Luglio 2011 - Comunità Spirito Santo

comunitaspiritosanto.it

Luglio 2011 - Comunità Spirito Santo

N. 7/8 - Luglio/Agosto 2011

Rassegna mensile di informazione

il Volto di Carate

Comunità Pastorale Spirito Santo, Carate Brianza


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ORARI ESTIVO DELLE SANTE MESSE

Prepositurale - Carate

FestivoVigiliare del sabato ore 18.30

ore 8.30 - 9.30 - 11.00 - 18.00

Feriale ore 8.30 - 18.30

Chiesa di Cristo Re

Festivoore 8.00 - 10.30

Feriale ore 7.00 (sospesa da 11/07 a 26/08)

Santuario Madonna di S. Bernardo

Sabatoore 7.00 (sospesa da 16/07 a 27/08)

Chiesa di Realdino

Vigiliare del sabato (sospesa luglio e agosto)

Basilica Santi Pietro e Paolo - Agliate

FestivoVigiliare del sabato ore 18.30

ore 8.00 - 10.30

Feriale ore 8.30

Parrocchia S. Martino v. - Costa Lambro

Festivoore 8.00 (sospesa luglio e agosto)

ore 10.30

Feriale ore 8.30 (sospesa da 17/07 a 15/08)

TELEFONI UTILI

Sig. PREVOSTO

via Caprotti 1 Tel. 0362.900.164

Don SANDRO

via Cavour 40 Tel. 0362.903.419

Don MARCO

via Volta 3 Tel. 0362.903.562

Don MASSIMO

via A. Colombo 2 Cell. 339.7479771

Don ANTONIO

via Caprotti 3 Tel. 0362.903942

Diac. Emilio CESANA Cell. 3382133432

CHIESA DI CRISTO RE

p.za Mons. Colombo Tel. 0362.901.430

CASA DEllE SUORE

via Manzoni Tel. 0362.900.186

il Volto di Carate Da ricordare

LA BUONA STAMPA

LA LIBRERIA CATTOLICA

lunedì dalle 9.00 alle 11,30

giovedì - venerdì - sabato

dalle 16.00 alle 19.00

domenica dalle 7.30 alle 12.00

In copertina

BUONE VACANZE!

Il Volto di Carate

Registrato al Tribunale di Monza il 15/5/1967

al numero 135 del registro dei periodici

Direzione, Redazione, Amministrazione

via Caprotti 1 - 20048 Carate Brianza

telefono e fax 0362.900164

Direttore responsabile Don Sandro Bianchi

Progetto grafico Valerio Bovati

Stampa Edizioni GR srl, Besana Brianza

Dalla lettera dell’Arcivescovo

“Santi per vocazione”

La vocazione

e le vocazioni

la vocazione universale alla santità dà inizio,

mediante il battesimo, ad un singolare cammino

di fede che dura tutta la vita. Ogni persona

che accoglie il dono della comunione

con Dio è chiamata a coltivarlo con discernimento

e impegno, secondo la propria libertà.

Questa vocazione universale alla santità impegna

ogni cristiano trasmettere la fede, vissuta

nella Chiesa, toglie l’uomo dalla più assoluta

solitudine, dà un senso alle varie esperienze

quotidiane, indica la misura alta dell’amore,

conduce ad una meta di pace. Trasmettere

la fede significa far conoscere questo

straordinario rapporto con Dio, in un legame

singolare con Gesù morto e risorto per noi. Significa

vivere nel suo santo Spirito che è fortezza,

consolazione, gioia, affidamento.

la trasmissione della fede à la comunicazione

della vita di Dio, è la comunione gioiosa di un

nuovo stile di vita, è l’offerta di un dono gratuito,

prima ancora che la richiesta di adempimenti

e di regole. Di conseguenza l’accoglienza

del dono si esprime in riconoscenza e

la riconoscenza in responsabilità. Perché l’etica

nasce nella grazia.

Il modo più bello per esprimere la riconoscenza

per il dono della fede è l’offerta dal Battesimo

ad ogni uomo e ad ogni donna sulla terra.

Con la nuova nascita “dall’acqua e dallo

Spirito” viene data la grazia di Dio e proposto

un cammino di santità. l’annuncio del vangelo

conduce alla celebrazione del Battesimo….

Ci sono molti adulti nelle nostre città che si rivolgono

ai cristiani con domande sulla fede e

sulla verità di Dio.

Dobbiamo imparare a mostrare loro la bellezza

della nostra santità e la ricchezza umana

della vocazione cristiana. Dobbiamo ritrovare

il linguaggio spontaneo quotidiano ed amichevole

di chi gioisce nel raccontare il cristianesimo

con essenzialità e letizia.


Eucarestia

“Eucaristia è rendere grazie. Celebrando

con voi l’Eucaristia desideriamo con voi

rendere grazie al Signore per quanto ha

fatto in noi rendendoci partecipi del suo

sacerdozio. Nello stesso tempo desideriamo

comunicare con tutta sincerità a voi

giovani e a voi tutti che ci manifestate

amicizia che è bello mettere a disposizione

del Signore la nostra persona affinché

si renda presente come dono per tutti”.

Con queste parole don Gabriele Marguti e

don luca Magnani ci hanno reso partecipi

dei loro sentimenti all’inizio del ministero

ordinato di Presbiteri. Hanno condiviso

con noi le celebrazioni solenni della

Festa del “Corpus Domini”, presiedendo le

due Processioni eucaristiche (Giovedì 23

giugno sera a Carate e Domenica 26 sera

ad Albiate) e la S. Messa delle 11.00 in

chiesa prepositurale.

E noi con particolare gioia abbiamo partecipato

ai primi passi del loro servizio alla

Chiesa. la gioia della comunità era ben

Fraternamente

testimoniata dalla partecipazione e dalla

giovialità degli adolescenti e giovani che

tre anni fa Gabriele e luca hanno generosamente

accompagnato nella vita dell’Oratorio.

Ora i novelli sacerdoti affrettano

il passo del loro servizio nelle attività

estive dei ragazzi loro affidati presso le

Parrocchie di lainate (per don Gabriele) e

in due parrocchie del Decanato Navigli -

Zona Sud di Milano (per don luca).

A un anno dalla prima Messa di don Marco

Usuelli, la gioia e la gratitudine di questo

rinnovato incontro con i doni di Dio e

con la bellezza delle vocazioni nella Chiesa

imprimono ad ogni nostra eucaristia

una forza particolare. Non indugiamo nel

dubbio e non perdiamo tempo. Il Signore

chiede a tutti i battezzati e in particolare

ai suoi sacerdoti: “Rimanete nel mio

amore... Fate questo in memoria di me”.

Don Gabriele e don luca, ancora grazie e

buon cammino!

Fraternamente don Gianpiero

il Volto di Carate

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Abbiamo visto il Signore

I giovani della Lombardia in Duomo, a Milano, con l’Arcivescovo

Nella serata di sabato 18 giugno, i giovani

di tutta la lombardia si sono riuniti in

Duomo per raccogliersi in una veglia presieduta

dall’Arcivescovo Tettamanzi e per

prepararsi con lui al viaggio verso la Giornata

Mondiale della Gioventù che si terrà

a Madrid il prossimo agosto.

Tra i cinquemila giovani presenti abbiamo

partecipato anche noi della Comunità

Spirito Santo!

l’intera veglia è stata molto emozionante:

alcuni momenti sono stati dedicati a

riflettere sull’apostolo Tommaso del quale

parlava il brano di Vangelo letto. Tommaso,

il discepolo assente nel primo incontro

tra Gesù e gli apostoli dopo la Sua

resurrezione, è stato rappresentato come

discepolo in ricerca, perché ha aspettato

di poter vedere anche lui il Cristo risorto

e, infine, come discepolo credente e fiducioso

nel suo Signore. la bellezza della

serata è stata inoltre evidenziata dalle

parole di Giovanni Paolo II a proposito

della ricerca di Gesù e dalla risposta di

Benedetto XVI alla domanda di un giovane

riguardo alle rinunce.

la particolarità di questa veglia così giovane,

non è stata riassunta solo nell’omelia

dell’Arcivescovo che ha saputo cogliere

le bellezze e le difficoltà di una fede

che ha da poco iniziato un percorso di

crescita, ma anche dalla danza sul Preludio

di Bach dalla Prima Suite per Violoncello

solo, eseguita da un gruppo di giovanissimi

ballerini.

la conclusione del tutto è avvenuta con

la consegna della “sacca del pellegrino”

da parte dell’Arcivescovo ad alcuni giovani,

come augurio simbolico di un buon

viaggio e di un più profondo pellegrinaggio!

Sarebbe bello concludere questo breve

il Volto di Carate Veglia in preparazione della GMG

articolo con la meditazione di Giovanni

Paolo II pronunciata durante la veglia di

preghiera a Tor Vergata durante la GMG

del 2000:

«La parola contenuta nel Vangelo è la

parola di Gesù. Se l’ascolterete nel silenzio,

nella preghiera, facendovi aiutare a

comprenderla per la vostra vita dal consiglio

saggio dei vostri sacerdoti ed educatori,

allora incontrerete Cristo e lo seguirete,

impegnando giorno dopo giorno

la vita per Lui! In realtà, è Gesù che cercate

quando sognate la felicità; è Lui che

vi aspetta quando niente vi soddisfa di

quello che trovate; è Lui la bellezza che

tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con

quella sete di radicalità che non vi permette

di adattarvi al compromesso; è Lui

che vi spinge a deporre le maschere che

rendono falsa la vita; è Lui che vi legge

nel cuore le decisioni più vere che altri

vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita

in voi il desiderio di fare della vostra vita

qualcosa di grande, la volontà di seguire

un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire

dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi

con umiltà e perseveranza per migliorare

voi stessi e la società, rendendola

più umana e fraterna.

Carissimi giovani, in questi nobili compiti

non siete soli. Con voi ci sono le vostre

famiglie, ci sono le vostre comunità, ci

sono i vostri sacerdoti ed educatori, ci

sono tanti di voi che nel nascondimento

non si stancano di amare Cristo e di credere

in Lui. Nella lotta contro il peccato

non siete soli: tanti come voi lottano e

con la grazia del Signore vincono!»

Stefania


Oltre la Giornata Mondiale della Gioventù

Educare i giovani alla giustizia e alla pace

Il tema della Giornata Mondiale della pace 2012

“Educare i giovani alla giustizia e alla pace”.

Benedetto XVI ha scelto questo tema

per la prossima Giornata Mondiale della

pace che sarà celebrata il primo gennaio

2012, per ribadire, afferma il Pontificio

Consiglio Giustizia e Pace, il “dovere delle

presenti generazioni quello di porre le future

nelle condizioni di esprimere in maniera

libera e responsabile l’urgenza per

un mondo nuovo”. Per il Papa, infatti, “i

giovani dovranno essere operatori di giustizia

e di pace in un mondo complesso e

globalizzato“. Ciò “rende necessaria una

nuova alleanza pedagogica di tutti i soggetti

responsabili”.

“Il tema - spiega una nota del Pontificio

Consiglio Giustizia e Pace - entra nel vivo

di una questione urgente nel mondo di

oggi: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni

nella realizzazione del bene comune

e nell’affermazione di un ordine

sociale giusto e pacifico dove possano essere

pienamente espressi e realizzati i diritti

e le libertà fondamentali dell’uomo”.

“la Chiesa - ricorda il testo - accoglie i

giovani e le loro istanze come il segno di

una sempre promettente primavera e indica

loro Gesù come modello di amore

che rende nuove tutte le cose”. Mentre “i

responsabili della cosa pubblica sono

chiamati ad operare affinchè istituzioni,

leggi e ambienti di vita siano pervasi da

umanesimo trascendente che offra alle

nuove generazioni opportunità di piena

realizzazione e lavoro per costruire la civiltà

dell’amore fraterno coerente alle più

profonde esigenze di verità, di libertà, di

amore e di giustizia dell’uomo”.

Il dicastero vaticano sottolinea “la dimensione

profetica del tema scelto dal

Santo Padre, che si inserisce nel solco

della ‘pedagogia della pace’ tracciato da

Giovanni Paolo II che nel 1985 aveva

scelto come tema lo slogan “la pace ed i

giovani camminano insieme” e, ancora

prima, nel 1979 aveva voluto ricordare

che “per giungere alla pace, educare alla

pace”, tornando poi nel 2004 a riaffermare

“un impegno sempre attuale: educare

alla pace”.

Il tema preannuncia «una preziosa tappa

del Magistero proposto da Benedetto XVI

nei messaggi per la celebrazione della

Giornata Mondiale della Pace, iniziato nel

segno della verità con il tema del 2006:

“Nella verità la pace”; proseguito con le

riflessioni sulla dignità dell’uomo con il

tema del 2007: “Persona umana, cuore

della pace”; sulla famiglia umana (2008:

“Famiglia umana, comunità di pace”, sulla

povertà nel 2009: “Combattete la povertà,

costruire la pace”, e infine sulla custodia

del creato nel 2010, con il tema “Se

vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”,

e sulla libertà religiosa nel 2011 con il

tema “libertà religiosa, via per la pace”».

il Volto di Carate

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Educare si intreccia con evangelizzare

Sono due dimensioni strutturali della proposta di Azione Cattolica in sintonia

col Documento dei vescovi “Educare alla via buona del Vangelo”

Nell’arte dell’educazione «noi vescovi italiani

riconosciamo una sfida culturale e

un segno dei tempi, ma prima ancora

una dimensione costitutiva e permanente

della missione di rendere Dio presente

in questo mondo e di far sì che ogni uomo

possa incontrarlo scoprendo la forza

trasformante del suo amore e della sua

verità in una vita nuova caratterizzata

da ciò che è bello, buono e vero».

Queste parole cariche di speranza esprimono

l’intenzione con la quale l’Episcopato

italiano ha elaborato gli Orientamenti

pastorali per il prossimo decennio,

dedicati al tema dell’educazione.

Questa scelta d’impegno rinnovato per le

giovani generazioni ha preso origine dalla

stessa scelta missionaria e d’evangelizzazione

che ha contrassegnato i prece-

denti Orientamenti pastorali.

Così si legge, infatti, nell’introduzione del

testo «Educare alla vita buona del vangelo

significa, infatti, in primo luogo farsi

discepoli del Signore (…) Egli parla sempre

all’intelligenza e scalda il cuore di coloro

che si aprono a lui e accolgono la

compagnia dei fratelli per fare esperienza

della bellezza del vangelo.

(…) Non c’è nulla nella nostra azione che

non abbia una precisa valenza educativa».

Evangelizzazione ed educazione sono

due dimensioni che sono parte strutturale

della proposta di Azione Cattolica che

si rivolge ad ogni fascia di età con proposte

e con cammini tesi a portare dentro la

vita quotidiana la buona notizia del Vangelo.

Questo decennio ci vede da subito

coinvolti e stimolati a fare passi nuovi in

questa direzione. In particolare alle parole

dei vescovi ha fatto subito eco il significativo

evento celebrato il 30 ottobre

dall’Azione Cattolica con il Santo Padre.

il Volto di Carate Voci nella Chiesa

«C’è di più » è stato lo slogan che ha raccolto

in Piazza San Pietro più di 100 mila

ragazzi, giovanissimi ed educatori, segno

concreto che l’impegno educativo non

solo è doveroso, ma anche possibile ed

entusiasmante.

All’inizio della manifestazione l’assistente

ecclesiastico generale, monsignor Domenico

Segalini così si rivolgeva al Papa:

«Santità, all’inizio del decennio che la

Chiesa italiana dedica all’educazione abbiamo

accompagnato in questa piazza

ragazzi e giovanissimi che popolano le

nostre parrocchiale e le nostre Associazioni

di Azione Cattolica. Non è vero che

le nostre chiese sono abbandonate dai

giovani. Anzi! Quando essi percepisco

che c’è gente che vuole il loro bene e che

nell’incontro con Gesù c’è una risposta

alle loro esigenze di voler di più, ne siamo

assediati. Proprio l’impegno educativo ha

la forza di dimorare la bellezza di una dimensione

che si regge e si potenzia nel

desiderio di camminare insieme come

Associazione, come Chiesa, a tutti coloro

che attendono una parola di speranza.»

lo spettacolo di partecipazione gioiosa ha

fatto risuonare in molti modi vivaci, colorati

e festosi quella dimensione di bellezza,

di bontà che la Chiesa italiana intende

rilanciare per tutti nei prossimi anni.

In questa cura educativa ci sentiamo sollecitati

dalle parole del cardinale Baganasco

ai ragazzi: « Noi vescovi contiamo

sull’Azione Cattolica con il suo radicamento

nelle parrocchia e contiamo su di

voi che di questa amata associazione

siete il futuro promettente e allegro»

Valentina Soncini

Presidente diocesano dell’A.C


XXV Congresso Eucaristico Nazionale

Nelle diocesi marchigiane che fanno capo ad Ancona-Osimo

Dal 3 all’11 settembre 2011 avrà luogo

nell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo Il Congresso

Eucaristico Nazionale sul tema

“Signore da chi andremo? l’Eucaristia per

la vita quotidiana”.

la settimana si articolerà in momenti spirituali

e celebrativi, riflessioni e testimonianze

e culminerà con una solenne Celebrazione

eucaristica domenica 11 settembre

2011 ad Ancona.

I significati del Congresso Eucaristico sono

molteplici. In primo luogo, si tratta di

un atto di fede nell’Eucarestia e un evento

di comunione per l’intera Chiesa italiana

che in quei giorni vedrà convergere nel

capoluogo marchigiano migliaia di fedeli

da tutte le diocesi. l’evento riveste anche

un significato sociale e culturale perché

l’Eucarestia, sacramento dell’amore di Dio

per gli uomini, è pane del cammino storico

dei credenti e fermento di novità in

tutti gli aspetti del vivere umano.

È per questo che ad Ancona verrà sottolineato

il dono dell’Eucaristia per la vita

quotidiana, attraverso la ripresa dei cinque

ambiti dell’esistenza già al centro del

Convegno ecclesiale di Verona nel 2006:

la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità

umana, la tradizione e la cittadinanza

e quindi a rivisitare i luoghi della

testimonianza che il cristiano è chiamato

a dare del Signore e del suo Vangelo.

Sfondo biblico dell’intero appuntamento

sarà il capitolo 6 del vangelo di Giovanni,

da cui è tratto il versetto posto nel titolo.

“Signore, da chi andremo?”. È la domanda

che l’apostolo Pietro rivolge a Gesù a conclusione

del discorso sulla Parola e il Pane

di vita, ed è anche la domanda che, dopo

duemila anni, ritorna come la questione

centrale della vita dei cristiani oggi.

Per la preparazione spirituale al Congresso

Eucaristico, il Comitato organizzatore ha

predisposto un sussidio biblico, curato da

Vita di Chiesa

don Ermenegildo Manicardi: “Signore da

chi andremo? l’icona biblica del Congresso

Eucaristico Nazionale. Ancona 2011

(Ed. San Paolo). Il volume, rivolto a tutti,

offre spunti e riflessioni perché l’appuntamento

di Ancona segni l’inizio di una nuova

e più intensa stagione eucaristica.

Una caratteristica del prossimo Congresso

Eucaristico rispetto alle edizioni precedenti

riguarderà la pluralità delle sedi.

Sono impegnate le diocesi di Ancona -

Osimo, di Fabriano, di Jesi, di loreto, di

Senigallia. In ciascuna di esse verranno

collocate le diverse tematiche e i vari momenti

delle giornate eucaristiche congressuali.

l’intento di questa scelta territoriale è

quello di coinvolgere l’intero territorio

della metropolia, accompagnando le diverse

diocesi che la compongono a visibilizzare

la dimensione popolare dell’evento

congressuale e, nello stesso tempo, a

evidenziare - nel concreto delle rispettive

differenze - il rapporto tra Eucaristia e

ambiti della vita quotidiana (famiglia, lavoro,

malattia, immigrazione...).

il Volto di Carate

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Un secolo fa nasceva don Ferdinando Baj

Un amore ardente per il Signore e il sempre carissimo ricordo della sua Rovella

Nella sua lunga vita trascorsa nella preghiera

e nell’insegnamento nei seminari

diocesani don Ferdinando Baj ha sempre

ricordato nelle parole e negli scritti Agliate

e la sua piccola natia Rovella. Un bellissimo

rapporto rievocato anche nella

omelia che l’anziano sacerdote pronunciò

il 17 settembre 1995 nella basilica di

Agliate in occasione del suo 60° anniversario

di ordinazione sacerdotale: “ ... avevo

dieci anni e mi ricordo della mia mamma

Marietta. Era lei che mi conduceva

con i miei fratellini Italo, luigia e Carlo

ogni giorno per un anno intero a buttare

con un Requiem un pugnello di terra dal

muretto del nostro cimitero chiuso sulla

il Volto di Carate Vita della Comunità

tomba del mio caro papà luigi, morto

durante la Prima Guerra. Era sempre lei

che mi recava bambinello in questa nostra

maestosa basilica a pregare davanti a

quella venerata Madonna che oggi è alla

mia destra e mi faceva dire con le manine

giunte “O Madonna Santa, bella tutta

quanta, Madre di Gesù, aiutami tu”. Alla

sera poi quando salivo le scale della Rovella

mi faceva volgere lo sguardo verso

la vicina chiesa con l’artistica cupola per

farmi pregare con un bacio dicendo “O

Gesù Bambino, ti dono il mio cuoricino,

intanto che è piccolino!”. Fu appunto facendo

il chierichetto nella nostra chiesa

della Rovella (dove ha celebrato due san-


te messe anche don Bosco!) che udii dentro

di me una vocina che mi diceva “Nandino,

perché sempre a servire messa e

non salire all’altare a celebrarla? Diventa

dunque mio sacerdote”. Ma dove trovare

la veste da indossare, come si usava allora,

prima di entrare in seminario? Si era

poveri e i vestiti erano sempre quelli.

Quand’ecco che si diffuse la voce che il

nipote seminarista del parroco della vicina

Costa lambro lasciava il seminario e la

veste, forse per motivi di salute. Con il

cuore in gola corsi in quella casa parrocchiale

e mi fu data la veste. Era un po’ lisa

ma per me era tanto bella. Perché l’amore

sa cambiare gli occhi! Per il pagamento

della retta mi venne in aiuto la

Provvidenza. Una domenica mi misi a

piangere su di una panca in fondo alla

chiesa. Mi si avvicinò un uomo che, toccandomi

sulla spalla, mi chiese il motivo

delle mie lacrime. Tra un singhiozzo e l’altro

gli feci capire che la mia famiglia non

poteva permettersi il pagamento della

rette al seminario “Asciugati le lacrime -

mi disse quell’uomo che poi seppi essere

il commendatore Guido Sacchi - ragazzo

mio. Andrai in seminario e diventerai prete”.

Quel mio benefattore per dodici anni

di seguito mi ha sempre fatto trovare in

seminario la prima rata della retta. In

questa chiesa volli celebrare nel 1935 la

mia indimenticabile Prima Messa nel giorno

del Corpus Domini.

Ho in mente ancora l’affettuosa poesia

che un bambino, con accanto suor Irenea,

mi recitò ai piedi della gradinata “O sacerdote

novello, quanto sei bello. Sali all’altare

per tutti noi a pregare. Ti dono

una bella cosa, questa lunga rosa. Prendila

senza timore, c’e’ dentro tutto il mio

cuore. Con le mie manine ho levato tutte

le spine, perché la tua vita sia lunga e fiorita”.

Quel bambino fu un piccolo profeta

perché oggi, ultraottantenne, mi trovo

qui con tutti voi a sessantanni di sacerdozio,

con una vita lunga e tanto bene-

Vita della Comunità

detta dal Signore, sia pure con qualche

malanno e qualche affanno ma sempre

senza danno”.

Due anni dopo la sua messa di diamante

don Ferdinando Baj chiudeva gli occhi

lasciando un grande vuoto, una pesante

eredità ed un testamento spirituale che il

cardinale Carlo Maria Martini lesse durante

il suo funerale:

“In chiesa, davanti a Gesù e sotto lo

sguardo di Maria, ripenso ai molti anni

della mia vita. Quanto mi sento contento

di essere sacerdote del Signore. A Gesù

tutto mi affido nell’attesa del giorno benedetto

dell’incontro finale con Lui che

mi donò la vita nel 1911 e il sacerdozio

nel 1935. Con fiducia grande mi raccomando

nella preghiera specialmente di

coloro che per il padre nello spirito invocarono

la “grossa grazia”. Per decenni mi

hanno avvicinato centinaia di giovani

scelti, pronti a udire dal mio labbro la parola

dell’Amico Sacerdote Gesù. Oh se

avessi avuto in cuore una scintilla luminosa

del vigoroso fuoco pentecostale,

come li avrei entusiasmati per l’ideale,

come li avrei sostenuti nelle battaglie

adolescenziali, quanto li avrei santificati!

Pietà di me Signore. So almeno di averli

amati, tanto, tutti: per nome li affidavo

alla Madre della Chiesa, a San Giuseppe,

ai Santi Ambrogio e Carlo, al loro Angelo

Custode. Ai famigliari ed amici, che benedico

affettuosamente, basti a conforto

la promessa del perpetuo ricordo di don

Ferdinando di là. Vivano da cristiani

esemplari così che il Signore semini qualche

vocazione tra loro. A Dio! Arrivederci

tutti. Voi qui presenti, voi confratelli

amati. Si, ci rivedremo ancora, con tante

persone care, lassù nella pace del Paradiso,

e per sempre, con il Padre il Figlio e lo

Spirito Santo”.

Il testamento fu vergato il 29 agosto

1997 al termine dei Santi Esercizi Spirituali

tenuto dai Padri Oblati a Rho.

I quattro interventi su Padre Bai

sono sempre stati di Gigi Bai

il Volto di Carate

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Santa Cresima

Amministrata da Mons. Franco Giulio Brambilla

I cresimati di Agliate. Seguono i gruppi dei cresimati di Carate Foto di Luca Salvadego

il Volto di Carate Vita della Comunità


Vita della Comunità

il Volto di Carate

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Vita della Comunità

il Volto di Carate

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La consacrazione dell’altare di Cristo Re

Celebrata il 1° ottobre 1961 dall’allora cardinale Montini

l’Arcivescovo cardinale Montini potrebbe

essere considerarlo il padrino della Chiesa

di Cristo Re. Nel 1956 espresse il desiderio

che si costruisse, nel 1958 tornò a

Carate per la benedizione della prima pietra,

il 1 ottobre 1961, a chiesa ultimata,ne

ha consacrato l’altare.

Sul Volto di Carate del novembre 1961

leggiamo la cronaca della giornata:

«Inaugurazione della nuova chiesa.

Una chiesa, perché possa essere adibita

al culto, deve essere benedetta, l’obbligo

della consacrazione della chiesa vige

solo per le chiese parrocchiali. La benedizione

della nuova chiesa di Cristo Re si è

tenuta nella tarda serata del 30 settembre.

Funzionava il Rev. Sig. Prevosto, appositamente

delegato da Sua Eminenza.

Il Prevosto, accompagnato dal clero, si

recò all’ingresso e recitata l’orazione procedette

ad un giro esterno dell’edificio

aspergendo i muri con l’acqua benedetta,

poi entrò nell’edificio. Dopo il canto delle

litanie dei santi, compì il giro interno

il Volto di Carate Sfogliando vecchie annate de “Il Volto”

aspergendo le pareti e il pavimento.

Domenica 1 ottobre. Siamo nella giornata

culminante della bella festa. Alle 16.30,

Sua Eminenza giunge sul piazzale della

prepositurale accolto dal Prevosto e dalle

autorità civili e militari, mentre una

folla numerosissima e festante lo saluta

con entusiastiche ovazioni. Salito in

chiesa, amministra la S. Cresima a più di

duecento bambini. Poi, scortato da un

corteo di macchine, Sua Eminenza l’Arcivescovo

si reca alla nuova chiesa... Qui

Sua Eminenza compie il solenne rito della

consacrazione dell’altare... Nel sepolcro

al centro della mensa, l’Eminentissimo

Presule pone le reliquie dei Santi

martiri Felice e Fortunato e dei santi Simpliciano

e Guido a significare la fedele

testimonianza e l’assoluta dedizione che

devono accompagnare il santo sacrificio.

Quindi il venerato Pastore inizia la celebrazione

della Santa Messa, la prima offerta

a Dio nel nuovo tempio. Al vangelo

rivolge alle autorità e ai fedeli un vibrante

e paterno discorso. Ha luogo poi la vi-

L’altare dopo la ristrutturazione. Ben visibile sullo sfondo l’affresco di Eraldo Moscatelli.


sita ai locali adiacenti alla Chiesa, subito

dopo si forma nuovamente il corteo per

accompagnare il festeggiatissimo Presule

presso la cappella già dedicata a Cristo

Re ed ora, dopo l’apertura del nuovo

tempio, dedicata alla Madonna Regina,

così da completare la cerchia di santuari

ed edicole innalzate da Carate, nei vari

tempi, in onore alla SS. Vergine».

* * *

l’aspetto della Chiesa risentiva forse del

completamento forzatamente affrettato

per arrivare in tempo al 1° ottobre. la

facciata appariva molto povera, quasi rustica,

e forse era quella prevista dal progettista

per la chiesa che, ricordiamo, doveva

sorgere ad Addis Abeba, ed anche

all’interno mancava la bussola in cristallo

all’ingresso. Mancavano le campane sul

massiccio campanile. Il piazzale era soltanto

approssimativamente asfaltato.

Era però al suo posto sulla sommità della

facciata la statua benedicente di Cristo Re,

opera dello scultore caratese Santo Caslini,

ed il catino dell’abside era già stato affrescato

da Eraldo Moscatelli con il maestoso

Cristo in trono “in ciel d’oro”, circondato

dai santi Ambrogio, Simpliciano, Teresa

d’Avila e Guido. I quadri in cotto della Via

Crucis della scultrice Marisa Marzatico

erano collocati lungo le pareti laterali.

Sfogliando vecchie annate de “Il Volto”

Mentre pare ovvia la presenza nell’affresco

del Moscatelli dei due compatroni

della parrocchia, perchè quei due santi

non facilmente identificabili per non essere

oggetto di particolare devozione fra

noi? la loro presenza è legata alla richiesta

della benefattrice che donò l’altare e

desiderava che la chiesa fosse dedicata a

santa Teresa d’Avila, ma il Prevosto riteneva

non del tutto decoroso che mentre

nel rione veniva aperta una nuova chiesa

continuasse ad essere dedicata solamente

una cappella a Cristo Re che la gente

del Campone considerava proprio patrono

distinguendone la festa, che allora si

celebrava la quarta domenica di ottobre,

con particolare solennità e anche con

manifestazioni folcloristiche (cfr volto di

Carate sett. 1993).

l’altare era di un certo pregio per il gioco

dei marmi colorati, ma purtroppo un altare

nato vecchio, secondo le norme liturgiche

antecedenti il Concilio quando il celebrante

volgeva le spalle al popolo. la Riforma

liturgica fu promulgata qualche

mese dopo l’inaugurazione e prevedeva la

diversa disposizione della mensa col celebrante

rivolto al popolo. In generale si

provvide con mense provvisorie, di legno,

collocate davanti ai vecchi altari, rimandando

a tempi più o meno vicini le soluzioni

definitive.

A Cristo Re la mensa provvisoria resistette

per diversi anni, anche per non modificare

una donazione veramente importante,

poi... si arrivò al 1993.

Il nuovo altare, quello che vediamo oggi,

è il risultato del riutilizzo del materiale

dell’altare precedente sistemato secondo

le vigenti norme liturgiche.

È di anni successivi alla data del 1 ottobre

1961 la sistemazione del piazzale e l’erezione

davanti al portone di ingresso del

portico (pare troppo definirlo pronao)

che nella sua semplicità, in armonia con

le linee rustiche dell’edificio, dà un’armoniosa

completezza alla facciata. le campane,

di nuova fusione, furono invece collocate

nel 1963.

a cura di giemme

il Volto di Carate

15


16

Verso l’elezione del Consiglio Pastorale

Il 16 ottobre eleggeremo il Consiglio della Comunità Pastorale

«Il principale elemento di novità che si

pone all’attenzione dei nuovi consigli che

verranno costituiti riguarda un aspetto

su cui più volte sono ritornato nelle lettere

inviate a conclusione della visita pastorale

decanale: la necessità di crescere

in quella comunione ecclesiale che, se

vissuta con autenticità, diventa per ciò

stesso missionaria.

Come afferma l’esortazione apostolica

postsinodale Verbum Domini (n. 94) infatti,

«la Chiesa, come mistero di comunione,

è [dunque] tutta missionaria e ciascuno,

nel suo proprio stato di vita, è chiamato a

dare un contributo incisivo all’annuncio

cristiano» e l’analisi compita dai padri sinodali

e accolta dal Papa porta a concludere

che, nel contesto attuale «questa

consapevolezza deve essere ridestata in

ogni famiglia, parrocchia, comunità, as-

sociazione e movimento ecclesiale».

la preparazione al rinnovo degli organismi

di corresponsabilità, l’individuazione

dei candidati, la presentazione alle comunità

cristiane del significato del momento

dell’elezione (che coinvolge un ampio

numero di fedeli in una significativa

esperienza ecclesiale) e i criteri adottati

per l’effettuazione delle designazioni previste,

dovranno essere pertanto momenti

intrisi di attenzione a quella dinamica comunionale

e missionaria di cui tutti i fedeli,

sacerdoti, consacrati e laici devono

sentirsi responsabili.

I nuovi consiglieri, a partire da una corretta

comprensione dell’identità della

Chiesa e dall’ascolto della Parola di Dio,

saranno così chiamati a costruire insieme

un volto di comunità cristiana che sia capace

di scelte nuove e coraggiose, capaci

di affrontare le esigenze dell’annuncio

evangelico e sostenute dalla consapevo-

il Volto di Carate Vita della Comunità

lezza dell’indefettibile vicinanza del Signore.

É in questo spirito che stabilisco per il

prossimo 16 ottobre 2011 (Domenica

della dedicazione del Duomo di Milano,

Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani)

le elezioni in ogni parrocchia e

in ogni comunità pastorale per la costituzione

dei nuovi consigli pastorali parrocchiali

e di comunità pastorale.

Affido a S. Carlo il prossimo rinnovo degli

organismi di corresponsabilità ecclesiale

perché, secondo l’auspicio espresso da

Papa Benedetto XVI nella lettera Lumen

Caritatis (n. 1), il Suo esempio «ci sproni a

partire sempre da un serio impegno di

conversione personale e comunitaria, a

trasformare i cuori» e i cuori trasformati

potranno essere il vero segreto della fecondità

dei nuovi consigli, per il cammino

presente e futuro della Chiesa ambrosiana.

Milano, 31 maggio 2011

Dalla lettera dell’Arcivescovo per il rinnovo


Cos’è il Consiglio Pastorale

Approfondimenti in vista della prossima elezione

Il 47.mo Sinodo diocesano così ci presenta

il consiglio pastorale. (cost. 147)

§1. “Un momento significativo della partecipazione

all’azione pastorale della

parrocchia si realizza anche mediante il

“consigliare nella Chiesa”, in vista del

comune discernimento per il servizio al

Vangelo. Il consigliare nella Chiesa non

è facoltativo, ma è necessario per il

cammino da compiere e per le scelte

pastorali da fare. Il consiglio pastorale

e, nel suo settore e con la sua specificità,

il consiglio per gli affari economici,

sono un ambito della collaborazione

tra presbiteri, diaconi, consacrati e laici

e uno strumento tipicamente ecclesiale,

la cui natura è qualificata dal diritto-dovere

di tutti i battezzati alla partecipazione

corresponsabile e dall’ecclesiologia

di comunione”.

§2. “Il consiglio pastorale, in una corretta

visione di chiesa, ha un duplice fondamentale

significato:

• da una parte rappresenta l’immagine

della fraternità e della comunione

dell’intera comunità pastorale di

cui è espressione in tutte le sue

componenti

• dall’altra costituisce lo strumento

della decisione comune pastorale,

dove il ministero della presidenza,

proprio del parroco, e la corresponsabilità

di tutti i fedeli devono trovare

la loro sintesi.

Il consiglio pastorale è quindi realmente

soggetto unitario delle deliberazioni

per la vita della comunità, sia

pure con la presenza diversificata del

parroco e degli altri fedeli”.

Quale funzione ha il Consiglio Pastorale?

§2. “… È quindi possibile definirlo organo

consultivo solo in termini analogici e

solo se tale consultività viene inter-

Vita della Comunità

pretata non secondo il linguaggio comune,

ma nel giusto senso ecclesiale.

I fedeli, in ragione della loro incorporazione

alla Chiesa, sono abilitati a

partecipare realmente, anzi a costruire

giorno dopo giorno la comunità; perciò

il loro apporto è prezioso e necessario.

Il parroco, che presiede il consiglio

e ne è parte, deve promuovere

una sintesi armonica tra le differenti

posizioni, esercitando la sua funzione

e responsabilità ministeriale.

• l’eventuale non accettazione, da

parte del parroco, di un parere

espresso a larga maggioranza dagli

altri membri del consiglio potrà avvenire

solo in casi eccezionali e su

questioni di rilievo pastorale, che

coinvolgono la coscienza del parroco

e saranno spiegati al consiglio

stesso. Sinodo, cost. 147

Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale

(CPCP)

È la struttura analoga al CPP con riferimento

alla Comunità Pastorale, intesa come

soggetto canonicamente istituito.

Non si tratta pertanto di un semplice organismo

unitario, rispetto alle singole

parrocchie, ma dell’unico consiglio pastorale

della Comunità Pastorale.

Consiglio per gli affari economici della

Comunità Pastorale (CAECP)

Tenendo conto dell’obbligo canonico per

ogni parrocchia di disporre di un proprio

CAEP, si presenta come un organismo unitario

in cui anche le scelte relative alle singole

parrocchie vengono assunte ordinariamente

in sessioni di lavoro comuni.

la sua costituzione è obbligatoria una

volta che le singole parrocchie siano state

adeguatamente introdotte alla prospettiva

del lavoro comune. Sinodo cost. 148

il Volto di Carate

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18

Buone Vacanze

Riflessioni di un padre di famiglia

Allegria, gioia di stare insieme, svago, riposo

e chi più ne ha più ne metta…per

chi se lo può permettere, buone vacanze!

Alcune piccole considerazioni: per chi se

lo può permettere. In che senso? Nel senso

che oggi non tutte le famiglie hanno a

disposizione i quattrini necessari per andare

in vacanza, anche magari una misera

settimana.

In secondo luogo, non è detto che per i

genitori, il fatto di avere i figli a casa essendo

le scuole, e quindi gli asili chiusi

per ferie, sia proprio motivo di allegria,

gioia, svago e via dicendo. Anzi! I soliti

fortunati che hanno (per ora) i nonni giovani,

dinamici e disponibili, magari con la

casa al lago o in montagna risolvono facilmente

il problema. Gli altri si devono

letteralmente arrangiare! Benedetti siano

gli oratori feriali e i campi estivi che i me-

desimi organizzano tra luglio e agosto!

Benedetti, benemeriti, e benvenuti! E’

un’attività sociale di alto valore educativo

e di altissima utilità, le comunità cri-

il Volto di Carate In ascolto della famiglia

stiane dovrebbero esserne orgogliose. Un

grazie a quei sacerdoti, religiose ed educatori

volontari che sudano sette camicie,

accollandosi enormi responsabilità nel

tenere a bada frotte di marmocchi non

sempre gentili ed educati, Che pazienza!

Ma per chi come me (e non siamo pochi)

ha i bambini ancora piccoli, piccoli per

l’oratorio feriale, non ha i nonni dotati

casa lago e soprattutto pochi quattrini a

disposizione che fare? Ci arrangiamo e

che dobbiamo fare?

Ci divertiamo in allegria, gioia a fare i salti

mortali per conciliare il lavoro, con la

cura dei figli.

A questo punto potrei anche concludere

l’articolo ed una volta tanto farla breve,

visto il clima estivo e non annoiare nessuno,

ma mi sembra giusto dire che noi,

cioè mia moglie ed io in quei momenti

che siamo insieme con le bambine ci godiamo

la gioia dello stare insieme, in modo

semplice.

Conosciamo tutti i parchi gioco dotati di


scivoli ed altalene della zona, la nostra

spiaggia è la riva del fiume lambro ad

Agliate, dove le nostre piccoline si divertono

tantissimo a gettare i sassi, legnetti

e foglie nel fiume disturbando i pescatori

assorti (ma che cosa pescano nel lambro?

Io sinceramente non l’ho ancora capito,

chi avesse notizie me lo faccia sapere!

Soprattutto mi preoccupo che il pescato

non vada a finire in padella).

Non sapete che gioia nel vedere, all’ansa

del fiume dinanzi alle case di Agliate, ergersi

maestoso sopra la corrente delle acque

un airone cinerino. Una meraviglia!

Ricordo anni fa (almeno trentacinque)

una scritta su un lenzuolo steso sotto il

ponte tra Macherio e Canonica lambro,

in tempi di altissimo inquinamento delle

acque: “lo spirito del fiume vive!”. Vedendo

l’airone mi sono tornate alla memoria

quelle parole.

Ci si può divertire con poco se ci si vuole

In ascolto della famiglia

bene e si ha il desiderio di stare insieme

come famiglia, se c’è amore. Se non c’è

amore anche con tutto, con troppo ci si

annoia e non si sta bene insieme.

A mio parere la semplicità ha un sapore

molto gradevole. Scivolare da uno scivolo,

dondolare su un’altalena, gettare sassi

nel fiume, con i propri figli è per me una

gioia enorme, i bambini sono puri e aiutano

noi adulti a ritornare a quella purezza

infantile della quale parla il Vangelo.

Un sicuro rimedio contro la tristezza, la

depressione, la noia.

Infine: sono consapevole che questi momenti

sono unici, non torneranno, le mie

figlie cresceranno e le cose saranno sempre

meno semplici, pertanto colgo l’attimo

di felicità che mi è donato e lo assaporo

con l’amore di genitore fino all’ultima

goccia. Grazie Signore che mi dai la

gioia di essere sposo e padre.

Francesco Cecchetto

9 luglio - Anniversario del martirio

di Mons. Salvatore Colombo

La famiglia Parrocchiale,

ricordando la gloriosa figura

del nostro martire,

ringrazia il Signore

per questo grande esempio

di fede e di carità,

invocando

su tutti i missionari

la sua preghiera

e la sua protezione

il Volto di Carate

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20

Liturgia e servizio dell’uomo 2 a parte

Giornata di riflessione per operatori Caritas - 9 aprile

4. Eucaristia e limite: al di là delle

ideologie del miglioramento del mondo

Non possiamo rischiare di dimenticarlo:

l’eucaristia, la sorgente da cui sgorga la

Chiesa, il cuore della presenza di Gesù in

mezzo agli uomini, fu un momento segnato

da grande contraddizione.

C’è una contraddizione profonda tra il

mistero di comunione che l’eucaristia celebra

e la disparità di vita dei membri della

Chiesa. Per questo essa rimane un “segno”:

non risolve tutti i problemi, non

cancella le miserie, ma indica qualcosa,

realizza qualcosa di vero, rende presente

la carità di Dio.

Servi inutili?

C’è bisogno ovviamente di precisare in

che modo leggere l’affermazione evangelica

alla quale si fa riferimento. l’inutilità

di cui parla Gesù non è quella dell’ineffi-

cacia o della scarsa qualità della nostra

prestazione. “Servi inutili” significa che

l’aver fatto il nostro dovere non ci autorizza

a pretendere nulla, a “batter cassa”,

quasi che l’assolvimento del nostro dovere

ci metta in uno stato di credito nei confronti

di Dio.I discepoli sono e saranno

sempre in debito, non potranno mai pretendere

nulla dal momento che la relazione

con Dio non potrà mai essere ridotta

ad un piano commerciale.

Detto questo, sgombrato il campo da qualsiasi

equivoco, ben venga qualche gratificazione,

qualche successo, qualche riconoscimento.

l’importante è non condizionare

il nostro impegno alla presenza di questi

“grazie”: possono venire anche i tempi delle

vacche magre, ma non per questo saremo

autorizzati a tirarci indietro.

Ma non saremo certo noi “a spiantare

Milano”

Il vangelo invita a progredire costantemente

nel servizio dei poveri. la Chiesa

però sa che il compimento di tale servizio

il Volto di Carate Giornata Caritas

non è opera degli uomini, come se bastasse

elevare tutti i popoli al livello dei

più ricchi per instaurare il Regno di Dio.

“la carità della chiesa è sempre più che

semplice attività” (n. 34).

la nostra azione non si riduce a una forma

di assistenza sociale, animata dal desiderio

del migliore dei mondi. Si tratta di

una prospettiva preziosissima per evitare

il rischio di essere assimilati a qualsiasi altra

azione di beneficenza, sia di cadere in

depressione nel momento in cui alla nostra

generosità non dovessero corrispondere

risultati adeguati.

Pensiamoci. Il Figlio di Dio, Gesù Cristo

nel suo attraversare la storia non ha risolto

tutte le sofferenze, nè guarito tutti

i malati, e neanche nutrito tutte le folle

affamate della sua epoca.

Scrive il Concilio: “I discepoli di Cristo ...

non cercano il progresso e la prosperità

puramente materiali degli uomini... ma

gradualmente aprono una via sempre più

larga che porta a Dio” (Ad gentes 12).

Un po’ come Paolo che ricorda: “E se anche

dessi in cibo tutti i miei beni... ma

non avessi la carità, a nulla servirebbe” (1

Cor 13,3).

Paolo lascia intendere che l’efficacia, la

competenza, l’organizzazione sono sterili

quando non sono animate dall’interno,

dall’amore. Anche se saziato, il povero

non sarà mai soddisfatto di solo pane;

anche se sistemato in una casa, il povero

non sarà certo al riparo dalla solitudine;

anche se guarito, il povero non sarà immunizzato

da ben altre fragilità.

la carità che ci viene affidata è quella di

Dio, una carità che non segue la stessa

logica del miglioramento del mondo.

5. Eucaristia e carità di Dio: mistero di

configurazione

la nostra compassione per i poveri trae


origine da quel modo di essere uomo nel

quale si rivela la gloria di Dio.

le regole del gioco della nostra società

vengono completamente ribaltate. la

parabola degli operai nella vigna (cf Mt

20,1-16) e quella della pecora perduta (cf

lc 15,4-7) parlano della gratuità dell’amore

di Dio che Gesù attualizza nel dono

della sua vita.

Egli ama così come non sapremmo mai

fare noi e ridimensiona la nostra pretesa

di farci carico di tutte le sofferenze umane.

Ma è proprio questo che distingue la

carità che abita il cristiano da ogni forma

di azione e di umanitarismo terreno.

la carità non è la traduzione religiosa del

termine “solidarietà”, non è il nome di

battesimo della dimensione umanitaria.

la carità è virtù teologale, ci fa entrare in

relazione con Dio, identificato in modo

misterioso con la persona del povero.

Il Vangelo della fine dei tempi (cf Mt

25,31-46) è legato all’idea di un giudizio

e di un banchetto di festa.

È la rivelazione della presenza di Cristo in

tutte le situazioni umane.

Quando il Figlio dell’uomo tornerà nella

sua gloria, ognuno prenderà il suo pasto

con il Signore e con gli uomini provenienti

dalle estremità della terra, ognuno

dei quali sarà stato riconosciuto come

uno dei suoi dal Cristo nella gloria.

Conclusione

Mettere in rapporto eucaristia e carità significa

fare i conti con il possibile fallimento

della carità. Noi non siamo in grado

di riuscire a sradicare la povertà. Per

non disperare è importante allora restituire

alla carità tutta la sua forza di virtù

teologale, ancorata al cuore dell’eucaristia.

Siamo consapevoli del fatto che la

più grande povertà di cui soffre la maggior

parte degli uomini risiede nella non

conoscenza di Dio?

Certo, nella lotta contro la povertà non

possiamo rinunciare ad essere efficaci,

ma non possiamo pretendere di affrontare

il male e l’ingiustizia unicamente con

l’impiego di conoscenze tecniche e abili-

Giornata Caritas

tà pratiche, o con la volontà politica.

Questo non basta, e tale insufficienza è

inscritta nella storia del peccato e della

grazia.

Sulla croce Gesù dice “Ho sete” (Gv

19,28): il nostro Dio in Gesù Cristo è quel

mendicante di umanità che bussa e si

manifesta nelle sembianze del povero.

Egli è alle porte delle nostre città che sono

tra le più ricche del mondo...

“Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno

ascolta la mia voce e mi apre la porta, io

verrò da lui, cenerò con lui ed egli con

me” (Apo 3,20).

Questa è la carità di Dio che abbiamo il

compito di mostrare.

Domande per riflettere

1 l’Eucaristia ci rivela l’amore di Dio. Abbiamo

coscienza che la partecipazione

all’Eucaristia ci chiede di conformarci a

questo modo di amare universale e incondizionato?

2 Il criterio di autenticità delle nostre celebrazioni

eucaristiche è dato dall’amore

vicendevole e dalla sollecitudine per

chi è nel bisogno. Sappiamo esprimere

questa coerenza nella concretezza della

vita quotidiana?

3 Quali fantasie possiamo mettere in gioco

nel rendere le nostre celebrazioni

più capaci di comunicare che “la Chiesa

non può essere corpo di Cristo se in

essa i cristiani non condividono i loro

beni con i poveri, quelli prossimi e quelli

lontani”?

4 Come è il nostro modo di avvicinarci ai

poveri? Siamo preoccupati solo della

cura dei bisogni materiali o sappiamo

leggere in essi una domanda più radicale,

di ricerca di quel Bene che solo riempie

il cuore dell’uomo?

5 Eucaristia e limite: quanto la partecipazione

all’eucaristia domenicale ci salva

dall’ansia di doverci far carico noi di

tutte le povertà e dal rischio di cadere

nella frustrazione e nel nervosismo?

a cura di G.Z.

il Volto di Carate

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22

Perchè la vostra gioia sia piena

Dal 18 settembre al 4 dicembre 2011

Carissimi fidanzati, la Comunità cristiana

delle nostre Parrocchie - raccolte nella Comunità

pastorale “Spirito Santo” - condivide

con voi la gioia di percorrere questo

tratto di cammino decisivo per la vostra

vita e di fondamentale importanza per la

vita della Chiesa e della società umana.

Vi offriamo un percorso di preparazione, inteso

come momento di incontro, di ascolto

e di dialogo in coppia e nel gruppo.

Nell’anno di preparazione all’Incontro

Mondiale delle Famiglie di Milano, ci fermeremo

proprio sugli aspetti qualificanti il

dono del Matrimonio, che è dono di Dio,

perché uomo e donna possano realizzarsi

e vivere felici, costituendosi come luogo

dell’amore e della vita. Di seguito segnaliamo

il calendario e vi ricordiamo che il cammino

inizia dal colloquio con uno dei sacerdoti

della nostra Comunità, che voi contatterete

(vedi tel.) e al quale consegnerete

la scheda d’iscrizione.

Lunedì 19 Settembre

Incontro di presentazione - “Per amore”

Lunedì 26 Settembre

“Mettiamo su casa...” Gen 2, 18- 25

Martedì 4 Ottobre

“Mi ami? Quanto mi ami”

*Consultorio “la Famiglia”

Venerdì 7 Ottobre

Noi oltre le nostre radici

*Consultorio “la Famiglia”

Lunedì 10 Ottobre

“Una casa sulla roccia...” Mt 7, 24 - 29

Lunedì 17 Ottobre

“Per essere felici...” Mt 5, 1 - 16

Venerdì 21 Ottobre

“Saranno una carne sola”

*Consultorio “la Famiglia”

Lunedì 24 Ottobre

“Il dono nel sacramento” lc 24, 13 - 35

Venerdì 28 Ottobre

Famiglia diventa anima del mondo

*Consultorio “la Famiglia”

Lunedì 7 Novembre

“Il dono della vita”

Incontro con il medico

Lunedì 14 Novembre

“Il dono della vita” - aspetti morali

Lunedì 21 Novembre

”Una famiglia come dono” At 4, 32 - 35

Testimonianze

Lunedì 28 Novembre

Celebriamo per vivere

la liturgia del Matrimonio

Domenica 4 Dicembre

*S. Messa - ore 10.30 Basilica di Agliate

Gli incontri sono di lunedì dalle ore 21.00

alle 22.30 c/o “La sorgente” - v. B. Caprotti

5. Gli appuntamenti segnalati con

l’asterisco sono parte del percorso e vengono

proposti con la collaborazione del

Consultorio “La famiglia”.

Il cammino inizia dal colloquio con un

sacerdote. le coppie residenti nella Comunità

Pastorale sono pregate di telefonare

direttamente a uno dei seguenti recapiti

entro il mese di luglio. Chi viene da altre

parrocchie del Decanato si rivolga al proprio

Parroco.

don Gianpiero Magni 0362. 900164

Casa parrocc. / Carate

don Sandro Bianchi 0362. 903419

Basilica /Agliate

don Marco Sironi 0362. 903562

Chiesa di Realdino

don Massimo Pirovano 339. 7479771

l’Agorà

don Renato Aldeghi 0362.913309

Casa parrocc. / Albiate

* Perché vi iscrivete al percorso per il Matrimonio?

* Che cosa vi aspettate da questo cammino?

* Siete e vi sentite cristiani?

Siete contenti di esserlo?

I vostri sacerdoti e la Commissione Famiglia

il Volto di Carate Cammino di preparazione al Matrimonio cristiano


Estate. Come da noi, in tutta la diocesi di

Milano si dice “oratorio”.

Il tema dell’oratorio estivo 2011, che la

FOM ha proposto è di imparare a riflettere

sul tempo. Per questo “Battibaleno”

è lo slogan che è stato proposto, con

un sottotitolo che ben inquadra e rende

esplicita la proposta: “Insegnaci a contare

i nostri giorni” (espressione tratta

dal salmo 90 che si completa al versetto

12 con le parole “e acquisteremo un

cuore saggio”).

Don Samuele Marelli, direttore della Fondazione

Oratori Milanesi (Fom), così presenta

il tema: «la dimensione del tempo

darà contenuto a tutto il progetto. Per i

ragazzi significherà imparare a dare valore

ai diversi momenti della vita e scoprire

che il tempo va innanzitutto “abitato” con

tutte le proprie risorse e qualità. È così che

il tempo sembra passi via velocemente -

Vita della Comunità

In oratorio si vive un’estate “a tempo pieno”

Ai ragazzi è offerta l’opportunità di imparare a dare valore a ogni istante,

della propria vita

in un “battibaleno” appunto - proprio

perché la voglia di fare e di esserci si trasforma

in occasioni colte in pieno per agire

bene, relazionarsi positivamente e diventare

grandi».

la proposta “Battibaleno - Insegnaci a

contare i nostri giorni” si poggia sull’Icona

evangelica tratta dalla conclusione del

vangelo secondo Matteo (Matteo 28, 16-

20), in particolare l’ultimo versetto: «Ed

ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino

alla fine del mondo».

«Con “Battibaleno” diremo che il tempo è

innanzitutto “abitato” dalla presenza del

Signore Gesù. lo Spirito del Risorto trasforma

il nostro tempo in un tempo

“condiviso” in cui sono bandite ogni forma

di solitudine e disperazione e anche in

un tempo lineare e sensato, in cui imparare

a mettere in pratica, con la propria

volontà, la volontà del Padre». il

Volto di Carate

23


il Volto di Carate Vita della Comunità

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Dalle scuole parrocchiali

Bilancio di fine anno

Che cosa abbiamo seminato? Meglio: abbiamo seminato qualcosa?

Mi ha suscitato questa domanda una frase

dello scrittore-insegnante Alessandro

D’Avenia, autore del libro “Bianca come il

latte, rossa come il sangue”, che raccontando

i contatti avuti con tanti studenti

così si esprime: «Ho sentito una professoressa

dire, dopo un mio incontro: “A scuola

dobbiamo seminare dubbi, non certezze.”

l’alternativa non è tra dubbi e certezze,

ma tra senso e non senso della vita».

È terminato un altro anno scolastico, settantotto

alunni hanno concluso l’esperienza

della scuola media presso il nostro

Istituto parrocchiale e proseguiranno il loro

percorso scolastico presso altre scuole

superiori, e cosa porteranno con sé?

Sappiamo che con alunni di questa età si

ha più il compito di seminare che di raccogliere;

quello che abbiamo dato in questi

anni darà frutto in futuro. lo costatiamo

quando, dopo alcuni anni, i nostri alunni

tornano a salutarci e li troviamo cresciuti

fisicamente, ma anche nel modo di essere

Ci dicono quali corsi di studio stanno seguendo,

a volte già universitari, e ci meravigliamo

– positivamente – dei traguardi

raggiunti ripensando a come erano piccoli

e impreparati alla scuola e alla vita alla

conclusione della scuola media.

Salutando i nostri alunni di terza media,

l’ultimo giorno di scuola, abbiamo consegnato

loro un “messaggio” che voleva

racchiudere in poche parole autorevoli

tutto quello che abbiamo cercato insieme

in un intero anno scolastico. lo abbiamo

fatto con le parole che Benedetto XVI in

occasione di una Giornata mondiale della

gioventù, commento il Vangelo del “giovane

ricco”, laddove parlava della “scoperta

del progetto di vita”: “Nel giovane

del Vangelo, possiamo scorgere una

condizione molto simile a quella di cia-

scuno di voi. Anche voi siete ricchi di qualità,

di energie, di sogni, di speranze: risorse

che possedete in abbondanza! la stessa

vostra età costituisce una grande ricchezza

non soltanto per voi, ma anche per

gli altri, per la Chiesa e per il mondo. Il

giovane ricco chiede a Gesù: “Che cosa

devo fare?”.la stagione della vita in cui

siete immersi è tempo di scoperta: dei doni

che Dio vi ha elargito e delle vostre responsabilità.

E’, altresì, tempo di scelte

fondamentali per costruire il vostro progetto

di vita. E’ il momento, quindi, di interrogarvi

sul senso autentico dell’esistenza

e di domandarvi: “Sono soddisfatto

della mia vita? C’è qualcosa che manca?”.

Che cosa devo fare, affinché la mia

vita abbia pieno valore e pieno senso?”.

Sono orizzonti che aiutano a ripetere con

Sant’Agostino: “Desideriamo insieme la

patria celeste, sospiriamo verso la patria

celeste, sentiamoci pellegrini quaggiù”.

Tenendo fisso lo sguardo alla vita eterna,

il Beato Pier Giorgio Frassati, morto all’età

di 24 anni, sulla foto di una scalata, inviata

ad un amico, scriveva: “Verso l’alto”,

alludendo alla perfezione cristiana, ma

anche alla vita eterna. Cari giovani, vi

esorto a non dimenticare questa prospettiva

nel vostro progetto di vita: siamo

chiamati all’eternità.

E per gli adulti-educatori-insegnanti mi

aiuta sempre lo scrittore D’Avenia “Solo a

contatto con la ricerca della verità le forze

di un ragazzo si liberano, la libertà è

messa in gioco. Non uso effetti speciali,

solo le parole. E la parola che loro vogliono

sentire non è quella che dà soluzioni,

quella non l’ascoltano, ma la parola accompagnata

da occhi che brillano.

Primo Viganò,

Dirigente Istituto parrocchiale

il Volto di Carate

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Libri per l’estate

Scuole chiuse, estate che avanza... Ora si può cominciare a leggere

”Stai per cominciare a leggere. Rilassati.

Raccogliti. Allontana da te ogni altro

pensiero... prendi la posizione più comoda:

seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato.

Coricato sulla schiena, su un fianco,

sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla

sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul

pouf. Sull’amaca, se hai un’amaca. Sul

letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi

anche metterti a testa in giù, in posizione

yoga. Col libro capovolto, si capisce…..

Bene, distendi le gambe, allunga pure i

piedi su un cuscino, su due cuscini, sui

braccioli del divano, sul tavolino da tè,

sulla scrivania… Adesso regola la luce in

modo che non ti stanchi la vista e cerca

di prevedere, ora, tutto ciò che può evitarti

di interrompere la lettura. Che c’è

ancora? Comincia!... (I. Calvino: “Se una

notte d’inverno un viaggiatore”)

Ecco allora un piccolo elenco di libri da

prendere in considerazione, non sono pagine

fresche di stampa ma sempre a me

dicono tanto…

Comincio con un classico che sto rileggendo

in questi giorni, parlo di “Le chiavi

del regno” di Cronin. Si dice delle vicende

di padre Chisolm, prete scozzese,

attivo e generoso, insofferente delle convenzioni

che mortificano l’umano, missionario

in Cina, là si incontra e si scontra

anche con un mondo lontano, un diverso

sentire le cose e la vita, la sua sarà una

crescita umana e lo sarà anche per tutti

quelli che incontrerà.

Poi come non parlare di “Luce del mondo”?

È l’intervista fatta al Papa dal giornalista

P. Seewald. Il Papa parla della

chiesa e del suo pontificato, ma c’è tutto

uno spessore umano intenso e sereno come

quando racconta della sua “famiglia

vaticana” e dei film visti insieme, quelli di

Peppone e Don Camillo.

il Volto di Carate Dalle scuole parrocchiali

Quest’anno poi E. Corti, il nostro scrittore,

nostro perché nato qui nella Brianza,

compie novant’anni e allora perché non

affrontare la lettura della sua opera più

famosa ”Il cavallo rosso”? Certo sono

pagine queste da far scorrere lente e meditate,

ci dicono qualcosa di noi, della

tragedia della seconda guerra mondiale

passata anche sulle nostre valli lasciando

scie di dolore e di morte.

Per chi, invece, è dentro il mondo della

scuola ecco l’ultima fatica di P. Mastrocola:

”Togliamo il disturbo“, è un’analisi

schietta e molto ironica delle vicende che

si intessono tra alunni, docenti, programmi

e leggi ma, dice l’autrice, c’è spazio per

ciò che è la scuola e cioè l’amore al sapere

e alla conoscenza?

E in tema di scuola, alcuni classici per i

ragazzi: “Il cavaliere inesistente”, “Il

barone rampante”, ”Il visconte dimezzato”,

tutti di Calvino e anche “Il libro

della giungla“ di Kipling e “Il mastino

dei Baskerville“ di C. Doyle.

Ora uno stesso titolo per due scrittori

molto diversi. Si tratta di “Cattedrali“ di

Carver e Doninelli: entrambi i testi ci propongono

una serie di racconti accattivanti

e piacevoli ma non banali. Ricordo

anche “Suttree” di Mc. Carthy, è lo stesso

autore di “La strada“e di “Sunset limited”,

scrittura personale, respiro corto

e intenso… Non dimentichiamo “Hermann”

di Rondoni. È la bella e commovente

storia di S. Ermanno detto lo storpio

o il contratto perché nato storpio,

non ucciso o abbandonato ma cresciuto

con amorevoli cure in un monastero sul

lago di Costanza; grazie ai monaci, (cosa

ci insegna il medio evo!) diventerà grande

e famoso tanto da lasciare un segno

nella storia.

Anna Gatti,

docente Istituto parrocchiale


A chi dà, sarà dato

Generosità e gratitudine

Parrocchia Santi Ambrogio e Simpliciano – Carate Brianza

Offerte varie

NN per il Tavolo Solidale € 50,00

Ringraziando per il 50° di matrimonio € 50,00

NN ricordando l’anniversario di matrimonio € 30,00

Ricavato vendita torte Festa della Madonna del Carmine € 700,00

I famigliari in memoria di Maria Antonietta Colombo € 100,00

I famigliari in memoria di Pinuccia Dorini Panzeri € 50,00

I famigliari in memoria di Emilia Corbetta € 50,00

Per l’uso della sorgente € 35,00

S. Rosario alla Cappella delle Madonna Regina ( 17/5/2011) € 190,00

S. Messa a suffragio dei defunti di Via Azimonti e Puccini € 215,00

Offerta Cresimati € 1.225,00

I famigliari in memoria di luigi Parravicini € 200,00

I famigliari in memoria di Vincenzo Caserta € 100,00

Per l’uso della sorgente € 200,00

NN per la parrocchia € 200,00

la Cooperativa di Consumo in occasione dell’Assemblea dei soci € 250,00

Per la lampada del Santissimo Sacramento € 50,00

I condomini di via Donizetti 59 in suffragio di Anna e Alice € 75,00

I famigliari per i 100 anni di mamma Antonietta € 100,00

A.D per la parrocchia € 50,00

la classe 1931 per gli 80 anni, chiedendo suffragio per i defunti della leva € 100,00

NN per Casa Maria Immacolata € 50,00

NN a suffragio del proprio caro € 100,00

I famigliari in memoria di Fini lucia € 1.000,00

Alla Madonna di lourdes in ringraziamento € 300,00

Abitanti e amici di via Confalonieri € 265,00

Una nonna offre la tintoria per le vesti di Cristo Re € 45,00

Offerte in occasione del Battesimo

NN € 50,00 – Martina € 10.020,00 – NN € 100,00 - NN € 50,00 - NN € 50,00 - NN € 50,00

NN € 20,00 - NN € 50,00

Offerte in occasione del Matrimonio

laura ed Antonio € 200,00 - Morena e luca € 50,00

Per il Santuario di San Bernardo

NN € 150,00 – GN per promessa € 125,00 - NN € 500,00 – NN € 200,00 – NN € 100,00

All’Unitalsi

NN € 50,00 - NN € 20,00

Parrocchia Santi Pietro e Paolo - Agliate

Offerte varie

I cresimandi € 590,00 – Offerta per San Bernardo € 50,00

Offerte in occasione del Battesimo

NN € 500,00 – NN € 50,00 - NN € 50,00

Offerte in occasione del Matrimonio

laura e Diego € 3000.00 – Alice e Simone € 200,00 – Manuela e Alessandro € 200,00 –

Stefania e Mirko € 300,00

Offerte in occasione di Funerale

Enrica € 50,00

il Volto di Carate

27


il Volto di Carate

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Il libro della Vita

RIGENERATI NELLO SPIRITO

Parrocchia Santi Ambrogio e Simpliciano - Carate Brianza

35 Sofia Amelio

36 Riccardo Barzetti

37 Pietro Bottani

38 Martina Canella

39 Alberto Cesana

40 Anna Combel

41 Emma Floriani

42 Gabriele Fumagalli

43 Chiara Mariani

44 Stella Napoli

45 Susanna Pennati

46 Edoardo Rigamonti

47 Aurora Russo

48 Martina Vecchi

Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo - Agliate

13 Andrea Domenico Bentivoglio

14 Giorgia Bonaventura

15 Viola Berenice Ghezzi

16 Alice Oblatore

UNITI IN CRISTO

Parrocchia Santi Ambrogio e Simpliciano - Carate Brianza

6 Massimo Bonardi e Francesca Maggioni

7 luca Mariani e Morena Bellini

Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo - Agliate

10 Mauro Bonvini e Federica Riva

11 Simone Maggioni e Alice Pinto

12 Alessandro Piscedda e Manuela locatelli

13 Mirko Panzeri e Stefania Milani

14 Heros Mason e Alessandra Spanu

15 Alessando Gobbo e Cecilia Maria Grion

16 Giacomo Cossa ed Egle Maria Mambretti

RITORNATI AL PADRE

Parrocchia Santi Ambrogio e Simpliciano – Carate Brianza

53 lucia Fini ved. Pozzoli di anni 86

54 lucio Morini

55 Vincenzo Caserta di anni 69

56 Anna Teresa Villa Bizzozzero di anni 84

57 Andrea Carmine Finelli di mesi 6

58 Maria Giuseppina Dorini Panzeri di anni 67

59 Maria Antonietta Colombo Clerici di anni 88

60 Venera Italia Pitì ved. Marzullo di anni 84

61 Serafina Maiuli ved. Crudo di anni 96

Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo - Agliate

2 Enrica Magnaghi ved. Invitti di anni 86


Segreteria Pastorale

Presso la casa parrocchiale di Carate,

via Caprotti 1 per tutta la Comunità

pastorale Spirito Santo.

Con il seguente orario

LUNEDÌ

dalle 14.00 alle 17.00

da MARTEDÌ a VENERDÌ

dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00

SABATO

dalle 9.00 alle 12.00

Per informazioni, sottoporre necessità o

segnalarsi per le attività pastorali.

È sempre possibile rivolgersi ai sacerdoti o

contattarci anche telefonicamente al

n. 0362.900164.

È sempre in funzione la Segreteria telefonica

o il ricevimento fax.

Per Oratorio e Pastorale Giovanile si fa

riferimento a don Massimo e collaboratori

presso l’Agorà.

Per le varie Opere Caritas si contatta il

Centro d’Ascolto o i referenti presso via

Manzoni 12. Telefono 0362.900384.

Il mercoledì dalle 9.00 alle 11.00

Il giovedì dalle 17.00 alle 19.00

Da sempre ben piantati

nel territorio

Comunità Pastorale Spirito Santo

Celebrazione

del Battesimo

Domenica 10 luglio

Domenica 7 agosto

ore 15.00 Santi Ambrogio e Simpliciano

ore 16.30 Basilica Santi Pietro e Paolo

Venerdì 8 luglio e 5 agosto

alle ore 21.00, nella Prepositurale

Santi Ambrogio e Simpliciano,

incontro per genitori e padrini

delle due parrocchie

I genitori residenti nelle parrocchie

della Comunità pastorale

Spirito Santo

sono pregati di iscrivere

i propri bambini due mesi prima

della data prescelta per il Battesimo

presso la Segreteria pastorale:

Via Caprotti 1 - Carate Brianza

Telefono e fax 0362.900164

Siamo presenti nei comuni di:

Agrate Brianza - Albiate - Besana in Brianza - Bollate

Brugherio - Carate Brianza - Casatenovo - Cinisello Balsamo

Cologno Monzese - Desio - Giussano - Lecco - Lissone

Mariano Comense - Meda - Milano - Monza - Muggiò

Nova Milanese - Paderno Dugnano - Rho - Seregno - Vimercate

Sede e Direzione Generale:

20841 Carate Brianza,

Via Cusani, 6 - Tel. 0362.9401

www.bcccarate.it

il Volto di Carate

29


Azienda Accreditata

con il Servizio Sanitario Nazionale

Direttore Medico di Presidio

Dott.ssa Maria Cristina Manca

Presidio di Carate Brianza

Piazza Madonnina 1

20841 Carate Brianza

Tel. 0362.986.1

Fax 0362.991438

Informazioni e Prenotazioni

ON-LINE dal nostro Sito Internet

www.zucchi-gsd.it

Studio Medico di

ORTOPEDIA

TRAUMATOLOGIA

Dott. Andrea Marco Faggioli

Medico Chirurgo

Specialista in Ortopedia e Traumatologia

per appuntamento

UNITÀ OPERATIVE

DI RICOVERO

20841 Carate Brianza (MB)

Via L. Azimonti 2

Tel. 0362.805193

Tel. + Fax 0362.805193

E-mail afadoc@libero.it

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con Unità Gravi Cerebrolesioni

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Psichiatrici ad elevata assistenza:

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Terapeutico (CRA)

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da lunedì a venerdì 8.30 - 13.00 e 14.00 - 16.30

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Giornata Mondiale

Gioventù

Mercoledì 17

Partenza

Giovedì 18

Sistemazione in Ostello

Partecipazione alla Catechesi dei Vescovi

Ore 16.00 - Benvenuto al Santo Padre

Sera

Festival della Gioventù

Venerdì 19

Mattino

Catechesi dei Vescovi

Pomeriggio - Sera

Via Crucis e Festival della Gioventù

Sabato 20

Mattino

Trasferimento all’aeroporto militare

“Cuatro Vientos”

Sera

Veglia e Adorazione Eucaristica con il Santo Padre.

I partecipanti alla GMG

trascorreranno la notte nell’aeroporto.

Per coloro che lo desiderano

saranno allestiti diversi luoghi

dove poter svolgere

l’adorazione notturna

al Santissimo Sacramento

Domenica 21

Mattino

Celebrazione Eucaristica di Invio

Il Papa rivolgerà ai giovani presenti

il mandato missionario

ad essere testimoni

della fede in Cristo nel mondo

Partenza per Valencia con autobus privato

Dal 21 al 26 Agosto

Soggiorno a Valencia

presso il camping lalqueria www.lalqueria.com

Saremo alloggiati in comodi bungalow da 4 o 5 posti,

dotati di servizi e docce private, cucine e condizionatore

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