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i m p a t t o<br />
30 apr<strong>il</strong>e 2013 Anno I<br />
numero 9<br />
ATTUALITA’<br />
Follia a Roma: dinnanzi a<br />
Palazzo Chigi, un uomo<br />
impugna una pistola e<br />
spara, ferito gravemente<br />
un carabiniere. pag 8<br />
ECONOMIA<br />
Moody’s conferma <strong>il</strong><br />
rating all’Italia<br />
Gli analisti rimangono<br />
comunque poco positivi:<br />
l’Italia deve ancora<br />
dimostrare di avere un<br />
governo capace di fare le<br />
riforme, per questo l’out<br />
look resta negativo pag 18<br />
L’EVENTO<br />
Torna <strong>il</strong> Comicon alla<br />
Mostra d’oltremare di<br />
Napoli<br />
Centinaia di appassionati<br />
hanno riempito <strong>il</strong> salone<br />
internazionale del<br />
Fumetto. Un viaggio<br />
tra la meravigliosa<br />
spettacolarizzazione<br />
della creatività dell’arte<br />
contemporanea pag 20<br />
Calcio: Juventus e Napoli<br />
dominano in Italia. Europa,<br />
si dipinge del calcio tedesco,<br />
Bayern e Borussia super! pag 42<br />
LE LARGHE INTESE<br />
RENDONO PIU’ FORTI<br />
Sia Berlusconi che<br />
<strong>il</strong> professor Monti<br />
appoggiano <strong>il</strong><br />
governo Letta pag 4<br />
In viaggio verso la<br />
terza Repubblica<br />
... ma la carta e’ gia’ “Letta”...<br />
<strong>Impatto</strong> - settimanale di informazione laica, apartitica e libera<br />
Editore - Associazione “Gruppo <strong>Impatto</strong>”<br />
www.impattosettimanale.it - 08119168073<br />
TesTaTa in aTTesa di regisTrazione c/o Tribunale<br />
INTERVISTA<br />
Il neo miglior sommelier<br />
del Mondo, Luca Martini,<br />
racconta <strong>il</strong> “vino” ad<br />
<strong>Impatto</strong> pag 36<br />
Ritorno al Futuro ....<br />
Si è scelta una “Multipla”<br />
per <strong>il</strong> viaggio tutti<br />
assieme verso un futuro<br />
senza crisi: Serviva spazio<br />
per far accomodare tutti i<br />
partiti! pag 3
<strong>Impatto</strong>» l’apertura » pag. 2<br />
all’ interno<br />
di questo numero<br />
30 Apr<strong>il</strong>e 2013 Anno 1<br />
L’INTERVISTA<br />
Luca Martini, <strong>il</strong> neo eletto<br />
campione del Mondo al<br />
concorso WSA, racconta<br />
<strong>il</strong> suo passato, <strong>il</strong> suo<br />
presente e <strong>il</strong> suo futuro, in<br />
armonia con <strong>il</strong> vino pag. 36<br />
L’INTERVISTA<br />
Elizabeth Solaru<br />
La regina delle torte in<br />
Ingh<strong>il</strong>terra si racconta ad<br />
<strong>Impatto</strong><br />
Un breve percorso nel suo<br />
amore verso la gastronomia<br />
Italiana. A Londra gestisce<br />
un emporio di Torte ma “i<br />
migliori pasticcieri sono di<br />
Napoli” pag. 38<br />
DESATIRIBUS<br />
di Fabio Delle Donne<br />
Enrico Letta ha<br />
finalmente trovato<br />
la ricetta per creare<br />
<strong>il</strong> nuovo governo:<br />
“"prendete i vecchi<br />
ministri, mescolateli<br />
per bene ed <strong>il</strong><br />
governo e'pronto"<br />
Governo Letta (p.4)<br />
Il nuovo governo viene affidato<br />
a Enrico Letta. Sarà un esecutivo<br />
delle larghe intese dedito alla<br />
ricerca delle riforme necessarie<br />
Follia a Roma (p.8)<br />
Dinnanzi palazzo Chigi, un<br />
uomo impugna un arma e<br />
spara ai carabinieri. “Volevo<br />
uccidere qualche politico”<br />
Il caso Claps (p.9)<br />
Il giorno della liberazione arriva la<br />
conferma dei 30 anni di reclusione a<br />
Dan<strong>il</strong>o Restivo. Analizziamo insieme<br />
questo lungo giallo, pieno di misteri<br />
a 68 anni di distanza<br />
di Guglielmo Pulcini<br />
Responsab<strong>il</strong>e Editoriale<br />
guglielmo.pulcini@impattosettimanale.it<br />
25 apr<strong>il</strong>e 1945 – 25 apr<strong>il</strong>e 2013: Sono passati<br />
68 anni dal giorno della liberazione dell’Italia<br />
dal nazifascismo, eppure fa effetto notare<br />
come a 68 anni di distanza le immagini di rito<br />
di questa celebrazione - che all’epoca venne<br />
ritenuta fondamentale per <strong>il</strong> destino futuro<br />
del nostro Paese - si siano completamente<br />
rovesciate.<br />
25 apr<strong>il</strong>e 1945: Centinaia di migliaia di<br />
persone si riversano per le strade di M<strong>il</strong>ano, la<br />
capitale del nord, appena epurata dello spettro<br />
di Mussolini. I tanti osservatori applaudono<br />
la sf<strong>il</strong>ata dei partigiani, i quali, festanti - per le<br />
vie della metropoli - sbandierano <strong>il</strong> tricolore<br />
italiano, cantano Oh bella ciao, la canzone del<br />
Piave, e qualcuno, azzardando, anche Fratelli<br />
d’Italia di Goffredo Mameli (all’epoca non<br />
ben visto né dai fascisti né della resistenza).<br />
Insomma grande giub<strong>il</strong>o per una Nazione<br />
appena liberata dall’invasore tedesco e dal<br />
fratello “caino” fascista.<br />
25 apr<strong>il</strong>e 2013: Centinaia di migliaia di<br />
persone si riversano nelle strade di Roma, la<br />
vera capitale dell’Italia Repubblicana, che dopo<br />
aver finalmente trovato <strong>il</strong> nuovo Papa, ha anche<br />
ritrovato un Presidente della Repubblica ed<br />
un Governo. I tanti osservatori scesi in piazza,<br />
questa volta partecipano più attivamente<br />
alla “festa”, ed inveiscono contro quei politici<br />
italiani; la cosiddetta casta, che ha appena<br />
deciso di rieleggere <strong>il</strong> vecchio Presidente della<br />
Repubblica, Giorgio Napolitano: l’unico capace<br />
di poter mettere d’accordo le varie forze<br />
politiche per creare un mega governo delle<br />
larghe intese; <strong>il</strong> quale, inosservante dei voti<br />
degli elettori italiani, può finalmente portare la<br />
nazione fuori dal baratro della crisi.<br />
I tanti manifestanti di Roma – ai quali tocca<br />
anche vedere scene di “diti medi” rivolti da<br />
parte di membri della casta nei loro confronti<br />
– continuano ancora a cantare, a 68 anni, di<br />
distanza sia Oh bella ciao che l’inno di Mameli,<br />
che questa volta è visto di buon occhio da<br />
tutti … forse un po’ meno da chi (nonostante<br />
la sua posizione istituzionale, non ne ricorda<br />
le parole) e continuano anche ad applaudire<br />
i “compagni” scesi in piazza per opporsi al<br />
“marcio” sistema.<br />
Tutto regolare fin qui, ma dove è finito<br />
<strong>il</strong> giub<strong>il</strong>o? Semplice: Non c’è! Non c’è stato!<br />
Quest’anno le immagini della festa delle<br />
Liberazione, hanno dimostrato come - secondo<br />
qualcuno - sia forse arrivato <strong>il</strong> momento<br />
di liberare una seconda volta un’Italia già<br />
“liberamente democratica”.<br />
Born in USA (p.16)<br />
Perchè tutto <strong>il</strong> mondo continua a<br />
guardare all’economia americana?<br />
Quanto contano oggi i dati<br />
macroeconomici degli USA?<br />
Incubo stupri (p.22)<br />
Continua l’incubo stupri in India.<br />
Nuovi gialli arrivano da New Delhi.<br />
Intanto le donne del paese protestano<br />
per avere maggiori protezioni<br />
Euro - Germania (p.42)<br />
Nella semifinale di andata di Champions<br />
League, dominano le tedesche. Bayern<br />
e Borussia alla grande <strong>il</strong> conto finale è<br />
Germania 8 - Spagna 1<br />
Ognuno fa <strong>il</strong> suo gioco<br />
e nasce <strong>il</strong> “vecchio”<br />
governo Letta!<br />
di Giorgio Nugnes<br />
Direttore Responsab<strong>il</strong>e<br />
“Ognuno fa <strong>il</strong> suo gioco e nasce <strong>il</strong> “vecchio”<br />
governo Letta.<br />
Letta riceve l’incarico e parte la scelta dei<br />
ministri. Il piano è un cambio generazionale,<br />
senza ex dei governi Prodi e Berlusconi,<br />
tranne qualche eccezione di lusso.<br />
Affinché <strong>il</strong> governo Letta possa esistere,<br />
e incassare la fiducia, deve accontentare i<br />
propri sostenitori. Si dividano equamente<br />
quindi i ministeri tra Scelta Civica, Pdl e PD.<br />
Perché Letta non è esentato neanche dal<br />
dover convincere <strong>il</strong> PD; tutt’altro che certo<br />
infatti <strong>il</strong> voto di fiducia da tutto <strong>il</strong> partito<br />
democratico. Alcune voci interne stimano<br />
una ventina di voti contrari alla fiducia.<br />
Oppure, per non votare contro <strong>il</strong> governo<br />
Letta, si “limiteranno” ad uscire dall’aula.<br />
Dopo più di due mesi dalle elezioni, dopo<br />
la scelta, anzi la riconferma, del presidente<br />
della Repubblica, dopo <strong>il</strong> d<strong>il</strong>aniamento<br />
del PD, l’Italia ha un nuovo governo. Ma<br />
se queste elezioni erano state presentate<br />
come le più “rivoluzionarie” della storia<br />
italiana, <strong>il</strong> governo formatosi, a veder<br />
bene, non ha niente di nuovo. Il premier<br />
è <strong>il</strong> vicesegretario del PD, <strong>il</strong> vice premier<br />
e ministro dell’interno è Angelino Alfano,<br />
segretario del PDL e braccio destro di<br />
S<strong>il</strong>vio Berlusconi. Gr<strong>il</strong>lo grida allo scandalo,<br />
indicando questi momenti come la notte<br />
della Repubblica, con 8 m<strong>il</strong>ioni di elettori<br />
del movimento5stelle neanche considerati.<br />
Insieme a Sel e Lega Nord, M5S si piazza<br />
infatti all’opposizione. Si dicono indignati,<br />
sono infuriati; ma probab<strong>il</strong>mente per Gr<strong>il</strong>lo<br />
e i suoi le cose sono andate bene, rispetto<br />
all’immediato post voto. In effetti, Gr<strong>il</strong>lo, ha<br />
costruito <strong>il</strong> suo enorme successo cavalcando<br />
l’onda del malcontento popolare nei<br />
confronti di partiti che dicevano di<br />
odiarsi, ma che in realtà, da oltre 20 anni<br />
tenevano in mano le redini dell’Italia,<br />
portandola alla rovina. Fuori dalle urne,<br />
con Bersani che non voleva l’accordo con<br />
Berlusconi, <strong>il</strong> ruolo di Gr<strong>il</strong>lo e gr<strong>il</strong>lini, si era<br />
andato a modificare; dalla fac<strong>il</strong>e posizione<br />
di violenta e feroce opposizione sono<br />
passati inaspettatamente alla possib<strong>il</strong>ità<br />
di poter governare. Invece ora, che tutto è<br />
tornato come prima, con <strong>il</strong> governo dalle<br />
larghe intese, vecchie o giovani che siano,<br />
<strong>il</strong> m5s è tornato così alla propria natura<br />
più congeniale: un movimento di svolta<br />
insediatosi grazie ad un voto di protesta<br />
contro la vecchia classe politica che ancora<br />
una volta è riuscita ad occupare le poltrone<br />
migliori di comune accordo. Ma è doveroso<br />
ricordarlo: per una settimana Gr<strong>il</strong>lo ha<br />
avuto l’occasione di mettere Berlusconi<br />
alla porta concedendo la fiducia al<br />
governo Bersani con i punti programmatici<br />
praticamente presi dal programma 5 stelle.<br />
E <strong>il</strong> sommo Gr<strong>il</strong>lo ha detto no, provocando<br />
infatti forti malcontenti tra la sua base. Ma<br />
evidentemente tutto era programmato. Ora<br />
l’inciucio è compiuto; e i grandi litiganti,<br />
gli avversari di sempre, Berlusconi e PD,<br />
di nuovo insieme. Letta, che da sempre<br />
elargisce parole negative, quasi di scherno,<br />
durissime invettive contro <strong>il</strong> caimano che<br />
bisognava combattere a spada tratta e con<br />
<strong>il</strong> quale mai e poi mai bisognava allearsi,<br />
ora stringe mani e da pacche sulle spalle.<br />
Un governo d’azione per salvare <strong>il</strong> paese.<br />
Larghe intese per formare un governo<br />
di scopo. Ma le stesse forze che hanno<br />
provocato <strong>il</strong> disastro, inserendo qua e là<br />
due giovinastri, non salveranno niente.”<br />
<strong>Impatto</strong>» l’apertura » pag. 3<br />
L’editoriale: Si spara fuori al<br />
palazzo! e dentro?<br />
di Gaetano Capaldo<br />
Si spara fuori al palazzo. Mentre dentro giura<br />
<strong>il</strong> governo dell’accordo bipartisan, fuori c’è<br />
l’Italia. Disperata e pronta a tutto. Carabinieri<br />
feriti, la tranqu<strong>il</strong>la domenica romana è stata<br />
teatro di un fatto di cronaca di eccezionale<br />
gravità. Non si può accettare con indifferenza<br />
che volino proiett<strong>il</strong>i all’entrata di palazzo<br />
Chigi: far finta di niente è ancora più grave<br />
dell’atto criminale in sé. Il nuovo governo,<br />
invece, pare proprio aver imboccato la via<br />
opposta. Il nuovo ministro dell’Interno, Alfano,<br />
ha fatto un veloce dipinto di chi ha sparato,<br />
ha stigmatizzato – confermando che la mano<br />
non ha sparato per conto di nessun gruppo<br />
eversivo – poi ha chiuso la discussione dicendo<br />
che l’attenzione resterà alta. Tutti assunti<br />
scontati, di rito. Sarebbe stato interessante<br />
sentire una ferma (e giusta) condanna del<br />
gesto accompagnata da una rassicurazione.<br />
“Governeremo in modo da tentare di risolvere<br />
i problemi della gente, evitando <strong>il</strong> ripetersi di<br />
gesti come questo” avrebbe rappresentato<br />
un messaggio importante verso <strong>il</strong> paese. Non<br />
una legittimazione dell’atto, anzi l’opposto.<br />
Una dichiarazione politica di buone intenzioni,<br />
volta a dare garanzie agli italiani. Invece<br />
niente. Si torna a parlare del nulla e <strong>il</strong> nuovo<br />
esecutivo parte con <strong>il</strong> piede sbagliato. Pare<br />
che nulla sia cambiato. Si ragiona ancora di<br />
abolizione dell’Imu mentre nell’Italia - quella<br />
che è fuori dalla bagarre del palazzo - le cose<br />
vanno veramente male. Con l’economia in<br />
difficoltà - mortificata dall’immob<strong>il</strong>ismo della<br />
politica -, le difficoltà nel rifinanziamento<br />
della previdenza sociale e tante altre note<br />
problematiche, la discussione si sposta su<br />
una tassa che – per quanto odiosa possa<br />
essere – non rappresenta di certo <strong>il</strong> primo<br />
problema a cui gli italiani devono fare fronte.<br />
Più che migliorare, dopo le elezioni, le cose<br />
paiono essere addirittura peggiorate. Le larghe<br />
intese sono arrivate dopo un percorso politico<br />
povero di contenuti programmatici. Le parti<br />
si sono messe insieme senza neanche sapere<br />
quali sono i punti condivisi, quasi per tirare<br />
a campare e mettersi al riparo dal fenomeno<br />
Gr<strong>il</strong>lo. La decisione potrebbe rivoltarsi contro<br />
<strong>il</strong> PD, finendo per portare un’altra quota del<br />
suo elettorato nell’orbita dell’antipolitica. Un<br />
piccolo esercito di delusi, infatti, potrebbe finire<br />
per abbandonare definitivamente <strong>il</strong> progetto<br />
del Partito Democratico in caso di nuove<br />
elezioni, sempre se tale soggetto politico<br />
esisterà ancora dopo <strong>il</strong> prossimo congresso.<br />
Su queste basi, anche <strong>il</strong> nuovo governo non<br />
pare avere lunga vita davanti. Se <strong>il</strong> massimo<br />
comune denominatore che ha unito PD e PDL è<br />
<strong>il</strong> mantenimento dello status quo e continuare<br />
a governare come si è fatto negli ultimi venti<br />
anni, c’è da chiedersi quale credib<strong>il</strong>ità potrebbe<br />
avere tale classe politica in caso di nuove<br />
elezioni. Dopo un anno di governo tecnico, <strong>il</strong><br />
penoso episodio dell’elezione del presidente<br />
della Repubblica e <strong>il</strong> naufragio delle larghe<br />
intese, con quale coraggio la generazione<br />
della Seconda Repubblica potrebbe tornare a<br />
chiedere <strong>il</strong> voto agli italiani?
<strong>Impatto</strong>» Primo Piano» pag. 4<br />
Il Governo di Enrico Letta è la svolta<br />
per uscire dal baratro della crisi? Per <strong>il</strong><br />
momento riforme e larghe intese!<br />
Nipote di<br />
Gianni Letta,<br />
braccio destro<br />
di Berlusconi. Il<br />
nuovo premier<br />
ha subito<br />
formato <strong>il</strong><br />
governissimo<br />
di Marianna Rago<br />
Giornalista<br />
marianna.rago@impattosettimanale.it<br />
L’anno 2013 si apre con una<br />
delusione cocente per <strong>il</strong> Partito<br />
Democratico, convinto che in<br />
febbraio sarebbe arrivato <strong>il</strong><br />
momento di Pier Luigi Bersani, e<br />
vede salire a Montecitorio quello<br />
che fu, nel 1998, <strong>il</strong> più giovane<br />
ministro della Repubblica Italiana.<br />
Si tratta di Enrico Letta che<br />
ad agosto festeggerà <strong>il</strong> suo<br />
quarantasettesimo compleanno e<br />
che dal 28 apr<strong>il</strong>e 2013 è diventato<br />
Presidente del Consiglio dei<br />
Ministri, sciogliendo la riserva con<br />
la quale aveva precedentemente<br />
accettato l’incarico di formazione di<br />
un nuovo Governo conferitogli dal<br />
Presidente della Repubblica Giorgio<br />
Napolitano.<br />
La sua carriera politica nasce<br />
tra i membri più giovani della<br />
Democrazia Cristiana, i Giovani<br />
democristiani europei, di cui sarà<br />
segretario dal 1991 al 1995. Dal 1996<br />
fino al 2001, poi, <strong>il</strong> suo percorso<br />
lo vedrà ricoprire diverse cariche:<br />
vicesegretario del Partito Popolare<br />
Italiano, Ministro delle Politiche<br />
comunitarie, Ministro dell’Industria.<br />
Sebbene nel 2004 fosse stato eletto<br />
al Parlamento europeo per la lista<br />
“Uniti per l’Ulivo”, nel 2006 accetta<br />
la nomina come Segretario del<br />
Consiglio dei Ministri nel governo<br />
Prodi.<br />
Nel 2007 è tra i quarantacinque<br />
membri del Comitato nazionale<br />
per <strong>il</strong> Partito Democratico, dai quali<br />
nascerà <strong>il</strong> futuro Pd.<br />
Sposato in seconde nozze con la<br />
giornalista Gianna Fregonara e<br />
padre di tre figli, è nipote di Gianni<br />
Letta, fratello del padre e membro<br />
della fazione opposta, <strong>il</strong> Popolo<br />
delle Libertà. I blogger si scatenano<br />
all’idea di una famiglia intera al<br />
governo, ma quel che è certo è<br />
che le “Larghe intese” profetizzate<br />
in famiglia si sono riversate anche<br />
nella politica nazionale: <strong>il</strong> 27 apr<strong>il</strong>e<br />
Enrico Letta ha sciolto la riserva<br />
ed ha formato <strong>il</strong> primo governo condiviso<br />
dall’asse Pd – Pdl. Tra i venti ministri, diversi i<br />
nomi provenienti dal centrodestra, primo fra<br />
tutti Angelino Alfano, vicepremier e Ministro<br />
dell’Interno, ma anche sorprese: Emma<br />
Bonino e Maria Chiara Carrozza che vanno,<br />
rispettivamente, al Ministero degli Esteri e<br />
della Pubblica Istruzione.<br />
La formazione schierata da Letta non ha<br />
lasciato nessuno indifferente, né tra i m<strong>il</strong>itanti<br />
del Pd che si dividono tra Governissimo sì,<br />
no e forse né tra i cittadini che non m<strong>il</strong>itano<br />
in nessun partito, che pure tra social, e-ma<strong>il</strong><br />
e web in generale hanno fatto sentire la loro<br />
voce e hanno provato a far pervenire al nuovo<br />
Governo le loro istanze. Tra i temi frequenti:<br />
legge elettorale, abolizione parziale e totale<br />
dei “priv<strong>il</strong>egi” parlamentari e meno tasse.<br />
Nel discorso programmatico per la fiducia,<br />
tenutosi <strong>il</strong> 29 apr<strong>il</strong>e scorso, <strong>il</strong> Presidente del<br />
Consiglio sembra aver ripreso in parte questi<br />
temi in una prospettiva più larga, quella<br />
degli “Stati Uniti d’Europa”. E non è un caso,<br />
infatti, che Enrico Letta abbia affermato che<br />
se <strong>il</strong> Governo riceverà la fiducia da parte del<br />
Parlamento si recherà subito a Bruxelles.<br />
Quali saranno le priorità del Governo di<br />
“Larghe intese” fortemente voluto dallo stesso<br />
centrodestra?<br />
Abolizione delle province e superamento<br />
del bicameralismo paritario, innanzitutto. Il<br />
Governo Letta intende portare a termine delle<br />
riforme già iniziate tra cui quella che investe <strong>il</strong><br />
Senato che deve divenire – come spiegato dal<br />
Presidente del Consiglio – Senato delle regioni.<br />
Confluiscono nella programmazione del<br />
governo molti temi cari al centrodestra. Primo<br />
fra tutti, quello che riguarda l’abolizione<br />
dell’Imu, attuab<strong>il</strong>e già a partire da giugno per<br />
attuare quella che Letta intende come una<br />
“Seria politica sulla casa”.<br />
E quanto ai temi sulla “Questione morale”<br />
cosiddetta, i gr<strong>il</strong>lini ironizzano sul web,<br />
affermando che sia una copia del loro<br />
programma.<br />
Non manca infatti l’accenno, nel discorso<br />
programmatico, ad una politica più sobria<br />
e dalla morale più rigida, né viene meno<br />
l’interesse verso i costi e gli sprechi della<br />
politica, a cui sarà dedicato <strong>il</strong> primo atto del<br />
Governo, volto a “eliminare lo stipendio dei<br />
ministri parlamentari che si aggiunge alla loro<br />
attività”.<br />
Quando nel 2007 annunciò la sua candidatura<br />
alla segreteria del Pd ricevette numerosi<br />
consensi, tra cui quello dell’europarlamentare<br />
Gianni Pittella e di altre personalità politiche<br />
di spicco; adesso Enrico Letta per una buona<br />
<strong>Impatto</strong>» Primo Piano » pag. 5<br />
parte della compagine politica italiana sembra<br />
essere la soluzione al problema di una politica<br />
che per oltre cinquanta giorni ha lasciato un<br />
Paese senza governo. Sarà davvero così?<br />
L’impresa non è certamente semplice, e se lo<br />
stesso Presidente del Consiglio si rifà alla figura<br />
biblica di Davide, c’è da riconoscere che <strong>il</strong> Golia<br />
da sconfiggere non è dei giganti più semplici.
<strong>Impatto</strong>» Primo Piano » pag. 6<br />
Tutti gli uomini del Presidente<br />
Ecco chi sono tutti i ministri del nuovo governo Letta<br />
di Angelo Scola<br />
Giornalista<br />
angelo.scola@impattosettimanale.it<br />
Finalmente l’Italia ha un governo! Lo scorso 28<br />
Apr<strong>il</strong>e <strong>il</strong> neo Premier Enrico Letta ed i membri<br />
del proprio esecutivo hanno giurato al cospetto<br />
del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. La<br />
lista dei ministri vede personalità bipartisan<br />
provenienti sia dallo schieramento di centro<br />
destra che di centro sinistra. Presenti anche<br />
alcune figure di spessore esterne alla politica.<br />
Enrico Letta, presidente del Consiglio.<br />
Nato a Pisa, 46 anni è sposato ed ha tre figli.<br />
Laureato in Scienze politiche all’Università di<br />
Pisa. Ha poi conseguito <strong>il</strong> dottorato di ricerca<br />
in Diritto delle comunità europee presso la<br />
Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Inizia la<br />
sua carriera politica tra le f<strong>il</strong>e della Democrazia<br />
Cristiana. In seguito al suo scioglimento<br />
aderisce al Partito Popolare Italiano. Nel ’98<br />
è stato nominato ministro per le Politiche<br />
Comunitarie del Governo D’Alema I diventando<br />
<strong>il</strong> più giovane, fino ad allora, ministro della<br />
storia della Repubblica. In seguito ministro<br />
dell’Industria nei Governi D’Alema II ed Amato<br />
II e poi sottosegretario di Stato alla Presidenza<br />
del Consiglio dei Ministri del Governo Prodi II.<br />
Europarlamentare dal ’04 al ’06 nel ’01 viene<br />
eletto alla Camerta dei Deputati tra le f<strong>il</strong>e de<br />
La Margherita. E’ vicesegretario del Partito<br />
Democratico dal 2009.<br />
Angelino Alfano, vice-premier e ministro<br />
dell’Interno.<br />
Nato ad Agrigento, 42 anni, laureato in<br />
giurisprudenza presso l’Università Cattolica<br />
del Sacro Cuore di M<strong>il</strong>ano. Inizia la propria<br />
esperienza politica con la Democrazia Cristiana.<br />
Nel ’04 aderisce al neonato partito Forza Italia.<br />
Eletto per la prima volta deputato nel ’06 due<br />
anni più tardi viene scelto da S<strong>il</strong>vio Berlusconi<br />
come ministro della Giustizia. Segretario del<br />
Pdl dal 2011.<br />
Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti ed<br />
alle Infrastrutture.<br />
Nato a M<strong>il</strong>ano, 53 anni, laureato in Scienze<br />
Politiche ad indirizzo economico presso<br />
l’Università Cattolica del Sacro Cuore di<br />
M<strong>il</strong>ano. Da <strong>il</strong> via alla sua carriera politica nel<br />
’93 quando divenne consigliere comunale per<br />
la Democrazia Cristiana a M<strong>il</strong>ano. Nel ’01 viene<br />
eletto alla Camera dei Deputati per Forza Italia.<br />
Durante la XVI Legislatura ricopre l’incarico di<br />
vice-presidente dalla Camera, riconfermato<br />
anche nella XVII fino alla nomina di ministro.<br />
Mario Mauro, ministro della Difesa.<br />
Nato a San Giovanni Rotondo, 51 anni, laureato<br />
in f<strong>il</strong>osofia presso l’Università Cattolica del<br />
Sacro Cuore. Eletto per la prima volta al<br />
Parlamento europeo nel ’99 tra le f<strong>il</strong>e di Forza<br />
Italia, alla vig<strong>il</strong>ia delle scorse elezioni, ha<br />
lasciato lo schieramento di centro-destra per<br />
passare a Scelta Civica. Già vicepresidente del<br />
Parlamento europeo dal ’04 al ’09 e capo del<br />
gruppo Pdl all’europarlamento dal ’09 al ’13. Ha<br />
fatto parte della commissione dei dieci “saggi”<br />
scelti da Napolitano.<br />
Dario Franceschini, ministro per i<br />
Rapporti con <strong>il</strong> Parlamento.<br />
Ferrarese laureato in giurisprudenza<br />
all’Università degli Studi di Ferrara, è avvocato<br />
civ<strong>il</strong>ista cassazionista. L’inizio della propria<br />
carriera politica è di matrice Democristiana.<br />
Dopo le dimissioni di Veltroni assunse la<br />
carica di segretario del Partito Democratico. Già<br />
sottosegretario alla presidenza del Consiglio<br />
con delega alle riforme istituzionali nel primo<br />
governo D’Alema nella scorsa legislatura è stato<br />
capogruppo alla Camera del Pd.<br />
Enzo Moavero M<strong>il</strong>anesi, ministro degli<br />
Affar Europei.<br />
Romano, 58 anni, sposato con tre figli. Laureato<br />
con lode in giurisprudenza presso l’università<br />
degli Studi di Roma La Sapienza. Ex giudice<br />
della Corte di giustizia europea. M<strong>il</strong>anesi è stato<br />
chiamato da Monti per occuparsi di Politiche<br />
comunitarie, l’incarico gli è stato confermato<br />
anche da Letta. Alle scorse elezioni politiche è<br />
stato candidato al Senato nella lista Con Monti<br />
per l’Italia ma non è stato eletto.<br />
Gaetano Quagliariello, ministro delle<br />
Riforme Istituzionali.<br />
Napoletano, laureato in scienze politiche<br />
attualmente è ordinario di Storia dei partiti<br />
politici presso la LUISS di Roma. Da giovane<br />
fu iscritto al Partito Radicale di cui è stato<br />
vicesegretario nazionale, nel ’94 si iscrive a<br />
Forza Italia. E’ stato eletto per la prima volta alla<br />
Camera dei Deputati nel ’06.<br />
Enrico Giovannini, ministro del Lavoro.<br />
Romano, 55 anni, dal ’09 è presidente<br />
dell’Istatdal. Laureato in Economia e Commercio<br />
all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.<br />
E’ stato uno dei saggi nominati da Napolitano.<br />
Professore di Statistica economica presso la<br />
Facoltà di Economia dell’Università di Roma<br />
Tor Vergata. Presidente della Conferenza degli<br />
Statistici Europei dal ’09.<br />
Graziano Delrio, ministro degli Affari<br />
Regionali.<br />
Reggiano, 53 anni, è sposato e padre di nove<br />
figli. Laureato in Medicina, è specializzato in<br />
endocrinologia. E’ inoltre docente e ricercatore<br />
all’Università di Modena e Reggio Em<strong>il</strong>ia. Iscritto<br />
al Pd è vicino all’area cattolica del partito. Eletto<br />
sindaco di Reggio Em<strong>il</strong>ia per la prima volta<br />
nel ’04 è stato riconfermato nel ’09. Oltre alla<br />
carica di primo cittadino ricopre anche quella<br />
di presidente dell’Associazione nazionale dei<br />
comuni italiani.<br />
Nunzia De Girolamo, ministro per le<br />
Politiche Agricole.<br />
Nata a Benevento, 37 anni, avvocato. Laureata<br />
in giurisprudenza dell’Università La Sapienza di<br />
Roma. E’ entrata in parlamento per la prima volta<br />
nel ’08, eletta nella lista del Pdl. Al suo secondo<br />
mandato da deputata, è membro del consiglio<br />
direttivo del Pdl a Montecitorio.<br />
Beatrice Lorenzin, ministro della Salute.<br />
Romana, 41 anni, diplomata al liceo classico.<br />
Inizia a fare politica nel ’97 aderendo a Forza<br />
Italia. Eletta alla Camera dei Deputati per la<br />
prima volta nel ’08.<br />
Andrea Orlando, ministro all’Ambiente.<br />
Nato a La Spezia, 44 anni, conseguita la maturità<br />
scientifica inizia a fare politica tra le f<strong>il</strong>e del PCI. E’<br />
<strong>il</strong> portavoce nazionale del Partito Democratico.<br />
Al suo secondo mandato da Deputato, viene<br />
eletto per la prima volta alle elezioni politiche<br />
del ’08.<br />
Maria Chiara Carrozza, ministro<br />
dell’Istruzione e della Ricerca.<br />
Nata a Pisa, 47 anni. Laureata in fisica e dottore<br />
di ricerca in Ingegneria, è professore ordinario<br />
di ingegneria presso la Scuola superiore di studi<br />
universitari e di perfezionamento Sant’Anna di<br />
Pisa. E’ stata rettore dello stesso ateneo dal ’07 al<br />
’13. Attualmente è deputata per <strong>il</strong> Pd.<br />
Emma Bonino, ministro degli Esteri.<br />
Nata a Bra nel ’48 è una delle figure simbolo<br />
del radicalismo liberale italiano dell’età<br />
repubblicana. Eletta per la prima volta alla<br />
Camera nel ’76. Ha ricoperto diversi incarichi<br />
di governo: nel ’06 è ministro per <strong>il</strong> commercio<br />
internazionale e per le politiche europee nel<br />
Governo Prodi II poi vicepresidente del Senato<br />
della Repubblica dal 6 maggio ’08 al 15 marzo<br />
’13. Già commissario europeo dal ’95 al ’99.<br />
Anna Maria Cancellieri, ministro della<br />
Giustizia.<br />
Nata a Roma nel ’43 è laureata in Scienze<br />
Politiche alla Sapienza di Roma. Ministro degli<br />
Interni uscente passa alla Giustizia. Giornalista<br />
pubblicista, nel ’72 entra nell’amministrazione<br />
del ministero dell’interno. Il 1 settembre ’93<br />
viene nominata prefetto, nel ’94 è commissario<br />
straordinario a Parma. Nel ’09 lascia<br />
l’amministrazione dell’interno ed è collocata in<br />
quiescenza.<br />
Fabrizio Saccomanni, ministro<br />
dell’Economia.<br />
Romano, nato nel ’42, laureato in Economia<br />
e Commercio alla Bocconi di M<strong>il</strong>ano. Dal<br />
’06 è direttore generale della Banca d’Italia.<br />
Come rappresentante della Banca centrale<br />
italiana ha lavorato presso <strong>il</strong> Fondo Monetario<br />
Internazionale, la Banca centrale europea, la<br />
Banca dei Regolamenti Internazionali e l’Unione<br />
Europea.<br />
Giampiero D’Alia, ministro della Pubblica<br />
Amministrazione.<br />
Nato a Messina, 46 anni, laureato in<br />
giurisprudenza. E’ stato eletto per la prima volta<br />
alla Camera dei deputati nel ’01 per l’Udc. Già<br />
sottosegretario al ministero dell’Interno nel<br />
governo Berlusconi III.<br />
Josefa Idem, ministro alle Pari<br />
Opportunità. Sport, Politiche giovan<strong>il</strong>i.<br />
Nata nel 1964 a Goch, in Germania – allora<br />
Germania Est – pluricampionessa mondiale ed<br />
olimpica nella specialità della canoa K1 (kayak<br />
<strong>Impatto</strong>» Primo Piano » pag. 7<br />
individuale). E’ uno dei simboli più conosciuti<br />
e ammirati dello sport azzurro. Inizia la propria<br />
carriera nella nazionale tedesca, dal ’90 vive e<br />
gareggia a livello agonistico per l’Italia. Sposata<br />
ha due figli. Ha partecipato ad 8 edizioni dei<br />
Giochi Estivi, ininterrottamente da Los Angeles<br />
‘84 a Londra 2012, record assoluto nello sport<br />
femmin<strong>il</strong>e. Alle ultime elezioni viene eletta<br />
senatrice per <strong>il</strong> Pd.<br />
Carlo Trig<strong>il</strong>ia, ministro per la Coesione<br />
Territoriale.<br />
Siracusano, 61 anni, professore ordinario di<br />
sociologia economica presso la Facoltà di<br />
scienze politiche Cesare Alfieri dell’Università<br />
degli Studi di Firenze. Membro della Fondazione<br />
Italianieuropei e presidente della Fondazione<br />
RES (istituto di ricerche sic<strong>il</strong>iano).<br />
Flavio Zanonato, ministro Sv<strong>il</strong>uppo Economico<br />
Nato nel 1950 a Padova è stato sindaco della<br />
sua città dal ’93 al ’95. Rieletto nel ’04, durante<br />
<strong>il</strong> suo secondo mandato ha fatto parlare di<br />
se per la costruzione del “muro” di via Anelli.<br />
Inizia a fare politica aderendo ad i movimenti<br />
studenteschi del PCI. Nel Pd dal 2007, nel 2009<br />
viene riconfermato sindaco di Padova, con <strong>il</strong><br />
52% dei voti.<br />
Cec<strong>il</strong>e Kyenge, ministro Integrazione.<br />
Nata a Kambove nella Repubblica Democratica<br />
del Congo, è in Italia dal 1983. Sposata con un<br />
italiano ha due figlie. Laureata in Medicina e<br />
Chirurgia conseguita all’Università Cattolica del<br />
Sacro Cuore di Roma e specializzata in oculistica<br />
presso l’Università di Modena e Reggio Em<strong>il</strong>ia.<br />
Primo ministro di colore della storia della storia<br />
Italiana. Da sempre impegnata al servizio della<br />
promozione sociale e dell’integrazione. E’ stata<br />
eletta alla Camera dei Deputati per <strong>il</strong> Pd lo scorso<br />
25 Febbraio.<br />
Massimo Bray, ministro dei Beni culturali.<br />
Leccese, 54 anni, studia a Firenze conseguendo<br />
la laurea in Lettere e F<strong>il</strong>osofia nel ’84. Neoeletto<br />
deputato del Pd alle scorse elezioni politiche. È<br />
direttore della rivista Italianieuropei e presiede<br />
<strong>il</strong> consiglio d’amministrazione della fondazione<br />
“Notte della Taranta”. Cura, inoltre, un blog<br />
nell’edizione italiana dell’Huffington Post.
<strong>Impatto</strong>» Attualità » pag. 8<br />
Assalto di “animalisti” ai laboratori<br />
dell’università di M<strong>il</strong>ano Sparatoria a palazzo<br />
È palese che quando si vuole portare una ideologia<br />
all’estremo, varcando i limiti del fanatismo, si<br />
finisce spesso per commettere grossi errori che<br />
mettono in risalto stupidità e voglia di far casino<br />
per finire su televisioni e giornali.<br />
Ora, sia ben chiaro che io non voglio assolutamente<br />
criticare le ragioni degli animalisti, ma quando è<br />
troppo è troppo, signori. Ed è troppo, a mio avviso,<br />
quello che è successo nei laboratori dell’Università<br />
di M<strong>il</strong>ano questo 23 Apr<strong>il</strong>e.<br />
Un gruppo di attivisti animalisti, facenti parte<br />
del gruppo “Fermare Green H<strong>il</strong>l” ha letteralmente<br />
preso d’assalto i suddetti laboratori (usando<br />
schede magnetiche ottenute <strong>il</strong>legalmente) in cui,<br />
a detta loro, si praticava vivisezione e gli animali<br />
(circa 800 tra conigli e topi) venivano costretti a<br />
vivere in condizioni pietose. Ascoltando le loro<br />
ragioni, la causa sarebbe più che giusta.<br />
Ma la scena che gli animalisti si sono trovati<br />
davanti è stata tutt’altra. Le cavie vivevano in<br />
condizioni adeguate, versavano in condizioni<br />
d’igiene impeccab<strong>il</strong>i, le loro gabbie erano<br />
ordinate e delle stesse dimensioni di quelle per<br />
uso domestico, <strong>il</strong> cibo, così come l’acqua, non<br />
mancava. Gli animali erano infatti tenuti anche<br />
da giovani universitari, che, svolgendo attività<br />
di ricerca,gli si affezionavano, tenendo al loro<br />
benessere. Gli animalisti, una volta entrati iniziano<br />
la “diretta” con i loro fan su Facebook, postando<br />
foto dei laboratori e di loro che si incatenano ai<br />
maniglioni antipanico delle porte in segno di<br />
protesta. Nel frattempo gli altri hanno pensato<br />
bene di vandalizzare gli ambienti, liberando<br />
animali, spaventatissimi della presenza di<br />
estranei, scambiando le etichette di quelli rimasti,<br />
rendendoli così inservib<strong>il</strong>i e rovesciando a terra le<br />
gabbie (alcune delle quali sono andate a finire sui<br />
topi che sono rimasti incastrati). Dopo le trattative<br />
con la direttrice Paola Viani, alla fine, sono riusciti<br />
a portar via un coniglio e un centinaio di topi.<br />
Da notare che tra i piccoli roditori c’erano anche<br />
i cosiddetti topi nudi, cioè senza pelo e difese<br />
immunitarie, <strong>il</strong> che non permette loro di vivere<br />
più di tre giorni, contro i due anni di vita media<br />
in un laboratorio. Sono poi finalmente usciti<br />
trionfanti con scatoloni in cui avevano deposto<br />
selvaggiamente le decine di topi, che sperano<br />
ancora di poterli dare in adozione e con <strong>il</strong> coniglio,<br />
con <strong>il</strong> quale hanno ovviamente avuto più fortuna.<br />
Il danno economico è stato stimato attorno al<br />
centinaio di migliaia di euro; ricordiamo che questi<br />
erano soldi pubblici, stanziati dal Ministero della<br />
Sanità, dal Ministero della Ricerca, dalla Comunità<br />
Europea, dalla Regione Lombardia, oltre che da<br />
contributi volontari.<br />
Ma <strong>il</strong> danno non è solo economico: tanti ragazzi<br />
che conducevano ricerche su queste cavie<br />
hanno perso totalmente <strong>il</strong> loro lavoro, oltre che<br />
gli animali a cui erano affezionati. Questo vuol<br />
dire che molti hanno da ricominciare d’accapo lo<br />
studio per la loro tesi, allungando quindi i tempi<br />
di laurea e altri vedono allontanarsi la speranza di<br />
una pubblicazione.<br />
Allora, qual è <strong>il</strong> prezzo del raggiungimento dei fini<br />
che alcuni credono “giusti”? L’oscurantismo della<br />
scienza è una valida moneta?<br />
Paolo Monaco<br />
paolo.monaco@impattosettimanale.it<br />
Chigi : non è un gesto<br />
isolato! Quando<br />
la crisi popolare sfocia<br />
in gesti di follia!<br />
di Matteo Piscitelli<br />
Giornalista<br />
matteo.piscitelli@impattosettimanale.it<br />
E’ domenica mattina, non una qualsiasi.<br />
Non quella in cui, ben vestito, <strong>il</strong> buon<br />
cattolico si reca in chiesa. O nemmeno<br />
quella in cui si approfitta del buon tempo<br />
per andare per funghi; o quella in cui si sta<br />
a casa nel letto per smaltire la sbronza del<br />
giorno prima. E’ una domenica romana<br />
stranissima. Di buon mattino, presidente<br />
della Repubblica, corazzieri, grandi<br />
cerimonieri sono riuniti a palazzo Chigi<br />
per <strong>il</strong> giuramento del nuovo presidente del<br />
Consiglio e dei suoi ministri. L’emozione<br />
era palpab<strong>il</strong>e, sottesa speranza percorreva<br />
l’italiano medio, che mentre si apprestava<br />
a preparare <strong>il</strong> pranzo, con la TV accesa,<br />
sentiva udire dai politici del cosiddetto<br />
inciucione un giuramento di fedeltà è<br />
lealtà verso <strong>il</strong> popolo e la Repubblica. La<br />
liturgia era in pieno svolgimento. Lì vicino,<br />
fuori dal Palazzo, un uomo, le 11.40. Luigi<br />
Preiti, vestito elegante, si dirige dritto<br />
verso <strong>il</strong> nido della casta. Vuole fare fuoco<br />
contro i politici, trova un muro nelle forze<br />
dell’ordine poste lì come presidio. La<br />
rabbia è tanta, fa fuoco contro di questi:<br />
feriti un brigadiere e un carabiniere<br />
scelto. L’assemblea è informata solo<br />
dopo la celebrazione. Si diffondono i<br />
primi commenti. R<strong>il</strong>evante quello del<br />
vice-premier Alfano. “E’ un gesto isolato”.<br />
Certo, non ci sarà Al Qaeda dietro questo<br />
evento, e nemmeno le Brigate Rosse. Ma<br />
<strong>il</strong> gesto è sintomatico di un qualcosa che<br />
da sfiducia nelle istituzioni è diventato<br />
rabbia, folle, da malcontento è passato a<br />
disperazione. L’uomo era un muratore,<br />
da lì a poco avrebbe perso <strong>il</strong> posto. Era<br />
sposato, ma da poco si era separato dalla<br />
moglie. E’ calabrese, viveva a Torino dove<br />
si era trasferito per lavorare, ma da poco<br />
sarebbe ritornato nella natia terra causa<br />
fine del contratto lavorativo. Fotografia<br />
esatta di una piaga sociale dai toni aspri,<br />
figlia della crisi del settore. Il settore delle<br />
costruzioni è allo stremo: poco meno<br />
di 62.000 imprese si sono fermate nel<br />
2012 e circa 81.000 addetti sono andati<br />
a casa. (fonte: Anaepa Confartigianato).<br />
Affianco a questo, <strong>il</strong> crollo del mercato<br />
degli immob<strong>il</strong>i: gli italiani non vendono<br />
e non acquistano più case. Sparatemi,<br />
ora, sparatemi. Gridava <strong>il</strong> Preiti a terra,<br />
arrestato, immob<strong>il</strong>izzato. Avrebbe<br />
voluto farla finita dopo <strong>il</strong> folle gesto, un<br />
lavoratore che folle non era, così come<br />
testimoniato dai suoi fam<strong>il</strong>iari. Infatti, <strong>il</strong><br />
fratello testimonia: «È un uomo pieno<br />
di problemi che ha perso <strong>il</strong> lavoro, aveva<br />
perso tutto, era dovuto tornare in famiglia:<br />
era disperato. In generale voleva sparare<br />
sui politici, ma visto che non li poteva<br />
raggiungere ha sparato sui carabinieri».<br />
A mente fredda, egli dichiarava: non<br />
odio nessuno in particolare ma sono<br />
disperato».Le nostre piazze vivono<br />
momenti di aspra concitazione, frementi<br />
imprecazioni contro i governanti, cortei<br />
e caroselli quotidiani, scioperi. Sono<br />
queste le reazioni di chi sente che di<br />
fronte al disagio c’è un orecchio poco<br />
incline all’ascolto. Così è avvenuto che<br />
un calabrese emigrato al nord come<br />
tanti urlava con <strong>il</strong> fuoco, pur di essere<br />
ascoltato. Chiedeva la morte un figlio<br />
della crisi. Domenica mattina si effettuava<br />
<strong>il</strong> passaggio del campanello da Monti a<br />
Letta. Quella sala carica di emozione,ma<br />
era sorda rispetto a ciò che succedeva lì<br />
vicino. Lo è da parecchio.<br />
Il caso Elisa Claps<br />
Ogni delitto è passionale e ogni delitto presenta<br />
una peculiarità: la bidimensionalità delle<br />
sensazioni che si proliferano da esso. Da un lato<br />
un omicidio fa rabbrividire (<strong>il</strong> cadavere quando<br />
viene ritrovato è freddo come se fosse stato<br />
conservato in un freezer) e dall’altro riesce a far<br />
ardere di eccitazione chi lo commette (o di rabbia<br />
chi si ritroverà a vivere senza la vittima). In altri casi<br />
però <strong>il</strong> cadavere è uno scheletro, un corpo in<br />
decomposizione, spesso diffic<strong>il</strong>mente<br />
identificab<strong>il</strong>e: è <strong>il</strong> caso di Elisa Claps, la ragazza di<br />
16 anni apparentemente sparita a Potenza <strong>il</strong> 12<br />
Settembre 1993, <strong>il</strong> cui cadavere (quasi<br />
mummificato) fu trovato 17 anni dopo presso la<br />
Chiesa della Santissima Trinità assieme ad un<br />
orologio, i vestiti e i resti di un paio di occhiali.<br />
Ormai non si rabbrividisce più ma c’è solo<br />
disgusto e dolore: <strong>il</strong> disgusto dei genitori, che<br />
furono costretti ad accettare che la loro bambina<br />
non era semplicemente scappata di casa, ma era<br />
finita, e <strong>il</strong> loro dolore nel vedere <strong>il</strong> braccio destro<br />
steso lungo <strong>il</strong> corpo e i brandelli luridi della sua<br />
maglietta bianca (che la mamma le aveva fatto<br />
coi ferri), coperta da fango, polvere ed escrementi<br />
di piccioni. Il ritrovamento, avvenuto <strong>il</strong> 17 Marzo<br />
2010 ,grazie ad operai che avevano intrapreso<br />
lavori di ristrutturazione del sottotetto della<br />
chiesa per delle inf<strong>il</strong>trazioni d’acqua, sarebbe<br />
stato una messa in scena: in quanto sia le due<br />
donne delle pulizie che <strong>il</strong> viceparroco bras<strong>il</strong>iano<br />
don Vagno S<strong>il</strong>va, sapevano già tutto da alcuni<br />
mesi. Questi non disse una parola perché “quel<br />
giorno l’ Arcivescovo era impegnato in un<br />
convegno, decisi così che gli avrei parlato<br />
l’indomani. Ma la cosa poi mi scivolò di mente”. È<br />
l’aspetto ricorrente di questo caso: nessuno ha<br />
mai fatto nulla per Elisa: alle ricerche hanno<br />
concretamente partecipato solo i fam<strong>il</strong>iari, e la<br />
noncuranza degli altri attori della vicenda ( Chiesa,<br />
polizia e abitanti di Potenza, capaci solo di<br />
testimonianze discordanti) ha reso la storia ,alla<br />
quale fa da sfondo un ambiente “un<strong>tuo</strong>so, in cui<br />
contano i favori, gli amici degli amici e la ricerca di<br />
protezione” (così come l’ha descritto l’ex rettore<br />
dell’Università, Cosimo Fonseca), ancora più<br />
incredib<strong>il</strong>e. Anche <strong>il</strong> fratello della vittima, G<strong>il</strong>do,<br />
ricorda che, poco dopo la scomparsa, nel<br />
sottotetto della chiesa si tennero dei lavori,<br />
durante i quali l’impresa appaltatrice “incernierò<br />
dei cassettoni proprio in corrispondenza del<br />
cadavere di mia sorella”. Dunque sarebbe “ridicolo<br />
pensare che nessuno abbia mai visto niente” . Il<br />
giorno del rapimento Elisa usciva con la sua amica<br />
Eliana per andare in chiesa, ma segretamente<br />
doveva vedere Dan<strong>il</strong>o Restivo, <strong>il</strong> “parrucchiere”<br />
(come lo chiamavano a Potenza) perché aveva <strong>il</strong><br />
vizio di tagliare ciocche di capelli alle ragazze<br />
incontrate sull’autobus. Ma perché allora nessuno<br />
parla? Forse perché suo padre è una persona<br />
importante a Potenza, essendo direttore della<br />
Biblioteca Nazionale? Un uomo colto e uno<br />
studioso appassionato del superuomo di<br />
Nietzsche sicuramente non poteva essere<br />
disonorato da suo figlio, un ragazzo “particolare”,<br />
timido e introverso: tanto era timido che 6 anni<br />
prima era stato persino denunciato per aver<br />
legato e seviziato nel cort<strong>il</strong>e della Biblioteca<br />
nazionale (luogo abbastanza fam<strong>il</strong>iare per Dan<strong>il</strong>o)<br />
due ragazzini, ferendoli con un coltello.<br />
L’appuntamento con Eliana era per le 12 e 15, ma<br />
Elisa si fa attendere per più di mezz’ora, così<br />
l’amica decide di andare a casa Claps ed iniziano<br />
tutti a cercarla. Telefonano a Dan<strong>il</strong>o, che ammette<br />
di aver incontrato Elisa in chiesa, ma spiega che<br />
,subito dopo, lei è uscita dalla chiesa da sola,<br />
mentre lui è rimasto lì a pregare. Stranamente <strong>il</strong><br />
ragazzo gronda di sudore ed è ferito a una mano<br />
(«Mi sono ferito vicino al cantiere delle scale<br />
mob<strong>il</strong>i ritornando a casa»), ma sono ancora tutti<br />
immob<strong>il</strong>i a Potenza. Tuttavia Dan<strong>il</strong>o è fin dall’inizio<br />
<strong>il</strong> sospettato principale: non solo perché era solito<br />
importunare le ragazze di cui si invaghiva con<br />
telefonate mute, accompagnate dalla colonna<br />
sonora del f<strong>il</strong>m Profondo Rosso (cosa<br />
normalissima per tutti i ragazzi della sua età!), ma<br />
soprattutto perché ,quel giorno, si sarebbe recato<br />
in ospedale con i vestiti insanguinati. Il sangue,<br />
stando al suo racconto, era dovuto ad una caduta,<br />
ma la sua incapacità di ricostruire gli spostamenti<br />
avuti dopo l’incontro compromisero ancora di più<br />
la sua credib<strong>il</strong>ità. Forse non per la polizia che non<br />
lo sottopose a nessun fermo, perché<br />
effettivamente mancava <strong>il</strong> cadavere (la prova<br />
schiacciante) per accusarlo, così lui ebbe la<br />
completa libertà di recarsi in Ingh<strong>il</strong>terra, sposarsi<br />
con una donna molto più anziana di lui ed<br />
addirittura di essere <strong>il</strong> fortunato protagonista<br />
dell’omicidio di una sua vicina di casa: Heather<br />
Barnet. La sarta di 42 anni fu trovata morta con i<br />
seni mut<strong>il</strong>ati e due ciocche di capelli in mano. E’ <strong>il</strong><br />
2002 : la polizia sospetta fortemente di lui, ma<br />
mancano le prove, di nuovo! Dopo otto anni lui<br />
ritorna a Potenza, proprio quando viene ritrovato<br />
<strong>il</strong> cadavere nel sottotetto della chiesa ed <strong>il</strong> caso<br />
viene riaperto. L’autopsia r<strong>il</strong>evò che Elisa era stata<br />
uccisa con 13 colpi da arma contundente. Le<br />
indagini successive chiarirono anche <strong>il</strong> possib<strong>il</strong>e<br />
modus operandi dell’assassino: la ragazza<br />
sarebbe stata colpita con una forbice di medie<br />
dimensioni e da una lama tagliente nel sottopalco<br />
della chiesa, che dunque aveva raggiunto da viva<br />
(erano stati trovati dei ciottoli sotto <strong>il</strong> solco della<br />
sua scarpa); l’aggressore si accanì tagliando,<br />
probab<strong>il</strong>mente rivoltandone anche <strong>il</strong> corpo, con<br />
Elisa moribonda o già morta. Furono inoltre<br />
ritrovati: un bottone rosso (appartenuto con<br />
molta probab<strong>il</strong>ità a un abito cardinalizio) vicino al<br />
suo cadavere; dei fori nel tavolato posto sotto le<br />
<strong>Impatto</strong>» Attualità » pag. 9<br />
tegole, probab<strong>il</strong>mente praticati con un cacciavite<br />
spaccato, di piccole dimensioni, che fanno<br />
pensare a operazioni condotte frettolosamente<br />
per creare una feritoia e far disperdere così i<br />
miasmi; delle tracce di sperma sul materasso<br />
posto accanto alla vittima, dalle quale furono<br />
estratti due codici genetici; ed uno strofinaccio,<br />
dal quale fu estratto un ulteriore codice genetico,<br />
comparab<strong>il</strong>e con i primi due. Il 19 maggio 2010<br />
Dan<strong>il</strong>o fu finalmente fermato dalla polizia inglese,<br />
con l’accusa di omicidio volontario della sarta: da<br />
tempo veniva pedinato dalla polizia locale, che lo<br />
aveva anche ripreso mentre in una zona boschiva<br />
pedinava con atteggiamento sospetto donne<br />
inglesi. Si è scoperto inoltre che sono state r<strong>il</strong>evate<br />
tracce di Dna, sangue e sudore di Dan<strong>il</strong>o Restivo<br />
sulla maglia che Elisa indossava quando fu uccisa,<br />
ma per la sentenza definitiva, ovviamente,<br />
dobbiamo aspettare altri tre anni: Giovedì scorso<br />
(<strong>il</strong> 25 Apr<strong>il</strong>e) c’è stato una vero pianto di<br />
“liberazione” per la famiglia di Elisa, quando <strong>il</strong><br />
presidente della Corte di Assise di Appello di<br />
Salerno, Federico Cassano, ha letto la conferma<br />
della condanna, 30 anni di carcere, come in primo<br />
grado, per aver ucciso Elisa Claps. “Buon viaggio”,<br />
gli hanno urlato i fratelli di Elisa, G<strong>il</strong>do e Luciano,<br />
mentre Restivo, impassib<strong>il</strong>e, non li ha neanche<br />
guardati. “Ho pietà, ho solo pietà di lui - ha detto la<br />
mamma di Elisa al termine dell’udienza - non lo<br />
perdono: <strong>il</strong> perdono bisogna conquistarselo e lui<br />
non ha fatto nulla. Se fosse stato un uomo<br />
avrebbe fatto altro, un primo passo. Ma lui è solo<br />
un serpente, un carnefice e la mia Elisa stasera<br />
non ha trovato pace, si sta rivoltando sotto terra.<br />
Ora Restivo ha finito di fare del male, ora deve<br />
marcire in Ingh<strong>il</strong>terra, dove è in carcere per<br />
l’omicidio di un’altra povera donna. Questo è<br />
l’ultimo viaggio che fa in Italia, non voglio<br />
rivederlo mai più”. Ma qualcuno l’ha sicuramente<br />
protetto, infatti non mancano le parole di G<strong>il</strong>do:<br />
“Abbiamo lottato come leoni per arrivare a questo<br />
giorno ma ora tocca agli altri a tutti coloro che<br />
hanno coperto Restivo”. Comincerà dunque una<br />
battaglia per la verità che <strong>il</strong> prossimo 6 maggio<br />
avrà la sua prima tappa con <strong>il</strong> processo alle due<br />
addette alla pulizie della Chiesa, accusate di false<br />
dichiarazioni al pm. 20 anni di agonia e di orrore,<br />
conclusi con la certezza che <strong>il</strong> vero carnefice è<br />
stato trovato. Ma la giustizia non si limita solo a<br />
questo, non si limita a rappresentare e punire <strong>il</strong><br />
mostro: sarà infatti d’obbligo un’azione giudiziaria<br />
anche nei confronti dei veri complici di Dan<strong>il</strong>o,<br />
quelli che hanno taciuto ciò che sapevano, gli<br />
omertosi, i v<strong>il</strong>i soggetti che circolano senza<br />
pudore ostacolando le ricerche, indebolendole e<br />
impedendo ad una famiglia di potersi finalmente<br />
rialzare dall’oscurità nella quale è stata costretta<br />
ad immergersi, anche a causa loro.<br />
Mario Pellegrino<br />
mario.pellegrino@impattosettimanale.it
<strong>Impatto</strong>» Attualità » pag. 10<br />
Il caso di Emanuela Orlandi<br />
30 anni di misteri, ambiguità e segreti ancora irrisolti<br />
di Mario Pellegrino<br />
Giornalista<br />
mario.pellegrino@impattosettimanale.it<br />
30 anni di misteri, ambiguità e segreti, non<br />
ancora completamente svelati, hanno<br />
incupito un caso apparentemente semplice,<br />
divenuto ora <strong>il</strong> fatto di cronaca più oscuro<br />
della storia italiana. La vittima di questa fitta<br />
trama di strani avvenimenti è la quindicenne<br />
Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della<br />
Prefettura della Casa Pontificia, scomparsa a<br />
Roma <strong>il</strong> 22 giugno 1983: quel giorno stava<br />
andando alla scuola di musica di piazza<br />
Sant’Apollinara a Roma (suonava <strong>il</strong> flauto) , e<br />
,nel tragitto, un uomo in una berlina verde le<br />
offrì 370 m<strong>il</strong>a lire (a quei tempi, l’equivalente<br />
di uno stipendio) per vendere cosmetici ad<br />
una sf<strong>il</strong>ata di moda. Ovviamente le sembrò<br />
assurdo, così, dopo aver terminato la lezione<br />
di musica in anticipo (alle 19:00), telefonò a<br />
casa e la sorella, molto scettica per l’esagerata<br />
proposta, le chiese di tornare presto a casa in<br />
modo da parlarne con tutta la famiglia. Questa<br />
fu l’ultima volta che Emanuela parlò con la<br />
sorella. Pressoché contemporanea fu, poi, la<br />
sparizione di un’altra quindicenne, sempre di<br />
Roma e sempre quell’anno, Mirella Gregori,<br />
uscita di casa <strong>il</strong> 7 Maggio per “un<br />
appuntamento” con un vecchio compagno di<br />
classe, <strong>il</strong> quale, peraltro, quel pomeriggio era<br />
impegnato altrove. Da quel momento la<br />
famiglia non ebbe più notizie della ragazza.<br />
Entrambe le scomparse sono tuttora irrisolte<br />
ed hanno portato alla luce un reticolo di<br />
legami e apparenti colpevoli( dall’attentatore<br />
del papa Mehmet Ali Ağca fino al Kgb, per poi<br />
arrivare alla Banda della Magliana o persino<br />
alla vicenda del Banco Ambrosiano)<br />
diffic<strong>il</strong>mente immaginab<strong>il</strong>e. Le indagini sulla<br />
sparizione di Emanuela partirono da due<br />
testimonianze: quella di un’amica della scuola<br />
di musica, Raffaella, che la accompagnò alla<br />
fermata dell’autobus attorno alle 19:30, e<br />
quella di un vig<strong>il</strong>e urbano, in servizio di fronte<br />
al Senato, che, dice di essere stato interrogato<br />
dalla ragazza circa l’ubicazione della Sala<br />
Borromini. Per <strong>il</strong> vig<strong>il</strong>e la ragazza era in<br />
compagnia di un uomo di 1 metro e 75,<br />
trentacinquenne, magro e stempiato, con una<br />
valigetta e una berlina scura metallizzata.<br />
Dall’identikit che fu tracciato si notò la<br />
somiglianza con Enrico De Pedis, membro<br />
della Banda della Magliana, ma non ci fu un<br />
immediato seguito investigativo perché<br />
probab<strong>il</strong>mente all’epoca si riteneva che <strong>il</strong><br />
soggetto latitasse all’estero. Passarono quindi<br />
tre giorni di superficiali ricerche fino a che un<br />
certo Pierluigi, non raccontò (in una telefonata<br />
alla famiglia) che la sua fidanzata aveva<br />
incontrato a Campo dei Fiori due ragazze, una<br />
delle quali (“Barbara”) vendeva cosmetici ed<br />
aveva un flauto, ma sull’invito di suonarlo si<br />
sarebbe rifiutata per la vergogna di portare gli<br />
occhiali. “Aveva degli occhiali a goccia per<br />
correggere l’astigmatismo” disse Pierluigi in<br />
un’altra telefonata di tre ore dopo: ed i fam<strong>il</strong>iari<br />
ammisero che la ragazza era astigmatica.<br />
Pierluigi aveva 16 anni, si trovava con i genitori<br />
in un ristorante, e disse che Barbara aveva<br />
suonato al matrimonio della sorella; tuttavia si<br />
rifiutò di collaborare ulteriormente e di<br />
incontrare <strong>il</strong> padre di Emanuela. Alle chiamate<br />
di Pierluigi seguirono quelle di Mario, un<br />
uomo di 35 anni che aveva visto una certa<br />
Barbara di Venezia assieme ad un’altra ragazza;<br />
entrambe vendevano cosmetici, e proprio<br />
Barbara gli aveva confidato di essersi<br />
allontanata di casa per sua volontà. Questa fu<br />
la frase che compromise l’attendib<strong>il</strong>ità delle<br />
telefonate, e meno male! Infatti nel luglio<br />
2011 ,quando la procura distrettuale di Roma<br />
arrestò alcuni componenti della famiglia<br />
romana De Tomasi (accusati di reati tra i quali<br />
usura e riciclaggio di denaro) , si scoprì che<br />
l’autore di quelle telefonate era Carlo Alberto<br />
De Tomasi, figlio di Giuseppe De Tomasi noto<br />
Sergione, aff<strong>il</strong>iato alla Banda della Magliana.<br />
L’attentatore al papa Mehmet Ali Agca nella<br />
vicenda viene tirato in ballo da un uomo<br />
dall’accento inglese (pertanto<br />
soprannominato l’Amerikano) che oltre a<br />
chiedere la sua liberazione entro <strong>il</strong> 20 Luglio<br />
per mano del papa di allora (Giovanni Paolo II),<br />
affermò di tenere in ostaggio Emanuela.<br />
L’identikit dell’Amerikano, st<strong>il</strong>ato dall’allora<br />
vicecapo del SISDE Vincenzo Parisi<br />
corrisponderebbe a monsignor Paul<br />
Marcinkus, l’allora presidente dello IOR: “solo”<br />
16 delle 35 comunicazioni e telefonate fatte<br />
dall’uomo furono ritenute affidab<strong>il</strong>i e legate ai<br />
colpevoli del sequestro. Esse descrivevano<br />
una persona con una conoscenza approfondita<br />
della lingua latina, probab<strong>il</strong>mente di cultura<br />
anglosassone, con un elevato livello culturale<br />
e una conoscenza del mondo ecclesiastico e<br />
di diverse zone di Roma (dove probab<strong>il</strong>mente<br />
aveva abitato). Tuttavia l’Amerikano non fu<br />
mai rintracciato e non aprì concretamente<br />
nuove piste. La storia inizia ad infittirsi nel<br />
novembre 1984: si aprì la cosiddetta “pista<br />
turca” mediante un comunicato con cui i Lupi<br />
grigi (organizzazione di estrema destra turca)<br />
dichiararono di aver sequestrato sia Emanuela<br />
che Mirella; <strong>il</strong> comunicato fu presto<br />
sconfessato dall’ex ufficiale della Stasi Günter<br />
Bohnsack per cui i servizi segreti della<br />
Germania dell’Est (ma anche <strong>il</strong> KJB e i servizi<br />
segreti bulgari) stavano confezionando falsi<br />
comunicati in modo da deviare le indagini<br />
parallele sulla “pista bulgara” per l’attentato a<br />
Giovanni Paolo II. Agka è ancora sotto i<br />
riflettori e nel 2010 in un colloquio con <strong>il</strong><br />
fratello di Emanuela, Pietro, ammette <strong>il</strong> legame<br />
tra <strong>il</strong> cardinale Giovanni Battista Re ed <strong>il</strong><br />
rapimento della Orlandi per opera del<br />
Vaticano. Tuttavia, dopo aver parlato con Re,<br />
Pietro smentì <strong>il</strong> contenuto del colloquio in<br />
collegamento con <strong>il</strong> programma televisivo Chi<br />
l’ha Visto ( che in quella puntata lo aveva<br />
mandato in onda). Chi l’ha Visto è dunque (per<br />
l’ennesima volta) <strong>il</strong> vero protagonista delle<br />
indagini, alla stregua di un PM. Basti pensare<br />
che la redazione del programma ,dal 2005 al<br />
2011, fu bombardata di telefonate, minacce e<br />
comunicazioni disarmanti: prima si incentivò<br />
la scoperta del defunto sepolto nella bas<strong>il</strong>ica<br />
di Sant’Apollinare (Enrico De Pedis, capo della<br />
Banda della Magliana) – bisognava controllare<br />
«del favore che Renatino fece al cardinal<br />
Poletti»- ; poi fu trovata nella redazione una<br />
cartolina raffigurante una località meridionale<br />
su cui era scritto: «Lasciate stare Renatino»;<br />
poi grazie ad una soffiata( «E chiedete al<br />
barista di via Montebello, che pure la figlia<br />
stava con lei...con l’altra Emanuela» ) fu<br />
individuato un bar appartenente alla famiglia<br />
di Mirella Gregori . Nuove piste si ebbero<br />
grazie alla testimonianza dell’ex ragazza di De<br />
Pedis, Sabrina Minardi: Emanuela Orlandi<br />
sarebbe stata uccisa per opera dello stesso De<br />
Pedis (su ordine del monsignor Paul Marcinkus<br />
«come se avessero voluto dare un messaggio<br />
a qualcuno sopra di loro») ed <strong>il</strong> suo corpo<br />
gettato in una betoniera a Torvaianica. De<br />
Pedis avrebbe ucciso anche un bambino di 11,<br />
Domenico Nicitra, figlio di uno storico<br />
esponente della banda. Il piccolo Nicitra fu<br />
però ammazzato nel 1993, cioè dieci anni<br />
dopo l’epoca alla quale la Minardi fa<br />
riferimento e tre anni dopo la morte dello<br />
stesso De Pedis, avvenuta nel 1990. Tuttavia<br />
sono molteplici i particolari resi dalla<br />
testimonianza della Minardi : fu lei stessa<br />
l’autista della BMW che trasportò la ragazza “al<br />
benzinaio del Vaticano; inoltre, la ragazza<br />
«piangeva e rideva insieme» e «sembrava<br />
drogata». Arrivata al benzinaio, in una<br />
Mercedes targata Città del Vaticano, “ un<br />
sacerdote” la prese in consegna. La ragazza<br />
avrebbe quindi trascorso la sua prigionia a<br />
Roma, in un’abitazione di proprietà di Daniela<br />
Mob<strong>il</strong>i (moglie di Vittorio Sciattella e vicina a<br />
Dan<strong>il</strong>o Abbrunciati, altro “collega” di De Pedis)<br />
e di lei si sarebbe occupata la governante della<br />
signora Mob<strong>il</strong>i, “Teresina”. La Mob<strong>il</strong>i però in<br />
quegli anni si trovava, così come <strong>il</strong> marito, in<br />
prigione. Successivamente, un altro<br />
componente della Banda (citato dalla Minardi)<br />
ha confessato quel nascondiglio era per i<br />
ricercati: ,<br />
negando così <strong>il</strong> legame fra l’ex boss della<br />
Magliana e <strong>il</strong> rapimento Orlandi. Le parole<br />
della Minardi, ritenute dai pm “incoerenti”,<br />
furono comunque in parte provate dal<br />
ritrovamento della BMW ut<strong>il</strong>izzata per <strong>il</strong><br />
trasporto della ragazza e dal riconoscimento<br />
di “Mario”, cioè De Tomasi, e di Sergio Virtu,<br />
quale autista di fiducia di Renatino che<br />
avrebbe avuto un ruolo attivo nel sequestro di<br />
Emanuela. Contro l’ex autista vi sono anche<br />
alcune dichiarazioni di una sua ex convivente,<br />
la quale avrebbe raccontato di aver avuto un<br />
ruolo nel sequestro della Orlandi e di averne<br />
per questo anche ricevuto compenso. La<br />
sparizione della Orlandi è dunque<br />
caratterizzata da continue farneticazioni e<br />
rivelazioni assurde: per l’esorcista Amorth<br />
Emanuela ha partecipato ad un orgia di preti<br />
pedof<strong>il</strong>i; per un ex agente del SISMI «Emanuela<br />
e’ viva, si trova in un manicomio in Ingh<strong>il</strong>terra<br />
ed è sempre stata sedata» e la causa del<br />
rapimento sarebbe la conoscenza ,da parte<br />
del padre, di attività di riciclaggio di denaro<br />
“sporco” legate ad Antonveneta (<strong>il</strong> crack<br />
dell’Ambrosiano); secondo Antonio Mancini la<br />
Orlandi fu rapita dalla Banda della Magliana<br />
per ottenere la restituzione del denaro<br />
investito nello IOR attraverso <strong>il</strong> Banco<br />
Ambrosiano ed Enrico De Pedis fece cessare<br />
gli attacchi contro <strong>il</strong> Vaticano, malgrado i soldi<br />
non fossero stati tutti restituiti, ottenendo in<br />
cambio la possib<strong>il</strong>ità di essere sepolto nella<br />
Bas<strong>il</strong>ica di Sant’Apollinare, come poi<br />
effettivamente avvenne. La tomba di<br />
quest’ultimo , tra l’altro, mostrò solo resti del<br />
defunto ed ossa risalenti al periodo<br />
napoleonico. A proposito di ossa e scheletri<br />
nell’armadio, <strong>il</strong> 21 Dicembre scorso un turista<br />
fece ritrovare dietro <strong>il</strong> colonnato di San Pietro<br />
una busta sulla quale c’era la scritta “Do not<br />
touch”: la busta ovviamente fu toccata, anzi<br />
aperta e al suo interno si trovò un carinissimo<br />
teschio (tuttora ancora non identificato). Ciò<br />
che salta agli occhi è la calligrafia della scritta,<br />
del tutto sim<strong>il</strong>e a quella delle lettere recapitate<br />
circa quattro mesi dopo, a casa di Antonietta<br />
Gregori, sorella di Mirella, e di Raffaella, amica<br />
di Emanuela. Contengono ritagli di giornali<br />
scritti in tedesco che parlano del corpo delle<br />
guardie svizzere, una ciocca di capelli, e la foto<br />
<strong>Impatto</strong>» Attualità » pag. 11<br />
di un altro teschio con uno strano marchio<br />
inciso: si tratta di un teschio conservato in una<br />
chiesa di via Giulia e risalente ad epoca<br />
medioevale. Un possib<strong>il</strong>e ulteriore depistaggio<br />
è stato fornito recentemente a Chi l’ha visto<br />
(che io chiamerei piuttosto deja’ vu) da Marco<br />
Fassoni Accetti, l’uomo che ha fatto ritrovare <strong>il</strong><br />
flauto di Emanuela (avvolto in fogli di giornali<br />
dell’epoca, uno dei quali del 29 maggio 1985<br />
riportava un articolo sul sequestro) e che ha<br />
“confortato” tutti dicendo che Emanuela e<br />
Mirella sono entrambe vive e che sarebbero<br />
scappate di casa volontariamente. Dobbiamo<br />
credergli? La storia è molto confusionaria e ai<br />
limiti del paradosso: Accetti afferma di essere<br />
stato uno dei telefonisti e di avere assistito<br />
personalmente al rapimento, organizzato da<br />
«nuclei di controspionaggio», ai quali lui<br />
stesso dichiara di far parte. Al sequestro<br />
avrebbe partecipato anche Enrico De Pedis, e<br />
sarebbe stato spinto dal tentativo di apporre<br />
forti pressioni sul Vaticano. Il flauto era un<br />
“Ramponi e Cazzani” (fodero rosso e custodia<br />
lisa sugli spigoli) proprio come quello di<br />
Emanuela, e ,prima del rapimento, nessuno ne<br />
era a conoscenza. Le prove del Dna e la ricerca<br />
di impronte sono già state avviate dalla<br />
magistratura ma intanto Accetti continua a<br />
raccontare nuove informazioni: nei mesi<br />
successivi al rapimento l’avrebbe vista più<br />
volte fino a che, nel dicembre 1983, non fu<br />
trasferita “nei sobborghi di Parigi”. Era stata la<br />
propria lobby di controspionaggio a<br />
premeditare l’allontanamento volontario: la<br />
Orlandi salì sull’auto assieme ad un finto prete<br />
e ad una sua compagna di scuola; la Gregori si<br />
sarebbe invece innamorata di un membro del<br />
“clan” e sarebbe fuggita all’estero prima di<br />
tornare poi a Roma nel’94 quando incontrò di<br />
nascosto la madre. Insomma una trama di<br />
eventi che sembra appena uscita dal miglior<br />
libro di Dan Brown, anzi “Angeli e Demoni”<br />
sembrava quasi più realistico! A questo punto<br />
bisogna solo sperare che finalmente <strong>il</strong> f<strong>il</strong>o<br />
intricato venga sbrigliato o che la storia venga<br />
completamente archiviata, almeno per <strong>il</strong> bene<br />
dei “piccoli detectives “\ spettatori di Chi l’ha<br />
Visto!
<strong>Impatto</strong>» Attualità » pag. 12<br />
Černobyl’ – Anno 27<br />
Il 26 apr<strong>il</strong>e ricorreva l’anniversario del<br />
disastro della centrale nucleare sovietica.<br />
Pryp’jat’ era <strong>il</strong> fiore all’occhiello dell’urbanistica<br />
sovietica: la costruzione della città, iniziata<br />
<strong>il</strong> 4 febbraio 1970, prevedeva grandi opere<br />
architettoniche e di intrattenimento per la<br />
popolazione, costituita per la maggiore da<br />
dipendenti della vicina centrale nucleare, distante<br />
solo tre ch<strong>il</strong>ometri. Nella “Città dei Fiori”, numerosi<br />
erano i bar e i ristoranti; vi erano un cinema e un<br />
teatro, un centro commerciale e due ospedali di<br />
cui uno pediatrico. In quel mese di apr<strong>il</strong>e vi si stava<br />
allestendo anche un parco giochi per celebrare<br />
la ricorrenza del primo maggio, a pochi passi da<br />
quella che la popolazione – in quel 26 apr<strong>il</strong>e del<br />
1986 – avrebbe chiamato poi Foresta Rossa.<br />
Le testimonianze degli eventi immediatamente<br />
successivi parlano di una calma relativa tra le<br />
persone, che pochi istanti prima erano usciti<br />
di casa o affacciatisi dai balconi per vedere<br />
l’esplosione della vicina centrale di Černobyl’, più<br />
con meraviglia che con terrore. È infatti curioso<br />
notare, nei video del periodo, l’estrema calma con<br />
cui la popolazione – intorno ai 47.000 abitanti –<br />
saliva sugli autobus pronti per portarli lontano da<br />
lì. Una calma relativa, mentre pochi già sapevano<br />
della tragedia che stava per avvenire.<br />
La radio annuncia che la città sarebbe stata<br />
probab<strong>il</strong>mente evacuata, per tre o forse cinque<br />
giorni: preparare indumenti caldi e tute sportive,<br />
dissero, si vivrà nei boschi. In tenda. Alcuni<br />
diventarono perfino allegri: una scampagnata!<br />
In mezzo alla natura. Festeggeremo lì <strong>il</strong> Primo<br />
maggio. Qualcosa di insolito. Si preparavano<br />
degli spiedini per <strong>il</strong> viaggio… Si prendevano<br />
chitarre, registratori… Piangevano solo le mogli<br />
di quelli che erano rimasti coinvolti nell’incidente.<br />
Ljudm<strong>il</strong>a Ignatenko era la moglie del vig<strong>il</strong>e<br />
del fuoco Vas<strong>il</strong>ij Ignatenko, chiamato la notte<br />
stessa dell’incidente per spegnere le fiamme<br />
dell’incendio successivo all’esplosione del<br />
reattore n. 4 della centrale nucleare di Černobyl’:<br />
.<br />
Quei vig<strong>il</strong>i furono le prime vittime delle radiazioni<br />
r<strong>il</strong>asciate dal reattore esploso: i primi, tragici, eroi<br />
di una vicenda che continua, e continuerà per<br />
i prossimi anni, a gravare su tutti i Paesi dell’ex<br />
URSS. In questi 27 anni si è detto, postulato,<br />
speculato e criticato riguardo quella notte del 26<br />
apr<strong>il</strong>e: una serie sfortunata di fattori di rischio sia<br />
nelle caratteristiche stesse del tipo di reattore, sia<br />
nella progettazione errata di alcune componenti<br />
della centrale, sia del sistema di gestione<br />
economico e amministrativo attuato fin da quel<br />
momento che hanno portato alla storia questa<br />
carneficina s<strong>il</strong>enziosa di poveri innocenti.<br />
La centrale di Černobyl’, che doveva essere<br />
la punta di diamante della ricerca scientifica<br />
sovietica altro non si è dimostrata se non la<br />
triste verità di uno Stato che durante gli anni<br />
Ottanta stava collassando su se stesso, erano gli<br />
ultimi vagiti del “sogno sovietico” e della corsa<br />
agli armamenti durante la guerra fredda: da<br />
lì a pochi anni si sarebbe sciolto per evitare <strong>il</strong><br />
fallimento economico. Problemi economici che<br />
tuttora gravano sulle popolazioni dell’ex Unione<br />
Sovietica e in particolar modo a causa delle<br />
enormi spese che proprio devono attuare per<br />
contenere la fuga di radiazioni presente ancora<br />
all’interno della centrale nucleare, senza contare<br />
le spese sanitarie per le innumerevoli vittime che<br />
ancora queste radiazioni continuano a mietere<br />
dopo anni dal disastro. Persino i rapporti sulle<br />
morti presunte cozzano fra loro: quello ufficiale<br />
dell’ONU accerta 65 morti dovuti all’esposizione<br />
diretta alle radiazioni e un numero di 4000 morti<br />
presunte, dovute a tumori e leucemie di cui<br />
tuttavia non si potrà accertare mai come causa<br />
reale la radioattività presente ancora sul territorio.<br />
Tale rapporto è contestato per lo più dal PVE<br />
(Partito Verde Europeo) e da Greenpeace, che<br />
stimano un numero di morti presunte molto più<br />
alto, per arrivare a circa sei m<strong>il</strong>ioni di morti causate<br />
dalle radiazioni entro un arco di tempo di 70 anni.<br />
Gli ultimi avvenimenti li ricordo a sprazzi. Passo<br />
la notte accanto a lui, sulla sediola… Alle otto gli<br />
dico: “Vase’ka, io vado”.<br />
Ero appena arrivata in albergo e mi ero distesa<br />
per terra, non potevo mettermi a letto da quanto<br />
mi faceva male tutto, che già un’aus<strong>il</strong>iaria bussava<br />
alla porta: “Vai! Corri da lui! Non la smette più di<br />
chiamarti!” Ma quella mattina Tania Kibenok<br />
mi aveva talmente supplicato: “Vieni con me al<br />
cimitero. Senza di te non ce la faccio.” Quel mattino<br />
seppellivano <strong>il</strong> marito e un altro pompiere. Le<br />
nostre famiglie erano molto amiche. Il giorno<br />
prima dell’esplosione abbiamo fatto una foto tutti<br />
insieme, nell’alloggio del reparto. Come sono<br />
belli i nostri mariti in quella foto! Allegri! L’ultimo<br />
giorno della nostra vita di prima… E come siamo<br />
felici!<br />
Il parco giochi di Pryp’jat’ è la zona più contaminata<br />
della città, in quanto affacciato direttamente alla<br />
centrale e divisi solamente dalla foresta che gli<br />
abitanti delle zone intorno chiamano Foresta<br />
Rossa a causa del repentino cambio di colore<br />
degli alberi dovuto dalle radiazioni.<br />
Torno dal cimitero, telefono all’infermiera di<br />
guardia… “Come sta?”. “E’ morto un quarto d’ora<br />
fa”.<br />
[La testimonianza riportata è tratta dal libro<br />
“Preghiera per Černobyl’” di Svetlana Aleksievic,<br />
E/O edizioni]<br />
Davide Nudo<br />
davide.nudo@impattosettimanale.it<br />
Parigi dice sì ai matrimoni gay. Il Parlamento<br />
ha varato <strong>il</strong> 23 Apr<strong>il</strong>e, con 331 voti a favore e<br />
225 contrari, <strong>il</strong> testo che porta <strong>il</strong> nome del<br />
ministro della Giustizia Christiane Taubira,<br />
e che fa della Francia <strong>il</strong> 14esimo paese nel<br />
mondo ad autorizzare le unioni di coppie<br />
dello stesso sesso, che potranno sposarsi e<br />
adottare bambini. Numericamente inferiore,<br />
l’opposizione di centrodestra ha presentato<br />
un ricorso presso <strong>il</strong> Consiglio costituzionale. La<br />
decisione del consiglio è attesa entro un mese,<br />
dopo di che la legge potrà essere promulgata<br />
definitivamente. «Soffierà una ventata di<br />
allegria sulla Francia», ha detto la ministra<br />
Taubira, che si è battuta con passione per <strong>il</strong><br />
suo testo. Una legge che per lei è «generosa»<br />
perché «lotta contro la disuguaglianza» e<br />
«protegge migliaia di bambini». Questa legge<br />
è l’ep<strong>il</strong>ogo di sette mesi di feroci polemiche e<br />
di una maratona parlamentare che ha spaccato<br />
la classe politica, e <strong>il</strong> paese. Infatti, <strong>il</strong> giorno<br />
successivo la legge ha visto migliaia di persone<br />
scendere in piazza; manifestazione culminata<br />
in momenti di tensione quando alcuni<br />
manifestanti a volto coperto hanno attaccato la<br />
polizia lanciando oggetti e petardi. Una grande<br />
manifestazione, indetta da “La manif pour<br />
tous”, è prevista per <strong>il</strong> 26 maggio. Questa parte<br />
dei manifestanti chiedono che al matrimonio<br />
venga preferita una forma di unione civ<strong>il</strong>e, più<br />
avanzata del Pacs (patto civ<strong>il</strong>e di solidarietà),<br />
ma che non apra all’adozione. In diverse città,<br />
alle proteste degli uni si oppongono la gioia<br />
e la festa degli altri. Per gli omosessuali di<br />
Francia questo voto è una «liberazione». Le<br />
bandiere arcobaleno sventolano nel quartiere<br />
del Marais, notoriamente popolato da una<br />
importante comunità gay. Secondo inchieste<br />
recenti, la legge riguarda 200m<strong>il</strong>a omosessuali<br />
che già vivono in coppia. Le prime cerimonie<br />
potranno celebrarsi all’inizio dell’estate. Ma<br />
se in Francia <strong>il</strong> punto critico della legge è<br />
l’adozione, in Italia <strong>il</strong> dibattito viene fermato sul<br />
nascere. Nel nostro paese infatti non è prevista<br />
neanche una legge per le unioni civ<strong>il</strong>i che tuteli<br />
le coppie di fatto nei diritti e doveri, coppie<br />
eterosessuali o omosessuali che siano. I motivi<br />
sono molteplici, ma probab<strong>il</strong>mente l’ostacolo<br />
maggiore ad una legge che tuteli l’uguaglianza,<br />
rispettando <strong>il</strong> secondo articolo fondamentale<br />
della Costituzione, è dato dalla presenza sul<br />
suolo italiano della chiesa cattolica di Roma.<br />
A chi soffre di poca memoria, un esempio per<br />
tutti potrebbe bastare. Il 13 dicembre 2012 <strong>il</strong><br />
Papa benedice Rebecca Kadaga, presidentessa<br />
del parlamento ugandese, sostenitrice di un<br />
progetto di legge che prevede la pena di morte<br />
per i gay. Il giorno dopo, nel suo messaggio<br />
per la Giornata mondiale della pace, <strong>il</strong> Papa ha<br />
definito i tentativi di accomunare i matrimoni<br />
gay a quelli fra uomo e donna “un’offesa<br />
contro la verità della persona umana” e “una<br />
ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.<br />
Pest<strong>il</strong>enze, guerre, malattie e genocidi messi<br />
alla stessa stregua di due persone che si amano.<br />
E l’amore, si sa, genera pace. In Italia chi si<br />
dichiara contro le coppie gay, definisce queste<br />
unioni contro natura. Si avvertono come un<br />
pericolo, per la società e per l’educazione<br />
dei bambini. Vedere due persone che si<br />
amano, tenersi la mano per strada, è forse più<br />
pericoloso e osceno per i nostri figli di scene di<br />
<strong>Impatto</strong>» Approfondimento» pag.13<br />
No Pasa Nada<br />
La Francia è <strong>il</strong> 14esimo paese a<br />
dire Sì ai matrimoni gay. E in Italia?<br />
sesso estremo e violento, dove le donne sono<br />
meno di animali, visualizzab<strong>il</strong>i comodamente<br />
da ogni adolescente che abbia accesso a<br />
internet? Chi è l’uomo, fuori o dentro ad un<br />
parlamento, per decidere cosa sia naturale<br />
e cosa non lo sia. Parlando di natura, negli<br />
ultimi quindici anni sono stati documentati<br />
comportamenti omosessuali che vanno dai<br />
giochi sessuali a comportamenti genitoriali<br />
in coppie omosessuali in circa 1.500 specie<br />
animali, sia in cattività che in ambiente naturale.<br />
Questi comportamenti sembrano diffusi<br />
tra insetti, uccelli e mammiferi, e sopratutto<br />
tra le scimmie antropomorfe. E signore e<br />
signori, l’uomo non fa eccezione. Dalla notte<br />
dei tempi gli uomini hanno rapporti sessuali<br />
omosessuali. Nell’antica Grecia e nell’antica<br />
Roma, uomini nettamente più grandi di noi<br />
frequentavano quotidianamente amanti dello<br />
stesso sesso. Chi può tacciare l’omosessualità<br />
come fenomeno di “anormalità”? Se non un<br />
uomo, quindi, la religione? Secondo la visione<br />
biblica e le sacre scritture, e fino all’altro<br />
giorno, la donna stessa era inferiore all’uomo,<br />
essendo stata creata da una sua costola, atta a<br />
servire l’uomo e non idonea a ruoli di potere.<br />
La Chiesa per secoli ha osteggiato la ricerca<br />
scientifica, nascondendo le verità scomode al<br />
dogma cristiano, come la teoria eliocentrica<br />
e la teoria dell’evoluzione. Questi tempi sono<br />
finiti; lo stato italiano è laico, e la sua legge è la<br />
Costituzione.<br />
Giorgio Nugnes<br />
Direttore Responsab<strong>il</strong>e<br />
giorgio.nugnes@impattosettimanale.it
<strong>Impatto</strong>» Politica » pag. 14<br />
Abbiamo dovuto aspettare a lungo, ma alla fine<br />
l’Italia ha avuto <strong>il</strong> suo Governo, che ha giurato <strong>il</strong><br />
28 Apr<strong>il</strong>e. Sembrerebbe una banalità, ma se ci<br />
pensiamo la formazione di questo esecutivo<br />
è stata una tragicommedia tutta italiana:<br />
tra una predizione di “inciuci colossali” e lo<br />
spauracchio delle nuove elezioni in cui un’orda<br />
gr<strong>il</strong>lina inferocita avrebbe consegnato <strong>il</strong> Paese<br />
ai pentastellati, si era arrivati alla nomina di<br />
dieci saggi per proporre qualcosa di innovativo<br />
al parlamento (un lavoro che sembra si sia<br />
rivelato davvero ut<strong>il</strong>issimo): insomma, la solita<br />
routine tutta italiana fatta di chiacchiere, offese<br />
e risentimenti. Poi, all’improvviso, l’elezione del<br />
nuovo (si fa per dire) Presidente della Repubblica<br />
e l’affondo di Pierluigi Bersani hanno aperto la<br />
strada ad Enrico Letta e alla versione italiana della<br />
Grande Coalizione di teutonica memoria. Al di là<br />
di tutto ciò, però, si è evinto chiaramente che in<br />
questo Paese siamo portati troppo a sottovalutare<br />
la figura del Capo dello Stato, visto spesso come<br />
un semplice firmacarte: e proprio questo status,<br />
dovuto in fin dei conti alla nostra Costituzione, si<br />
è rivelato un problema non indifferente.<br />
Fa strano pensare che <strong>il</strong> Presidente, <strong>il</strong> Capo dello<br />
Stato, Comandante Supremo delle Forze Armate<br />
e tutto <strong>il</strong> resto appresso non abbia poi così<br />
grandi poteri, essendo questi limitati alla nomina<br />
dell’esecutivo e all’eventuale scioglimento delle<br />
Camere, almeno dal punto di vista pratico.<br />
Tuttavia, Giorgio Napolitano ha saputo giocare<br />
molto bene le sue carte, esplorando nuovi<br />
aspetti della sua carica e configurandosi come<br />
la figura chiave che ha portato all’effettiva<br />
concordia ordinum nell’ambito del Parlamento.<br />
L’ex compagno, infatti, non credo sarà ricordato<br />
dagli annali come un leader carismatico, ma<br />
piuttosto come un vecchio furbo che sa bene <strong>il</strong><br />
fatto suo. Una persona che, all’ultimo momento,<br />
prima di andarsene in pensione, ha ritenuto<br />
opportuno “servire lo stato” per altri sette anni:<br />
<strong>il</strong> vero vincitore di questa battaglia politica,<br />
svoltasi tra <strong>il</strong> web di Beppe Gr<strong>il</strong>lo e le sue piazze<br />
ma anche nelle aule del dibattito politico, è stato<br />
proprio l’On. Napolitano, che ha messo in pratica<br />
<strong>il</strong> concetto di Capo dello Stato, dimostrando che<br />
<strong>il</strong> Presidente può prendere iniziative non troppo<br />
usuali (e lo aveva già fatto facendo bruciare le<br />
intercettazioni che avrebbero potuto dimostrare<br />
la sua collusione con la mafia, ma questa è<br />
un’altra storia) che si sovrappongono alle sue<br />
direttive, che i partiti spesso hanno trascurato<br />
ma che adesso, se vogliono sopravvivere,<br />
devono osservare fedelmente e pazientemente.<br />
Dopotutto si sa, i napoletani sono furbi per<br />
natura, e quelli veri sanno farsi rispettare senza<br />
alzare troppo la voce.<br />
Orbene, lo scacco del presidente non può non<br />
farci riflettere sulla necessità di cambiare qualcosa<br />
in Italia. Napolitano ha saputo tessere, richiamare<br />
all’ordine, giocare con numeri e convincere<br />
qualche testa calda che le cose dovevano andare<br />
in un certo modo: proprio da bravo esponente<br />
della Prima Repubblica. Ma può <strong>il</strong> nostro Paese<br />
basarsi su questi “fuori programma”? Non sarebbe<br />
meglio rivedere qualcosina nella Costituzione,<br />
bellissima nella sua prima parte, ma un po’ troppo<br />
antiquata nella seconda? L’assenza di un punto di<br />
riferimento vero, che non solo sia rappresentativo<br />
della Nazione, ma che possa interpretarne<br />
Signori… <strong>il</strong> Presidente<br />
davvero le volontà, è un fattore che non può<br />
non essere preso in considerazione; <strong>il</strong> popolo,<br />
inoltre, non ha <strong>il</strong> potere di eleggere quello che<br />
dovrebbe essere <strong>il</strong> suo vero e unico leader. Perché<br />
dovremmo dare questo ruolo alla quarta carica<br />
dello stato? Abbiamo una gerarchia ben precisa,<br />
e dunque mi sembrerebbe lecito rispettarla:<br />
per rendere più forte l’apparato istituzionale,<br />
per evitare tutti quei fantastici <strong>scarica</strong>bar<strong>il</strong>e<br />
all’italiana e spegnere definitivamente le<br />
lamentele di chi crede di avere tutti contro,<br />
credo che la soluzione più giusta sia quella di<br />
passare ad un semipresidenzialismo, su modello<br />
francese. Un presidente eletto dal popolo, che sia<br />
dunque una vera guida, in grado di partecipare<br />
all’esecutivo ed imprimere al premier e ai ministri<br />
la sua visione e <strong>il</strong> suo indirizzo politico sarebbe<br />
un ottimo elemento per l’ammodernamento<br />
del Paese, la cui pubblica amministrazione<br />
manca di dinamicità e flessib<strong>il</strong>ità, così come i<br />
suoi organismi, ancora legati all’incedere lento e<br />
fastoso di un Seicento ormai lontano. Dare nuova<br />
forza e vigore al presidente potrebbe evitare<br />
nuove crisi politiche in futuro e sarebbe capace di<br />
conferire una stab<strong>il</strong>ità che troppo spesso viene a<br />
mancare. Napolitano ci ha dato forse una grande<br />
lezione, che speriamo sia analizzata dal nuovo<br />
governo tra i tanti provvedimenti necessari alla<br />
ripresa: in Italia serve un presidente, uno vero, che<br />
non faccia appelli, ammonimenti o quant’altro,<br />
ma che agisca e renda conto del suo operato<br />
direttamente alla Nazione, incarnata si nel suo<br />
parlamento, ma soprattutto nel suo Popolo.<br />
Claudio Candia<br />
claudio.candia@impattosettimanale.it<br />
Scelti i ministi del nuovo governo, scelta<br />
anche l’opposizione. Il blocco delle voci in<br />
controtendenza sarà composto da M5S, SEL, FDI e<br />
Lega. Beppe Gr<strong>il</strong>lo su Letta: «La rinascita di Barabba»<br />
I ministri sono stati scelti e <strong>il</strong> nuovo<br />
governo di Letta, indetto da Napolitano,<br />
è stato definitivamente formato. Nelle<br />
stesse ore in cui si assemblavano i pezzi<br />
di questo governo delle larghe intese<br />
si è anche formata l’opposizione, <strong>il</strong><br />
cui partito principale è <strong>il</strong> M5S seguito<br />
da Sel, Fdi e Lega. Gr<strong>il</strong>lo in queste sue<br />
prime ore all’opposizione ha subito<br />
chiarito quello che pensa riguardo<br />
<strong>il</strong> governo Letta, definendolo come<br />
la rinascita di Barabba e di come sia<br />
diffic<strong>il</strong>e che i vecchi volti risolvano i<br />
vecchi problemi creati dai precedenti<br />
governi. Evidentemente più cauta è la<br />
linea mantenuta da Vendola che prima<br />
espone la stessa perplessità di Gr<strong>il</strong>lo<br />
riguardo la soluzione dei problemi<br />
da parte di chi, quei problemi, li ha<br />
creati poi ricorda a Letta che è grazie<br />
al suo 3% di voti che <strong>il</strong> PD ha vinto le<br />
elezioni, seppur di poco, ottenendo<br />
così la maggioranza in parlamento, ed<br />
è rivolta proprio al PD l’ultima parte del<br />
suo discorso, in cui auspica un rinascita<br />
e una rifondazione della sinistra italiana<br />
dalle macerie da cui adesso è sepolta.<br />
La Lega Nord ha di recente dichiarato<br />
opposizione totale dopo la notizia che<br />
all’integrazione è stato assegnato un<br />
ministro di colore, anche se comunque<br />
voteranno la fiducia al governo<br />
(l’alleanza con Berlusconi va comunque<br />
mantenuta). Fdi, invece, augura al<br />
nuovo governo buon lavoro e afferma<br />
di essere all’opposizione a causa<br />
dell’inconc<strong>il</strong>iab<strong>il</strong>ità delle ideologie di<br />
destra e di sinistra. Ma siamo sicuri che gli<br />
uomini che oggi compongono la destra<br />
e la sinistra abbiano visioni così diverse?<br />
Negli ultimi anni è diventato sempre<br />
più evidente di come <strong>il</strong> conflitto esista,<br />
in realtà, solo durante la campagna<br />
elettorale e in TV. Monti, Napolitano<br />
e questo nuovo governo formato da<br />
membri del PD e PDL sembra essere<br />
l’immagine chiara di quello che è stata la<br />
politica italiana recente e di quello che<br />
vuole continuare ad essere. Gli stessi<br />
partiti all’opposizione appoggiano <strong>il</strong><br />
nuovo governo, ma come potrebbero<br />
fare diversamente? Fino a due mesi<br />
fa Sel era <strong>il</strong> principale alleato del PD,<br />
oggi è all’opposizione? Fdi e Lega sono<br />
alleati del PDL e hanno affrontato le<br />
elezioni come coalizione, un membro<br />
del PDL, Angelino Alfano, è <strong>il</strong> nuovo<br />
vicepremier, come faranno questi due<br />
partiti a fare un opposizione seria?<br />
Quello che vogliono far passare come<br />
normale amministrazione lo è davvero?<br />
La stessa elezione di Napolitano ha<br />
visto gran parte dell’opposizione unita<br />
con le proprie coalizioni, ed era chiaro<br />
a tutti quale sarebbe stato <strong>il</strong> tipo di<br />
governo che <strong>il</strong> “nuovo” Presidente della<br />
Repubblica avrebbe messo in atto,<br />
quello delle larghe intese.<br />
In tutto questo trambusto politico che<br />
trasuda finta calma si pone <strong>il</strong> M5S di<br />
Beppe Gr<strong>il</strong>lo, primo partito d’Italia e<br />
“unico” partito all’opposizione, <strong>il</strong> quale<br />
proverà, con la poca considerazione<br />
di cui nutre in parlamento e dei pochi<br />
mezzi messi a disposizione, pare, infatti,<br />
che <strong>il</strong> parlamento quest anno vuole<br />
finalmente proporre qualcosa di nuovo,<br />
sembra infatti che la presidenza della<br />
Vig<strong>il</strong>anza Rai e <strong>il</strong> Cospair (controllo dei<br />
servizi segreti) non verranno assegnati<br />
al primo partito dell’opposizione, questi<br />
organi di controllo che hanno fatto<br />
tanto discutere durante la campagna<br />
elettorale verranno probab<strong>il</strong>mente<br />
assegnati a Sel e Lega/Fdi (adesso<br />
forse si spiega la loro strana presenza<br />
all’ “opposizione”), ignorando<br />
completamente gli otto m<strong>il</strong>ioni di<br />
elettori del primo partito italiano.<br />
Marco Biagio Ricciardiello<br />
marco.ricciardiello@impattosettimanale.it<br />
<strong>Impatto</strong>» Politica » pag. 15<br />
Il Mi(ni)stero della Sanità<br />
Lo strano caso di Beatrice<br />
Lorenzin, ovvero quando <strong>il</strong><br />
ministro della sanità è solo<br />
diplomato!<br />
Il governo Letta ha da poco giurato al cospetto del<br />
Presidente della Repubblica, tra <strong>il</strong> plauso generale dei<br />
tre partiti della maggioranza – quelli che fino a pochi<br />
mesi fa si erano fatti la guerra, ovviamente. Orbene,<br />
<strong>il</strong> PDL ha incassato parecchi ministeri di una certa<br />
importanza, non ultimo <strong>il</strong> quello della Salute. Renato<br />
Balduzzi, un docente universitario che almeno sulla<br />
carta presenta titoli estremamente invidiab<strong>il</strong>i, oltre<br />
all’attivo di 110 pubblicazioni, è stato sostituito<br />
con la giovane Beatrice Lorenzin, un volto che ci fa<br />
piacere esser nuovo nella politica ma che di sanità e<br />
management forse lo è ancora di più.<br />
Il nuovo ministro è infatti diplomato al liceo classico,<br />
una cosuccia simpatica specialmente se si pensa che<br />
<strong>il</strong> corso di laurea in Medicina e Chirurgia è, in ogni<br />
paese al mondo, <strong>il</strong> più lungo e – perdonatemi questo<br />
momento di orgoglio – uno dei più impegnativi. Se<br />
poi pensiamo al grave momento in cui ci troviamo,<br />
ossia in piena crisi economica, e agli innumerevoli<br />
difetti della sanità italiana, una mente un tantino<br />
accorta potrebbe chiedersi se la scelta sia stata<br />
delle migliori. La sanità italiana assorbe circa <strong>il</strong> 7%<br />
del PIL, ossia approssimativamente 150 m<strong>il</strong>iardi di<br />
euro; i problemi riguardano personale, strutture e<br />
organizzazione di una miriade di enti, che vanno<br />
dai grandi Policlinici delle Università ai minuscoli<br />
ambulatori delle guardie mediche nei paesini di<br />
montagna.<br />
Insomma, avremmo forse avuto bisogno di una<br />
persona del settore, piuttosto che di una m<strong>il</strong>itante<br />
del PDL: credo che solo un medico, più di qualsiasi<br />
docente di diritto o di un ingegnere gestionale, uno<br />
che veramente abbia vissuto la realtà dei reparti,<br />
abbia salvato persone e ne abbia viste morire<br />
altrettante, chi in suites da sultano e chi su una<br />
barella in un corridoio, data l’assenza di posti nelle<br />
camere, potrebbe operare quelle riforme del Sistema<br />
Sanitario Nazionale che urgono immediatamente per<br />
rendere nuovamente efficace quello che è sempre<br />
stato uno dei gioielli italiani, che anni di incuria e<br />
speculazione hanno trasformato in un pozzo senza<br />
fondo in cui entrano soldi a palate ed escono casi di<br />
malasanità che fanno sfigurare le eccellenze italiane<br />
della medicina moderna. Claudio Candia<br />
claudio.candia@impattosettimanale.it
<strong>Impatto</strong>» Economia» pag. 16<br />
Perchè tutto <strong>il</strong><br />
mondo guarda<br />
all’economia<br />
americana? Quanto<br />
conta oggi <strong>il</strong> nuovo<br />
continente?<br />
E’ indiscutib<strong>il</strong>e che per secoli <strong>il</strong> traino<br />
all’economia globale sia stato fornito dagli<br />
Stati Uniti d’America, ma gli stessi ancora oggi<br />
hanno la facoltà di condizionare l’economia<br />
mondiale? Qual è la loro f<strong>il</strong>osofia economica?<br />
di Pierluigi Patacca<br />
Direttore Marketing/Responsab<strong>il</strong>e Economia<br />
luigi.patacca@impattosettimanale.it<br />
La crescita, <strong>il</strong> PIL, l’occupazione: sono<br />
questi i valori di riferimento di politici,<br />
analisti finanziari, capi di governo e grandi<br />
dell’economia mondiale. È interesse di tutti<br />
che i singoli paesi industrializzati crescano.<br />
Come farebbero altrimenti, la Cina, la<br />
Germania e tutti i noti paesi esportatori ad<br />
allocare tutti i loro prodotti? Oppure, come<br />
farebbero i risparmiatori europei a investire<br />
danaro negli ‘’States’’, fornendo credito alle<br />
famiglie statunitensi, se queste smettessero<br />
di consumare? Chiaramente, questi sono<br />
soltanto due degli innumerevoli problemi<br />
che i vari esperti di economia, hanno dovuto<br />
affrontare, in questo periodo di profonda crisi<br />
e recessione.<br />
In particolare, è noto che, nella recente storia<br />
economica, gli USA hanno trainato gli altri<br />
paesi. E Nonostante la causa della crisi del 2007<br />
sia partita proprio dagli statunitensi - con i<br />
famosi mutui ‘’subprime’’ - è indiscutib<strong>il</strong>mente<br />
vero che gli stessi americani hanno assorbito<br />
Grecia tagliati 15m<strong>il</strong>a posti di lavoro<br />
pubblici L’ok del Parlamento arriva<br />
durante la notte è Una delle misure<br />
di austerity imposta ad Atene dalla<br />
troika Bce-Ue-Fmi per ottenere aiuti<br />
finanziari<br />
l’offerta di prodotti dei paesi europei e non,<br />
quando, gli altri consumatori - per via dei vari<br />
periodi di congiuntura critici - sono venuti<br />
meno. Si intuisce quindi in maniera immediata,<br />
perché <strong>il</strong> mondo guarda semrpe con maggiore<br />
attenzione ai dati macroeconomici degli<br />
Stati Uniti, piuttosto che a quelli dell’Italia<br />
o della Gran Bretagna (che sono comunque<br />
importantissimi).<br />
Se si arrestano gli USA, infatti, a risentirne non<br />
sono soltanto le famiglie d’oltreoceano ma<br />
anche le famiglie europee e asiatiche, anche se<br />
indirettamente.<br />
Ma qual è l’attuale posizione degli americani?<br />
Secondo gli ultimi dati, <strong>il</strong> paese cresce, ma al di<br />
sotto delle previsioni: <strong>il</strong> PIL si assesta sul +2,5%,<br />
contro <strong>il</strong> 3,2% degli auspici. Ma nonostante la<br />
delusione delle attese, è chiaro che la situazione<br />
è in assoluta controtendenza rispetto alla<br />
regressione dei paesi dell’Unione Europea.<br />
Contrariamente al vecchio continente, infatti,<br />
in America, i consumi aumentano, malgrado la<br />
spesa pubblica sia diminuita per via dei tagli<br />
imposti dal governo.<br />
Alle radici della crescita c’è la forte spinta della<br />
politica della FED. E’ la banca centrale, infatti,<br />
a stimolare l’economia, impostando i tassi<br />
di interesse bassissimi; i quali, nella pratica,<br />
dovrebbero incentivare gli investimenti e far<br />
aumentare <strong>il</strong> numero degli occupati.<br />
È chiaro allora che la priorità per gli americani è<br />
proprio l’occupazione, per i più svariati motivi:<br />
Uno di questi è legato al fatto che in America<br />
non esiste <strong>il</strong> welfare. Chi perde <strong>il</strong> lavoro è<br />
tutelato per un lasso di tempo breve e ciò non<br />
crea altro che ansia nei disoccupati e negli<br />
stessi occupati, che hanno un enorme paura di<br />
perdere l’impiego.<br />
Non a caso qualche giorno fa, Wall Street<br />
ha chiuso col segno verde a seguito della<br />
notizia del calo dei sussidi di disoccupazione.<br />
Pertanto la difficoltà dei cittadini è stata ben<br />
captata dai politici, i quali hanno presto intuito<br />
che per attirare l’elettorato bisogna spingere<br />
l’economia, affinché si creino posti di lavoro.<br />
L’obiettivo, quindi, è quello di non ripetere<br />
l’errore fatto nel 2007: in quell’anno infatti, i<br />
tassi bassi, non aiutarono l’economia reale,<br />
bensì si riversarono sul mercato finanziario<br />
spingendo quest’ultimo sull’orlo del disastro.<br />
Nella notte tra domenica 28 e lunedì 29, <strong>il</strong> Parlamento greco ha approvato<br />
la nuova legge sulla ristrutturazione del debito pubblico. Una manovra che<br />
comporterà anche <strong>il</strong> taglio di 15m<strong>il</strong>a posti pubblici entro <strong>il</strong> 2014, di cui 4m<strong>il</strong>a<br />
entro la fine dell’anno corrente. La legge – che ha ottenuto 168 pareri favorevoli<br />
su 292 – fa parte della serie di misure di austerity richieste dalla “Troika” (Banca<br />
Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea) per<br />
continuare a versare m<strong>il</strong>iardi di euro in aiuti al governo di Atene. La manovra<br />
comporterà anche un indebolimento delle garanzie costituzionali greche per<br />
gli impiegati pubblici: licenziamento fac<strong>il</strong>e e orario di lavoro prolungato saranno<br />
possib<strong>il</strong>i senza tanti ostacoli da oggi in terra ellenica. Intanto già 800 persone si<br />
sono radunate fuori al Parlamento in segno di protesta e si temono duri scontri.<br />
Attimi diffic<strong>il</strong>i per la new economy: Samsung supera<br />
Apple. Yahoo, Fred Amoroso lascia la presidenza<br />
Quando si pensa alla New economy, si<br />
congettura sempre un mercato fatto da<br />
leader del settore, i quali alternandosi<br />
alla testa delle quote di vendita, riescono<br />
a creare un equ<strong>il</strong>ibrio quasi immune<br />
dalla crisi. Questo dipinto così ameno<br />
forse l’avrà pensato anche <strong>il</strong> consiglio di<br />
amministrazione della Apple fino a qualche<br />
giorno fa, quando all’improvviso – nella lotta<br />
allo smartphone più venduto - l’azienda<br />
di Cupertino si è vista nettamente scalzata<br />
dalla acerrima rivale coreana Samsung.<br />
70 m<strong>il</strong>ioni di pezzi venduti a 37 questo è <strong>il</strong><br />
rapporto del primo trimestre 2013, per le<br />
rispettive quote di mercato: le quali vanno<br />
dal 32,7% per <strong>il</strong> Galaxy al 17,3% per l’iPhone.<br />
Il successo dei corani poi si è riversato anche<br />
negli ut<strong>il</strong>i trimestrali delle due società.<br />
Quelli di Samsung sono cresciuti del 41,9%<br />
arrivano a quota 4,9 m<strong>il</strong>iardi, mentre quelli<br />
di Apple pure arrivando a 9,5 m<strong>il</strong>iardi<br />
sono scesi rispetto agli 11,5 dello stesso<br />
periodo dell’anno scorso. La differenza<br />
di prestazioni – dicono agli esperti di<br />
tecnologia e mercato – è solo una questione<br />
di pollici: in quanto i consumatori ormai<br />
preferiscono sempre di più cellulari che si<br />
avvicinano ai tablet (quindi con lo schermo<br />
più esteso). E mentre l’azienda della Corea<br />
del Nord ha già sv<strong>il</strong>uppato <strong>il</strong> modello 4 della<br />
serie Galaxy con uno schermo ancora più<br />
grande, sembra che anche Apple sia pronta<br />
ad una controffensiva con un modello a<br />
metà tra iPhone e iPad mini. Guardando poi<br />
anche in casa Yahoo, le cose non sembrano<br />
migliorare per un altro colosso della new<br />
economy mondiale. Nell’azienda del noto<br />
motore di ricerca infatti – nonostante gli ut<strong>il</strong>i<br />
in rialzo - si è appena dimesso <strong>il</strong> presidente<br />
Fred Amoroso. Lo stesso ha poi dichiarato<br />
“L’azienda è in salute e sta andando bene,<br />
quindi non è una scelta dovuta a tematiche<br />
finanziarie, avevo detto che sarei rimasto in<br />
carica solo un anno, ed ho tenuto fede alla<br />
mia parola”. Guglielmo Pulcini<br />
<strong>Impatto</strong>» Economia» pag. 17<br />
Vicenda Verizon - Vodafone<br />
L’azienda newyorkese rompe<br />
gli indugi e si dichiara pronta ad<br />
acquisire la quota Vodafone US<br />
di Marco Tregua<br />
Ph.D. presso Federico II<br />
marco.tregua@impattosettimanale.it<br />
Torna nuovamente alla ribalta dei mercati azionari la<br />
vicenda Vodafone Wireless – Verizon Communications.<br />
Dopo aver condizionato l’andamento di Wall Street<br />
a fine marzo, in questi giorni Verizon ha rotto gli<br />
indugi ed è ormai ad un passo dall’acquisizione di una<br />
partecipazione r<strong>il</strong>evante nella joint venture Verizon<br />
Wireless. Si tratta di un colosso delle telecomunicazioni<br />
statunitense, con circa 60 m<strong>il</strong>ioni di clienti e con<br />
una compagine societaria che vede un impegno di<br />
Vodafone per <strong>il</strong> 45% e Verizion Communications con<br />
<strong>il</strong> 55%. Verizon Wireless ha consolidato <strong>il</strong> suo ruolo<br />
nel comparto statunitense delle telecomunicazioni,<br />
acquisendo Comcast e Time Warner nell’agosto del<br />
2012.<br />
A valle di quest’operazione <strong>il</strong> Gruppo Vodafone<br />
potrebbe procedere con l’uscita dal listino<br />
statunitense. Nel frattempo, però, la multinazionale<br />
della telefonia beneficia di risultati importanti in altre<br />
piazze, tra cui Londra, dove <strong>il</strong> titolo ha registrato picchi<br />
interessanti ad inizio mese. Lo stesso effetto si sta<br />
verificando anche per Verizon, benché su livelli più<br />
bassi. Nel complesso, però, le azioni di Verizon hanno<br />
raggiunto <strong>il</strong> valore più alto dell’anno e, parallelamente<br />
alla riduzione del costo del debito, la condizione di<br />
stallo pre-acquisto sembra potersi protrarre proprio<br />
per favorire l’ulteriore espansione delle condizioni<br />
positive di mercato.<br />
Le indiscrezioni circa l’operazione di acquisizione<br />
da parte di Verizon sono numerose e, talvolta,<br />
contrastanti, sia ad opera di operatori specializzati sia<br />
ad opera della stampa internazionale. Tuttavia i vertici<br />
dell’impresa statunitense glissano, tenendosi al riparo<br />
da speculazioni sulle condizioni di un’acquisizione<br />
che appare sempre più vicina. Difatti non sembra<br />
univocamente definito <strong>il</strong> prezzo della partecipazione<br />
oggetto di r<strong>il</strong>evazione, né si conosce, di conseguenza,<br />
l’esatto valore percentuale della partecipazione che,<br />
tuttavia, dovrebbe raggiungere proprio l’intero 45%<br />
in possesso di Vodafone. L’ammontare che Verizon<br />
dovrà versare a Vodafone osc<strong>il</strong>la in una forbice ampia,<br />
tra i 100 e i 150 m<strong>il</strong>ioni di dollari. A seguito di tali<br />
valutazioni, i responsab<strong>il</strong>i amministrativi e legali di<br />
Verizon definiranno la modalità di pagamento, che<br />
dovrebbe comprendere una quota in denaro e una<br />
quota in azioni possedute in portafoglio.<br />
L’introito della cessione apre molti scenari per<br />
Vodafone; <strong>il</strong> reinvestimento in partecipazioni<br />
all’interno del comparto telecomunicazioni sembra<br />
la pista più praticab<strong>il</strong>e, ma tale scelta si scontra<br />
con le attese degli azionisti in termini di redditività<br />
a breve termine. Proprio quest’ultima preferenza<br />
sembra spingere <strong>il</strong> top management di Vodafone<br />
verso investimenti azionari mirati all’incremento della<br />
redditività.
<strong>Impatto</strong>» Economia » pag. 18<br />
«Non è ancora possib<strong>il</strong>e escludere che l’Italia<br />
possa chiedere aiuti alla BCE in futuro, bisognerà<br />
capire la capacità del governo italiano di<br />
perseguire le riforme necessarie, la situazione<br />
comunque rimane diffic<strong>il</strong>e» ad affermarlo è un<br />
funzionario di Moody’s, agenzia newyorkese che<br />
alcuni giorni fa ha confermato <strong>il</strong> rating italiano<br />
a “Baa2” con out look negativo. «Bisognerà<br />
verificare <strong>il</strong> mandato dell’esecutivo appena<br />
insediato e quindi la sua capacità di affrontare<br />
con decisione le imponenti riforme strutturali<br />
di cui <strong>il</strong> Paese avrebbe bisogno per migliorare<br />
la propria “affidab<strong>il</strong>ità” creditizia. Per ora<br />
comunque la situazione resta molto complicata”<br />
ha sentenziato Dietmar Hornung, analista<br />
responsab<strong>il</strong>e per <strong>il</strong> rating dell’Italia di Moody’s,<br />
rimanendo così in linea con le prospettive<br />
delineate dalla sua agenzia. L’analisi effettuata da<br />
Moody’s nell’ultima settimana difatti ha dipinto<br />
un quadro realmente severo per l’economia<br />
italiana: una recessione più profonda delle<br />
aspettative. Ad aggravare l’aspetto complessivo,<br />
l’azienda newyorkese, poi ha fatto notare anche<br />
un ribasso nelle stime di crescita del prodotto<br />
interno lordo per <strong>il</strong> 2013 (<strong>il</strong> PIL dovrebbe<br />
contrarsi del 1,8%, rispetto al precedentemente<br />
computato 1% e alla stima del 1,5% calcolata del<br />
Fondo Monetario internazionale). La crescita poi,<br />
secondo Moody’s, tornerà solo nel 2014, quando<br />
<strong>il</strong> PIL salirà per lo 0,2%. Ad aumentare ancora<br />
di più <strong>il</strong> timore sui dati macroeconomici del<br />
nostro paese c’è poi anche l’inflazione, <strong>il</strong> tasso di<br />
disoccupazione e la pressione fiscale. Per quanto<br />
riguarda <strong>il</strong> primo dato, secondo i dati definitivi di<br />
Istat, nel mese di marzo l’indice Nic dei prezzi al<br />
consumo è salito dello 0,2% su mese, rivisto dalla<br />
stima di +0,3%, e dell’1,6% rispetto allo stesso<br />
periodo dell’anno precedente, rivisto dall’1,7%.<br />
Il dato di disoccupazione invece resta sempre <strong>il</strong><br />
fondamento macroeconomico più sconcertante.<br />
In cinque anni infatti la disoccupazione media in<br />
Italia è quasi raddoppiata. +82,2%: questo quanto<br />
emerge dagli ultimi dati pubblicati dall’Istat sulla<br />
media annuale del numero di persone in cerca di<br />
lavoro a partire dai 15 anni.<br />
Nel 2012 i disoccupati sono stati 2,74 m<strong>il</strong>ioni,<br />
registrando un +30,2%. La disoccupazione a<br />
livello nazionale nel 2012 è aumentata di 4,6<br />
punti percentuali, rispetto al dato del 2007, con<br />
Moody’s futuro incerto per l’Italia<br />
confermato l’outlook negativo<br />
picchi di 6,2 punti al meridione, che portano<br />
<strong>il</strong> tasso delle persone in cerca di occupazione<br />
al 17,2%. Al centro e al nord si registrano<br />
rispettivamente incrementi del 3,8% e del 3,9%,<br />
che fanno salire <strong>il</strong> dato complessivo al 9,5% e<br />
7,4%. Anche la pressione fiscale nostrana è poi tra<br />
le top 10 di Europa. L’Italia, infatti, con <strong>il</strong> Governo<br />
Monti che ha dovuto mettere a punto dure<br />
misure di austerity, ha visto salire la pressione<br />
fiscale al 42,5%. Tasso che si conferma fra i più<br />
alti in Europa, dopo alla Danimarca (47,7%), alla<br />
Svezia (44,3%), al Belgio (44,1%), alla Francia<br />
(43,9%) ed alla Finlandia (43,4%), paesi però<br />
con economie estremamente più salubre dal<br />
punto di vista della crescita e dell’occupazione.<br />
L’outlook negativo, dichiara la nota di Moody’s,<br />
riflette “l’elevato rischio che l’Italia possa<br />
perdere la fiducia degli investitori e l’accesso ai<br />
mercati privati del debito in seguito allo stallo<br />
politico e all’incertezza sulla futura direzione<br />
politica, così come al rischio contagio” dagli altri<br />
paesi della periferia dell’area euro. A queste<br />
potenziali difficoltà, si aggiungono, prosegue<br />
<strong>il</strong> comunicato: “le prospettive politiche incerte,<br />
insieme all’aumento della disoccupazione e<br />
all’indebolimento della domanda interna”. Per<br />
l’agenzia, “nonostante gli sforzi in corso per<br />
formare un governo, senza un consenso ed<br />
un chiaro mandato, le prospettive di ulteriori<br />
riforme sono deboli”. Ad aumentare l’incertezza<br />
complessiva, vi è poi anche la debolezza del<br />
sistema bancario e <strong>il</strong> credito “limitato e costoso”<br />
per le piccole e medie imprese, “motore di<br />
crescita dell’economia Italiana”. Moody’s tuttavia<br />
ha confermato <strong>il</strong> rating per via dell’avenzo<br />
primario, cha aumento le possib<strong>il</strong>ità di creazione<br />
di un debito sostenib<strong>il</strong>e e di una lieve ripresa<br />
della crescita nel medio termine. Ma anche per<br />
la “resistenza dell’economia, sostenuta da un<br />
relativamente basso indebitamento del settore<br />
privato e la probab<strong>il</strong>ità di un appoggio finanziario,<br />
se necessario, dall’ area euro visti progressi<br />
degli ultimi anni in termini di risanamento e<br />
l’importanza sistemica dell’Italia per l’area euro”.<br />
Dunque anche per l’Italia sembra esserci un po’<br />
di luce in fondo al tunnel.<br />
Guglielmo Pulcini<br />
guglielmo.pulcini@impattosettimanale.it<br />
Da Fiat a Chrysler<br />
passando per Veba:<br />
ecco <strong>il</strong> punto<br />
di Simona Ammendola<br />
simona.ammendola@impattosettimanale.it<br />
Ancora Fiat – Fabbrica Italiana Automob<strong>il</strong>i<br />
Torino – al centro dello scenario economico<br />
mondiale . Il Wall Street Journal rende nota<br />
l’intenzione della celebre multinazionale di<br />
acquisire <strong>il</strong> 100% in Chrysler e di quotarsi alla<br />
Borsa di New York. Non di certo un fulmine a<br />
ciel sereno. Sergio Marchionne, amministratore<br />
delegato del gruppo, ha infatti spesso ribadito<br />
la volontà di Fiat di affacciarsi completamente<br />
al mercato statunitense che al momento,<br />
ricordiamo, sopperisce perdite del mercato<br />
europeo dell’auto pari a 700 m<strong>il</strong>ioni di euro. L’ ad<br />
dichiara: “ In qualche modo dovremo guardare<br />
al mercato americano per i vantaggi ad esso<br />
legati” . Fiat, avendo già acquistato nel 2011 <strong>il</strong><br />
58,5 % delle azienda americana, guarda con<br />
notevole interessa a quel 41,5 % di Chrysler<br />
che è detenuto dal fondo Veba <strong>il</strong> quale da mesi<br />
ormai cerca di uscire dal gruppo americano.<br />
La situazione, però, non è delle più fac<strong>il</strong>i. Fiat e<br />
Veba si sono infatti scontrati davanti alla Corte<br />
del Deleware circa la valutazione delle quote.<br />
Da un lato i legali del Lingotto affermano che<br />
ormai non vi sono più formule alternative per<br />
<strong>il</strong> calcolo del prezzo dei titoli, concordato tra le<br />
parti nel 2009; dall’altro i legali di Veba chiedono<br />
che tale formula debba tenere anche conto<br />
di un approssimato valore di mercato. Questi<br />
prima scontri sono relativi solo al primo 16.6%<br />
della quota in questione su cui Fiat dispone delle<br />
opzioni call. Proprio su questa percentuale vi è<br />
un disaccordi di circa 202 m<strong>il</strong>ioni di dollari dal<br />
momento in cui Marchionne sarebbe disposto<br />
a offrire 140 m<strong>il</strong>ioni mentre <strong>il</strong> fondo USA ne<br />
richiede almeno 342. Il prezzo del restante<br />
24,5% verrà poi deciso da trattative tra le parti.<br />
Qualora <strong>il</strong> fondo Veba non sarà soddisfatto delle<br />
proposte di Fiat potrà vendere le azioni in Borsa<br />
avviando così le procedure dell’ Ipo a Wall Street.<br />
Secondo le prime stime l’affare Chrysler costerà<br />
a Fiat tra i 3 e i 4 m<strong>il</strong>iardi di dollari, cifra alla quale<br />
farà fronte sfruttando i suoi asset – Ferrari e<br />
Maserati – e grazie ai finanziamenti degli istituti<br />
di credito per un ammontare pari a 2,9 m<strong>il</strong>iardi di<br />
dollari. Secondo le prime indiscrezioni, le banche<br />
pronte a collaborare sarebbero JPMorgan, Bank<br />
of America, Merr<strong>il</strong>l Lynch e Deutsche Bank.<br />
Acquistato <strong>il</strong> 100% di Crysler e attuta la fusione,<br />
la società che nascerà potrebbe essere quotata<br />
negli Stati Uniti dati i basti costi americani<br />
di rifinanziamento. Ciò significherebbe un<br />
passo importante per la società americana<br />
che, si ricorda, non è più quotata in Borsa dal<br />
2007. Una trattativa diffic<strong>il</strong>e ma essenziale per<br />
l’integrazione tra le due aziende. In particolare<br />
Sergio Marchionne afferma che la fusione è<br />
addirittura possib<strong>il</strong>e entro l’anno: “Dobbiamo<br />
stab<strong>il</strong>ire una valutazione chiara delle quote<br />
Chrysler e vedere se è possib<strong>il</strong>e che Fiat rimpiazzi<br />
l’Ipo e dia liquidità al trust Veba.” Non resta che<br />
aspettare i risvolti di una vicenda che segnerà la<br />
storia del mercato dell’auto.<br />
i m p a t t o<br />
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<strong>Impatto</strong>» Evento » pag. 20<br />
Torna <strong>il</strong> Comicon a Napoli un<br />
affascinante viaggio tra fumetti,<br />
cartoni animati, f<strong>il</strong>m e videogiochi<br />
Ancora un volta<br />
un grande<br />
successo<br />
per <strong>il</strong> Salone<br />
Internazionale<br />
del Fumetto in<br />
terra partenopea<br />
di Eleonora Baluci,<br />
foto di Fabio Delle Donne<br />
Inviati<br />
È tornato a Napoli, dal 25 al 28 apr<strong>il</strong>e,<br />
<strong>il</strong> Salone Internazionale del Fumetto,<br />
giunto alla sua quindicesima<br />
edizione, quest’anno incentrato sul<br />
rapporto tra <strong>il</strong> fumetto e le altre arti.<br />
Il Comicon si è svolto alla Mostra<br />
d’Oltremare che ha ospitato anche<br />
<strong>il</strong> GameCon, <strong>il</strong> salone del gioco e del<br />
videogioco, ed <strong>il</strong> CartooNa, <strong>il</strong> festival<br />
internazionale dell’animazione.<br />
Grande successo di pubblico,<br />
migliaia di visitatori hanno affollato<br />
i padiglioni dove si è svolto l’evento,<br />
arricchendoli con un tocco di colore;<br />
in molti, infatti, indossavano i panni<br />
dei loro personaggi preferiti, tratti<br />
da fumetti, cartoni animati, f<strong>il</strong>m e<br />
videogiochi.<br />
Naruto, Ironman, la Sposa Cadavere,<br />
Wario, W<strong>il</strong>ma e Betty, Goku,<br />
Biancaneve, Princess Peach, Light<br />
Yagami, Pain e Konan, Cat Woman:<br />
sono solo alcuni dei personaggi<br />
rappresentati.<br />
Numerosissimi gli stand di<br />
coloro che vendevano fumetti,<br />
videogiochi, peluche, action figures,<br />
gadget ed articoli per cosplay, dalle<br />
parrucche colorate ai cappelli, dai<br />
kimono alle armi.<br />
Numerosi anche gli stand delle<br />
case editrici che si occupano di<br />
fumetti, da quelle più note, come la<br />
Magic Press e la Panini, a quelle più<br />
piccole ma non meno valide, come<br />
BeccoGiallo, Coconino Press e Npe;<br />
molto interessante la zona riservata<br />
alla promozione dei fumetti<br />
“artigianali”, la ZTA, zona totalmente<br />
autoprodotta, con produzioni<br />
originali come un fumetto ironicoblasfemo<br />
su Gesù.<br />
All’interno dei padiglioni della<br />
Mostra d’Oltremare diverse mostre<br />
hanno accompagnato i visitatori<br />
lungo <strong>il</strong> percorso.<br />
Diego Armando Maradona: 11<br />
tocchi nel fumetto è <strong>il</strong> titolo della<br />
mostra che ha visto esposte le 11<br />
tavole della prima graphic novel<br />
dedicata al campione, realizzata da<br />
Paolo Castaldi ed edita da BeccoGiallo.<br />
La notte dei giocattoli, invece, è <strong>il</strong> titolo di una<br />
favola di Dacia Maraini, presentata attraverso<br />
le <strong>il</strong>lustrazioni di Gud.<br />
Tra le altre Valvoline, Mino M<strong>il</strong>ani, I fantasmi<br />
del Louvre, Gli altri, Archigames, Archireality,<br />
Bu<strong>il</strong>ding Comics ed infine Magica Disney,<br />
mostra visitab<strong>il</strong>e al PAN-Palazzo delle Arti di<br />
Napoli fino al 26 maggio, dedicata al numero<br />
3000 del fumetto Topolino, in uscita proprio a<br />
maggio di quest’anno.<br />
Presenti, inoltre, un’ampia area per i<br />
videogiochi e una per i giochi di società e con<br />
le carte.<br />
Novità di quest’anno la zona denominata<br />
Asian V<strong>il</strong>lage, con un’area make-up, un’area<br />
dedicata alla realizzazione di Teru teru bozu,<br />
Tako chan e Hachimaki, giochi da tavolo<br />
cinesi, lezioni e tornei di Chambara, lezioni di<br />
giapponese, dimostrazioni sulla cerimonia del<br />
tè e sulla vestizione del kimono ed una mostra<br />
fotografica del Maestro Yamaguchi Naoya.<br />
All’interno della manifestazione è avvenuta<br />
la consegna dei premi Att<strong>il</strong>io Micheluzzi-<br />
COMICON 2013; vincitore della categoria<br />
“miglior fumetto”, <strong>il</strong> cui premio è stato<br />
consegnato da Lello Arena, è Zerocalcare, con<br />
<strong>il</strong> fumetto Un polpo alla gola.<br />
E poi laboratori per i più piccoli, tornei,<br />
proiezioni, area autografi, sf<strong>il</strong>ate di cosplay,<br />
concerti.<br />
Da segnalare, infine, COMIC(ON)OFF, una<br />
serie di iniziative gratuite sparse per Napoli e<br />
provincia, che sottolineano l’interazione tra<br />
fumetto e architettura.<br />
<strong>Impatto</strong>» Evento » pag. 21
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Siria: armi chimiche contro i ribelli?<br />
Secondo fonti non del tutto certe, e a quanto<br />
pare limitate, <strong>il</strong> regime di Assad avrebbe superato<br />
la “sott<strong>il</strong>e linea rossa” dettata al mondo dalla<br />
Casa Bianca, adoperando armi chimiche contro<br />
i ribelli che lottano da tempo contro <strong>il</strong> governo<br />
di Damasco. Su internet circolano video terrib<strong>il</strong>i,<br />
purtroppo non direttamente verificab<strong>il</strong>i a detta<br />
dell’ANSA, in cui si mostrano feriti con la bava alla<br />
bocca, indice di avvelenamento da gas nervino. Il<br />
sarin, l’arma chimica per eccellenza, sarebbe stato<br />
ut<strong>il</strong>izzato per schiacciare la resistenza nell’unico<br />
Paese dove la Primavera Araba non è ancora<br />
riuscita a fiorire decentemente.<br />
Gli Stati Uniti, però, ci vanno cauti, o almeno<br />
più del britannico Cameron, che parla di prove<br />
limitate ma attendib<strong>il</strong>i: Washington tentenna ma<br />
non da ancora <strong>il</strong> segnale di attacco. Sono passati<br />
ormai i tempi del caro George W. Bush, che<br />
intraprese ben due guerre nell’arco di pochi anni:<br />
bisogna stare attenti onde evitare brutte figure<br />
(come gli ordigni nucleari iracheni mai trovati) agli<br />
occhi di una sempre più stanca opinione pubblica,<br />
che mal sopporterebbe un nuovo intervento in<br />
Medio Oriente. Gli Stati Uniti, quando vogliono,<br />
esportano democrazia, specialmente se poi c’è<br />
Israele che invoca <strong>il</strong> loro aiuto: la proposta del<br />
viceministro israeliano degli esteri Zeev Elkin<br />
sarebbe quella di neutralizzare Assad per poter<br />
entrare in possesso delle armi chimiche, così da<br />
essere sicuri che non saranno ut<strong>il</strong>izzate (fonte: La<br />
Stampa).<br />
Intanto, Assad avrebbe impedito l’accesso a<br />
Damasco agli inviati ONU, che appaiono come i<br />
più affidab<strong>il</strong>i per la determinazione dell’ut<strong>il</strong>izzo<br />
di armi chimiche o no. Ma <strong>il</strong> presidente siriano<br />
non ci sta, e anzi accusa i suoi stessi oppositori<br />
di aver importato armi chimiche dalla Turchia: i<br />
suoi emissari negli USA, nel frattempo, cercano<br />
di ingraziarsi le alte sfere del potere, ricordando<br />
loro che i ribelli sono sovvenzionati da Al-Qaeda, <strong>il</strong><br />
nemico numero uno degli States. Una caduta del<br />
suo regime, allora, potrebbe avere conseguenze<br />
molto più negative di quanto si possa immaginare<br />
… con poche parole, Assad vorrebbe cercare di<br />
vincere una guerra che m<strong>il</strong>itarmente si fa sempre<br />
più diffic<strong>il</strong>e.<br />
Claudio Candia<br />
claudio.candia@impattosettimanale.it<br />
Continua l’incubo<br />
in India: ondata<br />
di stupri nella<br />
capitale New Delhi. Le<br />
proteste proseguono<br />
di Luca Di Costanzo<br />
Giornalista<br />
luca.dicostanzo@impattosettimanale.it<br />
NEW DELHI - Una studentessa ventenne<br />
è stata violentata ed uccisa venerdì da<br />
un branco nello Stato meridionale di<br />
Karnataka. Sul suo cadavere è stata trovata<br />
la firma dei ‘Maratha’, una casta di guerrieri<br />
indiani. Le forze dell’ordine riferiscono che<br />
la ragazza, che era stata sequestrata nel<br />
v<strong>il</strong>laggio di Sulebhavi subito dopo aver<br />
sostenuto un esame, è stata violentata<br />
‘da un numero imprecisato di persone’.<br />
Il cadavere, con <strong>il</strong> viso sfigurato da una<br />
pietra, è stato ritrovato seminudo in una<br />
zona appartata. La polizia locale ha messo<br />
in campo squadre speciali per cercare<br />
di catturare gli autori del crimine. La<br />
popolazione e gli studenti sono scesi in<br />
strada manifestando e chiedendo a gran<br />
voce la pena di morte per i colpevoli.<br />
Fra gli ultimi casi anche due minori. Quello<br />
di una bimba di cinque anni in fin di vita<br />
e di una di sei uccisa e gettata in una<br />
di<strong>scarica</strong>. La piccola è stata imprigionata<br />
per due giorni dal suo aguzzino in una<br />
stanza di Gandhi Nagar, un povero<br />
rione nell’est della capitale, ricevendo<br />
delle ferite brutali. La bambina è stata<br />
violentata, torturata e mut<strong>il</strong>ata nei genitali.<br />
Dai segni sul collo sembra anche che<br />
l’aggressore abbia tentato di strangolarla.<br />
Il responsab<strong>il</strong>e dello Swami Dayanand<br />
Hospital, dove è stata portata per le prime<br />
cure, ha riferito tra lo sconcerto che ‘è stata<br />
trovata una bottiglietta di 200 ml e due o<br />
tre pezzi di candele inseriti nelle sue parti<br />
intime’.<br />
Tutto questo dopo soli quattro mesi<br />
dall’orrendo stupro della ventitreenne<br />
Nirbhaya avvenuto su un autobus di<br />
New Delhi. Anche in quel caso <strong>il</strong> branco<br />
di violentatori le aveva provocato gravi<br />
ferite addominali che portartono, dopo<br />
nove giorni, alla morte della giovane. Il<br />
parlamento indiano varò una nuova legge<br />
contro la violenza sessuale che prevedeva<br />
misure severe, tra cui la pena di morte,<br />
per gli stupratori in caso di decesso della<br />
vittima.<br />
Al ritrovamento del cadavere della<br />
piccola fam<strong>il</strong>iari e residenti della zona<br />
hanno inscenato una protesta pacifica<br />
contro la polizia bloccando la principale<br />
arteria per New Delhi. La polizia però ha<br />
disperso i manifestanti con la violenza,<br />
prendendo a bastonate diverse persone,<br />
tra cui anche i genitori della vittima. In<br />
un f<strong>il</strong>mato trasmesso dalla Cnn Ibn si<br />
vedono alcuni agenti con lunghi bastoni<br />
di bambù (chiamati in hindi ‘lathi’)<br />
picchiare e buttare a terra le donne, tra<br />
cui anche un’anziana. Gli scontri sono<br />
durati diverse ore. Secondo l’emittente<br />
almeno sette manifestanti sono stati feriti<br />
dalle manganellate e dai gas lacrimogeni.<br />
Le autorità negano di aver sparato ma<br />
due poliziotti, identificati nel video,<br />
sono stati sospesi e un responsab<strong>il</strong>e del<br />
commissariato locale è stato trasferito.<br />
Sembra inoltre che <strong>il</strong> commissariato locale<br />
si sia rifiutato di intervenire quando <strong>il</strong> padre<br />
ha denunciato la scomparsa della bimba.<br />
Quando poi i genitori, dopo due giorni<br />
di ricerche disperate, hanno ritrovato la<br />
figlia, gli agenti avrebbero offerto del<br />
denaro per comprare <strong>il</strong> s<strong>il</strong>enzio della<br />
coppia. Il ‘chief minister’ Akh<strong>il</strong>esh Yadav<br />
ha promesso di far luce sull’accaduto e di<br />
punire i responsab<strong>il</strong>i delle violenze.<br />
Barack Obama a Dallas nel<br />
segno di George W. Bush<br />
Lo scorso 25 Apr<strong>il</strong>e la città di Dallas nel Texas ha ospitato<br />
l’inaugurazione della Presidental library dedicata a George W<br />
Bush, la quattordicesima biblioteca ad essere intitolata ad uno<br />
degli ex presidenti degli stati uniti nel loro stato di origine; aprirà<br />
ufficialmente al pubblico <strong>il</strong> 1° Maggio.<br />
Il palazzo, situato a pochi ch<strong>il</strong>ometri dal centro, nel campo della<br />
Southern Methodist University, è un imponente e nuovo complesso<br />
architettonico da tre piani in pietra calcarea e mattoni rossi,<br />
disegnato e ideato dallo studio Robert A.M. Stern. Al progetto hanno<br />
collaborato, come da tradizione, l’ ex presidente a cui la biblioteca è<br />
dedicata e la moglie Laura, creando<br />
“un mix architettonico di biografia e autobiografia” e avvalendosi<br />
anche dei consigli degli altri predecessori.<br />
Si sono incontrati oltre al presidente in carica 4 degli ex leader<br />
ancora in vita: George Bush padre e figlio, Jimmy Carter e B<strong>il</strong>l Clinton<br />
, ognuno con un suo discorso per l’evento; un occasione più unica<br />
che rara, infatti, i cinque non si trovavano tutti insieme dal 2009,<br />
per una riunione indetta da Bush stesso dopo la quale ha ridotto<br />
al minimo la sua vita pubblica; presenti alla cerimonia anche molti<br />
ex leader di altri stati come Tony Blair, S<strong>il</strong>vio Berlusconi lo spagnolo<br />
José Maria Aznar e l’israeliano Ehud Olmert, tra le personalità<br />
americane spiccano anche l’ex segretario di stato Condoleeza Rice<br />
e l’ex segretario al commercio Don Evans.<br />
Di grande impatto <strong>il</strong> discorso del presidente in carica Barack Obama<br />
che, decide per questo giorno di mettere da parte le differenze<br />
politiche con <strong>il</strong> 43° presidente degli U.S.A e per rendere omaggio<br />
alla vita e all’operato del suo predecessore, lo ha definito “un brav’<br />
uomo”, sottolineandone i traguardi personali e l’eredità che lascia<br />
ai posteri, con particolare enfasi sul comportamento fermo e deciso<br />
tenuto durante i momenti diffic<strong>il</strong>i vissuti nel corso dei suoi due<br />
mandati.<br />
Nei suoi otto anni a capo degli Stati Uniti infatti non sono mancate<br />
le occasioni per George W. Bush di mostrare la sua tempra morale e<br />
la sua politica, spesso soggetta a pesanti e aspre critiche soprattutto,<br />
nel clima di tensione che <strong>il</strong> paese viveva dopo <strong>il</strong> tragico giorno dell’<br />
attacco alle torri gemelle e l’inizio della lotta al terrorismo in Iraq.<br />
Oltre alla sua guida ferma, viene evidenziato anche <strong>il</strong> suo lato<br />
umano e la sensib<strong>il</strong>ità dimostrata nella lotta globale contro l’AIDS<br />
e la malaria.<br />
Non sono mancati ovviamente i momenti di tensione che hanno<br />
visto come protagonisti alcuni protestanti, circa 200, tenuti però a<br />
debita distanza dalla struttura. Tra di loro l’attivista Cindy Sheehan,<br />
nota per essersi accampata in passato davanti al ranch di Crawford<br />
dell’ex presidente in segno di protesta contro la guerra in Iraq, in cui<br />
la donna perse <strong>il</strong> figlio.<br />
L’argomento “guerra in Iraq” che durante <strong>il</strong> mandato di Bush assunse<br />
proporzioni di una crociata contro <strong>il</strong> terrorismo, è tutt’oggi un tema<br />
molto scottante per l’ex presidente, una questione spinosa, che<br />
ancora non può essere giudicata con la giusta obiettività, come egli<br />
stesso affermò in una lettera al presidente Obama inviatagli all’inizio<br />
del suo mandato e che è stata citata spesso durante <strong>il</strong> discorso, in<br />
cui Bush afferma che sarà impossib<strong>il</strong>e giudicare la sua presidenza<br />
finché lui sarà ancora vivo. Una versione riveduta e corretta del<br />
nostro dantesco “Ai posteri L’ardua sentenza”.<br />
Giovanna Sarno<br />
giovanna.sarno@impattosettimanale.it<br />
Dalla Chiesa dopo trentuno anni<br />
ritrovata la valigetta: Vuota!<br />
Anche la scatola recuperata dopo<br />
l’omicidio era vuota all’interno<br />
della cassaforte della stanza da<br />
letto in prefettura. Per la borsa in<br />
pelle di Carlo Alberto Dalla Chiesa,<br />
<strong>il</strong> cinquantottesimo prefetto di<br />
Palermo dall’Unità d’Italia, colui<br />
che negli anni Settanta fu l’uomo<br />
che sconfisse le Brigate Rosse e<br />
ucciso a colpi di kalashnikov a<br />
Palermo <strong>il</strong> 3 settembre 1982, ci<br />
sono voluti trentuno anni. Per<br />
trovare anche questa vuota.<br />
La ricerca è stata effettuata<br />
all’interno del Palazzo di<br />
giustizia del capoluogo sic<strong>il</strong>iano,<br />
su segnalazione anonima –<br />
probab<strong>il</strong>mente un carabiniere<br />
molto informato sulle vicende<br />
– arrivata l’autunno scorso sotto<br />
<strong>il</strong> nome in codice “Protocollo<br />
Fantasma” al pm Nino di Matteo:<br />
dodici fogli in cui si indicavano<br />
indizi del patto fra mafia e Stato<br />
e si avvertivano i magistrati della<br />
trattativa che erano spiati e di<br />
investigare su ventidue punti; uno<br />
di questi riguardava proprio la<br />
borsa di Dalla Chiesa.<br />
Scriveva l’anonimo: “C’erano dentro<br />
documenti relativi a indagini svolte<br />
personalmente dal prefetto e una<br />
lista di nomi scottanti. Un ufficiale<br />
dei carabinieri ha messo al sicuro<br />
la valigetta. Altri fogli legati da un<br />
elastico - prosegue <strong>il</strong> verbale - sono<br />
rinvenuti sotto <strong>il</strong> sed<strong>il</strong>e lato guida”<br />
All’interno della scatola trovata<br />
nei sotterranei ci sono tanti,<br />
drammatici, ricordi della sera<br />
dell’omicidio: un fermaglio di<br />
Emanuela Setta Carraro, la giovane<br />
moglie di Dalla Chiesa; un biglietto<br />
del traghetto Napoli – Palermo. Vi<br />
è anche la lista dei regali di nozze<br />
fatta dalla coppia, che si erano<br />
sposati <strong>il</strong> 10 luglio, ma nessuna<br />
traccia dei documenti della borsa<br />
di pelle e nemmeno di quelli<br />
accennati nella testimonianza<br />
anonima, sotto <strong>il</strong> sed<strong>il</strong>e dell’auto.<br />
Carlo Alberto Dalla Chiesa fu<br />
lasciato solo e privo di ogni potere<br />
per contrastare i boss della mafia;<br />
ostacolato dai politici sic<strong>il</strong>iani –<br />
quelli legati soprattutto a Salvo<br />
Lima, <strong>il</strong> “console” di Andreotti.<br />
Basti pensare che subito dopo la<br />
sua morte, <strong>il</strong> suo successore l’Alto<br />
Commissario antimafia Emanuele<br />
De Francesco richiamò in servizio<br />
tutti i funzionari prefettizi vicini ad<br />
ambienti mafiosi.<br />
Dopo trent’anni, <strong>il</strong> caso di<br />
Dalla Chiesa è finito in archivio;<br />
condannando come esecutori e<br />
mandanti i soliti Totò Riina e i sicari<br />
ai suoi comandi. Una storia che<br />
lascia un vuoto, come molte altre<br />
che caratterizzano i misteri italiani<br />
legati non solo alla trattativa Stato<br />
– mafia. Un vuoto sim<strong>il</strong>e alla borsa<br />
trovata dopo anni.<br />
Davide Nudo<br />
davide.nudo@impattosettimanale.it<br />
Flash News di Guglielmo Pulcini<br />
Mario Giordano smaschera<br />
i “mattoni” della casta!<br />
ROMA - Tutti compriamo la casa<br />
con <strong>il</strong> mu<strong>tuo</strong>, ma qualcuno se lo può<br />
risparmiare! Di chi parliamo? Del<br />
presidente del Senato e di quello<br />
della Corte dei conti, del direttore<br />
dell’Agenzia delle entrate del grande<br />
sindacalista, del’ex presidente<br />
della Consob e quello della Lega<br />
Calcio, del medico del Papa e del<br />
magnifico rettore, dell’ex ministro<br />
dell’Economia e <strong>il</strong> capo dell’Inps,<br />
degli alti burocrati e grand commis<br />
di Stato, del rampollo del senatore<br />
e della figlia del deputato. Il nuovo<br />
libro di Mario Giordano “Tutti a<br />
casa” racconta la depredazione<br />
immob<strong>il</strong>iare di cui è vittima questo<br />
Paese, dove i membri delle varie caste<br />
comprano casa muovendosi meglio<br />
di tutti noi risparmiando un sacco di<br />
soldi. Nella temuta lista anche Att<strong>il</strong>io<br />
Befera che la casa l’ha comprata dal<br />
gruppo Vittoria assicurazioni, 7,5 vani<br />
in zona Eur, per 369,350 euro, <strong>il</strong> 35%<br />
in meno del valore.<br />
Rissa a 7.000 metri di altezza<br />
coinvolto Simone Moro<br />
KATHMANDU - Una rissa in piena<br />
regola a sette m<strong>il</strong>a metri di quota,<br />
tra i ghiacci di una delle vette più<br />
alte del mondo l’Himalaya. Vittime<br />
dell’aggressione di un gruppo di<br />
sherpa, Simone Moro, uno dei più<br />
noti alpinisti italiani, e i suoi due<br />
compagni di cordata, lo svizzero<br />
Ueli Steck e <strong>il</strong> fotografo britannico<br />
Jon Griffith. La baruffa è avvenuta<br />
sabato scorso nel versante nepalese<br />
dell’Everest. Secondo <strong>il</strong> quotidiano<br />
Himalayan Times, Moro e Griffith<br />
avrebbero riportato ferite non<br />
preoccupanti, mentre per Steck<br />
si parla di profondi tagli sul viso,<br />
che hanno reso necessario <strong>il</strong> suo<br />
trasferimento all’ospedale di<br />
Kathmandu. Motivo del litigio<br />
avvenuto con la polizia Nepalese<br />
sarebbe dovuto ad una precedenza<br />
di scalata non data. Una lunga<br />
azzuffata con calci, pugni, sassi e pure<br />
una coltellata, che comunque non ha<br />
provocato alcun danno.
<strong>Impatto</strong>» Cultura & Spettacolo » pag. 24<br />
Due più Due<br />
Due più due, è sempre due più due. La staticità<br />
dei numeri. Proprietà commutativa, cambiando<br />
l’ordine degli addendi <strong>il</strong> risultato non cambia.<br />
Si impara quando? In prima elementare? E poi<br />
rimane lì. Niente da rispolverare, niente da rivedere,<br />
niente di diverso da cercare. Statico, sicuro, certo.<br />
Con le parole è diverso, con i libri è diverso.<br />
Un libro muta perché noi, per primi, mutiamo.<br />
Cambia a seconda della sensib<strong>il</strong>ità di chi lo sfoglia,<br />
può essere allo stesso tempo meraviglioso e<br />
pessimo, basta cambiare gli occhi di chi legge.<br />
Cambiando gli occhi <strong>il</strong> risultato cambia. Due più<br />
due, è sempre due più due. Non esistono “libri per<br />
tutti”, nessun libro è davvero “per tutti” , esistono,<br />
quello sì, libri che “crescono”. Quelli che crescono<br />
insieme al lettore. Crescono insieme alle mani di<br />
chi ha la pazienza di r<strong>il</strong>eggerli, di chi non si stanca<br />
di interrogarli, sapendo, che le risposte cambiano<br />
proprio come le domande, e che, entrambe, sono<br />
figlie dell’età. Quelli sono i libri che si amano di più,<br />
quelli con cui si crea un legame quasi affettivo,<br />
con i quali si scivola in un do ut des continuo.<br />
Favolette prima, metafore poi. A otto anni c’è un<br />
gabbiano da qualche parte lassù che fa parte dello<br />
Stormo Buonappetito, e vuole imparare a volare,<br />
meglio di tutti. A sedici anni c’è un gabbiano<br />
che si sente intralciato da se stesso, allontanato<br />
dallo Stormo perché “diverso”, simbolo di una<br />
crescente voglia di evadere e di non conformarsi.<br />
A ventiquattro anni c’è sempre lo stesso gabbiano<br />
che su se stesso decide di lavorarci, che cerca di<br />
imparare da chi ha più esperienza, che si batte<br />
per insegnare agli altri più che sgomitare per<br />
un posto in primo piano. “Il gabbiano Jonathan<br />
Livingston” è senza dubbio uno di quei libri che<br />
sanno “crescere”. Perfetto per un primo approccio<br />
alla lettura, chi lo legge, sa di doverlo rifare. E’ un<br />
libro che sa aspettare, si prende <strong>il</strong> suo tempo,<br />
sulle librerie, sulle mensole, spesso in versioni<br />
fotocopiate (se tramandato!) … raccoglie la sua<br />
buona dose di polvere, fin quando mani pazienti<br />
e più adulte non sentono di dover contribuire ad<br />
appagare un desiderio che parte da una zona più<br />
profonda, diventata a sua volta più adulta. Una<br />
grande metafora sulla libertà, individuale prima,<br />
universale poi. Sull’impegno, sull’importanza<br />
del coraggio, quello che serve ad andare via e lo<br />
stesso che occorre per tornare, per restare. Un<br />
viaggio al di là del “qui” e dell’ “ora”, quell’obiettivo<br />
di autoperfezionamento che si trasforma in una<br />
voglia, più matura, di condivisione. Risvegliare<br />
le anime intorpidite; “D’ora in poi vivere qui sarà<br />
più vario e interessante ... Noi avremo una nuova<br />
ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre<br />
dell’ignoranza, ci accorgeremo di essere creature<br />
di grande intelligenza e ab<strong>il</strong>ità. Saremo liberi!<br />
Impareremo a volare!”. Avere voglia di creare<br />
qualcosa di nuovo, di far vedere, di testimoniare<br />
agli altri che un’alternativa c’è. Best seller negli<br />
anni ’70, <strong>il</strong> romanzo breve di Richard Bach non<br />
perde mai la propria attualità, e non perde mai la<br />
capacità di far riflettere. “Ciascuno di noi è, in verità,<br />
un’immagine del grande gabbiano, un’infinita<br />
idea di libertà, senza limiti.” Non è un libro per tutti,<br />
ma tutti dovrebbero provare a leggerlo. Almeno<br />
una volta, o forse due.<br />
L<strong>il</strong>iana Squ<strong>il</strong>lacciotti<br />
l<strong>il</strong>iana.squ<strong>il</strong>lacciotti@impattosettimanale.it<br />
Un tradizione<br />
tutta partenopea<br />
riparte <strong>il</strong> Maggio<br />
dei momuneti, la fiera<br />
dell’arte di Napoli<br />
di Giovanna Sarno<br />
Giornalista<br />
giovanna.sarno@impattosettimanale.it<br />
Da molti anni ormai <strong>il</strong> “Maggio<br />
dei monumenti” è diventato un<br />
appuntamento fisso e imperdib<strong>il</strong>e non<br />
solo per i turisti ma anche e soprattutto per<br />
i cittadini napoletani, che hanno voglia di<br />
esplorare, riappropriarsi e rivivere a pieno<br />
la propria città. Tema guida dei percorsi<br />
di quest’anno è “ATTRAVERSO NAPOLI.<br />
Chiostri, cort<strong>il</strong>i e sagrati” in cui la proposta<br />
che emerge è quella chiaramente di<br />
guidare i partecipanti nella riscoperta<br />
della Napoli antica, delle sue meraviglie e<br />
delle sue tradizioni: oltre agli immancab<strong>il</strong>i<br />
musei, quest’anno viene offerta la<br />
possib<strong>il</strong>ità di visitare oltre 100 chiostri<br />
e cort<strong>il</strong>i aperti al pubblico, più di 200 siti<br />
visitab<strong>il</strong>i specialmente nei fine settimana,<br />
circa 600 visite guidate che attraversano<br />
tutta la città nelle sue strade, nei suoi spazi<br />
aperti e con un fitto programma di eventi ,<br />
reading, incontri.<br />
Da sottolineare due percorsi speciali<br />
all’interno di maggio dei monumenti:<br />
“Napoli città di Boccaccio”, dedicato<br />
appunto ai luoghi del celebre poeta, in<br />
cui verranno lette e interpretate alcune<br />
delle sue novelle, e quello invece che mira<br />
a valorizzare la tradizione della canzone<br />
napoletana, in collaborazione con la Rai.<br />
Tutti gli appuntamenti in programma<br />
sono caratterizzati da una grande sobrietà<br />
e attenzione ad i costi: in tempi di crisi,<br />
organizzare eventi a costo zero (tranne per<br />
i servizi, infatti, l’assessorato alla cultura<br />
non ha dotazione economica dai fondi<br />
ordinari a partire da luglio 2012), è una<br />
nota in favore: si è puntato soprattutto<br />
a valorizzare l’immenso patrimonio<br />
architettonico e storico largamente<br />
presente in molte zone del centro, molto<br />
spesso ignorate anche dai cittadini stessi.<br />
Un esempio classico è <strong>il</strong> famigerato<br />
cimitero delle fontanelle, piccola perla<br />
di storia, e tradizioni della Napoli che fu<br />
e che oggi sta riscoprendo <strong>il</strong> suo valore,<br />
grazie soprattutto all’intervento delle<br />
scuole limitrofe che organizzano visite<br />
guidate dagli studenti, risorsa ut<strong>il</strong>izzata<br />
anche per questa edizione del Maggio<br />
dei monumenti che vede protagoniste<br />
un gran numero di scuole che, anche in<br />
passato sono stati resi partecipi in prima<br />
persona, coinvolgendo così i giovani e<br />
rendendoli promotori consapevoli delle<br />
bellezze che la propria città può offrire.<br />
Grazie alla rete di lavoro sinergico e<br />
collaborativo che si è riusciti a creare<br />
intorno a questi nuclei di eventi, con la<br />
maggior parte degli operatori turistici<br />
e di trasporto, e con le tante istituzioni<br />
e soggetti culturali coinvolti, si sono<br />
potuti offrire pacchetti turistici per<br />
assistere agli eventi più attesi: tra questi,<br />
<strong>il</strong> concerto di Bruce Springsteen in lista<br />
per <strong>il</strong> 30 Maggio nel suggestivo scenario<br />
di Piazza Plebiscito. Ovviamente grande<br />
attenzione non solo per <strong>il</strong> centro storico<br />
ma anche per gli eventi organizzati nei<br />
quartieri di Scampia, Agnano, Fuorigrotta<br />
e Bagnoli, oltre che per l’apertura di nuovi<br />
e sconosciuti siti archeologici di una v<strong>il</strong>la<br />
romana a Ponticelli.<br />
Il programma dettagliato di tutti gli eventi,<br />
le performance, i siti e le visite guidate, si<br />
svolgerà dal 4 Maggio al 2 Giugno 2013<br />
ed è consultab<strong>il</strong>e sul sito del comune di<br />
Napoli.<br />
“L’odore che hai tu sotto le ascelle è<br />
più buono dell’acqua ragia.”<br />
Cesare Pavese,“La bella estate”: la storia di una<br />
verginità che si difende.<br />
Correva l’anno 1940 e un instancab<strong>il</strong>e<br />
redattore della Einaudi si concedeva, nei radi<br />
intervalli del suo impiego editoriale, <strong>il</strong> piacere<br />
e la terapia di tramutare in inchiostro su carta<br />
la vicenda di un’innocenza rubata, di una<br />
bella e lunga estate, calda abbastanza perché<br />
l’odore del sudore coprisse quello dell’acqua<br />
ragia.<br />
E’ l’estate di Ginia e di Amelia, di Rosa, di<br />
Severino, di Pino, di Guido e Rodriguez, è<br />
l’estate durante la quale Ginia si concederà,<br />
per la prima volta, su un freddo letto<br />
nascosto da una tenda, è <strong>il</strong> racconto di un<br />
rituale, una rituale perdita dell’innocenza,<br />
una verginità che ancestralmente si difende.<br />
Sullo sfondo del romanzo troviamo una<br />
Torino crepuscolare dal cielo grigio, scenario<br />
della maturazione di un’ingenua adolescente<br />
che si lascerà corrompere, com’è giusto ed<br />
inevitab<strong>il</strong>e che sia, da un <strong>il</strong>lusorio amore. “La<br />
bella estate” è un percorso di crescita, punto<br />
di partenza l’ingenuità della protagonista,<br />
incontaminata ma allo stesso tempo curiosa,<br />
stordita dalla corruzione e dalla sregolatezza<br />
della bohème artistica torinese, Ginia che<br />
le batte forte <strong>il</strong> cuore a veder Amelia nuda,<br />
“Il batticuore di accorgersi che tutte siamo<br />
fatte uguali e che chiunque avesse visto nuda<br />
Amelia, era come vedesse lei.”, Ginia che verrà<br />
ingannata da un amore disperante, carico<br />
di attese ed <strong>il</strong>lusioni, l’amore di un giovane<br />
pittore dal quale si lascerà sedurre dopo<br />
resistenze e rimorsi malcelati; a sig<strong>il</strong>lo della<br />
perdita d’innocenza <strong>il</strong> simbolico cambio di<br />
stagione, la fine della bella estate, rivelata<br />
dalla disinibita e truccata Amelia con una<br />
frase emblematica,“Non è più estate sai, c’è<br />
troppo fango.”.<br />
L’innocenza che cade sempre e solo a<br />
lato, risuona la canzone “Il cielo su Torino”<br />
di una recente e famosa band torinese, è<br />
<strong>il</strong> lasciapassare per un mondo di peccati e<br />
tentazioni.<br />
Inizialmente intitolato “La tenda” e<br />
successivamente pubblicato - dopo circa<br />
nove anni - come “La bella estate”, <strong>il</strong> romanzo<br />
fu la base per una tr<strong>il</strong>ogia che fruttò al<br />
Pavese <strong>il</strong> Premio Strega nel 1950, solo due<br />
mesi prima del suo suicidio. La sequenza<br />
della tr<strong>il</strong>ogia, con al centro “Il diavolo sulle<br />
colline” ed ai lati “La bella estate” e “Tra donne<br />
sole”, è una sorta di paradigma crescente<br />
sull’innocenza: negli ultimi due romanzi<br />
i personaggi compiono una progressiva<br />
esperienza del male perdendo fatalmente<br />
ogni piccolo barlume di purezza e di<br />
incontaminazione. In “La bella estate” invece<br />
Pavese descrive da osservatore esterno<br />
la crisi di coscienza di Ginia, “colpevole” di<br />
un’innocenza già precaria poiché quando<br />
è ancora <strong>il</strong>libata già sente su di sé la colpa<br />
della nudità: “<br />
pensò disperata.”, come un eco rimbombano<br />
le situazioni di vergogna e ribrezzo e timore<br />
all’interno del testo nonché le parole<br />
scelte a descriverle, chiare, dirette e crude,<br />
perfettamente in sintonia col “Naturalismo”<br />
nel quale Pavese disse di aver inserito questo<br />
primo romanzo. La tr<strong>il</strong>ogia prende sapore<br />
autobiografico, come suggerito dallo storico<br />
e saggista Furio Jesi: “La progressiva perdita<br />
dell’innocenza, e cioè <strong>il</strong> progressivo accesso<br />
al peccato, nei tre romanzi è enunciato in<br />
termini di confessione dei peccati <strong>il</strong> cui valore<br />
non è più di espiazione ma di coscienza, di<br />
sottomissione alla legge della virtù. Questa<br />
situazione sembra aver indotto Pavese<br />
a modificare progressivamente nei tre<br />
romani <strong>il</strong> suo atteggiamento di narratore:<br />
osservatore esterno nel primo, osservatore,<br />
ma anche formalmente personaggio nel<br />
secondo, osservatore protagonista nel terso.<br />
Non si è trattato soltanto di una progressiva<br />
accentuazione della componente<br />
autobiografica. […] Si potrebbe dire che<br />
Pavese, anziché trasferire nei personaggi le<br />
proprie crisi e le proprie colpe abbia accettato<br />
per sé le crisi e le colpe dei personaggi del<br />
romanzo: non solo dei suoi romanzi, ma del<br />
romanzo come forma letteraria giunta nel<br />
nostro secolo a una svolta determinante della<br />
propria storia.”<br />
Carmen Specchio<br />
carmen.specchio@impattosettimanale.it<br />
<strong>Impatto</strong>» Cultura & Spettacolo» pag. 25<br />
Lasciami cantare quella<br />
musica che vive nel<br />
mio cuore nostalgico,<br />
lasciami al mio<br />
vecchio jazz<br />
Il 27 apr<strong>il</strong>e 2013 in uno speciale appuntamento<br />
realizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi,<br />
alla libreria Lovat di Trieste è stato presentato<br />
<strong>il</strong> nuovo disco tributo, “Per pianoforte e<br />
amici”, fortemente voluto dalla moglie del<br />
jazzman triestino, Rossana, nonché ideatrice<br />
e presidente della Fondazione. Leggiamo sul<br />
sito ufficiale:“Qualche mese fa mi sono detta:<br />
stavolta ci vuole un regalo speciale. E che cosa<br />
se non la musica, la sua grande, magnifica<br />
passione? E così, pensa che ti ripensa, mi è<br />
venuta in mente un’idea un po’ pazza: realizzare<br />
uno speciale cd che vedesse coinvolti i suoi<br />
amici più cari. Confesso che all’inizio temevo di<br />
essere inopportuna. Di disturbarli, magari farli<br />
sentire in obbligo. Ma era un timore infondato,<br />
e me ne sono accorta in un istante. Quello che è<br />
successo dopo ha qualcosa di magico. Non solo<br />
le adesioni sono arrivate subito, tutte, e piene<br />
di entusiasmo. Ma soprattutto si è scatenata<br />
nei riguardi di Lelio (e miei) una specie di gara<br />
d’affetto, fatta di e-ma<strong>il</strong>, telefonate, messaggi.<br />
La meravigliosa catena di legami creati negli<br />
anni dalla straordinaria personalità di Lelio mi<br />
ha stretto in un commovente abbraccio. Per<br />
tutto ciò e per l’eccellente risultato che ne è<br />
scaturito desidero esprimere a questi generosi,<br />
splendidi Amici la mia immensa gratitudine<br />
e <strong>il</strong> mio profondo affetto. Rossana Luttazzi.” Il<br />
nuovo cd comprende ventidue tracce, tra cui<br />
quattro inediti, e due bonus track digitali: Mina<br />
in “Chiedimi tutto”, Stefano Bollani in “Legata<br />
ad uno scoglio”, Simona Molinari in “Dr. Jeckyll<br />
e Mr. Hyde”- presentata nell’ultima edizione<br />
di Sanremo - , Fiorello in un medley, Sophia<br />
Loren in “Perché domani”, Rossana Casale in<br />
“Prendimi”, Christian de Sica in “Canto anche<br />
se sono stonato”, stessa canzone che apparirà<br />
come bonus track digitale nella versione a<br />
quattro mani di Rita Marcotulli e Dan<strong>il</strong>o Rea al<br />
pianoforte, Renzo Arbore in “Souvenir d’Italie” e<br />
la Civica Jazz Band in collaborazione con Enrico<br />
Intra per l’altra traccia bonus “Gershwiniana”.<br />
Carmen Specchio
<strong>Impatto</strong>» L’intervista » pag. 26<br />
Marina Pennafina<br />
Passione per lo spettacolo<br />
sin da bambina<br />
Vi raccolto un<br />
mestiere fatto<br />
di passione in<br />
un paese non<br />
meritocratico<br />
di Stefano Telese<br />
Giornalista<br />
stefano.telese@impattosettimanale.it<br />
Marina Pennafina, inizia la sua<br />
carriera in teatro giovanissima.<br />
Come è nata la passione per<br />
questo mestiere? È legata a<br />
qualche episodio della sua vita<br />
particolare?<br />
È una passione che ho sempre<br />
avuto, sin da piccolissima. I miei mi<br />
raccontavano che mi piaceva molto<br />
intrattenere i nostri parenti facendo<br />
le imitazioni dei cantanti. Poi verso i<br />
sedici anni, ad Anzio, aprirono una<br />
scuola di recitazione, la “Leonardo<br />
Bragaglia”, mi iscrissi quasi per gioco<br />
e per vincere la mia timidezza.<br />
Beh, <strong>il</strong> primo debutto, come <strong>il</strong> primo<br />
amore, non si scorda mai ed infatti,<br />
non dimenticherò mai lo spettacolo<br />
del saggio di fine anno dove<br />
interpretavo <strong>il</strong> personaggio della<br />
Sig.ra Warren di B. Shaw, con tanto<br />
di parrucca e molto invecchiata<br />
vista la differenza anagrafica fra<br />
me ed <strong>il</strong> personaggio. Comunque,<br />
fu talmente grande l’emozione di<br />
quella prima esibizione davanti<br />
ad un pubblico vero e su un vero<br />
palcoscenico che lì presi la mia<br />
decisione. Quella sarebbe stata la<br />
mia strada ed infatti non sono più<br />
tornata indietro.<br />
Ha nel suo passato esperienze<br />
sia in campo teatrale, televisivo<br />
che cinematografico. Quale tra<br />
queste tipologie di spettacolo<br />
pred<strong>il</strong>ige?<br />
Devo molto alla mia formazione<br />
teatrale, ma <strong>il</strong> linguaggio<br />
Cinematografico e televisivo<br />
lo trovo a me più congeniale e<br />
naturale.<br />
Quali difficoltà deve affrontare<br />
chi si affaccia a questo mestiere?<br />
Purtroppo la difficoltà maggiore,<br />
oggi in un paese come <strong>il</strong> nostro,<br />
ovvero “Non Meritocratico”, è<br />
proprio questa. Non è più sufficiente<br />
essere bravi e dotati per emergere<br />
in questo lavoro.<br />
Quali caratteristiche sono<br />
fondamentali per riuscire in<br />
questo campo?<br />
Sara la mia formazione o <strong>il</strong> mio<br />
carattere ma io torno sempre su un<br />
punto, la preparazione e lo studio<br />
costante. Sono le vere ed uniche<br />
caratteristiche valide per fare bene <strong>il</strong> nostro<br />
lavoro. E sono convinta che, anche se alla<br />
lunga, pagano sempre.<br />
Qual è <strong>il</strong> collega che ricorda con maggior<br />
affetto e perché?<br />
Sono molti anche perché per indole, riesco<br />
sempre ad instaurare un buon rapporto<br />
con tutti. Ma coloro ai quali resto più<br />
legata affettivamente, anche perchè hanno<br />
accompagnato i miei primi passi in Teatro,<br />
sono tre grandi che mi hanno insegnato molto,<br />
come <strong>il</strong> maestro M. Bolognini, A. Valli e G.<br />
Durano.<br />
In queste settimane è in tv con la fiction<br />
“Rosso San Valentino”. Ci spiega più da<br />
vicino <strong>il</strong> suo personaggio?<br />
l mio personaggio è quello di Armida Fedele,<br />
la storica segretaria personale del Dott. Danieli<br />
(A. Giordana) patriarca dell’Azienda.<br />
Il mio personaggio si è sempre dedicato<br />
esclusivamente all’azienda per cui lavora.<br />
Quindi tutelare la famiglia Danieli è la sua vera<br />
ed unica ragione di vita. Tanto che sarà grazie<br />
ad una sua intuizione che l’azienda si salverà<br />
dal tracollo finanziario.<br />
Progetti futuri?<br />
Un f<strong>il</strong>m per <strong>il</strong> cinema br<strong>il</strong>lante con la regia di<br />
Fabio Ciani e spero ancora tanta buona Fiction.<br />
Un personaggio storico o contemporaneo<br />
che desidererebbe interpretare in futuro?<br />
Io sono molto affascinata dai f<strong>il</strong>m in costume.<br />
Quindi sarei molto contenta di interpretare<br />
un’eroina del passato, ciò mi renderebbe molto<br />
felice.<br />
Avendo la possib<strong>il</strong>ità di guardarsi indietro,<br />
cosa non rifarebbe?<br />
Sono molto soddisfatta della mia crescita<br />
professionale, c’è chi nel lavoro emerge<br />
improvvisamente ed in maniera eclatante, <strong>il</strong><br />
mio è stato più un percorso di maturazione<br />
meno improvviso ma costante e continuativo.<br />
Sono molto soddisfatta di tutte le scelte fatte<br />
perché tutte sono state ben ponderate e<br />
mirate ad una continua espansione.<br />
Un saluto ai giovanissimi lettori di<br />
“IMPATTO”<br />
Un ringraziamento ed un bacio a tutti e<br />
soprattutto continuate a seguirmi su “Rosso<br />
San Valentino”.<br />
<strong>Impatto</strong>» L’intervista» pag. 27
<strong>Impatto</strong>» Tecnologia » pag. 28<br />
Finalmente arriva<br />
Google I/O. Adesso<br />
cosa dobbiamo<br />
aspettarci per<br />
<strong>il</strong> futuro?<br />
Riflettori puntati dal 15 al 17 maggio sulla<br />
società di Mountain View, quali sorprese ci<br />
riserverà prima del turno di Apple?<br />
di Cam<strong>il</strong>lo Piscitelli<br />
Responsab<strong>il</strong>e Tecnologia<br />
cam<strong>il</strong>lo.piscitelli@impattosettimanale.it<br />
Direttamente dal Moscone Center di<br />
San Francisco, luogo già famoso per<br />
le presentazioni memorab<strong>il</strong>i della<br />
società di Cupertino, è la volta adesso<br />
di Google, che come ogni anno si<br />
appresta a presentare chissà quali<br />
novità. Che cosa dobbiamo aspettarci<br />
quindi da una delle conferenze più<br />
attese del 2013?<br />
Nonostante <strong>il</strong> progetto più eclatante<br />
di Mountain View sia stato già<br />
ampiamente svelato (parliamo dei<br />
Google Glass naturalmente) è molto<br />
probab<strong>il</strong>e quindi che l’argomento non<br />
sarà più toccato. Tuttavia, la scelta di<br />
“bruciare” <strong>il</strong> prodotto più famoso della<br />
storia degli ultimi anni di Google ha<br />
certamente contribuito a creare una<br />
forte attesa da parte sia degli utenti<br />
che della stampa.<br />
Cosa vedremo quindi sul palco del<br />
WWDC?<br />
Una prima novità riguarderà molto<br />
probab<strong>il</strong>mente un nuovo servizio<br />
di nome Google Babel. Non si sa<br />
praticamente nulla tranne che<br />
probab<strong>il</strong>mente si tratterà di una nuova<br />
caratteristica vocale che troveremo<br />
implementata via via nelle applicazioni<br />
mob<strong>il</strong>i e non solo (Android, iOS e<br />
Chrome?). Fino ad ora tutto ciò che<br />
sappiamo riguarda alcune foto “rubate”<br />
che sono comparse su internet.<br />
Il secondo argomento della<br />
presentazione tratterà quasi<br />
sicuramente della gamma Nexus.<br />
Conoscete tutti <strong>il</strong> Nexus 7? Per chi<br />
non lo sapesse si tratta di un tablet<br />
Android, forse l’unico che avrebbe<br />
potuto fare un po’ di concorrenza<br />
all’iPad. Tuttavia con l’uscita dell’iPad<br />
mini (<strong>il</strong> quale molto probab<strong>il</strong>mente<br />
sarà rinnovato da Apple con un<br />
modello munito di retina display)<br />
Google si trova con un tablet da 7<br />
pollici ormai vecchio di un anno (che<br />
per la tecnologia è un periodo davvero<br />
lungo). Proprio per questo è probab<strong>il</strong>e<br />
che la società di Mountain View voglia<br />
correre ai ripari r<strong>il</strong>asciando una nuova<br />
versione del suddetto tablet. Anche <strong>il</strong><br />
Nexus 10 potrebbe essere aggiornato<br />
(magari con l’inserimento di un<br />
modulo cellulare), mettendo davvero<br />
in difficoltà l’iPad con un prezzo più<br />
che competitivo.<br />
Le ultime novità potrebbero<br />
riguardare, infine, Google Now e<br />
Android 5. Per quanto riguarda <strong>il</strong><br />
primo (si tratta dell’assistente vocale di<br />
Google) sembrerebbe che lo si voglia<br />
diffondere anche sui dispositivi iOS,<br />
magari proprio in Google Maps visto <strong>il</strong><br />
grande successo riscontrato.<br />
Parlando del sistema operativo<br />
mob<strong>il</strong>e, al contrario di quanto<br />
avviene a Cupertino Google non lo<br />
aggiorna da ormai troppo tempo.<br />
L’aggiornamento alla versione 5.0 si<br />
sa già come sarà battezzato: Key Lime<br />
Pie. Dal momento che certamente<br />
non sarà r<strong>il</strong>asciato proprio <strong>il</strong> giorno<br />
dell’evento (visto che Jelly Bean non<br />
è ancora diffuso su tutti i terminali),<br />
è molto probab<strong>il</strong>e che in vista di un<br />
ipotetico iOS 7 Google abbia deciso di<br />
fare la sua mossa.<br />
Staremo a vedere cosa ci riserverà<br />
questo “periodo caldo” fra Google I/O<br />
e Apple WWDC.<br />
Style Métro, ovvero<br />
quando i<br />
binari di Parigi<br />
divennero<br />
dei veri e propri<br />
capolavori<br />
La meravigliosa storia di Hector Guimard: chi delle<br />
stazioni metropolitane ne fece un’opera d’arte<br />
di Fulvio Padulano<br />
Responsab<strong>il</strong>e Arte & Design<br />
fulvio.padulano@impattosettimanale.it<br />
Alla fine del diciannovesimo secolo i<br />
progressi dell’età moderna erano stati<br />
perlopiù finalizzati alla realizzazione<br />
di stazioni ferroviarie i cui padiglioni<br />
cominciarono - soprattutto in Europa -<br />
a suscitare l’interesse di innumerevoli<br />
ingegneri ed architetti. Le Gare<br />
parigine che in precedenza avevano<br />
tanto affascinato ed ispirato gli<br />
artisti impressionisti, per le eleganti<br />
costruzioni in ferro e vetro divennero<br />
ora modelli per i nuovi progetti stanziati<br />
dalle amministrazioni. L’obiettivo<br />
delle grandi capitali era quello di<br />
ampliare le proprie infrastrutture<br />
di comunicazione attraverso fitte<br />
reti di metropolitane che però non<br />
dovevano in nessun modo impattare<br />
negativamente con l’armonia urbana.<br />
Nel 1899, molti furono chiamati a<br />
presentare i propri bozzetti e uno in<br />
particolare, Guimard, darà vita ad un<br />
vero e proprio st<strong>il</strong>e: lo style métro.<br />
Non dobbiamo sorprenderci che<br />
ciò sia accaduto proprio a Parigi, da<br />
sempre intramontab<strong>il</strong>e capitale d’arte<br />
e cultura che ancora una volta, con<br />
successo, vinceva contro tutta l’Europa<br />
la “corsa allo st<strong>il</strong>e”.<br />
Guimard , come Gaudì aveva fatto<br />
a Barcellona, voleva creare uno st<strong>il</strong>e<br />
nazionale, qualcosa che sarebbe<br />
stato sempre riconoscib<strong>il</strong>e come<br />
francese e che altrove sarebbe stato<br />
considerato solo un’inut<strong>il</strong>e imitazione;<br />
per garantirne <strong>il</strong> successo bisognava<br />
partire dallo st<strong>il</strong>e in voga allora,<br />
reinterpretarlo in chiave industriale e<br />
contare sulla sua produzione in serie.<br />
Guimard, di conseguenza, si ispirò<br />
all’Art Nouveau e ne adottò l’estetica<br />
naturalistica per creare piccole<br />
coperture e padiglioni agli ingressi<br />
delle metropolitane; prof<strong>il</strong>i modulari in<br />
ferro e acciaio incorniciavano elementi<br />
di vetro smaltati ed elaborati impianti<br />
di <strong>il</strong>luminazione, in perfetta coerenza<br />
con la tradizionale estetica parigina.<br />
I cittadini furono enormemente colpiti<br />
da Guimard, tra i pochi fino ad allora<br />
ad essere riuscito ad esorcizzare la<br />
paura di prendere uno dei primi<br />
treni metropolitani scendendo nel<br />
sottosuolo. Disseminati in tutta Parigi,<br />
gli eleganti ingressi, tutti coerenti<br />
ma diversi tra loro, chiamavano a sé<br />
anche i più scettici pendolari, persino i<br />
borghesi più conservatori e gli anziani<br />
più tradizionalisti ne erano incuriositi.<br />
Si trattava di vere e proprie opere<br />
d’arte, piccoli elementi architettonico<br />
- scultorei che sembravano essere stati<br />
realizzati col solo scopo di abbellire<br />
ancor di più la città come fosse un<br />
museo.<br />
Molti altri, se avessero vinto <strong>il</strong> concorso,<br />
molto probab<strong>il</strong>mente si sarebbero<br />
fermati al puro carattere funzionale<br />
e limitato di una qualsiasi comune<br />
metropolitana ma non Guimard. Egli<br />
andò oltre <strong>il</strong> semplice ingresso e la<br />
pratica tettoia, oltre <strong>il</strong> puro carattere<br />
pratico dell’intero progetto, facendosi<br />
carico di formare uno st<strong>il</strong>e per <strong>il</strong> futuro,<br />
ma non per questo avulso dal passato.<br />
Il creatore dello style métro potrebbe<br />
essere quindi considerato da qualcuno<br />
un innovativo architetto, da qualcun<br />
altro un originale astista e da altri<br />
ancora un formidab<strong>il</strong>e designer ma di<br />
certo, in primis, tutti lo ricorderanno<br />
come un sofisticato genio.<br />
<strong>Impatto</strong>» Arte & Design » pag. 29
<strong>Impatto</strong>» Costume & Società » pag. 30<br />
The watchman<br />
L’arca di<br />
Scienze!<br />
di Aniello Sangermano<br />
aniello.sangermano@impattosettimanale.it<br />
Avrete mai sentito un anziano, certo più<br />
esperto di voi nel maneggiare attrezzi come<br />
un cacciavite, esclamare: “Oh, non ci vuole<br />
mica la laurea!”. Per garantire un buon posto<br />
di lavoro la laurea è davvero così necessaria?<br />
A quanto pare rispetto a un decennio fa,<br />
<strong>il</strong> numero di persone che cominciano a<br />
chiederselo è aumentato. Dal rapporto 2012<br />
del Censis, si evidenzia una vera e propria fuga<br />
dall’università. Spazio, invece, alla formazione<br />
alternativa, spesso ritenuta più concreta. Nel<br />
corrente anno scolastico è aumentato rispetto<br />
all’anno precedente <strong>il</strong> peso delle iscrizioni<br />
agli istituti tecnici e professionali. In caduta<br />
libera gli studi umanistico-sociali, c’è un gusto<br />
ritrovato per la scienza e le nuove tecnologie,<br />
le quali promettono creazione di nuova<br />
occupazione e spiragli di crescita del benessere<br />
collettivo. D’altro canto, le immatricolazioni<br />
all’università sono diminuite del 6,3% e i<br />
dati provvisori relativi al 2011/2012 segnano<br />
un’ulteriore contrazione del 3%: la crisi ha<br />
evidenziato come la laurea non costituisca<br />
più un valido scudo contro la disoccupazione<br />
giovan<strong>il</strong>e, né garantisca migliori condizioni di<br />
occupab<strong>il</strong>ità e di salario rispetto ai diplomati.<br />
Preoccupante <strong>il</strong> fatto che circa <strong>il</strong> 20% dei<br />
giovani tra i 15 e i 29 anni non studia, non fa<br />
tirocinio e non lavora, perchè scoraggiato,<br />
deluso, senza più speranze. E, soprattutto,<br />
in aumento. Molte donne, soprattutto nel<br />
Mezzogiorno, giungono al massimo titolo di<br />
studio, e poi semplicemente si arrendono. “Lo<br />
studio? Non serve a niente. Il lavoro? Tanto non<br />
ce n’è.” Rassegnazione e scoramento, appunto.<br />
C’è una corrente di pensiero a cui si collega<br />
l’immagine di giovani troppo pretenziosi.<br />
Non remote le dichiarazioni di esponenti<br />
di primo pelo della vita pubblica come l’ex<br />
ministro Fornero che definì “choosy”, cioè<br />
troppo schizzinosi nella ricerca dell’impiego,<br />
i giovani; indimenticab<strong>il</strong>e l’anatema scagliato<br />
da Brunetta: “Bamboccioni!”. Eppure a vedere<br />
alcuni dati non si direbbe proprio: innumerevoli<br />
sono quelli intraprendenti durante la laurea<br />
che hanno un’elevata disponib<strong>il</strong>ità ad adattarsi<br />
ai tempi e ai luoghi di lavoro. In gran parte<br />
sono laureati in atenei del Sud Italia in lingue,<br />
ingegneria, economia o statistica, disposti<br />
anche a fare sacrifici per trasferirsi al nord.<br />
Quanti provengono dal ceto medio-basso e<br />
hanno già cambiato tre lavori? Sono piccole<br />
luci in fondo ad un tunnel che chi governa<br />
forse non deve ignorare, perchè se un pezzo di<br />
carta non canta, cosa fa? L’idraulico?<br />
Sneak Peek<br />
Bocconi di<br />
quotidianità<br />
Needs and Happiness: A “Gossip girl”<br />
psychological theory!<br />
di Alessandro Sica<br />
Rubricista<br />
alessandro.sica@impattosettimanale.it<br />
Qualunque cosa un uomo faccia nel corso della<br />
sua vita, essa è sempre finalizzata, direttamente<br />
o indirettamente, al soddisfacimento dei<br />
propri bisogni. Ne era convinto lo psicologo<br />
statunitense Abraham Maslow, che, nel suo<br />
scritto, “A Theory of Human Motivation”,<br />
propose un’innovativa classificazione delle<br />
necessità umane, divenuta poi nota come<br />
“Piramide di Maslow”. Secondo questa teoria,<br />
ogni uomo punta alla soddisfazione di bisogni<br />
posizionati via via a livelli più alti di una<br />
gerarchia, partendo dalle necessità elementari<br />
(nutrizione, abbigliamento, abitazione), fino<br />
a giungere al più alto dei bisogni, quello di<br />
autorealizzazione, passando per esigenze di<br />
sicurezza (personale, patrimoniale, lavorativa),<br />
di socialità (sentimenti, appartenenza, ecc.) e di<br />
stima (reputazione e prestigio personale).<br />
Ma veniamo a Gossip Girl. Quando qualche<br />
mese fa si è conclusa questa serie televisiva,<br />
m<strong>il</strong>ioni di fan (tra cui, confesso, figura anche <strong>il</strong><br />
sottoscritto) sono rimasti letteralmente a bocca<br />
aperta nello scoprire che la misteriosa “ragazza<br />
del gossip” non è altri che Daniel Humphrey, <strong>il</strong><br />
più insospettab<strong>il</strong>e dei protagonisti. A pensarci,<br />
l’intera serie può esser letta come <strong>il</strong> percorso<br />
svolto da Dan per realizzare <strong>il</strong> suo più grande<br />
desiderio: far parte dell’elite di Manhattan.<br />
Nelle prime stagioni, Dan era certamente in<br />
grado di soddisfare i suoi bisogni di sussistenza e<br />
di sicurezza, ma non andava oltre. Il matrimonio<br />
del padre con una ricca ereditiera fa di lui un<br />
membro di quella casta, ma appartenere ad<br />
un gruppo non equivale a sentirsene parte.<br />
Soltanto nell’ultimo episodio, infatti, rivelando<br />
la sua identità, raggiungerà l’apice della scala<br />
dei bisogni: si sposa con l’amata Serena (bisogni<br />
di socialità), dimostra di aver avuto, sin dall’inizio,<br />
grande reputazione, prestigio e potere (bisogni<br />
Alessandro Sica<br />
Studente di economia, scrittore per hobby,<br />
vomerese di nascita. Dice di non prendersi<br />
troppo sul serio... dunque non fatelo nemmeno voi.<br />
di stima), sancisce la sua definitiva affermazione,<br />
ottenuta esclusivamente grazie alle proprie<br />
capacità e qualità (bisogno di autorealizzazione).<br />
Sinceramente non so se gli autori della serie tv, o<br />
la scrittrice degli omonimi romanzi, avessero in<br />
mente la teoria di Maslow quando hanno ideato<br />
Gossip Girl. Certo è che la sua conclusione<br />
è delle più classiche: “e vissero tutti felici e<br />
contenti”. Ma si sa, nella realtà, la felicità non<br />
dura mai a lungo. Secondo lo psicologo russo<br />
Shimon Edelman, la causa è di natura evolutiva:<br />
la psiche tende a mantenere l’equ<strong>il</strong>ibrio<br />
evitando stati di euforia eccessivamente<br />
duraturi. «Una specie che fosse sempre<br />
felice», sostiene Edelman, «sopravvivrebbe<br />
poco perché si sentirebbe “premiata” anche<br />
se non sta attuando un comportamento che<br />
l’avvantaggia». Il consiglio? Non affidate la<br />
vostra felicità ad eventi eclatanti, come ha fatto<br />
Dan Humphrey. Preferite, piuttosto, traguardi<br />
più piccoli, meno impegnativi ma più frequenti.<br />
E’ questo <strong>il</strong> segreto della felicità.<br />
L’irresistib<strong>il</strong>e fascino del “male”<br />
“Il Bene e <strong>il</strong> Male sono i due sproni del mondo, e lo tengono in<br />
carreggiata. Se pungesse soltanto <strong>il</strong> Male, <strong>il</strong> mondo perderebbe<br />
l’equ<strong>il</strong>ibrio e cadrebbe tutto da una parte. E così viceversa del<br />
Bene.” Così sentenziava Carlo Bini nel suo celebre Manoscritto di<br />
un prigioniero. Quel che è certo è che al giorno d’oggi sembra<br />
attrarci tutto ciò che rappresenta <strong>il</strong> “male”; fiction televisive, libri<br />
gialli o notizie di cronaca nera riscuotono da sempre un enorme<br />
successo. Quello che porta <strong>il</strong> pubblico ad appassionarsi a storie<br />
di crimini, di violenza d’ogni tipo e di brutali assassini sembra<br />
essere un mix di curiosità, voglia di spettacolarizzazione,<br />
interesse per conoscere la parte più oscura dell’animo umano<br />
e senza dubbio una cospicua dose di morbosità. Curiosità e<br />
spettacolarizzazione, è questo <strong>il</strong> punto più critico. Il rischio è<br />
dietro l’angolo, azioni che per loro natura dovrebbero suscitare<br />
un senso di orrore e ripugnanza si trasformano in normalità, <strong>il</strong><br />
raccapricciante entra prepotentemente nella quotidianità. La<br />
tragedia in se stessa è ripetitiva e ogni crimine ha dei precedenti,<br />
è la stretta attualità ad attrarre.<br />
Correva la primavera del 1857 e Charles Baudelaire pubblicava<br />
Les fleurs du Mal (I fiori del Male), una raccolta di centoventisei<br />
poesie. L’opera venne immediatamente censurata perché a<br />
far scandalo furono la forma poetica e i temi trattati. Tuttavia<br />
col tempo la critica avrebbe considerato quell’esempio di<br />
romanticismo estremo come uno dei prodotti più influenti<br />
e innovativi dell’ottocento francese. Il pubblico (soprattutto<br />
quello giovan<strong>il</strong>e) era fortemente attratto da quell’originalissimo<br />
gusto dell’orrore che tingeva di misticismo la morte, l’amore<br />
o lo slancio religioso, temi tanto cari al romanticismo. Lo<br />
stesso Edgar Allan Poe, secondo molti l’inventore del racconto<br />
poliziesco e del giallo psicologico, è tuttora uno degli scrittori<br />
più apprezzati e letti, con le sue atmosfere sospese tra elementi<br />
naturali e soprannaturali, tra realtà e mistero, in una tormentata<br />
indagine fra le ossessioni e gli incubi individuali.<br />
“L’uomo deve poter scegliere tra bene e male, anche se sceglie<br />
<strong>il</strong> male. Se gli viene tolta questa scelta egli non è più un uomo,<br />
ma un’arancia meccanica”, volendo recuperare una citazione<br />
del genio Kubric. Ma perché <strong>il</strong> male a volte affascina? Perché<br />
è una parte di noi, la più recondita. È tutto ciò che vorremmo<br />
fare senza riuscirvi. Ed è una attrazione irrefrenab<strong>il</strong>e, che<br />
affiora inconsapevolmente nell’agire quotidiano. È <strong>il</strong> fascino<br />
del proibito, di ciò che va contro la morale comune. L’ uomo ha<br />
da sempre un istinto naturale verso la conoscenza dell’ignoto<br />
e l’Ulisse omerico, l’emblema dell’ ”uomo moderno”, ne<br />
è l’esempio più lampante. L’eroe acheo è l’uomo errante,<br />
instancab<strong>il</strong>e ricercatore, assetato di conoscenza, che nel corso<br />
del suo avventuroso viaggio si arricchisce di esperienza e di<br />
saggezza. L’eterna lotta tra bene e male non è nient’altro che<br />
questo, è <strong>il</strong> viaggio all’interno di noi stessi.<br />
Lorenzo Turriziani<br />
lorenzo.turriziani@impattosettimanale.it<br />
Chi sono io? La crisi adolescenziale come monologo della<br />
personalità per trovare sé stessi a capo della propria esistenza.<br />
di Annachiara Cammarata<br />
Giornalista<br />
annachiara.cammarata@impattosettimanale.it<br />
Generazione dopo generazione, la<br />
sensib<strong>il</strong>ità dei giovani da sempre<br />
li porta a scontrarsi per primi con<br />
quelli che sembrano essere i motivi<br />
portanti dell’epoca. L’adolescenza,<br />
in particolare, è <strong>il</strong> periodo in cui<br />
questi motivi si scontrano, più che<br />
con la sensib<strong>il</strong>ità degli individui, con<br />
la loro frag<strong>il</strong>ità. Ricordiamo che per<br />
adolescenza non si intende, come<br />
ritenuto dai più, un lasso di tempo<br />
ben definito, bensì quel lungo<br />
processo evolutivo durante <strong>il</strong> quale<br />
si differenziano in ognuno di noi quei<br />
fattori squisitamente individuali.<br />
Fattori potenzialmente complici<br />
della costituzione di schemi di<br />
personalità, linee di comportamento<br />
ed impostazioni di pensiero ben<br />
lontane dall’egocentrismo infant<strong>il</strong>e,<br />
quell’egocentrismo che va sempre<br />
più affievolendosi, divenendo così<br />
rarefatto in alcuni adolescenti da<br />
permettere loro di vac<strong>il</strong>lare nel<br />
momento in cui si chiedono chi sia <strong>il</strong><br />
protagonista della propria vita.<br />
È la crisi adolescenziale, se proprio<br />
si è orientati ad etichettare <strong>il</strong><br />
fenomeno. Questo in realtà prende<br />
piede diversamente in base alle<br />
concezioni, ai preconcetti, alla<br />
visione della vita e a tutto <strong>il</strong> bagaglio<br />
emozionale che ogni individuo si<br />
porta dietro in età adolescenziale.<br />
Crisi di pianto, attacchi di panico,<br />
momenti di smarrimento … le<br />
cause dei conflitti interiori di un<br />
adolescente sono molteplici,<br />
tuttavia, spesso, la persona presa “in<br />
esame” non riesce a venire a capo dei<br />
motivi della propria inquietudine.<br />
La solitudine pare essere in questo<br />
periodo la compagna più fedele,<br />
e la considerazione di sé stessi<br />
sempre più f<strong>il</strong>trata attraverso i giudizi<br />
dell’altro.<br />
Come è possib<strong>il</strong>e non rendersi conto<br />
del fatto che solo noi conosciamo<br />
sul serio noi stessi, e che nessuno<br />
è capace di giudicare pienamente<br />
<strong>Impatto</strong>» Costume & Società » pag. 31<br />
gli altri? Spesso ci sui sorprende di<br />
quanto tutti ci troviamo nella stessa<br />
situazione, almeno una volta, e di<br />
quanto tutti ci affidiamo a banali e<br />
surreali stereotipi così lontani dalla<br />
realtà dei fatti, dal mondo sensib<strong>il</strong>e<br />
di noi stessi, dal nostro vissuto; tanto<br />
lontani da essere totalmente inut<strong>il</strong>i,<br />
se considerati <strong>il</strong> metro per verificare<br />
quanto la propria a vita stia andando<br />
per <strong>il</strong> verso giusto.<br />
Ma tutto ciò non permette gli<br />
adolescenti di allontanarsi dalle<br />
proprie ambizioni in nome di quei<br />
complessi che attanagliano, rendono<br />
ognuno di noi inadeguato ai propri<br />
occhi, considerando i complimenti<br />
ricevuti come falsi e le critiche come<br />
veritiere considerazioni del mondo<br />
tutto nei confronti di ME STESSO,<br />
così piccolo ed insignificante da<br />
non poter mostrare quanto in realtà<br />
SO di valere. La crisi si tramuta in<br />
annebbiamento, un annebbiamento<br />
così comodo, un tedio che come la<br />
corrente del mare porta alla deriva<br />
quei pensieri di rivolta contro<br />
un’omologazione nella tristezza, nella<br />
depressione immotivata. Immotivata<br />
ma a quanto pare inevitab<strong>il</strong>e,<br />
considerando che è molto frequente<br />
parlare con un adolescente che<br />
afferma di aver vissuto un periodo<br />
in cui, le critiche dei ”quasi estranei”,<br />
unite a quelle, magari scherzose,<br />
delle persone a questo più vicine, lo<br />
abbiano portato alla considerazione<br />
“Quanto poco conto nel mondo?”. Se<br />
gli adolescenti notassero l’interesse<br />
sincero che la famiglia e i veri amici<br />
dimostrano nei loro confronti, le<br />
proprie ed uniche qualità e quanto<br />
le proprie passioni sono importanti<br />
per loro, potrebbero francamente<br />
arrivare alla conclusione di contare<br />
tanto per sé stessi, indifferentemente<br />
dalla società. Nessuno può vanificare<br />
gli sforzi che tutti facciamo per<br />
essere migliori. Ognuno è unico ed<br />
indispensab<strong>il</strong>e nella propria vita,<br />
di cui è <strong>il</strong> protagonista indiscusso e<br />
regista dell’importanza di tutti gli<br />
altri, comparse più o meno attive.
<strong>Impatto</strong>» Costume & Società » pag. 32<br />
Riproduzione Casuale<br />
Ingegno Canino Nel mondo<br />
dell’informazione<br />
veloce: siamo<br />
sicuri che sia vero ciò<br />
che ci viene detto?<br />
Quanti di voi hanno mai sbagliato la fermata della<br />
metropolitana? Quanti, con l’attenzione solo sul<br />
cellulare o persi in pensieri vari, hanno alzato lo<br />
sguardo per ritrovarsi alla fermata dopo di quella<br />
corretta? Se non a tutti, certo alla maggior parte.<br />
Non accade, però, ad un gruppo incredib<strong>il</strong>mente<br />
specializzato di cani randagi di Mosca.<br />
Questi randagi – un gruppo molto limitato dei<br />
circa 35m<strong>il</strong>a randagi che vivono nella grande<br />
metropoli russa - hanno imparato a sfruttare<br />
le metropolitane a loro vantaggio, riuscendo a<br />
comprendere anche <strong>il</strong> tempo da passare nella<br />
carrozza per poter scendere alla fermata corretta.<br />
E’ stato, come sempre nel mondo animale,<br />
un passo necessario per la sopravvivenza: la<br />
mattina questi cani prendono la metro verso <strong>il</strong><br />
centro, dove passano la giornata a chiedere (o<br />
prendere, qualche volta, con una tecnica affinata<br />
negli anni) qualche boccone per sfamarsi; la sera<br />
poi riprendono <strong>il</strong> mezzo di trasporto per poter<br />
raggiungere i quartieri periferici, un luogo per loro<br />
molto più sicuro in cui passare la notte.<br />
Sembra assurdo già così, ma non è abbastanza.<br />
I cani, infatti, hanno anche mostrato un grande<br />
legame di solidarietà l’uno con l’altro, aiutandosi<br />
vicendevolmente per individuare la corretta<br />
fermata.<br />
Se solo si pensa al nervosismo che assale i cani<br />
di casa quando vengono portati in un mezzo di<br />
trasporto così affollato, a causa dei rumori e degli<br />
odori inusuali da cui vengono assaliti, e al fatto<br />
che questi randagi devono sgusciare tra le gambe<br />
di migliaia di persone rischiando anche di essere<br />
calpestati o scalciati involontariamente; questo<br />
piccolo ma testardo gruppo di cani è quasi eroico.<br />
E non è l’unica strategia che si può individuare nei<br />
loro movimenti.<br />
Non è raro, infatti, che i cani mandino a chiedere<br />
cibo <strong>il</strong> loro membro più piccolo e tenero, meno<br />
minaccioso; o che si acquattino dietro una persona<br />
intenta a mangiare e abbaino improvvisamente,<br />
per fargli lasciar cadere <strong>il</strong> cibo.<br />
Come si usa dire: la necessità aguzza l’ingegno. E<br />
questi cani ne sono la prova.<br />
Cristina De Tora<br />
cristina.detora@impattosettimanale.it<br />
di Nicola Maria Aveta<br />
Giornalista<br />
nicola.aveta@impattosettimanale.it<br />
Come è possib<strong>il</strong>e che nella vita moderna,<br />
informazioni e curiosità dal mondo,<br />
ci giungono con tanta immediatezza<br />
e certezza? Per scoprire ciò non si<br />
può far altro che analizzare <strong>il</strong> mondo<br />
dell’informazione. I media, una dei settori<br />
professionali più attivi nel loro lavoro, sono<br />
delle corporazioni internazionali capaci di<br />
giungere oltreoceano per documentare<br />
notizie esaltanti e di cronaca. Questo<br />
campo informativo con gli anni ha<br />
assunto dimensioni macroscopiche<br />
divenendo uno degli elementi essenziali<br />
della vita, in cui ogni giorno persone,<br />
possono riscontrare delle possib<strong>il</strong>i voci<br />
con certezze fondate. Analizzare questo<br />
settore minuziosamente si mostra<br />
essere un’impresa quasi impossib<strong>il</strong>e,<br />
di fatti, dietro a quelli che sono testate<br />
giornalistiche o telegiornali vi è un<br />
orchestra che scandisce note capaci di<br />
divenire sinfonia alle orecchie di lettori<br />
ed ascoltatori. In molti sono impegnati<br />
nel compito di fornire informazioni, ut<strong>il</strong>i<br />
a qualsiasi persona. Qui confluiscono<br />
notizie di qualunque genere: politico,<br />
sportivo, culinario, criminoso, scandaloso,<br />
capaci di intrattenere <strong>il</strong> pubblico alle<br />
proprie novità. Impegnati con profusi<br />
sforzi nel proprio lavoro, i giornalisti,<br />
ab<strong>il</strong>i investigatori delle novità, a volte<br />
risultano così eccezionali da anticipare le<br />
notizie stesse, incarnando i veri e propri<br />
panni di indovini, preannunciando, su<br />
suggerimento di fonti certe, informazioni<br />
fondamentali. In molte sono le famiglie<br />
che sintonizzano le proprie antenne su<br />
canali informativi, in molti sono i fam<strong>il</strong>iari<br />
all’estero o in guerra, di cui <strong>il</strong> loro stato<br />
saltuario diviene ad essere elemento<br />
essenziale. A volte <strong>il</strong> giornalismo, eseguito<br />
in modo spropositato, viene a manifestarsi<br />
come una vera e propria fonte di<br />
persecuzione di personaggi celebri e<br />
importanti. Infatti parlando di ciò, non si<br />
può non far riferimento anche ai gossip,<br />
uno delle fonti inespugnab<strong>il</strong>e del forte<br />
giornalistico, in molti sono i settimanali<br />
capaci di ritrarre personaggi famosi anche<br />
nella loro intimità distruggendo, a volte,<br />
le atmosfere private dei protagonisti.<br />
D’altronde, è altrettanto frequente,<br />
l’ut<strong>il</strong>izzo di questi da parte di vip per<br />
aumentare la propria smania di gloria o<br />
di spettacolo. D’altra parte, escludendo<br />
questo, <strong>il</strong> campo giornalistico assume,<br />
quest’oggi un importanza elevata, in<br />
cui news e gossip divengono pane<br />
quotidiano del pubblico, ingordo e mai<br />
sazio di informazione.<br />
Le Terrazze<br />
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<strong>Impatto</strong>» Gastronomia » pag. 34<br />
Benvenuti nella<br />
capitale italiana<br />
del cibo da strada:<br />
benvenuti a<br />
Palermo<br />
VirtualTourist classifica la metropoli<br />
sicialiana al quinto posto per lo street food<br />
di Eleonora Baluci<br />
responsab<strong>il</strong>e della sezione Enogastronomia<br />
eleonora.baluci@impattosettimanale.it<br />
La FAO definisce “cibo da strada”<br />
tutti quegli alimenti già pronti per <strong>il</strong><br />
consumo, venduti in strada o in altri<br />
luoghi pubblici, come fiere o mercati.<br />
La capitale italiana del cibo da strada,<br />
senza nulla togliere ad altre città, è<br />
sicuramente Palermo.<br />
VirtualTourist assegna al capoluogo<br />
sic<strong>il</strong>iano un ottimo quinto posto<br />
nella sua classifica, pubblicata da<br />
Forbes, sulle capitali dello street food,<br />
dopo Bangkok, Singapore, Penang e<br />
Marrakech.<br />
Anche <strong>il</strong> programma americano<br />
Bizarre Foods (tradotto,<br />
erroneamente, in italiano con <strong>il</strong> titolo<br />
Orrori da gustare), con <strong>il</strong> celebre<br />
Andrew Zimmern, ha dedicato una<br />
puntata al “cibo bizzarro” che si può<br />
gustare per le strade palermitane.<br />
A Palermo i luoghi dove assaporare <strong>il</strong><br />
miglior cibo di strada sono i “mercati<br />
di grascia” (dal termine medioevale<br />
che indicava le vettovaglie), come<br />
quello di Ballarò, della Vucciria e del<br />
Borgo Vecchio.<br />
Lì esistono ancora i cosiddetti<br />
buffittieri (dal francese bouffet, tavolo,<br />
bancone), che servono specialità<br />
locali preparate al momento su ripiani<br />
improvvisati.<br />
Così si legge su Forbes: “Il cibo fritto<br />
include arancini (palle di riso farcite<br />
con sugo di carne e formaggio),<br />
crocchè (palline di patate), panelle<br />
(frittelle di ceci) e cardoni (gambi di<br />
carciofo cardo)”.<br />
Gli arancini, che a Palermo si<br />
chiamano rigorosamente arancine,<br />
al femmin<strong>il</strong>e, da piccola arancia per<br />
la forma tonda, non hanno bisogno<br />
di molte spiegazioni. Anche se la<br />
ricetta originale è quella con la carne,<br />
i piselli e la salsa di pomodoro, ne<br />
esistono numerose varianti, come<br />
burro e spinaci o mozzarella e<br />
prosciutto cotto. In tempi lontani<br />
alcuni ambulanti vendevano anche<br />
quelle ripiene di gianduia, intinte,<br />
prima di essere gustate, in una ciotola<br />
colma di zucchero. Tradizione è, per<br />
i palermitani, gustare le arancine <strong>il</strong><br />
giorno di Santa Lucia, <strong>il</strong> 13 dicembre<br />
quando, per devozione alla santa,<br />
non mangiano pane e pasta.<br />
I crocchè, più conosciuti come cazz<strong>il</strong>li,<br />
sono delle crocchette di patate con<br />
prezzemolo.<br />
Le panelle sono delle frittelle a<br />
base di farina di ceci, da gustare<br />
nella mafalda, <strong>il</strong> panino tipico, con<br />
l’aggiunta solo di qualche goccia di<br />
limone e sale, anche accompagnate<br />
dai cazz<strong>il</strong>lli. Un tempo venivano<br />
preparate nelle panellerie e posate<br />
sullo sgocciolatoio, un piano inclinato<br />
e forato, per eliminare l’eccesso d’olio<br />
della frittura. Dall’impasto rimasto<br />
nel paiolo si ottiene la rascatura, che<br />
viene fritta con aggiunta di aromi.<br />
I carduna sono cardi passati nella<br />
Mafalda con panelle e cazz<strong>il</strong>li<br />
Pani ca’ meusa maritato<br />
Polpo<br />
Eleonora Baluci<br />
Messinese, laureata in<br />
Giornalismo e cultura<br />
editoriale.<br />
Le sue più grandi passioni?<br />
leggere e cucinare!<br />
Sfincione Carduna<br />
Stigghiole<br />
Frittole<br />
pastella e fritti; allo stesso<br />
modo si preparano melanzane,<br />
cavolfiori e carciofi. Nei mercati<br />
si possono trovare anche le<br />
quaglie, melanzane incise ai lati<br />
e fritte intere; inoltre i venditori<br />
ambulanti di frutta e verdura<br />
propongono cipolle e peperoni<br />
al forno, pannocchie, patate e<br />
carciofi bolliti.<br />
D’estate non manca mai, per le<br />
strade, ù mulunaru, <strong>il</strong> venditore<br />
Frittularu Frittole<br />
Purparu<br />
di angurie, pronto a servirle a fette<br />
lunghe; i palermitani, con la polpa di<br />
questo dolce frutto, preparano <strong>il</strong> gelo<br />
di mellone, arricchendolo con gocce<br />
di cioccolato, come fossero i semi del<br />
melone, e decorandolo con pistacchi<br />
tritati e fiori di gelsomino. Le bancarelle<br />
propongono anche fichi d’india<br />
ghiacciati.<br />
Un altro piatto tipico è lo sfincione, un<br />
impasto lievitato con salsa di pomodoro,<br />
acciughe, cipolla e scaglie di caciocavallo,<br />
che viene venduto dallo sfinciunaru, a<br />
bordo di motoapi (lapini in sic<strong>il</strong>iano), al<br />
grido di “Che bellu ù sfincionello”.<br />
Il cibo di strada tipico delle feste<br />
patronali è rappresentato da calia e<br />
simenza. La calia si prepara tostando<br />
(caliannu in sic<strong>il</strong>iano) i ceci, la simenza<br />
tostando i semi di zucca secchi; vengono<br />
entrambe preparate sul posto per essere<br />
consumate subito.<br />
Essendo Palermo una città di mare, non<br />
può mancare <strong>il</strong> pesce tra <strong>il</strong> suo cibo di<br />
strada.<br />
Nei mercati si trova la figura del purparo,<br />
<strong>il</strong> venditore di polpi, bolliti sul momento<br />
e da mangiare al volo solo con limone e<br />
prezzemolo. Nelle friggitorie, invece, si<br />
può gustare <strong>il</strong> cicireddu, piccoli pesciolini<br />
fritti, da soli o nella mafalda.<br />
Regina dello street food palermitano è,<br />
però, la carne.<br />
Tipico è <strong>il</strong> pani ca’ meusa, cioè m<strong>il</strong>za,<br />
trachea e polmoni di vitello bolliti, tagliati<br />
a fettine sott<strong>il</strong>issime e ripassati nello<br />
strutto, serviti in un panino tondo con <strong>il</strong><br />
sesamo, detto vastedda. Si può scegliere<br />
tra la versione schietta, condita solo con<br />
limone, o maritata, con l’aggiunta di<br />
scaglie di caciocavallo e/o ricotta salata.<br />
Un altro cibo tipico è la frittola, che<br />
nasce dagli scarti della macellazione del<br />
vitello. I pezzetti di carne, le cart<strong>il</strong>agini<br />
ed i grassetti vengono staccati dalle<br />
ossa, sottoposti a bollitura e liof<strong>il</strong>izzati.<br />
Il frittularu poi frigge tutto nello strutto<br />
e, dopo aver aggiunto aromi, ripone<br />
la frittula in un grande cesto di vimini<br />
(<strong>il</strong> panaro), coperto da strofinacci; al<br />
momento di servirla, ne prende una<br />
porzione e la pone in della carta oleata<br />
o nel pane.<br />
A Palermo nota è, anche, la figura del<br />
quarumaro, colui che vende <strong>il</strong> quarume,<br />
ovvero una zuppa di mussu (muso),<br />
masciddaru (mascella) e carcagnuolu<br />
(calcagno) del vitello, con carote,<br />
pomodoro, cipolla e sedano.<br />
Infine, poco lontano dai mercati, si può<br />
assaggiare la stigghiola, involtino fatto di<br />
budella di agnello arrotolate su un porro,<br />
rigorosamente arrostita sulla brace e da<br />
mangiare caldissima con sale e limone.<br />
“Buttar via dei libri è straziante come bruciare delle<br />
lettere d’amore o un quaderno di scuola della nonna.<br />
Se ne scartano trenta, se ne riprendono dodici, se ne<br />
ritolgono due. Si va a fare la spesa. Al ritorno, forti<br />
di una riflessione fatta comprando una lattuga, si<br />
salvano cinque libretti di Pelt sulle piante. Si prepara<br />
la cena. Menù: arrosto marinato all’aglio e bietole alla<br />
besciamella. Perché alla besciamella? Non l’ho mai<br />
saputo.”<br />
LA LETTRICE di Annie Francois<br />
<strong>Impatto</strong>» Gastronomia » pag. 35<br />
Libri da gustare<br />
Con la mente,con <strong>il</strong><br />
cuore ...e con <strong>il</strong> palato<br />
Per l’autrice del libro la lettura non è solamente un<br />
hobby, è un vero e proprio st<strong>il</strong>e di vita, qualcosa che<br />
non solo accompagna le giornate ma le influenza,<br />
modificando le relazioni sociali, lavorative, fam<strong>il</strong>iari.<br />
Le numerose librerie della casa ricolme di libri, alcuni<br />
dalle copertine ormai logore ed altri nuovi di zecca;<br />
l’amore o, al contrario, l’odio per le biblioteche<br />
pubbliche, dove “tutto va e viene, si muove, circola”; <strong>il</strong><br />
disperato bisogno di entrare in una libreria incontrata<br />
per caso sul nostro cammino per respirare l’odore<br />
della carta nuova ed <strong>il</strong> non poter fare a meno di<br />
uscirne con un interessante bottino; la scelta di<br />
un segnalibro appropriato, la minuscola piega agli<br />
angoli della pagina per non perdere <strong>il</strong> segno o “aprire<br />
brutalmente i libri, romperne <strong>il</strong> dorso, posarli ad<br />
accento circonflesso”; <strong>il</strong> timore di sgualcire <strong>il</strong> libro<br />
prestatoci da una cara amica, quando “aprirlo sembra<br />
già una profanazione”; gli appunti presi sul bordo<br />
della pagina o “calcare forte l’unghia a margine della<br />
riga incriminata o dell’espressione memorab<strong>il</strong>e”.<br />
Tutto questo è <strong>il</strong> tema del libro, un inno alla lettura, un<br />
“libro sui libri”.<br />
Ma può capirlo solo chi, da piccolo, ha letto di nascosto,<br />
sotto le coperte, con la lucetta tascab<strong>il</strong>e, “con brevi<br />
risalite a quota periscopica per respirare”, per non<br />
farsi sorprendere dalla mamma che ha intimato già<br />
tre volte di spegnere la luce ed andare a dormire; solo<br />
chi ha avuto, almeno una volta nella vita, <strong>il</strong> terrore di<br />
prestare un libro ad un amico con la consapevolezza di<br />
non vederlo mai più e la necessità di “prendere <strong>il</strong> libro,<br />
sfogliarlo, spogliarlo del suo miserab<strong>il</strong>e mucchietto<br />
di segreti”; solo chi ha aperto per caso un libro, dopo<br />
molti anni, e vi ha trovato, tra le pagine, della sabbia,<br />
ricordo di un’estate felice o dei petali raccolti in un<br />
pomeriggio al parco.<br />
Perché La Lettrice, come recita la copertina, è<br />
essenzialmente la “biografia di una passione”.<br />
BIETOLE GRATINATE ALLA BESCIAMELLA<br />
Ingredienti: 1 kg di bietole; mezzo litro di besciamella;<br />
50 gr di parmigiano grattugiato; 100 gr di fontina;<br />
pangrattato q.b.<br />
Pulite le bietole, prendetene solo le coste (la parte<br />
bianca) e lessatele.<br />
Aggiungete alla besciamella calda metà del<br />
parmigiano e della fontina grattugiata ed amalgamate<br />
tutto. Imburrate una pirof<strong>il</strong>a e disponete a strati le<br />
coste, la besciamella ed i formaggi, terminando con<br />
uno strato di parmigiano e pangrattato.<br />
Cuocete in forno ben caldo per circa mezz’ora.<br />
Eleonora Baluci<br />
eleonora.baluci@impattosettimanale.it
<strong>Impatto</strong>» L’intervista » pag. 36<br />
Luca Martini<br />
Vi presento <strong>il</strong> nuovo “re”<br />
del vino mondiale<br />
Il neo eletto<br />
miglior<br />
sommelier<br />
al mondo al<br />
concorso WSA<br />
si racconta ad<br />
<strong>Impatto</strong><br />
di Guglielmo Pulcini<br />
Responsab<strong>il</strong>e editoriale<br />
guglielmo.pulcini@impattosettimanale.it<br />
Luca Martini, <strong>il</strong> neo eletto, miglior<br />
sommelier del Mondo, al concorso<br />
WSA, si racconta in esclusiva ad<br />
<strong>Impatto</strong>.<br />
Appena uscito da un grande<br />
palcoscenico: cosa ha provato<br />
dopo <strong>il</strong> trionfo? a chi è andato <strong>il</strong><br />
primo pensiero?<br />
Ho provato una forte emozione. Un<br />
senso di stranezza e gioia, miscelate<br />
assieme. La testa ha iniziato ad<br />
andare veloce cercava di impegnarsi<br />
a mettere assieme vita e programmi<br />
reali con quelli futuri, poi mi sono<br />
detto goditi questo momento e li è<br />
iniziata la festa!<br />
Il primo pensiero è andato a Cam<strong>il</strong>la,<br />
mia figlia: perché dalle vittorie mie e<br />
di mia moglie possa solo prendere <strong>il</strong><br />
meglio e non portarsi dietro <strong>il</strong> peso<br />
di due genitori di successo. In modo<br />
tale da trovare stimoli e tenacia per<br />
<strong>il</strong> fantastico viaggio della vita.<br />
Il vino è sempre vita e passione,<br />
cosa ci trova lei nel vino? Cosa è<br />
per lei <strong>il</strong> vino?<br />
Nel vino ci trovo un complice,<br />
un compagno di viaggio, <strong>il</strong> blu,<br />
l’infinito: dove vedo l’inizio e non<br />
vedo la fine! Il colore è classico<br />
come classico è per me <strong>il</strong> sedersi<br />
a tavola con una bottiglia di vino.<br />
Il vino è quadrato: un insieme di<br />
punti che si chiudono in una figura<br />
geometrica perfetta. Ogni angolo<br />
rappresenta una sfaccettatura<br />
gustativa che messa al suo posto ci<br />
porta alla perfezione visiva.<br />
Il vino è classico come la musica che<br />
ha bisogno di tutti gli strumenti per<br />
formare l’orchestra.<br />
Un gruppo - come ogni vino -<br />
suona sempre musiche diverse ma<br />
quando è grande ha bisogno che<br />
tutti gli strumenti possano essere lì<br />
pronti, in sinfonia.<br />
Quest’anno <strong>il</strong> fatturato del vino in<br />
Italia è stato eccellente ed anche<br />
<strong>il</strong> Vinitaly ha avuto un buon<br />
seguito. Secondo Lei, <strong>il</strong> mercato<br />
del vino può fare da traino<br />
all’intera economia del paese?<br />
Secondo me no! Però può essere<br />
idealmente una delle tante attività<br />
di aiuto all’economia italiana.<br />
Può essere da traino solo dal punto di vista<br />
psicologico, nel senso che può divenire un<br />
vero ambasciatore del Made in Italy, sia in Italia<br />
che nel mondo.<br />
Le statistiche dicono che i giovani italiani<br />
si allontanano sempre di più dal vino per<br />
rivolgersi ad altre bevande come la birra.<br />
Questa tendenza ci porterà ad avere un<br />
giorno solo ottimi sommelier e pochi<br />
consumatori?<br />
Queste sono le statistiche? Se questo fosse<br />
vero dovremmo essere noi a riavvicinare i<br />
giovani, con consapevolezza e rispetto. Ma<br />
soprattutto dovremmo riaccendere la curiosità<br />
dei giovani e questo è un problema bas<strong>il</strong>are in<br />
questo periodo storico!<br />
Insomma meno web e più vita empirica! più<br />
Vigna! (sorride n.d.r.)<br />
Dopo <strong>il</strong> trionfo quali sono i progetti nel<br />
breve futuro? Tempo di vacanze?<br />
Vacanza? sospensione di un attività per <strong>il</strong><br />
riposo?<br />
Non è <strong>il</strong> nostro caso! Progetti tanti sia a breve<br />
che a lungo termine! Il primo è l’apertura di un<br />
nuovo ristorante in provincia di Varese ... per<br />
giugno ... Ma non chiedetemi <strong>il</strong> nome! State<br />
attenti ai social network e a breve lo scoprirete.<br />
Indaghiamo nel suo mestiere: quale vino ci<br />
consiglia?<br />
Per la mia personalità oggi vi offrirei<br />
sicuramente un vino elegante , con un colore<br />
rosso vivo, un gusto caldo ed avvolgente, brioso<br />
e vibrante al gusto, di grande territorialità! ... da<br />
buon toscano un grande Sangiovese!<br />
Un ultimo spunto personale in massima<br />
libertà, senza domanda...<br />
Penso che nella vita ci vogliano molte cose<br />
tra cui: testardaggine, volontà, una piccola<br />
dose di presunzione, studio e un pizzico di<br />
irresponsab<strong>il</strong>ità. Tutto questo è ciò che ci<br />
permette di salire sul treno della fortuna<br />
quando ci passa davanti. E’ tutto ciò di cui non<br />
sappiamo, e dovremmo sapere.<br />
Ci fa un saluto “spumeggiante” ai nostri<br />
giovani lettori?<br />
Come dice <strong>il</strong> mio socio ...ALEGHER!!!!<br />
<strong>Impatto</strong>» L’intervista» pag. 37
<strong>Impatto</strong>» L’intervista » pag. 38<br />
Elizabeth Solaru<br />
la regina delle torte con<br />
l’amore per l’Italia<br />
A Londra gestisce<br />
un grande<br />
negozio di torte<br />
ma: “i più grandi<br />
pasticcieri per me<br />
sono di Napoli”<br />
di Eleonora Baluci e Fabio Delle Donne<br />
Inviati<br />
Elizabeth Solaru è stata allieva del<br />
grande Ron Ben Israel ed ha vinto,<br />
per ben tre volte, <strong>il</strong> programma<br />
inglese “The Great Bake”, in onda su<br />
Wedding Tv.<br />
A Londra ha fondato e gestisce<br />
l’Elizabeth Cake Emporium. Le sue<br />
torte nuziali vengono richieste da<br />
celebrità, famiglie reali e dai migliori<br />
wedding planners inglesi.<br />
Da tre anni ha avviato anche<br />
una collaborazione con Sessa, i<br />
pasticceri artigiani di Ottaviano.<br />
Ciao Elizabeth, siamo di <strong>Impatto</strong>,<br />
un nuovo settimanale online, e<br />
vorremmo farti alcune domande.<br />
Come hai cominciato a fare<br />
questo mestiere?<br />
Ho cominciato la mia carriera<br />
come scienziata, che è stato <strong>il</strong> mio<br />
primo lavoro, poi sono passata al<br />
reclutamento, come headhunter,<br />
selezionando capi esecutivi e<br />
direttori. Io amavo selezionare, ho<br />
sempre amato farlo. Poi ho avuto<br />
un’opportunità, <strong>il</strong> mio capo mi ha<br />
detto di seguire <strong>il</strong> mio cuore e così<br />
ho iniziato la mia attività, Elizabeth’s<br />
Cake Emporium, a Londra. E questo<br />
è successo circa 10 anni fa.<br />
Allora avevi la passione per <strong>il</strong><br />
cake design sin da piccola?<br />
Si, la mia passione da bambina si è<br />
realizzata da adulta.<br />
Quindi ora sei contenta di fare<br />
questo lavoro?<br />
Bene, io cerco di essere felice<br />
ma non sono mai felice al 100%,<br />
perché è sempre un campo in<br />
cui bisogna migliorarsi, nessuno<br />
è perfetto. Io lavoro e voglio<br />
diventare sempre migliore. Sono<br />
stata davvero fortunata perché, a<br />
Londra, su Wedding Tv, ho vinto una<br />
competizione molto importante;<br />
sono l’unica che è riuscita a vincere<br />
per tre volte The Great Bake.<br />
(Complimenti!)<br />
Nonostante questo ho capito<br />
che nel mio lavoro si può sempre<br />
migliorare, voglio sempre imparare,<br />
è sempre importante.<br />
C’è un paese che è più importante<br />
degli altri nel mondo del cake<br />
design?<br />
Io non direi così, ti dico che non<br />
credo a una cosa del genere. Alcuni paesi<br />
hanno cominciato da più tempo, come<br />
l’America e la Gran Bretagna, come è avvenuto<br />
con Facebook e con l’Apple computer, però <strong>il</strong><br />
fatto che qualcuno abbia cominciato prima<br />
non vuol dire che sia migliore.<br />
Io amo <strong>il</strong> cake design italiano perché le persone<br />
hanno passione, esprimono cultura.<br />
Ci sono molte differenze tra <strong>il</strong> cake design<br />
italiano e quello inglese?<br />
Sono sim<strong>il</strong>i, ci sono molte sim<strong>il</strong>itudini e molte<br />
differenze. In parte dell’Italia, in particolare<br />
al sud, come a Napoli, si usano molto i colori.<br />
Quindi non si può dire che un posto è migliore<br />
di un altro.<br />
Ci sono espressioni diverse. Io ogni volta che<br />
sono andata in un paese ho notato che ciascun<br />
posto ha <strong>il</strong> proprio st<strong>il</strong>e e c’è sempre qualcosa<br />
da imparare.<br />
Le tecniche sono sim<strong>il</strong>i?<br />
Io so che, per quanto riguarda i procedimenti<br />
di pasticceria tradizionale, i più grandi<br />
pasticcieri sono di Napoli, davvero. So che loro<br />
usano tecniche fantastiche per fare cioccolatini<br />
e pasticcini. Queste tecniche tradizionali<br />
possiamo attualizzarle ma questo non vuol<br />
dire dimenticare le tradizioni. Qui a Napoli ci<br />
sono anche i migliori sapori, io amo <strong>il</strong> limone,<br />
amo <strong>il</strong> caffè, amo <strong>il</strong> cioccolato.<br />
Quindi tu conosci i grandissimi limoni di<br />
Sorrento?<br />
Certo. Qui ci sono anche le fragole, che noi<br />
in Ingh<strong>il</strong>terra non usiamo, non si trovano<br />
neanche nei supermercati. Tutti questi<br />
alimenti tipici hanno un sapore fantastico,<br />
perciò io incoraggio ad unire i sapori italiani<br />
con l’innovazione e le tecniche americane. E da<br />
questa combinazione si può creare qualcosa di<br />
fantastico.<br />
Tante grazie Elizabeth.<br />
Grazie a voi.<br />
<strong>Impatto</strong>» L’intervista» pag. 39<br />
Elizabeth Solaru con Eleonora Baluci
<strong>Impatto</strong>» Musica » pag. 40<br />
Top 10 album:<br />
scopri quali album<br />
abbiamo scelto<br />
per voi!<br />
La classifica delle dieci migliori<br />
comp<strong>il</strong>ation uscite da Gennaio ad Apr<strong>il</strong>e.<br />
Partendo da My Bloody Valentine - MBV<br />
per arrivare a Shaking The Habitual<br />
di Ciro Rezzuto<br />
Giornalista<br />
10. My Bloody Valentine – MBV:<br />
La band con solo due album alle<br />
spalle, di cui uno simbolo degli anni<br />
90, “Loveless”, torna dopo vent’anni<br />
con un disco che r<strong>il</strong>ancia <strong>il</strong> genere di<br />
cui essi sono i fondatori: lo shoegazing.<br />
9. Justin Timberlake – The<br />
20/20 Experience: La verità è che<br />
un ritorno di questa portata non<br />
può passare inosservato, <strong>il</strong> lavoro<br />
di Timberlake farà parlare a lungo,<br />
anche perché lui, e i suoi produttori,<br />
hanno fatto di nuovo centro.<br />
8. Johnny Marr – The Messenger:<br />
Per chi ha amato gli Smiths sarà<br />
stato diffic<strong>il</strong>e ascoltare quest’album<br />
e rendersi conto che ormai i<br />
tempi sono maturi per lo storico<br />
chitarrista:nulla di nuovo, ma pur<br />
sempre un ottimo esempio del<br />
miglior rock ultima generazione.<br />
7. Daughter – If You Leave:<br />
Dopo vari EP finalmente <strong>il</strong> debutto<br />
della band londinese, quanta classe<br />
nella voce di Elena Tonra, un album<br />
che tocca la perfezione in “Youth”,<br />
tra testo e musica porta ad un vero<br />
e proprio momento di riflessione.<br />
6. Foxygen - We Are The 21st<br />
Century Ambassadors of Peace<br />
& Love: Solo per <strong>il</strong> titolo del disco<br />
risulta chiaro che a questi ragazzi<br />
FREEDOM.<br />
“Non credo che<br />
me ne andrò mai<br />
via..” Addio Richie<br />
Havens.<br />
manca totalmente l’um<strong>il</strong>tà, ma<br />
non è questo l’importante, perché<br />
anche se <strong>il</strong> titolo è esagerato, i<br />
Foxygen portano l’ascoltatore in un<br />
viaggio a ritroso, alla riscoperta della<br />
psichedelica californiana e oltre.<br />
5. David Bowie – The Next Day:<br />
Il ritorno del camaleonte del rock<br />
è come un faro nel buio: non solo<br />
torna con, probab<strong>il</strong>mente, <strong>il</strong> miglior<br />
disco dagli anni ’80, ma continua<br />
a far avanzare la teoria che chi è<br />
(stato) un grande artista, lo sarà<br />
per sempre, anche a più di 60 anni.<br />
4. Iceage – You’re Nothing: È<br />
iniziata la nuova era del post-punk<br />
con questo gruppo danese, gli<br />
Iceage sono la sorpresa dell’anno,<br />
in un genere ormai surrogato in<br />
diversi strati, <strong>il</strong> suono di questo<br />
album riesce a distinguersi dal resto.<br />
3. Unknown Mortal Orchestra<br />
– II: Impossib<strong>il</strong>e da etichettare con<br />
un genere definito: dal blues al<br />
rock passando per la psichedelia è<br />
scioccante pensare quanto siano<br />
poco conosciuti gli UMO, una vera<br />
e propria perla di questo 2013.<br />
L’augurio è che l’ab<strong>il</strong>ità di Nielson<br />
con chitarra e voce, portino <strong>il</strong><br />
gruppo neozelandese lontano.<br />
2. James Blake – Overgrown:<br />
Le aspettative erano grandi, ma<br />
ne è decisamente valsa la pena,<br />
di Martina Esposito - Richard Pierce<br />
Havens, più noto come Richie Havens,<br />
è stato un cantante e chitarrista<br />
statunitense, afroamericano, nato<br />
a Brooklyn <strong>il</strong> 21 gennaio 1941 e<br />
scomparso qualche giorno fa,<br />
precisamente <strong>il</strong> 22 apr<strong>il</strong>e 2013, all’età<br />
di 72 anni per un attacco di cuore. Il<br />
famoso artista si contraddistingue<br />
la voce del cantante britannico<br />
è la vera protagonista, ma<br />
anche l’accompagnamento<br />
di sintetizzatori rende <strong>il</strong><br />
tutto a livelli molto alti.<br />
1. The Knife – Shaking<br />
The Habitual: Una vera è<br />
propria Apocalisse del suono<br />
elettronico questo disco.<br />
Non basteranno 10 ascolti a<br />
percepire tutte le sfumature del<br />
suono, ma, dalla prima all’ultima<br />
traccia, l’ascoltatore verrà<br />
traghettato verso un percorso<br />
insidioso, lontano dalla stab<strong>il</strong>ità<br />
mentale. Uno dei migliori<br />
album di elettronica in assoluto.<br />
ciro.rezzuto@impattosettimanale.it<br />
per la sua particolare pennata forte e<br />
veloce e per <strong>il</strong> suo grande senso del<br />
ritmo e la sua voce calda e potente.<br />
La sua performance più celebre<br />
risale al festival di Woodstock,<br />
che ospitò grandi esponenti della<br />
musica, per primo salì sul palco<br />
e aprì la leggendaria e incredib<strong>il</strong>e<br />
manifestazione di “pace, amore<br />
e musica”, con un scaletta di due<br />
ore dalle 5 alle 7 del pomeriggio<br />
di venerdì 15 agosto del 1969 e<br />
alla fine della sua esibizione decise<br />
di arrangiare la già nota canzone<br />
Motherless Ch<strong>il</strong>d con l’aggiunta della<br />
parola “freedom” ripetuta all’infinito,<br />
grido di protesta e speranza. Havens<br />
infatti, fu un grande protagonista<br />
Concerto del primo Maggio a Roma<br />
“Musica per <strong>il</strong> nuovo mondo. Spazi, radici,<br />
frontiere.”<br />
“Musica per <strong>il</strong> nuovo mondo. Spazi,<br />
Una musica per <strong>il</strong> “nuovo mondo”,<br />
che oltrepassa le frontiere unendo<br />
tutti con <strong>il</strong> suo linguaggio universale<br />
e creando così degli spazi comuni,<br />
una musica nuova che però non<br />
rinnega le radici da cui è partita.<br />
Questo è <strong>il</strong> tema adottato per <strong>il</strong><br />
Concertone del Primo Maggio, anche<br />
quest’anno infatti Piazza San<br />
Giovanni a Roma si popolerà di<br />
persone che arriveranno da tutta<br />
Italia e non solo per <strong>il</strong> consueto<br />
appuntamento che ormai da più<br />
di vent’anni viene organizzato dai<br />
tre principali sindacati italiani (CGL,<br />
CISL e UIL) nel giorno della Festa dei<br />
Lavoratori.<br />
Quest’anno sul suggestivo palco<br />
allestito nella piazza romana si<br />
alterneranno vari artisti italiani come<br />
gli Elio E Le Storie Tese, Enzo Avitab<strong>il</strong>e,<br />
Max Gazzè - solo per citarne alcuni -<br />
che si passeranno la staffetta per un<br />
live che si preannuncia già molto<br />
emozionante.<br />
A condurre l’evento quest’anno<br />
sarà la comica Geppi Cucciari e<br />
ad allietare maggiormente lo<br />
della “canzone di protesta”, tra i suoi<br />
pezzi più celebri ci sono: “Handsome<br />
Johnny”, “No opportunity necessary” e<br />
“Stop pulling and pushing me”.<br />
Dopo 45 anni di carriera l’artista si<br />
ritirò dalla scena musicale per motivi<br />
di salute e dichiarò: “Non mi sento<br />
diverso da quando, cinquant’anni fa,<br />
camminavo per <strong>il</strong> Greenwich V<strong>il</strong>lage,<br />
spettacolo ci saranno Nicola Piovani,<br />
la Nazionale Italiana del Rock diretta<br />
da Vittorio Cosma e composta da<br />
molti musicisti importanti - tra cui<br />
Federico Poggipollini e Maurizio<br />
Solieri - che eseguiranno alcune<br />
delle canzoni storiche della musica<br />
italiana riviste in una chiave più Rock;<br />
infine ad aprire la seconda parte del<br />
concerto, ci sarà un’orchestra di cento<br />
violoncellisti che, diretta da Giovanni<br />
Sollima, eseguirà l’Inno di Mameli.<br />
Inoltre non sono mancate le<br />
polemiche sia a livello economico,<br />
infatti pare che alcuni sponsor italiani<br />
si siano tirati indietro, ma anche a<br />
livello artistico come nel caso di Fabri<br />
Fibra la cui partecipazione è stata<br />
annullata a causa di alcuni testi delle<br />
sue canzoni giudicati inadeguati.<br />
Ovviamente verranno anche<br />
affrontate le problematiche legate al<br />
lavoro che si intrecceranno alle ore di<br />
musica cercando così di esorcizzare<br />
la crisi economica che sta affliggendo<br />
l’Italia in questo momento.<br />
Helda Tassi<br />
helda.tassi@impattosettimanale.it<br />
tutto quello che volevo si avverasse<br />
si è avverato. Professionalmente, non<br />
ho mai avuto una brutta giornata.<br />
Non credo che me ne andrò mai via...<br />
almeno fino a quando rimarrò vivo”.<br />
Richie Havens rimarrà vivo attraverso<br />
la sua musica, le sue note, le sue<br />
parole.<br />
martina.esposito@impattosettimanale.it<br />
<strong>Impatto</strong>» Musica » pag. 41<br />
Steven W<strong>il</strong>son - The Raven That<br />
Refused To Sing (and Other Stories)<br />
Steven W<strong>il</strong>son non è un nome nuovo agli appassionati di<br />
progressive; egli è stato, infatti, <strong>il</strong> leader dei Porcupine Tree, band<br />
fautrice, negli ultimi 20 anni, della rinascita del genere.<br />
Influenzato enormemente da molti dei mostri sacri del Progressive<br />
anni ‘70 (basta dare un’occhiata alle playlist che condivide sul suo<br />
sito ufficiale per rendersene conto), W<strong>il</strong>son ha composto dischi di<br />
pregevole fattura, e dal 2011 ormai ha intrapreso la carriera solista,<br />
affiancato da nuovi musicisti di tutto rispetto, ossia: Guthrie Govan<br />
alla chitarra, Nick Beggs al basso, Adam Holzman alle tastiere,<br />
Marco Minneman alle percussioni, l’immortale Theo Travis ai fiati<br />
e, soprattutto, in regia, <strong>il</strong> contributo di Alan Parson, leggendario<br />
ingegnere del suono.<br />
«The Raven That Refused To Sing (And Other Stories)» è<br />
probab<strong>il</strong>mente <strong>il</strong> disco più prog mai fatto da W<strong>il</strong>son. Suona<br />
maledettamente anni ‘70, rievoca quelle atmosfere oniriche e<br />
fiabesche tipiche dei vin<strong>il</strong>i di giganti come gli Yes, palesemente<br />
omaggiati in «Luminol», la prima traccia, in cui l’organo Hammond<br />
la fa da padrone per dodici entusiasmanti minuti! «Drive Home»<br />
è invece più tranqu<strong>il</strong>la, estremamanente melodica, sim<strong>il</strong>e nella<br />
struttura ad alcuni suoi vecchi lavori, vicina ai gusti di un altro<br />
grande del genere, Steve Hackett.<br />
«The Holy Drinker» è una traccia dal sapore Jazz-Rock, in cui <strong>il</strong> sax<br />
di Travis la fa da padrona, mentre «The Pin Drop» è un saliscendi di<br />
cori e arpeggi, abbastanza anonimo. Memorab<strong>il</strong>e, invece, è «The<br />
Watchmaker», altra traccia lunga 12 minuti, in cui a un inizio che<br />
ricorda molto i Genesis si sovrappone una parte centrale che odora<br />
di Pink Floyd, per poi esplodere in un finale in cui gli strumenti e le<br />
voci si confondono, in un orgasmo sonoro che ricorda tantissimo<br />
i Van Der Graaf Generator. La title track è invece un brano molto<br />
intimo, che cresce lentamente, per aprirsi davvero solo nel finale,<br />
una buona prova.<br />
Per gli appassionati del genere ascoltare questo disco sarà un po’<br />
come tornare indietro a quel quinquennio (che parte nel 1969/70)<br />
in cui esplose <strong>il</strong> prog, e assaporare uno dei migliori LP del genere.<br />
Per i fanatici del nuovo e del moderno, invece, <strong>il</strong> disco potrà forse<br />
puzzare di vecchio. Ma <strong>il</strong> progressive è forse ancora l’apice della<br />
storia e dell’evoluzione artistica del rock, e, dopo 40 anni, un<br />
vino non può che essere più buono, o sapere d’aceto. La seconda<br />
ipotesi, dato <strong>il</strong> vir<strong>tuo</strong>sismo e <strong>il</strong> talento di W<strong>il</strong>son, è sicuramente da<br />
scartare.<br />
Gennaro Battista<br />
gennaro.battista@impattosettimanale.it
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 42 <strong>Impatto</strong>»Sport» pag. 43<br />
Semifinali di andata di Champions<br />
League: l’Europa si dipinge di<br />
teutonico. Bayern e Borussia super!<br />
di Pasquale Taglialatela<br />
Giornalista<br />
pasquale.taglialatela@impattosettimanale.it<br />
La Germania domina l’Europa calcistica<br />
e “prenota” Wembley. Nell’andata delle<br />
Semifinali di Champions League, Bayern<br />
Monaco e Borussia Dortmund schiantano le<br />
due spagnole, Barcellona e Real, ipotecando<br />
la finale in programma <strong>il</strong> 25 Maggio a Londra.<br />
Una finale che si preannuncia tutta tedesca<br />
con la Germania che sta raccogliendo i frutti<br />
di una gestione perfetta e programmata nel<br />
tempo, già a partire dai Mondiali disputati in<br />
casa nel 2006 : stadi all’avanguardia con le<br />
famiglie in primo piano, <strong>il</strong> r<strong>il</strong>ancio dei settori<br />
giovan<strong>il</strong>i, la capacità di investire con saggezza<br />
la pioggia di soldi dei diritti televisivi. Nelle<br />
gare di ritorno in Spagna, al Barca e al Real<br />
serviranno due rimonte storiche, anche se<br />
dopo questi 90’ pensare che tutto ciò possa<br />
concretamente realizzarsi pare pura utopia. All’<br />
Allianz Arena, nella prima semifinale, <strong>il</strong> Bayern<br />
riceve <strong>il</strong> Barcellona : gara tra le due squadre<br />
che hanno espresso <strong>il</strong> miglior calcio e che<br />
hanno raccolto più finali negli ultimi anni. Nel<br />
primo quarto d’ora iniziale <strong>il</strong> Barcellona prova<br />
a togliere l’iniziativa agli avversari tenendo i<br />
ritmi bassi con <strong>il</strong> suo classico tiki-taka. Ma al<br />
25’ ecco l’episodio che sblocca la gara: cross di<br />
Robben, sponda area di Dante per Mueller che,<br />
sempre di testa, insacca. Nell’occasione dorme<br />
la squadra di V<strong>il</strong>anova, che in fase difensiva<br />
rivela le sue note pecche. Ma come se non<br />
bastasse, Pedro e Sanchez in attacco creano<br />
poco o niente e Messi sembra non essere<br />
nemmeno al 50%. Dopo <strong>il</strong> goal del vantaggio,<br />
<strong>il</strong> Bayern domina, apre a ventaglio <strong>il</strong> campo<br />
e crea superiorità sulle fasce, soprattutto a<br />
destra, dove a Robben e Lahm fanno impazzire<br />
Jordi Alba. Il Barca, di fatto, regge l’onda<br />
d’urto tedesca per 45 minuti e resta in partita<br />
per poco più di un tempo. Nella ripresa si<br />
compie la disfatta : al 49’ Gomez, in leggera<br />
posizione di offside, segna <strong>il</strong> 2-0 in tap-in su<br />
assist di Muller e al 73’in contropiede Robben,<br />
grazie anche al blocco falloso di Muller su<br />
Jordi Alba, supera Victor Valdes per <strong>il</strong> 3-0. Il<br />
Barcellona avrebbe anche la palla per riaprire<br />
la qualificazione, ma <strong>il</strong> “canterano” Bartra,<br />
smarcato in area da Xavi, spara alto da buona<br />
posizione. Nel finale, all’82’ Muller, a porta<br />
praticamente vuota, fissa <strong>il</strong> punteggio sul 4-0<br />
su assist di Alaba, chiudendo forse l’epoca del<br />
Barcellona. Era infatti dal 1994, dalla finale di<br />
Atene persa 4-0 contro <strong>il</strong> M<strong>il</strong>an, che la squadra<br />
spagnola non incassava un passivo sim<strong>il</strong>e.<br />
Nell’altra semifinale si sfidano <strong>il</strong> Borussia<br />
Dortmund, vera rivelazione di questa<br />
Champions, e <strong>il</strong> Real Madrid di Mourinho. Il<br />
primo tempo esalta <strong>il</strong> modo semplicemente<br />
perfetto di interpretare <strong>il</strong> 4-2-3-1 da parte<br />
degli uomini di Klopp. La rapidità delle sue<br />
mezze punte mette in crisi la difesa madr<strong>il</strong>ena:<br />
Reus, Goetze e Lewandowski sembrano<br />
imprendib<strong>il</strong>i. Il vantaggio dei tedeschi arriva<br />
già all’8’ quando Goetze è bravo a liberarsi<br />
di un avversario e a crossare dentro l’area<br />
piccola dove Lewandowski, anticipando <strong>il</strong><br />
maldestro Pepe, realizza in spaccata da pochi<br />
passi. Il ritmo giallonero è marziano. Pressing<br />
asfissiante e sovrapposizioni. Il Real ci capisce<br />
poco, Mourinho in panchina osserva, ma<br />
l’espressione è quella delle serate storte. Ma<br />
appena l’intensità cala, per cause naturali, i<br />
“blancos” escono dal guscio, anche se non<br />
danno mai la sensazione di poter far veramente<br />
male a Weidenfeller ,che deve solo ribattere<br />
una punizione dalla lunga distanza di Ronaldo.<br />
Al 43’ arriva però inaspettata la “frittata”: errore<br />
elementare di Hummels che regala la palla ad<br />
Higuain e <strong>il</strong> pari a Ronaldo ( 12 goal in questa<br />
Champions per lui). Ma <strong>il</strong> Borussia si riprende<br />
alla svelta e all’inizio della ripresa ricomincia <strong>il</strong><br />
suo tourb<strong>il</strong>lon, regalando ai suoi tifosi tre gol in<br />
meno di 20 minuti con un super Lewandowski.<br />
Il Real sprofonda sotto i colpi dell’attaccante<br />
(accostato al Bayern per la prossima stagione)<br />
che diventa <strong>il</strong> primo calciatore a realizzare<br />
4 reti in una semifinale di Champions. In<br />
precedenza, ma in altre fasi della competizione,<br />
l’impresa era riuscita a gente del calibro di<br />
Van Basten e Messi. Il finale dirà : Borussia<br />
Dortmund 4 – Real Madrid 1. A Mourinho, fuori<br />
in semifinale nelle ultime due edizioni della<br />
Champions, servirà un miracolo al Bernabeu.
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 44 <strong>Impatto</strong>»Sport» pag. 45<br />
Semifinali di andata di Europa<br />
League: Blues ancora inviolati da<br />
dodici turni. Bene <strong>il</strong> Fenerbahce<br />
di Pasquale Taglialatela<br />
Giornalista<br />
pasquale.taglialatela@impattosettimanale.it<br />
Nella Semifinale di Europa League, dopo una<br />
partita ricca di emozioni e legni, <strong>il</strong> Chelsea<br />
espugna <strong>il</strong> St. Jakob-Park, inviolato da dodici<br />
gare internazionali e nel corso di tutta la<br />
rassegna, e batte 2-1 i padroni di casa del<br />
Bas<strong>il</strong>ea. Buona partenza dei Blues che al 12’<br />
passano in vantaggio: corner di Lampard che<br />
trova Moses solissimo in area, deviazione<br />
di testa dell’anglo-nigeriano e palla in rete.<br />
Gara subito in salita per gli svizzeri che però<br />
si scuotono e vanno vicini al pari con uno dei<br />
loro uomini più interessanti, Stocker, che però<br />
al 27’,da posizione def<strong>il</strong>ata, centra solo <strong>il</strong> palo<br />
esterno. Nella ripresa Il Bas<strong>il</strong>ea inizia con un<br />
piglio ancora più propositivo e al 48’ , ancora<br />
con Stocker ,sfiora <strong>il</strong> pareggio, ma <strong>il</strong> suo destro<br />
si stampa sul palo a Cech ormai battuto. La<br />
porta del Chelsea pare stregata per gli uomini<br />
di Yakin. La truppa di Benitez, in evidente calo<br />
fisico ,inizia ad arretrare troppo e va in difficoltà<br />
col passare dei minuti ,anche se spreca un<br />
paio di buone occasioni in contropiede: la<br />
più nitida al 54’ quando Hazard entra in area<br />
di rigore e serve perfettamente Torres che di<br />
sinistro coglie <strong>il</strong> palo. La gara scivola via fino<br />
all’80, ma i minuti finali diventano un “inferno”<br />
per Lampard e compagni con l’ assedio degli<br />
svizzeri spinto dai sostenitori di casa. E cosi all’<br />
87’ arriva <strong>il</strong> meritato pari del Bas<strong>il</strong>ea con Schar<br />
che è freddo nel realizzare un calcio di rigore<br />
completamente inventato dall’arbitro ( serata<br />
da dimenticare per <strong>il</strong> direttore di gara). Ma le<br />
emozioni non sono finite qui, <strong>il</strong> Chelsea non ci<br />
sta e ha una reazione veemente. Nel recupero<br />
è Terry a sprecare sotto porta, sugli sv<strong>il</strong>uppi di<br />
un corner, con un colpo di testa ravvicinato<br />
salvato da Sommer. Quando <strong>il</strong> pari sembra<br />
ormai già scritto accade però l’incredib<strong>il</strong>e: a<br />
una manciata di secondi dal termine David Luiz<br />
calcia una punizione che sorprende Sommer sul<br />
proprio palo. Al 94’ <strong>il</strong> Chelsea fa 2-1 in maniera<br />
rocambolesca, un successo fondamentale<br />
che spalanca agli inglesi le porte della finale.<br />
Nella finale di Amsterdam ci sarà solo una<br />
tra Fenerbahce e Benfica, le due squadre<br />
impegnate nell’altra semifinale. La gara di<br />
andata giocata in Turchia ha visto un ottimo<br />
Fenerbahce battere 1-0 i portoghesi grazie alla<br />
rete di Korkmaz al 27’ della ripresa. Ma solo<br />
i pali e un pizzico di sfortuna per i padroni di<br />
casa hanno permesso al Benfica di evitare un<br />
passivo ben più pesante. Gara che stenta ad<br />
accendersi nei primi minuti vista la tensione<br />
per l’alta posta in gioco. Il primo vero pericolo<br />
lo corrono i lusitani con Sow che di testa sfiora<br />
<strong>il</strong> vantaggio al 18’: dalla destra <strong>il</strong> cross di Kuyt<br />
trova <strong>il</strong> senegalese che centra l’incrocio dei pali.<br />
Lo Stadio Sukru Saracoglu è una bolgia, non<br />
smette mai di cantare e sull’incitamento dei<br />
propri tifosi sale anche la spinta della squadra<br />
di Kocaman. Al 45’ del primo tempo l’episodio<br />
che potrebbe cambiare la storia della partita:<br />
azione sulla fascia destra, Kuyt trova <strong>il</strong> corridoio<br />
in area per Gonul che si inserisce e subisce <strong>il</strong><br />
contatto con John che lo stava inseguendo.<br />
Rigore netto! La conclusione di Cristian finisce<br />
però sul palo alla destra di Artur e rotola in<br />
fallo laterale, per la disperazione del bras<strong>il</strong>iano,<br />
quasi in lacrime. Nella ripresa parte forte <strong>il</strong><br />
Fenerbahce ma è ancora una volta un palo a<br />
dire di no: è <strong>il</strong> 6’ quando <strong>il</strong> diagonale di Kuyt va<br />
a cogliere <strong>il</strong> montante alla sinistra dell’estremo<br />
difensore biancorosso. Poi <strong>il</strong> gol decisivo e<br />
strameritato di Korkmaz per l’1-0 finale: da un<br />
angolo nato da una decisione errata dell’arbitro<br />
che vede un tocco di Garay che non c’è, Kormaz<br />
è lesto a colpire di testa e a fare 1-0. In virtù<br />
di questo risultato la qualificazione resta<br />
aperta e i verdetti sono rimandati alla gara di<br />
ritorno a Lisbona. In Portogallo <strong>il</strong> Fenerbahce<br />
tenterà di difendere l’1-0 per accedere<br />
alla prima finale europea della sua storia.
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 46<br />
Finisce la 34esima<br />
giornata della A:<br />
Juve è sempre più<br />
bis! Napoli ipoteca<br />
<strong>il</strong> secondo posto.<br />
M<strong>il</strong>an all’ultimo!<br />
di Aldo Santullo<br />
responsab<strong>il</strong>e sport<br />
aldo.santullo@impattosettimanale.it<br />
ATALANTA - BOLOGNA: Partita spenta<br />
nel primo tempo, molto piacevole<br />
invece nella ripresa, dove, soprattutto<br />
l’Atalanta ha provato a vincere la<br />
partita. Buon ritmo e buone giocate,<br />
che hanno reso meno noioso <strong>il</strong><br />
pareggio, che per molti era già scritto,<br />
dato che entrambe le due squadre<br />
sono già salve e godono di una solida<br />
posizione di classifica.<br />
Voto del Match 6,5<br />
ATALANTA (4-4-2): Consigli; Ferri,<br />
Stendardo, Lucchini, Del Grosso<br />
(Brivio 29’ ); Giorgi (Radovanovic 79’),<br />
Cigarini, Biondini; Moralez; Denis,<br />
Livaja (Parra 65’)<br />
BOLOGNA (4-2-3-1): Curci; Garics,<br />
Sorensen, Antonsson, Morleo;<br />
Perez (Guarente 58’), Taider; Konè<br />
(Moscardelli 75’), Diamanti, Pasquato<br />
(Christodoulopoulos 63’); G<strong>il</strong>ardino<br />
Marcatori: Giorgi 22’ (A),<br />
G<strong>il</strong>ardino 78’ (B)<br />
Ammonizioni: Garics (B),<br />
Livaja (A), Morleo (B)<br />
Espulsioni: /<br />
CAGLIARI-UDINESE: Siamo ormai<br />
alla fine del campionato, mancano<br />
davvero poche partite e questa<br />
partita aveva da dire ben poco,<br />
infatti <strong>il</strong> Cagliari ha raggiunto <strong>il</strong> suo<br />
obiettivo, l’udinese ha bisogno dei<br />
tre punti per sognare l’Europa. Dalle<br />
premesse fatte esce una partita a<br />
tratti davvero noiosa, su cui influisce<br />
negativamente la triste cornice<br />
di pubblico. Partenza razzo con la<br />
traversa di pereyra, poi è l’Udinese a<br />
tenere lentamente in mano <strong>il</strong> pallino.<br />
Decisamente più divertente la ripresa,<br />
sia per <strong>il</strong> vantaggio bianconero, sia<br />
per <strong>il</strong> mutato atteggiamento delle<br />
squadre, che provano a segnare con<br />
più convinzione. Sconfitta indolore<br />
per <strong>il</strong> Cagliari, vittoria importante per<br />
l’Udinese.<br />
Voto del Match 6<br />
CAGLIARI (4-3-3): Agazzi; Perico,<br />
Ariaudo, Astori, Murru; Casarini (57’<br />
Ibarbo ), Conti, Nainggolan; Thiago<br />
Ribeiro (68’ Avelar), Pin<strong>il</strong>la, Sau (78’<br />
Nenè)<br />
UDINESE (3-4-2-1): Brkic; Benatia,<br />
Dan<strong>il</strong>o, Domizzi; Basta, Allan, Lazzari<br />
(80’ Badu), Gabriel S<strong>il</strong>va; Pereyra,<br />
Zielinski (52’ Muriel); Di Natale (84’<br />
Pinzi)<br />
Marcatori: Pereyra 56’ (U)<br />
Ammonizioni: Zielinski, Ariaudo,<br />
Domizzi, Nainggolan, Thiago Ribeiro,<br />
Conti (C) Ibarbo, Muriel (U)<br />
Espulsioni: Pin<strong>il</strong>la (C)<br />
PESCARA-NAPOLI: All’Adriatico si<br />
affrontano Pescara e Napoli, partita<br />
molto semplice per i partenopei, che<br />
possono consolidare <strong>il</strong> secondo posto.<br />
Invece entrambe le squadre giocano<br />
fin da subito a viso aperto, cercando<br />
con più uomini la via del gol. In<br />
pochi minuti è <strong>il</strong> Napoli a prendere in<br />
mano la gara, costringendo <strong>il</strong> Pescara<br />
a un atteggiamento totalmente<br />
difensivo, ma <strong>il</strong> gol dei partenopei,<br />
più volte sfiorato non arriva. Nella<br />
ripresa bastano 46 secondi a Inler per<br />
sbloccare <strong>il</strong> match. In assoluta calma,<br />
Pandev e Dzema<strong>il</strong>i arrotondano con i<br />
loro gol <strong>il</strong> risultato. Troppo elevato <strong>il</strong><br />
GAP tecnico tra <strong>il</strong> Pescara ed <strong>il</strong> resto<br />
delle squadre della massima serie.<br />
Voto del Match 6,5<br />
PESCARA: (4-2-3-1): Pelizzoli (63’<br />
Perin); Zanon, Cosic, Capuano,<br />
Balzano; Rizzo, Togni; Caprari (61’<br />
Celik), Sculli (71’ Cascione), Di<br />
Francesco; Sforzini<br />
NAPOLI: (4-3-1-2): De Sanctis;<br />
Campagnaro, Cannavaro, Britos;<br />
Maggio (73’ Mesto), Inler, Dzema<strong>il</strong>i,<br />
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Risultati 34.ma giornata<br />
Atalanta 1-1 Bologna<br />
Cagliari 0-1 Udinese<br />
Pescara 0-3 Napoli<br />
Chievo 0-1 Genoa<br />
Palermo 1-0 Inter<br />
Parma 0-0 Lazio<br />
Torino 0-2 Juventus<br />
Sampdoria 0-3 Fiorentina<br />
Roma 4-0 Siena<br />
M<strong>il</strong>an 4-2 Catania<br />
LA CLASSIFICA<br />
Fonte Ufficiale<br />
Serie A Tim<br />
Juventus 80<br />
Napoli 69<br />
M<strong>il</strong>an 62<br />
Fiorentina 61<br />
Roma 55<br />
Udinese 54<br />
Inter 53<br />
Lazio 52<br />
Catania 48<br />
Cagliari 42<br />
Bologna 40<br />
Parma 40<br />
Atalanta (-2) 39<br />
Chievo 39<br />
Sampdoria (-1) 38<br />
Torino (-1) 36<br />
Palermo 32<br />
Genoa 32<br />
Siena(-6) 30<br />
Pescara 22<br />
Zuniga (62’ Armero); Hamsik;<br />
Insigne, Pandev (79’ Calaiò)<br />
Marcatori: 46’ Inler, 58’ Pandev,<br />
82’ Dzema<strong>il</strong>i (N)<br />
Ammonizioni: Di Francesco,<br />
Rizzo, Balzano (P), Britos (N)<br />
Espulsioni: /<br />
CHIEVO-GENOA: Vittoria<br />
fondamentale quella del Genoa<br />
a Verona: Il Grifone vince 1-0<br />
con la rete nel finale di Marco<br />
Borriello, l’uomo dai gol pesanti,<br />
lo scorso anno ha “regalato” lo<br />
scudetto alla<br />
Juve con <strong>il</strong> suo importante gol<br />
contro <strong>il</strong> Cesena, ora mette a<br />
segno un gol che gli permette di<br />
dare tre punti al<br />
Genoa fondamentali e di<br />
scavalcare <strong>il</strong> Siena. Ora sono<br />
32 i punti per la squadra di<br />
Ballardini: sarebbe ancora<br />
retrocessa per <strong>il</strong> gol subito in<br />
casa negli scontri diretti contro <strong>il</strong><br />
Palermo, ma adesso c’è la fiducia<br />
e la consapevolezza di potercela<br />
fare, pur se non sarà fac<strong>il</strong>e. Il<br />
Chievo si era probab<strong>il</strong>mente<br />
costruito la salvezza domenica<br />
scorsa vincendo in Toscana: ha<br />
giocato senza credere troppo<br />
troppo nella vittoria, spingendo<br />
solo quando era troppo tardi.<br />
Voto del Match 6,5<br />
CHIEVO (3-5-2): Puggioni;<br />
Andreolli, Dainelli, Papp (67’<br />
Luciano); Sardo, Guana, L.<br />
Rigoni(81’ Hauche), Hetemaj,<br />
Dramé; Paloschi, Stoian (66’<br />
Thereau)<br />
GENOA (3-5-2): Frey; Granqvist,<br />
Manfredini, Moretti; Pisano (58’<br />
Bertolacci), M. Rigoni, Matuzalem,<br />
Antonelli, Vargas (90’ Tozser); Floro<br />
Flores, Borriello<br />
Marcatori: Borriello 73’ (G)<br />
Ammonizioni: Papp (C), Sardo (C),<br />
Thereau (C), Hetemaj (C),<br />
Borriello (G)<br />
Espulsioni: /<br />
SAMPDORIA-FIORENTINA: La<br />
Fiorentina si avvicina al terzo posto<br />
anzi, almeno per qualche ora la<br />
Viola può guardare alla classifica<br />
vedendo <strong>il</strong> proprio nome ai<br />
preliminari di Champions League.<br />
La trasferta di Genova era temuta<br />
dalla squadra come un possib<strong>il</strong>e<br />
crocevia importante nella rincorsa<br />
al M<strong>il</strong>an: la partita invece non è<br />
nemmeno cominciata, perché la<br />
Fiorentina con uno dei suoi inizi a<br />
m<strong>il</strong>le ha spazzato via la Sampdoria,<br />
forse già con la testa in vacanza,<br />
e non ha nemmeno dovuto<br />
temere <strong>il</strong> ritorno dei blucerchiati.<br />
La fiorentina adesso sa di avere<br />
un calendario sulla carta più<br />
favorevole: intanto, almeno <strong>il</strong><br />
quarto posto e quindi l’Europa è<br />
sostanzialmente blindato.<br />
Voto del Match 7<br />
SAMPDORIA (4-2-4): Romero;<br />
Mustafi, Gastaldello, Berardi; De<br />
S<strong>il</strong>vestri, Poli, Palombo, Obiang,<br />
Estigarribia (46’ Eder); Sansone<br />
(69’Munari), Maxi Lopez (56’ Icardi)<br />
FIORENTINA (4-3-3): Viviano;<br />
Tomovic, Rodriguez, Savic,<br />
Pasqual; Aqu<strong>il</strong>ani (76’ Sissoko),<br />
Pizarro, Borja Valero; Cuadrado<br />
(78’ Romulo), Jovetic, Ljajic.<br />
Marcatori: 36’ Cuadrado, 42’ Ljajic,<br />
73’ Aqu<strong>il</strong>ani (F)<br />
Ammonizioni: Rodriguez,<br />
Aqu<strong>il</strong>ani (F), Palombo (S) , Savic<br />
(F) e Eder (S)<br />
Espulsioni : Gastaldello (S)<br />
ROMA-SIENA: Probab<strong>il</strong>mente oggi<br />
è stata la più bella Roma di tutto<br />
<strong>il</strong> campionato, <strong>il</strong> piccolo Siena<br />
non ha potuto competere, infatti<br />
<strong>il</strong> risultato la dice lunga. Un primo<br />
tempo da 10 e lode, in cui la Roma<br />
ha dominato <strong>il</strong> campo regalando<br />
giocate spettacolari e un calcio<br />
spumeggiante; secondo tempo a<br />
ritmi bassissimi, in cui i giallorossi<br />
hanno gestito <strong>il</strong> risultato con un<br />
possesso palla a tutto campo. Se<br />
avesse giocato tutto <strong>il</strong> campionato<br />
così? …<br />
Voto del Match 7,5<br />
ROMA(4-3-3): Lobont; Torosidis,<br />
Burdisso, L.Castan, Blazaretti;<br />
Bradley, De Rossi (34’ Pjanic),<br />
Florenzi; Lamela (68’ Perrotta),<br />
Osvaldo, Totti (76’ N.Lopez)<br />
SIENA (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Pazi,<br />
Felipe; Angelo, Vergassola (78’<br />
Verre), Della Rocca, Rubin; Valiani<br />
(54’ Agra), Rosina (74’ Calello);<br />
Emeghara<br />
Marcatori: 14’pt Osvaldo, 14’pt<br />
Lamela, 41’pt Osvaldo, 22’st<br />
Osvaldo<br />
Ammonizioni: Vergassola (S),<br />
Pjanic (R)<br />
Espulsioni: /<br />
PALERMO-INTER: Il Palermo porta<br />
a casa tre punti fondamentali,<br />
per l’Inter continua l’annata<br />
negativa, oltre alla sconfitta, si<br />
ferma anche Iron man Zanetti,<br />
brutto infortunio per <strong>il</strong> capitano.<br />
Gli auguriamo di tornare presto<br />
in campo. La partita solo a tratti è<br />
emozionante, soprautto nel finale<br />
quando l’attesa della vittoria<br />
da una parte e la rincorsa verso<br />
un insperato pareggio hanno<br />
allungato le squadre che hanno<br />
offerto continui cambi di fronte.<br />
Nel complesso una partita giocata<br />
a ritmo piuttosto basso, una<br />
volta che <strong>il</strong> Palermo ha trovato<br />
<strong>il</strong> vantaggio non aveva nessun<br />
interesse ad alzare l’intensità di<br />
gioco mentre l’Inter con gli uomini<br />
contati ha dimostrato pochissima<br />
grinta nel cercare di ribaltare <strong>il</strong><br />
risultato.<br />
Voto del Match 6<br />
PALERMO(3-5-2): Sorrentino;<br />
Von Bergen, Donati, Aronica;<br />
Morganella, Barreto, Rios, Kurtic,<br />
Garcia(Nelson 81’); Ilicic(Hernandez<br />
72’), Miccoli(Munoz 87’.)<br />
INTER (3-5-1-1): Handanovic;<br />
Ranocchia, S<strong>il</strong>vestre (Garritano<br />
70’), Juan Jesus; Jonathan,<br />
Zanetti (Schelotto 17’), Kovacic,<br />
Kuzmanovic (Forte 87’), Pereira;<br />
Alvarez; Rocchi<br />
Marcatori: Ilicic 10’ (P)<br />
Ammonizioni: Miccoli (P),<br />
S<strong>il</strong>vestre (I), Juan Jesus (I),<br />
Morganella (P), E. Barreto (P),<br />
Handanovic (I), Schelotto (I),<br />
Hernandez( P)<br />
Espulsioni: /<br />
TORINO-JUVENTUS: Il derby<br />
della Mole torna ad emozionare<br />
Torino, all’andata finì 3-0 per i<br />
bianconeri, oggi la Juventus ha<br />
risolto nel finale. E’ stato un derby<br />
molto combattuto, giocato a ritmi<br />
molto alti nel primo tempo e più<br />
stanchi nel secondo. La Juventus<br />
ha provato a fare la partita in<br />
entrambe le frazioni, rimbalzando<br />
contro un Toro solido che dal<br />
canto suo ha provato, almeno<br />
nella prima frazione, a spingersi<br />
in avanti coinvolgendo le fasce.<br />
Nella ripresa, quando <strong>il</strong> pareggio<br />
pareva esito probab<strong>il</strong>e, Vidal ha<br />
bucato la pellicola dell’equ<strong>il</strong>ibrio<br />
consegnando <strong>il</strong> match alla<br />
Juventus, e Il “Principino” Marchisio<br />
la ha chiusa definitivamente. Nel<br />
complesso la partita è sempre<br />
stata una partita viva, pur se non<br />
entusiasmante. Ormai manca solo<br />
un punto alla Juventus per bissare<br />
lo scudetto!<br />
Voto del Match 6,5<br />
TORINO (4-2-4): G<strong>il</strong>let; D’Ambrosio<br />
(75’ Di Cesare), Glik, Ogbonna,<br />
Masiello; Basha, Gazzi; Cerci,<br />
Bianchi, Meggiorini (67’ Jonathas),<br />
Santana<br />
JUVENTUS: (3-5-1-1): Buffon;<br />
Barzagli, Bonucci, Chiellini;<br />
Lichtsteiner (74’M.Caceres), Vidal,<br />
Pirlo, Pogba, Asamoah (46’ Peluso);<br />
Marchisio; Vucinic (Quagliarella74’)<br />
Marcatori: Vidal 87’,<br />
Marchisio 90’ (J)<br />
Ammonizioni: Masiello,<br />
Meggiorini (T), Lichtsteiner (J)<br />
Espulsioni: Glik (T)<br />
PARMA-LAZIO: Finisce in parità una<br />
partita bruttina tra Parma e Lazio.<br />
A entrambe le squadre manca <strong>il</strong><br />
guizzo giusto, quello che potrebbe<br />
volgere la gara in favore dell’una o<br />
dell’altra; tra le due gode di più la<br />
banda Donadoni che con questo<br />
pareggio è sostanzialmente<br />
salva, mentre la Lazio fallisce <strong>il</strong><br />
sorpasso all’Inter e adesso è ottava<br />
in classifica, con l’Europa che si<br />
allontana decisamente. Il minimo<br />
indispensab<strong>il</strong>e per portare via <strong>il</strong><br />
pareggio. Il Parma meriterebbe di<br />
più della Lazio: la rabbia agonistica<br />
dei giorni migliori non c’è, ma va<br />
bene anche così. La stagione è<br />
stata positiva, qualche battuta<br />
d’arresto di troppo ma anche<br />
la conferma di avere un ottimo<br />
gruppo, e di poterlo migliorare<br />
ancora <strong>il</strong> prossimo anno.<br />
Voto del Match 5,5<br />
PARMA (4-3-3): Mirante;<br />
Benalouane, Paletta, Lucarelli,<br />
Mesbah (80’ Gobbi); Marchionni<br />
(70’ Ninis ), Valdes, Parolo; Biabiany<br />
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 43 47<br />
(70’Sansone), Amauri, Belfod<strong>il</strong><br />
LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Konko,<br />
Biava, Dias, Radu (84’ Pereirinha);<br />
Onazi, Ledesma; Candreva,<br />
Hernanes, Ederson (67’ Floccari);<br />
Klose (75’ Kozak)<br />
Marcatori: /<br />
Ammonizioni: Valdes (P),<br />
Candreva (L), Marchionni (P),<br />
Amauri (P), Ninis (P), Parolo (P)<br />
Espulsioni: Biava (L)<br />
MILAN-CATANIA: Guardando gli<br />
ultimi risultati ottenuti dal Catania,<br />
ci si aspettava una partita a senso<br />
unico, dove <strong>il</strong> M<strong>il</strong>an attaccava a<br />
pieno organico metteva a segno<br />
due-tre gol e chiudeva <strong>il</strong> match.<br />
Invece a San Siro va in scena un<br />
gran bel match da vedere, con<br />
tanti goal e poche pause, ma<br />
nonostante questo giocato bene<br />
da tutte e due le squadre che si<br />
sono date battaglia in campo<br />
stasera. Il controllo del match è<br />
stato completamente del M<strong>il</strong>an,<br />
con gli ospiti che si affidavano<br />
alle ripartenze. Il risultato premia<br />
la squadra che si è dimostrata<br />
superiore schiacciando gli<br />
avversari per più del 60% del<br />
match nella propria trequarti. Da<br />
premiare <strong>il</strong> Catania che ha provato<br />
a fare “lo sgambetto” al M<strong>il</strong>an.<br />
Rossoneri che tornano al terzo<br />
posto e etnei che inseguono <strong>il</strong><br />
record personale di punti in serie<br />
A.<br />
Voto del Match 7,5<br />
MILAN(4-3-3): Amelia; Abate,<br />
Mexes, Bonera, De Sciglio; Flamini,<br />
Montolivo, Nocerino (67’ Pazzini);<br />
Boateng (86’ Niang), Balotelli, El<br />
Shaarawy (81’ Muntari)<br />
CATANIA (4-2-3-1): Frison; Izco,<br />
Legrottaglie, Rolin, Marchese;<br />
Lodi (88’C.Capuano), Almiron<br />
(82’Biagianti); Barrientos, Castro,<br />
Gomez; Bergessio<br />
Marcatori: 30’ Legrottaglie (C),<br />
45’ Flamini (M), 65’ Bergessio (C),<br />
75’ Pazzini (M), 77’ Pazzini (M), 90’<br />
Balotelli rig.<br />
Ammonizioni: De Sciglio (M),<br />
Bergessio (C), Legrottaglie (C),<br />
Marchese (C), Frison (C), Balotelli<br />
(M), Barrientos (C), Flamini (M)<br />
Espulsioni: /
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 48<br />
Magia Serie B.<br />
Sassuolo fermato<br />
dal super Modena!<br />
Bene Verona e<br />
Livorno. Grande<br />
Ardemagni!<br />
di Ennio Gr<strong>il</strong>letto<br />
giornalista<br />
ennio.gr<strong>il</strong>letto@impattosettimanale.it<br />
Nella 39esima giornata di Serie B - che<br />
ha visto <strong>il</strong> Sassuolo costretto a rinviare<br />
la festa per la prima promozione nella<br />
massima serie italiana, a causa della<br />
sconfitta nel derby contro <strong>il</strong> Modena<br />
per 2-1, nell’anticipo di questa<br />
giornata, giocatosi venerdì sera - <strong>il</strong><br />
Livorno e <strong>il</strong> Verona si sono portate<br />
avanti nella ricerca della promozione<br />
diretta in Serie A. Gli amaranto infatti<br />
si confermano al secondo posto<br />
grazie alla vittoria in casa per 2-0,<br />
ottenuta contro <strong>il</strong> Vicenza. Il Verona,<br />
invece deve ancora fare attenzione<br />
all’Empoli, che uscito vincente dallo<br />
scontro domenicale con <strong>il</strong> Cesena, si<br />
è riportato a 9 punti dalla squadra di<br />
Mandorlini. Da regolamento invece ci<br />
vogliono ben 10 punti tra la terza e la<br />
quarta per la promozione diretta da<br />
parte della prima. I toscani blu vestiti<br />
quindi tornano a vedere la speranza<br />
playoff, grazie ad un rigore del solito<br />
Ciccio Tavano.<br />
Scorrendo la classifica, <strong>il</strong> Novara<br />
(dei miracoli, data la pazza rimonta<br />
in classifica) si è fatto riagganciare<br />
all’ultimo minuto dal Padova, ed è 3-3<br />
<strong>il</strong> risultato finale del match. Vittorie<br />
per Varese e Brescia che hanno avuto<br />
la meglio rispettivamente contro<br />
Cittadella e Reggina.<br />
Passando alla zona salvezza, <strong>il</strong> già<br />
retrocesso Grosseto e la Pro Vercelli,<br />
ancora non matematicamente<br />
declassata alla Lega Pro, hanno<br />
pareggiato 0-0, dopo un match molto<br />
statico. Oltre alla già citate sconfitte di<br />
Ascoli, Vicenza, Reggina e Cittadella,<br />
sono da segnalare <strong>il</strong> pareggio interno<br />
del Lanciano contro <strong>il</strong> Crotone e la<br />
vittoria del Bari in casa contro lo<br />
Spezia per 2-1. Completa la giornata<br />
anche <strong>il</strong> combattuto X tra Juve Stabia<br />
e Ternana.<br />
REGGINA – BRESCIA 0 – 1<br />
54’ De Maio (B)<br />
VARESE – CITTADELLA 2 – 0<br />
32’Kone (V), 90’ Ebagua (V)<br />
VIRTUS LANCIANO – CROTONE 1 – 1<br />
8’ Abruzzese (C), 39’Vastola (V)<br />
PRO VERCELLI – GROSSETO 0 – 0<br />
ASCOLI – VERONA 0 – 5<br />
7’ rig Cacia, 40’ Ignacio Gomez, 14’<br />
18’rig. 31’ Martinho (V)<br />
LIVORNO – VICENZA 2 – 0<br />
4’ rig. Dionisi (L), 63’ Paulinho (L)<br />
PADOVA – NOVARA 3 – 3<br />
17’ Bonazzoli (P), 19’ aut. Dellafiore<br />
(N), 23’ Lazzari (N), 41’ Seferovic (N),<br />
52’ Portin (P), 94’ Cutolo (P)<br />
BARI – SPEZIA 2 – 1<br />
34’ Sciaudone (B), 61’ Porcari (S), 64’<br />
Fedato (B)<br />
JUVE STABIA – TERNANA 1 – 1<br />
14’ Bruno (J), 79’ Alfageme (T)<br />
MODENA – SASSUOLO 2 – 1<br />
37’ Catellani (S), 75’ –<br />
90’ Ardemagni (M)<br />
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Esultanza del Veron<br />
Manita all’Ascoli<br />
LA CLASSIFICA<br />
Sassuolo 80,<br />
Livorno 76,<br />
Verona 75,<br />
Empoli 63 (*),<br />
Novara 60,<br />
Varese 58,<br />
Brescia 56,<br />
Modena 54,<br />
Padova 51,<br />
Juve Stabia 49,<br />
Spezia 48,<br />
Ternana 48,<br />
Crotone 48,<br />
Bari 47,<br />
Cittadella 47,<br />
Cesena 46(*),<br />
V. Lanciano 45,<br />
Reggina 42,<br />
Ascoli 40,<br />
Vicenza 38,<br />
Pro Vercelli 32,<br />
Grosseto 24<br />
* una partita in meno<br />
Uno sguardo<br />
agli altri campionati europei<br />
Premier League, 35.ma giornata<br />
Man City 2-1 West Ham<br />
Everton 1-0 Fulham<br />
Southampton 0-3 West Bromwich<br />
Stoke City 1-0 Norwich<br />
Wigan 2-2 Tottenham<br />
Newcastle 0-6 Liverpool<br />
Reading 0-0 Qpr<br />
Chelsea 2-0 Swansea<br />
Arsenal 1-1 Man Utd<br />
Aston V<strong>il</strong>la 6 -1 Sunderland<br />
Classifica : Man Utd 85, Man City 71, Chelsea 65, Arsenal 64, Tottenham 62<br />
Everton 59, Liverpool 54, West Brom 49, Swansea 42, West Ham42<br />
Fulham 40, Stoke City 40, Southampton 39, Norwich 38<br />
Sunderland 37, Newcastle 37, Aston V<strong>il</strong>la 37, Wigan 32<br />
Ligue 1, 34.ma giornata<br />
L<strong>il</strong>la 3-3 Sochaux<br />
Lorient 0-1 Marsiglia<br />
Ajaccio 2-1 Montpellier<br />
Bastia 0-0 Tolosa<br />
Bordeaux 0-0 Reims<br />
Brest 0-2 Rennes<br />
Valenciennes 0-0 Nancy<br />
Lione 1-1 St.Etienne<br />
Nizza 3-1 Troyes<br />
Evian 0-1 Psg<br />
Classifica : Psg 73, Marsiglia 64, Lione 60, St.Etienne 58, L<strong>il</strong>la 57<br />
Nizza 57, Lorient 50, Montpellier 48, Bordeaux 48, Rennes 45<br />
Tolosa 42, Valenciennes 41, Bastia 40, Ajaccio (-2) 38, Reims 38<br />
Nancy 35, Evian 34, Sochaux 34, Brest 29, Troyes 28<br />
Bundesliga, 31.ma giornata<br />
Greuther F 2-3 Hannover<br />
Augusta 3-0 Stoccarda<br />
Bayer L 1-0 Werder Brema<br />
Bayern M 1-0 Friburgo<br />
Hoffenheim 2-1 Norimberga<br />
Wolfsburg 3-1 M’gladbach<br />
Fortuna D 1-2 Borussia D<br />
Magonza 0-0 Eintracht<br />
Schalke 4-1 Amburgo<br />
Classifica : Bayern M 84, Borussia D 64, Bayer L 56, Schalke 49, Eintracht 46<br />
Friburgo 45, M’gladbach 44, Amburgo 44, Hannover 41, Wolfsburg 40<br />
Magonza 40, Stoccarda 39, Norimberga 38, Werder Brema 32<br />
Fortuna D 30, Augusta 30, Hoffenheim 27, GreutherF 18<br />
Liga Espanõla, 33.ma giornata<br />
Rayo Vallecano 2-2 Osasuna<br />
Levante 0-1 Celta Vigo<br />
Ath.B<strong>il</strong>bao 2-2 Barcellona<br />
Atl. Madrid 1-2 Real Madrid<br />
Saragozza 3-2 Maiorca<br />
Espanyol 0-1 Granada<br />
Malaga 2-1 Getafe<br />
Valladolid 1-1 Siviglia<br />
Real Sociedad 4-2 Valencia<br />
Betis 1 - 1 Dep La Coruna<br />
Classifica: Barcellona 85, Real Madrid 74, Atl.Madrid 68, Real Sociedad 58<br />
Valencia 53, Malaga 53, Betis 49, Rayo Vallecano 46, Getafe 44, Espanyol 43<br />
Siviglia 43, Levante 40, Valladolid 40, Ath.B<strong>il</strong>bao 37, Osasuna 33, Granada 32<br />
Dep La Coruna 31, Celta Vigo 30, Saragozza 30, Maiorca 28<br />
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 49<br />
La notizia della giornata<br />
L’infortunio dell’inossidab<strong>il</strong>e<br />
capitano Javier Zanetti<br />
“Javier, aho’, non fare scherzi!”<br />
la trasferta di Palermo potrebbe costar cara a Javier<br />
Zanetti, addirittura la fine di una carriera. L’inossidab<strong>il</strong>e<br />
capitano dell’Inter, nel pomeriggio del Barbera è stato<br />
costretto ad arrendersi dopo 14 minuti, lasciando <strong>il</strong><br />
campo in barella, dolorante , con le mani nei capelli e<br />
le lacrime agli occhi. Spietato l’esito degli esami: rottura<br />
del tendine d’Ach<strong>il</strong>le e tempi di recupero tra i 6 e i 9<br />
mesi. Zanetti, che verrà operato in giornata a Pavia, è<br />
consapevole del fatto che la sua carriera è ,a questo<br />
punto, racchiusa dentro un grande punto interrogativo;<br />
a 40 anni da compiere <strong>il</strong> prossimo 10 agosto, un<br />
infortunio cosi grave lascia poco spazio ad un ritorno.<br />
Ma <strong>il</strong> Capitano non molla. Tiene duro, come del resto<br />
ha sempre fatto nella sua vita da calciatore, macinando<br />
km lungo la fascia. “La mia carriera non è finita, ma da<br />
tanto tempo dovevo cambiare le gomme. Voglio tornare<br />
più forte di prima’’. Molti i messaggi di sostegno e auguri<br />
provenienti dai colleghi, scatenati su Twitter e sui vari<br />
social network. Da Francesco Totti: “Javier, aho’, non<br />
fare scherzi! Mi raccomando, ti aspetto per <strong>il</strong> prossimo<br />
Roma-Inter...Io <strong>il</strong> gagliardetto delle squadre lo scambio<br />
solo con te”, a Giuseppe Rossi, anche lui reduce da un<br />
brutto infortunio, fino a Gigi Simoni, suo ex allenatore<br />
all’Inter e grande estimatore: “E’ un fuoriclasse in tutto,<br />
in campo e fuori. Ci stupirà un’altra volta. Io, in 55 anni<br />
di carriera, non ho mai visto nessuno come lui”. Zanetti<br />
sentitamente ringrazia per i messaggi ricevuti ma pensa<br />
già al futuro : “Voglio tornare per giocare almeno un’altra<br />
partita davanti ai miei tifosi, spero più di una...”. Capitano,<br />
tornerai più forte che mai, ne siamo certi. In bocca al<br />
lupo, siamo tutti con te!<br />
Pasquale Taglialatela
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 50<br />
Nell’anticipo della 34 giornata di<br />
Serie A, <strong>il</strong> Pescara dell’ex Christian<br />
Bucchi ospita gli azzurri di Walter<br />
Mazzarri alla ricerca dei tre punti<br />
fondamentali per consolidare<br />
sempre più <strong>il</strong> secondo posto<br />
e tenere alla larga i rossoneri.<br />
Importanti assenze tra le f<strong>il</strong>a del<br />
Napoli come quella di Cavani e<br />
dello svizzero Behrami, sostituiti<br />
rispettivamente da Lorenzo<br />
Insigne e Inler, che dopo 5 gare<br />
ritorna ad essere titolare dal 1’.<br />
Primo tempo ster<strong>il</strong>e per <strong>il</strong><br />
Napoli con un ottimo Pescara<br />
messo in campo, che ci tiene a<br />
voler concludere con onore <strong>il</strong><br />
campionato maggiore prima<br />
dell’ormai certa retrocessione<br />
in serie B. Tanti tentativi da<br />
parte degli azzurri ed anche un<br />
gol annullato regolarmente ad<br />
Insigne, che ha giusto <strong>il</strong> tempo<br />
di scusarsi con i suoi ex tifosi per<br />
vedersi rendere vana la gioia del<br />
suo sesto gol stagionale. Molta<br />
sfortuna da registrarsi nei primi<br />
45’ con un Pellizzoli ispiratissimo<br />
che, almeno in questa frazione di<br />
gioco, fa avvertire la mancanza di<br />
un bomber vero come Cavani per<br />
buttarla dentro e mettere a sicuro<br />
<strong>il</strong> risultato. Le danze si aprono al 1’<br />
della ripresa con un tiro deviato<br />
del ritrovato “leone” Inler, <strong>il</strong> quale<br />
esulta con una piccola vena<br />
polemiche verso <strong>il</strong> tecnico azzurro.<br />
Il Napoli alza <strong>il</strong> ritmo e di lì a poco,<br />
su incursione di Christian Maggio<br />
sulla fascia, arriva <strong>il</strong> raddoppio<br />
di Pandev che conferma <strong>il</strong> suo<br />
stato di forma da ormai quattro<br />
giornate. Piccola perla di serata<br />
che chiude definitivamente <strong>il</strong><br />
match dell’Adriatico, l’ennesima<br />
staff<strong>il</strong>ata da fuori aria del sempre<br />
più goleador Dzema<strong>il</strong>i che sigla <strong>il</strong><br />
netto 3-0 per i partenopei.<br />
Netta la differenza tattica tra le due<br />
squadre, se pur con un Pescara<br />
che nella prima parte di gioco<br />
ha saputo contenere <strong>il</strong> risultato e<br />
mettere in qualche situazione in<br />
difficoltà l’undici di Mazzari, che al<br />
ritorno dagli spogliatoi ha subito<br />
intenzione di ingranare le marcie<br />
ed archiviare la pratica mostrando<br />
ancora una volta di che pasta<br />
sono fatti, nonostante la pesante<br />
assenza del suo bomber Cavani.<br />
Si rimanda cosi a poche giornate<br />
l’ufficiale tanto atteso ritorno nel<br />
palcoscenico più importante e<br />
ambito dai grandi club europei,<br />
dove solo le prime della classe<br />
possono farvi parte, e questo<br />
Napoli è pronto a regalare alla<br />
sua città e ad i suoi tifosi <strong>il</strong> piacere<br />
di riascoltare quella famosa<br />
musichetta e ti poter competere<br />
con le compagini più <strong>il</strong>lustri della<br />
storia del calcio.-<br />
PAGELLE<br />
DE SANCTIS: 6 Quasi mai chiamato<br />
in causa, e quando succede<br />
sa sempre disimpegnarsi con<br />
autorevolezza.<br />
CAMPAGANRO: 6.5 Unico<br />
rimpianto sarà quello di vederlo<br />
giocare la prossima stagione in<br />
maglia neroazzura. Difensori così<br />
ce ne sono pochi al giorno d’oggi.<br />
Focus: Pescara - Napoli<br />
Una vittoria dal profumo di Champions League<br />
CANNAVARO: 6 Serata tranqu<strong>il</strong>la<br />
per lui, senza particolari problemi.<br />
Riesce quasi sempre a contenere<br />
le avanzate degli abruzzesi.<br />
BRITOS: 6 Tanta fisicità per<br />
l’uruguaiano, e lo dimostra<br />
quando riesce a fermare un azione<br />
di ripartenza del Pescara che gli<br />
costa <strong>il</strong> cartellino giallo.<br />
MAGGIO: 6,5 Buona partita per<br />
l’esterno azzurro, soprattutto<br />
in fase di copertura. Serve un<br />
pregevole assist al compagno<br />
Pandev che sigla <strong>il</strong> gol del 2-0. (dal<br />
73’ MESTO: 6 Pochi minuti per lui,<br />
in cui però riesce ad essere sempre<br />
d<strong>il</strong>igente lungo la fascia destra del<br />
campo).<br />
INLER: 7 Dopo ben 5 gare seduto<br />
in panchina, viene richiamato in<br />
causa da Mazzarri rispondendo<br />
“presente”. Recupera importanti<br />
palloni e sblocca <strong>il</strong> match al 1’ del<br />
secondo tempo con un tiro deviato<br />
da un difensore avversario.<br />
DZEMAILI: 7,5 Forse <strong>il</strong> migliore<br />
degli azzurri per tutta la partita.<br />
Prova più volte a bucare dal<br />
difesa del Pescara e chiude in<br />
bellezza siglando <strong>il</strong> suo sesto gol<br />
in stagione con un ennesimo<br />
capolavoro da lunga distanza.<br />
Non ne sbaglia più una.<br />
ZUNGIA: 6 Non la migliore partita<br />
per <strong>il</strong> colombiano. Più volte perde<br />
contrasti e palloni lungo la fascia<br />
sinistra, fin quando poi Mazzarri<br />
non decide di richiamarlo in<br />
panchina. (dal 62’ ARMERO: 6<br />
Sempre ottimo <strong>il</strong> suo innesto<br />
a gara incorso. Meriterebbe la<br />
maglia da titolare).<br />
HAMSIK: 6,5 Ormai veste sempre<br />
più i gradi di leader di questo<br />
Napoli. Smista palloni per i<br />
compagni e di poco non riesce<br />
a trovare la via del gol con un<br />
pallonetto deviato, di slancio,<br />
dall’ottimo Pellizzoli.<br />
INSIGNE: 6,5 Grande ex di turno.<br />
Prova più volte la via del gol<br />
e quando la trova ha solo <strong>il</strong><br />
tempo di chiedere scusa ai tifosi<br />
dell’adriatico, per poi vederselo<br />
annullare regolarmente dal<br />
direttore di gara per netto<br />
fuorigioco. Sempre br<strong>il</strong>lante per<br />
tutti i 90’.<br />
PANDEV: 7 Conferma ancora una<br />
volta <strong>il</strong> suo stato di forma siglando<br />
un pregevole gol che stab<strong>il</strong>isce <strong>il</strong><br />
momentaneo 2-0 e permette al<br />
macedone di raggiungere quota<br />
6 in questo campionato. Diventa<br />
sempre più importante per questa<br />
volata finale verso la diretta<br />
qualificazione in Champions. ( dal<br />
79’ CALAIO’: 6 Nonostante i pochi<br />
minuti che gli vengono concessi<br />
dal tecnico, l’arciere prova in tutto<br />
i modi <strong>il</strong> ritorno al gol in maglia<br />
azzurra. Grande professionalità da<br />
parte sua).<br />
MAZZARRI: 7 Mantiene alta la<br />
tensione dei suoi ragazzi, se<br />
pur contro questo Pescara, e fa<br />
bene. Primo tempo bloccato per<br />
la squadra, ma al rientro dagli<br />
spogliatoio li carica a tal punto<br />
da poter siglare un deciso 3-0<br />
ed aggiungere un importante<br />
tassello per <strong>il</strong> meritato ritorno<br />
nell’Europa che conta.<br />
Carlo Serpino<br />
Con <strong>il</strong> giro d’Italia ai nastri di<br />
partenza, del grande giro della<br />
serie A rimangono ormai da<br />
percorrere le ultimissime tappe,<br />
quattro, per la precisione, quelle<br />
a disposizione per lo sprint in<br />
volata finale. Se in testa i giochi<br />
sembrano fatti già da un po’,<br />
in coda l’atmosfera è febbr<strong>il</strong>e,<br />
e si sgomita per un posto alla<br />
biciclettata del prossimo anno,<br />
oltre che per salvare l’onore ed<br />
i colori di una maglia e di una<br />
città. La classifica all’indomani<br />
della 34esima giornata, vede tre<br />
squadre in due punti, con Genoa<br />
e Palermo appaiati a quota 32<br />
(quest’ultimi sarebbero oggi<br />
salvi in virtù della differenza<br />
reti), ed <strong>il</strong> Siena subito dietro a<br />
quota 30. Ad onor del vero, se <strong>il</strong><br />
destro esplosivo di Dzema<strong>il</strong>i ha<br />
dato l’estrema unzione al Pescara<br />
fanalino di coda, sarebbe quanto<br />
meno ingenuo non considerare<br />
rischiosa, a questo punto, anche<br />
la situazione del Torino, che ha<br />
sì 4 punti di vantaggio ed ha<br />
mostrato un altro passo nelle<br />
precedenti 34 gare disputate,<br />
ma che nelle prossime due dovrà<br />
fare visita al M<strong>il</strong>an prima, per poi<br />
ospitare lo stesso Genoa poi, con <strong>il</strong><br />
rischio concreto dunque di venire<br />
risucchiato. Il quadrangolare a<br />
distanza che determinerà assolti<br />
e condannati del processo a<br />
questa serie A, si preannuncia più<br />
interessante ed avvincente che<br />
mai. Due posti in paradiso per<br />
quattro squadre, ognuna delle<br />
quali ha i propri buoni motivi per<br />
sperare di farcela e per credere ad<br />
un lieto fine:<br />
Il Palermo è senza alcun dubbio<br />
<strong>il</strong> concorrente più in forma. La<br />
squadra allenata da Sannino,e che<br />
in precedenza era stata sia sua che<br />
di tanti altri, ha conquistato più<br />
vittorie nell’ultimo mese di Apr<strong>il</strong>e,<br />
che in tutto <strong>il</strong> resto della stagione.<br />
L’entusiasmo dei Sic<strong>il</strong>iani, che già<br />
si vedevano nel baratro soltanto<br />
qualche settimana fa, può fare<br />
la differenza. Inoltre i rosanero<br />
hanno, rispetto alle concorrenti,<br />
più individualità in grado di<br />
inventare la giocata fuori dal<br />
contesto (vedi Ilicic), ed hanno<br />
in Fabrizio Miccoli la figura di un<br />
capitano st<strong>il</strong>e “mamma chioccia”,<br />
che ha caricato <strong>il</strong> gruppo sulle sue<br />
spalle, riuscendo a trasformare<br />
la paura del precipizio dei più<br />
giovani, tramortiti in precedenza<br />
dalla depressione della piazza, in<br />
accesa e redditizia fame di rivalsa.<br />
Poco conta oggettivamente <strong>il</strong><br />
vantaggio che ad oggi <strong>il</strong> Palermo<br />
ha nei confronti del Genoa. Una<br />
differenza reti di -15 contro <strong>il</strong> -17<br />
dei liguri, non è un vantaggio<br />
considerevole, soprattutto<br />
quando all’orizzonte c’è da scalare<br />
la montagna dello Juventus<br />
Stadium.<br />
E’ proprio <strong>il</strong> calendario, invece,<br />
l’amico ritrovato del Genoa di<br />
Ballardini. I rossoblù ospiteranno<br />
nel fine settimana <strong>il</strong> Pescara, la cui<br />
catena arrugginita, sembra essersi<br />
definitivamente spezzata, e che<br />
in questa volata salvezza potrà<br />
avere soltanto un ruolo indiretto,<br />
qualora dovesse riuscire a sottrarre<br />
punti ai rossoblù nel match di<br />
Marassi. Il club del presidente<br />
Preziosi, ha sicuramente la rosa<br />
dal valore medio più alto, e quel<br />
gol fondamentale di Borriello a<br />
Verona, che ha reso ut<strong>il</strong>e a metà<br />
l’impresa del Palermo contro<br />
l’Inter, potrebbe aver dato la<br />
scossa giusta al momento giusto,<br />
dopo un digiuno di vittorie che<br />
durava da ben otto turni. Conti<br />
alla mano, <strong>il</strong> Genoa è forse la<br />
favorita numero uno, ma attenti<br />
a questo strano campionato,<br />
dove <strong>il</strong> calendario è l’ultimo<br />
dei dati attendib<strong>il</strong>i, a giudicare<br />
da come le prime quattro della<br />
classe, Juventus, Napoli, M<strong>il</strong>an e<br />
Fiorentina nell’ordine, siano state<br />
sconfitte in questa stagione sul<br />
proprio campo rispettivamente<br />
da Sampdoria, Bologna, Atalanta<br />
e Pescara.<br />
Molto diverso <strong>il</strong> discorso per<br />
<strong>il</strong> Siena, <strong>il</strong> cui esempio, con<br />
l’ennesima metafora ciclistica,<br />
ricorda <strong>il</strong> destino di un corridore<br />
partito troppo presto per la<br />
fuga, e finito senza p<strong>il</strong>e all’ultimo<br />
ch<strong>il</strong>ometro, quello ut<strong>il</strong>e per la<br />
volata. I bianco-neri di Iachini, dati<br />
per spacciati quando al giro di boa<br />
si ritrovavano ultimi in classifica,<br />
e senza più poter contare sui<br />
giocatori più rappresentativi<br />
come Calaiò, Neto, Larrondo e<br />
D’agostino, ceduti altrove, sono<br />
stati al contrario protagonisti di<br />
una rimonta esaltante, trascinati<br />
dal giovane talento Afro-Svizzero<br />
Emeghara. La sensazione è che<br />
però <strong>il</strong> modesto Siena abbia messo<br />
in questa rimonta tutto ciò che<br />
avesse da dare, se non qualcosa<br />
in più, tanto da apparire oggi<br />
totalmente svuotato, sia dal punto<br />
di vista fisico che psicologico, e<br />
lo si è visto sicuramente nel 4-0<br />
subito a Roma, ma già prima<br />
nella stentata vittoria contro <strong>il</strong><br />
Pescara. Il Siena ha dinanzi a sé un<br />
calendario che definire proibitivo è<br />
un eufemismo: i Toscani andranno<br />
prima a Catania, per poi affrontare<br />
in un trittico infernale nell’ordine<br />
Fiorentina, Napoli e M<strong>il</strong>an. Gli<br />
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 51<br />
Si salvi chi può<br />
uomini di Iachini sembrano con<br />
un piede in serie B, ma questo era<br />
accaduto già in passato, ed anzi,<br />
devono recriminare con se stessi<br />
per non aver avuto la freddezza<br />
di chiudere i conti quando<br />
da vittima sacrificale si erano<br />
improvvisamente trasformati in<br />
favorita numero uno. Dalla sua <strong>il</strong><br />
Siena ha però una credenziale non<br />
da poco, ovvero, <strong>il</strong> fatto che più<br />
punti di Genoa e Palermo in teoria<br />
li avrebbe già fatti, e sarebbe salvo<br />
se non fosse stato penalizzato<br />
di 6 punti in Estate causa calcio<br />
scommesse. La classifica virtuale,<br />
quindi, dice ancora che <strong>il</strong> Siena<br />
sarebbe teoricamente più forte,<br />
e provare a dimostrarlo per altre<br />
quattro settimane, sarebbe per i<br />
Toscani l’unica via di salvezza.<br />
Per <strong>il</strong> Torino, invece, la salvezza<br />
sembrava cosa fatta già da<br />
parecchio tempo. Gli uomini di<br />
Ventura hanno poi subito una<br />
brusca frenata ed un violento<br />
black out, durante <strong>il</strong> quale <strong>il</strong> ritmo<br />
delle inseguitrici, Palermo e Siena<br />
soprattutto, è improvvisamente<br />
ed inaspettatamente cresciuto. I<br />
granata non avranno certamente<br />
i favori del pronostico a San<br />
Siro contro un M<strong>il</strong>an che deve<br />
difendere <strong>il</strong> posto Champions che<br />
vale la stagione, e se non dovessero<br />
riuscire in stupefacenti imprese,<br />
non potrebbero assolutamente<br />
più sbagliare dal turno successivo,<br />
in cui affronteranno proprio<br />
<strong>il</strong> Genoa, che se come da<br />
pronostico dovesse battere <strong>il</strong><br />
Pescara, andrebbe a Torino con<br />
un solo punto di ritardo a giocarsi<br />
presumib<strong>il</strong>mente la partita della<br />
vita, rischiando di regalare alla<br />
squadra di Ventura una maledetta<br />
primavera. Andrea Falco
<strong>Impatto</strong>» Sport » pag. 52<br />
L’urlo di Bayern e Borussia: La finale di<br />
Champions non la giochiamo solo alla PS<br />
Martedì e Mercoledì tutti gli<br />
appassionati di calcio hanno<br />
potuto assistere a due episodi<br />
che probab<strong>il</strong>mente scateneranno<br />
reazioni a catena e cambieranno<br />
la scena del calcio internazionale.<br />
Infatti <strong>il</strong> Bayern Monaco di Jupp<br />
Heynckes ha battuto gli “Dei”<br />
blaugrana del Barcellona per 4<br />
a 0,mentre i cugini del Borussia<br />
Dortmund di Sebastien Klopp<br />
hanno sconfitto i GALACTICOS<br />
di Mourinho per 4 a 1. Serate<br />
di fuoco per le due tedesche<br />
che hanno regalato sprazzi di<br />
un “nuovo “ calcio,un calcio<br />
puro,elegante e burrascoso allo<br />
stesso tempo. Era solo questione<br />
di tempo. I tedeschi sapevano che<br />
un giorno avrebbero cambiato le<br />
vecchie concezioni, i vecchi luoghi<br />
comuni, le vecchie tradizioni.<br />
Ripercorriamo le tappe che hanno<br />
portato a questo momento storico<br />
per la Germania :<br />
2006) semifinale Germania-Italia<br />
vinta dai nostri campioni dopo<br />
120 minuti di sofferenze<br />
Bayern Monaco ) finale perduta<br />
tre anni fa,una buttata via l’anno<br />
scorso<br />
Borussia Dortmund ) società<br />
calcistica che nel 2006 è sulla<br />
soglia del fallimento …<br />
Ma chi sono Bayern e Borussia<br />
oggi? Vediamo insieme sappiamo<br />
tutti che FC BAYERN MUNCHEN è<br />
un club di tutto rispetto:<br />
conta 22 campionati tedeschi,<br />
15 Coppe di Germania e 4 Coppe<br />
dei Campioni,una coppa Uefa e<br />
una coppa delle Coppe. Nel 1974<br />
i Bavaresi sono diventati la prima<br />
squadra tedesca ad aggiudicarsi<br />
la Coppa dei Campioni e la terza<br />
squadra a vincere <strong>il</strong> trofeo per<br />
tre anni di seguito, dopo aver<br />
sconfitto <strong>il</strong> Saint Etienne per<br />
1-0. Negli anni ’80 <strong>il</strong> Bayern ha<br />
vinto cinque dei sei campionati<br />
a cui ha partecipato, tra i quali la<br />
Bundesliga e la Coppa di Germania<br />
ed è arrivato in finale di Coppa dei<br />
Campioni per due volte. Dall’inizio<br />
del nuovo m<strong>il</strong>lennio ad oggi, <strong>il</strong><br />
Bayern Monaco ha fatto quattro<br />
“doppiette” e la sua stagione<br />
più di successo è stata nel 2007-<br />
2008 e 2009-2010 quando ha<br />
vinto <strong>il</strong> campionato e la coppa di<br />
Germania. A fasi alterne è stata in<br />
passato ed è tappa e “dimora “ di<br />
calciatori di grande calibro come<br />
Oliver Bierhoff, Roy Makaay, Raul<br />
Gonzalez, Lahm, Gomez, Muller,<br />
Kroos, Ribery e tanti altri ancora.<br />
Passano gli anni e la società apre<br />
a nuove politiche : giocatori del<br />
vivaio si mescolano a giocatori<br />
esterni.Ciò è dimostrato dal<br />
fatto che Quest’anno i bavaresi<br />
hanno piazzato <strong>il</strong> più costoso<br />
colpo della Bundesliga: Javi<br />
Martinez,comprato dall’Atletico<br />
B<strong>il</strong>bao per 40 m<strong>il</strong>ioni di euro.<br />
Per quanto riguarda <strong>il</strong> Borussia<br />
Dortmund,la sua storia sembra<br />
davvero un racconto alla Oliver<br />
Twist. Negli anni 90 i dirigenti<br />
(poco competenti) si immergono<br />
in spese dispendiose che però<br />
portano alla vittoria della<br />
Champions nel 1997 contro la<br />
Juventus. Nel 2006 la società<br />
vede <strong>il</strong> “fantasma” del fallimento<br />
a causa di debiti che ammontano<br />
a 140 m<strong>il</strong>ioni di euro. Viene<br />
venduto lo stadio e vengono<br />
ridotti gli ingaggi dei calciatori<br />
del 20% per far rimanere in vita <strong>il</strong><br />
club. Nelle annate 2007 e 2008 la<br />
retrocessione è vicina. Però per<br />
i Dortmundiani <strong>il</strong> 2006 non è la<br />
fine ma solo l’inizio di un nuovo<br />
percorso,di una rigenerazione.<br />
Infatti nel 2008 l’arrivo di Jurgen<br />
Klopp spiazza tutti. Giovane<br />
tecnico decide di incamminarsi<br />
su una “selva oscura” e di<br />
portare la f<strong>il</strong>osofia della cantera<br />
barcelloniana. Abbracciando<br />
questa f<strong>il</strong>osofia,tutto cambia. Si<br />
decide di rifondare la rete degli<br />
osservatori,che sono loro i veri<br />
“fabbri” che hanno plasmato<br />
questa squadra,sono loro<br />
che hanno ordini ben precisi<br />
dall’alta dirigenza: scovare<br />
giovani TalenTi a basso cosTo<br />
(soprattutto nell’Europa dell’est).<br />
Vedi Mario Mandzukic, Robert<br />
Lewandowski, Edin Dzeko. Inoltre<br />
la società riesce ad ottenere un<br />
elevato margine di ricavo dalla<br />
vendita dei suoi pezzi pregiati.<br />
Basti pensare che l’esterno<br />
Giapponese Kagawa fu acquistato<br />
per la modesta cifra di 300<br />
m<strong>il</strong>a euro e fu rivenduto l’anno<br />
seguente al Manchester United<br />
per 16 m<strong>il</strong>ioni di euro. Bisogna<br />
poi evidenziare la figura del coach<br />
Klopp che si è dimostrato un vero<br />
e proprio”collante” che ha dato<br />
vita ad uno st<strong>il</strong>e calcistico sublime<br />
e bello da vedere!! Si è aggiunta<br />
poi la crescita prosperosa dei<br />
ricavi e della notorietà economica:<br />
fatturato di 199 m<strong>il</strong>ioni di euro nel<br />
2012 e un ut<strong>il</strong>e netto di 34 m<strong>il</strong>ioni.<br />
Le notti all’Allianz arena e al Signal<br />
Iduna Park sono state momento<br />
di “transizione”,una sorta di<br />
passaggio di chiavi dal calcio<br />
spagnolo al calcio tedesco. Ma<br />
cosa hanno in comune Bayern e<br />
Borussia?Semplice:sono <strong>il</strong> riflesso<br />
di una situazione politica ed<br />
economica che non hanno eguali<br />
nel vecchio continente .La capacità<br />
di trarre giovamento anche in<br />
situazioni diffic<strong>il</strong>i è entrata nel<br />
dna di tutti gli enti,gli apparati e i<br />
settori della Germania.Sembrava<br />
davvero lontana una finale tutta<br />
tedesca e invece. Wembley<br />
davvero potrebbe colorarsi di<br />
rosso e di giallo. Queste due<br />
squadre hanno dimostrato che nel<br />
calcio nulla è eterno,non esistono<br />
Dei e non esiste un modulo o<br />
uno st<strong>il</strong>e di gioco imbattib<strong>il</strong>e.<br />
E se esiste un “Olimpo” allora si<br />
vede che le divinità non hanno un<br />
posto fisso! Nel caso in cui Bayern<br />
e Dortmund dovessero incontrarsi<br />
in finale <strong>il</strong> 25 maggio allo Wembley<br />
stadium,non possiamo fare altro<br />
di augurare loro la miglior sorte e<br />
di vedere adrenalina e spettacolo<br />
sul terreno di gioco. In realtà loro<br />
non lo sanno ma già hanno vinto<br />
e se la storia è fatta di cicli che<br />
toccherà a noi italiani affacciarci<br />
dai tetti d’Europa? Incrociamo le<br />
dita!<br />
Mattia Officioso<br />
mattia.officioso@impattosettimanale.it
i m p a t t o<br />
Tante grazie a tutti voi<br />
lettori...<br />
Solo voi siete <strong>il</strong> vero “oro”<br />
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