Luglio 2007 - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore

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Luglio 2007 - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 - DRCB - Roma

Mensile dell’A.N.A.C.T. - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore

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anno LV - n. 7 - Luglio 2007

• COPPA

ALLEVAMENTO

È festa a Torino

• AMICI CAVALLI

Gli alunni delle elementari in visita

all’Allevamento di Gianni Govoni

• GOLDEN STARS

Stelle dorate sotto le montagne

• SHARIF GLORIA

NAZIONALE

Cosa sarebbe stato l’Allevamento

italiano senza di lui...


Mensile dell’A.N.A.C.T. - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore

VITA SOCIALE

2 RIUNIONE DEL CONSIGLIO

6 ASSEMBLEA ANACT (Luigi Sangregorio)

12 TEMI VITALI PER L’ALLEVAMENTO (Sandro Moscati)

RICORDI

3 ALBERTO RAFFI

15 ATOS LOMBARDINI (Luigi Sangregorio)

52 AURELIO FRANCISCI (Antonio Berti)

APPASSIONATI CRESCONO

4 I MIEI AMICI CAVALLI

PRIMO PIANO

48 CESENA (Luigi Sangregorio)

50 MONTEGIORGIO (Matteo Muccichini)

56 VETERINARIA (Francesca Costa/Edo D’Agaro)

ATTUALITÀ

22 GOLDEN STARS (Sandro Camerani)

37 HAMBLETONIAN (Matteo Muccichini)

42 I TOSCANI (Daniele Franceschi)

44 LE DUE FACCE DELL’ELITLOPP (Ezio Cipolat)

LA STORIA

18 CHANSON (Ezio Cipolat)

20 PAOLO ORSI MANGELLI (Lucio Celletti)

30 SHARIF DI IESOLO (Danilo Iovenali)

IL TROTTO NEL MONDO

40 TRASCINATI DAI KRONOS (Ezio Cipolat)

CAVALLI

27 ISIDE BI (Ezio Cipolat)

35 L’AMIRAL (Ezio Cipolat)

DA NON PERDERE

17 NONSOLOTROTTO (Ezio Cipolat)

AVVENIMENTI

61 GRAN PREMI

• AMICI CAVALLI

Pubblicazione mensile dell’A.N.A.C.T. Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore Iscrizione n.218/2004 nel Registro del Tribunale di Roma in data 27/05/2004

Direttore Responsabile: Roberto Brischetto

Comitato di Redazione: Sandro Moscati, Adriano Ioan, Ciro Cesarano, Antonio Torciere

Testi e coordinamento: Luigi Sangregorio

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Progetto Grafi co e Impaginazione: Tubiuan Comunicazione / Stampa: Legall Industria Grafi ca S.r.l.

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1 pagina 350,00€ +iva 20%

per 12 numeri 3.500,00€ +iva 20%

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per 12 numeri 2.000,00€ +iva 20%

seconda di copertina: 500,00€ +iva 20%

per 12 numeri: 5.000,00€ +iva20%

terza di copertina: 400,00€ +iva 20%

per 12 numeri: 4.000,00€ +iva 20%

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anno LV - n. 7 - Luglio 2007

Gli alunni delle elementari Carducci, classi terza F e G di Cento in visita

all’Allevamento di Gianni Govoni

p. 2

• COPPA

ALLEVAMENTO

È festa a Torino

p. 22

• GOLDEN

STARS

Stelle dorate

sotto le montagne

p. 30

• SHARIF GLORIA

NAZIONALE

Cosa sarebbe stato

l’Allevamento italiano

senza di lui...

quarta di copertina: 700,00€ +iva 20%

per 12 numeri 6.500,00€ +iva 20%

(Impianto Fotolito a parte)


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VITA SOCIALE

COPPA ALLEVAMENTO

E FESTA A TORINO

Al tavolo: Napolitano, Franceschi, Caravita, Brischetto, Moscati, Dalla Libera, Righini, in piedi Lo Cicero

RIUNIONE DI CONSIGLIO

DEL 1° GIUGNO A BOLOGNA

Hanno presenziato alla riunione il Presidente Brischetto, i Vice-

Presidenti Caravita e Moscati, i Consiglieri Bisacchi, Cesarano,

Cioccoloni, Dalla Libera, Diana, Franceschi, Govoni, Ioan, Lo Cicero,

Marrazza, Puggina, Turrini; i Sindaci Righini, Zamparelli.

ORDINE DEL GIORNO

1) Verifi ca Verbale n.415; 2) Esposizione della relazione politica

del Presidente da leggere in Assemblea; 3) Nomina di una Commissione

che analizzi gli aspetti legali relativi all’Associazione;

4) Defi nizione del luogo per Coppa dell’Allevamento e Festa dell’Allevatore;

5) Nomina banditori e direttori d’Aste; 6) Varie ed

eventuali.

ESTRATTO

DEL VERBALE N. 416

ESPOSIZIONE DELLA RELAZIONE POLITICA

DEL PRESIDENTE

DA LEGGERE IN ASSEMBLEA

Il Presidente illustra la relazione che leggerà l’indomani in sede

di Assemblea, alla presenza del Commissario dell’Unire Guido

Melzi d’Eril.

La lettura della Relazione Presidenziale sarà seguita da un intervento

del Vice-Presidente Moscati che effettuerà alcuni interrogativi

con cifre e dati sulle giornate di corsa e riproporrà

alcune richieste allo stesso Commissario Unire, non prese nella

dovuta considerazione dall’Ente.

Il Consiglio approva la Relazione del Presidente: il Consigliere


Marrazza esprime riserve sul punto riguardante

l’ingresso di stranieri nell’albo

e la permanenza di fattrici in Italia,

anche con riferimento a normative Cee.

NOMINA DI UNA COMMISSIONE

CHE ANALIZZI GLI ASPETTI

LEGALI DELL’ASSOCIAZIONE

Il Presidente Brischetto, anche in virtù

di situazioni createsi nel primo anno

Roberto Brischetto e Flavio Puggina

di mandato, propone che determinate

questioni o controversie che necessitino

di un più attento esame da parte del

Consiglio, d’ora innanzi debbano essere

inizialmente analizzate da una Commissione,

allo scopo di riferirne poi in Consiglio.

Su proposta dello stesso Presidente,

vengono nominati a far parte della costituenda

Commissione il Vice-Presidente

Caravita ed i Consiglieri Marrazza

e Turrini.

DEFINIZIONE DEL LUOGO

PER COPPA DELL’ALLEVAMENTO

E FESTA DELL’ALLEVATORE

Il Consiglio decide che la Coppa dell’Allevamento

2007 si svolga in data 16 settembre

all’Ippodromo Stupinigi di Torino.

In concomitanza con tale evento sarà

organizzata la Festa dell’Allevatore.

NOMINA BANDITORI

E DIRETTORI D’ASTE

Il Consiglio riconferma quali banditori

alle Aste i signori Salvio Cervone,

Giuseppe Moscuzza, Francesco Ferrari,

Matteo Muccichini. Quali Direttori

d’Asta il Consiglio designa i Consiglieri

Ciro Cesarano, Giovanni Govoni, Natale

Lo Cicero.

VARIE ED EVENTUALI

Con riferimento alla lettera del Vice-

Presidente Caravita, letta nel Consiglio

dell’11 maggio scorso, il Consigliere

Diana chiede che essa sia discussa nel

Consiglio.

Prendono la parola prima il Presidente

Brischetto, successivamente il Vice-

Presidente per esporre il loro rispettivo

punto di vista.

L’ADDIO AD

ALBERTO RAFFI

È improvvisamente mancato all’affetto dei suoi cari nella notte fra il

5 ed il 6 giugno Alberto Raffi, padre amatissimo di Alessandro Raffi,

impiegato dell’Anact e valido collaboratore della nostra rivista.

Una cara persona Alberto Raffi, apprezzato e stimato da chi lo aveva

conosciuto, dedito alla famiglia, pronto ad aiutare i figli all’occorrenza.

Il Presidente, i Vice-Presidenti, i Consiglieri, i dipendenti dell’Anact

e tutti noi del Trottatore ci uniamo al dolore di Alessandro, rivolgendo

un commosso pensiero alla consorte di Alberto Raffi, la signora

Bernardina, all’altro figlio Roberto, nonché alla nuora Romina ed alle

nipotine Giulia e Claudia.

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Marrazza esprime riserve sul punto riguardante

l’ingresso di stranieri nell’albo

e la permanenza di fattrici in Italia,

anche con riferimento a normative Cee.

NOMINA DI UNA COMMISSIONE

CHE ANALIZZI GLI ASPETTI

LEGALI DELL’ASSOCIAZIONE

Il Presidente Brischetto, anche in virtù

di situazioni createsi nel primo anno

Roberto Brischetto e Flavio Puggina

di mandato, propone che determinate

questioni o controversie che necessitino

di un più attento esame da parte del

Consiglio, d’ora innanzi debbano essere

inizialmente analizzate da una Commissione,

allo scopo di riferirne poi in Consiglio.

Su proposta dello stesso Presidente,

vengono nominati a far parte della costituenda

Commissione il Vice-Presidente

Caravita ed i Consiglieri Marrazza

e Turrini.

DEFINIZIONE DEL LUOGO

PER COPPA DELL’ALLEVAMENTO

E FESTA DELL’ALLEVATORE

Il Consiglio decide che la Coppa dell’Allevamento

2007 si svolga in data 16 settembre

all’Ippodromo Stupinigi di Torino.

In concomitanza con tale evento sarà

organizzata la Festa dell’Allevatore.

NOMINA BANDITORI

E DIRETTORI D’ASTE

Il Consiglio riconferma quali banditori

alle Aste i signori Salvio Cervone,

Giuseppe Moscuzza, Francesco Ferrari,

Matteo Muccichini. Quali Direttori

d’Asta il Consiglio designa i Consiglieri

Ciro Cesarano, Giovanni Govoni, Natale

Lo Cicero.

VARIE ED EVENTUALI

Con riferimento alla lettera del Vice-

Presidente Caravita, letta nel Consiglio

dell’11 maggio scorso, il Consigliere

Diana chiede che essa sia discussa nel

Consiglio.

Prendono la parola prima il Presidente

Brischetto, successivamente il Vice-

Presidente per esporre il loro rispettivo

punto di vista.

L’ADDIO AD

ALBERTO RAFFI

È improvvisamente mancato all’affetto dei suoi cari nella notte fra il

5 ed il 6 giugno Alberto Raffi, padre amatissimo di Alessandro Raffi,

impiegato dell’Anact e valido collaboratore della nostra rivista.

Una cara persona Alberto Raffi, apprezzato e stimato da chi lo aveva

conosciuto, dedito alla famiglia, pronto ad aiutare i figli all’occorrenza.

Il Presidente, i Vice-Presidenti, i Consiglieri, i dipendenti dell’Anact

e tutti noi del Trottatore ci uniamo al dolore di Alessandro, rivolgendo

un commosso pensiero alla consorte di Alberto Raffi, la signora

Bernardina, all’altro figlio Roberto, nonché alla nuora Romina ed alle

nipotine Giulia e Claudia.

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PICCOLI APPASSIONATI CRESCONO

I MIEI AMICI

CAVALLI

Gli alunni delle elementari Carducci, classi terza F e G di Cento in visita all’Allevamento

di Gianni Govoni, lo zio di Francesca Giorgi, che ha fatto da guida ai compagni

di scuola descrivendoci la piacevole giornata trascorsa nella campagna centese

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Francesca Giorgi

Il giorno 9 Maggio 2007 le nostre classi sono andate a

vedere i cavalli di Gianni Govoni in Via Reno Vecchio 22 a

Cento, accompagnate dai docenti Giuliano Lodi (terza F),

Consuelo Passerini ed Elisa Bellettati (terza G).

Appena scesi dal pullman, i cani Indio e Daisy ci hanno

fatto festa. Lo zio Gianni e il maestro Giuliano ci hanno diviso

in gruppi di sette/otto bambini per andare a vedere i

cavalli da vicino: chi non andava subito poteva giocare nel

grande cortile. Io ho spiegato dove dormivano i cavalli se

dovevano fare dei viaggi per le corse, il loro letto speciale


e il cosiddetto Van. Mio zio Gianni ha spiegato poi che nell’allevamento

i cavalli possono dormire nella stalla ma anche stare

all’aperto.

I cavalli che abbiamo visto sono tre fattrici,

cioè le mamme, due puledrini e tre

puledri. Non dovevamo battere le mani o

urlare, né fare gesti improvvisi per non far

imbizzarrire i cavalli.

In casa dello zio Gianni abbiamo visto alla

Tv una corsa di trotto dove partecipava uno

dei campioni nati nel suo allevamento.

Dopo abbiamo fatto merenda con gnocchini

e pizzette e bibite di ogni tipo. Abbiamo

giocato ancora un po’ e poi zia Miriam ha

consegnato a ciascuno di noi dei regalini:

un ferro di cavallo, porta fortuna, una

bella spilla con un cavallo da trotto, un calendario

con tante belle foto di cavalli, una

maglia personalizzata con la scritta ANACT,

cioè Associazione Nazionale Allevatori

Cavallo Trottatore. Il maestro Giuliano ci

ha fotografati tutti in gruppo con mio zio

Gianni per ricordare l’interessante e divertente visita.

Che bella giornata! (Francesca).

I cavalli che abbiamo visto si chiamano Monghidoro,

Messico, Notre Dame, Gibiza, Atalion Ways, Narif Altea

e Merida. Per me è stata una giornata da sogno! (Graziella).

A me questa gita per vedere i cavalli da corsa è

piaciuta molto (Nicolò).

Abbiamo anche visto in Tv una gara di trotto, perché i

cavalli che allevano sono trottatori, poi abbiamo giocato

e il nostro maestro Giuliano ci ha fatto delle foto ricordo

all’uscita. Molto belli i regali che ci hanno dato, la maglietta e il

ferro di cavallo che porta fortuna. (Yuri e Stefano).

Gianni Govoni con gli alunni delle Elementari Carducci, classi terza F e G al termine della visita all’Allevamento

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VITA SOCIALE

ASSEMBLEA

ANACT

La panoramica della sala dove si è tenuta l’Assemblea mostra il nutrito gruppo di associati presenti con in prima fi la alcuni Consiglieri dell’Associazione

Era la prima Assemblea Generale, quella del 2 giugno, nella ormai

tradizionale Bologna, dopo un anno dall’elezione del nuovo

Consiglio Direttivo. L’appuntamento era quanto mai atteso, anche

perché non erano in pochi a temere una spaccatura all’interno del

Consiglio, puntando il dito in particolare contro il Presidente. Alla

fi ne, come avrete modo di leggere più avanti, Roberto Brischetto ha

ricevuto il massimo dei consensi, uscendo dalla riunione con una

“corazza di ferro”.

La prima procedura, la nomina del Presidente dell’Assemblea: vengono

segnalati i nomi degli Associati Norberto Napoletano e Gianni

Scagliarini. Su proposta del Presidente dell’Anact viene nominato

Presidente Norberto Napolitano. Quest’ultimo ringrazia l’uditorio,

saluta il Commissario Unire Guido Melzi d’Eril, presente anche come

allevatore, ed apre l’Assemblea, invitando il Presidente dell’Anact


a prendere la parola.

Roberto Brischetto: “L’Assemblea Generale Anact è il primo appuntamento

che si tiene dopo circa un anno dall’elezione del nuovo

Consiglio Direttivo, un anno caratterizzato da una crisi dell’Unire

senza precedenti nella storia degli ultimi 30 anni di ippica. Le dichiarazioni

del Segretario Generale Unire in occasione delle aste

selezionate di settembre del 2006 sulla sostanziale tenuta del

monte premi, non hanno trovato conferma e, dopo la nomina del

Commissario Guido Melzi, lo stato di crisi economica e fi nanziaria

dell’Ente metteva in discussione il monte premi dell’ultimo bimestre

2006 e gettava gravissime ombre su quello 2007. Ricordiamo

che mancavano circa 35milioni di Euro per concludere il 2006 e sul

Bilancio Preventivo per il 2007 il montepremi era previsto in Euro

175milioni contro i 250milioni del 2006 (-30%).

Dobbiamo inoltre evidenziare che il Ministro delle Politiche Agricole

On. Paolo De Castro, nonostante le numerose sollecitazioni,

riceveva le categorie per la prima volta il 21 dicembre 2006 (circa

otto mesi dopo il suo insediamento) e la risoluzione del rapporto

con il Segretario Generale Franco Panzironi arrivava nel marzo 2007.

Si intravedono solo ora i primi timidi segnali di riavvio della macchina

tecnico/amministrativa dell’UNIRE, requisito indispensabile

per riprendere quel processo di stabilizzazione prima e di sviluppo

poi ormai non più rinviabile, pena l’involversi del sistema in una

spirale recessiva senza ritorno; è di questi giorni la conferma che

il montepremi per il 2007 si attesterà a 220milioni di Euro (-12%),

limite minimo sotto il quale la nostra Associazione e le altre categorie

avevano in diverse occasioni minacciato il ricorso

a manifestazioni di piazza. Vorrei sottolineare come

su questo argomento tutto il Consiglio abbia lavorato

con impegno e come si sia utilizzato anche lo strumento

della pubblicazione di comunicati ed interviste

su quotidiani nazionali per tenere alta l’attenzione

sulla questione montepremi. Inutile nascondere, a

questo punto, che l’intera attività del nostro Consiglio

Direttivo ha risentito del quadro di riferimento

in cui si è mossa, anche in termini di energie e tempo

dedicati ad incontri, riunioni, dibattiti, per affrontare

la diffi cile situazione. Tutto ciò non ha comunque

impedito il raggiungimento di diversi obiettivi che ci

eravamo prefi ssi nel programma ed in particolare mi

riferisco:

- rivista il Trottatore: la rivisitazione, con un miglioramento

dei contenuti, della veste grafi ca, che peraltro

risulta più idonea alla archiviazione, permette una

drastica riduzione dei costi che porterà nel 2007 ad un

risparmio di quasi il 50% delle spese della rivista;

- bilancio ANACT: la reimpostazione della contabilità

con un programma informatico più recente ed evoluto

ha permesso di redigere il bilancio d’esercizio in una

forma (bilancio CEE) più leggibile e consona (peraltro

raccomandata dall’Ordine dei Dottori Commercialisti)

alle attuali disposizioni normative.

Il dotare poi detto bilancio di una Nota Integrativa e

di una Relazione del Presidente del C.D., che hanno

la funzione di rendere il medesimo più comprensibile

e di informare gli Associati sull’andamento economico e fi nanziario

in relazione ad ogni attività, sia essa istituzionale che accessoria,

riteniamo mantenga fede all’impegno a suo tempo preso per una

maggiore e chiara informazione.

- Asta unica a Settimo Milanese: si è ritenuto di prendere tale decisione

per superare la obsoleta e ormai contestata asta ordinaria,

nonché per creare un mercato unico, che abbia la veste del grande

evento dove tutti avranno la possibilità di esporre i loro prodotti in

una medesima importante vetrina;

- questione stalloni: anche se questo non può essere defi nito un

obiettivo pienamente raggiunto, si sono mossi i primi passi verso

una impostazione di un piano di valorizzazione degli stalloni indigeni

che, già nell’anno in corso ha permesso di ottenere centinaia

di monte a costi molto bassi e contiamo nel 2008 di sviluppare importanti

iniziative nella direzione del contenimento dei costi delle

monte;

È nostra intenzione presentare un piano organizzato per la creazione

di un fondo di rotazione per l’acquisto di diritti di monta e

proporre la formazione di Consorzi tra gli allevatori per l’acquisto

di stalloni;

- sito Internet: si è proceduto ad un restyling grafi co del sito ed

ad un aggiornamento in tempo reale delle informazioni riguardanti

l’Associazione con la pubblicazione di ODG e dei Verbali dei Consigli,

con la diffusione di discussioni interne allo stesso Consiglio,

sempre nell’ottica di dare la massima informazione agli Associati,

oltre ad un potenziamento della banca dati (puledri, premi aggiunti

Il delegato della Lombardia Gaetano Turrini ha alla sua sinistra Ambrogio Viganò e Gianmaria Pizzaballa

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e partenti per ciascun allevatore);

- attività delle Delegazioni: si deve segnalare un forte incremento

delle attività delle Delegazioni Regionali con convocazioni di Riunioni

molto spesso partecipate dal Presidente e dai Vice Presidenti,

questo allo scopo di rendere più partecipi e informati gli Associati,

vorrei sottolineare anche le iniziative per il miglioramento professionale

realizzate attraverso corsi per allevatori;

- progetto Nomisma: completamento dello studio sul mondo allevatori

del Trotto, quale tappa fondamentale per un approccio economico

al settore, con pubblicazione del volume e conferenza di

presentazione che ha ottenuto un grosso successo d’immagine per

la nostra Associazione che si pone sempre più con un ruolo guida nel

panorama ippico nazionale.

Ci piace inoltre ricordare l’iniziativa umanitaria intrapresa dalla

nostra Associazione per la realizzazione di una clinica medica nella

regione di Dooplay (Myanmar Orientale) dove abbiamo appoggiato

il progetto della “Comunità Solidarista Popoli”.

Nonostante il notevole lavoro svolto, molte cose restano da fare e

diversi obiettivi, non ancora raggiunti, sono stati impostati e contiamo

che, anche con il contributo dell’Assemblea odierna, possano

ricevere una spinta determinante per trovare una soluzione.

Mi riferisco in particolare alla

questione complessa della difesa

dell’italianità dell’allevamento

che potrebbe essere rivista in

base alle seguenti considerazioni:

- albo allevatori, riteniamo che si

debba andare nella direzione di

rendere ammissibili ai premi ed

alle provvidenze solamente gli

allevatori, persone fi siche e giuridiche,

che esercitino l’attività

allevatoria in Italia con o in strutture

ivi collocate e proporzionate

al numero di capi presenti;

- sostegno del prodotto italia-

no, questo è un passaggio molto

importante perché in assenza di

adeguate misure il rischio nei

prossimi anni di una progressiva delocalizzazione dell’allevamento

italiano all’estero è reale, a causa della forte differenza dei costi

di produzione tra Italia ed alcuni paesi che oggi fanno parte della

Comunità Europea. Riteniamo, pertanto, che si dovrebbe chiarire e

stabilire in modo semplice e controllabile quali possano essere le

possibilità di allevare all’estero, pur continuando a partecipare al

piano provvidenze ed al premio allevatori, prevedendo che le fattrici

debbano permanere in maniera stabile sul territorio italiano,

fatta eccezione per quelle in copertura presso stalloni non presenti

in Italia e che tutti i puledri possano rimanere eventualmente all’estero

solo per un periodo preciso, determinato e verifi cabile;

- revisione parametri, in senso restrittivo, per quanto concerne

l’importazione di fattrici estere che contribuiscono ad aumentare

la produzione in un momento in cui viene chiesta agli allevatori

una sostanziale riduzione; siamo inoltre a richiedere procedure di

controllo e di iscrizione di fattrici estere al nostro libro genealogico

che non lascino spazi a dubbi sulla esatta movimentazione delle

stesse;

- riduzione della produzione, attraverso la limitazione all’ingresso

in razza di fattrici senza determinati requisiti, si ritiene molto importante

questo aspetto per ottenere un riequilibrio del mercato

oggi troppo sbilanciato verso l’offerta e crediamo che si debba raggiungere

l’obiettivo di una riduzione di circa 300-400 capi all’anno

a partire dal 2009 per tre anni stabilizzando la produzione annuale

intorno ai 3.500 capi.

Una ulteriore considerazione è necessaria in relazione ai rapporti

Unire-Anact e vorremmo esprimere al Commissario Melzi il disagio

per la scarsa attenzione fi nora dimostrata nei confronti della nostra

Associazione.

È inaccettabile che, ancora oggi, nonostante siano trascorsi più di

sei mesi, non vi sia alcuna certezza sull’esatto stanziamento delle

provvidenze; si corre quindi senza conoscere i parametri necessari

per il raggiungimento del premio qualifi ca e ricordiamo che le

provvidenze di novembre-dicembre 2006 non sono state ancora

liquidate.

In data 16.1.2007 veniva inviato

all’Unire un documento approvato

all’unanimità dal Consiglio

Anact mediante il quale l’Associazione

chiedeva: un ripensamento

sul taglio del 10% delle

dotazioni dei grandi premi e

sull’incameramento delle iscrizioni

degli stessi; il ripristino

del premio aggiunto ai proprietari

almeno al 50% come al galoppo;

una diversa imputazione

nel bilancio Unire delle corse

differenziate che di fatto pesano

solo sul settore trotto; una ridefi

nizione della ripartizione delle

risorse trotto e galoppo.

Da sinistra Torciere, Napolitano, Franceschi, Capasso, Brischetto, Puggina, Moscati,

Nello stesso documento si

Dalla Libera, Zamparelli e in piedi Caravita

esprimevano anche delle proposte

sul come reperire le risorse e

teniamo a precisare che non si chiedevano maggiori stanziamenti,

ma una diversa distribuzione delle stesse meno penalizzante per i

cavalli della tanto invocata qualità.

Non siamo stati ascoltati e a fronte della richiesta pervenutaci di

predisporre un progetto di riduzione della produzione, nessun se-


Il Presidente dell’Assemblea Napolitano, Franceschi, Brischetto, Dalla Libera, Zamparelli (uno dei due Sindaci)

gnale concreto ancora giunge dall’Unire su

un piano certo della riduzione delle corse;

crediamo di rinnovare in questa sede la

richiesta di un contributo triennale straordinario

per accompagnare con un piano di

enucleazione la riduzione della produzione

e anche il ripristino dei premi allevatori per

i cavalli che corrono all’estero, ricordando

che le risorse fi nanziarie potrebbero essere

reperite dai fondi tolti, nel 2005, al solo

settore allevamento trotto.

Si rileva inoltre la mancanza di una chiara

indicazione tesa a rivedere il concetto

di residualità del monte premi che deve

diventare voce stabile percentuale agli

introiti del settore.

Vorrei ricordare le polemiche di cui

sono stato recentemente oggetto,

allorquando esplicitamente e per

iscritto ebbi a denunciare il notevole

incremento delle spese dell’Unire e

degli introiti delle Società di Corse, a

fronte del forte calo del montepremi

(- 30% per il montepremi negli ultimi

anni contro + 8% degli Ippodromi e

+ 40% delle spese Unire).

Si parla molto di qualità, gli allevatori

italiani hanno fatto investimenti e

sforzi enormi, i risultati sono sotto gli

occhi di tutti e credo che il Commissario

non debba dimenticare la centralità

dell’allevamento nella filiera ippica che

colloca legittimamente il settore sotto

la competenza del Ministero delle Politiche

Agricole.

Vorrei chiudere questa relazione con

l’auspicio che il Consiglio Direttivo possa

lavorare a favore dell’Associazione in

uno spirito di concordia, non dimenticando

gli obiettivi da raggiungere, che

sono il fine ultimo per cui tutti noi rappresentanti

ci troviamo oggi a ricoprire

tale carica”.

La esposizione di Roberto Brischetto, al

termine, viene accolta da un lungo applauso.

Prende quindi la

parola Sandro Moscati

– un messaggio

dettagliato del

Vice-Presidente

dell’Anact a Guido

Melzi lo trovate più

avanti - rivolgendosi

al Commissario

Unire, ricordando i

quattro punti di una

richiesta effettuata

all’Unire in data 16

gennaio, in particolare

la proposta di

una diversa imputa-

zione delle corse differenziate nel bilancio

Unire, estrapolando gli importi dedicati

a dette corse dal montepremi. In tema

di diminuzione di corse e convegni, Moscati

espone delle perplessità sui numeri

dell’annunciata riduzione di 1.500 corse,

anche a fronte della tendenza di alcuni Ippodromi

a fi ssare programmi con nove corse.

“Riguardo ai Grandi Premi – conclude

Sandro Moscati -, cinque di essi sono stati

aperti a cavalli stranieri, oltretutto senza

creare alcuno spettacolo supplementare,

inoltre i nuovi punti vendita, su cui l’Unire

punta per un rilancio economico, non

potranno essere aperti prima del mese di

dicembre”.

GUIDO MELZI

D’ERIL

“HO FATTO

IL FRATICELLO

QUESTUANTE”

Melzi d’Eril, salutando i soci intervenuti,

ricorda di essere anche lui allevatore

e socio da quasi cinquant’anni, premiato

dall’Anact con la targa di adesione trentennale

nello scorso dicembre. Con riferimento

all’intervento di Sandro Moscati il

Commissario Unire precisa: “Un Ente pubblico

ha rituali, tempi che possono essere

diversi da quelli di un imprenditore. In

Il Commissario Unire Melzi ha alla sua destra Brischetto e a sinistra Moscati

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questo periodo sto rivestendo il ruolo del “Fraticello questuante”,

allo scopo di ricercare fondi per tutta la comunità ippica: la priorità

assoluta è mettere a posto tre Bilanci (2005-2006-2007), anche a

costo di scelte impopolari. Il nuovo Collegio Sindacale nominato dal

Ministero delle Finanze si riunirà il 6 giugno 2006; una volta approvati

questi Bilanci, l’Unire potrà eventualmente prevedere degli

spostamenti.

Intanto la Tris ha dato qualche segnale positivo. Ma per superare

la crisi c’è bisogno di un’onda d’urto generale, attraverso il confronto

delle idee, ma le componenti ippiche devono agire in piena

concordia (citando un vecchio motto caro all’Anact ed alla rivista al

trottatore, ndr). Per le Aste c’è la necessità di idee che possano promozionare

l’evento”.

Tino Cazzaniga chiede notizie sullo stato delle qualifi che e sul ripristino

della seconda Tris; Gianfranco Fabbri sottolinea la drammaticità

della situazione, scorgendo continue diffi coltà nel reperimento

di fondi, visto che nell’ultimo decennio giochi estranei all’ippica

hanno sottratto risorse fondamentali per l’ippica. Fabbri invita Melzi

a studiare a fondo le proposte del Vice-Presidente Moscati in tema

di confi gurazione delle imputazioni a Bilancio sulle “matinee”.

Gaetano Turrini ritiene che mai come in questo periodo tutti devono

fare la propria parte: “L’ippica deve imporsi un progetto di autoriforma

per uscire dalla crisi generale, l’Anact può gestire il Libro

Genealogico, l’Unire deve rivedere il sistema ippico con progetto di

revisione di ruoli, funzioni e collocazioni”. Raffaele Capasso chiede

al Commissario Unire notizie sul ruolo di Maurizio Mattii, facendo

riferimento ad un episodio recentemente verifi catosi in qualità di

Presidente della Ctc; il Socio Nuvoletta lamenta il deserto degli Ippodromi

e la mancanza di gente, chiedendo nel contempo e motivando,

con giusta ragione, quali prospettive possano avere i giovani

imprenditori ippici; Natale Lo Cicero chiede a Melzi: “Perché c’è una

differenza di trattamento tra trotto e galoppo riguardo ai premi non

assegnati al traguardo, laddove nel galoppo essi hanno costituito

un fondo destinato alle enucleazioni delle fattrici, mentre nel trotto

gli importi sono stati assegnati a montepremi”.

Il Commissario Unire, prima di lasciare l’aula per impegni inderogabili

(incontro con il Ministro De Castro), nel salutare i presenti

da delle risposte a tutti ribadendo in particolare a Natale Lo Cicero:

“Allo stato attuale è opportuno approvare i tre Bilanci Consuntivi;

non è detto che in futuro non si trovino altre risorse”, sottolineando

la diffi coltà attuale di trovare corse Tris nel galoppo per problematiche

di un campo di partenti apprezzabile, rispondendo al consigliere

Gaetano Turrini, precisa: “Una volta conclusa la fase delle emergenze,

si potranno fi ssare dei punti fermi attraverso i quali ripartire”.

ROBERTO BRISCHETTO

“PROVVIDENZE

A CHI ALLEVA IN ITALIA”

Roberto Brischetto lascia la parola al Consigliere Flavio Puggina per

l’illustrazione del Bilancio Consuntivo 2006 ed il Bilancio Preventivo

2007 ed i principi che lo hanno ispirato gli stessi - per la prima volta

corredati da una relazione del Presidente Anact e da una Nota integrativa

-, dopo aver rimarcato l’eccellente lavoro da questi svolto in

tema di modernizzazione del Bilancio stesso.

Raffaele Capasso propone, in materia di Bilancio Preventivo 2007,

di appostare equamente il valore reale dell’immobile di Viale del

Policlinico in Roma, ritenendolo un atto dovuto alla luce dello Statuto,

si complimenta per la nuova impostazione de “IL TROTTATORE”

e la revisione delle Aste, non condividendo il metodo di alcune decisioni

di Consiglio che implicano scelte di tipo patrimoniali, attribuibili

in via statutaria all’Assemblea. Per Gaetano Turrini: “Non c’è

emergenza sul tema, né una dotazione tecnica per poter discutere

la materia nel corso della riunione: il Consiglio tuttavia dovrà provvedere

in futuro allo studio del problema dal punto di vista tecnico

od economico.

Il Sindaco Carlo Righini legge la Relazione del Collegio Sindacale.

Gianni Scagliarini non nasconde di essere rimasto stupefatto per le

aggressioni verbali fatte al Commissario Unire e chiede ai Sindaci

perché non sono intervenuti circa alcune, a suo dire, irregolarità

nella convocazione, svolgendosi in data 2 giugno, mentre la legge

stabilisce quale termine ultimo il 31 maggio. L’ordine del giorno,

inoltre, non reca il punto riguardante la lettura della Relazione del

Collegio Sindacale. Rappresentando infi ne, agli amministratori

dell’Associazione l’esigenza di un maggiore ordine, chiede, quanto

alle Aste un preventivo accreditamento ed uno “screening con plafond

quantitativo” riguardo agli acquirenti.

Pronta la risposta del Sindaco Righini: “Non sussistono irregolarità

nella convocazione, anche in considerazione che non è stato arrecato

alcun danno agli Associati” e del Vice-Presidente Moscati: “Il

Commissario Unire non è stato offeso, semplicemente gli è stato

fatto rilevare come l’Anact abbia, in data 16 gennaio, presentato

delle proposte che non sono state prese minimamente in considerazione”.

Si passa alla votazione: il Bilancio Consuntivo 2006 viene approvato

dall’Assemblea con l’astensione dei soci Marelli e Costa; il

Bilancio Preventivo 2007 viene approvato dall’Assemblea, contrario

il socio Capasso (motivando il suo voto precisando che non

è previsto il capo di spesa per la rivalutazione del cespite) e con

l’astensione dei soci Marelli e Costa.

Quanto alla nomina di un membro del Collegio dei Probiviri per

il residuale periodo del quadriennio 2004-2007, il Presidente riferisce

che si è candidato con un fax , in sostituzione di Alberto

Caravita, diventato nel 2006 Vice-Presidente dell’Associazione,

pertanto con una carica non compatibile per lo Statuto Anact, l’Avvocato

Valentino De Castello, rappresentante legale dell’Azienda

Agricola il Brolo del Mas.

L’Assemblea designa quale membro del Collegio dei Probiviri per

il residuale periodo del quadriennio 2004-2007, l’Avvocato Va-


lentino De Castello.

Il Consigliere Natale Lo Cicero ritiene che il Consiglio sia nel bivio

di dover riconfermare il premio aggiunto secondo l’attuale entità,

oppure ridurlo per dare spazio alle altre voci; per Luigi Biffi è

necessario che le Assemblee Regionali vengano verbalizzate. Biffi

espone inoltre delle considerazioni sui dati relativi al programma

ippico, sul costo delle singole giornate e sulle iscrizioni dei cavalli,

convinto anche della necessità di azioni di forza presso l’Unire, con

tutte le categorie della fi liera interessata al montepremi. Conclude

il suo intervento Biffi facendo delle ulteriori considerazioni in

materia di rappresentatività regionale, anche in virtù del rapporto

con i prodotti nati, invitando il Consiglio ad una composizione delle

delegazioni più equilibrata.

Tino Cazzaniga ritiene come sia inaccettabile la cancellazione delle

qualifi che ai proprietari, sottolineando l’attuale squilibrio del

rapporto trotto/galoppo, con Sandro Moscati a precisare che gli

allevatori stanno lavorando senza certezze, l’Assemblea dovrebbe

indicare la strada da seguire, ipotizzando l’acquisto di una pagina

sul sull’organo di informazione ippica. Il Vice-Presidente Anact illustra,

infi ne, in collaborazione con il Presidente Brischetto (che

sottolinea come gli argomenti sono stati anche riportati nella sua

relazione) i quattro punti della richiesta fatta all’Unire in data 16

gennaio, che non hanno avuto una risposta convincente da parte

dell’Unire.

Il Consigliere Ciro Cesarano ritiene che il Commissario Melzi d’Eril

non sta prendendo in considerazione l’Anact e le sue richieste ed

è convinto della necessità di azioni presso l’Ente; Giorgio Ferri si

ritiene d’accordo sulle Aste nel nuovo format, ma non sul passaggio

dei cavalli, in quanto appare discriminante nei confronti dei

cavalli delle Aste qualifi cate, temendo che il martedì pomeriggio

o il mercoledì della sessione possano esserci

seri problemi di commercializzazione.

Ferri si dichiara contrario alla possibilità di

ripristinare le enucleazioni e chiede notizie

sul contenzioso legale dell’Anact con Marco

Folli. “Non è l’occasione di intervenire

sull’argomento - la risposta del Vice-Presidente

Moscati a Ferri - dal momento che

la questione è stata demandata ai rispettivi

legali”.

Gianmaria Pizzaballa, anche in qualità di

proprietario, sottolinea il momento di disagio

che sta vivendo la sua con altre Associazioni

di Proprietari e auspica un’azione

comune tra Proprietari e Allevatori; il Socio

Benini ritiene che il numero eccessivo di

soggetti alle Aste può penalizzare troppo

chi presenterà i cavalli nell’ultimo giorno

d’Asta, aggiungendo: “Avrei preferito un

maggior coinvolgimento nella decisione

attraverso Assemblee Regionali, convinto

della necessità di un forum sul sito affi nché

ciascun Socio possa esprimere la propria

opinione”.

Antonio Carraretto ritiene: “Anzitutto si

deve chiarire qual è il cavallo italiano: su queste basi si deve poi

pensare a soluzioni che puntino alla qualità più che all’assistenzialismo”;

il Consigliere Tommaso Marrazza puntualizza: “In materia di

italianità dell’allevamento vi sono direttive Cee e norme di legge

che regolano la materia del cavallo italiano. Se vi saranno delle restrizioni

in materia di Provvidenze, sarà prioritario non togliere il

premio al Piazzamento, rispetto ad altre voci di contribuzione”.

Giuseppe Bosi chiede il sorteggio dei boxes alle Aste di Settimo Milanese;

il Socio Messina sottolinea che il 10% agli allenatori non

viene conteggiato ai fi ni del conseguimento della somma minima

per le Provvidenze.

Il Presidente Brischetto si sofferma sul nuovo format delle Aste,

sottolineando: “Le sessioni qualifi cate da molti anni offrivano

risultati economici scarsissimi. Unendo le Aste, le Aziende presentatrici

sosterranno spese ben minori, dovendo raggiungere il

Centro di Settimo Milanese una sola volta. In risposta al signor

Bosi, vorrei precisare che la mia Azienda lo scorso hanno si è collocata

in una fi la di boxes particolarmente ingrata, quindi non ci

sono favoritismi”.

Quanto alla ridistribuzione delle Provvidenze Roberto Brischetto

anticipa l’ipotesi, allo studio, di escludere dal Piano delle Provvidenze

gli Allevatori che non hanno vinto l’anno precedente una

cifra minima irrisoria. Riguardo all’italianità dell’Allevamento

(o di sostegno del prodotto italiano) Brischetto sostiene che le

Provvidenze: “Devono andare a chi alleva in Italia con superfi ci

proporzionate. Quanto alla produzione, anche in riferimento al

numero delle corse, l’Associazione deve avere un progetto di guida

e di orientamento”.

In prima fi la si notano Ambrogio Viganò, Gianmaria Pizzaballa, Gianni Scagliarini, Natale Lo Cicero e Adriano Ioan

LUIGI SANGREGORIO

31 11


12

SANDRO MOSCATI

“TEMI VITALI

PER L’ALLEVAMENTO”

All’Assemblea annuale degli allevatori hanno partecipato un nutrito

gruppo di nostri associati. La riunione ha avuto il piacere e l’onore di

ospitare l’attuale Commissario Unire Guido Melzi d’Eril. Il Commissario

si è lamentato, con me in particolar modo, anche se in maniera

scherzosa, dicendo che riteneva di essere un ospite ed invece si è

ritrovato nella sgradevole posizione di imputato. Mi è dispiaciuto

molto di avere dato quest’impressione, ma ritengo giusto cercare

di spiegare a tutti gli Allevatori perché Melzi abbia avuto questa

sensazione.

Al tempo della precedente controversa gestione dell’Unire (per

intenderci quella di Panzironi), sono stato contattato da Maurizio

Mattii, per trovare nell’ambito delle Categorie

un obiettivo comune fi nalizzato

alla difesa del montepremi. Alla riunione,

oltre ai rappresentanti delle Categorie,

partecipò in modo attivo, a titolo personale,

Guido Melzi.

Informai di questa mia adesione il Presidente

Brischetto e l’altro Vice Presidente

Caravita, in quanto all’interno del consiglio

Anact non raggiungemmo un accordo

che ci permettesse di partecipare in forma

uffi ciale. Il sottoscritto, Brischetto e

Caravita - nell’interesse della difesa del

montepremi - aderimmo e partecipammo

alle riunioni in varie parti d’Italia con

Mattii, gli altri rappresentanti delle Categorie

e Melzi.

Devo aggiungere, a chiarimento di questa

mia posizione, del resto nota anche

al Consiglio dell’Associazione che, per la

difesa del montepremi, unica fonte delle

nostre risorse, sarei stato disponibile a

fare accordi anche con il diavolo.

Non aderimmo all’Intercategoriale, per

la contrarietà a maggioranza del nostro

Consiglio, che riteneva, per la sua posizione

nei confronti dell’Unire, l’Anact dovesse essere lasciata fuori

da polemiche istituzionali, anche per la palese strumentalizzazione

fatta dall’Intercategoriale (creato a suo tempo da Maurizio Matti)

per tentare di far credere che aveva le categorie ippiche in mano,

strumenti fondamentali per perseguire l’obiettivo fi nale al quale

mirava: il rientro all’Unire di Maurizio Mattii quale consulente del

Commissario.

Chiarito quanto sopra, spero nel migliore dei modi, farei maggiore

chiarezza su quanto fatto presente al Commissario, sul problema

delle corse differenziate. L’attività economica istituzionale dell’Ente

si svolge sostanzialmente su due piani ben distinti, la parte più

importante riguarda la selezione ed il miglioramento delle razze,

ed a questo l’Ente deve provvede con il calendario delle corse ordinarie

e in particolare con le corse dei Grandi Premi, sia per il trotto

sia per il galoppo.

Parallelamente all’attività primaria dell’Ente, vi è un’altra attività di

organizzazione di corse fi nalizzata quasi esclusivamente alla raccolta

del denaro occorrente per svolgere i compiti istituzionali, che

si sostanziano nell’organizzazione di quelle corse comunemente

conosciute come Differenziate, Mapo, Preserali, corse Tris, Quarté

e Quinté.

Di norma il fi nanziamento delle corse Tris, indipendentemente che

siano trotto o galoppo, è prelevato da un capitolo generale del bilancio

Unire, ciò non avviene per le altre corse, in particolare per

le Differenziate, Mapo e Preserali, ma è addebitato ad ogni branca

singolarmente, sia del trotto che del galoppo.

Le corse Tris come le corse Differenziate, Mapo o Preserali sono

corse che producono un determinato reddito all’Ente, senza alcuna

Carlo Righini (uno dei Sindaci nel momento di leggere la relazione) ha alla sua destra Doriano Dalla Libera e Sandro Moscati

funzione di carattere selettivo, soltanto fi nalizzate alla raccolta di

fondi per il bilancio Unire. Come detto sopra, le corse Tris attingono

per il loro fabbisogno ad un capitolo speciale indifferentemente

che siano di trotto o galoppo. Questo non succede per tutte le altre


corse Differenziate, Mapo o Preserali, che sono addebitate ad ogni

singola branca, trotto e galoppo.

Per chiarire e fare comprendere il problema i dati sono i seguenti:

come al solito noi del trotto ne facciamo per circa 12milioni di Euro

e il galoppo per soli 2milioni di Euro. La causa è sempre la stessa:

il galoppo non ha cavalli a suffi cienza e quindi non ne può fare di

più e noi sopperiamo alle necessità. Il risultato è che noi facciamo

le corse, ma il benefi cio che ne deriva va poi diviso tra le branche

ovviamente, ma il carico economico della spesa con uno sbilancio

negativo per il trotto di 10milioni di Euro grava sul solo monte premi

del trotto.

Questo aspetto crea una palese ingiustizia, ma

soprattutto una forte contraddizione per com’è

trattato il fi nanziamento delle corse Tris che,

come ho spiegato sopra si fi nanzia attingendo ad

uno speciale capitolo di spesa che grava equilibratamente

su tutte e due le branche.

Confi gurando, di fatto, una disparità amministrativa

che potrebbe essere portata a livello di

Giustizia Amministrativa, cosa della quale l’Associazione

dovrà alla fi ne farsi carico.

Questo il problema che ho cercato di portare all’attenzione

del Commissario Melzi, che ha poi

determinato la battuta, sia pure scherzosa, da

parte dello stesso di sentirsi “imputato” e non

invitato.

Terrei a precisare che l’eventuale recupero dello

sbilancio delle somme, che si sostanzierebbe in

circa 5milioni di Euro, sarebbe destinato al ripristino

del pagamento delle qualifi che per i proprietari,

ingiustamente e incautamente abolite.

Inoltre da quest’anno noi allevatori ci trove-

remmo a pagare all’Unire anche l’emissione dei

passaporti con un danno economico complessivo

di circa 380.000 euro, che andranno a gravare le

280

240

200

160

120

80

40

0M

2004 2005 2006 2007

nostre tasche senza alcuna giustifi cazione in quanto all’elaborazione

dei certifi cati di nascita provvede la nostra Associazione da

sempre.

Senza ignorare che dal nostro Piano Provvidenze, non ancora uffi -

cialmente approvato, c’è stato in ogni modo comunicato che mancheranno

all’appello almeno unmilioneseicentomila Euro.

Dunque: fate un po’ voi i conti!

In assemblea, su questi temi, di vitale importanza per l’allevamento

italiano, il Commissario si è detto disponibile a rivedere la posizione

dell’Unire e ci ha fi ssato degli appuntamenti successivi, presso

la sede Unire.

In senso orario: Antonio Torciere, Norberto Napolitano, Daniele Franceschi, Alberto Caravita, Roberto Brischetto,

il Commissario Unire Guido Melzi d’Eril, Sandro Moscati, Doriano Dalla Libera e i due Sindaci Maria Pia Zamparelli e Carlo Righini

MONTEPREM

DIFFERENZA

IPPODROMI

DIFFERENZA IP.

13


14

120M

100M

80

60

40

20

0

DATI RIFERITI A BILANCI UNIRE

2004

2004

2005 2005

+21 ,2%

2006

+19,7%

2005 2006

I colloqui ci sono stati, assieme al presidente Brischetto e all’altro

Vice Caravita, esaurienti e chiarifi catori, almeno in apparenza, ma il

risultato concreto raggiunto è stato lo zero assoluto.

Indubbiamente, alla luce dei fatti, appare almeno incomprensibile

la dichiarata disponibilità del Commissario in assemblea. In che

cosa consiste? Forse solo nella volontà di superare un momento di

diffi coltà con poca spesa? Non mi pare che gli allevatori meritino

questo trattamento.

Constatata l’assoluta sordità da parte dell’Unire e del Commissario,

ho ritenuto opportuno di analizzare con un certo approfondimento

critico i conti Unire, dai quali dipende in buona sostanza il nostro

futuro.

Ho riscontrato una cosa alquanto curiosa della quale di seguito vorrei

rendervi edotti: nell’anno 2004 noi disponevamo di un montepremi

di 270.000ml di Euro, mentre gli ippodromi, la seconda voce

di spesa per importanza, avevano una retribuzione di 79ml di euro;

nel 2005 il Montepremi subiva una decurtazione di circa 20.000ml

di euro e gli ippodromi ottenevano un aumento andando a 96ml

di euro (riscontro con una punta di amarezza, che il sacrifi cio del

montepremi è servito per pagare per intero l’aumento delle retribuzioni

degli ippodromi). Nonostante il precedente aumento nel

2006 le retribuzioni degli ippodromi passavano a 115ml di euro con

un’ulteriore aumento di altri 20ml circa di euro.

Attualmente, e questa è storia d’oggi, abbiamo avuto un ulteriore

abbattimento del montepremi arrivando

a 220.000ml di euro, ma gli ippodromi

non hanno subito riduzione

alcuna ma, parrebbe in quanto i conti

ancora non sono defi nitivi, un ulte-

120M

riore aggiustamento al rialzo.

2005

100M

Anche se, con qualche piccola imprecisione,

in quanto i bilanci defi nitivi

80

degli ultimi anni sono ancora in fase

d’approvazione, si evince l’amara e

60

triste realtà, che in 3 anni il nostro

40

montepremi per provvidenze e premi

al traguardo è diminuito di circa

20

50.000ml di euro, con un danno economico

nei tre anni di 100.000ml di

0

2006

euro (duecento

miliardi di Lire),

2007

nel frattempo le

remunerazioni

IMPORT O

degli ippodromi

sono aumentate

IMPORTO ANNO SUCC.

per più di quello

DIFFERENZA

che noi abbiamo

perso come

montepremi!

(Per maggiore

+1,7%

chiarezza della

situazione vedere

i grafi ci).

Le constatazioni

di cui sopra non

possono non tenere conto che, se i sacrifi ci fossero stati ripartiti

equamente tra le varie categorie - Ippodromi, Allevatori e Proprietari

-, forse non avremmo dovuto scontare le tensioni che hanno

portato a scontri aspri e alla fi ne improduttivi e inutili solo per noi

allevatori e proprietari. Ritengo sarebbe stato giusto che il sacrifi

cio che le categorie hanno dovuto subire, avrebbe dovuto essere

equamente suddiviso anche sugli aumenti agli ippodromi. Forse per

non creare un confl itto d’interessi il Commissario non è potuto intervenire

sino ad ora?

Il Signor Unagt (alias Maurizio Mattii), sostiene che avremmo

potuto correre con uno stanziamento di 175.000ml di euro se

non fossero intervenuti loro, ma è forse a lui non noto che la

remunerazione degli ippodromi ci sta facendo inesorabilmente

scivolare verso l’ippica teutonica, aldilà di tante belle chiacchiere

e promesse su un “mondo migliore”.

Non vorrei dover concludere che sono cambiati i suonatori, ma

la musica è sempre la stessa. Noi ippici - quando parlo d’ippici

parlo di persone che possiedono cavalli e non di chi vuol fare

politica ippica sulle nostre spalle -, già una volta abbiamo subito

duramente pagando di tasca nostra, con i minimi garantiti e

adesso ci troviamo a pagare per gli ippodromi.

Gradiremmo sapere da chi adesso occupa l’Ente, i nostri investimenti

quando e come saranno tutelati e da chi? Senza dimen-

DATI RIFERITI A DELIBERA 1 DELLE C.A. n. 7 DEL 31/01/2005

2006

+7,2%

2006

2005 2006

2007

+1,9%

IMPORTO

IMPORTO ANNO SUCC.

DIFFERENZA


ticare che gli allevatori fanno investimenti a tre anni, e che per

un motivo o per l’altro siamo sempre noi che ne paghiamo le

conseguenze. Se avessimo potuto immaginare nel 2004, quando

coprivamo le nostre fattrici, che i fondi dell’Unire sarebbero

stati dirottati verso gli ippodromi, probabilmente le avremmo

lasciate vuote. Avremmo cosi risolto in un colpo solo anche il

problema che ogni tanto viene agitato dall’Unire sulla presunta

sovrapproduzione del trotto, e allora con cosa verrebbero fatte

le corse? Matinè, Differenziate o Mapo che siano, con i cavalli

a dondolo!?

Purtroppo, visti i risultati dei colloqui al vertice dell’Unire, cre-

do che tutto quello che ho esposto interessi molto poco a chi è

ai vertici dell’Ente, diversamente avremmo avuto una risposta ai

nostri quesiti molto più attenta ed equilibrata.

Spero di essere stato chiaro. Mi scuso ancora con il Commissario

Unire se nell’assemblea si è sentito imputato e non ospite.

Melzi si renderà conto che il problema non è la difesa del nostro

“giardinetto”, ma la salvaguardia dell’Allevamento Italiano,

d’altra parte tutelato per Legge dello Stato.

SANDRO MOSCATI

IMPROVVISA

SCOMPARSA DI

ATOS LOMBARDINI

Martedì 26 giugno stavo mandando in stampa l’ultima

pagina della rivista, l’interessante riunione estiva di

Cesena, quando arrivava la ferale notizia: “È morto

Atos Lombardini. Era in un noto ristorante di Cesena,

improvvisamente si è sentito male ed a nulla sono valsi

i soccorsi, stroncato da un violento attacco di cuore”.

Incredulità, fatalità, tenuto conto che stavo lavorando

su Cesena, l’ippodromo dove Atos non mancava mai,

un tavolo riservato al ristorante per tutta la stagione,

ci teneva in modo particolare veder vincere al Savio i

suoi portacolori, per tale ragione a trainer e driver si

raccomandava di presentarli, quando erano al massimo

della condizione.

Nato 62 anni fa a Borghi, comune a pochissima distanza

da Cesena, Atos l’amore per quello che definiva il “suo

ippodromo” me lo rilevava, quando c’incontravamo a

Napoli per il Lotteria: “Sai bene – diceva – che ho una

quota di Agnano, solo per questa ragione faccio una

capatina, ma evito le cerimonie, sarei stato volentieri

nel mio centro di Longiano, a pochi chilometri da

Cesena, a veder lavorare i puledri”.

Come Allevatore (per un periodo in società con i Toniatti

d’alcune fattrici quali Magia del Lupo, Divine Spirit) dei “Blak” ci piace ricordare il più importante, quel Valentin Blak capace di

far emozionare Atos, quando a San Siro arrivò non distante da Varenne nel Gran Premio d’Europa.

Atos era anche uno dei proprietari più importanti (nel prossimo numero un compiuto ricordo) dell’Emilia Romagna già negli anni

ottanta, in auge dal ‘94 quando Peace Kronos - sono stato l’unico giornalista al quale rilasciò il suo pensiero e poi testimone

anche giuridicamente quando la 4 anni fu retrocessa a favore di Camino nel Continentale – era una delle principali protagoniste

del Circuito classico, così come in seguito lo è stato Turno Gas.

Di Atos Lombardini mi piace ricordare, quando a Settimo Milanese, all’Asta Selezionata, dopo aver acquistato diverse “I” fra

le quali il più “chiacchierato” Icaro del Ronco mi confidò: “Ho due figlie, Elena ed Alessandra, ma non sono appassionate, per

questo invece di spendere tutti questi soldi sui cavalli avrei forse fatto meglio a comprarmi una barca, così come ha fatto mio

fratello, e andare a divertirmi in giro per il mondo”.

Alla moglie signora Silvana, alle figlie Elena ed Alessandra, un commosso pensiero di tutti noi del Trottatore e dell’Anact.

LUIGI SANGREGORIO

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ticare che gli allevatori fanno investimenti a tre anni, e che per

un motivo o per l’altro siamo sempre noi che ne paghiamo le

conseguenze. Se avessimo potuto immaginare nel 2004, quando

coprivamo le nostre fattrici, che i fondi dell’Unire sarebbero

stati dirottati verso gli ippodromi, probabilmente le avremmo

lasciate vuote. Avremmo cosi risolto in un colpo solo anche il

problema che ogni tanto viene agitato dall’Unire sulla presunta

sovrapproduzione del trotto, e allora con cosa verrebbero fatte

le corse? Matinè, Differenziate o Mapo che siano, con i cavalli

a dondolo!?

Purtroppo, visti i risultati dei colloqui al vertice dell’Unire, cre-

do che tutto quello che ho esposto interessi molto poco a chi è

ai vertici dell’Ente, diversamente avremmo avuto una risposta ai

nostri quesiti molto più attenta ed equilibrata.

Spero di essere stato chiaro. Mi scuso ancora con il Commissario

Unire se nell’assemblea si è sentito imputato e non ospite.

Melzi si renderà conto che il problema non è la difesa del nostro

“giardinetto”, ma la salvaguardia dell’Allevamento Italiano,

d’altra parte tutelato per Legge dello Stato.

SANDRO MOSCATI

IMPROVVISA

SCOMPARSA DI

ATOS LOMBARDINI

Martedì 26 giugno stavo mandando in stampa l’ultima

pagina della rivista, l’interessante riunione estiva di

Cesena, quando arrivava la ferale notizia: “È morto

Atos Lombardini. Era in un noto ristorante di Cesena,

improvvisamente si è sentito male ed a nulla sono valsi

i soccorsi, stroncato da un violento attacco di cuore”.

Incredulità, fatalità, tenuto conto che stavo lavorando

su Cesena, l’ippodromo dove Atos non mancava mai,

un tavolo riservato al ristorante per tutta la stagione,

ci teneva in modo particolare veder vincere al Savio i

suoi portacolori, per tale ragione a trainer e driver si

raccomandava di presentarli, quando erano al massimo

della condizione.

Nato 62 anni fa a Borghi, comune a pochissima distanza

da Cesena, Atos l’amore per quello che definiva il “suo

ippodromo” me lo rilevava, quando c’incontravamo a

Napoli per il Lotteria: “Sai bene – diceva – che ho una

quota di Agnano, solo per questa ragione faccio una

capatina, ma evito le cerimonie, sarei stato volentieri

nel mio centro di Longiano, a pochi chilometri da

Cesena, a veder lavorare i puledri”.

Come Allevatore (per un periodo in società con i Toniatti

d’alcune fattrici quali Magia del Lupo, Divine Spirit) dei “Blak” ci piace ricordare il più importante, quel Valentin Blak capace di

far emozionare Atos, quando a San Siro arrivò non distante da Varenne nel Gran Premio d’Europa.

Atos era anche uno dei proprietari più importanti (nel prossimo numero un compiuto ricordo) dell’Emilia Romagna già negli anni

ottanta, in auge dal ‘94 quando Peace Kronos - sono stato l’unico giornalista al quale rilasciò il suo pensiero e poi testimone

anche giuridicamente quando la 4 anni fu retrocessa a favore di Camino nel Continentale – era una delle principali protagoniste

del Circuito classico, così come in seguito lo è stato Turno Gas.

Di Atos Lombardini mi piace ricordare, quando a Settimo Milanese, all’Asta Selezionata, dopo aver acquistato diverse “I” fra

le quali il più “chiacchierato” Icaro del Ronco mi confidò: “Ho due figlie, Elena ed Alessandra, ma non sono appassionate, per

questo invece di spendere tutti questi soldi sui cavalli avrei forse fatto meglio a comprarmi una barca, così come ha fatto mio

fratello, e andare a divertirmi in giro per il mondo”.

Alla moglie signora Silvana, alle figlie Elena ed Alessandra, un commosso pensiero di tutti noi del Trottatore e dell’Anact.

LUIGI SANGREGORIO

15


DA NON PERDERE

NONSOLOTROTTO

Agosto è il mese dei bagni al mare o delle passeggiate in montagna.

È il mese dello svago, ma anche delle corse: il programma è ricco,

vario, pieno di aspettative. Bisogna solo avere voglia di salire in

macchina e sperare di non imbattersi in chilometriche code in autostrada,

perché poi si rimpiangono spiagge e boschi e per rasserenare

non serve neppure azzeccare una bella accoppiata sulla terza

di Cesena...

Per i cultori degli excursus culturali agosto però è un mese un po’

gramo e solo le città d’arte hanno da offrire avvenimenti di richiamo,

ma gli ippodromi in

funzione nel periodo non

sono proprio ad un tiro di

schioppo.

Sicché l’abbinamento corse-mostre

questa volta è

un po’ problematico, tanté

che la situazione più

favorevole è quella che

propone Cesena, dove dal

19 maggio al 9 settembre

nella galleria comunale

del Palazzo del Ridotto

(in Piazza Almerici) ospita

“L’elogio della fi gura, declinazioni

fra antico e contemporaneo”.

Una mostra

Locandina della mostra Il Cinema dei Pittori

che costruisce un percorso

che pone a confronto capolavori

dell’arte fi gurati-

va della scuola bolognese dal Cinquecento e Settecento e le opere

di sei artisti contemporanei selezionati tra i vincitori delle passate

edizioni della Biennale d’arte romagnola.

Però noi vorremmo proporre due mostre d’altissimo interesse, che

però sono un po’ fuori dai circuiti ippici. Castiglioncello, in provincia

di Livorno, propone un tema suggestivo: “Il Cinema dei Pittori”.

GLI APPUNTAMENTI DI AGOSTO SULLE PISTE ITALIANE

1 agosto TARANTO

4 agosto CESENA

12 agosto TARANTO

15 agosto MONTECATINI

Due Mari (Gruppo III, metri 1600,

internazionali di 4 anni ed oltre

e indigeni di 5 anni ed oltre)

Riccardo Grassi (Gruppo II, metri 1660,

indigeni e internazionali di 5 anni

ed oltre)

Città di Taranto (Gruppo II, metri 1600,

indigeni di 4 anni)

Città di Montecatini (Gruppo I, metri

1660, internazionali di 4 anni ed oltre

e indigeni di 5 anni ed oltre, batterie

e fi nale)

La mostra, che è iniziata il 15 luglio e si concluderà il 4 novembre e

che può contare sull’alto patrocinio del Presidente della Repubblica,

è allestita presso il Castello Pasquini. La mostra affronta il tema

della relazione tra cinema e arti visive nella cultura italiana tra la

seconda metà degli Anni Quaranta e gli Anni Settanta. La mostra,

che si avvale dei “prestiti” di importanti

gallerie (Uffi zi, Palazzo Pitti) e

fondazioni, è ordinata in sei sessioni,

la più interessante delle quali è

quella in cui opere di celebri pittori

(Giovanni Fattori, Pellizza da Volpedo,

Ottone Rosai, Renato Guttuso,

Man Ray), ai quali si ispirarono alcuni

dei più noti registi (Luchino Visconti,

Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini,

Mario Soldati, Roberto Rossellini)

ricreando nei loro fi lm dell’analoghe

composizioni.

L’altro appuntamento da non perdere

è quello che il Museo Madre di

Napoli sta proponendo dal 19 maggio (sino al 24 settembre) con

l’”antologica” di Piero Manzoni, uno dei più grandi artisti del Novecento

italiano. Manzoni, nel corso della sua breve ma fulminante

carriera, sviluppatasi in soli sei anni (dal 1956 al 1963, anno della

sua scomparsa), ha portato una ventata rivoluzionaria nel panorama

artistico italiano, utilizzando i materiali più svariati (caolino, gesso,

tela, peluche, cotone, vetro, polistirolo) con i quali voleva esprimere

la distanza che separava il suo lavoro dalla pittura monocroma

a lui contemporanea.

La mostra dedicata a Piero Manzoni propone, inoltre, opere di pittori

che hanno infl uenzato l’artista milanese (Alberto Burri, Lucio

Fontana, Jean Fautrier) e che hanno affi nità con la sua concezione

pittorica (Enrico Castellani, Robert Ryman, Yves Klein).

19 agosto MONTEGIORGIO

19 agosto MONTEGIORGIO

25 agosto MONTECATINI

26 agosto MONTEGIORGIO

Pier Paolo Pasolini - Autoritratto

EZIO CIPOLAT

Marche (Gruppo II, metri 1600, indigeni

di 3 anni)

Marche Filly (Gruppo III, metri 1600,

femmine indigene di 3 anni)

Dante Alighieri (Gruppo II, metri 1660,

indigeni di 4 anni)

Campionato Guidatori

(Gruppo III, metri 2060, internazionali

di 4 anni ed oltre e indigeni di 5 anni

ed oltre)

17


LA STORIA - LE GRANDI MADRI

LE GRANDI MADRI

DELL'ALLEVAMENTO ITALIANO

CHANSON

18

Il 5 luglio di vent’anni fa, a Tor

di Valle, Esotico Prad compì una

delle più belle imprese della sua

brillantissima carriera vincendo il

Premio Roma a media di 1.14, misura

che allora rappresentava il

vertice dei trottatori nati in Italia

sulla media distanza. Nell’occasione

il portacolori di Tino Cazzaniga

superò anche il miliardo di

lire di somme vinte, tetto sino a

quel momento mai raggiunto da

un nostro indigeno.

Quella fu una stagione trionfale

per l’allievo di Giuseppe Guzzinati,

nel corso della quale, oltre al

Roma, vinse Ponte Vecchio, Costa

Azzurra, Premio Duomo, Città di Trieste, Jegher e Città di Montecatini;

fu poi secondo nel Lotteria (alle spalle di Limbo Joe) e quarto

al Roosevelt di New York nell’International Trot vinto dallo svedese

Callit. Fu, con ogni probabilità, il capitolo migliore di una storia

agonistica del tutto eccezionale, portata avanti a livello di vertice

dai 2 ai 7 anni. La carriera

di Esotico Prad, infatti,

è impreziosita da ben 22

successi in grandi premi:

solo Varenne, Tornese,

Agaunar e Delfo - restando

sempre nel nostro ambito

- ne hanno vinti più

di lui.

La madre di questo primaserie

del nostro trotto

era Chanson, un’inedita

baio oscura nata nel

1970 a Villanterio, nel

pavese, sui prati dell’allevamento

del Cigno di

Giansaverio Bianchi (poi

acquisito dalla Mira II di

Roberto Cesari, l’allevatore dei “Prad”

Piero Giudici).

Premio Roma 1987: a metà retta d’arrivo Esotico Prad e Giuseppe Guzzinati sono già padroni della corsa lasciandosi alle spalle Supreme Comfort ed Eliano

Chanson, inviata presto in razza, è stata attiva come mamma dal

1975 al 1992 con una produzione di ben sedici capi, dieci dei quali in

corsa: oltre al campione della Blue Lights (il suo settimo prodotto,

il primo allevato dall’Allevamento Pradalbino della famiglia Cesari)

sono suoi fi gli, citando i più signifi cativi, Hello Boy, ottimo soggetto

agli ordini di Fausto Branchini a Milano, Furioso Prad, Ianson

Prad, già in evidenza a 2 anni, Mitico Prad e Poseidon Prad.

Nel complesso i fi gli di Chanson hanno guadagnato l’equivalente di

1.220.356 euro, facendola diventare una delle più “ricche” tra le

madri del nostro allevamento.

Prima di approdare a Crespellano, in provincia di Bologna, presso

l’Allevamento Pradalbino, Chanson era passata dalla Scuderia del

Cigno, allevatrice del suo primo prodotto Hello Boy, a Camillo Baratella

e a Pier Maurizio Zanettin. Alla scomparsa di Pedrazzani, Baratella

e Zanettin misero in vendita Chanson assieme ad altre fattrici,

tra le quali Gimbi (la mamma di Arneodo) e a Dancing (la madre

di Tex). Il direttore dell’ippodromo di Firenze Roberto Cesari, che

assieme ai fratelli e al padre Enzo aveva dato vita all’Allevamento

Pradalbino, ricorda come se fosse oggi il momento dell’acquisto di

Chanson. «Ci giunse la segnalazione che a Montegaldella Zanettin

aveva un lotto di fattrici da vendere. Organizzammo un incontro, le

fattrici erano tutte molto interessanti. Mio padre fu particolarmente

colpito da una cavallina nera, educata, che assomigliava molto al

padre Ayres.


Era gravida di Sharif di Iesolo, che

ai tempi, era il 1981, era proprio

agli inizi dell’attività stalloniera,

ma che a mio padre piaceva già

moltissimo. Quando seppe la cifra

richiesta, 30 milioni, che non

erano certo pochi, mio padre disse

subito di fare l’assegno, senza Chanson con l’erede Mitico Prad

neppure provare a contrattare,

come si fa di solito. Io, lo dico francamente, ci vedevo poco in quella

cavalla, che aveva una linea genealogica appena buona, anche se

con qualche aggancio interessante».

Gli agganci interessanti di cui parla Roberto Cesari sono la paternità

di Ayres, razzatore di gran qualità e di ottimo livello, la presenza

nella linea femminile del pedigree della fattrice di Mistero, come

padre di Sabrina, da cui Chanson, e la goccia di sangue purosangue

proveniente da Cranach (secondo nel Derby nel 1926 e due volte

vincitore del Premio Milano).

Maravegia, infatti, la mamma di Sabrina era uno degli “esperimenti”

genealogici portati avanti dal milanese Egone Fische negli anni

Quaranta. Roberto Cesari, riguardo a Mistero, ha una sua ipotesi.

CHANSON (1970), b.o., da Ayres

Allevatore: Scuderia il Cigno, Milano

1ª madre: SABRINA (1956), b. 1.19.7, da Mistero

2ª madre: MARAVEGIA (1950), b.o., da Cranach (p.s.i.)

3ª madre: ROVERBELLA (1935), b., da Spencer McElwyn

4ª madre: LINA MEDIUM (1924), b., da Medium Line

LA PRUDUZIONE DELLE FIGLIE

DI CHANSON

da SELETTA BARZAN derivano 41 trottatori

(18 in corsa, tra i quali: Est Est Gams 1.15.2, Vajda del Ronco 1.15.3, Rosa del Ronco 1.15.6,

Flambè Olè 1.16.5, Spagnola Max 1.16.7, Erkowit Az 1.16.8, Farim Az 1.16.9,

Osar del Lupo 1.16.9, Pluto Max 1.16.9, Igloolak Dvm 1.17)

da DISOLA derivano 11 trottatori (2 in corsa, tra i quali Rinaldo Vas 1.16.1)

da GHEA PRAD derivano 26 trottatori

(12 in corsa, tra i quali Allpowerful Blue 1.15.4, Parsifal Prad 1.16.3, Tino Blue 1.16.4)

da OLIVIA PRAD derivano 13 trottatori

(10 in corsa, tra i quali Zoie Prad Sm 1.13.9, Fiorfi ore Spin 1.14.1, Gelsomina Spin 1.15.6,

Euforia Sm Spin 1.15.9, Car Olivia Sm 1.16.2)

da SALOMÈ PRAD derivano 10 trottatori

(7 in corsa, tra i quali Bonheur Blue 1.16.2, Etonnant Blue 1.16.3, Giamaica Pd 1.16.6,

Etoile Blue 1.17.7)

«Mi sono chiesto molte

volte da dove potesse

venire la conformazione

morfologica di Esotico

Prad, che non assomigliava

né a Sharif,

cavallo robusto quasi

grezzo, né tanto meno

a mamma Chanson.

Poi un giorno ho visto la fotografi a di Mistero ed ho capito: lui e

Esotico sono due gocce d’acqua».

Esotico Prad è rimasto nel cuore di Roberto Cesari. «Un cavallo così

non lo puoi certo scordare. E ricordo proprio che alla vigilia del

Roma, che poi vinse al record degli indigeni, discutemmo sulle sue

caratteristiche e tutti ci trovammo d’accordo nel sostenere che il

suo limite era quello di avere poco fondo, di essere un migliarino. Il

giorno dopo, quasi avesse sentito e ci volesse smentire, fece 2.28

a Tor di Valle che allora aveva una pista molto insabbiata, assolutamente

poco veloce».

LA PRODUZIONE

DI CHANSON

EZIO CIPOLAT

1975 HELLO BOY 1.16.1, m.b.o. da Hiland Hill.

Allevatore: Scuderia del Cigno, Milano

1976 SELETTA BARZAN 1.20.1, f.b.o. da Short Stop.

Allevatore: Baratella-Zanettin, Torino

1977 TORINO BARZAN, m.b. da Oriolo.

Allevatore: Baratella-Zanettin, Torino

1978 ANORBER 1.19.5, m.b.o. da Marengo Hanover.

Allevatore: Pier Maurizio Zanettin, Montegaldella (Vicenza)

1980 CARINO, m.mo. da Maltasar.

Allevatore: Pier Maurizio Zanettin, Montegaldella (Vicenza)

1981 DISOLA 1.18.6, f.b.o. Patroclo.

Allevatore: Pier Maurizio Zanettin, Montegaldella (Vicenza)

1982 ESOTICO PRAD 1.13.3, m.b. da Sharif di Iesolo.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1983 FURIOSO PRAD 1.15.7, m.b. da Bourbon.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1984 GHEA PRAD, f.b. da Etis.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1985 IANSON PRAD 1.16.9, m.b. da Sharif di Iesolo.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1986 LEPIDO PRAD 1.18.2, m.b. da Sharif di Iesolo.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1987 MITICO PRAD 1.16.9, m.b. da Sharif di Iesolo.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1988 NAVARRA PRAD, f.b. da Toujours.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1989 OLIVIA PRAD, f.b. da Sharif di Iesolo.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1990 POSIEDON PRAD 1.15.8, m.b. Sharif di Iesolo.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

1992 SALOMÈ PRAD, f.b.o. Florida Pro.

Allevatore: Allevamento Pradalbino, Crespellano (Modena)

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20

LA STORIA - MEMORIE DEL TROTTATORE

PAOLO ORSI

MANGELLI

Il 22 luglio del 1977 moriva il Conte Paolo Orsi Mangelli

Paolo Orsi Mangelli ripreso ad Anzola alla guida di Prince Hall

Luglio 1977 – Luglio 2007: trent’anni passati lenti e veloci allo stesso

tempo.

Era il tempo dei primi computer, della fotocopiatrice che soppiantava

il ciclostile; di fax, di cellulari, di Internet non se ne immaginava

l’esistenza. Nel trotto stava per nascere l’alfabeto con la lettera

iniziale che avrebbe caratterizzato ogni generazione a venire dando

l’immediata conoscenza dell’età di un cavallo. Tre decenni che

tuttavia sembrano passati in un attimo, allorchè due eventi tanto

diversi, quanto coincidenti, riaffi orano da quel luglio del 1977.

Del trionfo di Delfo nell’International Trot questo periodico si occuperà

diffusamente con una monografi a nella prossima edizione,

noi vogliamo ricordare Paolo Orsi Mangelli, autentico trascinatore

dell’allevamento nazionale, a trent’anni esatti dal suo addio.

Vi proponiamo alcuni dei suoi scritti datati 1963, nei quali, sia pure

con una dialettica non sempre in accordo con il vertice dell’Anact,

esponeva con acutezza il suo pensiero. Alcuni spunti sono ancora

attualizzabili, altri appaiono localizzati nel periodo in cui vennero

scritti e danno valore al suo ricordo ed alla sua memoria. Non si

deve dimenticare che il Conte Paolo era uomo di larghe vedute

ippiche: basti pensare alla mai tanto rimpianta

legge “Orsi Mangelli” del 1942.

Dal punto di vista agonistico Paolo Orsi Mangelli

fece brillare i colori del trotto italiano nel mondo;

creando Anzola e Le Budrie, ha costruito la storia

del trotto italiano con cavalli importati o creati

come Truax, The Laurel Hall, De Sota, Doctor

Spencer, Mc Lin Hanover, Alma Lee, Calumet Clancy,

Mistero e tanti altri sui quali poggia ancora la

qualità del nostro allevamento.

Vi invitiamo ancora una volta a visitare il sito

dell’Archivio Luce (www.archivioluce.com, non

riproponiamo tutta la procedura per non tediare

i lettori più assidui) per vedere il favoloso successo

di De Sota del 1938, primo di due Amérique

consecutivi; sempre sullo stesso sito vi consigliamo

di saltare poi al 1956 per un successo dell’allora

“outsider” Crevalcore nel St.Leger ed ancora

al 1962 al “doppio” successo nel Derby di Liri, in

una corsa che venne ripetuta.

Narrano le cronache che il Presidente della Repubblica

Segni, non volle sentir ragione di voler lasciare Tor di Valle

dopo la prima corsa annullata da una carambola di sulky, nonostante

il suo staff lo invitasse a tornare al Quirinale, vista l’ora ormai

tarda. Non voleva proprio perdersi l’epilogo di quel Derby!

LUCIO CELLETTI

l.celletti@anact.it

IL PENSIERO

DEL

Il pensiero del Conte Paolo Orsi Mangelli, espresso nel 1963 sul

“Trotto Italiano” e riportato dal Trottatore n. 7-1977

Bisogna salvare l’allevamento italiano e bisogna propugnare una

serie di provvedimenti che ridiano impulso al mercato interno e risollevino

la fi ducia dell’allevatore.


Una foto del Conte Paolo (accanto al driver William Casoli),spesso ricorrente sulle pagine del nostro giornale, a ricordo della sua opera di dirigente ippico e di operatore economico. Il suo nome

rappresenta un signifi cato di passione e di fede per il cavallo trottatore

Oggi in Italia non si vende più un puledro di due anni e se si salvano

i tre ed i quattro anni (perché possono contare su un programma

classico decoroso anche se non trascendentale) ecco che a 5 anni la

situazione precipita e che il mercato del dei nostri migliori prodotti

in età risulta completamente paralizzato.

Preoccupiamoci dunque delle corse per i due anni. Ma preoccupiamoci

anche e con estrema urgenza di quelle primaserie indigeni di

5 anni ed oltre che allo stato potrebbero appendere i ferri ad un

chiodo.

*****

Ora poiché le corse si basano sulla passione e poiché chi acquista

cavalli di pregio punta soprattutto a vincere i grandi premi è chiaro

che i nostri migliori indigeni diventano merce deprezzata e di nessuna

attrazione. Per cui chi ha l’ambizione di vedere i propri colori

al palo nei massimi avvenimenti del calendario nazionale non ha

altra soluzione che rivolgersi al mercato estero.

Con il risultato di tentare troppe volte l’avventura e di importare

soggetti che trovano un lautissimo programma ma che non

avrebbero alcun diritto di varcare i nostri confi ni. Infatti nella

situazione attuale il cavallo americano, anche di terza categoria,

che costa assai meno di uno dei nostri migliori indigeni, può

essere un affare.

Ma la conseguenza è che si spalancano le porte a soggetti che fanno

un’illecita concorrenza all’allevamento indigeno e che domani

entreranno in razza , magari con le sovvenzioni dell’Anact, senza

avere i titoli per assicurare un vantaggio alla selezione.

*****

Sono sempre stato e lo sono tuttora un fautore delle importazioni.

Ma la prima base degli acquisti dev’essere la qualità ed il valore

degli importati. Perciò è assolutamente necessaria una revisione

delle corse internazionali.

Salviamo un determinato numero di corse “alla pari”, le più importanti

per prestigio e dotazioni.

E diamo a queste corse “alla pari” un congruo corrispettivo di sonanti

milioni, almeno 150 all’anno.

Perché è giusto offrire a chi importa soggetti di classe una possibile

ricompensa.

Ma per il rimanente delle corse internazionali torniamo all’antica

formula; quella degli indigeni allo start, delle femmine estere a 20

metri e i maschi esteri a 40, magari inserendo nella proposizione

un gioco di penalità ed abbuoni per somme vinte.

Qualcuno penserà che si tratta di un passo indietro. Ma il problema

principale del momento, lo ricordino tutti, ed in principale modo

l’Anact e l’Encat, è quello che io dico, di salvare l’allevamento indigeno.

PAOLO ORSI MANGELLI

21


ATTUALITÀ

STELLE

DORATE

SOTTO LE MONTAGNE

22

Il Monviso e le sue vallate concedono momenti di relax durante il lavoro nel Centro di allenamento “Stella Marina” a Carmagnola

La piccola Benedetta Risso ha compiuto 6 anni, esattamente la

metà degli anni di vita della Scuderia ed Allevamento Golden Stars

di papà Gianluca e mamma Manuela. Un gioiellino vero e proprio ai

piedi delle Alpi Marittime dove le montagne danno l’impressione di

proteggere con una barriera naturale le vallate e i pianori con una

corona maestosa tanto da propiziare un clima ideale dodici mesi

all’anno. Ideale per gli uomini ma anche per i cavalli, visti i grandi

risultati che la Golden Stars ha ottenuto fi n dall’inizio della sua

attività allevatoria datata 2001.

Dal 2004, infatti, nascono e crescono i puledri con la sigla Stars, dopo

le prime tre annate in cui le fattrici erano di stanza a Carmagnola, nel

centro di allenamento Stella Marina…

“Inizialmente non potevo disporre degli attuali terreni spiega

Gianluca Risso - e così ho iniziato ad allevare a Carmagnola, dove

però il terreno non è molto adatto all’allevamento, essendo a base

argillosa. Carmagnola è invece particolarmente adatto all’alle-


La “famiglia Golden Stars” al completo con la piccola Benedetta Risso che tiene alla lunghina Vaga di Mar (accanto erede da Malabar Circle As) con vicino papà Gianluca e mamma Manuela

namento: le piste, infatti, non hanno problemi essendo costruite

su appositi rilevati. Consapevole dell’esigenza di differenziare in

meglio, non appena ho terminato la costruzione dei paddock con i

relativi capanni ed ho avuto la disponibilità di una parte dei box in

progetto, ho trasferito fattrici e puledri nella nuova struttura più vicina

alla mia città e più idonea come caratteristiche di composizione

del terreno alle esigenze di questa specializzazione”.

Le Alpi sembrano una bellissima corona a protezione della pianura che porta a Cuneo

Datata, appunto, 1995…

“Ho deciso di aprire scuderia – ricorda Gianluca Risso – ed ho iniziato

subito ad acquistare anche delle puledre femmine perché già

c’era l’idea di aprire in un secondo momento un allevamento come

naturale completamento dell’attività ippica. Le prime furono Ubien

di Mar ed Uttiana di Mar, poi poco per volta sono state aggiunte

Atlanta As, Adabella Park, Zanuela di Mar, Ullamar,

Cara di Jesolo e così via.

Il progetto iniziale si è tradotto in concreto in un parco

fattrici che nel 2007 è composto da circa 25 fattrici

di buona genealogia con le quali ho cercato di avere

un po’ tutte le correnti di sangue importanti ed attuali

seguendo una mia idea che spero possa raccogliere i

suoi frutti”.

Venti ettari l’allevamento

a Cuneo di Gianluca Risso

L’acquisto recente più importante che ha caratterizzato

la “Golden Stars” è invece Hennie Grift, ma di questo

parleremo più avanti, perché ora si torna a colloquiare

di allevamento…

23


24

“Attualmente l’estensione dell’allevamento è di 20 ettari dove sono

di stanza quasi tutte le fattrici ad esclusione di alcune acquistate in

America e di prossima importazione. Ci sono in tutto una quarantina

di box di dimensioni adeguate per fattrici e puledri anche se

entrambi vivono il più possibile nei paddock estate ed inverno, così

come in natura. Ho a disposizione altro terreno, attualmente destinato

alla produzione del fi eno, ed a breve sarà preparato per ospitare

le fattrici e i loro prodotti fi no al fatidico giorno del trasferimento

nel centro di allenamento per l’inizio della carriera agonistica.

Quest’anno ho completato la struttura con una stazione di monta

pubblica autorizzata dove funziona Malabar Circle As, il cavallo

che ho acquistato insieme a Luca Stendardo e che ha rappresentato

naturalmente il fi ore all’occhiello per quanto riguarda la pista,

regalandoci emozioni che mi auguro di poter rivivere in futuro. Ci

sono le prerogative perché lo diventi molto presto anche per quanto

riguarda l’allevamento visti i positivi riscontri in Svezia alla prima

annata di monta (i suoi prodotti sono nati nel 2004) e in Italia dove

purtroppo ci sono solamente 7 prodotti registrati, tra i quali si è

distinta Iginaz, piazzata classica, purtroppo recentemente e prematuramente

deceduta lasciandoci un vuoto che sarà diffi cilmente

colmabile a breve.

Ho incrociato Malabar, in cui credo moltissimo, con tutte le linee di

sangue in mio possesso, per cui vedremo nei prossimi anni il risul-

Una veduta della pista dritta dove vengono allenati i targati Stars da Hennie Grift

I puledri nati nel 2006 scorazzano nei prati verdi dell’Allevamento di Cuneo ai piedi delle Alpi

tato dell’incrocio con la linea Garland Lobell-Angus Hall, Sharif di

Iesolo-Lemon Dra (già positivo) e Indro Park, ma anche Arndon-

Pine Chip, Florestan-Passionant, Speedy Crown-Waikiki Beach e

Super Bowl-Supergill, Joie de Vie e così via.

Quest’anno abbiamo visto i primi prodotti della vita italiana di Malabar

Circle As e sicuramente il papà ha dato un bell’imprinting nella

struttura dei puledri e soprattutto nella loro testa: sembrano tutte

fotocopie del padre e sicuramente molto presto qualcuno sarà in

grado di emularne i risultati in pista”.

Fantasia Stars

ha aperto la strada

a Invisible Stars

Gli squilli, comunque, non sono mancati già nelle prime annate, perché

una cavalla classica come Fantasia Stars ha aperto la strada attualmente

percorsa brillantemente da Invisible Stars…

“Gli investimenti che ho fatto per il mio

allevamento cominciano a dare i primi riscontri

positivi. Fino ad oggi si sono distinti

Fantasia Stars 1.14 (classica), Galassia Stars

1.13.2, Gaucho Stars 1.13.7, Invisible Stars

1.12.3 (attuale co-primatista della generazione).

Adesso sono in rampa di lancio i nati 2005

tra i quali sembra possano esserci dei soggetti

interessanti, tra i quali Like A Stars,

un fratello di Fantasia (nasce da Supergill),

che abbiamo rispettato fi no ad oggi e sarà

pronto tra qualche mese. Ci sono altri puledri

che promettono molto bene ma non mi

esprimo sul sogno nel cassetto, altrimenti

che sogno sarebbe? Non bisogna scoprire

le carte troppo presto né tanto meno farsi

facili illusioni, speriamo di divertirci, ecco,

questa è la nostra fi losofi a di pensiero”.


Hennie Grift

il maestro dei puledri

Qualche sogno ha cominciato però a realizzarlo Hennie Grift, un

maestro di puledri come ormai ce ne sono pochi nel panorama europeo.

Risso ha puntato proprio sul trainer olandese per i cavalli

in attività…

“Ne ho una trentina a Carmagnola e la scelta di Hennie Grift è

stata mirata proprio perché è un grande allenatore, soprattutto

di puledri anche se ha dimostrato di essere un allenatore con

la A maiuscola anche con i cavalli anziani, come dimostrato con

praticamente quasi tutti i miei effettivi, anche quelli ormai anziani

come Attila di Mar e Arsenal di Mar, che hanno realizzato

il loro record proprio alla veneranda età di 10 anni!! Non ultimo

Dubbio di Mar, che a metà giugno ha migliorato il proprio record

vincendo a Torino in 1.12.8 e che se non ci saranno contrattempi

mi permetterà di correre il mio primo Federnat quest’anno a Cesena.

Con Hennie ho fatto un investimento a lungo termine, che

Glamour Stars (da Pine Chip e Atlanta As) con uno dei primi prodotti di Malabar Circle As da quando è diventato “italiano” di Risso-Stendardo

Una veduta aerea dell’Allevamento: in ogni spazio con capanno due o tre fattrici hanno

a disposizione due ampi paddock con erba sempre fresca

ha comunque già iniziato a dare buoni risultati con le lettere I.

Penso che con i debutti delle lettere L, però, ci sarà un ulteriore

salto di qualità perché è la prima annata gestita interamente da

25


26

lui e caratterizzata dal suo estro e dalla sua inesauribile voglia

di emergere. Ormai c’è poco da aspettare”.

Altri investimenti

pronti per il futuro

Per quanto riguarda gli investimenti futuri eventualmente da

operare?

“Nonostante il lungo momento diffi cile dell’ippica italiana, penso

che se dovesse capitare un’altra opportunità come Malabar Circle

As non saremo indifferenti, perché nonostante si stenti a rilanciare

questo mondo la passione e la voglia di far bene è sempre

tanta.

Alcuni amici hanno

anche dimostrato

il loro interesse

ad entrare con me

e Luca Stendardo

in eventuali nuovi

investimenti per

cavalli importanti,

la cosa ci gratifi ca

e ci onora a dimostrazione

del fatto

Speed Image con redo maschio da Malabar Circle As,

all’aperto il giorno dopo il parto

che se si opera con

correttezza si possono

aprire nuove

strade nel panorama ippico invertendo il trend degli ultimi anni.

Intanto con Luca (Stendardo, ndr) abbiamo già fatto altri investimenti,

ritenuti interessanti per il nostro progetto, come My

Passion Stars, unica sorella piena di Passionate Kemp, di cui la

Golden Stars è anche allevatore, Queen As (sorella di Malabar Circle

As, da Yankee Glide), che ha da poco partorito un bel maschio

da Pine Chip”.

Per fortuna dell’ippica italiana.

SANDRO CAMERANI

Gli ultimi nati si riposano mentre le mamme vigilano nella quiete dei paddock

ULLAMAR

UTTIANA di MAR

VAGA di MAR

VAGABUNDA AC

SPEED IMAGE(Usa)

GITANA SPIN

BONNIE BELL(Usa)*

QUEEN AS(Swe)*

HEARTSTRINGS(Usa)*

ATLANTA AS

FANTASIA STARS

ADABELLA PARK

BROADWAY OK

CARA di JESOLO

ZANUELA di MAR

ANIMA di MAR

NACALA AS(Swe)*

KEYSTONE

DELICACY(Usa)*

GEISHA NOVEMBER*

DUCHESSA di MAR

GLAMOUR STARS

EVENING STARS

DIVINA di MAR

PARCO FATTRICI 2007

da Lemon Dra e Raissa Ok (Lanson)

gravida di Malabar Circle As

da Lurabo Blue e Nag Hamadi (Bourbon)

gravida di Malabar Circle As

da Waikiki Beach e Maratea di Mar (Lanson)

gravida di Malabar Circle As

da Diamond Way e Mavir Ac (Keystone Spartan)

gravida di Malabar Circle As

da Balanced Image e Speedy Claudette (Speedy

Somolli) gravida di Malabar Circle As

da Angus Hall e Passionate (Speedy Somolli)

gravida di Malabar Circle As

da Sierra Kosmos e Keystone Delicious (American

Winner) gravida di Malabar Circle As

da Yankee Glide e Eternal Circle (Mack Lobell)

destinata a

da Self Possessed e Clearly a Flirt (Sierra

Kosmos) gravida di Malabar Circle As

da Baltic Speed e Irella (Atmos)

gravida di Malabar Circle As

da Defì d’Aunou e Ullamar(Lemon Dra)

gravida di Malabar Circle As

da Indro Park e Nogara Park (Tibur)

gravida di Malabar Circle As

da Record Ok e Norma Ok (Neil Hanover)

gravida di Malabar Circle As

da Lemon Dra e Budgait Libby (Bonefi sh)

gravida di Malabar Circle As

da Enguerillero e Nag Hamadi (Bourbon)

gravida di Malabar Circle As

da Joie de Vie e Cartagena (Texas)

gravida di Malabar Circle As

da Mack Lobell e Nobella Lobell (Abc Freight)

gravida di Malabar Circle As

da Malabar Man e Keystone Delicious (American

Winner) gravida di Musclee Yankee

da General November e Evening Ann (Lisas Boy)

gravida di Malabar Circle As

da Passionant e Zabout You Jf (Somollison)

gravida di Malabar Circle As

da Pine Chip e Atlanta As (Baltic Speed)

gravida di Malabar Circle As

da Supergill e Rever As (Baltic Speed)

gravida di Malabar Circle As

da Defì d’Aunou e Uttiana di Mar (Lurabo Blue)

gravida di Malabar Circle As

* in comproprietà con Luca Stendardo


CAVALLI

LA STRAORDINARIA FAMIGLIA DI

ISIDE BI

La nonna materna della vincitrice dello Stabile Filly è Avola d’Ausa,

madre di 17 prodotti, tutti in corsa

Un bel primo piano di Iside Bi (Andrea Guzzinati in sulky) sul traguardo del Premio Stabile

Iside Bi, vincitrice ad Aversa del turno femminile del Premio Stabile,

nasce da Usa di Jesolo, fattrice ancora relativamente giovane

che però può già vantare un piccolo primato: tutti i suoi sei fi gli in

età da corsa hanno ottenuto un record. E che record! Se facciamo,

scusate il bisticcio di parole, la media delle loro medie si ottiene un

notevolissimo 1.13.8.

D’accordo che ormai le velocità non fanno più testo come un tempo,

però resta il dato signifi cativo che attesta il potenziale

di questa mamma allevata dalla Tenuta Ca’

Brescia ma presto adottata dalla Scuderia Biasuzzi.

Iside Bi già espressasi a Milano a media di 1.12.9,

diventando con tale misura l’attuale leader femminile

della generazione, è al momento la più veloce

tra i fi gli di Usa di Jesolo, assieme a Gambling

Bi (quarto nel recente Regione Campania) 1.12.9

anch’esso. Dustin Bi può invece vantare un vertice

di 1.13.1, Carlton Bi di 1.13.9, Felicity Bi di 1.14.3 e

Exotic Bi di 1.15.7. Non resta d’attendere, con curiosità

e interesse, il debutto di Last Dance Bi.

Per Usa di Jesolo sono stati scelti stalloni diver-

Andrea Guzzinati e Iside Bi

si: Carlton e Dustin nascono da Valley

Boss Bi, Exotic da Sugarcane Hanover,

Felicity da Toss Out (come Last Dance e

il successivo Mendez Bi), Gambling da

Supergill e Iside Bi, manco a dirlo, viene

dall’imprescindibile Lemon Dra: un

incrocio che per la vincitrice di Aversa

signifi ca un ritorno abbastanza stretto

(2x3) su Sharif di Iesolo, in quanto

Lemon, come si sa, è uno Sharif e dal

nastro caporazza dei Toniatti viene anche

Avola d’Ausa, la mamma di Usa di

Jesolo. E proprio Avola d’Ausa, a nostro

avviso, è il valore aggiunto che dà

alla linea genealogica di Iside Bi una

particolare rilevanza. Avola, infatti,

è una delle più straordinarie fattrici

dell’allevamento italiano: ha prodotto

dal 1984 al 2003 diciassette fi gli, tutti

in grado di correre, di guadagnare e di

ottenere un record.

Nata nel 1978 nell’Allevamento Ausa di Cervignano del Friuli, Avola

è stata un’ottima cavalla da centrali agli ordini di Manlio Treggia,

ottenendo un record di 1.17 (il 22 maggio 1982 a Padova, al rientro

da oltre due mesi di assenza) e guadagnando in carriera - conclusasi

al termine dei 4 anni - quasi 40 milioni di lire, una cifra più che

buona per i tempi.

Passata in razza a Jesolo questa fi glia di Sharif

di Iesolo ha contribuito in maniera determinante

alla riuscita allevatoria della Tenuta Ca’

Brescia cominciando a produrre con costanza

impressionante soggetti di primo livello iniziando

da Glow di Jesolo (vincitore del Federnat),

passando per Iala, Ling, i piazzati classici

Mack e Only e poi ancora con Tone, Zolla, Artur,

Brio e Creusa, per citare quelli con i migliori

riferimenti in pista. E Avola è anche da considerare

straordinaria pure per il fatto di aver

legato benissimo con stalloni dalle linee diverse,

sono stati infatti ben quattordici i suoi

27


28

differenti “sposi” e gli unici ripetuti

un’altra volta sono stati Gator

Bowl, Dance Marathon e Baltic

Speed.

Nove dei prodotti di Avola sono

femmine, la sua discendenza è

pertanto garantita. E le fi glie in

razza, proprio come Usa di Jesolo,

hanno confernato l’eccezionale

qualità di questa prolifera famiglia,

che deriva dalla madre base

Eridania, una roadster del 1877

di proprietà del barone Alberto Iside Bi con la sua inseparabile lad

Roggieri (che con l’attrice Egle

Fanelli dette vita alla famossissima

Scuderia Lady Hambletonian) e passata in razza a Canedole, nel

mantovano, nel 1883 per conto del ricchissimo, in quanto marito di

una Rockfeller, barone Raimondo Franchetti.

Da Iala di Jesolo derivano Chip Of Paper Lf 1.14.7, Evil Kingdon Lf

1.14.8 e Deep Admirer Lf 1.15.1. Ling di Jesolo è invece madre di Vernon

Sol 1.13.9, Darling Dl 1.14.4, Agrio Sol 1.15.4 e Zelk Sol 1.16.1.

ISIDE BI 3,1.12.9

Femmina Baio nata in Italia il 24 Febbraio 2004

Allevatore: Azienda Agricola Biasuzzi - Proprietario: Scuderia Gina Biasuzzi

LEMON DRA

5, 1.14.1

Maschio Baio nato

in Italia nel 1986

USA DI JESOLO

1.16.7

Femmina Baio nata

in Italia nel 1994

SHARIF DI IESOLO

6, 1.15

DANEA

4, 1.18.1

DANCE MARATHON

3, 1.56.1

AVOLA D’AUSA

4, 1.17

Da Only di Jesolo (seconda nell’Allevatori Filly) nascono

la vincitrice classica Adri di Jesolo 1.13.8 (vincitrice in

America, Italia e Francia) e Diva di Jesolo 1.15.6. Viva di

Jesolo ha prodotto Devil Hbd 1.15.7; di serie al momento

la produzione di Zolla di Jesolo, mentre l’eccellente

Creusa di Jesolo (che tra i fi gli di Avola d’Ausa è la più

veloce grazie al record di 1.12.8) ha prodotto per la prima

volta nel 2006 (una femmina, Maya Grif, da Varenne).

Tornando ad Iside Bi si può notare che la portacolori dei

Biasuzzi è il sesto “Lemon Dra” tra i nati della leva 2004

ad aver già centrato un successo di vertice, dopo Ideale

Luis (Dante, Italia, Giovanardi e Etruria), Ilias Ors (Coppa

dell’Allevamento, Gran Criterium Filly e Etruria Filly),

Isotta Om (Critrerium Vinovo), Ivory As (Veneto) e Ikram

Ferm (Aste), senza dimenticare che tra i nostri attuali tre anni nascono

dallo stallone top che funzionava al Mariano anche Invisible

Stars (coprimatista della leva), Impetus Va, Iper Roc, Indro Ok, Ienamar,

Ice Tea, Island Effe e Iena Ok, tutti già visti in prima categoria.

QUICK SONG

3, 1.59.3

ODILE DE SASSY

1.18.4

ACERO

3, 1.20.3

BABELE

3, 1.18

SPEEDY CROWN

3, 1.57.1

CRYSTANA HANOVER

SHARIF DI IESOLO

6, 1.15

PORTOVENERE

1.23.6

VICTORY SONG 4, 1.57.3

LUCILE SPENCER 4, 2.08

GI 1.20

HERODIADE DE GRANDCHAMP

ORIOLO 1.17.6

BOSA 1.22.6

WINTER PARK 2.02.4

NOCCIOLAIA 1.23.6

SPEEDY SCOT 1.56.4

MISSILE TOE 2.05.2

STAR’S PRIDE 5, 1.57.1

CRYSTAL RODNEY

QUICK SONG 3, 1.59.3

ODILE DE SASSY 1.18.4

FIESSE 1.16.7

SANTA FE

EZIO CIPOLAT


VERNON SOL

M. 1985, Armbro Goal

ADRI DI JESOLO

F. 1997, Donerail

GLOW DI JESOLO

M. 1984, Short Stop

LING DI JESOLO

F. 1986, Little League

MACK DI JESOLO

M. 1987, Torway

ONLY DI JESOLO

F. 1989, Dance Marathon

ARTUR DI JESOLO

M. 1997, Armbro Goal

CREUSA DI JESOLO

F. 1999, Probe

AVOLA D’AUSA

F. 1978, Sharif di Iesolo

Eridania, la madre base

USA DI JESOLO

F. 1989, Dance Marathon

Creusa di Jesolo (Marino Lovera)

ISIDE BI

F. 2004, Lemon Dra

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LA STORIA

SHARIF

DI IESOLO

GLORIA NAZIONALE

35 anni fa il campione di Pino Rossi conquistava la classica di San Siro

30

La tipica azione di Sharif di Iesolo con in sulky Pino Rossi in una falsa partenza a San Siro


Scorri l’albo d’oro del Nazionale, e devi andare indietro di 35 anni

per trovare il nome di Sharif di Iesolo. È il 6 luglio 1972, infatti, e

il trotto italiano sta per iniziare, sotto le luci di San Siro, una nuova

storia. In una torrida sera d’estate, il nostro trotto si appresta infatti

a scoprire non solo l’autentico leader della generazione 1969, ma

anche lo stallone che saprà imporre il suo marchio all’allevamento

di fi ne millennio.

Una foto che fa storia: Sharif premiato dopo il Derby 1972 da Giulio Andreotti, alla presenza di Guido Berardelli

“Siamo andati

a Jesolo

e abbiamo portato

a casa 5 cavalli:

fra questi c’era

anche Sharif...”

La vicenda di Sharif di Iesolo é iniziata poco più d’un anno prima,

quando Giuseppe (per tutti Pino) Rossi comincia a guardarsi intorno

per comprare qualche buon cavallo per la torinese Scuderia Spartana.

“Felice e Luca Blangino - spiega il driver - avevano mezzi e passione,

volevano puntare in alto, cercavano il meglio. Fino ad allora

io non potevo lamentarmi: vincevo tante corse a Torino, il Morino

mi aveva fatto guidare americani di prima, ma certo la Spartana mi

offriva l’occasione per svoltare... Con Saverio (Chirico) abbiamo

deciso subito di prendere la strada di Jesolo, per puntare su un allevamento

che ci dava le massime garanzie. Quando siamo arrivati

noi, per la verità, avevano già fatto... man bassa. Non era rimasto

molto, due 3 anni e tre 2 anni, ma evidentemente era scritto nel

destino che fra i cinque che ci siamo portati a casa per 22 milioni di

lire ci fosse il campione della mia vita”.

Sharif di Iesolo non é la perfezione, ma si muove in modo promet-

tente e presenta anche un bell’incrocio: il sangue americano di

Quick Song (linea Victory Song) e quello francese di Odile de Sassy

con una doppia presenza di Kairos. “Il bravo Mario Treggia me

l’ha consegnato già a buon punto di preparazione, poi io me lo sono

studiato bene a Torino e ho pensato di usare gli stivaletti e almeno

all’inizio i ferri pesanti. Impostato così, in breve Sharif ha lavorato

da 2.13 e a settembre abbiamo debuttato per vincere in 2.11. Gli ho

fatto vincere altre due corse sulla pista e poi

ci siamo detti che bisognava tastargli il polso

a Milano per capire se quelle vittorie valevano

davvero qualcosa. A San Siro in quel

momento c’era un magnifi co 2 anni, Bourbon,

che andava come il vento. Ci abbiamo

provato, il cavallo ha corso più che bene ma

contro il sauro in quel momento la partita era

impossibile. Però sono tornato a Torino con

il sorriso. Ho capito che Sharif c’era, aveva

mezzi e testa buona, semmai doveva maturare

dal punto di vista fi sico e migliorare

come duttilità d’impiego”.

“Nel Nazionale

ho aspettato solo

la retta d’arrivo

e Sharif ha

volato via

anche Patroclo”

A questo punto, occorre scegliere la base di preparazione di Sharif

per la primavera. Pino Rossi non é per nulla entusiasta di passare

l’inverno a Torino. Pensa a una trasferta a Nizza, poi decide per

una soluzione quasi rivoluzionaria: Palermo, il dolce clima siciliano.

“Diciamocela tutta - commenta Rossi - qualcuno mi ha sorriso dietro

e magari qualche dubbio sulla scelta all’inizio ce l’avevo anch’io.

All’atto pratico, invece, la soluzione si é rivelata senz’altro azzeccata:

Sharif ha potuto lavorare senza problemi per tutto l’inverno,

Patroclo esplode in rottura e Sharif di Iesolo conquista il Premio San Siro, St Leger del trotto

31


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Sharif di Iesolo passa da dominatore su Patroclo (terzo Gruber) nel “Nazionale” 1972 imponendosi alla testa della generazione

ha vinto anche due corse sulla pista e all’inizio della primavera mi

é sembrato quasi un altro cavallo. Però non era il 3 anni da buttare

nella mischia nelle classiche in mezzo miglio e per questo ho stabilito

di portarlo gradualmente sulla distanza. A un certo punto, però,

mi sono fatto ingolosire e ho deciso di correre l’Elwood Medium. È

andato male, allora l’ho ripreso tranquillo e l’ho riportato a San Siro

quindici giorni prima del Nazionale per correre la prova di preparazione.

Ci ha battuti ancora Bourbon, ma io non ero all’ultimo buco e

dopo la corsa ero convinto che nel Nazionale ce la saremmo potuta

giocare alla pari”.

Pino Rossi spera in una corsa lineare, tirata, senza giochini tattici.

Con Bourbon, con quel sauro di inaudita bellezza e qualità (ricordate?

Oriolo e Tercel 1.59.1 da Florican, quasi il massimo) che non conosce

mezzi termini e si scatena in avanti, c’é da credere che il ritmo

non mancherà, tanto più che Patroclo e Gruber non staranno di certo

a guardare in avvio. Proprio Patroclo e Gruber fanno partenza volante

e saltano davanti a tutti. Marco Branchini tiene Bourbon fuori

dalla mischia iniziale, ma quando l’andatura si placa lancia il sauro

e cerca di sfondare. È un volo spettacolare che si infrange contro

la reazione inaspettata di Singano e una terza ruota impossibile.

Rossi si aspettava la

bagarre e parte regolare,

prende posizione,

si porta a tiro dei

primi e non abbocca

alle urla di Bellei che

é in sulky a Sem e

gli chiede di andare.

“Nello ci ha provato

- racconta divertito

- ma non sono caduto

nella trappola, mi

sono caricato bene in

mano Sharif e ho pensato

solo a passare

senza danni la curva.

L’ho messo dritto e in

dirittura ho aperto le

braccia. Beh, ragazzi,

guardate la foto, guardate come punta il traguardo a centro pista.

Rivara non si é arreso mica facilmente, ci ha provato fi no all’ultimo:

ma quella sera Sharif era uno spettacolo, ha tirato fuori tutta la sua

classe”.

Sharif di Iesolo diventa di colpo il numero uno di una generazione

che registra l’ennesimo passo falso di un Bourbon tanto splendido

atleticamente quanto vulnerabile nel carattere. Il solidissimo

Patroclo (altro Quick Song) rimane secondo sul puntuale Gruber e

sull’effi cace Sem un po’ tradito dallo svolgimento. Pino Rossi tocca

il cielo con un dito, ma é un ragazzo concreto, tipico esponente

della scuola torinese e sa bene che il lavoro duro viene ora, quando

Sharif avrà tutti gli occhi addosso e sarà chiamato ad autenticare il

prestigioso traguardo milanese.

“Nel Derby siamo

rimasti di fuori a Sem

ma non mi sono

perso d’animo,

sapevo che

Sharif era al top”

Quanto sia diffi cile rimanere al vertice, Rossi

se ne accorge già alla successiva uscita, quella

del Marangoni, sulla pista di casa, nella città

dei Blangino. La gente accoglie con calore il

suo giovane campione, ma alla fi ne non può

salutarlo al giro d’onore, perché l’infl essibile

Patroclo gli impone l’alt per una testa. Per

Rossi é una serata amara, e può cancellarla

solo una nuova impresa nel Derby ormai non

troppo lontano. “Ci sono arrivato con il cavallo

a postissimo - rammenta Rossi - ma il Derby é

sempre una corsa un po’ particolare, basta un

nulla, una mossa sbagliata, un anticipo mancato

e il Derby ti scivola via dalle mani. Con il

passare del tempo Sharif si era fatto vedere

Un’immagine dell’epoca di Pino Rossi, premiato dopo il successo nel Nazionale

sempre più sicuro in partenza e anch’io avevo

preso fi ducia. Mi son detto che se sfondavo

subito, avevo mezzo Derby in tasca. Sharif é andato via alla gran-


de, ma Nello é stato altrettanto bravo con Sem e ci ha tenuto botta.

Niente da fare, siamo rimasti di fuori. Non mi son perso d’animo e ho

deciso che ormai valeva giocarsela così, un occhio a Sem e un occhio

a chi ci stava dietro. Quel giorno il signor Pino Rossi - sottolinea

compiaciuto il driver - ha guidato una corsa perfetta, anche perché

era in sulky a un gran cavallo. Sem ha tirato via spedito, ma io l’ho

tenuto sempre sotto tiro perché con Nello bisogna stare svegli. Poi,

in retta, ecco Marietto (Rivara) sparare a centro pista con Patroclo.

È stato un arrivo fantastico: Sharif ha messo la testa davanti a Sem

e ha parato la botta di Patroclo, in quegli ultimi 50 metri Sharif ha

espresso tutto la classe, la testa, il cuore che ha poi trasmesso a

tanti suoi eredi”.

“Nell’arrivo a tre

di Tor di Valle

ha tirato fuori

la classe e la testa

che ha trasmesso

a tanti suoi figli”

Stivaletti azzurri come la giubba della “Spartana”: un tocco di eleganza per il giovane campione di Pino Rossi

All’inizio degli anni ‘70 la strada classica di un 3 anni era segnata. E

i campioni onoravano puntualmente i loro impegni. Dopo l’impresa

nel Derby, Sharif non si sottrae, di lì a poco, all’appuntamento

del Premio San Siro, il St. Leger del trotto sui 2500 metri. Patroclo,

ancora lui, é il battistrada. E in retta d’arrivo sembra ormai avviato

a centrare un altro grosso traguardo, dopo quello del Marangoni.

Rossi, a centro pista, chiede a Sharif l’allungo che l’ha portato a dominare

il Nazionale, il fi glio di Quick Song non ha però la brillantezza

di quella sera. Per Patroclo sembra fatta, ma a metà retta il 3 anni

della Cebora sembra quasi ribellarsi, forse sente anch’esso il peso

di durissime battaglie e si butta perdutamente di galoppo. Sharif

passa e incamera anche il San Siro su un Bourbon questa volta saggio

e il prezioso Gruber. “Quella corsa - confessa Rossi - forse non

l’avremmo mai vinta, ci é venuta in aiuto la sorte. Nell’albo d’oro c’é

il nome di Sharif, ma tanto di cappello a Patroclo, un avversario di

ferro, che non mollava mai”.

Nella fantastica storia di Sharif di Iesolo, non c’é proprio nulla di

scontato. E forse, più che una storia, potremmo defi nirla una favola

a lieto fi ne.

Andiamo avanti, allora. Rossi sceglie la strada che già aveva tentato

un anno prima: passare l’inverno in Costa Azzurra. La scelta sem-

33


34

bra pagare: Sharif si fa più bello, il trainer riesce a lavorare anche

con ferri più leggeri, ma l’annata 1973 non é pari alle speranze. Si

propongono nuovi protagonisti come il facoltoso Dosson (Europa e

Continentale) o l’eccellente Gobaldo (pluripiazzato nelle classiche);

Sem (Fiera, Presidente della Repubblica, Triossi) torna ai migliori

vertici giovanili, quando aveva vinto il Criterium milanese; Patroclo

(Napoli, Bologna) é sempre pronto a sfruttare l’occasione favorevole;

Vado ribadisce il suo standard di egregio regolarista; Bourbon

é meno sfavillante ma più concreto dell’anno precedente e strappa

qualche discreto piazzamento. Sharif é comunque terzo nell’Europa

Giro d’onore del Derby 1972: Pino Rossi, perfetto interprete di Sharif, saluta la folla di Tor di Valle

e secondo nel Fiera, vince il San Gennaro e conclude un’annata in

chiaroscuro, condizionata da una preparazione invernale durante la

quale (dice Pino) “mi sono fatto prendere un po’ la mano”. Insomma,

Palermo batte Nizza 2 a zero.

Sharif di Iesolo corre ancora a 5 e 6 anni, ed è un alternarsi di colpi

di scena, e non solo in pista. Ora gli avversari sono davvero formidabili,

primissime lame a livello europeo: l’aristocratico Top

Hanover (Ayres e Elaine Rodney: qui siamo davvero al massimo!);

Timothy T, il vagone nero di Giancarlo Baldi; Wayne Eden, la freccia

del Morino. Sharif fa più d’un corsone: a 5 anni è terzo nel Lotteria

di Top Hanover; segue Timothy T al Sesana, dove batte Top Hanover;

vince una batteria dell’Europeo davanti a Timothy T e Top Hanover,

va alla fi nale a due con Top Hanover e si gioca tutto in partenza.

“C’era poco da scegliere - spiega Pino - o gli saltavi davanti o arrivavi

secondo. Tanto valeva provarci. Abbiamo fatto una partenza

folle, fi anco a fi anco, cose che si vedevano di rado. Non sono riu-

scito a passare e Top ha fatto passerella. Ma quei numeri pazzeschi,

a mezzanotte suonata, dopo due prove, potevano farli sono cavalli

poco normali...”.

“Meno male che

Toniatti ha avuto

fiuto: pensate

cosa sarebbe stato

il trotto italiano

senza Sharif”

A 6 anni Sharif di Iesolo fa il suo record di 1.15 al seguito di un Wayne

Eden che vola il miglio milanese in 1.14.2 (“ma io avevo almeno

due decimi in meno” si rammarica Rossi). Intanto i colori non sono

più quelli della Spartana ma quelli della Cebora. Blangino ha avuto

qualche disavventura personale e ha dovuto mollare; la Cebora

prende in affi tto il cavallo, ma Pino Rossi non ci sta a fare la spalla

a Patroclo. “C’era poco da scegliere a quel punto: o mollavi il cavallo

o cercavi di comprartelo tutto. Ho tirato fuori quello che avevo

guadagnato e l’ho preso io. Non avevo i colori e ho usato quelli di

Saverio Chirico, davvero un carissimo amico. Ma si vede

che la fortuna aveva svoltato: Sharif si é rotto ancora

un ditino, ormai correva tutto incerottato. Eppure in

pista era un soldatino incredibile. A novembre vinceva

a Milano, ma non ho avuto più il cuore di farlo correre

ancora. Abbiamo provato a consorziarlo come stallone,

ma non ci siamo riusciti. È andato a funzionare a Cervignano

e io mi sono tenuto una caratura che i primi

anni dovevo quasi regalare. È stato anche un anno alla

Pradona, quando Giancarlo (Baldi) ha creato la stazione

di monta per Timothy T. Poi il signor Toniatti ha visto i

risultati delle prime annate con Zebu e Ghenderò e l’ha

comprato in due riprese. So che ha dovuto tirare fuori

dei bel soldi, ma ha avuto coraggio e fi uto ed è stato

giustamente ripagato. Pensate a cosa sarebbe stato

l’allevamento italiano se Sharif fosse fi nito dimenticato

in un allevamento come tanti...”.

La favola di Sharif di Iesolo, si é detto, é invece a lieto fi ne: 1200

prodotti, 75 da 1.15, 112 da 1.16. Argo Ve e Indro Park, Ghenderò

e Zebu, Esotico Prad e Lancaster Om, Lemon Dra e Narissò, Lurabo

Blue e Merlengo Dra, Re dei Jet e And Arafant... Quattro vincitori di

Derby (Argo Ve, Indro Park, Lancaster Om, Re dei Jet), campioni,

buonissimi cavalli e soprattutto stalloni che continuano le imprese

paterne. Sharif di Iesolo leader assoluto degli stalloni in Italia per

molte annate, a sua volta Lemon Dra leader assoluto degli stalloni

in Italia da molti anni a oggi.E una miriade di eccellenti fattrici, anche

attraverso i fi gli di Sharif. Una per tutte: Ialmaz, da Zebu/Sharif

di Iesolo, la madre dell’inarrivabile Varenne.

Eh sì, come dice Rossi, pensate cosa sarebbe stato l’allevamento

italiano senza Sharif...

DANILO IOVENALI


CAVALLI

ESPERANZA

L’AMIRAL

Il vincitore dell’Elitlopp è consanguineo del nostro Daddy di Jesolo

Elitlopp 2007: a Solvalla, davanti ad oltre 27.000 spettatori, L’Amiral Mauzun (Jean-Michel Bazire) batte Mr Muscleman

Può benissimo essere una coincidenza come una cosa voluta: sta di

fatto che la madre base del vincitore dell’Elitlopp L’Amiral Mauzun,

allevato e di proprietà del conte Paul de Senneville, notissimo compositore

e produttore (ha legato il suo nome al pianista Richard Clayderman)

e ippico di lungo corso (con i suoi colori High Echelon ha vinto

l’Amérique 1979), si chiama Fa Mi Sol. Giumenta nata nel 1905, nell’allevamento

della famiglia Céran-Maillard, conta tra i suoi eredi il

vincitore dell’Amèrique Ovidius Naso, le campionesse Clissa e Katinka,

nonché i più recenti Gobernador, Jasoda, Kiwi e Milord de Melleray che

quest’anno a Stoccolma nel convegno di vigilia dell’Elitlopp, è andato

a segno nella maratona dell’Harpen Hanovers Lopp, anticipando così

di ventiquattr’ore la vittoria del “parente” nell’avvenimento clou di

Stoccolma.

Il pedigree di L’Amiral Mauzun, secondo l’analisi del sito svedese blodbanken,

ha una percentuale di sangue americano più alta rispetto che

a quello francese (51,60 contro il 48,40 per cento), una particolarità

che lo accumuna a molti primaserie del trotto normanno di questi ultimi

anni, tra i quali il vincitore dell’Amérique 2007 Offshore Dream.

L’Amiral nasce infatti da Bon Conseil, il cui padre Passionnant viene da

Star’s Pride attraverso Florestan.

La madre di Bon Conseil è una “Kimberland”, con altro ritorno a Star’s

Pride passando per Nevele Pride. Il padre della madre di L’Amiral è

Workaholic, l’unico americano (da Speedy Crown) al momento iscritto

nello stud-book della razza francese e quindi con la possibilità di funzionare

in Francia.

L’Amiral Mauzun è il miglior prodotto di Bon Conseil, un Dubois precoce

(plurivincitore a 3 anni a livello semiclassico) che in razza (Kilian l’altro

suo vertice) per la verità ha reso meno di quanto potesse far prevedere

la sua grande linea femminile: la madre Tahitienne ha infatti anche

prodotto la primaserie Bahama, nonché Extreme Dream e Goetmals

Wood i quali, soprattutto il secondo che va considerato il razzatore

del momento in Francia, hanno una resa stalloniera molto superiore

35


36

a quella di Bon Conseil,

che quest’anno

ha funzionato presso

l’Haras de Visais, a

Le Blanc non lontano

da Poitiers, al modesto

tasso di 2000

euro.

La madre del castrone

allenato da Jean-

Philippe Ducher è

Eva de Pintignes,

che ha alle spalle

una breve carriera

(1.19 di record, 17

corse all’attivo, con una vittoria a Lione e un paio di piazzamenti a

Vincennes) la cui linea femminile, che come detto riconduce alla

madre base Fa Mi Sol, ha anche un aggancio con l’Italia: la quarta

madre di L’Amiral, Klagge, è infatti sorella di Numisma, una cui fi glia

- L’Esperanza - è stata importata in Italia dalla Gardesana all’inizio

L’AMIRAL MAUZUN

Castrone nato in Francia il 16 Maggio 1999

Allevatore e Proprietario: Paul de Senneville

BON CONSEIL

1.15.6 Baio nato in

Francia nel 1989

EVA DE PINTIGNIES

Baio nata in Francia

nel 1992

L’Amiral Mauzun, con la corona quale vincitore dell’Elitlopp, riceve l’applauso della folla di Solvalla

PASSIONNANT

1.15

TAHITIENNE

WORKAHOLIC

2, 1.57.1

QUIROFLEE

1.19

degli Anni Ottanta.

La produzione italiana di questa

L’Esperanza ha lasciato poche tracce

in linea diretta (Leana Effe 1.18.5

di record il suo miglior prodotto in

corsa), ma la sua prima fi glia Esperanza

Effe (dal francese Beau Ludois

L.) si è rivelata mamma di notevole

livello: il suo ultimo prodotto è infatti

Daddy di Jesolo, che di recente,

dopo aver conseguito il vertice della

pista di Torino a media di 1.11.4, ha

abbassato il proprio vertice a 1.11.1

(a San Siro) collocandosi tra gli indigeni

più veloci di tutti i tempi. Ma

in precedenza Esperanza Effe aveva prodotto anche Scat di Jesolo

1.14.2, Urla di Jesolo 1.14.1(mamma di Fairlady Bi 1.14.7), Arch di

Jesolo 1.15.4 e Ribs di Jesolo 1.15.7.

FLORESTAN

1.15

VESUBIE III

KIMBERLAND

1.14

OLIGISTE

SPEEDY CROWN

3, 1.57.1

AH SO

2.01.4

IOBARKO

1.21

GIROFLEE

1.22

STAR’S PRIDE 5, 1.57.1

ROQUEPINE

HERMES D.

JIACINTHE IV

NEVELE PRIDE 4, TT1.54.4

ASTRASIA

GREYHOUND

JINADA

SPEEDY SCOT 3, 1.56.4

MISSILE TOE 3, 2.05.2

SPEEDY SCOT 3, 1.56.4

LALITA HANOVER

QUIOCO

TABARKA

JUNIOR MINISTER

KLAGGE

EZIO CIPOLAT


ATTUALITÀ

HAMBLETONIAN

Tra luglio e agosto ad East Rutherford nel New Jersey, a due passi da New York,

va in scena l’evento trottistico più ricco e veloce del mondo

L’ingresso dei partecipanti all’evento trottistico più ricco del mondo viene accompagnato da un gruppo di trombettieri

Anche se vi sforzerete di chiamarla vacanza sarà sempre una settimana

ippica, e anche se vorrete camuffarla da settimana ippica sarà

sempre una vacanza.

A cavallo, è proprio il caso di dirlo, tra luglio e agosto ad East Rutherford

nel New Jersey a due passi da New York va in scena l’evento

trottistico più ricco e veloce del mondo. L’Hambletonian, diventato

Festival da quando è programmato con eliminatorie e fi nale a distanza

di sette giorni.

Un viaggio che va fatto una volta nella vita, almeno per chi vive o è

appassionato di trotto, perché anche nel nostro settore l’America è

a suo modo all’avanguardia.

Per presentarvi la corsa da 1.700.000 Dollari, non vi parleremo di

cavalli favoriti o di protagonisti sulla carta, ma cercheremo di affascinarvi

con la presentazione del posto e di cosa ci sarà. Un servizio

di Ippoturismo senza pretese ma senz’altro utile per i tanti che per

la prima volta si tufferanno nella grande mela per una settimana di

grande ippica.

VOLO

Il primo consiglio, diciamo obbligatorio è

quello di prenotare il volo scegliendo di

atterrare all’aeroporto di Newark, il più

grande dell’area di New York pur essendo

nel New Jersey. È vicinissimo al Meadowlands

non avrete problemi di traffi co,

ovvero con una mezz’ora scarsa sarete in

Hotel.

AUTO

Altra cosa fondamentale è affi ttare un’automobile.

Non la prenotate dall’Italia,

affi ttare un’auto negli States è semplice

come comprare la pasta da noi. Basta una

carta di credito attiva ed il gioco è fatto,

la prendete all’aeroporto da una qualsiasi

catena internazionale come Avis, Hertz,

National, di solito infatti anche i prezzi

sono simili, e molto economici.

L’auto vi permetterà di essere indipendenti

e di andare a visitare i centri di allevamento

e allenamento. Con i mezzi pubblici

è tutto molto diffi cile, il taxi non arriva a

Meadowlands di notte se non a prezzi elevati.

Guidare è semplice, basta stare molto attenti

ai limiti di velocità. Anche al centro di

Manatthan grazie alle strade numerate e progressive non vi potrete

perdere. Una piantina è naturalmente ben gradita.

HOTEL

Un accorgimento necessario per chi non è mai stato all’Hambletonian

è quello di non cadere nella tentazione di prenotare un Hotel

nel centro di New York, magari cadendo nel tranello della vicinanza

con lo Sport Complex, ovvero l’area dell’Ippodromo.

L’Hotel cercatelo nella zona, visitando il sito www.thebigm.com

nell’area visitor info, cliccate su hotel&restaurant. Vedrete una lista

di tantissimi hotel tutti distanti da un chilometro a dieci dell’Ippodromo.

Sono tutte catene di qualità, i prezzi variano un po’ a seconda della

scelta, ma la forza dell’Euro e la grande concorrenza vi faranno meravigliare

in positivo. Insomma costano poco rispetto all’alto standard

di qualità e di servizi.

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38

Quando poi vorrete visitare New York vi basterà oltrepassare il Lincon

Tunnel e sarete al centro del mondo.

RISTORANTI

E GRANDE MELA

Consigliare un Ristorante a New York è come scegliere una moglie

alla fi nale di Miss Universo.

La varietà e la scelta vi farà impazzire. Non avendo gli Stati Uniti

una particolare tradizione culinaria, gli amanti dell’esotico possono

sbizzarrirsi passando al setaccio le cucine di ogni parte del mondo.

Dalla thai alla libanese, indiana, cinese, francese, italiana. Vedete

voi.

Nelle vicinanze di The Meadowlands consigliamo di andare in una

Lobster House, sono self service di pesce fresco, dove mangerete

pesce a buon mercato, potendovi permettere il lusso dell’aragosta

e lo sfi zio di mangiarla con le posate di plastica.

Chi ama gli hamburger e tutto quello che è fast food, beh allora ad

ogni angolo potrete godere. Attenzione per gli amanti dell’alcool

perché non tutti i locali hanno la licenza come da noi. Chiedete e se

non vi va potete far marcia indietro senza problemi.

Una cosa da provare è il breakfast, soprattutto la Domenica mattina

è un rito. Pancake con succo di mela, bacon e uova, e tutto il resto.

Per chi vuole la vita notturna, Manahattan non ha da invidiare niente

a nessuno, i club sono infi niti, musica a gogò soprattutto dalle

parti del “Village”. Da qualche anno per i più fashion sta diventando

meta notturna Avenue A, dove ci sono bar davvero sorprendenti.

DA VEDERE

Statua della libertà, Ground Zero, Empire State Building, Wall

Street, 5 Avenue, Broadway, Time Square, Metropolitan Museum

of Art.

Bandiera dell’Hambo sul Meadowlands, uno degli ippodromi del trotto più grandi al mondo

I classici di New York li trovate in qualsiasi guida turistica, non

ha senso ricordarveli anche qui.

Il successo dello scorso anno al primato della corsa di Glidemaster (John Campbell) nell’Hambletonian (secondo Chocolatier e terzo Blue Mac Lad, all’interno)


La festa dopo che il driver Brian Sears ha portato al successo Sand Vic nel Nat Ray

SHOPPING

A parte le grandi catene e gli stores di tutte le marche, a New York

vi consigliamo di farvi un giro per Soho alla ricerca di qualcosa di

particolare.

Chi invece vuole risparmiare davvero e fare affari, proprio nell’aera

dell’Ippodromo c’è un grande centro di Outlet. Il New Jersey infatti

ha la tassazione bassa sull’abbigliamento.

Se comprate

americano tipo Calvin Klein,

Tommy, Ralph Lauren etc.,

quello sarà il vostro luna park.

Molto economico è Samsonite,

mentre gli amanti dell’elettronica

e dell’avanguardia possono

fare affari in città.

L’IPPODROMO

Il The Meadowlands è uno degli

ippodromi del trotto più grandi

al mondo. La pista da miglio

permette grandi velocità

e grande spettacolo. Proprio

lo spettacolo fa la differenza.

Poca tattica e tanto speed, non

ci si annoia e la colpa non è dei driver che non sanno guidare, anzi ci

sono alcuni che sono dei veri fenomeni, ma perché è il regolamento

che non permette di fermare, lo stile dei cavalli e soprattutto il tracciato

annulla la noia del trotto europeo. Francese a parte.

Per i servizi al pubblico, il Meadowlands dispone di tutto ciò che un

impianto deve avere. Comfort, offerta diversifi cata e tante, tante

scommesse. Tre ristoranti panoramici sulla pista oltre a pub e bar

I cavalli (nella foto Impeto Grif) in lizza al Meadowlands sono controllati da una guardia giurata

sparsi. La tribuna a sei piani, tutta climatizzata, è farcita

di televisori con quote e immagini in diretta e simulcasting.

Grande parcheggio e servizio navetta con le scuderie.

Dove non è neanche diffi cile avere accesso se si è

operatori del settore.

Molto interessante anche la copertura televisiva con

pronostici, dirette, interviste per tutto il convegno.

LE CORSE

Per una gita completa bisognerebbe essere sul posto venerdì

27 Luglio in modo da assistere dal vivo già alle eliminatorie

dell’Hambletonian e delle Oaks in programma

il sabato. Tutta la settimana è comunque piena di corse

di grande livello, in compartecipazione con l’ambio.

Interessante la fi nale del Peter Houghton Memorial e

del Merrie Hannabelle, la corsa più ricca al mondo per

cavalli di due anni.

Il sabato poi la grande fi nale dell’Hambo con di spalla il

Nat Ray, prova per anziani che negli ultimi anni è stata

frequentata da diversi europei, su tutti Victory Tilly.

I CENTRI DI ALLEVAMENTO

E ALLENAMENTO

Ancor più interessante delle corse è comunque girare per le campagne

del New Jersey visitando i vari centri privati. A parte l’attrazione

paesaggistica e folkloristica di un’america meno conosciuta, si

possono incontrare allevamenti

prestigiosi come la Perretti Farm

o centri di allenamento dove

operano trainer all’avanguardia

come ad esempio la Millennium

Farm di Jimmy Takter. Nell’arco

di un’ora abbondante di strada

ci si può sbizzarrire. Per sapere

come trovare tutto, quando arrivate

all’Ippodromo recatevi al

Publicity Offi ce. Lì vi daranno

informazioni e anche delle piantine

molto utili con strade, vie di

accesso e recapiti telefonici.

Troverete anche stazioni di monta,

fi ere ed esposizioni, potrete

assistere agli ultimi lavori dei

cavalli fi nalisti all’Hambletonian

e vedere con i vostri occhi cosa

succede dall’altra parte dell’oceano.

Se non avete fatto i biglietti pensateci ancora poco, per pensarci

bene il tempo è fi nito, è ora di andare al The Meadowlands, dove

tutto è veloce e ricco, come l’America.

MATTEO MUCCICHINI

39


TROTTO NEL MONDO - FRANCIA E DINTORNI

TRASCINATI DAI

KRONOS

Nel mese di giugno sulle piste europee quattro successi per gli italiani

che però falliscono nelle prove che contano

40

Going Kronos e Lutfi Kolgjini, dopo la mezza delusione dell’Elitlopp, si sono rifatti ad Halmstad

Giugno non è stato un gran mese per i rappresentanti del nostro

allevamento fuori dai confi ni nazionali.

Nel giro di una settimana (dal 10 al 17) in tre confronti di Gruppo I

internazionali abbiamo messo sul tavolo cinque assi, ricevendone

in cambio ben poca cosa.

In compenso si è concretizzato l’ormai abituale

show di Going Kronos, che dopo la mezza

delusione nell’Elitlopp è tornato al successo

ad Halmstad il 25 giugno eguagliando

sul pesante il record della pista di 1.11.3 sui

1609. In precedenza, altri due Kronos (Gift e

Grip) hanno vinto all’estero, facendo un po’

da trascinatori del nostro allevamento. Ma

andiamo con ordine. A Charlottenlund, pista

di 900 metri in Danimarca, nella Copehagen

Cup sui 2011 metri, Frisky Bieffe, con Pietro Gubellini in sulky, non

è mai entrato nel vivo della corsa, risolta dal francese Kool de Caux,

riapparso nella condizione di fi ne meeting d’hiver, quando ha vinto

il France al record di Vincennes di 1.09.8 sui 2100. In Danimarca, il

francese allenato da Fabrice Souloy e con sulky il sempre irreprensibile

Jean-Michel Bazire è stato agevolato dall’incomprensibile

scelta tattica di Erik Adielsson, interprete di Citation. Già al comando,

Adielsson ha dato via libera a Kool per poi uscire allo scoperto:

una mossa da harakiri, che nel dopocorsa ha fatto dire al catch-driver

svedese: «Mi sa che non dormirò per parecchie notti».

Frisky Bieffe, ritrovatosi subito nelle posizione di coda, ha navigato

in terza e quarta pariglia esterna, impossibilitato a qualsiasi tipo di

rivalsa dal ritmo particolarmente selettivo nell’ultimo chilometro,

misurato nell’ordine dell’1.10.5.

Per il vincitore, che ha preceduto il connazionale Kito du Vivier,

l’outsider Tunk Nafets e Citation, media di 1.12, nuovo record della

corsa e della pista sulla distanza, migliorando l’1.12.2 della connazionale

Mara Bourbon nell’edizione dello scorso anno. Il sabato

successivo, 16 giugno, Frullino Jet è sceso in campo in Finlandia, a

Kouvola, nel Kymi Grand Prix, ma quella che sembrava un’occasione

particolarmente favorevole per il nostro 5 anni, dopo il forfait per

colica del favoritissimo L’Amiral Mauzun, si è rilevata una trappola

insidiosa, che è scattata all’imbocco della penultima curva, con l’allievo

di Jerry Riordan (guidato da Verbeeck) caduto in irrimediabile

errore mentre stava sopravanzando Spring Ray, che aveva appena

superato l’iniziale battistrada Camilla Highness. Proprio la femmina

guidata da Peter Ingves in arrivo

ha piazzato lo scatto da distanza

ravvicinata per prendere la meglio,

a media di 1.12.8 sui 2100, su

Spring Ray (1.13), Lupin de l’Odon

(1.13.2), Kent Barbès (1.13.3) e

Classico Merett (1.13.5).

La vincitrice è una svedese di 7

anni fi glia di Super Arnie allenata

in Svezia dal trainer fi nlandese Petri

Puro; il suo driver Peter Ingves

ha lavorato per molti anni in Italia,

Milord Drill (Jean-Pierre Viel) tiene a bada Lejacque d’Houlbec nel Prix de New York


collaborando con Antonio Luongo, Alfredo Pollini e Roberto Andreghetti.

Il giorno dopo, Vincennes ha mandato in scena sotto la pioggia il

suo maxi convegno della sua primavera-estate, incentrato su quattro

corse di Gruppo I e un inedito prologo mattutino.

In pratica, nella giornata al Plateau si sono disputate diciassette

corse, che hanno raccolto gioco per 32 milioni di euro.

Nel René Ballière, riservato agli internazionali, sui 2100 metri, sono

scesi in campo tre indigeni (Felix del Nord, Exelon Lb e Farifant),

ma con scarsa fortuna. Felix ha rotto in retta d’arrivo mentre stava

sprintando a centro pista; senza l’errore avrebbe molto probabilmente

conquistato il quarto posto. La squalifi ca di Felix e quella

successiva di Meaulnes du Corta, secondo a traguardo, hanno permesso

ad Exelon Lb di prendere il sesto posto dopo un prudente (il

cavallo non si è trovato sulla pista pesante) percorso per le vie più

brevi; tra i non piazzati Farifant, in netto calo nella fase conclusiva.

A distanza di una sola settimana dalla vittoria nella Copenhagen

Jean-Michel Bazire in premiazione con moglie, fi gli ed il trainer Souloy, dopo aver tagliato il traguardo del Balliére con Kool du Caux

Cup, Kool du Caux ha replicato, senza essere costretto a spingere

più di tanto. Il 9 anni guidato da Jean-Michel Bazire è entrato in

scena ad un chilometro dalla conclusione per fare il vuoto a media

di 1.10.8, misura lontata ben unsecondo dal record della pista sulla

distanza (dello steso Kool) e dal vertice della corsa (1.10.1) di Jag

de Bellouet, ma da considerare ottima per le condizione ambientali

avverse.

Nel pomeriggio del Ballière il 4 anni italiano Ghibellino è uscito

sconfi tto, ma a testa alta, dal Prix Fouard sui 2700 metri. L’allievo di

Bondo, che il mese precedente aveva concluso in parità per la vittoria,

sempre a Vincennes, con Pitt Cade, ha trovato ancora sulla sua

strada il coetaneo di Jean-Claude Hallais che ha preso il comando,

l’ha concesso al rappresentante del nostro allevamento - avanzato

a grandi folate sul vistoso rallentamento della testa - per regolarlo

di misura in retta d’arrivo, 1.16 la media per entrambi.

La prova di Ghibellino va considerata ancora molto positiva, in quanto

Pitt Cade (da Fortuna Fant) al momento è il maschio più forte di

questa generazione francese dominata dalla femmina Pearl Queen.

Le altre corse di Gruppo I del grande convegno di Vincennes hanno

visto primeggiare l’outsider Qualmio de Vandel (da Gobernador) tra

i 3 anni del Prix Albert Viel, il favorito Paddy du Buisson (da Achille)

nel Président de la Republique tra i 4 anni specialisti del montato

e, sempre alla sella, ma tra i 3 anni, Quincy Boy (da Kitko) nel Prix

d’Essai, con altro arrivo ad alta quota.

Testa a testa fra Ghibellino (Andreghetti) e Pitt Cade (Jean-Claude Hallais) nel Prix Foulard

Restando in ambito francese va segnalato l’ottimo traguardo di

Milord Drill (da Sanco Pancha) nel Prix de New York, primo appuntamento

di rilievo della riunione estiva ad Enghien: sabato 23

giugno l’allievo di Jean-Pierre Viel ha

sfondato sul penultimo rettilineo ed

ha tenuto a bada in retta d’arrivo alla

comunque buona progressione del

portacolori italiano (Alessandro Amorena)

Lejacque d’Houlbec. Per Milord

media di 1.13.8 con ultimi 500 metri

in 34.7.

Giugno, come detto, ha comunque

permesso ad altri tre italiani, oltre a

Going Kronos, di trovare modo di vincere

sulle piste europee. Il successo

più indicativo è stato quello del 4 anni

Gift Kronos, che a Charlottenlund, nel

già citato pomeriggio della Copenhagen Cup ha fatto lo scambetto

al molto considerato Russel November nella 4 års Eliten sui 2000

metri. Gift Kronos, che aveva già corso assai bene a Stoccolma nell’Elite

dei 4 anni sbagliando però al momento di concretizzare il suo

sforzo, è risalito velocemente in testa dalla seconda fi la per subìre

poi la pressione dell’altro tedesco Classic Grand Cru che in retta è

passato. Ma l’italiano, con in sulky Kolgjini, ha trovato la forza di

reagire e di rientrare al rivale e nel contempo di parare la puntata

del favorito Russel November.

Bello e indicativo il successo, colto a media di 1.13.6, di Grif Kronos

che ha una genealogia di primissimo livello, nascendo da Viking

Kronos e la campionessa indigena Zamia Fc.

Minor fortuna ha avuto, nel contorno della Copenhagen Cup, il 3

anni Iveri Lb, quarto nella 3 års Eliten risolta da Mars in 1.14.7 sui

2000.

Le altre vittorie italiane sono venute da Grip Kronos, che in Belgio

sulla pista di Tongres, con in sulky il suo nuovo allenatore Gunther

Loix, alla prima uscita dell’anno è andato a segno a media di 1.18.8

sui 2675 metri in un confronto dotato di 690 euro, e dal 5 anni Farifant,

emerso con l’estemporanea guida di Richard Denéchère, sulla

pista provinciale di La Rochelle-Chatelaillon (con fondo in scorie di

ferro), a media di 1.14.6 sui 2750 metri.

EZIO CIPOLAT

41


ATTUALITÀ

TOSCANI

PROFETI IN PATRIA

42

Nemo profeta in patria. Questa antica affermazione sentenzia che

raramente e comunque sempre con diffi coltà, si possono ottenere

dei successi, consensi o risultati di rilievo nel luogo in cui siamo

nati o dove stiamo vivendo. Le eccezioni però non mancano, e

giovedì sera 21 giugno ne abbiamo avuto la conferma alle Mulina.

Ha iniziato la serie Ilias Ors vincendo l’Etruria Filly: la svelta fi glia di

Zheyiang Cuef è nata come la madre sui verdi pascoli dell’Orsetta nei

pressi di Pisa, ed è qui che è sempre stata allenata e preparata per la

sua carriera di corse. Come possiamo notare Riccardo Targioni, che

ne è allevatore e proprietario, ha inteso ripetere con lei l’incrocio di

Uronometro in quanto Zheyiang Cuef (1.14 di record ed ¤ 75.000 di

somme vinte, da Supergill e Queen of the Sea) è sorella uterina del

derbywinner 1997, ed Ilias è come lui fi glia del compianto Lemon

Dra.

I protagonisti “in patria” con il delegato Anact Franceschi

(piatto in mano)

Quando si parte con delle basi di

genealogie importanti, i successi non

possono essere garantiti ma quasi, in

più la puledra è amorevolmente curata

come una regina da Nicola Mazzoni (il

caporazza che dopo averla vista nascere

non se ne è mai separato), coadiuvato

dalla supervisione e dalla regia di

Premiazione di Enrico Bellei

Holger Ehlert. L’allenatore tedesco,

che oramai tutti consideriamo uno di

noi in quanto da oltre un decennio vive in Toscana, dopo neanche

un’ora dalla vittoria nel Filly ha portato un’altro suo allievo a vincere

il premio Duomo, il 4 anni Algiers Hall, anche questi per i colori

toscani di Riccardo Targioni e Alberto Guarino.

L’americano arrivò in Italia nell’autunno scorso ed ha fatto penare

non poco il suo trainer, soprattutto per un noioso stato infl uenzale

che lo ha ripetutamente affl itto durante la primavera, ma una volta

risolto, il forte fi glio di Conway Hall ha vinto facilmente quella che

un tempo era una classicissima, che come è stato detto e ridetto più

volte vive ormai solo nel ricordo dei fasti di un tempo, però riesce

ancora a provocare nel cuore di noi

toscani un brivido di adrenalina.

Nell’occasione la tribuna era

gremita ed il ristorante non

aveva neanche un tavolo libero

e si è vista di nuovo tanta gente.

Merito anche di una perfetta

organizzazione dell’evento da parte

della Direzione dell’Ippodromo Algiers Hall e Enrico Bellei

fi orentino, che ancora ama

allestire serate di corse che non risultino fi ni a se stesse, ma opera

invece con l’intenzione di produrre vero spettacolo lavorando più

con l’ottica di un appassionato piuttosto che di un imprenditore.

L’Etruria non è sfuggito a Ideale Luis, nato in Campania, ma

allenato da quel Claus Hollman da parecchi anni in pianta

stabile a Migliarino Pisano. La vittoria del veloce fi glio di

Lemon Dra non è stata una sorpresa, salutata dall’urlo della

tribuna, facendo esclamare a qualcuno, avendo concluso il

tre anni al record della corsa di 1.13.5: “Siamo a Firenze o al

Meadowlands?”.

Tre cavalli “Toscani” a segno, gli allenatori due tedeschi

trapiantati in Toscana ed ormai naturalizzati italiani, la

vincitrice del Filly ed il vincitore del Duomo appartenenti alla

medesima scuderia. Per continuare sul tema della statistica

e dei numeri, il nostro Enrico nazionale ha portato al palo ben

due vincitori. Aver avuto tre vincitori di Gran Premi su tre in

una serata, nati o allenati nella nostra regione, due dei quali

interpretati da un driver toscano, un vanto per noi Toscani, da

Guinness dei primati.

Nel dopo-corsa immancabili i complimenti ad Enrico

Bellei: “Ti comunico - rivela il nostro interlocutore - che

ho la febbre a 39. Mio fi glio ha recentemente contratto la

varicella ed io, che da bambino non l’avevo avuta, sono stato

contagiato, costretto a letto per alcuni giorni. Mi sono alzato

esclusivamente per venire a correre e solo perchè non volevo

mancare stasera a questo appuntamento con il pubblico

fi orentino, ma ti assicuro che mi sento proprio male. Il merito dei

successi di questa sera non è mio ma di Holger (Ehlert) e di Claus

(Hollmann) che mi hanno affi dato soggetti fantastici ed in forma

perfetta. Ora ti prego di scusarmi ma mi devo far accompagnare

subito a casa perchè mi sento proprio distrutto”.

La conferma i segni evidenti sul viso e sulle braccia: ma se non

avesse avuto la febbre? Chissà…

DANIELE FRANCESCHI


44

ATTUALITÀ

LE DUE FACCE

DELL’ELITLOPP

Solvalla anche quest’anno ha proposto motivi tecnici a iosa,

ma svolgimenti molto poco appassionanti

Il weekend di Solvalla dell’Elitlopp - quest’anno andato in scena

sabato 26 e domenica 27 maggio - per gli appassionati di trotto è

un appuntamento imprescindibile, sia se si ha avuto la fortuna di

poterlo vivere in presa diretta (Stoccolma, in questo periodo, è

una gemma che riserva scoperte in ogni angolo di strada), sia se

ci è dovuti accontentare di seguirlo per interposta persona, dalle

immagine televisive (Equidia, il canale tematico francese ha offerto

un’ottima copertura, come sempre) o attraverso quanto riportato

dai servizi giornalistici. Imprescindibile, perché il fi ne settimana

dell’Elitlopp è la vetrina del trotto svedese e, più allargando, di

Il portacolori italiano (d’Hilly Farm) Citation ed Erik Adielsson controllano Red Chili Pirat, Mr Muscleman e Giant Superman nella seconda batteria

quello nordico; di un movimento che da ormai almeno trent’anni

è all’avanguardia - per investimenti e per riscontri tecnici - in

Europa. In due giorni si possono vedere all’opera le forze migliori,

si possono sondare le tendenze allevatorie, si possono scoprire

nuove strade per promuovere il nostro sport.

Il meeting dell’Elitlopp, quest’anno, ha rappresentato qualche cosa

di più, o per lo meno di nuovo, rispetto agli anni immediatamente

passati. Pur nella sua sostanziale fl oridezza, il trotto svedese non sta

vivendo uno dei suoi momenti migliori: come in Italia, sembra subire

la concorrenza di altre attrattive, il che si ripercuote sul movimento


di gioco e ancora di più sul

numero dei frequentatori degli

ippodromi. Il vanto dell’ippica

nordica era proprio quello di

saper ancora portare gente negli

ippodromi. Tendenza che negli

ultimi anni aveva conosciuto una

fl essione evidente.

Qualche cosa di nuovo, si diceva.

Sì, perché gli organizzatori di

Solvalla quest’anno hanno voluto

dare in maniera consapevole un

segnale di maggiore attenzione,

cercando di fare in modo che i dati

relativi al weekend dell’Elitlopp

potessero mostrare una inversione

di tendenza.

Inversione di tendenza che in

effetti, come vedremo, c’è stata,

anche se non in termini eclatanti.

Ma restiamo, al momento, in

ambito squisitamente agonistico,

perché al di là degli aspetti più

propriamente di marketing (linea

dedicata per i gagged, copertura

pubblicitaria a trecentossesanta

gradi) e di restyling (una parte del

settore scuderie, quelle riservate

all’accoglienza di proprietari, operatori

e professionisti, è stata rinnovata), si è

soprattutto puntato proprio sulla qualità

tecnica dell’avvenimento per cercare il

rilancio. Così si sono fatti ponti d’oro per

avere dall’America Mr Muscleman, il più

blasonato (anche se la sua parabola è ormai

discendente) tra i Free For All delle ultime

stagioni, al quale è stato contrapposto il

giovane asso Going Kronos, che al momento

è il trottatore più popolare di Svezia.

Poco importa che alla fi ne il successo

non sia andato né al castrone guidato

da Ron Pierce né al giovane italiano di

Lutfi Kolgjini, bensì al francese L’Amiral

Mauzun, che, se non proprio un outsider,

non rientrava tra i più attesi. Accanto ad

un Elitlopp di livello più che buono è stato

confezionato un contorno all’altezza, sicchè

il sabato della Sweden Cup ha portato

in tribuna 20.432 spettatori paganti e il

giorno dell’avvenimento clou 27.306 con

una buona percentuale di incremento

rispetto allo scorso anno. Positivi anche

i dati della raccolta gioco: sabato in tutta

la Svezia si sono scommessi sulle corse di

Solvalla 186.939.379 corone, domenica

Jean-Michel Bazire festeggia il successo nell’Elitlopp

101.804.437. Il volume maggiore del primo

giorno di meeting è dipeso dal fatto che al

sabato si può giocare la V75, la scommessa

più popolare e remunerativa che da sola

ha raccolto oltre 117 milioni di corone. Sul

fronte tecnico le cose sono andate

altrettanto bene: sabato 30

cavalli in azione hanno migliorato

il proprio record, numero che

si è elevato a 49 il giorno dopo.

Nella due giorni si sono poi

registrate 120 prestazioni in 2.00

o migliore, vale a dire da 1.14.6 in

giù. In questa sarabanda di dati,

anche gli italiani hanno fatto

la loro bella fi gura, capeggiati

dall’ormai solito (nel senso

che è un “abbonato” ai record)

Going Kronos, che nella batteria

dell’Elitlopp esprimendosi a

media di 1.10.2 ha realizzato il

nuovo primato per i 4 anni “made

in Italy”.

Peccato che Going, tra i più

attesi nell’Elitlopp di quest’anno,

nella citata eliminatoria abbia

subito l’affondo di L’Amiral

Mauzun (1.10.2 anch’esso) e

che in fi nale, pur correndo da

protagonista, si sia estromesso in

errore, lasciando campo libero al

francese guidato da Jean-Michel

Bazire, impostosi a media di 1.10

sull’americano Mr Muscleman (stesso

tempo) che era sfi lato al comando in poche

battute. Il castrone di Ron Pierce, una volta

al comando, ha poi contenuto la pressione

di Going che ha pagato a caro prezzo la sua

Jean-Michel Bazire vincendo la fi nale dell’Elitlopp è entrato nel ristretto club dei guidatori che hanno vinto anche Amérique e Lotteria

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46

intraprendenza. Uno svolgimento che ha

messo sul classico piatto il successo al

portacolori del conte de Sonneville, una

volta ancora implacabile nell’affondo

fi nale. Sesto all’epilogo Frullino Jet,

1.10.9 la sua media che si era guadagnato

l’accesso in fi nale come quarto in 1.10.6

nella batteria vinta proprio da L’Amiral.

Poca fortuna, per aver incontrato

un duro percorso esterno, nell’altra

eliminatoria da parte di El Nino, quinto

con vittoria dell’americano di scuderia

italiana (d’Hilly Farm) Citation a media

di 1.10.7.

Il weekend di Solvalla, come detto, ha

proposto una serie di esiti tecnici di

notevole spessore. Sabato, Exelon Lb

è uscito a testa alta dalla Sweden Cup,

secondo sia in batteria sia in fi nale,

1.11.2 la sua misura nell’atto conclusivo,

all’epilogo del quale l’allievo di Paolo Leoni ha cercato l’aggancio

a Jaded, emerso a media di 1.10.9. Per il portacolori di Lorenzo

Mion un secondo posto che rappresenta la migliore prestazione di

un cavallo nato in Italia in questo confronto di buon spessore che

da ormai trent’anni fa da “aperitivo” all’Elitlopp. La due giorni di

Solvalla ha proposto tante altre buone corse.

Sabato si è messa in mostra, da favorita, Riva del Sole nella

Ghiaccio del Nord ed Enrico Bellei seguono Benny Palema sul traguardo della Fyraåringseliten

Sul traguardo della fi nale dell’Elitlopp L’Amiral Mauzun (Jean-Michel Bazire), all’esterno, ha ragione di Mr Muscleman (Ron Pierce)

Stoeliten per le femmine che è stata l’unica della giornata ad

essere in grado di spostare dalla coda a traguardo ancora lontano

e di imporsi alla grande, senza alcun imbarazzo a media di 1.11.5

sul miglio, misura che rappresenta il nuovo record per questa fi glia

di Gentle Star; mentre il francese Milord de Melleray ha vinto il

tradizionale appuntamento con la maratona dell’Harpen Hanovers

Lopp, 1.13.4 sui 3180 misura di livello mondiale, nella quale

non hanno fi gurato gli italiani Dalshan As e Dishmar. Domenica,


Sul palo della Sweden Cup Jaded (Orjan Kihlstrom) controlla un eccellente Exelon Lb (Paolo Leoni) L’Amiral Mauzun (Jen-Michel Bazire) sopravanza Going Kronos (Lutfi Kolgjini)

oltre all’Eltlopp, sono andate in

scena la serie di “Elite”, che da

alcuni anni a questa parte danno

vigore al contorno. Tra i maschi

di 3 anni, l’attesissimo Adrian

Chip (uno che ha come obiettivo

l’Hambletonian) ha trovato

sulla sua strada Artistic As, un

Malabar Man anch’esso con alle

spalle una carriera americana,

che ha prevalso a media di

1.12.6 sui 1609, migliorando di

quattro decimi di secondo il suo

vertice d’oltre oceano. Di ottimo

interesse le due prove per i 4

anni.

Tra le femmine, la normanna

Popinée de Timbia (con Thierry Duvaldestin, già a segno il giorno

prima con Milord de Melleray), alla prima uscita fuori dai confi ni

Successo e primato mondiale (1.13.4 sui 3180 metri) per Milord de Mellerai

Trainer e driver partecipanti alla due giorni di Solvalla nel momento della presentazione ai presenti sulle tribune

francesi, ha mostrato qualità e

velocità imponendosi per distacco

a media di 1.12.2 sulla breve. Tra i

maschi il nostro Ghiaccio del Nord

(1.13.1) ha fatto la sua parte, ma in

arrivo non è riuscito ad agganciare

Benny Palema, 1.12.8 (record

della corsa eguagliato) con Guida

America, quarto (1.13.3).

L’aspetto tecnico, come sempre, si

è pertanto mantenuto altissimo.

C’è però una considerazione da

fare: a Solvalla la posizione di

lancio è essenziale ai fi ni del

risultato. Lo si era sempre notato,

ma quest’anno è stato ancora più

evidente. Di più, a parte Riva

del Sole che ha dato spettacolo muovendo con altro passo da

lontano, gli altri vincitori hanno risolto o da leader o da immediati

attendisti. In parole povere, le corse pur se

tecnicamente molto valide sono apparse

molto poco appetibili come spettacolo. Leif

Berggren, incontrato a Solvalla, ci ha dato una

sua personale interpretazione, che secondo

noi centra in pieno il problema: “Anche in

Svezia - spiega il trainer che ormai da noi è

un’istituzione - si utilizzano sempre più i

catch-driver che non hanno alcun interesse a

dare battaglia, in quanto anche un piazzamento

porta soldi nelle loro tasche. È un modo per

spartirsi la torta.

Tutti sono contenti, anche proprietari e in fi n

dei conti pure i giocatori, però sicuramente

le corse hanno perso molto del loro appeal.

Luci e ombre di una realtà, quella svedese,

che ha comunque sempre qualche cosa da

insegnarci.

EZIO CIPOLAT

47


PRIMO PIANO

CESENA

TORNA L’ESTATE

48

“Ouverture” venerdì 29 giugno, madrina la bellissima Elena

Santarelli, e subito l’entusiasmo romagnolo per i cavalli

invade la pista del Savio, un mix di adrenalina, agonismo,

mondanità, festa e divertimento che per tutta l’estate sarà

la griffe dell’ippodromo di Cesena.

39 serate piene di iniziative coinvolgeranno pubblico di

tutte le età fino al gran finale del 1 Settembre, con il LXXIII

Campionato Europeo.

Il Gran Premio Federnat, la prova più sentita dalla

categoria dei “puri”, inaugura venerdì 6 luglio gli eventi

ippici di cartello, con i gentlemen d’Italia che il giorno

dopo affronteranno anche un contesto internazionale. Si

continua sabato 28 luglio con il Gran Premio Città di Cesena,

venerdì 3 agosto il Gran Premio Calzolari, il 4 il Gran Premio

Riccardo Grassi ed il 29 il Gran Premio Criterium Romagnolo

Le Budrie. E le Tris sia in luglio che in agosto: in Romagna

attirano il pubblico quasi quanto i gran premi.

Ormai alla 13ª edizione, il prestigioso Superfrustino-Trofeo

Repubblica di San Marino, si correrà il 3 e 17 luglio ed il 7 agosto,

con Finalissima il 17 agosto.

“Salta in Sulky” è l’iniziativa più ispirata, e viene riproposta a

L’Ippodromo del Savio, anche lo scorso anno, non ha risentito nell’affl uenza del pubblico

La intraprendente Alessia Ventura non ha fatto mancare la sua presenza nella serata delle Lady Trotto

grande richiesta dopo il successo strepitoso dello scorso anno:

tutti coloro che desiderano provare l’ebrezza di partecipare a

una corsa come un vero driver potranno prenotarsi, per vivere

un’emozione unica seduti al fianco di un guidatore

professionista. Poi, sempre restando nelle attrazioni

più strettamente ippiche, c’è l’HippoTram, il trenino

con il quale si possono visitare le scuderie dei cavalli

da corsa, ed il Pony Club, dove i bambini si cimentano

nel “battesimo della sella”, fra un gioco e l’altro nel

Baby Park con i suoi coloratissimi gonfiabili, l’emozione

delle Minimoto nel “pistino” ed il salto dalla torre del

Free Fall.

Novità con il punto di scommesse sportive Sisal MatchPoint,

poi la nuova sala delle

Slot Machine.

E quest’anno anche

l’HippoBingo scende in

pista: con il Bingolone,

tutti i sabati alle

ore 23 gli spettatori

dell’ippodromo potranno

tentare la fortuna non

solo scommettendo sulle

corse ma giocando a Protagonisti del “Salta in Sulky”


Sul palco dei vincitori Alessandro Gocciadoro, dopo aver conquistato il Superfrustino, viene festeggiato dagli altri fi nalisti, da Roberto Brischetto, Alba e Tomaso Grassi

Bingo! Si potrà seguire la partita dal maxischermo con collegamento

in diretta dalla sala HippoBingo.

Ma il divertimento dell’ippodromo del Savio è davvero a tutto

tondo, ed ogni sera diverse iniziative faranno da corollario alle

nove corse al trotto: il martedì Giocolandia, tante animazioni

per i bambini; mercoledì La notte delle Donne con omaggi ed

ingresso gratuito a tutto il pubblico femminile, serata legata

anche a Lady Trotto, e da agosto anche Sapori d’Italia dove per

Tomaso ed Alba Grassi con Roberto Sacchetti e Roberto Andreghetti alla presentazione dell’Europeo

quattro mercoledì si potranno scoprire squisitezze e tradizioni

del territorio nazionale; il venerdì è la volta de Le bellissime

della Tv che saranno a contatto col pubblico per rispondere alle

domande più irriverenti e firmare autografi. Il sabato torna

l’appuntamento con Sapori e Tradizioni, con le specialità ed

il gusto della Romagna. Per chi ama scrivere e comunicare c’è

l’iniziativa “Fatti leggere all’ippodromo”: gli SMS scorreranno

sul maxischermo e tutti potranno leggere pensieri ed emozioni

di una serata all’Ippodromo.

Serate piacevolissime da trascorrere anche ai tavoli

dei tre ristoranti a bordo pista: Trio e Dai Campioni,

con cucina tipica e pizzeria, monitor sui tavoli e

megaschermo per seguire le corse, ed il Green

Paddock con le sue ricette di mare. E nella Galleria

accanto al ristorante Dai Campioni, attraverso

documenti, cimeli e pezzi d’epoca si potrà rivivere la

storia del Campionato Europeo.

E per concludere alle ore piccole, tutte le sere e fino

a tarda notte, l’HippoBingo offrirà ancora occasioni

di vincita nella sala più grande e più bella della

Romagna.

Ippodromo del Savio: notti mai tutte uguali!!!

LUIGI SANGREGORIO

(ha collaborato

Savina Sabattini

Ufficio Stampa Cesenatetrotto)

49


PRIMO PIANO

MONTEGIORGIO

STAGIONE

CALDA

50

Sembra tornare alle origini l’Ippodromo San Paolo di

Montegiorgio, quando negli anni settanta tutta l’attività

si risolveva nei mesi estivi di Luglio ed Agosto. A guardare

il calendario infatti si va all’antico per la stagione calda

dell’ippodromo marchigiano che comprime in sessanta giorni

i suoi eventi e la magia delle corse sotto le luci. Di tempo ne è

passato però da quando il San Paolo era un impianto rivierasco,

preda di turisti e di appassionati a tempo determinato, ora

quando si parla di Montegiorgio si intende uno dei principali

campi sia per gioco esterno che interno, oltre che di una


Società all’avanguardia sotto il profilo tecnico e televisivo.

Ciò che però non si sa molto è quanto Montegiorgio punti

ancora alla stagione estiva, un po’ per scelta un po’ per vezzo

mondano. È infatti inutile sottolineare come anche dalle parti

del centro adriatico una serata all’ippodromo di notte rimane

un fatto divertente e affascinante, soprattutto in Agosto

quando si è in piena stagione di ferie.

Jorma Kontio, novità del campionato guidatori

E così deve essere e sarà anche dal punto

di vista tecnico con la concentrazione

in Agosto degli eventi top come il Gran

Premio Marche per i tre anni indigeni, con

data Venerdì 19 Agosto, e soprattutto il

Campionato Italiano Guidatori Trotto la cui

finalissima è fissata per il 26 Agosto.

Il Campionato dei driver che negli anni ha

sempre più raccolto onori e prestigio e che

ha nell’eccezionale risposta di pubblico e

media il suo maggiore prestigio. Invariato

nella formula che prevede tre eliminatorie,

le semifinali fino ad arrivare ai migliori

dieci, tra le novità invece quest’anno la

presenza per la prima volta di Jorma Kontio

che si è guadagnato il diritto a partecipare

grazie ai tanti successi nei grandi premi

della stagione 2006. Avere un driver del

livello di Kontio nobilita la manifestazione,

soprattutto perché essendo un campionato

ufficiale, l’unico della sua categoria, non sono previste wild

card.

C’è poi il discorso promozione e spettacolo, ove si punterà

sicuramente a ripetere il grande successo della scorsa edizione,

quando nel giorno della finale l’ippodromo si è gremito di

pubblico fin dal pomeriggio grazie a concerti musicali, sfilate,

mostre varie. Un surplus che già ha il precedente sempre

attuale della Borsa di Studio per Giovani cantanti lirici “Livia

Mattii”. L’ippodromo come centro del mondo, in cui il cavallo,

la natura e lo sporto sono il piatto forte di un lungo e ricco

menù.

Questa la vocazione di Montegiorgio il piccolo grande

ippodromo pronto a lanciarsi nei due mesi estivi, come sempre

intensi di grande ippica.

MATTEO MUCCICHINI

51


52

RICORDI

UN MITO DI NOME

AURELIO

FRANCISCI

Addio a un gentleman, proprietario e allevatore d’altri tempi

Aurelio Francisci sulla pista di Tor di Valle abbracciato dal nipote Giampaolo Minnucci dopo la vittoria di Varenne nel Derby, affi ancati dall’ex Commissario Encat Massimo Gentile


La scomparsa di Aurelio Francisci ha toccato un po’ tutti, ma, in

particolare, gli appassionati più anziani, i “superstiti” di un’epoca

che non c’è più. I testimoni, e ancora ce ne sono, di quel trotto rinato

dopo gli eventi tragici della seconda guerra mondiale che si sviluppò

rapidamente, tanto da toccare vertici impensabili a quei tempi, ma,

a rifl ettere bene, sia pur con il senno di poi, possibilissimi, grazie

a quanto di buono era stato seminato negli anni ’30. E fu un’onda

lunga perché i benefi ci infl ussi sono vivi e vitali ancora oggi in

un allevamento, quello italiano, che è certamente diventato fra i

migliori del mondo.

Macuba, la cavalla acquistata in treno, vince ad Agnano (15 settembre 1954) il Premio Cattedrale

Nato nel 1911, Aurelio

si avvicinò al mondo del trotto

negli anni ’30-’40

Insomma fu un periodo pieno di entusiasmo e anche, perché no?, di

grande ottimismo. E fu un periodo fatto anche di grandi personaggi,

allevatori, guidatori, proprietari, quelli veri, e lui Aurelio, di questo

Aurelio Francisci viene premiato da Beppe Berti per conto di Ippodromi & Città

Aurelio Francisci e Yerma solitari sul traguardo del Premio Campania (25 ottobre 1959) ad Agnano

mondo fece parte a pieno diritto.

Nato nel 1911, Aurelio si avvicinò al mondo del trotto negli anni ’30-

’40 e se prese la licenza di gentleman solo nel 1947, lui, però, già

gravitava nell’ambiente, in particolare per la grande amicizia che

lo legava al prof. Primo Castelvetro, il “papà” dell’incrocio franco-

americano e colui che, in gran parte in bicicletta, fi nite le ostilità,

girò l’Italia del nord per recuperare le tante fattrici sequestrate e

poi abbandonate nelle campagne dall’esercito tedesco in fuga.

Già, Aurelio, rivelatosi poi grande come guidatore, tanto da essere

paragonato ai migliori professionisti, in realtà aveva una grande

passione per l’allevamento e lo dimostrò poi con i fatti.

La prima fattrice

del suo allevamento

fu Macuba, con

la quale Aurelio

corse e vinse

E la prima fattrice del suo allevamento fu Macuba, con la quale

Aurelio corse e vinse più volte e, come mamma, dette, fra gli altri,

Hitano e Saraceno che frequentò positivamente la prima categoria.

E l’acquisto di Macuba è legato ad un episodio colorito che ben si

inquadra nello spirito dell’epoca.

Ci ha raccontato tutto Umbertino Francisci. A quei tempi, erano i

primi anni ’50, il trotto romano si svolgeva in gran parte sull’asse

Roma-Napoli, i due ippodromi gestiti dalla Villa Glori-Agnano,

l’autostrada non c’era e ci si spostava in treno, a gruppetti. Uno

di questi gruppi era formato da Ugo Bottoni, Adriano Andreani

ed Aurelio Francisci e qualche altro amico a rotazione. In treno

qualcosa bisognava fare e, così, le due ore circa del viaggio le si

passavano a giocare a carte, briscola, scopa e tressette, di cui i tre

erano grandi appassionati. Manco a dirlo, però, vinceva sempre

Aurelio e il compagno di turno. Finché un giorno il Comm. Andreani,

titolare dell’allevamento Ambro, chiese ad Aurelio di far coppia

fi ssa con lui.

Ma facciamo un passo indietro. Aurelio, da tempo, aveva messo

l’occhio su Macuba di proprietà della scuderia Ambro, aveva chiesto

ad Andreani di vendergliela, ma aveva sempre avuto risposta

negativa. E Aurelio, che stravedeva per questa cavalla, colse al volo

l’occasione e gli disse che avrebbe accettato di far coppia fi ssa con

53


54

Umberto Francisci e la grigia Melena “tenuti per mano”, dopo la vittoria (è il 27 luglio 1971), da papà Aurelio. L’ippodromo è quello di Follonica

lui, ma doveva vendergli Macuba. A quel punto Andreani accettò,

fecero il prezzo - 500 mila lire – Aurelio tirò fuori i soldi e, mentre il

treno viaggiava, Macuba passò ai colori della Scuderia Brunella. Così

il comm. Andreani si stancò di vincere a briscola, scopa e tressette

e Aurelio di vincere in pista. E in allevamento.

Un altro episodio

legato ad Aurelio,

più vicino ai nostri giorni:

in Toscana correva

una certa Sartia…

Storie d’altri tempi, storie belle del trotto che fu. Ma c’è un altro

episodio legato ad Aurelio, più vicino ai nostri giorni, anche se

si tratta degli anni ’80. In Toscana correva una certa Sartia della

Scuderia Kyra, una fi glia di Oriolo e Salvia, quest’ultima mezza

sorella di Sfax, madre, tra gli altri, del classico Scellino. Ad Aurelio

piaceva da morire. Un giorno Sartia correva a Montecatini in una

reclamare e siccome, sia Aurelio che Umberto correvano a Roma,

mandarono un amico al Sesana perché mettesse la busta. A questo

signore, però, la cavalla non piacque, e la busta non la mise.

Quando Umberto, nel tardo pomeriggio, seppe cosa era successo,

prese la macchina, andò a Montecatini e raggiunse Nello Bellei

che non ne voleva sapere di venderla. Alla fi ne, però, l’acquisto

fu fatto e Sartia passò ai Francisci ed Aurelio vinse diverse

corse fra le quali un centrale a Follonica. Poi passata in razza, di

distinse subito con Deteyero ed Elvezio. Ma Sartia piaceva anche

al Boricchi dell’allevamento Castelluccio, sigla Caf, che, tramite

un intermediario, propose l’acquisto ad Aurelio. La risposta fu un

secco no. Boricchi, però, non si

arrese e chiese ai Francisci di

fare loro il prezzo. E Aurelio,

con la chiara intenzione di non

venderla, chiese 50 milioni più

il diritto di rimanere l’allevatore

del primo prodotto che sarebbe

nato, dato che Sartia era

gravida di Sharif di Iesolo. La

risposta, agghiacciante, fu si

e Sartia passò all’allevamento

Castelluccio e fu un affare.

Sul momento, per i Francisci,

alla lunga, per il Boricchi.

Sartia, che avrebbe poi dato

numerosi cavalli da corsa, fra

i quali il classico Marlon Caf,

esordì subito con Gizzy, poi

“ribattezzata” Gizzy Caf, il

prodotto di cui era gravida al

momento dell’acquisto. E Gizzy

in razza è stata meravigliosa

con una lunghissima serie di

prodotti tutti da corsa fra i quali Rudy Caf, Ursus Caf, Vol Au Vent

Caf, Balla coi Caf e Columbus Caf.

Aurelio gentleman

dalle grandi

capacità di guida

degne di un professionista

di rango

Certo Aurelio, che tra l’altro allevò anche la classica Dalia, va

ricordato soprattutto come gentleman dalle grandi capacità di

guida degne di un professionista di rango, un improvvisatore

come pochi. Il re di Villa Glori e poi di Tor di Valle, vincitore di

sei Frustini d’Oro nella categoria, di Cinque Campionati Italiani e

di una Targa d’Oro e, complessivamente, di 445 corse in carriera

che, considerati i tempi, erano un numero molto rilevante. Aveva

la guida nel dna, capiva al volo le caratteristiche del cavallo che

gli veniva affi dato e lo faceva rendere al massimo. Per lui non

esistevano cavalli diffi cili.

E una delle vittorie che più gli piaceva ricordare era quella ottenuta,

agli inizi degli anni ’60, in un centrale romano con Rubello per i colori

della Valserchio, quelli di Crevalcore. E la premiazione in pista fu

effettuata dalla bellissima Anna Moffo, la famosa cantante titolare

della Scuderia Cantachiaro. Per Lui una serata indimenticabile. E a

noi piace ricordarlo così, felice dopo una vittoria di fronte al suo

pubblico romano.

ANTONIO BERTI


56

PRIMO PIANO

RECENTI ACQUISIZIONI SULLA DIAGNOSI

E PROFILASSI DELLE PRINCIPALI

MALATTIE GENETICHE DEL CAVALLO

CENNI SULLE

MALATTIE GENETICHE

Una malattia genetica viene determinata da una modifi ca del DNA,

il materiale genetico presente in tutte le cellule. L’informazione

genetica totale o genoma è divisa in un numero specifi co di cromosomi,

i quali sono trasmessi mediante i gameti alla generazione

successiva secondo le leggi di Mendel. Il DNA pur essendo uguale

in tutte le cellule di un individuo viene espresso solo in una quantità

limitata nei diversi tessuti e organi (espressione selettiva).

Le malattie genetiche possono essere classifi cate in tre grosse categorie:

singoli geni mutati ad ampio effetto, malattie multifattoriali

e malattie citogenetiche.

MALATTIE MONOGENICHE

O DISORDINI MENDELIANI

Le malattie genetiche monogeniche sono determinate da una mutazione

(modifi ca della sequenza nucleotidica del DNA) di un singolo

gene ad ampio effetto. L’espressione fenotipica di questi caratteri

è regolata dalle leggi di Mendel. Questo studioso, per primo, nel

1860, formulò l’ipotesi che il fenotipo differisce dal genotipo e che

quest’ultimo, nel caso più semplice, è determinato da due alleli

trasmissibili alla progenie. Lo studio del pedigree, e se disponibile

il test genetico, consentono di identifi care il tipo di malattia e il

rischio di trasmissione dei geni da una generazione a quella successiva.

Se la malattia genetica è determinata da uno o pochi geni

e il meccanismo di trasmissione ereditaria è regolata dalle leggi di

Mendel possiamo distinguere le seguenti categorie:

1 - malattia autosomica dominante

2 - malattia autosomica recessiva

3 - malattia dominante legata al sesso

4 - malattia recessiva legata al sesso.

Nella tabella 1 vengono riportate alcune regole per determinare la

probabile causa genetica.

CARATTERI

COMPLESSI

O MULTIFATTORIALI

Queste malattie genetiche sono in genere poligeniche (in quanto i

caratteri interessati sono regolati da diversi geni con effetto additivo)

e complesse in relazione al modello multifattoriale (genotipo

+ ambiente) di espressione dei geni e di trasmissione ereditaria.

L’espressione fenotipica della malattia varia, in questo caso, in relazione

all’interazione tra il genotipo dell’animale e alcuni fattori

ambientali quali l’alimentazione,

TABELLA 1 – ALCUNE REGOLE PER

DETERMINARE LA TRASMISSIONE

EREDITARIA

MALATTIE AUTOSOMICHE DOMINANTI

ogni animale che presenta un certo genotipo ha un genitore

con quel fenotipo

non si manifesta preferenzialmente in un sesso

metà della discendenza eredita il carattere

MALATTIE AUTOSOMICHE RECESSIVE

se la malattia è rara (è il caso più frequente) l’animale può

essere il solo (nell’albero genealogico) a possedere il gene

se la malattia è frequente ci possono essere casi di malattia

in entrambi i lati dell’albero genealogico

si evidenziano spesso dei salti generazionali

non si manifesta preferenzialmente in un sesso

MALATTIE DOMINANTI ASSOCIATE AL SESSO

maschi ammalati accoppiati con femmine normali trasmettono

la malattia a tutta la discendenza di sesso femminile ma

non ai maschi

se la malattia è rara la frequenza delle femmine ammalate è

il doppio dei maschi

una femmina ammalata (Aa) accoppiata con un maschio normale

trasmette il carattere a metà dei fi gli maschi e femmine

testare il rapporto atteso 1:1 tra i fi gli ammalati e normali

MALATTIE RECESSIVE ASSOCIATE AL SESSO

la malattia non è presente in tutte le generazioni

tutti i fi gli di due genitori ammalati evidenziano la malattia

la frequenza della malattia è più bassa nelle femmine (circa

la radice della frequenza dei maschi)


il management, l’esercizio

fi sico, ecc.La suscettibilità

a una data

malattia viene espressa

mediante una scala di

valori che consentono di

classifi care in maniera

soggettiva il suo livello

di espressione e un valore

soglia oltre il quale

si manifesta (fi gura 1).

Nella fi gura viene riportato

anche il modello di

dominanza con penetranza

incompleta che

può essere confuso con il

modello multifattoriale.

DISORDINI

CROMOSOMICI

TABELLA 2

PRINCIPALI MALATTIE DETERMINATE DA GENI SINGOLI MUTATI

CID (Combined

immunodefi ciency disease:

Immunodefi cienza

complessa ereditaria)

Paralisi periodica

ipercaliemica

Dal esame strutturale

dei cromosomi non è

possibile evidenziare modeste è aberrazioni che coinvolgono minime

modifi cazioni all’interno dei singoli geni.Tuttavia, se è stata

modifi cata la posizione di diversi geni, queste aberrazioni possono

essere individuate all’analisi citogenetica. Queste grosse alterazio-

MODELLO GENETICO SINTOMATOLOGIA EPIDEMIOLOGIA TEST GENETICO

autosomico recessivo Ridotta sintesi

immunoglobuline

e linfociti

Morte entro 6 mesi

autosomico dominante

presenza di 2 alleli

(letale) presenza di 1

allele (normale)

Overo bianco letale Autosomico recessivo

cromosoma 3 e 22

FIGURA 1

MODELLI DI TRASMISSIONE GENETICA.

A) gene dominante con penetranza incompleta

B) modello multifattoriale

Andatura particolare,

saltellante, tremori

e paralisi temporanee

date da miotonia

I puledri evidenziano

aberrazioni a livello dei

gangli nervosi intestinali

che impediscono

la digestione

Metabolismo polisaccaridi Autosomico recessivo Intolleranza allo sforzo

anche di lieve entità

dovuto al difetto del metabolismo

polisaccaridi

Purosangue arabo

Apalosa (alcuni casi)

incidenza 2-3%

ni possono avere diverse conseguenze come la morte fetale dell’individuo

con aborto spontaneo. La valutazione citogenetica viene

eseguita attraverso l’esame dei cromosomi dei linfociti circolanti.

METODI DI DIAGNOSI

a) Raccolta delle informazioni epidemiologiche ambientali e cronologiche

Un valido aiuto per identifi care una malattia genetica ereditaria

consiste nella raccolta sistematica di tutte le informazioni epidemiologico

riguardanti la sua comparsa e incidenza.

b) Analisi pedigree

Le analisi dell’albero genealogico, basate sulle leggi mendeliane,

servono a stabilire la causa genetica e a prevedere il probabile grado

di rischio alla nascita di nuovi individui. I concetti di dominanza

e recessività espressi da Mendel derivano dall’espressione fenotipica

e non dai meccanismi molecolari dell’eredità. Esaminando

gli alberi genealogici e tracciando su un grafi co l’incidenza della

malattia in una popolazione imparentata è possibile identifi care in

maniera semplice e inequivocabile uno dei quattro modelli di eredità

possibili (tabella 1).

c) Accoppiamento di prova (test cross)

L’analisi del pedigree consente di individuare quali animali sono

omozigoti dominanti (AA) o recessivi (aa) per un dato carattere.

Non è, invece, sempre possibile individuare, semplicemente sulla

base della genealogia, quali animali sono eterozigoti (Aa) per un

gene recessivo e quindi portatori. Per identifi care in maniera certa

il genotipo di un riproduttore, viene utilizzato un particolare tipo

di accoppiamento detto test cross. Il sospetto che un animale sia

un carrier, nasce dall’osservazione nella popolazione di un aumen-


Quarter Sì

Quarter Sì

Quarter No

57


58

TABELLA 3

PRINCIPALI MALATTIE MULTIFATTORIALI

RHA Predisposizione

genetica alla

rabdomiololisi

MODELLO GENETICO SINTOMATOLOGIA EPIDEMIOLOGIA

Multifattoriale Evidenziano con

maggiore frequanza

irrigidimento muscolare

dopo sforzo

Criptorchidismo Multifattoriale Mancata discesa di uno

o di entrambi i testicoli

Osteocondrosi Multifattoriale Ritardo

dell’ossifi cazione

endocondrale con artriti

e frammenti di ossa

nelle articolazioni

to dell’incidenza di una particolare malattia. In questo test, un riproduttore

da valutare viene accoppiato con un animale omozigote

recessivo. Nell’applicazione di questo modo, se l’animale è un portatore

abbiamo il 50% di probabilità che i fi gli manifestino la malattia.

Se invece, l’animale è omozigote dominante, tutti i fi gli che

otteniamo sono normali. Il calcolo delle probabilità ci indica che se

7 fi gli sono normali, il riproduttore testato non è eterozigote con il

99% di probabilità.

Se l’omozigote recessivo è letale viene utilizzato un animale eterozigote

da cui sono già nati alcuni fi gli che hanno manifestato la

malattia. In questo caso, però sono necessari 16 fi gli normali per

escludere il caso che si tratti di un eterozigote.

L’utilizzo pratico di questo test nell’allevamento dei cavalli, caratterizzati

da una bassa effi cienza riproduttiva, prevede il mantenimento

di una mandria di animali omozigoti recessivi (che hanno già

manifestato la malattia) e il loro accoppiamento con i riproduttori

da testare.

d) Screening genetico

I caratteri qualitativi, come ad esempio il colore del mantello, sono

stati utilizzati per generazioni dagli allevatori come marcatori visivi

nella selezione delle principali razze allevate. Attualmente, questi

marcatori sono stati sostituiti dai marcatori genetici che sebbene

non abbiano un effetto visibile diretto possono essere facilmente

identifi cati con diversi metodi di laboratorio. La genetica molecolare

permette di superare i problemi legati ai caratteri infl uenzati dai

fattori ambientali perché fornisce gli strumenti per analizzare la variabilità

genetica direttamente a livello di DNA. Le tecniche utilizzate

nell’ambito della biologia molecolare consentono di identifi care

in maniera molto precisa un determinato gene:

1 - Il gene che determina una data malattia è noto ed è stato sequenziato.

Il test viene eseguito in laboratorio per la presenza/assenza

di una determinata variante allelica.

2 - Il gene che determina una data malattia non è noto ma è associato

ad un gene marcatore. Il test viene eseguito in laboratorio per

la presenza/assenza del gene marcatore. Questi geni, in genere,

identifi cano dei marcatori anonimi che non hanno alcuna funzione

codifi cante.

I marcatori genetici sono un importante strumento di lavoro per lo

studio e caratterizzazione delle popolazioni animali. Consentono,

infatti, di stabilire quali alleli sono presenti a livello individuale o

di gruppo. I marcatori genetici, per essere effi -

caci, devono presentare alcune caratteristiche:

a) si trasmettono in modo mendeliano semplice;

b)sono facilmente identifi cabili mediante un

esame di laboratorio; c) presentano codominanza

(il genotipo dei soggetti eterozigoti è

identifi cabile direttamente dal fenotipo)

Trovano impiego anche nei seguenti casi:

- studiare i sistemi di incrocio;

- determinare il fl usso genico;

- costruire mappe geniche;

- individuare un QTL (gene che codifi ca per un

carattere quantitativo);

- identifi cazione di un animale;

- identifi cazione dei genitori;

- identifi cazione delle famiglie

I principali marcatori molecolari utilizzabili nello studio delle malattie

genetiche dei cavalli sono:

- Elettroforesi

- RFLP (Restriction Fragment Lenght Polymorphism), enzimi endonucleasi

di restrizione;

- Microsatelliti

- Mappatura del genoma

Quarter Purosangue

(5%)

Quarter Purosangue

Trottatore Cavallo da

sella Incidenza 5-10%

Cavallo da sella

Trottatore

Elettroforesi di proteine - I primi marcatori molecolari utilizzati nello

studio delle malattie genetiche furono le proteine, generalmente

enzimi solubili, anche noti come allozimi. Nell’elettroforesi delle

proteine una parte, o l’intero organismo, viene omogeinizzata in

una soluzione tampone. Dopo l’elettroforesi l’enzima viene visualizzato

su gel mediante la sua specifi cità con il substrato. I marcatori

molecolari che consentono di esaminare direttamente le variazioni

delle sequenze nucleotidiche del DNA furono disponibili solo alla

fi ne degli anni 70. Le prime ricerche applicate sugli animali furono

effettuate con marcatori biochimici e immunologici. Successivamente,

vennero utilizzati gli enzimi di restrizione (RFLP).

Enzimi endonucleasi di restrizione (RFLP ) - Il cambiamento di una

base identifi cato da un’enzima di restrizione non sempre è resposabile

di una malattia genetica o di un dato fenotipo ma in genere

è neutra e quindi senza alcuna conseguenza funzionale. Raramente

la digestione di un enzima di restrizione identifi ca una mutazione.

L’ereditabilità degli alleli RFLP segue le leggi di Mendel per cui gli

enzimi di restrizione più utili sono quelli per i quali la maggior parte

degli individui sono eterozigoti. Con questa tecnica, un campione

di DNA è incubato con enzimi di restrizione che lo tagliano in piccole

sequenze specifi che dette siti di restrizione. Se i siti di restrizione

sono poco frequenti nel 41 Tabella 3 Principali malattie multifattoriali

Modello genetico Sintomatologia Epidemiologia RHA Predisposizione

genetica alla rabdomiololisi Multifattoriale Evidenziano

con maggiore frequanza irrigidimento muscolare dopo sforzo

Quarter Purosangue (5%) Criptorchidismo Multifattoriale Mancata

discesa di uno o di entrambi i testicoli Quarter Purosangue Trottatore

Cavallo da sella Incidenza 5-10% Osteocondriosi Multifattoriale

Ritardo dell’ossifi cazione endocondrale con artriti e frammenti di


ossa nelle articolazioni Cavallo da sella Trottatore 42 campione di

DNA, i frammenti generati dal taglio saranno grandi e, formeranno

bande che migreranno poco durante l’elettroforesi. Se i siti di

restrizione sono più frequenti nel campione, il DNA sarà tagliato in

frammenti più piccoli che migreranno più rapidamente nel gel.

PCR - La maggior parte delle tecniche che usano marcatori molecolari

sono basate sulla reazione a catena della polimerasi (PCR, Polymerase

Chain Reaction), una tecnica che ha rivoluzionato l’intero

campo della genetica. La PCR è una tecnica semplice e automatizzata

per produrre molte copie di uno specifi co frammento di DNA. A

tal scopo, si sintetizzano dei piccoli oligonucleotidi (lunghezza da

20 a 30 basi), complementari alle due estremità di un determinato

frammento da amplifi care che vengono utilizzati come primers (inneschi)

per la sintesi di DNA. I primers sono, quindi, miscelati al

campione di DNA da analizzare, alla DNA-polimerasi (che catalizza

la sintesi del DNA) e ad un eccesso dei quattro nucleotidi (A,T,C e

G). Tale miscela viene quindi sottoposta a ripetuti cicli di:

1) denaturazione del campione di DNA in fi lamenti singoli che fungono

da stampo nella reazione di sintesi;

2) legame (annealing) dei primers ai suddetti fi lamenti;

3) sintesi di nuove copie del DNA tra i due primers.

Microsatelliti - Gli RFLP sono stati sostituiti negli anni 90 da altri

marcatori, i microsatelliti che possono essere facilmente analizzati

utilizzando la tecnica della catena a reazione della polimerasi

(PCR). Lo sviluppo dei microsatelliti ha consentito un notevole progresso

nei metodi di analizzare il genoma. Questi marcatori sono

caratterizzati da un numero variabile di ripetizioni di sequenze di

1-5 nucleotidi e sono altamente informativi grazie al loro elevato

numero di alleli (polimorfi smo). In genere i microsatelliti si trovano

in regioni anonime del DNA, cioè regioni che non hanno una funzione

nota. Altre caratteristiche di questi marcatori sono:

- codominanza (eterozigote riconoscibile);

- visualizzazione risultati mediante l’elettroforesi (gel di acrilamide).

I microsatelliti vengono utilizzati nelle seguenti applicazioni:

- stima del fl usso genetico tra popolazioni;

- variabilità genetica tra ed entro popolazioni;

- effetti dell’ibridazione;

- analisi del pedigree;

- mappatura del menoma.

La mappatura del genoma viene utilizzata per identifi care i loci

responsabili della variabilità genetica quantitativa (QTL) e i geni

maggiori cioè a largo effetto. Il concetto generale di identifi cazione

dei geni responsabili di una malattia genetica si basa sulla presenza

di disequilibrio di associazione tra gli alleli di geni marcatori e

quelli del gene di interesse. Il grado di disequilibrio tra il marcatore

e il gene dipende in modo non lineare dalla loro distanza e,

in parte, dal tipo di popolazione che si analizza. Sono, in genere,

utilizzate due strategie per l’identifi cazione questi geni: 1) scansione

del genome 2) gene canditato. Con la scansione del genoma

si analizza tutto il genoma dell’animale, tipizzando un certo numero

di marcatori informativi. L’effi cacia di questo metodo dipende dal

numero di marcatori che sono tipizzati, dal numero di alleli di questi

marcatori, dallo schema sperimentale e dal numero di animali analizzati.

L’approccio del gene candidato si basa sull’ipotesi che alcuni

geni, in base alla loro funzione fi siologica e biochimica, possano

infl uenzare direttamente un carattere di interesse.

FRANCESCA COSTA

(Libero professionista)

EDO D’AGARO

Dipartimento di Scienze Animali

Facoltà di Medicina Veterinaria di Udine

Via S. Mauro 2, 33010 Pagnacco (UD ) tel: 0432-650110;

fax: 0432-660614 e-mail: dagaro@dspa.uniud.it

GLOSSARIO DI GENETICA

ABERRAZIONE Una anormalità, associata generalmente al numero e a malformazioni

nei cromosomi. ACIDO NUCLEICO Molecole composte da purine, pirimidine,

carboidrati e acido fosforico, concentrate nel nucleo della cellula. ALLELE Un allele

è la variante di un gene. Alleli differenti allo stesso locus (in cromosomi omologhi)

contribuiscono in maniera differente al espressione di un carattere. Un individuo

porta due alleli per ogni gene (tranne che per gli alleli sul cromosoma X nei maschi),

ciascuno ereditato da ognuno dei suoi genitori. ALLELI CODOMINANTI Nessuno dei

due domina sull’altro (neanche parzialmente). Rappresenta l’eccezione alla legge

della dominanza di Mendel. ALLELI DOMINANTI Alleli che determinano il fenotipo pur

essendo presentì in singola copia (cioè, in un individuo eterozigote). ALLELI MULTIPLI

Una serie di alleli (maggiore di due) che occupa un locus su un cromosoma in una

popolazione. AMBIENTE Tutti i fattori esterni con i quali il genotipo dell’animale

interagisce per determinare il suo fenotipo.ANEUPLOIDIA Variazione nel numero dei

cromosomi che non interessa l’intera serie dei cromosomi, ma solo parte di essa.

ANTENATO Un individuo dal quale un animale è discendente. APLOIDE Riferito a una

cellula con un solo set di cromosomi. ASSOCIAZIONE – LINKAGE Situazione nella quale

due geni sono situati sullo stesso cromosoma ad una distanza che non consente

l’indipendenza. Il tasso di associazione misura la frequenza alla quale i due geni

restano uniti durante la gametogenesi. AUTOSOMI Tutti i cromosomi ad eccezione dei

cromosomi sessuali (eterocromosomi) e che sono tra loro simili in entrambi i sessi.

CARATTERE Una caratteristica o qualità distinguibile. Caratteri Legati al Sesso Caratteri

che sono infl uenzati da geni situati sui cromosomi sessuali. CARATTERI QUALITATIVI

Caratteri determinati da pochi geni con distinzione netta tra i fenotipi. Sinonimo di

caratteri Mendeliani. CARATTERI QUANTITATIVI Caratteri determinati da molti geni

(poligeni) con mancanza di distinzione netta tra i fenotipi. CODOMINANZA Un tipo

di azione genica nella quale due o più alleli esibiscono approssimativamente eguale

espressione. Assenza di dominanza completa tra alleli.CROMOSOMA Uno dei diversi

fi lamenti relativamente lunghi che si trovano nel nucleo della cellula; i cromosomi

sono fatti di proteine e DNA e portano i geni. CROMOSOMI OMOLOGHI I cromosomi

si presentano in coppie pressoché identiche, uno trasmesso dal padre ed uno dalla

madre. CROMOSOMI SESSUALI Una coppia di cromosomi presente negli animali e che

determina il sesso dell’individuo. LOCUS Un locus è una regione sul cromosoma dove

un dato gene è situato. Negli animali diploidi, un locus consiste di due siti occupati da

un gene ereditato da ogni genitore. MARCATORE ASSOCIATO Un marcatore associato è

un marcatore genetico che è associato ‘linked’ ad un QTL o gene maggiore.MARCATORE

GENETICO Un marcatore genetico è una sequenza del DNA che è diversa tra animali e

può essere esaminato facilmente in laboratorio. MUTAZIONE Un cambiamento nella

sequenza della coppia di basi nella molecola del DNA e risultante nella formazione di

un allele.NUCLEOTIDE L’unità base del DNA consta da una base organica, uno zucchero

pentoso, ed un fosfato. NUCLEO La porzione della cellula che porta i cromosomi e

quindi il materiale ereditario. OMOZIGOTE Un omozigote è un individuo che ha due

alleli identici al locus interessato. PEDIGREE La lista degli antenati di un individuo.

La defi nizione è spesso estesa ad includere gli animali che sono parenti collaterali

dell’individuo. POLIGENI Due o più (generalmente molti, e con effetto cumulativo)

coppie di alleli che infl uenzano un singolo carattere. PORTATORE Riferito ad un

individuo che esprime un carattere dominante, ma che porta anche il gene recessivo.

PROBABILITÀ Espressione matematica in relazione alle frequenze con le quali eventi

specifi ci possono o non possono presentarsi. PROGENIE I fi gli di un individuo. QTL

(Locus per un Carattere Quantitativo) - Quantitative Trait Locus Un locus è una regione

nel genoma che può comprendere diversi geni, uno o più dei quali infl uenzano il

carattere. RECESSIVO Riferito ad un gene la cui espressione può essere modifi cata o

soppressa dall’allele dominante.

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rimondini.assicurazioni@libero.it


AVVENIMENTI

GRAN PREMI

AVERSA – Sabato 26 maggio

AVERSA – Sabato 26 maggio

GAETANO STABILE Gr. II

GAETANO STABILE-FILLY Gr. III

¤ 66.000, metri 1660

¤ 33.000, metri 1660

1. ISLE OF TINO m.s. 3 Uronometro e Tea Simon (Host Of Waverly). 1. ISIDE BI f.b. 3 Lemon Dra e Usa di Jesolo (Dance Marathon).

Allev.: Pasquale Tommaseo. Prop.: sc. Golfo dei Poeti (1660 A. Allev.: az.agr. Biasuzzi. Prop.: sc. Gina Biasuzzi (1660 A. Guzzinati)

Lombardo) 1.15.5

1.15.2

2. Idalgo Jet (1660 P. Esposito jr) 1.15.5; 3. Igor Liis (1660 G. Ruocco) 1.15.9; 4. Igor 2. Immensite (1660 R. Vecchione) 1.15.3; 3. Ilias Ors (1660 Santo Mollo) 1.15.4;

d’Asolo (1660 V.P. Dell’Annunziata jr) 1.16; 5. Ipertornado (1660 N. Merola) 1.16.1. 4. Irente (1660 S. Di Vincenzo) 1.15.7; 5. Isabella (1660 N. Merola) 1.16.2.

BOLOGNA – Sabato sera 2 giugno

PREMIO REPUBBLICA Gr. II

¤ 66.000, metri 1660

1. ALGIERS HALL m.b. 4 Conway Hall e American Wish (American

Winner). Allev.: in Usa. Prop.: sc. San Giuliano (1660 E. Bellei) 1.13.3

2. Fotoboy Diamant (1660 G. Biendl) 1.13.6; 3. Filipp Roc (1660 D. Nuti) 1.13.7; 4. Tikal

(1660 M. Schambeck) 1.14.1; 5. Favonio Rl (1660 P. Leoni) 1.14.8.

TRIESTE - Domenica 3 giugno

PREMIO PRESIDENTE DELLA

REPUBBLICA Gr. II ¤ 75.000, metri 1660

1. GRUCCIONE JET m.b. 4 Pine Chip e Petite Victory (Valley Victory).

Allev.: Domenico Toniatti. Prop.: az.agr. Laura Baldi (1660 L. Baldi) 1.15.5

2. Georgia Bi (1660 R. Andreghetti) 1.15.7; 3. Guendalina Bar (1660 E. Baldi) 1.15.7; 4.

Gingerace Atc (1660 P. Romanelli) 1.15.8; 5. Gloria Gainor (1660 R. Vecchione) 1.16.1.

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62

NAPOLI – Sabato sera 9 giugno

PREMIO REGIONE CAMPANIA Gr. II

¤ 99.000, metri 2100

1. GRUCCIONE JET m.b. 4 Pine Chip e Petite Victory (Valley Victory). Allev.:

Domenico Toniatti. Prop.: az.agr. Laura Baldi (2100 L. Baldi) 1.13.2

2. Pat d’Urzy (2100 A. Guzzinati) 1.13.7; 3. Grande Armee (2100 E. Bellei) 1.13.8; 4. Gambling Bi

(2100 M. Monopoli jr) 1.14; 5. Ghiaccio del Nord (2100 R. Vecchione) 1.14.3.

NAPOLI – Domenica sera 10 giugno

PREMIO CITTÀ DI NAPOLI Gr. I

¤ 165.000, metri 2100

1. ISMOS FP m.b. 3 Uronometro e Udometre (Solomon Hanover).

Allev.: allev. Rio Grande. Prop.: sc. Tecnica nella Luce (2100 E.

Bellei) 1.15.1

2. Ilaria Jet (2100 R. Andreghetti) 1.15.2; 3. Idalgo Jet (2100 P. Esposito jr) 1.15.2;

4. Ivory As (2100 M. Baroncini) 1.15.2; 5. Invader As (2100 M. Esper) 1.15.4.

NAPOLI – Domenica sera 10 giugno

PREMIO CITTÀ DI NAPOLI-FILLY Gr. II ¤ 66.000, metri 1600

1. IOSS COURT SM f.b. 3 Toss Out e Croquet Court (Baltic Speed). Allev.: sc. Del Baronetto. Prop.: sc. Mondial Sport (1600 W. Wewering) 1.14.6

2. Immensite (1600 E. Bellei) 1.14.7; 3. Ishtar Ans (1600 G. Minnucci) 1.14.9; 4. Iena Ok (1600 P. Esposito jr) 1.15.1; 5. Ianina King (1600 G. Ruocco) 1.15.2.


FIRENZE – Giovedì sera 21 giugno

PREMIO ETRURIA Gr. II

¤ 66.000, metri 1660

1. IDEALE LUIS m.b. 3 Lemon Dra e Volperossa Luis (Park Avenue Joe).

Allev.: allev. Luise. Prop.: sc. Orlando Stable (1660 E. Bellei) 1.13.5

2. Il Sogno Kyu (1660 Santo Mollo) 1.14.1; 3. Ice Tea (1660 M. Biasuzzi) 1.14.1;

4. Igor Liis (1660 Gl. Cicognani) 1.14.5; 5. Inghels (1660 S. Mattera jr) 1.14.8.

FIRENZE – Giovedì sera 21 giugno

PREMIO DUOMO Gr. II ¤ 66.000, metri 1660

1. ALGIERS HALL m.b. 4 Conway Hall e American Wish (American

Winner). Allev.: in Usa. Prop.: sc. San Giuliano (1660 E. Bellei) 1.13.4

2. Filipp Roc (1660 D. Nuti) 1.14; 3. Fotoboy Diamant (1660 G. Biendl) 1.14.1;

4. Straightup (1660 P. Leoni) 1.14.1; 5. Muscle Bound (1660 R. Andreghetti) 1.14.2.

FIRENZE – Giovedì sera 21 giugno

PREMIO ETRURIA-FILLY Gr. III

¤ 33.000, metri 1660

1. ILIAS ORS f.b. 3 Lemon Dra e Zheyiang Cuef (Supergill). Allev.: sc.

San Giuliano di R. & C. Targiani. Prop.: sc. San Giuliano (1660 Santo

Mollo) 1.14.6

2. Ieanine Cam (1660 R. Andreghetti) 1.14.8; 3. Irish Rose (1660 R. Vecchione) 1.14.9;

4. Iside Bi (1660 A. Guzzinati) 1.14.9; 5. Iride King (1660 G. Pistone) 1.15.

63


64

ROMA – Venerdì sera 29 giugno

PREMIO TINO TRIOSSI Gr. I

¤ 300.300, metri 2100

1. GHIBELLINO m.b. 4 Pine Chip e Special Caf (Sharif di Iesolo).

Allev.: T.R.G.F. di Garito Antonio.

Prop.: sc. T.R.G.F. (2100 R. Andreghetti) 1.12.7

2. Simb Chaplin (2100 M. Nieminen) 1.12.7; 3. Gorniz (2100 E. Bellei) 1.12.9;

4. Giuseppe Bi (2100 M. Biasuzzi) 1.13; 5. Gaston Bi (2100 H. Wewering) 1.13.3.

BATTESIMO DEL PONY

La serata del Gran Premio Tino Triossi è stata anche l’occasione per

una divertente festa dedicata a tutti i bambini in compagnia dei

simpaticissimi animatori di “Acchiappafeste”. “Battesimo del pony”,

giochi, animazione e balli per tutti i piccoli ospiti nell’area Parco Giochi

dell’Ippodromo dove lo Yearling Club Tor di Valle ha organizzato la serata

di premiazione e festa annuale Yearling 2007. Tutti i bambini presenti

hanno potuto avere il loro primo contatto con i pony, sotto l’attenta

e scrupolosa guida degli istruttori FISE, per provare l’emozione di

cavalcare e guidare i piccoli campioni del trotto di Tor di Valle, Billy The

Kid, Trono Svarten, After Eight, Smedens Fanfar.

ROMA – Venerdì sera 29 giugno

PREMIO ANTONIO CARENA Gr. II

¤ 77.000, metri 1600

1. GRANDE ARMEE f.b. 4 Muscles Yankee e Bahama (Coktail Jet).

Allev.: allev. sc. Bolgheri.

Prop.: sc. Famalù (1600 E. Bellei) 1.12.8

2. Georgia Bi (1600 R. Andreghetti) 1.12.8; 3. Guendalina Bar (1600 E. Baldi) 1.12.9;

4. Gironda As (1600 G. Lombardo jr) 1.13.3; 5. Galà By Pass (1600 A. Guzzinati) 1.13.4.

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