Aprile 200 - Vita Ciociara

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Aprile 200 - Vita Ciociara

Vita Ciociara Anno 5° - Aprile 2009

rire giustificati alcuni dei limiti

sottolineati da qualche

studioso, tuttavia, ap- profondendo

l’opera del sacerdote

(soprattutto il cospicuo

materiale inedito), si deve

senz’altro ritenere che l’atmosfera

che promana da

molti dei suoi versi, ne testimonia

la liricità armonizzata

attraverso la compostezza e

luminosità delle forme classiche

che si pongono nel

solco del miglior neoclassicismo.

I risultati più apprezzabili

vengono raggiunti soprattutto

quando la materia poetica

riguarda le vicissitudini

dell’autore o della terra a lui

cara.

Per quanto attiene, invece,

alle opere storiche scritte in

italiano, lo stile, in taluni casi

eccessivamente mordace, la

debolezza di impianto metodologico,

l’incerta interpretazione

delle fonti, ne

oscurano spesso il valore,

nonostante gli indubbi pregi

narrativi e retorici.

Padre Pellissieri fu anche un

instancabile organizzatore di

gare poetiche ed accademie

letterarie, oltre che apprezzato

insegnante: il suo progetto

nel campo educativo,

finché rimase a Pontecorvo

(praticamente fino alla morte

avvenuta a Roma nel 1831),

gli permise di creare e sviluppare

un vivace centro di

studi umanistici e religiosi,

per molti aspetti unico, all’epoca,

nell’area aquinate.

Marco Sbardella

Un altro grande, siciliano di nascita

ma ciociaro di adozione, ci ha lasciato

E’ Giuseppe Bonaviri. Medico

cardiologo di professione

ma poeta e scrittore per

passione, Bonaviri era

poco conosciuto al gran de

pubblico, ma più volte entrato

nella rosa dei candidati

al premio Nobel. Si è

spento in quella «Terra ciociara

dai mille rigagnoli /

dal pane buono come seni

di donna / il viandante ammàlii

come tela di ragno /

che in un volute su se

stessa ritorna / Sotto canneti,

querce e castagni / il

ciclamino il capo reclina

sull'orma / di chi lo sogguarda,

e in vergogna /

ancor più si arrossa chiuso

nell'ombra...», come

scrisse nel testo di quell'Ode

alla Ciociaria, musicata

da Ennio Morricone

ed eseguita il 5 maggio del

2001 alla cerimonia di

inaugurazione della sede

del conservatorio Licinio

Refice, dopo una lunga

malattia. Appena una manciata

di giorni prima della

fa l’amministrazione comunale

di Catania gli aveva

conferito la cittadinanza

onoraria e l’università gli

aveva assegnato una laurea

honoris causa in Lettere.

La carriera di romanziere

inizia ne 1954 con "Il sarto

della strada lunga", che

aveva ottenuto grande

esito pubblicato da Einaudi.

Poi inizia il cammino verso

una scrittura fantastica,

sulle orme di Italo Calvino.

Nella sua opera è stato

sempre attento a cogliere la

dimensione magica e arcaica

della natura, con una

Sicilia mitica e misteriosa.

Nel 1954 esce “Il fiume di

Pietra" e nel 1969 la trilogia

"La divina foresta", nel

1971"Notti sull'altura", nel

1973 "L'isola amorosa". Il

suo lavoro più riuscito secondo

la critica è il romanzo

del 1978 "Dolcissimo" a cui

seguono nell’80 "Novelle

Saracene", nel ’83 "L'incominciamento",

nel 1988

"Dormisveglia", nel 1990

"Ghigò" e nel 2003 "Il vicolo

blu". Nel frattempo escono

anche le raccolte di poesie

"O corpo sospiroso" (1982),

"L'asprura" nel 1986, "I ca-

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valli lunari" nel 2004. Nel

2006 ha pubblicato "Autobiografia

in do minore". Nel

2007 si è raccontato nel documentario

"Bonaviri" ritratto

di Massimiliano

Perrotta. I suoi libri sono

stati pubblicato soprattutto

da Rizzoli ma anche Mondadori

e Sellerio.

Marta Di Cocco

Biografia

Giuseppe Bonaviri era nato

a Mineo (CT) l'11 luglio

1924, primo dei cinque figli

di don Nanè e di donna

Giuseppina Casaccio. Nella

citta natale frequenta le

scuole e la sua passione

poetica viene alimentata

dall'atmosfera magica che

aleggiava intorno ad una

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