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Cocciopesto strutturale - Fornaci Briziarelli Marsciano

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<strong>Cocciopesto</strong> <strong>strutturale</strong><br />

Per il consolidamento<br />

di strutture voltate


Premessa<br />

Nella tradizione costruttiva italiana, anche per edifici di poca rilevanza storica, la presenza di archi o volte è molto ricorrente.<br />

Generalità<br />

Prima di qualsiasi intervento di recupero sulle volte lesionate, fondamentale è l’esigenza di capire se l’elemento orizzontale di<br />

copertura o di solaio va in crisi:<br />

• per eccesso di carico su di esso;<br />

• per un’errata distribuzione delle forze;<br />

• in conseguenza di movimenti dei piedritti di base;<br />

• a causa di cedimento della fondazione.<br />

Come sempre, allorché si parla di interventi di recupero di costruzioni, è una lettura del quadro fessurativo dell’intero complesso<br />

edile il punto di partenza; tutto questo per ottenere interventi di recupero mirati e realmente risolutivi dei problemi dello stabile.<br />

Un arco tradizionale deve il proprio funzionamento portante a uno schema statico di sole azioni di compressione, spingendo con<br />

due azioni uguali e simmetriche sulle due basi laterali (piedritti). Se per i più diversi motivi i piedritti non riescono a contrastare la<br />

spinta orizzontale ecco che sull’arco tradizionale si formano tre fessure: una in mezzeria dell’arco sul lato dell’intradosso e le altre<br />

due a circa 30° verso gli appoggi sul lato dell’estradosso.<br />

Una volta equilibrato il sistema di spinte della struttura ad arco (tramite formazione di contrafforti murari sui piedritti, messa in<br />

opera di tiranti metallici, realizzazione di frenelli in mattoni sugli archi e rinfianchi cellulari, aggancio della volta a sovrastrutture<br />

realizzate ad hoc) è possibile valutare degli interventi per ridare consistenza alle parti murarie.<br />

Tra di essi è possibile citare:<br />

• Reticoli di cuciture armate<br />

• Rinforzi con materiali compositi<br />

• Cappe collaboranti<br />

Questa ultima tecnica trova usualmente impiego quando:<br />

• l’incremento di carico associato alla realizzazione di una cappa armata collaborante non sia particolarmente dannoso per la<br />

struttura;<br />

• sia necessario apportare un irrigidimento dell’orizzontamento (che i compositi non riuscirebbero a garantire);<br />

• serva garantire una redistribuzione dei carichi su porzioni attigue della volta di caratteristiche disomogenee, garantendone un<br />

comportamento unitario e trasferendo efficacemente ogni azione in tutte le direzioni.<br />

Per eseguire il rinforzo mediante cappe armate si procede con:<br />

1. Puntellamento, svuotamento e stuccatura di lesioni<br />

2. Ancoraggio di spezzoni e fissaggio della rete<br />

3. Realizzazione della cappa<br />

I punti “deboli” della tecnica di intervento descritta consistono nella:<br />

• Massa apportata (17-18 Kg/mq/cm di spessore);<br />

• Perturbazione degli equilibri termo-igrometrici;<br />

• Necessità di eseguire perforazioni per inghisare gli spezzoni metallici di ancoraggio, perturbando il supporto in modo<br />

di fatto irreversibile;<br />

• Inapplicabilità su supporti dipinti (l’acqua che è necessario impiegare per miscelare la malta potrebbe trasportare<br />

sulle superficie intradossali eventuali sali, in grado di interagire chimicamente o meccanicamente con gli strati pittorici).<br />

La nostra soluzione<br />

In sostituzione delle tradizionali malte impiegate per realizzare cappe armate collaboranti, Kimia ha messo a punto un<br />

un nuovo sistema di rinforzo a base di cocciopesto, in collaborazione con la ditta FBM (<strong>Fornaci</strong> <strong>Briziarelli</strong> <strong>Marsciano</strong>) e<br />

con l’Ing. Stefano Biondini, che per primo ha ideato la miscelazione e l’applicabilità, utilizzandolo su un cantiere prototipo<br />

(volte di plafone della Chiesa di San Martino nel comune di Todi).<br />

Il prodotto scaturito da questa sinergia, TECTORIA COCCIOFORTE, è un raffinato mix di calce idraulica NHL a marchio<br />

CE, cocciopesto, fibre e leganti organici ecocompatibli, attenti alle istanze di adattabilità (meccanica ed igrometrica)<br />

con le preesistenze.<br />

Applicabilità anche su supporti dipinti all’intradosso:<br />

• Non impiega malte che possono rilasciare acqua.<br />

Rapidità di esecuzione:<br />

• Semplice miscelazione con betoniera da cantiere dei componenti forniti nei giusti dosaggi.<br />

• Facilità di posa (l’impasto, a consistenza terra umida, va posato, stesso e leggermente compattato, con riprese pressoché<br />

inesistenti, garantendo omogeneità e monoliticità dello spessore riportato).<br />

• La cappa deve essere semplicemente connessa ai muri perimetrali. Nel resto della superficie ricoperta, il funzionamento<br />

collaborante può essere affidato all’aderenza del sistema sul supporto: Tectoria Coccioforte offre resistenza sia<br />

a compressione e flessione che a trazione, dunque non è indispensabile posizionare reti metalliche e inghisare i relativi<br />

connettori.<br />

• E’ possibile realizzare nervature di irrigidimento con estrema semplicità.<br />

Rapidità di entrata in funzione:<br />

• Al contrario delle normali malte, che hanno bisogno dei canonici “28 giorni” per lavorare a pieno regime, Tectoria<br />

Coccioforte raggiunge le meccaniche finali già dopo 7 giorni.<br />

Efficacia e compatiblità:<br />

• Ridotto incremento dei carichi grazie ad un basso peso specifico<br />

(1,6 Kg/dmc).<br />

• Basso modulo elastico associato ad una ottima resistenza a compressione e flessione<br />

• Elevata permeabilità.<br />

• Effetto estetico gradevole grazie al cocciopesto con cui è caricata la resina;<br />

Reversibilità:<br />

• Tutto il sistema è posizionato senza alterare con fitti ancoraggi<br />

l’integrità della volta.<br />

• Può agevolmente essere rimosso previo trattamento termico.


Informazioni<br />

Comportamento del cocciopesto <strong>strutturale</strong> dopo il test di molteplici parametri:<br />

Peso specifico Resistenza meccanica<br />

Dimensioni Peso Peso specifico<br />

Provino 1 15x15x15 cm 5,573 Kg 1,65 Kg/dm 3<br />

Provino 2 15x15x15 cm 5,580 Kg 1,65 Kg/dm 3<br />

Provino 3 15x15x15 cm 5,326 kg 1,58 Kg/dm 3<br />

1,62 Kg/dm 3<br />

Supporto Tipo rottura Valore<br />

Provino 1 Mattone pieno mista<br />

adesiva/<br />

> 2,3 Mpa<br />

Provino 2 Mattone pieno<br />

coesiava<br />

> 2,6 Mpa<br />

> 2,4 Mpa<br />

Compressione Flessione Note<br />

A 1 giorno 20 Mpa 11 Mpa Dopo 1 giorno le<br />

resistenze sono già pari<br />

A 3 giorni 32 Mpa 13 Mpa<br />

A 7 giorni 38 Mpa 15 Mpa<br />

Adesione Esposizione ad alte temperature<br />

Case study<br />

Riferimenti<br />

FBM <strong>Fornaci</strong> <strong>Briziarelli</strong> <strong>Marsciano</strong> Spa<br />

Via XXIV Maggio 06055 <strong>Marsciano</strong> (Pg)<br />

Tel. (+39) 075.87461 - Fax. (+39) 075.8748990<br />

www.fbm.it - info@fbm.it<br />

Kimia SpA<br />

Via del Rame, 73 06134 Ponte Felcino Perugia<br />

Tel (+39) 075.5918071 - Fax (+39) 075.5913378<br />

e-mail info@kimia.it - www.kimia.it<br />

al 50% di quelle finali.<br />

A 3 gg il getto è<br />

pressoché maturato.<br />

Dimensioni Tempo Peso specifico<br />

Provino 1 5x5x5 cm 30’ Perdita di coesione con<br />

conseguente possibilità di<br />

Provino 2 5x5x5 cm 30’<br />

rimozione<br />

Provino 3 5x5x5 cm 30’<br />

Biondini & Corradi Associati Studio di Ingegneria e Architettura<br />

Ing. Stefano Biondini – Arch. Antonio Corradi<br />

Via dei Partigiani,6 06055 <strong>Marsciano</strong> (Pg), tel. (+39) 075 8749596<br />

Vicolo dei Magazzini ,3 06059 Todi (Pg), tel. (+39) 075 9476239<br />

Cantiere<br />

Chiesa di San Martino, comune di Todi<br />

Anno di esecuzione dei lavori:<br />

2011<br />

Progettista:<br />

Ing. Stefano Biondini<br />

Descrizione degli intercventi:<br />

Consolidamento volte di plafone della Chiesa, previa<br />

realizzazione di nervature di irrigidimento e cappa<br />

armata collaborante con la tecnica del cocciopesto<br />

<strong>strutturale</strong>.

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