondo dalle sbarre, visto che<br />

nelle voragini poggiano spesso gabbie arrugginite come<br />

quelle che proteggono i biologi quando si immergono a<br />

sfidare gli squali.<br />

Anche qui crescono mostri, che utilizzano tecniche di<br />

caccia diverse, a differenti ore della notte. Ci sono le<br />

teste rotonde e incrostate di bitume di polipi giganti<br />

che allungano sulla terra i loro tentacoli arancioni, come<br />

i soldati di Matrix che il mondo delle macchine manda<br />

per sconfiggere la nave di Morpheus. Su un cartello l’Asl<br />

elenca ingenuamente il tipo di infortuni in cui si può<br />

incorrere passeggiando per questa Amazzonia di nichel:<br />

caduta, investimento, crollo, folgorazione, malore, altro<br />

(specificare). E si compie nient’altro che il proprio civico<br />

dovere a raccogliere col dito un po’ di polvere depositata<br />

sull’argento ondulato delle recinzioni provvisorie per<br />

scrivere: strangolamento improvviso, smembramento,<br />

portare macete per recidere tentacoli.<br />

Poi ci sono le escavatrici, con la testa appoggiata per<br />

terra come quella dell’ubriaco accasciato qui di fianco,<br />

che ti pestano sotto il mento appena t’avvicini e poi ti<br />

trasportano in un cantiere più lontano, tra via Cernaia e<br />

piazza San Marco, a galleggiare tra la gelatina putrida<br />

del nuovo collettore fognario. E poi il muso da ornitorinchi<br />

impazziti dei trancher, con la loro sega cingolata<br />

piazzata al centro della faccia, che aspettano dietro un<br />

angolo dopo aver squartato il dorso in una grande finitrice<br />

rossa, che adesso sta abbandonata in un angolo<br />

come un astice gettato in strada dopo che gli è stata<br />

strappata tutta la polpa. Grazie al silenzio notturno si<br />

sente finalmente il clangore dei colpi, in tutta la città<br />

divampano gli agguati da lince-camaleonte della guerra<br />

delle macchine, anche se questi due ragazzi che parcheggiano<br />

l’auto ancora in costume, di ritorno dal mare<br />

dopo ore di coda, non sembrano accorgersi di nulla.<br />

Ogni tanto s’incrocia un immigrato che pedala anche lui,<br />

con la testa puntata verso l’alto, ad ammirare i palazzi di<br />

via Washington. Ci sarebbe da urlargli: stupido, guarda<br />

per terra, stai attento al marciapiede sventrato davanti<br />

alla filiale della Deutsche Bank, dove qualche cacciatore<br />

di taglie o di grossi animali ha sistemato una selva di<br />

tagliole gialle, mascherate dietro a una tubazione dell’Aem<br />

gas! Ma sembrano tutti ignari, non credono alla<br />

vita segreta degli oggetti.<br />

Ah, un’altra cosa: camminiamo sopra blocchi di cemento<br />

armato forati da decine di cerchi perfetti, lo sapete? Tali<br />

e quali a quelli di una batteria antiaerea, che ogni tanto<br />

scatenano una guerra profonda che fa tremare la terra<br />

di questa città dichiarata non sismica, ma che si scuote<br />

lo stesso, specialmente di notte, e nessuno si spiega il<br />

perché. Il quartier generale di questa guerra dei mondi è<br />

in via Pirelli 39, al diciottesimo piano, mascherata dietro<br />

gli uffici asettici del Settore manutenzione stradale del<br />

Comune. Si capisce subito, perché c’è ancora una luce<br />

accesa e non dovrebbe, alle 4 del mattino. Ma c’è del lavoro<br />

arretrato e questo lavoro non può aspettare: intervenire<br />

sulle chiuse di Conca fallata, all’alzaia del Naviglio<br />

pavese. Pure all’altezza del ponte sul fiume Lambro, nel<br />

parco Monluè, si muove qualcosa, forse un tagliasfalto<br />

illuminato dalla luce chimica dei lampioni antiaggressione.<br />

Il conflitto si evolve, la lotta sotterranea sta per<br />

diventare subacquea e bisogna girare la bici per tornare<br />

a casa, avvertire tutti, sbarrare le finestre. Domani notte<br />

nuovi mostri anfibi prenderanno il posto di questa stirpe<br />

di creature d’acciaio prese a noleggio e un’onda di fiume<br />

seppellirà finalmente la metropoli. Molti sopravvissuti<br />

festeggeranno in piazza, senza alcun ritegno, completamente<br />

impazziti dalla sberla di frescura.<br />

ANCHE QUI CRESCONO<br />

MOSTRI, CHE UTILIZZANO<br />

TECNICHE DI CACCIA<br />

DIVERSE, A DIFFERENTI<br />

ORE DELLA NOTTE<br />

18 URBAN URBAN 19


MAI<br />

DIRE<br />

MAJOR<br />

Forse non prenderanno il disco di platino, ma in tournée<br />

fanno sempre il botto. Alla faccia di chi li aveva dati per finiti<br />

testo: Paolo Madeddu / illustrazione: Matteo Moretti - Erazero<br />

Cominciamo dai proverbi cinesi – in giro non si parla<br />

d’altro. Uno dei più celebri racconta che sulla riva del<br />

fiume uno aspetta che prima o poi la corrente trasporti<br />

il cadavere del suo nemico. Sta accadendo nella musica.<br />

Tanti artisti che l’industria discografica aveva liquidato con<br />

ironico disprezzo, perché non vendibili, sono sulla riva a<br />

godersi il passaggio del barcone delle multinazionali del<br />

disco. Particolarmente gustoso, immaginiamo, l’ultimo<br />

rantolo dei brillanti manager delle case discografiche,<br />

quelli che hanno strangolato il disco con le proprie mani,<br />

che esalano: “Tutta colpa di pirateria e <strong>download</strong>ing!” e<br />

poi stramazzano. Come se la gente non fosse disposta a<br />

pagare per avere vera musica. Come quella dal vivo – e<br />

non solo i pesi massimi, i Vaschi, gli U2 e i Boss che viaggiano<br />

a 50 euro a show. La spina dorsale della musica in<br />

Italia ormai sono i concerti. E i musicisti non vendibili di<br />

cui sopra, vistisi preferire dai discografici una caterva di<br />

pupazzoni buoni per due settimane di tormentone radio-<br />

fonico, hanno fatto proprio il motto reso celebre da un<br />

film di Totò: Arrangiatevi. E adesso che i pupazzoni vengono<br />

prodotti, come è giusto, direttamente dalla tv (da<br />

noi la De Filippi o Music Farm; in USA American Idol, in<br />

Inghilterra Popstar), i musicisti si affidano al palco. Come<br />

usava prima che fosse inventata la meteora chiamata<br />

disco, si guadagnano da vivere suonando per la gente.<br />

Ce lo confermano quattro band che hanno consolidato<br />

la loro fama “on the road”, concerto dopo concerto, e<br />

alle case discografiche devono poco o niente. Punkreas,<br />

dal 1989 gruppo di riferimento del rock indipendente<br />

italiano. Sud Sound System, una delle primissime “posse”<br />

italiane a coniugare musica tradizionale, ragamuffin e hiphop.<br />

Tre Allegri Ragazzi Morti, imprevedibile rockband i<br />

cui componenti non si mostrano se non in concerto (o in<br />

fumetto). Folkabbestia, festaioli rurali detentori tra l’altro<br />

del record per la canzone più lunga suonata dal vivo (30<br />

ore!). E insieme a loro abbiamo sentito uno che anni fa<br />

al n.1 ci è stato e poi finita la festa si è visto gentilmente<br />

messo alla porta: Ivan Cattaneo. Con loro abbiamo<br />

parlato del mestiere di suonare dal vivo. Con annessi e<br />

connessi…<br />

È vero che a questo punto conviene di più un tour che<br />

un disco e che il disco è una specie di accessorio?<br />

Folkabbestia – Sì, un tour conviene di più e non solo a<br />

noi. I dischi vendono davvero poco e la percentuale che va<br />

a un artista è del 10%. Se, come noi, un gruppo di quattro<br />

persone deve dividere, resta il 2,5%. Le radio? A parte<br />

che non passano musica come la nostra, ma se anche fosse,<br />

i network privati non si segnano i pezzi trasmessi come<br />

fa la Rai. Così, viviamo dei concerti: circa 80 l’anno.<br />

Tre Allegri Ragazzi Morti – Sì, anche se chiaramente se<br />

il disco vola in classifica è un altro discorso. Parlare di un<br />

accessorio però non è corretto, perché il disco rimane comunque<br />

il punto di partenza per i live ed è fondamentale<br />

per diffondere le canzoni ad alto livello.<br />

Punkreas – I tour sono la voce principale dei nostri introiti<br />

e non parlo solo del gruppo, ma anche delle persone che<br />

lavorano con noi: siamo in tutto in dieci a girare l’Italia su<br />

due furgoni. Il cd è una forma di diffusione di quello che<br />

facciamo, ci aiuta a promuovere i concerti.<br />

Sud Sound System – Il discorso è più ampio. Dal fare concerti<br />

hai anche un altro guadagno: il contatto con la gente.<br />

Tante facce, storie, situazioni. Un disco è unilaterale, un<br />

concerto è uno scambio.<br />

Cattaneo – Chi pensa di vendere un disco è un illuso. Io<br />

ho fatto un disco nuovo, uscirà a ottobre. Ma oggi faccio il<br />

conduttore tv e fare un disco per me non ha implicazioni<br />

economiche: lo faccio sperando che qualcuno lo ascolti,<br />

gli piaccia e magari qualche radio lo trasmetta, sarebbe<br />

già una buona cosa. Però i discografici non si sono ancora<br />

accorti che oggi non vendi i dischi ma le persone e di conseguenza<br />

i loro concerti. Ma sai, alla Sony o alla Universal<br />

non frega niente del cantante italiano, loro marciano come<br />

carriarmati per piazzare le Jennifer Lopez o le Beyoncè,<br />

perché questo gli viene ordinato dall’America.<br />

Vendete i vostri dischi a fine concerto? È meglio che<br />

farli distribuire da una casa discografica?<br />

Folka – Sì, li vendiamo. È meglio? Dati alla mano, siamo lì.<br />

Comunque è più facile vendere dal vivo.<br />

Punkreas – Anche se lo facessimo, non sarebbe per ritorno<br />

economico, ma solo promozionale.<br />

Tarm – Si, ma non è meglio di una distribuzione, semplicemente<br />

è più pratico per chi s’è entusiasmato guardando il<br />

concerto e vuole portare a casa un pezzo concreto di ciò<br />

che ha appena vissuto.<br />

Cosa è più pesante, in tutto questo suonare su e giù?<br />

Folka – Gli spostamenti in furgone…<br />

Tarm – Le code in autostrada.<br />

Punkreas – Niente. Mi piace, ci piace, non siamo ancora<br />

alla saturazione per cui tutti i posti, tutti gli alberghi, i palchi<br />

e gli spettatori si somigliano. Per noi stare a casa è una<br />

sofferenza…<br />

SSS – La Finanza! Al sud troviamo tutti i cani antidroga<br />

della regione, e il doppio dei celerini usati per una finale di<br />

Champions. Se un ragazzo viene a vederci portandosi una<br />

canna, il giorno dopo noi facciamo notizia in tutta la zona<br />

per gli arresti… Una barbarie. Il messaggio che passa è<br />

“Non andate a quei concerti”.<br />

Però, nel mettere assieme tante date, vi siete mai ritrovati<br />

a sentirvi fuori contesto, magari in un festival?<br />

Folka – Noi abbiamo una notorietà a macchia di leopardo.<br />

In certi posti ci aspetta tantissima gente, in altri non ci conosce<br />

nessuno e vengono in 50. Ma si suona. Ed è anche<br />

divertente. Bottigliate? Mai prese: non ricordo un concerto<br />

che non sia riuscito.<br />

Tarm – Anni fa, a una fiera del fumetto in un palazzetto,<br />

un venditore molto scocciato dal volume e dal fatto che<br />

distraevamo la clientela ha iniziato a tirarci una serie di<br />

fumetti porno...<br />

Punkreas – La situazione più strana è stata l’Heineken<br />

Jammin’ Festival – sai, prima dei Metallica, mettersi a fare<br />

ska… Temevamo di essere fischiati via. Ma il nostro cantante<br />

ha affrontato il pubblico in modo molto ironico. Molti<br />

di quelli che erano lì sono diventati nostri fan.<br />

SSS – Una volta ci siamo trovati davanti a 400 anziani,<br />

tutti seduti. Ogni tanto i promoter fanno qualche errore di<br />

valutazione… Ma alla fine abbiamo strappato applausi e<br />

sorrisi.<br />

Cattaneo – Fuori contesto mai, io sul palco sono a casa. Ma<br />

al mio debutto, trent’anni fa, al festival di Re Nudo a Milano,<br />

c’erano 100mila persone che mi fischiavano perché mi ero<br />

presentato come gay e dedicavo una canzone al mio amore.<br />

È stato uno choc, il bello è che erano di sinistra… Ma mi è<br />

servito, dopo non mi ha choccato più nulla...<br />

20 URBAN URBAN 21


“Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari”.<br />

Gli orgogliosi pugliesi tentano di applicare la vecchia<br />

battuta anche al capoluogo lombardo, cadendo in un<br />

mezzo errore. L’improbabile mare di Milano, infatti, è<br />

uno specchio d’acqua artificiale, frutto di un’escavazione<br />

imponente, alimentato da sorgenti naturali, inventato<br />

di sana pianta con l’idea di farci planare gli idrovolanti.<br />

Finita la sbornia mussoliniana, che si era identificata con<br />

ANFIBI<br />

SI NASCE<br />

Un irresistibile richiamo ancestrale? Un contatto più profondo<br />

con l’elemento vitale per eccellenza? Tutto questo, e forse<br />

altro ancora, per spingere comuni terrestri metropolitani a<br />

pinnare a più non posso all’Idroscalo di Milano. Appena sotto<br />

il pelo dell’acqua<br />

testo: Christian Carosi / foto: Cesare Cicardini<br />

questi veicoli pachidermici, l’uso del laghetto fu lasciato<br />

a muscolosi canottieri, all’epoca – guarda caso – proprio<br />

in canotta a righe. Siamo agli anni ’50 e da allora l’Idroscalo,<br />

alle porte di Segrate, praticamente dietro all’aeroporto<br />

di Linate, svolge le facente funzioni di piscina<br />

collettiva per corpi accaldati dalla canicola meneghina.<br />

22 URBAN URBAN 23


Adottato da famigliole super-organizzate con tanto di<br />

grill e comitive di sudamericani con musica a palla, riflette<br />

nelle sue acque azzardati topless e vigorosi pettorali<br />

di tonici cinquantenni che ne circondano le sponde<br />

durante i finesettimana estivi. Dentro, barchette d’ogni<br />

foggia, lenti pedalò, ciambellati d’ogni età, canoe e kayak<br />

si contendono la rotta sotto l’attenta supervisione<br />

dei bagnini-sommozzatori pronti a ripescare l’improvvido<br />

fagocitatore di melanzane alla parmigiana che non ha<br />

rispettato le canoniche tre ore d’attesa.<br />

Un brulichio da riviera romagnola a 20 minuti da piazza<br />

Duomo che va diradandosi verso sera mentre si preparano<br />

gli stuzzichini per l’happy hour in previsione di una<br />

serata danzereccia sulle rive del piccolo bacino. È il momento<br />

magico della giornata − nella pace del tramonto −<br />

in cui il pelo dell’acqua torna a calmarsi, senza più un’increspatura<br />

che ne sciupi la superficie.<br />

Eppure ritmiche ondine tutto a un tratto segnalano la<br />

presenza di un’attività subacquea, le paperelle si scansano<br />

sui lati di quella che appare sempre più una scia<br />

tracciata da una sagoma indefinibile. Solo un tubo nero<br />

emerge davanti a un movimento sinuoso che sbiscia<br />

con fluida regolarità. Non può trattarsi di un pesce siluro<br />

perché il vigile pensiunat gli si sarebbe già messo<br />

alle calcagna... Tanto meno di un mostro primitivo alla<br />

Lochness, perché la Provincia di Milano lo avrebbe subito<br />

inserito tra le attrattive turistiche da non perdere.<br />

Forse allora potrebbe trattarsi di una sirena smarrita,<br />

come confermerebbe l’impressione di veder emergere di<br />

SOLO UN TUBO NERO EMERGE DAVANTI A UN MOVIMENTO SINUOSO CHE SBISCIA CON FLUIDA REGOLARITÀ<br />

tanto in tanto un lembo di pinna tra gli spruzzi.<br />

Ma la fantasia si deve arrestare davanti all’evidenza che<br />

si tratti piuttosto di uno dei rari praticanti una disciplina<br />

sportiva tra le meno diffuse e note. Pochi gli appassionati<br />

in Italia, pochi i fondi della federazione, tanta la<br />

fatica di nuotare per chilometri emulando le movenze<br />

di Aquaman o del delfino Clipper. Cinque chilometri<br />

andata e ritorno da una sponda all’altra, il pericolo maggiore<br />

quello di non essere scorti dalla pala di qualche<br />

vogatore lanciato a tutta birra: d’altra parte, il trucco<br />

per raggiungere risultati da record è quello di restare il<br />

più possibile con il corpo sotto il pelo dell’acqua, praticamente<br />

invisibili. “Questione di idrodinamica – spiega<br />

Sergio Stasi, il presidente dell’associazione PinnaVerde<br />

(contatti al numero 338-8479139) – perché paradossalmente<br />

un corpo completamente immerso crea flussi<br />

più regolari e puliti, consentendo di raggiungere velocità<br />

di tutto rispetto, anche il 20 o il 30% superori a quelle<br />

raggiunte dai nuotatori professionisti”.<br />

Tante le specialità escogitate da quando, praticamente<br />

in contemporanea con la nascita dell’Idroscalo, in varie<br />

parti del mondo si iniziavano a sperimentare appendici<br />

di vario genere da calzare per avere una spinta maggiore.<br />

L’evoluzione della specie pinnata ha visto il progresso<br />

dei materiali e delle tecniche, oltre alla diffusione<br />

di gare a livello internazionale, dove i russi la fanno<br />

sempre da padroni. Oggi per arrivare a indossare il megapinnone<br />

da gara è necessaria una lunga preparazione<br />

e l’umiltà di cominciare con le “classiche” da spiaggia.<br />

Solo con una pratica costante sarà possibile acquisire le<br />

movenze flessuose che permettono di confondersi con<br />

le specie che abitano il mondo sommerso, scordandosi<br />

per qualche momento – nel fruscio delle bolle d’aria – di<br />

appartenere alla razza bipede dei terragnoli. Magari si<br />

farà anche in tempo a unirsi alla comitiva di quelli dell’Idroscalo,<br />

che progettano di fare un salto su in Scozia<br />

per tuffarsi così camuffati nelle fredde acque del lago, alla<br />

ricerca di un incontro ravvicinato con il mitico Nessie.<br />

Sempre che non decida prima lui di provare l’emozione<br />

di un tuffo all’Idroscalo!<br />

URBAN 25


BOLOGNA<br />

LA SANTA<br />

Ebbene sì, anche la città dove il materialismo più che un credo è una<br />

tradizione può vantare riti, santi e processioni rigorosamente doc<br />

Il corpo incorrotto siede dietro un vetro, su un antico<br />

trono tutto d’oro. Un velo bianco circonda il viso scarno<br />

dalla pelle nera, quasi di cera. Gli occhi sono scuri<br />

e vitrei, le labbra sottili tutte serrate. Lunghe le mani,<br />

piccole e scheletriche, e nudi i piedi, che sporgono da<br />

sotto le vesti. Il corpo è esile, ma severo e macabro nella<br />

sua immobilità. Ed è tutta circondata d’oro. E di ossa. È<br />

Santa Caterina de’ Vigri: la chiamano la Santa Nera. E, a<br />

Bologna, dove nel 1413 nacque, fa miracoli. Ancor oggi.<br />

Si narra che, dama di compagnia della principessa<br />

Margherita d’Este alla corte estense, Caterina, stanca<br />

della vita di corte, a 13 anni si sia fatta suora. Che, in<br />

seguito, abbia fondato un convento nella città natale<br />

e ne sia diventata badessa, prodigandosi negli anni in<br />

una serie di profezie e miracoli, come quello dei pani<br />

che non si bruciano nonostante la lunga permanenza<br />

in forno. Com’è ovvio, le sue gesta si possono trovare<br />

in diverse pubblicazioni religiose, ma siccome le vie del<br />

Signore sono infinite si dà il caso che persino il sacrile-<br />

testo: Cinzia Negherbon / foto: Gianni Troilo<br />

go Leonard Cohen l’abbia citata nell’epica religiosa che<br />

è il suo romanzo Beautiful losers, una ricerca sulle tracce<br />

della prima santa canadese appartenente a una tribù<br />

indiana, che svelò al cantautore numerose storie di santi<br />

e le relative stravaganti morti.<br />

Ma veniamo ai fatti: una volta mancata, la donna è<br />

sepolta nel cimitero interno al convento e subito dalla<br />

tomba esalano profumi meravigliosi. Già al diciottesimo<br />

giorno, si decide di provvedere al primo di una serie<br />

di disseppellimenti, sempre di eguale esito: il corpo è<br />

incorrotto, senza segni di decomposizione, solo interamente<br />

nero e odorante di rose. Così, si prese l’abitudine<br />

di esibire il corpo ai fedeli, con grande fatica delle<br />

sorelle costrette nei 12 anni successivi a sollevarlo per<br />

mostrarlo attraverso una piccola grata, essendo gli ambienti<br />

di clausura inaccessibili per la gente. Finché non<br />

avviene il secondo miracolo: su richiesta di una consorella,<br />

Caterina acconsente a mettersi seduta per facilitare<br />

URBAN 29


gli spostamenti. E, a oggi, pare che il corpo conservi<br />

un’incredibile flessibilità.<br />

Da allora la Santa è nella piccola cappella di via<br />

Tagliapietre, circondata degli oggetti contenuti nei reliquari<br />

alle pareti: ci sono il breviario con le miniature<br />

da lei stessa realizzate e la piccola viola che amava<br />

suonare; la preziosa teca che contiene il sangue misto<br />

a umore trasudato dal suo corpo; e poi denti e ossa e<br />

crani addobbati con ghirlande di fiori. Piccoli oggetti<br />

che attraggono l’occhio, trascinando lo spirito in una dimensione<br />

mistica, o quantomeno esoterica. “L’affluenza<br />

è aumentata negli ultimi anni”, dichiara padre Bernardo,<br />

parroco della chiesa di San Cristoforo delle Muratelle<br />

che ospita il santuario, che racconta delle visite degli<br />

habitué bolognesi ma anche di forestieri, come i fedeli<br />

che dal New Jersey vengono ogni anno per onorare la<br />

santa a cui è dedicata la loro parrocchia in America.<br />

Molti scrivono per chiedere informazioni, immaginette<br />

e calendari; o vengono per chiedere un’intercessione<br />

nelle alte sfere. All’uscita della cappella c’è, infatti, il<br />

libro delle grazie, dove si lasciano messaggi e preghiere.<br />

“So che ho sbagliato, ma per piacere dammi l’ultima<br />

possibilità di parlare con Elisa”, scrive per esempio un<br />

innamorato disperato. A chi ambisse alla santità, padre<br />

Bernardo ricorda che siamo tutti potenziali candidati,<br />

anche se quello della beatificazione è un processo lungo<br />

e complicato (Caterina fu fatta santa solo nel 1712)<br />

e variabile nel tempo. Oggi, la regola generale è “vivere<br />

le virtù in grado eroico”. Per un non religioso la castità<br />

non è un requisito indispensabile, ma è richiesto almeno<br />

un miracolo in vita o anche post mortem.<br />

Così, sospesa in uno strano equilibrio tra sacro e<br />

profano, la città rossa di dichiarato, o almeno presunto,<br />

ateismo, oltre che la Bologna godereccia delle tre T,<br />

sembra nascondere un mondo tutto fede e castità, fatto<br />

di storie, leggende, luoghi e fatti. Di miracoli e di santi.<br />

E in questo itinerario religioso nella Bologna mistica,<br />

l’orecchio non poteva eludere le richieste di grazia<br />

ricevute dalla Madonna di San Luca, che nella prima<br />

settimana di maggio, mese dedicato alla Vergine, compie<br />

la sua consueta processione dal colle di San Luca al<br />

Cassero di Porta Saragozza. Ancora una volta la storia<br />

si affianca alla leggenda: l’icona bizantina, trasportata<br />

a Bologna nel secolo XII nella chiesetta di San Luca e<br />

custodita da una monaca di clausura, fu venerata dai<br />

cittadini con un’intensità che culminò nel 1433, quando<br />

fu portata in città per impetrare la cessazione delle<br />

“INCORROTTA, SENZA SEGNI DI DECOMPOSIZIONE, INTERAMENTE NERA E ODORANTE DI ROSE”<br />

piogge che da tre mesi flagellavano Bologna. Quando<br />

l’immagine raggiunse Porta Saragozza la pioggia cessò<br />

e riapparve il sole. E per onorare la divina intercessione,<br />

i bolognesi costruirono il portico che collega la Porta<br />

alla cima del colle, un portico di nove chilometri con<br />

666 archi, che si usava percorrere in ginocchio il giorno<br />

della processione, come di rado capita anche oggi.<br />

Spostandoci su un altro versante, del miracoloso<br />

sembrerebbero avere anche le mutazioni subite dal<br />

Cassero, ora sede del Museo della Beata Vergine di<br />

San Luca, dopo aver ospitato il Fascio negli anni della<br />

guerra e addirittura l’Arcigay più di recente. In linea<br />

generale, il museo è di moderato interesse (soprattutto<br />

se si ripensa alle feste malandrine andate in scena in<br />

quelle stesse stanze) con un picco nel caso degli ex<br />

voto: piccoli quadri raffiguranti l’incidente focalizzati sul<br />

momento in cui si ebbe la visione della Madonna, realizzati<br />

dai devoti per grazia ricevuta.<br />

A chiudere questo inconsueto itinerario mistico per<br />

Bologna, non poteva mancare un’ultima chicca per<br />

accontentare anche i pagani adoratori del Nettuno.<br />

Protagonista ne è una pietra nera, detta anche “pietra<br />

della vergogna”, che secondo una leggenda fu collocata<br />

in un punto specifico di Piazza Maggiore dallo stesso<br />

Giambologna, autore della fontana del Nettuno, in seguito<br />

alla censura che gli aveva imposto di ridurre le dimensioni<br />

del divino membro. Beh, la battuta che gira in<br />

città recita: “Visto da una certa prospettiva, il Nettuno è<br />

davvero un dio”. Provare per credere...<br />

URBAN 31


Tutti lo guardano, qualcuno lo<br />

spia. Nonostante da mezzo secolo<br />

non parli, gli 007 non smettono<br />

di interrogarlo<br />

testo: Ciro Cacciola / foto: Andrea Frazzetta<br />

OSSERVATO SPECIALE<br />

Sonnecchia tranquillo tranquillo da sessant’anni più<br />

uno. Si accontenta, per così dire, di un protagonismo<br />

turistico, da cartolina, sopportando migliaia di visite al<br />

giorno, i trenini della Circum che vanno – ciuf, ciuf – avanti<br />

e indietro, e soprattutto quei quattro milioni e passa<br />

di esseri umani che gli si muovono intorno, indaffarati<br />

e indifferenti, quasi come se lui non esistesse. Eppure,<br />

dentro di sé, borbotta, è vivo e vegeto, mantiene le<br />

comunicazioni con il cuginetto siciliano Stromboli e con<br />

quei tipacci titanici sommersi al largo dei Campi Flegrei.<br />

Tutta roba underground, insomma, niente alla luce del<br />

sole. Alto, bruno, rigoglioso. Un po’ risentito, questo sì,<br />

ma orgoglioso. Da quando gli scienziati dell’Osservatorio<br />

Vesuviano gli hanno tolto lo sfizio delle sorprese,<br />

non lo dimostra, ma un po’ ci ha perso il gusto. E allora,<br />

pe’ dispietto, come nei versi della Nuova Compagnia di<br />

Canto Popolare, niente sbuffi, scossette o fuochi d’artificio.<br />

Sua Altezza il Vesuvio vive così, perennemente sotto<br />

controllo, con un centinaio tra tecnici, ricercatori, studenti,<br />

borsisti e curiosoni (non ce ne voglia il direttore<br />

Giovanni Macedonio), che, negli uffici ultratecnologici di<br />

un grattacielo di vetro e acciaio a Bagnoli, ne misurano<br />

il comportamento, la (buona) condotta, le piccole mosse,<br />

registrandone borbottii, stiracchiamenti e impercettibili<br />

32 URBAN<br />

furbate sotterranee. Mica come ai bei tempi dell’Osservatorio<br />

borbonico. Allora sì che c’era da divertirsi.<br />

Fondato nel 1841, è stato il primo nel mondo. Oggi è<br />

ancora lì, visibile in tutto il suo rosso pompeiano nel<br />

classico panorama da Posillipo, trasformato in museo<br />

della scienza, con una collezione di strani strumenti e<br />

una cronologia che ne racconta vita, morte (altrui!) e<br />

miracolo (non suo, ma di San Gennaro, che ne fermò<br />

la lava alle porte della città di Napoli durante l’ultima<br />

eruzione del 1944). Il nuovo Osservatorio invece ha un<br />

sacco di potenti mezzi: con l’aiuto di sismografi digitali,<br />

satelliti Gps (global positioning system), radar ad apertura<br />

sintetica, telecamere piazzate in tutti i punti strategici<br />

e altri sistemi ultramoderni riesce a monitorare 24<br />

ore su 24 il flusso dei gas, il livello delle falde acquifere,<br />

l’inclinazione dei fianchi, la temperatura, la pressione...<br />

“Il Vesuvio gode di ottima salute”, conferma insomma<br />

il direttore, “e, anche se oggi non c’è alcun segnale di<br />

pericolo, c’è sempre la possibilità che possa tornare ad<br />

eruttare, probabilmente con un evento di tipo esplosivo.<br />

Ma siamo tranquilli: esistono vari livelli di allerta grazie<br />

ai quali sarà possibile proteggere la popolazione”. Che,<br />

seppur indifferentemente, in fondo in fondo al Vesuvio ci<br />

pensa, eccome. Ogni giorno arrivano decine di telefonate<br />

in Osservatorio con gente che, magari per un tuono più<br />

forte, un tombino che fuma, un boato “sospetto”, un terremoto<br />

o altra catastrofe naturale avvenuti anche all’altro<br />

capo del mondo, subito “pensa al Vesuvio”. E dire che<br />

finalmente stanno recuperando – funiculì, funicolà – la<br />

linea che porta da quota 1000 al cratere e che dieci<br />

scultori europei, per iniziativa del comune di Ercolano,<br />

del Parco Nazionale del Vesuvio e del Consorzio per la<br />

Promozione della pietra lavica vesuviana, stanno lavorando<br />

a dieci grandi sculture in lava per un progetto di<br />

museo aperto che prende il nome di Creator Vesevo e<br />

che sarà inaugurato dallo scrittore francese Jean-Noël<br />

Schifano il prossimo primo ottobre. Come a dire: tutti<br />

pazzi per il Vesuvio?


CHI ASSETA<br />

I TRITONI?<br />

Lunga vita alla fontana di Trevi! Sì, grazie al nuovo<br />

impianto idrico e all’operosità degli addetti alla<br />

manutenzione. Anche se, ogni lunedì mattina,<br />

mettono a secco zampilli e cascatelle turbando<br />

l’acquatica quiete delle statue<br />

testo: Andrea Baffigo / foto: Gianni Troilo<br />

“State pronti, sta per succedere di nuovo” – urla<br />

Oceano ai tritoni, che quasi impercettibilmente contraggono<br />

i muscoli preparandosi al peggio – “Il mare sta<br />

per essere prosciugato un’altra volta e gli uomini con gli<br />

stivali gialli stanno arrivando”. I tritoni stringono la presa<br />

ma trattengono a stento i cavalli marini nelle vasche, terrorizzati<br />

dalla siccità che ogni settimana prosciuga il loro<br />

mondo d’acqua, la loro scogliera nel centro di Roma. Un<br />

piccolo pezzo di oceano, o più precisamente una fontana,<br />

quella di Trevi, che oltre a essere uno dei monumenti più<br />

fotografati della città eterna, racchiude la vita di un suggestivo<br />

paesaggio acquatico. Animato da marmoree figure<br />

marine che apparentemente imperturbabili osservano<br />

lo svolgersi dell’umanità. Fino al ritorno degli uomini dagli<br />

stivali gialli. È allora che svelano ire, angosce e desideri.<br />

“Eccone uno” – grida Oceano, mollando le redini del suo<br />

cocchio – “Soffiate, o venti! Rompete le gote! Infuriate!”<br />

– prosegue animato dalla collera e intimando al tritone<br />

con la conchiglia alla bocca di scatenare i venti.<br />

Venti che però lambiscono appena i pensieri dei tecnici<br />

dell’A.C.E.A. Ato 2 che si occupano della manutenzione<br />

URBAN 37


MA QUESTO LE STATUE NON LO SANNO E STREMATE DALLA SICCITÀ DEL LUNEDÌ MATTINA INVOCANO IL MARE<br />

delle fontane artistiche di Roma e che ogni lunedì mattina<br />

alle sette puliscono la fontana di Trevi, svuotandola e<br />

raccogliendo i desideri di migliaia di turisti che la riempiono<br />

di monetine.<br />

Tutto viene recuperato dagli uomini dagli stivali gialli<br />

che, oltre a spazzare il mare con scope e palette, raccogliendo<br />

dai 13 ai 15mila euro alla settimana, poi devoluti<br />

alla Caritas, si occupano della nuova centrale idrica<br />

della fontana.<br />

Già, proprio di centrale idrica si tratta, perché un paio<br />

di mesi fa la vecchia pompa del 1957, dopo 48 anni<br />

di onorato servizio, è stata pensionata. Ad assicurare<br />

l’acqua a statue e turisti nel centro di Roma c’è ora un<br />

apparato nuovo di zecca tutto led e bottoni. Dietro la<br />

scogliera, sotto il palazzo su cui si appoggia (l’entrata è<br />

quella piccola porticina in via della Stamperia 1), nella<br />

leggendaria camera di manovra della fontana, è stato<br />

installato il nuovo impianto per il controllo dell’oceano<br />

di Trevi. Impianto che ormai non è più solo meccanico,<br />

ma è in buona parte controllato da dispositivi elettrici,<br />

in grado di assicurare i 120 litri al secondo erogati dai<br />

cinque zampilli, dalle sei vele e dai nove canaletti e cascatelle.<br />

Prima di quest’ultimo intervento, come accadeva e accade<br />

per molte altre fontane della capitale, l’acqua proveniva<br />

direttamente dall’acquedotto di cui costituiva il<br />

terminale, o testata. Per secoli, infatti, la fontana di Trevi<br />

si è alimentata grazie alle acque del sottostante antico<br />

acquedotto Vergine. Oggi zampilli e giochi d’acqua sono<br />

garantiti da un più moderno ed eco-sostenibile sistema<br />

a riciclo. Due pompe centrifughe da 25/30 kilowatt (una<br />

è di riserva, non si sa mai) assicurano la portata varia-<br />

bile della nuova centrale idrica. Un sofisticato impianto<br />

di filtraggio a osmosi inversa, addolcisce l’acqua ed<br />

elimina sali, calcare e altre impurità che favoriscono la<br />

corrosione dei marmi. Tra filtri, valvole e quadri elettrici<br />

i vecchi idraulici della fontana di Trevi, armati di pappagallo<br />

e stoppa, si sono dovuti trasformare in moderni<br />

ingegneri e tecnici elettricisti.<br />

Il restauro della rete idrica storica ha inciso non solo<br />

sulle fontane ma anche su chi ci lavora intorno. Ma questo<br />

le statue non lo sanno e ormai stremate dalla settimanale<br />

siccità del lunedì mattina invocano il mare. “La<br />

marea risale, siamo salvi, gli uomini dagli stivali gialli se<br />

ne vanno e con loro il nostro tesoro” – esclamano i due<br />

tritoni. Ma la statua dell’Abbondanza, posta nella nicchia<br />

laterale di sinistra, vedendo i turisti avvicinarsi, sorride<br />

sorniona…<br />

URBAN 39


tailleur Dior by John Galliano, scarpe Chloè<br />

DOWN BY THE SEA<br />

foto: Roy / styling: Iris Bell / hair: Armando Cherillo@Green Apple / make-up: Michiko Ikeda@Green Apple / modella: Sieska@Fashion<br />

URBAN 43


abito Hermès<br />

telo da mare e sandali Hermès / occhiali Yves Saint Laurent / costume Chanel<br />

44 URBAN URBAN 45


ody e gonna Tsumori Chisato<br />

abito e scarpe Louis Vuitton<br />

46 URBAN URBAN 47


SUMMER SHOPPERS<br />

Finalmente via dalla pazza folla e dal cemento<br />

metropolitano. Pronti per partire, rilassarsi,<br />

divertirsi. E, perché no? Pronti anche per amarsi...<br />

di Maria Broch<br />

Se avete l’avventura nel sangue, l’altrove che vi<br />

perseguita, non c’è alcun dubbio: Orbost di Napapijri<br />

è il trolley che fa per voi. In resistente cordura con<br />

tasconi, euro 230. Info: www.napapijri.com<br />

La freccia puntata verso l’alto, logo vincente di<br />

Nordkapp, è stampata sugli shorts da bagno trattati<br />

ad hoc per garantire un effetto vintage. Euro 50<br />

cadauno. Info: 0774-631156<br />

Siete pronti a tutto. Anche a incontrare il tipo o la<br />

tipa dei vostri sogni. Comunque vada il divertimento<br />

è assicurato, perché con la t-shirt griffata Franklin &<br />

Marshall il mood è quello giusto. Euro 42,50.<br />

Info: www.franklinandmarshall.com<br />

Dovunque andranno staranno benissimo perché per<br />

la coppia di Meltin’Pot è sempre il tempo dell’amore.<br />

Polo e jeans di lui: euro 60 ed euro 100. T-shirt e<br />

jeans di lei: euro 35 ed euro 90. Info: 0833-302111<br />

Per un’abbronzatura perfetta, “alla Collistar” per<br />

intenderci: una inseparabile e complementare coppia di<br />

solari come l’Unguento concentrato superabbronzante<br />

e l’Acqua idratante anti-sale. Rispettivamente a euro 22<br />

ed euro 15,50<br />

Vacanze pacifiche e fortunate con il bikini<br />

“arcobaleno” di Sundek. In Lycra, con triangolo<br />

imbottito, euro 55. Info: 055-8707090<br />

Niente da fare o da dire: la prima a partire sarà lei,<br />

con la canotta di Liu.Jo, che porta la scritta “I go first”<br />

tutta costellata di Swarovski. Euro 80.<br />

Info: 059-6322711<br />

C’è da non credere ma questo modello, l’Aviator<br />

3025 di Ray Ban, è stato lanciato nel lontano 1937.<br />

Concedetevi dunque il lusso di indossare un mito<br />

senza tempo. Euro 119. Info: www.luxottica.com<br />

Il volto dell’indimenticabile Jimi Hendrix è stampato<br />

sulla giallissima maglia in puro cotone di Fujiko.<br />

Euro 60. Info: 059-651250<br />

URBAN 49


GUIDALUGLIO-AGOSTO<br />

FILM 53<br />

LIBRI 55<br />

MEDIA 57<br />

MUSICA 58<br />

LA STAR DEL MESE: U2, in concerto il 20 e il 21 luglio<br />

a Milano (Stadio San Siro), il 23 a Roma (Stadio<br />

Olimpico).<br />

BUONI E CATTIVI<br />

CAPOLAVORO<br />

Oh mio Dio! Come ho fatto senza, finora?<br />

GRANDE<br />

Come, sarebbe già finito!? Ancora! Ancora!<br />

BUONO<br />

Non ci cambierà la vita, ma funziona<br />

VABBÈ<br />

Coraggio, consideriamola una prova generale<br />

BLEAH!<br />

Complimenti! Fare peggio era davvero difficile<br />

HA DISEGNATO QUESTO MESE PER URBAN<br />

ALESSANDRA VOLTAN<br />

TEATRO 61<br />

ARTE 63<br />

NIGHTLIFE 65<br />

MILANO| Forma<br />

È l’ultima idea di Contrasto e della Fondazione Corriere<br />

della Sera, realizzata col supporto di Atm. Si chiama<br />

Forma/Centro Internazionale di Fotografia ed è il nuovo<br />

indirizzo milanese di riferimento per appassionati & co<br />

dell’arte dell’obiettivo. Si tratta di 1700 metri quadri di<br />

spazi al Ticinese per mostre, proiezioni, workshop, con<br />

FOOD: Milano 66<br />

Roma 68<br />

Triveneto 71<br />

Bologna 73<br />

Torino 75<br />

Napoli 77<br />

50 PER CENTOCINQUANTA<br />

tanto di libreria specializzata, proprio dove, un tempo,<br />

c’era un deposito di tram. Ciliegina sulla torta, la mostra<br />

inaugurale: dedicata a un maestro come Gianni Berengo<br />

Gardin, con 150 immagini in bianco e nero, dagli anni<br />

Cinquanta a oggi.<br />

Piazza Tito Lucrezio Caro, 1<br />

Info: www.contrasto.it<br />

SONORITÀ AUTOREFRIGERANTI<br />

La musica fresca deve stare in<br />

Frigo! Il contenitore adatto per<br />

la drum’n’bass appena colta, la<br />

breakbeat di stagione, la techno<br />

di campo e l’elettronica ancora<br />

tiepida, appena tolta dai campionatori.<br />

Gli ingredienti li hanno<br />

scelti quelli del Brancaleone, che<br />

all’interno di Fiesta, all’Ippodromo<br />

delle Capannelle, ci propongono<br />

le ultime ricette a base di<br />

musica, teatro, danza, poesia.<br />

Tutto da mettere in Frigo, fino al<br />

26 luglio.<br />

Info: www.frigoweb.it.<br />

ROMA| Gay Village<br />

Il Gay Village? Non cercatelo più a<br />

Testaccio ma al Parco San Sebastiano,<br />

dove, tutti immersi nella natura,<br />

vi aspettano fino al 31 agosto reading,<br />

kermesse letterarie, festival del<br />

cinema a tematica gay, dj set. Tra i<br />

protagonisti Platinette, Vladimir Luxuria,<br />

gli artisti da Zelig Gay di Milano,<br />

dj Lorenzo Lsp e Tim Sheridan.<br />

E ogni domenica, serate danzanti in<br />

Drag a cura del Venus Rising.<br />

www.gayvillage.it<br />

Milano| La Biblioteca in giardino<br />

A Milano la biblioteca non va in<br />

vacanza, ma... in giardino. Torna l’appuntamento<br />

all’aperto nei cortili di<br />

sette biblioteche (dalla Sormani alla<br />

Vigentina alla Lorenteggio) che coinvolge<br />

molti autorevoli ospiti italiani<br />

e stranieri: se anche vi siete persi Jonathan<br />

Coe e Matthew Sharpe, non<br />

è il caso di disperare! Sono in arrivo<br />

Carmen Covito, Valeria Parrella, Aldo<br />

Nove, Andrea Bajani e molti altri.<br />

www.labibliotecaingiardino.it<br />

Torino| 100 piazze per Torino<br />

Torino proprio non sta mai ferma<br />

e si affida all’arte per riqualificare i<br />

suoi spazi urbani. Tra i primi luoghi a<br />

beneficiarne, piazza Galimberti, valorizzata<br />

dall’opera Chakra di Riccardo<br />

Cordero, e l’area della Mole, di fronte<br />

a Palazzo Nuovo, dove è intervenuto<br />

Marc Didou con la sua Eco. Ma il programma<br />

sembra ancora più ambizioso:<br />

non si parla, infatti, di 100 piazze<br />

per Torino?<br />

www.torinocultura.it<br />

URBAN 51<br />

© Gianni Berengo Gardin


FILM<br />

DI FABIO SCAMONI<br />

BATMAN: BUONA LA QUINTA<br />

Nuovo appuntamento<br />

con la saga dell’uomo<br />

pipistrello: si torna con<br />

successo alle origini<br />

BATMAN BEGINS<br />

Christopher Nolan<br />

Bella sorpresa questo quinto<br />

capitolo della saga dell’uomo<br />

pipistrello. Dopo il<br />

disastro di Batman forever<br />

con George Clooney e Arnold<br />

Schwarzenegger era difficile<br />

pensare che avremmo rivisto sul<br />

grande schermo il mitico personaggio<br />

inventato da Bob Kane.<br />

Invece il progetto, dopo essere<br />

passato di mano in mano, è<br />

arrivato alla fine a Christopher<br />

Nolan, giovane regista inglese,<br />

classe 1970. Nolan si è fatto<br />

conoscere prima con Memento,<br />

piccolo film di culto, e poi con<br />

il meno riuscito Insomnia. Per<br />

Batman Begins i produttori non<br />

gli hanno fatto mancare niente:<br />

LA GUERRA<br />

DEI MONDI<br />

Steven Spielberg<br />

Il progetto di fare un adattamento<br />

dal libro di H.G. Wells<br />

frullava nella testa di Spielberg<br />

già da un po’ di tempo. Fu<br />

l’uscita di Indipendence Day a<br />

farlo desistere. Ma ora il tempo<br />

è arrivato. La guerra dei mondi<br />

può essere considerato il<br />

primo horror nella filmografia<br />

LA TERRA DEI<br />

MORTI VIVENTI<br />

Goerge A. Romero<br />

Ogni film di George A. Romero<br />

è un piccolo evento anche se<br />

sempre più raro. Ne La terra dei<br />

morti viventi Romero torna alle<br />

origini, agli zombie che tanta fama<br />

gli diedero alla fine degli anni<br />

Sessanta. E nonostante l’età, non<br />

si risparmia e non ci risparmia<br />

alcuna immagine. Gli zombie del<br />

nuovo millennio sono, se possibile,<br />

più cattivi e truculenti dei loro<br />

antenati. Ma pare che le tonnellate<br />

di sangue che si vedono nella<br />

versione cinematografica saranno<br />

niente in confronto a quelle che<br />

ci saranno sul dvd. Lo schema del<br />

film è quello classico: un gruppo<br />

budget altissimo e parata di<br />

star. Invece di riprendere la storia<br />

da dove era stata lasciata,<br />

Nolan ricomincia da capo. E se<br />

già nel primo Batman di Burton<br />

del grande regista americano.<br />

Dopo la bontà del piccolo E.T.<br />

e la curiosità dei filiformi ominidi<br />

di Incontri ravvicinati del<br />

terzo tipo, ora Spielberg ci fa<br />

conoscere la cattiveria di nuovi<br />

schifosi invasori di un altro pianeta.<br />

Ma quello che Spielberg<br />

vuole qui raccontare non è<br />

la distruzione di grandi città,<br />

quanto la paura di un uomo,<br />

di un padre, che vuole a tutti i<br />

costi salvare la sua famiglia, in<br />

di umani, capeggiati da Dennis<br />

Hopper, è barricato all’interno di<br />

un castello assediato da morti<br />

viventi che non vedono l’ora di<br />

succhiare il loro sangue. Però,<br />

questa volta la bella sopresa è un<br />

notevole senso dell’umorismo.<br />

era stata accennata la genesi<br />

dell’uomo pipistrello, qui non<br />

solo ci racconta perché Bruce<br />

Wayne è diventato Batman, ma<br />

prova a dare risposte a tante<br />

una lunga fuga alla ricerca di<br />

un inesistente rifugio. Alta tensione,<br />

grande spettacolarità e<br />

grande attenzione allo sviluppo<br />

narrativo. Si dice che questa sia<br />

la prima parte di una trilogia.<br />

Come al solito Tom Cruise fa il<br />

suo compitino, per fortuna che<br />

al suo fianco Tim Robbins dà il<br />

meglio di sé. Preparatevi, perché<br />

nel mondo di Spielberg gli<br />

alieni spuntano fuori da tutte<br />

le parti!<br />

domande fino a ora irrisolte.<br />

Per esempio: come fa a essere<br />

invincibile un supereroe senza<br />

poteri; perché uomo-pipistrello<br />

e non uomo-altro-animale;<br />

come sono nati i bat-oggetti<br />

e la bat-caverna. La storia è<br />

intrigante, anche se ormai questi<br />

grandi film americani non<br />

riescono a prescindere dalle<br />

filosofie orientali, dalle arti<br />

marziali e dal “lato oscuro della<br />

forza” (qui rappresentato dal<br />

dualismo fra giustizia e vendetta).<br />

L’originalità del film sta<br />

nel modo di raccontare: lunghe<br />

dilatazioni sulle parti narrative,<br />

velocissimi tagli sulle scene<br />

d’azione (così veloci che non si<br />

capisce chi le dà a chi). Batman<br />

è interpretato da Christian Bale<br />

che tenta di rifarsi all’“umanità”<br />

di Tobey McGuire in Spiderman.<br />

Al suo fianco, un grandioso<br />

Michael Caine nei panni del<br />

maggiordomo Alfred e un bravo<br />

Liam Neeson in quelli del feroce<br />

nemico.<br />

VERSO IL RIFUGIO CHE NON C'È<br />

SPLATTER & ALTERNATIVE WESTERN<br />

BLUEBERRY<br />

Jan Kounen<br />

Blueberry è un western atipico,<br />

lisergico e ossessivo, più vicino<br />

a Dead Man di Jarmusch e ad<br />

Assassini nati di Stone che alle<br />

epopee di John Ford. Doveva<br />

sbancare i box-office francesi,<br />

doveva essere un punto di<br />

riferimento per la produzione<br />

europea. Doveva essere molte<br />

cose che non sono state questo<br />

adattamento dai fumetti di Jean<br />

Giraud (in arte Moebius). Sarà<br />

forse perché allo spettatore si<br />

richiede di abbandonarsi, di farsi<br />

trascinare dalle lente immagini,<br />

dalle visioni estetizzanti del<br />

regista. Se non si entra nel suo<br />

linguaggio mistico, può però risultare<br />

un delirio per pochi eletti,<br />

con momenti riusciti come un inseguimento<br />

a cavallo molto “classico”.<br />

Lo sceriffo Blueberry è uno<br />

stralunato ma efficace Vincent<br />

Cassel. Al suo fianco, Michael<br />

Madsen e Juliette Lewis.<br />

CORTI<br />

Piccole opere,<br />

grande creatività<br />

Da sempre il cortometraggio è<br />

considerato come il fratello minore,<br />

quello più sfortunato, nella<br />

grande famiglia del cinema.<br />

Una volta invece era accreditato<br />

come un mezzo espressivo<br />

alla pari del lungometraggio.<br />

Registi importanti dividevano la<br />

medesima locandina con film a<br />

episodi. Adesso questa pratica,<br />

abbandonata per qualche anno,<br />

sembra tornata in auge nel nostro<br />

paese grazie a due film come<br />

Eros (firmato da Antonioni,<br />

Soderbergh e Wong Kar-Wai)<br />

e Tickets (Kiarostami, Olmi e<br />

Loach). I risultati al botteghino<br />

dei due film non sono certo<br />

stati esaltanti. Forse bisognerà<br />

aspettare altro tempo prima di<br />

vedere nuovi esperimenti del<br />

genere. Però, nonostante sia<br />

difficile riuscire a trovare canali<br />

distributivi, il cortometraggio<br />

sembra essere l’unico mezzo<br />

espressivo per coloro che vogliono<br />

iniziare a fare i registi.<br />

Un po’ per i costi contenuti e un<br />

po’ perché può essere utilizzato<br />

come biglietto da visita quando<br />

si incontra un produttore.<br />

Il rischio per giovani e spesso<br />

inesperti autori è che dopo<br />

aver fatto un cortometraggio<br />

si sentano grandi registi. Tanti<br />

hanno avuto la possibilità di<br />

fare un lungometraggio, pochissimi<br />

ne hanno fatti due. Ma<br />

che cosa bisogna fare una volta<br />

che si è riusciti a finalizzare<br />

una piccola opera? I festival<br />

rimangono ormai il solo luogo<br />

dove vengono proiettati. Però,<br />

il bello è che di festival ce ne<br />

sono moltissimi in ogni angolo<br />

della penisola in ogni periodo<br />

dell’anno. E visto che i supporti<br />

ormai si stanno moltiplicando<br />

(vedi telefonini) alcuni tra questi<br />

si stanno specializzando. Come<br />

il festival Ultracorti promosso<br />

da Cinecittà Holding (premiato<br />

il 4 luglio, www.cinecitta.com) o<br />

<strong>Urban</strong> Stories lanciato da Beck’s<br />

e Poli.design, che accetta solo<br />

opere di 60 secondi (www.<br />

becks.it).<br />

URBAN 53


LIBRI<br />

DI MARTA TOPIS<br />

POETICO METROPOLITANO<br />

LA CITTÀ DEI SOGNI<br />

Una città perfetta,<br />

tra il mare di cristallo e<br />

le colline boscose, che<br />

nasconde tra i suoi<br />

abitanti un misterioso,<br />

sorprendente segreto<br />

NELLA CITTÀ<br />

Pietro Fratta<br />

Arpanet, 2005<br />

149 pp., 10 euro<br />

“Armoniosa e senza promiscuità,<br />

la città e pulita, onesta e più<br />

felice ad ogni vespro. La luna,<br />

quando schiarisce con la sua luce<br />

morbida, la rende ancora più<br />

incantevole, il mare che vi costeggia<br />

è perfetto, placido come<br />

un cristallo: si possono scorgere<br />

i fondali o i riflessi azzurrini nel<br />

lieve moto della sua superficie.<br />

D’estate, la spiaggia d’argento<br />

può accogliere non pochi turisti;<br />

ma gli abitanti del luogo, pur se<br />

ospitali, non riescono a sopportare<br />

che la loro intima pace, lontana<br />

dalle corruzioni delle metropoli<br />

e delle persone smaniose<br />

di divertimenti dissoluti, sia<br />

turbata dal clamore che la calda<br />

stagione ispira. Così l’insonne<br />

volontà cittadina ha deciso di<br />

promuovere nel piccolo paese<br />

un nuovo assetto economico,<br />

indipendente dai ritmi estenuanti<br />

e caotici del turismo: moltiplicare<br />

il lavoro alle industrie e all’artigianato,<br />

vecchia arte che poche<br />

anime sensibili apprezzano<br />

ancora. Le nove officine sono<br />

piccole e solerti, adeguatamente<br />

integrate e protette. Il centro urbano<br />

resta in ogni modo tutelato<br />

dagli ovvi incontri del traffico.<br />

È una città sostanzialmente<br />

ricca. Intatte le sue morbide<br />

preziose ricchezze naturali e le<br />

caratteristiche antropologiche:<br />

le colline, i boschi e i parchi, la<br />

spiaggia, le case a due o tre piani<br />

in rosso mattone e metallico.<br />

SCHERZO DA PRETE UK MADE<br />

Uno studentello inglese, uno stupido scherzo da college, la reclusione in un ospedale psichiatrico e poi…<br />

LE PALLE DA TENNIS<br />

DELLE STELLE<br />

Stephen Fry<br />

Baldini Castoldi<br />

Dalai Editore, 2005<br />

390 pp., 16,50 euro<br />

Prendete un attore cinematografico<br />

e teatrale di quelli<br />

british che più british non si<br />

può (Un pesce di nome Wanda,<br />

Gosford Park, Wilde e Peter’s<br />

friend); fategli scrivere un<br />

thriller che prende il via tra<br />

Entra l’ombra, il suo coinquilino,<br />

che si china per accarezzarlo.<br />

Davide Martino, cinquantenne.<br />

La sua voce è sbiadita e familiare,<br />

l’aspetto bonario e trasandato<br />

e il viso dolce: un miserabile.<br />

Appende la giacca, affrettandosi<br />

a servire il gatto lamentoso. È<br />

in ritardo, il vento contro gli ha<br />

rallentato il cammino. Netta le<br />

mani, sporche d’olio, respira profondamente”.<br />

La piccola casa editrice milanese<br />

Arpanet da quattro anni<br />

ha lanciato un’intelligente concorso<br />

per scrittori esordienti, i<br />

cui vincitori vengono pubblicati<br />

su carta e distribuiti in libreria:<br />

quest’anno ha vinto Pietro<br />

Fratta, un giovane pesarese<br />

(classe 1978, ma che scrive<br />

come un uomo d’altri tempi) che<br />

si è cimentato in un tema a noi<br />

assai caro, la città. Un racconto<br />

delicato, poetico, dai modi assai<br />

gentili e fatto di piccoli gesti,<br />

Londra e i dintorni di Oxford,<br />

il cui giovane protagonista<br />

Ned Maddstone, inghiottito<br />

nell’ospedale psichiatrico di<br />

un’isola remota del Kattegat,<br />

sparisce dal mondo per anni<br />

a causa dello stupido scherzo<br />

di alcuni pseudo-compagni di<br />

college; infine leggetevelo tutto<br />

d’un fiato, per non perdere le<br />

incredibili acrobazie di parole<br />

e personaggi… ne otterrete<br />

Le palle da tennis delle stelle<br />

che – citando dal tragediogra-<br />

che a voi, spaparanzati al sole<br />

sulle sdraio o all’ombra della<br />

pineta, farà guardare la città<br />

con occhi diversi, quasi sognanti.<br />

È la storia di Davide Martino<br />

cinquantenne senza pretese,<br />

che lavora nella Fabbrica dei<br />

“pezzi metallici” e conduce<br />

una vita understate, con la sola<br />

grande amicizia per il giovane<br />

Michele. Finché un giorno le sue<br />

grigie giornate subiscono uno<br />

scossone: incontra Melania, la<br />

“straniera biancovestita”, e se<br />

ne innamora. Ma le cose non<br />

vanno per il verso giusto, nella<br />

città perfetta qualche ingranaggio<br />

comincia a scricchiolare, in<br />

un crescendo che esplode in<br />

un doppio, inaspettato, finale.<br />

Molto piacevole.<br />

fo Webster – altro non sono<br />

che i personaggi del racconto,<br />

sbattuti a destra e sinistra dagli<br />

astri e dal destino per il loro<br />

puro piacere.<br />

Quattrocento pagine che iniziano<br />

al tempo delle lettere<br />

postali, esplodono in quello<br />

dei telefoni cellulari, cavalcano<br />

l’onda delle dot.com e finiscono<br />

con dei future equosolidali su<br />

tè e caffè, mentre il sopracitato<br />

Ned Maddstone mette a segno<br />

la sua più crudele vendetta.<br />

Immagine tratta dalla copertina di: Nella città, Pietro Fratta, Arpanet, 2005<br />

SHORT<br />

Giallo sotto<br />

l’ombrellone<br />

L’UOMO DELLA NEVE<br />

Jörg Fauser<br />

Marcos Y Marcos,<br />

Gli Alianti, 2005<br />

253 pp., 13,50 euro<br />

Che neve non è, ma Peruvian<br />

Flakes, fiocchi di cocaina<br />

pura al 100% nascosta per<br />

bene in bombolette spray di<br />

schiuma da barba all’interno<br />

di una comune valigetta da<br />

campionario. Valigetta che<br />

vaga da Malta a Francoforte<br />

a Ostenda, passando per<br />

Amsterdam, nelle mani di un<br />

tale Blum, trafficante scalcagnato<br />

alle soglie dei 40, che<br />

stufo di opere d’arte contraffatte<br />

e lotti di riviste porno<br />

danesi, tenta il colpaccio della<br />

vita. Blum ci fa pensare subito<br />

al suo autore-inventore: uno<br />

scrittore maledetto, giornalista<br />

di Playboy, gettatosi sotto<br />

un camion a soli 43 anni.<br />

IL PRIMO POTERE<br />

Pedro Casals<br />

Alacrán, I Misteri, 2005<br />

152 pp., 12 euro<br />

Alacrán (lo “scorpione”, in<br />

spagnolo, per i curiosi) è una<br />

neonata casa editrice che<br />

in agosto festeggia il primo<br />

compleanno. Ha scelto di<br />

pubblicare Storie, Misteri e<br />

Saggi (queste le sue collane)<br />

selezionando autori italiani,<br />

iberici o comunque mediterranei,<br />

che siano scritti bene<br />

e che trattengano (almeno<br />

così dovrebbero) l’attenzione<br />

del lettore. Noi abbiamo letto<br />

un giallo targato Barcellona,<br />

risolto dall’avvocato investigatore<br />

Salinas, con tanto di<br />

sequestro, i soliti sospetti e<br />

– come da copione – rapida<br />

soluzione del caso: niente di<br />

adrenalinico, ma sotto il solleone<br />

ci può stare.<br />

URBAN 55


MEDIA<br />

A COPIARLO, IL CERVELLO<br />

UMANO SI COLORA DI BLU<br />

Computer da paura per<br />

imitare la materia grigia<br />

Qualcuno ha deciso di ricostruire<br />

in laboratorio il<br />

cervello umano. Sembrerebbe<br />

una storia alla Philip K. Dick,<br />

non fosse che dietro a questo<br />

progetto c’è l’Ibm, e forse è<br />

questo a renderla ancora più<br />

inquietante.<br />

La società informatica ha infatti<br />

messo a disposizione del<br />

Politecnico federale della città<br />

di Losanna il Blue Brain, ovvero<br />

un computer in grado di raggiungere<br />

una velocità di calcolo<br />

di 22,8 teraflops: per essere più<br />

chiari 22,8 trilioni di operazioni<br />

al secondo. Quante volte in<br />

una giornata di lavoro intenso<br />

avreste voluto realizzare più di<br />

venti trilioni di operazioni al<br />

secondo?<br />

Questo computer dovrebbe permettere<br />

ai ricercatori di simulare<br />

in 3D quella parte di cervello<br />

umano dove risiedono i processi<br />

cognitivi e comunicativi.<br />

Charles Peck, ricercatore dell’Ibm,<br />

sostiene che grazie alla<br />

tecnologia di Blue Brain si otterranno<br />

preziose informazioni<br />

sul reale funzionamento del<br />

nostro cervello, indicazioni che<br />

potrebbero essere molto utili<br />

per contrastare malattie come la<br />

schizofrenia e l’autismo.<br />

Speriamo in bene! Perché ci<br />

vengono subito in mente dei<br />

venditori Ibm, dotati di supporto<br />

Blue Brain, che corrono<br />

nelle università a vendere agli<br />

studenti tecnologie magiche per<br />

superare gli esami o altre follie<br />

simili compresi sistemi imbattibili<br />

per vincere al lotto... Oppure<br />

pensiamo alle mille applicazioni<br />

che questo strumento potrebbe<br />

avere a scopo bellico.<br />

Ma bando a catastrosfismi e<br />

pessimismi vari, fidiamoci di<br />

questi scienziati, quando ci<br />

dicono che finalmente potremo<br />

scoprire i segreti elettrici della<br />

corteccia cerebrale e cogliere<br />

l’origine e il percorso degli impulsi<br />

neuronali.<br />

Non temete dunque un novello<br />

Frankenstein che cerca di terrorizzare<br />

i bambini, qui non si<br />

cerca di costruire, si cerca di<br />

simulare, di studiare e di capire<br />

un pezzo del cervello umano.<br />

Un domani, con la velocità di<br />

calcolo che aumenta e i costi<br />

tecnologici che si abbassano, ci<br />

troveremo invasi da un’ondata<br />

di androidi cervellotici, che,<br />

come C-3PO in Guerre stellari<br />

ci romperanno le palle con la<br />

loro cultura enciclopedica, con<br />

la loro velocità di ragionamento<br />

e con una razionalità imbarazzante!<br />

DALL'ALTO È TUTTO PIÙ CHIARO<br />

Immagini satellitari per<br />

tutti ma soprattutto per<br />

i single in caccia<br />

Se vi capita spesso, per esempio,<br />

di recuperare l’indirizzo di<br />

un negozio dove volete assolutamente<br />

andare, ma poi non<br />

ricordate esattamente dove si<br />

trovi la via, non preoccupatevi:<br />

si sta avvicinando la soluzione al<br />

problema.<br />

Microsoft ha annunciato che<br />

entro l’estate sarà disponibile,<br />

sulla rete, MSN Virtual Earth,<br />

una sorta di riproduzione virtuale<br />

del pianeta basata su rilevamenti<br />

e immagini satellitari.<br />

Come le pagine gialle, per farla<br />

breve, solo che anziché offrirci<br />

solo il nome della via che stiamo<br />

cercando, ne visualizza la localizzazione<br />

tramite immagini e<br />

carte topografiche.<br />

Non c’è da stupirsi che riguardo<br />

a un servizio del genere ci sia già<br />

un concorrente, in questo caso<br />

Google, attivo da alcuni mesi<br />

con Google Maps (curiosa aggiunta:<br />

la partnership con 4ppl<br />

– www.4ppl.com/locate/ – da<br />

cui è nata una sorta di mappa<br />

dei single che cercano nuove<br />

amicizie, chiamata anche social<br />

networking, per ora solo sul territorio<br />

americano).<br />

Se l’esperimento di Google suscita<br />

senz’altro più simpatia, la<br />

tecnologia del servizio targato<br />

MSN è più complessa, permettendo<br />

di passare dalla raffigurazione<br />

di carte topografiche a<br />

vere e proprie immagini satellitari,<br />

con una visione a 45° più<br />

completa e spettacolare.<br />

Tornando al Belpaese, non si<br />

può non citare l’ormai mitico<br />

www.infocantieri.it. Da anni il<br />

sito dell’Aem ospita una mappa<br />

satellitare di Milano veramente<br />

dettagliata.<br />

illustrazione: Alessandra Voltan<br />

E-GAMES<br />

FORZA MOTORSPORT<br />

X-box<br />

Finalmente anche Xbox ha<br />

la sua macchina da corsa.<br />

Forza Motorsport, con il suo<br />

enorme parco macchine e<br />

con la cura maniacale per i<br />

particolari, si candida a essere<br />

uno dei giochi di corse<br />

più apprezzati dell’estate.<br />

Da non sottovalutare poi il<br />

multiplayer online che permette<br />

di connettere fino a<br />

otto giocatori sulla stessa<br />

pista.<br />

RAPALA PRO-FISHING<br />

Ps2 – X-Box – Pc – Game Boy<br />

Advance<br />

Ecco un gioco che si adatta<br />

perfettamente alla stagione<br />

estiva. Laghi, mari e fiumi<br />

saranno il vostro regno, un<br />

regno per pescatori, novelli<br />

Sampei e maestri dell’arte<br />

del sushi. Avrete a disposizione<br />

oltre 750 tipi di esche,<br />

potendo spaziare tra 12<br />

ambientazioni reali, dal Rio<br />

delle Amazzoni al delta del<br />

Danubio. E potrete sfidare gli<br />

altri giocatori in una serie di<br />

tornei oppure limitarvi a giri<br />

di pesca d’altura, per il semplice<br />

piacere di sentirvi come<br />

Ernest Hemingway!<br />

EMPIRE EARTH 2<br />

Pc<br />

Ritorna il gioco kolossal della<br />

Sierra. Rispetto alla prime<br />

edizioni non ci sono innovazioni<br />

particolari, se non<br />

nella grafica e in qualche<br />

elemento strategico. Resta<br />

il fatto che rivivere la storia<br />

dal neolitico alla civiltà dei<br />

robot e delle nanotecnologie<br />

è un’esperienza divertente.<br />

Anche questo gioco offre la<br />

possibilità del multiplayer,<br />

ma vi consigliamo molto allenamento<br />

prima di buttarvi<br />

nella mischia...<br />

URBAN 57


1 .<br />

2 .<br />

3 .<br />

4 .<br />

5 .<br />

6 .<br />

7 .<br />

8 .<br />

9 .<br />

HOT HIT<br />

Le più scaricate a fine<br />

giugno da I Tunes<br />

Music Store - Italia<br />

U2<br />

City of blinding lights<br />

KT TUNSTALL<br />

Black horse & the cherry tree<br />

NEGRITA<br />

Rotolando verso sud<br />

POVIA<br />

I bambini fanno "Oh..."<br />

SIMPLE PLAN<br />

Welcome to my life<br />

CESARE CREMONINI<br />

Marmellata#25<br />

NEK<br />

Lascia che io sia<br />

JAMES BLUNT<br />

High<br />

BLACK EYED PEAS<br />

Don’t phunk with my heart<br />

COLDPLAY 10 . Speed of sound<br />

ZOOM<br />

A Torino, anche quest’anno,<br />

in luglio, entra nel vivo<br />

Spaziale Summer, la rassegna<br />

dedicata alla produzione<br />

rock indipendente. E allora<br />

largo (e sono in tanti!) a chi<br />

elude le convenzioni per<br />

cercare nuove strade e sonorità<br />

diverse. Un po’ di nomi:<br />

sul palco Liars + Art Brut,<br />

13&God, British Sea Power<br />

+ The Rakes, The Ordinary<br />

Boys. Ma attenzione anche a<br />

The Departure (il 22 luglio)<br />

e Blues Explosion (il 26).<br />

Da seguire, volendo, con un<br />

abbonamento unico a tutti<br />

i concerti (a 70 euro), per<br />

un’estate di musica davvero...<br />

spaziale!<br />

Spazio 211<br />

Dal 9 al 26 luglio<br />

Info: www.spazio211.com<br />

58 URBAN<br />

MUSICA<br />

DI PAOLO MONESI<br />

DAL VIVO COME IN STUDIO<br />

DIDO RESTA IMPECCABILE<br />

DIDO LIVE AT BRIXTON<br />

ACADEMY<br />

Dido<br />

Sony Bmg<br />

Il suo vero nome è Dido<br />

Florian Cloud de Bounevialle<br />

Armstrong, ecco perché chiamarla<br />

Dido fa tirare a tutti un sospiro<br />

di sollievo… Con un nome<br />

così è facile perdere le amicizie:<br />

che fatica chiamarla!<br />

Trentatré anni, Dido è una bella<br />

ragazza londinese dal nome leggendario<br />

(Didone, la regina di<br />

Cartagine celebrata dall’Eneide)<br />

da qualche anno leggenda lei<br />

stessa: leggenda musicale! Con<br />

No angel, il suo disco d’esordio,<br />

stupì il mondo intero per freschezza<br />

e talento. Ma Dido non<br />

ha avuto solo fortuna: viene dalla<br />

gavetta, svolta prima a scuola<br />

di piano e di violino sin dall’età<br />

di sei anni e poi come corista dei<br />

Faithless, il gruppo del fratello<br />

Rollo. E si sente! Sin da quando<br />

la ascoltavo le prime volte, i suoi<br />

brani mi sembravano sempre la<br />

colonna sonora di qualche film e<br />

non ho la presunzione di essermene<br />

accorto solo io! Thankyou<br />

è finita nella colonna sonora di<br />

Sliding Doors, Here with me in<br />

una sit-com americana, Roswell<br />

high, la storia di alcuni alieni in<br />

una scuola, e il suo ultimo lavoro<br />

per il cinema è stato un duetto<br />

SOTTOFONDO<br />

MILESTONE & COLONNE SONORE<br />

Molti grandi film si sono contraddistinti per grandi musiche: senza, sarebbero stati lo stesso così grandi?<br />

La colonna sonora dei film<br />

è nata prima del sonoro. Un<br />

pianista accompagnava le prime<br />

proiezioni al cinematografo<br />

sottolineando i momenti salienti<br />

e le azioni della pellicola. Il commento<br />

musicale acquisì un’importanza<br />

ancora maggiore in seguito<br />

e con le nuove tecnologie<br />

surround, sempre più sofisticate,<br />

l’interazione con gli effetti sonori<br />

ha dato vita a una nuova forma<br />

di composizione. Come immaginare<br />

gli immensi spazi stellari<br />

di Star Wars senza la favolosa<br />

colonna sonora di John Williams<br />

oppure i paesaggi western di<br />

Leone senza il commento musicale<br />

del maestro Morricone?<br />

Williams, padre di capolavori<br />

indimenticabili come Guerre<br />

stellari, E.T., Lo squalo ma anche<br />

Jurassic Park, apre la nostra se-<br />

con Rufus Wainwright per la<br />

colonna sonora dell’ultimo film<br />

sulle avventure di Bridget Jones,<br />

Che pasticcio Bridget Jones!. I<br />

due hanno reinterpretato I eat<br />

lezione. Il suo stile epico e allo<br />

stesso tempo coinvolgente e familiare<br />

ha fatto scuola forgiando<br />

almeno due generazioni di compositori<br />

che in lui hanno visto<br />

un guru. L’onirico Danny Elfman,<br />

compositore di grande talento<br />

nonché feticcio di Tim Burton,<br />

ha composto melodie indimenticabili<br />

per film come Barman<br />

e Nightmare before Christmas.<br />

Il compianto Gerry Goldsmith è<br />

famoso soprattutto per i suoi<br />

lavori per la fantascienza: tra tutti<br />

la saga di Alien, ma il suo nome<br />

verrà sicuramente ricordato per il<br />

suo monumentale lavoro su tutta<br />

la saga di Star Trek e sugli spin<br />

off della serie. E come ignorare<br />

Howard Shore? Il direttore dell’orchestra<br />

tv più famosa, quella<br />

di Saturday night live, colui che<br />

aiutò Dan Aykroyd and John<br />

dinner, brano scritto dalla madre<br />

di Wainwright, la cantante folk<br />

Kate McGarrigle.<br />

Dopo No Angel, Eminem ha<br />

campionato la prima strofa di<br />

Belushi a organizzare the Blues<br />

Brothers Band e soprattutto vincitore<br />

di Oscar, Grammy e Golden<br />

Globe a gogo!<br />

Un discorso a parte merita<br />

Vangelis: nonostante il suo nome<br />

appaia nei crediti di numerosi<br />

film come Il Bounty, Colombo<br />

1492 e lo storico Momenti di<br />

gloria, verrà sicuramente ricordato<br />

negli annali del cinema per la<br />

soundtrack del film culto Blade<br />

Runner, in cui è riuscito per primo<br />

nell’impresa di “orchestrare” utilizzando<br />

decine di sintetizzatori:<br />

un vero pioniere della musica.<br />

Qui di seguito troverete una<br />

tracklist di chi ha certamente lasciato<br />

un segno nella storia. Per<br />

chi abbiamo dovuto omettere per<br />

ragioni di spazio, consigliamo<br />

il sito www.soundtrack.net, che<br />

consente ricerche incrociate e vi<br />

Thankyou e ci ha costruito un<br />

pezzo nuovo sopra: Stan, una<br />

canzone fra le più belle della<br />

storia della musica (la trovate<br />

in The Marshall Mathers LP).<br />

Per Dido è la consacrazione.<br />

Confermata con la vendita lampo<br />

di 22 milioni di copie dell’album<br />

Life for rent. Risultato: Dido ha<br />

superato la quota di 40 milioni<br />

di dischi venduti nel mondo ed<br />

è nella top ten degli artisti più<br />

ricchi del music biz. Un anno<br />

sabbatico la allontana in questo<br />

momento dalle scene e per<br />

scaldarne il ricordo in attesa del<br />

nuovo album, ecco in formato<br />

dvd + cd il concerto registrato<br />

lo scorso agosto alla Brixton<br />

Academy, tutta rinnovata e più<br />

spettacolare che mai. Ottime<br />

le riprese, il regista è David<br />

Barnard, lo stesso di Nick Cave e<br />

Bjork, il dvd contiene i maggiori<br />

successi di una Dido in splendida<br />

forma, spiritosa e simpatica<br />

quando parla col pubblico e<br />

perfetta (anche troppo) quando<br />

canta.<br />

L’intro è un videoclip realizzato<br />

e dedicato a Brixton con ore e<br />

ore di riprese poi accelerato.<br />

Poi il concerto, senza contributi<br />

esterni. L’audio è semplicemente<br />

cristallino: un reference per<br />

qualsiasi impianto! Stereo, Dolby<br />

Digital 5.1 Surround e DTS<br />

Surround.<br />

terrà aggiornati con notizie sui<br />

vostri compositori preferiti.<br />

1) Star Wars (John Williams)<br />

2) Rain Man (Hans Zimmer)<br />

3) Star Trek (Gerry Goldsmith)<br />

4) Il gladiatore (Hans Zimmer)<br />

5) Indiana Jones e i predatori<br />

dell’arca perduta (John Williams)<br />

6) Il Signore degli Anelli<br />

(Howard Shore)<br />

7) Beverly Hills Cop (Harold<br />

Faltermeyer + AAVV)<br />

8) Blade Runner (Vangelis)<br />

9) Batman (Danny Elfman)<br />

10) Superman (John Williams)<br />

11) E.T. (John Williams)<br />

12) Nightmare before<br />

Christmas (Danny Elfman)<br />

13) Hunt for Red October (Basil<br />

Poledouris)<br />

14) American Beauty (Thomas<br />

Newman)<br />

15) The aviator (Howard Shore)<br />

PRETTY IN BLACK<br />

The Raveonettes<br />

Columbia Records<br />

Sune Rose Wagner e Sharin Foo<br />

sono due convincenti esponenti<br />

danesi di un genere che spesso<br />

si è rivelato un po’ troppo autocelebrativo<br />

e talvolta monotono:<br />

il garage rock. Appassionati del<br />

vintage, sia Sune che la bellissima<br />

Sharin (1 metro e 80) hanno<br />

sempre avuto un look anni ’50.<br />

Sesso, suicidio e prostituzione<br />

sono i loro temi ricorrenti. Tutto<br />

l’album è stato inciso dal vivo<br />

senza trucchi da studio, a differenza<br />

dei precedenti Whip it<br />

on e Chain gang of love, demo<br />

trasformate in album grazie alla<br />

post produzione. Addirittura<br />

Sune ha proibito ai componenti<br />

del gruppo di fare troppe prove,<br />

per mantenere un buon livello di<br />

spontaneità nelle esecuzioni.<br />

Ispirandosi a Buddy Holly e agli<br />

Everly Brothers, stavolta il loro<br />

lavoro è una sorpresa a ogni traccia:<br />

in The heavens immaginano<br />

un brano commissionato da Elvis<br />

Presley, come se fosse ancora<br />

vivo, mentre in Seductress of<br />

bums giocano con il mainstream<br />

alla Beyoncé e con suoni retrò.<br />

In Twilight, invece, omaggiano gli<br />

albori della fantascienza. Hanno<br />

collaborato con Sune e Sharin<br />

diversi ospiti, ma la più importante<br />

è certo la leggendaria batterista<br />

dei Velvet Underground,<br />

Moe Tucker (60 anni compiuti!):<br />

l’effetto eterna giovinezza dei<br />

Raveonettes ha colpito ancora!<br />

GREATEST HITS<br />

The Offspring<br />

Columbia Records<br />

Pubblicato nei formati cd<br />

Standard e Limited Editino, il meglio<br />

degli Offspring è un’occasione<br />

ghiottissima per ripercorrere<br />

gli anni della carriera di un gruppo<br />

tra i più talentuosi e veri della<br />

storia. La Limited Editino contiene<br />

l’album e un dvd in audio stereo<br />

5.1 con un’analisi retrospettiva<br />

di Dexter Holland e Noodles (il<br />

custode della scuola frequentata<br />

da Dexter e da Greg Kriesel,<br />

fondatori della band) in cui si<br />

scatenano raccontando aneddoti<br />

e ci presentano Dirty magic in<br />

versione acustica. Il Greatest Hits<br />

si apre con l’inedito Can’t repeat<br />

e prosegue con una sequenza<br />

mozzafiato: da Self esteem ad<br />

Americana, a Why don’t you get a<br />

job a The kids aren’t alright.<br />

Il dvd dura due ore e mezza ed<br />

è la raccolta definitiva di tutti i<br />

loro migliori video, spesso divertentissimi<br />

e vere chicche da collezionisti,<br />

come un paio di video<br />

prodotti “in casa”, una selezione<br />

di performance televisive live e<br />

Guy Cohen: where is he now? ovvero<br />

l’assurda intervista di Dexter<br />

all’attore di Pretty fly (for a white<br />

guy), brano reso celebre da 22<br />

milioni di <strong>download</strong> in dieci settimane<br />

che gli valsero il titolo di<br />

canzone più piratata del mondo.<br />

Un greatest molto ben realizzato<br />

per celebrare gli Offspring, passando<br />

per 32 milioni di dischi<br />

venduti in carriera!<br />

Elton John, Annie Lennox, Sting,<br />

R.E.M., Puff Daddy, Will Smith e<br />

altri ancora. A Roma, sul palco<br />

del Circo Massimo, Ligabue,<br />

Jovanotti, Renato Zero, Nek,<br />

De Gregori, Planet Funk e Piero<br />

Pelù. La raccolta destinata a<br />

contribuire alla cancellazione del<br />

debito dei paesi africani continua<br />

fino al 15 luglio e tutti possiamo<br />

contribuire inviando un<br />

sms al numero 48587 del costo<br />

di 1 euro iva inclusa: il ricavato<br />

sarà donato alla Band Aid Trust<br />

Onlus. Ma questo evento sarà<br />

ricordato anche come il primo<br />

TOUCH<br />

Amerie<br />

Sony Music<br />

Figlia di una coreana e di un<br />

afro-americano, Amerie, per via<br />

del lavoro del padre, militare<br />

di carriera, è cresciuta viaggiando<br />

per il mondo tra Alaska<br />

e Germania. Studia danza sin<br />

da bambina e ama la musica<br />

classica grazie alla madre e il<br />

r&b grazie al padre. Dopo le<br />

superiori la famiglia si stabilisce<br />

definitivamente in Virginia,<br />

mentre Amerie si laurea alla<br />

Georgetown University in inglese<br />

e arti.<br />

Durante la sua permanenza a<br />

Washington D.C., sua città natale,<br />

incontra il produttore di<br />

Mary J. Blige, Rich Harrison, e<br />

inizia a realizzare dei demo.<br />

Nell’aprile 2002 finalmente il<br />

primo singolo Why don’t we fall<br />

in love. L’album All I have funziona<br />

e scala le classifiche.<br />

Ed eccola di ritorno con Touch<br />

che contiene la bellissima 1<br />

thing e la sensualissima titletrack<br />

Touch, in cui descrive<br />

se stessa e le donne come<br />

capaci di essere dolcissime e<br />

affettuose, quanto vendicative<br />

e pericolose se si cerca di<br />

ostacolarle. Anche con Man up,<br />

disponibile solo nella versione<br />

Dualdisc dell’album, si torna<br />

sull’argomento della battaglia<br />

fra i sessi… Gli ascoltatori maschi<br />

sono avvertiti: per quanto<br />

appaia seducente, questa<br />

mena!<br />

evento mediatico mondiale sui<br />

videofonini: 3 si è accaparrata<br />

infatti l’esclusiva delle oltre sette<br />

ore di diretta live trasmesse dai<br />

palcoscenici sui quali si sono<br />

tenuti i concerti: oltre al Circo<br />

Massimo di Roma, Hyde Park a<br />

Londra, Place de la Concorde/<br />

Champs Elysées a Parigi, la Porta<br />

di Brandeburgo di Berlino e lo<br />

stadio JFK di Philadelphia, il tutto<br />

in concomitanza con il G8 di<br />

Edimburgo.<br />

La maratona musicale è stata<br />

trasmessa sul collaudatissimo<br />

canale Concerti de LaTua TV<br />

SORGENTE<br />

Simona Bencini<br />

Warner<br />

Ho intervistato Simona almeno<br />

tre volte in radio e mi ha sempre<br />

stupito la sua freschezza. Sono<br />

stato a Malaga con lei e la sua ex<br />

band, i Dirotta su Cuba, in occasione<br />

del lancio del loro album<br />

Fly, e ho avuto la conferma della<br />

sua spontaneità. Ma basteranno<br />

queste sue qualità di meravigliosa<br />

solare donna fiorentina a farla<br />

uscire dal muro dell’indifferenza<br />

che in questo paese perseguita<br />

chi ha talento e non se la tira affatto?<br />

Dopo dieci anni dall’uscita<br />

del primo disco dei Dirotta su<br />

Cuba ecco il suo primo album<br />

solista, che si apre con Sottovoce.<br />

Tranquilli, non è un omaggio al<br />

programma di Marzullo! Si tratta<br />

di una ballata di quelle che finisci<br />

per canticchiare per tutto il<br />

giorno.<br />

Questo è un album di musica<br />

soul. Italiana ma soul, proprio come<br />

Simona! La sua bravura è impressionante.<br />

In Il riflesso dà del<br />

filo da torcere ai programmatori<br />

musicali delle radio: come evitare<br />

questo brano? Questa voce, scritta<br />

da Pacifico, uno degli autori<br />

culto del momento, regge per la<br />

bellezza di sei minuti con un assolo<br />

incredibile di Stefano Bollani.<br />

In Nuda e in Resto in ascolto,<br />

bellissimi, un unico rammarico:<br />

sono convinto che se fossero<br />

stati cantati in inglese, sarebbero<br />

diventati degli hit internazionali<br />

senza alcuna difficoltà.<br />

GELDOF AID PURE SUL TELEFONINO<br />

Il concerto dell'anno in onda sul display del cellulare? Straordinario, basta che la batteria non tradisca sul più bello<br />

Mi spiace per Bob, ma che<br />

gioia per chi ama la musica!<br />

Nonostante per anni Bob Geldof<br />

abbia raccomandato a chi lo<br />

avesse intervistato di “non”<br />

fargli domande sulla sua attività<br />

di organizzatore di concerti<br />

benefici, il suo nome resterà indissolubilmente<br />

legato a questo<br />

genere di iniziative. Live8 sarà<br />

ricordato come il più grande<br />

evento mediatico degli ultimi<br />

20 anni con la partecipazione<br />

di artisti del calibro di U2, Paul<br />

McCartney, Coldplay, Robbie<br />

Williams, Madonna, Placebo,<br />

di 3, dove è possibile tuttora<br />

assistere alla replica dei cinque<br />

singoli concerti e tutto il “Best<br />

of”. Non è la prima volta che<br />

questo operatore stupisce con<br />

la musica: in anteprima l’ultimo<br />

singolo di Morgan, Un giudice, è<br />

stato lanciato in esclusiva su un<br />

videofonino. E per chi fa musica,<br />

nella sezione Artisti Emergenti,<br />

è possibile inviare i propri pezzi<br />

e videoclip e partecipare a un<br />

concorso: chi totalizza il maggior<br />

numero di <strong>download</strong> dai videofonini<br />

vince l’incisione di un intero<br />

album destinato alla vendita.<br />

CONCERTI<br />

KEITH JARRETT/ GARY<br />

PEACOCK / JACK<br />

DEJOHNETTE<br />

12 luglio<br />

Napoli - Arena Flegrea<br />

15 luglio<br />

Roma - Cavea Parco della<br />

Musica<br />

GIORGIA<br />

16 luglio<br />

Roma - Cavea Parco della<br />

Musica<br />

17 luglio<br />

Paestum - Teatro dei templi<br />

22 luglio<br />

Lucca - Piazza Napoleone<br />

PORCUPINE TREE<br />

24 luglio<br />

Roma - Centrale del Tennis<br />

25 luglio<br />

Collegno - Colonia Sonora<br />

ANASTACIA<br />

24 luglio<br />

Como - Stadio Sinigaglia<br />

26 luglio<br />

Roma - Ippodromo delle<br />

Capannelle<br />

JAMIROQUAI<br />

15 luglio<br />

Lucca - Piazza Napoleone<br />

17 luglio<br />

Napoli - Piazza del Plebiscito<br />

18 luglio<br />

Roma - Ippodromo delle<br />

Capannelle<br />

RICKY FANTÉ<br />

18 luglio<br />

Borgaro Torinese - Parco<br />

Chico Mendes<br />

19 luglio<br />

Modena - Parco Novi Sad<br />

SUGAR FREE<br />

26 luglio<br />

Modena - Parco Novi Sad<br />

28 luglio<br />

Borgaro Torinese - Parco<br />

Chico Mendes<br />

URBAN 59


TEATRO<br />

DI IGOR PRINCIPE<br />

DANZANDO SOTTO I PORTICI<br />

Strade e piazze<br />

bolognesi? Per una<br />

settimana si trasformano<br />

in palcoscenico<br />

BOLOGNA<br />

Danza <strong>Urban</strong>a<br />

Che danzare sia una questione<br />

di spazio, oltre che di corpo,<br />

suono e ritmo, è un fatto. C’è<br />

quindi profonda coerenza in<br />

quella che, nove stagioni fa,<br />

apparve come una felice innovazione<br />

nel mondo dello spettacolo:<br />

ambientare un festival di<br />

danza contemporanea in strade<br />

e piazze, per saggiare il rapporto<br />

tra movimento e contesto architettonico.<br />

Con quella coerenza di fondo,<br />

Danza <strong>Urban</strong>a si ripropone quest’anno<br />

a Bologna, sua sede da<br />

sempre. E non a caso, considerati<br />

gli oltre 70 chilometri di portici<br />

che la attraversano facendone<br />

un suggestivo palcoscenico sui<br />

generis. Principale novità della<br />

nona edizione è il suo inserimen-<br />

VERONA<br />

La donna vendicativa<br />

Dopo anni di bisbetiche, baruffe,<br />

arlecchini, gemelli e locandiere,<br />

finalmente un Goldoni diverso.<br />

È quello che Roberto De<br />

Simone porta in scena nel corso<br />

dell’Estate Teatrale Veronese,<br />

con una prima nazionale che<br />

SUSA (TO)<br />

Mythos<br />

Inserita in una rassegna – Le<br />

montagne del fare anima – che<br />

la Fondazione Circuito Teatrale<br />

del Piemonte ha pensato come<br />

omaggio allo spirito delle<br />

Olimpiadi (Torino 2006 si avvicina),<br />

questa coreografia della<br />

Martha Graham Dance Company<br />

racconta uno dei fondamenti<br />

della cultura greca: il mito, appunto.<br />

Un’indagine condotta anche<br />

con richiami all’oriente del<br />

teatro Noh e del Kabuki.<br />

Anfiteatro Romano<br />

17 luglio<br />

to nella programmazione degli<br />

eventi di bè-bolognaestate 05,<br />

curata dal comune felsineo.<br />

L’elenco dei luoghi in cui si<br />

tengono gli spettacoli lascia<br />

immaginare un virtuale dialogo<br />

pare essere anche una prima<br />

assoluta: a memoria del regista,<br />

infatti, non è stata mai allestita.<br />

Su tanta lacuna sono possibili<br />

soltanto congetture. Sarà perché<br />

i personaggi recitano in un<br />

italiano elegante, escluso un<br />

immancabile Arlecchino fedelmente<br />

devoto al dialetto. O perché,<br />

diversamente dai noti finali<br />

TORINO<br />

La ballata di Hué<br />

Due donne, Roberta Cortese e la<br />

vietnamita Ha Kim-Chi, prestano<br />

le loro voci al racconto di Dario<br />

Buzzolan su un luogo mitico del<br />

Vietnam: la città di Hué. È un confronto<br />

sulla storia di quella che<br />

nel XIX secolo fu la grandiosa capitale<br />

di un impero guidato dalla<br />

dinastia Nguyen. E che negli anni<br />

Settanta si trasformò nel baratro<br />

della dignità umana, in un inferno<br />

di napalm e pallottole. Info: Punti<br />

Verdi, tel. 011-5176246.<br />

Centro Interculturale<br />

30 luglio<br />

tra il presente, incarnato nelle<br />

coreografie, e il passato, espresso<br />

dai luoghi medesimi. San<br />

Giorgio in Poggiale, Piazza del<br />

Nettuno, Piazza della Mercanzia,<br />

l’ex Chiesa di San Mattia sono<br />

di Goldoni, qui niente s’appiana<br />

in una composizione a lieto<br />

fine. L’intreccio è, come sempre,<br />

equivoco: la serva Corallina (interpretata<br />

da Maddalena Crippa)<br />

è tradita dal fidanzato Florindo<br />

con Rosaura, figlia del suo padrone<br />

Ottavio. Per farla scontare<br />

alla rivale, riesce a metterle<br />

contro il padre. Chiuso il sipario,<br />

MILANO<br />

Ercole in Polesine<br />

Natalino Balasso scende dalla<br />

pedana del cabaret per raccontare<br />

la sua terra, il Polesine. Dove<br />

desideri, ansie e paure degli<br />

abitanti sembrano rubati agli antichi<br />

greci, con cui, secondo l’attore-narratore,<br />

i padani di quella<br />

zona hanno molto in comune.<br />

Anche se, conclude, il Polesine<br />

“è un Messico con la nebbia”. In<br />

cartellone nella nona edizione<br />

della rassegna Da vicino nessuno<br />

è normale.<br />

Ex ospedale Paolo Pini<br />

17 luglio<br />

alcune tra le sedi dove si articola<br />

il festival, che si apre alle<br />

Absidi di piazza San Domenico<br />

con Stanze, della compagnia<br />

Aldes di Roberto Castello (giovedì<br />

21). E che prosegue con<br />

Visitazione>Mother Rhythm,<br />

della compagnia di Virgilio Sieni,<br />

spettacolo ispirato dallo schema<br />

iconografico della Visitazione del<br />

Pontormo (venerdì 22 e sabato<br />

23).<br />

Gli svizzeri Mike Winters e Kylie<br />

Walters, la compagnia Foofwa<br />

d’Immobilité e un progetto di<br />

Fabrizio Favale sono le altre<br />

presenze della rassegna, che si<br />

conclude il 28 a San Giorgio in<br />

Poggiale con Real Madrid, nato<br />

dalla collaborazione di due ensemble:<br />

i danzatori di Mk e i musicisti<br />

di Esc. I galacticos Ronaldo<br />

e compagni non c’entrano: si<br />

tratta invece di uno spettacolo<br />

di Michele Di Stefano incentrato<br />

sullo sviluppo del suono e sul<br />

suo rapporto con lo spazio circostante.<br />

Dal 21 al 28 luglio<br />

www.danzaurbana.it<br />

IN LINGUA, UN INEDITO GOLDONI<br />

Sembra incredibile, ma pare che questa pièce del commediografo veneziano sia proprio una prima assoluta<br />

trionfa solo un’ipocrisia in cui<br />

tutti cercano di imbrogliarsi a<br />

vicenda. E in cui i nuovi borghesi<br />

non risultano poi tanto migliori<br />

della decadente aristocrazia che<br />

intendono mettere in un angolo.<br />

Teatro Romano<br />

dal 21 al 25 luglio<br />

www.comune.verona.it/etv<br />

MITOLOGIA, VIETNAM E AFRO-DANCE<br />

Visitazione>Mother Rhythm<br />

VERONA<br />

Adjaya<br />

Première italiana per la compagnia<br />

di Georges Momboye,<br />

al momento il più autorevole<br />

coreografo africano contemporaneo.<br />

Che ha raccolto intorno a<br />

sé i migliori talenti del continente<br />

nero e li ha fatti muovere su<br />

un tappeto musicale in cui dominano<br />

le percussioni. Ne è nato<br />

uno spettacolo che racconta<br />

la nuova danza contemporanea<br />

africana, innervandola di jazz e<br />

di arditi richiami all’hip hop.<br />

Teatro Romano<br />

28-29-30 luglio<br />

FESTIVAL<br />

Volterra, Spoleto<br />

e Borgio Verezzi<br />

Volterra teatro<br />

Scienziati, filosofi ed economisti<br />

a confronto con i nuovi nomi<br />

della drammaturgia per tracciare<br />

un ipotetico profilo del<br />

mondo che verrà. È l’idea che<br />

sta alla base della diciannovesima<br />

edizione del festival Volterra<br />

teatro. Tra gli spettacoli, Come<br />

in un film (titolo provvisorio)<br />

è la nuova produzione della<br />

Compagnia della Fortezza di<br />

Armando Punzo, costituita dai<br />

detenuti del carcere di Volterra.<br />

www.volterrateatro.it<br />

Dal 18 al 31 luglio<br />

Festival dei Due Mondi<br />

Conosciuto come il più importante<br />

momento estivo per<br />

la musica classica, il festival<br />

spoletino riserva da tempo<br />

un ampio spazio alla prosa.<br />

Andrea Jonasson, Juan Diego<br />

Puerta Lopez e le marionette<br />

dei fratelli Colla sono tra i<br />

nomi in cartellone. Il progetto<br />

I Grandi Processi ripropone,<br />

nella cornice del tribunale<br />

di Spoleto, arringhe e difese<br />

condotte da giuristi di oggi<br />

(Nordio, Dambruoso, Pecorella)<br />

sui personaggi che hanno fatto<br />

la storia, come Sigmund Freud<br />

o Yasser Arafat.<br />

www.spoletofestival.it<br />

Fino al 17 luglio<br />

Festival teatrale di Borgio<br />

Verezzi<br />

Nove prime nazionali per la<br />

trentanovesima edizione di un<br />

appuntamento immancabile<br />

nell’estate del teatro italiano.<br />

Ugo Pagliai, Lello Arena, Elena<br />

Ghiaurov, Giuseppe Pambieri,<br />

Paolo Sassanelli sono tra i nomi<br />

che arricchiscono il cartellone.<br />

Da segnalare: Sostiene Pereira<br />

(dal 28 al 30 luglio, con Paolo<br />

Ferrari), l’omaggio a Hitchcock<br />

con Vertigo (dal 3 al 5 agosto,<br />

con Isabel Russinova) e Sabrina<br />

(dal 9 all’11 agosto, con<br />

Corrado Tedeschi), che chiude<br />

la programmazione.<br />

www.festivalverezzi.it<br />

Fino all’11 agosto<br />

URBAN 61


ARTE<br />

DI FLORIANA CAVALLO<br />

FRAMMENTI DI METAMORFOSI<br />

Arte made in China?<br />

Sì, grazie!<br />

MILANO<br />

La Cina: prospettive d’arte<br />

contemporanea<br />

C’è chi la Cina la teme, e chi la<br />

vede come una grande opportunità.<br />

Chi ne parla solo attraverso<br />

le percentuali del suo Pil, dimenticandone<br />

i tanti aspetti culturali.<br />

Ma qual è il punto di vista degli<br />

artisti cinesi contemporanei, quale<br />

il loro sguardo su un paese che<br />

è cambiato tanto rapidamente?<br />

Parte da qui la mostra allo Spazio<br />

Oberdan, curata da Daniela<br />

Palazzoli, che si è lasciata entusiasmare<br />

da un’arte che è ancora<br />

“originale, creativa e di un coraggio<br />

che ora come ora non ha pari<br />

nel panorama internazionale”.<br />

La rilettura è storica: le opere<br />

partono dal 1989 per arrivare al<br />

2005. Si evita la suddivisione in<br />

“categorie” come video, pittura,<br />

fotografia o scultura, valorizzando<br />

invece la versatilità degli artisti,<br />

che spaziano liberamente tra i<br />

diversi linguaggi per assecondare<br />

la loro urgenza espressiva.<br />

Per esempio, la fotografia appare<br />

il tramite più adatto a evocare<br />

quelli che in mostra sono chiamati<br />

i percorsi della Memoria, con<br />

l’approfondimento di temi come<br />

il controllo delle nascite e dei<br />

ruoli sessuali o la rivisitazione dei<br />

luoghi storici. Pittura e scultura,<br />

invece, sono protagoniste della<br />

cosiddetta Gaudy Art, che con colori<br />

sgargianti associati ai simboli<br />

tipici della cultura cinese ripropone,<br />

parodiandolo, il kitsch (brutto<br />

ma felice) tanto amato dalle<br />

masse. E poi c’è il Pop Politico, un<br />

codice visivo a metà tra l’iconografia<br />

della propaganda maoista<br />

e i poster della pubblicità occidentale.<br />

Ma non mancano nemmeno<br />

performance (documentate<br />

attraverso una serie di immagini)<br />

e video. Quasi che l’arte in tutte<br />

le sue forme, a volte, non basti a<br />

esprimere le straripanti tematiche<br />

della Cina che cambia.<br />

Spazio Oberdan<br />

fino al 2 ottobre<br />

tel. 02-77406302/6300<br />

PERCORSI D'ARTE IMPREVEDIBILI<br />

MILANO<br />

Arte, Religione e Politica<br />

Non esiste un’arte di serie A (quella occidentale) e un’arte di serie B<br />

(quella di paesi “altri”), perché tutte le culture hanno pari dignità artistica.<br />

Lo sostiene da anni con passione il solito Jean Hubert Martin,<br />

che in questa mostra al Pac (info: tel. 02-76009085) ha riunito maestri<br />

come Beuys e Flavin, artisti cubani, dominicani o africani ed esponenti<br />

dell’arte aborigena australiana (per la prima volta in Italia) in un<br />

nuovo progetto che intreccia arte, politica e religione.<br />

Dall’8 luglio al 18 settembre<br />

Benoît Mangin et Marion Laval-Jeantet, La Vision, 2003<br />

MILANO<br />

Swimming Sounds<br />

La ricerca sull’interazione spettatore-opera<br />

caratterizza molti aspetti del lavoro di<br />

Ennio Bertrand (ricordate, su tutti, Under<br />

Attack, il video interattivo censurato a<br />

causa delle sequenze sull’attacco alle<br />

Torri Gemelle, dove siamo noi a determinare<br />

i tempi della proiezione?). In<br />

Swimming Sounds, allestita nello spazio<br />

Die Schachtel (via Monte Bianco 48, tel.<br />

02-463707), l’artista invece ironicamente<br />

dà voce… ai pesci di un acquario: comprensibilmente<br />

insensibili all’evento artistico,<br />

attivano con le loro ombre una serie<br />

di altoparlanti in grado di produrre suoni.<br />

Fino al 30 luglio<br />

PALERMO<br />

Kibosh<br />

Esattamente un anno<br />

fa destava scalpore<br />

la pubblicazione<br />

del volume Kibosh<br />

(Damiani Editore)<br />

con oltre 350 scatti<br />

irriverenti e decisamente<br />

spudorati<br />

di uno tra i grandi<br />

provocatori della fotografia mondiale, Terry Richardson. Quelle stesse<br />

immagini sono ora la mostra che inaugura il progetto Farm, una<br />

serie di appuntamenti annuali dedicati ai nomi cool dell’arte contemporanea.<br />

Da Francesco Pantaleone a Palermo (info: 091-332482) e<br />

da Artecontemporanea di Rosanna Musumeci a Catania.<br />

Fino al 20 settembre<br />

ROMA<br />

Undertones<br />

A proposito di paesaggi<br />

sonori: Andrea<br />

Cera si cimenta in<br />

materia in Undertones,<br />

installazione inaugurale<br />

della sede di<br />

LipanjePuntin a Roma,<br />

in via di Montoro 10<br />

(info: www.lipanjepuntin.com),<br />

indirizzo ben noto agli appassionati d’arte contemporanea.<br />

L’artista-compositore vicentino (che in contemporanea è presente con<br />

le sue opere anche al Pompidou di Parigi) è artefice di un percorso di<br />

frammenti sonori fatto di “materiali fuori posto, di tecnologia da supermercato<br />

rovinata e resa inservibile, sprecata e quindi redenta”.<br />

Fino al 15 settembre<br />

Li Dafang, Untitled, 2004<br />

ART TOUR<br />

ROMA<br />

The complete stories<br />

of Truman Capote<br />

A ognuno le sue passioni. Tom<br />

Burr (New York, classe 1963)<br />

è da sempre affascinato dalla<br />

personalità e dalle opere di<br />

Truman Capote. Di qui la nuova<br />

serie di sculture esposta da<br />

RomaRomaRoma: quattro lavori<br />

in cui l’aspetto narrativo si innesta<br />

su strutture da arte minimal,<br />

esprimendo un equilibrio<br />

instabile. Proprio quello che ha<br />

segnato la figura del grande<br />

scrittore americano, una vita in<br />

bilico tra successi e cadute.<br />

Fino al 31 luglio<br />

Tel. 06-5881761<br />

RAVELLO<br />

Bianco e nero a colori<br />

Fotografo, creativo puro,<br />

genio della comunicazione...<br />

Chiamatelo come volete,<br />

Oliviero Toscani è un po’<br />

tutto questo insieme. Dopo<br />

le tante mostre in giro per il<br />

mondo, uno dei festival più<br />

blasonati dell’estate italiana<br />

– Ravello – gli dedica un’ampia<br />

personale: per (ri)scoprire in<br />

sequenza i suoi tanti contributi<br />

all’innovazione dell’immagine,<br />

nell’editoria, nella pubblicità,<br />

nella fotografia.<br />

Dal 10 luglio al 10 settembre<br />

Info: www.ravellofestival.com<br />

NAPOLI<br />

Present Perfect!<br />

Gli artisti di Presente perfetto!,<br />

collettiva nella sede della galleria<br />

T293 (in via Tribunali 293)<br />

si muovono intorno a un’idea<br />

di tempo dinamico, proteso tra<br />

storia e futuro, tra intuizione e<br />

azione. Così Jan Christensen si<br />

dipinge dentro un wall painting,<br />

rivendicando la sua presenza<br />

nell’opera, David Maljkovic<br />

immagina di trovarsi nel 2045,<br />

sotto l’effetto di una primitiva<br />

amnesia, Martin Sedlak stravolge<br />

nelle sue sculture entità ordinarie,<br />

arricchendo il presente<br />

di precise qualità sensoriali.<br />

Fino al 28 ottobre<br />

Tel. 081-295882<br />

URBAN 63


NIGHTLIFE<br />

EUR DA MILLE E UNA NOTTE<br />

Superstar in console<br />

all’Eur: si infiamma<br />

l’Estate Romana<br />

ROMA<br />

BeatPark<br />

Un parco elettronico nel cuore<br />

dell’Eur anima l’Estate Romana<br />

2005, che anche quest’anno<br />

si preannuncia rovente. Non<br />

solo per l’afa e le temperature<br />

tropicali, ma per la miriade di<br />

appuntamenti che focalizzano<br />

l’attenzione dei tira tardi rimasti<br />

in città. Che non potranno certo<br />

lamentarsi sul da farsi nelle<br />

MILANO<br />

Aloha Beach<br />

Da giugno a settembre. Tre<br />

mesi che vorremmo di vacanza.<br />

E invece ci tocca lavurà. Ma la<br />

notte no. E allora per fortuna<br />

che nel parco che circonda<br />

Linate è aperta la stagione dei<br />

locali estivi delle notti milanesi.<br />

Ci sono il fresco, il verde e il<br />

“mare” di queste parti, l’Idroscalo.<br />

Tra questi locali, quello<br />

notti estive, perché la seconda<br />

edizione del Beat Park, emanazione<br />

estiva del Goa, propone<br />

ben quattro appuntamenti a settimana<br />

per tutto luglio e agosto,<br />

con performance di artisti internazionali<br />

che rischiano di far<br />

saltare le prenotazioni al mare.<br />

E chi si muove più da Roma<br />

se in console arriveranno Joe<br />

Claussell, Timo Maas e Miss<br />

Kittin? Inoltre, un “certo” Carl<br />

Cox, Goldie, Cassius, Ricky<br />

Montanari, Coccoluto, Chicco<br />

Messina, Cirillo o Ken Ishii.<br />

Tutto è stato fatto alla stragrande:<br />

gli artisti più quotati,<br />

gli sponsor megagalattici, la<br />

collaborazione con lo staff di<br />

che più è riuscito a creare un’atmosfera<br />

vacanziera è probabilmente<br />

l’Aloha Beach, ex Samoa<br />

(Circonvallazione Idroscalo entrata<br />

n. 5, tel. 02-70208265).<br />

C’è il vialetto immerso nel verde<br />

di prati e alberi che porta alla<br />

grande pista da ballo centrale,<br />

circondata da un campo da beach<br />

volley in sabbia dove di sera<br />

si balla. Ci sono i chiringuiti e<br />

l’area “relax” con tanti letti in<br />

legno con grandi materassi. Ci<br />

sono gli ombrelloni in paglia e<br />

Dissonanze, Goa, Gusto, Bloom<br />

e Barone Rosso, i cibi più raffinati<br />

e una location tra le più belle<br />

per passare una serata estiva<br />

in città, il parco del laghetto<br />

dell’Eur, che, mixata con musica<br />

e videoproiezioni, ci fa dimenticare<br />

di essere a Roma (ingresso<br />

e consumazioni a parte). Infatti,<br />

i due dancefloor sono all’aperto,<br />

separati da giardini e da un<br />

percorso nel parco, con tanto di<br />

scalinata, che offre buoni spunti<br />

per una chill out di gran classe<br />

(occhio ai tacchi, però!).<br />

Basta allontanarsi dalle piste da<br />

ballo, che, nonostante il cielo<br />

aperto, rasentano calure da<br />

club, per trovare l’angolino giu-<br />

sabbia. Insomma: all’Aloha ci<br />

si può sentire già in vacanza,<br />

ballando in pista, sulla sabbia<br />

oppure trovando un angolo<br />

appartato per stare in (dolce)<br />

compagnia. L’ingresso è sempre<br />

libero e la programmazione<br />

musicale lascia spazio a tutti i<br />

generi, tranne l’house, perché<br />

abbiamo fatto il pieno in inverno!<br />

Per la stagione 2005 si<br />

parte il mercoledì con la serata<br />

Black Flower con r&b e hip hop;<br />

giovedì Samoa Beach Party,<br />

sto per fare quattro chiacchiere<br />

in tranquillità, innaffiate magari<br />

da un cocktail preso in uno dei<br />

bar specializzati in bevande<br />

a base di ingredienti naturali<br />

e biologici, tra un boccone di<br />

sushi e un altro. Che si possono<br />

gustare comodamente sulle<br />

sdraio (con doghe in legno!)<br />

a ridosso del mare, ops, del<br />

laghetto dell’Eur, naturalmente<br />

scrutando le stelle, che però si<br />

vedranno meglio avvicinandosi<br />

alla console...<br />

Via C. Colombo<br />

ang. viale Africa<br />

tel. 06-5922610<br />

www.beatpark.it<br />

ALL…IDROSCALO LA VACANZA ARRIVA PRIMA<br />

happy music a 360 gradi tutta<br />

da ballare; venerdì Let’s Dance<br />

con il meglio della musica anni<br />

‘70 ‘80 ‘90; sabato è Zapping<br />

con la crème de la crème della<br />

settimana. Infine, domenica,<br />

serata Cosa Nostra con tanta<br />

musica italiana da ballare.<br />

Sì, la Sardegna è decisamente<br />

meglio e a Riccione le facce<br />

sono meno musone, ma, che<br />

volete, qui ci si arriva anche con<br />

il motorino…<br />

FAUST<br />

foto: Shirin Amini<br />

CONCERTI&CO<br />

Al calar delle tenebre<br />

la vita si accende<br />

NAPOLI<br />

Thievery Corporation<br />

Appuntamento imperdibile per<br />

tutti gli amanti delle sonorità<br />

lounge, dub e chill-out elettronico<br />

con i Thievery Corporation,<br />

finalmente anche in Italia dopo<br />

l’uscita del loro ultimo album,<br />

The cosmic game, che ha già<br />

scalato le classifiche di mezzo<br />

mondo. Sarà la città partenopea<br />

ad accogliere per prima, il<br />

20 luglio all’Arena Flegrea, la<br />

premiata ditta Rob Garza e Eric<br />

Hilton, che per questo mini-tour<br />

italiano verrà accompagnata<br />

da una vera e propria band.<br />

Altre date: Roma, il 21 luglio<br />

(Centrale del Tennis) e Milano, il<br />

23 (Idroscalo, ingresso gratuito).<br />

www.thieverycorporation.com<br />

BOLOGNA<br />

Il Giardino Segreto<br />

della Capannina<br />

Aperto tutti i martedì, il<br />

Giardino Segreto è lo spazio<br />

estivo della Capannina, storico<br />

locale fichetto dei colli bolognesi.<br />

Apertura con il ristorante<br />

brasiliano Churrasco, performance<br />

di capoeira dalle 23,<br />

house da mezzanotte. Ultima<br />

trovata, il foliefolie-bus, navetta<br />

per la Capannina in partenza<br />

da piazza Aldrovandi ogni 15<br />

minuti dalle 23.15, con ritorno<br />

dalle 2.30.<br />

Via San Vittore, 29/2<br />

Info: tel. 392-8496872<br />

ROMA<br />

Fandango jazz festival<br />

Nuovi allestimenti, un’agenda<br />

fittissima e un biglietto settimanale<br />

a 13 euro per assistere<br />

a sette concerti consecutivi. La<br />

II edizione del Fandango jazz<br />

festival al La Palma richiama<br />

nella sua arena estiva i migliori<br />

strumentisti jazz. Appuntamenti<br />

a raffica fino al 31 luglio: è tutto<br />

sul sito www.fandangojazzfestival.com.<br />

Via Giuseppe Mirri, 35<br />

Info: tel. 06-43566581<br />

URBAN 65


PRIMA&DOPO<br />

ABSOLUT ICEBAR MILANO<br />

02-89078513<br />

Contro afa e zanzare l’aperitivo<br />

a -5° dell’Icebar è un<br />

rimedio allettante più che<br />

gettonato, adesso poi che c’è<br />

il Cenacolo di Leonardo scolpito<br />

nel ghiaccio 17 euro per<br />

l’ingresso e un vodka-cocktail<br />

si possono anche sborsare...<br />

Se poi ci aggiungete altri 3 euro<br />

e non è il weekend, potete<br />

salire sulla Terrazza del Town<br />

House e sbocconcellare carne<br />

di renna in tramezzini, crostini,<br />

tartini e polpettini.<br />

Piazza Gerusalemme, 12<br />

Sempre aperto<br />

PISCINA SOLARI<br />

335-5395082<br />

Anche quest’anno la combinata<br />

piscina-al-coperto +<br />

drink-all’aperto del Lounge<br />

Paradise è un ottimo kit di sopravvivenza<br />

nella giungla urbana<br />

estiva. Dentro ci trovate<br />

il bel bicchierone-bambù con<br />

Tropical Drink e frutta fresca<br />

e un piattino di succolente<br />

chicken wings alla piastra con<br />

patatine fritte, oltre allo Shave<br />

Ice, la coppetta di ghiaccio che<br />

Alexandre trita e guarnisce di<br />

sciroppo. Si spendono dai 5 ai<br />

9 euro, che soddisfano sete e<br />

divertimento, ma non la fame.<br />

Via Montevideo, 20<br />

Sempre aperto<br />

RHABAR<br />

02-42297592<br />

Due donne (Rita & Angela)<br />

e due piani (Social & Relax)<br />

lungo il Naviglio Grande, all’altezza<br />

della Canottieri Olona. Si<br />

sta all’interno, tra cuscini e cuscinoni,<br />

al riparo dalle zanzare,<br />

e si esce nel patio solo per<br />

fumare. Musica selezionatissima,<br />

libri e riviste da consultare<br />

e, per l’estate, dalle 18 alle 21<br />

oltre ai superalcolici, aperitivo<br />

biologico con supercentrifugati,<br />

sempre a 6 euro.<br />

Alzaia Naviglio Grande, 150<br />

Aperto da mercoledì a<br />

domenica<br />

66 URBAN<br />

MANGIARE & BERE | MILANO<br />

DI MIRTA OREGNA<br />

IN BICI IL CONTO SI FA LIGHT<br />

Una fumeria d’oppio nel cuore verde del Parco Lambro. Dove si fuma? No… si aperitiva, si cena e si balla<br />

Estate in città uguale voglia di<br />

bivaccare all’aperto, voglia di<br />

verdi frasche, voglia di sole e di<br />

aria buona. Parchi e baracchini,<br />

pergole e terrazze – voi lo sapete<br />

meglio di noi – salgono nelle<br />

quotazioni della “Borsa della<br />

notte” e mangiare all’aperto, con<br />

contorno di zanzara e camicia<br />

sudaticcia, fa sentire in vacanza<br />

anche chi ancora non c’è andato.<br />

Tutti i parchi di Milano si sono<br />

ormai dotati del loro chiosco<br />

mondano, più o meno di tendenza,<br />

tranne uno, che tra l’altro<br />

è forse il più grosso: il Parco<br />

Lambro, polmone verde borderline<br />

tra i grattacieli di via Feltre<br />

e il regno di Milano 2. Alcuni del<br />

Tocqueville (che con la gente<br />

della notte ci sa fare) e altri soci<br />

hanno piantato la loro bandierina<br />

in una struttura decadente<br />

ormai fuori-uso nel mezzo del<br />

parco, hanno sdoganato un bel<br />

cargo di mobili orientali e hanno<br />

pensato di arredare il locale come<br />

una fumeria d’oppio cinese<br />

fine anni Quaranta, che fa un pò<br />

Vietnam coloniale ante-USA (o<br />

forse ci ricorda le frequentazioni<br />

di malaffare del parco prima della<br />

bonifica da droghe e dintorni),<br />

e gli hanno dato il nome della<br />

dinastia cinese Qin (attenzione si<br />

legge cin) che fece costruire – e<br />

questo è un rispostone da Trivial<br />

Pursuit – la Grande Muraglia<br />

Cinese. Ma bando alle ciance e<br />

apriamo queste scatole cinesi.<br />

All’interno ci troviamo nell’ordine:<br />

un reparto aperitivi, che funziona<br />

tutti i giorni a partire dalle 19,<br />

con china-buffet, cocktail assortiti<br />

e scelta di vini (euro richiesti 10);<br />

un ristorante da 20 posti che<br />

però preferisce “mogli e buoi<br />

dei paesi tuoi”, dunque un menu<br />

tutto made in Italy (dalle Linguine<br />

ai frutti di mare agli Gnocchetti<br />

al pesto) che si aggira senza il<br />

bere sui 20-25 euro; infine, uno<br />

spazio-dance, sul quale scratchano<br />

deejay di tutto rispetto<br />

(martedì serata elettro-vintage<br />

con Guiducci del Plastic, giovedì<br />

Supalova Night che batte i ritmi<br />

della house music, sabato happy<br />

music commerciale per tutti).<br />

Ma la ciliegina sulla torta arriva<br />

la domenica, quando le macchine<br />

sono vietate in tutta l’aera intor-<br />

La premiata California<br />

Bakery apre la versione<br />

notturna<br />

Prendete una signora californiana<br />

che impasta e vende torte<br />

home-made americane, proprio<br />

come quelle di Nonna Papera,<br />

che un giorno si stufa della sua<br />

California Bakery. Poi prendete un<br />

imprenditore siciliano al 100%<br />

con moglie siculo-francese, entrambi<br />

nel campo della comunicazione,<br />

che quello stesso giorno si<br />

stufa di meeting, breef e progress,<br />

rileva il marchio made in Usa,<br />

impara a fare torte e le dissemina<br />

no al parco e il Qin Club apre a<br />

mezzogiorno per il brunch: se<br />

decidete di arrivarci in bicicletta,<br />

la cosa non solo è saggia e salutista,<br />

ma vi fa pure guadagnare<br />

uno sconto del 10 per cento sul<br />

conto finale. Il colapranzo si paga<br />

alla carta (vedi il ristorante) ed è<br />

fatto da un classico menu mediterraneo<br />

a base di pasta-carnepesce-verdura:<br />

niente cineserie<br />

né uova-bacon all’angloamericana<br />

per il momento.<br />

Poi, se una tazza di tè tira l’altra,<br />

si fa presto a fare le sette,<br />

per la città. Ora fatelo concentrare<br />

su un solo indirizzo, che fa gestire<br />

alla dolce metà Caroline: ne<br />

otterrete il California Bakery Café,<br />

delizioso localino tutto-cesti in<br />

vimini con 35 posticini a sedere<br />

(da prenotare per tempo), tante<br />

vecchie insegne alle pareti e una<br />

cucina a vista per sorvegliare gli<br />

impasti di giornata, sia dolci (i<br />

vari cake: cheese, carrot, lemon e<br />

così via, 4 euro la fetta) sia salati (i<br />

mitici bagel, morbide ciambelle di<br />

pane pronte da farcire, 1,5 euro<br />

ciascuno). Con l’arrivo dell’estate,<br />

una volta servite colazioni, lunch,<br />

brunch e merende, i due hanno<br />

introdotto una happy hour a<br />

quando prende il via – già che<br />

ci siete – la Opium Night, un mix<br />

di aperitivo e disco che vede alla<br />

consolle Gianluca Motta, con il<br />

duro compito di farvi dimenticare<br />

che l’indomani è sempre lunedì,<br />

ma che grazie al cielo questa volta<br />

non ve ne starete in coda per<br />

il rientro…<br />

QIN CLUB<br />

via Van Gogh, 2<br />

tel. 02-26924233<br />

sempre aperto dalle 19<br />

(domenica dalle 12)<br />

DOLCI E TORTE A STELLE&STRISCIE<br />

stelle e strisce: giovedì, venerdì<br />

e sabato con 10 euro si beve il<br />

drink della casa (spumante californiano<br />

con frutti di bosco) o si<br />

ordina un centrifugato salvasalute<br />

orto-frutta, mentre si intingono<br />

verdure, bagel e fettine di pane in<br />

cremosi dip di formaggio aromatizzato.<br />

Giovedì e venerdì la serata<br />

prosegue fino a mezzanotte con<br />

musica jazz live, come il 4 luglio,<br />

Independence Day. Non è a buon<br />

mercato ma è diverso dal solito.<br />

CALIFORNIA BAKERY CAFÉ<br />

viale Premuda, 44<br />

tel. 02-76011492<br />

sempre aperto<br />

BARBECUE METROPOLITANI<br />

Anche all’ombra dei grattaceli, orfani della villetta con giardino, la grigliata di carne è sempre succulenta<br />

BYRON – STEAK & WINE<br />

02-86998958<br />

L’insegna è sempre quella,<br />

l’interno pure (se non per una<br />

pittata alle pareti e l’aggiunta<br />

del bancone in mattoni a vista),<br />

ma la gestione è nuova e super<br />

giovane (Simona e Daniele fanno<br />

60 anni in due) e dal pesce,<br />

costoso e pretenzioso, si è<br />

passati alla carne, genuina e abbordabile.<br />

Tanti tavoli con sedie<br />

in midollino, sparsi per il locale<br />

(i più gettonati: quelli della veranda<br />

e del cortiletto all’aperto<br />

pro-fumatori, inaugurato con<br />

l’estate). La carne (argentina<br />

e italiana) arriva in tavola su<br />

pietre ollari bollenti (occhio alle<br />

ustioni): avete di che saziarvi<br />

tra cuori di filetto (13 euro per<br />

200 grammi), spiedoni filettoverdurosi<br />

(14 euro), la megagrigliatona<br />

mista (32 euro per<br />

due) o il filetto Buenos Aires<br />

alto una spanna (16 euro). Vino<br />

nostrano, cileno, argentino o californiano<br />

a partire da 10 euro<br />

la bottiglia. E se con voi c’è un<br />

vegetariano… nema problema,<br />

ecco l’insalata, ma non lo invidierete.<br />

Via Anfiteatro, 6<br />

Aperto solo la sera<br />

Chiuso lunedì<br />

Risorge una trattoria<br />

brasileira, con poco<br />

glamour ma tanto<br />

arrosto<br />

Brasil… nanananananananaaaaa…<br />

vai di maracas e parti<br />

col trenino… i ritmi della samba<br />

portano una ventata d’allegria<br />

nella giungla milanese d’asfalto<br />

e grattacieli. Mentre al Portello<br />

e ad Assago cantanti e stand<br />

mangerecci gialloverdi intrattengono<br />

mandrie di nottambuli,<br />

in fondo a viale Certosa, sulle<br />

ceneri dell’Aquarela do Brasil, è<br />

spuntato un nuovo ristorante sudamericano<br />

intitolato alla Garota<br />

de Ipanema, la ragazza della<br />

spiaggia più gettonata di Rio de<br />

Janeiro. Niente calciatori, niente<br />

veline, niente attori o cantanti,<br />

ma solo brasiliani al 100% e<br />

gente che ha voglia di divertirsi<br />

con loro: non per altro gli unici<br />

italiani del locale sono il gestore<br />

Federico e l’uomo della security.<br />

Aperta la sera, tutto luglio e<br />

agosto (niente paura, con aria<br />

condizionata), la Garota sembra<br />

MEAT-ING<br />

02-8356799<br />

Pareti intonacate rosa “ben<br />

cotto”, tovaglioli e tovaglie “al<br />

sangue” e una nutrita collezione<br />

di mini-mucche in ceramica<br />

della Cow Parade spennellate da<br />

artisti: ecco le coordinate della<br />

Steak House argentina che dal<br />

1998 spadroneggia in una laterale<br />

di corso Genova. Tutta carne<br />

rigorosamente argentina, che<br />

arriva dalle pampas sottovuoto,<br />

perciò quasi come se fosse fresca<br />

di giornata, a partire dal Filetto<br />

Imperiale (700 grammi di carne<br />

per due persone a 61 euro)<br />

servito con patate fritte o al cartoccio<br />

e tagliato direttamente al<br />

tavolo. E poi Churrasco senz’osso<br />

coperto da uova, tagliate varie<br />

e assortite e infine il “Meat-ing<br />

festival”: tripudio di bisteccone<br />

con contorno di salsicce, puntine,<br />

rognoncini, scottadito e asado<br />

(45 euro a coppia). E c’è pure<br />

l’entrecôte di bisonte (25 euro)<br />

dalle praterie del Nord America<br />

depositata su croccanti anellini di<br />

cipolla. Meat-lover affilate i canini<br />

e partite all’attacco!<br />

Via Cesare da Sesto, 26 ang.<br />

corso Genova<br />

Aperto solo la sera<br />

Chiuso domenica<br />

una sobria trattoria etno-chic<br />

con pareti verde acido, tende<br />

giallo sole e alcune fotografie di<br />

Rio de Janeiro, Ipanema e persino<br />

dello stadio Maracanà.<br />

Il menu all inclusive a 35 euro<br />

parte con il buffet delle insalate<br />

brasileire e con un bel pestato di<br />

benvenuto (Caipirinha-oska-issima<br />

o Mohito), prosegue con il<br />

Rodizio assortito di carni (tra cui<br />

linguiça, salamella, frango, coscia<br />

di pollo, cupin, coppa di manzo<br />

DON JUANITO<br />

02-58431217<br />

Eccolo, Don Juanito, il fratellino<br />

minore della griglieria argentina<br />

Don Juan, amati figli della bella<br />

Marlene e di Giorgio che, dopo<br />

aver partorito un primo ristorante<br />

elegante e da contante,<br />

hanno pensato a chi non vuole<br />

alleggerire eccessivamente il<br />

portafoglio senza privarsi del<br />

piacere di mordere un saporito<br />

filetto di carne. Il locale,<br />

in Porta Romana, è arredato<br />

come una casa de campo, con<br />

una quarantina di coperti che<br />

guardano pampas d’asfalto,<br />

ma il suo perché sta in cucina,<br />

da cui esce il mitico Lomito, un<br />

mega-panino farcito con filetto<br />

di manzo grigliato a puntino e<br />

patas fritas, il tutto per 7 euro<br />

che se sono tanti per un panino,<br />

diventano pochi per un pranzo,<br />

e vi garantiamo, che dopo di lui<br />

non avrete tanto spazio per pancake<br />

o pastel di cioccolato. Anzi<br />

vi suggeriamo un bel Mate de<br />

coca (4 euro), infusione che non<br />

a tutti piace ma dà tanta energia<br />

e aiuta la digestione. Provare<br />

per credere.<br />

Corso di Porta Vigentina, 33<br />

Chiuso domenica e sabato a<br />

mezzogiorno<br />

e peru con bacon, tacchino con<br />

pancetta), accompagnato dagli<br />

immancabili arroz e feijao (riso e<br />

fagioli), farofa (farina di manioca<br />

saltata) e patas fritas come se<br />

piovessero. Si chiude con caffesigno<br />

e budino al cocco, il tutto<br />

annaffiato (crepi l’avarizia) da un<br />

quartino di vino italiano.<br />

C’è pure un menu alla carta<br />

con specialità come il filettone<br />

Piranha (18 euro x 350 grammi<br />

di carne) o il Bobò de camarao<br />

HANA<br />

02-29523227<br />

Non è giapponese, non è cinese,<br />

non è vietnamita, ma<br />

l’occhio a mandorla colpisce<br />

ancora: questa volta si tratta<br />

della Corea (quella del Sud, per<br />

essere più precisi).<br />

Ai margini della kasbah tra viale<br />

Tunisia e Benedetto Marcello,<br />

ecco Hana (che tradotto vuol<br />

dire “uno” e “unità”), ristorante<br />

sobrio e senza troppi fronzoli,<br />

ma frequentato dai tanti coreani<br />

che vivono e lavorano in città.<br />

La sua specialità è la grigliata<br />

Bulgoghi, ovvero fettine di<br />

manzo (francese, ci tengono<br />

molto a specificare) da immergere<br />

– se siete bravi – con le<br />

bacchette in una salsa di soia<br />

fermentata due giorni e poi da<br />

cuocere al tavolo su una piastra<br />

bollente. La carne vi arriva con<br />

riso bollito e ciotole assortite<br />

di verdure come Kimchi (cavolo<br />

fermentato), spinaci saltati nel<br />

wok o patate, per un totale di<br />

21 euro, poi però ci dovete<br />

aggiungere una birra coreana,<br />

la Hite. Curioso, ma non ci si<br />

abboffa.<br />

Via Lecco, 15 ang. via Casati<br />

Chiuso domenica e sabato<br />

a pranzo<br />

CONDITI IN SALSA SAMBA<br />

(gamberoni) per chi la carne proprio<br />

non la vuole. Da settembre<br />

poi si potrà scendere al piano<br />

inferiore, tutto murales e divanetti<br />

color carta da zucchero,<br />

per ascoltare dal vivo le note del<br />

Brasile e superare la tristeza delle<br />

vacanze finite.<br />

GAROTA DE IPANEMA<br />

via General Govone, 42<br />

tel. 02-89073450<br />

chiuso martedì<br />

illustrazione: Alessandra Voltan<br />

ROSSO&BIANCO<br />

Un cocktail di… vino<br />

Un calice di Barolo?<br />

…Flavio… faccaldo! Un bicchiere<br />

di Chianti? …Flavio…<br />

faccaldo! Un bel passito?<br />

Flavio… ma vuoi mettere un<br />

bel cocktailone shakerato<br />

con ghiaccio? E allora Flavio,<br />

chef e sommelier, insieme<br />

all’amica Lucia e ad altri due<br />

soci, nel Context, il loro locale<br />

nato lo scorso inverno,<br />

che è un po’ enoteca e molto<br />

lounge-bar, si sono inventati<br />

– necessità e sete aguzzano<br />

l’ingegno – una lista di cocktail<br />

a base di vino. Si comincia<br />

con il Contadino (fragole<br />

macerate e prosecco), si prosegue<br />

con un Wwb (banana,<br />

Ramandolo passito e succo<br />

di limone) e si chiude con un<br />

Velluto (Recioto Valpolicella<br />

rosso, amarena e seltz), tutti<br />

a 5 euro, con aggiunta di<br />

piattino caldo a 2,5 euro. Ma<br />

attenzione, quello che oggi<br />

c’è, magari domani no…<br />

perché Flavio ama cambiare<br />

le carte in tavola tutte le settimane.<br />

Così come, se vi fermate a<br />

cena nel soppalco tra lampade<br />

a mosaico e tele d’artista,<br />

ogni mese si celebra una<br />

regione diversa: a luglio,<br />

sapore di mare, tocca alla<br />

Calabria, ma ricordate di prenotare<br />

se non volete accontentarvi<br />

dei tavolini intorno<br />

al bancone. Non solo, il 20<br />

luglio, per esempio, il Context<br />

propone una serata speciale<br />

per farvi sognare con il vino:<br />

una degustazione per scoprire<br />

bianchi freschi e leggeri,<br />

poco noti ma tanto buoni,<br />

che curano l’astinenza da<br />

vacanza e liberano la testa da<br />

ogni stress urbano, alla cifra<br />

tonda di 10 euro… Meditate<br />

gente, meditate.<br />

CONTEXT WINE LOUNGE<br />

viale Corsica, 12<br />

tel. 02-7380392<br />

chiuso domenica<br />

URBAN 67


PRIMA&DOPO<br />

I’M PERFETTO<br />

06-45443474<br />

Minuscolo tanto da dilagare<br />

sul vicolo con i tavoli così<br />

stretti e intimi che sembra di<br />

stare nel corridoio di casa. Si<br />

entra e si scende e le salette<br />

quasi a incastro sono una più<br />

piccola dell’altra, come scatole<br />

cinesi. Aperitivi a tutte le ore<br />

con frittate, tartine, salumi<br />

e formaggi e lo stesso per i<br />

cocktail o un bicchiere di vino<br />

o anche solo una birra.<br />

Vicolo Cieco, 7<br />

Chiuso lunedì<br />

GRATTACHECCA L’URTO<br />

Un chiosco storico per le<br />

grattachecche a Roma: dal<br />

classico ghiaccio triturato<br />

aromatizzato con gli sciroppi,<br />

come quando qui c’era<br />

Nonna Gina negli anni ’40,<br />

oggi si è passati alle grattachecche<br />

alcoliche. Da provare<br />

quella alla vodka e pesca o<br />

quella alla batida di cocco.<br />

“L’aspirapolvere” è Cointreau<br />

e kalva, “Felicidad”, invece,<br />

vodka azzurra e sambuca.<br />

Via del Porto Fluviale<br />

Sempre aperto<br />

Q<br />

392-7356117<br />

Quaranta tipi di rum, esclusivamente<br />

agricoli, 40 di<br />

tequila, 50 whisky torbati,<br />

50 long drink e cocktail, 30<br />

tè, 30 infusi. Ma soprattutto<br />

200 chupitos, mini cocktail<br />

inventati in Spagna in questo<br />

piccolo locale su tre piani tutto<br />

divanetti e angoli raccolti<br />

nel cuore di Trastevere. In vendita<br />

anche magliette e felpe<br />

disegnate dal proprietario. Chi<br />

vuole sperimentare una degustazione<br />

di superalcolici può<br />

provare rum e whisky in abbinamento<br />

a frutta e a cioccolatini<br />

artigianali alla cannella o<br />

al peperoncino.<br />

Vicolo Moroni, 53<br />

Sempre aperto<br />

illustrazione: Alessandra Voltan<br />

MANGIARE & BERE | ROMA<br />

DI LAURA RUGGIERI<br />

A TESTACCIO AROMI E SAPORI<br />

DELL'ALTRO MEDITERRANEO<br />

La Palestina dietro<br />

l’angolo, a prezzi<br />

da non credere<br />

Tallusa è un piccolo villaggio<br />

della Cisgiordania vicino a<br />

Nablus, fitto di alberi di ulivo e<br />

di mandorli: “collina delle mandorle”,<br />

infatti, è il significato<br />

della parola. A Tallusa è nato<br />

Mofid Fares, due occhi nerissimi,<br />

un volto e un sorriso molto<br />

belli, ultimo di 11 figli. Lui lì è<br />

vissuto fino a 18 anni per poi<br />

venire in Italia. Una laurea in<br />

architettura a Venezia e ora il<br />

suo sogno appena diventato<br />

realtà: dal catering con piatti<br />

mediorientali a una taverna tutta<br />

sua, anzi da dividere con il suo<br />

amico di Roma, appassionato di<br />

vini, Gianni. Da un mese appena<br />

Tallusa – Sfizi mediterranei ha<br />

aperto nel cuore del quartiere<br />

Testaccio, da sempre territorio<br />

protetto per coda alla vaccinara<br />

e rigatoni con la pajata ma sempre<br />

più ormai ad alta concentrazione<br />

di ristoranti modaioli<br />

e lounge bar. Tallusa, da fuori,<br />

assomiglia a una “fraschetta”<br />

d’altri tempi, qualche tavolo di<br />

legno sul marciapiede, le porte<br />

sempre aperte sulla strada, la<br />

gente fuori a bere e chiacchierare<br />

fino a tardi. Entri e i primi<br />

profumi speziati ti sorprendono,<br />

lo spiedo del kebab ti fa pensare<br />

all’ultimo dei take away multietnici.<br />

Invece no, siamo nella<br />

locanda di Mofid, appunto, un<br />

locale così accogliente e amico<br />

che già nel quartiere è diventato<br />

una sorta di casa della Palestina.<br />

Chi riesce ancora a inventarsi<br />

qualcosa nell’universo super<br />

collaudato delle pizze merita<br />

comunque una lode, tanto più<br />

se l’invenzione è pure buona<br />

e divertente. A buon mercato<br />

per giunta, il che non guasta.<br />

È il caso di Acqua e Farina, nel<br />

punto nevralgico della movida<br />

testaccina con tanto di dehor<br />

sul mattatoio e sala nel cuore<br />

del Monte dei Cocci. Quando<br />

tutti fanno a gara nello sfornare<br />

pizze sempre più ad ampio<br />

diametro, qui ne arrivano in<br />

tavola quasi in miniatura: niente<br />

Molto frequentato, a cominciare<br />

dagli studenti della facoltà di<br />

architettura lì vicina o dell’Istituto<br />

di Design che ci vanno per<br />

pranzo o per merenda quando<br />

trovano anche la pizza. La sera<br />

qui si fanno i masa, i tanti assaggi<br />

propri della tradizione mediorientale:<br />

e allora ecco l’hummus,<br />

il mutabal, una crema di<br />

melanzane o la kussa, crema di<br />

zucchine da mangiare con le piccole<br />

pita calde. E poi il tabbuleh,<br />

l’insalata di yogurt, cetrioli, pinoli,<br />

uvetta e menta. Tanti i tipi di<br />

riso, quello basmati con zafferano,<br />

quello nero con pinoli e albicocca.<br />

Mofid dalla cucina arriva<br />

a tavola e ti racconta di quando<br />

è andato in Tunisia a ordinare<br />

le grandi maioliche a parete<br />

che fanno tanto mediterraneo,<br />

oppure dei tanti tipi di spiedini<br />

paura, anche i prezzi lo sono...<br />

Il bello è prenderne più d’una,<br />

cambiare gusti, divertirsi tra i<br />

sapori. Per esempio, la Melina,<br />

lattuga, mela verde, feta, noci<br />

e miele. Stufi, comunque, della<br />

solita pizza prendete i canottini<br />

oppure gli strufolini o le<br />

ciambelline: una pasta leggera,<br />

appena croccante e friabile ripiena<br />

di mozzarella, verdure e<br />

prosciutto, oppure gorgonzola<br />

e radicchio, taleggio e mortadella,<br />

a forma di fazzoletto<br />

ripiegato, arrotolato come fossero<br />

cannelloni o a ciambella.<br />

shish: i mashwi, con le interiora,<br />

oppure quelli di pollo con curry<br />

e salsa piccante, i tawook. Per<br />

chi ama il classico ogni sera ci<br />

sono tipi diversi di cous cous<br />

e poi falafel e keftà. Mentre lo<br />

shawarma continua a girare sullo<br />

spiedo, ordinate la birra palestinese<br />

Taiba, che ha appena vinto<br />

un premio internazionale per le<br />

migliori birre, e vini arrivati da<br />

Betlemme e Nazareth. Per finire<br />

ci sono i dolcetti di Nablus, molto<br />

miele e gusti diversi: pistacchio,<br />

cocco e datteri. Last but<br />

not least i prezzi, eccezionali: 5<br />

euro tutti i piatti vegetariani e 6<br />

quelli con la carne.<br />

TALLUSA − SFIZI MEDITERRANEI<br />

via B. Franklin, 11<br />

tel. 06-57250528<br />

sempre aperto<br />

NEL TEMPIO DELLA PIZZA ERETICA<br />

In miniatura, magari guarnita con mele, feta o miele: proprio non è la solita pizza!<br />

E poi qualche assaggio dalla<br />

cucina, come il piccolo sformato<br />

di melanzane o quello di<br />

zucchine, provola e speck. Ma<br />

il must del locale sono le patate<br />

al cartoccio che a vederle<br />

sembrano un crostino con vari<br />

condimenti. Per dessert non<br />

potevano mancare ancora una<br />

volta gli strufolini, soprattutto i<br />

tanti a base di Nutella.<br />

ACQUA E FARINA<br />

piazza O. Giustiniani, 2<br />

tel. 06-5741382<br />

sempre aperto<br />

illustrazione: Alessandra Voltan<br />

NELLA NATURA OLTRE LE MURA<br />

In riva al mare, in collina, sul ciglio del lago: basta varcare di poco i confini dell’Urbe e lo stomaco si spalanca<br />

ROMOLO AL PORTO<br />

06-9844079<br />

Nei 100 metri del lungo porto di<br />

Anzio si concentra il meglio della<br />

cucina di mare del centro Italia:<br />

Romolo è la vetrina per eccellenza<br />

con vista Tirreno, molto amato<br />

dai vip. La star però è Walter<br />

Regolanti, vero mattatore del pesce,<br />

soprattutto quello cosiddetto<br />

“dimenticato”, al quale dà un bel<br />

tocco modaiolo abbinandolo a<br />

prodotti intriganti come la fregola<br />

o il cous cous, i pomodorini secchi<br />

di Favignana o una marmellata<br />

di limoni di Sorrento. Ricette<br />

povere e colte al tempo stesso. E<br />

allora eccolo che si divide tra un<br />

tocco di estrosità in cucina con<br />

incursioni ai fornelli e il servizio<br />

all’insegna della sua esuberanza.<br />

Una girandola pirotecnica di antipasti<br />

e di abbinamenti di fantasia:<br />

sciabola su millefoglie di pane<br />

carasau e pinoli, lasagnetta di<br />

pesce bandiera con melanzana<br />

e mozzarella di bufala, marmora<br />

con i pistacchi del Bronte, tartare<br />

di calamaretto al tabasco, l’unico<br />

boccone di patata, gambero rosso,<br />

finocchietto e bottarga della<br />

casa. Quando i merluzzi sono<br />

pieni di uova, con il fegato, invece,<br />

fa un patè sfumato con passito<br />

di Pantelleria. Per i dolci, reminiscenze<br />

della scuola Ducasse.<br />

Sui 55 euro, ma li vale tutti.<br />

Via Porto Innocenziano, 19<br />

Anzio<br />

Chiuso mercoledì<br />

CASTELLI MINIMAL CHIC<br />

Superata la selva di fettuccine e abbacchi, arrivi ad Albano, dove ad accoglierti c’è un flan di spada e broccoli<br />

C’è tutta la passione per l’architettura,<br />

per la ricerca sugli<br />

spazi e le atmosfere di Andrea<br />

e quella per i sapori e la cucina<br />

di Claudio, in questo ristorante<br />

che non ti aspetteresti nel cuore<br />

dei castelli romani. I due fratelli<br />

Carfagna ti sorprendono da<br />

subito perché laddove è stato<br />

da sempre il regno di fettuccine<br />

e porchetta, abbacchio e vino<br />

sfuso, grandi saloni per banchetti<br />

e rumore di sottofondo,<br />

hanno creato uno spazio tutto<br />

da scoprire, affascinante e denso<br />

di citazioni intriganti.<br />

Siamo in un palazzo del ’300,<br />

chissà forse il fienile di un antico<br />

convento di clausura: pietra<br />

e design, superfici in marmo<br />

poroso e inserti grezzi, tavoli ricoperti<br />

di lino, vetrine in pietra<br />

con una teoria di bicchieri fonte<br />

di luce. Molto bello l’inserto a<br />

mosaico di vetri e specchi che<br />

amplificano il gioco di spazi e<br />

riflettono l’effetto di luce dato<br />

dai grandi cerchi d’oro al centro<br />

del soffitto.<br />

Suggestione e un certo azzardo<br />

(anche considerando che<br />

Claudio è giovanissimo e autodidatta)<br />

la ritroviamo anche<br />

a tavola, dove magari le danze<br />

si aprono con una carrellata di<br />

crudi di mare oppure con un<br />

flan di spada e broccoli e poi<br />

si passa alle paste tutte fatte a<br />

mano da Claudio così come il<br />

pane e i dolci. Non perdetevi il<br />

raviolo di rana pescatrice e nero<br />

di seppia su vellutata di rape<br />

rosse, fatti in casa perfino gli<br />

spaghetti, con fonduta di cacio<br />

e pepe. La quiche di manzo<br />

e cinta senese o il trancio di<br />

ombrina in cartoccio di alloro<br />

si spingono molto oltre la tradizione<br />

locale laddove pochi da<br />

queste parti si erano avventurati.<br />

Molto estivi sia lo spumone<br />

di limone profumato al basilico<br />

sia il millefoglie di anguria, solo<br />

alcune citazioni da una carta dei<br />

dessert ancora una volta intrigante.<br />

Mai oltre i 40 euro.<br />

LA GALLERIA DI SOPRA<br />

Albano<br />

via L. Murialdo, 9<br />

tel. 06-9322791<br />

chiuso lunedì<br />

Un’enoteca per amico<br />

68 URBAN URBAN 69<br />

BAFFO<br />

06-6678068<br />

Siete nel regno della carne,<br />

quella vera, nostrana e succulenta<br />

e di baffi da record, quelli<br />

di Enzo Iacovacci. Tanto per capirci,<br />

niente asado o spiedoni<br />

argentini ma neanche filetti al<br />

pepe verde. Qui è la bisteccona<br />

a farla da padrona, scelta personalmente<br />

al banco frigorifero<br />

dove si viene rigorosamente<br />

chiamati con un numeretto in<br />

base all’arrivo. Decisi il taglio e<br />

la cottura, non resta che attendere<br />

al tavolo, magari davanti<br />

a un piatto di penne all’arrabbiata<br />

o di fettuccine, tutt’al più<br />

cicoria e broccoletti ripassati.<br />

Non c’è molto altro perché<br />

il pezzo forte è in cottura e<br />

quando arriva capirete perché<br />

merita tenersi leggeri, prima…<br />

Anche il locale è da sempre un<br />

capolavoro di verace “rudezza”,<br />

icona pop di una trattoria<br />

romana anni ’60. Siamo nella<br />

campagna di Maccarese a due<br />

passi dal mare, anche se del<br />

pesce ovviamente qui non arriva<br />

neanche l’odore. Si entra in<br />

uno stanzone-bar, poi si passa<br />

in trattoria dove a parete trovate<br />

più di dieci schermi televisivi,<br />

luci al neon e ovviamente<br />

tanta caciara… e, credeteci,<br />

merita!<br />

Via della Muratella, 627<br />

Maccarese<br />

Chiuso martedì<br />

GROTTA AZZURRA<br />

06-9999420<br />

In una delle zone più belle della<br />

Tuscia romana, incassato tra i<br />

monti giace il lago di Bracciano,<br />

tra i più puliti d’Europa: scorci<br />

suggestivi, angoli di verde intenso<br />

che arrivano a specchiarsi<br />

sull’acqua di un blu profondo,<br />

piccoli borghi come quello di<br />

Trevignano. Dopo aver magari<br />

surfato al Club 3V fermatevi alla<br />

Grotta Azzurra, dove lo sguardo<br />

arriva ad abbracciare l’altra<br />

sponda. Una varietà incredibile<br />

di pesci di lago che cambiano in<br />

base al pescato, in abbinamento<br />

a verdure, agrumi e profumi di<br />

erbe selvatiche. Tagliolini zucchine<br />

e persico reale, per esempio,<br />

o il luccio, invece, molto<br />

buono cucinato spezzato al tegame<br />

con vino rosso. Una prelibatezza<br />

anche il brodo di luccio<br />

o la zuppa di tinca. Sfiziose le<br />

polpette di lago. Una raffinatezza<br />

i piccolissimi gamberetti pescati<br />

con il retino e fritti dorati.<br />

Insomma, qui si tratta di puro<br />

artigianato gastronomico. Se poi<br />

volete dilettarvi con la pesca,<br />

basta una semplice canna seduti<br />

sulle sponde oppure si può navigare<br />

godendosi il silenzio e la<br />

tranquillità del lago, dove peraltro<br />

è stata vietata la navigazione<br />

a motore.<br />

Piazza Vittorio Emanuele, 18<br />

Trevignano<br />

Chiuso martedì<br />

illustrazione: Alessandra Voltan<br />

OSTERIA DI SAN CESARIO<br />

06-9587950<br />

Un giardino dove fermarsi a<br />

lungo a tavola seduti sotto<br />

un ciliegio: qui, se mai l’avete<br />

persa o forse solo mai coltivata,<br />

recupererete una passione<br />

intensa per la cucina romana.<br />

Non si tratta di una trattoria di<br />

nuova generazione, ma della<br />

migliore e più autentica eccellenza<br />

firmata da Anna Dente,<br />

personaggio tanto ai fornelli<br />

che quando si presenta in sala.<br />

Basta poco per capire che cosa<br />

vi aspetta: puntarelle aglio, alici<br />

e guanciale croccante sono solo<br />

l’inizio, le “scrocchiarelle” fatte<br />

a mano col sugo bianco di castrato<br />

già vi rivelano che siete<br />

capitati proprio bene, l’amatriciana<br />

è da lode e così via.<br />

Le animelle, delicatissime e tenere<br />

– quelle fritte una delizia – le<br />

frittelle di baccalà con crema di<br />

ceci un piacere.<br />

Anna se non la fermate va<br />

avanti a oltranza stordendovi<br />

con bontà come solo la bisnonna<br />

trasteverina forse avrebbe<br />

potuto raccontarvi mai immaginando<br />

che un giorno al sushi<br />

avreste preferito la pajata…<br />

E magari spendendo anche<br />

meno, comunque intorno ai 35<br />

euro.<br />

Via Corridoni, 60<br />

San Cesareo<br />

Chiuso domenica sera<br />

e lunedì<br />

ROSSO&BIANCO<br />

È un indirizzo storico per<br />

gli amanti del genere alcolico<br />

l’enoteca di Farshid<br />

Nourai, probabilmente uno<br />

dei primi a fare della cultura<br />

del bere anche l’occasione<br />

per frequentare un bel<br />

locale fitto di scaffali, dove<br />

poter ovviamente comprare<br />

una bottiglia da gustare a<br />

casa o sul posto (d’estate<br />

anche all’aperto), spesso<br />

insieme a Farshid, che te ne<br />

racconta e spiega ogni segreto<br />

e meraviglia. Magari<br />

di annate cult, ormai introvabili<br />

se non nella cantina<br />

della memoria da dove i<br />

“grandi” escono solo per<br />

occasioni molto speciali. E<br />

allora si tratta di feste, degustazioni<br />

per pochi eletti,<br />

lunghe notti conviviali per<br />

selezionatissimi gruppi di<br />

enofili appassionati.<br />

Non temete però, gli eventi<br />

non sono solo così proibitivi,<br />

molto spesso arrivano<br />

produttori e cantinieri<br />

aperti e ciarlieri oppure<br />

maestri degustatori ai quali<br />

affidarsi per scoprire anche<br />

da principianti le meraviglie<br />

di un mondo che se abbinato<br />

al food riserva ancora<br />

più emozioni. Ed ecco arrivare<br />

in tavola, per esempio,<br />

una straordinaria selezione<br />

di formaggi da grande artigianato<br />

caseario oppure<br />

il gran piatto di mare con<br />

ogni ben di Dio ittico e poi<br />

zuppe, carni e tanti dolci<br />

home made.<br />

Una nota di merito sono i<br />

prezzi, contenuti e corretti<br />

anche nel caso vogliate<br />

concedervi una bottiglia<br />

eccezionale.<br />

SEMIDIVINO<br />

via Alessandria, 230<br />

tel. 06-44250795<br />

chiuso sabato a pranzo<br />

e domenica


MANGIARE & BERE | TRIVENETO<br />

INGATTOPARDIRSI È DOLCE<br />

TRA LE SPUMANTI BOLLICINE<br />

Per accompagnare un<br />

impalpabile caviale<br />

di melanzane fanno<br />

a gara 27 tra spumanti<br />

e champagne<br />

PADOVA<br />

Gattopardo<br />

Del Gattopardo di Giuseppe<br />

Tomasi di Lampedusa o di<br />

Luchino Visconti ha solo il nome,<br />

ai colori della savana s’ispira<br />

invece per la fantasia dei tessuti<br />

che rivestono gli sgabelli<br />

collocati al bancone d’ingresso,<br />

dove i clienti possono attendere<br />

prima di accomodarsi al tavolo.<br />

Il Gattopardo è un seduttivo mix<br />

di arredamento minimal, design<br />

innovativo e cucina contemporanea:<br />

look total white, due piani<br />

a vista, circa 60 posti a sedere<br />

e pareti impreziosite da quadri<br />

d’autore, dato che il locale funziona<br />

anche come galleria d’arte.<br />

Il piacevole sottofondo musicale<br />

lounge si alterna alle serate di<br />

musica dal vivo, rigorosamente<br />

unplugged. Dopo il consueto rito<br />

dell’aperitivo, per il quale potrete<br />

scegliere tra i 27 tipi di spumanti<br />

e champagne presenti sulla carta<br />

dei vini, sarete introdotti alla<br />

cena da una gradevole gelatina<br />

di semi di pomodoro e caviale<br />

di melanzane, una sorta di benvenuto<br />

a tavola. Spazio dunque<br />

agli antipasti, come il budino<br />

di tarassaco accompagnato da<br />

salsa di polenta abbrustolita e<br />

soppressa di Schio o la fesa di<br />

Chinina marinata con cous cous<br />

di verdure e purea di limone, sui<br />

quali spicca il tonno di coniglio<br />

alla salvia, adagiato su un letto<br />

di rape rosse e mele granny smith<br />

(a 7,50 euro), che esaltano il<br />

contrasto agrodolce del piatto.<br />

Essendo il menu soggetto a cambiamenti,<br />

per volontà dell’istrionico<br />

chef Andrea Capuzzo, che<br />

ha studiato la complessa tecnica<br />

della cucina destrutturata ideata<br />

dal maestro catalano Ferran<br />

Adrià, il consiglio è di affidarsi<br />

alla sua sterminata fantasia,<br />

esperienza e competenza. Noi<br />

abbiamo scelto di assaggiare<br />

dei tradizionali ravioli ripieni di<br />

luppolo selvatico e carletti su<br />

una mousse di luppolo selvatico<br />

e gelatina di birra e delle semplici<br />

tagliatelle associate però a<br />

un originale budino di piselli (a<br />

8,50 euro); abbiamo proseguito<br />

con un controfiletto di sorana<br />

veronese al pesto di rucola e<br />

senape nera, accompagnato da<br />

una vinaigrette al limone candito<br />

e mosto d’uva cotto e con una<br />

tenerissima spalla di maialino<br />

da latte croccante, servita con<br />

spinacetti novelli e fonduta di<br />

porri (per 15,50 euro). A questo<br />

punto, vale la pena conservare<br />

ancora un po’ d’appetito per il<br />

dolce, nel nostro caso una sublime<br />

rivisitazione di torta sacher<br />

all’orientale, ulteriormente ingentilita<br />

da una marmellata di mango<br />

e da una gelatina di sciroppo<br />

di zucchero e spezie africane.<br />

Al momento del conto non avrete<br />

bisogno di digestivi, perché<br />

il prezzo per una cena si aggira<br />

sui 35/37 euro, a meno che non<br />

decidiate di bere champagne<br />

millesimato o che non vogliate<br />

proseguire la serata con un long<br />

drink o uno dei tanti cocktail che<br />

l’american bar del locale, aperto<br />

fino alle due di notte, propone.<br />

Riviera Tiso da<br />

Camposampiero, 11<br />

tel. 049-8364060<br />

sempre aperto<br />

CRUDO ALL'ENNESIMA POTENZA<br />

Più che un modo di cucinare sembra ormai una religione. Ma chi assaggia il crudo food sicuramente ci riprova<br />

Padova<br />

FUJI BAR<br />

049-8759485<br />

Inaugurato lo scorso ottobre e<br />

gestito dalla simpatica proprietaria<br />

di origine coreana, il nuovo<br />

Fuji Bar propone i piatti della<br />

tradizione nipponica.<br />

Un ristorante così a Padova<br />

mancava, in più il Fuji si segnala<br />

per l’allettante proposta di una<br />

porzione di sushi e una di sashimi<br />

al prezzo speciale di 14,20<br />

euro. Piatto forte della casa: i<br />

rolls, tranci di salmone crudo e<br />

riso arrotolati. In più, il “vulcanico”<br />

bar include un comodissimo<br />

servizio di take away.<br />

Via Roma, 53<br />

Sempre aperto<br />

Verona<br />

CANTINA SAN ROCCHETTO<br />

045-8013695<br />

Alle spalle della centralissima<br />

via Mazzini, la Cantina San<br />

Rocchetto è sia ristorante che<br />

vineria. Le ostriche, sempre fresche<br />

di giornata sette giorni su<br />

sette, costituiscono uno dei punti<br />

forti della Cantina, che le propone<br />

anche nel piatto misto di<br />

crudi: gamberi, scampi, tonno e<br />

branzino. Il costo del piatto varia<br />

dai 10 ai 15 euro, da accompagnare<br />

con un “goto de bianco” a<br />

partire anche da 1 euro o con un<br />

più pretenzioso champagne (dai<br />

5 ai 7 euro a bicchiere).<br />

Via San Rocchetto, 11<br />

Sempre aperto<br />

Verona<br />

BELUGA<br />

045-591601<br />

DI FRANCESCA ROVEDA<br />

Nelle vicinanze del maestoso<br />

Castelvecchio trovate questo<br />

intimo ristorantino particolarmente<br />

adatto per cene romantiche<br />

o segreti incontri d’affari.<br />

L’irresistibile offerta per i mesi<br />

caldi è il Plateau Royale, un misto<br />

di crudité a base di ostriche<br />

della Normandia, capesante,<br />

canestrelli, tartare di tonno e<br />

involtini di spada a un prezzo<br />

allettante: 21 euro. Se volete<br />

esagerare, potete scegliere tra i<br />

25 tipi di spumanti italiani e i 25<br />

champagne francesi!<br />

Stradone Porta Palio, 27/a<br />

Chiuso domenica<br />

illustrazione: Alessandra Voltan<br />

verona<br />

CALANOVA<br />

045-8008309<br />

Nascosto all’interno di una corte<br />

storica, il Calanova è un piccolo<br />

bijou sia per gli arredi sia per la<br />

strategica posizione: nella città<br />

antica ma con ampia disponibilità<br />

di parcheggio. Per l’estate propone<br />

uno sfizioso menu a prezzo<br />

fisso, 22 euro, a base di cinque<br />

assaggi di crudi: carpaccio di aragosta<br />

o di scampi, tartare di dentice,<br />

di cernia o di tonno, triglie<br />

marinate al profumo di finocchio,<br />

canestrelli e scampi crudi. Oltre<br />

150 le etichette.<br />

Via XX Settembre, 13<br />

Chiuso martedì<br />

e mercoledì a pranzo<br />

PRIMA&DOPO<br />

Padova<br />

IL GOTTINO<br />

049-8774647<br />

Aperto da poco, questo wine<br />

bar/enoteca vi accoglie in un<br />

contesto architettonico del<br />

’300. All’interno, oltre 45<br />

etichette di vini da degustare<br />

con piatti della cucina toscana.<br />

Giulio, il proprietario di origini<br />

senesi, propone anche serate<br />

a ritmo di jazz e acid jazz tutti i<br />

venerdì sera. Ma la vera chicca<br />

è riservata ai lettori di <strong>Urban</strong>:<br />

chiunque si presenti con una<br />

copia potrà pranzare o cenare<br />

al prezzo speciale di soli 10<br />

euro!<br />

Via SS. Martino e Solferino, 29<br />

Chiuso domenica e lunedì<br />

mattina<br />

verona<br />

CAFFÈ LAMBERTI<br />

Nella vasta gamma di locali<br />

che dominano la storica Piazza<br />

delle Erbe di Verona, abbiamo<br />

scelto il Caffè Lamberti per<br />

l’abbondanza delle proposte<br />

dai prezzi contenuti: potrete<br />

sorseggiare un Soave Doc, un<br />

rosso corposo o uno “sprizzato”,<br />

aperitivo e spezza-fame<br />

tipico di queste parti. Oppure<br />

potrete lanciarvi nella variegata<br />

scelta di cocktail, dagli estivissimi<br />

Mojito o Caipiroska agli<br />

impegnativi Manhattan o Long<br />

Island, per stomaci forti…<br />

Piazza delle Erbe<br />

Sempre aperto<br />

VICENZA<br />

ART CAFÉ<br />

329-4286589<br />

Nuova gestione per questo<br />

American bar che vi proietterà<br />

indietro nel tempo, grazie ai<br />

suoi pezzi di modernariato,<br />

come un proiettore anni ’40 o<br />

le pompe di benzina anni ’50<br />

al posto dei tavolini. E mentre<br />

sorseggerete un drink sarete<br />

“spiati” dai memorabili personaggi<br />

che hanno fatto la storia<br />

del cinema appesi alle pareti.<br />

Presente anche un palco per<br />

serate jazz o fusion.<br />

Corso Fogazzaro, 52<br />

Sempre aperto<br />

URBAN 71


MANGIARE & BERE | BOLOGNA<br />

DI CINZIA NEGHERBON<br />

TERRAZZA IMBANDITA E<br />

CANDELE ALL'IMBRUNIRE<br />

Aperitivo-cena<br />

“in sospensione”.<br />

E con le tenebre... che lo<br />

spettacolo abbia inizio!<br />

Il grande caldo incombe e il<br />

desiderio di un luogo fresco<br />

all’aperto si fa sempre più spasmodico,<br />

pressoché vitale. Per i<br />

temerari rimasti in città la soluzione,<br />

seppur per qualche ora e<br />

non dopo mezzanotte, si trova<br />

in pieno centro, in cima a un prestigioso<br />

palazzo, su una terrazza<br />

molto speciale: quella del teatro<br />

dell’Arena del Sole che si affaccia<br />

su via Indipendenza. Così, oltre<br />

alla frescura e al panorama, si<br />

può approfittare in un solo colpo<br />

di aperitivo, cena e pure teatro.<br />

A organizzare tutto il già noto<br />

Marsalino, che, sotto la guida di<br />

Gaetano Lanza, per tutta l’estate<br />

– settembre compreso – ogni<br />

martedì e giovedì “occuperà”<br />

letteralmente questo spazio<br />

con una lunga serie di serate.<br />

L’appuntamento è alle 18 per<br />

l’aperitivo con dj e quindi degustazione<br />

di vini, buffet e cocktail<br />

ricercati, dal Moscow Mule al<br />

Vodka Sour Fruit o la versione<br />

originale dell’Americano, ossia il<br />

Milano-Torino. Poi, all’imbrunire,<br />

la terrazza si riempie di candele<br />

per la cena (su prenotazione),<br />

condita da una serie di spettacoli<br />

a partire dalle 22.30. Il<br />

menu (25 euro bevande escluse)<br />

varia ogni settimana, con piatti<br />

freddi come carpacci di salmone<br />

OSTERIA BORGONUOVO<br />

051-230218<br />

Il popolo della notte lo conosce<br />

per fama e ci va per rimediare ad<br />

attacchi di fame notturni postdisco.<br />

Luci soffuse, musica anni<br />

’80 e cucina aperta tutta la notte,<br />

con una scelta tra otto primi (un<br />

must gli spaghetti alla carbonara)<br />

e una serie di secondi come<br />

scaloppe e salsicce con patate<br />

al forno. L’ambiente è bizzarro,<br />

almeno quanto il personale: ma<br />

poteva forse essere altrimenti in<br />

un posto dove preparano la pasta<br />

anche alle 5 del mattino?<br />

Via Borgonuovo, 18a<br />

Chiuso martedì<br />

e pesce spada e involtini di melanzane,<br />

oppure bis di primi con<br />

tortelloni pomodoro e salvia;<br />

secondo a scelta tra carpaccio<br />

di arrosto con uva passa e pinoli<br />

e insalata di mare e contorni<br />

vari; per dolce, rigorosamente<br />

torta di cioccolato o mascarpone.<br />

Quanto agli spettacoli,<br />

il Marsalino in Terrazza, sulla<br />

scia della rinomata rassegna dei<br />

Giovedì del Marsalino, propone<br />

CHARLESTON BAR<br />

051-221453<br />

Rifugio ideale all’insegna del<br />

promiscuo per i nottambuli<br />

bolognesi, è il posto perfetto<br />

per una notte tutta speciale in<br />

compagnia di drag queen, trans<br />

e queer di ogni età.<br />

Offre primi e secondi, panini e<br />

piade tutta la notte e spettacolini<br />

inediti improvvisati degni di<br />

un film di Almodovar.<br />

Dimenticavamo: è il caso di<br />

offendersi se il proprietario<br />

Filippo non si degnerà di insultarvi<br />

a dovere al vostro arrivo.<br />

Via Belvedere, 11<br />

Chiuso domenica e lunedì<br />

un “cabaret intelligente”. Tanto<br />

per capirci, in luglio si esibiranno<br />

gli artisti dell’agenzia BO<br />

Show Marco Dondarini, Bruno<br />

Nataloni e Bianchessi, Davide<br />

Colavini dell’area Zelig; Pinto,<br />

Vasumi e Raco del Laboratorio<br />

Zelig. In linea con la politica del<br />

Marsalino, l’ingresso è rigorosamente<br />

gratuito, ma permane<br />

la regola: “vieni e resta con noi,<br />

guarda lo spettacolo e bevi quel-<br />

AL MI FURNER<br />

051-550054<br />

Un classicone a Bologna, questo<br />

forno resta aperto fino alle<br />

5 del mattino; piccolo e senza<br />

tavolini, ma con un immenso<br />

bancone che mette in bella<br />

mostra tutte le sue prelibatezze<br />

dolci e salate, dalle pizzette ai<br />

bomboloni ai cannoli alla crema<br />

alle focacce farcite. Il tutto al<br />

prezzo di un euro circa a pezzo.<br />

Si degusta nel portico che dà<br />

sulla strada, dove si creano capannelli<br />

di persone più o meno<br />

fitti a seconda dell’orario.<br />

Via Saffi, 1<br />

Chiuso domenica<br />

lo che vuoi, ma se vuoi il tavolo<br />

riservato ti chiediamo di cenare<br />

da noi…”. La programmazione<br />

degli spettacoli è consultabile<br />

sul sito www.marsalino.it.<br />

TERRAZZA DELL’ARENA<br />

DEL SOLE<br />

via Indipendenza, 44<br />

tel. 328-7459318 / 051-<br />

238675<br />

aperto ogni martedì e giovedì<br />

AFFAMATI DOPO MEZZANOTTE<br />

Ore piccole, frigo vuoto, pancia pure: quattro indirizzi per soddisfare gli appetiti notturni più difficili<br />

AGNESE DELLE COCOMERE<br />

338-2091560<br />

Da 34 anni, il chiosco di<br />

Agnese è una storica meta delle<br />

notti estive, dove si può degustare<br />

un’ottima fetta d’anguria<br />

tagliata al momento, guarnita<br />

al limone o alla menta, volendo,<br />

e poi melone, ananas e cocco,<br />

bibite fresche a non finire, e<br />

anche piadine, crêpe e frullati.<br />

Citato da Lucio Dalla nella canzone<br />

Agnese delle cocomere<br />

nell’album Luna Matana, non<br />

è raro incontrarvi personaggi<br />

e vip…<br />

Piazza Trento Trieste<br />

Sempre aperto<br />

PRIMA&DOPO<br />

VIVIR<br />

0542-63111<br />

Il caldo torrido della città<br />

vi opprime? Siete a caccia<br />

di un aperitivo in frescura,<br />

possibilmente fuori porta?<br />

Vivir offre la soluzione ideale:<br />

piscina free entry dalle 17,30<br />

a mezzanotte, con divanetti in<br />

vimini e aperitivo annesso, abbinato<br />

a un fresco ristorantino<br />

a buffet, in un fantastico clima<br />

brasiliano. Serata speciale il<br />

giovedì con animazione e ballerine.<br />

Aperitivo dal lunedì al<br />

venerdì. E sabato e domenica<br />

feste su prenotazione!<br />

Via SS Selice, 49 – Imola<br />

Chiuso sabato e domenica<br />

OPERA CAFFÈ E TULIPANI<br />

051-245122<br />

Ambiente raffinato in tonalità<br />

beige, seggiole in ferro<br />

battuto stile liberty attorno a<br />

eleganti tavolini, un doppio<br />

salottino e anche uno splendido<br />

balcone affacciato sul canale.<br />

L’Opera Caffè e Tulipani,<br />

aperto da un mese appena,<br />

offre tutti i giorni a partire<br />

dalle 18 degustazione di vini<br />

per l’aperitivo. Sulle note di<br />

concerti di musica dal vivo<br />

all’inedito pianoforte a coda<br />

che presenzia nel locale.<br />

Via Alessandrini, 7<br />

Chiuso domenica<br />

CAFFÈ DELLE ACQUE<br />

051-272309<br />

Il locale offre una serie di<br />

spazi più o meno intimi adatti<br />

agli incontri più svariati: il<br />

cortile interno ideale per un<br />

têtê-à-têtê, l’ampia sala al piano<br />

superiore per le occasioni<br />

speciali e il gazebo esterno<br />

pensato per i fumatori. Per<br />

l’aperitivo, barman professionisti<br />

propongono cocktail<br />

e vini alla carta, da abbinare<br />

al ricco buffet con assaggi di<br />

salumi e formaggi, pinzimonio<br />

di verdure, pasta e crostini.<br />

Apertura prolungata il venerdì<br />

con musica dal vivo.<br />

Via Oberdan, 43/a<br />

Chiuso domenica<br />

URBAN 73


MANGIARE & BERE | TORINO<br />

LA CUCINA AL POSTO DELLA<br />

DIPLOMAZIA? VINCE SEMPRE<br />

Nel veccho studio di<br />

uno dei padri della<br />

patria un ristorante<br />

newpiemontese<br />

Nel centro di Torino, dopo<br />

i passati fasti della Smarrita,<br />

riapre un ristorante da tenere a<br />

mente, al primo piano di un settecentesco<br />

edificio della storica<br />

piazza Carlo Alberto: in quello<br />

che fu − addirittura! − l’ufficio<br />

politico privato di Camillo<br />

Benso, conte di Cavour.<br />

Dopo aver suonato al citofono le<br />

porte si aprono sulla piccola ma<br />

fornitissima enoteca, filiale della<br />

conosciuta Gallo Wine di La<br />

Morra, ma quello che emoziona<br />

sono gli ambienti: dal coreografico<br />

scalone che porta al primo<br />

piano, sede dello studio e del<br />

ristorante, alle volte decorate<br />

da scene mitologiche e bucoliche.<br />

Pur in tanta maestosità,<br />

l’accoglienza informale e cortese<br />

della direttrice di sala, Donatella<br />

Bonai, aiuta subito a sentirsi a<br />

proprio agio.<br />

L’impostazione della cucina è<br />

classicamente subalpina, con<br />

proposte pensate nell’alveo<br />

rassicurante della tradizione e,<br />

nonostante il blasone storico<br />

del locale, il conto finale risulta<br />

(relativamente) leggero.<br />

Il menu degustazione da 40<br />

euro comprende due antipasti<br />

che potranno essere un carpione<br />

contadino, seguito da una<br />

paglierina delle Langhe avvolta<br />

nel lardo e poi da ravioli verdi<br />

con borragine e ricotta o da<br />

agnolottini del plin con burro e<br />

salvia. Per secondo, un tenerone<br />

di fassone stufato con cipollotti<br />

oppure un raffinato assaggio di<br />

formaggi piemontesi, concludendo<br />

con una sfiziosa bavarese<br />

alla lavanda con salsa di cioccolato<br />

e menta oppure con un<br />

meno impegnativo semifreddo<br />

al limone.<br />

Altro punto di forza è la presenza<br />

del conosciutissimo Antonio<br />

Dacomo, vincitore di innumerevoli<br />

premi italiani e mondiali e<br />

attualmente presidente piemontese<br />

dell’Associazione Italiana<br />

Sommelier. La carta dei vini, per<br />

logica conseguenza, è completissima<br />

e spazia dai grandi rossi<br />

piemontesi a chicche selezionate<br />

dall’eccellente rapporto qualità/prezzo.<br />

La novità assoluta è<br />

che sarà sempre possibile scegliere<br />

una bottiglia nel negozio<br />

sottostante e farsela servire<br />

con un sovrapprezzo fisso di 5<br />

euro, per accompagnare il menu<br />

prescelto.<br />

La spesa può salire leggermente<br />

scegliendo dall’ampia carta oppure<br />

scendere, all’ora di pranzo,<br />

a 25 euro, ma quello che non<br />

ha prezzo è la sensazione di<br />

un salto nel passato, circondati<br />

dagli arredi e dall’irripetibile<br />

atmosfera di quello che è stato,<br />

nientepopodimeno, il teatro della<br />

nascita dell’Italia nel diciannovesimo<br />

secolo!<br />

STUDIO DI CAVOUR<br />

via Cesare Battisti, 17<br />

tel. 011-884217<br />

chiuso domenica<br />

DEHOR-MANIACI FATEVI AVANTI<br />

Se non importa quando e perché, ma l’unica priorità è cenare all’aperto, qui trovate pane per i vostri denti<br />

CON CALMA<br />

011-8980229<br />

Locale molto carino proprio alle<br />

pendici della collina torinese,<br />

sulla vecchia strada che portava<br />

a Pino. Il dehor è molto ampio<br />

e in parte coperto da una veranda.<br />

La cucina è orientata alla<br />

tradizione (ma non bacchettona!),<br />

con ampia proposta di<br />

piatti “estivi”, come la grande<br />

carpionata mista, l’insalata di<br />

coniglio con i fagiolini, il fassone<br />

marinato con la toma di<br />

Lanzo e miele. Tutto perfetto,<br />

compreso il conto, 28/30 euro<br />

ben spesi. Unica difficoltà, forse,<br />

il parcheggiare agevolmente<br />

la macchina.<br />

Strada Comunale del<br />

Cartman, 59<br />

Chiuso lunedì<br />

I BIRILLI<br />

011-8190567<br />

Ristorante della scuderia di<br />

Chiambretti, da sempre simpatico<br />

per l’ambiente e per<br />

lo splendido cortile, divenuto<br />

attraente anche per il cibo da<br />

quando è intervenuta la supervisione<br />

di Bruno Casetta. In<br />

cucina Ugo Incerti ha dato, alla<br />

faccia del cognome, sicurezza e<br />

solidità a tutti i piatti. Ne troverete<br />

traccia nel menu degustazione<br />

a 34 euro, vini inclusi. Se<br />

volete esagerare buttatevi sul<br />

menu “Falsi d’autore”, ricette<br />

di grandi chef (Vissani, Beck,<br />

Marchesi…) falsificati dalla mano<br />

sicura di Ugo, a 35 euro vini<br />

esclusi.<br />

Strada Val San Martino, 6<br />

In estate sempre aperto<br />

ANTICHE SERE<br />

011-3854347<br />

È ormai considerato un piccolo<br />

classico questo locale, il prototipo<br />

della vera osteria, sia per l’ambiente<br />

(legno a prevalere, dovunque)<br />

che per la cucina, tradizionale<br />

che più non si può. Molto caldo,<br />

penserete, molto invernale…<br />

E invece no, il cortile interno è<br />

incredibilmente fresco e anche la<br />

cucina varia rispetto alla stagione<br />

fredda, andando a riscoprire piatti<br />

che si adattano al clima, come<br />

i carpioni, l’albese, le torte di<br />

verdura, i tajarin con le zucchine<br />

(anche se io allo stinco di maiale<br />

come lo fanno qui non resisto<br />

neanche d’estate). Conto pure lui<br />

leggero, intorno ai 28 euro.<br />

Via Cenischia, 9<br />

Chiuso domenica<br />

DI BRUNO BOVERI E LEO RIESER<br />

TORINO<br />

011-5213086<br />

Massimo Ronco, per gli amici<br />

“Max lo Chef”, ha trasposto nel<br />

suo locale, nel centro, dietro a<br />

piazza Statuto, tutta la sua esperienza<br />

e il suo entusiasmo per la<br />

cucina del Far East: ecco dunque<br />

i suoi giochi di tonno e spada,<br />

in stile asian food, il risotto alla<br />

tokyonese, ma anche i classici<br />

piemontesi rivisitati come il vitello<br />

tonnato all’antica o il brasato<br />

estivo. Il tutto in un dehor di rara<br />

eleganza e comodità. Il rapporto<br />

qualità/prezzo, già interessante<br />

(tra i 25 e i 35 euro), diventa<br />

eccezionale a pranzo a 10 o 16<br />

euro con un’ampia e libera scelta<br />

dal menu.<br />

Via San Domenico, 33/b<br />

Chiuso martedì<br />

i<br />

PRIMA&DOPO<br />

DEZZUTTO<br />

011-4474291<br />

Sempre meno facile trovare un<br />

indirizzo per l’aperitivo fuori<br />

dal centro. Dezzutto è un bar<br />

pasticceria di tradizione, il ritrovo<br />

per chi ama il classico bar<br />

torinese, caratterizzato dalle<br />

eccellenti torte, ma anche per<br />

gli amanti del salatino e della<br />

tartina sfiziosa da accompagnare<br />

a cocktail preparati con tutti i<br />

crismi. Aperto anche domenica,<br />

cosa che a Torino sta diventando<br />

una rarità.<br />

Via Duchessa Jolanda, 23/bis<br />

Sempre aperto<br />

ROSSORUBINO<br />

011-6502183<br />

“Enoteca con degustazione”<br />

è la dicitura che campeggia<br />

sull’insegna di questo raffinato<br />

locale condotto con entusiasmo<br />

da Andrea Gazzera e soci. E, se<br />

la sezione dedicata alla vendita<br />

è convincente (con circa 1000<br />

etichette selezionate), quella<br />

dedicata alle degustazioni non<br />

è da meno. Fino alle 21, l’aperitivo<br />

è curatissimo e la fantasia<br />

non manca grazie a periodici<br />

incontri a tema, assaggi guidati,<br />

spuntini. Ottima occasione per<br />

gli appassionati più giovani per<br />

avvicinarsi in modo semplice al<br />

mondo del vino.<br />

Via Madama Cristina, 21<br />

Chiuso domenica<br />

SUITE 29<br />

011-19714902<br />

Suite 29 si trova in un bel<br />

palazzo lungo una delle<br />

vie più chic di Torino. Dalle<br />

19.15 alle 20.30 è l’ora dell’“aperitivissimo”<br />

che, nei mesi<br />

estivi, viene proposto in un<br />

lussureggiante giardino interno.<br />

Successivamente il ristorante<br />

offre a prezzi moderati<br />

una piccola selezione di piatti<br />

originali. Per i nottambuli la serata<br />

si protrae, immersi in una<br />

rilassante atmosfera lounge,<br />

fino alle 3.<br />

Via della Rocca, 29/a<br />

Chiuso domenica e lunedì<br />

URBAN 75


MANGIARE & BERE | NAPOLI<br />

ESTATICA ESTATE? A BACOLI<br />

VIETATO RIMANERE DELUSI<br />

In una baia incantata, la<br />

perla è nascosta tra<br />

poppa e prua<br />

Una piccola baita, uno chalet,<br />

l’abitacolo di un’imbarcazione<br />

imbarazzante. Marine style e<br />

alpinismo architettonico quasi si<br />

fondono, per miracolo flegreo,<br />

incantesimo napoletano o altro<br />

rito magico. Così confonde la<br />

vista – da fuori, da lontano – il<br />

disegno del Poppa & Prua, l’ultima<br />

novità a Bacoli in fatto di<br />

ristorazione, la prima scelta after<br />

beach per l’aperitivo in zona<br />

flegrea, così diverso dai bianchi<br />

un po’ sgualciti delle piccole<br />

palazzine salate dal mare che si<br />

appiccicano addosso le une alle<br />

altre senza svettare, per fortu-<br />

na, semideserte d’inverno, ad<br />

alta densità umana da giugno a<br />

settembre. Belli d’estate i Campi<br />

Flegrei, e Bacoli è quasi una<br />

gigantesca rotonda sul mare, il<br />

verde e le case intorno al piccolo<br />

lago salato, e i porticcioli,<br />

le spiagge dove un tempo si<br />

allenavano le milizie romane, e<br />

i parcheggi sotto le fresche frasche,<br />

e le rovine archeologiche<br />

prese a schiaffi dalle onde, e<br />

quegli odori di cucina semplici,<br />

mediterranei, freschi freschi... A<br />

poppa o a prua, dal tramonto<br />

in poi, qui si sta una meraviglia:<br />

sintesi efficace della tradizione<br />

locale e di un tipo di ricerca contemporanea<br />

che non esagera ma<br />

sperimenta, lo spazio sa offrire<br />

un giusto mix di sapori, suoni,<br />

arte e colori. In scaletta (il posto<br />

è molto, molto musicale...), basic<br />

standard del tipo panino con<br />

mozzarella, pomodoro e basilico<br />

(è nelle cose più semplici che<br />

talora si esprime la bellezza<br />

del mondo) oppure ipotesi più<br />

degustative per slowfoodisti del<br />

dopospiaggia in vista del chiar<br />

di luna, raffinatezze poetiche insaporite<br />

dai pesci fatti venire da<br />

Procida quando non addirittura<br />

ordinati ai pescatori della zona,<br />

meraviglie del golfo di Pozzuoli<br />

che si chiamano, tra intenditori,<br />

cicarelle, san pietro, granzeole<br />

e carnummole. A conferma di<br />

ogni campanilismo, vini come<br />

la falanghina o il piedirosso<br />

provenienti dalle migliori cantine<br />

bacolesi (Ramo d’oro, Cantine<br />

Babbo) e dessert quasi afrodisiaci<br />

come il sorbetto di riccio<br />

al limone, da non perdere. Al<br />

bar, caffè freddo e kiwi Martini<br />

impazzano a richiesta; pizzette<br />

d’alghe e cozze al tegamino<br />

gli appetizer sine qua non dell’apertivo<br />

superbo dal punto di<br />

vista musicale. Il dj trasmette<br />

da una console che è la dolce<br />

metà di un vecchio gozzo. Qua<br />

e là, l’espressione di una sensibility<br />

per l’arte trova la sua<br />

esaltazione nelle fotografie di<br />

Claudio Emanato e nei quadri<br />

del celebre pittore bacolese<br />

Enrico Bonè. Tutto doc. Incluso<br />

gli sguardi. Di Ulisse?<br />

POPPA & PRUA<br />

RESTAURANT CAFÉ<br />

loc. Capo Miseno, Bacoli<br />

tel. 081-5235786<br />

sempre aperto<br />

SULLA SPIAGGIA MA NON SOLO<br />

Pesce quasi vivo, musica on the beach e poi gelati, granite e brasiliani: ecco i must 2005 dei Campi Flegrei<br />

DA CALIENDO<br />

081-5234721<br />

A due passi dal lago e dai<br />

giardini della villa comunale<br />

di Bacoli, ecco una verace<br />

“osteria flegrea”, accogliente<br />

e di qualità, tipica e curata nei<br />

minimi dettagli. I pescatori arrivano<br />

con la “spasella” sotto<br />

braccio, col bottino di giornata<br />

(crostacei, frutti di mare e pesci<br />

“nostrani”). Ma in molti vengono<br />

qui anche solo per le pizze.<br />

Davvero ottime!<br />

Via Miseno, 17<br />

Chiuso martedì<br />

BEACH BROTHERS<br />

Cugini di ultimo grado dei Beach<br />

Boys e parenti non acquisiti dei<br />

Blues Brothers, sono tra le new<br />

entry on the beach più carine<br />

dell’estate. Un piccolo chiosco<br />

sulla spiaggia pieno di giovani<br />

e di musica, con tanti snack per<br />

sedare l’appetito, gelati, dolcetti e<br />

drink rinfrescanti, frutta e alcool,<br />

muita Caipirinha, Mojito e l’atmosfera<br />

molto festaiola. People from<br />

Ibiza?<br />

Loc. Capo Miseno<br />

Sempre aperto<br />

LA CATAGNA<br />

081-5234218<br />

DI CIRO CACCIOLA<br />

Nascosto tra i vicoli della<br />

vecchia Bacoli, lungo la stradina<br />

che conduce alla Piscina<br />

Mirabile, è quasi introvabile.<br />

Appena un’insegna. Solo quattro<br />

tavoli, niente fronzoli. Per<br />

certi versi, esclusivissimo. Don<br />

Crescenzo & family cucinano solo<br />

il pesce pescato di persona.<br />

Meglio ancora se riuscite loro<br />

simpatici. Insomma, una bettola.<br />

Divina.<br />

Via Pennata, 28<br />

Lunedì chiuso<br />

CHIOSCHETTO DEL LAGO<br />

Rigorosamente consigliato a<br />

tutti gli appassionati di gelato<br />

artigianale: una ventina di gusti<br />

nel periodo estivo (gli abituali<br />

vanno a colpo sicuro: crema di<br />

limone e pannacotta, unforgettable)<br />

e poi panna freschissima<br />

e granite, caffè freddo e “brasiliani”.<br />

Nel cuore dei giardini<br />

comunali, tra palme centenarie,<br />

vicino alla fontanella del<br />

Nettuno.<br />

Via Lungolago, 1<br />

Sempre aperto<br />

PRIMA&DOPO<br />

LIDO TURISTICO<br />

081-5235228<br />

Tintarella classic sul lungospiaggia<br />

con doppia vita<br />

ufficiale: on sunset i bagnini<br />

lasciano il posto ai dj, le<br />

sdraio fanno largo ai tavoli,<br />

la cucina spara cibi da gran<br />

gourmet. A luglio anche<br />

Lounge Art, per fare luce<br />

sul lavoro di tantissimi giovani<br />

artisti, installazioni site<br />

specific, mostre e incontri<br />

on the beach. Menu rigorosamente<br />

med: pasta, pesce<br />

fresco e verdure.<br />

Via Lido Miliscola, 21<br />

Sempre aperto<br />

ABRAXAS<br />

339-2236700<br />

In alternativa a mare, cucina<br />

di mare & bacolitudini, verso<br />

Pozzuoli, sulla collinetta<br />

a nord del lago di Lucrino,<br />

ecco un dàimon iperpanoramico<br />

sotto forma di osteria<br />

e wine bar. Contro il logorio<br />

delle impepate di cozze. In<br />

pieno verde, quasi in campagna.<br />

Carta dei vini con<br />

circa 400 etichette, menu<br />

ricco di carni (chianina, salsicce<br />

irpine, angus, maialino<br />

nero casertano, coniglio,<br />

cinghiale) e gran varietà di<br />

antipasti di terra: ricotta di<br />

Montella, verza con salsicce<br />

e castagne, parmigiana di<br />

patate, tortino con bieta<br />

e formaggio and the beat<br />

goes on. Benvengano anche<br />

i primi: fiocchetti di pasta<br />

fresca con zucca e noci,<br />

tortino di riso con carne e<br />

funghi, gnocchi con crema<br />

di cavoli e finocchio. Di più,<br />

buon assortimento di formaggi<br />

e dolci fatti in casa.<br />

Sui 30 euro.<br />

Loc. Lucrino, Pozzuoli<br />

Via Scalandrone, 15<br />

Chiuso martedì<br />

URBAN 77


© Luke White/Aurora/Grazia Neri<br />

UNURBAN<br />

l'altrove che avete sempre inseguito<br />

Non è quasi più Pakistan ma non è ancora Cina.<br />

Un angolo di mondo tanto impervio quanto magico.<br />

Contornato dai picchi del massiccio del Karakorum, tutti<br />

oltre i 7mila metri. E popolato da una pacifica etnia di<br />

religione musulmano/ismaelita che stupisce sia per i<br />

tratti somatici più indoeuropei che asiatici, sia per l’inconsueta<br />

longevità che porta molti uomini e donne a<br />

superare i 100 anni. Un tempo era uno dei tratti più difficoltosi<br />

della via della Seta e le capre “Marco Polo”, con<br />

il loro nome, ne testimoniano il passaggio.<br />

Si tratta dell’irraggiungibile Hunza Valley e queste sue<br />

straordinarie caratteristiche ne hanno fatto il sito da cui<br />

si dice abbia avuto origine il mito dello Shangri-La.<br />

A volte però capita che, per rimanere tali, anche i miti si<br />

debbano aggiornare. Pare proprio che in questo paradiso<br />

terrestre l’unica cosa a cui madre natura non avesse<br />

proprio pensato fosse un provvidenziale baracchino di<br />

bibite fresche...<br />

eden<br />

con<br />

ristoro<br />

URBAN 79

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