01.06.2013 Views

ALLEGATO 5 Antonietta de Pace a fumetti.pdf - Istituto Professionale ...

ALLEGATO 5 Antonietta de Pace a fumetti.pdf - Istituto Professionale ...

ALLEGATO 5 Antonietta de Pace a fumetti.pdf - Istituto Professionale ...

SHOW MORE
SHOW LESS

Create successful ePaper yourself

Turn your PDF publications into a flip-book with our unique Google optimized e-Paper software.

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>...<br />

...un’Italiana<br />

a cura <strong>de</strong>l settore grafico<br />

I.I.S.S. “A. <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>” - Lecce


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

C’è chi fa la Storia e chi la subisce.<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong> appartiene alla categoria straordinaria <strong>de</strong>gli eroi consapevoli.<br />

A Lei è <strong>de</strong>dicata questa biografia illustrata ed animata, frutto <strong>de</strong>l lavoro <strong>de</strong>i nostri giovani grafici<br />

pubblicitari che hanno scelto di realizzarla utilizzando modalità avvincenti e tecnologie avanzate:<br />

il fumetto per coinvolgere i lettori di qualunque fascia d’età e l’animazione per attrarre i più<br />

piccoli.<br />

Lo scopo è quello di trasmettere un messaggio positivo di entusiasmo e impegno, nel lavoro e<br />

nella vita.<br />

E se la nostra vita può cambiare, TUTTO può cambiare!<br />

Prof.ssa Maria Gabriella <strong>de</strong> Judicibus<br />

Referente Area Comunicazione<br />

Prof.ssa Ornella Garrisi<br />

Referente Area Successo Formativo<br />

<strong>Istituto</strong> d’Istruzione Secondaria Superiore “A. De <strong>Pace</strong>” - Lecce<br />

Dirigente Scolastico Prof.ssa Giuseppa Antonaci<br />

Direttore S.G.A. Claudio Pezzuto<br />

Vicaria Prof.ssa Piera Ligori<br />

Progetto POF “<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana”<br />

Anno scolastico 2010-2011<br />

Realizzazione Grafica e impaginazione classe VB settore Grafico-Pubblicitario<br />

Illustrazioni Lucia Aralla<br />

Elaborazione cromatica Matteo Toraldo<br />

Esperta montaggio vi<strong>de</strong>o e animazione Antonella Clodomiro<br />

Esperto editoria e progettazione grafica Francesco Zarcone<br />

Testo <strong>de</strong>lla narrazione Prof.ssa Maria Gabriella <strong>de</strong> Judicibus<br />

Consulenza documentale-archivistica dott.ssa Sara Cerullo, dott.ssa Daniela De Lorentiis<br />

Progettazione e coordinamento <strong>de</strong>l percorso Prof.ssa Ornella Garrisi


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

L’eroina salentina <strong>Antonietta</strong> De <strong>Pace</strong>, nativa di Gallipoli, rappresenta, nel<br />

quadro patriottico italiano, una figura emblematica di donna coraggiosa e<br />

“diversa” che ha fatto <strong>de</strong>lla lotta per l’unità <strong>de</strong>llo Stato italiano contro i<br />

retaggi di un regime vessatorio nei confronti <strong>de</strong>i più <strong>de</strong>boli, la ragione <strong>de</strong>lla<br />

propria vita.<br />

“<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>… un’Italiana” è una storia illustrata a <strong>fumetti</strong>,<br />

frutto <strong>de</strong>ll’entusiastico lavoro di ricerca-azione di allievi ed allieve <strong>de</strong>l<br />

settore grafico-pubblicitario guidati da docenti esperte nell’ambito <strong>de</strong>lla<br />

comunicazione creativa e <strong>de</strong>lla transcodificazione multimediale.<br />

Il lavoro, pubblicato e diffuso grazie anche al patrocinio ed al contributo<br />

<strong>de</strong>ll’Ufficio <strong>de</strong>lla Consigliera di Parità <strong>de</strong>lla Provincia di Lecce, <strong>de</strong>l Comune<br />

di Gallipoli e <strong>de</strong>lla Pro Loco di Lecce (UNPLI) ha una duplice finalità:<br />

valorizzare la figura di <strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>, in quanto Donna e valorosa<br />

“combattente” e far conoscere alle “generazioni future”, coinvolgendole<br />

in prima persona, un pezzo importante <strong>de</strong>lla Storia italiana, perché, come<br />

la stessa <strong>de</strong> <strong>Pace</strong> ha sostenuto rivolgendosi ai ragazzi: “Noi abbiamo fatto<br />

l’Italia, voi dovete conservarla, lavorando per farla prospera e gran<strong>de</strong>”.<br />

Siamo onorati di poter diffon<strong>de</strong>re attraverso un’elaborazione in cui diversi<br />

linguaggi si intersecano per produrre “arte”, la memoria luminosa <strong>de</strong>ll’eroina<br />

alla quale il nostro istituto è intitolato.<br />

Ella ha creduto, antesignana <strong>de</strong>ll’emancipazione femminile, nella cultura<br />

e nell’istruzione come uniche armi <strong>de</strong>mocratiche in grado di cambiare<br />

veramente la società, dopo ed oltre le singole battaglie che hanno<br />

caratterizzato il nostro Risorgimento.<br />

In un tempo segnato dall’incertezza, dall’individualismo e dalla precarietà,<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong> suggerisce la strada da percorrere, quella <strong>de</strong>lla ricerca<br />

attiva <strong>de</strong>i valori più profondi su cui fondare il rinnovamento <strong>de</strong>lla società<br />

civile: giustizia, cooperazione, rispetto reciproco; istruzione e cultura che<br />

sostanzino una cittadinanza consapevole.<br />

La Dirigente scolastica<br />

Prof.ssa Giuseppa Antonaci<br />

1


2<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Chiunque avrà modo di raccogliere e leggere questa missiva,<br />

rammenti ai suoi contemporanei<br />

che questa terra amata e compianta,<br />

fertile e disperatissima,<br />

è “libera” oggi anche grazie ad <strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>.


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Portici, 4 aprile 1882<br />

“Ho il tormento di non aver portato<br />

a compimento l’opera mia perché è<br />

un soverchio di forza che mi si richie<strong>de</strong><br />

e il mio fisico, ma non ancor più ‘l mio<br />

cuore, non reggono più dopo tanto lottare<br />

e tanto soffrire. Mi consola il poco che<br />

ancora riesco a fare: il mio impegno<br />

per i miseri che ancora son di gran<strong>de</strong><br />

lunga più numerosi <strong>de</strong>i possi<strong>de</strong>nti, e<br />

in special modo i miei sforzi acchè<br />

le donne abbiano un’istruzione.<br />

Solo attraverso la cultura possono<br />

isperare di riscattare la propria<br />

condizione sociale!<br />

3


4<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Gallipoli è lontana; rammento l’agosto<br />

<strong>de</strong>llo scorso anno e mi pare l’ultima volta<br />

che li occhi abbiano goduto <strong>de</strong>lla pesca<br />

notturna nelle acque prospicienti al castello!


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Rivedo trascorrer l’esistenza mia come in<br />

una vertigine: ero bambina fortunata, figlia<br />

di Gregorio De <strong>Pace</strong>, banchiere e sindaco<br />

<strong>de</strong>lla città e di “donna” Luisa Rocci Girasoli,<br />

donna dalle origini e dai modi aristocratici,<br />

stimata da tutti.<br />

5


6<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Crebbi bella e fiera, intollerante <strong>de</strong>lle ingiustizie sociali e già a tredici anni dovetti<br />

dolorosamente avve<strong>de</strong>rmi <strong>de</strong>lle turpi condizioni <strong>de</strong>i contadini che lavorano nelle nostre<br />

campagne di Ugento: la malaria, il tifo, la tisi sono le malattie più diffuse dovute alla<br />

presenza di paludi infette (il plasmodium malariae veicolato nel corpo <strong>de</strong>lle povere<br />

vittime <strong>de</strong>lla puntura <strong>de</strong>lla cru<strong>de</strong>le anofele…), alla mancanza di acqua potabile<br />

sostituita dall’acqua putrescente <strong>de</strong>lle cisterne, alle condizioni igieniche precarie<br />

aggravate da una ben magra alimentazione…<br />

Non mi regge ancora l’animo al pensiero <strong>de</strong>i bambini spesso orfani in tenera età<br />

(quando riescano essi stessi a sopravvivere alle malattie ed alle privazione) proprio<br />

come Vincenzo Veltrò, un bimbo ammalato di malaria la cui madre <strong>de</strong>ce<strong>de</strong>tte per la<br />

malattia ed il cui padre morì pescando in alto mare a Torre San Giovanni; Vincenzo<br />

era come un animaletto inselvatichito, abbandonato al suo <strong>de</strong>stino e mi guardava con<br />

certi occhi… occhi che parlano per chi sa ascoltare e chiedono giustizia, pietà, amore!


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Mi sembravano terribili sventure quelle che ren<strong>de</strong>vano così dura la vita alla<br />

mia gente, sventure aggravate dall’ingiustizia sociale e dall’indifferenza<br />

di coloro che dovrebbero avere a cuore le sorti <strong>de</strong>l popolo… ancora<br />

adolescente, venni a contatto con un episodio che mi portò ad intervenire<br />

in prima persona in difesa <strong>de</strong>i <strong>de</strong>boli e dagli oppressi: una donna,<br />

Tonina, <strong>de</strong>tta “La donna Del Pilone”<br />

viveva al pari di una belva ferita a causa<br />

<strong>de</strong>l marito che la costringeva a stare fuori<br />

da casa dove lei si era costruita un riparo<br />

con tavole e canne e spesso la bastonava<br />

selvaggiamente, dandole da mangiare<br />

i propri rifiuti che lei non riusciva a<br />

masticare per lo stato <strong>de</strong>plorevole <strong>de</strong>i suoi<br />

poveri <strong>de</strong>nti.<br />

Non riuscivo a passare da lì senza<br />

regalarle ogni volta qualcosa che potesse<br />

servire se non altro a farla sentire<br />

meno isolata: vestiti, <strong>de</strong>l cibo e, nella<br />

mia innocenza di fanciulla, persino<br />

un temperino per tagliuzzare il cibo e<br />

poterlo ingollare.<br />

Con quel coltello però, la donna<br />

aggredì ed uccise il marito e la<br />

mia vita ne fu sconvolta.<br />

7


8<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Nei giorni che seguirono,<br />

torturai invano la mia<br />

mente, meditando su che<br />

cosa si sarebbe potuto fare<br />

per evitare la tragedia,<br />

per evitare anche i presupposti<br />

stessi di quella tragedia e mi<br />

posi in animo di studiare Legge<br />

per poter lottare contro la<br />

miseria morale ed economica<br />

<strong>de</strong>lla società contemporanea e<br />

per dare voce a tanti <strong>de</strong>relitti,<br />

donne e bambini, privi di mezzi<br />

di sussistenza ed incapaci di<br />

reagire dinanzi all’ingiustizia<br />

sociale.<br />

Ma tristi e fosche questioni <strong>de</strong>l tutto personali si preparavano per me, poiché mio<br />

padre, uomo dalla tempra robusta, venne improvvisamente ed inesorabilmente<br />

spegnendosi, consumato da una malattia misteriosa, fino a spirare, lasciandoci<br />

nella disperazione e nella dolorosa scoperta <strong>de</strong>lla rovina finanziaria.<br />

Come vorrei cancellare dalla memoria quei giorni!<br />

Il sospetto <strong>de</strong>l tradimento di una persona cara, amata al pari di un fratello,<br />

in combutta con l’amministratore <strong>de</strong>i beni <strong>de</strong>lla mia famiglia, entrambi ritenuti<br />

possibili artefici di un crimine così orrendo!


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Per fare fronte al dramma economico e, nell’istesso tempo per cercare calore<br />

d’affetti, mi recai a Napoli, ospite di mia sorella Rosa e <strong>de</strong>l di lei consorte<br />

Epaminonda Valentino, <strong>de</strong>tto “Mino”, ar<strong>de</strong>nte mazziniano che mi introdusse<br />

nel circolo di quanti, ar<strong>de</strong>nti patrioti, cospiravano contro la tirannia<br />

borbonica e per la libertà <strong>de</strong>lla nostra amata patria.<br />

Coloro, inizialmente, rammento con indulgente affetto, non mi accettarono ma<br />

in seguito, può essere colpiti dall’insolito coraggio dimostrato da un giovine, mi<br />

consi<strong>de</strong>rarono parte integrante <strong>de</strong>l gruppo patriottico meridionale.<br />

Nel 1830 iniziavano i tentativi rivoluzionari <strong>de</strong>lla Giovine Italia che culminavano con<br />

la tragica morte <strong>de</strong>i fratelli Bandiera in Calabria, nel 1844, e nel 1848, io era sulle<br />

barricate, travestita da uomo, al fianco di Giuseppe Libertini affinché anche il Regno<br />

<strong>de</strong>lle due Sicilie go<strong>de</strong>sse <strong>de</strong>lla sospirata costituzione!<br />

9


10<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Essa fu concessa da Ferdinando II ma la nostra gioia fu di breve durata<br />

ché venne abrogata l’anno successivo con un <strong>de</strong>creto cui fece seguito una<br />

repressione durissima: venne arrestato anche Epaminonda che, tradotto<br />

nel terribile carcere <strong>de</strong>ll’Udienza, a Lecce, e rinchiuso nelle celle feti<strong>de</strong>, buie<br />

e senz’aria che caratterizzavano quel luogo di <strong>de</strong>tenzione morì per collasso<br />

cardiaco invocando l’aria…<br />

La sua dipartita e la sorda disperazione di mia sorella non si die<strong>de</strong>ro pace: sotto<br />

lo pseudonimo di Emilia Sforza Loredano mi sostituii a Epaminonda e rafforzai i<br />

collegamenti tra i mazziniani di Puglia e quelli <strong>de</strong>lle altre regioni italiane; io stessa<br />

intesi affiliarmi ad un gruppo mazziniano che faceva capo al tarantino Nicola<br />

Mignogna e lottai con tutte le mie forze e l’ardore <strong>de</strong>ll’anima contro i Borboni fino al<br />

momento <strong>de</strong>l mio arresto, avvenuto nel 1855.


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Fui segretata per 15 giorni, in uno stanzino di un metro quadrato, un loculo<br />

angusto e fetido nel quale era impossibile disten<strong>de</strong>re le membra e da dove venni<br />

impedita a muoversi financo pei miei bisogni <strong>de</strong>l cru<strong>de</strong>le commissario<br />

Campagna al quale non feci comunque niuna confessione.<br />

Tradotta in un tetro<br />

carcere femminile, ivi<br />

rimasi per quasi 2<br />

anni, durante i quali<br />

fui sottoposta a ben 46<br />

udienze che si conclusero<br />

con l’escarcerazione<br />

essendo tre giudici su<br />

sei, contrari alla pena di<br />

morte.<br />

11


12<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Quella esperienza prostrò il mio animo e il mio fisico oltre ogni dire ma<br />

nell’ottobre <strong>de</strong>l 1858, conobbi Beniamino Marciano, patriota bergamasco<br />

in esilio e tutte le mie pene si tramutarono in momenti di condivisa<br />

speranza e nascente corresponsione d’amorosi sensi.<br />

La forza di Beniamino, la sua fe<strong>de</strong> che era la mia stessa fe<strong>de</strong>, compirono il<br />

miracolo di farmi ritrovare me stessa e tutta intiera mi ridonai alla causa<br />

rivoluzionaria a cui da tempo ormai avevo consacrato la mia esistenza terrena!


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Raccolsi i fondi, armi ed a<strong>de</strong>sioni per<br />

Garibaldi l’uomo d’azione che sentivo<br />

avrebbe risolto la causa meridionale,<br />

diffusi il giornale “L’ordine”,<br />

stringendo amicizia con altre celebri<br />

e temerarie donne tanto da dare vita, a<br />

Napoli, ad un circolo caratterizzato dalla<br />

presenza femminile; e ricordo ancora<br />

il giorno <strong>de</strong>i funerali di Ferdinando II,<br />

quando giustificai il mio scialle rosso<br />

esibito al balcone: “… non è certamente<br />

ingratitudine non compiangere un re, il<br />

quale aveva permesso una donna innocente<br />

si tenesse diciotto mesi in prigione con<br />

interminabile processo e con requisitoria<br />

di morte!”<br />

Come dimenticare quei giorni a Salerno, quando Beniamino presie<strong>de</strong>va il comitato<br />

d’azione per la liberazione <strong>de</strong>l Regno e Garibaldi giunto qualche tempo dopo, mi<br />

disse dopo aver appreso <strong>de</strong>lla mia terribile esperienza: “Sono felice di essere venuto<br />

a spezzare le catene ad un popolo generoso, il cui governo non aveva rispettato<br />

nemmeno le donne!”<br />

13


14<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Il 7 settembre 1860, l’eroe <strong>de</strong>i due mondi fece il suo ingresso trionfante nella<br />

capitale <strong>de</strong>ll’ex regno di Napoli ed io, <strong>Antonietta</strong> De <strong>Pace</strong>, ero al suo fianco e per<br />

me, egli stesso <strong>de</strong>cretò testualmente: “Si accordano ducati 25 al mese, vita durante,<br />

ad <strong>Antonietta</strong> De <strong>Pace</strong>, per i danni e le sofferenze patite per causa di libertà”.<br />

L’anno dopo, ero a Torino, a ren<strong>de</strong>re l’estremo saluto a colui che consi<strong>de</strong>ro l’anima<br />

politica <strong>de</strong>l Risorgimento italiano: Camillo Benso conte di Cavour e poi eccomi<br />

nuovamente con le nobili e valorose compagne di battaglia ad adoperarci per la terza<br />

guerra di indipen<strong>de</strong>nza…


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Ah! Se il <strong>de</strong>stino potesse serbarci solo la vittoria dopo la battaglia! Nel corso<br />

di quella terribile guerra alla quale io stesso avevo contribuito, persi,<br />

colpito al petto, il figlio di Epaminoda Valentino, Francesco, da me<br />

amato al pari di un figlio.<br />

Garibaldi scrisse<br />

ancora: “Grazie a voi, grazie<br />

alle nobili vostre amiche.<br />

Degno <strong>de</strong>l vostro cuore è il<br />

generoso sussidio mandato<br />

ai miei compagni. Voi donne,<br />

interpreti <strong>de</strong>lla divinità presso<br />

l’uomo, molto già avete fatto<br />

per l’Italia: molto ancora<br />

dovete operare per l’avvenire.<br />

Molto confido nelle donne di<br />

Napoli. Vi accludo rispettori ed<br />

affettuosi saluti”.<br />

15


16<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Gli anni<br />

seguenti<br />

furono<br />

quelli <strong>de</strong>lla<br />

spinosa questione<br />

pontificia; Roma ed<br />

il papa non potevano<br />

essere “toccati” e senza<br />

incorrere nell’ira e nelle armi<br />

<strong>de</strong>i francesi di Napoleone III°.<br />

Solo dopo la guerra tra Prussia<br />

e Francia, dopo la <strong>de</strong>posizione<br />

<strong>de</strong>ll’imperatore francese, nel 1870,<br />

è stato possibile per i bersaglieri<br />

penetrare a Roma attraverso la breccia<br />

di Porta Pia e consentire l’annessione<br />

<strong>de</strong>llo Stato Pontificio al resto <strong>de</strong>l<br />

regno d’Italia…


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Fu l’ultimo sospiro, fu<br />

l’ultima battaglia:<br />

l’anno successivo il<br />

mio corpo ce<strong>de</strong>tte<br />

forse perché aveva<br />

ceduto l’anima mia<br />

e mi ammalai…<br />

Sento che oramai sono alla fine e quello<br />

che mi tormenta è il ve<strong>de</strong>re ancora tante,<br />

troppe ingiustizie in questa adorata terra<br />

mia, adorata e compianta…<br />

17


18<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Mi sovviene l’immagine di Gallipoli,<br />

<strong>de</strong>l mio Salento “finibus terrae” e<br />

penso di aver veramente dato tutto<br />

ciò che potevo alla mia patria; non<br />

rimpiango nulla, spero solo che il sacrificio<br />

perpetuo nel quale ha consunto la mia<br />

esistenza come la cera alla fiamma di una<br />

can<strong>de</strong>la, non sia stato vano: sappiate che<br />

tutto, sempre, è stato solo per Amore…”<br />

Addio!<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>


<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Le numerose iniziative promosse per le celebrazioni <strong>de</strong>l<br />

centocinquantesimo anniversario <strong>de</strong>ll’unificazione <strong>de</strong>l paese, hanno<br />

fornito una preziosa opportunità per riscoprire e ripensare ai protagonisti <strong>de</strong>l<br />

risorgimento salentino che avevano partecipato in prima linea alle vicen<strong>de</strong><br />

nazionali.<br />

Tali iniziative hanno restituito l’immagine di <strong>Antonietta</strong> De <strong>Pace</strong> quale donna<br />

estremamente mo<strong>de</strong>rna, esempio di una vita protesa al raggiungimento di<br />

nobili i<strong>de</strong>ali: unitari e indipen<strong>de</strong>ntistici, durante la sua giovinezza, volti alla<br />

diffusione <strong>de</strong>ll’istruzione popolare, nella maturità. Nell’epopea risorgimentale<br />

popolata da numerose figure maschili, <strong>Antonietta</strong> De <strong>Pace</strong> emerge con la forza<br />

<strong>de</strong>l suo impegno civile e <strong>de</strong>lla sua <strong>de</strong>dizione alla causa nazionale; animata<br />

da un profondo senso di giustizia sociale, di avversione verso ogni forma<br />

di sopraffazione, si distingue come donna non solo di pensiero ma anche di<br />

azione.<br />

In una realtà scolastica, qual è quella attuale, in cui allo studio <strong>de</strong>lla storia<br />

sono riservati spazi sempre più ristretti, un plauso va rivolto all’iniziativa<br />

promossa dall’<strong>Istituto</strong> intitolato alla memoria <strong>de</strong>lla patriota gallipolina, con<br />

cui quest’anno ho avuto il piacere di collaborare, sotto il coordinamento <strong>de</strong>lle<br />

docenti Maria Gabriella <strong>de</strong> Judicibus e Ornella Garrisi.<br />

La storia illustrata di <strong>Antonietta</strong> De <strong>Pace</strong> è quello che può essere <strong>de</strong>finito,<br />

infatti, un progetto trasversale poiché ha avvicinato gli stu<strong>de</strong>nti alla storia<br />

<strong>de</strong>l territorio contestualizzandola nella vicenda nazionale, ha dato loro la<br />

possibilità di esprimersi secondo le attitudini professionali ed ha individuato<br />

<strong>de</strong>i canali di comunicazione alternativi a quelli istituzionali, in grado di<br />

raggiungere con successo anche gli stu<strong>de</strong>nti più giovani.<br />

L’augurio è che tale iniziativa sia la prima di una lunga serie.<br />

* Dottore di Ricerca in Il Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo: territorio, istituzioni e società dal Medioevo all’Età Contemporanea<br />

<strong>de</strong>ll’Università <strong>de</strong>l Salento e docente <strong>de</strong>ll’I.I.S.S. “<strong>Antonietta</strong> De <strong>Pace</strong>” di Lecce nell’ambito <strong>de</strong>l progetto Diritti a scuola per a.s. 2010/11.<br />

Daniela De Lorentiis *<br />

19


20<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

Set fotografico nei laboratori di ripresa <strong>de</strong>lla scuola<br />

Elisa Bruno, fotografata da Gabriele Emiliano,<br />

interpreta la “nostra” <strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>, in abiti<br />

d’epoca disegnati dalle stagiste di Costumistica<br />

Teatrale <strong>de</strong>l settore Moda <strong>de</strong>ll’<strong>Istituto</strong><br />

Gallipoli, casa natale di <strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>


Un gruppo di autori al lavoro<br />

<strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong>... un’Italiana<br />

“Il nostro progetto in onore di <strong>Antonietta</strong> <strong>de</strong> <strong>Pace</strong><br />

è nato per commemorare i 150 anni <strong>de</strong>ll’unità<br />

d’Italia.<br />

Inizialmente non eravamo a conoscenza<br />

<strong>de</strong>ll’i<strong>de</strong>ntità <strong>de</strong>lla donna alla quale è intitolata<br />

la nostra scuola e <strong>de</strong>lla storia che si portava<br />

alle spalle, ma in questi mesi di ricerca ed<br />

elaborazione, ciascuno di noi ha potuto rivivere<br />

in prima persona gioie, dolori e battaglie <strong>de</strong>lla<br />

coraggiosa gallipolina che ha portato il contributo<br />

<strong>de</strong>l Salento all’Unità nazionale.<br />

Siamo fieri di Lei, una di noi, ed anche <strong>de</strong>l nostro<br />

lavoro”.<br />

Lucia, Matteo, Erica, Sonia,<br />

Angelo, Silvia, Michel, Clarissa, Stefania,<br />

Antony, Toni, Miriam, Agnese, Gianluca.<br />

21


Con il patrocinio di<br />

Comune di<br />

Gallipoli

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!